Pasqua in Puglia-Riti Settimana Santa-Taranto-Canosa-Ruvo ..la Desolata….
Questo itinerario offre un’esperienza di condivisione straordinaria attraverso cultura, riti religiosi e gastronomia genuina locale nel cuore della Puglia più autentica. Il suggestivo viaggio, in occasione dei riti pasquali pugliesi durante la Settimana Santa, s’immerge nell’intensità del rito religioso del Venerdì Santo con la secolare Processione dei Misteri di Taranto con la lentissima Nazzecata dei confratelli incappucciati. Il percorso prosegue a Canosa di Puglia per assistere il Sabato Santo alla Processione della Desolata, dove centinaia di donne vestite di nero intonano all’unisono uno straziante canto corale (versione dello Stabat Mater), proseguendo con la scoperta della Cattedrale di San Sabino e del ricco patrimonio archeologico sotterraneo e degli ipogei, dove si coglie l’occasione per degustare lo strascinato di grano arso e i dolci della tradizione come le scarcelle. L’itinerario tocca poi Ruvo di Puglia, per immergersi il giorno della Domenica di Pasqua nella gioiosa Processione del Cristo Risorto che celebra la rinascita tra musica e colori, e per ammirare la splendida Cattedrale romanica di Santa Maria Assunta e i vasi del Museo Jatta, concedendosi una sosta per assaporare il saporito calzone molfettese o ruvese ripieno di pesce e cipolle. Il tour delle bellezze pugliesi tocca ancora Taranto, città tra due mari e antica capitale della Magna Grecia, dove il percorso nel borgo antico e del Castello Aragonese si unisce a un’emozionante escursione in catamarano nel golfo per avvistare i cetacei; qui l’esperienza si arricchisce con l’assaggio delle celebri cozze tarantine e dei tipici taralli col pepe. Il viaggio si conclude infine a Martina Franca con un tour tra le raffinate architetture barocche, i palazzi signorili e la monumentale Basilica di San Martino, il tutto suggellato dal sapore inconfondibile del famoso capocollo martinese e delle bombette di carne cotte nei tradizionali fornelli pronti.
26/03 GIORNO 1 VENERDì SANTO: PARTENZA DA ROMA – TARANTO – PROCESSIONE DEI MISTERI
Ritrovo dei partecipanti presso la stazione di Roma Termini e viaggio in treno diretto a Taranto. Arrivo e trasferimento in bus privato in hotel.Sistemazione nelle camere riservate.

Nel pomeriggio del Venerdì Santo, le strade del centro si affollano di fedeli e spettatori per assistere alla Processione dei Misteri curata fin dai primi anni del Settecento dalla Confraternita del Carmine. I riti seguono una struttura secolare rigidamente codificata, con 8 complessi statuari in legno e cartapesta che rievocano la Passione di Gesù, alternati alle bande cittadine che eseguono le celebri marce funebri tarantine.

Il lungo corteo esce dalla cinquecentesca Chiesa del Carmine, aperto dal Troccolante, il confratello che detta il tempo e il passo stringendo tra le mani la troccola. Interessanti le figure dei Perdoni, confratelli sfilano rigorosamente scalzi, incappucciati e con una corona di spine sul capo.
Avanzano compiendo la Nazzicata, un dondolio lentissimo che dilata a dismisura i tempi del cammino e lentamente sfilano, nella città nuova, sostando solo un’ora nella chiesa di San Francesco da Paola e proseguono tutta le notte.

Il corteo rientra nella medesima chiesa dalla quale era uscito (Chiesa del Carmine nel Borgo Umbertino) solo alle prime luci del sabato, per la conclusione con la Triplice Bussata. Davanti al portone sbarrato della Chiesa del Carmine, quando il Troccolante avanza e bussa tre volte con la sua mazza sul legno della porta.

Il portone si spalanca per accogliere l’ultimo simbolo, ponendo fine a circa 15 ore ininterrotte di cammino e devozione.
In serata rientro in hotel con cena e pernottamento.
27/03 GIORNO 2 SABATO SANTO: TARANTO – CANOSA, PROCESSIONE DESOLATA E TOUR – TARANTO
Prima colazione in hotel e partenza in bus privato per Canosa di Puglia .

Arrivo a Canosa e partecipazione al mattino alla Processione della Desolata, rito che rappresenta uno dei momenti più intensi e famosi della Settimana Santa in Puglia. Si sviluppa attraverso fasi precise, un forte simbolismo visivo e una colonna sonora profondamente commovente. L’inizio molto presto è caratterizzato dalla vestizione con la preparazione del simulacro della Vergine con rose rosse. Il corteo esce alle 9:00, aperto da numerosi bambini vestiti da angioletti e paggetti, seguito dal simulacro della Desolata. Al centro sfila la statua in cartapesta leccese della Vergine, seduta ai piedi della Croce davanti al sepolcro vuoto, mentre viene consolata da un angelo.

La processione è caratterizzata da un corte di 400 donne (alcune delle quali scalze) vestite di nero col volto coperto. Tutte cantano a squarciagola e in modo straziante l’Inno della Desolata, una versione dello Stabat Mater di Jacopone da Todi, che accompagna la statua della Madonna. Il canto rompe il silenzio della città e genera una forte carica emotiva.

Dopo una sosta pranzo in un ristorante tipico locale, si prosegue il tour dell’Ipogeo Dauno-Ellenistico.
Durante l’Età del Bronzo la Puglia, come gran parte dell’Italia meridionale, è contraddistinta dalla cultura appenninica: in questa fase il rituale funerario prevede la sepoltura nelle cosiddette tombe a grotticella con inumazioni collettive.

Durante il Bronzo Finale (XII-XI sec a.C.) la regione è sconvolta da eventi traumatici, che vengono tradizionalmente collegati all’arrivo delle genti iapigie provenienti dalla vicina Illiria; ponendo fine all’esistenza dei villaggi dell’Età del Bronzo, queste genti determinano anche un importante cambiamento nel rituale funerario.

Sono tombe interamente scavate nel tufo risalenti al IV-III sec. a.C., appartenenti all’aristocrazia dauna. L’Ipogeo Scocchera presenta un monumentale corridoio d’accesso (dromos) e camere con soffitti che imitano i tetti in legno delle case dell’epoca. Interessanti sono gli Scavi di Via della Resistenza, importante area di scavo urbana che svela la sovrapposizione storica di Canosa. Qui sono visibili i resti di una ricca necropoli di età ellenistica, strutture abitative romane e trasformazioni di epoca tardo antica e medievale. Si conclude con il tour nel Parco Archeologico di San Giovanni (nota come Battistero). E’ un imponente complesso paleocristiano del VI sec fatto edificare dal vescovo San Sabino. La struttura del Battistero è a pianta dodecagonale con corridoi concentrici, absidi e i resti della grande vasca battesimale centrale per il rito ad immersione.

Visita alla Cattedrale di San Sabino, edificio dell’XI sec con pianta a croce latina e cinque cupole, esempio straordinario di architettura romanico-bizantina. All’interno si ammira lo splendido pergamo marmoreo e la sedia episcopale di Ursone. Nella cripta inferiore riposano le reliquie del Santo Patrono.

Adiacente ad essa è il Mausoleo di Boemondo d’Altavilla, tomba del celebre principe crociato Boemondo I d’Antiochia. Ha una forma quadrangolare sormontata da un tamburo ottagonale con cupola, un unicum che fonde stili romanici, bizantini e islamici.

Notevoli i battenti bronzei originali del XII sec. Si prosegue con la visita della Domus Romana di Montescupolo, un’abitazione d’età romana imperiale (I sec. d.C.) rinvenuta sotto le fondamenta di un palazzo moderno. Si possono camminare i vari ambienti (atrio, peristilio, stanze da letto) osservando i resti delle murature, le soglie in pietra e gli impianti idrici romani.
Si raggiunge quindi l’hotel di Taranto, con la cena e il pernottamento
28/03 GIORNO 3 DOMENICA DI PASQUA: TARANTO – RUVO DI PUGLIA, PROCESSIONE DEL CRISTO RISORTO E TOUR – TARANTO
Prima colazione in hotel. Trasferimento a Ruvo di Puglia (BA). Qui i Riti della Settimana Santa si chiudono la mattina di Pasqua con la Processione del Cristo Risorto, che partendo dalla Chiesa di San Domenico, muove per le vie della città seguita da fanciulli festanti. Come rito profano e propiziatorio, simbolo di liberazione e segno di vittoria della vita sulla morte, delle gioie sugli stenti e i sacrifici, della primavera sul freddo inverno, che segna la fine del periodo di penitenza pasquale, al passaggio del Cristo vengono fatte esplodere le Quarantane.
La Quarantana (o Caremma) è un fantoccio di pezza dalle sembianze di una vecchia donna magra e gobba, interamente vestita di nero a lutto. Secondo la tradizione popolare rappresenta la vedova di Carnevale (chiamato a Ruvo Mbà Rocchetidde) ed è l’allegoria dei 40 giorni di astinenza, privazioni e digiuno della Quaresima, di cui simboleggia le penitenze. Viene appesa a un filo teso tra i balconi agli incroci delle strade principali a partire dalla mezzanotte del Martedì Grasso.

Tra le mani stringe alcuni oggetti simbolici (un fuso e la conocchia, un’arancia o una patata, un sarago o un’aringa, un ombrello). La mattina di Pasqua il fantoccio, ormai privo di penne e imbottito di petardi e polvere pirica, viene fatto esplodere in aria. La processione fa infine ritorno alla Chiesa di San Domenico per la celebrazione eucaristica di Pasqua. Approfittando di una pausa durante la processione, si visita il Museo Jatta (chiuso nel pomeriggio).

Occupa esclusivamente le quattro sale al piano terra del Palazzo Jatta costruito a metà del XIX sec, acquistate dallo Stato italiano nel 1993 per renderle un museo pubblico nazionale. Il Museo Archeologico Jatta costituisce uno dei rari esempi di collezione ottocentesca privata che ha mantenuto, nel tempo, lo stesso schema organizzativo ed espositivo progettato dai suoi fondatori, i fratelli Giovanni e Giulio Jatta. Nelle sue sale storiche, che custodiscono la collezione archeologica, si trovano oltre 2000 reperti ceramici: tra anfore, bicchieri e altri reperti, fanno bella mostra i numerosi “crateri” di fattura apula e attica e l’assoluto capolavoro rappresentato dal Vaso di Talos.
Pranzo pasquale in ristorante.
Nel pomeriggio tempo disponibile per un tour guidato di Ruvo.

La Concattedrale di Santa Maria Assunta, capolavoro del romanico pugliese, edificata tra il XII e il XIII sec, è uno degli esempi più rappresentativi delle architetture religiose romaniche pugliesi. Si contende il primato dell’eccellenza con le grandi basiliche di Bari, Bitonto o Trani e la si vede spesso pubblicata sui libri di storia dell’arte. Vale la pena visitarla per ammirare da vicino le tante figure che popolano il ricco portale decorato: figure grottesche, i leoni e i grifoni che popolano la facciata e i capitelli interni o le decorazioni del grande rosone sommitale. Il centro storico di Ruvo di Puglia è un intrico di vicoli e stradine che conducono a piazze e palazzi storici.
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Qui, ogni angolo racconta una storia: dalle chiese come San Michele Arcangelo, con la sua facciata sobria e suggestiva, alla Chiesa del Purgatorio, nota per le sue sculture intriganti. Passeggiando per Ruvo di Puglia si scoprono anche dimore nobiliari decorate con balconi in ferro battuto e cortili interni, che testimoniano la raffinatezza architettonica della città.

La Torre dell’Orologio, simbolo della città, la torre costruita nel XVIII sec ospita un orologio meccanico storico che scandisce il tempo per i cittadini di Ruvo. Dalla sua sommità è possibile godere di una vista panoramica sul centro storico. A brevissima distanza dalla celebre Cattedrale romanica, situata al di sotto della Chiesa del Purgatorio, si trova l’affascinante sito archeologico sotterraneo della Grotta di San Cleto. Contrariamente al nome, si tratta di una monumentale cisterna d’acqua di epoca romana (risalente al I-II secolo d.C.), considerata una delle meglio conservate dell’intera regione. Secondo la tradizione locale e la leggenda, questo ambiente ipogeo funse da catacomba e rifugio per i primi cristiani guidati da San Cleto (terzo Papa della Chiesa), che qui avrebbe radunato i fedeli e battezzato i primi convertiti della comunità rubastina.

All’interno del percorso si trova una suggestiva statua di San Cleto (raffigurato seduto in abiti pontificali), scolpita direttamente nella pietra di uno dei pilastri portanti.
In serata rientro in hotel a Taranto, cena e pernottamento.
29/03 GIORNO LUNEDI IN ALBIS : TARANTO FULL TOUR
Prima colazione in hotel.In mattinata visita dell’antica capitale della Magna Grecia. Taranto, soprannominata Città dei due mari, si adagia tra le due sponde dei suoi mari, l’ampia rada di Mar Grande e il doppio bacino di Mar Piccolo, un’ampia laguna costiera circondata ancora da una natura selvatica.

Simbolo della città, il Castello Aragonese, noto anche come Castel Sant’Angelo, è una struttura militare difensiva, che si erge sui resti di un’antica fortificazione prima romana, poi medievale. Gestito in modo impeccabile dalla Marina Militare, offre un percorso affascinante tra torrioni affacciati sul canale navigabile e reperti bizantini, mostrando viste ed aspetti della città inediti. All’uscita (se gli orari di transito delle navi lo consentono) si può assistere all’apertura del celebre Ponte Girevole che unisce l’isola della città vecchia alla terraferma.

A seguire visita della città dal mare, includendo il tour del Mar Piccolo e del Mar Grande (tempo meteorologico permettendo) con una particolare escursione in catamarano con la Jonian Dolphin Conservation. E un’esperienza scientifica e turistica unica (chiamata “Ricercatore per un giorno”) a bordo di imbarcazioni, a cui si affiancano i biologi marini nelle attività di avvistamento di cetacei, ascolto dei suoni tramite idrofoni e raccolta dati. La JDC ha ricevuto nel 2025 il premio “Academia Award” dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee.
Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita del Museo Archeologico di Taranto. Il MArTA è uno dei musei archeologici più importanti del mondo.

Custodisce i famosissimi Ori di Taranto, straordinari capolavori di oreficeria (IV-II sec a.C.) realizzati da maestranze locali, testimonianze dell’epoca magnogreca e romana. Le sue collezioni stupiscono per gli ori raffinati, le anfore dipinte e i numero e colorati mosaici.

Si prosegue con un passeggiata nella Città Vecchia e delle due imponenti Colonne Doriche con i resti visibili del tempio più antico della Magna Grecia. Poi a piedi nei vicoli del centro storico fino alla Cattedrale di San Cataldo (il Duomo di Taranto), la chiesa più antica di tutta la Puglia, dove si può vedere una straordinaria stratificazione di stili artistici, dal bizantino al barocco.

Al suo interno la grandiosa navata centrale è caratterizzata dalla presenza di antiche colonne e capitelli di epoca greca e romana, da tracce del mosaico pavimentale di epoca medievale e dal grandioso controsoffitto a cassettoni in legno ed oro.

Rivestito in marmi policromi il Cappellone di San Cataldo costituisce un capolavoro assoluto del Barocco e si distingue per la raffinata e singolare combinazione di marmi decorativi, sculture e pitture tale da definirlo come unicum del suo genere. E’ sicuramente il capolavoro del più grande scultore della Napoli settecentesca, Giuseppe Sanmartino.

Dopo una gustosa cena, rientro in hotel e pernottamento.
30/03 GIORNO 5° MARTEDI: TARANTO – MARTINA FRANCA – RITORNO A ROMA
Prima colazione in hotel. Trasferimento a Martina Franca.

Sita nella parte meridionale della Murgia Barese, affacciata sulla splendida Valle d’Itria, Martina Franca è un borgo molto caratteristico, ancora cinto dalle mura di difesa, conserva un ricco patrimonio di architetture barocche e straordinari capolavori.

Piazza del Plebiscito e la Basilica di San Martino sono il cuore pulsante della città. La Basilica di San Martino, costruita su un sito che ha visto l’edificazione di tre chiese precedenti, stupisce con la sua maestosa facciata barocca in pietra locale. L’interno presenta una serie di altari e opere d’arte che spaziano dal XV al XX secolo, inclusi dipinti, sculture e reliquiari. Custodisce due magnifiche sculture marmoree di Giuseppe Sanmartino, celebre per il Cristo velato. Si tratta delle statue della Carità e dell’Abbondanza, oltre al pregevole paliotto dell’altare. Il Palazzo Ducale, sede del Municipio, è aperto al pubblico come percorso museale lungo il suo intero Piano Nobile (le sale di rappresentanza dei duchi).

La particolarità assoluta di queste sale risiede negli eccezionali cicli di dipinti a tempera realizzati nel 1776 dal pittore salentino Domenico Carella, commissionati dal duca Francesco III Caracciolo (Sala dell’Arcadia, Sala del Mito, Sala della Bibbia). Piazza Maria Immacolata (I Portici) è una scenografica piazza semicircolare caratterizzata da eleganti porticati barocchi.

È lo spazio perfetto per una foto di gruppo o per una brevissima pausa caffè o che precede il pranzo tipico in ristorante d’Itria.
Trasferimento in stazione e partenza per Roma e arrivo in serata.Fine dei servizi.