menù

OLTRE LE RISAIE PIEMONTE INSOLITO SACROMONTE NOVARA E VERCELLI

Prezzo
670,00€ per persona
Data
17/10/2026
Durata
4 giorni 3 notti
Destinazione
Più di 1
Viaggiatori
20
  • Informazioni
  • Mappa
  • Recensioni
  • Tour simili

Cosa è incluso

Destinazione
EUROPA , Italia Scopri le destinazioni
Informazioni aggiuntive
Prenotazioni sino esaurimento dei posti disponibili,acconto euro 170,00: Saldo 30 giorni prima partenza
Prezzi aggiuntivi
Suppl. Singola 95.00:
Programma del tour

 

Viaggio TRA ARTE e CULTURA nella capitale europea del riso
Idee per esplorare e gustare… l’Alto Piemonte!

Dalla pianura alle colline dei vini doc e docg, fino ai laghi Maggiore e d’Orta. Seguici per assaporare il nostro territorio, te ne innamorai.

TURISTI NEL RISO..

TRA RISAIE E RISERIE

ITINERARIO SULLE ORME DELLE MONDINE IL MONDO DELLE RISAIE

Le visite guidate a tema riso, in aziende agricole e riserie, sono un’occasione importantissima per fare cultura e turismo insieme, creando consapevolezza sul cibo.

Sono tanti i produttori di riso che aprono le loro porte ai visitatori. Come le aziende vercellesi, novaresi e lomelline più antiche (come il Principato di Lucedio, la Tenuta Castello e la Cascina San Maiolo). O come quelle più piccole e diversificate, fino a quelle della Baraggia, dove si produce l’unica DOP del riso.

Ognuna di queste visite guidate fa scoprire la storia del riso, il metodo di coltivazione nelle risaie, l’utilizzo e l’importanza dell’acqua, l’attenzione alla biodiversità della risaia. Ma anche la grandissima quantità di varietà di riso, quindi le differenze e le caratteristiche di ogni varietà in base alla ricetta che si vuole provare.

L’ideale è visitare i produttori in primavera, con il mare a quadretti delle risaie allagate. Oppure in autunno, quando sono in campo le mietitrebbie per il raccolto…

Le visite guidate nelle riserie, infine, sono importantissime per parlare di qualità, di attenzione nelle diverse fasi di lavorazione, di macchinari tradizionali a pietra e di macchinari elettronici modernissimi.

Quello delle riserie è un mondo da scoprire e tanti produttori, come Riseria di AsiglianoRiso RizzottiRiso Testa, Cascina Alberona e Riseria Capittini aprono ormai le loro porte.

Specchi d’acqua, paglie di riso che sbirciano timidamente dalla superficie bagnata, li verde vivace dei campi tagliati dai canali brillanti nel sole. Raramente la pianura affascina con la sua bellezza. Ma ogni volta quando passiamo vicino alle risaie piemontesi, il paesaggio che vediamo sempre, indipendentemente dalla stagione, attira la mia attenzione. Soprattutto d’estate quando un morbido verde piumone copre un vero waterworld.

Hai voglia di scoprire un territorio caratterizzato da una grande tradizione rurale, cascine storiche, Musei e abbazie? lasciati ispirare dagli spazi della campagna e dai suoni che riportano indietro nel tempo.

Ovviamente l’Italia non e’ diventata famosa per la risocultura. Quando uno pensa al Bel Paese vede piuttosto un immagine di un paesaggio collinare, la coltivazione della vite, degli agrumi oppure dell’olivo. Ed ecco arriva la sorpresa – gli Italiani sono il piu’ grande produttore di riso nell’Europa (1,5 milioni di tonnellate all’anno)! Certo, e’ poco rispetto alla produzione cinese (quasi 200 milioni di tonnellate), oppure quello dell’India (150 milioni di tonnellate). Ma il fatto e’ che le vasche d’acqua dette anche camere occupano una buona parte della Pianura Padana.

 

Le risaie piemontesi non si limitano solo all’agricoltura. Ormai sono diventate degli interessanti posti turistici, come per esempio le vecchie abbazie, tra qui il Principato di Lucedio.

Curiosità:
Il Piemonte la regione italiana con il miglior riso. Le risaie un ecosistema da difendere!!!

 

 TERRITORIO E CUCINA

A metà Strada tra Torino e Milano non è solo un ristorante, ma…omissis…Un luogo dove gustare il riso in tutte le sue sfacettature, dall’antipasto al dolce sino alla bottega.

Un luogo dove scoprire il territorio.

Varallo: la capitale del turismo e della cultura in Valsesia
Varallo è il cuore culturale della Valsesia: musei, chiese, contrade medievali e tradizioni secolari si intrecciano ai piedi del Sacro Monte.

Il Sacro Monte patrimonio UNESCO

Capolavoro di arte e spiritualità, il Sacro Monte di Varallo è un percorso unico al mondo che unisce architettura, scultura e pittura in un itinerario devozionale immerso nel paesaggio alpino.
Cosa vedere a Novara: una città da riscoprire
Novara, tra storia, arte e paesaggi suggestivi: un tour completo ai suoi tesori.
Novara, capoluogo di provincia del Piemonte, è spesso considerata una meta di passaggio, ma chi decide di esplorarla viene sorpreso da un mix affascinante di monumenti storici, eleganti architetture, vie porticate e paesaggi incantevoli.
Viaggio TRA ARTE e CULTURA nella capitale europea del riso

Itinerario  alla scoperta di Vercelli, una delle città più affascinanti del Piemonte, ricca di tesori e capolavori artistici immersa in un panorama unico.

 Vigevano, città ducale del Rinascimento

Situata nel cuore della Lomellina, tra Pavia e Milano, Vigevano è una delle perle nascoste della Lombardia. Spesso trascurata dai grandi circuiti turistici, questa elegante cittadina racchiude tesori d’arte rinascimentaleatmosfere medievali e un patrimonio culturale unico, il tutto avvolto da un ritmo rilassato e autentico.

Considerata la “città ideale” del Rinascimento secondo Leonardo da Vinci, che la frequentò durante il suo soggiorno alla corte del ducato di Milano, e Capitale della Calzatura grazie alla sua eccellenza nell’arte manifatturiera delle scarpe Made in Italy, questa città è la meta perfetta per una gita fuori porta, anche last-minute, da Milano o da Pavia.

17 Ottobre 2026 Roma-Novara-Varallo 

Ritrovo dei partecipanti alla Stazione Termini e partenza in treno per Novara.Pranzo libero.

Arrivo a Novara  Incontro con la guida e partenza in bus privato, visita  guidata – Val Sacro Monte di Varallo,Patrimonio Unesco.

In volo verso il Sacro Monte di Varallo sulla funivia più ripida d'Europa | Touring Club Italiano
Il Sacro Monte di Varallo fu realizzato alla fine del XV secolo dal frate francescano Bernardino Caimi, che era stato custode del Santo Sepolcro a Gerusalemme, che volle riprodurre nel ducato
di Milano, sua terra di origine, i luoghi santi della Palestina, testimoni della vita terrena di Cristo. Con l’appoggio e il sostegno economico degli abitanti di Varallo furono edificati luoghi semplici al
cui interno vennero posti dipinto o sculture colorate per narrare la storia di Gesù. Sulla porta della prima cappella edificata, che riproduce il santo Sepolcro di Gerusalemme, è spiegata la ragione
del progetto: consentire di vedere i luoghi sacri di Gerusalemme a chi non poteva andarvi in pellegrinaggio.

Varallo e il suo Sacro Monte - Invalsesia

All’inizio del Cinquecento, grazie all’opera di Gaudenzio Ferrari, pittore, scultore e architetto, le scene sacre acquistarono maggiore importanza e il Sacro Monte assunse l’aspetto finale. Gaudenzio ha popolato le scene di personaggi realistici, presi dalla vita di tutti i giorni, mamme, bambini, animali domestici, il montanaro delle valli con il gozzo.

Il Sacro Monte di Varallo: percorso di fede e arte

Ne ha riprodotto non solo l’aspetto fisico, ma anche l’umanità, i sentimenti: il dolore degli angeli in cielo per la morte diCristo, lo svenimento della Madonna, lo stupore dei Magi quando vedono la cometa in cielo. Nel 1565-1572 il complesso viene ridisegnato dall’architetto perugino Galeazzo Alessi che nel suoprogetto , denominato Libro dei Misteri, consultabile in originale presso la Biblioteca Civica di Varallo, voluto e finanziato dal finanziere milanese Giacomo d’Adda, lo arricchì di meraviglie eartifici vicini al gusto decorativo delle ville contemporanee, con giochi d’acqua, fontane, siepi e giardini all’italiana.

Il Sacro Monte di Varallo - Sacro Monte di Varallo

Il Sacro Monte fu da lui progettato in tre aree: la zona a giardino, l’area urbanasulla sommità e la zona boschiva, con le cappelle seminterrate del Limbo, del Purgatorio e dell’Inferno, quest’ultima realizzata solo in parte. A partire dal 1593 Carlo Bascapè, vescovo di Novara, trasformò il complesso in un grande catechismo illustrato per narrare ai fedeli, in modo chiaro e comunicativo, la storia della vita di Cristo, raccogliendo le indicazioni di san Carlo Borromeo e del Concilio di Trento. E’ a questa fase del Sacro Monte di Varallo, a cui lavorarono importanti artisti come i Fiammenghini, Morazzone, Tanzio da Varallo e suo fratello Giovanni, Gianoli, Dionigi Bussola, che si ispirarono gli altri Sacri Monti costruiti dopo il Concilio di Trento: da Orta a Crea, Varese, Oropa, Ossuccio.

Proseguimento per Novara per cena e pernottamento in hotel o ristorante

18 Ottobre 2026 Novara-visita risaia con le raccolta del riso

Dopo colazione, visita della città di Novara.

Novara è una meta sorprendente e inaspettata all’insegna di storia, cultura, natura e buon cibo. Secondo centro del Piemonte per popolazione dopo Torino, Novara sorge nella pianura tra le risaie. Svetta sulla città l’imponente cupola neoclassica a pinnacolo della basilica di San Gaudenzio, progettata da Alessandro Antonelli. Le vie acciottolate e le piazze contornate da antichi portici caratterizzano il bel centro storico, impreziosito da tesori architettonici come il complesso monumentale del Broletto, il castello Visconteo-Sforzesco, il battistero paleocristiano e la cattedrale.

CUPOLA DI SAN GAUDENZIO - SALITA E VISITA GUIDATA KALATÀ: Tutto quello che c'è da sapere

Basilica di San Gaudenzio

Cominciamo la visita tra le cose da vedere a Novara in grande stile, con la Basilica di San Gaudenzio, dotata della bella Cupola Antonelliana che raggiunge un’altezza di ben 121 metri.
 La costruzione della chiesa prese il via nel 1577 e i lavori furono affidati all’architetto Pellegrino Tibaldi e continuarono fino al 1659. I lavori vennero cominciati non appena scongiurata la peste in
città, come a rendere omaggio ai santi per la grazia ricevuta. Venne identificato il punto più alto del centro storico come quello ideale per costruire la basilica di San Gaudenzio e, per lasciarle
spazio, venne abbattuta la chiesa dell’XI secolo dedicata a San Vincenzo Martire che si trovava proprio qui. Di questa vennero salvate esclusivamente tre cappelle, tra cui quella di San Giorgio
dove erano state trasportate le spoglie di San Gaudenzio. Già dalla facciata si nota la maestosità del progetto, anche solo l’ingresso estremamente alto e chiuso da una porta in noce, è decorato da rosoni e teste di ferro fuso. La struttura è a pianta a croce latina con un’unica navata con affiancata sei cappelle laterali collegate le une alle altre e che arrivano fino all’ampio transetto posto davanti al presbiterio. Al centro della navata è presente anche un grande lampadario con fiori di ferro battuto che ricorda l’incontro tra i vescovi di Novara e Milano, ovvero Gaudenzio e Ambrogio. Ogni anno, il 22 gennaio, viene ricordato questo evento attraverso la cerimonia del fiore in cui il lampadario viene abbassato e i fiori sostituiti con altri portati in processione da un corteo.

Basilica di San Gaudenzio - ATL Novara - Arte e Storia Scheda

All’interno della Basilica di San Gaudenzio viene custodito anche il corpo del santo, il quale rappresenta il patrono di Novara. Sono diverse anche le altre opere d’arte degne di nota, dalla
Cappella della Natività, dove si trova anche il polittico di Gaudenzio Ferrari risalente al 1516, alle decorazioni, per lo più in stile barocco e tutte differenti tra loro, delle altre cappelle. L’opera più famosa dell’intera Basilica di San Gaudenzio è però la sua cupola progettata dall’architetto Alessandro Antonelli.  Al termine di questi lavori l’Antonelli si dedicò alla progettazione della celebre Mole Antonelliana di Torino.
Fuori dalla Basilica di San Gaudenzio si trova il campanile settecentesco progettato da Benedetto Alfieri e alto circa 75 metri. Questo venne costruito per sostituire la prima torre campanaria, che si trovava sul pilastro sud ovest della chiesa, ma che a causa delle vibrazioni dovute alle campane rischiava di arrecare seri danni alla basilica. Da fuori è possibile vedere anche la cupola di
Alessandro Antonelli sulla quale è posizionata la statua in bronzo del Salvatore, che si trova lì dal 1878, e che è alta circa cinque metri.

Cosa vedere a Novara

Piazzetta e Chiesa di Nostra Signora del Carmine

Riprendiamo la nostra passeggiata verso il cuore del centro storico di Novara e ci imbattiamo, un po’ per caso, nella piazzetta di Nostra Signora del Carmine. Il suo nome è legato all’edificio di
culto che qui si affaccia, la chiesa di Nostra Signora del Carmine. Una chiesa è qui presente da svariati secoli e l’imperatore Carlo V d’Asburgo ne ordinò la distruzione nel 1552, facendole riportare ingenti danni. Per anni non si intervenne, fino a quando nel 1763 si decise per una ricostruzione. L’aspetto è decisamente neoclassico, tanto negli esterni quanto negli interni. La facciata, stretta e alta, è scandita da quattro lesene che terminano con capitelli di ordine corinzio. Al centro la forma del portone d’ingresso è chiaramente richiamata dal grande finestrone superiore.

Palazzo della Borsa

Passeggiando tra le cose da vedere a Novara vi capiterà frequentemente di trovarvi davanti a grandi palazzi storici, senza nemmeno cercarli. Questo è il caso che ci capita con il palazzo della
Borsa: un lungo edificio giallo con al pian rialzato un lungo porticato. L’edificio è di inizio ottocento e fu costruito per ospitare il mercato cittadino, spostandolo qui dal cortile del broletto. Le crescenti dimensioni di Novara e il fiorire del commercio di riso, cereali, vino, stoffe e tanto altro, rendeva il broletto troppo piccolo per immagazzinare tutte queste merci.

Palazzo della Posta – Architettura Fascista

Subito al di fuori dei Bastioni della Barriera Albertina scorgiamo il Palazzo della Posta, che allo IAT ci avevano consigliato di vedere. Non ha nulla di speciale, se non lo stile tipico dell’architettura
fascista, che qui è chiaramente riconoscibile.  L’imponenza del palazzo è resa ancora di più per via della scalinata monumentale che porta fino all’ingresso. Le sue dimensioni sono grandiose, con soffitti altissimi e superfici in pietra. La chiusura, ottenuta attraverso volte in vetrocemento, dona luce naturale agli interni.

Castello di Novara

Non rimane tantissimo del castello di Novara, se non delle vaghe forme all’interno di un fossato che ricordano lontanamente i fasti del castello Visconteo Sforzesco. Il primo castello qui costruito era di epoca duecentesca e venne sostituito da quello dei Visconti. Venne poi ulteriormente modificato nel XV secolo durante la signoria di Galeazzo Sforza, che lo trasformò in una vera e propria piazzaforte strategica, grazie l’aggiunta di un muro possente che proteggesse il castello.

Castello Visconteo Sforzesco: il risanamento e la conservazione

Dopo essere stato utilizzato come castello cambiò più volte destinazione d’uso, ad esempio nel
XIX secolo venne impiegato come carcere. L’edificio è stato restaurato di recente e oggi  viene impiegato per mostre anche di livello internazionale La storia del castello cittadino è piuttosto antica, una sua prima edificazione risale infatti al 1272, quando venne costruita la Turricella, ovvero una torre eretta a ridosso delle mura nell’angolo sud occidentale della città. Nel 1293 la proprietà passò alla famiglia Visconti, la quale fece costruire un importante struttura di fortificazione che venne poi ampliata con l’aggiunta di alcuni edifici residenziali.

Nel pomeriggio ci spostiamo per una delle visite più suggestive del nostro viaggio ovvero una visita ad un azienda agricola -riseria.

Tra Vercelli e Novara, nelle terre del riso | Dove Viaggi

ITINERARIO SULLE ORME DELLE MONDINE IL MONDO DELLE RISAIE

Riso Vercellese - Visit Valsesia Vercelli %

Visita in un’azienda agricola/riseria (settembre-ottobre è il periodo del raccolto, si vedono le risaie con il riso in campo e si visitano aziende produttive o di trasformazione del riso, si affronta l’aspetto storico-etnografico delle mondine).

Riflessi di Riso - Risò - Festival del Riso a Vercelli

Arrivo presso la cascina e presentazione azienda, macchinari, attrezzi e attività proseguiamo con una Breve passeggiata fino alle risaie.

Meno risaie nel quadrilatero Pavia-Alessandria-Vercelli-Novara - Rivista di Agraria.org

Visita alle risaie e spiegazione delle operazioni agricole del periodo.

Risò: le visite guidate a Vercelli e sul territorio - Prima Vercelli

Ritorneremo in cascina per osservare dal dal vivo con spiegazione della lavorazione e trasformazione del riso in riseria li impareremo le  differenze tra le varietà di riso e usi in cucina.

In serata arrivo in hotel cena e pernottamento.

19  Ottobre 2026 Novara-Vigevano-Mulino Mora Bassa 

Dopo colazione, iniziamo con la visita di mezza giornata di Vigevano.
Ordinata e ben curata, Vigevano è una cittadina della provincia di Pavia che è conosciuta per essere un centro industriale di rilievo nazionale. In particolare, questo territorio è stato per anni uno dei principali centri mondiali per la produzione di calzature.

Vigevano - Cosa vedere e come arrivare

La vocazione industriale della città è presente sin dal medioevo quando durante il periodo sforzesco Vigevano era diventato un centro manifatturiero famoso per la lavorazione dei panni di lana e di lino. È sempre in questo peiodo che la città ha raggiunto il suo massimo splendore diventando sede di una delle residenze ducali prima degli Sforza e poi dei Visconti. L’industrializzazione della città è ripresa poi con forza nell’Ottocento con l’apertura in città prima di un birrificio Peroni e, in seguito nel 1866, del primo calzaturificio a modello industriale. Da quel momento il territorio è diventato noto come l’appellativo di “capitale della scarpa” perché qui venivano prodotte migliaia di scarpe esportate in tutto il mondo. Nonostante l’industria calzaturiera non sia più forte come un tempo, Vigevano rimane uno dei centri più importanti per la produzione di scarpe.

Museo internazionale della Calzatura "Pietro Bertolini" | ViviVigevano e Territorio - VVG Vieni Visita Gusta

Attualmente Vigevano è la località principale della Lomellina e una destinazione che è riuscita a custodire un patrimonio architettonico davvero eccezionale. Visitando la città, inoltre, è possibile conoscere la storia e le  tradizioni di un territorio dal passato illustre che ha visto qui protagonisti non solo le famiglie dei Visconti e dei Visconti e degli Sforza ma anche artisti come Bramante e Leonardo.Da piccolo borgo della campagna lombarda tra il XIV e il XVI secolo Vigevano è diventata, per volere dei Duchi di Milano, una seconda capitale. Ora il cuore pulsante della città è sicuramente Piazza Ducale che è considerata uno degli esempi più importanti di architettura urbanistica del Rinascimento Lombardo. Oltre ad ospitare il Duomo cittadino la piazza è luogo di ritrovo dei vigevanesi e presenta numerosi bar, ristoranti, boutique e negozi storici. Duomo di Vigevano Il Duomo di Vigevano noto anche come Cattedrale di Sant’Ambrogio è stato costruito attorno al XVI secolo su progetto di Antonio da Lonate per volere di Francesco II Sforza. La chiesa è stata costruita nel luogo in cui era già presente un precedente edificio religioso di cui sono rimasti degli elementi decorativi. Nell’Ottocento il duomo è stato oggetto di restauri e numerosi lavori come la realizzazione dell‘altare maggiore (1828-1830), a opera di Alessandro Sanquirico.

Cattedrale di Sant'Ambrogio | ViviVigevano e Territorio - VVG Vieni Visita Gusta

All’interno l’edificio religioso si presenta con tre navate finemente decorate dal pittore locale Francesco Gonin. Ma ciò che non bisogna perdere è una visita al Museo del Tesoro. Divenuta nel Cinquecento città vescovile Vigevano ha accolto donazioni di numerosi oggetti preziosi come calici, paramentali e manoscritti di grande valore. Tra i più importanti spicca il paramentale utilizzato a Milano il 26 maggio 1805 per incoronare Napoleone Bonaparte re d’Italia. Castello Visconteo – Sforzesco Il Castello Visconteo – Sforzesco (o Palazzo Ducale) si trova nel punto più alto della città e si presenta come un complesso di edifici che si estende su un’area di oltre due ettari. Il nucleo più antico sembra risalire al X secolo, ma è solo nel Quattrocento che il Castello viene modificato per diventare residenza dei Duchi di Milano, da cui il nome Palazzo Ducale. In particolare, viene chiamato a corte Bramante che ha ampliato il maschio sul lato orientale realizzando un giardino pensile racchiuso da due edifici porticati. Nell’Ottocento il castello ritorna oggetto di modifiche più consistenti dato che da residenza nobile riprende ad avere ruolo più militare. Attualmente il Castello ospita diversi siti museali come il Museo archeologico nazionale della Lomellina, che si trova nell’area della “terza scuderia”, il Museo Internazionale della Calzatura Pietro Bertolini, la Leonardiana e la Pinacoteca. Museo della Calzatura Il Museo della Calzatura intitolato a ‘’Pietro Bertolini” è un sito interamente dedicato alla storia e alla evoluzione della calzatura. Vigevano è nota in tutto il mondo per essere un importante centro di produzione della calzatura dato che qui a metà Ottocento è stato aperto il primo calzaturificio a modello industriale. Attualmente presso questo Museo è possibile conoscere la storia del settore calzaturiero e come questo si è intrecciato a lungo con la storia di Vigevano. Una sezione è poi dedicata all’evoluzione della scarpa intesa come oggetto di moda e design. Torre del Bramante Presso Palazzo Ducale si trova anche la famosa “Torre del Bramante”, un torrione le cui origini sembrano risalire al XII secolo ma che è stato rivisitato nel XV secolo. L’edificio vanta sette piani più il capolino, ma solo i primi quattro piani sono accessibili al pubblico fino a ad arrivare ad un terrazzo panoramico che regala una vista stupenda su tutta Vigevano. Leonardiana La Leonardiana è un nuovo sito museale che è stato allestito sempre all’interno del Castello di Vigevano. Qui attraverso un apposito percorso è possibile ripercorere la vita e l’opera del grande maestro Leonardo Da Vinci che a lungo ha soggiornato a Vigevano. All’interno di questo particolare Museo si trovano ricostruiti non solo i disegni, i taccuini e le opere realizzati da Leonardo ma anche 26 dipinti attribuiti alla sua mano e riprodotti in scala reale con speciali tecniche ad alta risoluzione.

Castello di Vigevano - complesso, Piazza Ducale - Vigevano (PV) – Architetture – Lombardia Beni Culturali

La Piazza si presenta come uno delle migliori opere urbanistiche in stile rinascimentale ed è stata costruita con l’intento di perseguire la realizzazione della famosa “città ideale” tanto voluta da Ludovico il Moro. La pavimentazione con ciottoli risale alla metà dell’Ottocento così come quella dei portici che in origine era in mattoni a spina di pesce. Strada coperta La “Strada coperta” di Vigevano rappresenta una delle più importanti opere di ingegneria militare medievale. La strada è stata realizzata nel 1347 da Luchino Visconti per permettere ai signori di Milano di entrare e uscire dal Castello in gran segreto ma anche come via di fuga in caso di pericolo. La strada è lunga 167 metri e larga 7 ed è riuscita a rimanere intatta sino ai nostri giorni. Nel Novecento questa strada è stata poi usata dai militari per il trasporto di merci.

Nel pomeriggio visita guidata di mezza giornata al Mulino di Mora Bassa , dove ammirare la ricostruzione delle macchine di Leonardo da Vinci, nel mulino che ospitò, in persona, la Dama con
l’ermellino.  Nel 1494, il Moro lo offrì come dono di nozze alla moglie Beatrice d’Este.
 Dopo la morte di lei, nel 1498, lo Sforza cedette il Mulino, con i terreni circostanti, ai Domenicani di Santa Maria delle Grazie di Milano, i quali ne tennero la proprietà fino alla calata di  Napoleone, che confiscò BUONAPARTE di questi possedimenti. Nel 1803, il Marchese Saporiti riscattò dallo stato napoleonico il Mulino e tutta la tenuta della Sforzesca, lasciando, poi, tutto il patrimonio in eredità al nipote Rocca di Reggio Emilia, cui Carlo Alberto, re del Piemonte, avrebbe riconosciuto il Marchesato della Sforzesca, nel 1845.

Mulino di Mora Bassa Ecomuseo della Roggia Mora e mostra permanente macchine di L Da Vinci | ViviVigevano e Territorio - VVG Vieni Visita Gusta

A seguito di una divisione ereditaria Mora Bassa passò ai Conti milanesi Archinto Gropallo Saporiti che, nel 1988, cedettero il tratto di Roggia Mora con i relativi edifici idraulici, all’Associazione Irrigazione Est Sesia, che ne è l’attuale proprietaria. Nel 2000, come precedentemente anticipato, grazie alla volontà dell’Est Sesia e con il contributo della Regione Lombardia e del Comune di Vigevano, il Mulino diventò sede museale. Cena e pernottamento in hotel.

20 Ottobre 2026 Novara Vercelli-Roma

In mattinata ci dedichiamo alla visita a Vercelli -Abbazia di Sant’Andrea, centro storico con le torri, Piazza Cavour, Piazza dei Pesci, esterni Sinagoga > interni Duomo e San Cristoforo.

Visita guidata "Vercelli medievale"

ABBAZIA DI SANT’ANDREA, OSPEDALE MAGGIORE E ARCA

Il tour cittadino non può che partire dal simbolo della città di Vercelli, l’Abbazia di S. Andrea.
Edificata fra il 1219 ed il 1227 per volere del cardinale Guala Bicchieri, rappresenta uno splendido esempio di fusione tra lo stile romanico lombardo – emiliano e l’architettura gotica d’oltralpe. Al
suo interno, è ospitata una delle più belle sale capitolari d’Italia, e un incantevole chiostro rettangolare con cornici in cotto e pitture dell’inizio del ‘500. Antistante l’Abbazia si trova il Salone Dugentesco, fondato nel 1224 dallo stesso cardinale, che costituisce il nucleo più antico dell’ ex Ospedale Maggiore, sorto per accogliere i pellegrini che percorrevano la Via Francigena. L’area è stata oggetto negli ultimi anni di una profonda trasformazione che l’ha resa il nuovo polo culturale della città, vista la presenza dell’Università del Piemonte Orientale e delle Biblioteche civiche.

Vercelli, Viaggio tra Arte e Cultura nella Capitale Europea del Riso
Proseguendo per Via Galileo Ferraris, ubicato all’interno della ex chiesa di San Marco, il polo espositivo ARCA ospita iniziative culturali e mostre di alto livello come le mostre della collezione Guggenheim e la mostra sulla Magna Charta (2019). Sul lato opposto della piazza è situata la chiesa di San Bernardo, sede del santuario diocesano di Maria Salute degli Infermi, importante
centro di devozione.

SAN CRISTOFORO, PIAZZA CAVOUR E L’ANTICO BROLETTO

L’itinerario prosegue presso la chiesa di San Cristoforo, conosciuta anche come la “Capella Sistina di Vercelli”. Edificata nella prima metà del 1500, vanta splendidi capolavori di Gaudenzio Ferrari, tra cui spicca la pala d’altare della Madonna degli Aranci. Da qui si raggiunge Piazza Cavour, un tempo conosciuta come Piazza Maggiore, sita nel cuore del centro storico, luogo d’incontro per tutti i vercellesi nonché piazza più importante della città. Dominata dalla poderosa Torre dell’Angelo, è caratterizzata dai portici ad arco acuto di epoca medievale. Al centro della piazza sorge il monumento dedicato a Camillo Benso conte di Cavour, realizzato nel 1854. A pochi passi da Piazza Cavour si trova l’antico Broletto, originaria sede del Comune dal 1200 al 1800, sede di un’altra piazza molto amata dai vercellesi: Piazza Palazzo Vecchio, o in gergo “Piazza dei Pesci” a ricordare il mercato ittico che una volta qui si teneva. Domina la piazza la Torre Civica, la più antica di Vercelli, a confermare particolarmente calzante l’appellativo di città turrita.

Top Things to do in Vercelli (Piemonte - Italy) | My Travelogue - Indian Travel Blogger, Heritage enthusiast & UNESCO hunter!

CATTEDRALE DI SANT’EUSEBIO E MUSEO DEL TESORO DEL DUOMO

Percorrendo via Monte di Pietà si raggiunge piazza D’Angennes, ricca di edifici storici ed importanti a partire dal Palazzo Arcivescovile, proseguendo con il Museo del Tesoro del Duomo, la Cattedrale di Sant’Eusebio e il Seminario Arcivescovile.

MUSEO DEL TESORO DEL DUOMO E ARCHIVIO CAPITOLARE - Abbonamento Musei

Il Palazzo Arcivescovile, edificio rinascimentale di grande valore storico, ospita al pianoterra il Museo del Tesoro del Duomo che raccoglie preziosi reliquari, opere di oreficeria, arredi liturgici e il “Vercelli Book”, famoso codice scritto su pergamena in lingua anglosassone risalente al X secolo. La Cattedrale di Sant’Eusebio, eretta come basilica cimiteriale a partire dal V secolo poi ricostruita nel 1570, presenta un’imponente facciata barocca.

Reliquiario limosino di Santa Caterina - Museo del Tesoro del Duomo di Vercelli

Il Seminario Arcivescovile viene invece fondato nel 1572. La parte più antica è progettata da Filippo Juvarra. Qui ha sede la Biblioteca Agnesiana e Diocesana.

Pranzo degustazione esperienziale e iniziamo in nostro viaggio di ritorno verso Roma.

Ci trovate a omissis… un piccolo borgo del vercellese,Siamo omissis….un paesaggio unico denominato “la savana italiana”, censito nei SIC europei di Natura 2000, circondato dall’arcata alpina e dalle risaie nel luogo più a nord del mondo dove si coltiva il riso.

Acque fredde che scendono dal Monte Rosa e terre argillose tipiche dei mattoni barocchi fanno crescere un riso robusto e di altissima qualità che ha ricevuto il riconoscimento DOP.

Qui nel Centro Storico di Buronzo si erge il Castello Consortile , unica realtà di codesta architettura in Italia, composto da 7 case nobiliari costruite in 600 anni di arte edile , sede del FAI di Primavera nel 2014. In una di queste dimore storiche di metà 700, per molti anni abbandonata e in stato di degrado, nasce nel 2008 …omissis 

FINE DEI NOSTRI SERVIZI

 

Quota comprende:

Bus locale per la durata del tour.

Hotel 4 stelle in trattamento di mezza pensione

Servizio di guida   autorizzata Regione Piemonte

Servizio ESPERENZIALE RISAIE

Assicurazione medica massimale 50.00,00 e bagaglio 1.500,00

ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO COPRE INTERO VALORE DEL VIAGGIO

Iva di legge 22%

Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio

 

La quota non comprende:

Treno AV da 110,00 euro.Ingressi 40,00 incluso biglietto funivia

Auricolari 15,00

I pranzi non indicati.Le bevande ai pasti

Le mance

Di più EUROPA

Di più Italia

  Viaggio TRA ARTE e CULTURA nella capitale europea del riso Idee per esplorare e gustare… l’Alto Piemonte! Dalla pianura alle colline dei vini doc e docg, fino ai laghi Maggiore e d’Orta. Seguici per assaporare il nostro territorio, te ne innamorai. TURISTI NEL RISO.. TRA RISAIE E RISERIE ITINERARIO SULLE ORME DELLE MONDINE IL...

Non ci sono ancora commenti.

Scrivi la tua recensione

L’indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *

Da 685,00 euro€
Da Euro 1.250,00€
Da 1.050,00€
05/12/2026
4 Giorni - 3 Notti dal 5 al 8 dicembre
EUROPA
Minimo 10 persone massimo 15
Da 1.640,00€
23/05/2027
5 giorni 4 notti dal 23 al 27 maggio
Più di 1
Minimo 12 massimo 18
Da Euro 495,00€
Da Tariffa voli soggetta a riconferma all'atto della prenotazione.€ Euro 3.760,00€
Da Euro 895,00€
Da 2.470,00€
03/12/2026
7 giorni 6 notti dal 3 al 9 dicembre 2026
Più di 1
8 persone
Condividi sui social network

I VIAGGI DI GIORGIO

I viaggi sono come le persone: non ce ne sono due uguali. Reputiamo la trasparenza una forma di correttezza nei riguardi di chi si fida di noi: così il tempo investito in ricerca si trasforma in dettaglio di informazioni fornite a chi parte.

TERMINI E CONDIZIONI

Termini e condizioni

Privacy Policy Cookie Policy

CONTATTI

Sede Amministrativa e Operativa: Viale Cesare Pavese 320, 00144 Roma

WhatsApp 3882412507

iviaggidigiorgio@libero.it

ORARI

Aperti dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 20:00, solo su appuntamento telefonico da prenotare tramite WhatsApp 3882412507

SEGUICI SUI SOCIAL

Facebook

Instagram

NEWSLETTER

    CREDITS

    © I Viaggi di Giorgio | Tutti i diritti riservati

    Powered by Antonio De Lorenzi