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Cosa è incluso
La Pasqua Copta, la Fasika, si celebra ovunque in Etiopia anche se è particolarmente sentita soprattutto nel nord del Paese. Le celebrazioni più importanti si svolgono nei giorni precedenti, il Venerdì Santo e il sabato della vigilia.
Questa cerimonia è molto suggestiva perché Lalibela è famosa per le sue straordinarie chiese monolitiche scavate nella roccia i cui colori contrastano con le processioni dei fedeli che sono vestiti di bianco e si inginocchiano su stuoie colorate.
Fasica Pasqua Copta
Fasica, la pasqua copta, è una delle festività religiose più sentite in Etiopia. Questo anche perché per gli ortodossi la morte e resurrezione di Gesù hanno maggiore importanza della nascita.
La Pasqua etiope (etio-eritrea, orientale), o Fasika, tuttavia, si svolge in tutte le Chiese cristiane in tutto il paese, sia essa ortodossa, cattolica o protestante, e segue il metodo orientale di calcolo della Pasqua
Il venerdì e il sabato santo sono le due giornate più importanti per le celebrazioni liturgiche.
Dopo il periodo di digiuno, in cui non è permesso di mangiare niente di origine animale, nel villaggio di Lalibela nel giorno di Fasica, vengono ammazzati gli agnelli e i capretti per il festeggiamento.
Durante i 55 giorni che precedono la Fasica i fedeli osservano un digiuno (simile alla nostra Quaresima anche se i cattolici digiunano per 40 giorni) durante il quale non è consentito mangiare nessun prodotto animale, inclusi latte, burro e formaggi. Dal venerdì santo cominciano i preparativi, e la gente si reca in chiesa per pregare prostrandosi numerose volte. La cerimonia principale è costituita dalla veglia pasquale, che si tiene la sera del sabato e va avanti fino alle prime luci dell’alba, accompagnata da musica e danze alla luce delle candele.
Al termine ognuno rientra nelle proprie case per rompere il digiuno con zilzil, agnello, o come spesso accade con del buonissimo doro wat, una salsa di pollo prelibata, speciale per le giornate di festa.
Un viaggio in Etiopia, durante le festività della Pasqua, è assolutamente sorprendente. Pochi immaginano di immergersi in un’atmosfera fortemente spirituale. Questo paese fu convertito al Cristianesimo da due monaci siriani. Da allora, circondato da territori islamici e con pochi contatti con la Chiesa occidentale, l’Etiopia ha mantenuto inalterate ritualità e costumi delle origini.
Le chiese rupestri, la messa della vigilia della Resurrezione (Fasika) a Lalibela e un mosaico di etnie renderanno questo viaggio un’esperienza indimenticabile.
C’è un legame specialissimo tra l’Etiopia e Israele. Non tanto, o non solo, per gli interscambi tra i due popoli – il piccolo cortile d’ingresso nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, è gestito dalla Chiesa Copta Etiope; in Etiopia vive una minoranza di falascia, gli ebrei neri, etiopi di religione ebraica, benché siano stati oggi in gran parte trasferiti in Israele – ma per la presenza, nello Stato Africano, nientemeno che dell’Arca dell’Alleanza, contenente i dieci comandamenti dettati da Dio a Mosé di ritorno dall’Egitto, sul Monte Sinai—-continua….
UN ITINERARIO DI GRANDE INTERESSE STORICO
CON LE STRAORDINARIE FUNZIONI DELLA PASQUA COPTA ED EMOZIONANTI PAESAGGI.
GIORNO 1: PARTENZA DALL’ITALIA – ROMA – ADDIS ABEBA 9 aprile
Ritrovo dei partecipanti presso aeroporto di Roma Fiumicino e operazioni di imbarco volo Etiopian Airlines diretto ad Addis Abeba, pasti e pernottamento a bordo.
GIORNO 2: ADDIS ABEBA – LALIBELA 10 aprile
Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia ed incontro con lo staff. Una breve pausa per assistere alla ceriomonia del caffè, un’esperienza che rallenta il tempo e ci ricorda che il caffè non è solo una bevanda ma un ponte tra persone e culture.
Subito dopo volo di linea Addis Abeba – Lalibela. Arrivo e trasferimento in hotel per il pranzo.

Nel pomeriggio del venerdì Santo i fedeli si radunano tutti intorno alla chiesa e pregando salmodiando, si inchinano per tante volte quante sono i peccati che hanno commesso e per espiarli. I Fedeli molto osservanti digiunano completamente dal giovedi’ sera fino alla messa di Pasqua del sabato che termina alle 3 del mattino della Domenica . La Fasika segna il fine di un digiuno, lungo 55 giorni, che vieta il consumo dei prodotti animali. In questa citta durante la notte del sabato centinaia di pellegrini affollano il cortile delle chiese e pregano al chiaro della luna.

Rientro in hotel per cena e pernottamento.
GIORNO 3: LALIBELA – YIMREANNE – NAKUTO LEAB – LALIBELA 11 aprile
Dopo la prima colazione si esce da Lalibela per visitare Yimreanna Kristos, che dista 40 km fuori dalla città. Il monastero è situato a una altezza di 2.700m ed è stato realizzato all’interno di una grotta. Il monastero è uno degli edifici tardo-axumita meglio conservati di tutta l’Etiopia.

Il fatto più incredibile e che l’intera costruzione poggia su una base di pannelli in legno di ulivo accuratamente disposti, che la tengono sollevata dal terreno acquitrinoso sottostante. Dopo pranzo, usciamo per 7km dalla città per visitare Nakuto Leab.

Questa chiesa è stata costruita sotto una grotta naturale e vanta alcuni tesori che appartenevano al Suo fondatore, Fra cui tamburi dipinti, croci e corone.

Rientro a Lalibela e dopo cena, partenza verso la chiesa per assistere alla prima parte di messa per la Pasqua.

I preti e i fedeli vanno avanti fino alle 3 del mattino, l’ora in cui si rompe il digiuno di 55 giorni. Per la vigilia della Pasqua, i fedeli partecipano e assistono alla messa accendendo candele e pregando verso il loro creatore. Si rimane lì fino a mezzanotte circa. Pernottamento in hotel.

GIORNO 4: LALIBELA 12 aprile
Dopo la prima colazione, visita al primo gruppo di chiese rupestri che ha reso famosa questa città come la “Petra” o la “Gerusalemme” africana e che ne fanno il luogo di maggior richiamo religioso di tutta l’Etiopia. Le varie chiese furono costruite utilizzando due diversi metodi; il primo consisteva nello scavare il terreno circostante fino ad una profondità di 15 metri, poi, il monolito che ne risultava, veniva intagliato e modellato per costruirne la struttura esterna. Terminata la parte esterna si traforavano finestre e porte attraverso le quali si procedeva a scavare e a configurare gli ambienti interni.

Si visiteranno la chiesa di Bet Mariam con degli stupendi affreschi e l’imponente Bet Medane Alem, Bet Denaghel, Bet Gholegota e infine la cappella di Silassie dove si ritiene che il sovrano sia seppelito.
Dopo pranzo visita del secondo gruppo di chiese. Le chiese sono comunicanti, cunicoli e passaggi scavati nella roccia le collegano una all’altra. Più piccole rispetto alle chiese del gruppo nord-occidentale, queste sono le più finemente scolpite di tutta Lalibela.

Tra loro vedremo Bet Gabriel-Rufael, Bet Merkorios, Bet Amanuel e Bet Abba Libanos. Infine si visiterà la chiese rupestre famosa d’Etiopia, quella di San Giorgio.

Cena e pernottamento in hotel.
GIORNO 5: LALIBELA – via ADDIS ABEBA – ARBA MINCH 13 aprile
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per le operazioni di imbarco e partenza per Addis Abeba e coincidenza volo per Arba Minch. All’arrivo si parte per Chencha che si trova a una quarantina di km dalla cittá, il villaggio delle popolazioni Dorze, famosi per i lavori di tessitura e le abitazioni completamente fatte in canna di Bambu e ricoperte da foglie di falso banano. I loro abiti di cotone sono tra i migliori tessuti di tutta l’Etiopia.


Pranzo e partenza per un’escursione sul lago Chamo, il quarto lago più grande d’Etiopia, dove si possono ammirare moltissimi ippopotami e coccodrilli, oltre a una grande varietà di uccelli. Rientro nel tardo pomeriggio ad Arba Minch.Sistemazione, cena e pernottamento.

GIORNO 6: ARBA MINCH – VILLAGGIO etnia Konso – ARI – JINKA 14 aprile
Dopo la prima colazione, partenza per Turmi. Lungo la strada visita a un villaggio tradizionale Konso per visitare la residenza del re dei Konso,una popolazione di agricoltori famosa per i lavori di terrazzamento sul terreno circostante il loro villaggio fortificato.
I Konso sono suddivisi in nove clan, ciascuno guidato dal suo re, riconoscibile dal braccialetto d’avorio che portano come simbolo della loro dignità regale.

Pranzo lungo trasferimento. Si procede per Jinka, si visita un villaggio Ari. Gli Ari sono una popolazione che occupa un territorio molto esteso, posseggono grandi mandrie, producono il miele, la grappa locale di mais e molti prodotti artigianali che spesso rivendono.

Cena e pernottamento in hotel.
GIORNO 7: JINKA – KEY AFER (Mercato) – MURSI – HAMER – TURMI 15 aprile
Dopo la prima colazione si prosegue per Key Afer per la visita al mercato settimanale. I mercati sono molto importanti per le tribù, per la loro vita sociale ed economica.

Si svolge tutto dalla sposa che desideri, dal bestiame che vendi e dai parenti lontani che incontri.

Pranzo al sacco. L’incontro con la popolazione Mursi è uno dei momenti più significativi del viaggio. Le donne Mursi, per bellezza, usano mettere piattelli circolari di argilla nelle labbra, gli uomini presentano sulla pelle scarificazioni che indicano il numero di animali selvatici uccisi o dei nemici uccisi in battaglia. Rientro a Jinka per pranzo e proseguimento per Turmi.

All’arrivo visita ad un villaggio Hamer, una popolazione di circa 75,000 individui che vivono di agricoltura e allevamento e sono famosi per le decorazioni corporee.



Si riprende ilviaggio di ritorno per Turmi.Cena ed il pernottamento.
GIORNO 8 – TURMI – DASSANECH – KARO – TURMI (900 M) 16 aprile
Dopo la prima colazione, partenza per Omorate, la regione dei Dessanech che vivono molto vicini al lago Turkana. Questi sono un popolo di guerrieri che durante le danze tradizionali indossano un copricapo che ricorda la criniera dei leoni. Rientro a Turmi per pranzo.

Nel pomeriggio, proseguimento per Karo visita a un villaggio dell’etnia Karo, una popolazione di pescatori che ritraggono sussistenza dalle acque del fiume Omo.

Sia gli uomini che le donne, riservano molta cura nell’acconciarsi i capelli.
Si riprende il viaggio di ritorno per Turmi. Cena e pernottamento al lodge.
GIORNO 9 : ARBA MINCH – SIDAMA – YIRGALEM 17 aprile
Dopo la prima colazione partenza per Yirgalem. Pranzo in corso di escursione.
Nel pomeriggio, si effettuera’ una breve passeggiata, nella foresta circostante al lodge per osservare i piu’ di cento uccelli che la popolano; si potra’ visitare anche un piccolo villaggio di coltivatori di caffe’.
Rientro in hotel e nel pomeriggio ci sara’ la cerimonia del caffe’ e si potranno vedere alcune iene che si avvicinano per il pasto. Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 10 : YIRGALEM – HAWASSA – ADDIS ABEBA 18 aprile
Prima colazione. Si visiterà il mercato del pesce che sorge sull’omonimo lago. Hawassa è il più piccolo lago della Rift Valley e sorge nella caldera di un antico vulcano. È possibile osservare molte varietà di uccelli acquatici, alcuni dei quali endemici, sulle sue rive.
Pranzo lungo la strada. Arrivo ad Addis Abeba, sistemazione in hotel.Cena in un ristorante tipico con canti e balli tradizionali.
GIORNO 11: ADDIS ABEBA 19 aprile
Dopo la prima colazione , partenza per la visita del Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiede una splendida collezione di strumenti musicali e di croci copte, nonché le stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè.
Pranzo e nel pomeriggio, partenza per la visita della chiesa di San Giorgio e infine si raggiungerà la collina di Entoto, il punto più panoramico della città. Cena in hotel e camere a disposizione sino orario di partenza. Trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro.
GIORNO 12: ARRIVO IN ITALIA 20 aprile
Imbarco volo diretto a Roma.Arrivo in giornata e fine dei servizi
La quota include:
- Voli di linea in classe economica franchigia baglio 20 kg da Etiopian Airlines
- Tre voli interni operati da Etiopian Airlines
- Trasporti e trasferimenti privati
- Sistemazione in hotel di categoria 4**** ad Addis Abeba
- Sistemazione in hotel di categoria 3*** nelle altre località
- Camere a disposizione sino orario partenza ultimo giorno
- Pensione completa (dal pranzo del primo giorno alla cena dell’ultimo)
- Un’acqua o soft drink a pranzo e cena + tè o caffè
- Visite, escursioni, entrate, guide locali, scout (quando necessari) ed escursioni in barca
- Una guida in lingua italiana che segue il gruppo dall’arrivo alla partenza
- Kit da viaggio
- Assicurazione medica (massimale 50.000,00) e bagaglio (massimale 1.500,00)
- ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO COPRE INTERO VALORE DEL TOUR
La quota non include:
- Tasse aeroportuali € 480,00 (tariffa soggetta a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
- Visto di ingresso (circa 50 USD) da pagare in loco
- Bevande alcoliche
- Mance
- Spese personali
- Visto ingresso on line 80,00 (lo forniamo noi)
- Tutto quanto non previsto ne “la quota comprende”
Scelta del posto a bordo dell’aereo:
I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.
Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.
Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.
Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.
I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.
L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.
Documenti per l’espatrio:
- Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
- Visto d’ingresso: necessario
- 30 giorni prima della partenza verrà inviata apposito foglio notizie con tutte le informazioni necessarie alla partenza.
E’ obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla, per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.
Per informazioni su ulteriori vaccinazioni raccomandate tuttavia non obbligatorie, si consiglia di consultare il proprio Medico / Centro Vaccinale di riferimento
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Maggiori informazioni su questo tour
C’è un legame specialissimo tra l’Etiopia e Israele. Non tanto, o non solo, per gli interscambi tra i due popoli – il piccolo cortile d’ingresso nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, è gestito dalla Chiesa Copta Etiope; in Etiopia vive una minoranza di falascia, gli ebrei neri, etiopi di religione ebraica benché siano stati oggi in gran parte trasferiti in Israele – ma per la presenza, nello Stato Africano, nientemeno che dell’Arca dell’Alleanza, contenente i dieci comandamenti dettati da Dio a Mosé di ritorno dall’Egitto, sul Monte Sinai.
Quella dell’Arca è più di una leggenda: scomparsa da Gerusalemme (dal VI secolo a.c, secondo la Storia, ai tempi della conquista babilonese), sarebbe stata donata dal re Salomone al figlio Menelik I, avuto dalla regina di Saba, e da questi portata in patria. E sarebbe custodita, sempre secondo la tradizione, nella cappella del Complesso delle Chiese di Santa Maria di Sion, ad Aksum. L'architettura, con quella cupola slanciata, ricorda vagamente una moschea. Nessuno può entrarci, solo un monaco, “condannato” a rimanervi per il resto dei suoi giorni.
Vera o falsa che sia, la leggenda dell’Arca impregna la vita politica e spirituale del popolo etiope. Fa mostra di sé, l’Arca, sulle corone dei re che si sono succeduti, da Menelik I fino all’ultimo negus, il nemico di Mussolini, Hailé Selassiè. Sostanzia l’architettura delle chiese, nella tripartizione tra Meqdes, il Sancta sanctorum dove è custodito il Tabot con la copia dell’Arca, cui solo i sacerdoti e i diaconi possono accedere; il Qeddist, riservato ai comunicandi; e la Qenie Mahlet, il posto dei cantori. E accompagna, da ultimo, le grandi feste religiose, il Timkat, il Natale, quando il Tabot viene portato in processione, coperto da un panno, tra canti di giubilo, balli e preghiere, quasi fosse la Torah, durante il Bar Mitzvah. È un potente simbolo, l’Arca, che circoscrive l’identità del Paese, proteggendola nel tempo dalle infiltrazioni delle nazioni musulmane limitrofe, e agglutinando le tante etnie – tigrini, amara, oromo, sidama, somali… – presenti sul territorio.
Un di queste cerimonie: la Fasika, la Pasqua copta. Il sabato sera prima di Pasqua la cattedrale era gremita di persone. Sistemate non come in Occidente, sulle panche, impettite, come fossero a una rappresentazione teatrale, con il sacerdote nei panni del performer di turno. Era una chiesa che vibrava, c’erano famiglie, vecchi, bambini, venute dalla campagna, sdraiate sul prato. Le vedevi nel buio, avvolte nella sciamma, la toga bianca maschile, figure caravaggesche illuminate da una candela, intorno a un libro. I più si accalcavano nel Qenie Mahlet, in piedi o stesi a terra, in silenzio: l’unica voce era quella del sacerdote dall’interno della basilica: la sua litania in ge’ez – l’antica lingua etiope, nata in Eritrea dall’incontro con le popolazioni arabe meridionali – era precisa e martellante, intervallata dai cori degli astanti.
Non c’è aggressività in questa gente, gli sguardi sono sereni, antichi, biblici. È in quel momento che hanno iniziato a suonare i tamburi. I Negarit, come li chiamano da questa parte del mondo: stretti alla base, allargati in superficie, come un imbuto, rappresenterebbero, secondo una guida locale, l’Antico e il Nuovo Testamento.
Ma l’emozione più grande è arrivata poi. Allo scoccare della mezzanotte sono state accese le candele. Lo scambio delle fiammelle è identico a quello di Gerusalemme, durante una messa presso la comunità armena, come segno di pace al momento della comunione, ma non con questa gioia: è la Resurrezione del Salvatore.La basilica è esplosa di luce, le persone custodivano queste candele come l’Andrej Gorčakov di Nostalghia: concentrate perché non si spegnessero, quasi fossero la cosa più preziosa del mondo, La festa era, a questo punto, cominciata, e sarebbe durata fino alle tre di notte.
Ne assaporerete l’atmosfera, il senso d’incombenza e di assoluta necessità. La fede profonda di queste persone, la pace che gli sguardi sono in grado di trasmettere, la fiduciosa attesa sono il ricordo più bello che vi porterte dall’Etiopia.






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