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Cosa è incluso
Eritrea, Timkat, si festeggia oggi il Battesimo di Gesù
Ancora quasi del tutto estranea alle logiche del turismo commerciale, l’Eritrea propone un’eccitante sfida a chi ama le mete quasi inesplorate. Combina scenari tipicamente abissini, scarpate, altopiani e picchi vertiginosi, con interessanti siti archeologici e un mare cristallino e incontaminato. Una proposta di viaggio che riesce a mixare bene tutti gli aspetti dell’Eritrea: l’altopiano, le zone archeologiche, quelle più interessanti dal punto di vista etnografico, le città di Asmara, Keren con il suo mercato etnico e Massawa, completamente diverse tra loro, ma tutte accomunate da un assoluto e magnetico fascino. L’itinerario è completato dal MUST in assoluto:l’Arcipelago delle isole Dahlak. La visita CLOU è dedicata alle rovine archeologiche di Adulis, l’antico porto del regno di Axum sul Mar Rosso. L’Eritrea rimane una delle mete più affascinanti del Corno d’Africa: il suo mix di influenze abissine, arabe e mediterranee ne fa un luogo davvero suggestivo, come dimostra la recente nomina di Asmara a patrimonio mondiale dell’Unesco.
La Chiesa Cristiano Copta celebra l’Epifania (Timkat) secondo il calendario giuliano. Il Timkat, che questo anno cade il giorno 19 di gennaio, è una festa particolarmente sentita che attira una gran folla di fedeli.
La cerimonia si svolge all’aperto, vicino a una fontana d’acqua che si trova nei pressi di Bahati Meskerem. Tutto ha inizio alla vigilia, quando i fedeli si cominciano a riunire per passare la notte insieme, cantando e pregando in attesa dell’alba.
Il Timkat è la festa del battesimo di Cristo e durante la cerimonia si svolge la benedizione collettiva con una croce d’oro al suono dei tamburi rituali (Coboro). I fedeli durante la processione baciano la croce romboidale che viene offerta loro dai preti mischiati fra la folla.
Nel corso della cerimonia protetto da preziosi teli viene portato in processione il Tabot, la Tavola delle Leggi, che viene custodita nelle varie chiese in un luogo dove i fedeli non hanno accesso.
Tabot in ebraico significa alleanza, mentre in ghe’ez vuol dire altare, nessuno, oltre ai sacerdoti, può vedere il Tabot tranne che in occasioni importanti come il Timkat.
I sacerdoti vestono gli abiti da cerimonia belli, preziosi e dai colori sgargianti. Gli ombrelli di velluto, con le frange d’oro che servono per ripararli dal sole e per proteggere la copia del Tabot hanno decori che simboleggiano le costellazioni.
HIGHLIGHTS
- Asmara recentemente nominata patrimonio mondiale dell’Unesco, con la sua fantastica architettura coloniale, il suo animato rito del caffè, i colori e i profumi che ne fanno un gioiello d’Africa sospeso a quasi 2400 metri di altezza sull’altopiano Eritreo, una cittadina coloniale di una bellezza strabiliante che è riuscita a salvaguardare la propria preziosa architettura.
- La multietnica Keren dalla languida atmosfera, vanta un seducente amalgama di elementi architettonici: moschee, chiese ed edifici coloniali. Inoltre c’è il mercato del lunedì.
- Timkat, festività della Chiesa ortodossa copta eritrea, celebrata ogni 19 gennaio per commemorare il battesimo di Gesù nel fiume Giordano e da tutta la comunità eritrea di fede copta.
- Mercati tradizionali e etnie: immersione nella vita quotidiana locale attraverso i mercati di Asmara (Medeber), Mendefera, Keren e Decamerè con le etnie Bilen e Tigrini.
- Il treno a vapore storico Mellet: un eccezionale e panoramico viaggio dei tempi coloniali a bordo della locomotiva che attraversa le montagne dall’altopiano, lungo la linea per Massawa.
- Massawa con il suo dedalo di viuzze e la magia delle Isole Dahlak, un reef madreporico incantevole, multicolore, con decine e decine di varietà di coralli e madrepore, dagli “ombrelli” ai “cervelli” sino alle praterie di coralli di fuoco oltre ad una infinita varietà di conchiglie, con splendenti e incantevoli spiagge.
- Un assaggio della Dancalia eritrea; percorrendo la costa del mar Rosso si farà la visita del sito archeologico di Adulis – la Pompei d’Africa, che una recente campagna di scavi italo/eritrea sta riportando alla luce.
- Le antiche rovine di Kohaito con le stele e i suoi dipinti rupestri perfettamente conservati e i panorami mozzafiato.
- Adi Quala e la sua bellissima chiesa copta, il Sacrario di Daharò Khonat con i resti dei caduti nella battaglia di Adua e da cui si gode uno dei più bei panorami dell’Eritrea e la chiesetta di Santa Rita.
ALT. MASSIMA 2.400 METRI – MINIMA 700 METRI
14/01 GIORNO 1 GIOVEDì: PARTENZA DALL’ITALIA – ROMA – ASMARA
Ritrovo dei partecipanti presso l’aeroporto di Roma Fiumicino, dove seguono le operazioni di imbarco del volo diretto ad Asmara con scalo, con pasti a bordo. Arrivo nella notte nella capitale eritrea, incontro con lo staff locale e trasferimento in hotel,pernottamento.

La cucina eritrea è un tripudio di sapori speziati e condivisione, fortemente influenzata dalla tradizione etiope, da quella araba e dal passato coloniale italiano. Il re incontrastato è lo Zighinì, uno stufato di carne o vegetali cotto con cipolla, pomodoro e il berberè e servito sopra l’Injera, una spugnosa piadina di cereali (farina di Teff) usata come posata naturale.Altri piatti fondamentali sono: Sciro: Una densa e cremosa salsa a base di ceci o fave macinate, insaporita con erbe e spezie. Kitcha Fit-fit: Pane sminuzzato saltato nell’olio e spezie, spesso servito con yogurt fresco e spolverato conberberé.
Sambusa: Croccanti fagottini triangolari ripieni di carne o verdure, fritti e molto simili alle samosa asiatiche. Essendo l’Eritrea bagnata dal Mar Rosso,la tradizione culinaria è stata arricchita da un delizioso uso di pesce e frutti di mare.Bevande: Suwa è il nome della birra di produzione casalinga molto comune in Eritrea. Essa è a base di mais arrostito, orzo e altri cereali e aromatizzata con gesho, un tipo di foglia di olivello spinoso. Viene spesso servita nelle grandi occasioni. Un vino dolce, l’idromele (detto Mies) è anche molto comune. La cerimonia del caffè è una delle usanze più riconoscibili dell’influenza araba, nella cultura sia eritrea che etiope. Il caffè viene offerto agli amici, servito durante le feste, oppure come un piacere nella vita quotidiana. La dominazione italiana ha profondamente modificato le abitudini alimentari dell’Eritrea, soprattutto nella capitale Asmara. L’influenza non si limita al consumo della pizza, ma ha dato vita a un’autentica fusione, con piatti tradizionali arricchiti da un tocco nostrano (come la pasta aromatizzata alle spezie locali). Anche il caffè italiano è un’abitudine radicata: nei bar di Asmara si beve regolarmente un ottimo espresso o macchiato.
15/01 GIORNO 2 VENERDì: ASMARA – CITY TOUR
Asmara, capitale dell’Eritrea con circa 960.000 abitanti, è recentemente stata nominata patrimonio mondiale dell’Unesco. Dopo colazione inizio del tour.
Visita del Mercato di Medeber con il Caravanserraglio.

E’ il più grande mercato del riciclo del Corno d’Africa. Qui tutto ciò che dovrebbe andare in discarica ritrova vita grazie all’ingegno e alle sapienti mani di chi ci lavora. Polvere, fumo, martelli che colpiscono con forza l’incudine, scintille che schizzano nell’aria, odore di ferro e caos regnano sovrani.

Nel pomeriggio si prosegue con la visita alle tre grandi architetture religiose: Cattedrale Cattolica di Santa Maria, ritenuta una delle più belle chiese in stile romanico lombardo al di fuori dell’Italia, Cattedrale Copta ‘Nda Mariam (dove le giovani coppie di sposi si recano a celebrare la propria unione, indossando gli abiti tradizionali dei Tigrini), costruita nel 1938 durante l’occupazione italiana con una curiosa combinazione di architettura italiana ed eritrea, e la Grande Moschea.

Rientro in Hotel.
Asmara,con la sua fantastica architettura coloniale, il suo animato rito del caffè, i colori e i profumi che ne fanno un “gioiello d’Africa” sospeso a quasi 2400 metri di altezza sull’altopiano Eritreo, è una cittadina coloniale di una bellezza strabiliante che è riuscita a salvaguardare la propria preziosa architettura. E’ soprannominata la Piccola Roma per via della sua storica impronta architettonica italiana. Il campanile della Cattedrale, in stile gotico, domina la città ed è il punto di riferimento della Harnet Avenue, la strada principale. Le campane si confondono con la voce dei muezzin che riecheggia dagli altoparlanti dei minareti e con le preghiere dei monaci ortodossi a testimonianza dell’atmosfera multi religiosa tipica delle grandi città orientali della grande tolleranza religiosa che esiste in Eritrea.
Il complesso della Grande Moschea, ultimata nel 1938 da Guido Ferrazza, coniuga elementi razionalistici, classici e islamici. La simmetria della moschea è accentuata dal minareto, che si innalza da un lato come una colonna romana scanalata al di sopra di cupole e archi tipicamente islamici. All’interno il mihrab (la nicchia che indica la direzione della Mecca) è impreziosito da mosaici e colonne in marmo di Carrara.
16/01 GIORNO 3 SABATO: ASMARA – DECAMERE’– SAGANEITI – ADI KEYH – ALTOPIANO DEL KOHAITO (116 km 2 h) – ASMARA
Dopo colazione partenza per Decamerè, in direzione sud, con i fuoristrada 4×4. Continuazione per Saganeiti dove si osserveranno i maestosi alberi di sicomoro, i più grandi del paese, alcuni vecchi anche di 300 anni, in quella che è detta la Valle dei Sicomori. Il più bello è riprodotto su una banconota del Paese.

Sosta ad Adi Keyh, piccola cittadina eritrea, quasi ai confini con l’Etiopia. Arrivo a Senafè e Kohaito, dove si ergono le rovine delle antiche città axumite di Metera e di Coloe. Sull’altopiano vive l’etnia dei Tigrini (o Tigray) che rappresentano il principale gruppo etnico dell’Eritrea, costituendo circa il 52% – 55% della popolazione. Stanziati prevalentemente sugli altopiani centrali e meridionali, inclusa l’area della capitale Asmara. La lingua parlata è il tigrino, una lingua semitica strettamente correlata all’amarico e derivante dall’antico ge’ez.
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Dal punto di vista religioso, la stragrande maggioranza della popolazione tigrina professa il cristianesimo ortodosso eritreo di rito copto, sebbene vi siano storicamente minoranze di fede musulmana, specialmente nei centri urbani misti. Rientro ad Asmara in serata.
NB: questa escursione è soggetta a riconferma per l’ottenimento dei permessi. Nel caso non venissero ottenuti, l’escursione arriverà sino alla Piana dei Sicomori.
A Decamerè una breve passeggiata ci farà conoscere il centro, con le case in stile italiano dei primi del ‘900, ed il mercato locale: quello coperto per le varie mercanzie e i generi alimentari, quello degli animali all’aperto. Dalla città si sviluppa la strada che da Decamerè porta a Nefasit, che fu costruita dagli italiani in soli 7 mesi, attraversando la famosa Piana D’Ala e creando una strada che raggiungeva l’Etiopia senza transitare da Asmara.Basata sui diversi nomi nella zona che sono legati agli elefanti, Kohaito si ritiene essere stato un centro di commercio dell’avorio e una area agricola per via dei molti resti di pietre per la macinazione. All’inizio vi erano solo 46 siti individuati, ma ora il numero è salito a 900. Particolarmente interessante a Kohaito la diga chiamata Safira, vecchia di 2500 anni, la cui costruzione è attribuita al VI° sec a.C. Lo stile e la solidità della diga mostra quanto la popolazione possedesse una tecnologia avanzata di costruzione. Secondo la leggenda, la regina di Saba si è dissetata con le acque di questa diga. Sebbene dettagliate ricerche scientifiche debbano ancora essere completate, la civiltà di Kohaito è durata circa 1.000 anni ed è antecedente alla civiltà Axumita.
La posizione, strategicamente importante, di Kohaito ha fatto sì che questa zona servisse da “ponte” tra Adulis e altre civiltà, come Metera, Keskese e Belew-Kelew. A Kohaito (nome storico Coloe)restano superstiti le rovine del Tempio di Mariam Wakiro (con quattro colonne superstiti), mentre a Metera è visibile la Stele di Metera, un monolite alto circa 2,5 metri con iscrizioni pre-axumite e il simbolo di un disco solare. Gli scavi hanno portato alla luce un palazzo reale, complessi residenziali e i resti di una basilica di epoca cristiana.
Tradizionalmente i Tigrini sono agricoltori stanziali e allevatori che vivono in villaggi sugli altopiani.

La loro società è fortemente legata alle tradizioni comunitarie, all’artigianato locale e a una ricca eredità musicale e letteraria scritta. Culturalmente e linguisticamente sono molto legati agli altopiani etiopi del Tigrè, pur avendo sviluppato un’identità nazionale distinta in Eritrea.
17/01 GIORNO 4 DOMENICA: ASMARA – TRENO A VAPORE PER ARBAROBA SULLA LINEA FERROVIARIA – ASMARA TOUR – KEREN
Se disponibile, in mattinata escursione a bordo della mitico treno a vapore Mallet dei tempi coloniali, lungo la linea per Massawa. (escursione facoltativa e a pagamento, soggetta a disponibilità). Si avrà la rara opportunità di percorrere una delle più ardite ferrovie al mondo, la cui costruzione risale al 1897, a bordo di treni che risalgono ai tempi delle colonie, ancora efficienti grazie ad una “amorosa” manutenzione.

Si percorrerà il tratto Asmara-Arbaroba, circa 18km, uno dei tratti più suggestivi e panoramici dell’intero itinerario.

Se l’escursione col treno non sarà disponibile, si effettuerà il tour di Asmara con visite di Harnet Avenue centralissima via dove non è cambiato nulla dal tempo in cui gli italiani lasciarono l’Eritrea (nel 1974-77).

La stazione di servizio Fiat Tagliero, concepita con la forma avveniristica di un aeroplano con lunghe ali non supportate strutturalmente da pilastri di sostegno, Cinema Impero, che in 80 anni di vita non ha subito alcuna modifica strutturale, Casa degli Italiani centro di riferimento della vita culturale, sociale e artistica della comunità italo-eritrea, Teatro dell’Opera , la cui costruzione risale al 1920 (visite dall’esterno),

Tank Graveyard (gigantesco deposito a cielo aperto di carri armati e mezzi militari utilizzati durante la guerra d’indipendenza eritrea) e cinema, teatri, caffè e persino stazioni di servizio in stile art decò.

Nel pomeriggio partenza per Keren (93 km – circa 2,5/3 ore reali di tornanti), con varie soste lungo la strada ed arrivo nel tardi pomeriggio. Cena e Hotel a Keren.
Un secolo fa gli italiani costruirono un’avveniristica ferrovia in Eritrea. Oggi, in mezzo alle ferite di una guerra recente, le locomotive a vapore tornano a correre sui binari dell’ex colonia italiana solo a scopo turistico per un tratto breve rispetto all’intera linea dismessa, dipendenti da permessi governativi. Le rotaie si snodano tra gole, strapiombi lungo i fianchi della montagna, completamente ricoperti dalle piantagioni di fichi d’india sull’antica e pittoresca ferrovia monorotaia che collega la capitale a Massawa, superando un dislivello di 2.128 metri e attraversando 30 gallerie e 65 ponti che, tornante dopo tornante, garantiscono un pieno di emozioni. Attualmente utilizzata solo a scopo turistico, lungo la linea Asmara-Arbaroba-Asmara, resta un’opportunità unica per affrontare uno dei percorsi ferroviari più spettacolari ed arditi dell’intero continente.
18/01 GIORNO 5 LUNEDì: MERCATO DI KEREN – ASMARA (KETERA)
Keren è capoluogo della regione dell’Anseba con una popolazione di circa 120 000 abitanti.

Arrivo e visita immediata del famoso Mercato del Bestiame del lunedì (etnia Bilen) che si tiene ai margini della città, nel caravanserraglio, dove si trovano ovini, cammelli ed asini e i loro allevatori Tigrè tipicamente abbigliati con turbanti e djellaba, impegnati in concitate contrattazioni.

Si visitano anche il Santuario di Maryam Dearit (Madonna del Baobab), molto venerata anche dai mussulmani, dove spesso vi si svolgono pellegrinaggi ecumenici e interreligiosi,
e i cimiteri di guerra britannico e italiano, dedicati agli Eroi nazionali e agli Ascari.

Sulla strada del rientro, breve sosta a Elabered presso la “concessione De Nadai” o soste per prendere il thè.
Il rientro ad Asmara avviene in tempo per assistere alle processioni notturne della vigilia del Timkat (Ketera), un momento intimo e suggestivo di canti e preghiere con la Messa notturna. Cena e rientro in Hotel ad Asmara.
Keren, seconda città del paese, che in passato, per la sua posizione strategica di controllo degli accessi alla capitale, è stata teatro di celebri battaglie ed oggi si propone come un gradevole centro dall’atmosfera raccolta, nei giorni di mercato si anima e diviene un affascinante crocevia di genti e mercanzie provenienti da ogni dove, specialmente bestiame.
Tra le etnie che la frequentano ci sono i Bilen, di origine cuscitica le cui donne presentano con fierezza piercing con anelli al naso e tatuaggi all’henné.

Essi rappresentano il 2% della popolazione. Parlano il Bilen (chiamato anche Belin o Blin), che appartiene alla famiglia linguistica cuscitica e praticano sia l’Islam sunnita che il Cristianesimo. I Bilem islamici abitano principalmente nelle zone rurali e si sono integrati con i vicini Tigrini, mentre i cristiani Bilen tendono a risiedere nelle aree urbane e si sono integrati con i Biher-Tigrini. Nel santuario di Maryam Dearit, un secolare e nodoso baobab custodisce al suo interno una cappella dedicata a Maria, che la gente del luogo ritiene favorisca la fertilità femminile e dove, nel 1941, alcuni soldati italiani si rifugiarono restando miracolosamente illesi dai bombardamenti britannici, che colpirono l’albero, risparmiando le lor o vite .
Ad Asmara,la sera prima del Timkat, nota come Gehad (Apocalisse), giorno in cui Giovanni Battista battezzò Gesù, c’è l’intensa partecipazione dei fedeli alla messa della vigilia. Questa si riferisce al rito di Ketera, la vigilia del Timkat (l’Epifania della Chiesa ortodossa eritrea). Le cerimonie iniziano nel tardo pomeriggio e proseguono per tutta la notte con veglie di preghiera, canti e processioni. Durante le processioni vengono portate i Tabot, repliche di tavolette sacre (dove sono incisi i Dieci Comandamenti) che richiamano l’Arca dell’Alleanza, trasferite dal santuario alle tende allestite per la cerimonia. Ogni Tabot, adornato da una veste ricamata e lucente, viene sempre portato sul capo di un sacerdote.

Per la Chiesa cristiana eritrea ed etiopica che segue il calendario giuliano, oggi si festeggia il Timkat.
Il Timkat è la festa del battesimo di Gesù. Una ricorrenza molto sentita che si svolge all’aperto, vicino a una sorgente d’acqua. Il rito inizia la vigilia, quando i fedeli passando la notte insieme tra veglia, canti e preghiere, attendono l’alba.
Durante la cerimonia mentre alcuni preti benedicono l’acqua con una croce d’oro, altri divisi in due file, suonano il tamburo tradizionale. Poi danzano avvicinandosi e allontanandosi reciprocamente. È un rito che si tramanda di anno in anno, cui partecipano moltissime persone.
È anche il momento in cui il prete porta sulla testa, protetto da preziosi teli il Tabot, la tavola delle Leggi, custodita in ciascuna chiesa in un luogo dove i fedeli non possono normalmente andare.
Tabot, in ebraico, significa alleanza e indica l’Arca. Nella lingua ghe’ez invece vuol dire altare. Una tavola di pietra o legno posata sull’altare su cui stanno il pane e il vino. Nessuno oltre al prete può vedere il Tabot. Solo durante il Timkat è concesso ai fedeli vederlo.
I sacerdoti durante il Timkat indossano paramenti molto belli, preziosi, dai colori accesi. Gli ombrelli in velluto, con le frange d’oro, servono per proteggerli dal sole e per riparare la copia del Tabot. Hanno decori che rappresentano le costellazioni.
Al termine della processione inizia una danza rituale, con l’accompagnamento di tamburi e sistri. Poi il corteo durante il quale i preti più anziani si appoggiano a lunghi bastoni.
Quindi arriva l’atteso momento della purificazione. Il sacerdote incensa l’acqua e accende le candele fissate a un legnetto che getta in acqua. Quando le candele, che simboleggiano la Trinità, si spengono il celebrante bagna un ramoscello e benedice prima i quattro punti cardinali, poi le persone.
Tutti allora si immergono nell’acqua. Infine, terminato il rito, ognuno riempie una bottiglia d’acqua santa, per portarla a casa e tenerla in ingresso, per scacciare il Male.
19/01 GIORNO 6 MARTEDì: ASMARA – TIMKAT – ADULIS VIA MASSAWA
Oggi è il giorno del Timkat la più importante e suggestiva festività della Chiesa ortodossa copta eritrea, celebrata ogni 19 gennaio per commemorare il battesimo di Gesù nel fiume Giordano.

Al mattino si svolge il rito principale: la gente arriva da tutto il paese per assistere alla cerimonia liturgica che viene celebrata a Bahti Meskerem Square (spesso chiamata May Timket), cuore delle celebrazioni religiose e culturali della Chiesa Tewahdo eritrea. Le funzioni religiose sono presiedute dai massimi esponenti della Chiesa Ortodossa locale.

Durante la cerimonia, intorno alla celebre fontana sormontata da una statua di Giovanni Battista, le acque vengono benedette e i fedeli vengono aspersi in un momento altamente spirituale e comunitario, rinnovando simbolicamente le promesse battesimali.

La festa prosegue poi con cortei colorati, canti, danze, abiti tradizionali ed ombrelli cerimoniali del clero, creando un’atmosfera intensa e suggestiva. L’intera area centrale viene invasa da cori e processioni di sacerdoti che riportano i Tabot alle rispettive chiese, indossando ricchi paramenti colorati.

Conclusa la cerimonia, dopo le h 11 circa, transfer alla volta di Adulis via Massawa (tratta Asmara-Adulis 112 km – circa 3 ore). Lungo la strada si incontreranno le cittadine di Nefasit, Embatcalla, Ghinda, Dongollo Alto ed infine Dongollo Basso famosa per le sue acque minerali. Escursione in 4×4 verso sud, per un assaggio della Dancalia fino alle rovine archeologiche di Adulis, l’antico porto del regno di Axum sul Mar Rosso, la cui fondazione si stima a più di 4.000 anni fa. Al termine della visita si tornerà a Massawa. Nei tempi disponibili (prima dell’imbarco per le isole Dahlak o dopo lo sbarco), proseguimento del tour a piedi della città vecchia. Si ammireranno l’architettura d’influenza turco-egiziana e italiana, i palazzi storici (purtroppo ancora danneggiati dalla guerra ma ricchi di fascino) e le moschee. Cena e rientro in Hotel a Massawa.
Il Timkat è una ricorrenza molto sentita che si svolge all’aperto, vicino a una sorgente d’acqua. Il rito inizia la vigilia con la Messa, quando i fedeli passando la notte insieme tra veglia, canti e preghiere, attendono l’alba. Il culmine avviene con la Benedizione (19 gennaio) presso la grande piazza Bahti Meskerem, dove il clero guida la liturgia. L’acqua viene benedetta e aspersa sulla folla in segno di purificazione. Dopo la conclusione ufficiale della cerimonia, non è raro notare come la maggior parte dei partecipanti si precipita verso la fontana per riempire le proprie bottiglie con l’acqua santa. I fedeli portano l’acqua a casa e la usano per aspergere i familiari e la propria abitazione.
Partenza per Massawa (2400 metri circa di dislivello con Asmara in poco più di 100 km di strada), se possibile lungo la panoramica delle Pendici orientali. Questa strada recentemente riaperta al traffico ripercorre una delle prime direttrici usate alla fine dell’800 per raggiungere l’altopiano. Se non sarà possibile percorrere questa direttrice, useremo quella classica: la Strada degli Italiani, perché agli Italiani si deve l’ammodernamento a partire dal 1936, della principale arteria stradale del paese che è un capolavoro d’ingegneria civile. Non è l’unico, basti pensare alla ferrovia che ancor oggi corre, in più punti, parallela alla strada, e alla teleferica costruita per il trasporto delle merci dal porto di Massawa ad Asmara.
Ci fermeremo a visitare gli scavi della città-emporio di Adulis, la Pompei d’Africa. La città di Adulis, sulla costa sud occidentale del Mar Rosso, fu nell’antichità uno dei principali scali nelle rotte tra il mar Rosso e l’Oceano Indiano, nodo cruciale all’interno della rete di contatti culturali e di scambi commerciali tra il Mediterraneo e l’Oriente. Generalmente ritenuta il porto della capitale del potente regno di Aksum, Adulis, distrutta e abbandonata nell’VIII sec d.C., venne riscoperta solo agli inizi del XIX sec. Interrotti tra il periodo della colonizzazione italiana e la guerra d’indipendenza dall’Etiopia, gli scavi sono ora ripresi e consentono di scorgere i resti di diverse tombe, un palazzo, un tempio per il culto del sole e una basilica bizantina di rilevante interesse. Dal 2011 si svolgono ripetute campagne archeologiche italo/eritree per conoscere al meglio l’organizzazione urbanistica della città e la sua relazione con il territorio.
Arrivo a Massawa, l’affascinante perla del Mar Rosso che per secoli fu uno dei più importanti porti della regione e, in tempi successivi, scenario di dolorosi eventi bellici che ne hanno minato lo splendore, senza riuscire tuttavia ad offuscare il suo fascino senza tempo. Le due attraenti isole che formano Massawa si chiamano Taulud e Massawa, e sono collegate alla terraferma tramite dei terrapieni che fungono da ponti. Sull’isola di Taulud ci sono molti uffici governativi, come il palazzo del governatore costruito nel 1872, la cattedrale Santa Maria e l’originale stazione ferroviaria costruita dagli italiani. L’isola di Massawa contiene il porto, la parte più vecchia della città, che ha degli edifici corallini e arcate che riflettono l’influenza turca, così come moschee – la prima moschea islamica fu costruita in Eritrea – che rappresentano l’influenza musulmana. Qui si trova la vecchia città moresca, con le sue arcate, caffè e ristoranti che offrono cucina eritrea, araba e occidentale.
20 e 21/01 GIORNI 7 MERCOLEDì e 8 GIOVEDì: SAFARI ISOLE DAHLAK
Partenza al mattino presto in barca per le isole Dalhak per 2 notti.

Le isole Dahlak, da scoprire in tre giorni tra sabbia e mare. Un arcipelago arido, spoglio e pianeggiante, con una barriera corallina, però, da fare invidia. Non a caso è uno dei luoghi prediletti al mondo da chi pratica snorkeling o fa immersioni.Isole Dahlak, un insieme di circa 350 isole (in realtà solo 209 costituiscono veramente l’arcipelago) in gran parte aride, spoglie e pianeggianti situate su una bassa piattaforma continentale al largo della costa eritrea. Le giornate sono dedicate alla scoperta di alcune delle prime isole: la coppia delle gemelle Durgaam e Durghella con le bianche spiagge e la bella barriera corallina; lo stupendo banco sabbioso di Madote che si staglia come una striscia luminosa dalle acque turchine del mare; la piatta Dhalak Kebir, l’isola più grande, con una storia ancora più grande alle spalle; l’aridità vulcanica della grande Dissei dove vive una comunità di pescatori Afar.Parte delle isole Dahlak sono riserva naturale e la fauna marina è ricchissima, semplicemente affacciandosi con la maschera si possono vedere molti esemplari di pesci. In genere i pesci che affollano queste acque non sono spaventati ma incuriositi dall’uomo.

L’Arcipelago delle Dahlak rappresenta un ecosistema eccezionale, che ha pochi rivali al mondo. Tra gli uccelli più numerosi, oltre a molte specie di gabbiani, le sterne, le aquile marine, i pellicani, i fenicotteri rosa (flamingos), i falchi marini. Alcune isole sono letteralmente coperte da uccelli, e potersi avvicinare al momento della nascita dei piccoli, offre emozioni uniche. Magnifiche le opportunità per gli amanti del mare: camminate sulle bianche spiagge, stupendi bagni in acque trasparenti e calde, snorkelling su barriere coralline fra le più belle del mondo.Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile sulla spiaggia.

Pensione completa GLAMPING (colazione, cena e pranzo con bevande analcoliche in bottiglia, acqua).

L’itinerario prevede la visita di alcune isole tra le più interessanti e le più ricche di barriera corallina, e verrà definito in prossimità delle date di partenza della crociera, anche se il programma definitivo verrà deciso dal capitano il giorno di partenza sulla base delle condizioni e previsioni meteo, nonché delle isole per cui si è ottenuto il permesso di accesso.

Incastonate nel Mar Rosso, le incontaminate isole Dahlak formano un affascinante arcipelago separato dalla terraferma dal Canale di Massawa.

Questo insieme di isole, noto per il suo clima caldo e umido, è costituito da isolotti e scogliere, di cui solo quattro abitate. Le comunità locali di queste isole abbracciano il loro stile di vita tradizionale, facendo affidamento sulla pesca e sull’allevamento di capre e cammelli.
Parte del Parco Nazionale Marino di Dahlak, queste isole sono un paradiso per la nidificazione degli uccelli marini,vantano coste fiancheggiate da mangrovie e paesaggi di saline. Sotto le acque turchesi si trovano meraviglie marine mozzafiato, dove giocosi delfini, maestosi squali, dolci dugonghi, varie specie di tartarughe, granchi eremiti, pesci colorati e affascinanti molluschi prosperano tra secche, barriere coralline sommerse e affascinanti naufragi.

Ad aumentare il fascino sono le uniche pietre pomice, formate da vulcani sottomarini, che creano un incantevole mondo sottomarino che garantisce un’esperienza di immersione indimenticabile per gli esploratori avventurosi. Per gli appassionati di pesca, l’arcipelago delle Isole Dahlak offre un paradiso inesplorato che pullula di una vasta gamma di specie di pesci, tra cui trevally, trevally gigante, snapper rosso, tonno, barracuda, cernie, permessi, milkfish e queenfish.
22/01 9 GIORNO VENERDì : ISOLE DAHLAK SBARCO A MASSAWA – ASMARA
Sbarco dalle isole Dalhak a Massawa.La traversata offrirà ancora un’occasione per ammirare le acque cristalline del Mar Rosso, le isole coralline e i suggestivi paesaggi dell’arcipelago.
Completamento del tour di Massawa, che comprende ciò che non si è riuscito a visitare all’arrivo, come il Palazzo del Governatore costruito nel 1872, la Cattedrale Santa Maria e l’originale stazione ferroviaria costruita dagli italiani.

Massawa contiene il porto, la parte più vecchia della città, che ha degli edifici corallini e arcate che riflettono l’influenza turca, così come moschee – la prima moschea islamica fu costruita in Eritrea – che rappresentano l’influenza musulmana.
Qui si trova la vecchia città moresca, con le sue arcate, caffè e ristoranti che offrono cucina eritrea, araba e occidentale.

Segue il transfer ad Asmara, con sosta a Dogali o per prendere un thè. Notte in Hotel ad Asmara.
Highlights di Massawa Santuario dei Sahaba: Secondo le leggende, potrebbe essere il più antico santuario islamico del mondo, costruito dai seguaci del profeta nel 615 d.C. Moschea Sheikh Hanafi: La moschea più antica dell’Eritrea, risalente al XV sec d.C. Bazar: Un elegante edificio ottomano che riflette il passato multiculturale della città. Palazzo Imperiale: Ora in rovina, questo sontuoso edificio fu costruito per il console francese Werner Munzinger tra il 1872 e il 1874. Banco d’Italia: Un magnifico edificio costruito negli anni ’20 del XX sec.
23/01 10 GIORNO SABATO : ASMARA – ADI QUALA – ASMARA
Oggi l’escursione ad Adi Quala (91 km – 1,16 h), ai confini con l’Etiopia e circondata da belle colline, permette di offrire un panorama affascinante sulla regione circostante.

Si visita la sua bellissima chiesa copta , dedicata alla Madonna Mariam Tzion, una delle poche costruite ai tempi coloniali, che ospita al suo interno bei affreschi.

E’ prevista la visita anche del Sacrario di Daharò Khonat con i resti dei caduti nella battaglia di Adua del 1896 e da cui si gode uno dei panorami più spettacolari della valle del Mareb, e in giornate cristalline, la vista spazia sino a raggiungere appunto le ambe di Adua.
L’ escursione ad Adi Quala, nella valle di Mareb visiteremo la Chiesa di Santa Rita dove è situata la lapide in ricordo dei morti del Nova Scotia. A seguire la chiesa copta dedicata alla Madonna, risalente ai tempi coloniali, che ospita al suo interno affreschi pregiati. Si prosegue per Daaro Khonat, dove si trova il sacrario che custodisce i resti dei caduti nella battaglia di Adua del 1896, momento culminante e decisivo della guerra di Abissinia tra le forze italiane, comandate da Baratieri, e l’esercito abissino, capitanato da Menelik II. Le nostre unità subirono purtroppo una pesante sconfitta, lasciando sul terreno più di seimila caduti. Oggi, sotto a un alto obelisco in granito, una grande cripta custodisce i gloriosi resti dei 3.025 soldati italiani e 618 indigeni.

Si prosegue con la chiesetta di Santa Rita, che custodisce la lapide in ricordo dei caduti della “Nova Scotia” e il mercato di Mendefera (precedentemente Adi Ugri – centro amministrativo della provincia di Debub), ricco di prodotti agricoli quali cereali, frutta ed ortaggi e frequentato da Tigrini. Rientro in serata ad Asmara.Cena in hotel.Camere a disposizione sino orario di partenza.
Al mercato di Mendefera,famoso per la sua autenticità perchè offre ai visitatori un’esperienza unica nel cuore della cultura eritrea, si trova facilmente il tef, un cereale speciale, dall’aspetto di minuscoli granelli, chiaro o scuro, che viene utilizzato per preparare il tipico pane spugnoso locale, quasi una crepe, denominata ingera. Il tef viene usato solo in occasioni speciali in quanto molto costoso e pregiato.
Nel sacrario di Daharò Khonat si trova l’ossario, su cui sventola il tricolore, che conserva i resti di 3643 caduti della prima campagna d’Africa. L’obelisco di granito, che sovrasta il monumento ai caduti, reca l’iscrizione: “La Patria ai caduti di Adua 1º Marzo 1896”. La chiesa copta di Mariam Tzion, una delle poche costruite durante il periodo coloniale, di pregevole fattura, ospita all’interno splendidi affreschi. Sarà un’emozione indescrivibile poter ammirare icone storiche e autentici capolavori d’arte! Questo monastero, fondato nel XVII sec, è celebre per i suoi straordinari dipinti che ricoprono interamente le pareti del Maqdas, la sacra area interna dalla pianta quadrata. Un luogo che trasuda storia, spiritualità e bellezza senza tempo.
24/01 11 GIORNO DOMENICA : VOLO PER L’ITALIA
Imbarco e volo con scalo per l’Italia con pasti a bordo. Arrivo e fine dei servizi.
La quota comprende_
- Voli di linea in classe economica franchigia bagaglio 23kg
- Sistemazione in alberghi di categoria turistica, in camera doppia (o come meglio precisato nel programma di viaggio)
- Trattamento di pensione completa.
- Tutti i trasferimenti in autovettura/pullmino privati.
- Crociera in lancia, uso esclusivo, pensione completa incluse bevande ai pasti (4pcs/pax/gg bevande locali analcoliche).
- Escursione nell’altopiano del Kohaito
- Guida locale di lingua italiana durante le escursioni, esclusi i periodi liberi.
- Ingressi, tasse e permessi.
- Mance per hotel, staff, esclusa la guida locale e l’autista
- Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio 1.500,00
- ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR.
- Accompagnatore dall’Italia
- Gadget e materiale informativo
Non comprende:
- Tasse aereoportuali pari a euro 480,00 soggette a riconferma sino emissione dei biglietti aerei.
- Visto d’ingresso: € 80,00 da richiedere almeno 4 settimane prima rispetto alla data di partenza.
- Escursione col treno a vapore il 3° giorno.
- Pasti non inclusi, bevande extra
- Spese extra di carattere personale.
- Tutto quanto non indicato espressamente nel programma di viaggio.
- Un itinerario intenso in Eritrea, che lontana dal suo passato si è aperta al mondo, con affascinanti siti archeologici e la straordinaria ricchezza della vita marina delle acque del Mar Rosso
- Visitiamo il mercato del bestiame di Keren
- Alle Isole Dahlak pernottiamo in campi mobili pre-allestiti “glamping” con tende igloo m. 3,00 x 3,00 x 1.80, lettini da campo.
- Ad accompagnare il gruppo c’è un nostro esperto
- Si viaggia in piccoli gruppi con al massimo 12 partecipanti
- Passaporto originale con validità residua di almeno 6 mesi.
- Modulo di richiesta del visto compilato in ogni sua parte.
- 1 foto tessera recente.
- Copia della carta d’identità o documento di residenza.
Pernottamento isole Dahlak.
L’organizzazione fornisce ampie e confortevoli tende ad igloo (dimensioni mt 2,5×2,5×1,8H or mt. 3x3x2,2H), ogni tenda è provvista di zanzariere, pavimento isolante, finestre per l’areazione e porte sempre protette da zanzariere. Ad ogni partecipante viene fornito un lettino da campo, cuscino, sacco a pelo, poltroncina da campo con braccioli, acqua dolce per le abluzioni quotidiane. Sono disponibili servizi igienici da campo (WC e docce). Un cuoco con una cucina da campo completamente attrezzata ed altre attrezzature da campeggio necessarie ed un marinaio/assistente al campo completano il campo. A colazione vengono serviti thè, caffè, latte in polvere, uova, biscotti, marmellata, pane dancalo fresco, foul (colazione tipica del bassopiano eritreo a base di fave, pomodori, cipolle, peperoncino e olio di oliva). A pranzo e a cena, viene servito un primo piatto, normalmente pasta o riso e un secondo piatto a base di pesce o carne o uova e contorno di verdure (ad esempio insalata di pomodori, insalata di patata, verdure cotte, etc), frutta di stagione (banane ed arance). Quando il pranzo è previsto a picnic, vengono preparati dei sandwich o un piatto unico e frutta. Sono incluse 6 bevande locali al giorno a persona, tra acqua in bottiglia, bibite o birra, oltre a una bottiglia di areki per gruppo. L’areki è il liquore preferito dagli eritrei, che viene sempre usato durante i viaggi. Bevande extra sono disponibili a pagamento.
IMPORTANTE: la crociera alle Dahlak, richiede adattabilità Per i giorni di mare sulle isole portare solo un piccolo bagaglio con l’indispensabile e lasciare il resto in albergo ad Asmara, la distanza percorsa in barca
NB: Supplemento carburante / Adeguamento costi carburanti e lubrificanti: Le tariffe pubblicate per la stagione 2026–2027 sono state calcolate sulla base dei costi di carburanti e lubrificanti in vigore al momento della pubblicazione, Febbraio 2026. Qualora i costi di carburanti e lubrificanti registrino un aumento superiore ai tre percento (3%) rispetto al valore di riferimento utilizzato per il calcolo delle presenti tariffe, AfroNine Tour si riserva il diritto di applicare un supplemento carburante e/o adeguare i prezzi. Eventuali variazioni saranno proporzionate agli effettivi incrementi dei costi operativi sostenuti e saranno comunicate tempestivamente




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