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India Festival Hornibil,Nagaland e Assam

Prezzo
Euro 3.340,00€ per persona
Data
02/12/2026
Destinazione
Più di 1
Viaggiatori
minimo 6 massimo 12
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Suppl. Singola 650,00:
Programma del tour

 

                Hornbill Festival, Nagaland, India 

Alla scoperta del Nagaland, tra valli incontaminate, antiche tribù e festival tradizionali.
Un viaggio in India lungo rotte poco conosciute, alla scoperta dei remoti villaggi del Nagaland. Un tour avventuroso tra culture ancestrali e tradizioni uniche del Nord-Est indiano durante l’Hornbill Festival.

Considerato a lungo il “selvaggio est” dell’India, il Nagaland abbonda di bellezza primordiale e cultura tribale. Le sue colline e le sue valli, che arrivano fino al confine tra India e Myanmar, sono luoghi incantati, dove, fino a non molto tempo fa, le tribù Naga combattevano gli intrusi e gli uni contro gli altri.

Gli stili di vita tradizionali rimangono più forti nel nord, dove molte persone seguono uno stile di vita agricolo e di caccia e il senso di identità Naga tra i 17 gruppi tribali principali, con lingue diverse, ma somiglianze culturali, è forte. L’abbigliamento tradizionale viene sfoggiato in tutti i colori delle piume e degli stecchini in occasione dei numerosi festival tribali, primo fra tutti l’Hornbill Festival.

L’Hornbill Festival è una vibrante celebrazione della ricca diversità culturale delle tribù Naga, con abiti tradizionali colorati, danza, cibo e artigianato in mostra, imperdibile per chi è interessato a conoscere il patrimonio culturale unico e diversificato dell’India. Tra le colline nebbiose del Nagaland, il 25° Hornbill Festival si avvicina, unendo 17 tribù Naga per una celebrazione di cultura, musica e danza. Che aspetti a viverla?

Nel cuore dell’India nord-orientale, dove le tradizioni ancestrali si mescolano con paesaggi incontaminati e luoghi intrisi di mistero, si staglia un viaggio destinato a risvegliare gli animi più ardimentosi e a incantare i cuori più curiosi. Ci avventureremo nell’Assam e nel Nagaland, per esplorare terre remote e immergerci nella cultura millenaria di queste affascinanti regioni.

Ci dirigeremo verso Guwahati, città portuale affacciata sul fiume Brahmaputra, per poi proseguire verso il Parco Nazionale di Kaziranga, famoso per i suoi rinoceronti. Continueremo il nostro viaggio fino a Majuli, l’isola sacra del Brahmaputra, dove antiche tradizioni religiose e culturali ci aspettano. In seguito, raggiungeremo le terre del Nagaland, esplorando villaggi tradizionali come Mon e Longwa. Giungeremo, infine, a Kohima per prendere parte alle celebrazioni dell’Hornbill Festival, dove respireremo una vivace atmosfera di danze, canti e colori. In questo viaggio in India, più di un semplice itinerario turistico, scopriremo l’anima vibrante e affascinante del Nord-Est indiano, lasciandoci trasportare dalla sua magia senza tempo.

Assistere alla cultura e al Patrimonio delle tribù Naga all’Hornbill Festival

Spesso definito come “il festival di tutti i festival”, l’Hornbill Festival è una grande celebrazione che prende vita ogni anno nel Nagaland. Il festival è una forte rappresentazione della cultura Naga mediante splendide musiche, danze e spettacoli tradizionali. Tutte le diverse tribù del Nagaland si riuniscono, unite sotto un’unica ala, per rendere questa celebrazione un’opportunità straordinaria.

Andare alla ricerca del rinoceronte indiano nel Parco Nazionale di Kaziranga

Sede dei famosi rinoceronti indiani e di molte altre specie autoctone di mammiferi, Kaziranga è una delle destinazioni più ambite dagli appassionati di fauna selvatica e dagli amanti della natura. Il parco è stato riconosciuto come area protetta per le sue numerose specie, tra cui l’orgoglio dello Stato: il rinoceronte indiano, che proveremo a scovare grazie ad un paio di Jeep Safari nel parco!

L’Hornbill Festival, una delle celebrazioni più vivaci e culturalmente ricche dell’India, si svolge ogni anno nell’affascinante stato del Nagaland. Conosciuto come il “Festival dei Festival”, questo grande evento è una testimonianza vivente delle diverse e affascinanti tradizioni delle tribù Naga. Prendendo il nome dal venerato uccello Hornbill, simbolo di dignità e grandezza nella cultura Naga, il festival è una confluenza di tradizione, arte, musica e danza che attira viaggiatori da tutto il mondo. Il Festival dell’uccello cornuto, che si tiene ogni dicembre presso il Naga Heritage Village di Kisama, vicino a Kohima, è una celebrazione di una settimana che riunisce le 17 principali tribù Naga. Questo evento è un’opportunità unica per assistere alle culture distinte di ciascuna tribù, che si riuniscono per mostrare il proprio patrimonio, celebrare la propria storia e promuovere l’armonia interculturale. Il festival è un vibrante arazzo di colori, suoni e sapori che offre un’immersione profonda nel cuore e nell’anima del Nagaland. Dal momento in cui arrivi, vieni avvolto da un mondo di musica e danze tradizionali Naga tanto accattivanti quanto diverse. Ogni tribù porta il suo ritmo e il suo movimento unico, raccontando le storie dei propri antenati e celebrando la vivacità della propria cultura. Le danze di guerra tradizionali, eseguite con un’intensità che riecheggia il passato guerriero della tribù, sono particolarmente impressionanti. Queste danze, accompagnate dal ritmo dei tamburi e dai canti, offrono uno sguardo potente sulla storia e sull’etica del popolo Naga. Gli appassionati di arte e artigianato si troveranno in paradiso all’Hornbill Festival. L’evento mette in mostra una serie impressionante di oggetti artigianali, da intricati lavori di perline e tessuti a sculture in legno e manufatti in bambù. Questi manufatti non solo mostrano l’abilità artistica del popolo Naga, ma riflettono anche il profondo legame tra la loro arte e il loro stile di vita. I visitatori hanno la possibilità di interagire con gli artigiani locali, conoscere i loro mestieri e portare a casa un pezzo del ricco patrimonio culturale del Nagaland. Le esperienze culinarie sono un altro punto forte del festival. L’Hornbill Festival è una festa per i sensi e offre una stuzzicante varietà di piatti tradizionali Naga. Dalle carni affumicate ai sottaceti piccanti e ai prodotti esotici della foresta, la cucina del Nagaland è varia come le sue tribù. I visitatori possono assaporare queste prelibatezze presso i numerosi stand gastronomici che si trovano lungo il percorso del festival, ognuno dei quali offre un assaggio unico delle tradizioni culinarie Naga. Per i buongustai avventurosi, questa è un’occasione imperdibile per esplorare nuovi sapori e ingredienti che raramente si trovano al di fuori del Nagaland. Oltre agli spettacoli culturali e alle delizie culinarie, l’Hornbill Festival propone anche una serie di sport e giochi tradizionali. I visitatori possono assistere o partecipare ad attività come il tiro con l’arco, la lotta e la famosa gara di mangiatori di peperoncino Naga, che aggiunge un elemento emozionante e spesso umoristico ai festeggiamenti. Questi giochi non sono solo un intrattenimento, ma un riflesso delle abilità, della forza e dello spirito comunitario della tribù. L’Hornbill Festival è una celebrazione dello stile di vita dei Naga, una vetrina delle loro durature tradizioni e un promemoria della ricchezza culturale dell’India nordorientale.

Per chiunque voglia vivere la vera essenza del Nagaland, l’Hornbill Festival è un viaggio indimenticabile in un mondo in cui tradizione e modernità coesistono in una celebrazione vibrante e armoniosa. Che tu sia un appassionato di cultura, un buongustaio o un avventuriero, l’Hornbill Festival promette un’esperienza senza precedenti, che ti lascerà ricordi che dureranno tutta la vita.

Festival del Bucero, dove le diverse tribù del Nagaland si riuniscono per mostrare i loro costumi e tradizioni. Intera giornata trascorsa al villaggio di Kisama e alle tribù, carnevale della Notte del Bucero.

Nel 2000, il governo dello Stato del Nagaland, desideroso di promuovere il turismo, intraprese un ambizioso progetto per valorizzare il patrimonio culturale del Nagaland, attraverso un festival di una settimana in concomitanza con le celebrazioni del Giorno dello Stato del Nagaland, il 1° dicembre.

Così, l’inizio del Festival del Bucero del Nagaland, così chiamato in omaggio collettivo a questo uccello, consacrato nella cultura, per sposare lo spirito di unità nella diversità. Oggi questo festival è diventato una delle più grandi celebrazioni dedicate al guerriero indigeno del Nagaland, che attrae migliaia di turismo.

Lungo una strada dissestata che si inerpica sui fianchi della montagna, scorre, attraverso il finestrino  una fitta vegetazione esotica fatta, tra l’altro, di banani, bambù, palme da cocco e grandi alberi di stelle di Natale. Disseminati lungo il percorso polveroso, modesti villaggi composti da capanne e palafitte accese da panni colorati stesi al sole e da figurine animate, cani, capre, galline, bambini, oltre a donne e uomini, intenti a disbrigare umili lavori di campagna. Siamo in Nagaland, qui giunti attraverso il confine con l’Assam, l’unico Stato che, tra quelli nord orientali, ricorda di essere ancora in India. Si, perché, superati i controlli di frontiera (per entrare in Nagaland occorre un permesso speciale), il territorio cambia completamente ed i tratti somatici della gente, di ceppo mongolo, sono molto diversi da quelli indiani. Il tratto di confine è simboleggiato da un grande arco in legno che ci da il benvenuto nella “terra dei Naga”. 

Parco Nazionale di Kaziranga: Un gioiello del patrimonio mondiale dell’UNESCO

I grandi parchi nazionali dell’India pullulano di tigri, ma anche di gente che cerca di avvistarli. Non è così nel Kaziranga National Park, in Assam, ultimo grande rifugio del rinoceronte indiano. Mentre il Bandipur National Park accoglie più di 200.000 visitatori all’anno, Kaziranga ne conta circa 70.000, per lo più turisti locali che si concentrano sull’accessibile zona di Kohora, vicino alla principale strada da est a ovest dell’Assam. Nelle zone più remote potreste passare una giornata intera senza incrociare un altro safari. Ciò offre straordinarie opportunità di avvicinarsi a rinoceronti indiani, elefanti, tigri, bufali selvatici e a una chiassosa avifauna nel nord-est dell’India. Nel parco vivono due terzi della popolazione mondiale di rinoceronti indiani, nascosti tra la fitta erba elefante ma facilmente avvistabili intorno alle silenziose pozze d’acqua. Visitare Kaziranga è anche un pretesto per scoprire il poco esplorato Assam, con le sue affascinanti città sacre, gli antichi templi scivaiti, le piantagioni di tè e le isole fluviali allagate.

Visita e pernottamento all’isola di Majuli, un piccolo paradiso tradizionale nel cuore del fiume sacro Bramhaputra,dell’isola di Majuli e dei suoi Sattra. L’isola è dotata di un ricco patrimonio ed è stata la dimora della cultura neo-vaishnavita.

Si chiama Majuli. È un’isola. E tra qualche anno non esisterà più.

Patrimonio Unesco  dell’Umanita’

Una terra emersa di 500 chilometri quadrati nell’immenso fiume Brahmaputra. Cinquant’anni fa era grande il doppio e ora sta sparendo. Per sopravvivere i contadini hanno costruito palafitte. Ma i campi coltivabili diminuiscono

02 Dicembre Roma – Delhi (previste partenze da altri aereoporti)

Ritrovo in aereoporto e operazioni imbarco volo a Delhi.Pasti e pernottamento a bordo.

03 Dicembre 2026: – Delhi – Guwahati 

Arrivo a  Delhi e dopo operazioni visto e dogana, trasferimento terminal voli domestici e imbarco volo diretto a In seguito, trasferimento dall’hotel all’aeroporto per imbarcarsi sul volo diretto a Guwahati.

8 Best Places to visit in Guwahati: Kamakhya Temple and more

Accoglienza in aeroporto da parte della nostra guida e trasferimento all’hotel.

Soffia il vento dell'est: Assam. Il tempio Kamakhya a Guwahati

Cena e pernottamento in hotel.

04 Dicembre 2026: Guwahati

Prima colazione in hotel.

Tour a piedi del tempio di Kamakhya: scopri il patrimonio culturale | GetYourGuide

Visita al Tempio di Kamakhya: il più importante sito religioso situato a Guwahati, in Assam; è uno dei più venerati e significativi Shakti Peetha dedicati alla dea Kamakhya, incarnazione di Shakti (l’energia divina femminile).

Maa Kamakhya Devalaya Offical Website

Situato sulla collina Nilachal a Guwahati, il tempio è celebre per i suoi rituali e festival unici, in particolare l’Ambubachi Mela, che celebra il periodo annuale delle mestruazioni della dea.

Kamakhya Temple (Guwahati) - Tripadvisor

A seguire, visita al Brahmaputra River Heritage Centre per un’esperienza culturale e di relax, e al Museo Statale dell’Assam 

Crociera al tramonto sul fiume Brahmaputra: la crociera al tramonto sul fiume Brahmaputra è un’esperienza molto apprezzata sia dai residenti che dai turisti in visita a Guwahati, in Assam.

Tramonto sul fiume Brahmaputra Guwahati foto stock 2507284367 | Shutterstock

La crociera offre panorami mozzafiato sul fiume Brahmaputra, specialmente all’ora del tramonto.

Immagini e foto stock di Fiume brahmaputra | DepositPhotos

Cena e pernottamento in hotel.

05 Dicembre 2026: Guwahati – Kaziranga National Park [5 Ore]

Prima Colazione in hotel.Partenza in direzione del  Parco Nazionale di Kaziranga.

È Patrimonio dell’Umanita’ ed ospita due terzi dei rinoceronti indiani del mondo. Kaziranga ha la più alta densità di popolazione di tigri del Bengala, e venne dichiarata Tiger Reserve nel 2006. Il parco ha numerosi esemplari di elefanti indianibufali indiani e barasinga. Kaziranga è stato riconosciuto come Important Bird Area dal Birdlife International. Il parco ha ottenuto un grande successo nella conservazione di vita selvatica se paragonato ad altre aree protette dell’India. Si trova sul lato orientale dell’hotspot di biodiversità dell’Himalaya orientale.

Kaziranga National Park - Foto di Parco nazionale di Kaziranga, Golaghat District - Tripadvisor

La designazione di Kaziranga come Patrimonio mondiale dell’UNESCO la dice lunga sul suo significato ecologico. Questo parco ospita la più grande popolazione di rinoceronte indiano con un corno, una specie che ha fatto un notevole ritorno grazie a un ampio sforzo di conservazione. La storia del parco è ricca e stratificata, e mostra una storia di successo nella conservazione della fauna selvatica. Si estende su 430 chilometri quadrati ed è caratterizzato dai suoi ecosistemi unici, tra cui l’erba alta degli elefanti, le paludi e le fitte foreste tropicali.

La biodiversità qui è sbalorditiva, con oltre 2.400 rinoceronti, oltre a elefanti, tigri e una miriade di specie di uccelli. Il Parco Nazionale di Kaziranga è un esempio cruciale di come la conservazione possa avere un impatto positivo sulle popolazioni di fauna selvatica. I visitatori possono assistere in prima persona a questo fiorente ecosistema, rendendolo una tappa obbligata per chiunque sia appassionato di natura e fauna selvatica.

Rhino in Kaziranga National Park - Foto di Parco nazionale di Kaziranga, Golaghat District - Tripadvisor

Arrivo nel primo pomeriggio, e primo safari nel parco.

Se avremo ancora tempo,visitiamo il mercatino all’interno del Parco Nazionale delle Orchidee e della Biodiversità.

Cena e pernottamento in hotel.

06 Dicembre 2026: Kaziranga National Park – Majuli Island [6 Ore]

Prima Colazione in hotel.

LE MIGLIORI 5 cose da vedere a Parco nazionale di Kaziranga (2026)

Safari in jeep attraverso il settore occidentale del parco, dove avremo ulteriori opportunità di avvistare la fauna selvatica.

Tour indiano Big Five Wildlife di Kaziranga 2026 - Guwahati

Kaziranga non è rinomato solo per la sua fauna, ma anche per i suoi splendidi paesaggi; rimarrete incantati dalla serena bellezza di questa regione.Rientro in hotel e dopo aver consumato la prima colazione,e prelevati i bagagli partenza  direzione di Majuli, un piccolo paradiso tradizionale nel cuore del fiume sacro Bramhaputra,dell’isola di Majuli e dei suoi Sattra. L’isola è dotata di un ricco patrimonio ed è stata la dimora della cultura neo-vaishnavita.

Si chiama Majuli. È un'isola. E tra qualche anno non esisterà più | L'Espresso

Non manca una visita al villaggio, noto per la creazione di particolari maschere locali.

Top 7 Things to do in Majuli – Largest River Island in the world

Utilizzeremo un traghetto per attraversare un breve tratto del fiume Brahmaputra e raggiungere l’isola.

Majuli, Assam: un'isola fluviale in conto alla rovescia - India

Arrivi dopo un viaggio tra acqua e cielo immobili, color della cenere. I banchi di sabbia pallida si confondono con l’acqua e con un cielo dietro cui si affanna un sole velato. L’isola di Majuli, nello stato indiano dell’Assam, si annuncia piano, in sordina. Poi appare il pontile, quindi la strada che porta all’interno e che si nota appena, persa com’è tra canali placidi, confusi tra la vegetazione. Immobili.

Explore Majauli: Best Tourist Places, Sightseeing & Top Attractions

Majuli è la più grande isola fluviale abitata del mondo, nel mezzo del Brahmaputra, stato dell’Assam, nordest dell’India. Ma la sua posizione geografica particolare, quello che la rende unica, è anche ciò che minaccia da vicino la sua stessa esistenza. Le immagini satellitari mostrano chiaramente che la superficie dell’isola si è ridotta da 1.250 chilometri quadrati, nel 1971, a meno di 500 oggi. Più che dimezzata. E l’acqua continua a ricoprire ogni anno qualche metro di terra in più. L’esistenza di Majuli è minacciata da una combinazione di fattori: alcuni naturali, altri che dipendono dalle politiche ambientali degli anni scorsi. Nel 2017, ad esempio, l’isola ha subito una delle peggiori alluvioni della sua storia, causata da una rottura degli argini della diga di Dhonarighat, in Arunachal Pradesh, che fa parte del progetto Ranganadi Hydropower. I danni si sarebbero potuti almeno limitare se ci fosse stata una comunicazione tempestiva da parte delle autorità preposte al controllo della diga, ma nessuno ha pensato ad avvertire la popolazione di Majuli. Risultato, metà dell’isola è finita sott’acqua. E Majuli, se va avanti così, rischia di scomparire per sempre nel giro di una ventina d’anni. Così come la sua gente, costretta ormai a una vita seminomade dominata dalla paura dell’acqua. Molti sono già andati via, molti se ne andranno tra poco perché non hanno più una casa o terra da coltivare.

Sull’isola, il tempo sembra essersi fermato. E non soltanto perché Majuli vanta un ecosistema quasi intatto e una delle atmosfere meno inquinate del mondo, ma anche perché in questo mondo sospeso tra cielo e fiume la vita scorre con ritmi e gesti perduti altrove. Correnti e pioggia rendono difficili le comunicazioni che sono limitate, in pratica, a una vecchia chiatta piena all’inverosimile di uomini, animali e mezzi. Sull’isola ci sono una sessantina di piccoli villaggi, per un totale di circa 150 mila persone. Villaggi in prevalenza di capanne fatte di bambù intrecciato e costruite su palafitte perché, durante la stagione dei monsoni finiscono nell’acqua. E se è vero che i suoi abitanti sono da sempre abituati a vivere accordando le loro esigenze ai ritmi del territorio, è vero anche che l’opera degli uomini sta accelerando l’opera di fiumi e correnti. La deforestazione selvaggia in alcune aree dell’Arunachal Pradesh e la creazione di argini artificiali lungo il corso del fiume, oltre alle dighe, ha non soltanto innalzato il letto del Brahmaputra ma ne ha parzialmente deviato il corso: e tutto questo, secondo i membri della locale Rural Economic Development Society, ha avuto un impatto devastante sull’isola.

Nonostante Majuli sia stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, proprio nella speranza che si riesca, in qualche modo, a non farla scomparire per sempre con tutto il suo patrimonio culturale ed ecologico. Majuli, difatti, è uno degli ultimi paradisi incontaminati, e ancora relativamente poco conosciuti, per i birdwatchers. Le strade sterrate che percorrono l’isola si snodano tra canali e laghetti immobili ricoperti di fiori di loto. I pesci guizzano a fior d’acqua e uccelli di ogni colore, forma e dimensione vagano tra i campi, nei boschi e ai bordi degli stagni. Dappertutto si sentono uccelli cantare. Dappertutto, uccelli di ogni colore e di specie rarissime vagano tra i campi, nei boschi, ai bordi degli stagni e nei laghetti in cui i pescatori gettano le reti. Le macchine sono poche, pochi i motorini, ancora più rari i mezzi di trasporto pubblico: la gente si muove in genere in bicicletta, o cammina. Negli ultimi anni qualcuno di buona volontà ha messo in piedi due-tre guest house ecosostenibili, pensando e sperando di incrementare un turismo consapevole e responsabile. Ma è difficile, quando sei costretto per la maggior parte dell’anno a lottare contro l’acqua e il vento.

Nella terra del culto neo Vaishnavita - La Nuova Ecologia

Majuli è la capitale culturale della civiltà assamese fin dal XVI secolo e il suo villaggio principale, Naghmar, ospita tutti i principali eventi, festival e cerimonie di preghiera. Importante centro di studio della filosofia neo-vaishnavita, l’isola conta 22 *Satras* (monasteri) Vaishnava; il primo di essi fu fondato nel XV secolo da Sankaradeva, considerato il padre della cultura assamese. Più tardi, esploreremo l’isola visitando le *Satras* (monasteri) di Auniati e quelle di Uttar-Kamalabari. Avremo modo di interagire con i monaci e di visitare i loro alloggi. Visiteremo inoltre un villaggio della tribù Mishing – uno dei principali gruppi etnici che popolano l’isola – per poi proseguire con la visita a un villaggio specializzato nella lavorazione della ceramica e a un altro dedicato alla creazione di maschere tradizionali.

Majuli Island - World's Largest River Island - Liamtra Blogs

Assisteremo a tramonti come questo….e indomani…

Cena e pernottamento in hotel.

07 Dicembre 2026: Majuli Island – Dimapur – Kohima

….giorno dopo assisteremo all’alba…dallo stesso punto..

Majuli Island: A Travel Guide to the World's Largest River Island - Tusk Travel Blog

Prima colazione in hotel e riprendiamo il traghetto per tornare sulla terraferma.

Assam, Meghalaya, Nagaland | Turisti per Caso

Non c’è nulla che eguagli l’esperienza sensoriale di una visita a un mercato. Le immagini, i suoni e gli odori sollecitano i sensi in un modo che offre ai visitatori la più concreta opportunità di cogliere uno scorcio della vita quotidiana e delle interazioni della gente del posto. A Dimapur si trovano diversi mercati locali dove è possibile acquistare ottimi prodotti del territorio e cibi autentici, immergendosi nell’atmosfera rilassata della vita Naga.

Dimapur's Local Fresh Market in Nagaland

Kohima: terra della tribù Angami Naga, situata a un’altitudine media di 1261 metri. Il nome “Kohima” fu ufficialmente attribuito dai britannici, i quali non riuscivano a pronunciare il nome Angami originale: *Kewhima* o *Kewhira* (termine che in lingua Tenyidie significa “la terra in cui cresce il fiore *Kewhi*”).

File:Way o Kohima,Nagaland India.jpg - Wikipedia

La ​​città prende infatti il ​​nome dal *Kewhi*, una pianta selvatica dai fiori che cresce sulle montagne. L’abitato di Kohima sorge sulla sommità di un’alta cresta montuosa e si snoda lungo il crinale, secondo una disposizione tipica della maggior parte degli insediamenti Naga.

Naga Tribes of Nagaland - Nagaland Traditional Dress by Tribes

Cena e pernottamento in hotel a Kohima.

Angami Naga - Wikipedia

08 Dicembre 2026: Kohima: Hornbill Festival con Tribu’locale

Tribes of Nagaland – Hornbill Festival – The Bum Who Travels

Prima Colazione in hotel.

Angami Naga Tribe and Nagaland's Hornbill Festival

Oggi visitiamo e fotografiamo uno dei festival più affascinanti del Nagaland:

The Hornbill Festival of Nagaland : All You Need to Know | Trodly

l’Hornbill Festival, dove le diverse tribù del Nagaland si riuniscono per mettere in mostra i propri usi e costumi. Trascorriamo l’intera giornata nel villaggio di Kisama, la sede dell’Hornbill Festival.

Il Hornbill Festival è l’evento culturale più iconico del Nagaland, celebrato ogni anno dal 1° al 10 dicembre nel villaggio-anfiteatro di Kisama, a pochi chilometri da Kohima. Conosciuto come il “Festival dei Festival”, prende il nome dall’uccello bucero (hornbill), considerato sacro dalle tribù locali e simbolo di abbondanza, bellezza e spirito guerriero.
Il festival nasce con l’intento di preservare, celebrare e tramandare il ricco patrimonio delle 17 principali etnie Naga, molte delle quali un tempo legate a tradizioni animiste e pratiche rituali complesse. Per dieci giorni, ogni tribù si presenta al mondo con i propri costumi, musiche, danze, narrazioni orali, sport tradizionali, artigianato e riti comunitari, offrendo un’occasione unica per assistere alla diversità e alla fierezza di queste culture montane.
Nel cuore del festival, l’arena di Kisama si trasforma in un caleidoscopio di colori: piume maestose, scudi di pelle, mantelli di perline, tatuaggi di guerra. Le tribù danzano in cerchio, battendo i piedi all’unisono, intonando canti antichi, evocando spiriti e antenati. I visitatori sono accolti calorosamente nelle morung, le case comuni delle tribù, trasformate per l’occasione in spazi di condivisione, racconti e ospitalità.
Ma il Hornbill è anche una celebrazione moderna: concerti rock e folk al calare del sole, sfilate di moda tribale, gare di cucina locale con piatti a base di bamboo e carne affumicata, tornei di wrestling Naga, corse di maiali e dimostrazioni di caccia tradizionale. I mercatini dell’artigianato traboccano di gioielli tribali, tessuti intrecciati a mano e strumenti musicali in legno intagliato.
Oltre alla spettacolarità delle celebrazioni, il festival rappresenta uno spazio di orgoglio identitario e di rinascita culturale. Dopo decenni di marginalità, i popoli Naga affermano qui la propria voce, raccontano la loro storia e costruiscono ponti tra passato e futuro.
Partecipare al Hornbill Festival non significa solo assistere a un evento: significa entrare nel cuore pulsante di una cultura resiliente, che celebra la vita, la memoria e la forza delle sue radici.

Hornbill Festival of Nagaland

In serata visitiamo l’Hornbill Night Carnival (dalle 18:00 alle 21:00).

Hornbill Festival 2025: Nagaland's Cultural Extravaganza | Dates, Tickets, Events & Guide

Bancarelle coloratissime, adornate da luci scintillanti; ognuna ha qualcosa di unico da offrire.

Dedicheremo la nostra giornata alla visita dell’area fieristica, all’incontro con le tribù locali e a una sessione fotografica. Cena e pernottamento in hotel.

09 Dicembre 2026: Kohima: Hornbill Festival con Tribale locale

Prima Colazione in hotel.Successivamente, faremo visita a Kigwema, un villaggio collinare del popolo Angami, che il 4 aprile 1944 – esattamente alle 15:30 – subì l’attacco delle truppe giapponesi.

Khonoma Village Nagaland: Asia's First Green Village | Nexplore Travel

Questo villaggio fu assalito dalle forze militari nipponiche. Il semplice memoriale in pietra, eretto proprio all’ingresso dell’abitato, testimonia la brutalità di quell’evento. Oltre a ciò, merita di essere ammirata l’unicità dello stile di vita Angami, che gli abitanti del villaggio preservano ancora oggi.

Angami Tribes | Mystic Canvas

Visiteremo il Cimitero di Guerra, eretto in memoria degli ufficiali e dei soldati che compirono il sacrificio supremo durante la Seconda Guerra Mondiale. Su ogni tomba sono incisi in bronzo splendidi epitaffi.

Eco-Tourism at Khonoma A Must-Visit in Kohima | Incredible India

Più tardi, partiremo per un’escursione in giornata a Khonoma: un villaggio guerriero della tribù Angami, noto per le sue battaglie contro gli inglesi e per il ruolo di primo piano svolto nella lotta per la libertà del popolo Naga.

Rhythms of Nagaland: Inside the Spectacle of the Hornbill Festival | Songlines

Negli ultimi anni, Khonoma ha acquisito fama grazie ai suoi progetti di conservazione a base comunitaria e alle iniziative di turismo ecocompatibile.Cena e pernottamento in hotel.

10 Dicembre 2026: Kohima–Wokha-Mokokchung [05 Ore]

Prima colazione in hotel.Ci dirigeremo verso Mokokchung.

Mokokchung Nagaland Guide: Itinerary, Weather, Route Map - Tripoto

Lungo il tragitto faremo tappa a Wokha, capoluogo del distretto dei Lotha Naga: i Lotha sono celebri per le loro splendide danze e i loro canti colorati.

Wokha Nagalad Tourism | Wokha Tourism, Travel Guide, Tour, Tourist Attraction - Nexplore Travel

Dopo aver esplorato alcuni dei villaggi abitati dai Lotha Naga, proseguiremo alla volta di Mokokchung. Mokokchung è la capitale culturale degli Ao Naga.

Reclaiming Our Identity - Terralingua

La tradizione degli Ao, narra che le loro origini risalgano a “Longtrok” (sei pietre), dalle quali emersero sei individui che divennero i progenitori del popolo Ao.La tribù Ao è un importante gruppo etnico Naga, originario del distretto di Mokokchung nel Nagaland, India nord-orientale. Conosciuti come “persone dell’alba”, sono celebri per la loro ricca eredità culturale, i festival vibranti come Moatsü e Tsüngremong, e per essere stati pionieri nell’istruzione moderna e nella cristianizzazione della regione

Nagaland - Avventure nel mondo - TravelGeo

Pernottamento a Mokokchung. Cena e pernottamento in hotel.

11 Dicembre 2026: Mokokchung-Mon [05 Ore]

Prima Colazione in hotel partenza in direzione del villaggio  di Longwa, nel distretto di Mon: è uno dei luoghi migliori per ammirare la straordinaria diversità del popolo Naga.

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Situato proprio sul confine tra India e Myanmar questo sito ci offrirà l’opportunità di esplorare un insediamento abitato dalla tribù dei Konyak.

Cheeky Passports Exploring Longwa Village and meeting the Konyak tribe in Nagaland

L’attrazione più interessante del villaggio è senza dubbio la casa del Capo, che sorge esattamente sulla linea di confine indo-birmana, la quale attraversa l’abitazione dividendola in due metà.

Longwa è un luogo tranquillo e sereno, popolato da un popolo Naga estremamente ospitale.

Longwa: The Konyak Naga Village on Indo-Myanmar Border | The Travelling Slacker

Cena e pernottamento in hotel.

12 Dicembre 2026: Mon

Prima Colazione in hotel e partenza in direzione del villaggio di Longwa, nel distretto di Mon: è uno dei luoghi migliori per ammirare la straordinaria diversità del popolo Naga.

Discover Mon Village: Nagaland's Rarest of the Rare Destination​

Situato proprio sul confine tra India e Myanmar questo sito ci offrirà l’opportunità di esplorare uno degli insediamenti abitati dalla tribù Konyak.

Longwa Village Nagaland – Home of the Konyak Tribe

 

Explore the fascinating Mon District with Authentic India Tours

Longwa è un luogo tranquillo e sereno, popolato da un popolo Naga estremamente ospitale. Se il tempo lo consente, sosta al villaggio di Chui: situato nella parte settentrionale del distretto di Mon, Chui è un altro importante villaggio Konyak, rinomato per la sua bellezza paesaggistica e il suo significato culturale.

Meet Nagaland's Longwa chief who governs villages both in India and Myanmar - India Today

Al pari degli altri villaggi Konyak, Chui preserva gelosamente i propri usi e costumi, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nella vita locale, scoprendo le tecniche agricole tradizionali, le danze tipiche e i rituali del villaggio.

020

Cena e pernottamento in hotel.

13 Dicembre 2026: Mon – Dibrugarh [03 ore]-Delhi

Prima Colazione in hotel.

Oggi ci dirigeremo in auto verso Dibrugarh: la storica “capitale del tè”.

Questa località si è ritagliata un posto nella storia per aver ospitato una base aerea dell’Esercito degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Oltre a ciò, la zona è rinomata per le sue riserve di petrolio e gas naturale.

Sibsagar - Wikipedia

Visita a Shivsagara: l’antica capitale del regno Ahom e attuale capoluogo dell’Assam — per visitare lo Shiva Dol. Costruito dagli Ahom e situato proprio in questo luogo, è considerato il più alto tra tutti i templi indù esistenti.

Sivasagar Shiva Dol

Seguirà la visita al Rang Ghar: il più grande e antico anfiteatro dell’Asia, nonché un altro straordinario monumento della storia di Sivasagar.

Rang Ghar (2026) - All You MUST Know Before You Go (with Reviews)

Più tardi, visiteremo il Talat Ghar, una struttura composta da tre piani sotterranei (attualmente chiusi ai turisti) e quattro piani fuori terra. Il piano terra ospitava magazzini, stalle e gli alloggi della servitù, mentre i piani superiori erano riservati alla famiglia reale.

Talatal Ghar,Assam - RTF | Rethinking The Future

Trasferimento in aereoporto e volo diretto a Delhi.Cena e pernottamento in hotel.

14 Dicembre 2026: – Delhi-Roma o altre citta’

Prima Colazione in hotel trasferimento in aereoporto e volo di rientro a Roma o altre citta.

Arrivo e fine dei servizi.

 

 

 

 

La quota comprende :

  • Voli di linea in classe economica Roma-Delhi-Roma franchigia bagaglio 20kg
  • 2 voli interni Delhi Guwahati e Dibrugarh in classe economica franchigia bagaglio 20kg
  • Soggiorno negli hotel 3*** 4**** e 5*****L
  • Guida  in lingua italiana a disposizione per tutta la durata del tour.
  • Ingressi come da programma
  • Autobus climatizzato con acqua minerale
  • Crociera al tramonto sul fiume Brahmaputra
  • Safari in Jeep nel Parco Nazionale di Kaziranga [condivisione]
  • Visitare le tribù locali a Kohima, Mokokchung, Wokha t e Mon
  • 02 giornate intere dedicate alla visita dell’Hornbill Festival a Kohima.
  • Tariffe per il Permesso per le Aree Protette nel Nagaland
  • Tasse locali
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e  bagaglio massimale 1.500,00
  • ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR
  • Kit da viaggio
  •  Accompagnatore dall’Italia dei Viaggi di Giorgio

La quota non  comprende :

Tasse aereoportuali soggette a riconferma sino emissione tkt aerei pari a euro 530,00

Mance per guide,autisti,facchini e camerieri

Visto consolare al costo di 80,00

Tutto quanto non espressamente indicato nella ” quota comprende”

 

Di più ASIA

Di più India

                  Hornbill Festival, Nagaland, India  Alla scoperta del Nagaland, tra valli incontaminate, antiche tribù e festival tradizionali. Un viaggio in India lungo rotte poco conosciute, alla scoperta dei remoti villaggi del Nagaland. Un tour avventuroso tra culture ancestrali e tradizioni uniche del Nord-Est indiano durante l’Hornbill Festival....

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Maggiori informazioni su questo tour

Racconti di viaggio.

Desideriamo visitare uno dei Naga, i gruppi tribali, nativi di questi luoghi. La loro cultura andrà presto perduta. Ogni etnia è particolare, ha una propria lingua (prevalentemente di origine tibeto-birmana) e propri costumi e tradizioni. Fino al 19° secolo erano frequenti le battaglie tra tribù e le incursioni reciproche nei villaggi. Tra i ben 16 gruppi etnici, la nostra maggiore curiosità è rivolta ai Konyak, un tempo agguerriti tagliatori di teste e che, oltre al Nagaland, abitano anche il Myanmar e alcuni distretti di Tirap e Changland in Arunachal Pradesh (India). Continuando a salire per le montagne del Nagaland, sopraggiunge il tramonto che qui, come dappertutto, ha sempre il suo fascino. Vicino, ci sono due case in legno. Fuori, una grande gabbia di bambu per le galline, tutte di colore bianco. Ci avviciamo e veniamo invitati ad entrare. Due donne stanno preparando la cena su un focolare al centro della stanza. Sopra il camino, un incrocio di pezzi di legno serve per arrostire la carne. Ci sorridono. Nella seconda casa due uomini, attorno al fuoco, stanno fumando un grosso cannone di oppio ed intorno i bambini gironzolano vivaci. Ci accomiatiamo come possiamo e continuiamo a salire, mentre sta scendendo la sera.  Percorriamo ampie valli disseminate di casette in legno, appoggi pratici per gli agricoltori tribali; la vita di questa gente è basata infatti sull’agricoltura, secondo regole di rotazione biennali delle colture per trarre il meglio dalla terra che, dopo dieci anni, viene lasciata a riposare per rigenerarsi e prepararsi a nuove semine.

Finalmente arriviamo ad un villaggio konyak.

Konyak sono da sempre una delle tribù più isolate della regione ed hanno costruito i loro nuclei sulle sommità di colline tra i 900 e i 1200 metri per meglio controllare i nemici. Ci sta aspettando la persona più importante di quel villaggio, l’Ang, il capo che, inizialmente un po’ reticente, esprime poi la sua simpatia verso di noi e pare divertirsi davanti all’obiettivo fotografico. Al collo porta una collana fatta di perline e denti di animale che regge quattro piccole teste in bronzo. Sono l’emblema della sua passata attività di cacciatore di teste.

494

Un tempo il numero di teste tagliate e portate al villaggio indicava il potere di un guerriero ed i teschi, che i Konyak credevano possedessero la forza dell’anima dell’uomo ucciso, diventavano una specie di totem del villaggio per favorire prosperità anche alle colture, alla vita personale e alla fertilità. Le si appendeva nel Morong, la casa comune, oppure attorno alla casa del capo del villaggio. Questa attività rappresentava anche un rito di passaggio all’età adulta per i giovani ragazzi konyak.

Quest’uomo si chiama Panpha, ha 77 anni ed è uno degli ultimi tagliatori di teste del distretto Longwa. I lobi delle sue orecchie sono forati e attraversati da un corno di bovino e la sua faccia è tatuata, secondo una pratica che distingue i Konyak da altri gruppi tribali del mondo. Non possiamo vedere il suo petto, perché indossa una camicia ma sappiamo che i Konyak, sia uomini che donne, tatuavano tutto il loro corpo anche se oggi questa pratica non viene più seguita. Il tatuaggio, che si guadagnava per aver tagliato qualche testa nemica, era e, per ciò che ancora rimane, è una connotazione dello stato sociale del membro della comunità ed indica anche il clan a cui appartiene. Con lui vi è un altro tribale, un suo parente, dice. La sua testa è circondata da piume di bucero, l’hornbill, da cui prende il nome un famoso festival che si svolge in Nagaland. Entriamo nella loro casa. Dentro, poche cose e poca luce. Un focolare fatto di pietra, oggetti ed attrezzi per la loro semplice vita quotidiana.

All’esterno grossi crani di bufali e nessun cranio umano. La loro pratica di tagliatori di teste terminò infatti nel 1969 ma già nel 1935 gli inglesi la resero illegale. Qualcosa delle loro abitudini cominciò infatti a cambiare quando il British Raj iniziò ad interessarsi a quelle terre. Nel 1870, i missionari cristiani battisti arrivarono mettendo in atto un “passaparola” di conversione ed iniziarono a creare scuole nella regione. Nei decenni successivi, molti Naga, che erano animisti e veneravano gli elementi della natura, si convertirono così al cristianesimo. I Konyak furono i più reticenti ma alla fine anche loro cedettero ai privilegi dell’istruzione e a qualche soldo in più. Oggi, ogni villaggio ha la sua Chiesa ed in questo periodo natalizio non mancano simboli a ricordarlo, tanto che, sui bordi delle piccole strade che stiamo percorrendo, qualcuno ha piantato rami di alberi intonacati di bianco e decorati con cotone. Ogni tanto spunta un “Merry Christimas” o qualche grande stella colorata tra le case. Per i religiosi, i tribali erano null’altro che pagani selvaggi da educare e, così, molti dei loro antichi costumi e tradizioni sono andati perduti, compresa l’usanza del tatuaggio, ed i crani umani del passato furono bruciati. Sebbene amante della guerriglia, la comunità konyak era ed è fondata su regole di rigida disciplina che prevede precisi doveri e responsabilità per ogni membro. Ogni villaggio ha, appunto, un capo; la sua casa è solitamente quella che espone più crani (oggi solo animali) e/o quelli più grandi.

A lui rispondono da 3 a 6 sotto-capi a seconda della grandezza del villaggio. Dopo la riorganizzazione sociale, avvenuta a seguito della conversione, la donna ha guadagnato un posto di una certa rilevanza sociale se paragonato a quello delle donne appartenenti ad altre caste indiane; il suo preciso compito è la cura della casa, dei figli, del cibo, la tessitura e il lavoro nei campi. In quella che potrebbe essere la piazza del villaggio, visitiamo un’altra grande casa in legno dotata di un magnifico portale di legno inciso. All’ingresso, qualche teschio umano in legno ed un enorme tronco di albero scavato, posto in orizzontale, con, all’estremità, la testa di una tigre.

(Testo e foto by Passoinindia)

Nella maggior parte dell’isola la vita sembra essersi fermata a qualche secolo fa, come se anche il tempo fosse rimasto incagliato tra le anse del fiume e le baie, perso nel grigio soffice che confonde terra e cielo. Nei villaggi abitati in prevalenza dai tribali Mishing, le donne macinano il grano o il riso, fabbricano liquore di palma, tessono e ricamano abiti dagli intricati disegni. La gente offre all’ospite inatteso sorrisi, domande e noci di betel da masticare. Ci sono pescatori, e vasai che fabbricano la loro merce con una tecnica identica, pare, a quella degli antichi egizi. Le comunità indigene vivono tradizionalmente di pesca e di agricoltura, coltivano la senape e il bhao-dan, una varietà locale di riso. La terra, resa fertile dal limo, è sempre stata generosa con i contadini. Ma adesso, anno dopo anno, basta appena per vivere. «Le misure prese dal governo, che ha piazzato sacchetti di sabbia sulla maggior parte degli argini, non servono praticamente a nulla. Vanno sott’acqua con la terra, è uno spreco di denaro pubblico e niente più», dice uno dei contadini che ogni anno è costretto ad abbandonare casa e campi da coltivare per rifugiarsi verso l’interno. «Farebbero meglio a dare direttamente a noi quel denaro per vivere da un’altra parte». Strano ma vero, infatti, l’erosione e le alluvioni di Majuli, secondo la legge, non sono considerate calamità naturali e quindi le vittime dell’annuale flagello causato dall’acqua non ricevono alcuna compensazione. Eppure Majuli è stata e per certi versi è ancora, depositaria dell’antica cultura dell’Assam.

Sull’isola ci sono i satra, ventidue monasteri (prima erano cinquantasei) a ricordo del tempo glorioso in cui Majuli era la capitale culturale della regione, che funzionano anche da centri di propagazione e conservazione della arti tradizionali: danza, fabbricazione di maschere rituali di cartapesta e di gioielli, canto. Alcuni monasteri sono ormai quasi in rovina, con monaci poveri e ospitali che ti offrono il chai (il the indiano) preparato, in onore dell’ospite, con tutto il latte che avrebbero consumato durante la giornata. Alcuni sono più ricchi, e chiudono le porte a mendicanti e gente comune.

Accanto al satra in cui si dipingono le maschere, dentro a un tempio che è poco più di una enorme veranda, gruppi di donne vestite di bianco cantano bhajan (canti religiosi) sedute sotto a enormi statute di cartapesta degli dei sospese al soffitto come se volassero. Nel tempio di Kamalabari, il più grande dei satra, alla sera, alla luce di due-tre candele che illuminano a stento un grande stanzone semivuoto, i giovani studenti suonano grandi tamburi, danzando e cantando in onore del dio Krishna.

Il premier Narendra Modi, in tempo di elezioni, aveva solennemente promesso di proteggere l’isola e la sua cultura, invece poco o nulla è stato fatto. Il Brahmaputra Board vanta una serie di misure contenitive delle alluvioni e dell’erosione e il governo dell’Assam ha un piano per il mantenimento della biodiversità. Ma, secondo i locali, nulla di tutto ciò funziona o potrà funzionare. Il cambiamento climatico, secondo gli esperti, ha avuto e avrà nel futuro un impatto devastante sul Brahmaputra e quindi su Majuli. «Non ci sono vere soluzioni», ci duce Zishaan Latif, un fotografo locale, «Bisogna accettare, come fanno i tribali, il fatto che non si può combattere questo fenomeno. L’erosione non si fermerà. Il mio contributo a tutto ciò è documentare la vita sull’isola per conservarne almeno la memoria». Prima che Majuli scompaia per sempre, tra nebbia e acqua.

Da 4.250,00€
25/12/2026
13 giorni 12 notti dal 25 dicembre al 6 gennaio
Più di 1
10 persone
Da Euro 1.990,00€
19/02/2027
9 giorni 7 notti dal 19 al 27 febbraio
Più di 1
12
Da Euro 2.980,00€
Da 4.160,00€
03/11/2026
16 giorni 15 notti dal 3 al 18 novembre
Più di 1
minimo 10 massimo 15
Da Euro 3.430,00€
Da 4.930,00€
05/08/2026
13 giorni 11 notti
Più di 1
10 persone ogni variazione significativa dovrà essere adeguata
Da In aggiornamento€
11/09/2027
11 giorni 10 notti
ASIA
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