Tanzania: la grande migrazione degli gnu: lo spettacolo più grande del mondo

                       Tanzania

      GRANDE NORD, EMOZIONE D’AFRICA

Ci sono le mete più classiche come i parchi Manyara, Tarangire, Serengeti e Ngorongoro. Un viaggio tradizionale, per chi ama i fotosafari, ma non solo, perché durante il tour non manca la componente etnica. Si conoscono gli Hazdapi, nomadi che ancora oggi vivono cacciando con l’arco, e si va in cerca delle prede insieme a loro.

Ogni anno, milioni di gnu attraversano la Tanzania durante la Grande Migrazione degli Gnu, seguendo le nuvole cariche di pioggia verso pianure erbose più verdi. Questa migrazione annuale è un fenomeno naturale da non perdere durante il vostro soggiorno in Tanzania!

Questo evento è così spettacolare che sognerai all’infinito di pianure erbose e maestose mandrie di gnu. È ufficialmente il Ottava Meraviglia del Mondo, Ed è così potente, offrendo una rappresentazione completa del ciclo della vita. Noi di Easy Travel siamo qui per spiegarvelo.

Quindi allacciate le cinture per il massimo incredibile esperienza di safari, con coccodrilli affamati, spettacolari attraversamenti di fiumi, la stagione dei parti e migliaia di animali in tutta la Tanzania. Questa è la Grande Migrazione, il più grande spettacolo sulla Terra.

Un viaggio per chi l’Africa la vuole sentire sulla pelle.

Non è un safari dietro i finestrini dei fuoristrada, ma un’immersione nel bush del cratere di Ngorongoro, la più sconvolgente riserva di wildlife dell’Africa. Cavalcherete le savane della Rift Valley, da cui 200 mila anni fa partì Lucy e il piccolo popolo dei nostri irsuti progenitori,
È l’Africa, quella ruvida, spigolosa, ma struggente nel suo arcaismo e nei suoi spazi sconfinati. L’Africa dove il cerchio della vita si replica inesauribilmente.

Il Parco Nazionale del Serengeti è famoso per essere teatro del più grande movimento migratorio di animali selvaggi al mondo, è la celebre Grande Migrazione del Serengeti, che ha come protagonisti circa un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, alla costante ricerca di pascoli e acqua.
Si tratta di un fenomeno che interessa aree diverse del vasto ecosistema Serengeti nelle varie stagioni. Ne ripercorriamo le tappe e vi suggeriamo gli itinerari più adatti ad ogni momento dell’anno, tenendo sempre presente che il movimento migratorio non può essere determinato con precisione, perché è strettamente connesso all’andamento delle piogge e alla disponibilità d’acqua.
Nei periodi più interessanti per la migrazione prevediamo, oltre ai classici safari su misura che da sempre sono la nostra specialità, alcuni safari in piccoli gruppi composti da un massimo di 6 partecipanti a data di partenza fissa con guida in lingua italiana.

Grande migrazione. Il pensiero va automaticamente al milione e settecentomila  gnu e alle duecentocinquantamila zebre che ogni anno si spostano dal sud al nord Serengeti e viceversa.

Quello che non tutti sanno, è che quasi tutti i parchi e le riserve sono interessati da significativi movimenti stagionali di fauna selvatica. Conoscere questi movimenti è fondamentale, per poter costruire insieme insieme un buon safari.

Gli erbivori sono costretti a migrare seguendo la pioggia, alla ricerca di acqua e pascoli migliori.  I predatori  seguono gli erbivori. Durante la stagione secca, fra maggio e ottobre, gli animali si ammassano intorno ai fiumi o alle rare pozze d’acqua. In particolare, gnu e zebre hanno bisogno di bere più frequentemente rispetto alle antilopi,  che possono resistere a lungo grazie ai liquidi che assumono da erba e foglie.

La stagione secca, nel periodo da maggio a ottobre, è il momento classico per andare in safari: il clima è più fresco e gli avvistamenti   più facili.

Durante la “stagione verde”, la “green season”,  che va da novembre ad aprile,  le pozze effimere si riempono d’acqua su tutto il territorio. La fauna selvatica non ha più necessità di concentrarsi  intorno ai corsi d’acqua permanenti e, di conseguenza,  si disperde su aree immense.  Il clima potenzialmente avverso e la difficoltà degli avvistamenti, rendono i safari nella “green season”  meno popolari  fra la larga maggioranza degli appassionati.

DICEMBRE-APRILE

Lasciato il Serengeti settentrionale, le grandi mandrie di gnu e zebre hanno intrapreso il lungo cammino verso “casa”, per raggiungere le pianure di erbe basse del Serengeti centro-meridionale dove la maggior parte di loro è nata.
Tra dicembre e gennaio si spingono ancora più a Sud per la “calving season”, la stagione dei parti. Le pianure di erbe basse e le radure di acacie intorno ai Laghi Ndutu e Masek sono ricoperte di erbivori a perdita d’occhio, è uno spettacolo indescrivibile.

MAGGIO-GIUGNO

Con il finire delle piogge, una volta esauriti i pascoli del Serengeti meridionale, le grandi mandrie di gnu e zebre migranti partono per la regione del Serengeti occidentale nota come Western Corridor.
Verso metà maggio gli ungulati si radunano in gran numero lungo il corso del Fiume Grumeti, infestato da famelici coccodrilli del Nilo, che dovranno attraversare per poter raggiungere il Serengeti settentrionale. E’ il momento dei celebri attraversamenti, che vedono alcuni esemplari soccombere tra le fauci dei feroci rettili.

LUGLIO-OTTOBRE

Le grandi mandrie di gnu e zebre migranti continuano il loro cammino verso Nord, verso la regione del Serengeti nota come Mara Triangle, compresa tra il Fiume Mara e il confine con il Kenya. Gli ungulati si radunano in gran numero lungo il corso del Fiume Mara, che come il Grumeti è abitato da grossi coccodrilli.E’ il periodo per poter assistere agli epici attraversamenti, alle scene che tutti abbiamo visto nei documentari. Gli attraversamenti del Mara tra luglio e settembre possono essere ancora più spettacolari di quelli del Grumeti in maggio-giugno. In settembre parte degli gnu attraversa il fiume Mara per entrare nel Maasai Mara Game Reserve, in Kenya, mentre molti restano nel Serengeti settentrionale, in Tanzania. In realtà c’è tanto del Fiume Mara in Tanzania quanto in Kenya.
Tuttavia se sul versante kenyota c’è disponibilità di posti letto per accogliere 5000 e più visitatori, sul lato tanzaniano è presente solo una manciata di piccoli tented camps (tutti di standard piuttosto elevato). Numero limitato di sistemazioni significa scarsa pressione turistica, anche in un periodo notoriamente di alta stagione come luglio e agosto.

Per poter trovare disponibilità in questa zona meravigliosa in questa stagione è necessario prenotare con largo anticipo.

Con la sua vivace cultura Masai, il maestoso Monte Kilimanjaro, l’incredibile Parco Nazionale del Serengeti, le rigogliose piantagioni di caffè e una vasta gamma di sport d’avventura, il Kilimanjaro Occidentale è una destinazione senza pari per i viaggiatori.

Che siate alla ricerca di paesaggi naturali mozzafiato, di emozionanti attività all’aria aperta o di un’immersione nelle vivaci culture locali, il Kilimangiaro Occidentale offre un’esperienza arricchente e indimenticabile. Iniziate a pianificare il vostro viaggio verso questa straordinaria destinazione e preparatevi a lasciarvi incantare dalle meraviglie che vi attendono.

Si incontrano i Datoga, che vivono in case di sterco, e si visita un villaggio Masai, popolo di orgogliosi guerrieri legato alla pastorizia. Si scopre, insomma, la Tanzania più famosa ma anche quella più nascosta, concentrandosi sulla parte nord del Paese. Un viaggio dai ritmi slow per conoscere senza fretta un’area di mondo ricchissima di biodiversità e cultura. E discuterne la sera, sotto le stelle, mentre si riposa in campi tendati e lodge.

 

Tra le meraviglie naturali del mondo, il Lago Natron, nel nord della Tanzania, è certamente una delle più strane e curiose. Le rosse acque di questo bacino naturale, infatti, hanno il potere di pietrificare gli animali, almeno stando ai numerosi cadaveri pietrificati che si possono osservare lungo le sponde. Attratti, da questa, ed altre , particolari caratteristiche, numerosi visitatori raggiungono la regione di Arusha, proprio per scoprire se il realmente, il misterioso lago Natron trasforma in statue di pietra gli animali che si bagnano nelle sue acque. In questo articolo cercheremo di far chiarezza su questo mistero, attraverso un viaggio nel cuore dell’Africa sulle sponde di questo lago rosso sangue, che effettivamente, può far pensare all’inferno.

Sono anche inclusi,incontri con le etnie locali.

1° giorno: Italia – Tanzania

Partenza dall’Italia con volo di linea delle ore 07.10  con scalo ad Addis Abeba,e poi  per Arusha,dove l’arrivo è previsto alle ore 18.05 ora locale.Disbrigo delle formalità di ingresso, incontro con le guide safari parlanti italiano che saranno con voi per tutto il viaggio e trasferimento,circa 1 ora di strada, al vostro lodge nei dintorni di Arusha, cena e pernottamento.

Il paesaggio è molto bello e se il cielo è limpido la vista sul Monte Kilimanjaro è veramente spettacolare.

Benvenuti ad Arusha, la capitale mondiale del safari

Città ricca di attrazioni imperdibili nel nord della Tanzania, Arusha è conosciuta come la porta d’accesso ai principali parchi del Paese in Africa orientale.Nel nord della Tanzania, si scopre una città vivace e colorata incastonata sotto le cime del Monte Meru e circondata da lussureggianti piantagioni di caffè. Si tratta di Arusha, capoluogo dell’omonima regione, conosciuta ovunque come la capitale mondiale del safari. Questo luogo è, infatti, la porta d’acceso al Circuito del Nord, conosciuto per le vaste zone selvagge, ed è un importante punto di partenza per i visitatori in cerca di esperienze memorabili tra incredibili paradisi naturali.

Arusha - Africa Destination - Micato Luxury Safaris

2° giorno: Arusha – Manyara – Karatu

Colazione al lodge e partenza per il parco Manyara, giornata dedicata al fotosafari nel parco e pranzo pic-nic; nel tardo pomeriggio arrivo al lodge/campo tendato nei dintorni del parco.

Il parco Manyara ha una superficie di soli 330 km quadrati, ma è uno dei parchi con la più alta biodiversità della Tanzania. Il lago, copre circa 200 km quadrati e la sua portata varia in base alla stagione. All’interno del parco potrete vedere fenicotteri, ippopotami, intere colonie di babbuini, giraffe, zebre e anche i leoni che vivono sugli alberi, tipici di questo parco.

PERCHÉ I MASCHI DI BABBUINO SONO INFANTICIDI E PROVOCANO ABORTI ALLE FEMMINE? | Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Benevento

Manyara,per la sua varietà, la sua bellezza e per la sua posizione logistica (si trova lungo la strada che da Arusha conduce a Ngorongoro e al Serengeti) il Manyara merita sicuramente una visita. Il Parco del Lago Manyara, sotto la scarpata della Rift Valley, ospita ambienti estremamente vari, nonostante le sue piccole dimensioni (330 Kmq, di cui 200 occupati dal lago). Si va dalle fitte foreste alimentate dalle risorgive che affiorano ai piedi della Rift Valley, alle savane, alle zone acquitrinose a bordo lago.

Le migliori cose da fare nel Parco Nazionale del Lago Manyara nel 2025/

Numerosissime le specie animali, tra cui spiccano grandi colonie di babbuini, cercopitechi e altre specie di scimmie, elefanti, giraffe e ben 380 specie di uccelli. Qui, durante il periodo da dicembre a marzo, stanziano nutriti stormi di fenicotteri rosa, che poi migrano verso il Lake Natron tra giugno e ottobre.

Viaggio in Tanzania: safari nei Parchi Nazionali del Lago Manyara e del Tarangire e visita del Villaggio Mto WA Mbu - Viaggi del Genio

Tra i predatori sono numerosi i leopardi e i leoni; questi ultimi, infastiditi dall’umidità del terreno e dagli insetti, hanno acquisito l’abitudine (piuttosto rara presso questi grandi felini e riscontrata solo in poche altre zone) di arrampicarsi sui rami degli alberi.

I leoni della Tanzania cercano riparo su un albero - Corriere.it

 

5 motivi per cui dovresti visitare il Parco Nazionale del Lago Manyara

Cena e pernottamento.

3° giorno: Karatu – Lake Eaysi – Mto Wa Mbo – Karatu

Colazione al lodge e partenza con le vostre jeep e le guide presto la mattina all’alba per la regione del lago Eyasi, nel distretto di Karatu, una zona abitata da popolazione di agricoli e pescatori.

Il lago Eyasi in Tanzania si trova all’estremità sud-occidentale dell’Area di Conservazione del Ngorongoro tra la scarpata della Great Rift Valley Eyasi e le montagne Kidero, è un lago salato che durante la stagione secca si riduce notevolmente ma fornisce comunque una fonte d’acqua importante.

Lo scenario del Lago Eyasi differisce notevolmente da quello delle aree circostanti, rispetto agli altopiani del Serengeti e del Ngorongoro quest’area sembra decisamente tropicale con le palme che costeggiano il lago ed un clima quasi sempre molto caldo e intenso dovuto al fatto che il lago si trova nel fondale della Rift Valley.

All’arrivo incontro con la guida/traduttore locale che parla le lingue degli abitanti di questi villaggi remoti, gli Haze ed i Datoga, visita i loro villaggio costruiti di semplici   Tanzania settentrionale ospita l’Hadzabe, una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori rimaste sulla Terra.

Turismo Culturale in Tanzania | Savannah Explorers

loro sopravvivenza dipende dalle risorse naturali. piccolo gruppo etnico composto da circa 1500 individui, 200 famiglie, che vivono spostandosi di continuo alla ricerca di prede e di acqua tra il versante meridionale del Cratere di Ngorongoro e il Lake Eyasi, in Tanzania.

Tanzania Tribes: from Maasai to Hadza

Si proseguirà con la visita al villaggio della popolazione dei Datoga che ha stetti legami con la prolazione Haze data la vicinanza sono continui gli scambi commerciali (baratto9 tra le due tribù)Il Popolo Datoga discende dalle popolazioni, appartenenti al ceppo nilotico, che dall’Etiopia e dal sud del Sudan si sono insediate nel nord della Tanzania oltre 3000 anni fa.

I Datoga sono abili fabbri e realizzano punte di frecce e altri oggetti che poi barattano con I Datoga in cambio di miele e di pelli di animali.

Meeting “Mama Swahili” and the Datoga of Tanzania – Scott Ramsay

Rientro a Karatu, tour del caffè, vista alla coltivazione di caffe di montagna di un contadino locale della zona di Karatu, degustazione di una buona tazza di caffè fresco appena tostato e macinato; durante la passeggiata nella piantagione incontro con la popolazione di contadini locali della tribù Iraqwi, un’altra delle più di 120 tribù che popolano la Tanzania, che vivono nella zona. Gli Iraqwi sono prevalentemente contadini e d allevatori.

Al termine pranzo locale alla casa del contadino, nel pomeriggio con la jeep si raggiungerà il villaggio di Mto wa Mbo, a circa 30 minuti, incontro con la guida locale e passeggiata nel centro del villaggio: le case, il mercato, la piantagione di banane, gli artigiani del legno, i pittori e la produzione di birra locale.

Mto Wa Mbu village walk - Shadows Of Africa

Questo villaggio è unico in Tanzania perché ospita più di 130 tribù diverse provenienti da tutta l’Africa.

Le migliori cose da fare a Mto wa Mbu nel 2025/2026

Durante la passeggiata vedrai fattorie locali, scuole, una scuola materna, case locali, il mercato e macchine per la macinazione.Al termine al tramonto rientro al lodge, cena e pernottamento.

4° giorno: Karatu – Ngorongoro – Parco  Serengeti

Dopo colazione, ci dirigeremo verso il Cratere di Ngorongoro. Il Parco fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Partenza presto la mattina per il fotosafari al Cratere di Ngorongoro, all’arrivo si scenderà nella caldera per il fotosafari, il pranzo sarà pic-nic all’interno del parco; dopo il pranzo si esce dal cratere si prosegue per il parco nazionale del Serengeti dove si prevede di arrivare al tramonto, arrivo al campo, briefing di benvenuto, assegnazione delle tende, cena e pernottamento.

Si calcola che la formazione del cratere risalga a circa due milioni di anni fa e che esso possa aver raggiunto una altezza simile a quella del Kilimangiaro, per poi crollare verso l’interno e dare luogo alla conformazione attuale. La struttura del cratere è circolare, con circa 20 chilometri di diametro. Anche il clima si differenzia in questo luogo: mentre sul bordo, che è alto circa 2.200 metri, il clima è freddo e spesso nebbioso, all’interno della caldera l’aria è calda e secca e la vegetazione cambia rapidamente a seconda della stagione. La concentrazione di leoni all’interno della caldera non ha eguali in tutta l’Africa, un safari fotografico nello Ngorongoro è un’esperienza unica e irripetibile!

Un’esperienza che ti cambierà per sempre

Un safari nel cratere di Ngorongoro è un’esperienza che ti cambierà per sempre. Potrai ammirare da vicino questi animali straordinari nel loro habitat naturale, senza dover affrontare lunghi spostamenti o faticosi trekking. Ogni angolo del cratere riserva sorprese ed emozioni indimenticabili.

Il periodo migliore per visitare il cratere di Ngorongoro è durante la stagione secca, da giugno a ottobre, quando la vegetazione è meno fitta e gli animali si concentrano intorno alle fonti d’acqua, rendendo più facile avvistarli.

Gita di un giorno al cratere di Ngorongoro – Safari di gruppo condiviso (2026) - Arusha - con recensioni

All’interno della sua immane caldera di 17 km di diametro e 700 metri di profondità si è sviluppato un ecosistema unico al mondo dove sono rappresentate quasi tutte le specie animali, una vera e propria Arca di Noè. Mentre sul bordo del vulcano inattivo ad un’altitudine di circa 2.300 m il clima è freddo e spesso nebbioso, all’interno del cratere si fa stranamente caldo secco e la vegetazione cambia rapidamente.

Il Cratere di Ngorongoro nel Cuore della Tanzania | Ascot

L’incredibile scarpata e tutto il paesaggio della Great Rift Valley evocano senza ombra di dubbio un profondo senso di mistero e reverenza: circa 25 milioni di anni fa i vasti altopiani della regione, a causa di una gigantesca pressione sotterranea, si gonfiarono fino a creare un’immensa cupola e violente eruzioni crearono i vulcani che conosciamo oggi: Kenya, Kilimanjaro, Elgon….

Gita di un giorno al cratere di Ngorongoro (2026) - Arusha - con recensioni

Con l’aumentare dell’attività sotterranea la crosta terrestre sprofondò a ovest creando il Lago Vittoria e la faglia si ampliò a nord e a sud fino a formare l’attuale Vallata del Rift dal Mar Rosso al Mozambico, con diramazioni fino al Botswana. Un luogo semplicemente magico, di cui il professor Bernard Grzimek scrisse dopo una visita: “Non c’è nulla con cui paragonarlo, è una delle più straordinarie meraviglie del mondo.”

Viaggio nel Tarangire National Park e circuiti su misura (Tanzania) | Evaneos

Il fondo del cratere è ricco di animali selvatici: leoni, iene, leopardi, ghepardi, gnu, zebre, gazzelle, antilopi, rinoceronti, e tante varietà di uccelli. Manca solo la giraffa. Alla fine della visita, partenza per Serengeti. Arrivo in hotel/lodge, cena e pernottamento.

Prima colazione e partenza per il Parco del Tarangire. Il Parco si distingue oltre che per l’abbondante fauna selvaggia africana anche per la sua varietà di paesaggi: dal terreno collinare, alle dorsali pietrose, agli stagni, passando per le aree ricche di acacie. Il filo conduttore è sicuramente il fiume Tarangire, che attraversa il Parco da sud a Nord-ovest fino a sfociare nel lago Burunge.

Sulle sue sponde si recano una grandissima quantità di animali per abbeverarsi, e il Parco è forse il posto migliore tra i parchi del Nord per osservare gli elefanti, particolarmente numerosi in quest’area. Caratteristica di questo Parco è anche la grande quantità di baobab, la gigantesca pianta tipica proprio delle savane africane. Pranzo durante il Safari. Cena e pernottamento al campo tendato.

Albe e tramonti in Tanzania | SpazioSafari

dal 5°  e  6° giorno  Serengeti centrale,

Due giornate dedicate alla scoperta della regione del Parco del Serengeti.Si parte al mattino presto e si rientra al tramonto.Possibilità di safari all’alba.

SERENGETI NATIONAL PARK: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Si tratta di un ecosistema vasto 14.763 kmq dove solo la natura è sovrana: il parco più famoso della Tanzania, il luogo dove si possono vedere milioni di ungulati, compresi i più di 2 milioni di gnu sempre in movimento alla ricerca d’erba. L’ultimo censimento di animali indicava appunto: 2 milioni di gnu, 1 milione di gazzelle di Grant e Thomson, 300.000 zebre, 90.000 impala, 82.000 bufali, 20.000 eland, 12.000 giraffe, 7.000 elefanti, 6.000 iene, 3.000 leoni, 500 ghepardi e 100 rinoceronti.

Parco Nazionale del Tarangire | Primaland Safaris

Naturalmente non significa che li si incontri tutti! Questo santuario della fauna selvatica presenta aree di vegetazione con caratteristiche eterogenee che attirano quindi animali diversi: dalla savana erbosa che sembra estendersi all’infinito, assolutamente priva di alberi, regno di zebre, gnu, gazzelle, veloci ghepardi e maestosi leoni; alla savana arbustiva, dominata dalle tipiche acacie ad ombrello dove vivono prevalentemente leopardi, giraffe, dik dik ed un’infinità di uccelli; alle numerose pozze d’acqua dove è possibile incontrare coccodrilli che si crogiolano al sole e pigri ippopotami.

Zebra Al Tramonto Nel Parco Nazionale Del Serengeti. Africa. Tanzania Immagine Stock - Immagine di tramonto, animali: 112995633

Giorno 7°  e  8° giorno  Parco Serengeti centrale – Parco Serengeti nord zona Mara /Kogatende

Possibilita’ si safari all’alba.

Colazione al campo, giornata di fotosafari nel parco Serengeti spostandosi verso nord nella zona denominata MARA, alla ricerca delle grandi mandrie della migrazione, che in questo periodo dell’anno si trovano nella zona tra Tanzania e Kenya, ed attraversano il Fiume Mara, infestato di coccodrilli alla ricerca di verdi pascoli.

Con un po’ di fortuna e pazienza si potrà assistere all’attraversamento del fiume Mara da parte delle grandi mandrie.

Gnu E Zebre Che Attraversano Il Fiume Mara Fotografia Stock - Immagine di animale, catena: 15611644

Pranzo pic-nic, al tramonto rientro al campo cena e pernottamento.

Il Serengeti National Park ha un’estensione di 14.763 Km² ed è il più vasto parco del paese; è teatro della più grande migrazione di mammiferi del continente africano che vede lo spostamento annuale di circa 2 milioni di gnu, di un milione di zebre e di erbivori di varia specie che compiono un percorso di circa 800 Km alla ricerca di nuovi pascoli ed acqua. Si tratta di uno degli eventi naturali più spettacolari di tutto il continente! I grandi fiumi Grumeti e Mara sono senz’altro gli ostacoli più difficili di questo tragitto, le mandrie attraversano terrorizzate questi corsi d’acqua, i loro corpi si contorcono, si calpestano, diventando spesso vittime di leoni e coccodrilli, solo i più forti e fortunati riescono a raggiungere il Kenya. Non vi sono orari e tempi precisi per determinare la migrazione, avviene a seconda delle piogge; gli animali infatti si spostano seguendo le piogge stagionali. Il periodo migliore per vedere gli animali della migrazione nel Serengeti è tra novembre e luglio-agosto con particolare intensità tra gennaio e febbraio, quando le femmine di gnu si concentrano a sud nella piana di Ndutu per partorire i loro cuccioli. Nel periodo secco che va da luglio-agosto ad ottobre è possibile vedere l’ultima parte della migrazione nelle aree centro-settentrionali del parco; ovviamente tutta l’area rimane comunque un ottimo luogo dove fare meravigliosi safari anche in periodi dell’anno differenti grazie alla presenza di moltissimi animali stanziali, come i grandi predatori! Dal punto di vista morfologico la parte meridionale del parco è caratterizzata da vaste pianure sulle quali spesso è possibile ammirare delle formazioni rocciose chiamate ‘kopjes’, grandi blocchi di granito di origine vulcanica che, modellati dal vento, hanno assunto nei secoli la forma di enormi massi sferici; quella centrale è invece attraversata da vari fiumi, mentre il nord è caratterizzato da colline ricoperte da boschi di acacie.

Arrivo al nuovo campo tendato mobile al tramonto, sistemazione nelle tende, cena e pernottamento al campo.

  • La migrazione nel Serengeti è stata dichiarata PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’ DALL’UNESCO

Questo viaggio fluido e continuo, della durata di un anno, è ricco di una vasta gamma di eventi annuali, con i famosi attraversamenti di un fiume infestato dai coccodrilli fino ai tranquilli periodi di pascolo in cui nascono circa 8000 nuovi vitelli al giorno.

Un grande coccodrillo in un fiume fangoso è circondato da una mandria di gnu che compiono la loro grande migrazione, schizzando acqua mentre attraversano il fiume. La scena cattura un momento dinamico e teso nella natura. - Easy Travel Tanzania

Mentre gli gnu intraprendono il loro epico viaggio, la migrazione si dipana come un’avvincente storia di sopravvivenza e rinnovamento. Gli attraversamenti dei fiumi, caratterizzati da momenti mozzafiato, mettono in mostra la resilienza di queste creature di fronte alle sfide della natura.

In mezzo alla tensione, le tranquille scene di pascolo portano nuova vita alle vaste savane, mentre le mandrie accolgono ogni giorno migliaia di adorabili vitelli. È un mix affascinante di avventure adrenaliniche e momenti di serenità immersi nella bellezza della natura, che rende questo straordinario safari migratorio un’esperienza straordinaria per chi è alla ricerca delle meraviglie della natura selvaggia.

grande migrazione degli gnu

Si ritiene che lo spostamento annuale delle grandi mandrie di gnu sia dovuto al cambiamento delle stagioni meteorologiche, sebbene non vi siano prove scientifiche a sostegno di questa affermazione. La Tanzania ha due stagioni principali: la stagione delle piogge e la stagione secca.

La stagione delle piogge porta con sé più pioggia di quanto le parole possano descrivere, con il risultato di un’erba verde e rigogliosa che animali erbivori Utilizzato come pascolo fresco. Con il cambio di stagione, le nuvole cariche di pioggia seguono l’andamento del fenomeno, determinando un continuo movimento di animali in tutta la Tanzania.

Le grandi mandrie di gnu in migrazione impiegano poco tempo a cercare nuovi pascoli prima che la stagione ciclica li riporti verso pascoli più verdi.

Kenya, lo spettacolo della migrazione degli gnu. Ma riuscite a trovare le due zebre? - Corriere.it

Il Parco Nazionale del Serengeti è famoso per essere teatro del più grande movimento migratorio di animali selvaggi al mondo, è la celebre Grande Migrazione del Serengeti, che ha come protagonisti circa un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, alla costante ricerca di pascoli e acqua.
Si tratta di un fenomeno che interessa aree diverse del vasto ecosistema Serengeti nelle varie stagioni.

La Grande Migrazione - Nurali Safaris Kenya

Si prosegue sulle orme della Grande Migrazione, uno dei fenomeni più impressionanti del Pianeta. Lo spostamento di gruppo è una consolidata tecnica anti-predatore: muovendosi in massa, gli gnu e le zebre minimizzano le probabilità di finire tra le grinfie dei predatori. Ogni anno un esemplare può arrivare a percorrere fino a 3.000 chilometri.

La grande migrazione in Tanzania - Kipepeo Experience

La grande Migrazione è un fenomeno perpetuo che vede lo spostamento degli animali dal parco del Masai Mara in Kenya al Serengeti durante l’inverno, mentre prima dell’estate avviene lo spostamento in senso inverso.

I movimenti della migrazione dei grandi gnu | Miracle Experience

La chiamano «La grande migrazione del Serengeti» ed è il più impressionante spostamento di animali selvaggi al mondo. Venitelo a scoprire con noi. In questa biblica transumanza che si ripete da migliaia di anni vi aspettano un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, impegnati nel lungo cammino verso casa, che è anche una corsa verso l’acqua.

La grande migrazione degli gnu: una guida completa alla migrazione

Ma non è un percorso privo di ostacoli, come ben sanno gli animali che si radunano sulle rive del fiume Grumeti, dove scivolano silenziosi i feroci coccodrilli del Nilo. 

Il Serengeti è senza ombra di dubbio il più importante di tutti i parchi nazionali della Tanzania. Uno dei fattori che lo rendono così unico ed importante è certamente il sottosuolo, costituito perlopiù da masse di granito e tufo vulcanico che impedisce alla vegetazione robusta di radicare. Ne consegue che anche in stagione verde la mancanza di una densa vegetazione e di fogliame rende molto più facile l’individuazione degli animali. Si ritiene che il Serengeti ospiti una alta concentrazione di leoni, ghepardi e iene. Avvistamenti sono possibili senza particolare fortuna. Le lotte territoriali si intensificano di giorno in giorno mettendo in discussione le alleanze tra leoni maschi ma anche i rapporti all’interno di uno stesso branco di leoni. Leopardi e iene vengono scacciate dai leoni ed i ghepardi subiscono attacchi da parte di iene, leoni e leopardi.

9° giorno Serengeti nord zona Mara – Serengeti nord/est zona Lobo

Colazione al campo, giornata di fotosafari spostandosi verso la zona di est del parco denominata Lobo, nel tardo pomeriggio si lascerà il parco Serengeti, arrivo al lodge tramonto, sistemazione nella camere, cena e pernottamento.

Lobo Valley (Northern Serengeti)

La zona di Lobo nel Serengeti è una destinazione eccellente per i safari, specialmente per l’alta concentrazione di leoni, elefanti e per osservare la Grande Migrazione da luglio a novembre, con paesaggi lussureggianti nella stagione umida e fauna selvatica vicino alle poche fonti d’acqua in quella secca.

Lobo Area in the Northern Serengeti - All Tanzania Safaris

10° giorno: Serengeti -Lago Natron
Il Lago Natron: un miracolo naturale che “pietrifica” gli animali

Colazione al lodge e partenza per il lago Natron. Utilizzeremo una pista che ci regalerà panorami meravigliosi e molto diversi dai precedenti.  Pranzo pic-nic.

Arrivo al lodge e check- in.

 

Passeggiata al tramonto sul lago Natron con aperitivo.

Immagini e foto stock di Lago di natron | DepositPhotos

Oppure (per chi lo gradisce) escursione a piedi lungo il torrente Engare Sero che scorre in una stretta gola rocciosa fino ad arrivare a una cascata dove sarà possibile fare il bagno. Al temine visita al villaggio masai. Cena e pernottamento al lodge.

  • Per camminare alle cascate talvolta durante il percorso si camminerà nell’acqua del torrente (un torrente come i nostri in montagna, con acqua di sorgente limpida e fresca) saranno necessari pantaloni corti o pantaloni tecnici leggeri e scarpe da trekking leggere o da scoglio o vecchie scarpe da ginnastica, le dita dei piedi devono essere protette)

La passeggiata e facile è le guide masai vi aiuteranno, sono circa 40 minuti ad andare e 40 a ritornare, possibilità di fare il bagno alla cascata.

Nella zona di Natron (a differenza delle zone come Serengeti e Ngorongoro’ dove sarà freschino) la temperatura è molto alta, il clima secco, ci si asciugherà con facilità.

Le acque del Lago Natron sono rosse a causa della proliferazione di specifiche alghe e microrganismi, come i cianobatteri, che prosperano in condizioni altamente saline e alcaline. Questi organismi producono pigmenti carotenoidi, che conferiscono alle acque del lago tonalità spettacolari che vanno dal rosso vivo all’arancione. Durante i periodi di maggiore evaporazione, quando il livello dell’acqua diminuisce, la concentrazione di sale aumenta e i colori diventano ancora più intensi, creando un paesaggio unico e affascinante.

Il lago Natron è abituale zona di nidificazione di milioni di fenicotteri rosa che, soprattutto durante la stagione secca (luglio-ottobre), affollano le sue sponde. L’area, estremamente arida, è dominata dal cono perfetto dell’Oldoinyo Leng’ai, il vulcano sacro al popolo Maasai. La sua altitudine sfiora i 3000 metri: l’Oldoinyo Leng’ai è l’unico vulcano al mondo ad emettere lava natro-carbonatitica, ricca di carbonato di sodio, a bassissima viscosità e temperatura, dato che sgorga fra i 500 e i 590°C.

Il Lago Natron, un fenomeno naturale unico nella Rift Valley della Tanzania, dove tre milioni di fenicotteri rosa si rifugiano in un paesaggio di straordinaria bellezza e salinità estrema. Un’avventura che stimola la curiosità e svela la resilienza della vita in uno degli ecosistemi più affascinanti del pianeta.

LAGO NATRON | Safari Avventura

Il Lago Natron, situato nel nord della Tanzania, è uno degli specchi d’acqua più straordinari e misteriosi del pianeta. Questo lago alcalino, noto per il suo colore rosso e per la capacità di “pietrificare” gli animali che vi si immergono, è un fenomeno naturale che continua a stupire scienziati e viaggiatori.

5 motivi per cui dovresti visitare il lago Natron nel 2025/2026

Con le sue acque del lago che assumono una tonalità di rosso scuro, offre un paesaggio che sembra appartenere a un altro mondo. Questo fenomeno unico è dovuto alla presenza dell’alga spirulina e di altri cianobatteri che prosperano in condizioni di alta salinità. Durante la stagione secca, l’evaporazione intensifica il colore rosso scuro delle acque del lago, trasformando il lago in una sorta di paesaggio marziano, particolarmente affascinante durante i safari in Tanzania.

Paesaggi vulcanici del Nord Tanzania - AfricaVera

Il vulcano Ol Doinyo Lengai: custode del lago Il vulcano Ol Doinyo Lengai, situato nelle vicinanze del lago, è l’unico vulcano al mondo che erutta natrocarbonatite, una sorta di sostanza simile all’ammoniaca. Queste eruzioni contribuiscono alla salinità e all’alcalinità del Lago Natron, creando le condizioni ideali per la fioritura dei microorganismi che conferiscono al lago il suo caratteristico colore purpureo. La presenza dell’Ol Doinyo Lengai aggiunge un elemento di maestosità e mistero al paesaggio circostante il lago.Cena e pernottamento al lodge.

11° giorno: Lago Natron – Tarangire

Caffe mattutino al lodge. Prima dell’alba intono alle 06.00 partenza per raggiungere le sponde del lago Natron per assistere all’alba ed ammirare le colonie di fenicotteri, al termine rientro al lodge, colazione, check out e partenza per il parco Tarangire, pranzo pic-nic in corso di trasferimento, arrivo al parco nel tardo pomeriggio, sistemazione nelle camere cena e pernottamento

Il Tarangire National Park, che prende il nome dal fiume che lo attraversa, il fiume Tarangire. Il parco copre un’area di 2850 kmq ed è famoso per gli enormi alberi di baobab ed i branchi di elefanti. Durante la stagione secca, da giugno a ottobre, migliaia di animali si concentrano nel parco soprattutto lungo le rive del fiume, l’unica fonte di acqua in quel periodo.

Tarangire National Park -Tanzania Safaris

Il Tarangire è uno dei parchi più belli della Tanzania, secondo solo al Serengeti e al cratere del Ngorongoro. Lungo la strada si vedono molti pastori Masai con i loro animali al pascolo e villaggi locali immersi nel tipico panorama africano. Ai confini del parco è possibile visitare dei Masai boma, molto interessanti per scoprire la cultura e le tradizioni Masai, immergendosi ancora di più nelle tradizioni e nelle usanze locali.

Tanzania, pastore masai – Rivista Africa

La flora nel Tarangire: Il paesaggio è composto dalla valle del fiume e da zone paludose. La vegetazione è un mix di boschi di acacia, boschi di Combretum e alberi di baobab.

Durante la stagione secca la migrazione di gnu e zebre, antilopi ed anche predatori si trovano nel parco Tarangire, poiché grazie al fiume gli animali possono abbeverarsi. Durante questa stagione, abbondano gli elefanti: le famiglie dei pachidermi, infatti, giocano intorno agli antichi tronchi degli alberi di baobab e mangiano le cortecce degli alberi. Durante la stagione delle piogge, gli animali migrano dal parco Tarangire verso il parco del lago Manyara poiché il terreno del parco Tarangire con le piogge diventa troppo fangoso.

The Baobab | The Iconic Tree Of Tarangire National Park | Tanzania

Il Tarangire è celebre per i baobab e le grandi mandrie di elefanti, ma è popolato anche da moltissimi altri animali come leoni, leopardi, zebre, gnu e moltissime specie diverse di uccelli. Numerosi sono gli appassionati di birdwatching che visitano il parco ogni anno.

Tarangire National Park - African View

Durante un foto-safari di una giornata, potremo avvistare la maggior parte dei tipici mammiferi africani, molte specie di uccelli e con un po’ di fortuna anche i predatori come i leoni, le iene e i ghepardi. Non ci sono rinoceronti nel parco e le specie più difficili da avvistare sono il leopardo ed il ghepardo.

Tarangire National Park Facts | Tarangire National Park Safaris | Tanzania

Viste mozzafiato sulla savana africana e sulle montagne a sud del parco rendono il fotosafari nel Tarangire National Park un’esperienza memorabile.

Cena e pernottamento in campo.

12° giorno: Parco Tarangire- Kysongo/ Kilimangiaro

Colazione al lodge/campo tendato e giornata di fotosafari nel parco Tarangire; pranzo pic-nic nel parco, nel tardo pomeriggio uscita dal parco e trasferimento al vostro lodge, zona Kilimangiaro vicino aereoporto.

Tarangire National Park |Tanzania Wildlife|Tanzania Safaris |tarangire safari

Cena e pernottamento.

Tarangire National Park - RedSand Safaris & Tours

Il parco Tarangire è situato a 1100 mt S.l.m. ed ha un’estensione di 2600 km quadrati; viene definito il ‘parco dei giganti’; in questo parco avrete l’occasione infatti di vedere moltissimi alberi di Baobab, tipici di questa zona della Tanzania e moltissimi elefanti, oltre a queste due specie ci sarà la possibilità di incontrare zebre, da gnu, alcelafi, kudu minori, dikdik, numerose specie di gazzelle, bufali, giraffe, elefanti, ghepardi e naturalmente leoni.

Tourist Attractions of Tarangire National Park Tanzania | Tanzania

13° giorno:  -Kilimangiaro-Roma

Prima colazione e trasferimento all’aereoporto del Kilimangiaro per operazioni imbarco volo delle ore 12.05 via Addis Abeba,con arrivo a Roma alle ore  21.30 locali.Arrivo in serata e fine dei servizi.

 

Sotto foto e schema delle jeep,tutti hanno un finestrino e potranno osservare anche dal tettuccio.

La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria esclusivamente per i viaggiatori provenienti da Paesi dove tale malattia è endemica, anche nel caso di solo transito aeroportuale (superiore alle 12 ore).

Estensione facoltativa al mare su disponibilita’ e richiesta.

 

 

 

***Benvenuti a Chumbe Island, una perla nascosta al largo della costa di Zanzibar!!!!***

Quest’isola incantevole offre un’esperienza unica e indimenticabile per i viaggiatori in cerca di un paradiso tropicale incontaminato ed ecosostenibile. Con le sue splendide barriere coralline, le foreste lussureggianti e le spiagge di sabbia bianca, l’isola di Chumbe vanta una bellezza naturale senza pari e un impegno per il turismo sostenibile.

L’impegno dell’isola di Chumbe nel preservare il suo ambiente naturale le ha fatto guadagnare il riconoscimento di una delle principali destinazioni ecoturistiche in Africa orientale. L’ecosistema incontaminato dell’isola e l’impegno per la sostenibilità la rendono una destinazione ideale per gli amanti della natura, gli amanti dello snorkeling e coloro che cercano una vacanza tranquilla. Chumbe Island è una piccola isola privata situata a circa sei miglia a sud-ovest di Città di pietra, la capitale di Zanzibar. Fa parte del Chumbe Island Coral Park, un’area protetta rinomata per le sue barriere coralline e la variegata fauna marina.

LA QUOTA COMPRENDE 

  • Voli internazionali Etiophian Airlines via Addis Abeba in classe e economica bagaglio 23kg
  • 12 notti  in lodge e campi tendati fissi con bagni privati,corrente elettrica h24 e acqua calda
  • Pensione completa dalla cena del primo giorno alla prima colazione dell’ultimo.
  • Acqua minerale sempre a disposizione sulle jeep.
  • Assicurazione ZIC Zanzibar/Tanzania obbligatoria
  • Guide/ranger locali in lingua italiana  per tutta la durata del programma
  • Costi e tasse degli ingressi in tutti i parchi
  • Transfer da e per l’aeroporto del Kilimangiaro
  • Kit da Viaggio
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio 1.500,00
  • Assicurazione  ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore del tour
  • Accompagnatore dall’Italia dei Viaggi di Giorgio

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 495,00 soggette a riconferma sino emissione biglietti aerei
  • Pasti non indicati nel programma
  • Bevande durante i pasti
  • Visto ingresso Tanzania on line 80,00 euro
  • Mance per autisti/ranger guida

 

 

Servizi

– Tutti i servizi sono in esclusiva (da minimo 8 a massimo  14  partecipanti)
– I trasferimenti sono effettuati con automezzi (tipo Toyota Land Cruiser 4×4) modificati per uso safari, con 6 comodi posti e tetto apribile per osservare e fotografare.Tutti con finestrino.
– Ogni mezzo prevede un autista/ranger  in lingua italiana

-Sistemazioni in lodge o campi tendati fissi,tutti dotati di bagno privato,con doccia,e acqua calda  tutto il giorno.Elettricità h24.Alcuni con piscina per rilassarsi tra un safari ed un altro.

– Il trattamento è di pensione completa durante il safari e nei Lodge, con pranzi pic nic per poter sfruttare al meglio i game drive.

 

PROCEDURE PER L’OTTENIMENTO DEL VISTO  ON LINE 

Per ottenere il regolare visto d’ingresso sarà necessario allegare i sottoindicati documenti.

I documenti possono essere scansionati o fotografati, l’importante è che tutti i dati siano perfettamente leggibili.

  • Fototessera (formato .jpg; peso massimo 300Kb)
  • Passaporto: pagine contenenti i dati personali (formato .jpg; peso massimo 300Kb)
  • Costo 80,00 euro

 

 




Botswana e Cascate Vittoria

Il Botswana, è un esperienza di viaggio unica ed indimenticabile. Un safari in Botswana è dedicato ai veri amanti della natura e dei safari fotografici.

Lo sfarzo dei colori e la diversità della natura sono unici al mondo…partiremo alla scoperta di una delle destinazioni più affascinanti dell’Africa per gli amanti della natura e dell’avventura. Con i suoi paesaggi incontaminati, un’incredibile biodiversità e una politica turistica incentrata sulla conservazione, il paese offre esperienze uniche nel cuore del continente africano.

Immagina di trovarti nel cuore dell’Africa, circondato da paesaggi mozzafiato, immerso in una sinfonia di suoni naturali e con il cuore che batte forte per l’emozione di un incontro ravvicinato con la fauna selvaggia. Questa è l’essenza di un fotosafari, un’avventura che porta i viaggiatori a contatto diretto con la natura più pura e incontaminata. Ogni destinazione in Africa ha le sue peculiarità uniche, che rendono l’esperienza di un fotosafari diversa e indimenticabile.

 Foreste e i fiumi dello spopolato Botswana dove regna in libertà la più ricca fauna africana.
Un’immersione nella più affascinante, selvaggia e incontaminata natura africana. Dalle Cascate Vittoria al delta del fiume Okavango, al Kalahari cercando di avvistare leoni, giraffe e zebre nel loro habitat naturale.

Il Botswana è una destinazione che incanta con la sua straordinaria bellezza e biodiversità. Che si tratti di esplorare il Delta dell’Okavango in Mokoro o di osservare i leoni del Kalahari ogni angolo di questo paese offre un’esperienza indimenticabile. Pianificare un viaggio qui significa entrare in contatto con la natura più autentica e vivere un’avventura senza pari.

L’Okavango è il luogo ideale per le esperienze più incredibili del viaggio come l’escursione in barca a motore, in Mokoro (barche tipiche guidate da locali in stile gondola” un po’ più spartana ma decisamente più emozionante); walking safari ed il volo in elicottero sopra l’Okavango, una delle esperienze più belle da fare nella vita!

La Riserva Moremi, istituita nel 1965 per contenere le stragi della caccia di frodo, è costituita da una delle zone in cui fauna e flora sono meglio conservate. In passato la riserva era territorio di caccia dei Batawana, una tribù che in seguito cedette allo stato una parte dei propri territori affinché potessero divenire riserva protetta. Nella Riserva si trovano concessioni private date in gestione alle migliori compagnie, con direttive molto rigide. La riserva copre la maggior parte della parte orientale del delta dell’Okavango, infatti si trovano zone d’acqua permanente ed altre più secche con vaste distese di praterie. Questo contrasto rende più affascinate e inaspettato un safari nella riserva. Si possono trovare infatti qualsiasi tipo di animale come leoni, leopardi, tantissime zebre, ippopotami, coccodrilli, impala, kudu, gnu, bisonti, aquile e diverse varietà di volatili.

Un altro luogo da visitare assolutamente è il Makgadigadi Pans. Questa incantevole depressione salata è un bacino che rimane del gigantesco lago dove il fiume Okavango soleva scorrere. Si estende per 6.500 km2 di bacini, praterie e splendidi tratti di savana. Il giallo della vegetazione secca, gli gnu, i baobab e il bacino desertico salato rendono il panorama magnificamente unico! La fauna di questo parco è ricchissima: vi si trovano antilopi, leoni, iene, ghepardi e ippopotami, e inoltre una varietà incredibile di avifauna, mentre sono assenti elefanti e bufali. Chi desidera fare un viaggio in Botswana non deve perdersi il tramonto sul “pan” , sembra di stare sulla luna ed in mezzo al nulla è qualcosa di impagabile!

La palude di Savute è il punto più profondo della depressione di Mababe ed è il solo luogo ad essersi riempito di acqua nella storia recente. Oggi la palude si è prosciugata ed attrae una vasta popolazione di animali, come iene e leoni. L’area selvaggia di Savute è parte del Parco Nazionale Chobe e confina con il Delta dell’Okavango. Vanta una delle più grandi concentrazioni di animali dell’Africa australe. Savute è conosciuto per il misterioso canale che scorre per 100 chilometri dal Fiume Chobe e porta acqua alla Mababe Depression creando una piccola palude.

Gruppi di mopane che si spingono per lo spazio con foreste fluviali, boschi di acacia, pozze d’acqua stagionali e canali tortuosi che conducono al possente fiume Khwai. Khwai era in precedenza una concessione di caccia ma un duro lavoro ha trasformato l’area in una nota destinazione da safari. Ricca di predatori, il leopardo, il leone, il ghepardo e il cane selvatico. Centinaia di branchi di bufali che attraversano il paesaggio e enormi branchi di elefanti, tronchi che oscillano e orecchie che sbattono. Infine, gli animali più piccoli: impala, babbuini che gridano dagli alberi e zibellini e antilope ruggente.

Chi fa un viaggio in Botswana non può assolutamente perdere una visita alle Victoria Falls che si trovano in Zimbabwe, al confine del nord del Botswana. Furono scoperte nel 1855 dal famoso esploratore scozzese Livingstone, che incantato da tanta bellezza, le chiamò Cascate Vittoria in onore della regina d’Inghilterra. Le popolazioni indigene le chiamano “Mosy oa Tunya” che significa “fumo tuonante”, nome che aiuta ad immaginare questa straordinaria meraviglia della natura. Il fiume Zambesi precipita in una profonda spaccatura, con un salto tra i 70 e i 100 metri, il boato è assordante e immense sono le nubi di vapore acqueo.

1° giorno: Italia – Botswana

Partenza con volo internazionale da Roma Fiumicino direzione Botswana,via Addis Abeba.

 Pasti e pernottamento a bordo.

30/09/1966 Indipendenza del Botswana - Me.Dia.Re. Mediazione, Dialogo, Relazione

2° giorno – Botswana-Maun

Arrivo a Maun e  dopo il disbrigo delle formalità doganali e il ritiro del bagaglio, trasferimento in lodge. Cena e pernottamento in lodge.

Delta dell'Okavango (Botswana) Kalahari: fauna selvatica, birdwatching

N.B consigliamo di prenotare per tempo escursione facoltativa in aereo al Delta dell’Okawango, da 400,euro per persona. Si svolgerà subito dopo aver lasciato i bagagli sul bus.

Veduta Aerea Degli Elefanti Delta Dellokavango Botswana Africa - Fotografie stock e altre immagini di Delta dell'Okavango - iStock

3°, 4° giorno – MOREMI GAME RESERVE (Okavango Delta) – KHWAI CONCESSION

Prima colazione in hotel. Inizio per un game drive guidato, nel Maremi Game Reserve. Una grande opportunità per osservare questo ecosistema unico al mondo. Il safari è il miglior modo per conoscere il Botswana incontaminato! Questi safari sono stati studiati in modo tale da garantire massimo comfort e rispondere a esigenze di libertà e sicurezza ma comunque avventuroso in stile africano. Il Delta è un ecosistema unico situato al centro di una delle maggiori distese di sabbia del mondo, il Bacino del Kalahari, proprio come un’oasi in un territorio inospitale.

BOTSWANA: che cosa vedere e come organizzare il viaggio al meglio. - My CapeTown

La vegetazione è lussureggiante e l’avifauna è tra le più ricche dell’Africa. Il fiume Okavango ha la propria sorgente nell’Altopiano del Benguela in Angola e prima di penetrare in Botswana attraversa circa 1.300 km di sabbia, poi si allarga e si disperde formando tre corsi principali ed un infinito numero di ramificazioni: canali, pozze e lagune di acqua incredibilmente limpida e pura che coprono una superficie di circa 16.000 kmq. I paesaggi dell’Okavango, le oltre 600 specie di animali e uccelli che vi abitano, la vita acquatica, tutto rende questa parte del continente africano, totalmente sconosciuta ai più, una delle mete più straordinarie. In questo connubio di terra e acqua la natura trionfa: pellicani, egrette, cicogne, aquile pescatrici, pesci tigre, coccodrilli, ippopotami, elefanti e anche, con un po’ di fortuna, predatori.

Moremi Game Reserve Botswana safari - Safari information for your Botswana holiday

Nel pomeriggio, game drive in una speciale riserva di caccia privata, gestita dalla comunità locale in Botswana, la Khwai Concession situata ai confini della Moremi Game Reserve e del Delta dell’Okavango, famosa per la sua incredibile densità di fauna selvatica (leoni, leopardi, cani selvatici, elefanti) e per offrire un’esperienza di safari più intima e flessibile, grazie alle sue regole più permissive rispetto ai parchi nazionali. Il fiume Khwai che la attraversa è un magnete per gli animali, rendendo l’area un punto cruciale per la fauna.

** Pensione completa.

Il Delta dell’Okavango, in Botswana, è una delle più vaste aree umide del pianeta, tra i più ricchi ecosistemi d’Africa, uno degli ultimi paesaggi naturali incontaminati. 

Moremi Game Reserve | Moremi Safaris | Natural High

Descritto come “il fiume che non incontra mai il mare” e Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, il fiume Okavango è sicuramente il luogo imperdibile del Botswana. Scompare in un labirinto di lagune, canali e isole ed è esteso per 15.000 kmq, situato nella regione nord-occidentale del Botswana. Si tratta del più ampio delta interno del mondo, che brulica letteralmente di animali: ovviamente migliaia di uccelli, elefanti, zebre, bufali, gnu, giraffe, ippopotami e kudu ed i colori che i tramonti regalano sono indimenticabili e difficili da trovare in qualsiasi altra parte del mondo. Questo fiume nasce in Angola, un ambiente straordinario che ha anche attirato diverse popolazioni, infatti vivono nei pressi del delta 5 etnie. La Moremi Wildlife Reserve copre 3000 kmq in mezzo al delta e per salvaguardarne la fauna è stata ufficialmente isolata dal resto della regione. Fuori dalla riserva non si vedono molti animali, ma i turisti sono meno numerosi ed il paesaggio altrettanto bello. Il centro amministrativo del delta e sede della principale pista di atterraggio della zona è Maun che si trova ad sessantina di chilometri a sud-est della riserva di Moremi.

 L’acqua del fiume scorre lucente e sinuosa, facendosi strada tra l’enorme distesa d’erba in cui scorrazzano elefanti e ippopotami. È uno spettacolo maestoso e incontaminato che lascia senza parole. Questa regione umida, estesa quasi come la Svizzera, è uno dei più sofisticati ecosistemi d’Africa: habitat privilegiato per bufali, antilopi, elefanti, ippopotami, coccodrilli, pesci e decine di specie di uccelli migratori

Nel cuore del Delta dell’Okavango, la Riserva di Moremi rappresenta una delle perle naturali più affascinanti del Botswana. Questo angolo di paradiso combina vaste pianure alluvionali, foreste lussureggianti e corsi d’acqua serpeggianti, creando un ecosistema unico che ospita una straordinaria varietà di fauna selvatica. Moremi è rinomata per la ricchezza della sua fauna: elefanti, leoni, leopardi, ghepardi e branchi di licaoni trovano rifugio in questo habitat incontaminato. Il mix tra terre asciutte e zone acquatiche rende questa riserva uno dei luoghi migliori per il birdwatching, con centinaia di specie di uccelli, tra cui aironi, martin pescatori e aquile pescatrici. L’accesso alla riserva avviene principalmente da Maun, la porta d’ingresso al Delta dell’Okavango. Da qui si possono organizzare safari in 4×4, escursioni in mokoro (le tradizionali canoe scavate nel legno) o voli panoramici che offrono una vista mozzafiato sulla riserva. L’alloggio varia dai campeggi immersi nella natura ai lussuosi lodge affacciati sulle lagune. La stagione secca (da maggio a ottobre) è il momento ideale per l’osservazione degli animali, poiché le pozze d’acqua attirano grandi concentrazioni di fauna. Durante la stagione delle piogge (da novembre ad aprile), il paesaggio si trasforma in un mosaico verdeggiante, con la nascita di molti cuccioli e un’attività ornitologica straordinaria.

giorno – MAKGADIKGADI PANS NATIONAL PARK

Dopo colazione, partenza per i Makgadikgadi Pans, una delle più grandi depressioni saline del mondo, un’autentica meraviglia dell natura, un luogo unico al mondo, per una superficie complessiva di circa 16.000 kmq. A causa della mancanza d’acqua il parco non è mai stato abitato. Il fascino del parco non sta tanto nella quantità di animali che lo popolano, quanto nella forte sensazione di solitudine ed isolamento, sensazioni ormai sempre più rare anche in Africa.

Visit the Makgadikgadi Pans in Botswana

I pans sono circondati da una savana erbosa, che durante la stagione delle piogge attrae la più grande migrazione delle zebre dopo quella del Serengeti. Da dicembre a marzo la maggior parte degli animali si trovano nell’area settentrionale del Nxai Pan, per poi tornare nel Makgadikgadi National Park da giugno a novembre.

Il Makgadikgadi Pans National Park forma praticamente un tutt’uno con il Nxai Pan National Park, dal quale è separato dalla strada pubblica Maun-Nata. Il fiume Boteti fa praticamente da confine. I Makgadikgadi Pans sono una delle più grandi depressioni saline del mondo, per una superficie complessiva di circa 16.000 kmq. A causa della mancanza d’acqua il parco non è mai stato abitato. Il fascino del parco non sta tanto nella quantità di animali che lo popolano, quanto nella forte sensazione di solitudine ed isolamento, sensazioni ormai sempre più rare anche in Africa.

Makgadikgadi, Botswana

I pans sono circondati da una savana erbosa, che durante la stagione delle piogge attrae la più grande migrazione delle zebre dopo quella del Serengeti. Da dicembre a marzo la maggior parte degli animali si trovano nell’area settentrionale del Nxai Pan, per poi tornare nel Makgadikgadi National Park da giugno a novembre.

** Pensione completa

6°, 7° giorno: CHOBE NATIONAL PARK

Dopo colazione, proseguimento per il Chobe National Park. L’ambiente qui è più aspro ma la concentrazione di fauna, a seconda delle stagioni, può essere molto alta: giraffe, elefanti, zebre, impala, antilope roana, antilope nera, gnu, kudu, bufali, facoceri e i relativi predatori. Leoni, iene, sciacalli, ghepardi e leopardi.

Parco Nazionale Chobe | Consigli per il paradiso degli elefanti in Botswana | Wereldreizigers.nl

Chobe è per estensione il secondo parco del Paese ed ha un’altissima concentrazione di fauna selvatica. È diviso in 4 ecosistemi differenti: Serondela nell’estremo nord-est con le sue verdi pianure; Savuti a occidente; Linyanti nel nord-ovest e il caldo e arido hinterland al centro.

How to Plan a Chobe Safari in Botswana | Chobe National Park Safari Guide

La prima idea di creare un Parco Nazionale per proteggere la fauna dall’estinzione e attirare visitatori risale al 1931 ma diventò realtà solo nel 1967 ed effettivamente Chobe divenne il primo Parco Nazionale del Paese. L’area fu estesa nel 1980 e nel 1987.

Crociera sul fiume al tramonto.

Crociera al tramonto sul fiume Zambezi | Territori Africa

**Pensione completa

il Chobe National Park, con una superficie di 11.700 km², è uno dei parchi più straordinari e da vedere assolutamente in Botswana. Il fiume Chobe costituisce il confine internazionale con la Namibia e Kasane, situata all’estremità settentrionale del parco, è il punto d’accesso alla zona, nonché il centro amministrativo della riserva. Famosa per le sue grandi concentrazioni di elefanti e bufali che si radunano lungo il fiume Chobe, questa è una riserva diversificata con savana secca e palude periodica, oltre alle vaste pianure alluvionali che fronteggiano il fiume e ai vasti tratti di boschi di teak nel nord est di il parco.

Botswana: Everything you need to know about Chobe National Park | South African Travellers

La popolazione di elefanti è stata responsabile della rimozione della foresta fluviale, che un tempo circondava il fiume Chobe, aprendo questo habitat per altri erbivori, i carnivori che predano su di loro e i turisti della fauna selvatica! Guardare le famiglie di elefanti bere e fare il bagno nel fiume è uno spettacolo indimenticabile, tanto più impressionante quando branchi di bufali, zattere di ippopotami e giganteschi coccodrilli del Nilo, fanno parte della scena. Leoni e iene sono spesso visti nelle pianure alluvionali dove Zebre e antilopi escono a pascolare. Il birdwatching sul fiume Chobe è spesso molto gratificante, con migliaia di anatre africane e pratincole dell’ala rossa.

Situato nel nord del paese, il Parco Nazionale di Chobe è famoso per la più grande popolazione di elefanti dell’Africa, con oltre 120.000 esemplari. Il fiume Chobe, che attraversa il parco, attira numerosi animali, rendendo i safari  un’esperienza straordinaria. Durante la stagione secca, grandi mandrie di bufali, antilopi e predatori si radunano lungo le rive, offrendo avvistamenti spettacolari. La stagione delle piogge (da novembre ad aprile) offre paesaggi più verdi e l’opportunità di avvistare numerosi uccelli migratori. Un viaggio in questo angolo selvaggio del Botswana rimane impresso nella memoria di ogni visitatore, trasformandosi in un’esperienza irripetibile. 

8°, 9° Giorno VICTORIA FALLS (Zimbawe)

Colazione  e partenza per per raggiungere la frontiera con lo Zimbabwe; dopo l’espletamento delle formalità di polizia e di dogana si continua per Victoria Falls. Il passaggio della frontiera può necessitare fino a 3 ore durante l’alta stagione. Visita alle Cascate Vittoria .

10 attività per vivere tutte le emozioni delle Victoria Falls - Lonely Planet

 

Le Cascate Vittoria si estendono su più di 1600 m. di larghezza e sono il “punto” dove il mitico fiume Zambesi si getta da ben 95 metri nel vuoto facendo sì che 5 milioni di litri d’acqua al secondo precipitino creando nubi di vapore acqueo che si innalzano nel cielo e, condensandosi in minute goccioline, per effetto della rifrazione dei raggi del sole creano stupendi arcobaleni. Musi-o-Tuna (il fumo che tuona), così gli indigeni chiamano le cascate che furono “scoperte” dall’esploratore inglese David Livingstone nel 1853.

Le cascate Vittoria - Kanaga Africa Tours

Le Cascate Vittoria ti sorprenderanno per la loro maestosità! Sono tra le meraviglie naturali più spettacolari del Pianeta e ti lasceranno letteralmente a bocca aperta. Qui, il fiume Zambesi si getta in una gola profonda, creando un sipario d’acqua che si estende per oltre 1.700 metri, con un salto vertiginoso di più di 100 metri. Il fragore della cascata si sente a chilometri di distanza e la nebbia sollevata dall’impatto dell’acqua con la roccia avvolge il paesaggio in un’atmosfera quasi surreale. Lasciati incantare da questo angolo di mondo e immergiti in uno scenario straordinario, fatto di panorami indimenticabili e avventure adrenaliniche.

NOTA STORICA: Le Victoria Falls, conosciute localmente come Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”, sono state riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il 15 dicembre 1989, grazie alla straordinaria bellezza naturale, alle caratteristiche geologiche uniche e al loro valore universale eccezionale. Il sito si estende su circa 6.860 ettari, condivisi tra il Mosi-oa-Tunya National Park in Zambia e il Victoria Falls National Park in Zimbabwe, simbolo della cooperazione tra i due paesi nella protezione di questo spettacolo naturale. Visitare entrambi i lati delle cascate permette di cogliere prospettive diverse: l’imponenza del salto d’acqua, la ricchezza della fauna circostante e la magia del paesaggio che ha affascinato esploratori, artisti e viaggiatori per secoli.

Cena spettacolo e pernottamento.

10° giorno – VICTORIA FALLS (Zimbawe) – Italy

Dopo colazione, partenza per l’aeroporto per il vostro volo di rientro in Italia via Addis Abeba,pasti e pernottamento a bordo.

11° giorno –  Roma Fiumicino

Arrivo e fine dei nostri servizi

 

La quota comprende 

  • Voli di linea  Roma-Maun e Cascate Vittoria -Roma con scalo, franchigia bagaglio 20 kg
  • Tutti i trasferimenti privati con bus e jeep  4 x 4 durante safari
  • Pernottamenti in hotel e lodge trattamento di mezza pensione in Botswana dalla cena primo giorno alla prima colazione dell’ultimo giorno
  • Guida locale in lingua italiana per la durata del tour
  • Tutte le escursioni e ingressi indicati nel programma
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio massimale 1.500,00
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO INTERO VALORE DEL VIAGGIO
  • Gadget  e informazioni sulla destinazione

Non Include:

  • Tasse aereoportuali pari a euro   soggette a riconferma sino emissione dei tkt aerei
  • Tutte le bevande a meno che specificate
  • Volo panoramico Delta Okavango e Cascate Vittoria
  • Mance



Nepal: un’avventura indimenticabile in un Paese straordinario

Un’avventura indimenticabile in un Paese straordinario

Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”.
(tratto da Sri Vidya n.4 pag.5)

Vi sono molti modi di effettuare un viaggio Nepal ma l’approccio di questo tour, oltre alle meraviglie culturali e paesaggistiche che Vi presenta, è caratterizzato dall’aspetto architettonico. Vi sembrerà di toccare il cielo …. con le mani. Inoltre sono previste delle…

VISITE UNICHE DI ALCUNI VILLAGGI CHE NON SONO TOCCATI DAL TURISMO. 

11 giorni di spiritualità coinvolgente e multiforme associata a paesaggi unici al mondo e tanta cultura e architettura. Questo Viaggio sarà  indubbiamente uno di quei viaggi che ti lascia qualcosa anche quando torni, e che forse non sparirà mai dai ricordi. Tutte le  aspettative, saranno pienamente soddisfatte da un viaggio ricco di conoscenze, persone, colori, animali, natura, libertà.

La vita è un ponte,non costruitevi sopra alcuna dimora.

E’ un fiume,non aggrappatevi alle sue sponde.

 E’ una palestra:usatela per sviluppare lo spirito,esercitandolo  sull’apparato delle circostanze.

E’ un viaggio: compitelo e procedete!!

Buddha

 

Vi sono anche importanti siti Patrimonio dell’Unesco
Descriverlo tutto qui sarebbe davvero impossibile.

Antiche città cosparse di affascinanti templi induisti, incantevoli monasteri buddhisti, spettacolari paesaggi cui fanno da fondale le vette più alte della terra, campi terrazzati di riso fin oltre i 3000 metri di altitudine, foreste d’alta quota, ghiacciai e foreste tropicali. Gli scenari del Nepal rimangono giustamente una delle principali attrazioni. Ma questa piccola e straordinaria striscia è anche ricca di storia, cultura e tradizioni. In Nepal si viene trasportati, come su una macchina del tempo, tra strade logorate dal tempo sulle quali si affacciano irregolari pagode con più tetti sovrapposti, tra migliaia di stupa e di sculture in pietra, tra stanze adorne di maschere tremende, tra ruote della preghiera e tappeti tibetani. Il tutto avvolto da una colonna sonora di canti, inni tantrici  e musica nepalese o della dolce nenia di un flauto. La religione è la linfa vitale del Nepal, che è ufficialmente un paese induista, ma che in realtà professa un sincretismo di induismo e buddhismo, con influenze tantriche. Chi non è né buddhista né induista, è in genere musulmano, cristiano o uno sciamano.

Il Nepal è una piccola e straordinaria striscia di terra i cui territori spaziano dalla pianura del Gange alla catena montuosa dell’Himalaya. Purtroppo si tratta di uno dei paesi più poveri al mondo. Allo stesso tempo però il suo territorio è ricco di storia, cultura tra antiche città cosparse di affascinanti templi induisti, incantevoli monasteri buddhisti a cui si alternano panorami mozzafiato, legati soprattutto agli stupendi scenari montuosi, dove ammirare la catena Himalayana, la più alta del mondo dove vivere una vacanza in un paese per tutti i gusti. La sua capitale, Kathmandu, considerata per molto tempo la Firenze dell’Asia, è un misto di progressiva modernizzazione e di un affascinante centro storico, dove sono nascosti infiniti tesori architettonici da ammirare perdendosi in quel suggestivo dedalo di stradine che guidano alla scoperta delle sue belle piazze e magnifici templi.La cosa che più vi colpirà,sarà il sorriso della gente,nonostante siano poveri,vi sorrideranno SEMPRE  e ovunque,in strada ,in hotel,nei ristoranti,nei templi,ovunque andiate, NAMASTE’ questa è la parola che sentirete sempre,accompagnata da un grande sorriso,qui,per fortuna,ma credo ancora per poco,purtroppo,(il mondo globalizzato si inizia a far sentire anche qui…)si avverte ancora una Grande spiritualità che ti avvolge e ti sommerge e ti senti davvero piccolo piccolo davanti a tanto amore e cortesia,e sapete perché?Leggete ciò che segue:

 Lo Specchio del Karma

La credenza nel karma induce la gente a sopportare con rassegnazione le sventure …. Il peccatore non è punito per i suoi peccati, sono questi a punirlo, di conseguenza non esiste il perdono e nessuno può concederlo. Il karma, nonostante il nome suggerisca un´entità autonoma, agisce in modo impersonale ed in maniera inesorabile. Si tratta di una proprietà delle azioni, che – a seconda della loro natura – inevitabilmente producono conseguenze avverse o felici. Possiamo considerarlo come l´interpretazione etica del principio di causa ed effetto. Le azioni dei santi che riescono a raggiungere l´illuminazione non proiettano più alcun karma, perché essi ormai sono liberi dalla Ruota e non rinasceranno più. Le tecniche per raggiungere questa conoscenza sono custodite nei sacri testi e nelle pratiche degli asceti, trasmessi da maestro a discepolo nel silenzio dei romitaggi, nella verità dell´esperienza diretta. Scacciati dall´India, gli insegnamenti del Buddha trovarono nuova forza ed alimento in Cina, dove nel sesto secolo il patriarca Bodhidharma fondò la setta della meditazione (Ch´an) che avrebbe poi dato origine in Giappone al buddismo Zen (con tutto l´inevitabile corredo di miseria e sofferenza unito alle gioie effimere ed ai fugaci amori. Il saggio è colui che tutto accetta e nulla brama. Quante volte abbiamo visto l´enigmatico sorriso del Buddha sui volti di …) Nell’età in cui si crede ancora che gli esseri siano insostituibili…adesso avete capito perché sorridono sempre ?

 

 

Un altro testo mistico tibetano, di lettura più agevole, è il poema che s´intitola La Legge del Buddha tra gli uccelli, ghirlanda preziosa. In una delle strofe il gallo dice:

Il compiere azioni mondane non ha fine.
Nella carne e nel sangue non c´è stabilità.
Mara, Signore della Morte, non è mai assente.
L´uomo più ricco se ne va solo.
Siamo obbligati a perdere coloro che amiamo.
Dovunque guardiate, nulla v´è di sostanziale.
Mi comprendete?

 

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Non è retorica: ogni più piccolo dettaglio è decisivo e lo curiamo per offrirti un servizio qualitativamente superiore. Tutto nei nostri programmi è studiato con competenza e professionalità a accuratezza.

 

1° GIORNO: ROMA – KATHMANDU

Partiremo da Roma con un volo di linea con scalo per Kathmandu. Pasti e pernottamento a bordo.

2° GIORNO: KATHMANDU 

Arrivo a Kathmandu .Operazioni di rilascio visto nepalese. Seguirà l’incontro con il nostro rappresentante e l’accoglienza con un tipico benvenuto nepalese.

Kathmandu capitale culturale e politica del Nepal - India Nepal Viaggi

Questa città vi regalerà, con la sua atmosfera medioevale intatta nei ritmi, nelle preghiere, nei canti sacri, emozioni indimenticabili.

Nel pomeriggio, visiteremo la Durbar Square, un tempo molto più ricca di oggi, ma che è stata dilaniata dal terremoto del 1934. Questa piazza è il cuore storico della città vecchia e il più importante patrimonio architettonico tradizionale. Camminare ed osservare questo luogo fa perdere la cognizione del tempo, donando uno sguardo alla più antica atmosfera di questa città. L’area di Durbar Square è costituita di tre piazze collegate: Basantapur Square, Hanuman Square e per l’appunto Durbar Square.

Il tempio più grandioso di Durbar Square è senz’altro il Tempio di Taleju.

Monaci buddisti in preghiera a Kathmandu in Nepal, - Primopiano - Ansa.it

Eretto nel 1564 in onore della dea indiana Taleju Bhawani, che divenne la divinità principale dei Malla, una sorta di dea reale a cui infatti fu dedicato un tempio a Kathmandu da Mahendra Malla (templi similari si possono trovare anche a Patan e Bhaktapur).

La posizione dominante nella piazza è dovuta al suo basamento a 12 livelli (il tempio raggiunge un’altezza di 35 metri) e sempre 12 sono i templi in miniatura che sorgono all’altezza dell’ottavo anello che forma un muro, come a voler racchiudere il tutto in una splendida ghirlanda e all’interno delle mura si trovano altri quattro piccoli templi a cui corrispondono altrettanti portali magnificamente scolpiti.

Una curiosità del luogo è un piccolo santuario sul lato occidentale del complesso. Un albero è letteralmente sbucato dal suo tetto, schiacciando l’intera struttura.

Purtroppo l’ingresso nel complesso è chiuso al pubblico ed anche per gli hindu esso è limitato alla sola festa annuale del Dasain, un’importantissima festa nepalese che commemora la vittoria degli dei sui demoni.

Ammireremo dall’esterno il Palazzo Reale Hanuman Dhoka. In origine il complesso contava 35 cortili e si estendeva fino a New Road, ma il devastante terremoto del 1934 ridusse il palazzo agli attuali 10 chowk (cortili). Una statua del dio-scimmia Hanuman è posta a protezione dell’ingresso (dhoka) del palazzo e da ciò prende il nome. La statua risalente al 1672 è avvolta in un mantello rosso ed è riparata da un parasole. Ormai il volto del dio è scomparso sotto uno spesso strato di pasta arancione applicata da generazioni e generazioni di fedeli.

Bhaktapur Durbar Square attraction reviews - Bhaktapur Durbar Square tickets - Bhaktapur Durbar Square discounts - Bhaktapur Durbar Square transportation, address, opening hours - attractions, hotels, and food near Bhaktapur Durbar Square - Trip.com

Visiteremo il grande Stupa di Swayambhunath, uno dei gioielli architettonici della valle di Kathmandu. Il “tempio delle scimmie”, così chiamato per il gran numero di tali sacri animali che lo popola, è legato ad un’antica leggenda secondo cui la valle di Kathmandu un tempo fosse un lago fin quando dalle acque sorse la collina in cima alla quale c’è oggi Swayambhunath che letteralmente significa “che sorge da sé”.

Saliremo i 365 gradini fra le bandierine di preghiera coloratissime e i pellegrini, per raggiungere l’antico stupa con gli occhi compassionevoli del Buddha.

Tempio di Swayambhunath (Kathmandu) - Tripadvisor

Visitare questo santuario antico di duemila anni, è sicuramente un’esperienza irripetibile. Il carattere mistico di questo complesso venerato tanto da buddisti quanto da indù, rende l’impatto con Swayambhunath quasi sconvolgente.Potrete osservare i quattro volti del Buddha che, dalla guglia, guardano attraverso la valle nei quattro punti cardinali. Il segno a forma di naso è in realtà il numero nepalese ek (uno), che rappresenta appunto l’unità, mentre il terzo occhio simboleggia la capacità di divinazione del Buddha. La valenza simbolica, è in realtà insita in ogni elemento di questa struttura.Alla base dello stupa centrale, ci sono le ruote di preghiera, su cui è inciso il mantra [5] sacro “om mani padme hum” (saluto il gioiello di loto) e i pellegrini camminano intorno allo stupa facendole girare.

Swayambhunath Stupa - Tempio delle scimmie di Kathmandu, 1a scelta

Mantra analoghi sono ricamati sulle bandiere sopra lo stupa e si dice che queste preghiere saranno portate in cielo dai venti.Rientro in hotel per il pernottamento e la cena.

3° GIORNO: KATHMANDU

Dopo la prima colazione in hotel, trasferimento a Dakshinkali, una località a pochi km da Kathmandu, famosa per il tempio dedicato alla dea Kali dove il martedì e il sabato centinaia di fedeli offrono dei doni quali fiori, frutta e incenso, ma anche galli e capretti che vengono sacrificati alla dea.

Dakshinkali Temple in Kathmandu Nepal

Un’emozione fortissima, sconsigliata a chi non sopporta la vista del sangue, ma di certo da non perdere per chi non ne soffre e desidera conoscere riti antichissimi.

Il sangue degli animali, una volta sgozzati e decapitati, verrà infatti utilizzato per cospargere i bassorilievi che raffigurano la dea, al fine di placarne la sete.

Dakshinkali Temple: History, Origin, Attractions, How to Reach

In questo luogo il profumo degli incensi si mischia con quello delle carni arrostite, l’oro con il carminio e tutto si colora dello splendore e dell’orrore dei più antichi rituali.

Il luogo è situato alla confluenza di due fiumi sacri, in una foresta che, nei giorni dedicati al sacrificio, risuona del banchettare dei fedeli che passano tutta la notte mangiando le carni il cui sangue è stato dedicato alla dea.L’ingresso al cortile interno dove è conservata una statua di Kali, è consentito solo agli hindu.

Partenza quindi per la visita di Kirtipur, attualmente un piccolo villaggio a 5 km da Kathmandu, ma un tempo, un importante centro per il controllo della valle.

Kirtipur - viaggio in Nepal - VIA DELLA SETA.NET blog

Tra le viuzze sorgono templi medievali immersi nella tranquillità di questa città che fu utilizzata come base d’appoggio da Prithvi Narayan Shah, per sferrare attacchi devastanti al regno dei Malla, dopo essere stata presa d’assedio. La resistenza della città fu talmente grande che, una volta conquistata, subì una vera e propria vendetta: a tutti i maschi della città furono mozzati naso e labbra, mentre furono risparmiati soltanto coloro che sapevano suonare uno strumento a fiato per il diletto del re.

La città vecchia si trova in cima ad una collina che domina la strada principale della città.

Nepal - Kirtipur - Bagh Bhairab Temple - 26 | Kirtipur (Nepa… | Flickr

Molto interessante da vedere è il Tempio di Bagh Bhairav, dedicato al dio Bhairav, nella forma di una tigre, dio protettore di Kirtipur. La facciata del tempio è decorata con spade e scudi appartenenti ai soldati sconfitti durante la conquista. Sacrifici animali sono compiuti durante il martedì e il sabato.

Il pomeriggio sarà dedicato alla visita della città di Patan che molti abitanti chiamano ancora con l’antico nome sanscrito Lalitpur  “Città della Bellezza” o con quello Newari Yala.

Si tratta dell’antica capitale del regno, oggi divenuta quasi un sobborgo di Kathmandu, situata sull’altra sponda del fiume Bagmati.

PATAN DURBAR SQUARE: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Inizialmente la città fu progettata con la forma del Dharma-Chakra buddhista (Ruota della giustizia). Qui la maestria degli artisti Newari raggiunge il massimo splendore nell’architettura dei templi, delle case e delle piazze.

La città offre un’antica tradizione buddhista che si è insinuata anche nei suoi templi hindu. Come vuole la tradizione, i quattro stupa che sorgono in corrispondenza dei quattro punti cardinali furono fatti erigere dal grande imperatore buddhista Ashoka intorno al 250 a.C.

La maggior parte degli edifici storici di Patan risale al XVI, XVII e XVIII secolo, durante il periodo Malla, infatti la città fu governata da nobili locali fino all’avvento del re Shiva Malla di Kathmandu.

Il cuore di questo magnifico centro abitato corrisponde all’antica Durbar Square da cui si dipartono quattro vie che portano agli stupa di Ashoka.

Come a Kathmandu, infatti Durbar Square si trova di fronte all’antico palazzo reale e la sua è senz’altro la più grande e straordinaria rassegna di architettura Newari di tutto il Nepal.

Il Tempio di Krishna, costruito nel 1723, chiude quest’incantevole piazza, con le sue affinità architettoniche con Krishna Mandir, nella parte settentrionale di Durbar Square.

Tutto il lato orientale è occupato dal Palazzo Reale di Patan, una delle più belle strutture del Nepal nonostante sia stato costruito nel XIV secolo, ampliato nei secoli XVII e XVIII e successivamente restaurato più volte.Esso presenta una bizzarra facciata, con cornicioni sporgenti e finestre scolpite con delicate imposte di legno.Una delle migliori collezioni di arte religiosa dell’Asia è conservata nel Museo di Patan, una parte del palazzo, un tempo residenza dei Malla.Le bellezze di Patan di certo non si esauriscono in Durbar Square, anzi, l’infinità di squisitezze architettoniche sarà tutto intorno a voi.

Visiteremo il Tempio d’Oro (Kwa Bahal), conosciuto anche come Hiranya Varna Mahavihara, così chiamato per via delle lastre dorate che ne ricoprono gran parte della facciata ricoperta di rilucenti figure. Si tratta di uno straordinario monastero buddhista fondato probabilmente nel XII secolo, ma che occupa la posizione attuale, appena a nord di Durbar Square, dal 1409. Esso è caratterizzato da due straordinari portali, uno stretto in pietra e l’altro di legno. Due elefanti in pietra sono a guardia del portone, mentre la facciata è ricoperta di rilucenti figure buddhiste, questo vi può far intendere la magnificenza di questo tipo di architettura. All’interno del tempio potrete osservare gli sgargianti leoni dipinti e la firma del maestro scultore che lavorò il portale.

Golden Temple Patan Nepal | Patan Durbar Square, UNESCO Worl… | Flickr

4° GIORNO: KATHMANDU

Dopo colazione, visita di Boudhnath Stupa (Patrimonio dell’Unesco), un luogo unico che pulsa ogni giorno di vita. Si tratta di uno stupa di altissimo livello. Qui ogni giorno migliaia di pellegrini si incontrano per camminare, come vuole la tradizione, intorno alla cupola centrale. In questo luogo si manifesta la cultura buddhista tibetana, le stradine intorno allo stupa sono ricche di laboratori che producono candele, corni, tamburi e campane e altri oggetti necessari alla vita di culto buddhista.

Un tempo lo stupa era una stazione di posta molto importante nella regione, qui i mercanti si fermavano per pregare e propiziare il viaggio prima di partire ed oggi lo stupa attira molti discendenti delle popolazioni tribali tibetane. Vi sarà anche possibile vedere occidentali con indosso le tipiche vesti di preghiera marroni, infatti molti monasteri intorno allo stupa hanno aperto le porte a studenti stranieri.

Linda de boudhanath stupa no tempo de manhã em kathmandu, nepal | Foto Premium

Il primo stupa risale al 600 d.C. che, come vuole la leggenda, fu voluto dal re tibetano come atto di penitenza per aver ucciso accidentalmente il padre. Comunque sia lo stupa di oggi non è altro che una ricostruzione in quanto l’originale fu demolito nel XIV secolo.

Ogni parte del complesso è perfettamente proporzionata, tanto da rendere unico lo stupa che, si dice, conservi un frammento d’osso del Buddha Storico.Un numero molto elevato di ruote di preghiera è presente tutto intorno alla base, all’interno di 147 nicchie.

Proseguiremo con la visita di Pashupatinath (5 km da Kathmandu), anch’essa Patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un luogo sacro per gli induisti, meta di viaggio per i pellegrini da tutta l’Asia e non solo dal Nepal. Altrove Shiva è venerato nella terribile forma distruttiva di Bhairab, ma a Pashupatinath egli è celebrato come Pashupati, “il signore protettore degli animali e guida delle greggi”. Questo piccolo villaggio interamente dedicato a Shiva, sorge sulle sponde del fiume Bagmati.

Nepal - Il Tempio di Pashupatinath dedicato a Shiva

 

Qui i fedeli vengono per purificarsi e per morire, esso infatti è da sempre luogo prescelto per la cremazione dei morti sui ghat (scalinate in riva al fiume), le cui ceneri sono disperse nel fiume sacro nepalese, appunto il Bagmati che poi confluisce nel Gange, fiume sacro indiano e madre di tutti i fiumi.I corpi vengono avvolti in veli e deposti lungo la riva del fiume, quindi cremati su una pira di legno.

Pashupatinath Temple of Nepal : History, Entry, Daily Rituals, Hours

L’accesso al tempio principale è permesso esclusivamente agli hindu e solo i membri della famiglia reale possono essere cremati esattamente di fronte il Tempio di Pashupatinath. Vi preghiamo di voler, in segno di rispetto dei familiari del defunto, evitare di fare foto come se si fosse ad uno spettacolo di teatro, dietro e nelle vicinanze della pira ci sono persone che soffrono.

Nella pomeriggio visiteremo Bhaktapur. Molti nepalesi chiamano ancora questa città col nome Newari Khwopa ovvero “Città dei devoti”, nome che si presta particolarmente data la presenza di tre grandi piazze ricche di templi, esempi eccellenti dell’architettura nepalese in netto contrasto con l’atmosfera rurale del posto.

PIAZZA DURBAR - BHAKTAPUR: Tutto quello che c'è da sapere

Si tratta di un vero e proprio sito archeologico di una bellezza unica, un luogo in cui passeggiare col naso all’insù tra i bellissimi templi, sarà senz’altro un intrattenimento meraviglioso.

Cena e pernottamento in hotel.

5° GIORNO: KATHMANDU – CHITWAN 

Dopo LA colazione, partenza per il Parco  Nazionale di Chitwan (dove chitwan è un termine hindu che significa “cuore della giungla”), nella regione meridionale del Terai (dal persiano “lande umide”) a sud delle colline Siwalik, istituito nel 1973 anche se già nel XIX secolo era zona protetta in quanto riserva di caccia per aristocratici nepalesi e stranieri. Questa è una delle principali attrattive del Nepal che dichiarata nel 1984 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Wild Nepal: The best of wildlife in Chitwan National Park | Wanderlust

Si tratta di una grande riserva naturale che si estende su un’area di oltre 932 kmq, ricoperta di altissime erbe foreste pluviali e paludi, puntellata da molti laghetti, oltre al fiume Rapti e il fiume Narayani. La riserva è popolata da rinoceronti indiani unicorno, tigri, coccodrilli, elefanti, buoi della giungla, orsi labiati, leopardi, sciacalli, cinghiali e 450 tipi di uccelli, ma ricordate che la maggior parte degli animali vive di notte e sarà per questo che si tratterà di rari incontri con i grandi animali della riserva. L’orizzonte è caratterizzato dalla cima dell’Himalaya.

Parco Nazionale di Chitwan - I luoghi da visitare con i viaggi di VeM

La flora è costituita essenzialmente da foreste di sal (tipico albero che cresce alle pendici della catena himalayana e principale specie a legno duro della regione) e vaste zone di phanta (prateria).

Per quanto riguarda la fauna, come potete aver capito, vi sono un’infinità di specie, nonostante la costante opera distruttiva dei bracconieri, e vale la pena stare attenti, perché avrete modo di vedere una moltitudine di specie di farfalle, alcune anche grandi quanto una mano!

Dopo pranzo, attraverseremo la foresta dei villaggi delle tribù Tharu che vivono ai confini del parco, tutt’intorno alla città Sauraha. Per queste genti la principale fonte di sostentamento è l’agricoltura, ma, lungi dall’essere banale, questa popolazione è ricca di sorprese e curiosità. I Tharus sono considerati i diretti eredi di Siddhārtha Gautama Buddha, il maestro illuminato guida e principio del buddhismo, le cui origini sono state concordemente individuate a Lumbini città per l’appunto nella valle Terai. Tra le particolarità di queste popolazioni spicca la resistenza genetica alla malaria, oggetto di studio da parte di diversi team internazionali. Dal punto di vista culturale loro stessi si definiscono genti della foresta, dove hanno abitato per centinaia di anni praticando la caccia, la raccolta e la coltivazione con rotazione dei campi e maggese, basata su riso, senape, lenticchie e frumento.Cena e pernottamento in hotel.

6° GIORNO: CHITWAN 

Giornata dedicata alle attività della giungla, come il Jeep safari ed il Jungle walk.

45 minuti di canoa sul fiume Rapti nel Parco nazionale di Chitwan (2026) - Sauraha - con recensioni

Continueremo dopo pranzo con il safari in canoa  sulle acque del fiume Narayani, che è forse il modo con cui è possibile avvistare il maggior numero e varietà di animali, restando pressoché comodi. Particolarità faunistica, che con  un po’ di fortuna,( molta) si potrebbe  ammirare in questo safari è il coccodrillo gaviale, un lontano parente del coccodrillo di mare australiano. Sono stati ritrovati fossili risalenti a 110 milioni di anni fa che presentano la stessa singolare fisionomia del gaviale, caratterizzata, appunto, da un muso sottile e allungato, dal quale spunta una fila disordinata di denti adatta alla sua dieta a base di pesce.

Simile a un coccodrillo, ma con i denti piccoli

Il muso termina con una estremità bulbosa chiamata ghara (un vaso locale) da cui deriva il nome hindi del coccodrillo gharial. Nel Chitwan, per arginare il rischio di estinzione, si seguono diversi programmi di allevamento che hanno portato alla liberazione di diversi giovani esemplari in molti fiumi del Terai. In ogni caso moltissime specie di uccelli ci faranno compagnia durante il nostro percorso.

Cena e pernottamento in hotel.

7° GIORNO: CHITWAN – BANDIPUR – POKHARA  

Dopo colazione, trasferimento a Bandipur. Esploreremo il villaggio di Bandipur a bordo della tipica funivia locale con una spettacolare vista del panorama e delle montagne, scoprendo usi e costumi del popolo locale.

Bandipur 2026: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

La visita proseguirà per Pokhara (ca. 100 km) attraversando le precolline dell’Himalaya. Sul Siddhartha Highway si raggiunge la pittoresca valle di Pokhara (890 m) sullo sfondo l’imponente muraglia dell’Himalaya. Il lago riflette le vette innevate del Macchrapuchare (6997 m), Lamjung (6900 m), Manaslu (8163 m) ed altre vette.

Things to do in Pokhara | Ace the Himalaya

Valle di Pokhara: un paesaggio naturale molto bello e suggestivo da cui poter ammirare la magnifica catena dell’Himalaya come mai potreste immaginare. Considerata a pieno titolo il ruolo di prima città turistica del Nepal, lontana dal caos ed immersa nell’aria pura di queste straordinarie vette e considerata la porta dell’Annapurna (il più famoso tra gli itinerari di trekking), un impressionante massiccio, parte integrante dell’Himalaya.

Pokhara - Wikipedia

Cena e pernottamento in hotel.

8° GIORNO: POKHARA 

Prima dell’alba avremo modo di raggiungere Sarangkot, un piccolo villaggio a 1.592 m di altitudine, da dove si gode una fantastica vista del lago e, nelle giornate limpide (speriamo di trovarle anche noi), di un lungo tratto della catena himalayana, dal Dhaulagiri (8.167 m) a ovest alla perfetta sagoma piramidale del Machhapuchhare (6.997 m) a est da cui potrete ammirare la cima arrotondata dell’Annapurna e la sagoma piramidale del Machhapuchhare.

Sarangkot Sunrise Tour da Pokhara - 2023 - Viator

Il sole a quest’ora tinge le vette d’un colore paradisiaco e potrete ammirare questo spettacolo per cui sicuramente non ci sono parole sufficienti atte a descriverlo, da diversi punti panoramici tra cui una torre o una distesa erbosa per l’atterraggio degli elicotteri.

MACHAPUCHARE: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Sarangkot Pokhara-Land Nepal

Ritorneremo quindi a Pokhara, posta ai piedi delle più alte vette del pianeta, nei pressi di tre laghi e della gola del fiume Seti (famoso per le escursioni in kayak)

Sarangkot Sunrise View - Klook

Risale al XVII secolo un tempio degno di nota presente nella Pokhara vecchia: il Tempio di Bindhya Basini, consacrato a Durga, l’incarnazione guerresca di Parvati, qui venerata nella forma di salingram (ammonite fossile).

Pokhara Tourism (2023): Best of Pokhara, Nepal - Tripadvisor

Potrete fare un giro per i bazar e i vivaci locali che affollano il lungolago.

La città vecchia a nord della vivace Mahendra Pul può dare un’idea di come fosse Pokhara prima dell’avvento del turismo. Al suo interno si celano preziosi tesori architettonici Newari con elementi decorativi in mattoni e finestre intagliate in legno. Nella Pokhara vecchia vi sono numerosi negozi di oggetti sacri, di ceste e di ceramiche.

Dopo la visita rientreremo all’hotel per la colazione e visiteremo dlo Shanti Stupa .

 Shanti Stupa - Ladakh - Discover Leh LadakhLa “Pagoda per la pace nel mondo” o Shanti,è collocata sul picco dell’Anandu sospesa su un ripido crinale (640m) che domina il Phewa Tal. Una pagoda per la pace è uno stupa buddhista concepito per le persone di ogni razza e credo che concentra e unisce il desiderio di pace. La maggior parte di essi sono stati costruiti sotto la guida del monaco buddhista giapponese Nichidatsu Fuji, che dedicò la sua vita alla diffusione della non violenza ispirato da un incontro con il Mahatma Ghandi (1931). Le prime pagode della pace furono costruite nel 1966 a Hiroshima e Nagasaki e nel 2000 sorgevano ormai ben 80 pagode per la pace in tutto il mondo.

Il monumento è una meta religiosa visibile da qualsiasi punto della valle di Pokhara ed è l’unico stupa collocato ad una tale altezza in questa zona.

Nel pomeriggio, visita alle cascate Devis.

Esplora Pokhara: tour guidato di un'intera giornata con Sarangkot Sunrise - Klook Stati Uniti

La caduta di Devi, o Davis Falls, è una fantastica cascata situata a circa due chilometri a sud-ovest da Pokhara sull’autostrada per Tansen. Le cascate sono magnifiche, ma la cascata di Devi è unica rispetto a tutte le altre cascate, perché l’acqua si perde nella terra; non puoi vederne la fine.

Un altro posto che puoi ammirare, insieme a Davis Falls, è la grotta di Gupteshwor, la grotta più lunga del Nepal e forse la più attraente e misteriosa di tutta l’Asia meridionale, dove è possibile ammirare le strutture di divinità formatesi naturalmente, ma l’attrazione principale è lo Shiva Lingam verticale.

Cena e pernottamento.

9° GIORNO: POKKHARA – KATHMANDU

Dopo colazione, rientro a Kathmandu, circa 7 ore,soste incluse. Tempo libero a disposizione e in serata, cena tipica con danze locali in uno dei migliori ristoranti della zona. Pernottamento in hotel.

10° GIORNO: KATHMANDU – ITALIA-ROMA  o altre citta’.

Dopo colazione, trasferimento in aeroporto in tempo utile per le operazioni di imbarco. Pasti e intrattenimento a bordo.Arrivo a Roma  in serata e fine dei servizi.

 

 

La quota comprende:

  • Voli di linea  con scalo, Roma-Kathmandu-Roma  in classe economica 20 kg bagaglio
  • Sistemazioni  in hotel 4****
  • Pensione completa
  • Trasferimenti e visite guidate con mezzo privato con aria condizionata e guida in lingua italiana  per tutta la durata del tour.
  • Ingressi ove previsti
  • Attività da programma nel Parco Nazionale di Chitwan
  • Gita in barca nel lago di Pokhara
  • Assicurazione medica (50.000,00 euro) e bagaglio (1.500,00 euro)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore costo del tour.
  • Kit viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 480,00 (tariffa soggetta a riconferma fino all’emissione dei biglietti)
  • Bevande ai pasti
  • Visto ingresso in Nepal da pagare in loco all’arrivo pari a circa euro 30,00, portare 2 foto dall’Italia
  • Mance per autista guida facchini
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non previsto alla voce la quota comprende

 

 

 

 

 




Pasqua Processione Cristo Morto Somma Vesuviana -Processione Fujenti-ecc. da Bari

Gli Amici nei Viaggi  di Giorgio  opera da numerosi anni, nel settore della promozione della cultura e dell’arte, speciali attività  turistico/culturali attraverso attività e iniziative volte ad una migliore fruizione del patrimonio culturale. Gli ambiti di riferimento sono: TURISMO e CULTURA; EVENTI e SPETTACOLI; FORMAZIONE e DIDATTICA. Per raggiungere questo obiettivo, cerca e collabora con le migliori  guide e associazioni culturali dei luoghi da visitare al fine di ottenere un valore aggiunto alla propia offerta.

Oltre ai servizi turistici standard organizziamo: cene spettacolo, visite in forma di spettacolo, itinerari enogastronomici, visite guidate narrate, degustazioni e servizi turistici generici caratterizzano la nostra offerta, con l’obbiettivo di trasmettere al visitatore le emozioni e il sapere con una modalità rilassante ma intensa. Il teatro, il gusto, la cultura e il folklore sono le quattro parole chiave, con le quali ci prendiamo cura del cliente, unendole a una sapiente organizzazione e gestione dei tempi di visite.

Attraverso la tecnica del racconto, abbiamo ideato un nuovo modo emozionale di far rivivere a turisti e ai visitatori la cultura e il territorio.

Sono nati così  i Narratori dell’Arte , che attraverso una particolare cura per lo studio delle fonti, reinterpretano luoghi noti e meno noti.

Nel mezzo del cammin di nostra vita … lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano  la prima cantica del Sommo Poeta: da Virgilio a Francesca da Rimini, dalle Fiere a Farinata degli Uberti, da Beatrice alle Erinni, Pier delle Vigne, Ulisse, il Conte Ugolino.

Processione Cristo Morto Somma Vesuviana-Villa Augustea-Antica Nuceria-Processione Madonna dell’Arco Fujenti-Cimitile e molto altro sono incluse in questo tour.

«Quella di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è una delle prime cinque processioni in Campania e tra le Processioni del Venerdì Santo più suggestive in Italia ed una delle più antiche. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850 ed è una tra le prime processioni in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola. Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia  un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli in saio bianco e candele accese dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne.   Il corteo costeggia la Cinta Muraria di epoca Aragonese ed esce dal Borgo Medievale raggiungendo la parte bassa del paese. La statua ottocentesca della Madonna Addolorata, l’artistica scultura del Cristo Morto, mettono in scena il più commovente e sentito funerale della storia umana. Il lungo manto nero della Vergine parte dal capo e si allarga fino ai piedi. Nelle mani giunte, a dita intrecciate, scende un fazzoletto di pizzo bianco. Il volto è olivastro e contrito. Ai suoi piedi il corpo seminudo del Cristo morto giacente nel sudario in espressione di doloroso abbandono. Le membra rilasciate danno il senso della assenza e della fuga dell’anima. Il Miserere, infine, echeggia, ancora più forte in questi giorni di terrore e di morte»Lo ha dichiarato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. 

La secolare Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle più suggestive d’Italia, dal corteo lungo, chilometrico, con notevole partecipazione popolare tra candele, falò accesi, il latino del Miserere, il lancio dei petali dai balconi e sullo sfondo la veduta del Monte Somma.

Viene preceduta dalla processione del Giovedì Santo, quando, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento, di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa.          

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana

guarda il video clikkando qui

                        Visita/spettacolo al Santuario di Ercolano e Ipogeo sotterraneo

     Un affascinante viaggio alla scoperta dello storico Santuario della Madonna di Pugliano e al suggestivo ipogeo sotterraneo dell’arciconfraternita della SS Trinità di Ercolano.

Il Santuario, la cui creazione è attestata intorno al 1300, e la cultura popolare verranno narrati dal ricercatore Giovanni D’Angelo, che attraverso i simboli più misteriosi come il Cristo nero e la Statua lignea della Bruna Puglianella, ricostruirà la storia e la cultura religiosa popolare dell’antica Basilica e dei fedeli di Resina.

Un viaggio narrato in forma di spettacolo, recuperando aneddoti e leggende, avvenimenti misteriosi e curiosità sulla tradizioni popolari, che si fondono al credo religioso. L’itinerario proseguirà alla scoperta dell’Ipogeo del 700 , dove attraverso una suggestiva e tenebrosa discesa, si riscoprirà la tradizione del culto dei morti (ancora attualmente praticato nell’ipogeo) e le storie legate al cimitero sotterraneo. Oltre alla narrazione della nostra guida speciale, gli attori cantanti del Laboratorio Voci e suoni della memoria, interpreteranno dei brani e dei racconti, permettendo così di rivivere le emozioni legate all’itinerario, scenario suggestivo saranno le cappelle, l’altare e il settecentesco cimitero sotterraneo.

                                                “”a maronna e’ l’arc:

una visita in forma spettacolo,tra arte, fede e tradizione presso il  santuario della  Madonna dell’Arco 

SULLE TRACCE DEI “FUJENTI” DI MADONNA DELL’ARCO

culto, simboli, rituali, canti e danze dei pellegrini di Madonna dell’Arco

 “Voci e Suoni della Memoria”

   

SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.

Il santuario della Madonna dell’Arco è un edificio religioso sito nel territorio comunale di Sant’Anastasia sulle pendici del Vesuvio. Ogni Pasquetta è meta del tradizionale pellegrinaggio dei fujenti (o battenti) che accorrono numerosi da tutta la Campania. I fujenti sono soliti accompagnare il loro pellegrinaggio con una melodia vocale molto antica, forse risalente al tempo del miracolo che diede origine al culto, il sanguinamento di un’immagine della Madonna, offesa per essere stata danneggiata ad opera di due giocatori che – bestemmiando alla grande – giocavano a palla nel sito. Al gran pellegrinaggio vengono condotte in processione statue di Madonne assise nei loro seggi (torselli) e seguite da scenografici cortei (paranze).

Somma Vesuviana (Na): la Villa Augustea e il Complesso di Santa Maria del Pozzo.

 

È davvero difficile non rimanere affascinati dalla vista di Sant’Agata de’ Goti, con i campanili e le cupole maiolicate che spiccano sulle case e i palazzi allineati e abbarbicati sopra una rupe di tufo. Splendida da ogni lato, la vista più suggestiva del borgo si ha dall’altissimo ponte Vittorio Emanuele che valica da ovest il vallone Martorano, e dal quale si ammira il sistema di archi di costruzione che regge il paese.

Per l’eccezionale ricchezza di monumenti e il valore storico-religioso, il complesso basilicale di Cimitile rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’Occidente cristiano, come ricorda tra l’altro S. Agostino. Lo straordinario fascino del luogo è determinato dalla presenza di ben sette edifici di culto sorti intorno alla tomba del sacerdote Felice, sepolto nella necropoli a nord di Nola verso la fine del III secolo.

L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:

Nuceria, la canzone dell’Amore Perduto ma anche la Principessa che fa la differenza…

 

’C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana. Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana. Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro. Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso. Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra. Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città, chiamata Fermo. Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia. La cercò dovunque, senza trovarla. Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con suo grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta. Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di NUCERIA. Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella volontà di attribuire origini latine alla città, già molto importante ai suoi tempi (ricordata dallo splendido murales di via Petrosini). Una sorta di una sorta di canzone dell’amore perduto ante litteram: Ricordi sbocciavano le viole. Con le nostre parole. Non ci lasceremo mai. Mai e poi mai. Vorrei dirti, ora, le stesse cose. Ma come fan presto, amore. Ad appassire le rose (cit. De Andrè)

 

1°Giorno Venerdi 3 aprile Bari-Somma Vesuviana

Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da stabilire, e partenza in direzione Campania.

Sosta tecnica lungo l’autostrada .Arrivo in hotel e pranzo. Sistemazione nelle camere riservate.

Partenza in direzione di Somma Vesuviana. Visita al sito archeologico della Villa Augustea
a cura della Pro Loco Somma Vesuviana e al sito archeologico di Santa  Maria del Pozzo.

Santa Maria del pozzo e la regina Giovanna – i cunicoli segreti e la carrozza d’oro

 Ci spostiamo nel rione Bisignano per visitare la chiesa Santa Maria del Pozzo famosa per la leggenda della Carrozza d’Oro, dei cunicoli segreti e degli amanti della regina Giovanna  Molte leggende sono legate al nome delle due regine di Napoli, le «Angioine» Giovanna I e Giovanna II . La piu chiacchierata fu Giovanna II detta la Dissoluta che non passava inosservata alle cronache dell’epoca;  La Chiesa di Santa Maria del Pozzo è un antico luogo di culto di origine medioevale, sorta a sua volta, sopra i resti di una villa di epoca romana risalente al periodo augusteo. La storia ci narra che a causa di una violenta alluvione avvenuta nel 1488 la chiesa (inferiore) rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita, bensì impiegata come cripta. Proprio quest’area fu meta prediletta dalla regina Giovanna II e ancora oggi, conserva tutto il suo fascino misterioso.

Una delle tante e leggendarie curiosità che rende affascinante la figura di Giovanna II D’Angiò (governò Napoli dal 1414 al 1435) è sicuramente quella che dipinge la regina napoletana in una donna dissoluta, dedita ai piaceri mondani, ai vizi e alle lussurie, conquistandosi il titolo di «mangiatrice di uomini». Si narra che a calar della sera, la regina Giovanna II D’Angiò raggiungesse i suoi amanti a bordo di una Carrozza D’Oro. Per non farsi riconoscere percorreva una serie di cunicoli segreti tra  Napoli e Somma Vesuviana, fino ad arrivare nella cripta dei misteri posta sotto la Chiesa di  Santa Maria del Pozzo

In esclusiva per I Viaggi di Giorgio, visita guidata a Somma Vesuviana dove, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa, che, per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto erroneamente che fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Al contrario, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica.  Altro gioiello di Somma Vesuviana è il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, che, grazie all’ultimo intervento di restauro, è stato restituito alla collettività in tutto il suo splendore. Il “viaggio” esplorativo parte dal “pozzo” di epoca romana, passando per la sotterranea chiesa angioina, per poi concludersi nel luminoso chiostro del convento cinquecentesco.

La Villa Augustea costituisce una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. La storia degli scavi risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando, in località Starza della Regina, un contadino scoprì per caso il portico d’accesso all’antica villa. Le prime esplorazioni portarono alla luce interessanti reperti di una villa romana, costruita del II sec. d.C. e seppellita per oltre la metà della sua altezza dall’eruzione del Vesuvio del 6 novembre 472 d.C. (la cosiddetta eruzione di Pollena): a causa della mancanza di fondi non fu però possibile andare avanti con gli scavi. Solo nel 2002, grazie ad un progetto di ricerca tra l’Università di Tokyo (prof. Masanori Aoyagi), l’Università Suor Orsola Benincasa (prof. Antonio De Simone) e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli, si è dato il via in maniera sistematica agli scavi.

Villa Augustea – Somma Vesuviana – Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli

Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione nell’antico territorio di Nola, s’ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, da cui il nome “Villa Augustea”. Per procedere celermente con i lavori di scavo e di recupero dell’opera, i Giapponesi acquistarono addirittura il terreno: a maggio del 2015 per espressa volontà dell’Agenzia degli Affari Culturali del Giappone, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato donato alla Soprintendenza Archeologica della Campania.

Nel corso di questi anni di scavo, sono state rinvenute due statue, una di una donna con abito greco (la peplofora), l’altra, ricomposta da più frammenti, del dio Dioniso/Bacco con il capo coronato d’edera e un cucciolo di pantera in braccio: entrambe le statue sono ora custodite nel museo storico archeologico di Nola. Durante le campagne di scavo degli ultimi 3 anni (2015-2017) sono stati riportati alla luce: i resti di muri di un edificio forse costruito prima dell’eruzione del 79 d.C., un muro affrescato, un altro settore della cella vinaria, un frammento di statua femminile, una parte di una grande cisterna, tracce di coltivazioni.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo sorge sulle antiche strutture della chiesa inferiore, fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1333 sull’originaria cripta sotterranea di origine pagana.

Alla scoperta del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo a Somma Vesuviana

La leggenda vuole che Giovanna d’Angiò, bella e intrigante nobildonna, vissuta a Somma Vesuviana e divenuta regina di Napoli nel 1414, con il nome di Giovanna II, ebbe numerosi amanti di cui si disfaceva facendoli sparire in mortali trabocchetti utilizzando una fitta rete di cunicoli sotterranei a cui si accedeva proprio dalla cripta.

Chiesa di Santa Maria del Pozzo e la Carrozza d'Oro

Un recente restauro del complesso ha riportato alla luce preziosi affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati: al XIV secolo risalgono gli apostoli con aureola a rilievo attornianti la Madonna Incoronata con il Figlio Pantocratore, mentre al XV secolo risalgono gli affreschi del pozzo romano: si tratta di due sante, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Infine al XVI secolo vengono fatti risalire gli affreschi rappresentanti San Giovanni Apostolo ed Evangelista e San Michele Arcangelo armato.

Infine un cenno alle eccellenze gastronomiche di Somma Vesuviana, che, sorgendo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, deve al suo fertilissimo terreno la produzione di varie prelibatezze, come i pomodorini del piennolo, le albicocche (crisommole) e l’uva (catalanesca), da cui si ricava un ottimo vino da tavola. Quest’ultimo accompagna numerose ricette, in particolare di baccalà e di stoccafisso, che già a partire dal 1500 sono diventati protagonisti incontrastati della gastronomia sommese grazie ad un filo diretto che collega le pendici del Vesuvio all’Europa del Nord (Islanda e isole Lofoten-Norvegia).

ore 19 – Rituale della Processione del Venerdì Santo

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana

Il Venerdì santo il popolo sommese si stringe attorno al venerato simulacro della Madonna Addolorata per rivivere, attraverso il suo dolore di madre, l’itinerario della passio et mors Christi. La storia di Maria diventa agli occhi dei fedeli una storia di successo: la sofferenza della mamma pone rimedio alle afflizioni altrui.

Somma Vesuviana, ritorna dopo 4 anni la secolare Processione del Venerdì Santo | Scisciano Notizie

Anche quest’anno la Processione del Venerdì Santo vedrà 2000 confratelli in saio bianco e cappuccio sfilare per le vie e i vicolo del borgo napoletano secondo un percorso mai cambiato. I 2000 confratelli accenderanno le rispettive candele alla luce degli alti falò che già dal pomeriggio, poco dopo le ore 15, verranno posizionati in alcuni dei punti strategici del Centro Storico ma anche nei vicoli più vicini alla parte bassa del paese.

Processione Venerdì Santo Somma Vesuviana 2019 - YouTube

Booble News - Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: un legame vivo tra passato e presente /foto

Ogni congrega avrà un medaglione diverso, un cordone dal diverso colore che permette di distinguere la confraternita di appartenenza. In occasione del Venerdì Santo i confratelli usciranno da più punti del Borgo Antico del Casamale,passando dinanzi all’antica Collegiata del XII secolo e dalla volta in oro zecchino.

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana - Taccuino di viaggio

Alle 19 si avrà l’uscita della Madonna con il Cristo Morto, accompagnati dalla Banda e da un lunghissimo corteo di donne e bambini. Il silenzio, poi il canto in latino del Miserere ad opera dei gruppi cantorum risuonerà per tutta Somma Vesuviana. A cantarlo tutti i confratelli nei vicoli e lungo tutta la durata della processione. Nei piccoli incroci, la Madonna si fermerà per benedire la popolazione.

All’incrocio più grande di Corso Italia, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermeranno e si inchineranno al passaggio della Madonna con il Cristo Morto.

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana - Il Mediano

Solo in quel momento verranno spente le candele.

A Somma Vesuviana torna la storica processione del Venerdì Santo

La risalita a serata inoltrata, le luci delle candele consumate renderanno unica l’atmosfera nei vicoli del Borgo Antico dove continuerà a sentirsi il Miserere in latino. Commuovente sarà l’ingresso della Madonna nell’antica chiesa della Collegiata.

Cena libera e pernottamento in hotel.
notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

2° Giorno 4 aprile Nola -Antica Nuceria-Nola 

Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Nuceria.

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni SarrastiOsci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

Un'antica città della Campania: Nuceria Alfaterna – Storia d'Italia

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore;

Nuceria Alfaterna: antiche glorie e moderne disillusioni - Classicult

ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

BATTISTERO SANTA MARIA MAGGIORE | I Luoghi del Cuore - FAI

Pranzo a base di prodotti tipici del posto.

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore:

Home - Gruppo Archeologico Nuceria

dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici:

La piccola Roma - Città Nuova

la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone.

Pranzo con prodotti tipici del territorio.

Partenza in direzione di Sant’Agata dei Goti.

Il nome deriva da una colonia di guerrieri Goti provenienti dalla Sicilia, dove appresero il culto di Sant’Agata. Vi si stabilirono nel VI secolo dopo essere sopravvissuti alla sconfitta di Totilia nel 553.
Compreso nel Parco regionale del Taburno-Camposauro, il paese è immerso in un paesaggio stupendo. Sorge infatti ai piedi del monte Taburno ed è circondato da colline e catene montuose tra cui il Colle dei Paperi alto ben 1323 metri.
Inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia, Sant’Agata dei Goti è una tappa proprio da non perdere.

La ricchezza culturale e artistica che si incontra passeggiando nel centro storico e visitando i suoi numerosi luoghi di interesse, rendono Sant’Agata de’ Goti una piccola perla. Tra le numerose chiese, segnaliamo il Duomo fondato nel 970, ricostruito nel XII secolo e restaurato verso la metà del 1700, la chiesa di S. Menna, al cui interno un tappeto di mosaici cosmateschi, tra i più antichi d’Italia, arriva a cingere il coro e la chiesa di San Francesco, del 1267, con il monumento funebre di Ludovico d’Artus e il pavimento in maiolica dei fratelli Massa. Il Palazzo vescovile, in piazza del Duomo, merita una visita soprattutto per il Salone degli Stemmi, con le effigi di 68 vescovi e per i cimeli e le suppellettili legati alla vita di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Il territorio di Sant’Agata de’ Goti è attraversato in parte dall’acquedotto Carolino (patrimonio UNESCO), che si snoda, per lo più interrato, per una lunghezza di 38 chilometri circa per giungere fino alla Reggia di Caserta. Dalla località Longano, del comune di Sant’Agata de’Goti, percorrendo circa 5 km e ammirando alcuni “torrini”, si giunge al terzo ordine di arcate dei “Ponti di Valle”, la parte visibile e più famosa dell’acquedotto.

UNA STRUTTURA PARTICOLARE
Il centro storico è davvero unico. Sorge su una terrazza di tufo, circoscritta da due gole a parete verticale create nel corso dei secoli dai fiumi Riello e Martorano. La pianta della città è a semicerchio e misura un chilometro in lunghezza. Anche se può sembrare piccolo, il borgo nasconde tantissime sorprese. Palazzi storici, chiese, elementi architettonici e epigrafi, sono sparsi sulla strada principale e nei vicoletti che confluiscono dalla parte estrema del costone alla terrazza di Largo Torricella.

Natale a Sant'Agata de' Goti 2025: villaggio natalizio, mercatini e pista di pattinaggio | Napoli da Vivere

 

Al termine di questa bellissima giornata,rientro in hotel per la cena spettacolo in compagnia dell’attore Peppe Parisi.

3° Giorno 5 aprile  Nola–Cappella Votiva… Pasqua 

Prima colazione in hotel trasferimento alla vicina Cimitile per la visita guidata.

 

 

 

Pranzo di Pasqua.

Nel pomeriggio ,ci spostiamo ad Ercolano, visita guidata Ipogeo sotterraneo Reale ArciConfraternita nei pressi del Santuario di S. Maria a Pugliano  e seminario-spettacolo “Culto dei Fujenti” a cura del

Laboratorio “Voci e Suoni della Memoria”

                                               SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.
La Madonna dell’Arco ha innumerevoli devoti perché:
– è la prima Madonna Bianca associata al culto agreste delle Sette
Madonne;
– come essere umano capisce le miserie in quanto vissute durante il suo
peregrinare;
– come Madre terrena conosce il dolore di una perdita in quanto vissuto per
la Crocifissione del Figlio;
– come Madre divina conosce la sofferenza in quanto ferita e sanguinante
sul volto.

Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!! - I Viaggi di Giorgio

Con il seminario spettacolo “Sulle tracce dei Fujenti”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno la storia, le corporazioni, l’etnografia, la simbologia, i toselli votivi, i rituali, il pellegrinaggio e la pratica degli Ex Voti connessi al Culto di Madonna dell’Arco e ai suoi rimandi culturali strettamente legati alla Ri-nascita.

Proiezioni, musica, canti e danze dal vivo riguardante i seguenti aspetti   connessi a Madonna dell’Arco: le pratiche cultuali (culto mariano, culto agreste, ex voti, corporazioni, etc…) i simboli (vestiario, colori, stendardi, gestualità, etc…) i rituali (questua, processioni, carri votivi, etc…) i canti (preghiere, giaculatorie, canti popolari, etc…) le danze (tammurriata).

Narrazione dal ricercatore Giovanni D’Angelo, accompagnato dalle performance cantate e recitate del laboratorio “Voci e suoni della memoria”. Durante il racconto,  importanti opere del trecento come La Bruna Puglianella e il Cristo Nero,  introdurranno gli spettatori alle storie più affascinanti della religiosità popolare, come ad esempio la leggenda secondo la quale la Madonna nera fosse legata al ciclo invernale e alla morte, e che nelle chiese dove solitamente questa fosse ritratta o apposta come statua, vi fosse presente un ordine di templari. Un racconto ricco di aspetti misteriosi, proverbi e immaginifico popolare, che recupera la tradizione orale  dell’antica Resina e del Monte Vesuvio.

Particolarità dell’itinerario di visita sarà la discesa all’ipogeo sotterraneo del 700, antico cimitero sottostante la terra santa, dove ancora tutt’oggi è attestato il noto culto dei morti, come la tradizione prevede per ogni chiesa dove si trovi la Madonna delle Grazie. Una discesa inferina ed emozionante in un luogo sconosciuto a molti, e non accessibile ai visitatori se non in questa occasione speciale. Durante la visita è stata prevista la performance canora di un emozionante Stabat Mater in napoletano, dall’identità sonora medievale e suggestiva.

Un itinerario di visita elegante , culturalmente e antropologicamente ricco.

La processione religiosa delle Paranze dei devoti alla Madonna dell'Arco - Ulisse online

A seguire circa ore 18.00  visita alla sede e alla Cappella Votiva dedicata alla Madonna dell’Arco presso il quartiere Ortora, dove è attestata la nascita della prima “Paranza dei Fujenti” ad Ercolano in seguito ad un episodio di Grazia Ricevuta nei primi anni del 1900. A seguire  seguiremo alcuni rituali dei Fujenti connessi alla Pasqua.

La paranza dei devoti | il manifesto

Al termine rientro in hotel cena e pernottamento.

..notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

4° Giorno lunedi 6 aprile Nola-Santa Anastasia-Bari

Prima colazione in hotel e rilascio della camere.Partenza in direzione di Santa Anastasia,al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

Madonna dell'Arco, il ritorno più bello: 55mila fujenti al Santuario - Il Mediano

Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco: i fujenti del lunedì in Albis

Un viaggio attraverso gli aneddoti, le leggende e i racconti legati agli elementi di fuoco, terra e mare e alle tradizioni culturali e religiose più misteriose.

La Madonna dei "fujenti": quando Gomorra cerca redenzione - la Repubblica

…Fenomeni simili, un tempo assai diffusi, si sono oggi fortemente ridotti con forse una sola, significativa, eccezione, il culto della Madonna dell’Arco che tuttora si celebra nella omonima località in provincia di Napoli, ogni lunedì in Albis, nel santuario frequentato in gran parte dal sottoproletariato e dal proletariato marginale dell’area napoletana: una Madonna severa e vendicativa che non ha esitato, nelle leggende che la riguardano, a punire duramente coloro che le avevano mancato di rispetto.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

Chi si reca in quella data al santuario non può non essere scosso dalla tensione che vi si respira. Una fiumana di pellegrini vestiti, cani randagi stesi sul sagrato, odori che sembrano avere corpo e volume.

Succivo, concorso fujenti. Fiorillo e Pisano:”abbiamo interpretato in modo semplice quella che è, e deve rimanere, una festa religiosa” – atellanews.it

E in alto, tra le bancarelle, seguendo con lo sguardo la strada che porta alla stazione ferroviaria, gruppi di danzatori scatenati che ballano al suono di flauti e tamburi. di bianco, organizzati per gruppi, attende di varcare la soglia della chiesa; uomini e donne, senza distinzione di età e spesso scalzi, a frotte raggiungono l’altare per ottenere una grazia camminando in ginocchio o strisciando velocemente per terra in ordine sparso, proprio come dei serpenti liberati da un cesto; bandiere con l’immagine della Madonna, ceri e gigantesche costruzioni votive che avanzano in un silenzio irreale rotto solo da canti melismatici intonati a voce altissima, dal fruscio dei vestiti e dal sibilo delle scarpe di gomma sul pavimento; e poi all’improvviso l’esplosione, l’urlo, la crisi, l’invocazione della grazia da parte di qualcuno che cade rigidamente sulle spalle scalciando con violenza fino allo svenimento, e quindi l’accorrere dei volontari del servizio d’ordine per trascinarlo fuori e farlo riprendere. Intanto la crisi come una scossa elettrica, un lampo, un’onda di energia, si propaga ad altri penitenti.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

E ancora cadute, grida, svenimenti e pianti, tentativi di scavalcare le barriere e gettarsi sull’altare per raggiungere l’immagine della Vergine. E sempre più padri domenicani e volontari che intervengono serrando le fila con forza, in una ridda di braccia e gambe, di voci che si sovrappongono, di muscoli tesi, di facce stravolte, con una folla che si accalca nelle navate laterali, premendo dietro le transenne, e che litiga per ottenere un posto in prima fila. E poi la calma, l’uscita dei devoti alle spalle dell’altare per la consegna di soldi, ceri e fiori in omaggio alla Madonna e un nuovo gruppo che entra lento, come quello precedente.

Ritualità dei #fujenti# a Sant'Anastasia: corsa ed esecuzione di un

Fino a che qualcuno, prima o poi, sorprendendo tutti, non ricominci, in uno spazio indifferente ad ogni ordine geometrico perché la crisi può manifestarsi in qualsiasi punto della navata percorsa dai devoti e propagarsi in qualsiasi altro punto, in maniera imprevedibile. E tutto questo per ore e ore, dall’alba al tramonto fino a perdere la percezione del tempo come in un sogno, e ad abituarsi al rito, alla vista dei fujenti che sembrano non finire mai. E fuori, sotto al sole, un paesaggio surreale: una strada statale completamente intasata, bloccata dalle lunghe code di chi deve ancora entrare, carabinieri vicino a delle sbarre di ferro che controllano il flusso dei pellegrini, toselli che ondeggiano sui ritmi delle bande musicali delle varie paranze.
Madonna dell'Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti - Il Mediano
Tutto, in questo rito, si pone sotto il segno dell’eccesso, della potenza, della violenza del sacro, dando una forte espressione alla memoria di un sud che in riti arcaici trova la sola possibilità di resistere a vecchi e nuovi malesseri, un sud sofferente.
Al termine trasferimento in pizzeria e degustazione vari tipi di pizza verace.
Nel tardo pomeriggio, rientro a Bari e fine dei servizi.
La quota comprende:
Bus G.T da Bari e per la durata del tour.
Hotel 4**** in trattamento di mezza pensione (colazioni,1 pranzo del venerdi,2 cene) bevande incluse.
Visite spettacolo  teatralizzate.
Visite guidate da guide  autorizzate Regione Campania e da volontari del luogo.
2 pranzi , quello di di Pasqua e del sabato, pizza del lunedi
Bevande ai pasti
Spettacolo di Peppe Parisi durante la cena del sabato
Accompagnatore da Bari
Iva di legge
La quota non comprende 
Ingressi ai siti e musei
Eventuali tasse di soggiorno da pagare in loco.
Auricolari 10,00



Capitali Asiatiche e Non Solo…..!!Agosto

 Un tour esclusivo di charme, di prestigio, fuori dai canoni tradizionali del turismo.
Un tour fatto per emozionare, per sorprendere e soddisfare  anche il viaggiatore più esigente..
Infatti molte esclusive dei Viaggi di Giorgio sono volutamente non menzionate nel programma….
 Un tour rilassante fatto per godere appieno delle emozioni nascoste.
NULLA E’ STATO LASCIATO LA CASO IN QUESTO TOUR IN PARTICOLARE IL SOGGIORNO AD HONG KONG CHE NESSUN TOUR OPERATOR AL MONDO POTRA’ MAI DARVI SOPRATUTTO A QUESTO PREZZO.
Visiterete Hong Kong Kuala Lumpur Singapore Macau Malacca-Canton ecc.ecc.
Lo strano fascino di Kuala Lumpur, tre città in una.

La capitale della Malaysia è una metropoli recente: qui convivono cinesi, indiani e malesi, tra quartieri storici, grattacieli e giungla.

“Ignoriamo, più di ogni altra cosa, le divisioni che esistono fra noi. Viviamo in un paese governato da politiche razziali, ma questo a scuola non sembra importare. È vero, ci sono i gruppetti in cui domina un’etnia anziché un’altra – i ragazzi cinesi giocano a basket, gli indiani a hockey e la squadra di football della scuola è capeggiata dai rockettari malesi che ritagliano dalle riviste foto dei Metallica e le incollano sui libri di scuola. Ma a lezione e durante le pause, il misto di razze è un sereno miscuglio di carnagioni e lingue, un patois di inglese, malese e cantonese. (…) in genere ci amalgamiamo in un’unica massa e tiriamo avanti senza drammi. Passiamo l’intervallo insieme, siamo quantomeno cordiali, semplicemente ignoriamo le profonde divisioni che ci separano”.

Anche Singapore è considerata una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo e che grazie al nostro tour avrai l’occasione di visitare: preparati a restare affascinato dai suoi colori, dai suoi quartieri e dalle attrazioni, da Marina Bay, il quartiere più innovativo della città, a Singapore Flyer, la ruota panoramica più grande al mondo.

 

Canton (Guangzhou): la città delle capre sul Fiume delle Perle in Cina

 

 

Sono previsti voli di avvicinamento a Roma da tutta Italia
1° giorno: Roma – Kuala Lumpur (Malesia)

Ritrovo in aeroporto, disbrigo delle pratiche di imbarco e partenza volo con scalo in direzione di Kuala Lumpur, e pasti e pernottamento a bordo.

15 Best Things To Do in Kuala Lumpur, Malaysia (Travel Guide)

L’afosa capitale della Malaysia è una festa dei sensi, una città ricca di monumenti storici, grattacieli rivestiti d’acciaio, parchi lussureggianti, enormi centri commerciali, mercati all’aperto e vivaci locali notturni. Sorta meno di due secoli fa presso una miniera di stagno nella giungla, Kuala Lumpur (KL) è diventata una ricca metropoli del secondo millennio, caratterizzata da un incredibile mix di culture tradizionali, con le sue comunità di malesi, cinesi e indiani, dalla frizzante scena legata al design e all’arte contemporanea, da un ambizioso progetto di rigenerazione urbana e dal dinamismo in architettura: il nuovo Exchange 106 è più alto delle famose Petronas Towers. Passeggiate per Kuala Lumpur e scoprirete quartieri che conservano la placida atmosfera e la selvaggia cornice verde del kampung (villaggio) che fu un tempo.

2° giorno: Kuala Lumpur (Malesia)

Arrivo alle 08.10 del mattino e dopo aver incontrato la guida in lingua italiana,proseguendo attraverso il caotico centro città. Saliremo fino al Palazzo del Re(visita esterna) Visita al Monumento Nazionale, che è stato costruito come monumento ai caduti. Passeremo lungo il suggestivo Lake Garden dove potremmo ammirare uno scorcio della Moschea Nazionale. Il centro della piazza è dominato dal maestoso Sultan Abdul Samad Building, uno stravagante edificio del 1897 che prende il suo nome dal  sultano Abdul Samad, il sultano di Selangor al potere al momento della sua costruzione.

Sultan Abdul Samad Building, Kuala Lumpur - Times of India Travel

Si caratterizza per l’aspetto tipicamente moresco, con le finestre ad archi, le tipiche cupole in rame e per l’imponente torre orologio alta  41 metri. La stazione ferroviaria (Independance Square) e la confluenza del fiume a Masjid Jamek , dove è stata fondata Kuala Lumpur  Masjid Jamek, tra le più antiche moschee della Malesia.

                      Dopo questo tour,pranzo in ristorante di lusso.

Sosta per visitare e fotografare quelle che furono le  Torri più alte  del Mondo  le Petronas Twin Towers, poi superate dal Taipei 101 e dal Burj Khalifa di Dubai.

Accesso allo Sky Bridge e Observation Deck e salita alla Torri Petronas inclusa.

Posizionata sulle sponde di due fiumi, è stata aperta nel 1909 e colpisce il visitatore per la sua architettura moresca arabeggiante. Una serie di cupole sovrastano l’edificio, immerso in un giardino tropicale tra prati verdi e palme lussureggianti, la sala della preghiera è un vasto spazio pieno di colonne ma piuttosto spoglio e moderno.

Kuala Lumpur: cosa fare e vedere, quando andare - Idee di viaggio - The Wom Travel

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Kuala Lumpur - What you need to know before you go – Go Guides

Già dal vostro hotel potrete ammirare le famose Torri Petronas illuminate in tutto il loro splendore.

3° giorno: Kuala Lumpur

Dopo la prima colazione trasferimento per la visita guidata alle Batu Caves.Le Batu Caves a Kuala Lumpur sono uno dei più vasti siti religiosi induisti della Malesia. Il loro nome deriva dal fiume che vi scorre vicino, il Sungei Batu.Qui la bellezza della natura è unita ai colori delle statue delle divinità induiste. La roccia povera, ma possente è contrapposta alla brillantezza delle luci artificiali.

25 Best Things to Do in Kuala Lumpur, Malaysia + MAP

Una sensazione di stupore non vi lascerà per tutta la durata della visita.L’immensa area è divisa in tre immense grotte calcaree che ospitano al loro interno diversi templi.La prima grotta in cui ci si imbatte durante la visita delle Batu Caves a Kuala Lumpur è la Ramayana Cave. L’ingresso è segnato da un’alta e possente statua della divinità induista Hanuman, che sembra accogliere i visitatori e da una biga trainata da cavalli.

Il buio ed il nulla sembrano essere principi di questa caverna fino a quando luci colorate e sculture in pose plastiche non ti appaiono di fronte. Una sorpresa inaspettata che vi stupirà. La grotta è la rappresentazione del poema induista Ramayana, che narra le avventure del principe Rama.

La seconda grotta  è probabilmente quella che più vi colpirà e affascinerà.

The Ultimate Guide to Visiting the Batu Caves in Kuala Lumpur (2023)

La seconda grotta è dedicata al dio Murugan, figura induista importante e venerata. Una colossale statua alta ben 42 metri accoglie i visitatori e sembra proteggere e sottolineare la sua egemonia sulla caverna. Vedere la scultura in tutta la sua magnificenza e splendore è impressionante, ti senti piccolo piccolo.La Dark Cave è l’ultima grotta che si incontra, ed è probabilmente quella meno religiosa di tutto il complesso delle Batu Caves a Kuala Lumpur.

Cosa vedere a Kuala Lumpur - TwoMakeTravel

Rientro a Kuala Lumpur per ultimare le visite,pranzo libero.

File:Petronas Panorama II.jpg - Wikipedia

Al termine delle visite della capitale malese,cena in ristorante  di lusso. Pernottamento in hotel.

4° giorno: Kuala Lumpur – Malacca 

Prima colazione in hotel e trasferimento a Malacca dove all’arrivo sarà effettuata la visita dell’ex capitale malese degli olandesi. Malacca  è stata colonizzata da Portoghesi, Olandesi, Inglesi e Giapponesi durante la loro occupazione nell’ arco di 400 anni.

Malacca, Malaysia Travel Guide

Visita alla Piazza Olandese caratterizzata dal colore rosa del Stadthuys, Christ Church, la Torre dell’Orologio e la fontana della Regina Victoria. Vedrete anche il Cheng Hoon Teng, che è il più antico tempio Cinese in funzione presente in Malesia, fondato nel 1645. La porta di Santiago, un piccolo cancello di casa, che è l’unica parte della fortezza portoghese “A Famosa” che rimane ancora oggi, costruita nel 1511.La chiesa di San Paolo dove San Francesco Saverio fu sepolto .Visita il Baba & Nyonya House Museum.Pranzo in ristorante  locale cinese.

Infine, sosta a Bukit China (collina cinese), il più grande cimitero cinese fuori dalla Cina.

Trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate.

Da Singapore a Malacca: Treno, Autobus o Taxi? (2022)

Mille localini tipici, il lungo fiume in stile coloniale con i bar alternativi, i risciò coloratissimi che  Harmony Street così chiamata perchè ospita templi di tutte le religioni. Lo shopping più pregiato, tradizionale e conveniente sempre qui, la gente più bella, quella che vi farà  capire il vero significato della Baba Nyonya culture.Malacca, o Melaka, è una città più ‘tradizionale’ rispetto a Kuala Lumpur. Non ci sono ancora le immense costruzioni, anche se i cantieri hanno già iniziato i lavori… Ogni nazionalità passata in questa regione vi ha lasciato la propria impronta: portoghesi, olandesi, inglesi… E’ quindi una città ricca di architettura e di storia. Un tempo luogo di battaglia per le spezie, Malacca è diventata nel 1985 la città storica della Malesia grazie al dottor Mahathir. Malacca oggi è una città in cui si vive bene. Le comunità malese, cinese e indiana convivono tranquillamente. D’altronde, una delle strade di Malacca si chiama via dell’Armonia: vi si trovano moschee, templi cinesi e molto altro.

Prima di cena ,crocierina sul fiume a Malacca.  Cena libera ,potrete scegliere tra centinaia di piccoli ristorantini che propongono cucine di tutto il mondo,e pernottamento in hotel.

Melaka River Cruise . Jalan Hang Jebat . Melaka . ... - Samsung Members

5° giorno:Malacca-Joho Bahru Singapore

Dopo la prima colazione, partenza in direzione di Singapore, con sosta a Joho Bahru, scopriamo  la vibrante città di Johor Bahru con un  city tour ,che mette in mostra la sua ricca storia, le meraviglie architettoniche . Iniziamo con una visita esterna, al Museo Sultan Abu Bakar, un magnifico edificio in stile coloniale situato in cima a Bukit Timbalan.(visita esterna)

Royal Abu Bakar Museum, Johor | Muzium Sultan Abu Bakar, Joh… | Flickr

Questo gioiello storico era un tempo il grande palazzo del sultanato di Johor ed è stato trasformato in un museo che rende omaggio all’eredità reale dello stato. Immergiti nell’opulento passato mentre passeggi per le sale adornate con mobili antichi, squisite opere d’arte e cimeli reali. Il museo offre uno sguardo alle affascinanti vite dei reali di Johor, fornendo una visione accattivante dell’eredità culturale della città.

                                              “Spettacolo scintillante”
Considerato il primo tempio di vetro del Paese,  Arulmigu Sri Rajakaliamman ,in questo luminoso luogo di culto si sviluppa un sorprendente gioco di luci, spazio e vetro. Primo al mondo nel suo genere, questo iconico monumento è uno spettacolo architetturale e un simbolo di armonia religiosa. Riprogettato nel 1922 su richiesta di Sinnathamby Sivasamy, è caratterizzato da una scintillante facciata in vetro e una moltitudine di accenti in oro e argento. L’intero edificio incorpora più di trecentomila pezzi di cristallo e rosari che furono aggiunti al materiale di costruzione. Questo tempio ospita dei importanti per diverse fedi, tra cui Shiva, Guru Nanak, Gesù Cristo e Gautama Buddha. I suoi interni sono adornati da un complesso di opere d’arte in vetro colorato, sculture dorate, lampadari scintillanti, dipinti e murales che riprendono citazioni filosofiche. Posto sotto un gopuram splendidamente intagliato, questo luminoso tempio di vetro presenta uno stile che è una sapiente fusione di stili indiani e malesi. Pervaso dai suoni dei bhajan indù e dei canti di preghiera, questo santuario di vetro è uno dei monumenti più antichi e più venerati di Johor.
Arulmigu Sri Rajakaliamman Glass Temple Johor From Singapore

Amazing Facts That You Should Know About Arulmigu Sri Rajakaliamman Glass Temple - JOHOR NOW

Dopo il tour, trasferimento a Singapore circa 45 minuti di strada(salvo code alla frontiera).

Pranzo libero.

Arrivo a  Singapore  e visita del Gardens by the Bay. (ingresso incluso).Entreremo in un mondo dove è perennemente primavera (Flower Dome), un mondo dove fioriscono piante uniche nel loro genere e da fiori di ogni colore.

Plan your visit

Alla scoperta di piante dal Mediterraneo e da semi aride regioni sub-tropicali. Entreremo nella Foresta Pluviale (Cloud Forest), un mondo misterioso velato di foschia, totalmente differente dal precedente Flower Dome. Ad un’altezza di 35 metri una montagna ricoperta di vegetazione lussureggiante che avvolge la cascata al coperto più alta del mondo mettendo in mostra la vita delle piante da altopiani fino a 2.000 metri sul livello del mare. Saliremo in cima alla montagna in tutta comodità in ascensore prima di scendere con due passerelle tra le nuvole per una veduta aerea della chioma e montagna sotto.

Ulteriori informazioni su biodiversità unica e la geologia di foreste della nube e le minacce ambientali che devono affrontare all’interno delle nove zone uniche in questo Conservatorio fresco-umido. Poi visiteremo il Sands Sky Park, una meraviglia ingegneristica mozzafiato. Questo unico capolavoro strutturale, galleggia in cima a tre svettanti torri a Marina Bay Sands a 200 metri dal suolo!

Marina Bay Sands SkyPark, Singapore, Asia – Park Review | Condé Nast Traveler

Più lunga della Torre Eiffel o come 4 volte e ½ un Jumbo A380, con una superficie di 12.400 metri quadrati di spazio, il Sands Sky Park (salita inclusa) potrete posare i vostri occhi su questo panorama indimenticabile .Un vero paradiso nel cielo, dispone di un idilliaco giardino paesaggistico che ospita 250 specie di alberi e 650 tipi di piante .

Singapore by night, perdersi tra luci, suoni e colori | In Viaggio con le Brioches - Travel blog

Prima della cena libera,escursione in battello nella baia di Singapore.

Installazioni di Light-Art a Marina Bay, Singapore promuovono anche il risparmio energetico · Global Voices in Italiano

Arrivo  in hotel e  pernottamento.

Singapore: cosa vedere e cosa fare nella città del futuro- Singapore

6° giorno: Singapore

Prima colazione in hotel e proseguimento della visita guidata di Singapore .Un tour orientativo passando attraverso il Cuore Coloniale per la vista di Padang, Cricket Club, il Parlamento, la Corte Suprema e il Municipio di Singapore.

Audioguida SULTAN MOSQUE Guida Turistica | MyWoWo

Proseguiremo per il Kampong Glam, dove potremo comprendere meglio la cultura Malese; visiteremo la via Araba per vedere la magnifica Moschea del Sultano.

19 Best Things to Do in Singapore - What is Singapore Most Famous For? – Go Guides

Passeggeremo lungo la zona per vedere diversi negozi di cibo e prodotti tradizionali arabo-musulmani. In seguito, saliremo sul “trishaw”, vecchio mezzo di trasporto locale su biciclette e faremo un giro da Bugis street a Chinatown. Ogni trishaw può trasportare 2 persone.

Visita al tempio di Thian Hock Keng, uno dei più antichi templi buddisti in Singapore.

Thian Hock Keng Temple - Singapore, Republic of Singapore

Pranzo in ristorante di lusso ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO

9 Best Things to Do in Sentosa Island - What is Sentosa Island Singapore Most Famous For? – Go Guides

Via dal caos cittadino verso Sentosa- isola e resort di pace e tranquillità .Qui Trump incontro’ il Presidente della Nord Corea  Kim Jong-un,il 12 giugno 2018.

Godetevi una panoramica funivia, quasi come a volo d’uccello, della skyline di Singapore e del suo porto della città. Funiva inclusa.

Vivere la magia di un viaggio verso l’anima di Singapore con immagini di Singapore in diretta – un luogo dove la culturala diversità , l’unità di valori , l’avventura , la perseveranza e l’onore convergono come in nessun’altra parte del mondo.A seguire, visita del Parco Marino “Marine Life Park – S.E.A Aquarium”- ,(biglietto incluso) il parco del più grande acquario . Immergiti in un mondo marino magico visto attraverso la grande finestra del nostro pianeta verso l’oceano . Con più di 800 specie di animali marini, l’acquario ospita maestose mante, cernie e pesci napoleone, ed altri gentili giganti del mare . Un “faccia a faccia” con oltre 200 tipi di squali per scoprire secoli di miti sui predatori marini.

S.E.A. Aquarium™ Sentosa Singapore E-Tickets -Rakuten Travel Experiences

 Pernottamento in hotel  cena libera.

21 Top Things to Do in Singapore at Night (2023 New Tips)

7° giorno: Singapore – Canton  (Cina)

Prima colazione in hotel e trasferimento per la visita guidata  del  Giardino Botanico.

NATIONAL ORCHID GARDEN: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

Pensa, ti trovi nell’unico orto botanico al mondo finora dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il primo giardino botanico di Singapore fu fondato nel 1822 su Government Hill da Sir Stamford Raffles. Chiuso nel 1829, venne trasferito nel 1859 nella sede attuale.

Singapore, è Flower Power - HotelmyPassion

I Singapore Botanic Gardens sono gli unici al mondo aperti dalle 5 del mattino a mezzanotte tutto l’anno e sono davvero un’esperienza indimenticabile. Ti troverai immerso in più di 10.000 specie di piante in un’area lunga 2 km e mezzo.Comincia la visita dal National Orchid Garden, che supportato dal clima equatoriale, ospita la più grande collezione di orchidee del mondo con 1.200 specie e 2.000 ibridi. Devi sapere che Singapore è il maggior esportatore mondiale di orchidee recise del mondo e l’orto è all’avanguardia negli studi sulle orchidee e nella coltivazione di ibridi.Vicino al giardino delle orchidee, trovi il Ginger Garden, animato da una meravigliosa cascata, dove sono raccolte le piante della famiglia delle Zingiberacee, come lo zenzero.Nel Singapore Botanic Gardens puoi attraversare anche una piccola foresta tropicale naturale. Devi sapere che Singapore è infatti una delle due città al mondo, con Rio de Janeiro, che ha una foresta pluviale al suo interno.Noterai al suo interno una curiosa scultura che da lontano sembra un albero ma se ti avvicini scoprirai che è formata da 500 figure umane: è dell’artista israeliano Zodok Ben-David. Non perderti la sezione dedicata alle orchidee VIP, cioè ibridi creati in onore di personalità famose. Puoi vedere le orchidee dedicate alla principessa Diana, a Margaret Thatcher, alla regina Elisabetta e la nota Vanda ‘Miss Joaquim’, simbolo di Singapore.

Nb questa visita il cui biglietto ingresso è gratuito,è soggetta all’operativo voli.Pertanto in caso il volo per Macau,venga anticipato,non sara’ effettuata e nessun rimborso è previsto.

Trasferimento in aeroporto per imbarco  del  volo  in direzione di  Canton.

Arrivo e trasferimento in hotel per il check in. Assegnazione delle camere, cena e pernottamento.

Canton è la capitale della provincia del Guangdong nonché la più grande città costiera del Sud della Cina. Con quasi 13 milioni di abitanti, Canton è la terza città più popolata della Cina dopo Shanghai e Pechino.La città è un centro politico, economico, scientifico, educativo e culturale della zona del Guangdong ed è promotrice dell’impetuosa crescita economica cinese grazie soprattutto alla sua posizione strategica.Canton, infatti, sorge sul delta del fiume delle Perle, si affaccia sul Mar Cinese Meridionale e si trova molto vicino a Hong Kong e Macao con cui forma il grande triangolo commerciale e industriale del Sud della Cina.

 

CANTON TOWER: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

Poiché Canton fu una delle prime città a beneficiare della riforma politica di apertura commerciale del 1978, da allora si sono sviluppate numerose imprese che hanno permesso un grande accrescimento delle opportunità lavorative e, di conseguenza, della densità della popolazione nel capoluogo.

8° giorno: Canton 

Prima colazione in hotel e inizio della visita della città di Canton (Guangzhou).

Il nome della città Canton è il frutto di un errore di pronuncia avvenuto ad opera degli europei proprio negli anni dell’occupazione portoghese. I portoghesi definivano l’intera provincia del Guangdong con la parola Cantão. I francesi compirono una traslitterazione in francese del portoghese Cantão e il risultato fu il nome Canton. Con questo termine però gli europei si riferivano all’intera regione del Guangdong e alla città in cui vivevano. Oggi ufficialmente il nome Guangdong si riferisce alla provincia, mentre erroneamente continua ad essere diffuso in Occidente il termine Canton per indicare la città il cui nome ufficiale, dal 1918, è Guangzhou!

Visiteremo il moderno distretto finanziario e commerciale di Canton, lo Zhujiang New Town (in cinese: 珠江新城). Tra le attrazioni principali di Zhujiang New Town vi sono la Guangzhou Opera House, il Museo del Guangdong, la Biblioteca di Guangzhou e la Canton Tower, quest’ultima situata appena a sud del Fiume delle Perle. Al centro del quartiere si trova Huacheng Square (Piazza della Città dei Fiori), un’ampia area pedonale circondata da fontane, sculture e grattacieli, ideale per passeggiate serali e eventi pubblici.

La Canton Tower, conosciuta anche come Torre di Guangzhou, grazie alla sua altezza totale di 600 metri, è la torre televisiva più alta della Cina e la terza più alta al mondo. Inaugurata nel 2010 in occasione dei Giochi Asiatici, la torre è diventata un simbolo distintivo della città. Il suo design unico presenta una struttura iperboloide con una “vita sottile” al centro, che le conferisce un aspetto elegante e sinuoso. Questa forma distintiva è stata progettata dagli architetti olandesi Mark Hemel e Barbara Kuit.

La torre dispone di attrazioni come lo Sky Drop e il Bubble Tram, una sorta di ruota panoramica inclinata che circonda la sommità della torre.

Attraverseremo il Ponte Haixin, inaugurato nel 2021, è il primo ponte pedonale a collegare le due sponde del Fiume delle Perle a Guangzhou. Con una lunghezza totale di 488 metri e un’altezza di 56 metri, questo ponte ad arco inclinato vanta la più ampia piattaforma pedonale al mondo nella sua categoria.

E ancora, scopriremo l’isola di Shamian. In passato (dalla dinastia Song fino a quella Qing) quest’isola era un importante porto per il commercio estero di Canton. Dal Settecento fino alla metà dell’Ottocento, gli stranieri vivevano e facevano affari in alcuni edifici conosciuti come le “tredici fabbriche”, situati sulle rive del “fume delle Perle”.

l quartiere di Liwan: l’antico cuore di Canton

Il quartiere di Liwan, a nord del fiume delle Perle, è il cuore più antico di Canton dove le case non sono più alte di qualche piano e il cantonese è ancora la lingua dominante. Nel quartiere di Liwan è possibile visitare alcune delle aree turistiche più appassionanti della città ed osservare l’antitesi urbanistica tra il passato e il moderno.

Visita Liwan: scopri il meglio di Liwan, Guangzhou, nel 2026 | Viaggia con Expedia

Interessantissima sarà la visita al  Qingping market, il mercato tradizionale più importante di Canton, in cui puoi trovare una varietà incredibile di prodotti artigianali tra cui rimedi naturali dell’antica medicina cinese e prodotti alimentari tradizionali.E  molti animali vivi,come serpenti ecc.

Coronavirus, i wet market ancora aperti in Indonesia ma vendite in calo - Corriere.it

Per le strade, inoltre, vedrai venditori ambulanti seduti su sedie di plastica, immersi nel tentativo di cacciare manciate di insetti e nel tradizionale gioco del mahjong.

Il Tempio degli antenati della Famiglia Chen

Il Tempio degli antenati della famiglia Chen (o Chen Clan Academy) è la principale attrazione del quartiere Liwan. La struttura è un interessante complesso che si compone di 9 sale, 6 cortili e 19 edifici per una superficie totale di 10mila metri quadrati.

Museo di arte folk di Guangdong a Liwan: tour e visite guidate | Expedia.it

 

Il tempio venne costruito nel 1894 dai residenti di 72 distretti della provincia del Guangdong, dove il lignaggio di Chen è predominante, in segno di devozione per gli antenati di un intero villaggio. La struttura è un fantastico esempio dell’architettura tradizionale cinese del sud della Cina.

Le origini di Canton risalgono al III secolo a.C., periodo in cui la dinastia Qin fondò la città che, grazie alla sua posizione geografica strategica, è da sempre al centro delle trattative commerciali con gli altri Paesi.Intorno al II secolo d.C. Canton, affacciandosi sul Mar Cinese Meridionale, venne scelta come uno dei punti principali di inizio della Via della Seta marittima.Nei successivi 500 anni la città divenne uno dei fulcri del commercio dal Sud-Est Asiatico al Medio Oriente, fino all’intera Europa.

9° giorno: Canton – Macao (Cina)

Prima colazione in hotel e rilascio delle camere.Si prosegue con le ultime visite della citta’.

L’Isola di Shamian: un’oasi europea a Canton

L’isola di Shamian è probabilmente una delle zone più interessanti di Canton: un’oasi tranquilla rispetto al caos cittadino a cui la storia ha regalato una grande varietà architettonica e culturale.

Dopo le guerre dell’oppio, l’isola venne divisa in due dall’imperatore Qing e concessa alla Francia e alla Gran Bretagna.

Isola di Shamian: tutto ciò di cui hai bisogno prima della visita

A questa circostanza storica si deve la presenza sull’isola di palazzi in stile europeo, di ampi giardini, di statue in bronzo, di chiese cattoliche (come la famosa cappella francese di Nostra signora di Lourdes) e protestanti.

Nel momento di massimo splendore , Shamian era sede di consolatibanche e società commerciali di tutto il mondo. Oggi molti di questi edifici storici ospitano hotel, caffè e ristoranti.

Nel tardo pomeriggio, trasferimento a Macao.

Sono passati circa 6 anni da quando la piccola città di pescatori ha superato Las Vegas ed è diventata il  leader mondiale del gioco d’azzardo. Ma a parte i casinò e gli hotel di lusso, Macao ha un fascino unico e un patrimonio culturale frutto della fusione della civiltà cinese e portoghese, che si rispecchia nei vicoli stretti, nei palazzi coloniali, negli edifici art decò e nei parchi verdeggianti.
Macao si trova a solo un’ora di traghetto da Hong Kong, ed è una città compatta e facile da esplorare.

Macau 2023 | Ultimate Guide To Where To Go, Eat & Sleep in Macau | Time Out

Macao è stato il primo e l’ultimo paese asiatico ad essere colonia europea. I portoghesi si stabilirono nel 16° secolo e lasciarono nel 1999.Oggi Macao(come Hong Kong) è una regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese, governata con il principio di “un paese, due sistemi”.
Anche se non è più una colonia, il portoghese è ancora la lingua ufficile di Macao, insieme al cantonese. Le influenze europee si vedono ovunque; dalle piastrelle azzurre con i nomi della strade, alla pavimentazione stradale, agli splendidi giardini.
Il centro storico di Macao è stato nominato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2005. Ci sono 25 monumenti storici e piazze che delineano un meraviglioso esempio della co-esistenza della civiltà cinese e portoghese.

Oltre i tavoli da baccarat: la ricca storia portoghese di Macao è visibile ancora oggi | Euronews
Il cuore della città antica è piccolo e una breve passeggiata vi darà la possibilità di ammirare i siti che meglio rappresentano il patrimonio culturale della città, come l’iconica Piazza del Senato, le rovine della cattedrale di San Paolo, le chiese, i templi buddisti e la muraglia cittadina. La cucina di Macao ha un sapore unico che combina il meglio degli ingredienti cinesi e portoghesi con influenze provenineti dal Brasile e da Goa, altre due colonie portoghesi.
La cucina è basata molto sui frutti di mare, merluzzo, sardine, granchio, e su carne di coniglio, anatra e pollo.L’influenza portoghese si denota dal classico condimento a base di succo di curcuma, cannella, peperoncino e noce di cocco. Le pietanze sono spesso cotte in forno o allo spiedo per lungo tempo in modo da sprigionare tutti i sapori delle spezie.

Cena libera. Pernottamento in hotel

MACAU TOWER CONVENTION & ENTERTAINMENT CENTRE: Tutto quello che c'è da sapere

È possibile, shopping nei numerosi negozi di artigianato locale conosciuto in tutto il mondo per l’ottima qualità dei prodotti in avorio, ceramica, porcellana e soprattutto per la seta. La particolarità dei prodotti è che vengono realizzati davanti al turista tipo vasi ed anfore anche per dimostrare la loro abilità e, alla fine del lavoro si accontentano di una piccolissima mancia.

10° giorno: Macao (Cina) -Hong Kong (Stato di Hong Kong ,Cina)

Prima colazione in hotel e ultimazione delle visite  da non perdere.

Macao - TuttoCina

Pranzo in corso di escursione a Macao sulla famosa torre della televisione la terza più alta al mondo.

Nel pomeriggio trasferimento  al porto e imbarco catamarano veloce diretto ad Hong Kong:  questo tour è stato STUDIATO appositamente per fare in modo che arrivare nella baia di Hong Kong dal mare al tramonto, è un ESPERIENZA che resterà impressa nella vostra mente.

A Spectacular Sunrise at Victoria Peak, Hong Kong | WT Journal

Arrivo e dopo aver espletato le formalità di immigrazione, trasferimento nel  vostro lussuoso hotel. Infatti tutte le camere hanno VISTA BAIA DI HONG KONG.

NULLA E’ STATO LASCIATO AL CASO NELLA VOSTRA PERMANENZA AD HONG KONG

Temple Street Night Market [Aerial view], Hong Kong

Hong Kong (letteralmente Porto Profumato) è una città piena di contraddizioni. Tradizione e modernità, occidente e oriente si fondono in un intrico di grattacieli e piccole botteghe; insegne luminose e templi votivi. Hong Kong è confusione, caos, i suoi quattordici milioni di abitanti si muovono senza sosta fra negozi, ristornati, grandi magazzini, ma è anche una città efficiente, la rete deii.

Consigliamo una passeggiata nella via via pedonale, che ricalca la Hollywood Walk of Fame ci sono le impronte di mani e le firme di famosi attori di Hong Kong, come Jackie Chan e sculture in metallo di attori o figure dell’industria cinematografica di Hong Kong come Bruce Lee. Si estende per circa 440 metri lungo la costa. Oppure prenotare escursione facoltativa al Nigth Market.

Shopping e spuntino a Temple Street

Cultura e shopping si fondono nel vivace e tradizionale mercato di strada Temple Street a Kowloon, che prende il nome dal Tempio Tin Hau. Questo è pure un ottimo punto di riferimento per chi cerca souvenir economici e deliziosi spuntini. I numerosi stand del mercato notturno prendono vita al tramonto.

Cosa Vedere a Hong Kong: 12 Posti da URLO da Vedere a Hong Kong

11° giorno: Hong Kong

Prima colazione in hotel e intera giornata di visite con guida in lingua italiana.Il Victoria Peak è la collina che si staglia alle spalle dei grattacieli dell’Isola di Hong Kong (sì, li stessi che di notte si svegliano e danno vita allo spettacolo A Symphony of Lights). Con i suoi 554 metri di altitudine al di sopra del livello del mare, il Victoria Peak rappresenta il punto più alto da Hong Kong.

Hong Kong's Iconic Peak Tram Is Getting A New Look | Tatler Asia

Saliremo o scenderemo,dipende dalla folla di turisti, con  Peak Tram (che ha più di cento anni, non ha mai avuto un incidente e, a dirla tutta, rappresenta un’attrazione a sé);si i visita il mercato dei fiori…Un’eccellente visita di orientamento: la città cambia a ritmi talmente rapidi che occorre rinfrescare i “vecchi ricordi” per chi c’è già stato e deliziare chi visita la città per la prima volta. Successivamente passerete accanto alla pittoresca Repulse Bay. Pranzo in ristorante locale a base dim sum.

Templi, monasteri e Buddha. E poi musei (di storia, di design, d’arte o rivestiti completamente con schermi LED). Infine, lo skyline, con i suoi grattacieli iconici. Ecco cosa non perdervi a Hong Kong.

Procederete verso il famoso villaggio dei pescatori di Aberdeen per vedere la “comunità galleggiante”, ancora parte integrante della società di Hong Kong.

Aberdeen Harbour | Hong Kong Tourism Board

Qui avrete l’opportunità di salire su un “Sampan”, per essere più a stretto contatto con la vita sull’acqua. Visiterete il mercato di Stanley dove potrete acquistare prodotti a prezzi stracciati.

Visita al tempio  taoista Wong Tai Sin e il tempio Man Mo .Quest’ultimo è particolarmente amato sia dai buddhisti che dai taoisti ed è uno dei più bei luoghi di culto di Hong Kong.

Ricostruito nel 1998 nello stile della dinastia Tang, il convento di Chi Lin è un grande complesso di templi che vanta un’elegante architettura in legno e suggestivi laghetti di loto. Vi imbatterete in un mondo di monache che cantano e di bonsai meticolosamente potati del famoso giardino Nan Lian. Si trova in mezzo ai grattacieli di Diamond Hill a Kowloon.I veri monumenti sono i palazzi che costituiscono il profilo della città: acciaio, vetro e cemento lanciati in altezza per elevare anche il Paese, sempre più all’avanguardia anche nell’architettura.

Al termine rientro in hotel.

Trasferimento per un APERITIVO DI LUSSO ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO per poter asssitere allo : Symphony of Lights è entrato nel Guinness dei primati come lo spettacolo permanente di luci e suoni più vasto del pianeta. Si tratta infatti di 45 edifici lungo la Skyline dell’isola di Hong Kong che “sparano” luci laser verso il Victoria Harbour a tempo di musica.

Una passeggiata al tramonto a Victoria Harbour

Victoria Harbour, porto naturale di Hong Kong che separa l’isola di Hong Kong a sud dalla penisola di Kowloon a nord, è il luogo in cui dovreste recarvi dopo il calare del sole per essere testimoni della leggendaria vista panoramica su Hong Kong. La “Symphony of Lights” con i suoi splendidi giochi di luci e suoni è un must non solo per gli animi romantici.

What to do in Hong Kong at night: HK after dark | Honeycombers

Lo spettacolo, che è costato circa cinque milioni di Euro, si tiene ogni giorno alle 8 di sera e dura quattordici minuti.

                                CENA IN LOCATION ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO.

Rientro in hotel pernottamento.

12° giorno: Hong Kong -Italia

Prima colazione in hotel e continuazione delle visite di Hong Kong facoltative.Pranzo libero.Tempo libero per attività individuali.Sarà proposta una visita alternativa di Hong Kong,con la scala mobile ecc.ecc.

Le scale mobili più lunghe del mondo

Su e giù per Honk Kong: ecco le scale mobili più lunghe del mondo

Quasi centomila persone ogni giorno vengono trasportate su e giù per Hong Kong dal Central Mid-Levels Escalator che è considerato il più lungo sistema di scale mobili esterne al coperto della Terra. Collega diversi quartieri per un totale di 800 metri.

Isola di Hong Kong - La principale isola di Hong Kong

 

Rilascio in tarda mattina delle camere e partenza in direzione dell’Isola di Lantau(dove si trova l’aereoporto) e visita al Buddha.

Il Grande Buddha (Tian Tan Buddha)

Il Tian Tan Buddha, il Buddha più alto del mondo (34 metri) sull’isola di Lantau (Ngong Ping Road), è una delle attrazioni più riconoscibili e iconiche di Hong Kong. Ha richiesto 12 anni di progettazione e costruzione.Salita in ovovia.

 

Quindi trasferimento in aereoporto in tempo utile operazioni imbarco volo di rientro,con scalo.

Pasti e pernottamento e pasti a bordo.

13° giorno:Roma( o altre città)

Arrivo a Roma e fine dei servizi.

La quota comprende:

  • Voli di linea in classe economica con scalo, franchigia bagaglio 23 kg più 1 bagaglio  a mano peso e misure consentite;
  • Volo di linea in classe economica franchigia bagaglio 23 kg Singapore-Macao;
  • 11  pernottamenti in hotel 4**** e 5*****L  ,ad Hong Kong camere vista baia   in trattamento di camera e colazione.
  • Pasti come menzionati in programma anche pranzi e cene esclusive di lusso;
  • Aperitivo in LOCATION ESCLUSIVA dei Viaggi di Giorgio ad Hong Kong
  • Visite guidate in lingua italiana da guide locali esperte.
  • Ingressi ove previsti in programma.
  • Biglietto catamarano Macao-Hong Kong;
  • Tutti i trasferimenti previsti nel programma.
  • Assicurazione medica e bagaglio.
  • Assicurazione Annullamento,  copre intero costo del tour

Non comprende:

  • Tasse aeroportuali soggette a riconferma pari a euro € 560,00;
  • Pasti non menzionati in programma;
  • Le bevande ove non previste;
  • Tutto quanto non espressamente previsto nella quota comprende.
  • Mance

N.B. alla data odierna, il volo Singapore-Macao non ha ancora confermato la tariffa prevista pertanto Vi consigliamo vivamente di non attendere data scadenza adesioni, in quanto essendo inclusa la polizza annullamento al viaggio, in caso di vostra rinuncia siete coperti dalla stessa.

 




ETIOPIA : PASQUA COPTA a LALIBELA e LA VALLE DELL’OMO

La Pasqua Copta, la Fasika, si celebra ovunque in Etiopia anche se è particolarmente sentita soprattutto nel nord del Paese. Le celebrazioni più importanti si svolgono nei giorni precedenti, il Venerdì Santo e il sabato della vigilia.

Questa cerimonia è molto suggestiva perché Lalibela è famosa per le sue straordinarie chiese monolitiche scavate nella roccia i cui colori contrastano con le processioni dei fedeli che sono vestiti di bianco e si inginocchiano su stuoie colorate.

Fasica Pasqua Copta

Fasica, la pasqua copta, è una delle festività religiose più sentite in Etiopia. Questo anche perché per gli ortodossi la morte e resurrezione di Gesù hanno maggiore importanza della nascita.

La Pasqua etiope (etio-eritrea, orientale), o Fasika, tuttavia, si svolge in tutte le Chiese cristiane in tutto il paese, sia essa ortodossa, cattolica o protestante, e segue il metodo orientale di calcolo della Pasqua

Il venerdì e il sabato santo sono le due giornate più importanti per le celebrazioni liturgiche.

Dopo il periodo di digiuno, in cui non è permesso di mangiare niente di origine animale, nel villaggio di Lalibela nel giorno di Fasica, vengono ammazzati gli agnelli e i capretti per il festeggiamento.

Durante i 55 giorni che precedono la Fasica i fedeli osservano un digiuno (simile alla nostra Quaresima anche se i cattolici digiunano per 40 giorni) durante il quale non è consentito mangiare nessun prodotto animale, inclusi latte, burro e formaggi. Dal venerdì santo cominciano i preparativi, e la gente si reca in chiesa per pregare prostrandosi numerose volte. La cerimonia principale è costituita dalla veglia pasquale, che si tiene la sera del sabato e va avanti fino alle prime luci dell’alba, accompagnata da musica e danze alla luce delle candele.

Al termine ognuno rientra nelle proprie case per rompere il digiuno con zilzil, agnello, o come spesso accade con del buonissimo doro wat, una salsa di pollo prelibata, speciale per le giornate di festa.

Un viaggio in Etiopia, durante le festività della Pasqua, è assolutamente sorprendente. Pochi immaginano di immergersi in un’atmosfera fortemente spirituale. Questo paese fu convertito al Cristianesimo da due monaci siriani. Da allora, circondato da territori islamici e con pochi contatti con la Chiesa occidentale, l’Etiopia ha mantenuto inalterate ritualità e costumi delle origini.

Le chiese rupestri, la messa della vigilia della Resurrezione (Fasika) a Lalibela e un mosaico di etnie renderanno questo viaggio un’esperienza indimenticabile.

C’è un legame specialissimo tra l’Etiopia e Israele. Non tanto, o non solo, per gli interscambi tra i due popoli – il piccolo cortile d’ingresso nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, è gestito dalla Chiesa Copta Etiope; in Etiopia vive una minoranza di falascia, gli ebrei neri, etiopi di religione ebraica, benché siano stati oggi in gran parte trasferiti in Israele – ma per la presenza, nello Stato Africano, nientemeno che dell’Arca dell’Alleanza, contenente i dieci comandamenti dettati da Dio a Mosé di ritorno dall’Egitto, sul Monte Sinai—-continua….

                                UN ITINERARIO DI GRANDE INTERESSE STORICO

CON LE STRAORDINARIE FUNZIONI DELLA PASQUA COPTA ED EMOZIONANTI PAESAGGI. 

 

GIORNO 1: PARTENZA DALL’ITALIA – ROMA – ADDIS ABEBA 9 aprile 

Ritrovo dei partecipanti presso aeroporto di Roma Fiumicino e operazioni di imbarco volo Etiopian Airlines diretto ad Addis Abeba, pasti e pernottamento a bordo.

GIORNO 2: ADDIS ABEBA – LALIBELA  10 aprile 

Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia ed incontro con lo staff. Una breve pausa per assistere alla ceriomonia del caffè, un’esperienza che rallenta il tempo e ci ricorda che il caffè non è solo una bevanda ma un ponte tra persone e culture.

Subito dopo  volo di linea Addis Abeba – Lalibela. Arrivo e trasferimento in hotel per il pranzo.

FASIKA, PASQUA IN ETIOPIA E DANCALIA | Viaggitribali

Nel pomeriggio del venerdì Santo i fedeli si radunano tutti intorno alla chiesa e pregando salmodiando, si inchinano per tante volte quante sono i peccati che hanno commesso e per espiarli. I Fedeli molto osservanti digiunano completamente dal giovedi’ sera fino alla messa di Pasqua del sabato che termina alle 3 del mattino della Domenica . La Fasika segna il fine di un digiuno, lungo 55 giorni, che vieta il consumo dei prodotti animali. In questa citta durante la notte del sabato centinaia di pellegrini affollano il cortile delle chiese e pregano al chiaro della luna.

Ethiopian Easter(Fasika) Festival | Worqamba Ethiopian Holidays

Rientro in hotel per cena e  pernottamento.

GIORNO 3: LALIBELA – YIMREANNE – NAKUTO LEAB – LALIBELA 11 aprile 

Dopo la prima colazione si esce da Lalibela per visitare Yimreanna Kristos, che dista 40 km fuori dalla città.  Il monastero è situato a una altezza di 2.700m ed è stato realizzato all’interno di una grotta. Il monastero è uno degli edifici tardo-axumita meglio conservati di tutta l’Etiopia.

 

Viaggio in Etiopia: La Valle dell'Omo - Go Africa

Il fatto più incredibile e che l’intera costruzione poggia su una base di pannelli in legno di ulivo accuratamente disposti, che la tengono sollevata dal terreno acquitrinoso sottostante. Dopo pranzo, usciamo per 7km dalla città per visitare Nakuto Leab.

Le chiese rupestri di Lalibela e le feste copte - Kanaga Africa Tours

Questa chiesa è stata costruita sotto una grotta naturale e vanta alcuni tesori che appartenevano al Suo fondatore, Fra cui tamburi dipinti, croci e corone.

ETIOPIA : PASQUA COPTA a LALIBELA e LA VALLE DELL'OMO - I Viaggi di Giorgio

Rientro a Lalibela e dopo cena, partenza verso la chiesa per assistere alla prima parte di messa per la Pasqua.

Ethiopians Celebrating Easter Locally Known as Fasika - ENA English

I preti e i fedeli vanno avanti fino alle 3 del mattino, l’ora in cui si rompe il digiuno di 55 giorni. Per la vigilia della Pasqua, i fedeli partecipano e assistono alla messa accendendo candele e pregando verso il loro creatore. Si rimane lì fino a mezzanotte circa. Pernottamento in hotel.

Fasika, la Pasqua etiope - Notizie di Viaggio

GIORNO 4: LALIBELA  12 aprile 

Dopo la prima colazione, visita al primo gruppo di chiese rupestri che ha reso famosa questa città come la “Petra” o la “Gerusalemme” africana e che ne fanno il luogo di maggior richiamo religioso di tutta l’Etiopia. Le varie chiese furono costruite utilizzando due diversi metodi; il primo consisteva nello scavare il terreno circostante fino ad una profondità di 15  metri, poi, il monolito che ne risultava, veniva intagliato e modellato per costruirne la struttura esterna. Terminata la parte esterna si traforavano finestre e porte attraverso le quali si procedeva a scavare e a configurare gli ambienti interni.

Lalibela e le sue chiese rupestri, perla dell'Etiopia - Happy to be here

Si visiteranno la chiesa di Bet Mariam con degli stupendi affreschi e l’imponente Bet Medane Alem,  Bet Denaghel, Bet Gholegota e infine la cappella di Silassie dove si ritiene che il sovrano sia seppelito.

Dopo pranzo visita del secondo gruppo di chiese. Le chiese sono comunicanti, cunicoli e passaggi scavati nella roccia le collegano una all’altra. Più piccole rispetto alle chiese del gruppo nord-occidentale, queste sono le più finemente scolpite di tutta Lalibela.

Le chiese nella roccia di Lalibela | Territori Africa

Tra loro vedremo Bet Gabriel-Rufael, Bet Merkorios, Bet Amanuel e Bet Abba Libanos. Infine si visiterà la chiese rupestre famosa d’Etiopia, quella di San Giorgio.

Lalibela, le mitiche chiese rupestri dell'Etiopia

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 5: LALIBELA – via ADDIS ABEBA – ARBA MINCH 13 aprile 

Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per le operazioni di imbarco e  partenza per Addis Abeba e coincidenza volo  per Arba Minch.  All’arrivo si parte per Chencha che si trova a una quarantina di km dalla cittá, il villaggio delle popolazioni Dorze, famosi per i lavori di tessitura e le abitazioni  completamente fatte in canna di Bambu e ricoperte da foglie di falso banano. I loro abiti di cotone sono tra  i migliori tessuti di tutta l’Etiopia.

Popoli Dorze – VIAGGIO IN ETIOPIA

Etiopia 2010 - I Dorze - Obiettivo sul Mondo

Pranzo e partenza per un’escursione sul lago Chamo, il quarto lago più grande d’Etiopia, dove si possono ammirare moltissimi ippopotami e coccodrilli, oltre a una grande varietà di uccelli. Rientro nel tardo pomeriggio ad Arba Minch.Sistemazione, cena e pernottamento.

Lago Chamo - Parco Netch Sar, che si sviluppa sulla sponda Est del lago Chamo

GIORNO 6: ARBA MINCH – VILLAGGIO etnia Konso – ARI – JINKA  14 aprile

Dopo la prima colazione, partenza per Turmi. Lungo la strada visita a un villaggio tradizionale Konso per visitare la residenza del re dei Konso,una popolazione di agricoltori famosa per i lavori di terrazzamento sul terreno circostante il loro villaggio fortificato.

I Konso sono suddivisi in nove clan, ciascuno guidato dal suo re, riconoscibile dal braccialetto d’avorio che portano come simbolo della loro dignità regale.

Turmi - Hamar - Boundless Ethiopia - Tour operator/ travel agency

Pranzo lungo trasferimento. Si procede per Jinka, si visita un villaggio Ari. Gli Ari sono una popolazione che occupa un territorio molto esteso, posseggono grandi mandrie, producono il miele, la grappa locale di mais e molti prodotti artigianali che spesso rivendono.

Tribù Dassenech della Valle dell'Omo - My Ethiopia Tours

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 7: JINKA – KEY AFER (Mercato) – MURSI – HAMER – TURMI 15 aprile 

Dopo la prima colazione si prosegue per Key Afer per la visita al mercato settimanale. I mercati sono molto importanti per le tribù, per la loro vita sociale ed economica.

Ethiopia: Southern Nations – Key Afer Tribal Market – Travel2Unlimited

Si svolge tutto dalla sposa che desideri, dal bestiame che vendi e dai parenti lontani che incontri.

A Natale il dono più bello è mettersi in viaggio
Pranzo al sacco. L’incontro con la popolazione Mursi è uno dei momenti più significativi del viaggio. Le donne Mursi, per bellezza, usano mettere piattelli circolari di argilla nelle labbra, gli uomini presentano sulla pelle scarificazioni che indicano il numero di animali selvatici uccisi o dei nemici uccisi in battaglia. Rientro a Jinka per pranzo e proseguimento per Turmi.

Poster Tribù dei Mursi Etiopia – Compra poster e quadri online

All’arrivo visita ad un villaggio Hamer, una popolazione di circa 75,000 individui che vivono di agricoltura e allevamento e sono famosi per le decorazioni corporee.

Donna della tribù africana Mursi, Valle dell'Omo, Etiopia — Foto Editoriale Stock © miroslav_1 #176462118

15 Things You Didn't Know About The Mursi People Of Ethiopia

Pin on Persone del mondo

 

Si riprende ilviaggio di ritorno per Turmi.Cena ed il pernottamento.

GIORNO 8 – TURMI – DASSANECH – KARO – TURMI (900 M) 16 aprile 
Dopo la prima colazione, partenza per Omorate, la regione dei Dessanech che vivono molto vicini al lago Turkana. Questi sono un popolo di guerrieri che durante le danze tradizionali indossano un copricapo che ricorda la criniera dei leoni. Rientro a Turmi per pranzo.

Etiopia, l'etnia Karo | fabriziovanzini.it

Nel pomeriggio, proseguimento per Karo visita a un villaggio dell’etnia Karo, una popolazione di pescatori che ritraggono sussistenza dalle acque del fiume Omo.

Popolazioni africane: tribù ed etnie

Sia gli uomini che le donne, riservano molta cura nell’acconciarsi i capelli.

Si riprende il viaggio di ritorno per Turmi. Cena e pernottamento al lodge.

GIORNO 9  : ARBA MINCH – SIDAMA – YIRGALEM 17  aprile 

Dopo la prima colazione partenza per Yirgalem. Pranzo in  corso di escursione.

Nel pomeriggio, si effettuera’ una breve passeggiata, nella foresta circostante al lodge per osservare i piu’ di cento uccelli che la popolano; si potra’ visitare anche un piccolo villaggio di coltivatori di caffe’.

Rientro in hotel e nel pomeriggio ci sara’ la cerimonia del caffe’ e si potranno vedere alcune iene che si avvicinano per il pasto. Cena e pernottamento in hotel.

Dassanech Daasanach Tribe. Lower Omo River Valley. South W… | Flickr

GIORNO 10 : YIRGALEM – HAWASSA – ADDIS ABEBA 18 aprile  

Prima colazione. Si visiterà il mercato del pesce che sorge sull’omonimo lago. Hawassa è il più piccolo lago della Rift Valley e sorge nella caldera di un antico vulcano. È possibile osservare molte varietà di uccelli acquatici, alcuni dei quali endemici, sulle sue rive.

Pranzo lungo la strada. Arrivo ad Addis Abeba, sistemazione in hotel.Cena in un ristorante tipico con canti e balli tradizionali.

 GIORNO 11: ADDIS ABEBA 19 aprile 

Dopo la prima colazione , partenza per la visita del Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiede una splendida collezione di strumenti musicali e di croci copte, nonché le stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè.

Risultati immagini per resti fossili di lucy

Pranzo e nel pomeriggio, partenza per la visita della chiesa di San Giorgio e infine si raggiungerà la collina di Entoto, il punto più panoramico della città. Cena  in hotel e camere a disposizione sino orario di partenza. Trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro.

GIORNO 12: ARRIVO IN ITALIA 20 aprile

Imbarco volo diretto a Roma.Arrivo in giornata e fine dei servizi

 

 

La quota include:

  • Voli di linea in classe economica franchigia baglio 20 kg da Etiopian Airlines
  • Tre  voli interni operati da Etiopian Airlines
  • Trasporti e  trasferimenti privati
  • Sistemazione in hotel di categoria 4**** ad Addis Abeba
  • Sistemazione in hotel di categoria 3*** nelle altre località
  • Camere a disposizione sino orario partenza ultimo giorno
  • Pensione completa (dal pranzo del primo giorno alla cena dell’ultimo)
  • Un’acqua o soft drink a pranzo e cena + tè o caffè
  • Visite, escursioni, entrate, guide locali, scout (quando necessari) ed escursioni in barca
  • Una guida  in lingua italiana che segue il gruppo dall’arrivo alla partenza
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica (massimale 50.000,00) e bagaglio (massimale 1.500,00)
  • ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO COPRE INTERO VALORE DEL TOUR

La quota non include:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 (tariffa soggetta a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Visto di ingresso (circa 50 USD) da pagare in loco
  • Bevande alcoliche
  • Mance
  • Spese personali
  • Visto ingresso on line 80,00 (lo forniamo noi)
  • Tutto quanto non previsto ne “la quota comprende”

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: necessario
  • 30 giorni prima della partenza verrà inviata apposito foglio notizie con tutte le informazioni necessarie alla partenza.

E’ obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla, per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.
Per informazioni su ulteriori vaccinazioni raccomandate tuttavia non obbligatorie, si consiglia di consultare il proprio Medico / Centro Vaccinale di riferimento

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole-Ottobre

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.

                                      

NAVE HA 14   CABINE UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan per ultimo per godere al meglio delle visite, il gruppo sarà tra le 18 e massimo 22  persone!

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 15 febbraio 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

 

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Pranzo in ristorante in corso di escursione.

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Karnak-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

Visita del tempio di Karnak al tramonto.Le visite della giornata si concludono in tempo per ammirare il tempio di Luxor con la luce del tramonto ed illuminato con luci artificiali che creano un’atmosfera quasi irreale e incredibile.

Il Santuario di Karnak, situato a pochi chilometri, è probabilmente il complesso monumentale più grandioso mai costruito, con uno sviluppo che proseguì per 1500 anni: è un susseguirsi di cortili, recinti sacri, statue, spettacolari sale colonnate, templi dedicati a diverse divinità, in pratica una summa dell’architettura e dell’arte dell’Antico Egitto. Il tempio di Karnak,occupa quasi mezzo chilometro quadrato. L’unica parte facilmente accessibile è la cinta muraria del tempio di Amon. Ci sono due vie d’accesso da Luxor : dalla Corniche, piegando verso l’interno un po’più a nord, oppure lungo la Sharia elKarnak, seguendo più o meno il Viale delle sfingi che un tempo connetteva i templi di Luxor e di Karnak, passando davanti alla torreggiante porta di Evergete II e alla cinta muraria. Il grande tempio di Amon è un susseguirsi impressionante e infinito di piloni,cortili e sale colonnate, obelischi e colossi. Reca il marchio di decine di regnanti nel corso di tredici secoli. Le rovine rimasero semisepolte nel limo del fiume per un tempo altrettanto lungo e furono liberate dagli archeologi a metà ’800. La grande sala ipostila è la gloria di Karnak, una foresta di colonne gigantesche che occupano un’area di 6000 mq. (per avere un’idea, potrebbe contenere insieme la basilica di S. Pietro e la cattedrale londinese di S. Paul).

Karnak Temple: History & Travel Guide - Explore Luxor

Questo tempio era dedicato alla triade tebana di Amon-Min-Mut e Khonsu; mentre Marna è opera di numerose dinastie, il tempio di Luxor si deve principalmente a duefaraoni del Nuovo Regno e risale all’apogeo artistico del periodo. Il tempio fu fondato da Amenofi III (1417-1379 a.C.) della XVIII dinastia, al quale si devono anche il terzo pilone di Karnak e i colossi di Memnone, dall’altra parte del fiume. I lavori furono sospesi durante il regno del figlio Akhenaton, ma furono poi ripresi sotto Tutankhamon e Horemheb; Ramesse II poi aggiunse un cortile a doppio colonnato e un grande pilone incorniciato da obelischi e colossi. Stupefacenti sono: il cortile di Ramesse II, quello di Amenofi III, la Salaipostila e il Viale delle Sfingi, che conduce a Karnak.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione a bordo.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e :

            INGRESSO INCLUSO ALLA VISITA DELLA TOMBA DI NEFERTARI! 

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall’egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.
È infatti diversa rispetto alle tombe di altre regine (solitamente più semplici e dotate solo di una camera funeraria), e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Sulle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell’ambito dell’arte funeraria egizia soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti. Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l’aldilà, durante il quale incontra molte divinità tra le quali Osiride e Iside. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell’immortalità e della pace eterna.

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente. Ma la scoperta della tomba di Nefertari era comunque un’avvenimento importante.

Guida alla visita alla Tomba di Nefertari: la tomba più bella d'Egitto - GuideTuristiche

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re (Visita e ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon). Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

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Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

 

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave.

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

 

Trasferimento  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione .Ci si sposta poi alla Cittadella di Saladino, posizionata sulla collina Muqattam, vicino al centro storico del Cairo, che l’ha resa famosa per il belvedere sulla citta’. La Cittadella fu fortificata da Saladino Ayyubide tra il 1176 ed il 1183, per proteggere l’Egitto dai crociati, la cittadellacontiene la Moschea di Mohamed Ali, costruita tra il 1828 e il 1848, detta anche Moschea di Alabastro. Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Visita guidata del quartiere copto del Cairo, Il Cairo - Civitatis

La Cittadella del Cairo è un vasto complesso fortificato situato su una collina che domina la città. Costruita dal Saladino nel XII secolo per difendere la città dagli attacchi dei crociati, la Cittadella offre un panorama mozzafiato sulla città.

La Cittadella del Cairo in Egitto - Guida Visita 2025 | archètravel

La principale attrazione della Cittadella è senza dubbio la Moschea di Muhammad Ali, con i suoi due minareti gemelli, l’elegante cortile rivestito di alabastro e gli interni illuminati da lampadine sospese al soffitto.

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti 5***** a Luxor e 4 notti  a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.

                                      

NAVE HA 14   CABINE UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan per ultimo per godere al meglio delle visite, il gruppo sarà tra le 18 e massimo 22  persone!

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 15 febbraio 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

 

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Pranzo in ristorante in corso di escursione.

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Karnak-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

Visita del tempio di Karnak al tramonto.Le visite della giornata si concludono in tempo per ammirare il tempio di Luxor con la luce del tramonto ed illuminato con luci artificiali che creano un’atmosfera quasi irreale e incredibile.

Il Santuario di Karnak, situato a pochi chilometri, è probabilmente il complesso monumentale più grandioso mai costruito, con uno sviluppo che proseguì per 1500 anni: è un susseguirsi di cortili, recinti sacri, statue, spettacolari sale colonnate, templi dedicati a diverse divinità, in pratica una summa dell’architettura e dell’arte dell’Antico Egitto. Il tempio di Karnak,occupa quasi mezzo chilometro quadrato. L’unica parte facilmente accessibile è la cinta muraria del tempio di Amon. Ci sono due vie d’accesso da Luxor : dalla Corniche, piegando verso l’interno un po’più a nord, oppure lungo la Sharia elKarnak, seguendo più o meno il Viale delle sfingi che un tempo connetteva i templi di Luxor e di Karnak, passando davanti alla torreggiante porta di Evergete II e alla cinta muraria. Il grande tempio di Amon è un susseguirsi impressionante e infinito di piloni,cortili e sale colonnate, obelischi e colossi. Reca il marchio di decine di regnanti nel corso di tredici secoli. Le rovine rimasero semisepolte nel limo del fiume per un tempo altrettanto lungo e furono liberate dagli archeologi a metà ’800. La grande sala ipostila è la gloria di Karnak, una foresta di colonne gigantesche che occupano un’area di 6000 mq. (per avere un’idea, potrebbe contenere insieme la basilica di S. Pietro e la cattedrale londinese di S. Paul).

Karnak Temple: History & Travel Guide - Explore Luxor

Questo tempio era dedicato alla triade tebana di Amon-Min-Mut e Khonsu; mentre Marna è opera di numerose dinastie, il tempio di Luxor si deve principalmente a duefaraoni del Nuovo Regno e risale all’apogeo artistico del periodo. Il tempio fu fondato da Amenofi III (1417-1379 a.C.) della XVIII dinastia, al quale si devono anche il terzo pilone di Karnak e i colossi di Memnone, dall’altra parte del fiume. I lavori furono sospesi durante il regno del figlio Akhenaton, ma furono poi ripresi sotto Tutankhamon e Horemheb; Ramesse II poi aggiunse un cortile a doppio colonnato e un grande pilone incorniciato da obelischi e colossi. Stupefacenti sono: il cortile di Ramesse II, quello di Amenofi III, la Salaipostila e il Viale delle Sfingi, che conduce a Karnak.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione a bordo.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e :

            INGRESSO INCLUSO ALLA VISITA DELLA TOMBA DI NEFERTARI! 

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall’egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.
È infatti diversa rispetto alle tombe di altre regine (solitamente più semplici e dotate solo di una camera funeraria), e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Sulle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell’ambito dell’arte funeraria egizia soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti. Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l’aldilà, durante il quale incontra molte divinità tra le quali Osiride e Iside. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell’immortalità e della pace eterna.

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente. Ma la scoperta della tomba di Nefertari era comunque un’avvenimento importante.

Guida alla visita alla Tomba di Nefertari: la tomba più bella d'Egitto - GuideTuristiche

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re (Visita e ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon). Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

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Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

 

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave.

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

 

Trasferimento  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione .Ci si sposta poi alla Cittadella di Saladino, posizionata sulla collina Muqattam, vicino al centro storico del Cairo, che l’ha resa famosa per il belvedere sulla citta’. La Cittadella fu fortificata da Saladino Ayyubide tra il 1176 ed il 1183, per proteggere l’Egitto dai crociati, la cittadellacontiene la Moschea di Mohamed Ali, costruita tra il 1828 e il 1848, detta anche Moschea di Alabastro. Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Visita guidata del quartiere copto del Cairo, Il Cairo - Civitatis

La Cittadella del Cairo è un vasto complesso fortificato situato su una collina che domina la città. Costruita dal Saladino nel XII secolo per difendere la città dagli attacchi dei crociati, la Cittadella offre un panorama mozzafiato sulla città.

La Cittadella del Cairo in Egitto - Guida Visita 2025 | archètravel

La principale attrazione della Cittadella è senza dubbio la Moschea di Muhammad Ali, con i suoi due minareti gemelli, l’elegante cortile rivestito di alabastro e gli interni illuminati da lampadine sospese al soffitto.

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti 5***** a Luxor e 4 notti  a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 430,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Pasqua Processione Cristo Morto Somma Vesuviana -Processione Fujenti-ecc.

Gli Amici nei Viaggi  di Giorgio  opera da numerosi anni, nel settore della promozione della cultura e dell’arte, speciali attività  turistico/culturali attraverso attività e iniziative volte ad una migliore fruizione del patrimonio culturale. Gli ambiti di riferimento sono: TURISMO e CULTURA; EVENTI e SPETTACOLI; FORMAZIONE e DIDATTICA. Per raggiungere questo obiettivo, cerca e collabora con le migliori  guide e associazioni culturali dei luoghi da visitare al fine di ottenere un valore aggiunto alla propia offerta.

Oltre ai servizi turistici standard organizziamo: cene spettacolo, visite in forma di spettacolo, itinerari enogastronomici, visite guidate narrate, degustazioni e servizi turistici generici caratterizzano la nostra offerta, con l’obbiettivo di trasmettere al visitatore le emozioni e il sapere con una modalità rilassante ma intensa. Il teatro, il gusto, la cultura e il folklore sono le quattro parole chiave, con le quali ci prendiamo cura del cliente, unendole a una sapiente organizzazione e gestione dei tempi di visite.

Attraverso la tecnica del racconto, abbiamo ideato un nuovo modo emozionale di far rivivere a turisti e ai visitatori la cultura e il territorio.

Sono nati così  i Narratori dell’Arte , che attraverso una particolare cura per lo studio delle fonti, reinterpretano luoghi noti e meno noti.

Nel mezzo del cammin di nostra vita … lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano  la prima cantica del Sommo Poeta: da Virgilio a Francesca da Rimini, dalle Fiere a Farinata degli Uberti, da Beatrice alle Erinni, Pier delle Vigne, Ulisse, il Conte Ugolino.

Processione Cristo Morto Somma Vesuviana-Villa Augustea-Antica Nuceria-Processione Madonna dell’Arco Fujenti-Cimitile e molto altro sono incluse in questo tour.

«Quella di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è una delle prime cinque processioni in Campania e tra le Processioni del Venerdì Santo più suggestive in Italia ed una delle più antiche. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850 ed è una tra le prime processioni in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola. Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia  un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli in saio bianco e candele accese dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne.   Il corteo costeggia la Cinta Muraria di epoca Aragonese ed esce dal Borgo Medievale raggiungendo la parte bassa del paese. La statua ottocentesca della Madonna Addolorata, l’artistica scultura del Cristo Morto, mettono in scena il più commovente e sentito funerale della storia umana. Il lungo manto nero della Vergine parte dal capo e si allarga fino ai piedi. Nelle mani giunte, a dita intrecciate, scende un fazzoletto di pizzo bianco. Il volto è olivastro e contrito. Ai suoi piedi il corpo seminudo del Cristo morto giacente nel sudario in espressione di doloroso abbandono. Le membra rilasciate danno il senso della assenza e della fuga dell’anima. Il Miserere, infine, echeggia, ancora più forte in questi giorni di terrore e di morte»Lo ha dichiarato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. 

La secolare Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle più suggestive d’Italia, dal corteo lungo, chilometrico, con notevole partecipazione popolare tra candele, falò accesi, il latino del Miserere, il lancio dei petali dai balconi e sullo sfondo la veduta del Monte Somma.

Viene preceduta dalla processione del Giovedì Santo, quando, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento, di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa.          

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana

guarda il video clikkando qui

                        Visita/spettacolo al Santuario di Ercolano e Ipogeo sotterraneo

     Un affascinante viaggio alla scoperta dello storico Santuario della Madonna di Pugliano e al suggestivo ipogeo sotterraneo dell’arciconfraternita della SS Trinità di Ercolano.

Il Santuario, la cui creazione è attestata intorno al 1300, e la cultura popolare verranno narrati dal ricercatore Giovanni D’Angelo, che attraverso i simboli più misteriosi come il Cristo nero e la Statua lignea della Bruna Puglianella, ricostruirà la storia e la cultura religiosa popolare dell’antica Basilica e dei fedeli di Resina.

Un viaggio narrato in forma di spettacolo, recuperando aneddoti e leggende, avvenimenti misteriosi e curiosità sulla tradizioni popolari, che si fondono al credo religioso. L’itinerario proseguirà alla scoperta dell’Ipogeo del 700 , dove attraverso una suggestiva e tenebrosa discesa, si riscoprirà la tradizione del culto dei morti (ancora attualmente praticato nell’ipogeo) e le storie legate al cimitero sotterraneo. Oltre alla narrazione della nostra guida speciale, gli attori cantanti del Laboratorio Voci e suoni della memoria, interpreteranno dei brani e dei racconti, permettendo così di rivivere le emozioni legate all’itinerario, scenario suggestivo saranno le cappelle, l’altare e il settecentesco cimitero sotterraneo.

                                                “”a maronna e’ l’arc:

una visita in forma spettacolo,tra arte, fede e tradizione presso il  santuario della  Madonna dell’Arco 

SULLE TRACCE DEI “FUJENTI” DI MADONNA DELL’ARCO

culto, simboli, rituali, canti e danze dei pellegrini di Madonna dell’Arco

 “Voci e Suoni della Memoria”

   

SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.

Il santuario della Madonna dell’Arco è un edificio religioso sito nel territorio comunale di Sant’Anastasia sulle pendici del Vesuvio. Ogni Pasquetta è meta del tradizionale pellegrinaggio dei fujenti (o battenti) che accorrono numerosi da tutta la Campania. I fujenti sono soliti accompagnare il loro pellegrinaggio con una melodia vocale molto antica, forse risalente al tempo del miracolo che diede origine al culto, il sanguinamento di un’immagine della Madonna, offesa per essere stata danneggiata ad opera di due giocatori che – bestemmiando alla grande – giocavano a palla nel sito. Al gran pellegrinaggio vengono condotte in processione statue di Madonne assise nei loro seggi (torselli) e seguite da scenografici cortei (paranze).

Somma Vesuviana (Na): la Villa Augustea e il Complesso di Santa Maria del Pozzo.

 

Le basiliche paleocristiane di Cimitile

Per l’eccezionale ricchezza di monumenti e il valore storico-religioso, il complesso basilicale di Cimitile rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’Occidente cristiano, come ricorda tra l’altro S. Agostino. Lo straordinario fascino del luogo è determinato dalla presenza di ben sette edifici di culto sorti intorno alla tomba del sacerdote Felice, sepolto nella necropoli a nord di Nola verso la fine del III secolo.

L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:

Nuceria, la canzone dell’Amore Perduto ma anche la Principessa che fa la differenza…

 

’C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana. Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana. Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro. Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso. Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra. Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città, chiamata Fermo. Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia. La cercò dovunque, senza trovarla. Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con suo grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta. Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di NUCERIA. Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella volontà di attribuire origini latine alla città, già molto importante ai suoi tempi (ricordata dallo splendido murales di via Petrosini). Una sorta di una sorta di canzone dell’amore perduto ante litteram: Ricordi sbocciavano le viole. Con le nostre parole. Non ci lasceremo mai. Mai e poi mai. Vorrei dirti, ora, le stesse cose. Ma come fan presto, amore. Ad appassire le rose (cit. De Andrè)

 

1°Giorno Venerdi 3 aprile Roma-Nola-Somma Vesuviana

Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da stabilire,e partenza in direzione Campania.
Per coloro che arrivano da altre città,incontro in aereoporto o alla stazione di Napoli.

Sosta tecnica lungo l’autostrada .Arrivo in hotel e pranzo.Sistemazione nelle camere riservate.

Partenza in direzione di Somma Vesuviana. Visita al sito archeologico della Villa Augustea
a cura della Pro Loco Somma Vesuviana e al sito archeologico di Santa  Maria del Pozzo.

Santa Maria del pozzo e la regina Giovanna – i cunicoli segreti e la carrozza d’oro

 Ci spostiamo nel rione Bisignano per visitare la chiesa Santa Maria del Pozzo famosa per la leggenda della Carrozza d’Oro, dei cunicoli segreti e degli amanti della regina Giovanna  Molte leggende sono legate al nome delle due regine di Napoli, le «Angioine» Giovanna I e Giovanna II . La piu chiacchierata fu Giovanna II detta la Dissoluta che non passava inosservata alle cronache dell’epoca;  La Chiesa di Santa Maria del Pozzo è un antico luogo di culto di origine medioevale, sorta a sua volta, sopra i resti di una villa di epoca romana risalente al periodo augusteo. La storia ci narra che a causa di una violenta alluvione avvenuta nel 1488 la chiesa (inferiore) rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita, bensì impiegata come cripta. Proprio quest’area fu meta prediletta dalla regina Giovanna II e ancora oggi, conserva tutto il suo fascino misterioso.

Una delle tante e leggendarie curiosità che rende affascinante la figura di Giovanna II D’Angiò (governò Napoli dal 1414 al 1435) è sicuramente quella che dipinge la regina napoletana in una donna dissoluta, dedita ai piaceri mondani, ai vizi e alle lussurie, conquistandosi il titolo di «mangiatrice di uomini». Si narra che a calar della sera, la regina Giovanna II D’Angiò raggiungesse i suoi amanti a bordo di una Carrozza D’Oro. Per non farsi riconoscere percorreva una serie di cunicoli segreti tra  Napoli e Somma Vesuviana, fino ad arrivare nella cripta dei misteri posta sotto la Chiesa di  Santa Maria del Pozzo

In esclusiva per I Viaggi di Giorgio, visita guidata a Somma Vesuviana dove, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa, che, per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto erroneamente che fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Al contrario, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica.  Altro gioiello di Somma Vesuviana è il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, che, grazie all’ultimo intervento di restauro, è stato restituito alla collettività in tutto il suo splendore. Il “viaggio” esplorativo parte dal “pozzo” di epoca romana, passando per la sotterranea chiesa angioina, per poi concludersi nel luminoso chiostro del convento cinquecentesco.

La Villa Augustea costituisce una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. La storia degli scavi risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando, in località Starza della Regina, un contadino scoprì per caso il portico d’accesso all’antica villa. Le prime esplorazioni portarono alla luce interessanti reperti di una villa romana, costruita del II sec. d.C. e seppellita per oltre la metà della sua altezza dall’eruzione del Vesuvio del 6 novembre 472 d.C. (la cosiddetta eruzione di Pollena): a causa della mancanza di fondi non fu però possibile andare avanti con gli scavi. Solo nel 2002, grazie ad un progetto di ricerca tra l’Università di Tokyo (prof. Masanori Aoyagi), l’Università Suor Orsola Benincasa (prof. Antonio De Simone) e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli, si è dato il via in maniera sistematica agli scavi.

Villa Augustea – Somma Vesuviana – Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli

Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione nell’antico territorio di Nola, s’ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, da cui il nome “Villa Augustea”. Per procedere celermente con i lavori di scavo e di recupero dell’opera, i Giapponesi acquistarono addirittura il terreno: a maggio del 2015 per espressa volontà dell’Agenzia degli Affari Culturali del Giappone, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato donato alla Soprintendenza Archeologica della Campania.

Nel corso di questi anni di scavo, sono state rinvenute due statue, una di una donna con abito greco (la peplofora), l’altra, ricomposta da più frammenti, del dio Dioniso/Bacco con il capo coronato d’edera e un cucciolo di pantera in braccio: entrambe le statue sono ora custodite nel museo storico archeologico di Nola. Durante le campagne di scavo degli ultimi 3 anni (2015-2017) sono stati riportati alla luce: i resti di muri di un edificio forse costruito prima dell’eruzione del 79 d.C., un muro affrescato, un altro settore della cella vinaria, un frammento di statua femminile, una parte di una grande cisterna, tracce di coltivazioni.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo sorge sulle antiche strutture della chiesa inferiore, fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1333 sull’originaria cripta sotterranea di origine pagana.

Alla scoperta del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo a Somma Vesuviana

La leggenda vuole che Giovanna d’Angiò, bella e intrigante nobildonna, vissuta a Somma Vesuviana e divenuta regina di Napoli nel 1414, con il nome di Giovanna II, ebbe numerosi amanti di cui si disfaceva facendoli sparire in mortali trabocchetti utilizzando una fitta rete di cunicoli sotterranei a cui si accedeva proprio dalla cripta.

Chiesa di Santa Maria del Pozzo e la Carrozza d'Oro

Un recente restauro del complesso ha riportato alla luce preziosi affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati: al XIV secolo risalgono gli apostoli con aureola a rilievo attornianti la Madonna Incoronata con il Figlio Pantocratore, mentre al XV secolo risalgono gli affreschi del pozzo romano: si tratta di due sante, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Infine al XVI secolo vengono fatti risalire gli affreschi rappresentanti San Giovanni Apostolo ed Evangelista e San Michele Arcangelo armato.

Infine un cenno alle eccellenze gastronomiche di Somma Vesuviana, che, sorgendo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, deve al suo fertilissimo terreno la produzione di varie prelibatezze, come i pomodorini del piennolo, le albicocche (crisommole) e l’uva (catalanesca), da cui si ricava un ottimo vino da tavola. Quest’ultimo accompagna numerose ricette, in particolare di baccalà e di stoccafisso, che già a partire dal 1500 sono diventati protagonisti incontrastati della gastronomia sommese grazie ad un filo diretto che collega le pendici del Vesuvio all’Europa del Nord (Islanda e isole Lofoten-Norvegia).

ore 19 – Rituale della Processione del Venerdì Santo

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana

Il Venerdì santo il popolo sommese si stringe attorno al venerato simulacro della Madonna Addolorata per rivivere, attraverso il suo dolore di madre, l’itinerario della passio et mors Christi. La storia di Maria diventa agli occhi dei fedeli una storia di successo: la sofferenza della mamma pone rimedio alle afflizioni altrui.

Somma Vesuviana, ritorna dopo 4 anni la secolare Processione del Venerdì Santo | Scisciano Notizie

Anche quest’anno la Processione del Venerdì Santo vedrà 2000 confratelli in saio bianco e cappuccio sfilare per le vie e i vicolo del borgo napoletano secondo un percorso mai cambiato. I 2000 confratelli accenderanno le rispettive candele alla luce degli alti falò che già dal pomeriggio, poco dopo le ore 15, verranno posizionati in alcuni dei punti strategici del Centro Storico ma anche nei vicoli più vicini alla parte bassa del paese.

Processione Venerdì Santo Somma Vesuviana 2019 - YouTube

Booble News - Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: un legame vivo tra passato e presente /foto

Ogni congrega avrà un medaglione diverso, un cordone dal diverso colore che permette di distinguere la confraternita di appartenenza. In occasione del Venerdì Santo i confratelli usciranno da più punti del Borgo Antico del Casamale,passando dinanzi all’antica Collegiata del XII secolo e dalla volta in oro zecchino.

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana - Taccuino di viaggio

Alle 19 si avrà l’uscita della Madonna con il Cristo Morto, accompagnati dalla Banda e da un lunghissimo corteo di donne e bambini. Il silenzio, poi il canto in latino del Miserere ad opera dei gruppi cantorum risuonerà per tutta Somma Vesuviana. A cantarlo tutti i confratelli nei vicoli e lungo tutta la durata della processione. Nei piccoli incroci, la Madonna si fermerà per benedire la popolazione.

All’incrocio più grande di Corso Italia, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermeranno e si inchineranno al passaggio della Madonna con il Cristo Morto.

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana - Il Mediano

Solo in quel momento verranno spente le candele.

A Somma Vesuviana torna la storica processione del Venerdì Santo

La risalita a serata inoltrata, le luci delle candele consumate renderanno unica l’atmosfera nei vicoli del Borgo Antico dove continuerà a sentirsi il Miserere in latino. Commuovente sarà l’ingresso della Madonna nell’antica chiesa della Collegiata.

Cena libera e pernottamento in hotel.
notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

 

2° Giorno 4 aprile Nola -Antica Nuceria-Nola 

Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Nuceria.

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni SarrastiOsci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

Un'antica città della Campania: Nuceria Alfaterna – Storia d'Italia

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore;

Nuceria Alfaterna: antiche glorie e moderne disillusioni - Classicult

ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

BATTISTERO SANTA MARIA MAGGIORE | I Luoghi del Cuore - FAI

Pranzo a base di prodotti tipici del posto.

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore:

Home - Gruppo Archeologico Nuceria

dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici:

La piccola Roma - Città Nuova

la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone.

Rientro a Nola nel pomeriggio e visita Museo Storico Archeologico di Nola.

Crocevia di genti e culture, l’agro nolano racchiude in sé un singolare intreccio di storia, archeologia e arte. I siti, i musei e i santuari qui illustrati rappresentano luoghi d’elezione in cui il tempo si è fermato per offrirci il quadro completo dell’evoluzione del territorio, sia dal punto di vista dell’insediamento, sia sul piano religioso. L’agro nolano lega indissolubilmente la sua fama alla città di Nola che da piccolo insediamento divenne in età romana un importante centro, presso il quale nel 14 d.C. morì l’imperatore Augusto.

Il suo sepolcro, come quello dell’apostolo Pietro a Roma, determinò la nascita di un villaggio nei dintorni del santuario che è all’origine dell’attuale abitato di Cimitile. Il lungo dialogo con la storia del complesso basilicale si è arricchito negli ultimi cento anni di importanti dati grazie agli scavi archeologici e ai restauri che hanno gettato nuova luce sulle origini del cristianesimo nell’agro nolano e in Campania.

Il Museo, allestito nel cinquecentesco convento di S. Maria La Nova, rappresenta uno scrigno di testimonianze storiche e archeologiche che catturano il visitatore per bellezza e unicità. Al piano terra sono esposti manufatti di età preistorica, etrusca, greca e romana, mentre al secondo reperti provenienti dalla villa romana di Somma Vesuviana e dal complesso basilicale di Cimitile, oltre a dipinti di età medievale e moderna. Una sala è riservata alle statue della peplophoros e del giovane Dioniso provenienti dalla villa romana in località Starza della Regina a Somma Vesuviana. L’esposizione continua con una sezione dedicata alla tarda antichità e al medioevo, a cominciare dai marmi e dagli affreschi del suggestivo complesso basilicale di Cimitile. Al terzo piano si ammira una collezione di riggiole prodotte nelle botteghe napoletane dal XV al XX secolo.

La forte influenza etrusca e greca è attestata dal bucchero di produzione locale e da vasi a figure rosse importati da Corinto. La fase di occupazione dei Sanniti è testimoniata dalle tombe rinvenute tra Nola e Casamarciano, del tipo a cassa di tufo con pareti decorate da immagini celebranti la memoria del defunto.

La cattedrale di Nola.L’edificio, dedicato a S. Maria Assunta, è frutto di tre rifacimenti, eseguiti a partire dal XIV secolo, l’ultimo dei quali avvenuto a seguito di un incendio che nel 1861 distrusse la chiesa cinquecentesca risparmiando la cripta, la cappella dell’Immacolata, piccolo gioiello dell’architettura rinascimentale, l’adiacente chiesa dei Santi Apostoli e il campanile, nella cui base sono inglobati rilievi scultorei di età romana. Il Museo Diocesano custodisce pregevoli manufatti artistici provenienti dalle chiese della città e della diocesi.

Secondo una consolidata tradizione, il più antico nucleo della cattedrale si sarebbe sviluppato intorno alla tomba del primo vescovo della città, Felice, i cui resti riposerebbero nella cripta.

Al termine di questa bellissima giornata,rientro in hotel per la cena spettacolo in compagnia dell’attore Peppe Parisi.

3° Giorno 5 aprile  Nola-Cimitile-Cappella Votiva… Pasqua 

Prima colazione in hotel trasferimento alla vicina Cimitile per la visita guidata.

Il complesso di Cimitile nei pressi di Nola è uno dei più interessanti siti paleocristiani d’Italia. Esso mostra testimonianze della cristianità dal III secolo d.C. fino ad oggi senza soluzione di continuità attraverso una stratificazione secolare di architetture ed eccezionali apparati decorativi (pitture, sculture e mosaici) che rendono il sito unico ed enormemente affascinante.

Cimitile - Le basiliche paleocristiane di Cimitile e l'area nolana

Le basiliche sviluppatesi nel sito antico cimitero di epoca romana databile tra il II e il III secolo d.C., dove i grandiosi mausolei provano la grandezza di Nola e la ricchezza del suo territorio, l’ager nolanus , e allo stesso tempo testimoniano la diffusione del culto cristiano come dimostrano le pitture a tema biblico.

Il complesso basilicale si sviluppò intorno alla tomba di San Felice , un martire senza martirio. Dal IV secolo vennero costruiti i primi edifici, presso i quali numerosi pellegrini giungevano per rendere omaggio al martire. Grazie all’opera di San Paolino da Nola, un nobile Romano che fu governatore della Campania, il complesso fu collegato a Nola da una strada e fu servito dall’acquedotto proveniente da Abella. Egli si adoperò per tutta la sua vita per i nolani e, divenuto vescovo, fece costruire una grandiosa Basilica, sacrificò ogni ricchezza e infine sé stesso per liberare i nolani fatti prigionieri dai Visigoti

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e il Miracolo della Manna

Pranzo di Pasqua.

Nel pomeriggio ,ci spostiamo ad Ercolano, visita guidata Ipogeo sotterraneo Reale ArciConfraternita nei pressi del Santuario di S. Maria a Pugliano  e seminario-spettacolo “Culto dei Fujenti” a cura del

Laboratorio “Voci e Suoni della Memoria”

                                               SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.
La Madonna dell’Arco ha innumerevoli devoti perché:
– è la prima Madonna Bianca associata al culto agreste delle Sette
Madonne;
– come essere umano capisce le miserie in quanto vissute durante il suo
peregrinare;
– come Madre terrena conosce il dolore di una perdita in quanto vissuto per
la Crocifissione del Figlio;
– come Madre divina conosce la sofferenza in quanto ferita e sanguinante
sul volto.

Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!! - I Viaggi di Giorgio

Con il seminario spettacolo “Sulle tracce dei Fujenti”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno la storia, le corporazioni, l’etnografia, la simbologia, i toselli votivi, i rituali, il pellegrinaggio e la pratica degli Ex Voti connessi al Culto di Madonna dell’Arco e ai suoi rimandi culturali strettamente legati alla Ri-nascita.

Proiezioni, musica, canti e danze dal vivo riguardante i seguenti aspetti   connessi a Madonna dell’Arco: le pratiche cultuali (culto mariano, culto agreste, ex voti, corporazioni, etc…) i simboli (vestiario, colori, stendardi, gestualità, etc…) i rituali (questua, processioni, carri votivi, etc…) i canti (preghiere, giaculatorie, canti popolari, etc…) le danze (tammurriata).

Narrazione dal ricercatore Giovanni D’Angelo, accompagnato dalle performance cantate e recitate del laboratorio “Voci e suoni della memoria”. Durante il racconto,  importanti opere del trecento come La Bruna Puglianella e il Cristo Nero,  introdurranno gli spettatori alle storie più affascinanti della religiosità popolare, come ad esempio la leggenda secondo la quale la Madonna nera fosse legata al ciclo invernale e alla morte, e che nelle chiese dove solitamente questa fosse ritratta o apposta come statua, vi fosse presente un ordine di templari. Un racconto ricco di aspetti misteriosi, proverbi e immaginifico popolare, che recupera la tradizione orale  dell’antica Resina e del Monte Vesuvio.

Particolarità dell’itinerario di visita sarà la discesa all’ipogeo sotterraneo del 700, antico cimitero sottostante la terra santa, dove ancora tutt’oggi è attestato il noto culto dei morti, come la tradizione prevede per ogni chiesa dove si trovi la Madonna delle Grazie. Una discesa inferina ed emozionante in un luogo sconosciuto a molti, e non accessibile ai visitatori se non in questa occasione speciale. Durante la visita è stata prevista la performance canora di un emozionante Stabat Mater in napoletano, dall’identità sonora medievale e suggestiva.

Un itinerario di visita elegante , culturalmente e antropologicamente ricco.

La processione religiosa delle Paranze dei devoti alla Madonna dell'Arco - Ulisse online

A seguire circa ore 18.00  visita alla sede e alla Cappella Votiva dedicata alla Madonna dell’Arco presso il quartiere Ortora, dove è attestata la nascita della prima “Paranza dei Fujenti” ad Ercolano in seguito ad un episodio di Grazia Ricevuta nei primi anni del 1900. A seguire  seguiremo alcuni rituali dei Fujenti connessi alla Pasqua.

La paranza dei devoti | il manifesto

Al termine rientro in hotel cena e pernottamento.

..notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

4° Giorno lunedi 6 aprile Nola-Santa Anastasia-Roma

Prima colazione in hotel e rilascio della camere.Partenza in direzione di Santa Anastasia,al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

Madonna dell'Arco, il ritorno più bello: 55mila fujenti al Santuario - Il Mediano

Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco: i fujenti del lunedì in Albis

Un viaggio attraverso gli aneddoti, le leggende e i racconti legati agli elementi di fuoco, terra e mare e alle tradizioni culturali e religiose più misteriose.

La Madonna dei "fujenti": quando Gomorra cerca redenzione - la Repubblica

…Fenomeni simili, un tempo assai diffusi, si sono oggi fortemente ridotti con forse una sola, significativa, eccezione, il culto della Madonna dell’Arco che tuttora si celebra nella omonima località in provincia di Napoli, ogni lunedì in Albis, nel santuario frequentato in gran parte dal sottoproletariato e dal proletariato marginale dell’area napoletana: una Madonna severa e vendicativa che non ha esitato, nelle leggende che la riguardano, a punire duramente coloro che le avevano mancato di rispetto.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

Chi si reca in quella data al santuario non può non essere scosso dalla tensione che vi si respira. Una fiumana di pellegrini vestiti, cani randagi stesi sul sagrato, odori che sembrano avere corpo e volume.

Succivo, concorso fujenti. Fiorillo e Pisano:”abbiamo interpretato in modo semplice quella che è, e deve rimanere, una festa religiosa” – atellanews.it

E in alto, tra le bancarelle, seguendo con lo sguardo la strada che porta alla stazione ferroviaria, gruppi di danzatori scatenati che ballano al suono di flauti e tamburi. di bianco, organizzati per gruppi, attende di varcare la soglia della chiesa; uomini e donne, senza distinzione di età e spesso scalzi, a frotte raggiungono l’altare per ottenere una grazia camminando in ginocchio o strisciando velocemente per terra in ordine sparso, proprio come dei serpenti liberati da un cesto; bandiere con l’immagine della Madonna, ceri e gigantesche costruzioni votive che avanzano in un silenzio irreale rotto solo da canti melismatici intonati a voce altissima, dal fruscio dei vestiti e dal sibilo delle scarpe di gomma sul pavimento; e poi all’improvviso l’esplosione, l’urlo, la crisi, l’invocazione della grazia da parte di qualcuno che cade rigidamente sulle spalle scalciando con violenza fino allo svenimento, e quindi l’accorrere dei volontari del servizio d’ordine per trascinarlo fuori e farlo riprendere. Intanto la crisi come una scossa elettrica, un lampo, un’onda di energia, si propaga ad altri penitenti.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

 

E ancora cadute, grida, svenimenti e pianti, tentativi di scavalcare le barriere e gettarsi sull’altare per raggiungere l’immagine della Vergine. E sempre più padri domenicani e volontari che intervengono serrando le fila con forza, in una ridda di braccia e gambe, di voci che si sovrappongono, di muscoli tesi, di facce stravolte, con una folla che si accalca nelle navate laterali, premendo dietro le transenne, e che litiga per ottenere un posto in prima fila. E poi la calma, l’uscita dei devoti alle spalle dell’altare per la consegna di soldi, ceri e fiori in omaggio alla Madonna e un nuovo gruppo che entra lento, come quello precedente.

Ritualità dei #fujenti# a Sant'Anastasia: corsa ed esecuzione di un

Fino a che qualcuno, prima o poi, sorprendendo tutti, non ricominci, in uno spazio indifferente ad ogni ordine geometrico perché la crisi può manifestarsi in qualsiasi punto della navata percorsa dai devoti e propagarsi in qualsiasi altro punto, in maniera imprevedibile. E tutto questo per ore e ore, dall’alba al tramonto fino a perdere la percezione del tempo come in un sogno, e ad abituarsi al rito, alla vista dei fujenti che sembrano non finire mai. E fuori, sotto al sole, un paesaggio surreale: una strada statale completamente intasata, bloccata dalle lunghe code di chi deve ancora entrare, carabinieri vicino a delle sbarre di ferro che controllano il flusso dei pellegrini, toselli che ondeggiano sui ritmi delle bande musicali delle varie paranze.
Madonna dell'Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti - Il Mediano
Tutto, in questo rito, si pone sotto il segno dell’eccesso, della potenza, della violenza del sacro, dando una forte espressione alla memoria di un sud che in riti arcaici trova la sola possibilità di resistere a vecchi e nuovi malesseri, un sud sofferente.
Al termine trasferimento in pizzeria e degustazione vari tipi di pizza verace.
Nel tardo pomeriggio, rientro a Roma e fine dei servizi.Per chi arriva da altre città trasferimento in stazione o in aereoporto.
La quota comprende:
Bus G.T per la durata del tour.
Hotel 4**** in trattamento di mezza pensione (colazioni,1 pranzo del venerdi,2 cene) bevande incluse.
Visite spettacolo  teatralizzate.
Visite guidate da guide  autorizzate Regione Campania e da volontari del luogo.
2 pranzi , quello di di Pasqua e del sabato, pizza del lunedi
Bevande ai pasti
Spettacolo di Peppe Parisi durante la cena del sabato
Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio
Iva di legge
La quota non comprende 
Ingressi ai siti e musei
Eventuali tasse di soggiorno da pagare in loco.
Auricolari 10,00



Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!!

 

                                   TRA ALTA GASTRONOMIA  E ITINERARI INSOLITI

CAMPANIA , regione dai mille volti…Furore…..sulla costiera amalfitana, l’altra faccia della costiera sconosciuta, 3 giorni all’insegna della Cultura e Arte e Archeologia, del Paesaggio della Buona Cucina.

Furore è un piccolo comune della costiera amalfitana  che assieme ad essa nel 1997 è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco.

Per la conformazione del paese, questo borgo viene definito “il paese che non c’è”, le sue case sono delle macchie di colore che spuntano lateralmente dalla montagna.

Furore il paese dipinto - Authentic Amalfi Coast

Il centro del paese, che è costituito da 837 abitanti, inoltre è formato da tre contrade: Sant’Agnello – Contrada della Gatta, Sant’Elia -contrada della Cicala e Santo Jaco – Contrada del Ciuccio.

Assaggiare un vino e sentire il gusto vero e autentico di un territorio straordinario. Furore, il paese aggrappato alla Divina Costiera, respira il fascino del Golfo d’Amalfi.

                                                Furore! Il paese che non c’è.

Non cercarla qui la ciambella di case raccolte intorno alla piazza. Non la troverai. Furore, il paese che non c’è, il paese non paese, col suo abitato sparso sui fianchi della montagna a strapiombo sul mare, si offre a piccole dosi, si lascia scoprire con civettuola ritrosia.

Batterai sentieri e petingoli, stretti fra fazzoletti di terra miracolosamente strappati alla roccia e coltivati con amore antico, quasi con ostinazione.

Berrai vini – bianco e rosso – freschi e briosi, “capaci di buttarti dentro tutto il sole e tutta l’allegria che hai sulla pelle”. Ammirerai vigne e giardini, terrazzi e pergolati, poggi e tornanti che dirupano a mare. E muri: muri a secco, muri dipinti, muri istoriati. Muri parlanti. Muri d’autore. E chiese, e campanili svettanti e cupole arabeggianti. Una vertigine di panorami immersa in una luce senza suoni, sospesa, irreale e segreta come una favola. Ascolterai il silenzio.

Coglierai l’alito dell’universo nella voce lontana del mare. Avvertirai il profumo del mito nel respiro di qualche ninfa innamorata che da sempre abita questi anfratti. Vivrai un’atmosfera sognante e al tempo stesso inquietante, dove ogni sguardo è già emozione e ogni pensiero è già sogno.

Raffaele Ferraioli

Fa parte del Club dei borghi più belli d’Italia.                                                            

E poi la sublime Amalfi… Positano…, i borghi di Raito e Albori.

Ci sono luoghi il cui spazio fisico è  solo un punto di riferimento. Sembrano nati,e forse lo sono,per essere anzitutto luoghi dello spirito,porti franchi nei quali cercare approdo con quel carico di piccole eversioni e di infinite complicità che accompagna la vita di ognuno di noi.Furore è anzitutto questo,e la sua geografia lo conferma!

Il Fiordo con la sua irripetibile magia: il borgo intatto,un pugno di case aggrappate alla roccia,il mare che s’ingorga e spumeggia!!

                                     Gli oracoli della Sibilla al lago d’Averno
                   dal lago Lucrino dedicato alla ninfa Calipso al lago d’Averno

Masseria…… è un’azienda agricola, un ristorante panoramico con cucina creativa a “metro zero”,  l’Agribar, un bar in un frutteto circondato da orti, dove godere di una giornata in natura

Masseria …… si trova nel Parco Regionale dei Campi Flegrei, nel cratere del Lago d’Averno, rivolto verso il mare, a pochi passi dal Tempio di Apollo e dall’Antro della Sibilla.

La nostra missione è offrire un’esperienza autentica, facendo sentire a casa ogni ospite e raccontando la nostra anima e la nostra storia attraverso i piatti. Privilegiamo prodotti di prossimità, rispettiamo la stagionalità e ci impegniamo a mantenere un giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Ogni portata diventa così un omaggio al territorio e alla creatività, valorizzando la genuinità e l’attenzione ai dettagli.La cucina della Masseria: una creatività tutta volta all’esaltazione dei prodotti del territorio e delle materie prime di qualità.

 

Hai scelto di soggiornare nel nostro Albergo Diffuso :
‘albergo diffuso è una nuova forma di accoglienza, che nasce per valorizzare e caratterizzare i
piccoli borghi:
camere e appartamenti che si spargono per il territorio :
L’Albergo Diffuso Bacco Furore è caratterizzato da una struttura principale, destinata ad accogliere i servizi di uso comune: ricevimento, sala colazioni e ristorante, collegato ad una serie di camere e
appartamenti distaccati e sparsi a circa 300mt.
Il ristorante e la sua lunga tradizione, ti aspetta  per una cena,con vista mare, seguita e curata dai nostri magnifici Luisa e Ferdinando.

Un ristorante con una storia di quasi cent’anni, attento ai valori del territorio e della stagione, è
associato all’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo, oltre ad essere segnalato sulla guida Michelin e
numerose altre importanti guide nazionali ed internazionali.
lo  Chef Raffaele Afeltra e la Signora della nostra cucina Erminia , con tutta la loro brigata, saranno felici di deliziarti!
Per coloro che desiderano un menu Gluten Free siamo presenti sulla guida ufficiale AIC, offrendo una
vasta selezione di piatti.
Inoltre, squisite proposte vegane e vegetariane, sempre legate alla tradizione locale e massima attenzione ad ogni esigenza alimentare segnalataci.

Furore, Paese Dipinto, Uno dei Borghi più belli dItalia, Città del Vino e Destinazione Europea
d’Eccellenza

 

1° giorno :Roma-Raito-Albori -Furore

Ritrovo dei partecipanti  in luogo da stabilire e partenza in bus privato ,con sosta in autostrada lungo il percorso.

N.B :  per coloro che arrivano da altre città d’Italia appuntamento e luogo da concordare sia presso stazioni ferroviarie che aeroporti o direttamente se arrivate con auto propria,in hotel.

Il borgo di Albori: la bellezza di Vietri oltre il mare

                                 Sulle colline della Costiera Amalfitana

Per chi arriva da Salerno o dall’autostrada A3, la porta d’accesso al paradiso è Vietri sul Mare, capitale indiscussa della ceramica artistica. L’abitato della marina è dominato dalla cinquecentesca Cupola della Chiesa di San Giovanni Battista, rivestita da centinaia di “scandole”, maioliche a forma di pesce di tre colori: giallo, verde e azzurro. L’effetto iridescente delle maioliche non passa inosservato, nè da terra, nè da mare: fa, anzi, del tempio dedicato al Patrono il simbolo stesso di Vietri.

Vietri sul Mare: cosa vedere e cosa fare | Dove Viaggi

Ma il vero biglietto da visita della città è rappresentato dal Palazzo della Ceramica Solimene, realizzato dall’architetto Paolo Soleri sul modello del Guggenheim Museum di New York. Aggrappata alla roccia, questa imponente costruzione, articolata su un corpo centrale di fabbrica e otto torrioni altissimi, e sede di una dei più antichi e prestigiosi opifici di ceramica dell’intera Italia meridionale, ha la facciata interamente ricoperta da tubuli cilindrici in cotto di colore rosso mattone e verde. L’impatto è semplicemete spettacolare.

CERAMICA ARTISTICA SOLIMENE - VIETRI SUL MARE - SITO WEB UFFICIALE

Non mancano le testimonianze storiche, artistiche e architettoniche di uno splendido passato. Della straordinaria Cupola della Colleggiata di San Giovanni Battista si è già detto. All’interno, il tempio custodisce una serie di pregevolissimi altari in ceramica riccamente decorati e preziosi dipinti di Andrea Sabatino, Francesco Solimena, Pietro De Rosa e Lorenzo Fiammingo. Felicissimo intreccio di stili, dal romanico, al rinascimentale al barocco, la chiesa è stata interessata da numerosi restauri. Tra la Cupola e l’alto campanile sorge Palazzo della Guardia, l’Arciconfraternita, che presenta un bellissimo pavimento in maiolica. Il palazzo è un esempio di quell’arte barocca testimoniata anche dai palazzi De Simone, Del Plato e Punzi.

Previsto  un pranzo nella natura, osservando dall’alto le spiagge all‘Agriturismo Il Cavaliere dei Conti‘: una splendida struttura che ha ristrutturato sapientemente un’antica torre saracena e permette di gustare gli agrumi e le verdure che sono la ricchezza della cucina locale, e ovvio anche un lauto pranzo con prodotti del territorio.

                                                               VIETRI E INCANTA

L’itinerario  prevederà la visita narrata al centro storico.

Durante il percorso i visitatori verranno allietati dall’interpretazione dell’attrice Elisabetta D’Acunzo, che traendo spunto dall’ambente fiabesco della cittadina, si esibirà in degli interventi teatrali ispirati alle più belle fiabe classiche della tradizione meridionale fondendole con quelle Europee.

Arrivo  in hotel con vista mozzafiato sulla costiera e accoglienza e saluto di benvenuto agli ospiti ,sarà anche servito un aperitivo con stuzzichini  e formaggi dei Monti Lattari(il provolone del Monaco è un eccellenza) sulla terrazza dell’hotel.

 

La Vigna di Bacco Relais - Furore, Amalfi Coast

A seguire cena  in ristorante e pernottamento in hotel .

Furore Grand Hotel : Furore Grand Hotel

2° Giorno :Agerola- Amalfi -Positano,gita in barca in costiera.

Dopo aver consumato la prima colazione nella terrazza dell’hotel,

La Vigna di Bacco, Furore (prezzi aggiornati per il 2025)

trasferimento ad  Amalfi con bus di linea Sit ,con le sue case bianche in pittoresco disordine sulle gradinate di un pendio,   visita guidata  del Duomo,il Chiostro del Paradiso.

Amalfi: descendit ex patribus romanorum – Inchiostro Virtuale

La visita continua tra i vicoli di Amalfi.

I 4 vicoli di Amalfi | JuzaPhoto

Pranzo  libero.Trasferimento con bus SIT a Minori per la visita dell ‘enigmatica villa sul mare, nel più antico insediamento della Costiera Amalfitana.

Incastonata nel cuore della Costiera, la Villa Romana di Minori resta ad oggi, dopo ben 2000 anni, un luogo ancora misterioso e tutto da scorprire.Risalente all’inizio del I sec. d. C., la Villa Romana di Minori si trovava in una baia della Costiera Amalfitana, nel punto in cui il fiume Reginna Minor sfocia nel mare.

Interessanti sono, inoltre, il triclinium e le terme. Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è collegato l’annesso antiquarium, che raccoglie pitture e materiale romano rinvenuto in altre ville della zona.Le ricche decorazioni pittoriche del triportico e degli ambienti interni (III stile pompeiano), consentono di collocare l’impianto originario della villa nell’età giulio-claudia.

Un video in 3D ricostruisce e ci fa scoprire la Villa Romana di Minori | Napoli da Vivere

Questo tratto di costa, ricco di insenature e porti naturali, era particolarmente amato e frequentato dall’aristocrazia romana imperiale, che vi costruì diverse residenze, come testimoniato dai ritrovamenti di Vietri sul Mare, Amalfi, Positano, e Li Galli.

Degustazione alla pasticceria De Riso dei famosi dolci della costiera.

Dall'Italia - I dolci più famosi di Sal De Riso

Ci imbarchiamo su una barca privata,attrezzata con bagno,parte interna coperta,parte esterna per chi vuole prendere il sole ecc.ecc.,e costeggeremo tutta la costiera,ammirando appunto il panorama unico,da un altra posizione.

Sosta al fiordo di Furore e altri punti interessanti della costiera.E attenti ai pirati…..

Furore, il paese abbandonato in Costiera Amalfitana | Artribune

ps chi vuole visitare il fiordo,potrà farlo via terra,in questa escursione non è prevista la discesa al fiordo.

Arrivo a Positano e  insieme alla vostra guida, effettueremo una  passeggiata per cogliere gli angoli più suggestivi di questo angolo meraviglioso di costa.Tempo libero per prendere il sole o fare il bagno,o fare shopping.Al termine rientro sempre in barca privata ad Amalfi,e da qui in bus  di linea trasferimento in hotel, cena  e pernottamento.

Costiera Amalfitana, 55 km di curve

Durante la cena saremo allietati dal caro Amico Davide con la sua chitarra e canzoni napoletane che ormai molti di Voi conoscono.

3°Giorno : Furore- Lago d’Averno -Roma o altre città.

Terminata la prima colazione sulla terrazza, lasceremo il nostro hotel,

La Vigna di Bacco, Furore (prezzi aggiornati per il 2025)

con un po’ di nostalgia ,ma felici per avervi trascorso 3 bellissimi giorni che difficilmente dimenticherete, per avviarci sulla strada del ritorno a casa Prima ancora una visita ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO :

                                    “SULLE TRACCE DEL “RAMO D’ORO”
Secondo alcuni il nome “Lago d’Averno, deriverebbe dal greco Avernus – cioè “senza uccelli”, a causa delle acque che esalavano particolari gas nocivi agli uccelli. Questa leggenda, unitamente alla radice Av, col significato di profondità, abisso, ha fatto si che l’Immaginifico Popolare, identificasse il Lago d’Averno come un’entrata al mondo degli inferi.

Il lago d’Averno rosa visto dal drone / Foto G. Nappo
Con la visita guidata “Sulle tracce del Ramo d’Oro”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno i miti, la simbologia, le liturgie religiose, le pietanze e le credenze connesse al Lago d’Averno e ai suoi rimandi culturali strettamente legati al cosiddetto “Ciclo Invernale”, caratterizzato dal simbolico viaggio Morte/Rinascita, e di come gli stessi rimandi culturali abbiano influenzato la vita sociale del territorio circostante.

Tammorra | Pro Loco Cervinara

Al termine pranzo presso una Masseria della zona,con prodotti bio e tutte le materie prime,provengono dai loro orti.

 

Il territorio

Dall’agrumeto che si estende lungo il Lago d’Averno, tra alberi di limonearancia e soprattutto di mandarino – che rappresenta il territorio flegreo e la tutela di una coltura antica – si attraversano i terrazzamenti che conducono alla Masseria e che sono coltivati con varietà autoctone di frutta e ortaggi, grazie a Fabiana Barbati che cura, insieme ai suoi collaboratori, il fertile suolo vulcanico con amore.

Nel rispetto della biodiversità naturale, raccogliamo prodotti eccellenti e le erbe spontanee che ci riconnettono al senso del cibo come cura, sempre grate alla natura rigogliosa in cui siamo immerse. Rispetto che si traduce in pratiche agricole poco invasive e che vanno oltre il bio, sperimentando di anno in anno consociazioni, concimazioni e trattamenti che hanno la volontà di curare il suolo affinché le piante possano curarsi da sole, o con alleati naturali.

Se la proprietà è un’eredità familiare, gli alberi sono un’eredità dei coloni che li hanno piantati e curati fino al nostro arrivo, a cui noi siamo grate per aver preservato un pezzo del territorio simbolo dei Campi Flegrei.

Al termine partenza per il rientro a  Roma  in bus,o alle proprie città in auto o treno o aereo  e  fine dei servizi!!