ETIOPIA : PASQUA COPTA a LALIBELA e LA VALLE DELL’OMO

La Pasqua Copta, la Fasika, si celebra ovunque in Etiopia anche se è particolarmente sentita soprattutto nel nord del Paese. Le celebrazioni più importanti si svolgono nei giorni precedenti, il Venerdì Santo e il sabato della vigilia.

Questa cerimonia è molto suggestiva perché Lalibela è famosa per le sue straordinarie chiese monolitiche scavate nella roccia i cui colori contrastano con le processioni dei fedeli che sono vestiti di bianco e si inginocchiano su stuoie colorate.

Fasica Pasqua Copta

Fasica, la pasqua copta, è una delle festività religiose più sentite in Etiopia. Questo anche perché per gli ortodossi la morte e resurrezione di Gesù hanno maggiore importanza della nascita.

La Pasqua etiope (etio-eritrea, orientale), o Fasika, tuttavia, si svolge in tutte le Chiese cristiane in tutto il paese, sia essa ortodossa, cattolica o protestante, e segue il metodo orientale di calcolo della Pasqua

Il venerdì e il sabato santo sono le due giornate più importanti per le celebrazioni liturgiche.

Dopo il periodo di digiuno, in cui non è permesso di mangiare niente di origine animale, nel villaggio di Lalibela nel giorno di Fasica, vengono ammazzati gli agnelli e i capretti per il festeggiamento.

Durante i 55 giorni che precedono la Fasica i fedeli osservano un digiuno (simile alla nostra Quaresima anche se i cattolici digiunano per 40 giorni) durante il quale non è consentito mangiare nessun prodotto animale, inclusi latte, burro e formaggi. Dal venerdì santo cominciano i preparativi, e la gente si reca in chiesa per pregare prostrandosi numerose volte. La cerimonia principale è costituita dalla veglia pasquale, che si tiene la sera del sabato e va avanti fino alle prime luci dell’alba, accompagnata da musica e danze alla luce delle candele.

Al termine ognuno rientra nelle proprie case per rompere il digiuno con zilzil, agnello, o come spesso accade con del buonissimo doro wat, una salsa di pollo prelibata, speciale per le giornate di festa.

Un viaggio in Etiopia, durante le festività della Pasqua, è assolutamente sorprendente. Pochi immaginano di immergersi in un’atmosfera fortemente spirituale. Questo paese fu convertito al Cristianesimo da due monaci siriani. Da allora, circondato da territori islamici e con pochi contatti con la Chiesa occidentale, l’Etiopia ha mantenuto inalterate ritualità e costumi delle origini.

Le chiese rupestri, la messa della vigilia della Resurrezione (Fasika) a Lalibela e un mosaico di etnie renderanno questo viaggio un’esperienza indimenticabile.

C’è un legame specialissimo tra l’Etiopia e Israele. Non tanto, o non solo, per gli interscambi tra i due popoli – il piccolo cortile d’ingresso nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, è gestito dalla Chiesa Copta Etiope; in Etiopia vive una minoranza di falascia, gli ebrei neri, etiopi di religione ebraica, benché siano stati oggi in gran parte trasferiti in Israele – ma per la presenza, nello Stato Africano, nientemeno che dell’Arca dell’Alleanza, contenente i dieci comandamenti dettati da Dio a Mosé di ritorno dall’Egitto, sul Monte Sinai—-continua….

                                UN ITINERARIO DI GRANDE INTERESSE STORICO

CON LE STRAORDINARIE FUNZIONI DELLA PASQUA COPTA ED EMOZIONANTI PAESAGGI. 

 

GIORNO 1: PARTENZA DALL’ITALIA – ROMA – ADDIS ABEBA 9 aprile 

Ritrovo dei partecipanti presso aeroporto di Roma Fiumicino e operazioni di imbarco volo Etiopian Airlines diretto ad Addis Abeba, pasti e pernottamento a bordo.

GIORNO 2: ADDIS ABEBA – LALIBELA  10 aprile 

Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia ed incontro con lo staff. Una breve pausa per assistere alla ceriomonia del caffè, un’esperienza che rallenta il tempo e ci ricorda che il caffè non è solo una bevanda ma un ponte tra persone e culture.

Subito dopo  volo di linea Addis Abeba – Lalibela. Arrivo e trasferimento in hotel per il pranzo.

FASIKA, PASQUA IN ETIOPIA E DANCALIA | Viaggitribali

Nel pomeriggio del venerdì Santo i fedeli si radunano tutti intorno alla chiesa e pregando salmodiando, si inchinano per tante volte quante sono i peccati che hanno commesso e per espiarli. I Fedeli molto osservanti digiunano completamente dal giovedi’ sera fino alla messa di Pasqua del sabato che termina alle 3 del mattino della Domenica . La Fasika segna il fine di un digiuno, lungo 55 giorni, che vieta il consumo dei prodotti animali. In questa citta durante la notte del sabato centinaia di pellegrini affollano il cortile delle chiese e pregano al chiaro della luna.

Ethiopian Easter(Fasika) Festival | Worqamba Ethiopian Holidays

Rientro in hotel per cena e  pernottamento.

GIORNO 3: LALIBELA – YIMREANNE – NAKUTO LEAB – LALIBELA 11 aprile 

Dopo la prima colazione si esce da Lalibela per visitare Yimreanna Kristos, che dista 40 km fuori dalla città.  Il monastero è situato a una altezza di 2.700m ed è stato realizzato all’interno di una grotta. Il monastero è uno degli edifici tardo-axumita meglio conservati di tutta l’Etiopia.

 

Viaggio in Etiopia: La Valle dell'Omo - Go Africa

Il fatto più incredibile e che l’intera costruzione poggia su una base di pannelli in legno di ulivo accuratamente disposti, che la tengono sollevata dal terreno acquitrinoso sottostante. Dopo pranzo, usciamo per 7km dalla città per visitare Nakuto Leab.

Le chiese rupestri di Lalibela e le feste copte - Kanaga Africa Tours

Questa chiesa è stata costruita sotto una grotta naturale e vanta alcuni tesori che appartenevano al Suo fondatore, Fra cui tamburi dipinti, croci e corone.

ETIOPIA : PASQUA COPTA a LALIBELA e LA VALLE DELL'OMO - I Viaggi di Giorgio

Rientro a Lalibela e dopo cena, partenza verso la chiesa per assistere alla prima parte di messa per la Pasqua.

Ethiopians Celebrating Easter Locally Known as Fasika - ENA English

I preti e i fedeli vanno avanti fino alle 3 del mattino, l’ora in cui si rompe il digiuno di 55 giorni. Per la vigilia della Pasqua, i fedeli partecipano e assistono alla messa accendendo candele e pregando verso il loro creatore. Si rimane lì fino a mezzanotte circa. Pernottamento in hotel.

Fasika, la Pasqua etiope - Notizie di Viaggio

GIORNO 4: LALIBELA  12 aprile 

Dopo la prima colazione, visita al primo gruppo di chiese rupestri che ha reso famosa questa città come la “Petra” o la “Gerusalemme” africana e che ne fanno il luogo di maggior richiamo religioso di tutta l’Etiopia. Le varie chiese furono costruite utilizzando due diversi metodi; il primo consisteva nello scavare il terreno circostante fino ad una profondità di 15  metri, poi, il monolito che ne risultava, veniva intagliato e modellato per costruirne la struttura esterna. Terminata la parte esterna si traforavano finestre e porte attraverso le quali si procedeva a scavare e a configurare gli ambienti interni.

Lalibela e le sue chiese rupestri, perla dell'Etiopia - Happy to be here

Si visiteranno la chiesa di Bet Mariam con degli stupendi affreschi e l’imponente Bet Medane Alem,  Bet Denaghel, Bet Gholegota e infine la cappella di Silassie dove si ritiene che il sovrano sia seppelito.

Dopo pranzo visita del secondo gruppo di chiese. Le chiese sono comunicanti, cunicoli e passaggi scavati nella roccia le collegano una all’altra. Più piccole rispetto alle chiese del gruppo nord-occidentale, queste sono le più finemente scolpite di tutta Lalibela.

Le chiese nella roccia di Lalibela | Territori Africa

Tra loro vedremo Bet Gabriel-Rufael, Bet Merkorios, Bet Amanuel e Bet Abba Libanos. Infine si visiterà la chiese rupestre famosa d’Etiopia, quella di San Giorgio.

Lalibela, le mitiche chiese rupestri dell'Etiopia

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 5: LALIBELA – via ADDIS ABEBA 13 aprile 

Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per le operazioni di imbarco e  partenza per Addis Abeba. All’arrivo, pranzo e visita del Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiete una splendida colazione di strumenti musicali e di croci copte, nonchè di stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè.

Cena e pernottamento in Hotel.

GIORNO 6: ADDIS ABEBA – ARBA MINCH – DORZE KEY AFER (Mercato) – JINKA  14 aprile

Dopo la prima colazione, partenza per l’aeroporto e volo per Arba Minch. Arrivo e inizio delle visite. 

Popoli Dorze – VIAGGIO IN ETIOPIA

Etiopia 2010 - I Dorze - Obiettivo sul Mondo

GIORNO 7: ARBA MINCH – VILLAGGIO etnia Konso – ARI – JINKA  15 aprile

Dopo la prima colazione, partenza per Turmi. Lungo la strada visita a un villaggio tradizionale Konso per visitare la residenza del re dei Konso,una popolazione di agricoltori famosa per i lavori di terrazzamento sul terreno circostante il loro villaggio fortificato.

I Konso sono suddivisi in nove clan, ciascuno guidato dal suo re, riconoscibile dal braccialetto d’avorio che portano come simbolo della loro dignità regale.

Turmi - Hamar - Boundless Ethiopia - Tour operator/ travel agency

Pranzo lungo trasferimento. Si procede per Jinka, si visita un villaggio Ari. Gli Ari sono una popolazione che occupa un territorio molto esteso, posseggono grandi mandrie, producono il miele, la grappa locale di mais e molti prodotti artigianali che spesso rivendono.

Tribù Dassenech della Valle dell'Omo - My Ethiopia Tours

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 8: JINKA – KEY AFER (Mercato) – MURSI – HAMER – TURMI 16 aprile 

Dopo la prima colazione si prosegue per Key Afer per la visita al mercato settimanale. I mercati sono molto importanti per le tribù, per la loro vita sociale ed economica.

Ethiopia: Southern Nations – Key Afer Tribal Market – Travel2Unlimited

Si svolge tutto dalla sposa che desideri, dal bestiame che vendi e dai parenti lontani che incontri.

A Natale il dono più bello è mettersi in viaggio
Pranzo al sacco. L’incontro con la popolazione Mursi è uno dei momenti più significativi del viaggio. Le donne Mursi, per bellezza, usano mettere piattelli circolari di argilla nelle labbra, gli uomini presentano sulla pelle scarificazioni che indicano il numero di animali selvatici uccisi o dei nemici uccisi in battaglia. Rientro a Jinka per pranzo e proseguimento per Turmi.

Poster Tribù dei Mursi Etiopia – Compra poster e quadri online

All’arrivo visita ad un villaggio Hamer, una popolazione di circa 75,000 individui che vivono di agricoltura e allevamento e sono famosi per le decorazioni corporee.

Donna della tribù africana Mursi, Valle dell'Omo, Etiopia — Foto Editoriale Stock © miroslav_1 #176462118

15 Things You Didn't Know About The Mursi People Of Ethiopia

Pin on Persone del mondo

Si riprende il viaggio di ritorno per Turmi.Cena ed il pernottamento.

GIORNO 9 – TURMI – DASSANECH – KARO – TURMI (900 M) 17 aprile 
Dopo la prima colazione, partenza per Omorate, la regione dei Dessanech che vivono molto vicini al lago Turkana. Questi sono un popolo di guerrieri che durante le danze tradizionali indossano un copricapo che ricorda la criniera dei leoni. Rientro a Turmi per pranzo.

Etiopia, l'etnia Karo | fabriziovanzini.it

Nel pomeriggio, proseguimento per Karo visita a un villaggio dell’etnia Karo, una popolazione di pescatori che ritraggono sussistenza dalle acque del fiume Omo.

Popolazioni africane: tribù ed etnie

Sia gli uomini che le donne, riservano molta cura nell’acconciarsi i capelli.

Si riprende il viaggio di ritorno per Turmi. Cena e pernottamento al lodge.

GIORNO 10  : ARBA MINCH – SIDAMA – YIRGALEM 18  aprile 

Dopo la prima colazione partenza per Yirgalem. Pranzo in  corso di escursione.

Nel pomeriggio, si effettuera’ una breve passeggiata, nella foresta circostante al lodge per osservare i piu’ di cento uccelli che la popolano; si potra’ visitare anche un piccolo villaggio di coltivatori di caffe’.

Rientro in hotel e nel pomeriggio ci sara’ la cerimonia del caffe’ e si potranno vedere alcune iene che si avvicinano per il pasto. Cena e pernottamento in hotel.

Dassanech Daasanach Tribe. Lower Omo River Valley. South W… | Flickr

GIORNO 11 : YIRGALEM – HAWASSA – ADDIS ABEBA 19 aprile  

Prima colazione. Si visiterà il mercato del pesce che sorge sull’omonimo lago. Hawassa è il più piccolo lago della Rift Valley e sorge nella caldera di un antico vulcano. È possibile osservare molte varietà di uccelli acquatici, alcuni dei quali endemici, sulle sue rive.

Pranzo lungo la strada. Arrivo ad Addis Abeba, sistemazione in hotel.Cena in un ristorante tipico con canti e balli tradizionali.

 GIORNO 12: ADDIS ABEBA 20 aprile 

Dopo la prima colazione , partenza per la visita del Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiede una splendida collezione di strumenti musicali e di croci copte, nonché le stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè.

Risultati immagini per resti fossili di lucy

Pranzo e nel pomeriggio, partenza per la visita della chiesa di San Giorgio e infine si raggiungerà la collina di Entoto, il punto più panoramico della città. Cena  in hotel e camere a disposizione sino orario di partenza. Trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro.

GIORNO 13: ARRIVO IN ITALIA 21 aprile

Imbarco volo diretto a Roma.Arrivo in giornata e fine dei servizi

 

 

La quota include:

  • Voli di linea in classe economica franchigia baglio 20 kg da Etiopian Airlines
  • Tre  voli interni operati da Etiopian Airlines
  • Trasporti e  trasferimenti privati
  • Sistemazione in hotel di categoria 4**** ad Addis Abeba
  • Sistemazione in hotel di categoria 3*** nelle altre località
  • Camere a disposizione sino orario partenza ultimo giorno
  • Pensione completa (dal pranzo del primo giorno alla cena dell’ultimo)
  • Un’acqua o soft drink a pranzo e cena + tè o caffè
  • Visite, escursioni, entrate, guide locali, scout (quando necessari) ed escursioni in barca
  • Una guida  in lingua italiana che segue il gruppo dall’arrivo alla partenza
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica (massimale 50.000,00) e bagaglio (massimale 1.500,00)
  • ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO COPRE INTERO VALORE DEL TOUR

La quota non include:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 (tariffa soggetta a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Visto di ingresso (circa 50 USD) da pagare in loco
  • Bevande alcoliche
  • Mance
  • Spese personali
  • Visto ingresso on line 80,00 (lo forniamo noi)
  • Tutto quanto non previsto ne “la quota comprende”

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: necessario
  • 30 giorni prima della partenza verrà inviata apposito foglio notizie con tutte le informazioni necessarie alla partenza.

E’ obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla, per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.
Per informazioni su ulteriori vaccinazioni raccomandate tuttavia non obbligatorie, si consiglia di consultare il proprio Medico / Centro Vaccinale di riferimento

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole-Ottobre

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22-23 febbraio  e il 22-23 ottobre i raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.                              …dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…e dedicato ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

                Escursione di Dendera ed Abydos

Una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan.

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romana. Le visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 15 ottobre 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento  in hotel,situato nella zona di Giza vicino al museo.Cena e pernottamento.

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione,

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Arrivo e visita del tempio di Luxor al tramonto.

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

Rientro in hotel e pernottamento.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione. Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e un altra tomba a scelta. 

Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

Visita alle Tombe dei Nobili.

Tombe dei Nobili - Recensioni su Valley of the Nobles, Luxor - Tripadvisor

visita della tomba di Ramses VI a Luxor - Crociera sul Nilo

 

 

 

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

TOMBS OF EL KAB: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

 

Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. (n.b si potrebbe arrivare ad Aswan anche la sera prima e pernottamento sempre a bordo).Partenza per  la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, per visitare l’isola di Soheil.

 

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave e  partenza per  Aswan .

Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Sosta alla diga superiore per la visita e foto e partenza per Abu Simbel.Arrivo e pranzo.

Sistemazione in hotel,cena e pernottamento . Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

 

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

Prima dell’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo,dove all’arrivo è prevista la  sosta al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Tempo libero per visitare il bazar.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

Cena e pernottamento in hotel,situato nella zona delle piramidi.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione e incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Al termine prima di andare in aereoporto,sosta per la visita del Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Pranzo libero.Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine ,Tombe dei Nobili
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 4  pernottamenti a bordo Dahabeya
  • 5  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena,1 pranzo
  • Bevande ai pasti
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole-Febbraio

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre i raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.             

UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

                                  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

                     Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                      Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto
         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romana. Le visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

Un pò di…teologia eliopolitana,una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

Il tesoro di Tutankhamon sarà spostato al GEM alla fine dell'anno - Djed Medu

1° Giorno: Roma – Cairo 15 febbraio 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento in hotel zona Giza,cena  libera e pernottamento.

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida.

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Pranzo in corso di escursione.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Arrivo e visita del tempio di Luxor al tramonto.

Il Tempio di Luxor in Egitto.

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Karnak-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Tempio di Dandera e tempio di Abydos da Luxor (2026) - con recensioni

 

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde.

Egitto, nel villaggio copto al tempo di Al-Sisi. FOTOREPORTAGE - DIRE.it

E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

Cena e pernottamento.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I

Visita e ingresso  a 3 tombe.

Le Tombe dei Nobili, Luxor, Egitto

Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

 

Visita alle Tombe dei Nobili dove non troverete 1 solo turista.

Quasi di quello che vediamo oggi dell’Antico Egitto è dedicato esclusivamente alla regalità faraonica. I monumentali progetti di costruzione che i re d’Egitto commissionarono nel corso della storia della civiltà hanno resistito alla prova del tempo molto meglio di altri manufatti antichi grazie alle loro enormi dimensioni e al fatto che sono letteralmente scolpiti nella pietra.

Le Tombe dei Nobili costituiscono una visita interessante , proprio perché rompono questa tendenza. Situati tra il Ramesseum e il Tempio di Hatshepsut, questi gruppi di tombe scavate in una collina rocciosa sono tutte dedicate ad amministratori, governatori e altre figure di piccola nobiltà.

Le immagini trionfali dei faraoni conquistatori e le raffigurazioni della vita eterna dopo la morte nei templi e nelle tombe reali intorno a Luxor possono diventare ripetitive.

In queste tombe troverai raffigurazioni più umili della vita quotidiana e dei lavori che questi funzionari hanno svolto. Le rappresentazioni della vita reale della natura e delle preoccupazioni quotidiane sono rinfrescanti e forniscono un po’ più di informazioni su come sarebbe stato effettivamente l’antico Egitto.

Murale dalle Tombe dei Nobili, Tebe, Luxor, Egitto

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

 

Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave.

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo.

PRANZO NON INCLUSO 

Visita al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

10° Giorno: – Cairo – Piramidi-Roma o altre città italiane

Prima colazione e visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio, trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida  in lingua italiana, sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti in hotel a Luxor e 4 notti  a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena (tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 430,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Pasqua Processione Cristo Morto Somma Vesuviana -Processione Fujenti-ecc.

Gli Amici nei Viaggi  di Giorgio  opera da numerosi anni, nel settore della promozione della cultura e dell’arte, speciali attività  turistico/culturali attraverso attività e iniziative volte ad una migliore fruizione del patrimonio culturale. Gli ambiti di riferimento sono: TURISMO e CULTURA; EVENTI e SPETTACOLI; FORMAZIONE e DIDATTICA. Per raggiungere questo obiettivo, cerca e collabora con le migliori  guide e associazioni culturali dei luoghi da visitare al fine di ottenere un valore aggiunto alla propia offerta.

Oltre ai servizi turistici standard organizziamo: cene spettacolo, visite in forma di spettacolo, itinerari enogastronomici, visite guidate narrate, degustazioni e servizi turistici generici caratterizzano la nostra offerta, con l’obbiettivo di trasmettere al visitatore le emozioni e il sapere con una modalità rilassante ma intensa. Il teatro, il gusto, la cultura e il folklore sono le quattro parole chiave, con le quali ci prendiamo cura del cliente, unendole a una sapiente organizzazione e gestione dei tempi di visite.

Attraverso la tecnica del racconto, abbiamo ideato un nuovo modo emozionale di far rivivere a turisti e ai visitatori la cultura e il territorio.

Sono nati così  i Narratori dell’Arte , che attraverso una particolare cura per lo studio delle fonti, reinterpretano luoghi noti e meno noti.

Nel mezzo del cammin di nostra vita … lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano  la prima cantica del Sommo Poeta: da Virgilio a Francesca da Rimini, dalle Fiere a Farinata degli Uberti, da Beatrice alle Erinni, Pier delle Vigne, Ulisse, il Conte Ugolino.

Processione Cristo Morto Somma Vesuviana-Villa Augustea-Antica Nuceria-Processione Madonna dell’Arco Fujenti-Cimitile e molto altro sono incluse in questo tour.

«Quella di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è una delle prime cinque processioni in Campania e tra le Processioni del Venerdì Santo più suggestive in Italia ed una delle più antiche. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850 ed è una tra le prime processioni in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola. Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia  un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli in saio bianco e candele accese dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne.   Il corteo costeggia la Cinta Muraria di epoca Aragonese ed esce dal Borgo Medievale raggiungendo la parte bassa del paese. La statua ottocentesca della Madonna Addolorata, l’artistica scultura del Cristo Morto, mettono in scena il più commovente e sentito funerale della storia umana. Il lungo manto nero della Vergine parte dal capo e si allarga fino ai piedi. Nelle mani giunte, a dita intrecciate, scende un fazzoletto di pizzo bianco. Il volto è olivastro e contrito. Ai suoi piedi il corpo seminudo del Cristo morto giacente nel sudario in espressione di doloroso abbandono. Le membra rilasciate danno il senso della assenza e della fuga dell’anima. Il Miserere, infine, echeggia, ancora più forte in questi giorni di terrore e di morte». Lo ha dichiarato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. 

La secolare Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle più suggestive d’Italia, dal corteo lungo, chilometrico, con notevole partecipazione popolare tra candele, falò accesi, il latino del Miserere, il lancio dei petali dai balconi e sullo sfondo la veduta del Monte Somma.

Viene preceduta dalla processione del Giovedì Santo, quando, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento, di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa.          

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana

guarda il video clikkando qui

                        Visita/spettacolo al Santuario di Ercolano e Ipogeo sotterraneo

     Un affascinante viaggio alla scoperta dello storico Santuario della Madonna di Pugliano e al suggestivo ipogeo sotterraneo dell’arciconfraternita della SS Trinità di Ercolano.

Il Santuario, la cui creazione è attestata intorno al 1300, e la cultura popolare verranno narrati dal ricercatore Giovanni D’Angelo, che attraverso i simboli più misteriosi come il Cristo nero e la Statua lignea della Bruna Puglianella, ricostruirà la storia e la cultura religiosa popolare dell’antica Basilica e dei fedeli di Resina.

Un viaggio narrato in forma di spettacolo, recuperando aneddoti e leggende, avvenimenti misteriosi e curiosità sulla tradizioni popolari, che si fondono al credo religioso. L’itinerario proseguirà alla scoperta dell’Ipogeo del 700 , dove attraverso una suggestiva e tenebrosa discesa, si riscoprirà la tradizione del culto dei morti (ancora attualmente praticato nell’ipogeo) e le storie legate al cimitero sotterraneo. Oltre alla narrazione della nostra guida speciale, gli attori cantanti del Laboratorio Voci e suoni della memoria, interpreteranno dei brani e dei racconti, permettendo così di rivivere le emozioni legate all’itinerario, scenario suggestivo saranno le cappelle, l’altare e il settecentesco cimitero sotterraneo.

                                                “”a maronna e’ l’arc:

una visita in forma spettacolo,tra arte, fede e tradizione presso il  santuario della  Madonna dell’Arco 

SULLE TRACCE DEI “FUJENTI” DI MADONNA DELL’ARCO

 culto, simboli, rituali, canti e danze dei pellegrini di Madonna dell’Arco

 a cura del laboratorio  “Voci e Suoni della Memoria”

e ancora   

SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.

Il santuario della Madonna dell’Arco è un edificio religioso sito nel territorio comunale di Sant’Anastasia sulle pendici del Vesuvio. Ogni Pasquetta è meta del tradizionale pellegrinaggio dei fujenti (o battenti) che accorrono numerosi da tutta la Campania. I fujenti sono soliti accompagnare il loro pellegrinaggio con una melodia vocale molto antica, forse risalente al tempo del miracolo che diede origine al culto, il sanguinamento di un’immagine della Madonna, offesa per essere stata danneggiata ad opera di due giocatori che – bestemmiando alla grande – giocavano a palla nel sito. Al gran pellegrinaggio vengono condotte in processione statue di Madonne assise nei loro seggi (torselli) e seguite da scenografici cortei (paranze).

Somma Vesuviana (Na): la Villa Augustea e il Complesso di Santa Maria del Pozzo.

 

Le basiliche paleocristiane di Cimitile

Per l’eccezionale ricchezza di monumenti e il valore storico-religioso, il complesso basilicale di Cimitile rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’Occidente cristiano, come ricorda tra l’altro S. Agostino. Lo straordinario fascino del luogo è determinato dalla presenza di ben sette edifici di culto sorti intorno alla tomba del sacerdote Felice, sepolto nella necropoli a nord di Nola verso la fine del III secolo.

L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:

Nuceria, la canzone dell’Amore Perduto ma anche la Principessa che fa la differenza…

 

’C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana. Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana. Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro. Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso. Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra. Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città, chiamata Fermo. Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia. La cercò dovunque, senza trovarla. Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con suo grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta. Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di NUCERIA. Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella volontà di attribuire origini latine alla città, già molto importante ai suoi tempi (ricordata dallo splendido murales di via Petrosini). Una sorta di una sorta di canzone dell’amore perduto ante litteram: Ricordi sbocciavano le viole. Con le nostre parole. Non ci lasceremo mai. Mai e poi mai. Vorrei dirti, ora, le stesse cose. Ma come fan presto, amore. Ad appassire le rose (cit. De Andrè)

 

1°Giorno Venerdi 3 aprile Roma-Castellammare di Stabia-Somma Vesuviana

Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da stabilire,e partenza in direzione Campania.

Sosta tecnica lungo l’autostrada .Arrivo in hotel e pizza verace adiacente hotel.Sistemazione nelle camere riservate.Tempo per il riposo.

Partenza in direzione di Somma Vesuviana. Visita al sito archeologico della Villa Augustea
a cura della Pro Loco Somma Vesuviana e al sito archeologico di Santa  Maria del Pozzo.

Santa Maria del pozzo e la regina Giovanna – i cunicoli segreti e la carrozza d’oro

 Ci spostiamo nel rione Bisignano per visitare la chiesa Santa Maria del Pozzo famosa per la leggenda della Carrozza d’Oro, dei cunicoli segreti e degli amanti della regina Giovanna  Molte leggende sono legate al nome delle due regine di Napoli, le «Angioine» Giovanna I e Giovanna II . La piu chiacchierata fu Giovanna II detta la Dissoluta che non passava inosservata alle cronache dell’epoca;  La Chiesa di Santa Maria del Pozzo è un antico luogo di culto di origine medioevale, sorta a sua volta, sopra i resti di una villa di epoca romana risalente al periodo augusteo. La storia ci narra che a causa di una violenta alluvione avvenuta nel 1488 la chiesa (inferiore) rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita, bensì impiegata come cripta. Proprio quest’area fu meta prediletta dalla regina Giovanna II e ancora oggi, conserva tutto il suo fascino misterioso.

Una delle tante e leggendarie curiosità che rende affascinante la figura di Giovanna II D’Angiò (governò Napoli dal 1414 al 1435) è sicuramente quella che dipinge la regina napoletana in una donna dissoluta, dedita ai piaceri mondani, ai vizi e alle lussurie, conquistandosi il titolo di «mangiatrice di uomini». Si narra che a calar della sera, la regina Giovanna II D’Angiò raggiungesse i suoi amanti a bordo di una Carrozza D’Oro. Per non farsi riconoscere percorreva una serie di cunicoli segreti tra  Napoli e Somma Vesuviana, fino ad arrivare nella cripta dei misteri posta sotto la Chiesa di  Santa Maria del Pozzo

In esclusiva per I Viaggi di Giorgio, visita guidata a Somma Vesuviana dove, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa, che, per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto erroneamente che fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Al contrario, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica.  Altro gioiello di Somma Vesuviana è il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, che, grazie all’ultimo intervento di restauro, è stato restituito alla collettività in tutto il suo splendore. Il “viaggio” esplorativo parte dal “pozzo” di epoca romana, passando per la sotterranea chiesa angioina, per poi concludersi nel luminoso chiostro del convento cinquecentesco.

La Villa Augustea costituisce una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. La storia degli scavi risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando, in località Starza della Regina, un contadino scoprì per caso il portico d’accesso all’antica villa. Le prime esplorazioni portarono alla luce interessanti reperti di una villa romana, costruita del II sec. d.C. e seppellita per oltre la metà della sua altezza dall’eruzione del Vesuvio del 6 novembre 472 d.C. (la cosiddetta eruzione di Pollena): a causa della mancanza di fondi non fu però possibile andare avanti con gli scavi. Solo nel 2002, grazie ad un progetto di ricerca tra l’Università di Tokyo (prof. Masanori Aoyagi), l’Università Suor Orsola Benincasa (prof. Antonio De Simone) e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli, si è dato il via in maniera sistematica agli scavi.

Villa Augustea – Somma Vesuviana – Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli

Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione nell’antico territorio di Nola, s’ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, da cui il nome “Villa Augustea”. Per procedere celermente con i lavori di scavo e di recupero dell’opera, i Giapponesi acquistarono addirittura il terreno: a maggio del 2015 per espressa volontà dell’Agenzia degli Affari Culturali del Giappone, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato donato alla Soprintendenza Archeologica della Campania.

Nel corso di questi anni di scavo, sono state rinvenute due statue, una di una donna con abito greco (la peplofora), l’altra, ricomposta da più frammenti, del dio Dioniso/Bacco con il capo coronato d’edera e un cucciolo di pantera in braccio: entrambe le statue sono ora custodite nel museo storico archeologico di Nola. Durante le campagne di scavo degli ultimi 3 anni (2015-2017) sono stati riportati alla luce: i resti di muri di un edificio forse costruito prima dell’eruzione del 79 d.C., un muro affrescato, un altro settore della cella vinaria, un frammento di statua femminile, una parte di una grande cisterna, tracce di coltivazioni.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo sorge sulle antiche strutture della chiesa inferiore, fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1333 sull’originaria cripta sotterranea di origine pagana.

Alla scoperta del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo a Somma Vesuviana

La leggenda vuole che Giovanna d’Angiò, bella e intrigante nobildonna, vissuta a Somma Vesuviana e divenuta regina di Napoli nel 1414, con il nome di Giovanna II, ebbe numerosi amanti di cui si disfaceva facendoli sparire in mortali trabocchetti utilizzando una fitta rete di cunicoli sotterranei a cui si accedeva proprio dalla cripta.

Chiesa di Santa Maria del Pozzo e la Carrozza d'Oro

Un recente restauro del complesso ha riportato alla luce preziosi affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati: al XIV secolo risalgono gli apostoli con aureola a rilievo attornianti la Madonna Incoronata con il Figlio Pantocratore, mentre al XV secolo risalgono gli affreschi del pozzo romano: si tratta di due sante, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Infine al XVI secolo vengono fatti risalire gli affreschi rappresentanti San Giovanni Apostolo ed Evangelista e San Michele Arcangelo armato.

Infine un cenno alle eccellenze gastronomiche di Somma Vesuviana, che, sorgendo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, deve al suo fertilissimo terreno la produzione di varie prelibatezze, come i pomodorini del piennolo, le albicocche (crisommole) e l’uva (catalanesca), da cui si ricava un ottimo vino da tavola. Quest’ultimo accompagna numerose ricette, in particolare di baccalà e di stoccafisso, che già a partire dal 1500 sono diventati protagonisti incontrastati della gastronomia sommese grazie ad un filo diretto che collega le pendici del Vesuvio all’Europa del Nord (Islanda e isole Lofoten-Norvegia).

ore 19 – Rituale della Processione del Venerdì Santo

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana

Il Venerdì santo il popolo sommese si stringe attorno al venerato simulacro della Madonna Addolorata per rivivere, attraverso il suo dolore di madre, l’itinerario della passio et mors Christi. La storia di Maria diventa agli occhi dei fedeli una storia di successo: la sofferenza della mamma pone rimedio alle afflizioni altrui.

Somma Vesuviana, ritorna dopo 4 anni la secolare Processione del Venerdì Santo | Scisciano Notizie

Anche quest’anno la Processione del Venerdì Santo vedrà 2000 confratelli in saio bianco e cappuccio sfilare per le vie e i vicolo del borgo napoletano secondo un percorso mai cambiato. I 2000 confratelli accenderanno le rispettive candele alla luce degli alti falò che già dal pomeriggio, poco dopo le ore 15, verranno posizionati in alcuni dei punti strategici del Centro Storico ma anche nei vicoli più vicini alla parte bassa del paese.

Processione Venerdì Santo Somma Vesuviana 2019 - YouTube

Booble News - Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: un legame vivo tra passato e presente /foto

Ogni congrega avrà un medaglione diverso, un cordone dal diverso colore che permette di distinguere la confraternita di appartenenza. In occasione del Venerdì Santo i confratelli usciranno da più punti del Borgo Antico del Casamale,passando dinanzi all’antica Collegiata del XII secolo e dalla volta in oro zecchino.

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana - Taccuino di viaggio

Alle 19 si avrà l’uscita della Madonna con il Cristo Morto, accompagnati dalla Banda e da un lunghissimo corteo di donne e bambini. Il silenzio, poi il canto in latino del Miserere ad opera dei gruppi cantorum risuonerà per tutta Somma Vesuviana. A cantarlo tutti i confratelli nei vicoli e lungo tutta la durata della processione. Nei piccoli incroci, la Madonna si fermerà per benedire la popolazione.

All’incrocio più grande di Corso Italia, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermeranno e si inchineranno al passaggio della Madonna con il Cristo Morto.

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana - Il Mediano

Solo in quel momento verranno spente le candele.

A Somma Vesuviana torna la storica processione del Venerdì Santo

La risalita a serata inoltrata, le luci delle candele consumate renderanno unica l’atmosfera nei vicoli del Borgo Antico dove continuerà a sentirsi il Miserere in latino. Commuovente sarà l’ingresso della Madonna nell’antica chiesa della Collegiata.

Cena libera e pernottamento in hotel a Castellammare di Stabia.
notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

 

2° Giorno 4 aprile Castellammare -Antica Nuceria-Cimitile-Nola -Castellammare di Stabia  

Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Nuceria.

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni Sarrasti, Osci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

Un'antica città della Campania: Nuceria Alfaterna – Storia d'Italia

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore;

Ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

BATTISTERO SANTA MARIA MAGGIORE | I Luoghi del Cuore - FAI

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore:

 

dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici:

La piccola Roma - Città Nuova

la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone.

Partenza per  Nola dove all’arrivo sarà servito il pranzo  e visita Museo Storico Archeologico di Nola.

Crocevia di genti e culture, l’agro nolano racchiude in sé un singolare intreccio di storia, archeologia e arte. I siti, i musei e i santuari qui illustrati rappresentano luoghi d’elezione in cui il tempo si è fermato per offrirci il quadro completo dell’evoluzione del territorio, sia dal punto di vista dell’insediamento, sia sul piano religioso. L’agro nolano lega indissolubilmente la sua fama alla città di Nola che da piccolo insediamento divenne in età romana un importante centro, presso il quale nel 14 d.C. morì l’imperatore Augusto.

Il suo sepolcro, come quello dell’apostolo Pietro a Roma, determinò la nascita di un villaggio nei dintorni del santuario che è all’origine dell’attuale abitato di Cimitile. Il lungo dialogo con la storia del complesso basilicale si è arricchito negli ultimi cento anni di importanti dati grazie agli scavi archeologici e ai restauri che hanno gettato nuova luce sulle origini del cristianesimo nell’agro nolano e in Campania.

Il Museo, allestito nel cinquecentesco convento di S. Maria La Nova, rappresenta uno scrigno di testimonianze storiche e archeologiche che catturano il visitatore per bellezza e unicità. Al piano terra sono esposti manufatti di età preistorica, etrusca, greca e romana, mentre al secondo reperti provenienti dalla villa romana di Somma Vesuviana e dal complesso basilicale di Cimitile, oltre a dipinti di età medievale e moderna. Una sala è riservata alle statue della peplophoros e del giovane Dioniso provenienti dalla villa romana in località Starza della Regina a Somma Vesuviana.

 

La cattedrale di Nola.L’edificio, dedicato a S. Maria Assunta, è frutto di tre rifacimenti, eseguiti a partire dal XIV secolo, l’ultimo dei quali avvenuto a seguito di un incendio che nel 1861 distrusse la chiesa cinquecentesca risparmiando la cripta, la cappella dell’Immacolata, piccolo gioiello dell’architettura rinascimentale, l’adiacente chiesa dei Santi Apostoli e il campanile, nella cui base sono inglobati rilievi scultorei di età romana. Il Museo Diocesano custodisce pregevoli manufatti artistici provenienti dalle chiese della città e della diocesi.

Trasferimento alla vicina Cimitile per la visita guidata.

Il complesso di Cimitile nei pressi di Nola è uno dei più interessanti siti paleocristiani d’Italia. Esso mostra testimonianze della cristianità dal III secolo d.C. fino ad oggi senza soluzione di continuità attraverso una stratificazione secolare di architetture ed eccezionali apparati decorativi (pitture, sculture e mosaici) che rendono il sito unico ed enormemente affascinante.

Cimitile - Le basiliche paleocristiane di Cimitile e l'area nolana

Le basiliche sviluppatesi nel sito antico cimitero di epoca romana databile tra il II e il III secolo d.C., dove i grandiosi mausolei provano la grandezza di Nola e la ricchezza del suo territorio, l’ager nolanus , e allo stesso tempo testimoniano la diffusione del culto cristiano come dimostrano le pitture a tema biblico.

Il complesso basilicale si sviluppò intorno alla tomba di San Felice , un martire senza martirio. Dal IV secolo vennero costruiti i primi edifici, presso i quali numerosi pellegrini giungevano per rendere omaggio al martire. Grazie all’opera di San Paolino da Nola, un nobile Romano che fu governatore della Campania, il complesso fu collegato a Nola da una strada e fu servito dall’acquedotto proveniente da Abella. Egli si adoperò per tutta la sua vita per i nolani e, divenuto vescovo, fece costruire una grandiosa Basilica, sacrificò ogni ricchezza e infine sé stesso per liberare i nolani fatti prigionieri dai Visigoti

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e il Miracolo della Manna

Al termine rientro a in hotel a Castellammare per la cena e pernottamento.

3° Giorno 5 aprile  Castellammare-Cappella Votiva… Pasqua 

Prima colazione in hotel  e mattinata libera per relax o assistere alla messa o celebrazioni pasquali a Castellammare di Stabia.

Pranzo di Pasqua a Torre del Greco in location esclusiva.

Nel pomeriggio ,ci spostiamo ad Ercolano, visita guidata Ipogeo sotterraneo Reale ArciConfraternita nei pressi del Santuario di S. Maria a Pugliano  e seminario-spettacolo “Culto dei Fujenti” a cura del

“Laboratorio “Voci e Suoni della Memoria”

                                               SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.
La Madonna dell’Arco ha innumerevoli devoti perché:
– è la prima Madonna Bianca associata al culto agreste delle Sette
Madonne;
– come essere umano capisce le miserie in quanto vissute durante il suo
peregrinare;
– come Madre terrena conosce il dolore di una perdita in quanto vissuto per
la Crocifissione del Figlio;
– come Madre divina conosce la sofferenza in quanto ferita e sanguinante
sul volto.

Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!! - I Viaggi di Giorgio

Con il seminario spettacolo “Sulle tracce dei Fujenti”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno la storia, le corporazioni, l’etnografia, la simbologia, i toselli votivi, i rituali, il pellegrinaggio e la pratica degli Ex Voti connessi al Culto di Madonna dell’Arco e ai suoi rimandi culturali strettamente legati alla Ri-nascita.

Proiezioni, musica, canti e danze dal vivo riguardante i seguenti aspetti   connessi a Madonna dell’Arco: le pratiche cultuali (culto mariano, culto agreste, ex voti, corporazioni, etc…) i simboli (vestiario, colori, stendardi, gestualità, etc…) i rituali (questua, processioni, carri votivi, etc…) i canti (preghiere, giaculatorie, canti popolari, etc…) le danze (tammurriata).

Narrazione dal ricercatore Giovanni D’Angelo, accompagnato dalle performance cantate e recitate del laboratorio “Voci e suoni della memoria”. Durante il racconto,  importanti opere del trecento come La Bruna Puglianella e il Cristo Nero,  introdurranno gli spettatori alle storie più affascinanti della religiosità popolare, come ad esempio la leggenda secondo la quale la Madonna nera fosse legata al ciclo invernale e alla morte, e che nelle chiese dove solitamente questa fosse ritratta o apposta come statua, vi fosse presente un ordine di templari. Un racconto ricco di aspetti misteriosi, proverbi e immaginifico popolare, che recupera la tradizione orale  dell’antica Resina e del Monte Vesuvio.

Particolarità dell’itinerario di visita sarà la discesa all’ipogeo sotterraneo del 700, antico cimitero sottostante la terra santa, dove ancora tutt’oggi è attestato il noto culto dei morti, come la tradizione prevede per ogni chiesa dove si trovi la Madonna delle Grazie. Una discesa inferina ed emozionante in un luogo sconosciuto a molti, e non accessibile ai visitatori se non in questa occasione speciale. Durante la visita è stata prevista la performance canora di un emozionante Stabat Mater in napoletano, dall’identità sonora medievale e suggestiva.

Un itinerario di visita elegante , culturalmente e antropologicamente ricco.

La processione religiosa delle Paranze dei devoti alla Madonna dell'Arco - Ulisse online

A seguire circa ore 18.00  visita alla sede e alla Cappella Votiva dedicata alla Madonna dell’Arco presso il quartiere Ortora, dove è attestata la nascita della prima “Paranza dei Fujenti” ad Ercolano in seguito ad un episodio di Grazia Ricevuta nei primi anni del 1900. A seguire  seguiremo alcuni rituali dei Fujenti connessi alla Pasqua.

La paranza dei devoti | il manifesto

Al termine rientro in hotel cena e pernottamento.

..notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

4° Giorno lunedi 6 aprile Nola-Santa Anastasia-Roma

Prima colazione in hotel e rilascio della camere.Partenza in direzione di Santa Anastasia,al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

Madonna dell'Arco, il ritorno più bello: 55mila fujenti al Santuario - Il Mediano

Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco: i fujenti del lunedì in Albis

Un viaggio attraverso gli aneddoti, le leggende e i racconti legati agli elementi di fuoco, terra e mare e alle tradizioni culturali e religiose più misteriose.

La Madonna dei "fujenti": quando Gomorra cerca redenzione - la Repubblica

…Fenomeni simili, un tempo assai diffusi, si sono oggi fortemente ridotti con forse una sola, significativa, eccezione, il culto della Madonna dell’Arco che tuttora si celebra nella omonima località in provincia di Napoli, ogni lunedì in Albis, nel santuario frequentato in gran parte dal sottoproletariato e dal proletariato marginale dell’area napoletana: una Madonna severa e vendicativa che non ha esitato, nelle leggende che la riguardano, a punire duramente coloro che le avevano mancato di rispetto.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

Chi si reca in quella data al santuario non può non essere scosso dalla tensione che vi si respira. Una fiumana di pellegrini vestiti, cani randagi stesi sul sagrato, odori che sembrano avere corpo e volume.

Succivo, concorso fujenti. Fiorillo e Pisano:”abbiamo interpretato in modo semplice quella che è, e deve rimanere, una festa religiosa” – atellanews.it

E in alto, tra le bancarelle, seguendo con lo sguardo la strada che porta alla stazione ferroviaria, gruppi di danzatori scatenati che ballano al suono di flauti e tamburi. di bianco, organizzati per gruppi, attende di varcare la soglia della chiesa; uomini e donne, senza distinzione di età e spesso scalzi, a frotte raggiungono l’altare per ottenere una grazia camminando in ginocchio o strisciando velocemente per terra in ordine sparso, proprio come dei serpenti liberati da un cesto; bandiere con l’immagine della Madonna, ceri e gigantesche costruzioni votive che avanzano in un silenzio irreale rotto solo da canti melismatici intonati a voce altissima, dal fruscio dei vestiti e dal sibilo delle scarpe di gomma sul pavimento; e poi all’improvviso l’esplosione, l’urlo, la crisi, l’invocazione della grazia da parte di qualcuno che cade rigidamente sulle spalle scalciando con violenza fino allo svenimento, e quindi l’accorrere dei volontari del servizio d’ordine per trascinarlo fuori e farlo riprendere. Intanto la crisi come una scossa elettrica, un lampo, un’onda di energia, si propaga ad altri penitenti.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

 

E ancora cadute, grida, svenimenti e pianti, tentativi di scavalcare le barriere e gettarsi sull’altare per raggiungere l’immagine della Vergine. E sempre più padri domenicani e volontari che intervengono serrando le fila con forza, in una ridda di braccia e gambe, di voci che si sovrappongono, di muscoli tesi, di facce stravolte, con una folla che si accalca nelle navate laterali, premendo dietro le transenne, e che litiga per ottenere un posto in prima fila. E poi la calma, l’uscita dei devoti alle spalle dell’altare per la consegna di soldi, ceri e fiori in omaggio alla Madonna e un nuovo gruppo che entra lento, come quello precedente.

Ritualità dei #fujenti# a Sant'Anastasia: corsa ed esecuzione di un

Fino a che qualcuno, prima o poi, sorprendendo tutti, non ricominci, in uno spazio indifferente ad ogni ordine geometrico perché la crisi può manifestarsi in qualsiasi punto della navata percorsa dai devoti e propagarsi in qualsiasi altro punto, in maniera imprevedibile. E tutto questo per ore e ore, dall’alba al tramonto fino a perdere la percezione del tempo come in un sogno, e ad abituarsi al rito, alla vista dei fujenti che sembrano non finire mai. E fuori, sotto al sole, un paesaggio surreale: una strada statale completamente intasata, bloccata dalle lunghe code di chi deve ancora entrare, carabinieri vicino a delle sbarre di ferro che controllano il flusso dei pellegrini, toselli che ondeggiano sui ritmi delle bande musicali delle varie paranze.
Madonna dell'Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti - Il Mediano
Tutto, in questo rito, si pone sotto il segno dell’eccesso, della potenza, della violenza del sacro, dando una forte espressione alla memoria di un sud che in riti arcaici trova la sola possibilità di resistere a vecchi e nuovi malesseri, un sud sofferente.
Al termine trasferimento in pizzeria e degustazione vari tipi di pizza verace.
Nel tardo pomeriggio, rientro a Roma e fine dei servizi.Per chi arriva da altre città trasferimento in stazione o in aereoporto.
La quota comprende:
Bus G.T per la durata del tour.
Hotel 4**** in trattamento di mezza pensione (colazioni,1 pranzo del venerdi,2 cene) bevande incluse.
Visite spettacolo  teatralizzate.
Visite guidate da guide  autorizzate Regione Campania e da volontari del luogo.
2 pranzi , quello di di Pasqua e del sabato, pizza del lunedi
Bevande ai pasti
Spettacolo di Peppe Parisi durante la cena del sabato
Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio
Iva di legge
La quota non comprende 
Ingressi ai siti e musei
Eventuali tasse di soggiorno da pagare in loco.
Auricolari 10,00



Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!!

 

                                   TRA ALTA GASTRONOMIA  E ITINERARI INSOLITI

CAMPANIA , regione dai mille volti…Furore…..sulla costiera amalfitana, l’altra faccia della costiera sconosciuta, 3 giorni all’insegna della Cultura e Arte e Archeologia, del Paesaggio della Buona Cucina.

Furore è un piccolo comune della costiera amalfitana  che assieme ad essa nel 1997 è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco.

Per la conformazione del paese, questo borgo viene definito “il paese che non c’è”, le sue case sono delle macchie di colore che spuntano lateralmente dalla montagna.

Il paese che si fa sentire: Furore | TouriSmArt4.0

 

Il centro del paese, che è costituito da 837 abitanti, inoltre è formato da tre contrade: Sant’Agnello – Contrada della Gatta, Sant’Elia -contrada della Cicala e Santo Jaco – Contrada del Ciuccio.

Assaggiare un vino e sentire il gusto vero e autentico di un territorio straordinario. Furore, il paese aggrappato alla Divina Costiera, respira il fascino del Golfo d’Amalfi.

                                                Furore! Il paese che non c’è.

Non cercarla qui la ciambella di case raccolte intorno alla piazza. Non la troverai. Furore, il paese che non c’è, il paese non paese, col suo abitato sparso sui fianchi della montagna a strapiombo sul mare, si offre a piccole dosi, si lascia scoprire con civettuola ritrosia.

Batterai sentieri e petingoli, stretti fra fazzoletti di terra miracolosamente strappati alla roccia e coltivati con amore antico, quasi con ostinazione.

Berrai vini – bianco e rosso – freschi e briosi, “capaci di buttarti dentro tutto il sole e tutta l’allegria che hai sulla pelle”. Ammirerai vigne e giardini, terrazzi e pergolati, poggi e tornanti che dirupano a mare. E muri: muri a secco, muri dipinti, muri istoriati. Muri parlanti. Muri d’autore. E chiese, e campanili svettanti e cupole arabeggianti. Una vertigine di panorami immersa in una luce senza suoni, sospesa, irreale e segreta come una favola. Ascolterai il silenzio.

Coglierai l’alito dell’universo nella voce lontana del mare. Avvertirai il profumo del mito nel respiro di qualche ninfa innamorata che da sempre abita questi anfratti. Vivrai un’atmosfera sognante e al tempo stesso inquietante, dove ogni sguardo è già emozione e ogni pensiero è già sogno.

Raffaele Ferraioli

Fa parte del Club dei borghi più belli d’Italia.                                                            

E poi la sublime Amalfi… Positano…, i borghi di Raito e Albori.

Ci sono luoghi il cui spazio fisico è  solo un punto di riferimento. Sembrano nati,e forse lo sono,per essere anzitutto luoghi dello spirito,porti franchi nei quali cercare approdo con quel carico di piccole eversioni e di infinite complicità che accompagna la vita di ognuno di noi.Furore è anzitutto questo,e la sua geografia lo conferma!

Il Fiordo con la sua irripetibile magia: il borgo intatto,un pugno di case aggrappate alla roccia,il mare che s’ingorga e spumeggia!!

                                     Gli oracoli della Sibilla al lago d’Averno
                   dal lago Lucrino dedicato alla ninfa Calipso al lago d’Averno

Masseria…… è un’azienda agricola, un ristorante panoramico con cucina creativa a “metro zero”,  l’Agribar, un bar in un frutteto circondato da orti, dove godere di una giornata in natura

Masseria …… si trova nel Parco Regionale dei Campi Flegrei, nel cratere del Lago d’Averno, rivolto verso il mare, a pochi passi dal Tempio di Apollo e dall’Antro della Sibilla.

La nostra missione è offrire un’esperienza autentica, facendo sentire a casa ogni ospite e raccontando la nostra anima e la nostra storia attraverso i piatti. Privilegiamo prodotti di prossimità, rispettiamo la stagionalità e ci impegniamo a mantenere un giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Ogni portata diventa così un omaggio al territorio e alla creatività, valorizzando la genuinità e l’attenzione ai dettagli.La cucina della Masseria: una creatività tutta volta all’esaltazione dei prodotti del territorio e delle materie prime di qualità.

 

Hai scelto di soggiornare nel nostro Albergo Diffuso :
‘albergo diffuso è una nuova forma di accoglienza, che nasce per valorizzare e caratterizzare i
piccoli borghi:
camere e appartamenti che si spargono per il territorio :
L’Albergo Diffuso Bacco Furore è caratterizzato da una struttura principale, destinata ad accogliere i servizi di uso comune: ricevimento, sala colazioni e ristorante, collegato ad una serie di camere e
appartamenti distaccati e sparsi a circa 300mt.
Il ristorante e la sua lunga tradizione, ti aspetta  per una cena,con vista mare, seguita e curata dai nostri magnifici Luisa e Ferdinando.

Un ristorante con una storia di quasi cent’anni, attento ai valori del territorio e della stagione, è
associato all’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo, oltre ad essere segnalato sulla guida Michelin e
numerose altre importanti guide nazionali ed internazionali.
lo  Chef Raffaele Afeltra e la Signora della nostra cucina Erminia , con tutta la loro brigata, saranno felici di deliziarti!
Per coloro che desiderano un menu Gluten Free siamo presenti sulla guida ufficiale AIC, offrendo una
vasta selezione di piatti.
Inoltre, squisite proposte vegane e vegetariane, sempre legate alla tradizione locale e massima attenzione ad ogni esigenza alimentare segnalataci.

Furore, Paese Dipinto, Uno dei Borghi più belli dItalia, Città del Vino e Destinazione Europea
d’Eccellenza

 

1° giorno :Roma-Raito-Albori -Furore

Ritrovo dei partecipanti  in luogo da stabilire e partenza in bus privato ,con sosta in autostrada lungo il percorso.

N.B :  per coloro che arrivano da altre città d’Italia appuntamento e luogo da concordare sia presso stazioni ferroviarie che aeroporti o direttamente se arrivate con auto propria,in hotel.

Il borgo di Albori: la bellezza di Vietri oltre il mare

                                 Sulle colline della Costiera Amalfitana

Per chi arriva da Salerno o dall’autostrada A3, la porta d’accesso al paradiso è Vietri sul Mare, capitale indiscussa della ceramica artistica. L’abitato della marina è dominato dalla cinquecentesca Cupola della Chiesa di San Giovanni Battista, rivestita da centinaia di “scandole”, maioliche a forma di pesce di tre colori: giallo, verde e azzurro. L’effetto iridescente delle maioliche non passa inosservato, nè da terra, nè da mare: fa, anzi, del tempio dedicato al Patrono il simbolo stesso di Vietri.

Vietri sul Mare: cosa vedere e cosa fare | Dove Viaggi

Ma il vero biglietto da visita della città è rappresentato dal Palazzo della Ceramica Solimene, realizzato dall’architetto Paolo Soleri sul modello del Guggenheim Museum di New York. Aggrappata alla roccia, questa imponente costruzione, articolata su un corpo centrale di fabbrica e otto torrioni altissimi, e sede di una dei più antichi e prestigiosi opifici di ceramica dell’intera Italia meridionale, ha la facciata interamente ricoperta da tubuli cilindrici in cotto di colore rosso mattone e verde. L’impatto è semplicemete spettacolare.

CERAMICA ARTISTICA SOLIMENE - VIETRI SUL MARE - SITO WEB UFFICIALE

Non mancano le testimonianze storiche, artistiche e architettoniche di uno splendido passato. Della straordinaria Cupola della Colleggiata di San Giovanni Battista si è già detto. All’interno, il tempio custodisce una serie di pregevolissimi altari in ceramica riccamente decorati e preziosi dipinti di Andrea Sabatino, Francesco Solimena, Pietro De Rosa e Lorenzo Fiammingo. Felicissimo intreccio di stili, dal romanico, al rinascimentale al barocco, la chiesa è stata interessata da numerosi restauri. Tra la Cupola e l’alto campanile sorge Palazzo della Guardia, l’Arciconfraternita, che presenta un bellissimo pavimento in maiolica. Il palazzo è un esempio di quell’arte barocca testimoniata anche dai palazzi De Simone, Del Plato e Punzi.

Previsto  un pranzo nella natura, osservando dall’alto le spiagge all‘Agriturismo Il Cavaliere dei Conti‘: una splendida struttura che ha ristrutturato sapientemente un’antica torre saracena e permette di gustare gli agrumi e le verdure che sono la ricchezza della cucina locale, e ovvio anche un lauto pranzo con prodotti del territorio.

                                                               VIETRI E INCANTA

L’itinerario  prevederà la visita narrata al centro storico.

Durante il percorso i visitatori verranno allietati dall’interpretazione dell’attrice Elisabetta D’Acunzo, che traendo spunto dall’ambente fiabesco della cittadina, si esibirà in degli interventi teatrali ispirati alle più belle fiabe classiche della tradizione meridionale fondendole con quelle Europee.

Arrivo  in hotel con vista mozzafiato sulla costiera e accoglienza e saluto di benvenuto agli ospiti ,sarà anche servito un aperitivo con stuzzichini  e formaggi dei Monti Lattari(il provolone del Monaco è un eccellenza) sulla terrazza dell’hotel.

 

La Vigna di Bacco Relais - Furore, Amalfi Coast

A seguire cena  in ristorante e pernottamento in hotel .

Furore Grand Hotel, Furore (prezzi aggiornati per il 2027)

2° Giorno :Agerola- Amalfi -Positano,gita in barca in costiera.

Dopo aver consumato la prima colazione nella terrazza dell’hotel,

La Vigna di Bacco, Furore (prezzi aggiornati per il 2025)

trasferimento ad  Amalfi con bus di linea Sit ,con le sue case bianche in pittoresco disordine sulle gradinate di un pendio,   visita guidata  del Duomo,il Chiostro del Paradiso.

Amalfi: descendit ex patribus romanorum – Inchiostro Virtuale

La visita continua tra i vicoli di Amalfi.

Cosa vedere ad Amalfi in un giorno | Guida di Positano

 

 

Pranzo  libero.Trasferimento con bus SIT a Minori per la visita dell ‘enigmatica villa sul mare, nel più antico insediamento della Costiera Amalfitana.

Incastonata nel cuore della Costiera, la Villa Romana di Minori resta ad oggi, dopo ben 2000 anni, un luogo ancora misterioso e tutto da scorprire.Risalente all’inizio del I sec. d. C., la Villa Romana di Minori si trovava in una baia della Costiera Amalfitana, nel punto in cui il fiume Reginna Minor sfocia nel mare.

romanoimpero.com: VILLA ROMANA DI MINORI (Campania)

Interessanti sono, inoltre, il triclinium e le terme. Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è collegato l’annesso antiquarium, che raccoglie pitture e materiale romano rinvenuto in altre ville della zona.Le ricche decorazioni pittoriche del triportico e degli ambienti interni (III stile pompeiano), consentono di collocare l’impianto originario della villa nell’età giulio-claudia.

 

Questo tratto di costa, ricco di insenature e porti naturali, era particolarmente amato e frequentato dall’aristocrazia romana imperiale, che vi costruì diverse residenze, come testimoniato dai ritrovamenti di Vietri sul Mare, Amalfi, Positano, e Li Galli.

Degustazione alla pasticceria De Riso dei famosi dolci della costiera.

Dall'Italia - I dolci più famosi di Sal De Riso

Ci imbarchiamo su una barca privata,attrezzata con bagno,parte interna coperta,parte esterna per chi vuole prendere il sole ecc.ecc.,e costeggeremo tutta la costiera,ammirando appunto il panorama unico,da un altra posizione.

Sosta al fiordo di Furore e altri punti interessanti della costiera.E attenti ai pirati…..

Furore, il paese abbandonato in Costiera Amalfitana | Artribune

ps chi vuole visitare il fiordo,potrà farlo via terra,in questa escursione non è prevista la discesa al fiordo.

Arrivo a Positano e  insieme alla vostra guida, effettueremo una  passeggiata per cogliere gli angoli più suggestivi di questo angolo meraviglioso di costa.Tempo libero per prendere il sole o fare il bagno,o fare shopping.Al termine rientro sempre in barca privata ad Amalfi,e da qui in bus  di linea trasferimento in hotel, cena  e pernottamento.

Costiera Amalfitana, 55 km di curve

Durante la cena saremo allietati dal caro Amico Davide con la sua chitarra e canzoni napoletane che ormai molti di Voi conoscono.

3°Giorno : Furore- Lago d’Averno -Roma o altre città.

Terminata la prima colazione sulla terrazza, lasceremo il nostro hotel,

La Vigna di Bacco, Furore (prezzi aggiornati per il 2025)

con un po’ di nostalgia ,ma felici per avervi trascorso 3 bellissimi giorni che difficilmente dimenticherete, per avviarci sulla strada del ritorno a casa .

Prima ancora una visita ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO :

                                    “SULLE TRACCE DEL “RAMO D’ORO”
Secondo alcuni il nome “Lago d’Averno, deriverebbe dal greco Avernus – cioè “senza uccelli”, a causa delle acque che esalavano particolari gas nocivi agli uccelli. Questa leggenda, unitamente alla radice Av, col significato di profondità, abisso, ha fatto si che l’Immaginifico Popolare, identificasse il Lago d’Averno come un’entrata al mondo degli inferi.

Il lago d’Averno rosa visto dal drone / Foto G. Nappo
Con la visita guidata “Sulle tracce del Ramo d’Oro”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno i miti, la simbologia, le liturgie religiose, le pietanze e le credenze connesse al Lago d’Averno e ai suoi rimandi culturali strettamente legati al cosiddetto “Ciclo Invernale”, caratterizzato dal simbolico viaggio Morte/Rinascita, e di come gli stessi rimandi culturali abbiano influenzato la vita sociale del territorio circostante.

Tammorra | Pro Loco Cervinara

Al termine pranzo presso una Masseria della zona,con prodotti bio e tutte le materie prime,provengono dai loro orti.

Il territorio

Dall’agrumeto che si estende lungo il Lago d’Averno, tra alberi di limone, arancia e soprattutto di mandarino – che rappresenta il territorio flegreo e la tutela di una coltura antica – si attraversano i terrazzamenti che conducono alla Masseria e che sono coltivati con varietà autoctone di frutta e ortaggi, grazie a Fabiana Barbati che cura, insieme ai suoi collaboratori, il fertile suolo vulcanico con amore.

Nel rispetto della biodiversità naturale, raccogliamo prodotti eccellenti e le erbe spontanee che ci riconnettono al senso del cibo come cura, sempre grate alla natura rigogliosa in cui siamo immerse. Rispetto che si traduce in pratiche agricole poco invasive e che vanno oltre il bio, sperimentando di anno in anno consociazioni, concimazioni e trattamenti che hanno la volontà di curare il suolo affinché le piante possano curarsi da sole, o con alleati naturali.

Se la proprietà è un’eredità familiare, gli alberi sono un’eredità dei coloni che li hanno piantati e curati fino al nostro arrivo, a cui noi siamo grate per aver preservato un pezzo del territorio simbolo dei Campi Flegrei.

Al termine partenza per il rientro a  Roma  in bus,o alle proprie città in auto o treno o aereo  e  fine dei servizi!!




IL TIBET VISTO DALL’ALTO IN TRENO-YUNNAN luglio 2027

Un viaggio straordinario, in esclusiva, realizzato con il treno della ferrovia più alta del mondo, per visitare un paese unico nel suo genere nel periodo migliore dell’anno, infatti il cielo è limpido, terso, e potrete ammirare le cime più alte del mondo come in nessun momento dell’anno.                    

 

                Un viaggio in treno in Tibet a bordo della Ferrovia Qinghai-Tibet (spesso chiamata il Treno del Cielo o Tibet Express) rappresenta una delle esperienze ferroviarie più spettacolari e ingegneristicamente straordinarie al mondo      

La ferrovia dei primati: la Qinghai-Tibet è la linea ferroviaria più lunga sull’altopiano ed è quella che si trova alla maggiore altitudine sul livello del mare, snodandosi per l’80% del suo percorso totale oltre i 4000 metri. La stazione ferroviaria del Monte Tanggula è la stazione ferroviaria più alta al mondo trovandosi a 5072 metri sopra il livello del mare. Un’opera imponente e contraddittoria che consentirà di raggiungere Lhasa attraversando un territorio spettacolare percorso fino ad oggi soltanto da yak selvatici e antilopi tibetane. I lavori di questi ultimi quattro anni sono stati eseguiti cercando di evitare il più possibile di interferire con il delicato eco-sistema ed hanno superato con successo grandi ostacoli quali il freddo, la rarefazione dell’ossigeno ed il suolo sempre gelato. Il treno ha vagoni con cuccette e docce, vagone ristorante e vagone turistico. Il vagone turistico è dotato di grandi vetrate grazie alle quali i viaggiatori possono godere piacevolmente del panorama  mozzafiato lungo tutta la linea. Il treno è tecnicamente all’avanguardia con sistemi di pressurizzazione come quelli in dotazione agli aerei di linea. Il Tibet, cuore delle Quattro Nobili Verità che stabiliscono i principi di causalità e di interdipendenza di tutti i fenomeni,è certamente il cuore propulsore di tutta l’Asia buddista. L’invasione cinese del 1959 provocando la diaspora tibetana ha in realtà come aperto una cassaforte effondendo a piene mani il suo contenuto: quella che era una realtà segreta è divenuta quindi una realtà conosciuta da tutto il mondo. Ha consentito al Dalai Lama, supremo capo spirituale e simbolo di quella cultura e del popolo oppresso costretto a fuggire, di accendere nel mondo l’interesse per il buddismo tibetano e di guadagnarsi con la sua saggezza la simpatia politica per la causa dell’indipendenza e la solidarietà di tutte le culture occidentali. Il tetto del mondo, il luogo più alto per la spiritualità dell’uomo, una cultura legata a doppio filo con la pratica religiosa che raggiunge altezze solo percettibili da noi occidentali. I Tibetani danno alla loro religione il nome di “Chos” che significa semplicemente “legge”. Solo negli ultimi decenni si è potuto approfondire il significato profondo e non apparente di alcuni rituali che in passato sono stati spesso semplicisticamente liquidati come espressioni magiche e demoniache. Il buddismo tibetano, che lascia invece grande spazio alle modalità per raggiungere l’illuminazione, si fonda sul lamaismo (lama = guida spirituale) che venne introdotto nella regione nell’VIII secolo sovrapponendosi alle religioni primordiali autoctone animiste. Il lamaismo assorbe in particolare le caratteristiche della religione Bon e forma un quadro religioso che è la continuazione della religione antica seppure sotto nuove vie, forme e pratiche che mantengono saldamente la meta comune: l’illuminazione.

 

Dice il XIV Dalai Lama: “Quando vi svegliate al mattino, se avete interesse allo sviluppo spirituale, dovete esaminare la vostra mente e cercare di sviluppare una giusta motivazione. Quindi ripromettetevi seriamente, con determinazione, di praticare in futuro, e in particolar modo oggi stesso, un corretto comportamento e un corretto modo di pensare. Pensate che aiuterete gli altri in modi corretti, e se ciò non sarà possibile, vi asterrete almeno dal nuocere loro. In seguito, durante il giorno, di tanto in tanto rammentate a voi stessi ciò che vi siete ripromessi al mattino. A sera ripercorrete la vostra giornata per vedere se l’avete davvero trascorsa come vi eravate ripromessi al mattino. Se trovate qualcosa di buono, bene, siatene lieti! Rafforzate la vostra decisione rallegrandovi delle buone azioni compiute e ripromettendovi di continuare così nel futuro. Se scoprite che nel corso della giornata avete commesso qualche azione negativa, provatene rimorso e rimproverate voi stessi, riflettendo sul fatto che le azioni negative commesse nel passato sono il motivo per cui state tuttora sperimentando conseguenze indesiderabili. Riflettete che se continuerete a indulgere in azioni simili nel futuro, si ripeteranno anche le conseguenze negative.  Questo è il modo: provare e riprovare e riprovare ancora! Allora, col tempo, c’è speranza. C’è la possibilità di migliorarsi. Le benedizioni che vengono dagli altri non sono sufficienti. Le benedizioni devono venire dall’interno.

Senza il nostro sforzo, le benedizioni non possono raggiungerci”. All’interno di queste riflessioni abbiamo ritrovato tutti gli elementi rituali, le espressioni, le maschere, gli oggetti simbolici, i costumi, le danze, la musica, le cerimonie del mondo tibetano e abbiamo identificato il filo sottile ma inossidabile che lega gli uomini gli uni agli altri.

Il Tibet è uno dei luoghi più “misteriosi” al mondo a motivo della sua posizione geografica e della situazione politica.

Cosa vedere in Tibet? Il paese delle nevi ha un fascino particolare da secoli sull’occidente.
Ci sono molti monasteri e palazzi storici come il palazzo del Potala a Lhasa o il Jumbu Lhakang a Tsedang, ma anche i rarefatti panorami mozzafiato dell’altipiano, laghi come il Yamdrok Tso e montagne sacre come il Kailash .

La cultura del paese si può tracciare fino alla preistoria, ma è dominata da secoli dal Buddismo.

Dalle religioni naturalistiche come il sciamanesimo le popolazioni del altopiano seguirono per tanti secoli il Bönpo o Bon, una filosofia che univa l’animismo con elaborate strutture filosofiche che poi sono stati sovrastato dal Buddismo che ha penetrato il Tibet passando il Nepal dal India, dove era nato.

Dopo battaglie sia di guerra che folosofiche il Bönpo alla fine ha perso la battaglia fra le due filosofie. Dal medioevo il Buddismo ha preso sempre più potere ed influenza sulla gente, in parte amalgandosi con il Bön.

Oggi la cultura non è omogenea come appare, non solo per le diverse scuole del buddismo, Gelupka, Nyngmapa, Sakya e Kagyu, che per secoli hanno anche avuto conflitti viloenti fra loro. Ma anche il Bön rivede dagli anni ’70 del ultimo secolo crescersi dopo che il Dalai Lama ha riconosciuto loro setta come parte del buddismo tibetano.

Ma anche il paese “Tibet” come un unità non esisteva e maggior parte della popolazione erano nomadi che pascolarono le praterie, che non permetteva il svilupparsi di una cultura diffusa e sviluppata, ci si aiutava con chiamare artisti, filosofici ecc. dal “estero” sopratutto dalla Cina e dal Nepal.

Il buddismo tibetano penetra fortemente la vita delle popolazioni tibetane, ma anche il Bön, mentre esiste una minuscola minoranza musulmana e ancora più minuscola cristiana nel odierno Yunnan.

L’architettura
L’architattura di base non è molto variata, si distingue in case private, monasteri e fortezze e palazzi pubblici. Le famose città monastiche del Tashilumpo, dei monasteri di Sera, Ganden e Deprung sono spettacolari esempi di architettura religiosa. In generale, l’architettura tibetana è influenzata dalla Cina, dal Nepal e la Mongolia.

Le arti culturali
Le arti culturali come la musica e la pittura, intaglio al legno, danza sono in gran parte anche influenzati dai stili oltre frontiera cinesi e nepalesi e indiane in parte. Ricordiamo che nei tempi medioevale frontiere e autostrade non esistevano e quindi molti artisti vennero dal estero e portarono le loro influenze nel arte e cultura del altipiano.

Con lo stesso numero di siti Unesco dell’Italia (55), la Cina più che una nazione è un continente: sul suo territorio convivono oltre 50 gruppi etnici, ciascuno con usi e costumi differenti. Lo Yunnan è una regione molto speciale per diversi motivi: situato nella parte sud occidentale del paese (confina con il Laos, il Vietnam e il Myanmar e con le regioni cinesi del Tibet, del Sichuan, Guizhou e Guangxi), al suo interno presenta una grande varietà di meraviglie naturali, dalla giungla a  sud alle maestose cime delle montagne himalayane a nord, dalla gola più profonda del mondo (la famosa Tiger Leaping Gorge o gola del Salto della Tigre) alle montagne carsiche e agli antichi villaggi, ed è la regione della Cina in cui coabitano il maggior numero di gruppi etnici diversi. Lo Yunnan ha sviluppato nel corso dei secoli una sua cultura indipendente ed è una delle regioni cinesi non ancora massicciamente turistica.

 

SONO PREVISTI VOLI DA ALTRE CITTA’

1° giorno: ROMA-PECHINO

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto Roma Fiumicino  e volo per Pechino . Pasti e notte in volo.

2° giorno: PECHINO-XINING

Arrivo a Pechino e coincidenza volo per Xining. Incontro con la guida e trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.

Clima Xining: stagioni, quando andare, medie mensili

3° giorno:  XINING/LAGO QINGAI/TRENO PER LHASA

Prima colazione in hotel e visita della città di Xining, capitale della provincia del Qinghai. E’ situata lungo il corso del fiume Xining ed è stata fra le più importanti città commerciali nelle vie carovaniere verso il Tibet Giornata di visita di questa zona popolata da diversi gruppi etnici della provincia tra i quali i Tibetani, gli Hui, gli Han. Inoltre visita del tempio Tai Er Si, uno dei sei grandi monasteri della setta dei Berretti Gialli del Buddismo tibetano. L’edificio fu eretto nel 1557, su un terreno sacro, nel luogo natale del fondatore della setta. La leggenda racconta che, alla nascita di Tsong Khapa (il nome del fondatore), qui caddero dal suo cordone ombelicale alcune gocce di sangue da cui ebbe origine un albero con foglie segnate dall’immagine del Buddha. Seconda colazione in corso di visita.

Visita al Lago Qingai situato a quota 3400 metri.

Il Lago Qinghai è il lago salato e bacino interno più grande della Cina, situato sull’altopiano tibetano nella provincia omonima, ed è una delle mete naturalistiche e spirituali più iconiche del Paese. 
Informazioni pratiche e consigli per la visita
  • Periodo migliore: Da giugno a ottobre, quando le praterie circostanti sono verdi e (a luglio) i campi di fiori di colza in fiore creano un contrasto cromatico spettacolare con il blu intenso dell’acqua. Tra novembre e maggio il clima è estremamente rigido e il lago tende a congelarsi.

Qinghai Lake - Must See Attraction | WindhorseTour

Partiamo da Xining City   per iniziare un incontro romantico con la perla dell’altopiano. Guidando verso ovest lungo l’autostrada Qinghai-Tibet, il paesaggio fuori dal finestrino si trasforma gradualmente da edifici urbani a vaste praterie. Mandrie di yak sono sparse sul prato dorato come perle nere, preannunciando l’imminente scenario lacustre.Arrivo nell’Area Panoramica di Qinghai Lake Erlangjian. In quanto punto panoramico più rappresentativo del Lago Qinghai, mostra appieno la pura bellezza del lago sull’altopiano. Passeggiando sulla passerella di legno in riva al lago, l’acqua limpida del lago accarezza delicatamente la ghiaia sulla riva e la luce del sole risplende sulla superficie del lago, increspandosi di onde, come se migliaia di stelle fossero cadute nel mondo dei mortali. In estate, i fiori dorati di colza e l’acqua azzurra del lago si completano a vicenda, formando un dipinto a olio naturale; in primavera e in autunno, il lago tranquillo riflette le montagne innevate e le nuvole bianche, il che è più etereo e puro. Successivamente, puoi salire sulla piattaforma panoramica e guardare l’acqua del lago che cambia da smeraldo a turchese a blu scuro da vicino a lontano e sentire la vastità del lago salato più grande della Cina. Nella piazza delle bandiere di preghiera nell’area panoramica, colorate bandiere di preghiera sventolano nel vento dell’altopiano. Potresti voler imparare dalla gente del posto a girare la ruota della preghiera e lasciare che le benedizioni si diffondano lontano con il vento. Ripartiamo,per il viaggio di ritorno con il cuore sereno. Guardando indietro al lago Qinghai che si allontana sempre più, il blu mozzafiato diventerà il colore più vivido nella nostra memoria, concludendo questo puro viaggio che purifica l’anima.

Tour di un giorno a Xining, Lago Qinghai + Lago Salato Chaka + Monte Sun Moon (Esplora i segreti dell'altopiano e incontra lo Specchio del Cielo) - Klook

Dopo la cena trasferimento alla stazione ferroviaria, sistemazione in scompartimento di prima classe con 4 cuccette per scompartimento e partenza per Lhasa dove si giunge dopo circa un giorno di viaggio. Pernottamento.

Partenza per Lhasa con treno Z8991, pernottamento a bordo.
Treno: Z8991 Xining → Lhasa 22:00 – 18:26 giorno successivo
Alloggio: scompartimento di circa 10 m² riservato esclusivamente a due persone, senza ospiti esterni.
Nota:

4° giorno: TRENO PER LHASA

Dotazioni e Servizi sui Treni per il Tibet

Intera giornata di viaggio lungo un percorso paesaggistico di incomparabile bellezza. La linea ferroviaria Pechino-Lhasa, nota anche col nome di Linea del Qinghai-Tibet, Treno del Cielo o Tibet Express collega Xining, capitale della provincia cinese del Qinghai, con Lhasa, capitale del Tibet.

Il treno attraversa paesaggi bellissimi lungo la Ferrovia Qinghai-Tibet che collega Xining e Lhasa(in realtà da Pechino) con quarantaquattro stazioni, è conosciuta come la strada celeste della regione innevata.
La linea attraversa le montagne Kunlun e Tanggula, la vasta regione di Hoh Xil e la pianura settentrionale tibetana, con paesaggi grandiosi e mozzafiato. I treni sono dotati di ossigeno e dispositivi anti freddo, per garantire un viaggio confortevole e sicuro.
Lungo il percorso si ammirano laghi cristallini, distese innevate e maestose cime montuose, ed è possibile avvistare animali selvatici rari come le antilopi tibetane.
Viaggiando su questa ferrovia, si può apprezzare la natura incontaminata dell’altopiano e la peculiare cultura tibetana. È una rotta turistica molto apprezzata per raggiungere la sacra città di Lhasa e scoprire la bellezza pura della regione tibetana.

Tour in Treno per il Tibet, Viaggio Panoramico in Treno per Lhasa

In tutto la linea serve 44 stazioni e può essere percorsa da otto treni contemporaneamente.

Dopo l’imbarco e la mattina del giorno successivo, il personale ferroviario distribuirà una bottiglia d’acqua minerale a persona. Sul treno sono disponibili anche pantofole monouso; se ne avete bisogno potete rivolgervi alla nostra guida in lingua italiana, che viaggerà sullo stesso treno fino a Lhasa.Prima dell’arrivo, i rifiuti verranno raccolti complessivamente 3–4 volte, quindi non si accumuleranno rifiuti all’interno dello scompartimento.

N.b a bordo del treno sarà servita la colazione e il pranzo, che sono esclusivamente di tipo cinese,non all’altezza del cibo tradizionale cinese.

Tour in Treno per il Tibet, Viaggio Panoramico in Treno per Lhasa

L’idea della ferrovia nacque da Mao Zedong, che intraprese alla fine degli anni cinquanta la costruzione del “Treno dei Cieli”, ma che, a causa dei costi e dei problemi tecnici derivanti dal suolo impervio delle montagne himalayane, dovette abbandonare l’impresa limitandosi al tratto tra Xining e Golmud (815 km), concluso nel 1984, e il collegamento di Xining con Pechino. La Ferrovia del Tibet è la prima e unica ferrovia che collega il Tibet alle altre città cinesi. La seconda tratta, quella più ostica, di 1.140 km è stata iniziata nel 2001 e terminata nel 2006. La Golmud-Lhasa è la strada ferrata più alta del mondo, poiché raggiunge il livello record di 5.072 m sul livello del mare

Tour in Treno per il Tibet, Viaggio Panoramico in Treno per Lhasa

Questo percorso resterà impresso per sempre nella vostra memoria.

Arrivo a Lhasa previsto in serata, cena e pernottamento.

Tibetan woman spins prayer wheels at Palcho Monastery, Tibet, with mountains in the background.

5° giorno:  LHASA

Prima colazione in hotel e giornata intera dedicata alla visita della città. È la capitale della regione autonoma del Xizang (Tibet) che si trova a 3680 metri di altezza. È detta anche la “terra degli Dei” e racchiude in sé due città contrapposte: una moderna, l’anonima città cinese, ed una più antica che è la vera e propria città tibetana ad est del Potala.Costruito per la prima volta nel 641 d.C. e classificato come patrimonio dell’umanità nel 1994, il Palazzo del Potala è il luogo più sacro per il popolo tibetano. Copre un’area di 36 milioni di metri quadrati e solo una piccola parte è aperta al pubblico. Il palazzo è diviso in due parti: il palazzo bianco, che era la parte politica dell’edificio, e il palazzo rosso, che era la parte religiosa dell’edificio. Oggi solo il palazzo rosso è aperto ed è tecnicamente considerato un museo.

Potala Palace - Wikipedia

Visita del vero e proprio simbolo della città, l’imponente, austero e distaccato Potala, il più famoso monastero-fortezza del Tibet, quasi una città, articolata su tredici piani, che domina la valle dall’alto del Marpori (montagna del Buddha). Anche il Potala sembra risalire al VII secolo e pare che la sua distruzione nel IX secolo fosse stata causata dalla magia nera degli sciamani Bon. La fortezza venne ricostruita nella seconda metà del 1600 e dal 1755 divenne la residenza ufficiale del Dalai Lama (capo del potere temporale e autorità indiscussa della regione), che insieme al Panchen Lama (capo del potere spirituale) rappresentavano le massime autorità del paese come stabilì il movimento riformista dei Gelupka (berretti gialli).

Palazzo del Potala, Lhasa - Prenota biglietti e tour - 2026 (recensioni verificate)

Il Potala si compone di due parti principali: il Palazzo Rosso, adibito alle funzioni religiose, accoglie le sontuose sepolture dei precedenti Dalai Lama e numerose altre cappelle; il Palazzo Bianco, ai due lati di quello rosso, ospitava invece la comunità dei monaci e gli uffici amministrativi; il tetto del Potala era invece la residenza temporale dei Dalai Lama.

Guida di viaggio al Monastero di Sera a Lhasa

Proseguimento con la visita del monastero di Sera dove per molti anni hanno vissuto monaci specializzati nell’esercizio delle arti marziali. Molti di questi monaci hanno combattuto durante le sommosse del 1959 al tempo della rivoluzione culturale. In una certa ora del pomeriggio si potrà assistere ad un particolare dibattito fra i monaci che abitano nel monastero. Infine la visita del Norbulingka, il palazzo d’estate del Dalai Lama costruito dal VII Dalai Lama nell’XVIII secolo, immerso nel verde e nell’armonia di giardini ben curati, i più belli di Lhasa.

Norbulingka - Palazzo d'Estate dei Successivi Dalai Lama

Da qui, nel 1959, poco prima che i Cinesi irrompessero violentemente nel Paese, il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso partì per l’esilio in India, dove ancora vive. Vi si trovano bellissimi ambienti decorati con dipinti murali, templi ed altari con statue di splendida fattura, sale per la meditazione, biblioteche, fontane e corsi d’acqua. Seconda colazione in corso di visite. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

6° giorno: LHASA

Prima colazione in hotel e intera giornata dedicata alla continuazione delle visite. Visita del monastero Drepung, alla periferia occidentale, il cui nome deriva dalla città indiana nella quale il Buddha rivelò i testi esoterici della “ruota del tempo”, ossia del Samsara. Il Drepung fu fondato nel 1416 e rappresentò per secoli la prima università monastica del paese. Fu sede abbaziale dei Dalai Lama fino alla ricostruzione del Potala e ospitava due università nei cui collegi, dratsang, si insegnavano i diversi aspetti del buddismo. Vi vivono oggi circa 500 monaci contro i 10.000 di un tempo.

Monastero di Drepung, Lhasa - Prenota biglietti e tour - 2026 (recensioni verificate)

Accanto al Drepung si trova il più piccolo monastero di Nechung che ospita una scuola teologica, un tempo la più famosa e all’avanguardia del Tibet. In uno degli edifici di questo complesso risiedeva l’Oracolo di Stato (Nechung Chogyal) che, cadendo in trance, consigliava il Dalai Lama sulle decisioni da prendere; nessun tibetano lo avrebbe mai smentito.

Tour the Cosmic Realm of Nechung Monastery | Rubin Museum of Himalayan Art

Visita della città vecchia raccolta intorno al tempio dello Zuglakan che i Cinesi chiamano Jokhang, la prima istituzione religiosa e la più sacra dell’intero Tibet, edificata nel VII secolo durante il regno di Songtsen Gampo. All’interno si trova la statua sacra del Buddha Sakiamuni, posta propria al centro del Tibet, centro identificato in base a criteri geomantici e a complessi calcoli divinatori.

Lhasa Barkhor Street - China Tours @WestChinaGo

La costruzione consta di tre piani quadrangolari attorno al quale si trova il percorso pedonale dei pellegrini, il Barkhor, che si deve compiere sempre in senso orario. Il nome Barkhor è usato per identificare il cuore di Lhasa, dove vive l’essenza del popolo tibetano con tutte le sue tradizioni, i suoi riti, la sua spiritualità. Un incredibile mondo dove si ritrovano monaci, bambini, contadini, lama, pellegrini, raccolti in preghiera, giocando, salmodiando, recitando mantra alla luce delle lampade, sotto i raggi del sole che filtrano attraverso la polvere e invadono gli spazi dei bazar carichi di tutti gli oggetti che qui, in Tibet, hanno un’anima. Suggeriamo di percorrere più volte il perimetro del Barkhor, sarà sempre una sconvolgente emozione.

Barkhor Street - Lhasa Kora & Most Popular Bazaar in Tibet
Proseguimento con la visita di Ani Sangkung, un delizioso e lindo monastero, sempre nella città vecchia, abitato dalle monache che un tempo avevano il compito quotidiano di accendere le lampade del tempio di Zuglakan e che oggi producono rotoli di sutra.

Ani Tsankhung Nunnery, Lhasa

Seconda colazione in corso di visite. Cena e pernottamento.

7° giorno: LHASA-SHIGATSE

Prima colazione in hotel e partenza per Shigatse (250 km: 4 ore circa).È il centro culturale del Tibet occidentale e la seconda città più grande della regione.Pranzo lungo il percorso, poi prosecuzione del viaggio.

Shigatse - Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Shigatse, oltre a essere stata un’importante città del Tibet storico, oggi è la seconda città per popolazione (80.000 abitanti) della Regione Autonoma del Tibet ed è la capitale della provincia tibetana di Tsang. Arrivo e sistemazione in hotel. Nel pomeriggio visita del monastero di Tashilhunpo, fondato nel 1447 da “Gendun Drup” il primo Dalai Lama e centro storico e culturale di rilevante importanza, secondo solo a Shigatse, altro Importante luogo di culto in Tibet e residenza del Panchen Lama.

Monastero di Tashi Lhunpo

Il Panchen Lama è l’unica autorità religiosa di rango rimasta in Tibet dopo il Dalai Lama. Pensione completa e pernottamento.

8° giorno: SHIGATSE – GYANTSE

Prima colazione in hotel e partenza per Gyantse (60 km: un’ora e mezza circa), arrivo e sistemazione in hotel.Luogo ricco di storia, un tempo importante centro commerciale e militare tibetano. Conserva
vicoli tradizionali e abitazioni tipiche, caratterizzato dal fascino autentico del Tibet occidentale.

Gyantse Dzong, Vecchio Castello di Gyantse

Sita a 3977 metri di altitudine sul livello del mare è attraversata dalla Friendship Highway, che la congiunge a Kathmandu in Nepal e a Lhasa, Gyantse è famosa per il kumbum posto entro le mura dell’antico monastero di Pelkor Chode.

Karakoram Highway: Pakistan to China road

Eretto nel 1440 il kumbum è uno stupa contenente 108 cappelle su quattro piani, tutte finemente illustrate da migliaia di dipinti e centinaia di statue.

Kumbum Monastery, Taer Monastery: Location, Highlights, Ticket, Tours 2026

Nel pomeriggio visita della città, del Palkhor Choide e del Kumbum.Lo stile architettonico unisce diverse correnti religiose. La pagoda interna ha quattro livelli e centootto cappelle. Affreschi e sculture sono di grande pregio artistico.

Pelkor Chode Monastery, the Complex of Tibetan Buddhism, Architecture, and Art

Pranzo, cena e pernottamento.

9°giorno: GYANTSE – TSETANG

Prima colazione in hotel e giornata di trasferimento a Tsetang (330 km: 5 ore circa). Abbandonata la valle di Gyantse, dopo un’ottantina di chilometri si inizia a salire lungo i tornanti che conducono ai 5010 metri del Karo La, un passo spettacolare incassato tra i ghiacciai.

Ghiacciaio Karola - Un Gigantesco Thangka Appeso alla Montagna

Si attraversano diversi passi montuosi d’alta quota fino al Ghiacciaio Karo La  imponente vicino alla strada, famoso paesaggio dell’altopiano tibetano, spesso scelto come location cinematografica.
Ghiacciaio Karola - Un Gigantesco Thangka Appeso alla Montagna

La strada discende costeggiando per un lungo tratto il lago Yamdrok per poi risalire il valico di Kamba La che offre, dall’alto dei suoi 4794 metri, un panorama superbo.

Viaggiare da Lhasa a Kathmandu, via terra o in aereo?

Proseguimento quindi in direzione est lungo la valle dello Yarlung, culla della storia tibetana.

Lhasa - Gyantse

Arrivo a Tsetang situata a 3400 metri di altitudine e sistemazione in hotel. Pensione completa.

10° giorno: ZEDANG – SAMYE – ZEDANG

Prima colazione e proseguimento delle visite con il monastero di Samye.È il primo monastero ufficiale del Tibet, costruito secondo la forma mandalica buddista. La sala centrale simboleggia il monte Sumeru, affiancata da quattro pagode. Conserva numerosi reperti antichi e testimonia le origini del buddismo tibetano.

Alternative wonders: why Tibet's Samye monastery is my spiritual inspiration | Tibet holidays | The Guardian

Il complesso che si ispira al tempio indiano che era ad Otantapuri ha, visto dall’alto, la forma di un colossale mandala. Al centro si trova la sala maggiore che si eleva su tre piani a simboleggiare il Monte Meru, intorno si trovano 4 chorten disposti ai 4 punti cardinali, a nord il Tempio della Luna, a sud quello del Sole.

Gita di un giorno: Tibet Samye Monastery 2026 - Lhasa

Oltre a questi vi sono altri 7 templi dei 108 originali. Il complesso è ricchissimo di opere d’arte sacra tibetana spesso tempestate di pietre preziose.

Seconda colazione in corso di visite con box lunch.

Rientro in città e tempo libero per lo shopping o per rilassarsi presso uno dei famosi centri dove si può fare un massaggio praticato da mani esperte. Cena e pernottamento.

11° giorno: ZEDANG-YUNBU LA KANG- LIJIANG

Prima colazione e visita del Tempio – Fortezza di Yunbu La Kang. Si tratta del primo palazzo reale sorto nel territorio tibetano, anticamente residenza ufficiale del primo re del regno tibetano. L’edificio è eretto su un pendio montuoso impervio e dominante, al suo interno sono custoditi innumerevoli reperti storici millenari che documentano fedelmente le origini e i primi sviluppi della civiltà tibetana.

Il tempio, oggi un monastero abitato solo da alcuni monaci, è composto da una parte anteriore ed una parte posteriore. La parte anteriore è un edificio di 3 piani, mentre la parte posteriore ha una torre alta come un castello e il palazzo fu dapprima il palazzo fortificato di Nyatri, padre dell’unificatore del Tibet Songtsen Gampo. Nell’interno è conservato un vero e proprio tesoro (VII sec.) composto da recipienti sacri e splendidi libri antichi. Rientro in hotel. Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto e partenza per Lijiang.

Cena e pernottamento.

12° giorno: LIJIANG

Dopo la colazione in hotel, partiamo per Città Antica di Shuhe

SHUHE ANCIENT TOWN: Tutto quello che c'è da sapere (2026)
Situata a circa 4 km a nord-ovest della Città Antica di Lijiang, è uno dei primi insediamenti degli
antenati Naxi e un importante snodo della Via del Tè e dei Cavalli con una storia millenaria.

Lijiang: Cosa Vedere nell'Antica Città Naxi - Fabio Nodari

Con borgo formato tra le dinastie Song e Yuan e artigianato fiorito nelle dinastie Ming e Qing, è stata inserita nel Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1997. Attraversata da tre corsi d’acqua tra cui il Fiume Qinglong, conserva perfettamente strade lastricate, cortili Naxi e ponti antichi, famosa come terra di sorgenti limpide e borgo dei conciatori.

Lijiang: Cosa Vedere nell'Antica Città Naxi - Fabio Nodari
Dopo la visita, consumiamo il pranzo.
Dopo pranzo, ci rechiamo in auto per visitare Villaggio Yuhu

Yuhu village, where Naxi culture meets snow mountain beauty - Chinadaily.com.cn
Situato alle pendici meridionali della Montagna della Neve del Dragone di Giada, a circa 18 km
dalla Città Antica di Lijiang e ad un’altitudine di 2700 metri, anticamente chiamato Xuesong, è soprannominato il primo villaggio ai piedi della montagna innevata. Questo antico borgo Naxi ha case e muri costruiti con pietre glaciali, strade lastricate e ruscelli scorrenti. Fu la residenza originaria dei capi Naxi, dove si conservano la residenza di Rock e il sito Yuzhu Qingtian. Classificato tra i Borghi Tradizionali della Cina nel 2013, conserva intatta l’autentica cultura Naxi.
Successivamente, visitiamo Città Antica di Shaxi

La città vecchia di Shaxi: cosa vedere - Fabio Nodari
Situata a sud di Jianchuan a Dali, tra Dali e Lijiang, la sua storia risale alle dinastie Shang e Zhou
ed è una delle culle della cultura del bronzo dello Yunnan. Fu un importante crocevia commerciale sulla Via del Tè e dei Cavalli tra Tang e Song, e la Via Sideng è l’unico antico mercato superstite.

Tour di 1 giorno della città antica di Dali Shaxi - Klook

Conserva integri edifici delle dinastie Ming e Qing, tra cui Piazza Sifang, Tempio Xingjiao, palcoscenico antico e Ponte Yujin.È stata inserita nell’elenco dei Patrimoni Architettonici a Rischio del Mondo nel 2001 e nominata Città Storica e Culturale della Cina nel 2007.Al termine delle visite, la guida accompagna il gruppo di ritorno in hotel.

Tour privato della città antica di Shaxi (2026) - Dali - con recensioni

Ceniamo con piatti tipici nel ristorante dell’hotel. Dopo la cena, le attività della giornata terminano e ci si riposa per il giorno successivo.

13° giorno: -LIJIANG-PECHINO

Prima colazione in hotel e successivamente, ci rechiamo in auto per visitare Città Antica di Lijiang.

Guida di Viaggio alla Città Vecchia di Baisha - Fabio Nodari
Situata nel nord-ovest dello Yunnan, la città fu fondata tra la fine della dinastia Song e l’inizio
della dinastia Yuan, con una storia di oltre 800 anni. È Patrimonio Culturale dell’Umanità e area turistica diclasse 5A della Cina.

Lijiang Ancient Towns: Shuhe, Baisha & Dayan Compared

Comprende i borghi di Dayan, Shuhe e Baisha, ad un’altitudine di 2410 metri, dove prevale l’etnia Naxi. Costruita tra colline e corsi d’acqua, presenta strade lastricate con pietre rosse e tre fiumi che attraversano l’intero centro. Qui si ammirano le tipiche abitazioni Naxi con strutture architettoniche uniche.

Yunnan Province, China: 10 Days in Dali, Lijiang, Shangri La — Travel Is Zen

 

La Residenza Mu e la Piazza Sifang sono luoghi celebri, ricchi della cultura della Via del Tè e dei Cavalli.

MUFU PALACE: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2026)
Dopo la visita, ci rechiamo a consumare il pranzo.E successivamente trasferimento in aereoporto per il volo diretto a Pechino,cena  e pernottamento.

14° giorno: PECHINO -ROMA

Prima colazione e trasferimento in aereoporto per il volo di rientro.Pasti e intrattenimento a bordo. Arrivo in serata e fine dei servizi.

 

La quota comprende:

  • Volo di linea dall’Italia per Pechino  franchigia bagaglio 23 kg andata e ritorno
  • 3  voli interni franchigia bagaglio 20kg
  • Biglietto ferroviario individuale da Xining a Lhasa, sistemazione in scompartimento cuccetta di prima classe da quattro posti (solo 2 persone per scompartimento, colazione non inclusa a bordo treno).
  • Servizio guida in lingua italiana per tutto il viaggio, inclusi trasferimento aeroportuale a Xining il secondo giorno,trasferimento all’aeroporto di Lhasa l’undicesimo giorno e assistenza per l’imbarco sul volo di ritorno.
  • Biglietti d’ingresso a tutte le attrazioni indicate nell’itinerario, inclusi i trasporti interni specifici all’interno dei siti turistici.
    Autobus privato di lusso con sedute 2+1 per tutto il percorso
  • Sistemazione Hotels 4**** e  5 *****
  • Trattamento di pensione completa, inclusa una bevanda a persona a pasto (tranne sui voli interni)dalla cena del secondo giorno alla colazione ultimo giorno.
  • Pratiche e spese di autorizzazione per l’ingresso del gruppo in Tibet
  • Una bottiglia d’acqua minerale al giorno per persona + un regalo esclusivo del viaggio in Tibet.
  • Assicurazione medica (massimale 50.000,00 )e  bagaglio (massimale 1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO  (massimale intero costo del viaggio)
  • Set da viaggio;
  • Accompagnatore guida cinese in lingua italiana per tutta la durata del tour.

La quota non comprende

  • Tasse aereoportuali pari a euro 520,00 soggette a riconferma
  • Mance
  • Extra carattere personale;
  • Visto.



Sudafrica 2027 – Viaggio nella Terra dei Contrasti-Cascate Vittoria-BIG7

Il Sudafrica non è solo una destinazione. È un colpo di fulmine. Una spettacolare galleria di savane dorate, deserti che brillano accecanti, montagne scolpite dal vento e spiagge infinite che si tuffano nell’oceano. A fare da cornice, un caleidoscopio di tribù, etnie, lingue e culture che si alternano e si mescolano, regalandovi la sensazione di essere al centro di un mondo in continuo movimento.

E, come se non bastasse, siete in Africa, nel regno vero della fauna selvaggia. Qui il silenzio è rotto dal passo degli elefanti nella boscaglia, dal fruscio delle scimmie tra i rami, dal ruggito lontano di un leone che vaga nella savana. Vi accompagneremo tra riserve naturali, parchi degli elefanti, santuari delle scimmie e pianure popolate dai grandi felini, con safari esclusivi all’interno di riserve private dove la natura africana sembra esistere solo per voi. Dopo le emozioni del giorno, vi accoglieranno lodge intimi e confortevoli, hotel e sistemazioni di categoria 4 stelle, scelti per offrirvi la comodità che si apprezza senza spegnere la magia del bush.

Cuore pulsante del viaggio sarà il  Botswana esclusivo rifugio, dove l’alba vi sorprenderà con il profilo degli animali in controluce e le sere si accenderanno di cieli stellati impossibili da dimenticare.

Se sentite già il richiamo dell’Africa, lasciate che questo viaggio vi prenda per mano. Il Sudafrica vi aspetta, pronto a raccontarvi la sua storia, emozione dopo emozione.

Questo itinerario vi porterà alla scoperta di alcune tra le destinazioni più iconiche dell’Africa australe, combinando natura, cultura, storia e paesaggi spettacolari. Il viaggio inizia a Città del Capo, una delle città più affascinanti del mondo, dove soggiornerete tre notti per esplorare i suoi tesori: l’escursione al Capo di Buona Speranza, i giardini botanici di Kirstenbosch, il pittoresco quartiere di Bo Kaap con le sue case colorate e una visita alla storica tenuta vinicola di Groot Constantia. Un’intera giornata sarà dedicata alle Winelands, con l’esperienza del Franschhoek Wine Tram e degustazioni di vini pregiati. Il pernottamento all’iconico Oude Werf Hotel ad Stellenbosch aggiungerà un tocco di charme a questa prima parte del viaggio.

Ci sono i Big Five, che ormai ben conosciamo (leone, leopardo, rinoceronte, elefante e bufalo), e i Big Seven, lo squalo bianco e la balena franca australe . E siamo a sette. In Sudafrica li troviamo proprio tutti, i sette predatori più temibili del mondo animale.

I “Big 7” del Sudafrica sono i Big Five (leone, leopardo, elefante, rinoceronte, bufalo) della terraferma, a cui si aggiungono due giganti marini: la balena franca australe e lo squalo bianco, rendendo il Sudafrica l’unico luogo al mondo dove è possibile avvistare tutti e sette questi maestosi animali, specialmente nell’Eastern Cape. 
I Sette Grandi (Big Seven):
  1. Leone (Lion)
  2. Leopardo (Leopard)
  3. Elefante (Elephant)
  4. Rinoceronte (Rhinoceros)
  5. Bufalo (Cape Buffalo)
  6. Balena franca australe (Southern Right Whale)
  7. Squalo bianco (Great White Shark

Per chi sta cercando un’esperienza unica per avvicinarsi e conoscere uno dei più fantastici predatori della natura, quest’attività è la più indicata: avrete l’opportunità di trascorrere una giornata con i grandi squali che popolano le acque della costa sudafricana. Ci sarà la possibilità unica di immergersi nelle acque dove lo squalo bianco più famoso al mondo è solito cacciare: Shark Alley di Gansbaai, a poche ore di auto da Città del Capo.
La partenza sarà molto presto e una volta arrivati a Gansbaai sarà servita la colazione, prima di dirigersi verso Shark Alley. Qui ci sarà la possibilità di osservare tutti i suoi abitanti: dalle foche e vari uccelli, alle balene australi e, naturalmente, il grande squalo bianco. Dopo aver indossato la muta e la maschera si potrà entrare nella gabbia di ferro per vedere da vicino questi affascinanti animali. Il tempo nella gabbia è compreso tra 10 e 30 minuti, dipende dal tempo e dal numero di squali avvistati. Non è richiesta alcuna esperienza subacquea. Una volta ritornati a Gansbaai vi aspetterà un meritato pranzo, prima di essere ricondotti a Cape Town.
Di recente alcune orche si sono stabilite nelle acque della costa Sudafricana e di conseguenza l’avvistamento degli squali non è più garantito.

 

Safari sarà effettuato in Botswana 

Da qui volerete verso Johannesburg, cuore pulsante del Paese, per un’immersione nella storia sudafricana attraverso visite all’Apartheid Museum, alla Mandela House e al Museo Hector Pieterson, luoghi che raccontano la lotta e il percorso verso la libertà e la democrazia.

Il viaggio culminerà in Zimbabwe, con due notti presso le leggendarie Cascate Vittoria. Qui vivrete la potenza e la bellezza di una delle meraviglie naturali del mondo, arricchita da un’elegante crociera al tramonto sullo Zambesi e una tradizionale boma dinner sotto le stelle africane.

Al confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe vi attende una delle sette meraviglie del mondo naturale: le Cascate Vittoria.
Quando nel 1855 le scoprì, il missionario ed esploratore scozzese David Livingstone non ebbe esitazioni e le dedicò alla sua regina. E in effetti nessuno spettacolo poteva meglio onorare sua maestà della più grande cortina d’acqua al mondo: 1,7 chilometri di larghezza e 108 metri di altezza.
La loro potenza è tale che il boato dell’acqua che si getta nella gola sottostante può essere udito a 40 chilometri di distanza, mentre la nebbiolina generata dagli spruzzi può essere vista da ancora più lontano. Mosi-oa-Tunya, «Il fumo che tuona», è il nome locale di questo prodigio della natura.

Un itinerario vario e completo, che intreccia città cosmopolite, paesaggi mozzafiato, incontri con la fauna selvatica e testimonianze storiche, per regalarvi un mosaico di esperienze indimenticabili.

IMPORTANTE: sia i voli intercontinentali in partenza da Milano, che gli hotel del tour sono stati da noi preventivamente prenotati; tale disponibilità è garantita per iscrizioni effettuate entro la data del 30 dicembre 2026
Successivamente i servizi non saranno immediatamente confermabili, ma andranno richiesti.

 

1° giorno: Roma-Cape Town 26 giugno 

Ritrovo dei partecipanti presso aereoporto di Roma Fiumicino,e operazioni imbarco volo diretto a Cape Town,con scalo.Pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno:Cape Town 27 giugno 

Arrivo in tarda mattinata e trasferimento in albergo.

Il City Lodge Hotel Victoria & Alfred Waterfront si trova nel centro di Città del Capo, in Sudafrica, a
pochi passi dal V&A Waterfront e dal colorato Bo-Kaap. Le moderne sistemazioni dispongono di una
vasta gamma di servizi, tra cui la connessione Wi-Fi gratuita, l’aria condizionata, un bagno interno, una
TV e un set per la preparazione di tè e caffè. Gli ospiti possono gustare una deliziosa colazione al
ristorante ogni mattina e bevande rinfrescanti presso il bar dell’hotel. Le strutture ricreative includono
una caffetteria, una piscina con idromassaggio e un centro fitness.

Nel pomeriggio visita orientativa della città, una delle metropoli più belle del mondo, i cui punti salienti sono il city bowl, il quartiere malese, il castello di Buona Speranza.

I dintorni di Cape Town - WildReporter

Condizioni atmosferiche permettendo salita sulla Table Mountain con una moderna cabinovia (biglietto non  incluso) che con una rotazione di 360°C permette di ammirare uno scenario a dir poco unico.

Cape Town: Scopri la Città e le Meraviglie Naturali del Sud Africa

Una volta in cima alla Montagna della Tavola, se con buona visibilità, è possibile godere di una vista unica e sorprendente. Non a caso la Table Mountain è stata annoverata tra le sette meraviglie naturali del mondo.

In alto sopra Città del Capo, la salita attraverso scogliere rocciose rivela ampie vedute della città, della costa e della lontana Robben Island. Inaugurata nel 1929, questa iconica funivia porta i visitatori sulla cima della Table Mountain, dove i sentieri escursionistici si snodano attraverso una vegetazione unica di fynbos e puntipanoramici. Le opportunità fotografiche abbondano, con viste panoramiche e tramonti e un ecosistema diversificato.(biglietto non incluso da pagare in loco alla biglietteria).

Cena e pernottamento.

“Cape Town: situata alla confluenza degli oceani Indiano e Atlantico e sostenuta dall’iconica Table Mountain, la vivace città di Città del Capo presenta un’affascinante combinazione di attrattive. Incredibili spiagge di finissima sabbia bianca, rinomate strade del vino e sentieri di montagna incredibilmente belli circondano un centro cosmopolita. Questa metropoli variegata è ricca di superbi negozi e ristoranti, straordinari monumenti storici, una moltitudine di luoghi di intrattenimento e uno spettacolare ed elegante porto sul lungomare. I punti salienti includono il Museo di arte africana contemporanea Zeitz; i panorami mozzafiato di Table Mountain; Boulders Beach, dove i pinguini potrebbero nuotare fino a te nelle calde acque dell’Oceano Indiano; i giardini botanici di Kirstenbosch, dove puoi camminare lungo una chioma tra un’incredibile flora autoctona o assistere a un concerto all’aperto ai piedi della montagna; Robben Island, dove i visitatori possono vedere la cella dove Nelson Mandela è stato imprigionato per 18 anni; e molti altri.”

3° giorno:Cape Town -Penisola del Capo  28 giugno 

Colazione in hotel. Meravigliosa giornata alla visita della Penisola del Capo, un lembo di terra di rara bellezza che separa idealmente le acque di due Oceani.

Tour colonie di foche a Hout Bay in Sudafrica

Nella Hout Bay breve escursione in barca (30 minuti) per ammirare una nutrita colonia di otarie appena fuori la baia (visita effettuata salvo condizioni sfavorevoli del mare).Il piccolo villaggio di pescatori di Hout Bay è ora un sobborgo popolare di Città del Capo. Oltre ad essere una bella spiaggia di famiglia, ha molte attrazioni turistiche che includono il World of Birds, un tour della città alla vivace Imizamo Yehu, arti e mestieri, gite in barca verso Seal Island e alcuni ottimi ristoranti informali dove è possibile rilassarsi e godersi i dintorni.

Hout Bay - Cape Town Tourism

Proseguimento per il Capo di Buona Speranza in un alternarsi di grandiosi paesaggi.

Pranzo in ristorante.

Noordhoek. Situato sulla collina che domina la spiaggia, il villaggio di Noordhoek ospita una folla pacifista di hippy, famiglie e giovani professionisti con la passione per la natura. Con la sua splendida vista e l’atmosfera rilassata, la città offre uno stile di vita rilassato e alternativo a coloro che vivono lì e un’esperienza pittoresca e tranquilla ai visitatori di altri sobborghi.

Cape Point Funicular
La funicolare Flying Dutchman porta i visitatori a Cape Point fino al faro, dove c’è una vista eccezionale sul punto e sull’oceano. La funicolare prende il nome da una nave fantasma il cui destino è
quello di navigare per sempre gli oceani. Maggiori informazioni sono disponibili presso il museo.

Nel pomeriggio visita di una simpatica colonia di pinguini a Boulder’s Beach.Situata a Simon’s Town lungo la pittoresca penisola del Capo in Sudafrica, Boulders Beach è rinomata per la sua rara colonia di pinguini africani in via di estinzione, una delle poche colonie terrestri al mondo. Questa baia riparata, incorniciata da enormi massi di granito, offre spiagge incontaminate e condizioni di nuoto sicure ideali per le famiglie. I visitatori possono passeggiare lungo le passerelle progettate per proteggere i pinguini mentre offrono viste ravvicinate delle loro affascinanti buffonate.Oltre ad osservare i pinguini, gli ospiti possono fare picnic, esplorare i ristoranti vicini e immergersi nella bellezza naturale di quest’area marina protetta.

Pinguine am Boulders Beach - Fotoreise Südafrika - jelozi.com

Rientro in hotel via Muizenberg.

Muizenberg Beach huts back in FULL Colour! - mapmyway

Cena e pernottamento.

4° giorno:Cape Town-Robben Island -Bo Kaap 29 giugno

Il quarto giorno inizia presto, con una delle esperienze più intense e significative che Città del Capo possa offrire: la visita a Robben Island, l’isola dove Nelson Mandela fu incarcerato per 18 dei suoi 27 anni di prigionia.La prigione di Robben Island occupa un posto importante nella storia, fungendo da simbolo inquietante di  oppressione e resilienza. Situato al largo della costa di Città del Capo, un tempo era un luogo di reclusione per prigionieri politici, tra cui il venerato Nelson Mandela.
L’atmosfera cruda e cupa della prigione risuona con le lotte sopportate da coloro che hanno combattuto contro l’apartheid. Oggi è un museo e un sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, invitando i visitatori a riflettere sul trionfo dello spirito umano e sulla ricerca della giustizia in mezzo alle avversità.

My Robben Island Tour – Riverlodge Backpackers

Dopo aver raggiunto il V&A Waterfront, ci si imbarca al Nelson Mandela Gateway per una traversata in traghetto che offre già da subito spettacolari vedute della città e della montagna. All’arrivo sull’isola, una guida locale – spesso un ex detenuto – accompagna i visitatori in un tour emozionante attraverso l’ex carcere e i luoghi della memoria. È un viaggio toccante nella storia recente del Sudafrica, che lascia il segno e invita alla riflessione.

Di ritorno sulla terraferma, l’esperienza continua con una vera esplosione di colori e sapori nella storica Bo-Kaap, il quartiere malese dalle case sgargianti arroccate sulle pendici della collina. Qui, presso il rinomato Bo-Kaap Kombuis, si assapora un delizioso pranzo tradizionale a base di curry, bobotie, denningvleis e profumate spezie orientali — una fusione unica tra cucina africana, asiatica e mediorientale che riflette perfettamente l’anima multiculturale di Città del Capo.

Bo-Kaap. Situato ai piedi di Signal Hill, ai margini del centro di Città del Capo, Bo-Kaap è un quartiere vivace famoso per le sue case dai colori vivaci, le strade acciottolate e il ricco patrimonio di Cape Malay. Un tempo noto come il quartiere malese, le sue origini risalgono al 1760, quando schiavi ed esuli dal sud-est asiatico e dall’Africa orientale si stabilirono qui, formando un’enclave culturale unica. I visitatori possono esplorare la Moschea di Auwal, passeggiare nel Museo Bo-Kaap e partecipare a tour di cucina per assaporare la cucina tradizionale malese del Capo. L’architettura colorata e la storia radicata della zona la rendono una tappa obbligata per i viaggiatori in cerca di esperienze culturali autentiche.

Poster Il quartiere malese di Bo Kaap a Città del Capo – Compra poster e quadri online

Dalla terrazza del ristorante si gode una vista privilegiata su Table Mountain e sul cuore pulsante della città.

Giardino Botanico Nazionale Kirstenbosch, Cape Town, Sudafrica

Nel primo pomeriggio si lascia il centro cittadino per immergersi nella quiete e nei profumi della natura presso i magnifici Giardini Botanici di Kirstenbosch, ai piedi del versante orientale della montagna. Considerato uno dei giardini botanici più belli al mondo, Kirstenbosch accoglie i visitatori con sentieri comodi, alberi secolari, piante endemiche del Capo e la celebre passerella sopraelevata chiamata Boomslang, da cui si gode una vista aerea mozzafiato sulla vegetazione sottostante. Esteso su oltre 36
ettari, presenta una straordinaria varietà di pianteautoctone, tra cui una vasta collezione di fynbos, cicadee eprotee. I visitatori possono esplorare i suoi sentieri ben curati, che conducono a vari giardini a tema, tra cui un giardino profumato e un giardino medicinale.Kirstenbosch non è solo un paradiso botanico, ma anche un centro per eventi culturali e concerti di musica dal vivo, che offre una miscela unica di natura e intrattenimento in un ambiente davvero mozzafiato.

Kirstenbosch Botanical Gardens. I Kirstenbosch Botanical Gardens sono un paradiso botanico situato ai piedi orientali della Table Mountain a Città del Capo, in Sudafrica. Esteso su oltre 36 ettari, presenta una straordinaria varietà di piante autoctone, tra cui una vasta collezione di fynbos, cicadee e protee. I visitatori possono esplorare i suoi sentieri ben curati, che conducono a vari giardini a tema, tra cui un giardino profumato e un giardino medicinale. Kirstenbosch non è solo un paradiso botanico, ma anche un centro per eventi culturali e concerti di musica dal vivo, che offre una miscela unica di natura e intrattenimento in un ambiente davvero mozzafiato.

Giardino Botanico di Kirstenbosch tickets - Città del Capo - Prenotazione biglietti | GetYourGuide

Per chi desidera, c’è tempo per una sosta rilassante presso il caffè all’interno del giardino, o semplicemente per sedersi su una panchina e ascoltare i suoni della natura.

Città del Capo - Giardini botanici di Kirstenbosch e tour della città (2025) - Cape Town - con recensioni

Un rientro serale tranquillo in hotel conclude questa giornata intensa e memorabile, con il cuore colmo di storia, i sensi appagati e magari una bottiglia di vino locale da portare a casa come ricordo.

5° giorno:Cape Town-Stellenbosch e Franschhoek 30 giugno 

“Partiremo per un viaggio mozzafiato alla scoperta delle Cape Winelands, un’incantevole regione situata a circa un’ora da Cape Town, dove vigneti ondulati, montagne maestose e cittadine dal fascino senza tempo dipingono uno scenario indimenticabile. Culla di oltre 200 aziende vinicole, questo territorio non offre solo vini di fama mondiale, ma anche un’immersione autentica nel patrimonio storico e nella vibrante cultura sudafricana. Il nostro tour inizia con un percorso panoramico: man mano che ci allontaniamo dalla città, il paesaggio si trasforma in una poesia visiva fatta di valli lussureggianti, filari di vite, cittadine pittoresche e montagne che incorniciano il cielo. Benvenuti nelle Cape Winelands, una regione che deve la qualità dei suoi vini al terreno fertile e a un microclima unico al mondo. Ma l’esperienza che vivremo va oltre la semplice degustazione: è un viaggio nei sapori, nella storia, e nella bellezza elegante che solo questo angolo di mondo può offrire. Cominceremo da Stellenbosch, la seconda città più antica del Sudafrica, celebre per le sue strade ombreggiate da querce, le architetture in stile olandese del Capo e un’atmosfera vivace grazie alla presenza dell’università. Passeggiando tra le sue vie, si percepisce una perfetta armonia tra passato e presente, tra tradizione e modernità. Dopo la visita, ci sposteremo verso un’azienda vinicola immersa nella campagna, dove ci aspetta un’autentica esperienza sudafricana: un braai (barbecue tradizionale) accompagnato da una selezione di vini locali. I profumi affumicati delle carni alla griglia si fonderanno con i sentori raffinati dei vini, offrendovi un assaggio indimenticabile della gastronomia del Capo. Il nostro viaggio proseguirà verso Franschhoek, la “capitale gastronomica” del Sudafrica. Questo elegante villaggio è profondamente influenzato dall’eredità francese degli ugonotti, visibile sia nell’architettura che nella raffinatezza delle sue aziende vinicole e dei suoi ristoranti premiati a livello internazionale. Questa non è una semplice wine tasting—ma una vera esperienza immersiva, dove ogni calice racconta una storia, ogni borgo sussurra un ricordo, e ogni panorama rimarrà impresso nel vostro cuore.”

Prima colazione in hotel e rilascio delle camere per trasferimento a Stellenbosch.

Tour di Cape Winelands da Città del Capo 2025

Lasciate la Città del Capo alle spalle per entrare nel cuore verde e colto della regione vinicola del Capo. La strada verso Stellenbosch e Franschhoek attraversa paesaggi da cartolina: vigneti ondulati, colline rocciose e massicci granitici che sembrano scolpiti dal vento.

Lungo il tragitto vi aspettano due soste imperdibili in rinomate tenute specializzate nel metodo champenoise, dove potrete degustare MCC (Méthode Cap Classique), lo “champagne sudafricano”, prodotto con rigore e passione. In entrambi i casi, bollicine eleganti, terrazze panoramiche e un servizio impeccabile vi faranno sentire protagonisti di un film enogastronomico.

Stellenbosch & Franschhoek: A guide to wine tasting in the Cape Winelands ⋆ brooke beyond

Arrivate poi a Franschhoek, il “villaggio francese” del Sudafrica, fondato dai protestanti ugonotti nel XVII secolo. Oggi è una delle capitali gastronomiche del Paese.

Franschhoek. Situato a poco più di un’ora da Città del Capo, all’interno dei suggestivi paesaggi delle Cape Winelands, Franschhoek è una città patrimonio e una destinazione enogastronomica di fama mondiale. I viaggiatori possono scegliere di concentrare la loro visita solo su qualsiasi aspetto – natura, cucina o cultura – e trovare molto per tenerli occupati. Le tenute qui attirano esperti di vino da tutto il mondo con il loro spumante Shiraz, Cabernet Sauvignon e Cap Classique (tra gli altri). I ristoranti a cinque stelle lungo le cantine sono circondati dalle stesse scene mozzafiato della valle che hanno portato artisti e scrittori nella zona per secoli. Un superbo festival letterario si svolge intorno a maggio di ogni anno e, combinato con le case padronali olandesi del Capo della città, gli affascinanti musei e le affascinanti boutique, rende Franschhoek un posto meraviglioso da visitare in inverno. L’estate offre infinite possibilità di escursioni a piedi, in bicicletta e altre opportunità all’aperto tra i lussureggianti terreni agricoli e le montagne.

All the Info You Need on Things to do in Franschhoek – Passport and Piano

Nella prima sera tornate a Stellenbosch, dove fate check-in all’elegante Oude Werf Hotel, il più antico albergo del Sudafrica, situato nel cuore storico della città.

OUDE WERF HOTEL : Prezzi e Recensioni (2025)

Le camere sono arredate con gusto contemporaneo, ma l’atmosfera mantiene il fascino del passato. Avete il resto del pomeriggio a disposizione per esplorare liberamente questo centro universitario vivace e affascinante, famoso per le sue strade lastricate fiancheggiate da querce centenarie, le case in stile Cape Dutch e l’ottima offerta culturale. Stellenbosch è molto più di una destinazione vinicola: è una città dallo spirito raffinato, dove ogni angolo racconta una storia.

“Stellenbosch: A soli 45 minuti da Città del Capo, è un’affascinante destinazione del Capo Occidentale con un’emozionante scena culinaria, edifici storici fotogenici e un’atmosfera giovanile. La bellissima città universitaria è circondata da montagne, vigneti e riserve naturali (Jonkershoek e Simonsberg), rendendola una base incantevole per tour enologici, gite di un giorno e avventure all’aria aperta. Il centro città è caratterizzato sia da una «sensazione di vacanza» – gallerie d’arte sublimi, ristoranti premiati e seducenti boutique fiancheggiano strade alberate di ciottoli – sia da un senso di vitalità mentre gli studenti si muovono tra le facoltà. Gli appassionati di architettura apprezzeranno i numerosi edifici olandesi e vittoriani del Capo, mentre gli amanti della musica possono aspettarsi concerti di musica classica di livello mondiale presso il grande Conservatorio di musica. Due giardini botanici da sogno (con splendide sale da tè sotto gli alberi) aggiungono al carattere unico di questa città speciale.”

6° giorno: Stellenbosch –Gansbaai -Cape Town   1 luglio 

Prima colazione in hotel. La giornata,  inizia molto presto, ed è  riservata all’esperienza marina più intensa e spettacolare dell’intero viaggio. Dopo il trasferimento a si sale a bordo di un’imbarcazione specializzata per una crociera naturalistica . Si parte alla ricerca delle balene australi, che in inverno si avvicinano alla costa per partorire, e dei delfini tursiopi, agili e giocherelloni compagni di navigazione.

Durante il viaggio, i visitatori possono avvistare balene megattere e balene meridionali a destra quando vengono per allevare o partorire. I delfini indo-pacifico possono essere visti tutto l’anno in gruppi di 10-400 e i delfini comuni,  sono anche uno spettacolo spettacolare in quanto sono visti in gruppi di 1000-2000. Lungo il percorso si trova l’isola di Santa Croix, che ospita 22.000 coppie di pinguini africani, la più grande colonia di allevamento che si trova in Africa. Oltre ai pinguini, i visitatori possono anche individuare il cacciatore di ostriche nere africane in via di estinzione, i cormorani dal petto e i cormorani del Capo. Altri animali marini che possono essere visti includono le balene di Bryde, le balene minke, le foche di pelliccia del Capo, varie specie di squali, le tute del Capo e varie specie di uccelli pelagici.

Offriamo i nostri tour Big 5 tutto l’anno. Le balene franche australi e le megattere in genere visitano la costa sudafricana da giugno a novembre, anche se il loro arrivo e partenza possono variare leggermente, poiché i movimenti della fauna selvatica possono essere imprevedibili. Durante tutto l’anno, abbiamo l’opportunità di osservare le balene di Bryde, che vivono qui, che possono essere avvistate da gennaio a dicembre. Lavoriamo con la fauna selvatica e la natura, quindi non possiamo garantire alcun avvistamento.

Avvistare le balene a Hermanus: il Sudafrica vi aspetta! Viaggi di Alegio

Non mancano le otarie di St Croix, le eleganti sule del Capo e intere colonie di pinguini africani, che si muovono come frecce tra le onde.

Saltare fuori dall'acqua Pinguini africani — Foto stock di © SURZet #126107070

Ma il culmine della giornata arriva con gli avvistamenti del squalo bianco, un’esperienza unica. In uno dei tratti più profondi della baia, l’imbarcazione si ancora in acque frequentate dal grande squalo bianco, signore indiscusso dell’oceano.I più temerari potranno immergersi al chiuso di una gabbia.

NB:lo squalo bianco ormai è un predatore a rischio e a causa della presenza delle orche stanziali lungo le coste del Sud Africa,che li cacciano costantamente,diventa sempre più raro avvistarlo.Pertanto non è garantito l’avvistamento.

Dove nuotare con gli squali | Style

Gli altri potranno ammirare lo squalo dall’imbarcazione. Rientro al porto e partenza per Cape Town,presso un hotel nei pressi dell’aereoporto,cena e pernottamento.

7° giorno:-Cape Town -Johannesburg 5 luglio 

Dopo la colazione, di buon mattino  trasferimento verso l’aeroporto di  in tempo utile per il volo diretto a Johannesburg.

Johannesburg è una delle città più grandi e vivaci dell’Africa. È una potenza economica in Africa e la porta d’accesso all’Africa meridionale. Questa vivace città offre una vasta gamma di attività, attrazioni e molte cose da fare in città e nei dintorni, inclusa la vicina Pretoria. Downtown è un mix multiculturale di negozi di medicina tradizionale, ristoranti cinesi, posteggi di taxi e grattacieli ultramoderni. Ci sono eccellenti musei, gallerie d’arte e tour organizzati di interesse storico e politico. Lo shopping è il migliore dell’Africa meridionale e i numerosi ristoranti soddisfano tutti i gusti. Soweto, una cittadina ricca di storia e parte significativa dell’area metropolitana di Greater Johannesburg, è una popolare destinazione turistica.Si inizia il viaggio con un trasferimento fino all’ospedale Baragwanath di Soweto, seguito da una visita alla chiesa cattolica Regina Mundi. Dopo la visita si percorre una delle strade che i ragazzi attraversavano al ritorno da scuola durante la rivolta di Soweto del 1976, arrivando all’Hector Pieterson Memorial Museum. Lungo Vilakazi Street si trovano l’abitazione dell’arcivescovo Desmond Tutu e la casa di Nelson Mandela, oggi il Mandela House Museum. Dopo un tipico pasto sudafricano al ristorante Sakhumzi, sempre in via Vilakazi, concluderemo con una visita al celebre Museo dell’Apartheid per approfondire la storia del Sudafrica.

Tour culturale di Soweto Township incl. Museo dell'Apartheid e Nelson Mandela House 2026 - Johannesburg

Poi seguono visite alla Casa di Nelson Mandela, l’Apartheid Museum ed il Hector Pieterson Museum.

Museo Hector Pieterson

La cena sarà servita in albergo.

 

 

 

Safari al tramonto nel Parco Kruger con guida | Territori Africa

 

 

 

11°  giorno:Johannesburg-Botswana 6  luglio 

Dopo la prima colazione trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo diretto in Botswana .

 

 

 

 

Mosi-oa-Tunya: il fumo che tuona  -Cascate Vittoria 6  luglio 
Dopo la prima colazione si parte in direzione dell’aeroporto per un volo che vi porterà a nord, in Zimbabwe, verso una delle meraviglie naturali più iconiche dell’Africa: le Cascate Vittoria. All’arrivo all’aeroporto, il trasferimento verso l’hotel avviene tra le prime suggestioni della savana zimbabwana, con baobab sparsi, villaggi rurali e bambini che salutano lungo la strada.

Tour tradizionale del villaggio in Victoria Falls Zimbabwe (2025) - Cascate Vittoria - con recensioni

Dopo il pranzo, a metà pomeriggio vi aspetta un momento davvero speciale: l’imbarco per una crociera al tramonto sul possente Zambesi.

Crociera al tramonto sul fiume Zambezi | Territori Africa

La luce calda del sole che cala sulle acque lente del fiume, le sagome di elefanti sulla riva, ippopotami che emergono pigramente, e stormi di uccelli che si librano verso i nidi… tutto si fonde in un’esperienza sensoriale completa, resa ancora più dolce da un brindisi a bordo. È la celebrazione perfetta del vostro viaggio africano.

La serata si chiude con una cena rilassante in hotel, mentre in lontananza si continua a sentire il rombo delle cascate – un suono che accompagna i sogni e amplifica la sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo.

Crociera al tramonto sullo Zambesi da Victoria Falls - Civitatis

12° giorno: Ritmo d’Africa: arte, tramonto e tamburi 7 luglio 
Dopo una notte rilassante presso il lodge, la giornata inizia con una dose di pura meraviglia aerea: il celebre “Flight of Angels”, un volo panoramico in elicottero di circa 12–15 minuti che sorvola le maestose Victoria Falls e il possente fiume Zambesi. In partenza dalle prime ore del mattino, quando i cieli sono più sereni e le luci dorate dell’alba accarezzano la nebbia che si solleva dalle gole, il volo offre una prospettiva indimenticabile sulle cascate, il canyon sottostante e la vegetazione che si estende a perdita d’occhio. Un’esperienza emozionante e fotografica che completa perfettamente la visita a terra del giorno precedente ( tour facoltativo, da prenotare al momento della prenotazione del tour,soggetto a disponibilita’).

Cascate Vittoria Africa, quando andare e da dove vederle! - Tototravel

Dopo la prima colazione,vi i attende la visita  alle cascate: uno spettacolo grandioso che lascia senza parole. In lingua locale sono chiamate Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”, e basta avvicinarsi per capirne il senso. Il fragore dell’acqua che si schianta nella gola sottostante è costante, ma è nel pomeriggio che lo spettacolo diventa magico: quando la luce si abbassa e la nebbiolina che si solleva dalle cascate si trasforma in un arcobaleno multiplo, visibile persino in alto sopra le fronde.

CASCATE VITTORIA - Sudafrica

I punti panoramici lungo il sentiero vi permetteranno di vivere l’esperienza da diverse angolazioni: da fronte, da lato, e perfino con gli spruzzi sulla pelle.

Victoria Falls è una delle cascate più impressionanti del mondo. Si trova sul magnifico fiume Zambesi che crea il confine tra Zambia e Zimbabwe. Queste spettacolari cascate possono essere facilmente visitate e viste dal lato dello Zimbabwe. Considerate le cascate più ampie del mondo, le cascate Victoria Falls misurano un’impressionante larghezza di 1708 metri. La piccola città di Victoria Falls, adiacente alle cascate, rappresenta una base ideale per esplorare le numerose attrazioni che questa zona dello Zimbabwe ha da offrire. La zona circostante offre una vasta gamma di attività adrenaliniche per gli amanti dell’avventura. I visitatori possono godere di una serie di attività meravigliose tra cui: voli panoramici, micro illuminazione, rafting sulle acque bianche, bungee jumping, kayak e spedizioni una volta nella vita nell’incredibile Chobe National Park.”

Si può proseguire con una breve escursione guidata al ponte delle Victoria Falls, l’iconico arco in acciaio costruito nel 1905 per collegare la Rhodesia (oggi Zimbabwe) alla Zambia britannica.

Oltre a essere un simbolo storico della ferrovia capitanata da Cecil Rhodes, il ponte offre una vista spettacolare sulla gola del Batoka e, con un po’ di fortuna, si può anche assistere a qualche impavido bungee jumper in azione.

Visita al ponte che collega Zambia e Zimbabwe ! Territori Africa

 

Visita al ponte che collega Zambia e Zimbabwe ! Territori Africa

Il tour prosegue con una sosta al Crocodile & Snake Park, dove si possono osservare da vicino alcuni dei rettili più imponenti e affascinanti dell’Africa australe: enormi coccodrilli del Nilo, pitoni africani, cobra, lucertole monitor e camaleonti.

Si rientra poi verso il centro di Victoria Falls per immergersi nell’artigianato locale, con una visita ai mercatini di souvenir e al centro artistico Elephant’s Walk. Qui si possono trovare oggetti unici intagliati a mano, maschere tribali, gioielli in rame, tessuti coloratissimi e sculture in pietra shona, oltre a piccole gallerie d’arte che espongono opere contemporanee africane. Ogni pezzo racconta una storia, e gli artisti sono spesso presenti per condividere il significato delle loro creazioni.

Infine, per chi desidera un momento di pausa con vista, si può concludere la giornata con un caffè, una spremuta fresca o una colazione leggera presso il celebre Lookout Café, sospeso sul bordo della gola del Zambesi. Questo luogo iconico regala una vista mozzafiato sul ponte, sul canyon e, per i più audaci, è anche punto di partenza per attività adrenaliniche come la zip-line o il gorge swing.

Ma la giornata non finisce qui. Per concludere in bellezza, la sera vivrete il Boma Dinner: una cena a buffet in stile africano, accompagnata da danze tradizionali, tamburi dal vivo e un coinvolgente spettacolo interattivo. È impossibile non lasciarsi trascinare: anche i più timidi finiranno con le mani sui djembé, il ritmo nel corpo e un sorriso largo quanto il continente.

13° giorno:Cascate Vittoria-Italia  8 luglio 

Prima colazione in hotel.Tarda mattina trasferimento in aereoporto e operazioni di imbarco volo di rientro in Italia con scalo.Pasti e pernottamento a bordo.

14° giorno: Il ritorno. Ma non si torna mai davvero uguali 9 luglio

Arrivo in Italia e fine dei servizi.
Quattordici giorni fa siete atterrati a Cape Town, affacciandovi su un continente vasto e misterioso, con lo sguardo curioso e il cuore aperto. Da allora, avete attraversato paesaggi e atmosfere che sembrano appartenere a mondi diversi, ma che insieme compongono l’incredibile mosaico dell’Africa australe.

Avete iniziato tra eleganti quartieri storici, vigneti ordinati e cittadine che raccontano le tracce europee lasciate nei secoli: Cape Town con la sua vitalità tra oceano e montagna, Franschhoek che profuma di Francia, e Stellenbosch con la sua anima culturale e gastronomica. Luoghi dove la storia del Vecchio Continente incontra la forza della terra africana.

Poi è arrivata la natura. Quella vera. Quella che respira libera e senza filtri. A Hermanus avete camminato lungo la scogliera accanto alle balene, testimoni privilegiati di uno spettacolo che non ha bisogno di effetti speciali. Poi il viaggio è proseguito verso l’interno, dove i profili gentili delle colline hanno lasciato spazio alla savana del Kruger: qui avete visto la vita pulsare nella sua forma più primitiva, tra leoni, giraffe, elefanti e cieli immensi.

E poi, quasi come un suggello, siete volati verso nord per assistere al gran finale: Victoria Falls. Lì, dove l’acqua cade con una forza antica e sacra, avete chiuso il cerchio. Le cascate vi hanno accolti con il fragore del “fumo che tuona”, con arcobaleni che danzavano nella nebbia, e con quell’energia primordiale che sembra venire dal cuore della Terra. Il tramonto sullo Zambesi e la serata scandita dai tamburi del Boma Dinner non sono state semplici attività: sono stati rituali di saluto, di ringraziamento, di connessione.

E ora si torna. Ma chi viaggia in Africa lo sa: non si torna mai davvero uguali. Perché qualcosa resta. Un profilo di montagna al tramonto. Il richiamo lontano di un’aquila. Un sorriso. Un ritmo di tamburo che non vi lascerà più

 

La quota comprende .

  • Voli di linea  Roma-Cap Town e Cascate Vittoria -Roma con scalo,franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni in classe economica franchigia bagaglio 20 kg
  • Tutti i trasferimenti privati con bus o van secondo numero dei partecipanti
  • Pernottamenti in hotel o lodge 4 stelle in trattamento di camera e colazione
  • Guida locale in lingua italiana durante il tour Sud Africa
  • Tutte le escursioni e ingressi indicati nel programma
  • Tutti i tkt battelli per escursioni marine indicati nel programma
  • Tutti i pasti indicati nel programma
  • Degustazione di  5 vini in cantina prestigiosa
  • Il 28 giugno:: passaggio per la strada panoramica Chapman’s Peak
  • Il 30 giugno: pranzo bbq alla fattoria Middlevlei a `Stellenbosch
  • Il 01 luglio combo immersione con gli squali e safari marino con focus sulla ricerca delle Southern Right Whales
  • Tutti i safari indicati nel programma
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio massimale 1.500,00
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO INTERO VALORE DEL VIAGGIO
  • Gadget  e informazioni sulla destinazione
  • Accompagnatore da Roma con minimo 10 partecipanti

Non Include:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 545,00 soggette a riconferma sino emissione dei tkt aerei
  • La salita in funivia a Table Mountain da pagare in loco
  • Tutte le bevande a meno che specificate
  • Tutti i pasti a meno che specificati come inclusi
  • Mance



CARNEVALE FIGLI DI BOCCO-PIEVI ROMANICHE-BORRO-GARGONZA

carnevale-bocco

Uno spettacolare Carnevale dal gusto barocco anima ogni anno il prezioso borgo medievale

Il caratteristico borgo di Castiglion Fibocchi è imbevuto del proprio passato e ciò si palesa anche nelle feste. Una in particolare, ogni anno, inonda piazze e vicoli di questo paese dell’Aretino di un’atmosfera incantata: è il Carnevale dei Figli di Bocco.

Le giornate gioiose di questo evento portano con sé una lunghissima storia, che si può leggere a ritroso a partire da questo curioso nome. Chi erano i figli di Bocco? Ma soprattutto: chi era Bocco? Ottaviano Pazzi, detto appunto “Bocco” per il suo aspetto un po’ deforme, era l’antico reggente di questo castello. Ai suoi figli lasciò in eredità l’intera gestione del villaggio, ma anche l’onere di dare il nome a questi tradizionali festeggiamenti. È quasi certo che questa ricorrenza abbia attraversato i secoli: pare che già intorno all’anno Mille da queste parti ci si divertisse con giornate di carnevale molto particolari e rinomate in tutto il circondario.

Ciò che è invece non lascia spazio a dubbi è la bellezza della manifestazione che ancora oggi viene celebrata nel mese di febbraio. Oltre duecento figuranti sfilano agghindanti con sfarzosi abiti barocchi, con il volto celato da maschere colorate ed eleganti che raccontano i vari personaggi. Il posto d’onore è rivestito da Re Bacco, che domina incontrastato e che è l’anima della festa, ma lo seguono regine, principesse, fate, maghi e arlecchini. Questo corteo dal sapore veneziano è accompagnato, oltre che dalla fantasia degli organizzatori e dall’entusiasmo dei visitatori, da tante iniziative collaterali che arricchiscono l’evento: tra le strade di Castiglion Fibocchi si muovono cantastorie, si animano spettacoli di magia e concerti e, al termine, giunge l’atteso momento che premia la maschera più bella.

Con il 2026 il Carnevale dei Figli di Bocco a Castiglion Fibocchi compie 30 anni di vita. Una storia che non ha conosciuto flessioni, sempre in crescendo, con costumi sempre più ricchi e fantasiosi.

Due giorni all’insegna del divertimento ma anche dell’arte, della storia, della cultura.

Piccolo borgo toscano

GARGONZA, situata nelle colline della Toscana, è un borgo fortificato del Duecento, proprio come quelli che avremmo voluto costruire da bambini sul pavimento della nostra camera, passando ore a sistemare la torre e i pozzi…Le prime notizie di Gargonza sono del 1150, quando viene citato un castello fortificato sulla strada che da Arezzo porta a Siena: è lo stesso castello dove Dante trascorse alcuni giorni del suo esilio nel 1304. Appartiene ai Conti Ubertini, famiglia Vescovile di Arezzo. Durante questo periodo Gargonza viene scelta come luogo di congregazioni dei Ghibellini fuoriusciti da Firenze e da Arezzo ed è qui che Dante Alighieri passa durante il suo lungo esilio da Firenze.

Il Borro: cosa vedere in questo borgo in Valdarno

Nascosto tra le pieghe del Valdarno, Il Borro è un tesoro da scoprire, un borgo antico incastonato nel cuore del comune di Loro Ciuffenna. Questo piccolo gioiello, situato a soli 20 km da Arezzo – alle pendici del Pratomagno – cattura l’immaginazione con la sua storia avvincente e il suo paesaggio mozzafiato.

Il nome stesso, “Il Borro“, evoca un senso di mistero e fascino, derivante dalla sua posizione su uno sperone roccioso, abbracciato da un profondo fossato scavato nei secoli dal torrente sottostante. Infatti, borro significa sia burrone sia fosso o torrente che nel corso del tempo si è scavato un letto profondo.

 

ALLA SCOPERTA DELLE PIEVI ROMANICHE

L’ambivalenza dell’acqua: dalle fonti sacre pagane alla lavorazione della ceramica lungo le sponde del fiume Arno, passando attraverso la visita delle più belle ed affascinanti pievi romaniche della provincia di Arezzo.
PIEVE DI SIETINA, un tesoro nascosto….
Uno degli esempi più alti del romanico in Toscana
La Chiesa di San Pietro, o Pieve di Gropina, si trova a circa due chilometri da Loro Ciuffenna, sulla via dei Sette Ponti verso San Giustino e costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscan

 

1° giorno – Sabato: Roma – Arezzo

Partenza in bus privato, luogo e orario  da concordare  in direzione della Toscana .Passando per la città di Monte San Savino6 e ammirare Il magnifico Castello di Gargonza, splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato toscano, con la sua torre, i considerevoli resti delle sue mura e di una porta duecentesca, la sua Chiesa romanica del XIII° secolo con campanile a vela e bifora, le sue abitazioni affacciate sui suoi stretti vicoli è situato su un’altura dominante la Val di Chiana.

Castello di Gargonza - Monte San Savino - Arezzo

Oggi è una delle opere fortificate ‘non-colte’ meglio conservate del territorio aretino. Già nell’orbita di Arezzo come feudo dei Conti Ubertini, a causa della sua importanza strategica per la sua posizione fra la Val di Chiana e il senese, il castello fu nel medioevo oggetto di dispute fra guelfi e Ghibellini, come del resto quasi tutti i fortilizi della zona. Nella sua lunga storia l’evento più importante è forse quello della presenza di Dante Alighieri, guelfo bianco, a Gargonza nel 1304, il quale partecipò alla riunione fra i Ghibellini fuoriusciti da Firenze e gli aretini.

Monte San Savino, il borgo toscano con un (altro) borgo dentro

Pranzo libero in corso di escursione.

Visita Pieve di Romena.

Come un fiore di pietra non colto, la pieve di Romena sboccia da quasi 900 anni nel verde della campagna toscana, in Casentino, su una collina che apre lo sguardo sulla valle seguendo il percorso di un Arno ancora giovane…

L’antica pieve romanica di Romena è il cuore della fraternità. In una valle intrisa di spiritualità (in Casentino, Toscana), tra Camaldoli e La Verna, Romena si propone come un possibile crocevia per tanti viandanti del nostro tempo.
Come per i pellegrini del Medio Evo, in marcia verso Roma, la pieve rappresentava un punto di riposo dove fermarsi per una notte, rifocillarsi e ripartire, così oggi la Fraternità vuol offrire un luogo di sosta ai viandanti di ogni dove.

Pieve di San Pietro a Romena | Visit Tuscany

L’etrusca Rumine, divenuta la romana Rumenius, ha mantenuto nei millenni la stessa vocazione: quella di ospitare i viandanti della fede. Nelle viscere della terra, reperti sia etruschi che romani rafforzano l’ipotesi che Romena abbia ospitato prima un tempio etrusco, poi un’ara pagana.
La pieve, così come la vediamo oggi, fu invece edificata nel 1152 su una preesistente chiesa romana. A realizzarla, su iniziativa del pievano Alberico, artigiani locali e maestranze lombarde probabilmente formatesi in Francia.  Più certe, a leggere ancora i capitelli, sono invece  le circostanze in cui la chiesa fu realizzata: tempore famis si legge nell’abaco del primo capitello a sinistra, accanto alla data in caratteri romani, MCLII, 1152.

PIEVE DI ROMENA: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Tempore famis cioè tempo di fame, di carestia.
In un momento di grave disagio, la popolazione offriva al divino tutto il meglio della propria creatività per far cessare le tribolazioni. La crisi diventava così strumento di riscatto, di valorizzazione delle proprie potenzialità. E’ un messaggio, questo, che ispira il cammino della Fraternità e che giunge come un invito per tante persone che vi giungono:  i tempi di crisi non girano a vuoto, ma coltivano, ancora inconsapevole, il fiore della nostra bellezza.

Arrivo ad Arezzo cena con menù della tradizione Toscana e il pernottamento.

2° giorno Domenica: Arezzo – Castiglion Fibocchi

 

“Carnevale Figli di Bocco”

 

Prima colazione e partenza con bus privato, per la visita del Borro, caratteristico “borgo” medioevale, già residenza dei Savoia. Lungo la strada che collega San Giustino Valdarno a Laterina, circondato da un verde e ben tenuto contesto agricolo, si trova Il Borro, piccolo e antico gioiello architettonico di età medievale (si trova citato già in un documento del 1039).
Facile è capire l’etimologia del suo nome. Borro è il termine usato per definire un fosso o torrente che con i millenni si sono scavati un letto profondo. Borro sta anche per burrone. Entrambe queste definizioni si addicono perfettamente a Il Borro: questo nostro piccolo borgo toscano è posto infatti su uno sperone roccioso semi circondato da un profondo fossato scavato nei millenni dall’omonimo torrente.

IL BORRO - PIEVI E BORGHI Riscopri luoghi blog
Visitare Il Borro significa immergersi in un luogo fuori dal tempo. Innanzitutto le auto ci rimangono lontane e già questo da quella sensazione di trovarci “fuori dal mondo”. Un paesino che non conosce l’asfalto, solo strade lastricate. L’antico ponte che ci permette di attraversare “il borro” e farci accedere al paese ci immette nell’unica e stretta stradina di accesso al luogo. A sinistra di questa i vecchi edifici, a destra il profondo borro. Il Borro deve la sua notorietà a vari aspetti. Innanzitutto alla sua architettura e alla conformazione della zona in cui il borgo si trova. Poi alle importanti famiglie a cui nella sua storia è appartenuto e appartiene. Da citare le ultime due: i Savoia (il luogo è stato residenza del Duca Amedeo d’Aosta) e, dal 1993, la famiglia Ferragamo, noti imprenditori dell’alta moda. Il Borro, dal momento che è divenuto proprietà Ferragamo, è stato oggetto di un profondo, ma “invisibile” restauro. E’ divenuto sede di vari eventi e manifestazioni. Questo ha portato ad aumentare il numero dei visitatori di questo borgo fiabesco.

Passando per il Ponte Buriano che fu costruito all’incirca verso la seconda metà del 1200. il Ponte Buriano è il paesaggio della Gioconda, della enigmatica Monnalisa di Lonardo. Dietro il suo volto sorridente si intravede il ponte a schiena d’asino identificato da alcuni studiosi e ancor più in lontananza ecco apparire i calanchi del Valdarno, pinnacoli di argilla erosa detti “Balze”. E’ una prova che Leonardo aveva bene in mente la geografia di questi luoghi.

 A seguire,  la visita della Pieve di Gropina.

Uno degli esempi più alti del romanico in Toscana
La Chiesa di San Pietro, o Pieve di Gropina, si trova a circa due chilometri da Loro Ciuffenna, sulla via dei Sette Ponti verso San Giustino e costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscana.

La Pieve fu costruita intorno all’anno Mille e presenta una facciata in grandi bozze di pietra, con due monofore corrispondenti alle navate laterali e una bifora che sovrasta la porta d’ingresso. Sull’architrave della porta vi è la data 1422, che si riferisce probabilmente ad uno degli interventi di restauro; lo stemma di Leone X che sovrasta l’architrave porta la data 1522.

Il pulpito di Gropina | UP Magazine Arezzo

L’interno è diviso in tre navate con capitelli molto particolari: le colonne di sinistra raccontano episodi tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, mentre nelle colonne di destra le figure richiamano l’arte precristiana, etrusca ed orientale.
Appoggiato ad una colonna della navata destra si trova il Pergamo circolare, un pulpito dell’VIII secolo riccamente decorato, sorretto da due colonne annodate: un motivo che si presenta anche nella colonna centrale del decoro esterno dell’abside. Molto bella è la visione esterna dell’abiside con accanto il campanile del 1233, forse impiantato su una torre longobarda.

 

Visita guidata alla Pieve di Gropina e Loro Ciuffenna

Pranzo libero  e partenza per Castiglion Fibocchi per assistere al Carnevale .

Al Carnevale dei Figli di Bocco sospesi nel tempo tra sogno e realtà - Arezzo24

Bocco, da cui l’attuale nome del paese Fibocchi, era il soprannome di Ottaviano Pazzi, signore del paese in epoca medievale. La tradizione racconta che negli anni di Bocco, durante i giorni di carnevale, la popolazione per onorare il suo signore si ritrovasse nelle strade e piazze del borgo per momenti di festa e danza. Da qui l’ambiziosa idea degli instancabili promotori e organizzatori di questo carnevale di riproporre dopo centinaia di anni questi momenti attraverso l’elegante carnevale “I Figli di Bocco” che per il suo stile si potrebbe definire “un piccolo Carnevale di Venezia in terra di Arezzo”. Per vederlo ogni anno confluiscono a Castiglion Fibocchi migliaia di persone.

Tornano le maschere barocche protagoniste del Carnevale di Castiglion Fibocchi - ValdarnoPost - Notizie Valdarno

Un plauso e un grazie va a quelle persone che con costanza e dedizione hanno portato avanti negli anni, migliorandola costantemente, questa stupenda manifestazione. Un momento di elegante folklore che ha portato lustro non solo a Castiglion Fibocchi, ma anche alla terra di Arezzo.

Museo del Carnevale dei Figli di Bocco - Discover Arezzo
I figuranti e relative maschere del Carnevale I Figli di Bocco da qualche anno non si esibiscono solo tra le mura dell’antico borgo valdarnese. Questi “Figli di Bocco“, per la bellezza e l’originalità delle loro maschere sono chiamati a esibirsi in molte città e luoghi vicini, ma anche non, al piccolo borgo valdarnese.In serata partenza per il viaggio di rientro a Roma in bus privato.Fine dei servizi.

 




GRAN TOUR DELL’UZBEKISTAN – FESTA DI NAVRUZ

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Nel mondo moderno, Nowruz è ampiamente celebrato in paesi come Azerbaigian, Albania, Afghanistan, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, India, Iraq, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Cina (Xinjiang e altre regioni), Kosovo, Macedonia, Mongolia, Pakistan, Russia (Tatarstan, Bashkortostan e Caucaso settentrionale), Turkmenistan, Tagikistan, Turchia, Uzbekistan e una serie di gruppi sub-etnici, etno-confessionali e diaspore in diversi paesi del mondo, tra cui Ucraina, USA e Canada.

Nowruz è incluso nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo come Giornata Internazionale di Nowruz.

Nowruz è un antico festival di primavera. Viene celebrato il giorno dell’equinozio di primavera ed è giustamente considerato una festa amata in molti paesi del continente eurasiatico. Non c’è politica, né religione in questa festa, come nella canzone di John Lennon “Imagine”, ma la fede che la felicità arriva con il rinnovamento primaverile.

Navruz, che ha una storia di più di 3000 anni, è il più prezioso e caro: il Capodanno orientale con il suo rinnovamento, l’inizio della primavera, la natura del popolo uzbeko, la sua coscienza, nel profondo del cuore, che porta gioia ad ogni famiglia e ad ogni casa ed è un’amata festa nazionale.
La parola Navruz significa “Nuovo Giorno” ed è un’antica festa di origine persiana che segna il primo giorno di primavera e il cambio di stagione.

Navruz is a holiday of spring and renewal - Global Times

Navruz è la festa più importante nello sviluppo della spiritualità nazionale uzbeka. In questo giorno, in ogni angolo dell’Uzbekistan, viene prestata particolare attenzione ai piatti primaverili e ai vari giochi nazionali. In particolare, i nostri piatti nazionali come “Sumalak”, “Halim”, “Ko’ksomsa”, “Ko’kchuchvara” saranno il momento clou della tavola festiva. Soprattutto le feste “Sumalak” hanno un sapore speciale.

Navruz è un momento di gioia, comunità e rinnovamento spirituale. Le celebrazioni variano da paese a paese e da cultura a cultura, ma condividono una base comune nella celebrazione della primavera e nella speranza per un futuro migliore. La festa è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ed è un importantissimo evento culturale nelle regioni in cui è celebrata. Durante le festività di Navruz è comune praticare o assistere a giochi tradizionali come il Kupkari.

Kupkari - il coraggio e la severità di un antico torneo | Uzbekistan Travel

Culla di civiltà da oltre due millenni, l’Uzbekistan può vantare un suggestivo patrimonio architettonico e artistico, profondamente permeato dalla storia crudele e affascinante della Via della Seta. In termini di attrattive culturali, l’Uzbekistan è di gran lunga il paese più ricco e straordinario dell’Asia centrale.

Samarcanda, Bukhara e Khiva conquistano e stupiscono i visitatori con le loro favolose moschee, le medressa e i mausolei, ma non mancano attrattive più insolite come il Lago d’Aral, che sta rapidamente scomparendo, le fortezze del remoto Karakalpakstan, la fiorente capitale Tashkent e le iniziative di ecoturismo avviate tra i Monti Nuratau.

Uzbekistan: visitarlo è più facile grazie all'abolizione del visto

Pur essendo uno stato governato in modo autoritario, l’Uzbekistan è un paese estremamente accogliente, dove l’ospitalità costituisce un elemento essenziale della vita quotidiana e la gente del posto vi farà sempre sentire graditi ospiti. Qui spicca per colori e allegria il vivace mercato alimentare di Chorsu, o Chorsu Bazaar. Qui potrete entrare a contatto con la calda ospitalità di un popolo sempre accogliente e lasciarvi tentare da assaggi esotici e talvolta inediti. Io sono rimasta incantata davanti alle vetrine dei banchi di miele e fatto scorta di dolcezze per tutto il viaggio. Il miele dell’Uzbekistan nasce ai piedi di montagne maestose e in steppe e valli desertiche, come nel caso di Kyzylkum. Nel Paese ci sono circa 300 giorni di sole all’anno e le condizioni di umidità e purezza dell’aria ideali per produrre uno dei più puri e gustosi mieli naturali al mondo. Un misto di dolcezza ed erbe odorose, brezza che spira a quote altissime e cremisità. Non c’è viaggio in Uzbekistan che si rispetti, senza un pranzo presso il famosissimo Plov Centre di Tashkent, per un assaggio del più buon plov (a nostro avviso, e secondo i locali) di tutto il Paese. Il piatto nazionale uzbeko è un capolavoro di riso, uova sode, carne, uvetta e carote, cotti nel tradizionale tandyr. Ci sono tanti parchi e giardini a Tashkent da non perdere l’Alisher Navoi National Park, dedicato alle vittime della Repressione durante gli anni del dominio sovietico. Tra le Metropolitane più belle del mondo spiccano anche quelle costruite durante gli anni del dominio sovietico (da quella di Mosca alla metro di San Pietroburgo, passando per Almaty, in Kazakistan).

 

La metro di Tashkent è uno scintillio di marmi e chandelier. Pulitissima, modernissima ed efficiente. Non tutti si spingono fino a visitare anche la Valle di Fergana, dando priorità alle antiche città di Samarcanda, Khiva e Bukhara, durante un viaggio in Uzbekistan. Meta perfetta per chi è un viaggiatore avventurioso e desiderioso di scoprire anche mete meno battute. In generale, la Valle di Fergana è interessante per il suo tessuto socio-culturale e se siete curiosi di avere un assaggio più autentico di una parte del Paese ancora non così troppo visitata e ricca di persone magnifiche che vi accoglieranno lungo la strada. Paesaggi coltivati e visi rugati dal sole, ma anche sorrisi e occhi luccicanti, tanta maestria e artigianato e storie da andare a conoscere di persona. Un viaggio meno comodo e più spartano, ma non meno affascinante.

 

1°GIORNO: Italia-Uzbekistan

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni di imbarco del volo di linea.

Cena e pernottamento a bordo.

NAVRUZ IN UZBEKISTAN | VIAGGIO IN UZBEKISTAN | TOUR IN UZBEKISTAN

 

2°GIORNO: Tashkent 

Arrivo nelle prime ore del mattino e tempo per il riposo in hotel. Prima colazione  e visita della città di Tashkent, capitale dinamica dell’Uzbekistan e con una storia che risale a più di duemila anni fa, incarna una fusione di storia, cultura e modernità. La città presenta un mix affascinante di monumenti storici e architetture moderne, ed è un crocevia culturale con influenze persiane, turche e russe evidenti nella sua architettura e nella cucina locale. I musei, le gallerie d’arte ed i teatri arricchiscono la vita culturale della città.

Достопримечательности Ташкента ☀️: куда сходить и что посмотреть — Tripster.ru

Iniziamo quindi le visite dalla piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh nella cui biblioteca è conservato il Corano di Osman del VII secolo, ritenuto il più antico del mondo.

Tashkent: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Poi visiteremo il Bazar Chorsu, considerato il più antico dell’Asia Centrale, oltre che uno dei più grandi. Pranzo in ristorante.

Chorsu Bazaar - Wikipedia

Dopo il pranzo, sarà la volta della Madrasa Kukeldash, costruita nel XVI secolo, durante il regno di Abdullah II, conosciuto come “Kukeldash”. Cena in ristorante locale.

Rientro in hotel e pernottamento.

Nota: durante le escursioni i turisti potranno partecipare alle festività locali di Navruz e assistere a concerti folkloristici in città, quando disponibili.

3°GIORNO – Tashkent – Khiva

Dopo la colazione in hotel, trasferimento all’aeroporto locale per il volo a Urgench. All’arrivo, trasferimento a Khiva. La giornata è interamente dedicata alla visita di Khiva.

Pranzo in ristorante.

La parte antica della città (che è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’Umanità” nel 1991) si chiama Ichan Kala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte. Uzbekistan: Khiva | Evaneos

La più importante è quella occidentale, detta Ata Darvoza. Oltre al pranzo in ristorante, visiteremo il Minareto di Kaltaminar, risalente al diciannovesimo secolo e caratterizzato da una struttura con diverse decorazioni in ceramica azzurra e verde, che sono tipiche dell’architettura islamica in Asia centrale.

Kalta Minor Minaret, Khiva, Uzbekistan

Ci sposteremo poi verso la Madrasa Mohammed Amin Khan; all’interno della madrasa, troveremo cortili interni circondati da camere degli studenti e spazi per la preghiera. Come molte madrase islamiche, la Madrasa Mohammed Amin Khan era un centro di insegnamento religioso e culturale, dove gli studenti studiavano il Corano, la teologia e altre materie. Sarà poi il turno della cittadella fortificata di Kunya Ark, circondata da spesse mura fortificate ed è caratterizzata da una combinazione di architettura difensiva e residenziale. Ci sono stanze per la famiglia reale, sale del trono, stanze per le udienze, prigioni e persino un harem. Vedremo anche il mausoleo dedicato a Pahlavon Mahmud, una figura leggendaria dell’Uzbekistan e un importante santo islamico. Pahlavon Mahmud è stato un poeta, filosofo e lottatore eccezionale ed è molto rispettato nel mondo islamico.

La Madrasa Islam Khodja è notevole per la sua maestosa architettura islamica e la sua storia. È stata costruita nel XIX secolo e presenta una facciata elaborata con motivi in ceramica azzurra e decorazioni tradizionali. L’edificio serviva in origine come scuola islamica e come luogo di insegnamento religioso e culturale. Termineremo la giornata con la visita al Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Palazzo di Pietra” in uzbeco: situato all’interno del complesso storico dell’Ichon-Qala, la città vecchia di Khiva, che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la struttura presenta una serie di cortili interni, camere decorate con affreschi, archi a volta e decorazioni in ceramica tipiche.

Tour Uzbekistan: I sette colori dell'Arcobaleno | Evaneos

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

Khiva Uzbekistan: cosa vedere, dove si trova e quando andare

4°GIORNO: Khiva – Bukhara

Colazione in albergo e da Khiva ci sposteremo verso Bukhara attraverso il deserto del Kyzylkum. Visiteremo le cittadelle del deserto e ci fermeremo sulla strada per vedere la vista panoramica del fiume Amu Darya, che renderà il nostro trasferimento uno dei momenti salienti del tuo viaggio in Uzbekistan.

Tripadvisor | Gita di un giorno alla fortezza privata di Ayaz Kala e Toprak Kala da Khiva fornito da Oson Booking | Uzbekistan

Faremo un passaggio attraverso gli  imponenti fortezze della regione di Khorezm (Corasmia). Pranzo e poi visiteremo quella che riteniamo essere la più suggestiva e interessante delle fortezze: Ayaz Kala appunto, che si sviluppa su tre livelli e che raggiungiamo dopo poco più di un’ora di viaggio. Il percorso attraversa campi coltivati a cotone e ortaggi. La fortezza si trova al margine del deserto Kyzilkum.

Dopo queste splendide visite, proseguiremo il nostro viaggio verso Bukhara. Pranzo al sacco o in un ristorante locale lungo il percorso. Arrivo in serata a Bukhara e sistemazione in hotel. Cena in ristorante locale e pernottamento.

Cosa fare a Bukhara in Uzbekistan, città sulla Via della Seta

Festival di Nowruz

5°GIORNO: Bukhara

Dopo la colazione la giornata dedicata alla visita di Bukhara. “Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”. La nostra visita alla città includerà il Mausoleo di Chashmai Ayub, importate luogo sacro per i musulmani e punto di riferimento per i visitatori che desiderano esplorare la storia e la cultura di Bukhara, il Mausoleo di Ismail Samani, capolavoro dell’architettura islamica ed uno dei siti storici più importanti del Paese, per poi spostarci verso il Minareto Kalon, imponente ed elegante, è uno dei monumenti simbolo di Bukhara, originariamente usato per la chiamata alla preghiera.

Bukhara, città oasi sulla via della seta - Central Asia Guide

 

Cosa vedere a Bukhara | Blog Viaggi Uzbekistan

Esploreremo la Fortezza Ark, cittadella al cui interno troveremo una serie di edifici storici, tra cui palazzi, cortili, stanze di rappresentanza, e prigioni.

Ark | Bukhara, Uzbekistan | Attractions - Lonely Planet

Ci dirigeremo verso il Complesso di Poi Kalyan dove scopriremo la Moschea di Kalyan, la Madrasa Mir-i-Arab ed il Minareto di Kalyan.

Pranzo in ristorante locale.

Po-i-Kalyan - Wikipedia

Ci sarà ancora il tempo per il Mausoleo di Samanidi, il Chor-Minor – il cui tratto distintivo è la sua cupola, sotto la quale ci sono quattro torri più piccole – per poi giungere nella famosa piazza di Lyabi-Hazu, dedicata da sempre ai mercati.CHOR-MINOR: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2023) - Tripadvisor

Cena e pernottamento in hotel.

Infine, assisteremo ad uno spettacolo floristico nella Madrasa di Nadir Devanbeghi.

Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

 

6°GIORNO: Bukhara – Samarcanda

Dopo la colazione, visita a Sitorai Mokhi Khosa, palazzo estivo degli emiri di Bukhara, costruito nel 1911 per l’ultimo emiro Alim Khan. Al termine, partenza per la mitica Samarcanda.

Pranzo in ristorante locale (o al sacco) .

Visita Samarcanda: scopri il meglio di Samarcanda, Samarcanda, nel 2023 | Viaggia con Expedia

All’arrivo, sistemazione in albergo. Visita poi a una casa locale per partecipare a una masterclass di cucina tradizionale uzbeka durante la quale si preparerà il Plov, il “re” della cucina Uzbeka.

Dopo cena, passeggiata serale nella splendida Piazza Registan con illuminazione notturna.

Nota: durante le escursioni i turisti potranno partecipare alle festività locali di Navruz e assistere a concerti folkloristici in città, quando disponibili.

7°GIORNO: Samarcanda

Colazione in hotel e poi visita di questa straordinaria città.

Visiteremo il Mausoleo Gur-Emir, che ospita la tomba del Grande Tamerlano, e la piazza Registan, “La Piazza di Sabbia”, conosciuta come “La Perla dell’Asia Centrale” e nota per essere una delle piazze più belle del mondo, oltre che simbolo della città. Storicamente, la piazza era luogo di incontri pubblici, fiere e esecuzioni durante il periodo timuride.

Samarcanda: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Nella piazza di trovano le Madrasa Ulugh bek, Sher-dor e Tilya-kori. Ulugh Beg è nota per la sua elegante architettura, Sher-Dor presenta torri e rappresentazioni di tigri, mentre Tilya-Kori si distingue per i dettagli d’oro. Il Registan è un’iconica testimonianza dell’architettura islamica e della storia dell’Uzbekistan, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Samarcanda: cosa vedere e quando andare - Idee di viaggio - The Wom Travel

Visiteremo l’Osservatorio Ulugbek, il più grande osservatorio dell’Asia Centrale, costruito nel 1420 dal nipote di Tamerlano.

Pranzo in ristorante.

Sarà poi la volta del Museo Afrasiab, noto per la sua collezione di reperti archeologici, tra cui oggetti provenienti dal sito archeologico di Afrasiab, che è un’antica città situata nelle vicinanze di Samarcanda.

Samarcanda cosa vedere e fare | Guida completa di viaggio

Ci dirigeremo poi al Complesso Shah-i-Zinda, la cui caratteristica più sorprendente  è l’architettura delle facciate dei mausolei, decorate con piastrelle smaltate azzurre, turchesi e verdi, creando un effetto caleidoscopico di colori e disegni. Shah-i-Zinda significa “vivente reale” in persiano. Il complesso è noto per essere un importante sito di sepoltura, contenente le tombe di membri della dinastia di Tamerlano e di altri personaggi storici e religiosi.

Shah-i Zinda | World Heritage Journeys of Europe

Ci inoltreremo poi nello Siyab, il bazar più famoso ed importante di Samarcanda, per poi giungere alla Moschea Hazrat Khizr, costruita nell’ottavo secolo.

Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

 

8°GIORNO: Samarcanda – Tashkent

Dopo la colazione, visita al Bazar Siyab, il bazar più famoso e importante a Samarcanda e alla Moschea Bibi-Khanum, costruita nel 1400 e dedicata alla moglie di Tamerlano; con un’architettura timuride impressionante, presenta una grande cupola a medaglione, portali elaborati e dettagliate decorazioni. In passato, era una delle più grandi moschee islamiche. Nel corso dei secoli, ha subito danni e restauri.

cosa vedere a Tashkent - laprofconlavaligia

Dopo le visite, trasferimento alla stazione ferroviaria per prendere il treno veloce Afrosiyab con partenza verso la capitale Tashkent. Pranzo in ristorante.

All’arrivo trasferimento e sistemazione al hotel.

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

9°GIORNO: Tashkent – Italia

Dopo la colazione, trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo in partenza per l’Italia. Arrivo in Italia e fine dei nostri servizi.

 

La quota comprende:

  • Voli internazionali di linea in classe economica con bagaglio da stiva franchigia 20 Kg e bagaglio a mano
  • Volo interno
  • Sistemazione in hotel 4 stelle
  • Pasti come da programma
  • Trasferimenti con automezzi privati con A/C
  • Guida professionale parlante italiano
  • Visite ed escursioni come da programma
  • Ingressi a siti e musei come da programma
  • Biglietti del treno veloce Samarcanda – Tashkent
  • Spettacolo folkloristico a Bukhara
  • Acqua minerale, 1 litro al giorno
  • Assicurazione medico, bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO CHE COPRE INTERO VALORE DEL COSTO
  • Iva di legge

 

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali (circa €380,00 per persona)
  • Mance alla guida e autista
  • Bevande
  • Extra personali
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”

 




INDIA RAJASTAN-DIWALI FESTA DELLA LUCE

 

Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”.
(tratto da Sri Vidya n.4 pag.5)

“Fra ottobre e novembre, nel mese lunare di Karttika, e precisamente nel quattordicesimo giorno di luna calante, cade un’altra festa molto popolare, specialmente apprezzata anche dai non hindu per l’atmosfera molto suggestiva che riesce a creare; il suo nome, dipavali o divali, che significa “fila di lucerne”, allude alla luce come simbolo del bene e della sua vittoria sulle forze del male simboleggiate dalle tenebre.

Nella notte priva di luna si accendono in onore di Laksmi (sostituita, nel Bengala, da Kali) migliaia di lucerne, che si dispongono in lunghe file (avali) sulle terrazze, sui davanzali e davanti alle soglie delle case, oppure si affidano alla corrente dei fiumi; anche in questo caso la tradizione popolare ha sovrapposto al culto della dea il ricordo di un evento della storia di Rama: il suo ritorno alla propria capitale Ayodhya dopo l’esilio. ”
(Piano, Sanatana Dharma p.262-267)

“La festa di Divali, festa delle luci, rappresenta la divina unione di Laksmi con il Dio Visnu. In questo periodo ogni luce, ogni lumino, ogni lampada viene accesa in onore della venuta di Laksmi sulla terra, come per rischiararle il cammino e rendere ogni casa, ogni villaggio, ogni capanna sparsa nella foresta accoglienti e pronti per la visita della Madre Divina portatrice di abbondanza e prosperità. Nel sud India, in questi giorni, di mattina molto presto, alle quattro, dopo il brahmamuhurta, gli indù si lavano, si cospargono il corpo di olio e indossano, così puliti e profumati, vestiti nuovi. I più fortunati fanno il bagno nel fiume Gange in segno di purificazione. E’ diffusa anche l’usanza di scambiarsi abiti, sari e doti, dai vivaci colori; anche i datori di lavoro, in questi giorni, regalano vestiti ai propri dipendenti. Ognuno dimentica gli antichi rancori, tutti sono gentili e festosi e si abbracciano gioiosamente in segno di amicizia.

La vibrazione molto intensa che aleggia negli animi delle persone si sente nell’aria ed è così potente da cambiare, anche solo per qualche giorno, il cuore delle persone e avvicinarlo all’amore divino.

In questi giorni, soprattutto nel nord, i commercianti approfittano per iniziare nuovi libri contabili e pregano Laksmi per il successo e la prosperità della loro attività.

 

L’India non è un vacanza, è un esperienza di vita. Il viaggio in india – Rajasthan vi insegnerà così tanto sul mondo ed anche su voi stessi. E’ un percorso interiore che rimane impresso per sempre, ma non pensate che lo sia per merito di inflazionati concetti come la spiritualità induista o la tradizione ayurvedica. Anzi, queste non le vedrete proprio, a meno che non vi rifugiate in qualche monastero buddista nel Ladakh. Anche lì, però, ormai è tutto un gigantesco business creato ad hoc per depressi e annoiati occidentali con buone possibilità economiche in cerca di una pseudo-rinascita che provenga da chissà dove.

Quello che l’India regala ai viaggiatori è una sensazione di stordimento, di stupore e di incredulità di fronte a questa gigantesca società – sono quasi un miliardo e mezzo – dove tutto è estremizzato, molto spesso in negativo. Povertà assoluta, un modello sociale arcaico con culture e religioni disparate che cercano di convivere in un fragile equilibrio, un’urbanizzazione infernale e scene di vita quotidiana talmente assurde da essere difficilmente concepibili anche per i globetrotters più incalliti.
Ogni scorcio di questo immenso paese, a prescindere che ci si trovi in una città o nelle campagne, è un inno all’assurdità umana.

Sono sempre stato affascinato dall’India, un paese di contrasti mozzafiato e di una cultura ricca che risuona attraverso i secoli. E nel cuore pulsante di questa nazione si trova il Rajasthan, una terra dove le tradizioni si intrecciano con la modernità, creando un tessuto culturale unico che non può essere trovato altrove. Il Rajasthan è più di una semplice destinazione; è un viaggio attraverso la storia, l’arte e l’anima dell’India più autentica.

In questo viaggio che intraprenderemo insieme, vi porterò attraverso le pagine colorate del Rajasthan, mostrandovi perché è una meta che merita di essere esplorata e ammirata. Dalle città vivaci ai forti e palazzi reali, dalle avventure nella natura selvaggia alle delizie culinarie, il Rajasthan è un mosaico di esperienze che aspettano solo di essere vissute.

Perché visitare il Rajasthan?

Qualcuno potrebbe chiedersi, con così tante regioni incredibili in India, perché scegliere il Rajasthan? La risposta è semplice: il Rajasthan offre un’immersione completa in tutto ciò che è l’India. Qui puoi trovare l’essenza della storia indiana, la maestà dell’architettura moghul e rajput e la vibrante vita quotidiana che si dipana nelle strade e nei bazar.

Ogni città del Rajasthan ha la sua personalità, ognuna con storie da raccontare che si riflettono nelle mura dei suoi edifici e nelle espressioni dei suoi abitanti. È un luogo di festa, dove i colori prendono vita e le celebrazioni si susseguono con una gioia contagiosa. Dalle feste tradizionali come il Diwali e l’Holi alle fiere cammellate e ai festival culturali, il Rajasthan è un calderone di vivacità.

Ma non è solo festa e folklore. Il Rajasthan è anche sinonimo di avventura. Che si tratti di navigare le dune del deserto del Thar, esplorare le giungle alla ricerca di tigri maestose o galoppare attraverso paesaggi aridi a dorso di un cavallo Marwari, l’opportunità di vivere qualcosa di unico è sempre dietro l’angolo. E poi c’è la cucina, un capitolo a sé, che da solo vale il viaggio.

 

1°GIORNO  2 Novembre  ITALIA – DELHI

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni imbarco volo a Delhi con scalo. Pasti e pernottamento a bordo.

2°GIORNO 3 novembre – DELHI – MANDAWA

All’arrivo dopo  aver disbrigato la formalità  di dogana e immigrazione,incontro con la guida i lingua italiana che resterà con il gruppo per tutto il tour,partenza per Mandawa, cittadina fondata nel XVIII secolo e fortificata da alcune ricche famiglie di mercanti,.

LE MIGLIORI 10 cose da vedere a Mandawa (2025)

Affettuosamente conosciuta come “la terra di Havelis” o “galleria d’arte all’aperto”, questa città in miniatura di Nawalgarh si trova a circa 30 km dalla città di Jhunjhunu e rende assoluta giustizia al nome che le è stato dato.

Nawalgarh, sede delle raffinate Haveli del Rajasthan
Pranzo lungo il percorso.
Si dice che i Marwaris che erano in viaggio per città cosmo come Mumbai e Calcutta in cerca di lavoro, rimandassero i loro soldi duramente guadagnati alle loro case a Nawalgarh. Quando le loro attività iniziarono a prosperare, rimandarono gli artisti a Nawalgarh per costruire lussuosi palazzi e mostrare la loro ricchezza. Ciò ha portato alla ricca architettura di questa piccola città del Rajasthan.

Nawalgarh, India 2023: Best Places to Visit - Tripadvisor

Cena e pernottamento in hotel.

3°GIORNO  4 Novembre  – MANDAWA – JODHPUR 

Prima colazione in hotel. Visita di Mandawa.

Visitare Mandawa nel cuore del Rajasthan

Un tempo Mandawa era una fiorente città mercantile del Rajasthan, avamposto commerciale sull’antica rotta commerciale tra la Cina e il Medio Oriente nel XVIII secolo. Questi commercianti, con le loro attività di seta, oppio e hashish fiorenti nelle antiche città portuali di Calcutta e Bombay, avevano stabilito collegamenti commerciali di successo con la Cina, l’Afghanistan e altre parti del mondo.

Il sovrano di Nawalgarh, Thakur Nawal Singh costruì qui un forte per proteggere la città. Nel corso del tempo, questo villaggio attirò un gran numero di mercanti che percorrevano la Via della Seta e Mandawa divenne una città con quasi tutte le famiglie coinvolte in affari ad alto profitto. La città è quindi cresciuta come una città residente di ricchi mercanti che finirono per costruire bellissime case e trasformare una città commerciale in un insediamento.

Oggi Mandawa ha perso la sua importanza commerciale ma rimane una città affascinante, con le strade popolate occasionalmente di mucche e buoi, e di uomini e donne per lo più impegnati in lavori manuali. Le haveli in parte restaurate sono le principali attrazioni turistiche e la comunità locale è impegnata a valorizzare il ricco patrimonio artistico del passato conservando l’arte della pittura, dell’artigianato locale, dell’architettura e della scultura.Pranzo in corso di escursione e visita alle halaveli.

Al termine, partenza per Jodhpur. Cena e pernottamento in hotel

4° GIORNO  – 5 Novembre JODHPUR – PUSHKAR

Dopo la prima colazione inizio alla visita dell’imponente Forte Mehrangarh provvisto di due ingressi, si erge su una collina dirupata di 125 mt di altezza, domina completamente la città e le sue mura.

FORTE MEHRANGARH: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

Il palazzo e il forte contengono ricche collezioni di palanchini, portantine da elefante, strumenti musicali, costumi, arredi e armi.

La collezione di cannoni è una delle più interessanti dell’India, sono tuttora visibili i segni dei colpi di cannone sparati dagli invasori. Diversi cenotafi ricordano il sacrificio dei coraggiosi guerrieri Rajput. Ci sono inoltre le impronte delle mani delle “Sati”, le donne che preferirono immolarsi in caso di sconfitta dei loro mariti, piuttosto che subire l’onta della cattività. Degni di nota sono la Sale dell’incoronazione e il trono, dove furono incoronati tutti i sovrani della città, ad eccezione del fondatore. All’interno del forte si trovano 36 finestre a grata, ognuna diversa dall’altra, pannelli preziosamente scolpiti e transenne forate di arenaria rossa.

Pranzo lungo il percorso. Al termine trasferimento a Pushkar, famosa cittadina del Rajasthan, nota soprattutto per la sua “fiera dei cammelli”, che si tiene nel mese di novembre.

Pushkar, la città sacra nata dalla mano di Brahma

Cena e Pernottamento.

5°GIORNO 6 Novembre – PUSHKAR – JAIPUR

Dopo la prima colazione visita della città santa che ospita l’unico tempio dedicato al dio Brahma di tutta l’India e la famosa fiera del bestiame nel plenilunio di novembre.Pushkar. Una piccola cittadina di 15mila abitanti contro le milionate di persone delle grandi città (come Jaipur), silenziosa e pedonale, dove ci si sveglia immersi nel deserto sulle sponde di un lago meraviglioso, circondato da sacri Gath dove le persone si immergono per purificarsi. E non solo: dove si possono fare safari in cammello, visitare templi sacri e fare feste con gli hippy che la abitano ad ogni tramonto. Questa perla è un po’ snobbata dalla Lonely Planet, ma non preoccupatevi: vi racconto io cosa fare e cosa vedere.

Pushkar Cuore Sacro del Rajasthan India

Pushkar è una cittadina sacra per gli indiani: è l’unica al mondo in cui sorge un templio dedicato al Dio Brahma, il creatore. Leggenda narra che il lago sia nato dalle lacrime di sua moglie e qui si è voluto quindi costruire un piccolo templio a loro dedicato. Prima tappa fondamentale, quindi, è il Brahma Mandir, raggiungibile da ovunque a piedi.

Al termine partenza per Jaipur, detta anche la città Rosa.

Esclusivo: Cena con una famiglia locale, dopo una lezione di cucina che ci svelerà i segreti della tradizione culinaria locale.

6° GIORNO  7 Novembre – JAIPUR 

Colazione in hotel e intera giornata dedicata alla visita della “città rosa“, capoluogo del Rajasthan, nodo commerciale e turistico di prim’ ordine, è oggi un centro di almeno 1.300.00 persone, sito in un’area semidesertica. Jaipur colpisce perché è architettonicamente ordinata secondo precise geometrie. E’ famosa per i suoi edifici in arenaria rosa, sembra però che l’appellativo derivi da un episodio del 1876, quando Jaipur fu ridipinta di rosa per la visita del principe del Galles.

La prima visita sarà fatta al Forte Amber, a 11 km. da Jaipur. L’ultimo tratto di salita al Forte si percorre a dorso di placidi elefanti per meglio entrare nello spirito dei luoghi.

Rajasthan - La fortezza di Amber Fort o Amber Palace

All’ interno delle mura si visitano palazzi e padiglioni di raffinata bellezza ed il piccolo tempio della Dea Kali. Quindi visita alla città vera e propria: all’ Osservatorio, ricco di strumenti d’eccezionale grandezza e dove si trova il “Sancrat” (il Principe della Meridiana), uno gnomone alto 90 piedi;

Jaipur Cosa Vedere e Fare - Guida 2025 | archètravel

al Palazzo del Vento, che sorge su una delle principali strade della città, un curioso palazzo elaborato e fantasioso ma nello stesso tempo limpido esempio d’arte orientale costruito anch’esso con la “pietra del deserto”;

Viaggio a colori: Jaipur Splendor è il libro per sognare l'India | Architectural Digest Italia

ed infine visita al Palazzo del Maharaja risalente al 1570.

7°GIORNO  8 Novembre- JAIPUR- ABHANERI- FATEHPUR SIKRI AGRA-DIWALI

Dopo colazione partenza per Agra lungo la prima sosta ad Abhaneri,che è solo un piccolo puntino sulla cartina del Rajasthan, ma non bisogna farsi sfuggire la possibilità di fare un’escursione, perché il villaggio ospita il pozzo a gradoni tra i più profondi dell’India, conosciuto come Chand Baori. 

Discover Abhaneri, Rajasthan: A Travel Guide

Il villaggio ospita infatti il Chand Baori, un pozzo a gradoni tra i più profondi dell’India, opera di ingegneria unica nel suo genere, con una architettura che crea prospettive talmente particolari, da farlo sembrare un labirinto disegnato da Escher. La costruzione del Chand Baori iniziò con tutta probabilità intorno al VII secolo, anche se alcuni studiosi ritengono che risalga a non prima del IX secolo. Questo pozzo a gradoni fu costruito per garantire una fonte di acqua facilmente accessibile durante i periodi di siccità: il pozzo presenta infatti 3500 scalini atti a raggiungere l’acqua 13 piani più in basso, a 30 metri di profondità (anche se il livello dell’acqua cambiava a seconda della piovosità durante l’anno).

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Si prosegue per Fatehpur Sikri per la visita della città deserta del XVI secolo, abbandonata dopo soli 14 anni della sua edificazione, con bellissimi palazzi in arenaria rossa.

L’antica città di Fatehpur Sikri, conosciuta in italiano come Città della Vittoria, ospita numerosi palazzi, padiglioni, residenze reali, templi e moschee, costruiti prevalentemente in arenaria rossa e protetti da un maestoso muro di cinta dove si aprono possenti portali di accesso. La costruzione del complesso iniziò nel 1570 e crebbe molto velocemente, prima di essere abbandonata pochi decenni dopo con altrettanta velocità, forse per mancanza di acqua o per essere più vicini all’esercito impegnato a proteggere i confini più a nord.

L’architettura di Fatehpur Sikri è tipica Moghul, in un misto tra indù ed islamico, con imponenti edifici riccamente decorati da bassorilievi ed inserti in marmo e pietre preziose, quest’ultime sparite dopo i saccheggi avvenuti gli anni successivi. Quello che possiamo osservare al giorno d’oggi con un tour a Fatehpur Sikri, sono svariati edifici con funzione pubblica o di residenza per i reali, così come l’antica moschea e gli imponenti portali di accesso, mentre non resta traccia delle abitazioni private di proprietà della gente comune.

Pranzo previsto in una dimora storica del Maharaja di Bharatpur,

Your audio guide of Fatehpur Sikri | SmartGuide

L’esplorazione di Fatehpur Sikri inizia dal Diwan-i-Khas, un edificio a base quadrangolare in pietra arenaria rossa, utilizzato per le udienze private.

All’interno, al centro della sala, si trova una colonna squisitamente decorata con elaborati bassorilievi, che termina in un capitello a stalattiti dove convergono quattro passerelle e dove sedeva l’imperatore sopra una piattaforma di marmo.

Il palazzo si affaccia sul Pachisi Court, un cortile con una scacchiera disegnata sulla pavimentazione, dove i membri della corte potevano giocare all’omonimo gioco.

Diwali brings 'a sense of togetherness' - ShareAmerica

All’arrivo check in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

Explaining the history of Diwali, India's festival of lights | National Geographic

Celebreremo il Deepavali insieme a una famiglia locale, seguiti da una cerimonia in processione, dalla cena .

Diwali, la festa delle luci in India e… in Italia | Giunti Scuola

 

8°GIORNO 9 Novembre  – AGRA – DELHI

Dopo la colazione in mattinata la visita del Taj Mahal, una delle sette meraviglie al mondo, un magnifico sogno in marmo che sorge nel mezzo di un lussureggiante giardino come una perla in una sorta di paesaggio immacolato.

Exploring Taj Mahal, India's most admired and most visited monument | Architectural Digest India

Il Taj Mahal, che letteralmente tradotto significa “il palazzo della corona” o “la corona del palazzo”, è il nome dato ad una stupenda costruzione situata nella cittadina indiana di Agra, le cui origini sono molto incerte.Secondo la tradizione, l’opera sarebbe stata voluta dall’imperatore indiano Shah Jahan, per realizzare una delle promesse fatta alla moglie quando era ancora in vita.I lavori, che ebbero inizio nel 1632, si conclusero solo nel 1654 ed impiegarono il lavoro di tantissimi artigiani, alcuni dei quali provenienti dall’Europa e addirittura uno dall’Italia di nome Geronimo Veroneo, che si servirono di diversi materiali provenienti da ogni parte dell’India e dell’Asia.In totale si contano 28 diversi tipi di pietre preziose e semi preziose, incastonate nel marmo bianco come motivo decorativo dell’intera struttura.

5 curiosità sul Taj Mahal, il più famoso monumento indiano

Durante il XX secolo l’edificio fu molto curato: nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, il Governo indiano eresse infatti un’impalcatura attorno alla struttura per difenderla da eventuali danni provocati da attacchi aerei e tale precauzione fu presa anche durante la guerra tra India e Pakistan, tra il 1965 e il 1971.

Il complesso architettonico del Taj Mahal si compone di cinque elementi principali: il darwaza (portone), il bageecha (giardino), il masjid (moschea), che rappresenta il luogo di culto dei pellegrini e la struttura che santifica l’intero complesso, il mihman khana (“casa degli ospiti”, chiamata anche jawab) ed infine il mausoleum ovvero la tomba dell’imperatore Shah Jahan.

Poi la visita di Forte d’Agra, antica residenza imperiale dell’imperatore della dinastia Moghul Shah Jahan.Il Forte di Agraè uno dei monumenti più impressionanti e significativi del paese. Questo magnifico complesso architettonico, conosciuto anche come Forte Rosso di Agra, ha un’influenza profonda sulla storia e sulla cultura dell’India. Costruito nel XVI secolo, il forte è un capolavoro di architettura Mughal che cattura l’immaginazione dei visitatori con la sua grandezza e bellezza mozzafiato.

Forte di Agra: Fortezza Moghul e Patrimonio UNESCO

Il Forte di Agra, situato sulle rive del fiume Yamuna, ha avuto un’influenza profonda sulla storia dell’India. La sua costruzione iniziò nel 1565 sotto l’imperatore Akbar, che trasformò una precedente fortezza di mattoni in una imponente struttura di arenaria rossa. Questo progetto ambizioso richiese otto anni di lavoro e l’impiego di circa 4.000 operai al giorno. Il forte non era solo una fortezza militare, ma anche il centro nevralgico dell’impero Mughal, riflettendo il desiderio di Akbar di creare una sede di potere inespugnabile.

Il Forte di Agra, India: Tutto Quello che Devi Sapere

Dinastia Moghul

Durante il regno Mughal, il Forte di Agra raggiunse il suo apice di splendore. Shah Jahan, nipote di Akbar, apportò significative modifiche alla struttura, aggiungendo edifici in marmo bianco come la Moti Masjid (Moschea della Perla) e lo Sheesh Mahal (Sala degli Specchi). Questi elementi architettonici rappresentano l’apice del genio Mughal, combinando stili persiani, turchi e indiani. Tuttavia, il declino dell’impero Mughal iniziò dopo la morte di Shah Jahan, che trascorse i suoi ultimi anni imprigionato nel forte dal figlio Aurangzeb.

Partenza per Delhi.All’arrivo sistemazione in hotel. Cena e Pernottamento.

9°GIORNO 10 Novembre  – DELHI

Dopo la prima colazione, visita ai seguenti siti: la Moschea del venerdì.

La Jama Masjid, imponente capolavoro dell’architettura Moghul, è la più grande moschea dell’India e uno dei monumenti più significativi di Delhi. Costruita tra il 1644 e il 1658 dall’imperatore Shah Jahan, questa magnifica struttura può accogliere fino a 25.000 fedeli nel suo vasto cortile. Conosciuta anche come “moschea del venerdì”, rappresenta l’ultimo trionfo architettonico del sovrano che commissionò anche il celebre Taj Mahal.

Nel cuore della Vecchia Delhi, la Jama Masjid Delhi si distingue per i suoi maestosi minareti che si elevano per oltre 40 metri, offrendo una vista mozzafiato sulla città circostante. La fusione di elementi di design islamico e indiano rende questo monumento un esempio straordinario di architettura indo-islamica. Infatti, la struttura realizzata in marmo bianco e arenaria rossa non è soltanto un importante luogo di culto per la comunità musulmana, ma anche una significativa attrazione storica che affascina visitatori da tutto il mondo.

Alla Scoperta della Jama masjid a Delhi

Visita al  Raj Ghat, memoriale eretto nel luogo in cui avvenne la cremazione di Mahatma Gandhi.

Raj Ghat è uno dei luoghi più visitati di Nuova Delhi, il sacro memoriale dove furono cremate le spoglie di Mahatma Gandhi il 31 gennaio 1948. Situato sulle rive del fiume Yamuna, questo luogo di pace e riflessione rappresenta non solo il punto finale del viaggio terreno di Gandhi, ma anche l’eredità spirituale di uno dei più grandi leader della storia indiana.

Raj Ghat Memoriale dedicato a Mahatma Gandhi
Il memoriale di Raj Ghat a Delhi è caratterizzato da una semplice ma eloquente piattaforma quadrata in marmo nero, che porta incisa la frase “He Ram” (Oh Dio), considerate le ultime parole pronunciate da Gandhi prima di morire. Inoltre, una fiamma eterna arde continuamente in memoria del Mahatma, creando un’atmosfera di solenne rispetto all’interno del tranquillo giardino che circonda il monumento. È interessante notare come più di due milioni di persone seguirono il corteo funebre di Gandhi, testimonianza dell’immenso impatto che ebbe sulla nazione appena indipendente.Oggi, il Raj Ghat è diventato un simbolo di pace e non violenza, nonché una tappa obbligata per i capi di governo stranieri in visita in India, che tradizionalmente rendono omaggio a Gandhi deponendo fiori o corone sulla piattaforma. Ogni venerdì alle 17:00 si tengono cerimonie commemorative, così come il 2 ottobre e il 30 gennaio, rispettivamente anniversari della sua nascita e della sua morte.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio, visita della città nuova: sosta fotografica al Palazzo Presidenziale; il Palazzo del Parlamento, e gli altri Palazzi Governativi; l’India Gate, un monumento d’arenaria rossa, costruito in memoria di soldati che sono caduti nella Prima guerra mondiale;(solo esterni)

Qutub Minar: Lesser known facts about the world's tallest brick minaret - India Today

Poi visita del bellissimo complesso del Qutub Minar (Patrimonio dell’UNESCO), la torre di arenaria rossa decorata con versetti coranici, con la sua splendida moschea.

Delhi - Gurudwara Bangla Sahib, la casa di culto sikh

Visita del Tempio Sikh, il più importante luogo di culto dei Sikh a Delhi.

Cena e pernottamento in hotel.

10°GIORNO  11 Novembre  DELHI – ITALIA

Nelle prime ore del mattino trasferimento in aeroporto in tempo utile per la partenza con volo di linea per Italia,con scalo. Arrivo in Italia. Fine dei servizi.

 

La quota comprende:

  • Sistemazioni  in hotel    4****
  • Voli di linea in classe economica  franchigia bagaglio 20 kg
  • Trattamento di pensione completa
  • Tutti i trasferimenti da/per aeroporti in India con mezzo privato
  • Guida parlante italiano per la durata del tour
  • Escursione a dorso d’elefante per la salita al Forte Amber Jaipur
  • Biglietti di ingresso a templi e monumenti come da programma
  • Assistenza in italiano 24/7
  • Acqua a bordo del veicolo durante i trasferimenti
  • Tasse governative in India
  • Assicurazione medica (50.000,00 euro) e bagaglio (1.500,00 euro)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore
  • Kit viaggio
  • Iva di legge

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali euro 495,00 soggette a riconferma
  • Bevande ai pasti
  • Visto ingresso India 85,00
  • Mance per autista guida facchini
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non previsto alla voce la quota comprende