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Indonesia Gran Tour

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In Breve

Se avete sempre e solo sognato di visitare l’Indonesia, oggi il vostro desiderio potrà finalmente diventare realtà grazie al tour operator “I Viaggi di Giorgio”.

Grazie a uno staff giovane e preparato, avrete la possibilità di scoprire un luogo mozzafiato, in cui sacro e profano si rincorrono dietro a ogni tempio e a ogni simulacro simboleggiante la fertilità, in cui tra oceani e vulcani si sparpagliano nel blu intenso delle acque circa 17.000 isole e dove l’incanto di Bali vi rapirà per non lasciarvi più andare via.

Indonesia, paese immenso, ricco di storia e di cultura, crogiolo di razze e religioni, spiagge tropicali, templi e natura rigogliosa.Con un’estensione paragonabile alla distanza tra Roma e la Siberia, è facile immaginare quanto questo grande e meraviglioso arcipelago abbia da offrire.

L’itinerario che propone “I Viaggi di Giorgio” è proprio di quelli da non perdere: un viaggio intenso e spettacolare che si propone di mostrarvi gli angoli più suggestivi dell’Indonesia, quelli che sembrano appena usciti da una cartolina patinata e surreale.

L’Indonesia, infatti, più che un semplice luogo da scoprire è quasi uno stato d’animo: è una terra giovane e fiera in cui si susseguono scenari da favola ma è anche un luogo ricco di spiritualità, l’oasi perfetta in cui è possibile riconciliarsi con la natura e il proprio io più intimo e segreto. Dunque, perché non scoprire qualcosa di più sull’arcipelago compreso tra due oceani?

Yogyakarta Chiamata Jogja dai locals, Yogyakarta ha davvero molto da offrire al viaggiatore.Il centro storico di Jogja merita almeno una giornata intera di viaggio, per esplorare monumenti ed edifici storici come il Kraton (ex palazzo del Sultano) o il man Sari (conosciuto anche come Water Castle).

Bali:non ha bisogno di presentazioni l’”Isola degli Dei”, conosciuta ed amata internazionalmente per le meraviglie naturali e culturali che questa piccola isola sa offrire.
Templi, cerimonie, roccaforte induista in un’Indonesia a maggioranza musulmana, Bali mantiene quell’aura spirituale e gentile che cosi tanto affascina i turisti.
Bali gode di meraviglie naturali come le famose terrazze di riso patrimonio dell’Unesco, cascate e templi tra le montagne e sui laghi.
Nel centro-ovest di Sulawesi potrete visitare Tana Toraja, zona di altopiani in cui vive una popolazione che ancora compie complessi e macabri riti funerari. Assolutamente da visitare!

È il tradizionale teatro delle ombre giavanese e nel 2003 è diventato Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Il Wayang Kulit viene rappresentato tramite figure intagliate nella pelle di bufalo di poco spessore finemente lavorate: gli arti superiori sono mobili, mentre la testa è fissata al busto. Prima che inventassero il cinema, con le marionette si raccontavano storie e tramandavano miti.Altri tour operator noterete che non lo inseriscono.

Un che Vi emozionerà costantemente.

 

Partenza: 07 agosto - 23 agosto
Durata: 17 giorni - 15 notti
Gruppo minimo: 15
Costo per persona: Euro Sup.Singola
Prenotazioni entro: Sino ad esaurimento dei posti

Il Programma di Viaggio

SONO PREVISTI VOLI AVVICINAMENTO A ROMA A TARIFFE CONFIDENZIALI

1° giorno: partenza dall’Italia

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e operazioni di imbarco volo per Indonesia con scalo,pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno: arrivo a Yogyakarta

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Arrivo all’aeroporto di Yogyakarta e dopo  aver effettuato le formalità di visto e dogana,incontro con la guida in italiano e nella parte orientale della città si trova Kota Gede, un piccolo sobborgo storico (in passato fu capitale del regno Mataram) e oggi rinomato per la lavorazione artistica dell’argento. Qui gli artigiani, che si tramandano mestiere e botteghe di generazione in generazione, lavorano l’argento con incredibile abilità realizzando dai più comuni oggetti per la casa a fini gioielli degni dei sultani.Passeggiata tra gli artgiani.

Pranzo libero.

Trasferimento in  hotel per  un po di riposo ,riprendersi dal viaggio.

In serata, cena in ristorante locale e dopodiche’ si procederá per il Sonobudoyo Museum per assistere allo show del Wayang Kulit.Rientro in hotel e pernottamento.

È il tradizionale teatro delle ombre giavanese e nel 2003 è diventato Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Il Wayang Kulit viene rappresentato tramite figure intagliate nella pelle di bufalo di poco spessore finemente lavorate: gli arti superiori sono mobili, mentre la testa è fissata al busto. Prima che inventassero il cinema, con le marionette si raccontavano storie e tramandavano miti.

3°giorno:Yogyakarta & Prambanan(danze Ramayana Purawisata)

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L’isola di Java,  è la patria di uno dei più antichi antenati dell’uomo e possiede una storia e una cultura straordinariamente uniche.Le popolazioni e i regni che nei secoli si sono succeduti hanno lasciato un notevole retaggio culturale che ha prodotto forme d’arte e architetture uniche nel proprio genere. Yogyakarta, fu da sempre un importante centro artistico, culturale e religioso e i monumentali templi buddisti e induisti del VIII, IX e X sec. che la circondano ne sono la più evidente testimonianza. Oggi “Yogya” è una città universitaria e artistica, molto vitale e vibrante. Al mattino visita della città. I palazzi islamici del XVIII sec. testimoniano un ricco passato.

Il Kraton, il palazzo reale ancor oggi residenza del sultano, è certamente il più visitato tra i palazzi cittadini e rappresenta il fulcro della città. Con le sue mille stanze, moschee, stalle e padiglioni vari, è una vera e propria città-fortezza nel cuore della città stessa, circondato da un intreccio di vicoli silenziosi e ordinati su cui affacciano case tinteggiate di bianco. Poco lontano dal Kraton sorge il Tamari Sari, un complesso dotato di passaggi sotterranei e stanze segrete, piscine e deliziosi giardini, che una volta era il luogo intimo di piacere del sultano e della sua corte.

Pranzo in un ristorante locale e nel pomeriggio escursione poco fuori la città reale di Yogyakarta per la visita del favoloso complesso templare induista di Prambanan.

Considerato da molti il più bel complesso monumentale di Giava, esso risale all’anno 850 d.C. e si compone di oltre 200 edifici tra grandi e piccoli. Fu presto abbandonato e riscoperto solo ai primi del ‘900. Il restauro finale fu completato solo negli anni cinquanta del secolo scorso. Il complesso è composto da otto templi che sorgono nel cortile centrale: i tre principali sono dedicati a Shiva, Vishnu e Brahma e, di fronte, tre templi minori sono dedicati alle loro “cavalcature”, rispettivamente il toro, l’oca e il mitico uccello di Visnu, Garuda. I pannelli in pietra con rilievi di straordinaria precisione ed eleganza rappresentano parti del Ramayana, uno dei più grandi poemi epici della mitologia induista, oltre a essere uno dei testi sacri più importanti di questa tradizione religiosa e filosofica. Al termine delle visite rientro in hotel.

Risultati immagini per Kraton e la Ramayana al Purawisata

Cena  in ristorante e alla sera si assisterà a uno spettacolo di danze tradizionali che riprendono il tema epico del Ramayana, Purawisata.Anticamente a queste danze, che simboleggiano l’eterna lotta tra il bene e il male, venivano iniziati giovani principi e principesse poiché imparassero il pieno controllo del corpo e dello spirito. Le movenze fluide ed estatiche creano un universo vibrante di dei e demoni, di creature mitiche e donne bellissime, accompagnate dal lento ritmo del gamelan, una musica tipica giavanese. Rientro in hotel e pernottamento.

4° giorno: Yogyakarta – Solo – Yogyakarta

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Dopo colazione si percorrono i sessanta chilometri che separano “Yogya” da Solo, precedentemente nota come Surakarta, una delle antiche capitali dell’impero. Nel XVII sec. Il regno e la corte della dinastia Mataram furono trasferite dalla vicina Yogya prima a Kartasura e dopo a Surakarta, sulle sponde del fiume Solo che oggi da il nome all’omonima città. Anche Solo fu un influente centro culturale, ancora oggi si perpetuano l’insegnamento della musica e della danza e altre arti tradizionali quali la tessitura di rinomati batik. La bellezza dei suoi palazzi, la vivacità dei mercati e il suo glorioso passato la fanno competere ad armi pari con Yogyakarta, contendendosi con quest’ultima il primato di perno della cultura javanese.

Visita del Kasunanan Palace, cioè il Palazzo del Sultano, ch’è il più grande e importante edificio reale della città. Nel lontano 1745 il sultano Pakubuwono II, quando decise di trasferire la capitale da Kartasura a Surakarta, fece trasportare in processione tutti gli arredi reali nel nuovo palazzo (ivi inclusi degli alberi interrati nel precedente giardino) in un solo giorno.

La visita prosegue con il piccolo ma interessante museo Radya Pustaka, fondato nel 1890, che offre un’ampia panoramica sul ricco patrimonio culturale e storico della città con la sua vasta gamma di reperti: preziosi libri antichi, una meravigliosa raccolta di strumenti musicali e marionette, una invidiabile collezione di kris tempestati di pietre preziose. Interessante anche il mercato locale in cui si può trovar di tutto in fatto di artigianato.

Pranzo in un ristorante locale e proseguimento per la visita di Candi Ceto, a circa due ore da Solo. Il tempio di Ceto, da poco restaurato, si trova immerso nella natura lungo le pendici di una montagna, articolato in terrazze e con un’architettura sobria in blocchi di pietra.

All’ingresso si trovano i guardiani del tempio e sulla terrazza in cima c’è un’enorme piattaforma con una testa di tartaruga e un grande lingam. Il tempio è ancora meta di pellegrinaggio per gli hindu dell’isola. A poca distanza si trova il tempio “erotico” di Candi Sukuh, un curioso tempio piramidale risalente al XV sec. che, con le sue tre terrazze, da cui si gode una superba vista sulla valle sottostante, ricorda le costruzioni Maya del Centro America e di cui si conosce poco per la mancanza di documentazione. Infatti i bassorilievi che decorano le pareti presentano uno stile che non si trova in nessun altro tempio indonesiano e nessuno sa esattamente per quale culto esso sia stato eretto. In serata rientro in hotel a Yogyakarta, cena libera e pernottamento.

5° giorno: Yogyakarta – Borobudur – Yogyakarta – Makassar

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Prima colazione e partenza dall’hotel. A circa un’ora da Yogya si trova il grandioso tempio di Borobodur. E’ uno dei monumenti più grandi e imponenti mai costruiti dall’uomo, integrato nella splendida cornice dei monti Menoreh. Al suo interno vi sono le più belle statue buddiste del mondo, che ritraggono Buddha in oltre 1500 espressioni. E’ un immenso stupa e anche il più grande monumento buddista del mondo, costruito alla fine del sec. VIII e vale a dire tre secoli prima di Angkor Wat in Cambogia. Dopo solo un secolo dal suo completamento fu inspiegabilmente abbandonato e pochi decenni dopo un’eruzione del vulcano Merapi lo ricoprì di cenere isolandolo e nascondendolo al mondo per quasi mille anni. Fu riscoperto dall’inglese Sir Raffles nel 1814 e, dopo un secolo di traversie, danneggiamenti e furti, cominciarono nel 1907 i lavori di salvataggio, portati a termine solo negli anni ‘70 grazie all’intervento della comunità internazionale e dell’UNESCO. Lo compongono 505 statue, 72 stupa e sei chilometri di pietre scolpite in rilievo che rievocano la vita e gli insegnamenti del Buddha…si può affermare che il Borobodur è una preghiera in pietra. Il tempio di Borobodur, apparteneva originariamente a una catena di quattro templi, collegati tra loro con un percorso sacro e oggi è nella lista UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità.

Si visita il tempio di Mendut, riscoperto nel 1834 e dopo un lungo restauro sono tornate alla luce le tre statue giganti che si trovano al suo interno, squisitamente decorate e ben conservate. Una statua di Buddha alta tre metri, seduta insolitamente su di un trono e non nella tipica posizione del loto, affiancato da Bodhisattva Avalokitesvara e Vajrapani. A un chilometro da Mendut, sulle rive del fiume, si trova Candi Pawon, un piccolo tempio dedicato al dio della fortuna, Kuvera.

Pranzo in un ristorante, rientro a Yogya e trasferimento in aeroporto, in tempo per l’imbarco sul volo che, in circa due ore, ci porterà a Ujung Pandang, oggi ribattezzata Makassar, la capitale dell’isola di Sulawesi. Accoglienza in aeroporto e trasferimento in hotel Melia Makassar (camere de luxe)tra i migliori della città. Cena libera e pernottamento.

6° giorno: Makassar – Toraja

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Al mattino, dopo colazione, incontro con la guida locale e partenza immediata alla scoperta delle meraviglie dell’isola, verso gli altopiani centrali abitati dall’etnia dei Toraja. Una lunga ma pittoresca tappa di trasferimento (occorrono circa 7 ore di viaggio) è l’impegno richiesto ai viaggiatori per raggiungere queste terre tanto remote quanto affascinanti. Alcune soste lungo il percorso e pranzo in un ristorante di pesce a Pare-Pare.

Una fermata d’obbligo è al Puncak Lakawan per godersi la vista spettacolare del panorama. In serata raggiungiamo la cittadina di Rantepao, a circa 700 metri di altezza e punto di partenza per le escursioni ai villaggi dei giorni successivi, sistemazione hotel Toraja Heritage (camere de luxe),cena e pernottamento.

7°e  8° giorno: Toraja

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Tana Toraja nel dialetto locale significa “la terra dei Toraja” e proprio questa terra è uno dei posti più straordinari dell’intero arcipelago indonesiano. Le popolazioni costiere chiamano genericamente “Toraja” le genti che vivono all’interno, ossia gli “abitanti delle montagne”. I Toraja vivono in piccoli villaggi arroccati sulle colline, in case tradizionali, chiamate tongkonan, poste in semicerchio di fronte a uno spiazzo aperto dove è collocata la pietra sacrificale per le offerte rituali.
Le tongkonan hanno una forma caratteristica alquanto bizzarra, ricordano infatti prue e poppe di navi. La cosa sarebbe decisamente strana in mezzo a queste impervie montagne se non fosse che la tradizione orale dei Toraja parla di una grande migrazione che secoli fa avrebbe portato gli stessi sino alle coste di Sulawesi sulle loro grandi canoe. Da ciò la spiegazione: i tetti rappresenterebbero quindi le imbarcazioni che portarono qui i loro antenati e dimostrerebbero un loro atavico passato di marinai. Questi strani tetti sono sempre orientati in direzione nordest–sudovest, la direzione dei due regni ancestrali nella cosmologia Toraja e rappresentano il paradiso. La casa, con pannelli finemente decorati, rappresenta il centro dell’universo.

La grande spiritualità dei Toraja si manifesta in modo evidente durante i funerali in cui arrivavano a sacrificare anche centinaia di bufali a seconda dello status sociale del morto.

Disseminate sul territorio ci sono varie grotte con all’interno delle tombe con effigi in legno dei defunti (Tau-Tau), con indosso i loro vestiti e con le loro stesse fattezze, posti in balconate scavate nella roccia a guardia dell’ingresso delle grotte stesse affinché nessuno vi entri con l’intento di rincorrere i morti che, con al seguito gli animali sacrificati durante i funerali, si avviano verso l’aldilà.

Due intense giornate a contatto con la cultura animista dei Toraja. Visiteremo le tombe megalitiche di Lemo e Suaya; i Sanggala, gli alberi nel cui tronco vengono riposti i corpi dei bambini morti prima di avere un nome affinché gli spiriti non se li portino via; gli incredibili Tau-Tau di Londa, il villaggio tradizionale di Kete Kesu. Si passerà attraverso le scenografiche risaie a terrazza di Batu Tumonga, ricavate lungo i dolci pendii che i Toraja lavorano da generazioni. Facili passeggiate attraverso alcuni villaggi della zona ci permetteranno di osservare più da vicino la vita e le abitudini di questo popolo, i loro ritmi, i loro costumi e la loro cultura, che esprimono nell’arte, nella musica e nelle danze. Non mancherà la visita di insediamenti, fra i più antichi, con le case tradizionali e i vecchi granai dall’architettura altrettanto unica, decorati con sculture in legno e spesso colorate e la visita di centri rinomati per l’arte della tessitura come Pallawa e Sa’dan. Visiteremo inoltre il mercato degli animali, dove migliaia di bufali aspettano di essere sacrificati. Potrete fra gli altri ammirare il bufalo albino, che può valere anche 30.000 euro. Pranzi in ristorantini locali, cene e pernottamenti in hotel.

9° giorno: TANA TORAJA – SENGKANG

Dopo colazione lasceremo i territori Toraja. Attraversando la zona montagnosa si raggiunge nel pomeriggio il piccolo centro di Sengkang, affacciato sullo splendido lago Tempe.

Sengkang, che fu capitale di un antico regno, conserva ancora gran parte della sue tradizioni come, per esempio, la tessitura della seta. Il lago Tempe è un’oasi-santuario per molti uccelli e altre specie di animali lacustri; visitando il lago a bordo di una canoa a motore scopriremo la straordinaria vita delle comunità che vivono su capanne galleggianti, dedicandosi alla pesca e all’idrocoltura.

 

Uno spettacolare tramonto concluderà la giornata. In serata raggiungeremo  l’hotel dove si trascorrerà la notte. Pranzo in un ristorante lungo la strada, cena e pernottamento.

10° giorno: Sengkang – MAKASSAR – DENPASAR – UBUD

Dopo la prima colazione  trasferimento in aereoporto  di Makassar e volo per Bali. Trasferimento e sistemazione in hotel . Accoglienza all’arrivo a Denpasar e trasferimento privato  in hotel,situato nel distretto di Ubud, a nord della città  una zona ancora molto caratteristica, ricca di templi e impregnata di cultura balinese.

Ubud è il centro culturale e cuore artistico dell’isola di Bali, con una miriade di piccoli negozi, gallerie d’arte, musei, studi di pittori.Consigliamo vivamente una passeggiata nel suo piccolo centro anche per la cena.

Pernottamento.

11° giorno – Ubud

L’isola di Bali è un paradiso naturale che tocca il suo apice tra Giugno e Settembre, quando il clima è secco e ventilato e le piogge appena terminate ne rendono il manto verde lussureggiante. L’isola è caratterizzata da una catena montuosa vulcanica che la traversa da est a ovest, col picco più elevato che supera i 3.500 metri. Le pendici dei vulcani che degradano sino al mare sono estremamente fertili e coperte da terrazzamenti per la coltivazione del riso curati con maestria e arte. Per far si che la terra sia generosa, i balinesi da secoli la coltivano con una gestione collettiva del territorio. Ciò ha favorito lo sviluppo di un istinto sociale e di gruppo fuori dal comune. Il balinese ha una visione molto spirituale dell’ambiente che lo circonda: gli spiriti benigni risiedono sulle montagne, mentre le forze del male si nascondono negli abissi. Il posto ideale per l’uomo è quindi a metà strada, ciò fa sì che case, villaggi e soprattutto templi siano allineati lungo l’asse monti-mare.