ETIOPIA ROTTA STORICA E VALLE DELL’OMO

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In Breve

Le scoperte archeologiche degli ultimi 40 anni hanno dimostrato come l’Etiopia sia stata la ‘culla dell’umanità’, ma anche perché è l’unico paese dell’Africa a non aver perso la propria indipendenza nel periodo coloniale (1870-1914), quando le potenze europee si spartirono gran parte del territorio africano.

Ancora oggi, il popolo etiope è orgoglioso della propria tradizione di indipendenza. Oltre che per gli aspetti politici, questo paese africano ricco di storia e di cultura si distingue anche per la religione cristiana ortodossa, che gli etiopi sono riusciti a mantenere nonostante nel VII secolo tutti i paesi limitrofi abbiano abbracciato l’islamismo.

Il Paese ha la sua sezione più caratteristica e importante nel vasto altopiano, o acrocoro, che rappresenta la parte settentrionale dell’ “Africa alta” e che corrisponde all’Etiopia storica, l’Abissinia. Nella sua conformazione attuale il territorio etiopico è il risultato dei grandi perturbamenti che hanno portato alla separazione dell’Africa dall’Asia sudoccidentale; a essi si deve la formazione della depressione dancala e della Rift Valley che, attraverso la valle dell’Awash e la fossa dei laghi Galla, continua in direzione sudoccidentale nel Kenya. Questi stessi elementi tettonici dividono il Paese in due parti: da un lato l’acrocoro etiopico vero e proprio, dall’altro gli altopiani che digradano verso i bassi tavolati e le pianure più esterne della Somalia.

Per la sua posizione geografica l’Etiopia ha un clima che può essere definito di tipo tropicale a due stagioni, di cui una invernale (ottobre-marzo) asciutta e una estiva (aprile-settembre) piovosa.

Partenza: 11 agosto - 26 agosto
Durata: 16 giorni 14 notti
Gruppo minimo: 15 persone
Costo per persona: Euro 3.275,00 a persona in camera doppia Suppl.to camera singola 390,00
Prenotazioni entro: Entro il 30 maggio versando acconto di 950,00€. Saldo entro un mese dalla partenza. Per tutte le prenotazioni pervenute entro il 30 marzo riduzione di 75,00 a persona e assicurazione contro annullamento al viaggio GRATIS

Il Programma di Viaggio

1° giorno: ROMA ADDIS ABEBA

Ritrovo dei partecipanti a Roma Fiumicino e partenza con volo diretto per Addis Abeba . Cena e pernottamento a borso.

2° giorno: ADDIS ABEBA

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Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia, e trasferimento in hotel per depositare i bagagli. In seguito visita della città. Nel corso della visita si vedrà il Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiede una splendida collezione di strumenti musicali e di croci copte, nonché le stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè. Pranzo in corso di visite. etiopia_levi_addis_abeba_national_museum1

Nel primo pomeriggio visita della cattedrale della Santissima Trinità e infine si raggiungerà la collina di Entoto, il punto più panoramico della città. Cena e pernottamento in hotel.

ADDIS ABEBA

Nata nel 1887 sul sito scelto dalla regina Taitu, moglie dell’imperatore Menelik II questa città, il cui nome significa “nuovo fiore”, è capitale del Paese dal 1889. Sviluppatasi dall’inizio del secolo scorso con un assetto urbano innovativo, cresciuta nel tempo per essere una città moderna, ospita oggi importanti istituzioni economiche e politiche del continente africano. Situata a 2500 metri presso il Monte Eutoto, la città – che dal 1936 al ‘41 fu occupata dalle truppe italiane nella guerra d’Etiopia – è piuttosto interessante nel suo aspetto e vanta monumenti di rilievo tra cui il Palazzo Imperiale e la chiesa di Santa Maria in Sion, omonima della cattedrale axumita. Tra i luoghi d’interesse, oltre al bel Museo Nazionale che ospita reperti sabei e i resti del famoso ominide Lucy vissuto nell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa, il Museo Etnografico, il quartiere “Piazza” ricco di caffè, negozi di orefici e sarti ed il “Mercato”, chiamato semplicemente così, il più grande dell’Africa.

3° giorno: ADDIS ABEBA – VOLO INTERNO – BAHIR DAR

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Presto al mattino trasferimento in aeroporto. Volo di linea Addis Abeba – Bahir Dar. Arrivo, trasferimento e sistemazione in albergo. Partenza per un’escursione in barca sul lago Tana, il lago più esteso d’Etiopia che ospita sulle sue rive e nelle isole numerosi e antichi monasteri.  Visita ai due monasteri della penisola di Zeghe, Ura Kidane Meheret e Azwa Mariam, dove si conservano pitture e manoscritti risalenti al Medioevo etiopico. Le pareti dei monasteri sono affrescate con scene del Nuovo Testamento e della vita dei Santi locali e molto interessanti sono le icone, le croci copte d’argento, le corone dei re e i paramenti sacri. Rientro per il pranzo.

Bahir_Dar,_EthiopiaNel pomeriggio partenza per visitare le cascate del Nilo Azzurro. Al momento, la costruzione di una diga ha reso meno rigogliosa e possente la caduta delle acque, rimane interessante la passeggiata nella natura con la quale si raggiungono le cascate. Cena e pernottamento in hotel.

IL LAGO TANA E LE SUE CHIESE

Situato a 1877 metri, è il lago più esteso del Paese ed ha come emissario il Nilo Azzurro che a sud scende a formare le cascate omonime, seconde per grandezza solo a quelle del Lago Vittoria. Il lago è pescoso ed è una importante fonte di sussistenza per i villaggi, da cui partono le tipiche barche di papiro ancora oggi usate dai pescatori. Entro il lago si trovano 37 isole, mentre nella sua parte meridionale sorge la vivace cittadina di Bahir Dar, che in lingua amarica significa “la porta del mare”. Le isole e le coste del lago ospitano numerosi monasteri e chiese, riferimenti di grande importanza per la cristianità etiope. Sulla penisola di Zegje si trova la chiesa di Ura Kidane Meheret (Madonna del perdono) del 16° secolo, forse la più bella, immersa nella foresta, di forma circolare all’esterno e dall’interno esagonale – in tipico stile etiope – e ricca di affreschi con scene bibliche. Più oltre, la Chiesa di Azwa Mariam., che possiede alcune icone secondo la tradizione appartenenti a San Luca , che vengono esibite una volta all’anno. Tra le altre chiese del lago la Tana Kirkos , dove la tradizione vuole fosse custodita l’Arca dell’Alleanza prima di essere trasportata ad Axum. Nel cuore del Tana si trova l’isoletta monastero Daga Istefanos in cui vive una comunità di religiosi cristiano-etiopici che custodiscono le tombe dei primi re di Aksum.

4° giorno: BAHIR DAR – GONDAR

(KM 185, TEMPO 3/4 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Dopo la prima colazione, partenza per Gondar. Arrivo, sistemazione e pranzo in hotel. Nel pomeriggio visita della città di Gondar. Nel 1636 fu proclamata capitale d’Etiopia dall’imperatore Fasilidas ed è famosa per i resti dei castelli secenteschi racchiusi nel recinto del quartiere imperiale. Il più spettacolare e meglio conservato è il palazzo dell’imperatore che si eleva per 32 metri e ha un parapetto merlato e 4 torrette a cupola che ricordano in nostri castelli medievali. Si prosegue la visita con la chiesa di Debre Birhan Selassie che vanta il famoso soffitto decorato da splendidi angeli e le pareti stupendamente affrescate; la raffigurazione più interessante è quella dell’Inferno. Si raggiungono poi i bagni dell’imperatore conosciuti anche come la piscina di Fasilidas.  Cena e pernottamento in hotel.

Gondar

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GONDAR

Atmosfere sorprendenti, in questa conca entro cui sorge protetta da altissimi monti l’antica capitale etiope che come tale fu attiva dal 1635 sotto il re Fasilide. Questa città, che gode di un clima favorevole e vanta un centro storico ricco di monumenti, è impreziosita dalla cittadella medievale – patrimonio dell’Umanità – che entro le mura del recinto imperiale ospita castelli e palazzi, tra i quali spicca il castello di Fasilide.

Accanto a queste architetture medievali che rendono particolarmente insolita l’atmosfera cittadina fino a farle guadagnare l’appellativo di “Camelot d’Africa”, si trovano però le tradizionali chiese ortodosse tra cui la bellissima e molto nota Debra Berhan Selassie (Trinità nella montagna di luce), con dipinti di di grande pregio e l’indimenticabile soffitto affrescato da un fitto popolo di cherubini dagli occhi neri.

5° giorno: GONDAR – VOLO INTERNO – AXUM

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Prima colazione. Volo di linea Gondar – Axum. Arrivo, trasferimento e sistemazione in albergo. Visita della città di Axum, antica capitale della grande civiltà axumita vanta un patrimonio archeologico notevole.

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Il parco delle stele, monoliti impiegati come pietre tombali e ottimamente conservati, sono la testimonianza di un passato glorioso, il museo archeologico che espone una varietà di reperti quali: una raccolta di iscrizioni in lingua sabea di 2500 anni fa, un’interessante collezione di monete axumite e del vasellame decorato e inciso con motivi ancora oggi utilizzati nell’artigianato e testimonianza dell’antico rapporto commerciale fra l’impero axumita, l’Egitto e la penisola sud-arabica. Si prosegue con la visita del palazzo e i bagni della regina di Saba, la chiesa di Santa Maria di Sion, che custodisce, secondo la credenza dei fedeli ortodossi, l’Arca dell’Alleanza portata in Etiopia da Menelik I ai tempi di re Salomone, il piccolo museo all’interno del complesso che espone un’eccezionale collezione di corone imperiali e croci antichissime. Cena e pernottamento in hotel.

AXUM

A nord del Paese, nella regione del Tigrai, sorge l’antica Axum, capitale dal X secolo a.C. che si collega al grande regno della Regina di Saba. Da fonti storiche si sa che il suo splendore, all’apice nel III sec. d.C., decadde entro il XII secolo, alla nascita dell’impero etiopico. Famoso e protetto dall’Unesco è il Parco delle Steli, 7 monoliti funerari in pietra tra cui il più alto, di 33 metri e 500 tonnellate, giace al suolo.

Restituito dagli italiani che lo avevano trafugato in tempo di guerra, è il secondo monolito per altezza, di 23 metri. Tra i monumenti d’interesse il palazzo e i bagni della regina di Saba oltre alla famosa Chiesa di Santa Maria di Sion che secondo i fedeli custodisce, in una cella cui nessuno può accedere salvo il monaco che la veglia a vita, l’arca dell’alleanza con le tavole della legge. Non lontano dalla città – nel villaggio di Yeha – esiste un antico tempio pagano axumita del V secolo a. C., il Tempio della Luna, costruito da una popolazione di sabei in epoca precristiana.

6° giorno: AXUM – VOLO INTERNO – LALIBELA

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Prima colazione. Volo di linea Axum – Lalibela. Arrivo, trasferimento e sistemazione in albergo. Nel pomeriggio visita al primo gruppo di chiese rupestri che ha reso famosa questa città come la “Petra” o la “Gerusalemme” africana e che ne fanno il luogo di maggior richiamo religioso di tutta l’Etiopia. Si visiteranno la chiesa ipogea e cruciforme di San Giorgio, la chiesa di Bet Mariam con gli stupendi affreschi e l’imponente Bet Medane Alem. Cena e pernottamento in hotel.

LALIBELA

Patrimonio dell’Umanità dal 1978, l’antica Roha, oggi Lalibela, sorge a 2700 metri d’altezza accanto alla grande amba Abuna Josef, di 4000 metri. Impressionanti, accanto ai tucul tradizionali in pietra, le chiese che occupano il luogo di pellegrinaggio più importante e noto del paese. Legata alla leggenda del bambino avvolto dallo sciame d’api che divenne re (“le api riconoscono la sovranità”, dice il nome Lalibela) e consacrò la sua esistenza alla costruzione della nuova Gerusalemme, questa interessantissima area comprende un complesso di 11 chiese monolitiche uniche nel loro genere collegate da cunicoli e corridoi. Il sito è diviso dal fiume che gli etiopi chiamano Giordano: a nord Bet Madhani Alem (casa del Salvatore del mondo), Bet Mariam (di Maria), Bet Maskal (della Croce), Bet Denagel (delle Vergini) Bet Golgotha Mikael (del Golgota Mikael), scavate nella roccia ; a sud Bet Mercureous (di S.Mercoreos), Bet Abba Libanos (dell’Abbate Libanos), Bet Lehem (del Sacro Pane), Bet Gabriel e Rafael (di Gabriele e Raffaele) ; l’undicesima Chiesa, isolate e importantissima per essere dedicate al patrono del Paese è Bet Giorgis, dalla pianta a croce che dall’alto del pendio presso cui si trova dà l’impressione di sorgere dal cuore stesso della terra.

7° giorno: LALIBELA

Lalibela

Dopo la prima colazione si esce da Lalibela per visitare Nakuto Leab. La chiesa e’ stata costruita sotto una grotta naturale e vanta alcuni tesori che appartenevano al suo fondatore, fra cui tamburi dipinti, croci e corone. Rientro per pranzo.

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Nel pomeriggio visita al secondo gruppo di chiese. Incredibile il lavoro di scultura, questi blocchi monolitici di grès rossastro sono stati svuotati all’interno e scolpiti all’esterno per ottenere la forma del tetto, la facciata e le pareti; le stesse sono poi state traforate per ricavare porte e finestre. Le chiese sono comunicanti, cunicoli e passaggi scavati nella roccia le collegano una all’altra. Rientro in albergo per cena e pernottamento.

8° giorno: LALIBELA – VOLO INTERNO – ADDIS ABEBA – LANGANO

(KM 200, TEMPO 4 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

Langano

Prima colazione. Volo di linea Lalibela – Addis Abeba. Pranzo. Si prosegue per Langano. Langano è l’unico lago balneabile di tutta l’Etiopia, ha una superficie di 305 km2 e raggiunge una profondità di 45 metri; offre l’occasione di rilassarsi e di godere di un po’ di pace e tranquillità sulle sue rive ben organizzate per la balneazione. Cena e pernottamento al lodge.

9° giorno:  LANGANO – CHENCHA (DORZE) – ARBA MINCH

(KM 330, TEMPO 8 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Partenza di buon mattino in fuoristrada per raggiungere Arba Minch. Pranzo lungo la strada; il percorso è molto interessante. Ai lati della strada asfaltata scorre il paesaggio ricco di vegetazione e puntellato di villaggi e piccole cittadine. Circa una quarantina di Km prima di Arba Minch si devia per raggiungere Chencha, il villaggio delle popolazioni Dorze, famosi per i lavori di tessitura e le abitazioni ricoperte da foglie di falso banano. I loro abiti di cotone sono tra i meglio intessuti di tutta l’Etiopia. Arrivo nel tardo pomeriggio ad Arba Minch, sistemazione, cena e pernottamento al lodge.

10° giorno: ARBA MINCH (LAGO CHAMO) – WEYTO (TSEMAY) – JINKA (ARI)

(KM 245, TEMPO 7 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

lago Chamo

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Dopo la prima colazione si parte per un escursione sul lago Chamo, il terzo lago più grande d’Etiopia, dove si potranno ammirare moltissimi ippopotami e coccodrilli, oltre a una grande varietà di uccelli. Si prosegue per Jinka. Lungo la strada visita a un villaggio Tsemay. Questa popolazione conta 5000 individui circa che si dedicano alla coltivazione di sorgo e mais, vicino alla riva del fiume Weyto e allevano bovini e ovini. Parlano una lingua cuscitica che li assimila molto alla popolazione Arbore che vive in un territorio adiacente al loro, sono affiliati agli Arbore anche politicamente e spiritualmente. Gli Tsemay si sposano spesso con gli Hamer. La società è strutturata su un sistema di anzianità che porta le persone a raggiungere un grado superiore ogni 10 anni. Pranzo al sacco. Successivamente si visita un villaggio Ari. Gli Ari sono una popolazione che occupa un territorio molto esteso, posseggono grandi mandrie, producono il miele, la grappa locale di mais e molti prodotti artigianali che spesso rivendono. Cena e pernottamento in hotel/lodge.

11° giorno: JINKA – MAGO N.P. (MURSI) – TURMI (HAMER)

(KM 290, TEMPO 6/7 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Dopo la prima colazione partenza per la visita ad un villaggio Mursi all’interno del Mago N.P. L’incontro con la popolazione dei Mursi è uno dei momenti più significativi del viaggio. Le donne Mursi, per bellezza, usano mettere piattelli circolari di argilla nelle labbra, gli uomini presentano sulla pelle scarificazioni che indicano il numero di animali selvatici uccisi o dei nemici uccisi in battaglia. Rientro a Jinka per pranzo e proseguimento per Turmi. All’arrivo visita ad un villaggio Hamer, una popolazione di circa 45000 individui che vivono di agricoltura e allevamento e sono famosi per le decorazioni corporee. Durante i mesi di febbraio, marzo e aprile, gli Hamer effettuano la cerimonia del salto del toro che simboleggia il passaggio dei ragazzi più giovani dalla pubertà all’età adulta. Cena e pernottamento al lodge.

12° giorno: TURMI – OMORATE (DASSANECH) – KORTCHO (KARO) – TURMI

(KM 280, TEMPO 8 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Dessanech

Partenza al mattino, dopo la prima colazione, per Omorate, la regione dei Galeb, conosciuti anche come Dessanech che vivono molto vicini al lago Turkana. Questi sono un popolo di guerrieri che durante le danze tradizionali indossano un copricapo che ricorda la criniera dei leoni. Pranzo al sacco. Nel pomeriggio, visita a un villaggio Karo, una popolazione nilotica i cui componenti vantano corporatura imponente ed atletica e, sia gli uomini che le donne, riservano molta cura nell’acconciarsi i capelli. Si riprende il viaggio di ritorno per Turmi dove si cena e si pernotta al lodge.

13° giorno: TURMI – ARBORE – KONSO

(KM 290, TEMPO 6 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Presto al mattino partenza per Arba Minch. Lungo la strada visita al villaggio Arbore, una tribù che usa gioielli fatti di perline e alluminio. Particolarissime le loro collane che vengono avvolte intorno al collo in vari fili. Pranzo al sacco. Si prosegue il viaggio facendo una sosta a Gamole, un villaggio tradizionale dei Konso, una popolazione di agricoltori famosa per i lavori di terrazzamento sul terreno circostante il loro villaggio. Cena e pernottamento in hotel.

14° giorno:  ARBA MINCH – YIRGALEM (SIDAMA)

(KM 320, TEMPO 5 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Dopo la prima colazione partenza per Yirgalem. Pranzo lungo la strada. All’arrivo a Yirgalem si potra’ effettuare un piccolo trekking nella foresta che circonda il lodge alla ricerca delle 100 e più specie di uccelli che la popolano e una visita al piccolo villaggio di coltivatori di caffè che si trova nella foresta. Prima di cena sarà interessante osservare il pasto delle iene che, attirate dal cibo loro offerto, escono timidamente dalla foresta dove vivono. Cena e pernottamento al lodge.

15° giorno: YIRGALEM – HAWASSA – ADDIS ABEBA – CHECK-IN

(KM 320, TEMPO 6 ORE CIRCA – I TEMPI NON TENGONO CONTO DI SOSTE VISITE E PRANZO)

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Dopo la prima colazione, partenza per Hawassa, uno dei laghi della Rift Valley, per visitare il mercato del pesce che si tiene alle prime ore del mattino. Si prosegue per Addis Ababa. Pranzo lungo la strada. Nel pomeriggio visita del mercato all’aperto, uno dei più grandi d’Africa, dove si può acquistare di tutto, dal cibo, agli oggetti in paglia, dai monili agli abiti fatti a mano con materiali di riciclo. Camere in day use per relax prima di cena. Cena in un ristorante tipico con canti e balli tradizionali e trasferimento all’aeroporto per il volo internazionale.

16° giorno: ITALIA

Arrivo in Italia e fine dei servizi.

Itinerario di Viaggio

Informazioni generali

Cultura: generalità

L’Etiopia (escludendo la breve parentesi in cui divenne colonia italiana), diversamente da altri Paesi africani, è riuscita nel corso dei secoli a mantenersi indipendente; per questo motivo conserva ancora oggi tante sue peculiarità. Gli elementi culturali che la caratterizzano sono per esempio il tipo di religione (la cristiana copta), la lingua e la scrittura (amharica), il calendario. Quasi certamente è la prima regione della Terra che ha visto muovere i primi passi all’uomo; qui, infatti, sono stati scoperti i più antichi resti di ominide, come la famosa Lucy, risalenti a più di 3,2 milioni di anni fa. L’impero amharico, insieme all’isolamento politico, storico e geografico gli hanno permesso di resistere in buona parte all’ondata islamica. Legata alle più antiche tradizioni è anche la danza (la più nota è la iskista), che ha una forte funzione sociale; ne esistono per ogni occasione e si eseguono ancora danze rituali per ringraziare la natura o in occasione di feste pubbliche. La musica popolare viene accompagnata da semplici strumenti a percussione e a fiato, mentre una forte connotazione emotiva ha quella sacra, che si può ascoltare nelle vecchie chiese. La letteratura popolare è ancora molto viva, e tanti racconti della tradizione vengono tramandati oralmente. Particolarmente originale è anche il teatro di lingua amharica; nella capitale esistono alcune compagnie stabili che portano in scena rappresentazioni moderne, caratterizzate da lunghi monologhi e dove il pubblico partecipa attivamente. I monumenti considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO raccontano la lunga storia di questo Paese: fra questi, il sito paleontologico della bassa valle dell’Awash (inserito nel 1980), dove furono appunto trovati i resti di Lucy, le chiese rupestri di Lalibela, del sec. XIII (inserite nel 1978), o le straordinarie rovine della città del regno di Aksum, che vanno dal I al sec. XIII (inserite nel 2006).

Cultura: tradizioni

Presso tutti i gruppi etnici etiopici la religione, sia essa quella cristiana o quella musulmana, riveste una grande importanza e influenza fortemente la vita quotidiana, che viene scandita da preghiere e feste religiose. I copti celebrano il Natale il 7 gennaio; in questa occasione si usa giocare a gennà, una specie di hockey giocato su un campo senza limiti; il gugs, una sorta di polo, ma più violento, viene praticato in occasione di altre ricorrenze come il Capodanno, che cade l’11 settembre. La famiglia è il fulcro della vita; in genere si lascia quella d’origine solo al momento del matrimonio. In questa occasione la coppia va a vivere presso i genitori dello sposo e successivamente richiedono al villaggio un appezzamento di terra per costruire la casa. Elemento comune del Paese è la scarsità dell’insediamento sparso a favore del villaggio, che garantisce una minima sicurezza collettiva. Nelle zone forestali esso è posto al centro delle radure; in quelle steppiche prevale il villaggio ammassato, mentre nelle savane predomina il villaggio disperso, con capanne a contatto dei campi. Lungo i fiumi e le vie di comunicazione, i villaggi sorgono di preferenza presso i guadi o ai crocevia. Diversa è pure la forma delle abitazioni, anche se i tipi più noti si possono ridurre a tre, con prevalenza delle abitazioni cilindro-coniche. La capanna ad alveare è il tipo usato dalle più antiche popolazioni agricole. Nelle regioni settentrionali prevale la casa a pianta quadrata o rettangolare (hudmò), che consiste in un solo ambiente, suddiviso in due parti da una serie di vasi d’argilla; nella parte posteriore si trovano la cucina e il letto, in quella anteriore, il ripostiglio; non manca mai una veranda, nella quale si svolge gran parte dell’attività giornaliera della famiglia. Il tetto della casa è piano e ricoperto da frasche e terriccio. Procedendo verso S, dove le piogge sono copiose, il tipo di abitazione più diffuso fra gli agricoltori dell’altopiano e delle pianure diviene la capanna cilindrica a tetto conico, chiamata agdò o, con parola araba, tucul. La capanna è costituita da un unico ambiente circolare del diametro di 6-10 m, con pareti di tronchi d’albero e ramaglie, spesso intonacate con un impasto di fango e paglia tritata; il tetto, a tronco di cono, è sostenuto da un palo centrale ed è fatto di paletti, sui quali viene fermato uno strato di paglia; la capanna ha una sola apertura che serve da porta e da finestra. Altri tipi di abitazione sono l’abùr, costituito da un ampio recinto irregolarmente ovale, nel quale una fitta palizzata, inclinata verso l’interno, forma una grande capanna scoperchiata nel mezzo; la dasà, capanna conica di frasche senza sostegno centrale e con una piccola apertura triangolare; vi sono poi capanne a pianta rettangolare con tetto a doppio spiovente, comuni a in tutta la zona costiera. Nella Dancalia, infine, è frequente costruire capanne con foglie di palma dum, molto diffusa in queste zone, talvolta completate da stuoie. I pastori nomadi usano invece attendarsi utilizzando teli, stuoie, pelli e frasche quali ripari provvisori durante il loro lento peregrinare da una zona di pascolo all’altra. Il principale ingrediente della cucina etiopica è una sorta di focaccia sottile e morbida, piuttosto grande, detta injera; di solito viene portata in tavola arrotolata accanto al piatto oppure vi viene servito sopra il cibo. La carne sotto forma di stufato (wat) viene presentata in diversi modi: può essere manzo, agnello o capra, mai maiale, che è proibito sia dalla religione copta sia da quella musulmana. Le verdure sono poco utilizzate: si cucinano solitamente cavoli, patate, barbabietole e spinaci. Le spezie condiscono abbondantemente tutti i piatti. Le bevande più diffuse sono naturalmente il caffè, servito con una tipica cerimonia e, sui bassopiani abitati dai musulmani, il tè.

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Volo  aereo in classe economica  franchigia bagaglio 20 kg.
  • Tutti i trasporti e trasferimenti con mezzi privati
  • Sistemazione in hotel di categoria 3*/4* (STANDARD ETIOPE) durante il soggiorno
  • Trattamento di pensione completa durante tutto il viaggio
  • Una bevanda non alcolica inclusa a pranzo e cena + te’ o caffe’
  • Visite ed escursioni previste dal programma
  • Escursione in barca sul lago Tana
  • Escursione in barca sul lago Chamo
  • Tasse di ingresso a parchi, villaggi, musei, chiese e monumenti durante il soggiorno e le visite guidate
  • Assistenza di guide e scout locali nelle località in cui è necessaria la loro presenza
  • Assistenza di una guida qualificata parlante italiano lungo tutto l’itinerario
  • Assicurazione medica e bagaglio
  • Kit da Viaggio

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tasse aeroportuali (euro 275.00 da riconfermare)
  • Spese ottenimento visto in loco (50 USD a testa)
  • Mance
  • Bevande alcoliche e quanto altro non espressamente indicato
  • L’uso della fotocamera e videocamera nelle chiese, nei musei, nella ripresa di persone, abitazioni e cerimonie tradizionali
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