- Informazioni
- Mappa
- Recensioni
- Tour simili
Cosa è incluso
Alla scoperta delle signorie gonzaghesche.
MANTOVA – SABBIONETA
Mantova, comune italiano e capoluogo dell’omonima provincia in Lombardia, dal luglio 2008 è stata accolta, con la vicina Sabbioneta, fra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.Il fascino di Mantova avvolta dai laghi o l’armonia del rinascimento nei suoi palazzi e nelle scenografiche piazze. O ancora, passeggiando tra ristoranti e antichi caffè per farvi apprezzare l’arte e le tradizioni.
Chiunque abbia visto i laghi di Mantova d’estate conosce la magia: quella distesa infinita di fiori di loto che sembra uscita da un dipinto. E’ lo spettacolo più grande del suo genere in Europa. Eppure, la sua origine non ha nulla a che fare con un miracolo della natura. Quei pochi rizomi, piantati per un esperimento, hanno trovato un ambiente cosi- perfetto da colonizzare il lago, regalandoci oggi uno spettacolo mozzafiato. A volte le storie piu’ belle nascono dalle intenzioni piu’ inaspettate.
Le nostre guide vi porteranno alla scoperta dei luoghi più famosi e di quelli meno conosciuti. Vi faremo scoprire i tesori della nostra città e della sua provincia, la sua storia, la sua cultura.
Il fascino di Mantova avvolta dai laghi o l’armonia del rinascimento nei suoi palazzi e nelle scenografiche piazze. O ancora, passeggiando tra ristoranti e antichi caffè per farvi apprezzare l’arte e le tradizioni.
“I laghi di Mantova, sembrano un miracolo naturale, ma nascondono il segreto di un esperimento del 1921 andato storto nel modo più bello”
Mantova e la leggenda dei fiori di loto
Una delle esperienze da fare assolutamente durante una visita a Mantova, è la navigazione sul Mincio. Il Mincio nasce a Peschiera, dal Lago di Garda, e, una volta giunto tra Rivalta e Grazie, rallenta la sua corsa dando origine alla Riserva Naturale delle Valli del Mincio. Si tratta di una palude che si estende per circa 1.400 ettari, dichiarata zona umida d’importanza internazionale nel 1971.
Quest’area è casa di diverse specie di piante e di uccelli acquatici, come aironi (rosso e cinerino), svassi, tarabusi e altre rare specie che qui si fermano e nidificano. Poco prima di raggiungere Mantova, il Mincio si allarga formando il Lago Superiore, il primo dei tre laghi che circondano la città, insieme al Lago di Mezzo e al Lago Inferiore. Ma è proprio il primo lago a richiamare, ogni anno, migliaia di persone che arrivano fin qua per ammirare la splendida fioritura estiva dei fiori di loto.
Eleganti e leggeri i fiori di loto adornano i corsi d’acqua della bella Mantova, una danza lenta e romantica protagonista di un’antica e tragica leggenda
Storia e raffinatezza da sempre caratterizzano la città di Mantova, legata all’epoca dei Gonzaga ma anche patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 2008. Arte, letteratura, cibo, scultura, architettura da sempre sono fiori all’occhiello della città lombarda, nota per il suo fascino ma anche per la fioritura dei fiori di loto. Delicata esplosione cromatica che caratterizza i laghi di Mantova, ovvero i bacini fluviali presenti lungo il fiume Mincio. Un evento che si rinnova ogni anno durante il periodo estivo, un’attrazione unica e davvero imperdibile, caratterizzata anche da un’antica leggenda. Scopriamola insieme.
Per ammirare uno spettacolo di colori basta passeggiare lungo i corsi d’acqua di Mantova durante i mesi di luglio e agosto, lungo quelli che tutti conoscono come i laghi mantovani. Noti come Superiore, di Mezzo e Inferiore, avvolgono e proteggono la città che si staglia gloriosa riflettendosi sulle acque adornate da delicati fiori di loto. Non è chiaro come questi siano giunti fino a Mantova, c’è chi ne riconduce la presenza ai missionari Saveriani di Parma, gli stessi che nel 1914 decisero di impiegare la fecola ottenuta dai rizomi per realizzare del cibo, ispirandosi alla tradizione secolare cinese.
Qualche anno dopo, nel 1921, fu Anna Maria Pellegreffi, laureata in Scienze Naturali, a occuparsi di trapiantare i rizomi dei fiori di loto nel Lago Superiore di Mantova. Nonostante vari tentativi la farina non riuscì a ottenere il successo sperato, ma il fiore di loto si diffuse rapidamente divenendo parte integrante della flora del lago. E proprio alla presenza di queste deliziose piante acquatiche è legata un’antica leggenda, che narra le vicende di una giovane donna di origini orientali intenta a specchiarsi e ad ammirare le acque del lago.
Una distrazione la fece scivolare nelle profondità dello stesso inghiottendola per sempre, un evento che devastò il compagno presente durante la disgrazia. Secondo le narrazioni il giovane sparse nel lago i semi del fiore di loto, così che la presenza e il profumo celebrassero annualmente il ricordo dell’amata. Per poi gettarsi a sua volta nelle acque e morire con lei. Una vicenda triste, una leggenda che celebra la sofferenza della perdita e il ricordo dell’assenza.
Sabbioneta, la Città Ideale riconosciuta Patrimonio Unesco
Sabbioneta è l’affascinante rappresentazione pratica di un’ambizione filosofica: la città venne costruita per volere del Duca Vespasiano Gonzaga con lo scopo di concretizzare la concezione rinascimentale della Città Ideale in cui arte, architettura e impianto urbanistico rappresentano la massima espressione della classicità.
Le teorie Cinquecentesche che ne hanno guidato la progettazione rendono Sabbioneta un borgo dall’incredibile pregio architettonico e artistico: nelle sue vie, nei suoi scorci e nei suoi palazzi si possono riconoscere le teorie prospettiche e le teorie delle proporzioni che conferiscono alla cittadina armonia ed eleganza.
Dal 2008, Sabbioneta è stata inserita tra i siti Unesco, quindi un luogo dichiarato “di valore universale eccezionale”, patrimonio dell’Umanità, e vi dà il benvenuto alla città voluta da Vespasiano, scrigno di arte e architettura. Vi invitiamo ad esplorare tutta la bellezza della Città Ideale.
Dal sito Mantova-Sabbioneta Unesco: “Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga. Esse rappresentano gli esempi più eminenti delle due modalità più emblematiche della progettazione urbanistica del Rinascimento, rispettivamente quella evolutiva e quella fondativa. Come tali, esse sono servite di riferimento per gran parte delle successive esperienze di costruzione della città fino all’epoca moderna. Gli artisti che hanno concorso alla realizzazione delle due città hanno prodotto capolavori che hanno portato a compimento gli ideali del primo Rinascimento, contribuendo in maniera determinante alla diffusione internazionale di un movimento destinato ad influenzare e plasmare l’intera Europa”.
E poi alcuni Borghi più Belli d’Italia non visitati dal turismo di massa.
Si dorme presso hotel situato in palazzo storico
CA’ UBERTI PALACE HOTEL****
Il Palace Hotel Ca’ Uberti è la nuova struttura alberghiera che Mantova offre ai propri visitatori provenienti da ogni parte del mondo. L’hotel è all’interno del prestigioso Palazzo degli Uberti e si affaccia su Piazza Sordello.
La vista delle camere è unica nel suo genere, e riserva all’ospite l’emozione di scorci impareggiabili su uno dei più importanti edifici storici della città: il Palazzo Ducale di Mantova, noto anche come reggia dei Gonzaga. Le camere riflettono la storia e la cultura dell’epoca e sono particolarmente consigliate agli ospiti che vogliano vivere un soggiorno all’insegna della cultura.
Oltre alle camere Deluxe con vista su Piazza Sordello, sono anche presenti camere superior con altrettanti emozionanti scorci sui cortili interni del Palazzo.
Revere di Borgo Mantovano
si prepara alla tradizionale Fiera di Santa Mostiola
Il gran finale è in programma martedì luglio, quando le vie del paese ospiteranno ancora bancarelle e artisti, prima di lasciare spazio, a mezzanotte, all’attesissimo spettacolo piromusicale sul Po, uno dei momenti più spettacolari dell’intera manifestazione.
SONO PREVISTI VOLI DA TUTTA ITALIA O IN TRENO,CON ARRIVO A BOLOGNA O VERONA A -O REGGIO EMILIA-TARIFFE SCONTATISSIME
N.B Itinerario studiato per evitare le ore calde della giornata,infatti si esce al mattino,si rientra prima dell’ora di pranzo,e si riprende dopo le 17.00.Alcune visite addirittura sono previste in notturna.
1° giorno: ROMA -REGGIO EMILIA-MANTOVA
Partenza da Roma in treno diretto a Reggio Emilia,dove all’arrivo verrete trasferiti in bus privato a Mantova. Pranzo libero durante il viaggio.Assegnazione delle camere e un po di relax e inizio delle visite.

Visita al Palazzo Ducale di Mantova, noto anche come Reggia dei Gonzaga, è certamente uno dei principali edifici storici della città. Dal 1308 è stata la residenza ufficiale dei signori di Mantova, i Bonacolsi, e successivamente la residenza principale dei Gonzaga, signori, marchesi ed infine duchi della città virgiliana.

Ambienti distinti e separati tra loro furono costruiti in epoche diverse a partire dal XIII secolo, inizialmente per opera della famiglia Bonacolsi successivamente su impulso dei Gonzaga. Fu il duca Guglielmo ad incaricare il prefetto delle Fabbriche Giovan Battista Bertani perché collegasse i vari edifici in forma organica così da creare, a partire dal 1556, un unico grandioso complesso monumentale e architettonico, uno dei più vasti d’Europa (34.000 m² circa), che si estendeva tra la riva del lago Inferiore e Piazza Sordello, l’antica Piazza di San Pietro. Morto Bertani nel 1576, l’opera fu proseguita da Bernardino Facciotto che completò l’integrazione di giardini, piazze, loggiati, gallerie, esedre e cortili, fissando definitivamente l’aspetto della residenza ducale.

Nei quattro secoli di dominazione gonzaghesca la reggia si espanse gradualmente, sia con aggiunta di nuove costruzioni, sia modificando quelle esistenti. Si formarono diversi nuclei che presero il nome di: Corte Vecchia, comprendente gli edifici più antichi verso piazza Sordello, la Domus Nova, la Corte Nuova, di fronte al lago, costruita da Giulio Romano e successivamente ampliata dal Bertani e dal Viani, la Basilica palatina di Santa Barbara.
Camerini di Isabella d’Este
Isabella d’Este nata a Ferrara nel 1474 dal duca Ercole I ed Eleonora d’Aragona, sposo’ il 12 febbraio 1490 Francesco II Gonzaga, nipote di Ludovico II Gonzaga. Era stata promessa sposa a soli sei anni e quando Isabella arrivo’ da Ferrara a Mantova via fiume, vi giunse come una nuova regina del lago.
La sua bellezza e le sue doti culturali, artistiche e politiche, la fecero conquistare una posizione di prima donna alla corte dei Gonzaga.

Orno’ di eleganza e lusso le stanze del Palazzo Ducale, nutri’ di sapere e armonia la corte. Porto’ amore per il teatro e la musica e un gusto particolarissimo per il collezionismo.
Oggi il visitatore puo’ cogliere ancora i suoi passi percorrendo le sale del palazzo che elesse a sua abitazione,dopo il 1520.
Lo studiolo, luogo segreto per leggere e meditare. Ogni cosa, ogni oggetto doveva parlare di armonia e di grazia. Qui erano poste cinque grandi tele dipinte da Mantegna, Correggio, Costa, Perugino con le allegorie dei Vizi e delle Virtu’.
Nella grotta decorata da tarsie lignee opera dei fratelli Della Mola, si trovavano le sue splendide collezioni in un numero infinito di oggetti preziosi. Avori, cammei, vasi, cristalli, gemme, medaglie, bronzi, sculture.
Visita al Castello di San Giorgio fu costruito a partire dal 1395 e concluso nel 1406 su committenza di Francesco I Gonzaga e su progetto di Bartolino da Novara. Andrea Mantegna, chiamato a Mantova nel 1460 dal marchese Ludovico e vissuto nella città virgiliana fino alla morte, avvenuta nel 1506, realizzò all’interno del Castello di San Giorgio la sua opera più celebre e più geniale, la Camera Picta o Camera degli Sposi.

La Camera degli Sposi è collocata nel torrione nord est del Castello di San Giorgio. Dipinta da Andrea Mantegna nell’arco di nove anni, dal 1465 al 1474. Andrea Mantegna concepisce lo spazio cubico della stanza come un continuo rimando tra realtà e finzione: un torrione di un castello medievale diventa un padiglione dorato, in un’atmosfera en plein air. Ciascuna parete è interpretata come uno spazio scandito da tre aperture: nelle due pareti più buie sono dipinti dei tendaggi dorati mentre nelle due pareti principali le cortine si aprono e, come in uno spettacolo teatrale, entrano in scena i personaggi. Il raccordo tra le pareti e la volta è realizzato attraverso delle vele affrescate con i miti di Orfeo, Arione e le fatiche di Ercole e con delle lunette raffiguranti alcune imprese dei Gonzaga. La volta, dorata e sostenuta da putti dipinti a monocromo, è un omaggio agli imperatori romani e si apre verso il cielo attraverso il famosissimo oculo, l’apertura illusionistica del soffitto realizzata con un’eccezionale applicazione della prospettiva in pittura. Da una balconata si affacciano dei putti (alcuni giocano, uno di loro mostra un flauto, un altro una mela), delle fanciulle (una di loro si pettina, un’altra ha un nastro tra i capelli, una terza è acconciata) e delle figure misteriose. Secondo alcune interpretazioni Mantegna si sarebbe ispirato a un testo retorico di Luciano di Samosata dedicato alla sala ideale; secondo altre teorie le presenze femminili dell’oculo sarebbero un’esaltazione del prestigio dinastico mentre una terza ipotesi sottolinea il legame con gli studi di Leon Battista Alberti sulla casa romana antica. La visita all’interno della Camera è consentito a gruppi di massimo 25 persone e, per problemi di conservazione, per la brevissima durata di 5 minuti. Verso la metà del XV secolo Mantova era divisa dal canale “Rio” in due grandi isole circondate dai laghi; una terza piccola isola, chiamata sin dal Medioevo Tejeto (forse “giardino di tigli”) e abbreviata in Te, venne scelta per l’edificazione del palazzo Te. Le prime testimonianze in merito alla presenza di Palazzo Te si hanno nel 1526, quando viene citato un edificio in costruzione che sorge vicino alla città, tra i laghi, sulla direttrice della Chiesa e del Palazzo di San Sebastiano.

La zona risultava paludosa e lacustre, ma i Gonzaga la fecero bonificare e Francesco II la scelse come luogo di addestramento dei suoi pregiatissimi e amatissimi cavalli. Morto il padre e divenuto signore di Mantova, Federico II, suo figlio, decise di trasformare l’isoletta nel luogo dello svago e del riposo e dei fastosi ricevimenti con gli ospiti più illustri, dove poter “sottrarsi” ai doveri istituzionali assieme alla sua amante Isabella Boschetti. Abituato com’era stato sin da bambino all’agio e alla raffinatezza delle ville romane, trovò ottimo realizzatore della sua idea di isola felice l’architetto pittore Giulio Romano e alcuni suoi collaboratori. Alternando gli elementi architettonici a quelli naturali che la zona offriva, decorando sublimemente stanze e facciate, l’architetto espresse tutta la sua fantasia e bravura nella costruzione di questo straordinario palazzo rinascimentale. A inaugurare ufficialmente Palazzo Te nel 1530 fu l’Imperatore Carlo V che vi trascorse un’intera giornata; con l’occasione conferì a Federico II Gonzaga il titolo di duca perché fino ad allora i Gonzaga erano stati dei marchesi. « un poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso » (Giorgio Vasari)
- Pranzo libero. Cena e pernottamento in hotel a Mantova.
2° giorno: SABBIONETA – Teatro Bibiena-Visita esclusiva
Al mattino, dopo aver consumato la prima colazione,trasferimento in bus privato,per il nostro primo appuntamento dedicato alla visita di Sabbioneta.

Un piccolo gioiello urbano di valore inestimabile, questa è Sabbioneta, nata dal sogno umanistico di Vespasiano Gonzaga (1531- 1591), principe illuminato e seguace di Vitruvio. Questa città ideale fu edificata dal nulla nella seconda metà del ’500, su modello delle antiche città del mondo classico.

Vespasiano voleva farne la città dell’arte e della cultura, una sorta di piccola Atene, ma alla sua morte iniziò subito una rapida decadenza, che la spopolò ma lasciò immutati nei secoli i suoi monumenti. Oggi Sabbioneta conserva pressoché intatta la struttura urbanistica, abbracciata da mura stellate e raffinati edifici rinascimentali ed ha tra i maggiori punti di interesse le porte di accesso Imperiale e della Vittoria, la Galleria degli Antichi in piazza d’Armi, il Teatro Olimpico progettato da Vincenzo Scamozzi e decorato con affreschi di Paolo Veronese, la chiesa di Santa Maria Assunta, il Palazzo Ducale e il Palazzo Giardino.
![]()
Vespasiano I Gonzaga, nato da Isabella Colonna e da Luigi Gonzaga “Rodomonte” fu il fondatore, l’ideatore e il primo e ultimo duca della città ideale, Sabbioneta, costruita ex novo nella Bassa padana esattamente tra Mantova e Parma. Vespasiano la realizzò nell’arco di circa trentacinque anni dal 1556 sino alla sua morte, avvenuta nella stessa Sabbioneta nel 1591, secondo i canoni e i criteri del migliore Rinascimento italiano. Condottiero, abile diplomatico ma anche letterato, architetto militare e mecenate, da semplice cadetto riuscì a raggiungere i più alti vertici feudali. Il 25 luglio 1574 Massimiliano II d’Asburgo lo nominò principe del Sacro Romano Impero, titolo assegnato ai feudatari alla diretta dipendenza dell’imperatore stesso. Nel 1577, poi, il marchesato di Sabbioneta fu elevato a ducato (sempre autonomo), grazie alla personale amicizia con Rodolfo II, conosciuto alla corte regia spagnola, ove l’undicenne futuro imperatore era stato inviato per migliorare la propria educazione, sotto la cura della zio Filippo II. A suggello di questo onore e dell’indipendenza dai cugini, duchi di Mantova, Vespasiano ottenne un nuovo stemma gentilizio, in cui campeggiava la scritta libertas a lettere d’oro. A quell’epoca, Vespasiano era uno degli uomini di fiducia di Filippo II che lo nominò grande di Spagna, poi viceré di Navarra e di Valencia, prima di insignirlo, nel 1585, del cavalierato dell’Ordine del Toson d’oro, massima onorificenza della corona spagnola. I suoi feudi comprendevano: in ambito imperiale, nell’Italia settentrionale, il ducato di Sabbioneta, il marchesato di Ostiano, la contea di Rodigo e le signorie di Bozzolo, Rivarolo Mantovano e Commessaggio; sotto il dominio spagnolo, nell’Italia meridionale, il ducato di Trajetto, la contea di Fondi, la baronia di Anglona, le signorie di Turino e Caramanico.
Rientro a Mantova per ora di pranzo (libero).Tempo per il riposo.
Tardo pomeriggio Ancora una visita di un gioiello unico nel suo genere.
TEATRO SCIENTIFICO BIBIENA
Un capolavoro unico. Progettato da Antonio Galli Bibiena tra il 1767 ed il 1769. Il teatro a forma di campana e’ disposto su piu’ ordini di palchetti lignei, i cui interni, a figurazioni monocrome, furono affrescati dallo stesso Bibiena.

Il teatro incorniciato dalle statue dei mantovani illustri(Virgilio, Bertazzolo, Pomponazzo e Baldassarre Castiglioni) fu ufficialmente inaugurato il 3 dicembre 1769 dal quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart in un memorabile concerto, che ne proprizio’ il fortunato destino.

Il teatro allora appena inaugurato era ancora scintillante di ori e odoroso di intonaci quando il padre di Mozart scrive alla moglie il 26 gennaio: “nella mia vita non ho mai visto nulla, nel suo genere di piu’ bello”.
Il magico Teatro affrescato dai briosi fregi rococo’ che introducono allo spazio teatrale, rapisce ancora oggi con la sua fastosita’.
A seguire una visita ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO con brunch incluso.
Rientro a piedi in hotel.
- Pranzo libero. Pernottamento in hotel a Mantova.
3° giorno: IL FIUME MINCIO E I SUOI LAGHI -PALAZZO TE
Dopo la prima colazione, di buon mattino trasferimento in bus privato all’imbarco, per una piacevole navigazione.
Navigazione sul Mincio: quando vedere la fioritura dei fiori di loto
Mantova è inserita in un contesto naturale molto bello e particolare, costruita in prossimità dello scorrere del fiume Mincio e circondata da tre laghi artificiali.

La navigazione sul Mincio parte dal piccolo porticciolo di Grazie, borgo di Curtatone, dove ci si imbarca su piccole e intime imbarcazioni. Qui il barcaiolo darà alcune informazioni sulla sicurezza e sul giro che si andrà a fare.
Raggiunti i primi fiori di loto, si fa una prima sosta per ammirarli e fotografarli in tutta la loro bellezza. La guida intanto vi racconterà la storia di questi splendidi fiori, come sono arrivati sul Mincio e i molteplici usi che se ne possono fare. Possono essere usati in cucina, grazie alla farina ottenuta dai semi di loto, o in tessitura, grazie alla pregiatissima e costosa seta di loto che si ricava dallo stelo. Inoltre mostrerà come le foglie del fiore di loto siano idrorepellenti, tanto da essere state studiate per la produzione di materiali in grado di mantenersi asciutti e puliti.

I dati geologici e paleoambientali indicano che durante l’antica età del Bronzo (1800 a.C.), lungo il fiume Mincio, a valle dell’attuale città di Mantova, si sviluppò un lago di origine naturale. L’attuale assetto dei laghi di Mantova fu però creato nel 1190 ad opera dell’ingegnere bergamasco Alberto Pitentino. Il lago Paiolo fu prosciugato alla metà del ‘700, così che la città di Mantova si trasformò in una penisola. Dal 1984 i laghi di Mantova sono parte integrante del Parco del Mincio. Il Fiume Mincio, emissario del Lago di Garda, ha una lunghezza di circa 73 Km; esce dal lago in corrispondenza dell’abitato di Peschiera del Garda, entra in territorio mantovano dopo pochi chilometri, a Ponti sul Mincio, e sfocia nel Po a Sacchetta di Sustinente.

L’attuale aspetto del Mincio è influenzato dalle opere antropiche che si sono susseguite nel corso dei secoli per dominare il corso delle acque e piegarlo alle esigenze umane, ma in brevi tratti il fiume conserva importanti elementi di naturalità. All’altezza di Mantova forma tre laghi, uno dei quali – il lago Superiore – viene mantenuto costantemente ad un livello di 3 metri maggiore rispetto ai bacini a valle del lago di Mezzo e del lago Inferiore che scorrono davanti al profilo gonzaghesco della città. Nel basso Mincio le conche di navigazione di Governolo regolano la confluenza del Mincio in Po.

I fiori di loto sono piante acquatiche dal lungo rizoma, con foglie a filo d’acqua e fiori singoli, in grado di emanare un forte profumo. Parte integrante della famiglia delle Nelumbonaceae devono il loro nome alle loro qualità in fatto di idrorepellenza e di pulizia, noto appunto come effetto loto. Il fiore infatti vanta un’immagine pulita, intonsa e pura, caratteristica che lo contraddistingue. Le specie più popolari sono il fiore di Loto Sacro (Nelumbo nucifera) e il fiore di Loto N. lutea. Il primo dai toni rosa, arancione, rosso e bianco è originario dell’Asia quale elemento ornamentale, con impieghi anche nella medicina cinese, nell’alimentazione, ma anche come fiore sacro.

Mentre il secondo è originario del Nord America e dei Caraibi e vira verso una tonalità che rimanda al giallo. Non essendo una pianta tipica della zona del mantovano la sua presenza è sempre motivo di orgoglio e meraviglia, anche se i quantitativi vengono regolati annualmente per impedire che i fiori colonizzino l’intero lago. Questo simbolo di purezza catalizza l’attenzione di molti visitatori che si spingono verso le acque del lago per ammirarlo da vicino.
Rientro in hotel ,pranzo libero e tempo per il riposo.
Tardo pomeriggio,visita guidata presso Palazzo Te, trasferimento in bus privato.

Tra i più affascinanti esempi di architettura monumentale in Italia, l’edificio di Palazzo Te fu progettato da Giulio Romano tra il 1524 e il 1530 come palazzo di piacere per Federico II Gonzaga, Duca di Mantova .

“[Giulio Romano e il marchese Federico II Gonzaga*] se n’andarono fuor della porta di S. Bastiano, lontano un tiro di balestra, dove sua eccellenza aveva un luogo e certe stalle chiamato il T(e) […] E quivi arrivati, disse il marchese che avrebbe voluto, senza guastare la muraglia vecchia, accomodare un poco di luogo da potervi andare ridurvisi al volta a desinare, o a cena per ispasso.” Giorgio Vasari, 1568. * Federico II era Marchese di Mantova all’epoca, venne successivamente elevato al rango di duca nel 1530.

Giulio Romano, che era stato in precedenza un allievo di Raffaello a Roma, incorporò le stalle preesistenti in una residenza sontuosa, la cui architettura fu ispirata a quella delle ville dell’antica Roma.Il complesso è formato da un edificio a pianta quadrata costruito attorno ad un cortile centrale.Il lato est del palazzo è completato da un porticato che si apre su un giardino fiancheggiato da due ali – una delle quali un tempo ospitava una citroniera – a cui è collegato da un ponte pedonale; un emiciclo colonnato (l’ Esedra) chiude il giardino sul lato opposto all’edificio principale. Il complesso comprende anche un piccolo edificio con un giardino interno, conosciuto come Appartamento del Giardino Segreto, che il Marchese usava come piccola residenza intima e privata.Oltre che come straordinaria opera architettonica, Palazzo Te è celebre per gli affreschi che decorano i suoi ambienti. Gli affreschi e l’apparato decorativo furono realizzati da Giulio Romano insieme ad un gruppo di allievi e collaboratori che comprendeva anche, tra altri, Raffaellino del Colle e Rinaldo Mantovano.

Gli affreschi ornano le sale sia della residenza principale che dell ”Appartamento”, fra le più note ricordiamo la Camera di Ovidio o delle Metamorfosi, la Camera dei Giganti, la Camera di Amore e Psiche e la Sala dei Cavalli.

Rientro in hotel.Pernottamento.
- Pranzo libero. Cena libera e pernottamento in hotel a Mantova.
4° giorno: Castellaro Logusello-Revere-Mantova
Fiera di Santa Mostiola
Prima colazione e partenza con bus privato, per Castellaro Logusello, un incantevole borgo in provincia di Mantova e una delle cose da vedere assolutamente . Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, annoverata tra I Borghi più belli d’Italia e tra i siti Patrimoni Unesco, questa cittadella fortificata con i suoi giardini segreti ed un romantico laghetto a forma di cuore, è sicuramente una meta da non perdere per chi ama la natura, la cultura, il buon cibo e quel certo non so che tipicamente italiano.

Questo incantevole angolo poco distante dalle sponde del Lago di Garda è famoso per i suoi romantici giardini ed il suo particolare lago a forma di cuore. Un percorso, in parte su sterrato e in parte su camminamento in legno, realizzato dal parco permette di avvicinarsi alla zona umida del lago. Altri percorsi sono possibili a piedi su strade bianche verso l’area di Monte Tondo o lungo sentieri che si addentrano in boschi di roverella o cerro. Nella torre campanaria del borgo è allestito un piccolo spazio con pannelli informativi sul particolare eco mosaico di habitat presenti nell’area.
Rientro a Mantova in hotel per il pranzo,libero.Tempo per il riposo.
Tardo pomeriggio,circa le ore 18.00 ,trasferimento in bus privato a Revere che un tempo era un’isola formata dal Po, che allora scorreva libero tra distese di paludi cosparse di dossi. Il Palazzo ducale di Revere fu edificato su una precedente fortificazione realizzata nel 1125.

Tra il 1447 ed il 1478 fu trasformato in luogo di residenza e di rappresentanza per volere di Ludovico II Gonzaga finché nel Settecento divenne proprietà degli Asburgo. Subì l’assedio delle truppe napoleoniche, rimase sotto il dominio francese fino al 1814 e dopo il Congresso di Vienna passò in mano agli austriaci. Un carattere originale del palazzo è la presenza degli alti camini in stile veneto e il cortile e dal bellissimo pozzo contornato da un porticato con colonne e capitelli. Oggi l’edificio è sede del Museo del Po che ha come tema centrale il fiume, con il suo territorio e le sue genti. Il Museo, di proprietà comunale, fondato nel 1983 ha come tema centrale il fiume, il suo territorio e le sue genti. Ospita undici sale ricche di testimonianze della storia del fiume, degli animali che lo popolano e della storia delle sue genti. Le sue sale sono suddivise in: il castello e il suo committente, la sala multimediale, la preistoria e la protostoria, dai romani all’umanesimo, Revere nel XX secolo, le imbarcazioni e la navigazione, i ponti di barche sul Po, i mulini natanti e gli opifici idraulici, il territorio di Revere nella cartografia antica e moderna, la caccia e la pesca nel territorio, l’avifauna e la fauna, il premio Revere.

Appendice esterna del Museo del Po è il Mulino collocato sulla riva destra del fiume a pochi isolati dal Palazzo Ducale. Il Museo del Po è riconosciuto come museo di interesse regionale.
Al termine delle visite, cena su palafitta direttamente posta sul fiume Po.

Da questa posizione privilegiata, a mezzanotte,assisterete al famoso spettacolo piromusicale sul Po.
La ditta che effettua lo spettacolo.è la stessa a cui viene assegnato da anni,i fuochi della Festa del Redentore a Venezia,quindi spettacolo unico e garantito.

Rientro a Mantova per il pernottamento.
5° giorno: San Benedetto Po’-Reggio Emilia-Roma
Colazione in hotel e partenza con bus privato, per San Benedetto Po’, dove sorge sorge uno dei più grandi complessi monastici d’Europa: il “Complesso Polironiano” Un vero e proprio gioiello poco conosciuto, noto come complessopo lironiano. Visitarlo è davvero una sorpresa, così come è piacevole aggirarsi a piedi o in bicicletta sulle rive del grande fiume: di che passare una rilassante e interessante giornata tra arte e natura.

Il Complesso Polironiano è nato nel 1007 per volontà di Tedaldo di Canossa, nonno della famosa contessa Matilde, il complesso monumentale di San Benedetto Po divenne presto un rilevante centro di spiritualità e di arte. Il nome, anticamente San Benedetto in Polirone, indicava l’isola che sorgeva tra il fiume Po e il Lirone, un ramo del grande fiume oggi scomparso. Oltre mille anni di storia sono dunque sedimentati nelle sue strutture: li si “legge” attraverso un percorso che comprende mosaici, affreschi, reperti archeologici, elementi architettonici e decorativi, statue e testimonianze della cultura materiale dall’anno di fondazione fino ad oggi. Il complesso monastico è un insieme articolato di edifici, ottimamente conservati e visitabili.

Il percorso si snoda attraverso gli ambienti caratteristici del monastero: i chiostri, il refettorio, le cantine cinquecentesche, la biblioteca e lo scriptorium. Tour guidati permettono di raccontare la vita quotidiana nel monastero: dalla preparazione delle erbe per la farmacia, alla coltivazione degli orti, dalla miniatura dei codici alla consumazione dei pasti.
Si arriva dapprima nell’immensa piazza di San Benedetto Po, rimasta ancora intatta nelle sue dimensioni fin dall’epoca dei monaci. Si entra poi nella chiesa abbaziale, il cuore del monastero. La maestosa costruzione è il capolavoro di Giulio Romano, l’allievo prediletto di Raffaello. Nell’interno, grandioso ed armonico, si ammira un superbo coro ligneo intagliato, mentre dal transetto si accede alla ricchissima sacrestia. Opere d’arte ed arredi liturgici impreziosiscono il patrimonio della Basilica, cui è annesso il romanico Oratorio di santa Maria, con pregevoli mosaici pavimentali del XII secolo, composti sulla primitiva tomba di Matilde di Canossa.

Da non perdere poi i chiostri quattrocenteschi di San Simeone, di San Benedetto, dei secolari; il seminterrato del refettorio con reperti archeologici che documentano la storia e l’evoluzione delle fabbriche del monastero; e le cantine cinquecentesche.
Nel percorso di visita è incluso anche il Museo Civico Polironiano, uno dei musei più importanti della Regione Lombardia. La caratteristica che lo rende unico è di essere collocato negli ambienti che in origine erano i dormitori del complesso monastico. Visitando le sue stanze potrete osservare gli attrezzi che servivano per lavorare i campi, scoprire come si produceva il formaggio, entrare in un’aula scolastica del 1900, ammirare lo scriptorium e la biblioteca del monastero o semplicemente perdervi tra i corridoi.

Al termine della visita,trasferimento in bus privato a Reggio Emilia e imbarco treno Frecciarossa diretto a Roma dove l’arrivo è previsto in serata.Fine dei servizi.
La quota comprende:
- 4 pernottamenti in hotel 4**** con prima colazione camera superior
- 2 cene in ristorante tipico
- 1 brunch serale in location ESCLUSIVA
- Bus G.T. per Sabbioneta e nel 4° e 5° giorno
- Bus da e per Reggio Emilia.
- Guida storica dell’arte per tutto il periodo
- Navigazione sul lago
- Visita ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO
- Assicurazione assistenza medica massimale 50.000,00 e bagaglio 1.500,00
- Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero costo del tour
- Iva di legge
- Accompagnatore dei Viaggi di Giorgio
La quota non comprende:
- Card Mantova-Sabbioneta + Camera degli Sposi, per ingressi musei e monumenti (euro 26.00 da riconfermare)
- Altri eventuali ingressi previsti dall’itinerario ad oggi 15.00
- Auricolari 15,00
- Treno AV da 120,00
- Tassa di soggiorno da pagare in loco
- I pasti non menzionati nel programma
- Mance
- Tutto quanto non menzionato ne “La quota comprende”.
EVENTUALI SUPPLEMENTI FACOLTATIVI CAMERE:
DE LUXE 80,00 A PERSONA PER LE 4 NOTTI
DE LUXE CON VISTA SULLA PIAZZA 110,00 A PERSONA PER LE 4 NOTTI
Il supplemento singola indicato,si riferisce alle camere superior ,per eventuali supplementi per camere de luxe,contattateci.
camere superior :

camera de luxe con vista





Non ci sono ancora commenti.