Capodanno in UZBEKISTAN: il Paese delle “Mille e una Notte” –

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Paese delle mille e una notte; scenari assolati dai colori accecanti, che fanno da sfondo ai monumenti da fiaba, moschee blu-turchesi con alti minareti su cui nidificano le cicogne e bazar dai sapori forti.

La visita di Samarcanda, mitica capitale dell’Impero del grande Tamerlano, da sempre luogo obbligato del nostro immaginario collettivo, è un’esperienza straordinaria, tutta da vivere (vedendola Alessandro Magno esclamò: “per me è più bella della vita”).

Sarà un incredibile viaggio nella storia, un sogno entusiasmante tra gli splendori dei palazzi e gli scambi dei mercanti lungo la “Via della Seta”. Samarcanda, però, è solo il fiore all’occhiello di un paese, l’Uzbekistan, pronto a riservare mille altre sorprese ed emozioni: la capitale Tashkent con le sue Madnas, il fascino di Khiva, la mitica Bukhara e l’incontro con il deserto rosso, il Kizilkum. Durante il viaggio conoscerete l’ospitalità degli uzbeki e loro tradizioni.

 

1° giorno: ROMA – TASHKENT

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto, operazioni di imbarco e partenza per Tashkent. Pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno: TASHKENT

Benvenuti in Uzbekistan! Culla di civiltà da oltre due millenni, l’Uzbekistan può vantare un suggestivo patrimonio architettonico e artistico, profondamente permeato dalla storia crudele e affascinante della Via della Seta. In termini di attrattive culturali, l’Uzbekistan è di gran lunga il paese più ricco e straordinario dell’Asia centrale.

The best things to do in Tashkent | Condé Nast Traveller Middle East

Arrivo a Tashkent. Incontro con la guida locale, trasferimento e sistemazione in hotel. Dopo un pò di riposo e fatta la colazione, iniziamo la visita della capitale dell’Uzbekistan, Tashkent.

La capitale dell’Uzbekistan, il cui nome significa “fortezza di pietra”, è una delle più grandi città dell’Asia Centrale. Tashkent divenne città musulmana nell’ VIII secolo e fu un importante centro commerciale per tutto il Medio Evo. Ha un aspetto moderno perché fu ricostruita dagli urbanisti sovietici, dopo il terribile terremoto del 1966, e quindi rimane ben poco dei 2000 anni di storia della città. Un tempo quarta città dell’Unione Sovietica per dimensioni, è il cuore dell’Asia centrale e dispone dei migliori collegamenti aerei internazionali dell’intera regione.  

Viaggio in Uzbekistan: le città da visitare

Iniziamo le visite dalla città vecchia, “eski shakhar”, che si presenta come un dedalo di strette viuzze polverose su cui si affacciano case basse di mattoni e fango, moschee e antiche madrasse (accademie islamiche). La Piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh (chiamata anche Moschea Khast Imam) del XVI secolo, nella cui biblioteca si conserva quello che è ritenuto il più antico Corano esistente, segnato col sangue dello stesso Califfo Osman, assassinato nel 655.

Ci recheremo poi al Bazar Chorsu, uno dei più grandi dell’Asia centrale e anche il più antico. Accanto al bazar visiteremo la Madrassa di Kukeldash, frequentata da una moltitudine di gente proveniente dalle campagne circostanti che in genere indossa costumi tradizionali.

Tashkent cosa vedere | La Capitale dell'Uzbekistan

Pranzo in ristorante locale. Subito dopo pranzo continueremo le nostre visite cona la Piazza di Amir Temur, la Piazza dell’Indipendenza, il Palazzo di Romanov (solo dall’esterno), il teatro Navoi (solo dall’esterno) e la metropolitana di Tashkent che è considerata una delle più belle metropolitane del mondo.

Dentro la Metropolitana di Tashkent, Uzbekistan - Exploremore

La metropolitana di Tashkent, l’unica esistente nell’Asia centrale, costituisce il modo più facile per girare in città. Di giorno non dovrete aspettare il treno per più di cinque minuti, e le stazioni sono pulite e sicure anche se a volte avrebbero bisogno di qualche lampadina nuova. La metropolitana fu progettata come rifugio antiatomico e quindi all’interno è severamente vietato fotografare, un vero peccato, data la straordinaria bellezza che spesso ne contraddistingue l’architettura e le decorazioni. Nonostante l’uso dell’uzbeko per le scritte e gli annunci, la metropolitana è facile da usare e abbastanza ben segnalata da non richiedere l’uso di una cartina.

Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

3° giorno: TASHKENT – SAMARCANDA (in treno)

Dopo la colazione trasferimento alla stazione ferroviaria per prendere il treno per Samarcanda.

Nessun nome evoca la “Via della Seta” meglio di Samarcanda. Per i più ha lo stesso fascino della mitica Atlantide oppure dell’antica e leggendaria Timbuctù. La realtà è ovviamente diversa, ma non troppo. Capitale dell’impero di Timur lo zoppo, cioè Tamerlano con la sua storia di venticinque secoli, la stessa età di Babilonia, Atene e Roma. Situata nell’oasi del fiume Zarafshannel, nel cuore della regione centroasiatica, è una delle più antiche città del mondo. Fondata nel V secolo a.C. fu poi sottomessa dai persiani, conquistata da Alessandro Magno che, secondo la leggenda, sposò proprio qui Roxana, e depredata dalle orde mongole di Gengis Khan. Fu Tamerlano a ricostruirla e ad arricchirla di palazzi così splendidi da farle acquistare fama immortale. Nel 1370, decise di rendere Samarcanda una città stupenda e usarla come capitale dell’impero che avrebbe costruito di lì a poco e che si sarebbe esteso dall’India alla Turchia. Nonostante sia un’importante città dell’Uzbekistan, la maggior parte degli abitanti è di lingua tagica. Nel 2001 l’UNESCO ha inserito Samarcanda nella lista dei Patrimoni dell’Umanità. Samarcanda è una vera e propria “soglia del paradiso”, ha il nome magico e un po’ misterioso, un invito a viaggiare per gli artisti e i sognatori, ed ha mantenuto le sue cupole azzurre smaltate a vetro, i suoi muri dai colori vivaci e i mausolei che costituiscono il tesoro dell’architettura dell’Asia Centrale.

Samarcanda tra mito e realtà - Lonely Planet

I superbi e immensi monumenti, il vivace bazar e la lunga e ricca storia della città rendono l’atmosfera quasi magica, anche se al di fuori del nucleo storico s’incontra un agglomerato urbano in stile sovietico con ben poche caratteristiche degne di considerazione, la città nel 1868 era entrata a far parte dell’Impero russo

I principali luoghi d’interesse della città sono in gran parte opera proprio del Tamerlano, di suo nipote Ulugh Beg e degli Shaybanidi uzbeki, che insieme fecero di questa città l’epicentro economico e culturale dell’Asia centrale nei secoli XIV e XV. I siti maggiori si trovano quasi tutti nella città vecchia arsa dal sole, la cui urbanistica è rimasta inalterata da quei tempi lontani.

Arrivo e intera giornata dedicata alla visita di Samarcanda. Iniziamo con la Piazza Registan “piazza di sabbia” (XV-XVII secolo) conosciuta come “La Perla dell’Asia Centrale” e nota per essere una delle piazze più belle del mondo, oltre che simbolo della città. Storicamente, la piazza era luogo di incontri pubblici, fiere e esecuzioni durante il periodo timuride.

LE CUPOLE BLU DI SAMARCANDA - GOLDEN TERRA TRAVEL

All’interno della piazza ci sono 3 grandi madrase: la Madrasa Ulugbek (XV secolo) era considerata il ‘centro degli intellettuali’, la Madrasa Sher Dor (XVII secolo) è decorata dai mosaici con i disegni leoni, la Madrasa Tilla-Kori (XVII secolo) ha una bellissima moschea decorata con oro.

Samarcanda cosa vedere | Turismo Guida completa alla città

Nel cuore di Samarcanda, si trova il maestoso Registan, uno degli edifici più belli del patrimonio architettonico islamico mondiale. Piazza Registan lascia letteralmente estasiati. Molto suggestiva anche la sera quando è illuminata.  La costruzione di questo meraviglioso complesso la si deve a Ulug Beg, nipote di Tamerlano che, nel 1417, diede il via alla progettazione della piazza con la costruzione della prima madrasa sul lato occidentale dell’area. 200 anni dopo, il governatore Yalangtush Bahadur, fece costruire altre due scuole coraniche, dando così vita a questa insolita disposizione architettonica costituita da due madrase che si fronteggiano più una terza.

Visita al Mausoleo Gur-Emir (XV secolo) che significa “la tomba dell’Emiro”, dove è sepolto Tamerlano con i suoi seguaci. Il mausoleo fu costruito per ordine di Tamerlano per suo nipote Mukhammad Sultan, morto nel 1403.

Mausoleo di Gur-Emir – Tour in Uzbekistan, Asia centrale e Caucaso

 

Continuiamo le visite con l’Osservatorio di Ulugbek (1428-1429) fu costruito dal governatore e scienziato Ulugbek. Era considerata dagli studiosi uno dei migliori osservatori dell’islam medievale. Fu distrutto nel 1449 e fu riscoperto nel 1908. La Moschea di Bibi-Khanim (XV secolo) dedicata alla bella moglie di Tamerlano, dall’architettura gigantesca costruita anche questa per ordine di Tamerlano dopo la sua campagna in India, per mostrare il suo potere; per farlo deportò a Samarcanda migliaia di artigiani indiani. Timur-lan (Letteralmente Timur lo Zoppo da noi chiamato appunto Tamerlano) volle costruire la grande moschea del venerdì con uno stile che la doveva farla somigliare al paradiso. Il Mausoleo di Shakhi-Zinda (XIV-XV secolo) significa ‘il re’ vivente’, è una necropoli pieno di mausolei. Nel X secolo Samarcanda è diventata una famosa città dell’Asia Centrale, in quel momento sulle tombe dei governatori della città sono stati costruiti dei mausolei.

Viaggiare o sognare tra Samarcanda e Khiva – DonneCultura

Si completa la visita di Samarcanda con il Bazar Siyab, è uno dei più grandi e più antichi mercati dell’Uzbekistan (vecchio più di duemila anni). Era uno dei crocevia più importanti della “Grande Via della Seta”. Le persone arrivano da molto lontano pur di acquistare prodotti d’eccellenza, come spezie, cereali e verdure, o come il pane che qui viene prodotto con farine locali, seguendo i dettami di antiche lavorazioni.

Sights of Samarkand. Siab bazaar | Novotours Silk Road - Travel Agency (touropertor) in Tashkent, Uzbekistan

Pranzo in corso di escursione con Master class e dimostrazione della preparazione del Plov (il re della cucina uzbeka) in casa locale.

Tripadvisor | Master Class - Uzbek Plov / Osh (Bukhara) fornito da Sayyah Uzbekistan | Uzbekistan

Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

4° giorno: SAMARCANDA – BUKHARA (in treno)

Dopo la colazione trasferimento alla stazione ferroviaria per prendere il treno per Bukhara.

Bukhara, città oasi sulla via della seta - Central Asia Guide

Bukhara è la città della poesia e della fiaba, è antica quasi come Samarcanda, mentre per il numero di monumenti architettonici supera Samarcanda. Dal punto di vista storico, per molti secoli è stato un centro religioso, culturale e scientifico dell’Asia Centrale:  fatto che ha lasciato in qualche modo un’impronta particolare sulla città, creando il suo unico ritratto e fascino che ricordano ad ogni visitatore una città favolosa da “Mille e una notte”. Città museo miracolosamente conservata nel tempo, “Bukhara la Nobile”, fu il centro principale della grande “Via della Seta”; compresa nel grande triangolo dell’est, assieme a Samarcanda e a Khiva ebbe largo contributo nello sviluppo dell’Asia Centrale.

Bukhara, è stata inclusa nell’Elenco del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Arrivo e intera giornata dedicata alla visita di Bukhara, “se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”.

Iniziamo le nostre visite con il Mausoleo di Ismail Samani, capolavoro dell’architettura islamica ed uno dei siti storici più importanti del Paese. Il Mausoleo dei Samanidi (X secolo) fu costruito nel periodo di Ismail Samani (892-907) e divenne sepolcro familiare dei Samanidi. Tutta la forma architettonica del mausoleo è semplicissima: un cubo cinto da una semisfera. Suscita ammirazione la virtuosità della disposizione dei mattoni, gli ornamenti delle lastre, la proporzione ideale di tutte le sue parti. Questo mausoleo di Bukhara viene considerato un capolavoro architettonico di importanza mondiale per l’armonia delle forme geometriche.  La Madrasa Mir-i-Arab (XVI secolo) è l’unica scuola coranica che era funzionante durante l’epoca dell’Unione Sovietica. Ora è una scuola superiore maschile. Visita alla Madrasa Chor Minor (XIX secolo) che è la più bella madrasa di Bukhara, il cui tratto distintivo è la sua cupola, sotto la quale ci sono quattro torri più piccole.

13 Amazing Things To Do In Bukhara, Uzbekistan | 2-day Guide

Visita del complesso architettonico del  Poi-Kalon con il  Minareto Kalon (“grande”) simbolo principale e punto di riferimento della città che impressionò  così tanto Gengis Khan che ordinò di non distruggerlo, come fece con molti altri monumenti di Bukhara. E’ la più alta costruzione della città (47 m.) e risale al 1127. Un tempo la torre serviva per chiamare i fedeli alla preghiera,  segnalare l’arrivo dei nemici, e come faro che segnalava anche l’arrivo dei mercanti. Nel 1700-1800 acquistò la triste fama e fu chiamato “torre della morte” perché dalla sua cima venivano fatti precipitare i condannati a morte; l’ultima esecuzione risale al 1884.  Il minareto, il cui nome in tagiko significa “grande” è il più alto dell’Asia centrale e ha fondamenta  profonde  10 m.  Il minareto è costruito con mattoni, tenuti insieme da fasce di gesso, ed ha un tronco  che nella parte alta diventa più sottile ed è coronato da una lanterna tonda con 16 finestre ogivali, sotto cui ci sono decorazioni a stalattiti.  Ai piedi del minareto è la Moschea Kalon o Kalyan, una costruzione grandiosa della fine del 1400 che riflette le tradizioni architettoniche e decorative dell’epoca dei Timuridi, uguale per dimensioni alla Bibi-Khanym di Samarcanda.

Kalon Minareto - Bukhara, Uzbekistan | VIAGGIO IN UZBEKISTAN

Visiteremo anche la Madrasa Nodir Devanbeghi (1622) che fu costruita originariamente come caravanserraglio e poi diventata madrasa. La facciata è ornata con un mosaico di mattonelle smaltate. I timpani dell’arco sul portale sono decorati con raffigurazioni di daini e uccelli fantastici che volano verso il sole. Nel XX secolo nel giardino davanti alla madrasa trovò posto il monumento del leggendario personaggio popolare Khodja Nasreddin protagonista di numerose favole. Visiteremo poi la Fortezza Ark, cittadella al cui interno troveremo una serie di edifici storici, tra cui palazzi, cortili, stanze di rappresentanza, e prigioni. La Fortezza Ark (XVIII-XIX secolo) fu il centro dell’organizzazione statale di Bukhara. Qui si trovano il palazzo dei khan, le moschee, la tesoreria, la segretaria governativa e la prigione. Le costruzioni dell’Ark rimasero molto danneggiate durante l’assalto della cittadella da parte delle unità dell’Armata Rossa nel 1920, quando Bukhara fu sottoposta al bombardamento dell’artiglieria e dell’aviazione. Tra le costruzioni rimaste c’è una moschea con un ajvan di legno. Le mura della cittadella di Bukhara sono parzialmente rivestite con mattoni cotti. L’entrata principale dell’Ark si affaccia sulla piazza cittadina.

nbts-viaggi-uzbekistan-Bukhara-Ark-of-Bukhara-fortezza | NBTS Viaggi

La visita alla città includerà il Mausoleo di Chashmai Ayub, importate luogo sacro per i musulmani e punto di riferimento per i visitatori che desiderano esplorare la storia e la cultura di Bukhara. Infine ci dirigeremo al complesso Lyabi-Hauz, è la piazza principale costruita attorno ad una vasca nel 1620. Nel XX secolo nel giardino davanti alla madrasa trovò posto il monumento del leggendario personaggio popolare Khodja Nasreddin.

Lyabi Hauz Plaza | 欧洲的世界遗产之旅

La piazza era dedicata ai mercati. Oggi ne rimangono tre e tutti in ambienti coperti e sormontati da cupole con i tetti progettati per convogliare all’interno l’aria fresca. Ecco quindi il Taqi-Sarrafon, il bazar destinato ai cambiavalute, il Taqi-Telpak Furushon, quello dei cappellai e il Taqi-Zargaron, occupato dai gioiellieri.Pranzo in ristorante locale in corso di escursione.

Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

 5° giorno: BUKHARA – GIJDUVAN – BUKHARA

Dopo colazione partenza per Gijduvan. Visiteremo la famiglia dei ceramisti ereditari Narzullaevs.

House-workshop of ceramists Narzullaevs | Centralasia Adventures

Conosceremo la storia della scuola di ceramica di Gijduvan, del processo di produzione, pittura e cottura.

Sitorai Mokhi-Khosa Palace, Bukhara | Murray Foote

Il Museo della casa di Fayzulla Khodjaev, dedicato alla memoria di una delle figure politiche più importanti della storia di Bukhara, si trova a Bukhara.
Sitorai Mokhi Khosa, il palazzo estivo degli emiri di Bukhara, costruito nel 1911 per l’ultimo emiro, Alim Khan.

Sitorai Mokhi-Khosa Palace

Master class e dimostrazione della preparazione del Gijduvan Shashlik (è un famoso shashlik-kebab).

Pranzo presso una famiglia di ceramisti. Dopo pranzo rientro a Bukhara.

All’arrivo assisteremo ad uno spettacolo folkloristico nella Madrasa Nodir Devonbegi.

Culture of Uzbekistan

Cena di gala in hotel e pernottamento.

6° giorno: BUKHARA – AYAZKALA – TOPRAKKALA – KHIVA

Dopo la prima colazione partenza verso Khiva, attraverso il paesaggio delle Cittadelle del deserto  della regione di Khorezm (Corasmia). Visitiamo quella che riteniamo essere la più suggestiva e interessante delle fortezze: Ayaz Kala, che si sviluppa su tre livelli e che raggiungiamo dopo poco più di un’ora di viaggio.

Монумент - Ayaz-Kala: ancient fortress, that won time - Elite Tours International

La fortezza si trova al margine del deserto Kyzilkum (sabbie rosse) vero e proprio. Pranzo al sacco in corso di escursione. Dopo questa visita, proseguiremo il nostro viaggio verso Khiva. Da molti considerata la più suggestiva dell’Asia Centrale, senz’altro la più isolata delle oasi carovaniere uzbeke sulla Via della Seta. Secondo la leggenda la città fu fondata da Sem, figlio di Noè, che scavò un pozzo proprio dove sorge ora, tra il X e il XIV secolo, capitale della zona divenne l’attuale Urgench, che fu distrutta a sua volta da Tamerlano.

Khiva: The Silk Road city most tourists miss

Arrivo, e sistemazione in hotel. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel

7° giorno: KHIVA

Dopo la colazione la giornata è interamente dedicata alla visita di Khiva, una delle città più affascinanti della regione, con le sue strutture in stile arabo con colori che variano dal celeste al turchese, è rimasta praticamente intatta dal XVI secolo. Khiva si trova a soli 35 km da Urgench e la sua visita è sorprendente. La città, vitale e suggestiva, conserva edifici monumentali bellissimi: moschee, minareti, madrase, palazzi e mercati. Visitandola ci si trova immediatamente in un altro mondo, come se il tempo per una volta fosse stato benevolo e avesse desiderato tramandare agli uomini tanta bellezza e armonia.

KHIVA SILK WORSHOP: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

La parte antica della città di Khiva “Ichan-Qala” è stato il primo sito in Uzbekistan ad essere iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità nel 1991.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Khiva Travel Guide: The Crown Jewel of The Silk Road 2023 - Why We Seek

Circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte. La più importante è quella occidentale, detta Ata Darvoza.

Mausoleo di Pakhlavan Makhmoud - Central Asia Guide

Al suo interno si trovano tanti monumenti: la Madrasa Muhammed Amin Khan (XIX secolo)  all’interno della madrasa, troveremo cortili interni circondati da camere degli studenti e spazi per la preghiera. Come molte madrase islamiche, la Madrasa Mohammed Amin Khan era un centro di insegnamento religioso e culturale, dove gli studenti studiavano il Corano, la teologia e altre materie. E’ la più grande scuola coranica di Khiva, ci sono 125 stanze che servivano per 250 studenti nella sua epoca d’oro.

Mohammed Amin Khan Madrassah, Khorezm, Khiva, Xiva, Urgench, Uzbekistan

La Fortezza Kunya Ark e il Mausoleo Pahlavan Mahmud che è diventato il cimitero principale dei governatori. Il monumento è splendido ed ha una bellissima decorazione a piastrelle. Ogni giorno è visitato da numerosi pellegrini. Pakhlavan Makhmud era un poeta, un filosofo e un leggendario lottatore che è diventato il santo di Khiva. Per questo motivo le coppie che si sposano qui, ricevono la benedizione del santo il giorno del loro matrimonio.

Khiva Wall is a collection of mosques and madrasahs, discovered in the Kyzylkum desert of Uzbekistan. Constructed 2500 y… | Uzbekistan, Central asia, Ancient cities

 

Continueremo con la visita al Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Palazzo di Pietra” in uzbeco: situato all’interno del complesso storico dell’Ichon-Qala. Il Minareto di Kalta Minor, risalente al diciannovesimo secolo e caratterizzato da una struttura con diverse decorazioni in ceramica azzurra e verde, che sono tipiche dell’architettura islamica in Asia centrale. La Madrasa Islam Khodja è notevole per la sua maestosa architettura islamica e la sua storia. È stata costruita nel XIX secolo e presenta una facciata elaborata con motivi in ceramica azzurra e decorazioni tradizionali. L’edificio serviva in origine come scuola islamica e come luogo di insegnamento religioso e culturale.

Pranzo in ristorante locale in corso di escursione.

Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

8° giorno: : KHIVA – URGENCH – TASKENT

Dopo la colazione andremo a visitare la Moschea Juma (moschea del venerdì). Al suo interno vi sono ben 218 colonne di legno che sorreggono il tetto le cui basi intagliate con scritte cufiche risalgono al X-XI secolo.

Juma Mosque | World Heritage Journeys of Europe

 

La moschea è del 1788, ma vi era già un’antica moschea nel VIII secolo, di cui restano alcune colonne ancora in piedi, che vennero erette su un preesistente edificio ancora più antico. La moschea contenere fino a 5000 persone ed è costruita con un’unica grande sala, seguendo l’esempio di poche moschee al mondo.

Juma Mosque | Khiva, Uzbekistan | Attractions - Lonely Planet

Pranzo in ristorante locale.

A fine pranzo, trasferimento all’aeroporto internazionale di Urgench in tempo utile per l’imbarco sul volo per Taskent,arrivo trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Consigliato di  fare la passeggiata serale nel centro delle citta, splendidamente illuminato per le feste di Yangi Yil (Capodanno uzbeko).

 

9° giorno: – TASKENT-ROMA  o altre citta’

Prima colazione in hotel e trasferimento in tempo utile per imbarco  volo di rientro  in Italia ,con scalo,e fine dei servizi.

 

La quota comprende:

  • Voli Roma–Tashkent –Roma in classe economica 20 KG bagaglio in stiva,con scalo.
  • Volo Urgench-Taskent in classe economica 20 kg bagaglio in stiva
  • Sistemazione in hotel 4 stelle a Tashkent, a Samarcanda e a Bukhara, 3 stelle a Khiva
  • Pensione completa dalla colazione primo giorno alla colazione ultimo giorno
  • Trasferimenti con automezzi privati con A/C con autista come da programma
  • Guida professionale parlante italiano
  • Visite ed escursioni come da programma
  • Ingressi a siti e musei come da programma
  • Bglietti per i treni Tashkent – Samarcanda e Samarcanda – Bukhara in classe turistica
  • Visita ad una scuola di ceramica a Gijduvan
  • Master class di “Shashlik” a Gijduvan
  • Master class di “Plov” a Samarcanda
  • Spettacolo folkloristico a Bukhara nella Madrasa Nodir Devonbegi
  • Acqua minerale, 1 litro al giorno a persona
  • Assicurazione medico bagaglio massimale 50.000,00
  • Assicurazione annullamento viaggio intero importo del viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 315,00 (importo soggetto a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Bevande ai pasti e bevande alcoliche
  • Mance
  • extra di carattere personale
  • Tutto quanto non espressamente previsto nella “quota comprende”.

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno tre (3) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario

 




CINA : Festival Pasto donne MIAO- Etnie DONG e HAKKA

CINA-1-Miao

                             

Cina, lungo la via del tè alla scoperta del popolo Hakka

Cina: alla scoperta del tè più prezioso della Terra e delle case fortezza degli Hakka. Un viaggio nel sud est del paese in territori pochi conosciuti al turismo di massa.

Festa del Pasto delle Sorelle delle donne Miao

La Festa del Pasto delle Sorelle cade il quindicesimo giorno del terzo mese del calendario lunare durante la quale le ragazze della minoranza Miao, nella provincia di Guizhou, sperano di trovare l’amore, indossando diversi e pesantissimi chili di argento in testa, intorno al collo e sui vestiti. La tradizione vuole che l’argento, riflettendo la luce, tenga lontani gli spiriti malevoli.

La leggenda narra che una volta, i figli di due sorelle, un ragazzo e una ragazza, si innamorarono l’uno dell’altro. Dopo una lunga e dolce amicizia durante l’infanzia, decisero di sposarsi quando sarebbero cresciuti. Solo dopo molto tempo i genitori della ragazza approvarono il loro matrimonio. In tutti gli anni di attesa la loro figlia prendeva del riso da portare al suo amante.

Prima di cominciare la festa, le ragazze si incamminano su per le montagne a raccogliere fiori, bacche e piante selvatiche per tingere il riso  che poi cucineranno, chiamato Sister’s rice, e  che avrà i colori del blu, rosa, giallo e bianco e che rappresentano in breve le quattro stagioni.

Quando le ragazze Miao hanno ultimato i preparativi insieme alla loro famiglia, in particolare con le nonne siedono per ore a lucidare gli argenti, si inaugura il festival facendo un pranzo tradizionale di famiglia a base di riso cotto nel bambù e bevendo vino di riso fatto in casa.

Dopo il pranzo, finalmente, giunge il momento dell’incontro: arrivano  i ragazzi alla festa nella speranza di conoscere la loro futura moglie. Entrambi ballano e cantano canzoni d’amore per attirare l’attenzione l’uno verso l’altro. Alla fine le ragazze consegnano ai ragazzi una palla di riso avvolto in fazzoletti che contengono diversi simboli, per lo più con varie piante e ognuno di loro ha un significato. Per esempio : ganci di bambù significa “ulteriore contatto”; prezzemolo cinese, significa “ti voglio sposare”; pepe o aglio significa  “non mi interessi”.

Minoranze etniche 

La Cina è la terza nazione per estensione del pianeta, grande quasi come l’intera Europa, ed è la prima per numero di abitanti, 1.342.000.000 persone, un quinto della popolazione mondiale. Ma non tutti gli abitanti della Cina sono cinesi propriamente detti. Nelle lontane regioni di frontiera  vivono infatti molte minoranze etniche e linguistiche. Se gli han (cinesi propriamente detti) ammontano infatti al 92 % della popolazione, lo stato riconosce ufficialmente altri 56 gruppi etnici per un totale di 96 milioni di individui, capaci però di occupare oltre la metà del territorio nazionale, spesso in regioni di frontiera al sud e all’ovest montuose, desertiche e scarsamente produttive ma di notevole importanza strategica.

Spesso queste popolazioni sono molto diverse le une dalle altre, frantumate a loro volta in diverse sottoetnie, per origini e provenienza, per dove e come vivono, per gli abiti e i gioielli, per le acconciature delle donne, per le credenze e le pratiche religiose, costituendo ciascuna un mondo a sé. Nella montuosa e poverissima regione meridionale del Guizhou, ad esempio, grande oltre la metà dell’Italia, il 35 % della popolazione appartiene a 18 diverse minoranze etniche, le più famose delle quali sono i Miao e i Dong, capaci da soli di dare vita al maggior numero di manifestazioni folkloristiche genuine di tutta la nazione. Per loro la varietà degli abiti e le raffinate acconciature femminili non costituiscono soltanto un ornamento, ma un denominatore sociale ed etnico, espressione di benessere economico e di abilità muliebre. I loro sontuosi festival costituiscono importanti momenti di aggregazione sociale, di manifestazione culturale, di informazione e di scambi, ma anche occasione per mettere su famiglia. I Miao sono un popolo di bassa statura, arrivati tra queste impervie montagne in epoca precristiana dalle steppe siberiane con una propria lingua solo orale e religione animista. Abitano in case di legno su palafitte tutte uguali, coltivano riso, mais e erbe medicinali sui campi terrazzati, sono allegri e molto solidali, ottimi danzatori al suono di tamburi e di flauti di bambù. Gli abiti tradizionali femminili sono davvero sfarzosi: gli eleganti vestiti ricamati, nonché le possenti acconciature dei capelli raccolti a chignon sono infatti decorati da un numero infinito di gioielli d’argento multiformi. Per i Miao infatti l’argento, oltre a segno di ricchezza, è in grado di scacciare il male e portare fortuna e felicità.

Gli agricoltori Dong, molto superstiziosi, sono invece abili architetti e carpentieri: i loro villaggi risultano disseminati dei caratteristici ponti del vento e della pioggia, tutti costruiti senza chiodi o viti, per scavalcare fiumi e canali ma anche per riparare e socializzare come i nostri portici, nonché dalle torri del tamburo per avvistare tempestivamente nemici ed incendi. Amano il canto e la danza al suono del flauto e imparano a cantare fin da bambini imitando i versi degli uccelli. Le donne vestono giacche e pantaloni color indaco.

L’architettura di casa del popolo Lo Lo a Dong Van

L’etnia Lo Lo risiede in paesi separati nelle case addossate alle scogliere che danno la vista sulla valle o verso i campi. Costruiscono sia casa di terra battuta che casa su palafitte a seconda delle condizioni di ogni famiglia. La recinzione è fatta in pietra, alta circa 1 metro. Il villaggio di San Pa A è un luogo dove i turisti possono visitare e scoprire la vita di questa etnica.
Dall’esterno, la loro residenza non è molto diversa da quella di terra battuta di altri gruppi etnici. Tuttavia quando osserva attentamente l’arredamento, lo spazio interno, vedrai chiaramente la differenza. Ogni casetta deve essere composta in 3 scomparti, quello centrale attivo come sala di soggiorno, quello di destra per nonni e genitori, quello di sinistra dedicato ai figli, nuore e suoceri mentre il piano terra serve di conservare cibo, mais e manioca.

Le usanze nuziali e funebri del gruppo etnico Lo Lo a Dong Van, Ha Giang

I Lo Lo credono che tutte le creature possiedano la propria anima e proteggano gli esseri umani. Quindi, la gente dà rispetto a tutte le cose come montagne, foreste e animali.
La cerimonia di matrimonio di questa minoranza etnica si tiene in un’atmosfera solenne. La famiglia dello sposo dovrà preparare le offerte comprendenti 1 mucca, 3 maialini, 5 galli castrati, 1 sacco di riso, 1 bottiglia di vino… da portare dalla sposa per eseguire il rituale di  informare gli antenati. Proprio davanti alla casa della sposa, il vino di mais viene versato in grandi ciotole per invitare la famiglia dello sposo. Dopodiché, i partecipanti nel matrimonio cantano insieme le canzoni opposte, poi condurranno il corteo nuziale.

I costumi tradizionali dei Lo Lo

Il triangolo è sempre stato considerato dal gruppo di Lo Lo come simbolo dell’antico regno ancestrale. Pertanto, sui loro indumenti saranno sempre decorati con questo tipo di motivi. Specialmente i Lo Lo a Lung Cu (Dong Van) usano anche modelli che rappresentano la natura, la terra, l’acqua e la patria per diversificare e arricchire i loro abiti. Inoltre, spesso compaiono sui vestiti dei Lo Lo le forme di piante di mais, fiori di grano saraceno o animali domestici, creando la semplicità e la quotidianità.

Nell’interno montuoso e boscoso della regione costiera di sud-est del Fujian, affacciata sul Mar meridionale cinese e grande quanto metà dell’Italia, vivono gli Hakka, popolazione contadina emigrata nel III-IV secolo dal nord della Cina e che parla un cinese arcaico; popolo colto, solidale e comunitario, ha espresso parecchi capi politici, militari e artisti.

Vivono nei Tulou, abitazioni collettive fortificate circolari per proteggersi da nemici, briganti e animali, costruite in fango, bambù e pietre con muri spessi due metri, una sola porta fortificata e finestre soltanto ai piani alti, merli e torrette. Nel cortile centrale trovano posto il pozzo, il forno, le latrine e i recinti per gli animali, al primo piano magazzini e granai, mentre nei tre successivi abitano centinaia di persone; resistenti anche ai terremoti, sono abitazioni calde in inverno e fresche d’estate. Nel Fujian esistono circa 20 mila Tolou, alcuni trasformati in musei, la gran parte ancora abitati. Nel 2008 l’UNESCO ha inserito i Tulou tra i Patrimoni dell’Umanità.

Questo viaggia ci permetterà di visitare anche altri importanti siti Patrimonio Unesco:

il Buddha Gigante di Leshan, Patrimonio UNESCO dal 1996, è una maestosa statua scolpita nella roccia, nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingvi, vicino alla città di Leshan ed è considerata la più grande statua di Buddha in pietra del mondo;

le sculture rupestri a Beishan e Baoding. Queste incisioni  rappresentano una delle più importanti testimonianze dell’arte rupestre buddhista in Cina e sono  inclusi nell’elenco del Patrimonio UNESCO dal 1999.

DAZU INCISIONI RUPESTRI

Le incisioni di Dazu si trovano, più o meno, nel centro della Cina.

Le incisioni rupestri di Dazu consistono in una serie di sculture religiose di grande prestigio, esattamente come le Grotte di Mogao a Dunhuang, e risalgono al VII secolo (dinastia Tang e Song), mentre l’ Europa viveva l’Alto Medioevo.

Diga delle Tre Gole: la costruzione più imponente di sempre.

Al momento della sua progettazione è stata discussissima e criticatissima, per l’enorme impatto ambientale e sociale di una costruzione di tale mole. Ma ha anche il merito di ridotto di milioni di tonnellate le missioni inquinanti della Cina producendo energia pulita. Si tratta della Diga delle Tre Gole, posta sul fiume Yangtze, nella provincia cinese di Hubei. E vanta dei numeri davvero incredibili, sia in termini strutturali che energetici.

La struttura più imponente mai costruita dall’uomo

 

 1° GIORNO: Roma – Xiamen

Incontro dei partecipanti in aeroporto, disbrigo delle formalità  di imbarco a partenza con volo di linea per Xiamen con scalo.  Pasti e pernottamento a bordo.

 2° GIORNO: Arrivo a Xiamen

Arrivo a Xiamen, incontro con la guida locale, trasferimento in hotel e assegnazione delle camere. La città di Xiamen si trova sulla costa sud-orientale della provincia cinese del Fujian ed è una città ricca di storia e vitalità. È famosa per i suoi paesaggi costieri mozzafiato, la lunga storia e la cultura unica. Essendo una città portuale, Xiamen vanta una varietà di coste e spiagge affascinanti.

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

TAIWAN SNACK STREET: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

 

3° GIORNO: Xiamen – Yongding

Prima colazione in hotel. In mattina partenza per Nanjing. Lungo il trasferimento, visita al villaggio di Tianluokeng, dove si trova un singolare complesso di Tulou dalle diverse forme.

Tulou, le case-fortezza autosufficienti del popolo cinese degli Hakka - LifeGate

Andrete a  vedere le costruzioni di terra (Tulou) nella Contea di Nanjing, raggiungibili dopo un tragitto di circa 3 ore. Una volta arrivati, innanzitutto, camminerete fino alla piattaforma di osservazione per avere una vista a volo d’uccello dell’imperdibile Cluster di Tulou di Tianluokeng dall’angolazione migliore. Andrete poi a scoprire l’Edificio Yuchang, che fu costruito durante il periodo 1308-1338.

TULOU CLUSTER FUJIAN CHINA FEBRERO 17th 2021 El edificio de Yuchang está decorado para el Año Nuevo Chino | Foto Premium

L‘Edificio Yuchang è il Tulou attualmente più antico, e il più grande e più alto Tulou rotondo nella Contea di Nanjing. In seguito, visiterete il Villaggio di Taxia. Pranzo in ristorante locale.

Tulou: la guida di viaggio ai villaggi Hakka - Fabio Nodari

Con un ruscello a forma di “S” che serpeggia attraverso l’intero villaggio, due edifici di terra situati proprio sulle due curve, e molteplici Tulou grandi e piccoli costruiti lungo le rive, questo villaggio è reputato come una “Città d’acqua di Taichi” con un ricco sapore di Tulou.

Al termine delle visite, trasferimento in hotel a Yongding e sistemazione in hotel. Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

 4° GIORNO: Yongding – Xiamen

Prima colazione in hotel. Mattinata dedicata alla visita di alcuni villaggi degli Hakka, caratterizzati da edifici insoliti in pietra, denominati Tulou, Patrimonio dell’UNESCO dal 2008.

In primo luogo, visiterete il Cluster di Tulou di Hongkeng e l’Edificio Zhencheng, che dal 1912 è lodato come “Principe di Tulou”, ed è famoso per il suo splendido design e per gli interni squisiti che riflettono la cultura tradizionale cinese di Bagua. Successivamente, le guide turistiche e l’autista vi accompagneranno fino al Cluster di Tulou di Chuxi, reputato come “il più bel Cluster di Tulou in Cina”, nonché il più concentrato, antico, completo e famoso Cluster di Tulou. Passeggerete lungo il ruscello per visitare l’Edificio Jiqing.

Il nome Hakka significa “famiglia di ospiti“ e le loro abitazioni sono grandi strutture circolari che assomigliano a fortezze.

Sempre a zonzo: Cina | Fujian | Xiamen e i tulou

I Tulou furono costruiti a partire dal ‘600, concepiti a scopo difensivo, possono contenere fino a un centinaio di famiglie. Le tipiche costruzioni circolari degli Hakka, dai tetti neri a pagoda, sono di incredibile bellezza e maestria architettonica e al loro interno, in uno scenario irreale, fra cortili concentrici e scale di legno, si svolge una animatissima vita di campagna che segue consuetudini e usanze tradizionali tanto antiche quanto suggestive. In questa zona esistono ancora decine di migliaia di Tulou, molti dei quali ancora abitati.

I Tulou degli Hakka, le case rotonde cinesi, da fortezze a co-housing - CaffèBook

Questa minoranza etnica era, nell’antichità, originaria della Cina del Nord, iniziò a migrare nel Sud del paese a partire dal IV secolo per sfuggire alla pressione degli invasori provenienti dall’Asia Centrale. Qualche missionario arrivò a credere che questo popolo discendesse da una delle tribù perdute di Israele. Pranzo in ristorante.

Hakka Tulou Private Day Tour del Yunshuiyao Ancient Village e Hekeng Tulou (2025) - Xiamen - con recensioni

Tulou: la guida di viaggio ai villaggi Hakka - Fabio Nodari

Inoltre gli Hakka, per secoli, furono considerati dei “reietti” perché parlavano una propria lingua e, sconfessando la piramide sociale confuciana, sostenevano la parità tra uomo e donna. Pranzo in corso di visite. Al termine delle visite rientro a Xiamen in pullman.

Houses and History of the Hakka Tribe - PILOT GUIDES

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

 

Fujian Tulou | R | Flickr

Etnia HAKKA

Popolazione delle montagne della Cina meridionale (Guangdong, Guangxi, Fujiàn). Per sfuggire alle persecuzioni e alla carestia della Cina nord occidentale durante la dinastia Jin (265-314 d.C) , gli Hakka (in mandarino significa ospiti), migrarono gradualmente verso sud e si rifugiarono nelle provincie del Jiangxi, Fujian e nel Guangdong dove costruirono delle case fortezza per ripararsi dai banditi e dagli animali selvatici. Non è però escluso che derivino in parte da gruppi presenti sul territorio già in precedenza. Parlano un dialetto cinese nettamente differenziato da quello cantonese, nella cui area vivono, e più vicino a quelli settentrionali.

Il piccolo regno degli Hakka | China Files

5° GIORNO: Xiamen – Guiyang

Prima colazione in hotel.Prenderete poi un traghetto dal centro di Xiamen, per circa 20 minuti, verso l’Isola di Gulangyu.

2025 Xiamen Day Tour to Nanputuo Temple, Huli Mountain Fort and Gulangyu Island - with Trusted Reviews

È l’attrazione Nr. 1 a Xiamen e anche un Patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, con decine di preziose architetture storiche costruite da persone provenienti dal Regno Unito, Italia, Francia, Spagna, Giappone, ecc. durante la seconda guerra dell’oppio. Pranzo a bordo.

Xiamen Private Day Tour dell'isola di Gulangyu, Nanputuo Temple e Huandao Road senza pasti 2025

Cena e trasferimento all’aeroporto e volo per Guiyang, capoluogo della lussureggiante provincia del Guizhou. Ricordiamo che Il 40% degli abitanti del Guizhou è composto da decine di minoranze etniche diverse e dalle antichissime origini.

I 10 migliori hotel di Guiyang, Cina (da € 17)

 

Arrivo e trasferimento in hotel.Cena e pernottamento.

6° GIORNO: Guiyang – Kaili

Prima colazione in hotel. Partenza con pullman privato per Kaili. Lungo il tragitto visita delle risaie a terrazze al villaggio Gaoyao e dei villaggi dell’etnia Miao di Shiqiao.

Corriere della Sera

Visita della produzione di carta dalla corteccia degli alberi nella comunità di Shiqiao Miao, è un’antica tradizione artigianale che si svolge spesso in alcuni villaggi della provincia cinese del Guizhou. Questa tecnica artigianale coinvolge l’utilizzo della corteccia degli alberi, principalmente della moraceae o quercia, che viene elaborata, cotta, immersa e pestata per produrre carta. Durante il processo, la corteccia viene spellata, macinata e successivamente bollita in acqua; poi, viene pestata fino a ottenere una consistenza fibrosa. Successivamente, questa poltiglia viene uniformemente spalmata su stampi di bambù e lasciata ad asciugare all’aria fino a diventare carta. Pranzo in ristorante durante le escursioni.

Recycling Old Paper to Make Beautiful Handmade Paper

Nel pomeriggio visita del Museo Minoranze Etniche per immergersi nelle tradizioni, nella storia e nella cultura delle diverse minoranze etniche presenti nella regione di Guizhou. Questo museo offre un’affascinante panoramica delle usanze, dei costumi tradizionali, dell’arte, della musica, dell’architettura e della vita quotidiana delle varie minoranze etniche che popolano la zona.Un edificio simbolo della città che ospita i costumi popolari della minoranza Miao e Dong durante la Dinastia Yuan, Ming e Qing, nonché vari articoli di uso quotidiano

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

Etnia Miao o Hmong

In Cina vive una numerosa minoranza etnica, l’etnia Miao, le cui origini si possono far risalire a 5000-6000 anni fa. Nel corso della loro storia, dopo una serie di migrazioni, i Miao si sono stabiliti nel Guizhou e nello Hunan. Questa minoranza conta una popolazione di 8.940.116 che è una delle più grandi. Dopo un lungo periodo di migrazione, i Miao oggi vivono principalmente nelle Regioni del Guizhou, dello Yunnan, dell’Hunan, dell’Hubei, dell’Hainan e nella Prefettura Autonoma Zhuang del Guangxi. Sono divisi in altre minoranze come gli Hmong neri, e gli Hmong bianchi, gli Hmong rigati, ecc. Attualmente essi figurano al quarto posto su scala nazionale per numero di abitanti. 

I costumi dell’etnia Miao sono estremamente vari e molto colorati. Con oltre un centinaio di modelli, questa etnia si distingue in modo particolare per la creatività nell’abbigliamento. Per fare solo un esempio, il costume festivo tradizionale più rappresentativo conta decine di tipologie di acconciature e si basa sul ricamo, antica forma artigianale caratteristica della cultura delle donne dell’etnia. Sia gli abiti usati nella vita quotidiana che quelli formali, per feste e cerimonie nuziali, mostrano un livello artigianale estremamente raffinato e complesso. I motivi decorativi più comuni sono il drago, gli uccelli, i pesci, il tamburo, i fiori, le farfalle e alcune immagini che riflettono la storia dell’etnia.

5.900+ Minoranza Miao Foto stock, immagini e fotografie royalty-free - iStock

7° GIORNO: Kaili – Shidong (Festa del Pasto delle Sorelle) – Kaili

Prima colazione in hotel. Partenza per Shidong.

Questa giornata sarà dedicata alla festa più importante della minoranza etnica dei Miao la Festa del Pasto delle Sorelle, che si tiene ogni anno il 15° giorno del terzo mese lunare.

Mondi in bilico: I Miao - II

E’ una festa che celebra la primavera ed è un’occasione, per i ragazzi e le ragazze della zona, di conoscersi e magari fidanzarsi. In questa occasione le donne Miao vestono i loro migliori vestiti tradizionali ed indossano meravigliosi monili d’argento. I Miao credono che l’argento, rappresentando la luce, sia in grado di scacciare gli spiriti maligni. Balli, canti e sfide ginniche ed equestri scandiscono la festa e le ragazze omaggiano, alla fine delle cerimonie, i ragazzi con ciotole di riso colorato dai chiari riferimenti simbolici: il riso adorno di petali di rosa vuol dire amore corrisposto; quello condito con aglio o peperoncino significa di no. Ed ancora il riso accompagnato da cotone e prezzemolo significa che la ragazza vuole sposarsi nel più breve tempo possibile.

Xijiang - Il più grande villaggio Miao - ABCina

un viaggio nella cina del sud per conoscere i miao, i dong e gli hakka

Durante il rientro a Kaili, sosta al Matang per la visita del villaggio dell’etnia Gejia, costruito dal popolo Gejia, un gruppo etnico molto speciale in Cina.

Il popolo dei Gejia adora giocare o allenarsi con gli archi e le frecce e i loro costumi festivi li rendono, infatti, simili a dei guerrieri dell’antichità.

Villaggio di Matang Gejia Kaili Guizhou - Dream China Tour

Nella antiche leggende, i Gejia furono gli eroi che poterono sparare persino il Sole con gli archi e le frecce. Le case, costruite secondo lo stile architettonico locale, si integrano armoniosamente con la natura circostante, arricchendo l’atmosfera del luogo con un senso di autenticità e storia.

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

8° GIORNO: Kaili – Congjiang

Prima colazione in hotel. Partenza per Congjiang. Visita del villaggio di Langde (donne Miao con le gonne lunghe), reputato come “la città natale della canzone popolare cinese e dell’arte della danza”. Mattinata dedicata a spettacoli di canto e danza e cerimonie di benvenuto. In seguito, ci sposteremo al “villaggio di Wudong Miao” che si trova a 1300mt sul livello del mare, annidato sulla collina della montagna Leigong, tra campi terrazzati, orti e foreste lussureggianti. Oggi avremo la possibilità si effettuare il pranzo presso una famiglia dell’etnia Miao.

Ethnic Minority Villages around Kaili

Proseguimento della visita al villaggio di Xinqiao Miao, nella città di Datang conosciuto come “il primo villaggio con gonna corta Miao” e per il suo centenario Granaio ad acqua. Camminando nel villaggio, si possono vedere le donne locali che indossano una specie di gonna a pieghe di circa 5-8 pollici, con nastri colorati decorati in vita. In fine, poseguiremento alla contea di Congjiang.

Best Guizhou Villages | Top 10 Ethnic Minority Villages in Guizhou

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

La Gente Della Minoranza Etnica Di Miao Che Esegue Un Ballo Tradizionale Nel Villaggio Di Langde Miao Nationality, Provincia Di G Fotografia Editoriale - Immagine di argento, guiyang: 114762377

9° GIORNO: Congjiang – Zhaoxing

Prima colazione in hotel. Partenza per il villaggio di BIasha dei Miao.

Basha village in Guizhou Province, home of the last gun men of China

Le abitazioni a Basha sono prevalentemente costruite in legno, seguendo lo stile architettonico tradizionale Miao, con molte strutture realizzate con pietra e legno, esprimendo una forte identità etnica. E’ chiamato “l’ultimo villaggio dei pistoleri in Cina” poichè è l’unico posto in Cina dove i residenti sono ancora legalmente autorizzati a possedere armi e portarle con se’.

Pranzo in ristorante locale.

Basha - l'ultima tribù di cacciatori della Cina, Rainer Feldbacher, luglio 2021

Proseguimento per il Villaggio di Huanggang Dong, considerato come uno dei più belli e tradizionali villaggi Dong del Guizhou. Questo villaggio, nascosto tra le montagne, fu costruito nell’antica Dinastia Song (960-1297) e conserva ancora oggi la più autentica cultura Dong. Proseguimento per Zhaoxing. Arrivo e visita del villaggio di Zhanli dell’etnia Dong selezionato come “una delle sei campagne più belle della Cina”, insieme alle sue torri dei tamburi, è stato inserito nel Guinnes World Records nel 2001. Proseguimento con la visita del villaggio Dong di Tang’An con le risaie a terrazze.

População Dong apresenta canto típico da etnia

Arrivo a Zhaoxing e cena con menù cinese in ristorante locale. Pernottamento in hotel.

Scoprire la vita della minoranza etnica Lo Lo a Dong Van - Ha Giang | Izitour

Etnia Dong

Nonostante l’etnia Lo Lo a Dong Van – Ha Giang abbia sperimentato il processo di convivenza con altri gruppi etnici, conserva ancora la sua cultura tradizionale di lunga data.

Lo Lo è uno dei gruppi etnici con una lunga storia di sviluppo nella zona di Dong Van, provincia di Ha Giang. Il popolo è suddiviso in  due gruppetti : i Lo Lo Neri e i Lo Lo  Fiori. I Lo Lo neri vivono principalmente nella comune di Lung Cu, mentre i Lo Lo fiori abitano maggiormente nelle comuni di Lung Tao e Sung La, nei distretti di Dong Van e Meo Vac. Sebbene divisi in due gruppi  diversi, hanno la stessa lingua  nella lingua, usanza  e credenza, si distinguono tra di loro  solo negli abbigliamenti.

gruppo etnico lo lo ha giang

Oltre ai motivi di decorazione, gli indumenti del popolo Lo Lo a Dong Van, Ha Giang sono modellati con bottoni unici. Questi sono cuciti in fila sul cappello, sulle maniche e sul corpetto nei vestiti delle donne.  Si tratta di un elemento che mostra la solidarietà di questa comunità di minoranza.

L’etnia Dong è principalmente distribuita nella Cina meridionale, più precisamente nelle province del Guizhou, dello Hunan e nella Regione Autonoma del Guangxi-Zhuang, si tratta di un’etnia molto versata nel canto e nelle danze, con una profonda tradizione musicale e culturale. Nelle aree abitate dai Dong è molto diffuso un detto ricorrente: “Il riso nutre il corpo, la canzone nutre il cuore”, che sottolinea come essi equiparino cantare e mangiare. Solitamente, gli esponenti di questo gruppo etnico sanno tutti cantare, e considerano le canzoni come un cibo spirituale per coltivare la loro anima e le loro emozioni.

La loro tradizione di trasmettere la cultura e la conoscenza attraverso la musica è esemplificata dal grande canto. Il repertorio comprende una vasta gamma di generi, come ballate, canti per bambini, canti di saluto e canti imitativi, che mettono alla prova il virtuosismo degli esecutori nell’imitare i suoni degli animali. Tramandate da maestri a cori di discepoli, le varie espressioni del grande canto vengono eseguite formalmente nelle torri del tamburo, luogo di riferimento per le cerimonie, l’intrattenimento e le riunioni dei villaggi Dong o anche, in modo più spontaneo, nelle case o nei luoghi pubblici.

Scoprire la vita della minoranza etnica Lo Lo a Dong Van - Ha Giang

10° GIORNO: Zhaoxing – Congjiang – Chongqing

Prima colazione in hotel.In mattinata trasferimento in stazione ferroviaria di Congjiang e partenza in treno  per Chongqing (circa 4 ore ,biglietto di prima classe).

 

CIQIKOU (PORCELAIN PORT): Tutto quello che c'è da sapere (2025)

Visita all‘Antica Città di Ciqikou situata sulla riva del fiume Jialing, a Chongqing, una municipalità della Cina situata nella regione sud-ovest del Paese, famosa città storica e culturale cinese. È una città dinamica, ricca di diverse culture e famosa per la sua gastronomia, tanto da essere conosciuta come la “città delle montagne” e la “capitale delle hot pot”. Posizionata alla confluenza del fiume Yangtze e del fiume Jialing, Chongqing vanta uno spettacolare paesaggio naturale, conosciuto soprattutto per le celebri Tre Gole del fiume Yangtze. Visiteremo la Funivia del Fiume Yangtze.

Funivia del Fiume Yangtze

Ha una lunghezza totale di 1166 metri, una velocità di 6 metri al secondo e un tempo di percorrenza di 4 minuti e 30 secondi. La superficie vetrata della cabina è di 19,2 metri quadrati. Dalle vetrate potrete godere della spettacolare vista del Fiume Yangtze e della città di Chongqing.

Paesaggio pittoresco della Diga delle Tre Gole

L’ultima tappa: la Grotta di Hongya, composta da diversi piani, un paesaggio chiave di Chongqing, con un’area di costruzione di 46.000 metri quadrati. I principali punti panoramici sono gli edifici a palafitta e le antiche strade commerciali.

Grotta di Hongya – La vista notturna più spettacolare di Chongqing

Grotta di Hongya Chongqing - La vista notturna più spettacolare di Chongqing - Dream China Tour

È un punto panoramico completo che integra turismo urbano, svago d’affari e paesaggio culturale. Passeggiando per la grotta di Hongya, i turisti saranno trasportati nella cultura Bayu. Quando cala la notte, le abitazioni in legno saranno illuminate con luci al neon, immergendo i turisti nel vivido mondo fatato descritto in Spirited Away (un famoso film d’animazione diretto da Hoya Miyazaki). La parte più interessante è che i turisti possono ammirare lo straordinario paesaggio notturno di speciali edifici su palafitte .

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

11° GIORNO: Chongqing – Dazu – Leshan

Prima colazione in hotel. Partenza per Dazu. Visita degli antichi affreschi e sculture rupestri a Beishan e Baoding.

Chongqing: Baoding Shan-Beishan

Queste incisioni  rappresentano una delle più importanti testimonianze dell’arte rupestre buddhista in Cina e sono stati inclusi nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1999.

La ruota della creazione di Dazu (sito di incisioni rupestri patrimonio dell'Unesco) – Viaggiare con lentezza

Queste incisioni si trovano a Dazu, nella provincia di Sichuan, vicino a Chongqing.

Il nome “Dazu” significa abbondanza dei cibi e ricchezze.Le incisioni rupestri di Dazu consistono in circa 50.000 statue con oltre 100.000 iscrizioni ed epigrafi; sono state inserite, nel 1999, nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità UNESCO.Le più importanti, e visitate dai turisti, si trovano sui monti Baoding e Beishan.Le aree principali sono: Beishan e Baoding: Nanshan, Shimenshan, e Shizhuanshan.

Oltre alle immagini di Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo, la parte più importante è quella delle statue di “Mizong” e delle statue dei Buddisti esoterici.

VIAGGI IN CINA : DAZU INCISIONI RUPESTRI – DonneCultura

Le prime sculture sono create nel 650 durante la Dinastia Tang, ma lo sviluppo maggiore lo ebbero nel corso del IX secolo, quando Wei Junjing, Prefetto di Changzhou, iniziò a lavorare per le sculture del monte Beishan e il suo esempio venne seguito da monaci, nobili e gente comune durante il periodo delle cinque dinastie e dieci regni, fra il 907 e il 965.Nel XII secolo, all’epoca della Dinastia Song, il monaco Zhao Zhifeng dedicò 70 anni della sua vita alla creazione delle elaborate sculture del monte Baoding.

Oggi, ci sono circa 13 aree sulla montagna dove incontriamo circa 10.000 sculture, incise durante 70 anni; dal 1179 al 1249.Le sculture rupestri risalgono a un periodo che va dal IX al XIII secolo e sono disseminate in diverse località attorno alla contea di Dazu. Le opere mostrano una straordinaria maestria artistica e rappresentano scene della vita quotidiana, divinità buddhiste, immagini sacre e testi religiosi.

Le grotte di Dazu - Cina in Italia

Pranzo in ristorante durante le escursioni. Al termine della visita, partenza per Leshan. Arrivo e sistemazione in hotel.Cena con menù occidentale e pernottamento in hotel.

12° GIORNO: Leshan – Chengdu

Prima colazione in hotel. Escursione guidata al Buddha Gigante di Leshan, Patrimonio UNESCO dal 1996, è una maestosa statua scolpita nella roccia, nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingvi, vicino alla città di Leshan, nella parte meridionale della provincia di Sichuan. La scultura è posta di fronte al Monte Emej, con i fiumi che scorrono ai suoi piedi.

Файл:Leshan Buddha Statue View.JPG — Википедия

Il Buddha di Leshan è un luogo da non perdere, scavato nella roccia è considerata la più grande statua di Buddha in pietra del mondo, con i suoi 71 metri di altezza,  solo le dita sono lunghe ben otto metri e le orecchie sette. La cosa ancora più strepitosa è che la sua costruzione risale a più di 1200 anni fa, richiese diversi decenni e coinvolse un gran numero di manodopera e risorse, è stata costruita durante la dinastia Tang, tra l’VIII e il IX secolo.

Cina: il Buddha gigante di Leshan e il Monte Emei, appena fuori Chengdu - Travel Misadventures

La statua rappresenta Maitreya, il Buddha del futuro, seduto su uno scranno roccioso. La testa raggiunge un’altezza di oltre 14 metri e ogni suo dettaglio è finemente scolpito. È un esempio straordinario dell’arte e dell’ingegneria dell’epoca. Pranzo in ristorante locale.

Leshan 2024: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Al termine della visita, torneremo nel centro di Chengdu. Nel pomeriggio, visita al Centro di Ricerca del Panda Gigante di Chengdu. Il centro ospita un ambiente naturale progettato appositamente per i panda giganti, offrendo loro spazi ampi e confortevoli simili al loro habitat naturale. Qui, i visitatori possono osservare i panda giganti in uno stato quasi naturale, imparando di più sulla loro vita quotidiana, sul comportamento e sulle abitudini alimentari. Pranzo in ristorante locale.

Chengdu, Panda Breeding Center, tour privato del Tempio di Zhaojue 2023

Alla fine del 2020, c’erano 215 panda nella base. I panda sono probabilmente una delle creature più fortunate del mondo. Si dice che i panda passino quasi la metà del giorno a dormire e a giocare e l’altra metà del giorno a mangiare.

Al termine della visita, trasferimento in hotel. Cena con menù occidentale.

Chengdu: Biglietto per lo spettacolo serale dell'Opera di Sichuan Shu Feng Yan Yun | GetYourGuide

Dopo cena trasferimento al teatro tradizionale per assistere al tipico spettacolo Shufengyayun .

Ingresso allo spettacolo dell'opera di Chengdu Sichuan presso la casa da tè Shufeng Yayun 2024

Dopo lo spettacolo trasferimento in hotel. Pernottamento.

13° GIORNO: Chengdu – Roma

Dopo la colazione trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo per l’Italia,con scalo. Pernottamento a bordo.

 

14° GIORNO: Roma

Arrivo in Italia e fine dei servizi.

La quota comprende:

  • Voli di linea intercontinentali Roma – Xiamen (andata) e Ghengdu – Roma , con scalo. Franchigia bagaglio 23 kg
  • Volo interno XIAMEN – GUIYANG in classe economica
  • Treno prima  classe CONGJIANG – CHONGQING
  • Guida accompagnatore locale parlante italiano per tutta la durata del tour
  • Guide locali i
  • Sistemazione in hotel 4**** e 3***
  • Pensione completa
  • 1 bicchiere di soft drink o birra locale per pax ad ogni pasto
  • Tutti i trasferimenti da/per aeroporto/stazione nelle varie località
  • Tutte le escursioni previste nel programma
  • Tutti gli ingressi nei siti indicati
  • Assicurazione annullamento e spese mediche (massimale 50.000,00), bagaglio    massimale 1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO  copre intero valore del tour.

La quota non comprende:

  • Tasse aereoportuali  pari a euro 485,00 (soggette a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Pasti ed altre bevande non menzionate nel programma
  • Le mance (pari a circa 80,00 euro p.p. per tutto il viaggio)
  • Spese personali
  • Tutto quanto non specificato sotto la voce “La quota comprende”

Documenti :Passaporto con validità residua minimo 6 mesi dalla data di partenza.Alla data di pubblicazione questo itinerario,non è richiesto visto ingresso in Cina,eventuali aggiornamenti saranno comunicati tempestivamente.

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 




GRAN TOUR DEL PERU’ –

Il Perù vi colpirà come pochi altri paesi, per un’emozione tutta da assaporare, alla scoperta dei segreti e delle favolose ricchezze di antiche civiltà.

La costa, ricca del passato pre-incaico della grande civiltà Moche, dalla natura selvaggia ed aspra dove potrete assistere allo spettacolo straordinario di migliaia di uccelli marini, foche, pinguini che vivono sui dirupi delle Isole Ballestras , alle linee di Nazca, misteriosi segni ancora oggi oggetto si continuo studio da parte di storici ed archeologi. Il viaggio prosegue in bus  verso Arequipa, in un contesto paesaggistico così spettacolare da mozzare il fiato anche a chi di mondo ne ha visto tanto. E’ la natura, qui per una volta, ad essere padrona assoluta degli uomini e non viceversa.  Puno ed il Lago Titicaca.

La civiltà degli Uros e l’isola Taquile, nel centro del lago, in un ambiente senza tempo, dove la gente tesse al telaio e veste con costumi unici al mondo. E poi Cuzco, forse la più bella e suggestiva città delle Ande, con i suoi preziosissimi reperti Inca ed il suo aspetto coloniale. E ancora decine di paesini e di villaggi che faranno di questo viaggio un’esperienza memorabile. Ed il miracolo sorprendente di Machu Picchu. Ma su tutto questo non poteva mancare la visita della tomba del Signore di Sipan, la scoperta più importante di tutto il Sud America.

Un Viaggio davvero unico, infatti il programma seppur in “soli” 15 giorni tocca le località più importanti del Perù; sono inclusi 4 voli interni; il trasferimento in treno a Machu  Picchu, ma la cosa molto importante è che a differenza di altri T.O., si dorme nella zona più vicina al sito archeologico, e questo Vi assicura una visita con molta calma e soprattutto senza le tante persone che affollano il sito!!

Il programma è inoltre arricchito di visite inedite (o meglio che in genere i gruppi e anche molti individuali meno attenti) non effettuano; è prevista la conferenza con proiezioni video e diapositive presso il Museo Antonimi a Nasca, sulle famose “linee”; è inclusa la visita per ammirare ad Arequipa della mummia Juanita; la partenza è stata fatta coincidere per permettervi di visitare la domenica (unico giorno che si svolge il mercato) il mercato di Chincero dove ancora si pratica il baratto; potrei andare avanti con descrivere le peculiarità di questo tour, ma non basterebbero 3 pagine!!

In poche parole è il viaggio delle 3 V : il Vero Viaggio delle Vita. Che tutti i Veri Viaggiatori non devono mancare!!

SONO PREVISTI VOLI DI AVVICINAMENTO DA TUTTA ITALIA

1° Giorno : Italia – Lima

Ritrovo dei partecipanti presso l’aeroporto e operazioni d’imbarco per il vostro volo con scalo, destinazione Lima. Pasti e intrattenimento a bordo.

2° Giorno : Lima

Arrivo all’aeroporto internazionale di Lima, ricevimento da parte del nostro personale in lingua italiana e trasferimento in hotel. Camere assegnate subito. Tempo per riposo. Prima colazione e  visita della città. Lima, la “Città dei Re” è una delle più importante capitali del Sudamerica con un mix di architettura coloniale e moderna.

Why Travel to Lima? - Find 5 Top Reasons | Latin Trails

 

 

 

Si inizia dalla Plaza de Armas (la piazza principale), testimone non solo della fondazione da parte degli Spagnoli ad opera di Francisco Pizarro nel 1535, ma anche dei movimenti di indipendenza del Perù.

                  Suggerimenti & Articoli su Lima - KLM IT

Pranzo e visita della Cattedrale, costruita dagli Spagnoli in stile barocco nel XVII secolo, del Palazzo del Governo, dove ogni giorno si svolge il cambio della guardia, della Chiesa di San Francesco e, al termine, giro del quartiere moderno di Miraflores, centro amministrativo e finanziario di Lima. Rientro in hotel, cena  e pernottamento

Perù, Lima, oceano Visualizza e miraflores malecon lungomare con shopping centri commerciali caffè e ristoranti 25002859 Stock Photo su Vecteezy

3° Giorno : Lima – Trujillo

Prima colazione in hotel, volo per Trujillo. Pranzo  e pomeriggio dedicato alla visita della città: Visita della Plaza Mayor di Trujillo, le case coloniali di Mayorazgo e Urquiaga e la Cathedral of Trujillo.

Trujillo, Perú: guida ai luoghi da visitare - Lonely Planet

Visita panoramica della città coloniale di Trujillo. Fondata nel 1534, Trujillo fu la capitale amministrativa del nord del Perù e successivamente svolse un ruolo fondamentale nei moti di indipendenza del Paese. Qui si trovano ancora le vestigia del suo periodo coloniale nelle bellissime case coloniali delle famiglie ricche dell’epoca: la Casa Ganoza Chopitea, La Casa Aranda ò la Casa de la Emancipación (chiamata così perché proprio al suo interno si svolgevano le riunioni degli Indipendentisti).

Houses with style! These old houses are traditional from Trujillo, the motherland of the Marinera. #JanuaryIsMarinera // ¡Casonas… | Trujillo peru, Peru tours, Peru

Tra le strutture religiose dell’epoca da visitare la Cattedrale costruita nel XVII, la Chiesa della Merced. Trujillo è anche conosciuta come la città dell’eterna primavera grazie al suo clima temperato.Rientro in hotel, cena e pernottamento.

4° Giorno : Trujillo – Chiclayo

Dopo la prima colazione, partenza per la visita del sitio di Chan Chan, antica capitale del Regno Chimù, situata vicina al mare.

Chan Chan, la più grande città di mattoni adobe d'America

Perù, le più antiche statue di Chan Chan

Qui potrete ammirare 2 siti archeologici importantissimi, la Huaca del Sol (una delle meraviglie del mondo) e la Huaca della Luna: la piramide del Sole è una delle costruzioni più importanti del Perù: misura 24 metri in altezza. Sulla piramide della Luna si trovano dei superbi bassorilievi policromi, scoperti di recente.

             Tour della cultura moche da Trujillo - Civitatis.com

I Chimù rivestivano i loro templi d’oro e nei giardini dei loro palazzi persino le piante e gli animali erano fatti di metallo prezioso; le mura della città erano dipinte  a colori sgargianti, davvero unici e bellissimi da ammirare.

Pranzo e partenza da Trujillo a Chiclayo, in  direzione della Valle di Chicama. Visita lungo il tragitto del complesso archeologico “El Brujo”, considerato un centro molto importante per le sue grande mura con bassorilievi raffiguranti guerrieri in atteggiamento di danza. Il complesso archeologico si trova a circa 60 km dalla città di Trujillo sulla riva destra del fiume Chicama, di fronte all’Oceano Pacifico, nel distretto di Magdalena de Cao. Dopo aver attraversato verdi campi di canna da zucchero arriverete nella zona nella quale sorge la Piramide del Brujo, uno dei più importanti centri religiosi e politici della Cultura Moche, sviluppatasi tra il 100 e il 750 d.c., il complesso archeologico El Brujo è formato dalla Piramide di Cao Viejo e Huaca Cortada, conosciuta con il nome di El Brujo.

Patrimonio arqueológico del Perú: La importancia de El Brujo en la historia

All’interno potrete ammirare spettacolari fregi che rappresentano scene di guerrieri nudi che vengono accompagnati a quello che sembra un sacrificio religioso. Nella parte superiore di questo stesso luogo sono visibili sanguinose scene di bambini sacrificati e alcuni rappresentanti della casta sacerdotale dell’elite moche.

El Brujo and Lady Cao, Trujillo | Dos Manos

Poco dopo passerete al settore funerario del Cao, nel quale sono state fatte le maggiori scoperte degli ultimi tempi. Si tratta del ritrovamento della mummia di una nobile moche che abitò queste piramidi 1700 anni fa, oggi chiamata comunemente la Signora di Cao.

La Signora di Cao mostra il suo volto dopo 1.700 anni | Euronews

Ecco come dovevano apparire i lineamenti del suo volto, quando la Signora di Cao ancora regnava sulle tribù della civiltà Moche. Sono passati circa 1.700 anni da quando il suo corpo fu sepolto nel Nord del Perù e oggi risorge grazie agli strumenti che la tecnologia 3D mette a disposizione dell’archeologia. I resti della Signora di Cao sono stati rinvenuti nel 2005. La civiltà Moche non praticava la mummificazione ma le particolari condizioni della sepoltura hanno permesso una eccezionale conservazione dei tessuti.

I resti mummificati della donna, che si pensa avesse un’età approssimativa di 25 anni, furono ritrovati coperti d’oro,

Señora de Cao: la mujer más poderosa de Perú que estuvo oculta en una tumba  1.700 años

La Senora de Cao è un’affascinante donna da vedere a tutti i costi durante un viaggio in Perù: ha 1.700 anni. Considerata una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni, la Senora de Cao è una straordinaria testimonianza della storia millenaria del Perù.

Si tratta di una mummia di donna risalente alla cultura Moche, il cui ritrovamento è avvenuto nel 2005 all’interno del complesso archeologico di El Brujo, a 45 chilometri da Trujillo.Una delle tante particolarità della Senora de Cao è il suo pressoché perfetto stato di conservazione che la rende di fatto uno dei più importanti ritrovanti di tutto il Sud America.

Secondo le ricostruzioni la donna rappresentava un’importante autorità all’interno dell’organizzazione sociale dell’epoca. Questa ipotesi su alcuni segni presenti sul corpo, come i tatuaggi sulle caviglie, sui piedi e sulle braccia, raffiguranti serpenti e ragni, che secondo le credenze locali, rappresentavano la fertilità della terra e segnalavano capacità divinatorie e sciamaniche.

Che cosa ci rivelano queste mummie coperte da tatuaggi sul mondo antico? | National Geographic
Le datazioni indicano che La Senora de Cao aveva un’età compresa tra i 20 e i 30 anni al momento della morte, probabilmente avvenuta a causa di complicazioni legate al parto.

La donna era avvolta da numerosi strati di tessuto ed era circondata da numerosi gioielli in oro, argento, lapislazzuli, quarzi e turchese.E’ possibile ancora oggi poter ammirare i tatuaggi che coprivano il corpo,un emozione unica.

Al termine del tour proseguimento in direzione di Chiclayo, non prima di effettuare una breve sosta nel paese di Magdalena de Cao per vedere l’artigianato locale e provare la “chicha di jora”, una bevanda tradizionale di questa regione. Arrivo a Chiclayo  e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

5° Giorno : Chiclayo – Lima

Prima colazione. Visita alla Piramide di Túcume, con la sua piattaforma che si appoggia sul Cerro Purgatorio sostenendo templi, case e luoghi di culto come il tempio della Piedra Sagrada.

Si continua con la visita della tomba dove è stato trovato il Signore di Sipan.

A 27 anni dalla scoperta del Señor de Sipán, il più importante ritrovamento  degli ultimi 30 anni in Perù, incontro a Roma e Milano con il suo  scopritore, Walter Alva | archeologiavocidalpassato

Culla della civiltà preincaica che produsse splendide oreficerie oggi esposte nel museo; la tomba è stata riportata alla luce nel 1987. La sua scoperta è paragonabile a quella di Tutankamon in Egitto (anzi questa può essere considerata  più importante in quanto è l’unica, in tutto il sud America,  ad essere stata trovata intatta con tutti i suoi gioielli). Pranzo.A seguire visita del Museo Tumbas Reales, realizzato con tutte le tecniche di museografia all’avanguardia – museo tra i più interessanti del Perù.

Escursione al museo delle Tombe Reali di Sipán da Chiclayo

I pezzi più importanti del Museo sono i resti mummificati del famoso Signore di Sipan.

Escursione al museo delle Tombe Reali di Sipán da Chiclayo

Una profusione unica di ornamenti in oro e in argento, ceramiche…pezzi inestimabili che ci spiegano i costumi e il modo di vita degli antichi indios. La scoperta della tomba del Signore di Sipan è da considerarsi al pari della scoperta della tomba di Tutankhamon, anzi di certo ha un importanza superiore, in quanto è l’unica tomba di epoca precolombiana scoperta intatta in Sud America.

O dono do pedaço | Viagem e Turismo

In Perù, nel 1987 fu fatta una scoperta archeologica sorprendente; a Huaca Rajada, nei pressi di Sipan furono ritrovate delle mummie Moche e artefatti usati per la tumulazione. Forse è stato il destino o pura fortuna, ma di fatto la tomba principale nascondeva i resti del Signore di Sipán, come fu giustamente chiamato. Il Signore di Sipán è stato ritrovato intatto e miracolosamente non scoperto dai ladri, dando quindi informazioni utili sulla cultura Moche.
Huaca Rajada fu costruita come monumento dell’era Moche ed era composta da due piccole piramidi adobe e una piattaforma bassa. La piramide più antica è stata costruita prima del 300 a.C. e la seconda nel 700 a.C. circa.

Treinta años del hallazgo de la tumba del Señor de Sipán, un hito en la arqueología de Perú
Nella zona sono stati ritrovati diversi scheletri ma il Signore di Sipán è sicuramente il più importante. Si pensa che fosse alto 1 metro e 63 centimetri e che, al momento della sua morte, avesse fra i 35 e i 45 anni di età. Era adornato da magnifiche insegne reali. Fu seppellito con gioielli elaborati e addobbi come un ornamento del capo, una maschera per il volto e un pettorale con la testa di un uomo e il corpo di una piovra.

Museo Tumbas Reales de Sipán: conoce las claves para disfrutar de una inolvidable visita | Noticias | Agencia Peruana de Noticias Andina

Portava due collane composte da maní (noccioline) in oro e argento per raffigurare la terra dove vanno coloro che passano all’aldilà. Gli ornamenti erano in oro, argento, rame e adornati da numerose pietre semipreziose.
Assieme al Signore di Sipán erano seppellite altre sei persone: tre donne in abiti da cerimonia (si pensa fossero mogli o concubine), due uomini con i piedi amputati (forse dei guerrieri) e un cane. Sono anche stati ritrovati 451 oggetti per cerimonie e offerte agli Dei.

Partenza alla  volta dell’aeroporto e volo per Lima. Cena e pernottamento in hotel.

6° Giorno : Lima – Paracas

MUSEO ORO DEL PERU: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2024) - Tripadvisor

Prima colazione e a seguire visita al Museo dell’Oro del Perù che presenta la collezione privata della famiglia Mujica Gallo, contiene pezzi d’oro preispanici, principalmente della cultur Chimú-Lambayeque (secoli XI-XV) e possiede mille pezzi, come: collane, braccialetti, ari, orecchini, figure antropomorfiche e zoomorfiche, maschere funebri, bicchieri cerimoniali, cetri reali, tumis o coltelli cerimoniali, narigueras e molto altro che testimonia lo sviluppo della gioielleria nell’antico Perú. Inoltre possiamo trovare una collezione di armi e divise militari del mondo intero.

MUSEO ORO DEL PERU: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2024) - Tripadvisor

Visita del museo Larco Herrera che ospita una grande collezione d’oro, argento e ceramiche del periodo precolombiano

Pranzo in ristorante.

Successivamente partenza in bus privato direzione Paracas. Cena e pernottamento in hotel.

7° Giorno : Paracas (Ballestas) –  Ica (Museo) – Nazca (Museo)

Dopo la prima colazione, visita delle isole Ballestas.

Guida alle Isole Ballestas: gli Animali e il Candelabro

Partenza in barca per l’escursione alle isole Ballestas. (ESCURSIONE SOGGETTA ALLE CONDIZIONI CLIMATICHE) che si trovano all’interno della Riserva Naturale di Paracas. Queste isole sono popolate da uccelli marini, leoni di mare, pinguini di Humboldt e albatros. Riserva Naturale, patria di immense colonie di gabbiani, cormorani, pellicani e di esemplari della fauna antartica, come foche e leoni marini.

Nazca Lines Of Peru: More Complex Than You May Think... - Hidden Inca Tours | Nazca lines, Nazca, World heritage sites

Durante la navigazione che porta alle isole si potrà ammirare il grande ‘Candeliere delle Ande’ misteriosa figura incisa sul fianco della collina desertica. Si narra che anch’esso sia stato disegnato dalle stesse mani che incisero le linee di Nazca.

Attraversando la Riserva, vedrete ripide falesie rocciose, dune di sabbia color ocra che si stagliano contro il blu cobalto; varietà di uccelli  che non ha eguali in tutto il continente sudamericano, ad eccezione delle Isole Galagapos.

Dopo pranzo veloce si prosegue per Ica. Visita del museo archeologico di Ica. La collezione del museo è prevalentemente di carattere archeologico preispanico.  Sono presenti ceramiche e alcuni reperti tessili di una certa importanza. In un sala si potranno ammirare anche pezzi coloniali della storia regionale. Nel museo si travano inoltre alcune mummie ben conservate.

Breve visita all’oasi della Huacachina. Si prosegue per Nazca. Visita al Museo Antonini dove assisteremo ad una conferenza con video e proiezioni sulle linee Nasca. Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

MyBestPlace - Huacachina, l'incantevole oasi nel deserto del Perù

8° Giorno : Nazca – Arequipa

Prima colazione. Mattinata a disposizione. Nazca suscita da  sempre la meraviglia del mondo intero per i geroglifici, le immense e misteriose linee tracciate nella pampas desertica, che per le loro dimensione possono essere osservate solo dall’alto.

Trip to Nazca and flying over the mysterious Nazca lines

Se le condizioni del clima lo consentono, si farà il volo sulla linee di Nasca (volo facoltativo, il mezzo migliore per ammirare dall’alto “il più grande libro di astronomia del mondo” –

Lineas de Nazca - Foto di Ica, Ica Region - Tripadvisor

ESCURSIONE SOGGETTA ALLE CONDIZIONI CLIMATICHE).

Scoperte 168 nuove linee di Nazca in Perù: cosa sono i più famosi geoglifi del mondo

Si prosegue verso Arequipa. Durante il percorso, ci si lascia gradualmente alle spalle le distese del deserto costiero per salire, in un susseguirsi di paesaggi estremamente vari e suggestivi, lungo i primi contrafforti delle Ande.

Pranzo in ristorante locale durante il tragitto o box lunch, arrivo in tarda serata,cena e pernottamento in hotel.

Cosa fare ad Arequipa - Civitatis

9° Giorno : Arequipa

Convento di Santa Catalina ad Arequipa a Arequipa: 41 opinioni e 282 foto

Prima colazione e  visita della città  ricca di testimonianze coloniali. Si passeggia nel tranquillo quartiere di Chilina, con vista sulle antiche colture a terrazzamenti; il pittoresco e superbo quartiere di Yanahuara. Si continua la visita verso la Plaza de Armas circondata da belle arcate(la Plaza de Armas è una delle più belle del Perù). La Chiesa della Compagnia e i suoi chiostri, considerati l’espressione perfetta dell’architettura religiosa del XVII.

Arequipa Escursionismo: il MEGLIO del 2024 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

A seguire visita il celebre convento di Santa Catalina, unico al mondo, con le sue viuzze e piazze, tutte recanti nomi spagnoli. Questo complesso dove hanno vissuto le religiose spagnole per parecchi secoli, è stato aperto al pubblico nel 1970. E’ una vera e propria cittadella all’interno della città di Arequipa.

Santa Catalina Monastery, Arequipa Peru | The Monastery of S… | Flickr

Pranzo in ristorante. Visita del Museo Santuarios Andinos – Museo di Juanita, dove sono conservati i resti della famosa mummia Juanita  – tutti gli anni, dal 1 gennaio al 30 aprile la mummia è chiusa in una stanza oscura dove nessuno la può vedere, al fine di meglio preservarla. Da gennaio a maggio Juanita viene ‘rimpiazzata’ da Sarita, che è ugualmente una mummia proveniente dallo stesso vulcano (Ham’pato) -. La Mummia Juanita (spagnolo: Momia Juanita), è il corpo congelato di una ragazza inca ritrovata  nei pressi del vulcano Misti a quota 6.000 metri. Visse per circa 12-14 anni, morendo  tra il 1440 ed il 1450. Fu scoperta sul Monte Ampato (parte della cordigliera delle Ande), nel Perù meridionale nel 1995, dall’antropologo Johan Reinhard e dal collega peruviano Miguel Zarate.

Juanita, the Inca mummy that you can visit in Arequipa

Nota anche come Signora di Ampato e Ragazza congelata Juanita è rimasta incredibilmente ben conservata dopo 500 anni, il che la rende una delle più importanti scoperte recenti  (questa scoperta fu scelta dal TIME, nel 1995, come una delle migliori dieci scoperte al mondo). Quando fu originariamente pesata ad Arequipa, l’involucro che conteneva la mummia pesava oltre 40 chili. Tentando di portarla sulla cima dell’Ampato, Reinhard e Zarate capirono che il peso era probabilmente dovuto al congelamento della carne. La conservazione permise ricerche biologiche sui tessuti di polmoni, fegato e muscoli. Queste prove offrirono nuove informazioni sulla salute e la nutrizione degli Inca durante il regno del Sapa Inca Pachacútec. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno : Arequipa – Puno

Prima colazione. Partenza con bus privato per Puno. Durante il tragitto, visita delle famosissime Chullpas di Sillustani, torri circolari utilizzate come tombe dai nobili del periodo preincaico e incaico.

Giro alle Chullpas di Sillustani | GetYourGuide

Queste torri si innalzano a 4000 metri, in un paesaggio desertico e desolato, dominato dalle montagne che circondano la Laguna di Umayo.Pranzo e tempo libero a Puno.

                 Puno: la guida completa

Cena e pernottamento in hotel.

11° Giorno : Puno (Uros & Taquile)

Prima colazione. Partenza la mattina presto per l’escursione sul Lago Titicaca: la leggenda racconta che dalle acque del lago Titicaca sono emersi Mama Ocllo e Manco Capac per poi andare a fondare l’impero degli Inca.

Gli Uros,le isole galleggianti, il lago Titicaca: informazioni e cose da sapere

L’escursione continua alla volta delle isole flottanti degli Uros: qui le tradizioni del passato sono ancora molto forti.

Lago di Titicaca: meraviglia naturale tra Perù e Bolivia | C-Magazine

Si passa poi all’isola di Taquile: dall’alto dell’isola lo spettacolo del Lago Titicaca è meraviglioso, le montagne e il lago Titicaca che si incontrano! Scoperta e incontro con gli abitanti dell’isola, eccellenti tessitori. Pranzo in ristorante della comunità a Taquile.

Discover the textile art of Taquile, Intangible Heritage of Humanity

Tempo a disposizione sull’isola e rientro a Puno. Cena e pernottamento in hotel.

12° Giorno : Puno – Cusco (Bus)

Prima colazione. Partenza in bus privato per Cuzco (circa 7 ore di tragitto). La bellezza del paesaggio è unica, passando dall’altopiano alle Ande e attraversando numerosi villaggi caratteristici.

Abra La Raya Pass - What To Know BEFORE You Go | Viator

Il passaggio più elevato si trova a La Raya (4000 metri di altitudine) che segna il limite tra la zona andina e quella dell’altopiano.

KT PERU MAGICO (CUSCO-VALLE SAGRADO-MACHUPICCHU- PUNO- UROS TAQUILE) TOUR.

Visita durante il percorso a Pucara, Raqchi ed Andahuaylillas.

Route of the Sun: Andahuaylillas, Raqchi, La Raya, and Pucara.

Pranzo in ristorante locale lungo il tragitto.Arrivo in serata a Cuzco, il cui nome in lingua quechua significa ‘l’ombelico del mondo’. Trasferimento e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

13° Giorno: Cuzco – Pisac Mercato e Rovine – Ollantaytambo – Valle Sacra

Prima colazione.

Pisac: Storia, Cultura e Mercati Colorati

Partenza verso Urubamba e visita al Mercato di Pisaq: alla scoperta dei bellissimi ponchos, maglioni e coperte in lana di alpaca, gli abitanti si recano al mercato indossando i loro abiti tradizionali come sempre coloratissimi.

Urubamba, Perú: guida ai luoghi da visitare - Lonely Planet

Visita alle rovine di Pisaq. Questi resti situati a 8 Km dal paese fanno parte di una cittá Inca, con un panorama incredibile sul Valle di Urubamba, l’area archeologica é costituita da varie strutture: parte abitativa, necropoli, tempio del sole  centro cerimoniale.

Scoprire la storia degli Inca visitando le più belle rovine del Perù | Evaneos

Dalle rovine è anche possibile ammirare le Ande.Pranzo in ristorante locale e si prosegue verso Ollantaytambo e visita dell’imponente fortezza che proteggeva l’entrata alla Valle Sacra.

Ollantaytambo: History, Location and More | Peru Choquequirao Trek

Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

14° Giorno : Valle – Chinchero – Maras – Moray – Aguas Calientes

Prima colazione. Partenza per Chinchero per visitare il mercato della domenica. A differenza di Pisac, la cittadina di  Chinchero la domenica ospita un mercato ancora autentico.

Chinchero Valle Sacra: 4 Motivi per una Visita Indimenticabile

Qui ancora si pratica il baratto, stenterete a crederci ma ancora è cosi!! Resterete colpiti dalla cura con cui le donne, giunte al mercato, scelgono gli alimenti da barattare con  i loro prodotti della terra.

Chinchero, Cusco-Valle Sacra: cosa vedere, cosa fare, informazioni

Inoltre da Chinchero si gode di una vista spettacolare sulle montagne della Valle Sacra. Si prosegue per visitare le saline di Maras, tra le più importanti del Perù: lo sfruttamento di queste saline iniziò prima dell’arrivo degli Incas. Il contrasto tra il bianco del sale, il marrone delle montagne e l’azzurro del cielo, crea un ambiente spettacolare.

Saline di Maras, Perù: informazioni e consigli per visitarle

 

Si prosegue verso Moray per ammirare il sistema di terrazzamenti incaici e l’anfiteatro.

Sito archeologico di Moray a Maras: Tour e Visite Guidate | Expedia.it

Pranzo in ristorante locale. Trasferimento alla stazione di treno d’Ollantaytambo e partenza per Aguas Calientes.

Treno per Ollantaytambo da Aguas Calientes - Civitatis.com

Il percorso si snoda lungo la Valle Sacra degli Incas per poi fare ingresso nell’ambiente selvaggio dell’alta valle dell’Urubamba tra gole spettacolari rivestite di vegetazione. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel

15° Giorno : Aguas Calientes – Machu Picchu – Cusco

I segreti di Machu Picchu, la città perduta del perù - Focus.it

Prima colazione. Salita in minibus fino a 2300 metri di altitudine dove si trova la cittadella Inca. Visita all’impressionante sito archeologico. Le rovine maestose di Machu Picchu, ‘la città perduta’, a  112 km da Cuzco e scoperta nel 1911 dall’antropologo americano Hiram Bingham. Il sito archeologico si trova sulla cima del Machu Picchu (montagna vecchia) e ai piedi del  Huayana Picchu (montagna giovane), circondato dai fiumi Urubamba e Vilcanota.

Machu Picchu: quando andare, come andare, come visitare, consigli

Pranzo veloce. Rientro in treno fino la stazione d’Ollantaytambo e continuazione con bus privato per Cusco. Arrivo e trasferimento in hotel per la cena in ristorante locale con spettacolo folcloristico. Pernottamento.

16° Giorno : Cuzco – Lima

Prima colazione.

Cusco in Perù, l'antica capitale dell'impero Inca | C-Magazine

Inizio della visita di Cuzco: la Plaza de Armas, dove secondo la leggenda si conficcò il bastone d’oro dell’Inca Manco Capac, indicandogli il luogo esatto dove fondare la città che sarebbe diventata la capitale dell’Impero; la cattedrale del XVII e Koricancha, celebre tempio dei templi.

City trip to the Cusco: Culture and nature in the Andes - green tips

Successivamente visita delle rovine: l’anfiteatro di Kenko, tempio religioso di forma complessa, Puka Pukara – la fortezza rossa – costruita dagli Inca e composta da scalinate e terrazzamenti. Tambomachay chiamato anche “bagno dell’Inca” con le sue acque. Sacsayhuaman, la ciclopica fortezza che difendeva Cuzco.

Tambomachay: interesting facts

Sacsayhuaman: The stones of the religious Inca empire

Pranzo.Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e volo diretto a Lima, arrivo cena e pernottamento.

17° Giorno : Lima – Roma

Colazione in hotel e trasferimento in aeroporto per le operazioni di imbarco. Intrattenimenti e pasti a bordo.

18° Giorno : Arrivo a Roma

Arrivo e fine dei servizi.

LA QUOTA COMPRENDE

  • Volo internazionale Roma/Lima/Roma, via Madrid in classe economica – franchigia bagaglio 23 kg
  • 3 voli interni: Cuzco/Lima – Lima/Trujillo e Chiclayo/Lima da euro 300,00 (tariffa soggetta a riconferma sino all’emissione dei biglietti) – franchigia bagaglio 20 kg
  • Pernottamento in hotels 4**** e  3***
  • Pensione completa
  • Biglietti d’ingresso a musei, siti archeologici e luoghi di interesse menzionati nell’itinerario
  • Trasferimenti privati
  • Escursioni private con guide parlanti italiano
  • Trasporto privato e guida per Lima/Paracas/Nazca/Arequipa
  • Trasposto privato e guida per Arequipa/Puno
  • Trasporto privato e guida per Puno/Cusco
  • Trasporto privato e guida per  Trujillo/Chiclayo
  • Escursione alle Isole Ballestas con guida privata
  • Escursione al Lago Titicaca con guida privata
  • Treno da/per Machu Picchu sul treno Expedition
  • Biglietti autobus, servizio di linea, da/per Machu Picchu
  • Assicurazione medico bagaglio
  • Assicurazione annullamento
  • Kit da viaggio

LA QUOTA NON COMPRENDE

  • Tasse aereoportuali  voli internazionali  pari a euro 560,00 (importo soggetto a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Tasse voli interni 140,00
  • Bevande durante pranzi e cene
  • Mance per guida, autista, camerieri e facchini
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non espressamente indicato nella “quota comprende”

Sorvolo facoltativo sulle Linee di Nazca al costo di euro 130,00 a persona (tariffa soggetta a riconferma fino al momento dell’emissione del biglietto – non è inclusa la tassa aeroportuale).

Si consiglia di prenotarlo per tempo onde avere certezza di trovare posto.

Altezze massime raggiunte durante il tour!!Noterete che il programma è studiato in modo da salire piano piano e dare tempo al nostro fisico di acclimatarsi!!Chi soffre di pressione  alta non ha nessun problema a fare questo tour!!I cardiopatici è preferibile che abbiano un consulto dal proprio medico!!In ogni caso se pensate di avere dei problemi con l’altitudine, consultate prima il vostro medico di fiducia.

LIMA: Costa centro ovest dal Perú 154 m.s.n.m.

TRUJILLO : Costa nord dal Perú 34 m.s.n.m.

CHICLAYO: Costa nord dal Perú 29 m.s.n.m.

AREQUIPA: Sud dal Perú 2335 m.s.n.m.

PUNO: 3918.26 m.s.n.m.

CUSCO: 3399 m.s.n.m

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario



GIAPPONE – LE ANTICHE TRADIZIONI DEL SOL LEVANTE – FOLIAGE

Giappone-Foliage

Durante questo periodo avrete la fortuna di ammirare il famoso foliage giapponese,descritto da molti,anche da chi ha visto la fioritura dei cieligi,come più emozionante e intenso e bello della primavera.

Poche terre al Mondo riescono a coniugare la frenesia della vita moderna con il rispetto della propria cultura millenaria.
Questo magico connubio permea interamente la società giapponese, al passo coi tempi come poche altre ma la cui antica storia è ancora visibile in ogni angolo delle tante isole che compongono questa straordinaria nazione.
In questo emozionante viaggio scoprirete i segreti del Giappone feudale, esplorerete templi e castelli, vi immergerete negli antichi mercati tradizionali ma anche nei grandi distretti dello shopping di Tokyo. Percorrerete le antiche vie un tempo battute dai Samurai, attraverso villaggi e stazioni di posta, e salirete sui treni più veloci del mondo.
Il Sol Levante vi aspetta, pronto ad accogliervi tra i suoi monti e le sue valli, che ancora al giorno d’oggi custodiscono i tanti segreti della propria straordinaria storia.

Il Giappone è un vortice di splendide attrattive culturali e bellezze naturali da togliere il fiato.

Potrete girovagare fra gli antichi giardini zen di Kyoto,”perdervi” nella giungla al neon di Tokyo, provare un sushi da leccarvi i baffi a Osaka innaffiandolo con il migliore saké, dormire in un monastero buddista, emozionarvi scorgendo il profilo maestoso del Monte Fiji e nel visitare i villaggi autentici del Giappone rurale e dei samurai.

Sarà un’incredibile viaggio nel tempo fra scenari contrastanti dell’antico e moderno Paese del Sol Levante.

 

                                                                                                              Quanti monti, quanti fiumi

                                                                                                             dovrò traversare ancora

                                                                                                           prima di giungere alla terra

                                                                                                             ove finisce la solitudine ?

                                                                                                                 Oggi, come sempre,

                                                                                                                   sono in cammino

1° Giorno: ROMA o altre città – TOKYO

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni di imbarco.Volo con scalo, diretto a Tokyo.

Pasti e pernottamento a bordo.

Autumn In Tokyo, Japan - Blain Harasymiw Photography

2°Giorno: TOKYO

Arrivo a Tokyo. Incontro con la guida in lingua italiana e trasferimento in hotel  cena libera e pernottamento.

3°Giorno: TOKYO

Prima colazione in hotel.

La“scoperta”della tentacolare capitale nipponica ,prosegue con  una passeggiata nei famosi quartieri di Ginza e Ueno, centri della moda e dello shopping. Ginza è la risposta della capitale giapponese alla Fifth Avenue (la Quinta Strada) newyorchese. Intorno al 1870, questa fu una delle prime aree di Tokyo a trasformarsi secondo nuovi concetti urbanistici, per esempio con la costruzione di numerosi (per l’epoca) edifici in mattoni in stile occidentale.

Chris Dodsley @mbCD: Exploring Japan - Tokyo's Ginza, Okachimachi and Ueno

Oggi altri quartieri dello shopping si sono imposti per la loro opulenza, esuberanza e popolarità, ma Ginza continua a distinguersi per il suo aspetto sofisticato. E’ dunque un luogo fantastico in cui andare per vetrine e curiosare tra una galleria d’arte e l’altra. Ueno invece è una delle ultime roccaforti di Tokyo permeata dall’atmosfera dell’antica Shitamachi. Ameyoko, la sua zona commerciale all’aperto è vivace e frizzante e, ancora oggi, un luogo attivo e affollato.

12 best things to do in Tokyo this autumn

 In seguito, si arriva al Santuario Meiji, il più grande santuario shintoista della Capitale.

Vacanze in Giappone da Milano con Multimedia Travel

Si prosegue poi passeggiando sul viale dell’Omotesando, ritenuta una delle più importanti strade del mondo, autentica “vetrina architettonica” con una moltitudine di negozio d’alta moda, progettati da architetti di fama internazionale.

Omotesando – The World's Best Outdoor Modern Architecture Museum - Design Made in Japan

Pranzo libero e  mini crociera in battello lungo il fiume Sumida.

Nel pomeriggio sosta nella Piazza del Palazzo Imperiale: interamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, è un palazzo architettonicamente molto semplice e sorge al centro di un vastissimo spazio verde occupato dai giardini, in gran parte chiusi al pubblico.

Chasing colours: Autumn leaves on a budget | Blog | Travel Japan (Japan National Tourism Organization)

Si visita quindi il tempio più importante della città: il Tempio Senso-ji, dedicato alla dea Kannon, incarnazione femminile del Buddha: costruito nel 628 per onorare una statua d’oro miracolosamente finita, secondo la leggenda, nelle reti di tre pescatori.

       asakusa sensoji temple stock photos - OFFSET

E’ tuttora uno dei luoghi più visitati della Capitale. Cena libera e pernottamento in hotel.

4°GIORNO: TOKYO – NIKKO – TOKYO

Dopo la prima colazione, partenza per l’escursione con pranzo incluso alla città di Nikko, famosa per i suoi santuari dorati e templi di squisita fattura, in una vegetazione lussureggiante. La visita, con guida parlante italiano, include : il grandioso santuario Tosho-gu, il Lago Chuzenji e la cascata Kegon-no-Taki (97 m).

Nikko, Giappone: la guida completa su cosa vedere di Watabi.it

Il muschio secolare che ricopre che ricopre i muri, le file di lanterne di pietra perfettamente allineate, le porte rosse scintillanti e gli alti alberi di criptomeria: questo è soltanto uno dei sentieri di Nikko, una città-santuario che custodisce la gloria dell’epoca Edo (1600-1868). La storia di Nikko come centro religioso ebbe inizio verso la metà dell’VIII secolo.

Pranzo in ristorante.

From Shinagawa / Shinjuku | Nikko Toshogu Shrine + Kegon Falls + Lake Chuzenji 1-day bus tour | Nikko specialty lunch included - KKday

In quel tempo il monaco buddhista Shodo Shonin (735-817) vi fondò un eremo, che divenne un famoso centro di formazione per i monaci buddhisti, ma poi cadde nell’oblio. Nikko divenne poi famosa quando, nel 1617, lo shogun Tokugawa Iemitsu scelse la città come luogo per commemorare suo nonno Ieyasu, facendo erigere uno dei templi più decorati di tutto il paese.

Ponte Shinkyo a Nikko (Giappone) - ePuzzle foto puzzle

Il Tosho-gu fu costruito a partire dal 1636 e consta di una pagoda a 5 piani con un’altezza di 32 metri, per la quale vennero utilizzate le più raffinate tecniche di decorazione dell’epoca: dorature, tetti costruiti secondo l’architettura cinese, colonne e balconi arricchiti da motivi complicati. Si tratta di un vero e proprio capolavoro di arte ”barocca” giapponese, nonché dell’attrazione principale della città. Dopo questa visita si prosegue per il Lago Chuzenij e la cascata Kegon-no-Taki che, con i suoi 97 metri di salto, è famosa per essere il luogo di suicidio preferito dagli amanti contrastati o traditi.

Special overnight trains are running from Tokyo to Nikko this autumn

Planning a Japan Fall 2023 Trip? Here's What to Know

Rientro a Tokyo Tra i monumenti e luoghi più significativi vedremo : la Tokyo Tower, ispirata alla Tour Eiffel parigina (che supera in altezza di 9 metri) è una torre di 330 m dall’aspetto retrò che regala una veduta a 360° della città;biglietto salita alla torre ,incluso.Cena libera e pernottamento.

5° Giorno: TOKYO – KYOTO – ARASHIYAMA – KYOTO

Prima colazione in hotel.Partenza con il treno Shinkansen per Kyoto.I bagagli saranno spediti in hotel a Kyoto in giornata ( 1 bagaglio a persona).

Bullet Train | Shinkansen | Japan Deluxe Tours

15 Best Places to See Autumn Leaves in Japan 2023 - Klook Travel Blog

All’arrivo si prosegue poi, sempre in treno, per visitare la foresta di Bambù di Arashiyama e Sagano, dove si può passeggiare tra infinite file di imponenti bambù in un’esperienza descritta dai visitatori come “ultraterrena ed onirica”: le canne di bambù, poco distanti tra di loro e alte fino a 10 metri, la luce soffusa che filtra tra le piccole fessure della foresta ed il fruscio del vento che ondeggia tra le foglie ed i fusti, sono un’esperienza veramente indimenticabile, un momento di vero zen.

Cinque itinerari alla scoperta della foresta di bambù di Kyoto in Giappone, nota in tutto il mondo - JAPAN AIRLINES (JAL)

Successivamente visiteremo il Tempio Tenryu-ji, considerato il principale tempio della scuola Zen Rinzai del buddhismo giapponese;

Tenryu-ji Temple - A Breathtakingly Beautiful Zen Garden

gli edifici del Tenryuji, furono distrutti ripetutamente in incendi e guerre nel corso dei secoli, e la maggior parte delle sale attuali, tra cui la sala principale (Hojo), la sala da disegno (Shoin) e la cucina del tempio (Kuri) con la sua caratteristica piccola torre, risalgono al relativamente recente periodo Meiji.

Tenryuji Temple | ZEKKEI Japan

Il giardino di Tenryuji è sopravvissuto ai secoli nella sua forma originale, e presenta uno stagno centrale circondato da rocce, alberi di pino e le montagne boscose di Arashiyama.
Pranzo libero. Rientro a Kyoto nel pomeriggio e cena in “Izakaya”,tipico pub giapponese.

KINKA IZAKAYA CANADA Menu | View Our Tapas-Style Izakaya Menus

6° Giorno: KYOTO

Prima colazione in hotel.

Japan Autumn Quiz - Japanko Official - Test Your Knowledge!
Le visite di Kyoto iniziano dal lato nord della città dove è situato uno dei monumenti più preziosi e famosi del Giappone: il Kinkaku-ji (o Padiglione d’Oro), dal tetto decorato d’oro fino. Costruito nel 1394, fu la residenza dello shogun Yoshimitsu Ashikaga prima di diventare un tempio buddhista: venerato per secoli, fu parzialmente distrutto da un incendio nel luglio del 1950, quando un giovane monaco decise di appiccargli il fuoco. Ricostruito assolutamente identico 5 anni più tardi, ha riaperto le porte solo nel 1987. Bellissima la casa da the che si trova in fondo al giardino, costruita nel XVII secolo dall’imperatore Gomizuno-o.

Free Photo | The golden pavilion. kinkakuji temple in autumn, kyoto in japan .

Si visiterà quindi il Castello Nijo, impressionante edificio del 1603 costruito per lo shogun Yeyasu Tokugawa, abitato da numerosi suoi successori fino all’abdicazione dell’ultimo di essi nel 1867. Classificato come monumento storico, è costituito da 5 edifici all’interno di un vasto parco, quasi tutti affrescati da maestri del XVI e XVII secolo. In una stanza, manichini di cera rappresentano una visita al signore dei luoghi, fornendo un quadro molto vivo delle usanze e dei costumi del Giappone feudale.

Viaggio a Kyoto
Infine il Tempio Kiyomizu, dotato di una bellissima terrazza su palafitte che offre una superba veduta sull’intera Kyoto. Costruito nel 798 per onorare la dea Kannon nella sua incarnazione a 11 teste, venne ricostruito nel 1633; molto bella la Torre della Campana, quest’ultima fusa nel 1478.

Gion: l'incantevole quartiere delle geishe di Kyoto: dove la tradizione incontra il fascino moderno | La La Love NIPPON

Questa intensa giornata di visite termina con una passeggiata nel distretto di Higashiyama, uno dei quartieri storici meglio conservati della città, e nel quartiere di Gion, celebre in tutto il mondo per i suoi locali e case da tè dove è possibile assistere ad autentici spettacolo di intrattenimento delle Geisha. Cena  libera  e pernottamento in hotel.

7° Giorno: KYOTO – NARA – KYOTO

Dopo la prima colazione, partenza in pullman per Nara, una piccola città la cui atmosfera tranquilla sembra creata ad arte per non disturbare il lungo riposo dei suoi più illustri antenati. Se da un lato la grandezza di Kyoto emerge da un passato relativamente recente, dall’altro Nara e i suoi dintorni custodiscono edifici talmente antichi che il fatto stesso che esistano ancora è sorprendente.

Stunning Temples, Maple Leaves and Deer: Nara 1-Day Autumn Itinerary

L’imperatrice Gemmei fondò la città di Heijo (così si chiamava Nara all’epoca) nel 710 d.C. con l’intenzione che fosse capitale permanente. Fu edificata solo 2 km a ovest della moderna Nara seguendo il modello di Chang’an, grandiosa città cinese della dinastia T’ang, centro cosmopolita della Via della Seta e metropoli più all’avanguardia del mondo antico. Nara, profondamente influenzata da Chang’an dal punto di vista culturale, era la“finestra”del Giappone sul mondo. Oggi Nara è un grosso borgo provinciale, impreziosito dalle testimonianze dell’epoca d’oro e da un immenso parco, al cui interno si trovano i templi principali. Il più famoso, Todai-ji, è la maggiore realizzazione artistica della cultura di Nara ed è uno dei principali templi della scuola buddhista esoterica Hosso ed il più importante di tutto il Giappone. Fu fondato nel 669 dalla moglie di Fujiwara Kamatari, un antenato della famiglia che governò a Kyoto durante il periodo Heian; occorsero più di 20 anni e 2 milioni circa di operai, artigiani ed artisti per completarlo. Ospita una gigantesca statua bronzea di Buddha di 16 m di altezza. Si visita poi il Parco dei Cervi: questi animali, considerati messaggeri divini secondo la dottrina shintoista, vagano liberi da secoli a Nara, sono circa 1500 esemplari perfettamente abituati alla presenza degli umani che offrono loro del cibo preparato appositamente e in vendita in numerose bancarelle locali.

Pranzo in ristorante.

Mangpink on Twitter: "Nara park in Autumn season #autumn #japan #japan2019 #kyoto #November #travel #travelphotography https://t.co/zP7xasaMK1" / Twitter

Visita poi al santuario Fushimi Inari, che offre la suggestiva possibilità di passeggiare tra i sentieri che scorrono sotto centinaia di portali sacri, conosciuti come “Torii”, cancelli rossi del santuario tutti donati dai fedeli.

Fushimi Inari Omamori

Rientro in hotel a Kyoto, cena libera e pernottamento.

8° Giorno: KYOTO – KANAZAWA

Dopo la prima colazione in hotel , si parte in treno per la città di Kanazawa, che significa”Palude dorata”: una definizione che ne rispecchia pienamente la storia.(I bagagli saranno spediti in hotel ad Osaka,pertanto è necessario preparare un bagaglio  a mano per 2 notti).

Kanazawa, geishe, samurai, giardini, pesci e l'anima antica del Giappone

Durante il XV secolo, Kanazawa era sotto il controllo di un governo buddhista autonomo, che venne soppiantato nel 1583 da Maeda Toshiie, capo del potente clan Maeda, al servizio dello shogun. Ebbe così inizio un periodo fulgido. L’enorme ricchezza accumulata, nell’antico feudo di Kaga, in tre secoli di abbondante produzione di riso consentì ai Maeda di patrocinare significative imprese artistiche, lasciando un’eredità che si è trasmessa intatta fino ai giorni nostri: oggi Kanazawa è uno dei maggiori centri di cultura del Paese. Durante la seconda guerra mondiale l’assenza di obiettivi militari risparmiò la città dalla distruzione e i siti storici e culturali non subirono danni, anche se oggi Kanazawa si presenta come un luogo indubbiamente moderno con funzionali (e talvolta assai fantasiosi) edifici contemporanei. La pianta urbanistica di Kanazawa è disomogenea e rispecchia il suo passato di città fortificata ma, del suo Castello distrutto da sette incendi è rimasta intatta soltanto l’elegante e suggestiva Ishigawa-mon, la Porta d’ingresso.
Visiteremo anche il Kenroku-en, uno stupendo giardino del periodo Edo considerato uno dei tre più importanti del Giappone.

Kanazawa Tours and Holidays | Wild Frontiers

Il nome del luogo ne dà al tempo stesso la descrizione: kenroku è la combinazione dei sei elementi ideali per la realizzazione di un giardino, cioè spazio, tranquillità, sacralità, scenario, disegno raffinato e frescura dei corsi d’acqua. Questo capolavoro paesaggistico include colline artificiali, laghetti e corsi d’acqua fiancheggiati da iris, e contiene 12.000 alberi di 150 varietà.

Higashi Chaya - Matteoingiappone
Si prosegue poi per il distretto di Higashi Chaya, sulle sponde del fiume Asano, un quartiere storico delle Geisha ancora splendidamente conservato.
Cena libera e pernottamento in hotel.

9° Giorno: KANAZAWA – SHIRAKAWAGO – TAKAYAMA

Prima colazione in hotel, partenza per la regione di Hida sino a raggiungere Shirakawago, uno splendido villaggio inserito dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità per aver conservato le sue case coloniche costruite secondo lo stile “gassho-zukuri”.

Shirakawago and Hida Takayama Autumn Trip - Tokyo Gaijins

Gli inverni nella regione Hida sono molto rigidi e gli abitanti hanno dovuto fronteggiare, da sempre, neve e freddo ben prima dell’invenzione del riscaldamento a propano e dei veicoli a quattro ruote motrici. A testimoniare l’adattabilità del popolo giapponese alla natura sono appunto gli edifici gassho-zukuri che ancora oggi punteggiano il paesaggio, costruiti con massicci tetti di paglia a doppio spiovente. Le due falde di copertura ad angolo acuto, con pendenza anche di 60°, hanno la funzione di prevenire l’accumulo di neve, una preoccupazione non da poco in un paese in cui tutte le strade di montagna chiudono per le abbondanti nevicate da dicembre ad aprile. Il nome gassho indica l’atto di congiungere le mani per pregare infatti la forma di questi tetti ricorda due mani giunte in preghiera. Gli edifici gassho sono in genere sostenuti da pilastri di cedro grezzo, per dare una maggiore stabilità alla struttura: Lo spazio nella zona più alta della casa era adibito all’allevamento dei bachi da seta.

Pranzo in ristorante.

Il viaggio prosegue poi fino a Takayama, principale cittadina della regione di Hida, famosa per le abitazioni dei mercanti, i templi e una solida tradizione artigianale. la cittadina di Takayama è una perla rara perché ha saputo preservare tutto il suo fascino tradizionale: i santuari costruiti sui fianchi delle colline, le antiche locande, i vecchi negozi e distillerie di sakè insieme allo stile di vita rilassato contribuiscono all’affascinante atmosfera di questa città, che dovrebbe essere una meta irrinunciabile di ogni itinerario di viaggio nello Honshu centrale.

Following In The Footsteps of Samurais - Takayama, Japan - Nerd Nomads

Esploreremo la città attraversando l’antica strada Kamisan No Machi e visiteremo il Takayama Matsuri Yatai Kaikan, museo dedicato al Festival d’Autunno di Takayama in cui sarà possibile ammirare alcuni degli splendidi carri allegorici protagonisti ogni anno dell’evento.

Takayama Old Town - Takayama Travel

La sera ci offre l’opportunità di un’esperienza unica: passare la notte in un autentico Ryokan giapponese con bagno termale, dove verrà offerta una cena tradizionale Kaiseki, ed in cui riposeremo su letti in futon adagiati sui pavimenti in “Tatami”.

Ryokan Sansui, Takayama con cancellazione gratuita, listino prezzi 2021 e recensioni

10° Giorno: TAKAYAMA – MAGOME – TSUMAGO – NAKATSUGAWA – OSAKA

Prima colazione in hotel.
Partenza con il bus insieme alla guida privata. Raggiunta l’antica stazione di posta Magome, ci si incamminerà per una lunga passeggiata sulla celebre Nakasendo, l’antica via che collegava Edo (Tokyo) con Kyoto.

Viaggio in Giappone | La Valle di Kiso | Superviaggi

Il percorso a piedi (circa 2 ore) attraversa la bellissima campagna giapponese, passando accanto a coltivazioni e case, con alcuni tratti in pendenza su per le colline; durante la passeggiata avrete modo di ammirare anche due splendide cascate, chiamate Otaki e Metaki (Uomo e Donna). Si arriverà così fino a Tsumago, un meraviglioso e remoto villaggio nella valle di Kiso in cui “il tempo si è fermato”. Da lì, si prosegue con il bus alla stazione di Nakatsugawa ed, una volta lì, si prenderà infine il treno per Osaka. Per chi non volesse partecipare alla camminata, è possibile restare tranquillamente sul bus e scendere a Nakatsugawa. Proseguimento per Osaka.

Nakasendo Trail | Regions | Oku Japan

Cena libera e pernottamento in hotel.

11° Giorno: OSAKA – HIMEJI – HIROSHIMA

Prima colazione in hotel, giornata da passare con guida privata.

Best fall foliage spots in Hyogo - fromJapan

Partenza in treno per Himeji, una città di media grandezza 55 km a ovest di Kobe. Fu quasi rasa al suolo dai bombardamenti della II Guerra Mondiale, ma il fatto che il suo incantevole castello sia sopravvissuto ha del miracoloso. Soprannominato Hakuro-jo, Castello dell’Airone Bianco, per la struttura in legno e le pareti intonacate di bianco, il Castello di Himeji è considerato la più straordinaria fortezza del Giappone ed è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Costruito nel 1581 da alcuni comandanti militari del luogo sul sito di una fortezza del XIV sec., nei primi anni del Seicento fu restaurato e reso ancora più bello da Ikeda Terumasa, genero dello shogun Tukugawa Ieyasu. La splendida costruzione passò nelle mani di numerose famiglie di nobili samurai fino alla Restaurazione Meiji, nel 1868. Poggiato su massicce mura totalmente integre, comprende numerosi resti di yagura (magazzini degli arcieri), torrette di avvistamento e altri edifici intorno al magnifico torrione principale, e si presenta esattamente come appariva nel 1618, anno in cui fu terminato. Le mura erano interrotte da feritoie, da cui si scagliavano le frecce e si sparava, e da piccole aperture dalle quali si versava l’olio bollente sugli invasori; la formidabile fortezza si è conservata in perfetto stato perché non è stata mai attaccata. E’ costituito da quattro torri di cui una è la torre principale e tre, le più piccole, sono quelle secondarie. La torre principale è collegata a quelle minori tramite dei corridoi. Nel complesso del castello ci sono inoltre 30 torrette, alcune delle quali comunicanti tra loro, che avevano la funzione di punti di osservazione e di spostamento veloce e sicuro delle truppe. Altro edificio interessante all’interno del castello è l’Harakiri-Maru dove i samurai andavano per praticarvi il suicidio.

Harakiri-maru (Suicide Bailey), Himeji Castle photo - Brian McMorrow photos at pbase.com

Il Daitenshukaku è composto da sette piani anche dall’esterno sembra che ce ne siano cinque, mentre le torri più piccole sono di cinque piani (tre per chi guarda dall’esterno), La torre centrale, che poggia su basamento di pietra, è alta circa 50 metri ed è rafforzata da due colonne di legno che corrono dal basamento fino all’ultimo piano. L’intero complesso, dalle misure di 140 per 125 metri, sorge su due colline e, come abbiamo detto, comprendeva, oltre alle torri, una serie di costruzioni adibite all’osservazione e all’immagazzimento di viveri o di armi. Come già detto, il castello di Himeji non venne mai coinvolto in battaglie e anche durante i bombardamenti americani della seconda guerra mondiale subì solo lievi danni. Questo ci permette di ammirare il castello nella sua forma integra, così come era stato costruito nei primi del ‘600. Una curiosità, per finire, data la sua bellezza e la sua ottima condizione è stato spesso usato come location di importanti film tra cui lo splendido”Ran”di Akira Kurosawa e “L’ultimo samurai” di Edward Zwick.

Proprio accanto al Castello è situato il Giardino Giapponese di Kokoen: costituito da nove giardini separati da muri, progettati in vari stili caratteristici dell’architettura del periodo Edo.
I giardini furono aperti nel 1992 per commemorare il centenario della città di Himeji. Kokoen sorge sull’antica residenza occidentale del signore feudale, il “daimyo”, del Castello di Himeji. Alcuni dei giardini sono quello tradizionale con un laghetto e una collina, il giardino dedicato alla cerimonia del tè, il giardino di pini, il giardino di bambù e il giardino fiorito. I giardini sono progettati in modo da riflettere il meglio delle quattro stagioni giapponesi.

Eikan-do (Kyoto) - Tripadvisor

Il resto della giornata è dedicata ad Hiroshima, da raggiungere con il “bullet train” Shinkansen.
“Hiroshima” è sinonimo di guerra e di orrore. La città richiama pacifisti e sostenitori del disarmo nucleare da tutto il Giappone e dal resto del mondo, ma è anche la capitale della prefettura di un’importante regione costiera industrializzata, una nuova, fiorente città i cui fiduciosi abitanti raramente menzionano la bomba atomica. All’arrivo visiteremo i vari monumenti dedicati alla tragedia del 6 agosto 1945: il Parco della Pace svolge un ruolo fondamentale di monito alle generazioni future sull’esperienza del passato.

Lo scheletro della Cupola della Bomba Atomica, il Genbaku Dome è raffigurato nei libri di storia di tutto il mondo: era la Industry Promotion Hall di Hiroshima fino al mattino di quel tragico giorno del 1945; oggi è patrimonio dell’Umanità, e si presenta nelle condizioni in cui lo ha ridotto l’esplosione. L’ipocentro, il punto esatto in cui avvenne la detonazione.

6 agosto 1945: Hiroshima e Nagasaki dopo la bomba atomica - traveltherapists - La terapia del viaggio

Il Memoriale Nazionale per le vittime della Bomba conserva foto delle vittime e testimonianze dei sopravvissuti; il Museo della Pace completa il quadro generale. Espone modelli in scala del ”prima” e del ”dopo”, bottiglie fuse per il calore, tegole e apparecchiature di metallo, divise scolastiche strappate e bruciate, un triciclo aggrovigliato e toccanti immagini.Cena libera e pernottamento in hotel.

12° Giorno:HIROSHIMA- MIYAJIMA 

Prima colazione in hotel. Accompagnati dalla guida privata, si parte in treno e traghetto alla volta dell’isola di Miyajima, una delle località tradizionalmente considerate le più pittoresche del Giappone.

Miyajima - Matteoingiappone

Letteralmente Miyajima significa”Isola Santuario”, ed il luogo è considerato sacro da oltre 1500 anni, autentico gioiello del Mare Interno situato ad 1 ora circa di treno e traghetto da Hiroshima. Il monumento più celebre è il santuario shintoista di Itsukushima costituito da numerosi edifici e padiglioni collegati da corridoi e passerelle su palafitte. E’ uno dei luoghi di culto più venerati di tutto il Paese, e aggiunge quindi ulteriore fascino alle straordinarie bellezze naturali dell’isola; il gigantesco torii rosso alto 16 m (portale d’ingresso separato che precede ogni santuario shintoista) in legno di canfora sembra galleggiare sopra le acque ed è un vero e proprio emblema del Giappone, al pari del Monte Fuji. Il santuario, dedicato alle tre figlie della divinità shintoista Susano-o, fu fondato durante il regno dell’Imperatrice Suiko, nel 593. La struttura definitiva fu terminata nel 1168 sotto il patrocinio di Tairano-Kiyomori(1118-1181), grande condottiero del clan degli Heike e penultimo dominatore dell’era Heian. Il santuario, fiancheggiato da eleganti corridoi coperti, è noto per il tetto di paglia e per l’intenso colore aranciato degli eleganti intarsi in legno. Costruito su palafitte che emergono dal mare e che scompaiono con l’alta marea, sembra fluttuare sull’acqua.

Guida di Osaka - youinJapan.net

Tempo libero per godere dell’atmosfera di questo luogo magico e più tardi rientro ad Osaka.

Pernottamento e cena libera.

13° Giorno:  OSAKA-ROMA 

E’ tempo di partire con il treno Haruka verso l’aeroporto di Osaka Kansai per il rientro in Italia.

Operazioni di imbarco e volo di rientro con scalo. Arrivo in serata e fine dei servizi.

 

 

LA QUOTA COMPRENDE:
  • Voli di linea  Roma-Tokyo e Osaka-Roma con scalo in classe economica 20 kg bagaglio
  • 11 pernottamenti in hotel di categoria  4****
  • 12 prime colazioni in hotel
  • 1 pernottamento in Ryokan tradizionale
  • 2 cene e 3 pranzi in ristoranti
  • Treni e trasporti pubblici menzionati nell’itinerario
  • Visite ed ingressi ai siti come da programma
  • Guide locali in italiano
  • Trasferimento bagagli Tokyo – Kyoto incluso (1 PC PP) con arrivo in giornata
  • Trasferimento bagagli Kyoto – Osaka incluso (1 PC PP)
  • Assicurazione medica  e bagaglio
  • Assicurazione contro ANNULLAMENTO AL VIAGGIO
  • Kit da viaggio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
  • Tasse aeroportuali € 560,00 soggette a riconferma
  • Spese extra di carattere personale,mance
  • Bevande ai pasti
  • Eventuali mance e tutto quanto non menzionato ne“la quota comprende”

 




PASQUA DUBAI EMIRATI ARABI UNITI

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L’oriente tra lusso e futurismo

Un secolo fa da queste parti c’erano solo dune di sabbia, fortezze in rovina e villaggi di pescatori di perle. Poi è arrivato il miracolo: da sotto il deserto è sgorgato l’oro nero. E una manciata di territori poveri e senza attrattiva, sparsi sulla punta sud-orientale della penisola arabica, sono diventati uno dei paesi più ricchi al mondo, icona di modernità, miscela stravagante – ma affascinante – di cultura islamica tradizionale e consumismo sfrenato. Tanto che se uno volesse abbozzare una guida di ciò che c’è da vedere negli Emirati Arabi dovrebbe elencare hotel da sogno, grattacieli, paradisi per lo shopping e parecchie stravaganze. Oltre a molti record.

Questa unione di sette sceicchi, sovrani dei loro piccolo paesi, si è formata quando gli inglesi si sono ritirati dal Golfo nel 1971 e con il tempo il paese si è conquistato una propria caratteristica unica fatta certamente di lusso, spiagge e shopping mall ma anche di innovazione: a differenza di altri stati arabi di questa parte di mondo gli Emirati corteggiano e incoraggiano i turisti in ogni modo, aggiornando costantemente la lista degli eventi e attrazioni per confermare la propria fama di capitale commerciale del mondo.

 Si dorme in hotel Hotel 5*****L

BURJ KHALIFA DUBAI: COME VISITARE LA TORRE ORARI E PREZZI | Cerca voli low cost e hotel Dubai ed Emirati | Il Migratore.com

Gran Tour Dubai e Abu Dhabi con di gruppo con la visita dei luoghi più importanti degli Emirati Arabi Uniti. Inizialmente scopriremo la grande metropoli di Dubai, elegante e famoso gioiello degli Emirati. Dopodiché raggiungeremo Abu Dhabi dove visiteremo i luoghi più significativi ed avremo la possibilità di visitare il magnifico Louvre Abu Dhabi. Infine, vivremo l’esperienza del Safari nel deserto, dove parteciperemo anche ad una serata tradizionale.(FACOLTATIVA)

Un Tour Emirati Arabi consigliato a chi vuole scoprire gli aspetti naturalistici, architettonici e culturali di questa giovane e vivacissima Nazione.

Il Programma di Viaggio

SONO PREVISTI VOLI DI AVVICINAMENTO DA TUTTA ITALIA SU RICHIESTA

O VOLI DIRETTI DA ALTRE CITTA'(MILANO-BOLOGNA-VENEZIA-CATANIA-NAPOLI)

1°giorno: Roma Abu Dhabi-Dubai

Ritrovo dei partecipanti presso aeroporto di Roma – Fiumicino, imbarco e volo per Abu Dhabi, con scalo.

2°giorno:  DUBAI

Dopo la prima colazione in hotel, incontro con la nostra guida in lingua italiana e si da inizio alla visita della città che vi porta a conoscere la nuova Dubai. Il tour inizia con i nuovi sobborghi di Dubai, la zona di Dubai marina, dove si trova il famoso hotel a forma di vela Burj al Arab, sosta fotografica alla Moschea di Jumeira, una delle pietre miliari della città.

Dedicheremo l’intera giornata alla visita di Dubai, modernissima città che merita una visita almeno una volta nella vita, effettueremo un viaggio attraverso la storia della città, antico villaggio di pescatori di perle e da sempre crocevia per i mercanti di tutto il Medio Oriente.  Giungeremo ad Al Fahidi, il primo insediamento stabile di Dubai costruito dai mercanti iraniani, con le sue case di mattoni di corallo, le Barjeel o torri del vento e i labirintici vicoli, i Sikka. Dopodichè costeggeremo il Creek, il canale naturale su cui si affacciano Burj Dubai e Deira. Utilizzeremo l’Abra, la tipica imbarcazione in legno per passare da una sponda all’altra del Creek. Ci troveremo quindi a curiosare le botteghe dei souks, tra spezie, profumi, stoffe, abiti coloratissimi e gioielli d’oro.

Burj Kalifa, conosciuto con il nome di Burj Dubai, è la più alta struttura mai realizzata dall’uomo con un significativo margine di vantaggio in termini di altezza rispetto a qualsiasi altro edificio. La sua costruzione è iniziata il 21 settembre 2004, la struttura esterna è stata completata il 1º ottobre 2009 ed è stato ufficialmente aperto al pubblico il 4 gennaio 2010.

Biglietto salita Burj Kalifa incluso. Pranzo in ristorante.

Burj Khalifa | Skidmore, Owings & Merrill, Knauf Danoline, Guardian Glass | Archello

Nel pomeriggio proseguiremo il tour Dubai apprezzando i luoghi che sono diventati simbolo della Dubai Moderna. Ammireremo dall’esterno il Burj Al Arab, il famoso hotel a forma di vela, dopodichè attraverseremo The Palm ed effettueremo una sosta nel nuovo quartiere The Pointe per osservare l’Atlantis e la sua lunghissima spiaggia. Successivamente proseguiremo per la The Walk, la camminata che gira intorno ai grattacieli della Marina, il più famoso porto turistico di Dubai. Infine effettueremo una ultima tappa per fotografare da fuori la pista da sci del Mall of the Emirates prima di riprendere la strada verso il Dubai Mall.

Termineremo il Dubai City Tour in italiano osservando il celebre spettacolo di luci e musica delle fontane danzanti sotto il grattacielo del Burj Kalifa. Al termine dell’escursione rientreremo in hotel per il pernottamento. In alternativa avremo la possibilità di cenare presso il Dubai Mall assistendo allo spettacolo delle fontane danzanti (cena non inclusa, è necessario pagare un supplemento. In questo caso il rientro in hotel è libero).

Pernottamento in hotel.

3°giorno: DUBAI – SHARJAH AJMAN – UMM AL QUWAIN 

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Colazione in hotel.

Giornata libera per attività individuali, escursioni facoltative, oppure recarsi sulla bellissima spiaggia di Jumeirah per croggolarsi al sole  e fare il bagno, già ad aprile la temperature saranno oltre i 30 gradi. Oppure una escursione per la visita degli altri Emirati, con pranzo.

Gli Emirati Arabi Uniti non sono sottoposti ad un unico governo ma sono suddivisi in zone facenti parte di un sistema federale, ognuna guidata da una monarchia assoluta ed ereditaria. Nello specifico gli Emirati sono sette, oltre ai famosi Dubai e Abu Dhabi, si hanno anche gli Emirati di Ajman, Sharja, Ras al-Khaima, Umm al-Qaywayni e Fujaira.

Emirato SHARJAH

La capitale dell’Emirato ha lo stesso nome. Sharjah ed è la terza città per dimensioni e popolosità negli Emirati Arabi e si si fregia del riconoscimento di Capitale Culturale del mondo arabo secondo l’UNESCO.

Fra i suoi monumenti più importanti troviamo il Museo d’Arte Islamica. Questo museo è stato aperto nel 1996 ed è un museo pieno di migliaia di pezzi islamici di grande importanza e custodisce strumenti scientifici e manufatti artistici come oggetti in vetro, dipinti e ceramiche. Il museo si trova all’interno di un vecchio suq restaurato con una cupola con decorazioni zodiacali.

La moschea spicca per la sua magnificenza. Un vero e proprio gioiello della cultura islamica che ha aperto le sue porte ai fedeli e ai turisti nel 2019, dopo cinque anni di lavori. La moschea di Sharjah è la più grande di tutto l’emirato, con una dimensione di 190,000 m². A livello architettonico, essa si ispira all’estetica turca, dove la cupola centrale è circondata da sorelle minori, presenti anche nell’area del porticato (Riwaq). Giardini e fontane incorniciano il complesso, dove la funzionalità del luogo di preghiera si coniuga alla bellezza della struttura. Tra le aree di maggior interesse abbiamo due souq coperti: il Blue Souq, che comprende un mercato di antiquariato e gioielleria, un mercato dell’oro e un mercato dell’abbigliamento e il Souq al Arsah.

Ciò che distingue Sharjah, sono anche le vaste aree desertiche con dune di sabbia, come la regione di Badayer e il deserto del Rubʿ al-Khālī, in italiano il Quarto Vuoto, il secondo deserto sabbioso più grande in tutto mondo, con dune sino a 300 m d’altezza e per la maggior parte anche oggi inesplorato.

 

8 best reasons to visit Sharjah - Lonely Planet

Emirato AJMAN

Ajman è un Emirato meno conosciuto, nonché il più piccolo dei sette, ma non certo privo di bellezze. Sorge a breve distanza da Dubai, anch’esso sulla costa del Golfo Persico, e presenta un’economia principalmente agricola, principalmente con la coltivazione di datteri.

Negli ultimi anni, però si è proposto come meta turistica balneare, grazie alle sue spiagge bianche.

Le attrazioni turistiche principali sono nella capitale, Ajman, quali il Museo di Ajman allestito meravigliosa fortezza del XVIII sec., , e l’importantissimo sito archeologico di Mowaihat,

uno dei siti archeologici più famosi di tutti gli Emirati Arabi, scoperto nel 1986. Si tratta di una tomba circolare del diametro di 9 m, risalente al 2.500 a.C.  e realizzato secondo lo stile del periodo Umm-al-Nar, di notevole interesse sono gli inserti ceramici e le decorazioni raffinate con materiali metallici.

Visita Ajman: scopri il meglio di Ajman, Dubai, nel 2022 | Viaggia con Expedia

Emirato UMM AL-QAYWAYN

L’Emirato Umm al-Qaywayni è il meno popolare dei sette ma presenta moltissime, affascinanti attrattive. Circondo da una laguna punteggiata da piccole isole, è in qualche modo l’anti Dubai. Piccolo, sonnolento, pittoresco, senza alcun resort internazionale, ha un’atmosfera retrò in netto contrasto con i restanti Emirati, l’atmosfera qui è da pre-epopea del petrolio.

Il territorio ha origini antiche e il suo stesso nome, che significa “Madre di due poteri”, lo lega fortemente alla sua importante cultura marina.

Le attrazioni turistiche più importanti sono il Forte Umm Al Quwain, oggi museo, il Porto Antico, le Isole di Umm al Quwain e gli scavi archeologici di Al-Dour, importante insediamento pre-islamico.

Pernottamento.

4°giorno:  Desert Safari con jeep  

Prima colazione in hotel e giornata libera per attività individuali.

Si consigliala visita facoltativa:  del Museum of the Future di Dubai di nuovissima apertura. Il Museo, situato a Dubai e progettato da Killa Design e Buro Happold Engineering, è una mostra permanente di visioni ispiratrici per il futuro dell’umanità, un centro globale per l’innovazione e lo sviluppo di soluzioni alle sfide e alle opportunità nello sviluppo umano.
Sviluppato dalla Dubai Future Foundation, capovolge il tradizionale concetto di museo, come esposizione statica di manufatti storici e funge, invece, da banco di prova per nuovi concetti, idee, visioni e innovazioni che trasformeranno le nostre vite migliorando la società e il mondo.
“Il Museo del Futuro è un ‘museo vivente’, in costante adattamento e metamorfosi” ha affermato Mohammed Al Gergawi, Ministro degli Affari di Gabinetto degli Emirati Arabi Uniti e Presidente della Dubai Future Foundation Situato nel cuore del quartiere finanziario di Dubai, è composto da tre elementi principali: una collina verde, l’edificio e il vuoto.

Museo del futuro | Visit Dubai

 Safari nel deserto cena inclusa (facoltativo)

Nel primo pomeriggio trasferimento nel deserto in 4 x 4 per un emozionante e unico safari sulle dune a bordo di nuovissimi fuoristrada, sino ad arrivare presso un campo dove sarà servita la cena barbecue. Attività al campo beduino inclusa cena sotto le stelle (salita e passeggiata con cammello, motorata, allenamento falchi ecc. ecc. danza del ventre).Escursione facoltativa non inclusa nel pacchetto).

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Pernottamento.

5°giorno: DUBAI – ABU DHABI  

Prima colazione in hotel. Partenza con bus privato e guida in italiano in direzione di Abu Dhabi.

Benvenuti a Abu Dhabi, una delle destinazioni turistiche più famose in Emirati Arabi Uniti grazie alla sua incredibile offerta di attrazioni, attività ed eventi, musei. Anche i visitatori neofiti di Abu Dhabi rimarranno velocemente conquistati da come Abu Dhabi può essere divertente e seducente.

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La capitale degli emirati arabi uniti non è solo la città più grande degli EAU, ma anche l’emirato più grande. Situata sul Golfo Persico a metà della costa nord degli EAU, Abu Dhabi è un importante centro politico, commerciale e turistico della regione. Situata su un’isola e quindi separata dalla terraferma Abu Dhabi è molto ampia, ricca di spazi verdi, edifici lineari e moderni e siti storici. Depositaria di un mix intrigante di tradizioni nomadi dei beduini e cultura islamica, la gente di Abu Dhabi è orgogliosa delle sue origini e si aspetta che i visitatori dimostrino rispetto per i loro costumi e credenze, particolarmente in pubblico. Gli arabi di Abu Dhabi comunque fanno il possibile per mettere gli ospiti a loro agio, questo è il motivo per il quale agli alberghi è permesso di offrire ogni tipo di comfort occidentale. Le donne di Abu Dhabi sono libere da certe restrizioni imposte negli stati arabi più conservatori, le donne che visitano il paese possono vestirsi come farebbero nel loro paese anche se è sempre richiesta una certa modestia. Sosta presso alcuni souks, ricchi di mercanzie e artigianato. Suona strano ma è cosi: l’elegante e lussuosa Abu Dhabi fino a 40 anni fa altro non era se non un piccolo villaggio di pescatori di perle, il resto è cronaca dei giorni nostri.

Visita alla magnifica Moschea di marmo di Carrara, finita di costruire di recente, la terza più grande al mondo (sarebbe stata la più grande se i sauditi l’avessero permesso), la più estesa del Golfo solo la parte coperta è più del doppio di quella della basilica di San Pietro a Roma. Descrizione: La Grande Moschea, prende il nome dello Sceicco Zayed Bin Sultan II, Presidente degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Abu Dhabi. La struttura presenta 4 minareti di 110 metri di altezza, 138 cupole delle quali la più grande ha 34 metri di diametro e 75 m di altezza, 1.400 colonne in marmo di vario tipo, 142 pinnacoli di cui uno in cristallo, oltre a 2.000 lampadari e 70 porte monumentali intagliate, scolpite e decorate. La superficie totale della moschea è di 84.000 m², comprensivi del corpo centrale, del cortile di preghiera, dei porticati, delle aree per le abluzioni, delle scalinate esterne e delle centrali tecnologiche e può ospitare 7.000 fedeli nell’area principale coperta di preghiera (Main Haram), e 20.000 fedeli in totale negli spazi coperti e nel cortile centrale. La superficie di culto è di 52.000 m² (per un confronto la Basilica di San Pietro a Roma ne misura 25.000).Sfiorando l’arte e l’ingegneria, la cupola viene perforata per creare un effetto interno che il suo architetto descrive come una “pioggia di luce”.
Nonostante la sua semplice geometria, la vasta cupola è una struttura estremamente complessa, costruita da più di 400.000 elementi individuali. Pesando 12.000 tonnellate – quasi quanto la Torre Eiffel – la struttura della cupola è un telaio in acciaio che poggia su quattro supporti.

Prosegue  la visita di Abu Dhabi ,attraversando l’incantevole Corniche, il lungomare, dove passeggiare . Quest’area offre una panoramica della città da un lato e il mare sempre calmo (grazie a Lulu Island un’isola artificiale) dall’altro lato, costellato di caffé dove rilassarsi. Il lungomare si estende su circa 8 chilometri e dove si possono trovare i panorami più suggestivi della città perché la Corniche è circondata da un gran numero di alti grattacieli tra i più belli e gli alberghi più lussuosi della città tutti con vista sul mare. Tra il 2002 e il 2003 la terra è stata bonificata dal mare e la Corniche è stata ampliata. È stata rinnovata nel luglio 2008 ed oggi è uno dei luoghi più importanti nell’emirato e una meta molto preferita dalla gente locale e anche dai turisti. Prima degli anni ’70, l’attuale area occupata dalla Corniche era una spiaggia, dove le navi erano soliti ancorare e trasferire merci o persone; all’epoca, l’area di Mina Zayed non era ancora stata costruita.

Faremo delle soste fotografiche lungo il percorso, si potrà ammirare l’Emirates Palace, uno degli hotel più lussuosi di tutto il mondo (in passato era la residenza dell’Emiro di Abu Dhabi, oggi lussuoso hotel che ha 7 suite per i 7 emiri degli Emirati Arabi Uniti , dormono qui quando hanno consigli e riunioni). L’hotel presenta 114 cupole, di cui la centrale si erge per ben 72,6 metri, ed è realizzata con grande cura in oro, madreperla e cristalli.

Tour panoramico dell’isola di Yas dove si trova il circuito di Formula 1 ed il famoso “Ferrari World”., e sulla l’isola di Saadiyat dove ha sede il celebre Museo del Louvre Abu Dhabi (ingresso e visita del Louvre non incluso, è necessario pagare un supplemento).

Il Museo è stato inaugurato l’8 novembre 2017 dal presidente francese Emmanuel Macron e dal vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Rashid Al Maktoum oltre che dal principe ereditario di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed Al Nahyan.

Il museo del Louvre è il più grande museo d’arte della penisola arabica, ha una superficie di circa 24.000 metri quadrati, con 8.000 metri quadrati di gallerie. Opere d’arte provenienti da tutto il mondo sono esposte nel museo, con particolare attenzione a colmare il divario tra l’arte orientale e occidentale.

Louvre Abu Dhabi - Clivet spa

E poi visita all‘Heritage Village, un museo all’aria aperta, dove si possono  vedere gli usi e costumi degli abitanti degli emirati, prima della scoperta del petrolio.

TRASFERIMENTO IN HOTEL AD ABHU DABI

CENA E PERNOTTAMENTO.

6°giorno:  Abu Dhabi – Roma

Nelle prime ora del mattino trasferimento in aereoporto e volo di rientro,con scalo.

Arrivo e fine dei servizi

 




INDIA DEL SUD – LA FESTA DEL PONGAL

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INDIA DEL SUD

Luoghi Sacri e Natura Insolita

Il tour si effettua durante la Festa del Pongal

 

Viaggio alla scoperta di una terra incredibile e misteriosa dove grandiosi templi segnano il confine tra cielo, terra e acqua. Imponenti palazzi a comporre città sacre, splendidi templi riccamente decorati a cui fa da cornice l’esuberante natura tropicale: palmeti, piantagioni di alberi della gomma e piante da tè, giardini delle spezie, risaie, fiumi, lagune, spiagge, il mare.

In Kerala è previsto 1 pernottamento in house boat,per poter godere al massimo di questo angolo di paradiso, navigando tra le backwaters, meglio conosciute come la “Venezia dell’India”, una rete di fiumi, canali, lagune e laghi situati vicino al Mare Arabico, un ambiente, suggestivo e unico a mondo.Tour alla scoperta del Kerala con visita del Parco Nazionale di Periyar e del Kumarakom Bird Sanctuary. Esperienza sulle case galleggianti.
Le Kerala backwaters sono talmente estese che per visitarle si fanno delle vere e proprie crociere a bordo di kettuvallam, barche tipiche sulle quali si naviga, si mangia e si dorme, e tra un escursione e un massaggio sorseggiando un the verde.

L’altro volto dell’India: l’esuberante vita religiosa nelle città del sud, non si riscontra in nessun altra zona dell’India, in quanto questa zona non è stata condizionata dalla conquista islamica, per cui ha conservato in modo autentico le più ricche antiche traduzioni Hindu.

L’ India del Sud o penisola del Deccan oggi racchiude gli stati del Tamil Nadu, Kerala e Karnataka, ognuno con tradizioni e cultura diversi, ma con punti in comune, tra cui la religione induista, che ancora oggi ne regola lo stile di vita.
L’India del Sud è il luogo di origine delle antiche pratiche di medicina tradizionale Ayurveda, che possiamo far risalire sino a circa 3000 anni fa. Ayurveda nell’antica lingua sanscrita significa “la scienza della vita”.

Il Pongal è la festa del raccolto

Gli agricoltori come ringraziamento al Dio Sole offrono il “Pongal”, una ricetta a base di riso e latte. Pongal significa la fine della stagione agricola. Il primo giorno del Pongal festa, viene raccolto il mais e cucinato per la prima volta in questo giorno e si festeggia gioiosamente in ogni casa. Vengono donati cibo, vestiti e soldi ai poveri. Il secondo giorno del Pongal è dedicato al bestiame. Vacche e tori hanno un ruolo significativo nella vita del contadino. La mucca dà il latte e il toro viene utilizzato in attività agricole. Il bestiame viene lavato, le corna vengono dipinte ed al collo vengono poste “muti beedds” colorate e sonagli. Pongal segna l’inizio di Uttarayana, il movimento del Sole verso Nord e anche il tempo del raccolto. Quattro giorni di grandi celebrazioni. Le mucche sono abbellite da ornamenti e portate in processione. Le entrate delle case sono decorare con graziosi disegni (Kolam o Rangoli). In Tamil Nadu, Pongal è anche dolce cotto con il riso del nuovo raccolto.

 

1° Giorno – 11 gennaio: Roma – Chennai

Partenza dall’Italia con volo di linea con scalo per Chennai. Pasti e pernottamento a bordo.

Sono previsti voli da tutta Italia.

2° Giorno – 12 gennaio: Chennai

Arrivo a Chennai  al  mattino,incontro con la guida in lingua italiana e trasferimento in hotel, assegnazione delle camere  immediata .

Dopo colazione,inizio delle visite.

Chennai, anche conosciuta come Madras, è la capitale del Tamil Nadu e la sua fondazione risale al periodo coloniale quando gli Inglesi dell’East India Company edificarono nel 1639 il St. George Fort, cioè il primo avamposto commerciale europeo nell’India meridionale. Tuttora Chennai, con i suoi 5 milioni circa di abitanti, rappresenta il più importante centro urbano, politico ed economico dell’India del Sud, insieme a Bangalore.

Kapaleeshwarar Temple: guida - Posti da visitare a - Da vedere in zona Kapaleeshwarar Temple - Trip.com

Visita panoramica con sosta innanzitutto al Forte di St. George, luogo da cui gli Inglesi controllarono i traffici commerciali e l’economia dell’India meridionale per tutto il XVIII ed il XIX secolo: al suo interno si trova la chiesa di St. Mary, cioè il primo edificio religioso inglese in India ed il più antico ancora esistente. Proseguimento per l’area del tempio di Mylapore per visitare il tempio di Kapleeswarar, risalente al XVI secolo ed il mercato della frutta e dei fiori. Sosta al Government Museum and Art Gallery che raccoglie una interessante collezione di statue e sculture bronzee del periodo Chola.

Dopo la visita rientro in hotel per cena e pernottamento.

Tempio Chennai Di Kapaleeshwarar Fotografia Editoriale - Immagine di chennai, draviana: 88356192

3° Giorno – 13 gennaio: Chennai – Kanchipuram – Mahabalipuram

Dopo la prima colazione partenza per Mahabalipuram lungo il percorso si visita Kanchipuram.  All’arrivo visita dell’omonima città sacra, famosa per le sue alte torri gopuram che dominano tutta la campagna circostante, gioiello dell’arte e dell’architettura dell’India del Sud. Solo 70 degli originali 1000 templi induisti resistono intatti e tra questi spicca il tempio di Kailasanatha, edificato in pietra arenaria all’inizio del VII secolo a.C. L’Ekambareshvara Mandir, il tempio principale della città è dedicato a Shiva e fu costruito durante i regni dei Chola e dei Pallava, ma prese forma definitiva attorno al XVI secolo grazie all’opera dei Vijayanagar, regnanti che si distinsero per l’amore per le arti e per l’architettura, in particolare quella dravidica che qui a Kanchi è rappresentata in tutta la sua magnificenza.

Kanchipuram: i MIGLIORI tour - Cose da fare nel 2022 | Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Nel pomeriggio si visita Mahabalipuram, con lo Shore Temple, edificato all’inizio dell’VIII secolo e primo tempio dell’arte dravidica assemblato con grandi blocchi di granito. Le sue due torri svettano in faccia all’Oceano in uno scenario dal fascino unico. Visita dei Five Rathas e delle mandapa scolpite nella roccia che, dal punto di vista storico e artistico, rappresentano l’attrazione principale della città: è qui che possiamo cogliere appieno la bellezza dei grandi capolavori dei Pallava. L’intero complesso fa riferimento alla grande storia epica indiana: il Mahabharata.

Cena e pernottamento.

Mahabalipuram Shore Temple - YatraDham

4° Giorno – 14 gennaio: Mahabalipuram – Pondicherry

Prima colazione in hotel. Trasferimento a Pondicherry (circa 100 km), conosciuta anche come Puducherry o “Pondy”: sorta come antico porto commerciale, divenne un avamposto francese nel XVII secolo prima di entrare a far parte dell’Unione Indiana nel 1954. Tuttora è una città di forte impronta coloniale grazie alla sua forma quadrata a scacchiera, le vie con nomi francesi e la presenza di alcune chiese cristiane. Vi si respira un’atmosfera suggestiva di altri tempi e, grazie anche alla presenza del mare, risulta una tappa gradevole e inusuale nell’itinerario di viaggio.

Viaggi Pondicherry, India - Guida Pondicherry con Easyviaggio

Visita al Pondicherry Museum, una interessante collezione di rari manufatti in bronzo e sculture in pietra risalenti alle dinastie Pallava e Chola, nonché reperti rinvenuti ad Arikamedu, un antico porto a soli 7 km dalla città che aveva legami commerciali con l’impero romano. Proseguimento con la visita alla Basilica del Sacro Cuore di Gesù, un particolare esempio di architettura ecclesiastica gotica situata in un contesto asiatico: risale ai primi anni del Novecento e fonde tutti i principali stilemi architettonici delle chiese gotiche europee, come le torri slanciate, un rosone che sovrasta il portone principale e all’interno, pregevoli vetrate raffiguranti 28 santi. Al termine, rilassante passeggiata sul lungomare. Pernottamento in Hotel.

5° Giorno – 15 gennaio: Mahabalipuram – Chidambaram – Tanjore

Prima colazione in hotel. Proseguimento per Tanjore (circa 180 km). Lungo il percorso, sosta a Gangaikonda Cholapuram per la visita del tempio di Brihadisvara, dedicato a Vishnu e fatto completare all’inizio dell’XI secolo da Rajendra Chola I in raffinato stile dravidico. Successivamente, tappa al tempio di Nataraja a Chidambaram (XII secolo) dedicato a Shiva Nataraja, che vanta bellissimi bassorilievi con le 108 figure della danza indiana Bharata Natyam. Chidambaram si trova alla foce del fiume Kauveri circondata da una verde regione agricola. Questo è il luogo del “tandava”, la danza che sconfigge l’ignoranza dei demoni e del bhujangatrasa: il tremore del serpente, danza cosmica attraverso la quale la divinità crea l’universo e la vita di tutte le cose. In arrivo a Kumbakonam check-in hotel. Cena e pernottamento.

Gangaikonda Cholapuram - Jayankondam

La Bella Architettura Del Tempio Nataraja in Tamil Nadu India. Immagine Stock - Immagine di draviana, indiano: 191127305

6° Giorno – 16 gennaio: Tanjore –  PONGAL Festival

Dopo la prima colazione mattina dedicata alla Festa del raccolto (Pongal Festival), festa molto celebrata nello stato indiano del Tamil Nadu e dello Sri Lanka. Pongal coincide con la festa Sankranthi Makara celebrato in tutta l’India. Pongal in tamil significa “bollente o traboccante”e corrisponde all’ebollizione del latte sopra una pentola di creta che simboleggia abbondanza materiale per la casa.

Festivity Marks Pongal Celebrations In Tamil Nadu, Puducherry

Pongal Festival 2020 - South Tourism Blog

Pongal celebrated in Tamil Nadu, Puducherry; Jallikattu peps up festive zeal | Tamil Nadu News | Zee News

Photo Gallery: 13 Pongal Festival Pictures in Tamil Nadu

Successivamente nel pomeriggio, dopo aver pranzato si procede a visitare il tempio Brihadishvara a Tanjore. Conosciuta anche come Thanjavur, era una città Chola e acquistò importanza sotto questa dinastia tra l’XI e il XIV secolo. Secondo la leggenda, il nome deriverebbe da Tanjan, nome di un demone asura della mitologia Hindu, che fu ucciso da Vishnu e Sri Anandavalli Amman per aver devastato la zona, ma a cui fu concesso di dare il nome alla città come ultimo desiderio prima di morire. Il tempio fu costruito per volere dell’imperatore Chola Raja Raja e mostra la vivacità dell’architettura indiana. È una meta di pellegrinaggio predilette dai visitatori della città.

Dopo la visita rientro in hotel per cena e pernottamento.

Tempio Brihadeeswara (India) | Cosa vedere a Chennai

Intera giornata dedicata alla Festa del Raccolto (Pongal Festival)

Tamal è una festa del raccolto ampiamente celebrata dal tamil nello stato indiano del Tamil Nadu e dello Sri Lanka. Pongal coincide con la festa Sankranthi Makara celebrato in tutta l’India. Pongal in tamil significa “bollente o traboccare”. L’ebollizione sopra di latte nella pentola di creta simboleggia abbondanza materiale per la casa. Thai Pongal, celebrato al momento della mietitura, è tradizionalmente inteso ringraziare il Dio Sole e l’allevamento cascina che hanno contribuito a creare l’abbondanza materiale.

Il detto “Thai Pirandhal Vazhi Pirakkum” significato “l’inizio di Thai apre la strada a nuove opportunità” è spesso citato per quanto riguarda il festival Pongal . Il festival si verifica in genere dal 13 /15 gennaio del  calendario gregoriano vale a dire l’ultimo giorno del mese Tamil Maargazhi al terzo giorno di Thai.

 

Glimpses of Harvest Festival Celebrations Across India | Weather.com

Pongal è tradizionalmente dedicato al dio del sole Surya. Tamil ringrazia la divinità solare per il buon raccolto e consacra il primo grano a lui sul  ‘Surya Mangalya’.

La festa denota l’inizio del mese di Thai Tamil . Essa segna il giorno in cui il Sole si sposta presumibilmente verso nord. Significa l’inizio della Uttarayana, che rappresenta il viaggio verso nord del sole. Le giornate si allungano nelle terre tamil. Thai Pongal cade su Makara Sankranthi celebrato in tutta l’India come il raccolto invernale. Questo rappresenta anche il solstizio Indic quando il sole entra presumibilmente in casa, nello zodiaco Makara o Capricorno.

 7° Giorno – 17 gennaio: Tanjore – Trichy – -Madurai

Dopo la prima colazione partenza per Trichy.Durante il percorso sosta presso un tempio induista per assistere alla benedizione degli animali,i quali sono un aiuto importante per i contadini del posto,che li aiutano nel duro lavoro del campi,pertanto anche oggi è un giorno dedicato a loro.

Vengono “addobati” per la cerimonia.

Cow Slaughter And The British Raj – Indiafacts

 

streets-of-india - The Madurai Cow Festival

Visita dell’impressionante fortezza e del complesso religioso dedicato a Vishnu sull’isola Srirangam, nel fiume Kaveri. Il tempio è una vera cittadella circondata da mura che racchiudono, oltre agli edifici sacri, anche abitazioni e un infinito labirinto di bancarelle e negozi.

180 Trichy Tamil Nadu India Stock Photos, Pictures & Royalty-Free Images - iStock

Al termine della visita proseguimento per Madurai,arrivo cena e pernottamento

 

8° Giorno – 18 gennaio: Madurai – Periyar

Dopo la prima colazione  visita di   Madurai ,al tempio della Dea Meenakshi, consorte di Shiva, ricco di statue policrome ed edificato dai regnanti Nayak nel XVII secolo: le sue mura e torri in pietra svettano sulle stradine del centro città. Ogni pilastro è decorato in stile dravidico e ve ne sono alcuni che, una volta colpiti, producono suoni tra loro differenti.

Madurai - India del Sud | orientamenti.it

Madurai, l'Atene d'Oriente. Il magnifico Meenakshi Temple. | passoinIndia

Pranzo  partenza per Peryar, (160 km: 4 ore circa). Arrivo, sistemazione in hotel nelle camere riservate e pranzo. Nel pomeriggio visita  al Santuario Naturale di Periyar, uno dei più importanti di tutta l’India.

Periyar National Park

Escursione in barca all’interno del “wildlife sanctuary”, il primo Parco Nazionale istituito nel 1934 nello stato, per preservare un sito naturale inserito nel sistema montuoso dei Ghats Occidentali.

Periyar National Park

L’escursione in barca permette l’avvicinamento e l’osservazione di varie specie animali nel loro habitat naturale: cinghiali, daini, scimmie ed elefanti, tra i più interessanti. Rientro in hotel per la cena ed il pernottamento.NB questa escursione si potrà effettuare anche indomani mattina,

Periyar National Park

9° Giorno – 19 gennaio: Periyar – Alappuzha – Houseboat

Colazione in hotel e trasferimento nel cuore delle Backwaters.L’intero distretto di Alappuzha è una meraviglia delle forze naturali, grazie alle sue pittoresche spiagge, alle sue infinite lagune, alle lagune blu cielo e ai numerosi canali, è meglio descritto come un labirinto di canali, laghi e ruscelli sullo sfondo del lago Vembanad.

All’arrivo sistemazione nelle House Boat da  dove potrete ammirare le bellezze del Kerala.

 

Le Houseboat sono delle case galleggianti con aria condizionata e bagno privato che navigano fra i canali interni delle acque del Kerala. Nascono come barche utilizzate per il trasporto delle merci fra i canali e del riso in particolare. Sono un l’opera d’arte dove che  unisce ingegneria e senso estetico; vengono costruite legando insieme pezzi di legno con corde di fibra di cocco poi rivestite con una resina caustica ottenuta facendo bollire gusci di anacardi: nessun chiodo viene utilizzato! Le Houseboat sono il mezzo migliore per esplorare i canali Backwaters in Kerala: la natura incontaminata di una bellezza unica e incantata, la vita degli abitanti per i quali queste acque rappresentano la loro casa e il loro sostentamento. Le houseboat sono dotate di camere doppie e singole, con bagno privato, hanno un equipaggio con cuoco che prepara piatti tipici del Kerala. Pranzo, cena e pernottamento a bordo.

Lake Vembanad

Rilassati in una crociera che ti porterà attraverso i canali e su un bellissimo lago dove potrai vedere uno stile di vita secolare. Goditi un delizioso pranzo a bordo e scatta foto di una varietà di animali selvatici che vivono nelle acque circostanti.

Tempo dedicato alla scoperta nella zona di Allepey (o Alappuzhain lingua locale), piena di villaggi e corsi d’acqua navigabili orlati di palme.

Kerala - Le backwaters tra canali, fiumi, laghi e isole

 

Tour del Kerala

Pernottamento in houseboat con trattamento di pensione completa.

Kerala India | Viaggio Backwaters del Kerala | NBTS Viaggi

10° Giorno – 20 gennaio: distretto di Allepey –  Cochin

Prima colazione. Al mattino lasciamo le houseboat. Arrivo a Cochin e visita della città più cosmopolita dell’India del Sud: il Palazzo Olandese a Mattancherry, la chiesa di San Francesco che conserva la lapide di Vasco de Gama, la sinagoga  con il quartiere ebraico e la via degli antiquari e le reti cinesi.

Kochi Jewish Synagogue

Non c’è scelta migliore per esplorare la città storica di Fort Kochi che andare a piedi, nei suoi quartieri ricchi di storia e fascino orientale impreziositi dalle dominazioni coloniali.

Spettacolo di danza – teatro Kathakali. Cena e pernottamento.

 

Chinese fishing nets

11° Giorno – 21 gennaio: –India- Italia

Colazione al sacco e  in hotel e  trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro in Italia. Arrivo e fine dei servizi.

 

LA QUOTA COMPRENDE

– Voli di linea Catania – Chennai e Cochin – Catania (bagaglio 20 kg),con scalo intermedio.

– Sistemazione in hotel  4 e 5 stelle ed Heritage

– 1  notte, pernottamento in Houseboat de Luxe

– Trattamento di pensione completa

– 1 bottiglia d’acqua minerale al giorno a  persona ai pasti e sul bus

– Trasferimenti ed escursioni in bus privato con aria condizionata

– Biglietti di ingresso ove previsti e visite come da programma

– Guida accompagnatore locale in lingua italiana per tutta la durata del tour

– Kit da viaggio

– Assicurazione medica, bagaglio, annullamento

 

 

LA QUOTA NON COMPRENDE

– Tasse aereoportuali pari a euro 510,00  soggette a riconferma sino emissione dei biglietti aerei (costo soggetto a riconferma)

– Mance per guida, autista, camerieri e facchini

– Visto ingresso (ce ne occupiamo noi) pari a euro 90,00 (costo soggetto a riconferma)

– Extra di carattere personale

– Tutto quanto non espressamente previsto nella “quota comprende”.

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce-Il miracolo del Sole

                                                       IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre i raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.Infatti ARRIVERMO AD ABUS SIMBEL VIA TERRA con mezzi con aria condizionata e comodissimi, COSI SI HA il contatto con la gente del posto.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.

 

QUESTA PARTENZA E’ IN ESCLUSIVA PER I VIAGGI DI GIORGIO

HA 14  CABINE UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

 

 Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

   Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.

         Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

     Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan per ultimo per godere al meglio delle visite, il gruppo sarà tra le 16 e massimo 18 persone!

Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

egitto

1° Giorno: Roma – Cairo

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.

2° Giorno: Cairo – Luxor

Immagini Cittadella Cairo | Vettori Gratuiti, Foto Stock e PSD

Arrivo nelle prime ore della mattina e trasferimento in hotel

Dopo la prima colazione Incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Pranzo in ristorante  .

 

Dopo pranzo trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor.

Visita del tempio di Karnak al tramonto.

 

Nb. In caso orario del volo non consentisse di fare questa visita al tramonto ,verrà effettuata il giorno dopo.

 

Il Santuario di Karnak, situato a pochi chilometri, è probabilmente il complesso monumentale più grandioso mai costruito, con uno sviluppo che proseguì per 1500 anni: è un susseguirsi di cortili, recinti sacri, statue, spettacolari sale colonnate, templi dedicati a diverse divinità, in pratica una summa dell’architettura e dell’arte dell’Antico Egitto. Il tempio di Karnak,occupa quasi mezzo chilometro quadrato. L’unica parte facilmente accessibile è la cinta muraria del tempio di Amon. Ci sono due vie d’accesso da Luxor : dalla Corniche, piegando verso l’interno un po’più a nord, oppure lungo la Sharia elKarnak, seguendo più o meno il Viale delle sfingi che un tempo connetteva i templi di Luxor e di Karnak, passando davanti alla torreggiante porta di Evergete II e alla cinta muraria. Il grande tempio di Amon è un susseguirsi impressionante e infinito di piloni,

cortili e sale colonnate, obelischi e colossi. Reca il marchio di decine di regnanti nel corso di tredici secoli. Le rovine rimasero semisepolte nel limo del fiume per un tempo altrettanto lungo e furono liberate dagli archeologi a metà ’800. La grande sala ipostila è la gloria di Karnak, una foresta di colonne gigantesche che occupano un’area di 6000 mq. (per avere un’idea, potrebbe contenere insieme la basilica di S. Pietro e la cattedrale londinese di S. Paul).

Le visite della giornata si concludono nel sito Luxor in tempo per ammirare il tempio di Luxor con la luce del tramonto ed illuminato con luci artificiali che creano un’atmosfera quasi irreale e incredibile.

Questo tempio era dedicato alla triade tebana di Amon-Min-Mut e Khonsu; mentre Marna è opera di numerose dinastie, il tempio di Luxor si deve principalmente a due

faraoni del Nuovo Regno e risale all’apogeo artistico del periodo. Il tempio fu fondato da Amenofi III (1417-1379 a.C.) della XVIII dinastia, al quale si devono anche il terzo pilone di Karnak e i colossi di Memnone, dall’altra parte del fiume. I lavori furono sospesi durante il regno del figlio Akhenaton, ma furono poi ripresi sotto Tutankhamon e

 

Horemheb; Ramesse II poi aggiunse un cortile a doppio colonnato e un grande pilone incorniciato da obelischi e colossi. Stupefacenti sono: il cortile di Ramesse II, quello di Amenofi III, la Salaipostila e il Viale delle Sfingi, che conduce a Karnak.

Cena e pernottamento a bordo.

 

N.b ordine delle visite potrebbe essere modificato.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Tempio di Abydos di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e pernottamento.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione a bordo.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e :

            INGRESSO INCLUSO ALLA VISITA DELLA TOMBA DI NEFERTARI! 

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall’egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.
È infatti diversa rispetto alle tombe di altre regine (solitamente più semplici e dotate solo di una camera funeraria), e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Sulle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell’ambito dell’arte funeraria egizia soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti. Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l’aldilà, durante il quale incontra molte divinità tra le quali Osiride e Iside. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell’immortalità e della pace eterna.

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente. Ma la scoperta della tomba di Nefertari era comunque un’avvenimento importante.

Guida alla visita alla Tomba di Nefertari: la tomba più bella d'Egitto - GuideTuristiche

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re (Visita e ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon). Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

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Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Archaeology Of The Ancient Egyptian Working Man: The Gebel el-Silsila Quarries - EgyptToday

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

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Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo. Pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil    e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

Il villaggio nubiano

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo. Pernottamento.

8° Giorno: Aswan 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave. Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione .Incontro con la guida e visita del nuovo  Museo Egizio, dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5*****
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica annullamento (massimale 10.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione Covid19

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 320,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 40,00
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Sulle orme di Piero della Francesca-Arezzo “Rosa dei Venti del Rinascimento

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                                                          Con  storico dell’arte.

                                                        Il Cammino del Sacro

                       Altissime testimonianze di spiritualità ed arte nel territorio aretino.

                                          Arezzo “Rosa dei Venti” del Rinascimento:

Piero della Francesca nella sua terra,Beato Angelico e Luca Signorelli a Cortona,i Della Robbia e Giorgio Vasari  in Casentino.

Posto alla confluenza di tre delle quattro vallate racchiuse nella provincia di Arezzo, il territorio aretino è circondato a nord dal Casentino, la valle attraversata dal primo tratto dell’Arno, terra di eremi e pievi e di grande spiritualità; a nord-ovest dal Valdarno Superiore, zona sempre percorsa dal fiume più importante della Toscana nel tratto fra Arezzo e Firenze, a sud dalla Val di Chiana, una pianura ricavata dalla bonifica di preesistenti paludi il cui più significativo corso d’acqua è il canale maestro della Chiana e, infine, ad est – tramite l’agevole valico del Torrino e la valle del Cerfone – dalla Valtiberina, in cui scorre il primo tratto del Tevere.

Piero  della Francesca è uno tra i più  importanti pittori rinascimentali, esponente della seconda generazione di  pittori-umanisti.

          Ricostruire la sua vita non è  impresa facile data la scarsità dei documenti a cui riferirsi. Il vero  nome è Piero di Benedetto de’ Franceschi, ma è comunemente conosciuto come  Piero della Francesca.

La prima opera documentata di Piero della Francesca è  il polittico della Misericordia. Il fondo oro testimonia il  legame con la tradizione gotica mentre le figure rivelano già la nuova e  originale impostazione geometrica. A Rimini collabora all’affresco del Tempio  Malatestiano. Nel 1452 lavora al celebre ciclo della Leggenda della vera Croce, che gli viene commissionata  dalla famiglia Bacci. Con la Madonna  del Parto,  Piero della Francesca si cimenta con un soggetto iconografico insolito: la  Vergine rappresentata come una semplice donna in stato di gravidanza.
Tra le opere più importanti del  pittore c’è inoltre la Flagellazione eseguita negli anni presso la Corte di Urbino e sempre  dello stesso periodo è la tavola che fa da cuspide al polittico di Sant’Antonio  delle Monache di Perugia, rappresentante L’Annunciazione. Per i Montefeltro esegue il Ritratto di Battista Sforza e Federico da  Montefeltro.  Infine tra le ultime opere: la Madonna di Senigallia e la Sacra  conversazione.

Basilica di San Francesco /
Affreschi di Piero della Francesca

La Basilica di San Francesco, scrigno di uno dei capolavori assoluti dell’arte italiana, custodisce uno dei cicli pittorici rinascimentali più famosi e conosciuti in tutto il mondo, la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca.

Il territorio del comune di Arezzo è molto ampio e vario. Si va dalla pianura che si apre sulla Val di Chiana e sull’Arno, alle colline, a sud della città, a zone montuose, soprattutto nella parte orientale. I comuni confinanti sono diversi: sul lato Val di Chiana ci sono Civitella in Val di Chiana e Castiglion Fiorentino, Cortona, Monte San Savino e Marciano della Chiana; sul lato del Valdarno superiore abbiamo Laterina e Castiglion Fibocchi; sul lato del Casentino Capolona e Subbiano;  sul lato della Valtiberina Anghiari e Monterchi.

Una combinazione unica di spiritualità e bellezza naturale

 

1° giorno: Cortona: ordini mendicanti, culti mariani e grande arte (Beato Angelico, Signorelli e Pietro da Cortona)

Ritrovo dei partecipanti  in luogo e orario da definire e e partenza in direzione della Toscana,in bus privato.Arrivo e incontro la nostra “guida” che altro non è che uno storico innamorato di Piero della Francesca ,tanto da dargli sempre del tu :Piero….

L’antica  Curtun fu una delle più importanti lucumonie etrusche, dominando già dall’VII sec. a C. il contrafforte del monte di Sant’Egidio con cui si serra ad oriente la Valdichiana. Di quella grande stagione della storia cortonese rimangono per fortuna emergenze di grande importanza come la cinta muraria la necropoli del Sodo la porta Bifora e un ricchissimo museo archeologico. Non meno importante fu il Medioevo e il Rinascimento cortonese, periodi che hanno lasciato un’impronta formidabile sull’aspetto urbanistico della città e più in generale sul patrimonio artistico cortonese. Già agli inizi del Duecento si respirava a Cortona un particolare clima religioso per la presenza di San Francesco presso l’Eremo delle Celle e l’attività instancabile di frate Elia e poi di Santa Margherita. Nel Quattrocento fu soprattutto la comunità domenicana e le confraternite dei laudesi che incisero maggiormente nel panorama religioso ed artistico della città come committenti di artisti oggi universalmente noti come Beato Angelico e Luca Signorelli. Alla devozione verso simulacri miracolosi si deve invece l’edificazione fuori della cinta muraria di Cortona del Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, importantissimo santuario mariano e capolavoro del rinascimento realizzato a partire dal 1485 da Francesco di Giorgi Martini. Il Seicento è la grande stagione di Pietro da Cortona di cui Cortona conserva pregevolissime opere in Santa Chiara e nella Cattedrale di Santa Maria.

Visita al museo Diocesano.

IL MUSEO DIOCESANO IN CORTONA

Il Museo si trova in piazza del Duomo, all’interno dell’ex-chiesa del Gesù, e raccoglie vari oggetti ed opere d’arte provenienti dalle chiese del territorio appartenenti alla diocesi. La raccolta d’arte venne fondata nel 1945 e conserva importanti opere di Pietro Lorenzetti, Beato Angelico, Bartolomeo della Gatta, Sassetta e Luca Signorelli, oltre ad arredi sacri di notevole pregio. Il percorso espositivo inizia dall’unico oggetto antico presente, di altissima qualità, il sarcofago romano con il Combattimento tra Dioniso e le Amazzoni, databile al II secolo d.C. e ritrovato nei presi del Duomo. L’opera, scoperta nel XV secolo, venne ammirata da Donatello e da Brunelleschi, il quale si recò appositamente a Cortona per vederlo su consiglio dell’amico. La sala successiva è dedicata alla pittura, dove si conservano una Madonna col Bambino attribuita Niccolò di Segna (1336 circa), la monumentale Croce sagomata e dipinta di Pietro Lorenzetti (1315-1320, dalla chiesa di San Marco), il Crocifisso e la Maestà dello stesso autore, a cui sono attribuiti anche dei frammenti di affreschi con l’Andata al Calvario da Santa Margherita. Sempre di scuola senese è il trittico della Madonna dell’Umiltà tra i santi Nicola, Michele, Giovanni Battista e Margherita da Cortona del Sassetta (1434 circa), già in San Domenico.

L’opera certamente più importante è L’ Annunciazione del Beato Angelico; da vedere inoltre le opere di Luca Signorelli, nato a Cortona circa il 1455 e qui morto nel 1523, uno dei pittori più significativi del Rinascimento italiano. I suoi nudi anticipano Michelangelo mentre i suoi paesaggi riecheggiano le ritmiche composizioni del Perugino.

Arte in Toscana | Fra Angelico | Annunciazione di Cortona, 1430 | Podere Santa Pia, Casa Vacanze in Maremma, Toscana

Capolavoro della pittura italiana del primo Rinascimento è la pala dell’Annunciazione di Beato Angelico (1430 circa), pure da San Domenico, dotata di predella originale. Dello stesso artista è anche il Trittico di Cortona con predella mostrante le storie di san Domenico. L’Assunta di Bartolomeo della Gatta (1470-1475) proviene dal convento benedettino della Contesse. Sono conservate ben nove tavole del caposcuola locale, Luca Signorelli, tra cui il Compianto su Cristo morto (da Santa Margherita, 1502) e la Comunione degli Apostoli (dall’altare maggiore del Gesù, 1512) sono le uniche firmate.

La pittura del XVIII secolo è rappresentata dalla tela con le Estasi di Santa Margherita da Cortona di Giuseppe Maria Crespi (1701) e dal Miracolo di san Francesco di Paola di Francesco Capella (1750). Nel sottochiesa, già sede della Compagnia del Buon Gesù, si trova un ciclo di affreschi del Doceno con Sacrifici del Vecchio Testamento, disegnato da Vasari e risalente al 1554-55. Il Compianto sul Cristo morto dell’altare è un gruppo in terracotta invetriata dell’ambito di Benedetto Buglioni (1517 circa). Gli stalli lignei intagliati ai lati sono di Vincenzo da Cortona (1517).

Trittico di Cortona - Wikipedia

Pranzo libero.

All’interno di Cortona si possono apprezzare i resti della città nel periodo etrusco con le principali opere costituite dalle poderose mura, dalla porta bifora, e da una serie di strutture sotterranee (l’arco a volta di palazzo Cerulli Diligenti, la volta a botte di via Guelfa, il muro etrusco di palazzo Casali); del periodo romano si possono osservare resti dell’acquedotto costituito da condutture in cocciopesto presso porta Montanina e dalla cisterna dei “Bagni di Bacco” accanto alla chiesa di S. Antonio. All’esterno dominano la pianura i “meloni”, tumuli etruschi di età arcaica, uno ubicato a Camucia e due presso la località Sodo. Tra questi spicca il tumulo II del Sodo, con la spettacolare gradinata-terrazza decorata da gruppi scultorei ed elementi architettonici di stile orientalizzante. Sulla fascia pedecollinare, tra oliveti di rara bellezza, si possono visitare la tanella di Pitagora, celebre monumento noto ai viaggiatori fin dal 1500, la tanella Angori e la tomba di Mezzavia. Al di sopra di tale area, nella montagna cortonese, è stato di recente recuperato un fitto reticolo di strade basolate di periodo romano. Sul versante prospiciente il lago Trasimeno sono i notevoli resti della villa tardo repubblicana e imperiale di Ossaia.

Arrivo in hotel ad Arezzo, cena e pernottamento.

2° giorno: Camaldoli e La Verna nel segno di Vasari e dei Della Robbia.Arezzo .

Prima colazione in hotel e partenza per Camaldoli.

Gita di primavera in Casentino | Visit Tuscany

Il Casentino è terra di spiritualità: nel silenzio dei suoi boschi, che sono oggi patrimonio naturalistico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, vissero S. Romualdo e S. Francesco.

Il complesso religioso legato alla congregazione benedettina fondata da San Romualdo  nel XI secolo,  comprende due parti ben distinte, eremo e monastero, immerse nella monumentale foresta che i monaci hanno gestito nei secoli in perfetta simbiosi con la natura. Lo stabile connubio tra eremo e monastero costituisce una struttura unica nella tradizione benedettina e una delle realtà più vive del monachesimo occidentale. Qui nel 1537 fu chiamato per dipingere alcune pale d’altare da porre nella Chiesa dei Santi Donato e Ilariano il giovane Giorgi Vasari, in fuga da Firenze dopo l’assassinio  del suo protettore Alessandro dei Medici.

StarTrekk - Trekking, Escursioni

Fondato da S.Francesco a partire dal 1214 La Verna è il più famoso dei conventi del Casentino e il cuore del culto francescano.

                 Chiusi della Verna, è il weekend dedicato ai cammini – Casentino Più

Fortemente legato all’episodio delle stigmate il santuario offre al visitatore nei suoi angoli più suggestivi la possibilità di ammirare le terrecotte invetriate realizzate da Andrea della Robbia a partire dal 1475 e considerate dai cultori di questa particolare tecnica scultorea tra le migliori realizzazioni dell’abilissimo nipote di Luca della Robbia.

 

CHIUSI DELLA VERNA (AR). Santuario della Verna, due terrecotte invetriate con s. Antonio abate dei della Robbia, XV – XVI secolo – La diffusione dell'intitolazione di luoghi sacri a Sant'Antonio Abate

l Santuario della Verna è un luogo sacro incastonato nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste del Casentino, nella splendida regione toscana. Questo santuario è famoso per essere il luogo delle Stimmate di San Francesco d’Assisi nel 1224. Situato tra le foreste del Parco Nazionale, il Santuario della Verna regala ai visitatori panorami mozzafiato e una connessione profonda con la natura. Le montagne circostanti, tra cui il Monte Penna, offrono sentieri pittoreschi e possibilità di escursioni indimenticabili. Le foreste ricche di fauna e flora rappresentano un santuario naturale di rara bellezza.

I Tesori del Casentino: la tavola con San Girolamo presso la chiesa del Monastero di Camaldoli – Casentino Più

Giorgio Vasari ebbe un forte legame con il Casentino, soprattutto con il Monastero di Camaldoli dove, a partire dal 1537, iniziò a lavorare per i monaci, commissioni che segnarono un importante punto di svolta nella sua carriera. Le sue opere nel Casentino includono la Natività e la Madonna con il Bambino (1537-1538), ma soprattutto il polittico con la Deposizione di Cristo (1539-1540), commissionato dalla comunità monastica. Inoltre, all’interno del monastero si trova un’opera tarda, il Cristo nell’orto (1570), che attesta il suo legame duraturo con i monaci camaldolesi. 

L'"Annunciazione" di Guillaume de Marcillat

Inoltre, il Santuario della Verna è arricchito dalle splendide terrecotte invetriate di Andrea della Robbia, che decorano le pareti e gli altari del santuario. Queste opere d’arte rinascimentali raffigurano scene sacre e simboli religiosi, creando un’atmosfera unica di devozione e spiritualità.

Terrecotte Della Robbia in Casentino – Ceramiche robbiane a La Verna

Pranzo in corso di escursione.

Cena e pernottamento in hotel.

N.b se avremo tempo,inizieremo le visite di Arezzo al rientro da Camaldoli.

3° giorno: Nel raggio di Piero della Francesca:  la Cappella Bacci di Arezzo, la Madonna del Parto di Monterchi e il Museo Civico di Sansepolcro.

Prima colazione in hotel e rilascio delle camere.

Proviamo ad immaginare Arezzo come una rosa dei venti, come uno strumento di precisione che indica, ai quattro punti cardinali, le direttrici di quella stagione delle arti che i manuali chiamano del Rinascimento. Il punto di partenza non può che essere Arezzo con Piero della Francesca. In città l’attività del grande maestro risulta  indiscutibilmente salda a cavallo tra la prima e la seconda metà del secolo.

….tutto il mondo, la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca.

Il ciclo, realizzato dall’artista in un periodo compreso tra il 1452 e il 1466, non segue una sequenza narrativa e gli episodi non sono collegati secondo la successione cronologica, ma per rapporti formali e simbolici. Le scene, articolate in tre livelli sulle pareti della Cappella Bacci, sono caratterizzate da una attenta visione prospettica e raccontano la storia della Croce sulla quale venne crocifisso Gesù Cristo, a partire dalla nascita dell’albero dal quale proviene il legno col quale essa fu costruita. Gli episodi sono tratti dalla Legenda Aurea del frate domenicano Jacopo da Varagine, una raccolta di vite di santi e spiegazioni di feste liturgiche scritta a partire dagli anni Sessanta del XIII secolo e diffusa con grande successo durante tutto il Medioevo.
All’interno della Basilica di San Francesco, oltre al capolavoro di Piero della Francesca, si conservano molte altre opere degne di nota, tra le quali la grande Croce dipinta, oggi sospesa sopra l’altare maggiore. Risalente all’ottavo-nono decennio del Duecento, epoca in cui l’attuale chiesa era ancora in costruzione, è attribuita ad un pittore umbro noto convenzionalmente come Maestro di San Francesco. La croce raffigura il Christus patiens, cioè il Cristo sofferente, con San Francesco in adorazione inginocchiato ai suoi piedi.

Basilica San Francesco ad Arezzo: chiesa gotica, Cappella Bacci

In San Francesco la Leggenda della vera Croce, affrescata dall’artista nella cappella Bacci, è oggi pienamente fruibile grazie ad un restauro concluso quasi due decenni fa, mentre in Cattedrale l’opera di Piero spicca con la mirabile figura della Maddalena.

                           Arezzo e le sue bellezze: la Maria Maddalena | Attualità AREZZO

Al termine delle visite ci trasferiamo  in direzione di Monterchi.

Dal 18 Dicembre 2021 il capolavoro di Piero della Francesca, custodito nel borgo medievale di Monterchi, avrà una migliore fruizione grazie a iGuzzini Illuminazione. 

Da questa data sarà possibile ammirare l’affresco sotto una nuova luce.

Ad est del capoluogo c’è la Valtiberina e la strada ci porterà verso Monterchi dove Piero dipinse per la chiesa di Santa Maria a Momentana la Madonna del Parto opera straordinaria ed icona universalmente riconosciuta della maternità.

La Madonna del Parto e Monterchi condividono una storia indissolubile che ha origine tradizionalmente nel 1459, quando Piero della Francesca si recò a Monterchi in ricordo della madre Monna Romana di Perino, nativa del piccolo borgo.

L’affresco, di cui ancora oggi è ignota la committenza, secondo gli studi effettuati, oscilla tra il 1450 e il 1465 e  realizzato nellla Chiesa di Santa Maria di Momentana o in Silvis, alle pendici della collina conosciuta con il toponimo di Montione (Mons Iunonis), luogo conosciuto fin dall’antichità, legato a culti pagani della fertilità.

Piero dipinse l’opera nella parete di fondo della Chiesa sopra un affresco Trecentesco più piccolo, di ignoto autore locale, raffigurante una Madonna col Bambino, recentemente dichiarata una Madonna del Latte, rinvenuta nel 1911 dal restauratore Domenico Fiscali in occasione dello stacco della Madonna del Parto, voluto dalla Regia Soprintendenza ai monumenti, per ragioni di tutela e manutenzione.

Nella primavera del 1944 il governo dispose di concentrare in ricoveri sicuri i principali capolavori italiani per sottrarli ai bombardamenti e ai saccheggi dei tedeschi: nell’elenco figurava anche la Madonna del Parto.

Madonna del Parto di Piero della Francesca, per il Consiglio di Stato l'opera deve tornare nella chiesa di Santa Maria Momentana - Arte Magazine

La Vergine si mostra al popolo dei fedeli al centro di una tenda preziosa foderata di pelli di vaio, come un’apparizione, eppure viva e reale nella sua freschezza, poco più che adolescente, il volto incantevole, gli occhi leggermente a mandorla e la pelle chiara e luminosa.

I biondi capelli sono stretti in trecce sottili girate intorno al capo e trattenute da una fascia di leggero tessuto candido che gira sulla fronte perfetta e si incrocia con semplice eleganza passando dietro le orecchie.

I contorni purissimi del viso sono sottolineati dal segno sottile, ma netto di contorno: ha una sicurezza e un’incisività confrontabile solo con le più alte capacità espressive del disegno fiorentino, a cui Piero appare qui ancora fortemente legato.

Questo volto è di una bellezza che non ha confronti nella storia dell’arte: sa unire l’assoluta naturalezza di una semplice fanciulla di paese a qualcosa di regale, ma soprattutto di soprannaturale, forse per la luminosità perlacea dell’incarnato che sembra emanare luce propria.

È una donna come tutte le altre, incinta, giovanissima e immersa nell’attesa del nascituro che cambierà la sua vita, ma è anche la prescelta da Dio come strumento di redenzione.

L’immagine è un’esaltazione della maternità. Alta e bellissima nella sua gravidanza avanzata, resa evidente dalla posizione di tre quarti: la futura madre posa la mano destra con gesto protettivo sul corpo rigonfio che preannuncia l’arrivo del Salvatore e lo presenta all’adorazione dei fedeli.

Il realismo straordinario di questa figura giunge al punto tale che l’artista ha rappresentato la Madonna come un’immagine vera di gestante: con il rigonfiarsi del suo corpo ha allargato i lacci della veste mostrando il candore della camicia che corrisponde alla linea bianchissima della scollatura quadrangolare.

Per Antonio Paolucci (in “La Madonna del Parto 1993”), la Madonna del parto è l’esatta traduzione figurativa dell’Ave Maria “Benedicta tu es in mulieribus et benedictus fructus ventris tui”. Giustamente egli sottolinea la capacità di Piero della Francesca “di sacralizzare il vero e, allo stesso tempo, di dare al sacro l’evidenza di un naturalismo archetipo”

Altrettanto stretto sembra il riferimento all’invocazione di Dante nel canto XXXIII del Paradiso:

Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile et alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio;

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che l’suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Museo Civico di Sansepolcro | Discover Arezzo

Poco più in là sorge Sansepolcro la città che intorno al 1412 dette i natali al grande pittore.  Qui nel locale Museo Civico, con ben quattro opere di Piero della Francesca (Resurrezione il Polittico della Misericordia il San Ludovico e il San Giuliano) si concluderà il nostro magnifico itinerario nel raggio di Piero della Francesca.

The Resurrection (Piero della Francesca) - Wikipedia

Museo Civico

Il Museo Civico di Sansepolcro si trova in via Aggiunti, 65: presenta dieci sale espositive distribuite tra il piano terra e il primo piano; parte integrante del percorso è anche il seminterrato.

La visita al Museo Civico comincia dalla Sala del Camino, che introduce alla storia di Sansepolcro e al legame del tutto particolare tra Piero della Francesca e la sua città natale. Qui Piero vive e lavora e vi ritorna dopo ogni commessa presso le Corti italiane dell’epoca; non trascurando di interessarsi dell’azienda familiare che produce tinture e stoffe. È presente e attivo anche nella vita cittadina: riveste infatti, in varie occasioni, importanti cariche pubbliche. Questo legame profondo è testimoniato dalle stesse sue opere nelle quali spesso raffigura i campanili, le torri e le colline del suo Borgo, dove muore il 12 ottobre del 1492.

II nucleo centrale del Museo civico e rappresentato dai capolavori che Piero della Francesca (Sansepolcro, 1412-1492) realizza per la sua citra, rendendola famosa nel mondo.
II Polittico della Misericordia, commissionatogli dalla Compagnia della Misericordia nel 1445, oggi privo della cornice coeva, e composto da ventitre tavole con al centro la maestosa e ieratica figura della Madonna che accoglie i fedeli sotto iI suo manto.
Nella grande sal a dei Conservatori si ammira il capolavoro di Piero, “iI dipinto piu bello del mondo” la Resurrezione, opera databile intorno al 1460.
II Cristo risorto emerge con potenza dal sepolc ro, vittorioso sulla morte, simbolo e vessillo della speranza cristiana, della citra e della sua rinascita politi ca.
Altre grandi testimonianze pierfrancescane so no gli affreschi staccati del San Ludovico, proveniente dal vicino Palazzo Pretorio, e del San Giuliano, casualmente rinvenuto nell’abside della Chiesa di Santa Chiara nel 1954.

Sansepolcro all'Ermitage con due opere di Piero della Francesca

 

Al termine rientro a Roma e fine dei servizi.Arrivo in serata.

 

 

La quota comprende :

Hotel 4**** in mezza pensione.

Trattamento di HB menu fisso con:primo, secondo, contorno, dessert acqua minerale inclusa.

Colazione a buffet.

Bus G.T.

Guida esperta del Rinascimento autorizzata Regione Toscana.

Due pranzi bevande escluse.

Assicurazione medica e bagaglio.

Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO

Gadget  e Iva al 22%

 

Non  comprende :

Tassa di soggiorno 3 euro al giorno a persona.

Biglietti ingressi siti e monumenti pari a 27,00

Auricolari pari a 8,00 euro  da pagare in loco

Bevande ai pasti

Mance per guida,autista,camerieri,da pagare in loco 6,00 al giorno a persona totale 18,00 euro

Tutto quanto non previsto  nella quota” comprende”.




Nuova Zelanda febbraio 2026

SONO PREVISTI VOLI DI AVVICINAMENTO A ROMA DA TUTTA ITALIA

Possibile effettuare estensione alle Isole Fiji.

Aotearoa è il nome Maori per indicare la Nuova Zelanda e significa ‘Il paese della lunga nuvola bianca”, perché è così che i Maori videro la Nuova Zelanda in lontananza, quando arrivarono con le loro canoe dalla leggendaria isola Hawaiki, più di 1000 anni fa.

I primi colonizzatori delle isole della Nuova Zelanda di cui si abbia notizia sono gruppi di Polinesiani che vi giunsero tra il 1000 e il 1300 d.C.. Da questi primi insediamenti si sviluppò quella che divenne la civiltà Maori.

Gli Olandesi giunsero sulle isole nel 1642 con la spedizione di Abel Tasman, che terminò con l’uccisione di numerosi membri dell’equipaggio da parte dei Maori. La Nuova Zelanda non si vide raggiungere da altri colonizzatori fino al 1769, quando sbarcò James Cook, che realizzò le mappe di quasi tutte le coste. L’arrivo sempre più frequente dei colonizzatori generò nuovi rapporti di forza tra le tribù locali, a causa dell’introduzione delle armi da fuoco, scambiate dagli Europei con cibo locale e acqua. Ne derivarono le cosiddette “guerre del moschetto”.

Formata da due grandi isole principali, North Island e South Island, la Nuova Zelanda è un paese di rara varietà paesaggistica: valli alpine, giungla, spiagge, montagne glaciali, laghi ribollenti, fiordi, vulcani attivi e geyser. I neozelandesi sono un popolo di grandi navigatori, con il maggior numero di barche per abitante al mondo. Ma questo Paese non è solo mare e paesaggi. Prima gli australiani e poi gli europei, si sono accorti che la qualità della vita, in combinazione con il clima ideale e la cultura nazionale, un mix tra tradizioni tribali e raffinatezza britannica, è tra le migliori del mondo e vi si trasferiscono. Colonizzatori e Maori hanno sempre improntato e condotto la propria vita a stretto contatto con la natura e con i suoi eventi, e oggi, la Nuova Zelanda è uno dei Paesi con la maggiore attenzione per l’ecologia e l’ambiente, anche se alcune volte sorgono inevitabili contraddizioni. Viaggiando alla ricerca dei paesaggi selvaggi e primordiali, si scoprirà il volto civile e avanzato del Paese, tra i primi per la tutela sociale e per l’emancipazione femminile. Anche le città sono accoglienti e pulite, dominate da grattacieli moderni e circondate da marine sterminate, incredibilmente fitte di barche a vela.

Possibile effettuare estensione in Tasmania o Australia.

Giorno 1 – Italia –  Nuova Zelanda

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni d’imbarco per il volo  con scali direzione Nuova Zelanda

Pasti e pernottamento a bordo.

Giorno 2:  – Christchurch

Dopo lo scalo, proseguimento in direzione Christchurch.

Pasti e pernottamento a bordo.

Giorno 3: – Christchurch

Arrivo previsto in mattinata. Incontro con la guida autista parlante italiano e trasferimento in hotel con mezzo privato. All’arrivo, tempo libero per un po’ di riposo.

Situata nell’Isola del Sud, è il capoluogo dell’area statistica di Canterbury. Fondata nel 1850 da Anglicani, giace all’estremità settentrionale della Penisola di Banks a breve distanza dalla costa orientale, su cui si trova il suo porto di Lyttelton.

 

43 Facts About Christchurch - Facts.net

 

Alla scoperta di Christchurch, cittadina portuale in Nuova Zelanda | C-Magazine

Per chi lo desidera, possibilità di visitare i Botanic Gardens, fondati nel 1863 con la piantumazione di una quercia inglese. I giardini botanici di Christchurch sono diventati una destinazione molto amata sia dai cantabrici che dai visitatori. Nel corso degli anni le zone umide naturali e le dune di sabbia sono state trasformate in un parco di 21 ettari elegantemente coltivato con più di 10 diversi giardini incorniciati da alberi maturi e ampi prati, che sono per lo più contenuti all’interno di un’ansa del fiume Avon.

Christchurch Garden Images – Browse 1,570 Stock Photos, Vectors, and Video | Adobe Stock

Pernottamento in hotel.

Giorno 4: – Christchurch – Wanaka

Colazione in hotel. Inizio delle visite della città. Fondata nel 1850, è chiamata “la città più bella della Nuova Zelanda”, vanta paesaggi fiabeschi, natura selvaggia ed oceano.

Christchurch Economy - ChristchurchNZ.com

Nel pomeriggio, partenza in direzione Wanaka. Durante il tragitto faremo delle soste fotografiche ai laghi Tekapo e Pukaki.

16 Extraordinary Facts About Lake Wanaka - Facts.net

Il Lake Tekapo è uno dei più bei laghi della Nuova Zelanda, il secondo più grande dei tre laghi in direzione nord-sud, che si trovano lungo il bordo settentrionale del bacino Mackenzie nell’isola del sud. Copre un’area di 83 chilometri quadrati e si trova a un’altitudine di 710 metri sul livello del mare. Il lago, che viene alimentato dalle acque del fiume Godley, costituito da una rete di canali fluviali separati da piccole isole spesso temporanee, rappresenta una destinazione turistica molto popolare, tanto che numerosi hotel e resort si trovano proprio nella cittadina omonima che sorge all’estremità meridionale del lago.

Lake Tekapo, New Zealand — Stock Photo © muha04 #3085077

Il Lake Pukaki è il lago più grande della zona e mette in mostra con orgoglio la vetta più alta della Nuova Zelanda, il Mt. Cook, dai numerosi punti panoramici intorno alle sue rive. Il colore dell’acqua del lago è un turchese brillante dovuto alla farina glaciale, composta da particelle di roccia estremamente fini provenienti dai ghiacciai circostanti. Il lago è alimentato all’estremità settentrionale dal fiume Tasman, che ha la sua sorgente nel ghiacciaio Hooker e Tasman. Quando il sole colpisce la superficie del lago, ne riflette le particelle trasformandolo in un blu brillante. La combinazione del magnifico lago, delle vette circostanti e degli ampi cieli aperti è un sogno per i fotografi e pone la difficile sfida di catturare la grandiosità del paesaggio in continua evoluzione.

Lake Tekapo New Zealand 4K wallpaper

 

Situata sul versande meridionale dell’omonimo lago, Wanaka è l’entrata al Mt. Aspiring National Park e alle piste da sci di Cardrona e Treble Cone. Depart Te Anau and travel to Wanaka. Una città tranquilla, è però una meta scelta da molti per via della sua bellezza naturale che la circonda e delle attività che propone. Fondata nel 1860 come centro di servizio per i proprietari di runner e i cercatori d’oro locali, la città non decollò fino ai prosperosi anni centrali del ventesimo secolo, quando i campeggiatori di Kiwi scoprirono il suo clima estivo caldo e secco. Sebbene sia ancora solo la casa di circa 7000 persone, ora è una delle città della Nuova Zelanda in più rapida crescita, con ampi sviluppi e nuove costruzioni abitative che spuntano ovunque.

 

Wānaka Itinerary: How To Spend Three Seven Days In Wānaka, 52% OFF

Pernottamento in hotel.

Giorno 5: – Wanaka – Queenstown

Colazione in hotel. Partenza per Queenstown.

Dopo pranzo escursione a bordo dello Shotover Jetboat Ride. Quest’esperienza è famosa in tutto il mondo come la migliore da fare in motoscafo. Una combinazione unica di bellezza e potenza, della durata di 25 minuti ma senza eguali. Viaggio in profondità nello Shotover River Canyon, mentre l’esperta guida pilota abilmente la barca a reazione attraverso i canyon stretti, oltre affioramenti rocciosi e intorno a dirupi e massi. Raggiungeremo velocità superiori a 85 km/h sfiorando la superficie di acque cristalline e sentendo gli spruzzi a 360° che ti garantiranno grande adrenalina e divertimento. Shotover Jet opera su un’area esclusiva del fiume Shotover ed è l’unica compagnia autorizzata a operare all’interno dei suoi spettacolari canyon, scavati nel corso dei secoli da un vasto volume di acqua che scorre veloce. La grandiosità di questo ambiente spettacolare, a meno di 10 minuti di auto da Queenstown, aggiunge emozione ed esclusività all’esperienza Shotover Jet. Il punto di partenza dello Shotover River Jet è a 7 km dal centro di Queenstown.

Go Jetboating Up The Shotover River For The Ultimate Queenstown Adventure Tour

Più tardi, salita sulla funivia Skyline Gondola. Il punto di partenza della Skyline Gondola si trova a soli cinque minuti a piedi dal centro di Queenstown. Ammireremo le viste mozzafiato salendo sulla funivia sopra la città ed il lago Wakatipu, fino alla cima del Bob’s Peak. I migliori panorami della regione si trovano qui, distesi in uno spettacolare panorama, con viste mozzafiato del Coronet Peak, della catena montuosa Remarkables e del lago Wakatipu fino a Cecil e Walter Peak.

Things to do in Queenstown experience Skyline Gondola & luge

Pernottamento in hotel.

Giorno 6:  – Milford Sound

 Colazione in hotel e partenza per Milford Sound, il fiordo più famoso nel sud della Nuova Zelanda. Rudyard Kipling, autore di “The Jungle Book” e grande viaggiatore, lo considerava l’8° meraviglia del mondo.

Escursione al fiordo Milford Sound

Effettueremo un’emozionante crociera a bordo della Southern Discoveries. Immerso nel Parco Nazionale di Fiordland, Milford Sound è un paradiso incontaminato per avifauna, delfini, foche e specie in via di estinzione come il pinguino crestato di Fiordland. Una meraviglia in qualsiasi periodo dell’anno e con qualsiasi tempo, Milford Sound è ricco di formazioni geologiche, cascate accattivanti e, non sorprende, una delle gite giornaliere panoramiche più impressionanti da fare in Nuova Zelanda. Immersi completamente nella natura, ammireremo questo panorama mozzafiato, comprese le famose Stirling Falls, dall’ampio ponte scoperto o dalle comode poltrone interne. Particolarissimo e di incredibile suggestione l’ambiente subacqueo, nel quale le montagne continuano fino anche a 450 metri di profondità e fanno da cornice a piscine di acqua limpidissima, in superficie dolce e poi salata, incredibile connubio che ospita forme di vita uniche, come il corallo nero. La ricchissima fauna comprende delfini, pinguini e foche, spesso avvistabili durante la crociera. Pranzo a bordo con picnic.

Ritorno a Queenstown.

Pernottamento in hotel.

Giorno 7:  Queenstown – Wellington

Colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto per prendere il volo interno con destinazione Wellington. All’arrivo, visita della città con un city tour. Città piccola ma molto interessante, Wellington è famosa per essere soprattutto la capitale costituzionale e culturale della Nuova Zelanda e ha saputo mantenere un fascino provinciale e una grande ricchezza culturale. È tristemente nota invece per il suo clima, in particolare per i venti tempestosi che la sferzano. Ma non lasciatevi scoraggiare, perché queste sono cose di poco conto rispetto alla quantità di delizie che la variegata Welly ha da offrire. Tanto per cominciare, con le sue splendide case vittoriane di legno che punteggiano i fianchi delle colline sopra la baia, è bella da guardare. In cima alle colline ci sono punti panoramici, mentre sulla costa si snodano belle passeggiate e a sud si estende un litorale frastagliato. Il centro pullula di musei, teatri, gallerie d’arte e boutique. Qui tutti hanno un’aria artistica e un po’ stanca, come se trascorressero le nottate davanti a una tela con il pennello in mano in cerca di ispirazione. Quest’atmosfera creativa è alimentata da fiumi di caffeina e di birra artigianale.

36 Hours in Wellington: Things to Do and See - The New York Times

Pernottamento in hotel.

Giorno 8: Wellington – Tongariro

Prima colazione libera. Avremo la mattinata libera prima del trasferimento alla stazione ferroviaria dove saliremo a bordo del treno Northern Explorer per il viaggio verso il Tongariro National Park. 

Porirua Harbour

Probabilmente il momento meno atteso del viaggio del Northern Explorer è il porto di Porirua. Situato quasi immediatamente fuori Wellington. Tuttavia il tratto breve tra Porirua e Paremata è un gioiello paesaggistico, con barche a vela ancorate in una calma idilliaca acque.

Body found in Porirua Harbour | RNZ News

Kapiti Coast

Sebbene non sia famoso per la sua vista sul mare, il Northern Explorer include uno i migliori tratti di ferrovia costiera della Nuova Zelanda. Tra la baia di Pukerua e Paekakariki, la ferrovia si aggrappa alle scogliere a picco sul mare offrendo viste spettacolari del Mar di Tasmania e dell’isola di Kapiti.

Kapiti Coast – SOS Business

Viadotti svettanti della Valle Rangitikei 

Mentre il Northern Explorer segue le gole della Valle Rangitikei, attraversa il fiume ed i suoi affluenti tramite cinque imponenti viadotti. Il più a nord è il viadotto Toi Toi, costruito nel 1904 e alto 62 metri. Più a sud si trova il viadotto Makohine, costruito nel 1902 e misura 72 m di altezza e 229 m di lunghezza. Tra questi due viadotti originali a traliccio in ferro si trova la deviazione Mangaweka, che era completato nel 1981 con tre nuovi viadotti in cemento. A nord c’è il Nord Rangatikei che, con i suoi 78 metri di altezza e 182 metri di lunghezza, è il secondo più alto della Northern Explorer Railway. Segue da vicino il viadotto del fiume Kaiwhatau, alto 74 metri e lungo 182 metri. Un paio di minuti più avanti si trova il viadotto South Rangitikei, alto 75 m Lungo 315 metri, è il terzo più grande del viaggio. 

Traveller 'frustrated' after world-famous scenic train journey was replaced by bus | Stuff

Biglietto del treno Northern Explorer tra Auckland e Wellington - Klook Stati Uniti

Il Paese del Signore degli Anelli

La salita costante sull’altopiano vulcanico da sud è raggiunto seguendo il fiume Rangitikei, dove l’acqua ha scolpito la morbida arenaria per creare una stretta gola con ripide scogliere bianche e numerosi tornanti a ferro di cavallo. Il risultato è lo scenario fluviale più bello mai visto. Non sorprende che Sir Peter Jackson ha utilizzato il Rangatikei come fiume Anduin nel Signore degli Anelli. 

Paludi, pianure e deserti

Distese brulle di ciuffi d’erba e di erbe nevose dominano il bordo sud-orientale dell’Altopiano Centrale. La composizione vulcanica del terreno qui è incredibilmente poroso, e il terreno rimane arido e sterile nonostante gli alti volumi di pioggia che cadono durante tutto l’anno. Questo altopiano è chiamato deserto di Rangipo, e sebbene non sia ufficialmente un deserto, è inospitale come pochi altri posti al mondo. Tuttavia, questo spazio vuoto costituisce un ottimo terreno di allenamento per il campo militare di Waioru ed offre magnifiche viste dell’imponente Mt. Ruapehu. 

Nel pomeriggio, breve passeggiata libera nel parco. Il Parco nazionale Tongariro, è il parco nazionale di più antica istituzione della Nuova Zelanda, oltre a essere il quarto parco più antico del mondo. L’area protetta si estende nella zona centrale dell’Isola del Nord e nel 1990 è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, sia per ragioni naturalistiche sia per il valore culturale, in quanto entro i suoi confini si trovano numerosi tapu, una parola Maori che indica un luogo estremamente sacro. Al suo interno si trovano diversi vulcani, precisamente il monte Ruapehu, il monte Ngauruhoe e il monte Tongariro, che dà il nome al parco stesso. Come la maggior parte della Nuova Zelanda, il parco si trova in una zona temperata. I venti prevalenti, comunque, che provengono da ovest, portano una gran quantità di aria umida prelevata nel Mar di Tasman; nella zona del parco i venti incontrano i primi rilievi e a causa del repentino raffreddamento dell’aria, ciò causa piogge a cadenza quasi giornaliera. Di conseguenza la temperatura media del parco è di 13 gradi, ma anche d’estate può scendere sotto lo zero, soprattutto sulle cime montuose, dove la neve è spesso presente tutto l’anno. Le vette delle montagne sono considerate sacre dai Maori, pertanto per evitarne lo sfruttamento da parte dei coloni europei, il 23 settembre 1887 il capo maori Te Heuheu Tukino IV donò il cuore di quello che oggi è il parco all’Impero britannico a patto che vi venisse istituita un’area protetta. Questa regione, di soli 26,4 chilometri quadrati, era considerata troppo piccola per un parco nazionale sul modello di quello di Yellowstone nel Wyoming (Stati Uniti), quindi vennero acquistati ulteriori territori confinanti. Nel 1894 nacque così il Tongariro National Park, su di un territorio di 252 chilometri quadrati, anche se bisognò attendere fino al 1907 per completare l’acquisto dei terreni. Nel 1922 vennero acquisiti ulteriori territori e il parco passò ad includere 586,8 chilometri quadrati. Da allora ci furono ancora numerose estensioni, la maggiore delle quali nel 1975, fino all’ultima del 1980 che ha portato il parco alle sue dimensioni attuali, cioè a 795,98 chilometri quadrati. La flora del Tongariro National Park è quanto mai varia: vi si trovano numerosissime specie, delle quali molte endemiche, che vanno dalle foreste pluviali (nella parte nord-occidentale del parco, fino ai 1.000 metri d’altezza) alle specie tipicamente alpine, come i licheni, che si trovano oltre i 2.200 metri di quota. Nel XX secolo venne introdotto nel parco il brugo, una pianta spontanea, che si è rivelata estremamente infestante e dannosa per l’ecosistema della flora endemica neozelandese. Si stanno facendo sforzi per il suo debellamento, anche se l’obiettivo sembra molto difficile da raggiungere. Per quanto riguarda la fauna, si contano 56 specie diverse di uccelli (alcune rare ed endemiche, come i kiwi e i falchi della Nuova Zelanda). Inoltre nel parco sono presenti gli unici due mammiferi nativi della Nuova Zelanda, il Chalinolobus tuberculatus e il Mystacina tuberculata, cioè due specie di pipistrelli, nonché tutti gli animali endemici del paese, compresi altri introdotti dall’uomo. Fin dai primi anni di vita del parco vennero sviluppati dei servizi rivolti al turismo: piste da sci, impianti di risalita, strade e alberghi, il che spiega la strana presenza di queste attrezzature all’interno di un parco nazionale.

Pernottamento in hotel.

Giorno 9:  Tongariro – Rotorua

Prima colazione in hotel e partenza per Rotorua. Situata su un altopiano vulcanico ed anticamente sede di molti stabilimenti termali, Rotorua è soprannominata la “città sulfurea” per la presenza di vasche di fango bollente, numerose sorgenti di acqua calda, geyser e un forte odore di zolfo che si diffonde nell’aria. La città ha anche una cospicua popolazione Maori le cui manifestazioni culturali, tra cui l’artigianato, i marae (luoghi di incontro e preghiera), le cene Hangi e le danze tradizionali, sono tra le più interessanti del Paese.  la città principale di Mercury Bay. Quando le foreste native venivano abbattute sulla penisola nel 1800 e all’inizio del 1900, Whitianga era un porto di legname. Le navi dall’Europa salpavano per il porto in acque profonde di Whitianga per caricare il prezioso kauri. Oggi, la prosperità del comune dipende dalla pesca, dall’agricoltura e dal turismo. Le specie vegetali autoctone ed introdotte, così come i numerosi e pittoreschi laghi della regione, fanno di Rotorua una delle mete più affascinanti della Nuova Zelanda sia dal punto di vista naturale che culturale.

Le migliori sorgenti termali a Rotorua - Suggerimenti di viaggio a Rotorua | Viator.com - Viator

All’arrivo, passeggiata guidata e crociera nella Waimangu Valley. Waimangu unisce la gente con il cuore pulsante della valle geotermica più giovane al mondo, la sua storia e la sua eredità uniche. Scopriremo spettacolari crateri vulcanici, enormi sorgenti di acqua calda, una flora rara e insolita, microbiologia dai colori brillanti e una vasta gamma di uccelli. Ci immergeremo nelle storie dell’eruzione vulcanica del Mount Tarawera, della sua gente e i conseguenti drammatici cambiamenti paesaggistici che hanno creato il parco geotermico più giovane del mondo. Esploreremo Waimangu ognuno al suo ritmo lungo la facile passeggiata di 1,5 km, principalmente in discesa. Completeremo l’esperienza con una crociera in barca di 45 minuti attorno al Lake Rotomahana, il luogo di riposo finale delle Terrazze Rosa e Bianche. 

Visit geothermal Waimangu Valley in Rotorua | AA New Zealand

A seguire, tour guidato a Te Puia per un’affascinante dimostrazione di cultura Maori. Questa combinazione esilarante offre uno spettacolo culturale di primo piano nella nostra casa splendidamente scolpita, Te Aronui a Rua. Comprenderà un Pōhiri (tradizionale benvenuto Māori), Waiata (canzone), Mōteatea (canto tradizionale), Poi e Haka. Entreremo nella valle geotermica sul nostro waka (veicolo in movimento per persone) e scopri uno dei più magnifici paesi delle meraviglie geotermiche della Nuova Zelanda, con geyser spettacolari, fango ribollente e bellissimi cespugli autoctoni. Per generazioni Te Puia ha accolto manuhiri (visitatori) da tutto il mondo per esplorare la magia nascosta nella valle termale di Te Whakarewarewa. 

Cena in ristorante tipico dopo lo spettacolo.

Pernottamento in hotel.

Giorno 10:  Rotorua – Coromandel

Colazione in hotel e partenza per Whitianga. All’arrivo escursione in barca nel tratto di costa tra Whitianga e Tairua e sosta nella spiagge.

Whitianga Harbour – Hauraki tribes – Te Ara Encyclopedia of New Zealand

Ocean Leopard Tours – The Full Monty. Aspettatevi di sperimentare il massimo della bellezza naturale che mai avete visto nella vostra vita. Visiteremo splendide spiagge tra cui Lonely Bay, Shakespeare Cliff, Cooks Beach, Hahei, Hot Water Beach e, naturalmente, la spettacolare Cathedral Cove.  Pinnacoli torreggianti, soffiature giganti e grotte marine, tra cui l’emozionante Orua Sea Cave (accessibile secondo le condizioni del mare). Più tardi visita al Te Whanganui -A – Hei Marine Reserve, dove l’abbondanza di fauna marina, uccelli e piante caratterizza la costa incontaminata. Il tour a Cathedral Cove copre 12 km di frastagliata costa vulcanica visitando le isole vicine e le splendide spiagge. Qui è stato girato il film Il principe Caspian (Le cronache di Narnia). Tuttavia, Cathedral Cove è solo l’inizio. Ci avventuteremo nella riserva marina di Te Whanganui-A-Hei dove osserveremo l’abbondanza di vita marina e di uccelli. Torneremo indietro nel tempo e visualizza lo spettacolare processo geologico che ha contribuito a formare imponenti pinnacoli, giganteschi sfiatatoi ed enormi grotte marine, tra cui la Orua Sea Cave, una delle più grandi della Nuova Zelanda e accessibile solo in barca. Durante il tour, la guida locale metterà in risalto la ricca e colorata storia di Mercury Bay, offrendo un perfetto equilibrio tra informazioni e tempo per immergerci nei panorami e nei suoni.

OCEAN LEOPARD TOURS: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2024) - Tripadvisor

Pernottamento in hotel.

Giorno 11:Coromandel – Auckland

Prima colazione al bar. Partenza per Waitomo e visita delle meravigliose Waitomo Caves. Sotto le verdi colline di Waitomo si trova un labirinto di grotte, doline e fiumi sotterranei. Il nome della zona deriva dalle parole Maori wai (acqua) e tomo (buco). Queste grotte sono popolate da insetti luminescenti, che emettono luce nel buio, proprio come le lucciole. Centinaia di insetti bio-luminescenti, chiamati glow-worm, illuminano le Waitomo Caves e creano uno spettacolo simile a un cielo stellato. Le piccole creature, simili alle lucciole, emettono dei bagliori che variano dal verde al blu e sono presenti nel mondo solo in Nuova Zelanda. Le grotte furono esplorate per la prima volta nel 1887 da un capo Maori locale, Tane Tinorau, e da un geometra inglese, Fred Mace. I Maori conoscevano l’esistenza delle grotte, ma non avevano mai raggiunto le caverne sotterranee fino a quel momento. Hanno potuto raggiungere le profondità delle grotte a bordo di una zattera che poteva galleggiare sul torrente che scorre all’interno delle grotte per poi proseguire il proprio corso sottoterra. Nelle grotte si trovano centinaia di insetti luminescenti e interessanti formazioni calcaree. Con le esplorazioni successive fu scoperto l’accesso superiore alle grotte, che è l’ingresso attuale. Dal 1906 l’amministrazione della grotta è nelle mani del Governo della Nuova Zelanda

Waitomo Caves: grotte illuminate dalle lucciole | CostaClub

 

Nuova Zelanda: lo spettacolo del cielo stellato nelle grotte Waitomo | Video Dove Viaggi

Nel pomeriggio partenza per Auckland.All’arrivo, check in e pernottamento in hotel.

Giorno 12: – Auckland

Colazione in hotel. Auckland è un’oasi urbana multiculturale di cibo, musica, arte e cultura. È il luogo in cui acque scintillanti e paesaggi lussureggianti incontrano la raffinatezza della città. Impreziosita da un porto e un ponte spettacolari, la città più grande della Nuova Zelanda è anche una delle più belle, e i suoi quartieri si sviluppano attorno a una varietà di baie ideali per nuotare, fare sport acquatici e in particolare per dedicarsi alla nautica da diporto – da qui il soprannome di ’City of Sails’ (’città delle vele’). Difficile immaginare una città con una posizione più armoniosa e fortunata di questa: l’istmo punteggiato da cime vulcaniche è solo una delle meraviglie della città che, a poche ore di strada, offre paradisi naturalistici incredibili ricchi di flora lussureggiante. Capoluogo dell’omonima regione. È la città più antica della Nuova Zelanda, fondata nel 1840 da George Eden lord Auckland. Capitale fino al 1865, è ancora la città più popolata del paese, anche grazie agli immigrati da varie isole polinesiane, che, con i Maori, formano circa un quarto degli abitanti, nonostante vivano in una situazione di parziale segregazione etnica. Il porto ha un forte movimento turistico e commerciale; sviluppate le industrie alimentari (conservazione delle carni, zuccherifici), metallurgiche, della lavorazione del legno e della carta. Centro universitario (1882) e culturale (museo di arte maori).

10 cose da fare ad Auckland a novembre - Hellotickets

Inizio delle visite alla città, tra cui l’ingresso alla Sky Tower e al Muriwai gannet colony. È difficile immaginare lo skyline di Auckland senza l’iconica Sky Tower. Da oltre 25 anni, questa magnifica struttura alta 328 metri è il punto focale della città, emergendo dalla terra per deliziare sia la gente del posto che i visitatori. La colonia di sule di Muriwai è a un’ora di macchina dal centro di Auckland. Accanto al parcheggio, un breve sentiero conduce ad una piattaforma panoramica proprio sopra l’area principale della colonia. Al largo, la colonia continua su due isole dai lati verticali. Ogni anno qui, da agosto a marzo, nidificano circa 1.200 coppie di sule. Ogni coppia depone un uovo e i genitori si alternano nel nido. I pulcini nascono nudi, ma nel giro di una settimana sono ricoperti di soffice peluria. Man mano che maturano, crescono le piume giovanili e iniziano a esercitare le ali in preparazione per il salto con un colpo solo dalla scogliera. Una volta in volo, le giovani sule lasciano la colonia e attraversano il Mar di Tasmania verso l’Australia. Alcuni anni dopo, gli uccelli sopravvissuti tornano per assicurarsi un sito di nidificazione nella colonia. I panorami dalla colonia sono davvero impressionanti. Muriwai Beach si estende per 60 chilometri a nord: una linea di sabbia nera tra le onde fragorose e le colline sabbiose. Molto più in basso, i surfisti entusiasti sembrano foche sulle grandi onde dell’oceano.

 

Giorno 13:  – Auckland-Italia.

Dopo la prima colazione,intera giornata libera per attività individuali.

In serata ritrovo in hotel dove avrete lasciato i bagaglio al mattino,e trasferimento per operazioni imbarco volo di rientro in Italia.Pasti e pernottamento a bordo.

Giorno 14:  -Italia.

Dopo uno scalo intermedio,arrivo in Italia in serata e fine dei serivizi.

 

La quota comprende:

  • Voli di linea in classe economica Roma -Nuova Zelanda – Roma ,franchigia bagaglio 23 kg.
  • Volo interno Queenstown – Wellington franchigia bagaglio 20 kg
  • Guida autista locale in lingua italiana per tutta la durata del tour.
  • Sistemazione in hotel 4**** in trattamento di camera e colazione
  • 6 pranzi e 6 cene
  • Ingressi ove previsti dal programma.
  • Trasporto privato in pullman con aria condizionata
  • Kit da Viaggio.
  • Assicurazione medico bagaglio e ANNULLAMENTO al VIAGGIO.

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 580,00 soggette ad adeguamento sino emissione dei biglietti aerei.
  • Bevande ai pasti.
  • Facchinaggio negli hotel
  • Mance per guide autisti e facchini
  • Extra personali e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

 

ESTENSIONE FACOLTATIVA ALLE FIJI DA QUOTARE SU RICHIESTA

 

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario con validità residua, rispetto alla data prevista per la partenza dalla Nuova Zelanda, di almeno 3 mesi, oppure di un mese, se l’Autorità di rilascio del passaporto ha una propria Rappresentanza diplomatico-consolare nel Paese (per approfondimenti, v. sito: https://www.immigration.govt.nz/new-zealand-visas/options/visit/explore-visitor-visa-options.)
  • Visto d’ingresso: Coloro che intendano viaggiare in Nuova Zelanda e che non possiedano un visto di residenza per il Paese, devono richiedere una “Electronic Travel Authority” (NZeTA). La NZeTA deve essere richiesta prima di partire (si suggerisce di richiederla almeno 72 ore prima della partenza)E ha una validità di 2 anni. L’NZeTA è richiesta a tutti i viaggiatori in transito in Nuova Zelanda, anche qualora quest’ultima non fosse la destinazione finale del viaggio. Per maggiori informazioni, si rimanda al seguente link: https://www.immigration.govt.nz/new-zealand-visas/visas/visa/nzeta



CARNEVALE IN SARDEGNA…EMOZIONE UNICA

I Giganti di Mont’e Prama sono i misteriosi ambasciatori dell’isola, testimoni di una terra antica dove mito e natura offrono un’esperienza di vita unica al mondo.

La tradizione del CARNEVALE in Sardegna in episodi differenti; lo spirito “pagano” che ancora vive negli antichi riti carnevaleschi, espressione vivente di millenarie tradizioni di festa agro-pastorale. Balli mascherati, sfilate, scherzi e giochi percorrendo i posti più belli di un’isola che sa anche divertire. Ovviamente come per tutti i Carnevali dei Viaggi di Giorgio, sono previste delle visite all’arte, all’archeologia, alla natura e alla gastronomia.

Un viaggio nel cuore della Sardegna alla scoperta delle ricchezze del suo territorio, delle antiche origini tra l’espressione fiera della gente del posto. Un percorso tra siti archeologici millenari, testimoni di un’antica civiltà laboriosa e sapiente. Alla scoperta di antiche tradizioni che vi mostreranno incantevoli scenari di vita e storia di un popolo arcaico.

Una vacanza in Sardegna è un tuffo nella storia del mediterraneo.

PARTENZE DA TUTTA ITALIASONO PREVISTI VOLI DA TUTTA ITALIA IN TARIFFA CONFIDENZIALE

1° giorno – Sabato: ROMA- (o altre città) – CAGLIARI-NUORO

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e imbarco per il volo per Cagliari.

Cosa vedere a Cagliari: i 10 lughi da vedere almeno una volta nella vita

Dopo arrivo, incontro con la guida e trasferimento nel centro di Cagliari per la visita guidata.
VISITA AL QUARTIERE STORICO DI CASTELLO

Castello, il quartiere storico più antico di Cagliari, compie 800 anni | Cagliari - Vistanet

Si inizia ammirando dall’esterno alcuni palazzi e con la Torre di San Pancrazio, il Palazzo Regio, il Palazzo di città,  la Cattedrale Santa Maria di Castello (visita esterna ed interna – no ticket), il Bastione Saint Remy Palazzo Boyl, la torre dell’Aquila, vista panoramica 360°, la Torre dell’Elefante, il Bastione Santa Croce: chiesa di S. Croce e l’antico Ghetto degli ebrei.

Pausa per il pranzo libero.

Nostra Signora di Bonaria | SardegnaTurismo - Sito ufficiale del turismo della Regione Sardegna

A seguire visita al cimitero monumentale di Bonaria a Cagliari. Situato nell’omonimo quartiere, il camposanto rimanda all’epoca della grave epidemia di colera che colpì la città nel 1816. Dei 12.000 abitanti di allora, in quattro mesi ne morirono oltre 500. Poiché le esigenze igienico-sanitarie imponevano che i defunti fossero tenuti lontano da luoghi frequentati, vennero adottate le norme emanate da Napoleone Bonaparte nel suo editto di Saint-Cloud (1804), dove viene specificato che le salme avrebbero dovuto essere sepolte fuori dalle mura cittadine. Il luogo adatto per ospitare il nuovo camposanto fu individuato alle appendici del colle di Bonaria. Ad oggi il cimitero può essere considerato un museo a cielo aperto ed offre opere di notevole importanza. Nel marzo 2011 il Ministero dei beni e delle attività culturali lo ha nominato “cimitero monumentale”.

Trasferimento in hotel a Nuoro  per la cena e pernottamento.

2° giorno – Domenica: UNA GIORNATA IN BARBAGIA

Dopo la prima colazione in hotel, visita guidata al Museo Archeologico di Nuoro. Trasferimento a Mamoiada. Visita guidata al Museo delle Maschere Mediterranee.

                           Biglietto Museo delle Maschere Mediterranee | Sistema Musei di Mamoiada

Al termine trasferimento presso un ristorante o cantina del posto per un “brunch” degustazione.

Degustazione nel cuore della Barbagia: alla scoperta del Cannonau di Mamoiada presso la Cantina Mussennore

Tempo libero per assistere alla vestizione e sfilate dei Mamuthones.

Mamuthones maschera sarda | Cose per crescere
La sfilata dei Mamuthones è uno dei carnevali tra i più caratteristici del Mediterraneo. Inizio della festa ore 15:30 circa: balli in piazza ed offerta dei dolci tipici locali; i Mamuthones, sono personaggi ricoperti da pelli grezze di pecora, con maschere di legno, che indossano pesanti campane che risuonano al loro avanzare. La preparazione della mascherata, crea un fervore operoso, un’atmosfera agitata e fremente che si propaga in tutta la comunità. Quella dei Mamuthones, è una cerimonia solenne, ordinata come una processione, che è allo stesso tempo una danza. I Mamuthones si muovono su due file parallele, fiancheggiati dagli Issohadores, molto lentamente,curvi sotto il peso dei campanacci e ad intervalli uguali dando tutti un colpo di spalla per scuotere e far suonare tutta la sonagliera.

Mamuthones e Issohadores - Mamoiada Turismo

Al termine rientro  in hotel a Nuoro  per la cena e pernottamento.

3° giorno Lunedi: NUORO- SANTULUSSURGIU- ORISTANO

Prima colazione in hotel e trasferimento per visite

ESCLUSIVE DEI VIAGGI DI GIORGIO VOLUTAMENTE NON MENZIONATE.

Più tardi trasferimento ad Orgosolo per la visita ai famosi murales e a seguire pranzo con i pastori(quelli veri non quelli finti di agenzie varie…)

Un viaggio, una storia: la rivolta di Orgosolo. - Giulia Guidobaldi

Al termine di questa prima parte della mattinata,con un lauto e divertente pranzo  partenza direzione Oristano.

Lungo il percorso, faremo breve  sosta a Santulussurgiu .

Anche a Santulussurgiu si svolge un  CARNEVALE,la  corsa di cavalli “SU LUNISI DE SA PUDDA “: nella giornata del lunedì di carnevale i cavalieri si presentano lungo la strada principale di Santulussurgiu, una strada sterrata in terra battuta, situata nel centro storico del paese. Le case fanno da contorno alla discesa iniziale, il tratto pianeggiante, ed infine, la breve salita che termina nell’uscita del paese verso Bonarcado. Curve e strettoie segnano il percorso, dando alla corsa quella spettacolarità unica ed emozionante.

Sa Carrela 'e Nanti - Idese

 

Le numerose pariglie, composte da due cavalieri per volta, si presentano nel punto in cui avrà inizio la manifestazione munite di bastone di legno. Anticamente i cavalieri portavano con sé appesa alla sella, una o più galline “vive”. Gli amici che non partecipavano alla corsa, appendevano a testa in giù, a circa metà percorso, la sfortunata gallina. L’abilità consisteva nel decapitare con un colpo secco di bastone la povera gallinella. Negli anni, l’antica tradizione, ha lasciato posto al buon gusto e rispetto per gli animali, salvando il pennuto domestico, sostituendolo con una finta gallina di pezza. Al cenno della voce incitante dello speaker Ambrogio Casula – che da oltre vent’anni anima la manifestazione, autorizzando ogni volta l’inizio della corsa dopo che la pista è stata sgombrata dalle persone – i cavalieri partono abbracciati in una incredibile corsa sfrenata, e giunti a metà percorso cercano di buttare giù con il bastone la gallina appesa al filo posto trasversalmente lungo la strada.

Trasferimento in hotel per la cena e pernottamento, in zona di Oristano.

4° giorno – Martedi:  – ORISTANO – Sartiglia

Prima colazione in hotel. Visita della città di Oristano,a cura della Fondazione Sartiglia.

Partenza dal Museo Antiquarium Arborense in piazza Corrias, accompagnati da esperte guide turistiche, si potrà seguire un percorso storico-artistico che prevede le seguenti tappe:

  1. Cattedrale di Oristano, con visita alla Cappella del Gremio dei Falegnami
  2. Via Duomo
  3. Piazza Roma con visita alla Torre di Mariano II
  4. Via Mazzini con visita al percorso della corsa delle pariglie e alla Torre di Portixedda
  5. Centro di Documentazione e Studio sulla Sartiglia · via Eleonora 15
  6. Pinacoteca Comunale con visita alla sezione permanente dedicata a Carlo Contini.
  7. Visita all’Antiquarium Arborense

n.b.apertura dei siti sopra indicati non è dipendente dalla  nostra organizzazione.

Pranzo libero da consumare nell’aerea box dove troverete numerosi luoghi per pranzare .

La Sartiglia | I costumi della Sartiglia

Ore 13:00 circa, trasferimento in via Duomo per assistere alla Sartiglia, tradizionale gara equestre, dove i cavalieri, durante il galoppo, devono cercare di infilare lo spiedino nel foro di una stella appesa lungo la strada. Posti in tribuna B non numerata.

La Sartiglia di Oristano, tra tradizione e passione

                               IL GIOCO DELLA VITA,METAFORA DELLA SARTIGLIA 

“Il cavaliere saluta il Componidore e parte al trotto all’estremo limite della lizza; scompare tra la folla che l’applaude. Poco dopo uno squillo e il rullio dei tamburi annunziano la sua partenza. Si ode lontano la folla urlante e la sonagliera, ecco appare, s’avvicina, il cavallo è lanciato a tutta carriera, con le froge dilatate: gli zoccoli sprizzano scintille sul nero selciato; il cavaliere trascina lo stame variopinto di centinaia di stelle filanti che gli hanno lanciato al volo dai marciapiedi assiepati di gente e dai balconi stipati; è superbo e bellissimo.

                            La Sartiglia di Oristano: emozioni senza tempo per un Carnevale speciale

 

S’avvicina all’anello; col braccio destro teso stringe la spada diritta e luccicante; mira, si sposta appena, s’approssima: un urlo prorompe da migliaia di petti,la stella d’argento,infilata, rotea intorno alla lama lampeggiante, imbroccata in pieno.

La corsa sarà preceduta dalla sfilata dei costumi della Corte di Eleonora e di costumi tradizionali dei più importanti centri dell’ isola.

Aperte le iscrizioni per il corteo medievale della Sartiglia | Comune di Oristano

Cena e pernottamento in hotel .

5° giorno – Mercoledì: Tharros – Cabras – Roma

Prima colazione in hotel  e trasferimento per la visita dell’ antica Tharros che sorgeva presso il capo San Marco e fu fondata dai Fenici.Al tempo della conquista romana era una delle città più ricche e floride del Mediterraneo occidentale.

I suoi abitanti, con la fine del mondo antico e la decadenza dei traffici mediterranei, si spostarono gradualmente, a partire dal VI secolo, a Maristanis (mare e stagni), più nell’ entroterra. Nel 1070 la nuova città divenne capitale del Giudicato d’Arborea, il più potente tra i quattro giudicati sardi, retto da Eleonora de Arborea, a cui il centro è dedicato.

SardegnaCultura - Cabras, Area archeologica di Tharros

La fama della donna si fonda sull’essere stata l’ultima regnante di origine sarda e per la promulgazione della Carta de Logu considerata uno dei primi esempi di costituzione al mondo e una grande opera di diritto, cherimase in vigore fino al 1827.

Il tour si concluderà con una visita STRAORDINARIA,di cui in Italia si parla pochissimo,il museo di Cabras.

La necropoli di Mont’e Prama si trova alla base del colle omonimo, a una distanza di circa 2 Km dallo stagno di Cabras, lungo la strada che da San Salvatore conduce a Riola Sardo. La scoperta del sito avvenne casualmente nel marzo del 1974 ad opera di contadini che eseguivano lavori agricoli.

Con il secondo intervento, condotto tra il 1977 e il 1979 (scavo C. Tronchetti), vennero individuate altre trenta tombe allineate su un unico filare da sud a nord, più altre tre poste ad est delle precedenti; immediatamente a ridosso delle tombe fu riconosciuto un tratto di strada cerimoniale con lo stesso orientamento. Le sepolture, scavate nel terreno, sono del tipo a pozzetto subcilindrico, con un diametro da 60 a 70 cm e una profondità dai 70 agli 80; queste erano coperte da lastroni quadrangolari di arenaria gessosa di cm 100 x 100 x 14 di spessore. Gli individui sepolti, in posizione seduta o inginocchiata, appartengono ad entrambi i sessi e sono tutti in età adulta. Le tombe scavate con il secondo intervento erano del tutto prive di corredo, ad eccezione di una che ha restituito uno scaraboide egittizzante di incerta attribuzione.

Le 28 statue finora identificate, tutte frammentarie, rappresentano 16 pugilatori, 5 arcieri e 5 guerrieri. I pugilatori indossano un gonnellino e sono a torso nudo; proteggono la testa con uno scudo tenuto dalla mano sinistra posta alla sommità del capo, mentre la mano destra, protetta da un guanto, regge l’altro lato dello scudo. Gli arcieri, che indossano una corta tunica e una protezione sul petto, hanno un elmo a due corna sulla testa da cui spuntano lunghe trecce; il braccio sinistro, protetto da una guaina e da un guanto, tiene un arco. Il braccio destro ha avambraccio e mano protesi in avanti. Le gambe sono protette da schinieri. La presenza di frammenti non riconducibili alle iconografie descritte ha suggerito la possibilità che vi siano altre figure di guerriero tra cui quella connotata dalla presenza dello scudo. Quasi certamente il modello di riferimento furono i bronzetti figurati, dei quali le statue in pietra riprendono abbastanza fedelmente i personaggi e gli stilemi. Fra i 16 modelli di nuraghe individuati, 3 esemplari sono riferibili a monumenti complessi quadrilobati, 5 a polilobati, mentre 8 rappresentano torri singole. I betili, scolpiti nell’arenaria, sono del tipo cosiddetto “Oragiana”, cioè di forma troncoconica con incavi quadrangolari poco sotto il colmo. Allo stato attuale degli studi sulla civiltà nuragica, si ritiene che la necropoli di Mont’e Prama possa aver costituito lo spazio funerario riservato ad un gruppo familiare dominante nella società nuragica della Prima età del Ferro.

I GIGANTI DI MONT'E PRAMA | I Luoghi del Cuore - FAI

Nel Museo di Cabras, in particolare, è esposta una selezione di statue maschili, sei in totale (tre pugilatori, due arcieri e un guerriero), oltre che quattro modellini di nuraghe.
Grazie alle più moderne tecnologie, i visitatori del Museo possono percorrere un viaggio virtuale che consente di esplorare tutto il complesso scultoreo di Mont’e Prama. Ciò è stato reso possibile dal lavoro del “Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna” (CRS4), centro di ricerca istituito dalla Ragione Sardegna. L’équipe di Visual Computing del CRS4 ha infatti eseguito una scansione ad altissima risoluzione di tutte le statue e realizzato un prodotto multimediale innovativo, navigabile grazie ad un totem touch screen istallato nella sala espositiva principale, che consente al pubblico la visualizzazione completa e particolareggiata a grandezza naturale di tutte le statue e dei modelli di nuraghe recuperati a Mont’e Prama e attualmente esposti nelle due sedi museali.

Visita del Museo Archeologico di Cabras con gli ultimi ritrovamenti dell’agosto del 2014.(non è prevista la visita del sito archeologio,che tra le altre cose non presenta nulla di interessante).

Visitare l'area archeologica di Mont'e Prama e il Museo di Cabras | Mare Calmo

Pranzo in agriturismo(VERO  che produce il 92 % dei prodotti che ci offre) e saluti.
Al termine trasferimento in aereoporto e imbarco volo di rientro a Roma o altre città. Fine dei servizi.

 

Comprende:

  • Volo di linea Roma-Cagliari-Roma in classe economica,  bagaglio in stiva 20 kg + piccolo bagaglio a mano peso e misure previste dalla compagnia aerea.
  • Bus per la durata del tour
  • Sistemazione camere doppie in hotel 3*** in mezza pensione dalla cena del 1° giorno alla colazione del 5° giorno(bevande escluse)
  • Brunch degustazione il 2° giorno in ristorante o cantina bevande incluse
  • Pranzo del 3° giorno a Orgosolo con i pastori bevande incluse
  • Pranzo del 5° giorno in agriturismo bevande incluse
  • Assicurazione medica e  bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO
  • Biglietti ingresso per assistere alla Sartiglia tribuna B non numerata
  • Visite come da programma con guida specializzata per tutto il tour
  • Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio

Non Comprende:

  • Extra di carattere personale
  • Tasse aereoportuali pari a 99,00 euro
  • Biglietti ingresso siti e musei indicati in programma pari a euro 24,00
  • Bevande (incluse ai pranzi)
  • Mance
  • Tutto quanto non previsto nella quota comprende
  • Eventuali tasse di soggiorno