Tanzania: la grande migrazione degli gnu: lo spettacolo più grande del mondo

Tanzania
GRANDE NORD, EMOZIONE D’AFRICA
Ci sono le mete più classiche come i parchi Manyara, Tarangire, Serengeti e Ngorongoro. Un viaggio tradizionale, per chi ama i fotosafari, ma non solo, perché durante il tour non manca la componente etnica. Si conoscono gli Hazdapi, nomadi che ancora oggi vivono cacciando con l’arco, e si va in cerca delle prede insieme a loro.
Ogni anno, milioni di gnu attraversano la Tanzania durante la Grande Migrazione degli Gnu, seguendo le nuvole cariche di pioggia verso pianure erbose più verdi. Questa migrazione annuale è un fenomeno naturale da non perdere durante il vostro soggiorno in Tanzania!
Questo evento è così spettacolare che sognerai all’infinito di pianure erbose e maestose mandrie di gnu. È ufficialmente il Ottava Meraviglia del Mondo, Ed è così potente, offrendo una rappresentazione completa del ciclo della vita. Noi di Easy Travel siamo qui per spiegarvelo.
Quindi allacciate le cinture per il massimo incredibile esperienza di safari, con coccodrilli affamati, spettacolari attraversamenti di fiumi, la stagione dei parti e migliaia di animali in tutta la Tanzania. Questa è la Grande Migrazione, il più grande spettacolo sulla Terra.
Un viaggio per chi l’Africa la vuole sentire sulla pelle.
Non è un safari dietro i finestrini dei fuoristrada, ma un’immersione nel bush del cratere di Ngorongoro, la più sconvolgente riserva di wildlife dell’Africa. Cavalcherete le savane della Rift Valley, da cui 200 mila anni fa partì Lucy e il piccolo popolo dei nostri irsuti progenitori,
È l’Africa, quella ruvida, spigolosa, ma struggente nel suo arcaismo e nei suoi spazi sconfinati. L’Africa dove il cerchio della vita si replica inesauribilmente.
Con la sua vivace cultura Masai, il maestoso Monte Kilimanjaro, l’incredibile Parco Nazionale del Serengeti, le rigogliose piantagioni di caffè e una vasta gamma di sport d’avventura, il Kilimanjaro Occidentale è una destinazione senza pari per i viaggiatori.
Che siate alla ricerca di paesaggi naturali mozzafiato, di emozionanti attività all’aria aperta o di un’immersione nelle vivaci culture locali, il Kilimangiaro Occidentale offre un’esperienza arricchente e indimenticabile. Iniziate a pianificare il vostro viaggio verso questa straordinaria destinazione e preparatevi a lasciarvi incantare dalle meraviglie che vi attendono.
Si incontrano i Datoga, che vivono in case di sterco, e si visita un villaggio Masai, popolo di orgogliosi guerrieri legato alla pastorizia. Si scopre, insomma, la Tanzania più famosa ma anche quella più nascosta, concentrandosi sulla parte nord del Paese. Un viaggio dai ritmi slow per conoscere senza fretta un’area di mondo ricchissima di biodiversità e cultura. E discuterne la sera, sotto le stelle, mentre si riposa in campi tendati e lodge.
Tra le meraviglie naturali del mondo, il Lago Natron, nel nord della Tanzania, è certamente una delle più strane e curiose. Le rosse acque di questo bacino naturale, infatti, hanno il potere di pietrificare gli animali, almeno stando ai numerosi cadaveri pietrificati che si possono osservare lungo le sponde. Attratti, da questa, ed altre , particolari caratteristiche, numerosi visitatori raggiungono la regione di Arusha, proprio per scoprire se il realmente, il misterioso lago Natron trasforma in statue di pietra gli animali che si bagnano nelle sue acque. In questo articolo cercheremo di far chiarezza su questo mistero, attraverso un viaggio nel cuore dell’Africa sulle sponde di questo lago rosso sangue, che effettivamente, può far pensare all’inferno.
Sono anche inclusi,incontri con le etnie locali.
1° giorno: Italia – Tanzania
Partenza dall’Italia con volo di linea delle ore 07.10 con scalo ad Addis Abeba,e poi per Arusha,dove l’arrivo è previsto alle ore 18.05 ora locale.Disbrigo delle formalità di ingresso, incontro con le guide safari parlanti italiano che saranno con voi per tutto il viaggio e trasferimento,circa 1 ora di strada, al vostro lodge nei dintorni di Arusha, cena e pernottamento.
Il paesaggio è molto bello e se il cielo è limpido la vista sul Monte Kilimanjaro è veramente spettacolare.
Benvenuti ad Arusha, la capitale mondiale del safari
Città ricca di attrazioni imperdibili nel nord della Tanzania, Arusha è conosciuta come la porta d’accesso ai principali parchi del Paese in Africa orientale.Nel nord della Tanzania, si scopre una città vivace e colorata incastonata sotto le cime del Monte Meru e circondata da lussureggianti piantagioni di caffè. Si tratta di Arusha, capoluogo dell’omonima regione, conosciuta ovunque come la capitale mondiale del safari. Questo luogo è, infatti, la porta d’acceso al Circuito del Nord, conosciuto per le vaste zone selvagge, ed è un importante punto di partenza per i visitatori in cerca di esperienze memorabili tra incredibili paradisi naturali.

2° giorno: Arusha – Manyara – Karatu
Colazione al lodge e partenza per il parco Manyara, giornata dedicata al fotosafari nel parco e pranzo pic-nic; nel tardo pomeriggio arrivo al lodge/campo tendato nei dintorni del parco.
Il parco Manyara ha una superficie di soli 330 km quadrati, ma è uno dei parchi con la più alta biodiversità della Tanzania. Il lago, copre circa 200 km quadrati e la sua portata varia in base alla stagione. All’interno del parco potrete vedere fenicotteri, ippopotami, intere colonie di babbuini, giraffe, zebre e anche i leoni che vivono sugli alberi, tipici di questo parco.

Manyara,per la sua varietà, la sua bellezza e per la sua posizione logistica (si trova lungo la strada che da Arusha conduce a Ngorongoro e al Serengeti) il Manyara merita sicuramente una visita. Il Parco del Lago Manyara, sotto la scarpata della Rift Valley, ospita ambienti estremamente vari, nonostante le sue piccole dimensioni (330 Kmq, di cui 200 occupati dal lago). Si va dalle fitte foreste alimentate dalle risorgive che affiorano ai piedi della Rift Valley, alle savane, alle zone acquitrinose a bordo lago.

Numerosissime le specie animali, tra cui spiccano grandi colonie di babbuini, cercopitechi e altre specie di scimmie, elefanti, giraffe e ben 380 specie di uccelli. Qui, durante il periodo da dicembre a marzo, stanziano nutriti stormi di fenicotteri rosa, che poi migrano verso il Lake Natron tra giugno e ottobre.

Tra i predatori sono numerosi i leopardi e i leoni; questi ultimi, infastiditi dall’umidità del terreno e dagli insetti, hanno acquisito l’abitudine (piuttosto rara presso questi grandi felini e riscontrata solo in poche altre zone) di arrampicarsi sui rami degli alberi.


Cena e pernottamento.
3° giorno: Karatu – Lake Eaysi – Mto Wa Mbo – Karatu
Colazione al lodge e partenza con le vostre jeep e le guide presto la mattina all’alba per la regione del lago Eyasi, nel distretto di Karatu, una zona abitata da popolazione di agricoli e pescatori.
Il lago Eyasi in Tanzania si trova all’estremità sud-occidentale dell’Area di Conservazione del Ngorongoro tra la scarpata della Great Rift Valley Eyasi e le montagne Kidero, è un lago salato che durante la stagione secca si riduce notevolmente ma fornisce comunque una fonte d’acqua importante.
Lo scenario del Lago Eyasi differisce notevolmente da quello delle aree circostanti, rispetto agli altopiani del Serengeti e del Ngorongoro quest’area sembra decisamente tropicale con le palme che costeggiano il lago ed un clima quasi sempre molto caldo e intenso dovuto al fatto che il lago si trova nel fondale della Rift Valley.
All’arrivo incontro con la guida/traduttore locale che parla le lingue degli abitanti di questi villaggi remoti, gli Haze ed i Datoga, visita i loro villaggio costruiti di semplici Tanzania settentrionale ospita l’Hadzabe, una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori rimaste sulla Terra.

loro sopravvivenza dipende dalle risorse naturali. piccolo gruppo etnico composto da circa 1500 individui, 200 famiglie, che vivono spostandosi di continuo alla ricerca di prede e di acqua tra il versante meridionale del Cratere di Ngorongoro e il Lake Eyasi, in Tanzania.

Si proseguirà con la visita al villaggio della popolazione dei Datoga che ha stetti legami con la prolazione Haze data la vicinanza sono continui gli scambi commerciali (baratto9 tra le due tribù)Il Popolo Datoga discende dalle popolazioni, appartenenti al ceppo nilotico, che dall’Etiopia e dal sud del Sudan si sono insediate nel nord della Tanzania oltre 3000 anni fa.
I Datoga sono abili fabbri e realizzano punte di frecce e altri oggetti che poi barattano con I Datoga in cambio di miele e di pelli di animali.

Rientro a Karatu, tour del caffè, vista alla coltivazione di caffe di montagna di un contadino locale della zona di Karatu, degustazione di una buona tazza di caffè fresco appena tostato e macinato; durante la passeggiata nella piantagione incontro con la popolazione di contadini locali della tribù Iraqwi, un’altra delle più di 120 tribù che popolano la Tanzania, che vivono nella zona. Gli Iraqwi sono prevalentemente contadini e d allevatori.
Al termine pranzo locale alla casa del contadino, nel pomeriggio con la jeep si raggiungerà il villaggio di Mto wa Mbo, a circa 30 minuti, incontro con la guida locale e passeggiata nel centro del villaggio: le case, il mercato, la piantagione di banane, gli artigiani del legno, i pittori e la produzione di birra locale.

Questo villaggio è unico in Tanzania perché ospita più di 130 tribù diverse provenienti da tutta l’Africa.

Durante la passeggiata vedrai fattorie locali, scuole, una scuola materna, case locali, il mercato e macchine per la macinazione.Al termine al tramonto rientro al lodge, cena e pernottamento.
4° giorno: Karatu – Ngorongoro – Parco Serengeti
Dopo colazione, ci dirigeremo verso il Cratere di Ngorongoro. Il Parco fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Partenza presto la mattina per il fotosafari al Cratere di Ngorongoro, all’arrivo si scenderà nella caldera per il fotosafari, il pranzo sarà pic-nic all’interno del parco; dopo il pranzo si esce dal cratere si prosegue per il parco nazionale del Serengeti dove si prevede di arrivare al tramonto, arrivo al campo, briefing di benvenuto, assegnazione delle tende, cena e pernottamento.
Si calcola che la formazione del cratere risalga a circa due milioni di anni fa e che esso possa aver raggiunto una altezza simile a quella del Kilimangiaro, per poi crollare verso l’interno e dare luogo alla conformazione attuale. La struttura del cratere è circolare, con circa 20 chilometri di diametro. Anche il clima si differenzia in questo luogo: mentre sul bordo, che è alto circa 2.200 metri, il clima è freddo e spesso nebbioso, all’interno della caldera l’aria è calda e secca e la vegetazione cambia rapidamente a seconda della stagione. La concentrazione di leoni all’interno della caldera non ha eguali in tutta l’Africa, un safari fotografico nello Ngorongoro è un’esperienza unica e irripetibile!
Un’esperienza che ti cambierà per sempre
Un safari nel cratere di Ngorongoro è un’esperienza che ti cambierà per sempre. Potrai ammirare da vicino questi animali straordinari nel loro habitat naturale, senza dover affrontare lunghi spostamenti o faticosi trekking. Ogni angolo del cratere riserva sorprese ed emozioni indimenticabili.
Il periodo migliore per visitare il cratere di Ngorongoro è durante la stagione secca, da giugno a ottobre, quando la vegetazione è meno fitta e gli animali si concentrano intorno alle fonti d’acqua, rendendo più facile avvistarli.

All’interno della sua immane caldera di 17 km di diametro e 700 metri di profondità si è sviluppato un ecosistema unico al mondo dove sono rappresentate quasi tutte le specie animali, una vera e propria Arca di Noè. Mentre sul bordo del vulcano inattivo ad un’altitudine di circa 2.300 m il clima è freddo e spesso nebbioso, all’interno del cratere si fa stranamente caldo secco e la vegetazione cambia rapidamente.

L’incredibile scarpata e tutto il paesaggio della Great Rift Valley evocano senza ombra di dubbio un profondo senso di mistero e reverenza: circa 25 milioni di anni fa i vasti altopiani della regione, a causa di una gigantesca pressione sotterranea, si gonfiarono fino a creare un’immensa cupola e violente eruzioni crearono i vulcani che conosciamo oggi: Kenya, Kilimanjaro, Elgon….

Con l’aumentare dell’attività sotterranea la crosta terrestre sprofondò a ovest creando il Lago Vittoria e la faglia si ampliò a nord e a sud fino a formare l’attuale Vallata del Rift dal Mar Rosso al Mozambico, con diramazioni fino al Botswana. Un luogo semplicemente magico, di cui il professor Bernard Grzimek scrisse dopo una visita: “Non c’è nulla con cui paragonarlo, è una delle più straordinarie meraviglie del mondo.”

Il fondo del cratere è ricco di animali selvatici: leoni, iene, leopardi, ghepardi, gnu, zebre, gazzelle, antilopi, rinoceronti, e tante varietà di uccelli. Manca solo la giraffa. Alla fine della visita, partenza per Serengeti. Arrivo in hotel/lodge, cena e pernottamento.
Prima colazione e partenza per il Parco del Tarangire. Il Parco si distingue oltre che per l’abbondante fauna selvaggia africana anche per la sua varietà di paesaggi: dal terreno collinare, alle dorsali pietrose, agli stagni, passando per le aree ricche di acacie. Il filo conduttore è sicuramente il fiume Tarangire, che attraversa il Parco da sud a Nord-ovest fino a sfociare nel lago Burunge.
Sulle sue sponde si recano una grandissima quantità di animali per abbeverarsi, e il Parco è forse il posto migliore tra i parchi del Nord per osservare gli elefanti, particolarmente numerosi in quest’area. Caratteristica di questo Parco è anche la grande quantità di baobab, la gigantesca pianta tipica proprio delle savane africane. Pranzo durante il Safari. Cena e pernottamento al campo tendato.

dal 5° e 6° giorno Serengeti centrale,
Due giornate dedicate alla scoperta della regione del Parco del Serengeti.Si parte al mattino presto e si rientra al tramonto.Possibilità di safari all’alba.

Si tratta di un ecosistema vasto 14.763 kmq dove solo la natura è sovrana: il parco più famoso della Tanzania, il luogo dove si possono vedere milioni di ungulati, compresi i più di 2 milioni di gnu sempre in movimento alla ricerca d’erba. L’ultimo censimento di animali indicava appunto: 2 milioni di gnu, 1 milione di gazzelle di Grant e Thomson, 300.000 zebre, 90.000 impala, 82.000 bufali, 20.000 eland, 12.000 giraffe, 7.000 elefanti, 6.000 iene, 3.000 leoni, 500 ghepardi e 100 rinoceronti.

Naturalmente non significa che li si incontri tutti! Questo santuario della fauna selvatica presenta aree di vegetazione con caratteristiche eterogenee che attirano quindi animali diversi: dalla savana erbosa che sembra estendersi all’infinito, assolutamente priva di alberi, regno di zebre, gnu, gazzelle, veloci ghepardi e maestosi leoni; alla savana arbustiva, dominata dalle tipiche acacie ad ombrello dove vivono prevalentemente leopardi, giraffe, dik dik ed un’infinità di uccelli; alle numerose pozze d’acqua dove è possibile incontrare coccodrilli che si crogiolano al sole e pigri ippopotami.
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Giorno 7° e 8° giorno Parco Serengeti centrale – Parco Serengeti nord zona Mara /Kogatende
Possibilita’ si safari all’alba.
Colazione al campo, giornata di fotosafari nel parco Serengeti spostandosi verso nord nella zona denominata MARA, alla ricerca delle grandi mandrie della migrazione, che in questo periodo dell’anno si trovano nella zona tra Tanzania e Kenya, ed attraversano il Fiume Mara, infestato di coccodrilli alla ricerca di verdi pascoli.
Con un po’ di fortuna e pazienza si potrà assistere all’attraversamento del fiume Mara da parte delle grandi mandrie.
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Pranzo pic-nic, al tramonto rientro al campo cena e pernottamento.
Il Serengeti National Park ha un’estensione di 14.763 Km² ed è il più vasto parco del paese; è teatro della più grande migrazione di mammiferi del continente africano che vede lo spostamento annuale di circa 2 milioni di gnu, di un milione di zebre e di erbivori di varia specie che compiono un percorso di circa 800 Km alla ricerca di nuovi pascoli ed acqua. Si tratta di uno degli eventi naturali più spettacolari di tutto il continente! I grandi fiumi Grumeti e Mara sono senz’altro gli ostacoli più difficili di questo tragitto, le mandrie attraversano terrorizzate questi corsi d’acqua, i loro corpi si contorcono, si calpestano, diventando spesso vittime di leoni e coccodrilli, solo i più forti e fortunati riescono a raggiungere il Kenya. Non vi sono orari e tempi precisi per determinare la migrazione, avviene a seconda delle piogge; gli animali infatti si spostano seguendo le piogge stagionali. Il periodo migliore per vedere gli animali della migrazione nel Serengeti è tra novembre e luglio-agosto con particolare intensità tra gennaio e febbraio, quando le femmine di gnu si concentrano a sud nella piana di Ndutu per partorire i loro cuccioli. Nel periodo secco che va da luglio-agosto ad ottobre è possibile vedere l’ultima parte della migrazione nelle aree centro-settentrionali del parco; ovviamente tutta l’area rimane comunque un ottimo luogo dove fare meravigliosi safari anche in periodi dell’anno differenti grazie alla presenza di moltissimi animali stanziali, come i grandi predatori! Dal punto di vista morfologico la parte meridionale del parco è caratterizzata da vaste pianure sulle quali spesso è possibile ammirare delle formazioni rocciose chiamate ‘kopjes’, grandi blocchi di granito di origine vulcanica che, modellati dal vento, hanno assunto nei secoli la forma di enormi massi sferici; quella centrale è invece attraversata da vari fiumi, mentre il nord è caratterizzato da colline ricoperte da boschi di acacie.
Arrivo al nuovo campo tendato mobile al tramonto, sistemazione nelle tende, cena e pernottamento al campo.
- La migrazione nel Serengeti è stata dichiarata PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’ DALL’UNESCO
Questo viaggio fluido e continuo, della durata di un anno, è ricco di una vasta gamma di eventi annuali, con i famosi attraversamenti di un fiume infestato dai coccodrilli fino ai tranquilli periodi di pascolo in cui nascono circa 8000 nuovi vitelli al giorno.

Mentre gli gnu intraprendono il loro epico viaggio, la migrazione si dipana come un’avvincente storia di sopravvivenza e rinnovamento. Gli attraversamenti dei fiumi, caratterizzati da momenti mozzafiato, mettono in mostra la resilienza di queste creature di fronte alle sfide della natura.
In mezzo alla tensione, le tranquille scene di pascolo portano nuova vita alle vaste savane, mentre le mandrie accolgono ogni giorno migliaia di adorabili vitelli. È un mix affascinante di avventure adrenaliniche e momenti di serenità immersi nella bellezza della natura, che rende questo straordinario safari migratorio un’esperienza straordinaria per chi è alla ricerca delle meraviglie della natura selvaggia.

Si ritiene che lo spostamento annuale delle grandi mandrie di gnu sia dovuto al cambiamento delle stagioni meteorologiche, sebbene non vi siano prove scientifiche a sostegno di questa affermazione. La Tanzania ha due stagioni principali: la stagione delle piogge e la stagione secca.
La stagione delle piogge porta con sé più pioggia di quanto le parole possano descrivere, con il risultato di un’erba verde e rigogliosa che animali erbivori Utilizzato come pascolo fresco. Con il cambio di stagione, le nuvole cariche di pioggia seguono l’andamento del fenomeno, determinando un continuo movimento di animali in tutta la Tanzania.
Le grandi mandrie di gnu in migrazione impiegano poco tempo a cercare nuovi pascoli prima che la stagione ciclica li riporti verso pascoli più verdi.

Il Parco Nazionale del Serengeti è famoso per essere teatro del più grande movimento migratorio di animali selvaggi al mondo, è la celebre Grande Migrazione del Serengeti, che ha come protagonisti circa un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, alla costante ricerca di pascoli e acqua.
Si tratta di un fenomeno che interessa aree diverse del vasto ecosistema Serengeti nelle varie stagioni.

Si prosegue sulle orme della Grande Migrazione, uno dei fenomeni più impressionanti del Pianeta. Lo spostamento di gruppo è una consolidata tecnica anti-predatore: muovendosi in massa, gli gnu e le zebre minimizzano le probabilità di finire tra le grinfie dei predatori. Ogni anno un esemplare può arrivare a percorrere fino a 3.000 chilometri.

La grande Migrazione è un fenomeno perpetuo che vede lo spostamento degli animali dal parco del Masai Mara in Kenya al Serengeti durante l’inverno, mentre prima dell’estate avviene lo spostamento in senso inverso.

La chiamano «La grande migrazione del Serengeti» ed è il più impressionante spostamento di animali selvaggi al mondo. Venitelo a scoprire con noi. In questa biblica transumanza che si ripete da migliaia di anni vi aspettano un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, impegnati nel lungo cammino verso casa, che è anche una corsa verso l’acqua.

Ma non è un percorso privo di ostacoli, come ben sanno gli animali che si radunano sulle rive del fiume Grumeti, dove scivolano silenziosi i feroci coccodrilli del Nilo.
Il Serengeti è senza ombra di dubbio il più importante di tutti i parchi nazionali della Tanzania. Uno dei fattori che lo rendono così unico ed importante è certamente il sottosuolo, costituito perlopiù da masse di granito e tufo vulcanico che impedisce alla vegetazione robusta di radicare. Ne consegue che anche in stagione verde la mancanza di una densa vegetazione e di fogliame rende molto più facile l’individuazione degli animali. Si ritiene che il Serengeti ospiti una alta concentrazione di leoni, ghepardi e iene. Avvistamenti sono possibili senza particolare fortuna. Le lotte territoriali si intensificano di giorno in giorno mettendo in discussione le alleanze tra leoni maschi ma anche i rapporti all’interno di uno stesso branco di leoni. Leopardi e iene vengono scacciate dai leoni ed i ghepardi subiscono attacchi da parte di iene, leoni e leopardi.
9° giorno Serengeti nord zona Mara – Serengeti nord/est zona Lobo
Colazione al campo, giornata di fotosafari spostandosi verso la zona di est del parco denominata Lobo, nel tardo pomeriggio si lascerà il parco Serengeti, arrivo al lodge tramonto, sistemazione nella camere, cena e pernottamento.

La zona di Lobo nel Serengeti è una destinazione eccellente per i safari, specialmente per l’alta concentrazione di leoni, elefanti e per osservare la Grande Migrazione da luglio a novembre, con paesaggi lussureggianti nella stagione umida e fauna selvatica vicino alle poche fonti d’acqua in quella secca.

10° giorno: Serengeti -Lago Natron
Il Lago Natron: un miracolo naturale che “pietrifica” gli animali
Colazione al lodge e partenza per il lago Natron. Utilizzeremo una pista che ci regalerà panorami meravigliosi e molto diversi dai precedenti. Pranzo pic-nic.
Arrivo al lodge e check- in.
Passeggiata al tramonto sul lago Natron con aperitivo.

Oppure (per chi lo gradisce) escursione a piedi lungo il torrente Engare Sero che scorre in una stretta gola rocciosa fino ad arrivare a una cascata dove sarà possibile fare il bagno. Al temine visita al villaggio masai. Cena e pernottamento al lodge.
- Per camminare alle cascate talvolta durante il percorso si camminerà nell’acqua del torrente (un torrente come i nostri in montagna, con acqua di sorgente limpida e fresca) saranno necessari pantaloni corti o pantaloni tecnici leggeri e scarpe da trekking leggere o da scoglio o vecchie scarpe da ginnastica, le dita dei piedi devono essere protette)
La passeggiata e facile è le guide masai vi aiuteranno, sono circa 40 minuti ad andare e 40 a ritornare, possibilità di fare il bagno alla cascata.
Nella zona di Natron (a differenza delle zone come Serengeti e Ngorongoro’ dove sarà freschino) la temperatura è molto alta, il clima secco, ci si asciugherà con facilità.
Le acque del Lago Natron sono rosse a causa della proliferazione di specifiche alghe e microrganismi, come i cianobatteri, che prosperano in condizioni altamente saline e alcaline. Questi organismi producono pigmenti carotenoidi, che conferiscono alle acque del lago tonalità spettacolari che vanno dal rosso vivo all’arancione. Durante i periodi di maggiore evaporazione, quando il livello dell’acqua diminuisce, la concentrazione di sale aumenta e i colori diventano ancora più intensi, creando un paesaggio unico e affascinante.
Il lago Natron è abituale zona di nidificazione di milioni di fenicotteri rosa che, soprattutto durante la stagione secca (luglio-ottobre), affollano le sue sponde. L’area, estremamente arida, è dominata dal cono perfetto dell’Oldoinyo Leng’ai, il vulcano sacro al popolo Maasai. La sua altitudine sfiora i 3000 metri: l’Oldoinyo Leng’ai è l’unico vulcano al mondo ad emettere lava natro-carbonatitica, ricca di carbonato di sodio, a bassissima viscosità e temperatura, dato che sgorga fra i 500 e i 590°C.
Il Lago Natron, un fenomeno naturale unico nella Rift Valley della Tanzania, dove tre milioni di fenicotteri rosa si rifugiano in un paesaggio di straordinaria bellezza e salinità estrema. Un’avventura che stimola la curiosità e svela la resilienza della vita in uno degli ecosistemi più affascinanti del pianeta.

Il Lago Natron, situato nel nord della Tanzania, è uno degli specchi d’acqua più straordinari e misteriosi del pianeta. Questo lago alcalino, noto per il suo colore rosso e per la capacità di “pietrificare” gli animali che vi si immergono, è un fenomeno naturale che continua a stupire scienziati e viaggiatori.

Con le sue acque del lago che assumono una tonalità di rosso scuro, offre un paesaggio che sembra appartenere a un altro mondo. Questo fenomeno unico è dovuto alla presenza dell’alga spirulina e di altri cianobatteri che prosperano in condizioni di alta salinità. Durante la stagione secca, l’evaporazione intensifica il colore rosso scuro delle acque del lago, trasformando il lago in una sorta di paesaggio marziano, particolarmente affascinante durante i safari in Tanzania.

Il vulcano Ol Doinyo Lengai: custode del lago Il vulcano Ol Doinyo Lengai, situato nelle vicinanze del lago, è l’unico vulcano al mondo che erutta natrocarbonatite, una sorta di sostanza simile all’ammoniaca. Queste eruzioni contribuiscono alla salinità e all’alcalinità del Lago Natron, creando le condizioni ideali per la fioritura dei microorganismi che conferiscono al lago il suo caratteristico colore purpureo. La presenza dell’Ol Doinyo Lengai aggiunge un elemento di maestosità e mistero al paesaggio circostante il lago.Cena e pernottamento al lodge.
11° giorno: Lago Natron – Tarangire
Caffe mattutino al lodge. Prima dell’alba intono alle 06.00 partenza per raggiungere le sponde del lago Natron per assistere all’alba ed ammirare le colonie di fenicotteri, al termine rientro al lodge, colazione, check out e partenza per il parco Tarangire, pranzo pic-nic in corso di trasferimento, arrivo al parco nel tardo pomeriggio, sistemazione nelle camere cena e pernottamento
Il Tarangire National Park, che prende il nome dal fiume che lo attraversa, il fiume Tarangire. Il parco copre un’area di 2850 kmq ed è famoso per gli enormi alberi di baobab ed i branchi di elefanti. Durante la stagione secca, da giugno a ottobre, migliaia di animali si concentrano nel parco soprattutto lungo le rive del fiume, l’unica fonte di acqua in quel periodo.

Il Tarangire è uno dei parchi più belli della Tanzania, secondo solo al Serengeti e al cratere del Ngorongoro. Lungo la strada si vedono molti pastori Masai con i loro animali al pascolo e villaggi locali immersi nel tipico panorama africano. Ai confini del parco è possibile visitare dei Masai boma, molto interessanti per scoprire la cultura e le tradizioni Masai, immergendosi ancora di più nelle tradizioni e nelle usanze locali.

La flora nel Tarangire: Il paesaggio è composto dalla valle del fiume e da zone paludose. La vegetazione è un mix di boschi di acacia, boschi di Combretum e alberi di baobab.
Durante la stagione secca la migrazione di gnu e zebre, antilopi ed anche predatori si trovano nel parco Tarangire, poiché grazie al fiume gli animali possono abbeverarsi. Durante questa stagione, abbondano gli elefanti: le famiglie dei pachidermi, infatti, giocano intorno agli antichi tronchi degli alberi di baobab e mangiano le cortecce degli alberi. Durante la stagione delle piogge, gli animali migrano dal parco Tarangire verso il parco del lago Manyara poiché il terreno del parco Tarangire con le piogge diventa troppo fangoso.

Il Tarangire è celebre per i baobab e le grandi mandrie di elefanti, ma è popolato anche da moltissimi altri animali come leoni, leopardi, zebre, gnu e moltissime specie diverse di uccelli. Numerosi sono gli appassionati di birdwatching che visitano il parco ogni anno.

Durante un foto-safari di una giornata, potremo avvistare la maggior parte dei tipici mammiferi africani, molte specie di uccelli e con un po’ di fortuna anche i predatori come i leoni, le iene e i ghepardi. Non ci sono rinoceronti nel parco e le specie più difficili da avvistare sono il leopardo ed il ghepardo.

Viste mozzafiato sulla savana africana e sulle montagne a sud del parco rendono il fotosafari nel Tarangire National Park un’esperienza memorabile.
Cena e pernottamento in campo.
12° giorno: Parco Tarangire- Kysongo/ Kilimangiaro
Colazione al lodge/campo tendato e giornata di fotosafari nel parco Tarangire; pranzo pic-nic nel parco, nel tardo pomeriggio uscita dal parco e trasferimento al vostro lodge, zona Kilimangiaro vicino aereoporto.

Cena e pernottamento.

Il parco Tarangire è situato a 1100 mt S.l.m. ed ha un’estensione di 2600 km quadrati; viene definito il ‘parco dei giganti’; in questo parco avrete l’occasione infatti di vedere moltissimi alberi di Baobab, tipici di questa zona della Tanzania e moltissimi elefanti, oltre a queste due specie ci sarà la possibilità di incontrare zebre, da gnu, alcelafi, kudu minori, dikdik, numerose specie di gazzelle, bufali, giraffe, elefanti, ghepardi e naturalmente leoni.

13° giorno: -Kilimangiaro-Roma
Prima colazione e trasferimento all’aereoporto del Kilimangiaro per operazioni imbarco volo delle ore 12.05 via Addis Abeba,con arrivo a Roma alle ore 21.30 locali.Arrivo in serata e fine dei servizi.
Sotto foto e schema delle jeep,tutti hanno un finestrino e potranno osservare anche dal tettuccio.


La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria esclusivamente per i viaggiatori provenienti da Paesi dove tale malattia è endemica, anche nel caso di solo transito aeroportuale (superiore alle 12 ore).
Estensione facoltativa al mare su disponibilita’ e richiesta.








***Benvenuti a Chumbe Island, una perla nascosta al largo della costa di Zanzibar!!!!***
Quest’isola incantevole offre un’esperienza unica e indimenticabile per i viaggiatori in cerca di un paradiso tropicale incontaminato ed ecosostenibile. Con le sue splendide barriere coralline, le foreste lussureggianti e le spiagge di sabbia bianca, l’isola di Chumbe vanta una bellezza naturale senza pari e un impegno per il turismo sostenibile.
L’impegno dell’isola di Chumbe nel preservare il suo ambiente naturale le ha fatto guadagnare il riconoscimento di una delle principali destinazioni ecoturistiche in Africa orientale. L’ecosistema incontaminato dell’isola e l’impegno per la sostenibilità la rendono una destinazione ideale per gli amanti della natura, gli amanti dello snorkeling e coloro che cercano una vacanza tranquilla. Chumbe Island è una piccola isola privata situata a circa sei miglia a sud-ovest di Città di pietra, la capitale di Zanzibar. Fa parte del Chumbe Island Coral Park, un’area protetta rinomata per le sue barriere coralline e la variegata fauna marina.
LA QUOTA COMPRENDE
- Voli internazionali Etiophian Airlines via Addis Abeba in classe e economica bagaglio 23kg
- 12 notti in lodge e campi tendati fissi con bagni privati,corrente elettrica h24 e acqua calda
- Pensione completa dalla cena del primo giorno alla prima colazione dell’ultimo.
- Acqua minerale sempre a disposizione sulle jeep.
- Assicurazione ZIC Zanzibar/Tanzania obbligatoria
- Guide/ranger locali in lingua italiana per tutta la durata del programma
- Costi e tasse degli ingressi in tutti i parchi
- Transfer da e per l’aeroporto del Kilimangiaro
- Kit da Viaggio
- Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio 1.500,00
- Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore del tour
- Accompagnatore dall’Italia dei Viaggi di Giorgio
LA QUOTA NON COMPRENDE:
- Tasse aereoportuali pari a euro 495,00 soggette a riconferma sino emissione biglietti aerei
- Pasti non indicati nel programma
- Bevande durante i pasti
- Visto ingresso Tanzania on line 80,00 euro
- Mance per autisti/ranger guida
Servizi
– Tutti i servizi sono in esclusiva (da minimo 8 a massimo 14 partecipanti)
– I trasferimenti sono effettuati con automezzi (tipo Toyota Land Cruiser 4×4) modificati per uso safari, con 6 comodi posti e tetto apribile per osservare e fotografare.Tutti con finestrino.
– Ogni mezzo prevede un autista/ranger in lingua italiana
-Sistemazioni in lodge o campi tendati fissi,tutti dotati di bagno privato,con doccia,e acqua calda tutto il giorno.Elettricità h24.Alcuni con piscina per rilassarsi tra un safari ed un altro.
– Il trattamento è di pensione completa durante il safari e nei Lodge, con pranzi pic nic per poter sfruttare al meglio i game drive.
PROCEDURE PER L’OTTENIMENTO DEL VISTO ON LINE
Per ottenere il regolare visto d’ingresso sarà necessario allegare i sottoindicati documenti.
I documenti possono essere scansionati o fotografati, l’importante è che tutti i dati siano perfettamente leggibili.
- Fototessera (formato .jpg; peso massimo 300Kb)
- Passaporto: pagine contenenti i dati personali (formato .jpg; peso massimo 300Kb)
- Costo 80,00 euro











































La “Pagoda per la pace nel mondo” o Shanti,è collocata sul picco dell’Anandu sospesa su un ripido crinale (640m) che domina il Phewa Tal. Una pagoda per la pace è uno stupa buddhista concepito per le persone di ogni razza e credo che concentra e unisce il desiderio di pace. La maggior parte di essi sono stati costruiti sotto la guida del monaco buddhista giapponese Nichidatsu Fuji, che dedicò la sua vita alla diffusione della non violenza ispirato da un incontro con il Mahatma Ghandi (1931). Le prime pagode della pace furono costruite nel 1966 a Hiroshima e Nagasaki e nel 2000 sorgevano ormai ben 80 pagode per la pace in tutto il mondo.


































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![Temple Street Night Market [Aerial view], Hong Kong](https://images.locationscout.net/2019/07/temple-street-night-market-aerial-view-hong-kong.jpg?h=1100&q=83)





















































































