Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole-Ottobre

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.

                                      

NAVE HA 14   CABINE UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan per ultimo per godere al meglio delle visite, il gruppo sarà tra le 18 e massimo 22  persone!

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 15 febbraio 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

 

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Pranzo in ristorante in corso di escursione.

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Karnak-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

Visita del tempio di Karnak al tramonto.Le visite della giornata si concludono in tempo per ammirare il tempio di Luxor con la luce del tramonto ed illuminato con luci artificiali che creano un’atmosfera quasi irreale e incredibile.

Il Santuario di Karnak, situato a pochi chilometri, è probabilmente il complesso monumentale più grandioso mai costruito, con uno sviluppo che proseguì per 1500 anni: è un susseguirsi di cortili, recinti sacri, statue, spettacolari sale colonnate, templi dedicati a diverse divinità, in pratica una summa dell’architettura e dell’arte dell’Antico Egitto. Il tempio di Karnak,occupa quasi mezzo chilometro quadrato. L’unica parte facilmente accessibile è la cinta muraria del tempio di Amon. Ci sono due vie d’accesso da Luxor : dalla Corniche, piegando verso l’interno un po’più a nord, oppure lungo la Sharia elKarnak, seguendo più o meno il Viale delle sfingi che un tempo connetteva i templi di Luxor e di Karnak, passando davanti alla torreggiante porta di Evergete II e alla cinta muraria. Il grande tempio di Amon è un susseguirsi impressionante e infinito di piloni,cortili e sale colonnate, obelischi e colossi. Reca il marchio di decine di regnanti nel corso di tredici secoli. Le rovine rimasero semisepolte nel limo del fiume per un tempo altrettanto lungo e furono liberate dagli archeologi a metà ’800. La grande sala ipostila è la gloria di Karnak, una foresta di colonne gigantesche che occupano un’area di 6000 mq. (per avere un’idea, potrebbe contenere insieme la basilica di S. Pietro e la cattedrale londinese di S. Paul).

Karnak Temple: History & Travel Guide - Explore Luxor

Questo tempio era dedicato alla triade tebana di Amon-Min-Mut e Khonsu; mentre Marna è opera di numerose dinastie, il tempio di Luxor si deve principalmente a duefaraoni del Nuovo Regno e risale all’apogeo artistico del periodo. Il tempio fu fondato da Amenofi III (1417-1379 a.C.) della XVIII dinastia, al quale si devono anche il terzo pilone di Karnak e i colossi di Memnone, dall’altra parte del fiume. I lavori furono sospesi durante il regno del figlio Akhenaton, ma furono poi ripresi sotto Tutankhamon e Horemheb; Ramesse II poi aggiunse un cortile a doppio colonnato e un grande pilone incorniciato da obelischi e colossi. Stupefacenti sono: il cortile di Ramesse II, quello di Amenofi III, la Salaipostila e il Viale delle Sfingi, che conduce a Karnak.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione a bordo.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e :

            INGRESSO INCLUSO ALLA VISITA DELLA TOMBA DI NEFERTARI! 

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall’egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.
È infatti diversa rispetto alle tombe di altre regine (solitamente più semplici e dotate solo di una camera funeraria), e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Sulle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell’ambito dell’arte funeraria egizia soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti. Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l’aldilà, durante il quale incontra molte divinità tra le quali Osiride e Iside. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell’immortalità e della pace eterna.

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente. Ma la scoperta della tomba di Nefertari era comunque un’avvenimento importante.

Guida alla visita alla Tomba di Nefertari: la tomba più bella d'Egitto - GuideTuristiche

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re (Visita e ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon). Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

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Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

 

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave.

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

 

Trasferimento  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione .Ci si sposta poi alla Cittadella di Saladino, posizionata sulla collina Muqattam, vicino al centro storico del Cairo, che l’ha resa famosa per il belvedere sulla citta’. La Cittadella fu fortificata da Saladino Ayyubide tra il 1176 ed il 1183, per proteggere l’Egitto dai crociati, la cittadellacontiene la Moschea di Mohamed Ali, costruita tra il 1828 e il 1848, detta anche Moschea di Alabastro. Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Visita guidata del quartiere copto del Cairo, Il Cairo - Civitatis

La Cittadella del Cairo è un vasto complesso fortificato situato su una collina che domina la città. Costruita dal Saladino nel XII secolo per difendere la città dagli attacchi dei crociati, la Cittadella offre un panorama mozzafiato sulla città.

La Cittadella del Cairo in Egitto - Guida Visita 2025 | archètravel

La principale attrazione della Cittadella è senza dubbio la Moschea di Muhammad Ali, con i suoi due minareti gemelli, l’elegante cortile rivestito di alabastro e gli interni illuminati da lampadine sospese al soffitto.

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti 5***** a Luxor e 4 notti  a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.

                                      

NAVE HA 14   CABINE UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan per ultimo per godere al meglio delle visite, il gruppo sarà tra le 18 e massimo 22  persone!

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 15 febbraio 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

 

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Pranzo in ristorante in corso di escursione.

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Karnak-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

Visita del tempio di Karnak al tramonto.Le visite della giornata si concludono in tempo per ammirare il tempio di Luxor con la luce del tramonto ed illuminato con luci artificiali che creano un’atmosfera quasi irreale e incredibile.

Il Santuario di Karnak, situato a pochi chilometri, è probabilmente il complesso monumentale più grandioso mai costruito, con uno sviluppo che proseguì per 1500 anni: è un susseguirsi di cortili, recinti sacri, statue, spettacolari sale colonnate, templi dedicati a diverse divinità, in pratica una summa dell’architettura e dell’arte dell’Antico Egitto. Il tempio di Karnak,occupa quasi mezzo chilometro quadrato. L’unica parte facilmente accessibile è la cinta muraria del tempio di Amon. Ci sono due vie d’accesso da Luxor : dalla Corniche, piegando verso l’interno un po’più a nord, oppure lungo la Sharia elKarnak, seguendo più o meno il Viale delle sfingi che un tempo connetteva i templi di Luxor e di Karnak, passando davanti alla torreggiante porta di Evergete II e alla cinta muraria. Il grande tempio di Amon è un susseguirsi impressionante e infinito di piloni,cortili e sale colonnate, obelischi e colossi. Reca il marchio di decine di regnanti nel corso di tredici secoli. Le rovine rimasero semisepolte nel limo del fiume per un tempo altrettanto lungo e furono liberate dagli archeologi a metà ’800. La grande sala ipostila è la gloria di Karnak, una foresta di colonne gigantesche che occupano un’area di 6000 mq. (per avere un’idea, potrebbe contenere insieme la basilica di S. Pietro e la cattedrale londinese di S. Paul).

Karnak Temple: History & Travel Guide - Explore Luxor

Questo tempio era dedicato alla triade tebana di Amon-Min-Mut e Khonsu; mentre Marna è opera di numerose dinastie, il tempio di Luxor si deve principalmente a duefaraoni del Nuovo Regno e risale all’apogeo artistico del periodo. Il tempio fu fondato da Amenofi III (1417-1379 a.C.) della XVIII dinastia, al quale si devono anche il terzo pilone di Karnak e i colossi di Memnone, dall’altra parte del fiume. I lavori furono sospesi durante il regno del figlio Akhenaton, ma furono poi ripresi sotto Tutankhamon e Horemheb; Ramesse II poi aggiunse un cortile a doppio colonnato e un grande pilone incorniciato da obelischi e colossi. Stupefacenti sono: il cortile di Ramesse II, quello di Amenofi III, la Salaipostila e il Viale delle Sfingi, che conduce a Karnak.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione a bordo.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e :

            INGRESSO INCLUSO ALLA VISITA DELLA TOMBA DI NEFERTARI! 

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall’egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.
È infatti diversa rispetto alle tombe di altre regine (solitamente più semplici e dotate solo di una camera funeraria), e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Sulle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell’ambito dell’arte funeraria egizia soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti. Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l’aldilà, durante il quale incontra molte divinità tra le quali Osiride e Iside. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell’immortalità e della pace eterna.

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente. Ma la scoperta della tomba di Nefertari era comunque un’avvenimento importante.

Guida alla visita alla Tomba di Nefertari: la tomba più bella d'Egitto - GuideTuristiche

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re (Visita e ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon). Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

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Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

 

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave.

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

 

Trasferimento  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione .Ci si sposta poi alla Cittadella di Saladino, posizionata sulla collina Muqattam, vicino al centro storico del Cairo, che l’ha resa famosa per il belvedere sulla citta’. La Cittadella fu fortificata da Saladino Ayyubide tra il 1176 ed il 1183, per proteggere l’Egitto dai crociati, la cittadellacontiene la Moschea di Mohamed Ali, costruita tra il 1828 e il 1848, detta anche Moschea di Alabastro. Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Visita guidata del quartiere copto del Cairo, Il Cairo - Civitatis

La Cittadella del Cairo è un vasto complesso fortificato situato su una collina che domina la città. Costruita dal Saladino nel XII secolo per difendere la città dagli attacchi dei crociati, la Cittadella offre un panorama mozzafiato sulla città.

La Cittadella del Cairo in Egitto - Guida Visita 2025 | archètravel

La principale attrazione della Cittadella è senza dubbio la Moschea di Muhammad Ali, con i suoi due minareti gemelli, l’elegante cortile rivestito di alabastro e gli interni illuminati da lampadine sospese al soffitto.

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti 5***** a Luxor e 4 notti  a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 430,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Aurora Boreale alle Isole Lofoten e Vesterålen 8 dicembre 2026

7 giorni alle Isole Lofoten in inverno per ammirare l’aurora boreale.

Le isole Lofoten, situate al di sopra del Circolo Polare Artico in Norvegia, offrono uno spettacolo mozzafiato in ogni periodo dell’annoDurante l’inverno, però, queste isole si trasformano in un paradiso incantato, con i loro paesaggi innevati che creano una tela perfetta per la magica aurora boreale.

L’aurora boreale, con i colori intensi, illumina il cielo offrendo uno spettacolo unico e irripetibile. Gli abitanti locali, abituati a questo fenomeno, continuano le loro attività quotidiane, mentre i turisti si avventurano in escursioni notturne per catturare questo incredibile e raro spettacolo naturale, anche se nel 2024 si prevede un’intensa attività solare, e quindi una maggiore possibilità di ammirare questo splendido gioco di luci.

Oltre a questo meraviglioso fenomeno, però, le cose da fare non mancano: le Lofoten offrono esperienze come lo sci, il trekking sulla neve e le rilassanti ciaspolate per godere di viste straordinarie.

Queste isole sono un luogo di serenità e avventura, dove la natura invernale mostra la sua bellezza più selvaggia e incontaminata.

Le isole Lofoten sono puntellate da scorci meravigliosi e da alture da cui poter ammirare lo spettacolo più bello che la natura possa offrire: l’aurora boreale. Scopri la nostra proposta di itinerario in inverno.

Ghiaccio e villaggi colorati

Dopo un lungo e avventuroso viaggio, eccoti finalmente arrivato a Svolværil cuore pulsante delle isole Lofoten che, con il suo caratteristico paesaggio di montagne imponenti che si specchiano in acque gelide cristalline, ti accoglie in un abbraccio di tranquillità e bellezza naturale. Questa cittadina, nota per il suo vibrante porto e le pittoresche case dei pescatori, rappresenta il luogo ideale per iniziare il viaggio.

Perditi tra le meraviglie delle Lofoten, ammira panorami mozzafiato e vivi nuove esperienze, come fare?

Kabelvåg che con le sue tradizionali case in legno colorate e le stradine acciottolate, si trasforma in un pittoresco villaggio. Poco distante, a Storvågan, ti attende il Lofoten Aquarium che offre una finestra sull’incredibile biodiversità marina del Nord Atlantico, mentre il Lofoten Museum racconta la ricca storia della pesca.

Henningsvær, spesso descritto come la “Venezia del Nord”. Questo villaggio di pescatori, disseminato su piccole isole collegate da ponti, è famoso per il suo paesaggio pittoresco e le incredibili aurore boreali.  Di notte diventa un luogo privilegiato per osservare l’aurora boreale, grazie al suo cielo notturno chiaro e privo di inquinamento luminoso.

Viaggio alle Lofoten,nell’arcipelago norvegese. L’economia dipende interamente dalla pesca. E i bambini fanno pratica fin da piccoli: dopo i 7 anni tutti nel doposcuola, si esercitano nelle fishing factory.  l’attività principale è la pesca del merluzzo, e i bambini cominciano già molto piccoli a prendere familiarità con questa tradizione: dai 7 anni in su, dopo la scuola, vanno a fare pratica in una delle fishing factory dell’isola nel taglio delle lingue del merluzzo, che sulle isole si mangiano impanate e fritte nel burro. Il lavoro è ben retribuito, e molti giovani continuano fino al momento di andare a studiare all’università altrove, per mettere da parte qualche risparmio. Le perplessità circa la precocità delle nuove reclute o la pericolosità degli strumenti impiegati vengono accolte con sguardi in cui filtra forse una leggera superiorità – gli abitanti delle Lofoten non crescono certo cocchi di mamma, sembrano implicare.

1° Giorno – Roma – Evenes – Harstad

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto di Roma Fiumicino,o altre citta’,  e disbrigo delle formalità aeroportuali. Imbarco sul volo per Evenes (con scalo). All’arrivo incontro con la guida accompagnatore in loco,in lingua italiana,che restera’ con il gruppo per tutto il periodo,e  trasferimento ad Harstad.

Harstad, cosa visitare?

Situata su una collina all’estremità settentrionale di Hinnøya, Harstad è la cittadina più grande della zona e tecnicamente rientra nella contea di Troms. È un piccolo centro industriale e militarizzato, pieno di moli, cisterne e magazzini, che, in netto contrasto con i rilassati villaggi più a sud che vivono di pesca e turismo, trasmette una certa carica di energia.

Cena in hotel e pernottamento.

Possibilita’ di uscire in autonomia per poter ammirare eventuale apparizione aurora boreale.

Guide to Harstad ▷ Top 10 Things to Do and General Information

2° Giorno – Harstad – Svolvaer – Trollfjord, Svolvaer

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata a un tour panoramico lungo l’arcipelago delle Lofoten. L’arcipelago si trova al di sopra del circolo polare artico, difronte alle coste della Norvegia settentrionale. Le isole, che hanno una superficie complessiva di circa 1250 km quadrati, vantano di un clima speciale grazie alla calda Corrente del Golfo, con temperature molto più miti rispetto all’Alaska e la Groenlandia che si trovano sulla stessa latitudine.  In tarda mattinata, arrivo a Svolvaer.

Tour panoramico privato di un'intera giornata da Svolvær a Å 2025 - Svolvaer

Situata nella contea di Nordland, insieme alla città di Leknes, è uno dei centri urbani più densamente popolati e conta meno di 5.000 abitanti. Svolvær si trova sulla costa sud di Austvågøy, una delle isole maggiori dell’arcipelago. La regione è caratterizzata da un ambiente naturale unico al mondo: la città si affaccia infatti sul Mar di Norvegia ed è protetta a nord dalle montagne.

Higravstinden (Austvågøy) Essential Tips and Information

Questa felice posizione garantisce alla città di Svolvær temperature più miti rispetto alle altre località, ma precipitazioni più abbondanti. Si tratta di una cittadina tra le più antiche del Nord Europa.

Partenza per la tradizionale pesca invernate, un’avventura dalle radici profonde nella storia. Ogni anno il merluzzo migratore proveniente dal Mare di Barents, ritorna alle Lofoten per riprodursi: un fenomeno che da secoli rappresenta la linfa vitale della regione, sin dall’epoca dei Vichinghi.

Tra la fine di maggio e la metà di luglio a questa latitudine si può ammirare il sole di mezzanotte, ma è all’inizio dell’inverno, quando regna la notte artica, che comincia la stagione della pesca allo skrei, destinata a durare fino ad aprile – quando, invece, già alle 6 la luce radente sfiora le case dei pescatori e i cumuli di neve. Lo Skrei è un merluzzo stagionale: il suo nome scientifico è Gadus morhua e proviene dalla riserva di merluzzo dell’Artico Nordorientale.
Quando raggiunge la maturità – a circa 5 anni di età – trascorre i mesi invernali migrando verso la costa settentrionale della Norvegia per riprodursi e al suo arrivo in prossimità della costa prende il nome di Skrei, che viene dalla parola norrena “skrida” e significa “migrare” o “girovagare”. Il periodo della pesca coincide quindi con un meteo inclemente. Le imbarcazioni al largo sul mare color cobalto oscillano come prese a spallate dalle onde.

 

Nelle isole Lofoten, dove tutto gira intorno al merluzzo: storia d'amore e dipendenza - la Repubblica

La chiglia della nave scompare e riappare mentre l’acqua schiuma e gli uomini sollevano le reti in cui i pesci si dibattono.  Una volta a bordo della nave ai pesci tocca subito la sorte dei nobili durante la Rivoluzione Francese: via la testa. Il resto del procedimento avviene sulla terraferma: eviscerati, puliti e poi legati a coppie di due per la coda – un’operazione chiamata sperring – vengono poi stesi ad essiccare per alcuni mesi – 3 o 4, a seconda della temperatura e della forza del vento – su impalcature di legno che sono la caratteristica più riconoscibile del paesaggio locale.

Gli italiani amano il baccalà norvegese - Pesceinrete

Una volta essicato, il merluzzo è virtualmente eterno: i vichinghi lo utilizzavano come nutrimento nei loro viaggi in giro per il mondo, da cui riportavano spezie esotiche, tessuti e altri beni in Norvegia. Era cibo, sì, ma anche moneta di scambio.Rientro a Svolvær, cena e pernottamento in hotel.

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

6 giorni alle Isole Lofoten in inverno per ammirare l'aurora boreale - Viaggi di Alegio

3° Giorno – Svolvaer – A I Lofoten – Svolvaer

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita delle Lofoten a Sud di Svolvaer.

Partenza in pulmann verso Sud per raggiungere Å.

Å i Lofoten Norvegia: il paese con il nome più corto del mondo - The Wom Travel

Durante il percorso, soste fotografiche e fermate in alcune località caratteristiche come Henningsvaer, la Venezia delle Lofoten.

Henningsvær, un villaggio di pescatori composto da diverse piccole isole nell'arcipelago delle Lofoten, Nordland, Norvegia. : r/MostBeautiful

Fino al 1981, questo villaggio era raggiungibile esclusivamente via mare, ecco perchè è riuscito a mantenersi inalterato nel tempo con una straordinaria collezione di architettura storica che ne ha fatto conservare intatto il fascino. Il soprannome è dovuto alle tipiche casette in palafitta che i norvegesi chiamano Roubuer. Si tratta di capanne in legno dai colore vivaci che un tempo ospitavano i pescatori a caccia di merluzzi e che oggi si sono in parte trasformate in alloggi per turisti.

Å, in lingua locale significa “piccolo fiume” ma non è l’unico posto della Norvegia a chiamarsi così, in tutto il Paese ci sono almeno altri sette villaggi di nome Å. E’ per questo la località nella municipalità di Moskenes viene spesso indicata come Å i Lofoten. Il paesino è abitato da 150 persone.  Tra le curiosità legate al nome c’è da evidenziare che Å è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese ed è anche l’ultima città delle Lofoten raggiungibile seguendo la Strada Europea E10. È una sorta di museo vivente, un villaggio di pescatori perfettamente conservato con una fila di Rorbuer rosse sul lungomare, essiccatoi per il merluzzo e vedute da cartolina praticamente dietro ogni curva. Il paese ha qualcosa di feudale, diviso com’è tra due famiglie, e oggi vive soprattutto di turismo, anche se un tempo era un importante porto di pesca (fino alla seconda guerra mondiale vi venivano essiccati più di 700.000 merluzzi).

Å and Lofoten islands archipelago | Mustseespots.com

Pranzo libero in corso di visite. Nel pomeriggio, rientro in albergo a Svolvaer, cena e pernottamento.

Qual è il periodo migliore per vedere l'aurora boreale nelle Lofoten? - Svinøya Rorbuer

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

4° Giorno – Svolvaer – Sortland

Prima colazione in hotel. Al mattino, partenza per Sortland. Visita di Nyksund, un pittoresco villaggio di percatori nelle Vesteralan, un tempo abbandonato e oggi rinato grazie ad artisti e viaggiatori. Offre un’atmosfera autentica e creativa, con piccole pensioni, ristoranti e gallerie d’arte.

Il villaggio ai confini del mondo dove il tempo si è fermato,ha una storia affascinante e travagliata, oggi è un luogo autentico e vivace.

C’è un luogo genuino e autentico e per visitarlo bisogna raggiungere i confini del mondo. Le case colorate, i colori intensi, il freddo pungente e la natura più selvaggia, rendono questo villaggio un posto dal fascino segreto, per pochi, per i coraggiosi. E non stupisce, infatti, che a causa di eventi sfortunati sia stato abbandonato in passato, così come non stupisce il fatto che da tempo sia stato riscoperto e abitato.

Benvenuti a Nyksund, un piccolo centro abitato (a quanto pare ci vivono circa 60 persone durante l’estate, che calano nel periodo invernale) in Norvegia.

Siamo nell’arcipelago Vesterålen, sopra il circolo polare artico, un luogo affascinate che è stato capace di rinascere e dove il tempo sembra proprio essersi fermato, cristallizzato a un eterno passato nell’aspetto, genuino e autentico, ma dove vi è una fervente comunità che lo ha saputo riportare in vita e tenere al passo con le esigenze più moderne.

Nyksund, il villaggio ai confini del mondo che è tornato a vivere

ll villaggio di Nyksund oggi è un luogo pieno di vita: ci sono ristoranti, gallerie d’arte, spazi dove poter lavorare (immaginatevi di scegliere questo villaggio come tappa di una vita da nomadi digitali), il tutto incastonato in panorami che tolgono il fiato. Perché qui la natura ha un fascino tutto suo e si è davvero ai confini del mondo, tra cieli che restano impressi a lungoe i tanti colori che colmano gli occhi come farebbe un caleidoscopio perfetto.

Ammirare questo villaggio, assaporarlo in maniera totale, permette di fare un vero e proprio salto nel passato grazie all’importante lavoro di rinascita del luogo che è stato portato avanti per tanti anni.

Nyksund è un luogo genuino, che è stato riportato in vita e oggi è una meta imperdibile per chi cerca un villaggio ai confini del mondo, non solo un luogo dove il tempo si è fermato, ma un posto che è rinato e oggi è più vivo che mai.

Andenes: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Arrivo a Sortland e sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Alfredo Costanzo ¦ FINE ART PHOTOGRAPHY

In serata uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

Sortland - The Hidden North

5° Giorno – Sortland –  Isole Vesterålen – Andenes

Prima colazione in hotel. Al mattino partenza verso le isole Vesterålen, situate al Nord delle isole Lofoten.

Viaggio in Norvegia, isole Lofoten e Vesteralen

Attraverseremo ancora una volta scenari magnifici, tra le alte vette che si tuffano nel mare, sulle cui rive scopriremo a volte delle magnifiche distese di sabbia bianca, come nella magnifica spiaggia di Bleik.

Arrivo ad Andenes, situata sull’arcipelago di Vesterålen, è la base di partenza ideale per i tour di avvistamento delle balene. Andenes si affaccia sul mare proprio nel punto in cui l’Andifjorden si tuffa nel Mare di Norvegia. In questa zona, proliferano tutto l’anno diversi esemplarli di cetacei, dai capodogli alle orche, che accorrono in massa per cibarsi dei banchi di aringhe.

Partecipazione ad un safari di avvistamento di balene (facoltativo)

Summer Whale Watching Safari from Andenes in Vesterålen | Manawa

WHALE2SEA WHALESAFARI ANDENES: Tutto quello che c'è da sapere

Pranzo libero in corso di visite. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

AURORA BOREALE A TROMSØ E LE ISOLE LOFOTEN - Mondo in Valigia

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

6° Giorno – Andenes – Harstad

Prima colazione in hotel. Al mattino, partenza per Harstad attraversando splendidi paesaggi.

Arrivo e pranzo libero.

LUCI DELL'ARTICO: HARSTAD E ISOLE LOFOTEN - Le Vie del Nord

Nel pomeriggio, passeggiata nel  centro della città.

Partenza per Evenes. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Dopo cena ancora un uscita per cercare aurora boreale.

7° Giorno  – Harstadt – Evenes – Roma

Trasferimento in tempo utile all’aeroporto di Evenes per il volo di rientro in Italia.

 

La quota comprende:

  • Voli di linea Roma – Evenes andata e ritorno in classe economica,bagaglio a mano peso e misure consentite
  • Trasferimenti e tour in pullman privato
  • Sistemazione in hotel, in camere doppie standard con servizi privati
  • 6 cene in hotel con menù a 3 portate oppure a buffet
  • 6 prime colazioni in hotel.
  • Visite ed escursioni
  • Guida parlante italiano per tutto il tour
  • Traghetto Flesnes – Refsnes
  • Assicurazione medica e ANNULLAMENTO AL VIAGGIO

La quota non comprende

  • Tasse aeroportuali pari a 145,00
  • Tour in gommone nel Trollfjord facoltativo
  • Safari di avvistamento balene ad Andenes facoltativo (da prenotare per tempo)
  • Bagaglio da stiva
  • Mance
  • Extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”

 

 

Alberghi previsti o similari.

Harstad: Quality Harstad

Svolvaer: Scandic Svolvaer

Sortland: Scandic Sortland

Andenes: Thon Partner hotel Andrikken

Harstad: Thon hotel Harstad

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 

 

Documenti per l’espatrio:

  • Pur non aderendo all’UE, dal 2001 la Norvegia fa parte dei Paesi dell’area Schengen.  I documenti di viaggio e di riconoscimento accettati sono il passaporto oppure la carta d’identità valida per l’espatrio, che devono essere validi per tutto il periodo di permanenza nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario.

 




Pasqua Processione Cristo Morto Somma Vesuviana -Processione Fujenti-ecc.

Gli Amici nei Viaggi  di Giorgio  opera da numerosi anni, nel settore della promozione della cultura e dell’arte, speciali attività  turistico/culturali attraverso attività e iniziative volte ad una migliore fruizione del patrimonio culturale. Gli ambiti di riferimento sono: TURISMO e CULTURA; EVENTI e SPETTACOLI; FORMAZIONE e DIDATTICA. Per raggiungere questo obiettivo, cerca e collabora con le migliori  guide e associazioni culturali dei luoghi da visitare al fine di ottenere un valore aggiunto alla propia offerta.

Oltre ai servizi turistici standard organizziamo: cene spettacolo, visite in forma di spettacolo, itinerari enogastronomici, visite guidate narrate, degustazioni e servizi turistici generici caratterizzano la nostra offerta, con l’obbiettivo di trasmettere al visitatore le emozioni e il sapere con una modalità rilassante ma intensa. Il teatro, il gusto, la cultura e il folklore sono le quattro parole chiave, con le quali ci prendiamo cura del cliente, unendole a una sapiente organizzazione e gestione dei tempi di visite.

Attraverso la tecnica del racconto, abbiamo ideato un nuovo modo emozionale di far rivivere a turisti e ai visitatori la cultura e il territorio.

Sono nati così  i Narratori dell’Arte , che attraverso una particolare cura per lo studio delle fonti, reinterpretano luoghi noti e meno noti.

Nel mezzo del cammin di nostra vita … lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano  la prima cantica del Sommo Poeta: da Virgilio a Francesca da Rimini, dalle Fiere a Farinata degli Uberti, da Beatrice alle Erinni, Pier delle Vigne, Ulisse, il Conte Ugolino.

Processione Cristo Morto Somma Vesuviana-Villa Augustea-Antica Nuceria-Processione Madonna dell’Arco Fujenti-Cimitile e molto altro sono incluse in questo tour.

«Quella di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è una delle prime cinque processioni in Campania e tra le Processioni del Venerdì Santo più suggestive in Italia ed una delle più antiche. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850 ed è una tra le prime processioni in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola. Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia  un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli in saio bianco e candele accese dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne.   Il corteo costeggia la Cinta Muraria di epoca Aragonese ed esce dal Borgo Medievale raggiungendo la parte bassa del paese. La statua ottocentesca della Madonna Addolorata, l’artistica scultura del Cristo Morto, mettono in scena il più commovente e sentito funerale della storia umana. Il lungo manto nero della Vergine parte dal capo e si allarga fino ai piedi. Nelle mani giunte, a dita intrecciate, scende un fazzoletto di pizzo bianco. Il volto è olivastro e contrito. Ai suoi piedi il corpo seminudo del Cristo morto giacente nel sudario in espressione di doloroso abbandono. Le membra rilasciate danno il senso della assenza e della fuga dell’anima. Il Miserere, infine, echeggia, ancora più forte in questi giorni di terrore e di morte»Lo ha dichiarato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. 

La secolare Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle più suggestive d’Italia, dal corteo lungo, chilometrico, con notevole partecipazione popolare tra candele, falò accesi, il latino del Miserere, il lancio dei petali dai balconi e sullo sfondo la veduta del Monte Somma.

Viene preceduta dalla processione del Giovedì Santo, quando, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento, di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa.          

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana

guarda il video clikkando qui

                        Visita/spettacolo al Santuario di Ercolano e Ipogeo sotterraneo

     Un affascinante viaggio alla scoperta dello storico Santuario della Madonna di Pugliano e al suggestivo ipogeo sotterraneo dell’arciconfraternita della SS Trinità di Ercolano.

Il Santuario, la cui creazione è attestata intorno al 1300, e la cultura popolare verranno narrati dal ricercatore Giovanni D’Angelo, che attraverso i simboli più misteriosi come il Cristo nero e la Statua lignea della Bruna Puglianella, ricostruirà la storia e la cultura religiosa popolare dell’antica Basilica e dei fedeli di Resina.

Un viaggio narrato in forma di spettacolo, recuperando aneddoti e leggende, avvenimenti misteriosi e curiosità sulla tradizioni popolari, che si fondono al credo religioso. L’itinerario proseguirà alla scoperta dell’Ipogeo del 700 , dove attraverso una suggestiva e tenebrosa discesa, si riscoprirà la tradizione del culto dei morti (ancora attualmente praticato nell’ipogeo) e le storie legate al cimitero sotterraneo. Oltre alla narrazione della nostra guida speciale, gli attori cantanti del Laboratorio Voci e suoni della memoria, interpreteranno dei brani e dei racconti, permettendo così di rivivere le emozioni legate all’itinerario, scenario suggestivo saranno le cappelle, l’altare e il settecentesco cimitero sotterraneo.

                                                “”a maronna e’ l’arc:

una visita in forma spettacolo,tra arte, fede e tradizione presso il  santuario della  Madonna dell’Arco 

SULLE TRACCE DEI “FUJENTI” DI MADONNA DELL’ARCO

culto, simboli, rituali, canti e danze dei pellegrini di Madonna dell’Arco

 “Voci e Suoni della Memoria”

   

SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.

Il santuario della Madonna dell’Arco è un edificio religioso sito nel territorio comunale di Sant’Anastasia sulle pendici del Vesuvio. Ogni Pasquetta è meta del tradizionale pellegrinaggio dei fujenti (o battenti) che accorrono numerosi da tutta la Campania. I fujenti sono soliti accompagnare il loro pellegrinaggio con una melodia vocale molto antica, forse risalente al tempo del miracolo che diede origine al culto, il sanguinamento di un’immagine della Madonna, offesa per essere stata danneggiata ad opera di due giocatori che – bestemmiando alla grande – giocavano a palla nel sito. Al gran pellegrinaggio vengono condotte in processione statue di Madonne assise nei loro seggi (torselli) e seguite da scenografici cortei (paranze).

Somma Vesuviana (Na): la Villa Augustea e il Complesso di Santa Maria del Pozzo.

 

Le basiliche paleocristiane di Cimitile

Per l’eccezionale ricchezza di monumenti e il valore storico-religioso, il complesso basilicale di Cimitile rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’Occidente cristiano, come ricorda tra l’altro S. Agostino. Lo straordinario fascino del luogo è determinato dalla presenza di ben sette edifici di culto sorti intorno alla tomba del sacerdote Felice, sepolto nella necropoli a nord di Nola verso la fine del III secolo.

L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:

Nuceria, la canzone dell’Amore Perduto ma anche la Principessa che fa la differenza…

 

’C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana. Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana. Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro. Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso. Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra. Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città, chiamata Fermo. Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia. La cercò dovunque, senza trovarla. Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con suo grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta. Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di NUCERIA. Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella volontà di attribuire origini latine alla città, già molto importante ai suoi tempi (ricordata dallo splendido murales di via Petrosini). Una sorta di una sorta di canzone dell’amore perduto ante litteram: Ricordi sbocciavano le viole. Con le nostre parole. Non ci lasceremo mai. Mai e poi mai. Vorrei dirti, ora, le stesse cose. Ma come fan presto, amore. Ad appassire le rose (cit. De Andrè)

 

1°Giorno Venerdi 3 aprile Roma-Nola-Somma Vesuviana

Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da stabilire,e partenza in direzione Campania.
Per coloro che arrivano da altre città,incontro in aereoporto o alla stazione di Napoli.

Sosta tecnica lungo l’autostrada .Arrivo in hotel e pranzo.Sistemazione nelle camere riservate.

Partenza in direzione di Somma Vesuviana. Visita al sito archeologico della Villa Augustea
a cura della Pro Loco Somma Vesuviana e al sito archeologico di Santa  Maria del Pozzo.

Santa Maria del pozzo e la regina Giovanna – i cunicoli segreti e la carrozza d’oro

 Ci spostiamo nel rione Bisignano per visitare la chiesa Santa Maria del Pozzo famosa per la leggenda della Carrozza d’Oro, dei cunicoli segreti e degli amanti della regina Giovanna  Molte leggende sono legate al nome delle due regine di Napoli, le «Angioine» Giovanna I e Giovanna II . La piu chiacchierata fu Giovanna II detta la Dissoluta che non passava inosservata alle cronache dell’epoca;  La Chiesa di Santa Maria del Pozzo è un antico luogo di culto di origine medioevale, sorta a sua volta, sopra i resti di una villa di epoca romana risalente al periodo augusteo. La storia ci narra che a causa di una violenta alluvione avvenuta nel 1488 la chiesa (inferiore) rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita, bensì impiegata come cripta. Proprio quest’area fu meta prediletta dalla regina Giovanna II e ancora oggi, conserva tutto il suo fascino misterioso.

Una delle tante e leggendarie curiosità che rende affascinante la figura di Giovanna II D’Angiò (governò Napoli dal 1414 al 1435) è sicuramente quella che dipinge la regina napoletana in una donna dissoluta, dedita ai piaceri mondani, ai vizi e alle lussurie, conquistandosi il titolo di «mangiatrice di uomini». Si narra che a calar della sera, la regina Giovanna II D’Angiò raggiungesse i suoi amanti a bordo di una Carrozza D’Oro. Per non farsi riconoscere percorreva una serie di cunicoli segreti tra  Napoli e Somma Vesuviana, fino ad arrivare nella cripta dei misteri posta sotto la Chiesa di  Santa Maria del Pozzo

In esclusiva per I Viaggi di Giorgio, visita guidata a Somma Vesuviana dove, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa, che, per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto erroneamente che fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Al contrario, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica.  Altro gioiello di Somma Vesuviana è il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, che, grazie all’ultimo intervento di restauro, è stato restituito alla collettività in tutto il suo splendore. Il “viaggio” esplorativo parte dal “pozzo” di epoca romana, passando per la sotterranea chiesa angioina, per poi concludersi nel luminoso chiostro del convento cinquecentesco.

La Villa Augustea costituisce una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. La storia degli scavi risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando, in località Starza della Regina, un contadino scoprì per caso il portico d’accesso all’antica villa. Le prime esplorazioni portarono alla luce interessanti reperti di una villa romana, costruita del II sec. d.C. e seppellita per oltre la metà della sua altezza dall’eruzione del Vesuvio del 6 novembre 472 d.C. (la cosiddetta eruzione di Pollena): a causa della mancanza di fondi non fu però possibile andare avanti con gli scavi. Solo nel 2002, grazie ad un progetto di ricerca tra l’Università di Tokyo (prof. Masanori Aoyagi), l’Università Suor Orsola Benincasa (prof. Antonio De Simone) e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli, si è dato il via in maniera sistematica agli scavi.

Villa Augustea – Somma Vesuviana – Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli

Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione nell’antico territorio di Nola, s’ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, da cui il nome “Villa Augustea”. Per procedere celermente con i lavori di scavo e di recupero dell’opera, i Giapponesi acquistarono addirittura il terreno: a maggio del 2015 per espressa volontà dell’Agenzia degli Affari Culturali del Giappone, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato donato alla Soprintendenza Archeologica della Campania.

Nel corso di questi anni di scavo, sono state rinvenute due statue, una di una donna con abito greco (la peplofora), l’altra, ricomposta da più frammenti, del dio Dioniso/Bacco con il capo coronato d’edera e un cucciolo di pantera in braccio: entrambe le statue sono ora custodite nel museo storico archeologico di Nola. Durante le campagne di scavo degli ultimi 3 anni (2015-2017) sono stati riportati alla luce: i resti di muri di un edificio forse costruito prima dell’eruzione del 79 d.C., un muro affrescato, un altro settore della cella vinaria, un frammento di statua femminile, una parte di una grande cisterna, tracce di coltivazioni.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo sorge sulle antiche strutture della chiesa inferiore, fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1333 sull’originaria cripta sotterranea di origine pagana.

Alla scoperta del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo a Somma Vesuviana

La leggenda vuole che Giovanna d’Angiò, bella e intrigante nobildonna, vissuta a Somma Vesuviana e divenuta regina di Napoli nel 1414, con il nome di Giovanna II, ebbe numerosi amanti di cui si disfaceva facendoli sparire in mortali trabocchetti utilizzando una fitta rete di cunicoli sotterranei a cui si accedeva proprio dalla cripta.

Chiesa di Santa Maria del Pozzo e la Carrozza d'Oro

Un recente restauro del complesso ha riportato alla luce preziosi affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati: al XIV secolo risalgono gli apostoli con aureola a rilievo attornianti la Madonna Incoronata con il Figlio Pantocratore, mentre al XV secolo risalgono gli affreschi del pozzo romano: si tratta di due sante, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Infine al XVI secolo vengono fatti risalire gli affreschi rappresentanti San Giovanni Apostolo ed Evangelista e San Michele Arcangelo armato.

Infine un cenno alle eccellenze gastronomiche di Somma Vesuviana, che, sorgendo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, deve al suo fertilissimo terreno la produzione di varie prelibatezze, come i pomodorini del piennolo, le albicocche (crisommole) e l’uva (catalanesca), da cui si ricava un ottimo vino da tavola. Quest’ultimo accompagna numerose ricette, in particolare di baccalà e di stoccafisso, che già a partire dal 1500 sono diventati protagonisti incontrastati della gastronomia sommese grazie ad un filo diretto che collega le pendici del Vesuvio all’Europa del Nord (Islanda e isole Lofoten-Norvegia).

ore 19 – Rituale della Processione del Venerdì Santo

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana

Il Venerdì santo il popolo sommese si stringe attorno al venerato simulacro della Madonna Addolorata per rivivere, attraverso il suo dolore di madre, l’itinerario della passio et mors Christi. La storia di Maria diventa agli occhi dei fedeli una storia di successo: la sofferenza della mamma pone rimedio alle afflizioni altrui.

Somma Vesuviana, ritorna dopo 4 anni la secolare Processione del Venerdì Santo | Scisciano Notizie

Anche quest’anno la Processione del Venerdì Santo vedrà 2000 confratelli in saio bianco e cappuccio sfilare per le vie e i vicolo del borgo napoletano secondo un percorso mai cambiato. I 2000 confratelli accenderanno le rispettive candele alla luce degli alti falò che già dal pomeriggio, poco dopo le ore 15, verranno posizionati in alcuni dei punti strategici del Centro Storico ma anche nei vicoli più vicini alla parte bassa del paese.

Processione Venerdì Santo Somma Vesuviana 2019 - YouTube

Booble News - Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: un legame vivo tra passato e presente /foto

Ogni congrega avrà un medaglione diverso, un cordone dal diverso colore che permette di distinguere la confraternita di appartenenza. In occasione del Venerdì Santo i confratelli usciranno da più punti del Borgo Antico del Casamale,passando dinanzi all’antica Collegiata del XII secolo e dalla volta in oro zecchino.

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana - Taccuino di viaggio

Alle 19 si avrà l’uscita della Madonna con il Cristo Morto, accompagnati dalla Banda e da un lunghissimo corteo di donne e bambini. Il silenzio, poi il canto in latino del Miserere ad opera dei gruppi cantorum risuonerà per tutta Somma Vesuviana. A cantarlo tutti i confratelli nei vicoli e lungo tutta la durata della processione. Nei piccoli incroci, la Madonna si fermerà per benedire la popolazione.

All’incrocio più grande di Corso Italia, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermeranno e si inchineranno al passaggio della Madonna con il Cristo Morto.

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana - Il Mediano

Solo in quel momento verranno spente le candele.

A Somma Vesuviana torna la storica processione del Venerdì Santo

La risalita a serata inoltrata, le luci delle candele consumate renderanno unica l’atmosfera nei vicoli del Borgo Antico dove continuerà a sentirsi il Miserere in latino. Commuovente sarà l’ingresso della Madonna nell’antica chiesa della Collegiata.

Cena libera e pernottamento in hotel.
notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

 

2° Giorno 4 aprile Nola -Antica Nuceria-Nola 

Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Nuceria.

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni SarrastiOsci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

Un'antica città della Campania: Nuceria Alfaterna – Storia d'Italia

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore;

Nuceria Alfaterna: antiche glorie e moderne disillusioni - Classicult

ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

BATTISTERO SANTA MARIA MAGGIORE | I Luoghi del Cuore - FAI

Pranzo a base di prodotti tipici del posto.

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore:

Home - Gruppo Archeologico Nuceria

dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici:

La piccola Roma - Città Nuova

la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone.

Rientro a Nola nel pomeriggio e visita Museo Storico Archeologico di Nola.

Crocevia di genti e culture, l’agro nolano racchiude in sé un singolare intreccio di storia, archeologia e arte. I siti, i musei e i santuari qui illustrati rappresentano luoghi d’elezione in cui il tempo si è fermato per offrirci il quadro completo dell’evoluzione del territorio, sia dal punto di vista dell’insediamento, sia sul piano religioso. L’agro nolano lega indissolubilmente la sua fama alla città di Nola che da piccolo insediamento divenne in età romana un importante centro, presso il quale nel 14 d.C. morì l’imperatore Augusto.

Il suo sepolcro, come quello dell’apostolo Pietro a Roma, determinò la nascita di un villaggio nei dintorni del santuario che è all’origine dell’attuale abitato di Cimitile. Il lungo dialogo con la storia del complesso basilicale si è arricchito negli ultimi cento anni di importanti dati grazie agli scavi archeologici e ai restauri che hanno gettato nuova luce sulle origini del cristianesimo nell’agro nolano e in Campania.

Il Museo, allestito nel cinquecentesco convento di S. Maria La Nova, rappresenta uno scrigno di testimonianze storiche e archeologiche che catturano il visitatore per bellezza e unicità. Al piano terra sono esposti manufatti di età preistorica, etrusca, greca e romana, mentre al secondo reperti provenienti dalla villa romana di Somma Vesuviana e dal complesso basilicale di Cimitile, oltre a dipinti di età medievale e moderna. Una sala è riservata alle statue della peplophoros e del giovane Dioniso provenienti dalla villa romana in località Starza della Regina a Somma Vesuviana. L’esposizione continua con una sezione dedicata alla tarda antichità e al medioevo, a cominciare dai marmi e dagli affreschi del suggestivo complesso basilicale di Cimitile. Al terzo piano si ammira una collezione di riggiole prodotte nelle botteghe napoletane dal XV al XX secolo.

La forte influenza etrusca e greca è attestata dal bucchero di produzione locale e da vasi a figure rosse importati da Corinto. La fase di occupazione dei Sanniti è testimoniata dalle tombe rinvenute tra Nola e Casamarciano, del tipo a cassa di tufo con pareti decorate da immagini celebranti la memoria del defunto.

La cattedrale di Nola.L’edificio, dedicato a S. Maria Assunta, è frutto di tre rifacimenti, eseguiti a partire dal XIV secolo, l’ultimo dei quali avvenuto a seguito di un incendio che nel 1861 distrusse la chiesa cinquecentesca risparmiando la cripta, la cappella dell’Immacolata, piccolo gioiello dell’architettura rinascimentale, l’adiacente chiesa dei Santi Apostoli e il campanile, nella cui base sono inglobati rilievi scultorei di età romana. Il Museo Diocesano custodisce pregevoli manufatti artistici provenienti dalle chiese della città e della diocesi.

Secondo una consolidata tradizione, il più antico nucleo della cattedrale si sarebbe sviluppato intorno alla tomba del primo vescovo della città, Felice, i cui resti riposerebbero nella cripta.

Al termine di questa bellissima giornata,rientro in hotel per la cena spettacolo in compagnia dell’attore Peppe Parisi.

3° Giorno 5 aprile  Nola-Cimitile-Cappella Votiva… Pasqua 

Prima colazione in hotel trasferimento alla vicina Cimitile per la visita guidata.

Il complesso di Cimitile nei pressi di Nola è uno dei più interessanti siti paleocristiani d’Italia. Esso mostra testimonianze della cristianità dal III secolo d.C. fino ad oggi senza soluzione di continuità attraverso una stratificazione secolare di architetture ed eccezionali apparati decorativi (pitture, sculture e mosaici) che rendono il sito unico ed enormemente affascinante.

Cimitile - Le basiliche paleocristiane di Cimitile e l'area nolana

Le basiliche sviluppatesi nel sito antico cimitero di epoca romana databile tra il II e il III secolo d.C., dove i grandiosi mausolei provano la grandezza di Nola e la ricchezza del suo territorio, l’ager nolanus , e allo stesso tempo testimoniano la diffusione del culto cristiano come dimostrano le pitture a tema biblico.

Il complesso basilicale si sviluppò intorno alla tomba di San Felice , un martire senza martirio. Dal IV secolo vennero costruiti i primi edifici, presso i quali numerosi pellegrini giungevano per rendere omaggio al martire. Grazie all’opera di San Paolino da Nola, un nobile Romano che fu governatore della Campania, il complesso fu collegato a Nola da una strada e fu servito dall’acquedotto proveniente da Abella. Egli si adoperò per tutta la sua vita per i nolani e, divenuto vescovo, fece costruire una grandiosa Basilica, sacrificò ogni ricchezza e infine sé stesso per liberare i nolani fatti prigionieri dai Visigoti

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e il Miracolo della Manna

Pranzo di Pasqua.

Nel pomeriggio ,ci spostiamo ad Ercolano, visita guidata Ipogeo sotterraneo Reale ArciConfraternita nei pressi del Santuario di S. Maria a Pugliano  e seminario-spettacolo “Culto dei Fujenti” a cura del

Laboratorio “Voci e Suoni della Memoria”

                                               SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.
La Madonna dell’Arco ha innumerevoli devoti perché:
– è la prima Madonna Bianca associata al culto agreste delle Sette
Madonne;
– come essere umano capisce le miserie in quanto vissute durante il suo
peregrinare;
– come Madre terrena conosce il dolore di una perdita in quanto vissuto per
la Crocifissione del Figlio;
– come Madre divina conosce la sofferenza in quanto ferita e sanguinante
sul volto.

Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!! - I Viaggi di Giorgio

Con il seminario spettacolo “Sulle tracce dei Fujenti”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno la storia, le corporazioni, l’etnografia, la simbologia, i toselli votivi, i rituali, il pellegrinaggio e la pratica degli Ex Voti connessi al Culto di Madonna dell’Arco e ai suoi rimandi culturali strettamente legati alla Ri-nascita.

Proiezioni, musica, canti e danze dal vivo riguardante i seguenti aspetti   connessi a Madonna dell’Arco: le pratiche cultuali (culto mariano, culto agreste, ex voti, corporazioni, etc…) i simboli (vestiario, colori, stendardi, gestualità, etc…) i rituali (questua, processioni, carri votivi, etc…) i canti (preghiere, giaculatorie, canti popolari, etc…) le danze (tammurriata).

Narrazione dal ricercatore Giovanni D’Angelo, accompagnato dalle performance cantate e recitate del laboratorio “Voci e suoni della memoria”. Durante il racconto,  importanti opere del trecento come La Bruna Puglianella e il Cristo Nero,  introdurranno gli spettatori alle storie più affascinanti della religiosità popolare, come ad esempio la leggenda secondo la quale la Madonna nera fosse legata al ciclo invernale e alla morte, e che nelle chiese dove solitamente questa fosse ritratta o apposta come statua, vi fosse presente un ordine di templari. Un racconto ricco di aspetti misteriosi, proverbi e immaginifico popolare, che recupera la tradizione orale  dell’antica Resina e del Monte Vesuvio.

Particolarità dell’itinerario di visita sarà la discesa all’ipogeo sotterraneo del 700, antico cimitero sottostante la terra santa, dove ancora tutt’oggi è attestato il noto culto dei morti, come la tradizione prevede per ogni chiesa dove si trovi la Madonna delle Grazie. Una discesa inferina ed emozionante in un luogo sconosciuto a molti, e non accessibile ai visitatori se non in questa occasione speciale. Durante la visita è stata prevista la performance canora di un emozionante Stabat Mater in napoletano, dall’identità sonora medievale e suggestiva.

Un itinerario di visita elegante , culturalmente e antropologicamente ricco.

La processione religiosa delle Paranze dei devoti alla Madonna dell'Arco - Ulisse online

A seguire circa ore 18.00  visita alla sede e alla Cappella Votiva dedicata alla Madonna dell’Arco presso il quartiere Ortora, dove è attestata la nascita della prima “Paranza dei Fujenti” ad Ercolano in seguito ad un episodio di Grazia Ricevuta nei primi anni del 1900. A seguire  seguiremo alcuni rituali dei Fujenti connessi alla Pasqua.

La paranza dei devoti | il manifesto

Al termine rientro in hotel cena e pernottamento.

..notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

4° Giorno lunedi 6 aprile Nola-Santa Anastasia-Roma

Prima colazione in hotel e rilascio della camere.Partenza in direzione di Santa Anastasia,al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

Madonna dell'Arco, il ritorno più bello: 55mila fujenti al Santuario - Il Mediano

Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco: i fujenti del lunedì in Albis

Un viaggio attraverso gli aneddoti, le leggende e i racconti legati agli elementi di fuoco, terra e mare e alle tradizioni culturali e religiose più misteriose.

La Madonna dei "fujenti": quando Gomorra cerca redenzione - la Repubblica

…Fenomeni simili, un tempo assai diffusi, si sono oggi fortemente ridotti con forse una sola, significativa, eccezione, il culto della Madonna dell’Arco che tuttora si celebra nella omonima località in provincia di Napoli, ogni lunedì in Albis, nel santuario frequentato in gran parte dal sottoproletariato e dal proletariato marginale dell’area napoletana: una Madonna severa e vendicativa che non ha esitato, nelle leggende che la riguardano, a punire duramente coloro che le avevano mancato di rispetto.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

Chi si reca in quella data al santuario non può non essere scosso dalla tensione che vi si respira. Una fiumana di pellegrini vestiti, cani randagi stesi sul sagrato, odori che sembrano avere corpo e volume.

Succivo, concorso fujenti. Fiorillo e Pisano:”abbiamo interpretato in modo semplice quella che è, e deve rimanere, una festa religiosa” – atellanews.it

E in alto, tra le bancarelle, seguendo con lo sguardo la strada che porta alla stazione ferroviaria, gruppi di danzatori scatenati che ballano al suono di flauti e tamburi. di bianco, organizzati per gruppi, attende di varcare la soglia della chiesa; uomini e donne, senza distinzione di età e spesso scalzi, a frotte raggiungono l’altare per ottenere una grazia camminando in ginocchio o strisciando velocemente per terra in ordine sparso, proprio come dei serpenti liberati da un cesto; bandiere con l’immagine della Madonna, ceri e gigantesche costruzioni votive che avanzano in un silenzio irreale rotto solo da canti melismatici intonati a voce altissima, dal fruscio dei vestiti e dal sibilo delle scarpe di gomma sul pavimento; e poi all’improvviso l’esplosione, l’urlo, la crisi, l’invocazione della grazia da parte di qualcuno che cade rigidamente sulle spalle scalciando con violenza fino allo svenimento, e quindi l’accorrere dei volontari del servizio d’ordine per trascinarlo fuori e farlo riprendere. Intanto la crisi come una scossa elettrica, un lampo, un’onda di energia, si propaga ad altri penitenti.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

 

E ancora cadute, grida, svenimenti e pianti, tentativi di scavalcare le barriere e gettarsi sull’altare per raggiungere l’immagine della Vergine. E sempre più padri domenicani e volontari che intervengono serrando le fila con forza, in una ridda di braccia e gambe, di voci che si sovrappongono, di muscoli tesi, di facce stravolte, con una folla che si accalca nelle navate laterali, premendo dietro le transenne, e che litiga per ottenere un posto in prima fila. E poi la calma, l’uscita dei devoti alle spalle dell’altare per la consegna di soldi, ceri e fiori in omaggio alla Madonna e un nuovo gruppo che entra lento, come quello precedente.

Ritualità dei #fujenti# a Sant'Anastasia: corsa ed esecuzione di un

Fino a che qualcuno, prima o poi, sorprendendo tutti, non ricominci, in uno spazio indifferente ad ogni ordine geometrico perché la crisi può manifestarsi in qualsiasi punto della navata percorsa dai devoti e propagarsi in qualsiasi altro punto, in maniera imprevedibile. E tutto questo per ore e ore, dall’alba al tramonto fino a perdere la percezione del tempo come in un sogno, e ad abituarsi al rito, alla vista dei fujenti che sembrano non finire mai. E fuori, sotto al sole, un paesaggio surreale: una strada statale completamente intasata, bloccata dalle lunghe code di chi deve ancora entrare, carabinieri vicino a delle sbarre di ferro che controllano il flusso dei pellegrini, toselli che ondeggiano sui ritmi delle bande musicali delle varie paranze.
Madonna dell'Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti - Il Mediano
Tutto, in questo rito, si pone sotto il segno dell’eccesso, della potenza, della violenza del sacro, dando una forte espressione alla memoria di un sud che in riti arcaici trova la sola possibilità di resistere a vecchi e nuovi malesseri, un sud sofferente.
Al termine trasferimento in pizzeria e degustazione vari tipi di pizza verace.
Nel tardo pomeriggio, rientro a Roma e fine dei servizi.Per chi arriva da altre città trasferimento in stazione o in aereoporto.
La quota comprende:
Bus G.T per la durata del tour.
Hotel 4**** in trattamento di mezza pensione (colazioni,1 pranzo del venerdi,2 cene) bevande incluse.
Visite spettacolo  teatralizzate.
Visite guidate da guide  autorizzate Regione Campania e da volontari del luogo.
2 pranzi , quello di di Pasqua e del sabato, pizza del lunedi
Bevande ai pasti
Spettacolo di Peppe Parisi durante la cena del sabato
Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio
Iva di legge
La quota non comprende 
Ingressi ai siti e musei
Eventuali tasse di soggiorno da pagare in loco.
Auricolari 10,00



Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!!

 

                                   TRA ALTA GASTRONOMIA  E ITINERARI INSOLITI

CAMPANIA , regione dai mille volti…Furore…..sulla costiera amalfitana, l’altra faccia della costiera sconosciuta, 3 giorni all’insegna della Cultura e Arte e Archeologia, del Paesaggio della Buona Cucina.

Furore è un piccolo comune della costiera amalfitana  che assieme ad essa nel 1997 è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco.

Per la conformazione del paese, questo borgo viene definito “il paese che non c’è”, le sue case sono delle macchie di colore che spuntano lateralmente dalla montagna.

Furore il paese dipinto - Authentic Amalfi Coast

Il centro del paese, che è costituito da 837 abitanti, inoltre è formato da tre contrade: Sant’Agnello – Contrada della Gatta, Sant’Elia -contrada della Cicala e Santo Jaco – Contrada del Ciuccio.

Assaggiare un vino e sentire il gusto vero e autentico di un territorio straordinario. Furore, il paese aggrappato alla Divina Costiera, respira il fascino del Golfo d’Amalfi.

                                                Furore! Il paese che non c’è.

Non cercarla qui la ciambella di case raccolte intorno alla piazza. Non la troverai. Furore, il paese che non c’è, il paese non paese, col suo abitato sparso sui fianchi della montagna a strapiombo sul mare, si offre a piccole dosi, si lascia scoprire con civettuola ritrosia.

Batterai sentieri e petingoli, stretti fra fazzoletti di terra miracolosamente strappati alla roccia e coltivati con amore antico, quasi con ostinazione.

Berrai vini – bianco e rosso – freschi e briosi, “capaci di buttarti dentro tutto il sole e tutta l’allegria che hai sulla pelle”. Ammirerai vigne e giardini, terrazzi e pergolati, poggi e tornanti che dirupano a mare. E muri: muri a secco, muri dipinti, muri istoriati. Muri parlanti. Muri d’autore. E chiese, e campanili svettanti e cupole arabeggianti. Una vertigine di panorami immersa in una luce senza suoni, sospesa, irreale e segreta come una favola. Ascolterai il silenzio.

Coglierai l’alito dell’universo nella voce lontana del mare. Avvertirai il profumo del mito nel respiro di qualche ninfa innamorata che da sempre abita questi anfratti. Vivrai un’atmosfera sognante e al tempo stesso inquietante, dove ogni sguardo è già emozione e ogni pensiero è già sogno.

Raffaele Ferraioli

Fa parte del Club dei borghi più belli d’Italia.                                                            

E poi la sublime Amalfi… Positano…, i borghi di Raito e Albori.

Ci sono luoghi il cui spazio fisico è  solo un punto di riferimento. Sembrano nati,e forse lo sono,per essere anzitutto luoghi dello spirito,porti franchi nei quali cercare approdo con quel carico di piccole eversioni e di infinite complicità che accompagna la vita di ognuno di noi.Furore è anzitutto questo,e la sua geografia lo conferma!

Il Fiordo con la sua irripetibile magia: il borgo intatto,un pugno di case aggrappate alla roccia,il mare che s’ingorga e spumeggia!!

                                     Gli oracoli della Sibilla al lago d’Averno
                   dal lago Lucrino dedicato alla ninfa Calipso al lago d’Averno

Masseria…… è un’azienda agricola, un ristorante panoramico con cucina creativa a “metro zero”,  l’Agribar, un bar in un frutteto circondato da orti, dove godere di una giornata in natura

Masseria …… si trova nel Parco Regionale dei Campi Flegrei, nel cratere del Lago d’Averno, rivolto verso il mare, a pochi passi dal Tempio di Apollo e dall’Antro della Sibilla.

La nostra missione è offrire un’esperienza autentica, facendo sentire a casa ogni ospite e raccontando la nostra anima e la nostra storia attraverso i piatti. Privilegiamo prodotti di prossimità, rispettiamo la stagionalità e ci impegniamo a mantenere un giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Ogni portata diventa così un omaggio al territorio e alla creatività, valorizzando la genuinità e l’attenzione ai dettagli.La cucina della Masseria: una creatività tutta volta all’esaltazione dei prodotti del territorio e delle materie prime di qualità.

 

Hai scelto di soggiornare nel nostro Albergo Diffuso :
‘albergo diffuso è una nuova forma di accoglienza, che nasce per valorizzare e caratterizzare i
piccoli borghi:
camere e appartamenti che si spargono per il territorio :
L’Albergo Diffuso Bacco Furore è caratterizzato da una struttura principale, destinata ad accogliere i servizi di uso comune: ricevimento, sala colazioni e ristorante, collegato ad una serie di camere e
appartamenti distaccati e sparsi a circa 300mt.
Il ristorante e la sua lunga tradizione, ti aspetta  per una cena,con vista mare, seguita e curata dai nostri magnifici Luisa e Ferdinando.

Un ristorante con una storia di quasi cent’anni, attento ai valori del territorio e della stagione, è
associato all’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo, oltre ad essere segnalato sulla guida Michelin e
numerose altre importanti guide nazionali ed internazionali.
lo  Chef Raffaele Afeltra e la Signora della nostra cucina Erminia , con tutta la loro brigata, saranno felici di deliziarti!
Per coloro che desiderano un menu Gluten Free siamo presenti sulla guida ufficiale AIC, offrendo una
vasta selezione di piatti.
Inoltre, squisite proposte vegane e vegetariane, sempre legate alla tradizione locale e massima attenzione ad ogni esigenza alimentare segnalataci.

Furore, Paese Dipinto, Uno dei Borghi più belli dItalia, Città del Vino e Destinazione Europea
d’Eccellenza

 

1° giorno :Roma-Raito-Albori -Furore

Ritrovo dei partecipanti  in luogo da stabilire e partenza in bus privato ,con sosta in autostrada lungo il percorso.

N.B :  per coloro che arrivano da altre città d’Italia appuntamento e luogo da concordare sia presso stazioni ferroviarie che aeroporti o direttamente se arrivate con auto propria,in hotel.

Il borgo di Albori: la bellezza di Vietri oltre il mare

                                 Sulle colline della Costiera Amalfitana

Per chi arriva da Salerno o dall’autostrada A3, la porta d’accesso al paradiso è Vietri sul Mare, capitale indiscussa della ceramica artistica. L’abitato della marina è dominato dalla cinquecentesca Cupola della Chiesa di San Giovanni Battista, rivestita da centinaia di “scandole”, maioliche a forma di pesce di tre colori: giallo, verde e azzurro. L’effetto iridescente delle maioliche non passa inosservato, nè da terra, nè da mare: fa, anzi, del tempio dedicato al Patrono il simbolo stesso di Vietri.

Vietri sul Mare: cosa vedere e cosa fare | Dove Viaggi

Ma il vero biglietto da visita della città è rappresentato dal Palazzo della Ceramica Solimene, realizzato dall’architetto Paolo Soleri sul modello del Guggenheim Museum di New York. Aggrappata alla roccia, questa imponente costruzione, articolata su un corpo centrale di fabbrica e otto torrioni altissimi, e sede di una dei più antichi e prestigiosi opifici di ceramica dell’intera Italia meridionale, ha la facciata interamente ricoperta da tubuli cilindrici in cotto di colore rosso mattone e verde. L’impatto è semplicemete spettacolare.

CERAMICA ARTISTICA SOLIMENE - VIETRI SUL MARE - SITO WEB UFFICIALE

Non mancano le testimonianze storiche, artistiche e architettoniche di uno splendido passato. Della straordinaria Cupola della Colleggiata di San Giovanni Battista si è già detto. All’interno, il tempio custodisce una serie di pregevolissimi altari in ceramica riccamente decorati e preziosi dipinti di Andrea Sabatino, Francesco Solimena, Pietro De Rosa e Lorenzo Fiammingo. Felicissimo intreccio di stili, dal romanico, al rinascimentale al barocco, la chiesa è stata interessata da numerosi restauri. Tra la Cupola e l’alto campanile sorge Palazzo della Guardia, l’Arciconfraternita, che presenta un bellissimo pavimento in maiolica. Il palazzo è un esempio di quell’arte barocca testimoniata anche dai palazzi De Simone, Del Plato e Punzi.

Previsto  un pranzo nella natura, osservando dall’alto le spiagge all‘Agriturismo Il Cavaliere dei Conti‘: una splendida struttura che ha ristrutturato sapientemente un’antica torre saracena e permette di gustare gli agrumi e le verdure che sono la ricchezza della cucina locale, e ovvio anche un lauto pranzo con prodotti del territorio.

                                                               VIETRI E INCANTA

L’itinerario  prevederà la visita narrata al centro storico.

Durante il percorso i visitatori verranno allietati dall’interpretazione dell’attrice Elisabetta D’Acunzo, che traendo spunto dall’ambente fiabesco della cittadina, si esibirà in degli interventi teatrali ispirati alle più belle fiabe classiche della tradizione meridionale fondendole con quelle Europee.

Arrivo  in hotel con vista mozzafiato sulla costiera e accoglienza e saluto di benvenuto agli ospiti ,sarà anche servito un aperitivo con stuzzichini  e formaggi dei Monti Lattari(il provolone del Monaco è un eccellenza) sulla terrazza dell’hotel.

 

La Vigna di Bacco Relais - Furore, Amalfi Coast

A seguire cena  in ristorante e pernottamento in hotel .

Furore Grand Hotel : Furore Grand Hotel

2° Giorno :Agerola- Amalfi -Positano,gita in barca in costiera.

Dopo aver consumato la prima colazione nella terrazza dell’hotel,

La Vigna di Bacco, Furore (prezzi aggiornati per il 2025)

trasferimento ad  Amalfi con bus di linea Sit ,con le sue case bianche in pittoresco disordine sulle gradinate di un pendio,   visita guidata  del Duomo,il Chiostro del Paradiso.

Amalfi: descendit ex patribus romanorum – Inchiostro Virtuale

La visita continua tra i vicoli di Amalfi.

I 4 vicoli di Amalfi | JuzaPhoto

Pranzo  libero.Trasferimento con bus SIT a Minori per la visita dell ‘enigmatica villa sul mare, nel più antico insediamento della Costiera Amalfitana.

Incastonata nel cuore della Costiera, la Villa Romana di Minori resta ad oggi, dopo ben 2000 anni, un luogo ancora misterioso e tutto da scorprire.Risalente all’inizio del I sec. d. C., la Villa Romana di Minori si trovava in una baia della Costiera Amalfitana, nel punto in cui il fiume Reginna Minor sfocia nel mare.

Interessanti sono, inoltre, il triclinium e le terme. Sulla terrazza, corrispondente al piano superiore, è collegato l’annesso antiquarium, che raccoglie pitture e materiale romano rinvenuto in altre ville della zona.Le ricche decorazioni pittoriche del triportico e degli ambienti interni (III stile pompeiano), consentono di collocare l’impianto originario della villa nell’età giulio-claudia.

Un video in 3D ricostruisce e ci fa scoprire la Villa Romana di Minori | Napoli da Vivere

Questo tratto di costa, ricco di insenature e porti naturali, era particolarmente amato e frequentato dall’aristocrazia romana imperiale, che vi costruì diverse residenze, come testimoniato dai ritrovamenti di Vietri sul Mare, Amalfi, Positano, e Li Galli.

Degustazione alla pasticceria De Riso dei famosi dolci della costiera.

Dall'Italia - I dolci più famosi di Sal De Riso

Ci imbarchiamo su una barca privata,attrezzata con bagno,parte interna coperta,parte esterna per chi vuole prendere il sole ecc.ecc.,e costeggeremo tutta la costiera,ammirando appunto il panorama unico,da un altra posizione.

Sosta al fiordo di Furore e altri punti interessanti della costiera.E attenti ai pirati…..

Furore, il paese abbandonato in Costiera Amalfitana | Artribune

ps chi vuole visitare il fiordo,potrà farlo via terra,in questa escursione non è prevista la discesa al fiordo.

Arrivo a Positano e  insieme alla vostra guida, effettueremo una  passeggiata per cogliere gli angoli più suggestivi di questo angolo meraviglioso di costa.Tempo libero per prendere il sole o fare il bagno,o fare shopping.Al termine rientro sempre in barca privata ad Amalfi,e da qui in bus  di linea trasferimento in hotel, cena  e pernottamento.

Costiera Amalfitana, 55 km di curve

Durante la cena saremo allietati dal caro Amico Davide con la sua chitarra e canzoni napoletane che ormai molti di Voi conoscono.

3°Giorno : Furore- Lago d’Averno -Roma o altre città.

Terminata la prima colazione sulla terrazza, lasceremo il nostro hotel,

La Vigna di Bacco, Furore (prezzi aggiornati per il 2025)

con un po’ di nostalgia ,ma felici per avervi trascorso 3 bellissimi giorni che difficilmente dimenticherete, per avviarci sulla strada del ritorno a casa Prima ancora una visita ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO :

                                    “SULLE TRACCE DEL “RAMO D’ORO”
Secondo alcuni il nome “Lago d’Averno, deriverebbe dal greco Avernus – cioè “senza uccelli”, a causa delle acque che esalavano particolari gas nocivi agli uccelli. Questa leggenda, unitamente alla radice Av, col significato di profondità, abisso, ha fatto si che l’Immaginifico Popolare, identificasse il Lago d’Averno come un’entrata al mondo degli inferi.

Il lago d’Averno rosa visto dal drone / Foto G. Nappo
Con la visita guidata “Sulle tracce del Ramo d’Oro”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno i miti, la simbologia, le liturgie religiose, le pietanze e le credenze connesse al Lago d’Averno e ai suoi rimandi culturali strettamente legati al cosiddetto “Ciclo Invernale”, caratterizzato dal simbolico viaggio Morte/Rinascita, e di come gli stessi rimandi culturali abbiano influenzato la vita sociale del territorio circostante.

Tammorra | Pro Loco Cervinara

Al termine pranzo presso una Masseria della zona,con prodotti bio e tutte le materie prime,provengono dai loro orti.

 

Il territorio

Dall’agrumeto che si estende lungo il Lago d’Averno, tra alberi di limonearancia e soprattutto di mandarino – che rappresenta il territorio flegreo e la tutela di una coltura antica – si attraversano i terrazzamenti che conducono alla Masseria e che sono coltivati con varietà autoctone di frutta e ortaggi, grazie a Fabiana Barbati che cura, insieme ai suoi collaboratori, il fertile suolo vulcanico con amore.

Nel rispetto della biodiversità naturale, raccogliamo prodotti eccellenti e le erbe spontanee che ci riconnettono al senso del cibo come cura, sempre grate alla natura rigogliosa in cui siamo immerse. Rispetto che si traduce in pratiche agricole poco invasive e che vanno oltre il bio, sperimentando di anno in anno consociazioni, concimazioni e trattamenti che hanno la volontà di curare il suolo affinché le piante possano curarsi da sole, o con alleati naturali.

Se la proprietà è un’eredità familiare, gli alberi sono un’eredità dei coloni che li hanno piantati e curati fino al nostro arrivo, a cui noi siamo grate per aver preservato un pezzo del territorio simbolo dei Campi Flegrei.

Al termine partenza per il rientro a  Roma  in bus,o alle proprie città in auto o treno o aereo  e  fine dei servizi!!




CARNEVALE FIGLI DI BOCCO-PIEVI ROMANICHE-BORRO-GARGONZA

carnevale-bocco

Uno spettacolare Carnevale dal gusto barocco anima ogni anno il prezioso borgo medievale

Il caratteristico borgo di Castiglion Fibocchi è imbevuto del proprio passato e ciò si palesa anche nelle feste. Una in particolare, ogni anno, inonda piazze e vicoli di questo paese dell’Aretino di un’atmosfera incantata: è il Carnevale dei Figli di Bocco.

Le giornate gioiose di questo evento portano con sé una lunghissima storia, che si può leggere a ritroso a partire da questo curioso nome. Chi erano i figli di Bocco? Ma soprattutto: chi era Bocco? Ottaviano Pazzi, detto appunto “Bocco” per il suo aspetto un po’ deforme, era l’antico reggente di questo castello. Ai suoi figli lasciò in eredità l’intera gestione del villaggio, ma anche l’onere di dare il nome a questi tradizionali festeggiamenti. È quasi certo che questa ricorrenza abbia attraversato i secoli: pare che già intorno all’anno Mille da queste parti ci si divertisse con giornate di carnevale molto particolari e rinomate in tutto il circondario.

Ciò che è invece non lascia spazio a dubbi è la bellezza della manifestazione che ancora oggi viene celebrata nel mese di febbraio. Oltre duecento figuranti sfilano agghindanti con sfarzosi abiti barocchi, con il volto celato da maschere colorate ed eleganti che raccontano i vari personaggi. Il posto d’onore è rivestito da Re Bacco, che domina incontrastato e che è l’anima della festa, ma lo seguono regine, principesse, fate, maghi e arlecchini. Questo corteo dal sapore veneziano è accompagnato, oltre che dalla fantasia degli organizzatori e dall’entusiasmo dei visitatori, da tante iniziative collaterali che arricchiscono l’evento: tra le strade di Castiglion Fibocchi si muovono cantastorie, si animano spettacoli di magia e concerti e, al termine, giunge l’atteso momento che premia la maschera più bella.

Con il 2026 il Carnevale dei Figli di Bocco a Castiglion Fibocchi compie 30 anni di vita. Una storia che non ha conosciuto flessioni, sempre in crescendo, con costumi sempre più ricchi e fantasiosi.

Due giorni all’insegna del divertimento ma anche dell’arte, della storia, della cultura.

Piccolo borgo toscano

GARGONZA, situata nelle colline della Toscana, è un borgo fortificato del Duecento, proprio come quelli che avremmo voluto costruire da bambini sul pavimento della nostra camera, passando ore a sistemare la torre e i pozzi…Le prime notizie di Gargonza sono del 1150, quando viene citato un castello fortificato sulla strada che da Arezzo porta a Siena: è lo stesso castello dove Dante trascorse alcuni giorni del suo esilio nel 1304. Appartiene ai Conti Ubertini, famiglia Vescovile di Arezzo. Durante questo periodo Gargonza viene scelta come luogo di congregazioni dei Ghibellini fuoriusciti da Firenze e da Arezzo ed è qui che Dante Alighieri passa durante il suo lungo esilio da Firenze.

Il Borro: cosa vedere in questo borgo in Valdarno

Nascosto tra le pieghe del Valdarno, Il Borro è un tesoro da scoprire, un borgo antico incastonato nel cuore del comune di Loro Ciuffenna. Questo piccolo gioiello, situato a soli 20 km da Arezzo – alle pendici del Pratomagno – cattura l’immaginazione con la sua storia avvincente e il suo paesaggio mozzafiato.

Il nome stesso, “Il Borro“, evoca un senso di mistero e fascino, derivante dalla sua posizione su uno sperone roccioso, abbracciato da un profondo fossato scavato nei secoli dal torrente sottostante. Infatti, borro significa sia burrone sia fosso o torrente che nel corso del tempo si è scavato un letto profondo.

 

ALLA SCOPERTA DELLE PIEVI ROMANICHE

L’ambivalenza dell’acqua: dalle fonti sacre pagane alla lavorazione della ceramica lungo le sponde del fiume Arno, passando attraverso la visita delle più belle ed affascinanti pievi romaniche della provincia di Arezzo.
PIEVE DI SIETINA, un tesoro nascosto….
Uno degli esempi più alti del romanico in Toscana
La Chiesa di San Pietro, o Pieve di Gropina, si trova a circa due chilometri da Loro Ciuffenna, sulla via dei Sette Ponti verso San Giustino e costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscan

 

1° giorno – Sabato: Roma – Arezzo

Partenza in bus privato, luogo e orario  da concordare  in direzione della Toscana .Passando per la città di Monte San Savino6 e ammirare Il magnifico Castello di Gargonza, splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato toscano, con la sua torre, i considerevoli resti delle sue mura e di una porta duecentesca, la sua Chiesa romanica del XIII° secolo con campanile a vela e bifora, le sue abitazioni affacciate sui suoi stretti vicoli è situato su un’altura dominante la Val di Chiana.

Castello di Gargonza - Monte San Savino - Arezzo

Oggi è una delle opere fortificate ‘non-colte’ meglio conservate del territorio aretino. Già nell’orbita di Arezzo come feudo dei Conti Ubertini, a causa della sua importanza strategica per la sua posizione fra la Val di Chiana e il senese, il castello fu nel medioevo oggetto di dispute fra guelfi e Ghibellini, come del resto quasi tutti i fortilizi della zona. Nella sua lunga storia l’evento più importante è forse quello della presenza di Dante Alighieri, guelfo bianco, a Gargonza nel 1304, il quale partecipò alla riunione fra i Ghibellini fuoriusciti da Firenze e gli aretini.

Monte San Savino, il borgo toscano con un (altro) borgo dentro

Pranzo libero in corso di escursione.

Si prosegue per la visita guidata a  Il Borro, caratteristico “borgo” medioevale, già residenza dei Savoia. Lungo la strada che collega San Giustino Valdarno a Laterina, circondato da un verde e ben tenuto contesto agricolo, si trova Il Borro, piccolo e antico gioiello architettonico di età medievale (si trova citato già in un documento del 1039).
Facile è capire l’etimologia del suo nome. Borro è il termine usato per definire un fosso o torrente che con i millenni si sono scavati un letto profondo. Borro sta anche per burrone. Entrambe queste definizioni si addicono perfettamente a Il Borro: questo nostro piccolo borgo toscano è posto infatti su uno sperone roccioso semi circondato da un profondo fossato scavato nei millenni dall’omonimo torrente.

IL BORRO - PIEVI E BORGHI Riscopri luoghi blog
Visitare Il Borro significa immergersi in un luogo fuori dal tempo. Innanzitutto le auto ci rimangono lontane e già questo da quella sensazione di trovarci “fuori dal mondo”. Un paesino che non conosce l’asfalto, solo strade lastricate. L’antico ponte che ci permette di attraversare “il borro” e farci accedere al paese ci immette nell’unica e stretta stradina di accesso al luogo. A sinistra di questa i vecchi edifici, a destra il profondo borro. Il Borro deve la sua notorietà a vari aspetti. Innanzitutto alla sua architettura e alla conformazione della zona in cui il borgo si trova. Poi alle importanti famiglie a cui nella sua storia è appartenuto e appartiene. Da citare le ultime due: i Savoia (il luogo è stato residenza del Duca Amedeo d’Aosta) e, dal 1993, la famiglia Ferragamo, noti imprenditori dell’alta moda. Il Borro, dal momento che è divenuto proprietà Ferragamo, è stato oggetto di un profondo, ma “invisibile” restauro. E’ divenuto sede di vari eventi e manifestazioni. Questo ha portato ad aumentare il numero dei visitatori di questo borgo fiabesco.

Passando per il Ponte Buriano che fu costruito all’incirca verso la seconda metà del 1200. il Ponte Buriano è il paesaggio della Gioconda, della enigmatica Monnalisa di Lonardo. Dietro il suo volto sorridente si intravede il ponte a schiena d’asino identificato da alcuni studiosi e ancor più in lontananza ecco apparire i calanchi del Valdarno, pinnacoli di argilla erosa detti “Balze”. E’ una prova che Leonardo aveva bene in mente la geografia di questi luoghi.

Arrivo ad Arezzo cena con menù della tradizione Toscana e il pernottamento.

2° giorno Domenica: Arezzo – Castiglion Fibocchi

 

“Carnevale Figli di Bocco”

 

Prima colazione e partenza con bus privato, per la visita di due bellissime pievi.

Pieve a Sietina. A poche centinaia di metri da questi incroci si trova questo monumento medievale che vale veramente la pena visitare. Pieve a Sietina è un esempio pressoché unico ed integro di architettura romanica situata nel Comune di Capolona, a qualche chilometro da Arezzo e vicinissima a quel tratto di Arno di cui Dante scrisse “torce il muso agli Aretini”. La Pieve di Sietina si trovava dunque in una zona ricca e potente e nelle vicinanze di un incrocio viario di grande importanza.Il borgo si sviluppa attorno all’incantevole pieve romanica di Santa Maria Maddalena che rappresenta una delle più preziose attrattive storico-artistiche del Basso Casentino.

Pieve a Sietina: testimonianza medievale nei pressi di Arezzo. Luogo d'arte

La pieve, la cui prima menzione scritta risale al 1022, è da oltre un secolo meta costante di un turismo anche internazionale ed a tale proposito è segnalata nella Guida Rossa del Touring Club Italiano. L’edificio, a tre navate divise da grossi pilastri rettangolari e concluse da altrettante absidi semicircolari, è ascrivibile alla prima fase del romanico, nonostante non manchino elementi di derivazione altomedievale.

PIEVE A SIETINA | I Luoghi del Cuore - FAI

L’interno è quasi completamente decorato da affreschi trecenteschi e rinascimentali. La navata centrale è impreziosita da una incantevole vetrata cinquecentesca che raffigura Santa Maria Maddalena, titolare della Pieve.

Uno degli esempi più alti del romanico in Toscana
La Chiesa di San Pietro, o Pieve di Gropina, si trova a circa due chilometri da Loro Ciuffenna, sulla via dei Sette Ponti verso San Giustino e costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscana.

La Pieve fu costruita intorno all’anno Mille e presenta una facciata in grandi bozze di pietra, con due monofore corrispondenti alle navate laterali e una bifora che sovrasta la porta d’ingresso. Sull’architrave della porta vi è la data 1422, che si riferisce probabilmente ad uno degli interventi di restauro; lo stemma di Leone X che sovrasta l’architrave porta la data 1522.

Il pulpito di Gropina | UP Magazine Arezzo

L’interno è diviso in tre navate con capitelli molto particolari: le colonne di sinistra raccontano episodi tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, mentre nelle colonne di destra le figure richiamano l’arte precristiana, etrusca ed orientale.
Appoggiato ad una colonna della navata destra si trova il Pergamo circolare, un pulpito dell’VIII secolo riccamente decorato, sorretto da due colonne annodate: un motivo che si presenta anche nella colonna centrale del decoro esterno dell’abside. Molto bella è la visione esterna dell’abiside con accanto il campanile del 1233, forse impiantato su una torre longobarda.

 

Visita guidata alla Pieve di Gropina e Loro Ciuffenna

Pranzo libero  e partenza per Castiglion Fibocchi per assistere al Carnevale .

Al Carnevale dei Figli di Bocco sospesi nel tempo tra sogno e realtà - Arezzo24

Bocco, da cui l’attuale nome del paese Fibocchi, era il soprannome di Ottaviano Pazzi, signore del paese in epoca medievale. La tradizione racconta che negli anni di Bocco, durante i giorni di carnevale, la popolazione per onorare il suo signore si ritrovasse nelle strade e piazze del borgo per momenti di festa e danza. Da qui l’ambiziosa idea degli instancabili promotori e organizzatori di questo carnevale di riproporre dopo centinaia di anni questi momenti attraverso l’elegante carnevale “I Figli di Bocco” che per il suo stile si potrebbe definire “un piccolo Carnevale di Venezia in terra di Arezzo”. Per vederlo ogni anno confluiscono a Castiglion Fibocchi migliaia di persone.

Tornano le maschere barocche protagoniste del Carnevale di Castiglion Fibocchi - ValdarnoPost - Notizie Valdarno

Un plauso e un grazie va a quelle persone che con costanza e dedizione hanno portato avanti negli anni, migliorandola costantemente, questa stupenda manifestazione. Un momento di elegante folklore che ha portato lustro non solo a Castiglion Fibocchi, ma anche alla terra di Arezzo.

Museo del Carnevale dei Figli di Bocco - Discover Arezzo
I figuranti e relative maschere del Carnevale I Figli di Bocco da qualche anno non si esibiscono solo tra le mura dell’antico borgo valdarnese. Questi “Figli di Bocco“, per la bellezza e l’originalità delle loro maschere sono chiamati a esibirsi in molte città e luoghi vicini, ma anche non, al piccolo borgo valdarnese.In serata partenza per il viaggio di rientro a Roma in bus privato.Fine dei servizi.

 




GRAN TOUR DELL’UZBEKISTAN – FESTA DI NAVRUZ

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Nel mondo moderno, Nowruz è ampiamente celebrato in paesi come Azerbaigian, Albania, Afghanistan, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, India, Iraq, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Cina (Xinjiang e altre regioni), Kosovo, Macedonia, Mongolia, Pakistan, Russia (Tatarstan, Bashkortostan e Caucaso settentrionale), Turkmenistan, Tagikistan, Turchia, Uzbekistan e una serie di gruppi sub-etnici, etno-confessionali e diaspore in diversi paesi del mondo, tra cui Ucraina, USA e Canada.

Nowruz è incluso nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo come Giornata Internazionale di Nowruz.

Nowruz è un antico festival di primavera. Viene celebrato il giorno dell’equinozio di primavera ed è giustamente considerato una festa amata in molti paesi del continente eurasiatico. Non c’è politica, né religione in questa festa, come nella canzone di John Lennon “Imagine”, ma la fede che la felicità arriva con il rinnovamento primaverile.

Navruz, che ha una storia di più di 3000 anni, è il più prezioso e caro: il Capodanno orientale con il suo rinnovamento, l’inizio della primavera, la natura del popolo uzbeko, la sua coscienza, nel profondo del cuore, che porta gioia ad ogni famiglia e ad ogni casa ed è un’amata festa nazionale.
La parola Navruz significa “Nuovo Giorno” ed è un’antica festa di origine persiana che segna il primo giorno di primavera e il cambio di stagione.

Navruz is a holiday of spring and renewal - Global Times

Navruz è la festa più importante nello sviluppo della spiritualità nazionale uzbeka. In questo giorno, in ogni angolo dell’Uzbekistan, viene prestata particolare attenzione ai piatti primaverili e ai vari giochi nazionali. In particolare, i nostri piatti nazionali come “Sumalak”, “Halim”, “Ko’ksomsa”, “Ko’kchuchvara” saranno il momento clou della tavola festiva. Soprattutto le feste “Sumalak” hanno un sapore speciale.

Navruz è un momento di gioia, comunità e rinnovamento spirituale. Le celebrazioni variano da paese a paese e da cultura a cultura, ma condividono una base comune nella celebrazione della primavera e nella speranza per un futuro migliore. La festa è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ed è un importantissimo evento culturale nelle regioni in cui è celebrata. Durante le festività di Navruz è comune praticare o assistere a giochi tradizionali come il Kupkari.

Kupkari - il coraggio e la severità di un antico torneo | Uzbekistan Travel

Culla di civiltà da oltre due millenni, l’Uzbekistan può vantare un suggestivo patrimonio architettonico e artistico, profondamente permeato dalla storia crudele e affascinante della Via della Seta. In termini di attrattive culturali, l’Uzbekistan è di gran lunga il paese più ricco e straordinario dell’Asia centrale.

Samarcanda, Bukhara e Khiva conquistano e stupiscono i visitatori con le loro favolose moschee, le medressa e i mausolei, ma non mancano attrattive più insolite come il Lago d’Aral, che sta rapidamente scomparendo, le fortezze del remoto Karakalpakstan, la fiorente capitale Tashkent e le iniziative di ecoturismo avviate tra i Monti Nuratau.

Uzbekistan: visitarlo è più facile grazie all'abolizione del visto

Pur essendo uno stato governato in modo autoritario, l’Uzbekistan è un paese estremamente accogliente, dove l’ospitalità costituisce un elemento essenziale della vita quotidiana e la gente del posto vi farà sempre sentire graditi ospiti. Qui spicca per colori e allegria il vivace mercato alimentare di Chorsu, o Chorsu Bazaar. Qui potrete entrare a contatto con la calda ospitalità di un popolo sempre accogliente e lasciarvi tentare da assaggi esotici e talvolta inediti. Io sono rimasta incantata davanti alle vetrine dei banchi di miele e fatto scorta di dolcezze per tutto il viaggio. Il miele dell’Uzbekistan nasce ai piedi di montagne maestose e in steppe e valli desertiche, come nel caso di Kyzylkum. Nel Paese ci sono circa 300 giorni di sole all’anno e le condizioni di umidità e purezza dell’aria ideali per produrre uno dei più puri e gustosi mieli naturali al mondo. Un misto di dolcezza ed erbe odorose, brezza che spira a quote altissime e cremisità. Non c’è viaggio in Uzbekistan che si rispetti, senza un pranzo presso il famosissimo Plov Centre di Tashkent, per un assaggio del più buon plov (a nostro avviso, e secondo i locali) di tutto il Paese. Il piatto nazionale uzbeko è un capolavoro di riso, uova sode, carne, uvetta e carote, cotti nel tradizionale tandyr. Ci sono tanti parchi e giardini a Tashkent da non perdere l’Alisher Navoi National Park, dedicato alle vittime della Repressione durante gli anni del dominio sovietico. Tra le Metropolitane più belle del mondo spiccano anche quelle costruite durante gli anni del dominio sovietico (da quella di Mosca alla metro di San Pietroburgo, passando per Almaty, in Kazakistan).

 

La metro di Tashkent è uno scintillio di marmi e chandelierPulitissima, modernissima ed efficiente. Non tutti si spingono fino a visitare anche la Valle di Fergana, dando priorità alle antiche città di Samarcanda, Khiva e Bukhara, durante un viaggio in Uzbekistan. Meta perfetta per chi è un viaggiatore avventurioso e desiderioso di scoprire anche mete meno battute. In generale, la Valle di Fergana è interessante per il suo tessuto socio-culturale e se siete curiosi di avere un assaggio più autentico di una parte del Paese ancora non così troppo visitata e ricca di persone magnifiche che vi accoglieranno lungo la strada. Paesaggi coltivati e visi rugati dal sole, ma anche sorrisi e occhi luccicanti, tanta maestria e artigianato e storie da andare a conoscere di persona. Un viaggio meno comodo e più spartano, ma non meno affascinante.

 

1°GIORNO: Italia-Uzbekistan

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni di imbarco del volo di linea.

Cena e pernottamento a bordo.

NAVRUZ IN UZBEKISTAN | VIAGGIO IN UZBEKISTAN | TOUR IN UZBEKISTAN

 

2°GIORNO: Tashkent 

Arrivo nelle prime ore del mattino e tempo per il riposo. Prima colazione  e visita della città di Tashkent, capitale dinamica dell’Uzbekistan e con una storia che risale a più di duemila anni fa, incarna una fusione di storia, cultura e modernità. La città presenta un mix affascinante di monumenti storici e architetture moderne, ed è un crocevia culturale con influenze persiane, turche e russe evidenti nella sua architettura e nella cucina locale. I musei, le gallerie d’arte ed i teatri arricchiscono la vita culturale della città.

Достопримечательности Ташкента ☀️: куда сходить и что посмотреть — Tripster.ru

Iniziamo quindi le visite dalla piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh nella cui biblioteca è conservato il Corano di Osman del VII secolo, ritenuto il più antico del mondo.

Tashkent: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Poi visiteremo il Bazar Chorsu, considerato il più antico dell’Asia Centrale, oltre che uno dei più grandi. Pranzo in ristorante.

Chorsu Bazaar - Wikipedia

Dopo il pranzo, sarà la volta della Madrasa Kukeldash, costruita nel XVI secolo, durante il regno di Abdullah II, conosciuto come “Kukeldash”.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

Nota: durante le escursioni i turisti potranno partecipare alle festività locali di Navruz e assistere a concerti folkloristici in città, quando disponibili.

3°GIORNO – Tashkent – Khiva

Dopo la colazione in hotel, trasferimento all’aeroporto locale per il volo a Urgench. All’arrivo, trasferimento a Khiva. La giornata è interamente dedicata alla visita di Khiva.

Pranzo in ristorante.

La parte antica della città (che è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’Umanità” nel 1991) si chiama Ichan Kala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte. Uzbekistan: Khiva | Evaneos

La più importante è quella occidentale, detta Ata Darvoza. Oltre al pranzo in ristorante, visiteremo il Minareto di Kaltaminar, risalente al diciannovesimo secolo e caratterizzato da una struttura con diverse decorazioni in ceramica azzurra e verde, che sono tipiche dell’architettura islamica in Asia centrale.

Kalta Minor Minaret, Khiva, Uzbekistan

Ci sposteremo poi verso la Madrasa Mohammed Amin Khan; all’interno della madrasa, troveremo cortili interni circondati da camere degli studenti e spazi per la preghiera. Come molte madrase islamiche, la Madrasa Mohammed Amin Khan era un centro di insegnamento religioso e culturale, dove gli studenti studiavano il Corano, la teologia e altre materie. Sarà poi il turno della cittadella fortificata di Kunya Ark, circondata da spesse mura fortificate ed è caratterizzata da una combinazione di architettura difensiva e residenziale. Ci sono stanze per la famiglia reale, sale del trono, stanze per le udienze, prigioni e persino un harem. Vedremo anche il mausoleo dedicato a Pahlavon Mahmud, una figura leggendaria dell’Uzbekistan e un importante santo islamico. Pahlavon Mahmud è stato un poeta, filosofo e lottatore eccezionale ed è molto rispettato nel mondo islamico.

La Madrasa Islam Khodja è notevole per la sua maestosa architettura islamica e la sua storia. È stata costruita nel XIX secolo e presenta una facciata elaborata con motivi in ceramica azzurra e decorazioni tradizionali. L’edificio serviva in origine come scuola islamica e come luogo di insegnamento religioso e culturale. Termineremo la giornata con la visita al Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Palazzo di Pietra” in uzbeco: situato all’interno del complesso storico dell’Ichon-Qala, la città vecchia di Khiva, che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la struttura presenta una serie di cortili interni, camere decorate con affreschi, archi a volta e decorazioni in ceramica tipiche.

Tour Uzbekistan: I sette colori dell'Arcobaleno | Evaneos

Cena e pernottamento in hotel.

Khiva Uzbekistan: cosa vedere, dove si trova e quando andare

4°GIORNO: Khiva – Bukhara

Colazione in albergo e da Khiva ci sposteremo verso Bukhara attraverso il deserto del Kyzylkum. Arrivo in serata a Bukhara in serata e sistemazione in hotel. Cena in ristorante locale e pernottamento.

Tripadvisor | Gita di un giorno alla fortezza privata di Ayaz Kala e Toprak Kala da Khiva fornito da Oson Booking | Uzbekistan

le Cittadelle del deserto – Ayaz Kala, importante sito archeologico nel deserto del Karakum, Uzbekistan, famoso per le sue antiche fortezze costruite tra il IV secolo a.C. e il VII secolo d.C, e Toprak Kala, altro significativo sito noto le rovine di un’antica cittadella e insediamento, risalenti al periodo dell’Impero Khorezmiano.

Visiteremo le cittadelle del deserto e ci fermeremo sulla strada per vedere la vista panoramica del fiume Amu Darya, che renderà il nostro trasferimento uno dei momenti salienti del tuo viaggio in Uzbekistan.

Faremo un passaggio attraverso gli  imponenti fortezze della regione di Khorezm (Corasmia). Pranzo e poi visiteremo quella che riteniamo essere la più suggestiva e interessante delle fortezze: Ayaz Kala appunto, che si sviluppa su tre livelli e che raggiungiamo dopo poco più di un’ora di viaggio. Il percorso attraversa campi coltivati a cotone e ortaggi. La fortezza si trova al margine del deserto Kyzilkum.

Dopo queste splendide visite, proseguiremo il nostro viaggio verso Bukhara. Pranzo lungo il percorso.

Cosa fare a Bukhara in Uzbekistan, città sulla Via della Seta

Cena e pernottamento in albergo.

Festival di Nowruz

5°GIORNO: Bukhara

Dopo la colazione la giornata dedicata alla visita di Bukhara. “Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”. La nostra visita alla città includerà il Mausoleo di Chashmai Ayub, importate luogo sacro per i musulmani e punto di riferimento per i visitatori che desiderano esplorare la storia e la cultura di Bukhara, il Mausoleo di Ismail Samani, capolavoro dell’architettura islamica ed uno dei siti storici più importanti del Paese, per poi spostarci verso il Minareto Kalon, imponente ed elegante, è uno dei monumenti simbolo di Bukhara, originariamente usato per la chiamata alla preghiera.

Bukhara, città oasi sulla via della seta - Central Asia Guide

 

Cosa vedere a Bukhara | Blog Viaggi Uzbekistan

Esploreremo la Fortezza Ark, cittadella al cui interno troveremo una serie di edifici storici, tra cui palazzi, cortili, stanze di rappresentanza, e prigioni.

Ark | Bukhara, Uzbekistan | Attractions - Lonely Planet

Ci dirigeremo verso il Complesso di Poi Kalyan dove scopriremo la Moschea di Kalyan, la Madrasa Mir-i-Arab ed il Minareto di Kalyan.

Pranzo in ristorante.

Po-i-Kalyan - Wikipedia

Ci sarà ancora il tempo per il Mausoleo di Samanidi, il Chor-Minor – il cui tratto distintivo è la sua cupola, sotto la quale ci sono quattro torri più piccole – per poi giungere nella famosa piazza di Lyabi-Hazu, dedicata da sempre ai mercati.CHOR-MINOR: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2023) - Tripadvisor

Cena e pernottamento in hotel.

Infine, assisteremo ad uno spettacolo floristico nella Madrasa di Nadir Devanbeghi.

Cena e pernottamento in albergo.

 

6°GIORNO: Bukhara – Samarcanda

Dopo la colazione, visita a Sitorai Mokhi Khosa, palazzo estivo degli emiri di Bukhara, costruito nel 1911 per l’ultimo emiro Alim Khan. Al termine, partenza per la mitica Samarcanda.

Pranzo in ristorante.

Visita Samarcanda: scopri il meglio di Samarcanda, Samarcanda, nel 2023 | Viaggia con Expedia

All’arrivo, sistemazione in albergo. Visita poi a una casa locale per partecipare a una masterclass di cucina tradizionale uzbeka durante la quale si preparerà il Plov, il “re” della cucina Uzbeka.

Dopo cena, passeggiata serale nella splendida Piazza Registan con illuminazione notturna.

Nota: durante le escursioni i turisti potranno partecipare alle festività locali di Navruz e assistere a concerti folkloristici in città, quando disponibili.

7°GIORNO: Samarcanda

Colazione in hotel e poi visita di questa straordinaria città.

Visiteremo il Mausoleo Gur-Emir, che ospita la tomba del Grande Tamerlano, e la piazza Registan, “La Piazza di Sabbia”, conosciuta come “La Perla dell’Asia Centrale” e nota per essere una delle piazze più belle del mondo, oltre che simbolo della città. Storicamente, la piazza era luogo di incontri pubblici, fiere e esecuzioni durante il periodo timuride.

Samarcanda: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Nella piazza di trovano le Madrasa Ulugh bek, Sher-dor e Tilya-kori. Ulugh Beg è nota per la sua elegante architettura, Sher-Dor presenta torri e rappresentazioni di tigri, mentre Tilya-Kori si distingue per i dettagli d’oro. Il Registan è un’iconica testimonianza dell’architettura islamica e della storia dell’Uzbekistan, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Samarcanda: cosa vedere e quando andare - Idee di viaggio - The Wom Travel

Visiteremo l’Osservatorio Ulugbek, il più grande osservatorio dell’Asia Centrale, costruito nel 1420 dal nipote di Tamerlano.

Pranzo in ristorante.

Sarà poi la volta del Museo Afrasiab, noto per la sua collezione di reperti archeologici, tra cui oggetti provenienti dal sito archeologico di Afrasiab, che è un’antica città situata nelle vicinanze di Samarcanda.

Samarcanda cosa vedere e fare | Guida completa di viaggio

Ci dirigeremo poi al Complesso Shah-i-Zinda, la cui caratteristica più sorprendente  è l’architettura delle facciate dei mausolei, decorate con piastrelle smaltate azzurre, turchesi e verdi, creando un effetto caleidoscopico di colori e disegni. Shah-i-Zinda significa “vivente reale” in persiano. Il complesso è noto per essere un importante sito di sepoltura, contenente le tombe di membri della dinastia di Tamerlano e di altri personaggi storici e religiosi.

Shah-i Zinda | World Heritage Journeys of Europe

Ci inoltreremo poi nello Siyab, il bazar più famoso ed importante di Samarcanda, per poi giungere alla Moschea Hazrat Khizr, costruita nell’ottavo secolo.

Cena e pernottamento in albergo

 

8°GIORNO: Samarcanda – Tashkent

Dopo la colazione, visita al Bazar Siyab, il bazar più famoso e importante a Samarcanda e alla Moschea Bibi-Khanum, costruita nel 1400 e dedicata alla moglie di Tamerlano; con un’architettura timuride impressionante, presenta una grande cupola a medaglione, portali elaborati e dettagliate decorazioni. In passato, era una delle più grandi moschee islamiche. Nel corso dei secoli, ha subito danni e restauri.

cosa vedere a Tashkent - laprofconlavaligia

Dopo le visite, trasferimento alla stazione ferroviaria per prendere il treno veloce Afrosiyab con partenza verso la capitale Tashkent. Pranzo in ristorante.

All’arrivo trasferimento e sistemazione al hotel.

Cena e pernottamento in hotel.

 

9°GIORNO: Tashkent – Italia

Dopo la colazione, trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo in partenza per l’Italia. Arrivo in Italia e fine dei nostri servizi.

 

La quota comprende:

  • Voli internazionali di linea in classe economica con bagaglio da stiva franchigia 20 Kg e bagaglio a mano
  • Volo interno
  • Sistemazione in hotel 4 stelle
  • Pasti come da programma
  • Trasferimenti con automezzi privati con A/C
  • Guida professionale parlante italiano
  • Visite ed escursioni come da programma
  • Ingressi a siti e musei come da programma
  • Biglietti del treno veloce Samarcanda – Tashkent
  • Spettacolo folkloristico a Bukhara
  • Acqua minerale, 1 litro al giorno
  • Assicurazione medico, bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO CHE COPRE INTERO VALORE DEL COSTO
  • Iva di legge

 

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali (circa €380,00 per persona)
  • Mance alla guida e autista
  • Bevande
  • Extra personali
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”

 




Aurora Boreale alle Isole Lofoten e Vesterålen Marzo 2026

7 giorni alle Isole Lofoten in inverno per ammirare l’aurora boreale.

Le isole Lofoten, situate al di sopra del Circolo Polare Artico in Norvegia, offrono uno spettacolo mozzafiato in ogni periodo dell’annoDurante l’inverno, però, queste isole si trasformano in un paradiso incantato, con i loro paesaggi innevati che creano una tela perfetta per la magica aurora boreale.

L’aurora boreale, con i colori intensi, illumina il cielo offrendo uno spettacolo unico e irripetibile. Gli abitanti locali, abituati a questo fenomeno, continuano le loro attività quotidiane, mentre i turisti si avventurano in escursioni notturne per catturare questo incredibile e raro spettacolo naturale, anche se nel 2024 si prevede un’intensa attività solare, e quindi una maggiore possibilità di ammirare questo splendido gioco di luci.

Oltre a questo meraviglioso fenomeno, però, le cose da fare non mancano: le Lofoten offrono esperienze come lo sci, il trekking sulla neve e le rilassanti ciaspolate per godere di viste straordinarie.

Queste isole sono un luogo di serenità e avventura, dove la natura invernale mostra la sua bellezza più selvaggia e incontaminata.

Le isole Lofoten sono puntellate da scorci meravigliosi e da alture da cui poter ammirare lo spettacolo più bello che la natura possa offrire: l’aurora boreale. Scopri la nostra proposta di itinerario in inverno.

Ghiaccio e villaggi colorati

Dopo un lungo e avventuroso viaggio, eccoti finalmente arrivato a Svolværil cuore pulsante delle isole Lofoten che, con il suo caratteristico paesaggio di montagne imponenti che si specchiano in acque gelide cristalline, ti accoglie in un abbraccio di tranquillità e bellezza naturale. Questa cittadina, nota per il suo vibrante porto e le pittoresche case dei pescatori, rappresenta il luogo ideale per iniziare il viaggio.

Perditi tra le meraviglie delle Lofoten, ammira panorami mozzafiato e vivi nuove esperienze, come fare?

Kabelvåg che con le sue tradizionali case in legno colorate e le stradine acciottolate, si trasforma in un pittoresco villaggio. Poco distante, a Storvågan, ti attende il Lofoten Aquarium che offre una finestra sull’incredibile biodiversità marina del Nord Atlantico, mentre il Lofoten Museum racconta la ricca storia della pesca.

Henningsvær, spesso descritto come la “Venezia del Nord”. Questo villaggio di pescatori, disseminato su piccole isole collegate da ponti, è famoso per il suo paesaggio pittoresco e le incredibili aurore boreali.  Di notte diventa un luogo privilegiato per osservare l’aurora boreale, grazie al suo cielo notturno chiaro e privo di inquinamento luminoso.

Viaggio alle Lofoten,nell’arcipelago norvegese. L’economia dipende interamente dalla pesca. E i bambini fanno pratica fin da piccoli: dopo i 7 anni tutti nel doposcuola, si esercitano nelle fishing factory.  l’attività principale è la pesca del merluzzo, e i bambini cominciano già molto piccoli a prendere familiarità con questa tradizione: dai 7 anni in su, dopo la scuola, vanno a fare pratica in una delle fishing factory dell’isola nel taglio delle lingue del merluzzo, che sulle isole si mangiano impanate e fritte nel burro. Il lavoro è ben retribuito, e molti giovani continuano fino al momento di andare a studiare all’università altrove, per mettere da parte qualche risparmio. Le perplessità circa la precocità delle nuove reclute o la pericolosità degli strumenti impiegati vengono accolte con sguardi in cui filtra forse una leggera superiorità – gli abitanti delle Lofoten non crescono certo cocchi di mamma, sembrano implicare.

1° Giorno – Roma – Evenes – Harstad

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto di Roma Fiumicino,o altre citta’,  e disbrigo delle formalità aeroportuali. Imbarco sul volo per Evenes (con scalo). All’arrivo incontro con la guida accompagnatore in loco,in lingua italiana,che restera’ con il gruppo per tutto il periodo,e  trasferimento ad Harstad.

Harstad, cosa visitare?

Situata su una collina all’estremità settentrionale di Hinnøya, Harstad è la cittadina più grande della zona e tecnicamente rientra nella contea di Troms. È un piccolo centro industriale e militarizzato, pieno di moli, cisterne e magazzini, che, in netto contrasto con i rilassati villaggi più a sud che vivono di pesca e turismo, trasmette una certa carica di energia.

Cena in hotel e pernottamento.

Possibilita’ di uscire in autonomia per poter ammirare eventuale apparizione aurora boreale.

Guide to Harstad ▷ Top 10 Things to Do and General Information

2° Giorno – Harstad – Svolvaer – Trollfjord, Svolvaer

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata a un tour panoramico lungo l’arcipelago delle Lofoten. L’arcipelago si trova al di sopra del circolo polare artico, difronte alle coste della Norvegia settentrionale. Le isole, che hanno una superficie complessiva di circa 1250 km quadrati, vantano di un clima speciale grazie alla calda Corrente del Golfo, con temperature molto più miti rispetto all’Alaska e la Groenlandia che si trovano sulla stessa latitudine.  In tarda mattinata, arrivo a Svolvaer.

Tour panoramico privato di un'intera giornata da Svolvær a Å 2025 - Svolvaer

Situata nella contea di Nordland, insieme alla città di Leknes, è uno dei centri urbani più densamente popolati e conta meno di 5.000 abitanti. Svolvær si trova sulla costa sud di Austvågøy, una delle isole maggiori dell’arcipelago. La regione è caratterizzata da un ambiente naturale unico al mondo: la città si affaccia infatti sul Mar di Norvegia ed è protetta a nord dalle montagne.

Higravstinden (Austvågøy) Essential Tips and Information

Questa felice posizione garantisce alla città di Svolvær temperature più miti rispetto alle altre località, ma precipitazioni più abbondanti. Si tratta di una cittadina tra le più antiche del Nord Europa.

Partenza per la tradizionale pesca invernate, un’avventura dalle radici profonde nella storia. Ogni anno il merluzzo migratore proveniente dal Mare di Barents, ritorna alle Lofoten per riprodursi: un fenomeno che da secoli rappresenta la linfa vitale della regione, sin dall’epoca dei Vichinghi.

Tra la fine di maggio e la metà di luglio a questa latitudine si può ammirare il sole di mezzanotte, ma è all’inizio dell’inverno, quando regna la notte artica, che comincia la stagione della pesca allo skrei, destinata a durare fino ad aprile – quando, invece, già alle 6 la luce radente sfiora le case dei pescatori e i cumuli di neve. Lo Skrei è un merluzzo stagionale: il suo nome scientifico è Gadus morhua e proviene dalla riserva di merluzzo dell’Artico Nordorientale.
Quando raggiunge la maturità – a circa 5 anni di età – trascorre i mesi invernali migrando verso la costa settentrionale della Norvegia per riprodursi e al suo arrivo in prossimità della costa prende il nome di Skrei, che viene dalla parola norrena “skrida” e significa “migrare” o “girovagare”. Il periodo della pesca coincide quindi con un meteo inclemente. Le imbarcazioni al largo sul mare color cobalto oscillano come prese a spallate dalle onde.

 

Nelle isole Lofoten, dove tutto gira intorno al merluzzo: storia d'amore e dipendenza - la Repubblica

La chiglia della nave scompare e riappare mentre l’acqua schiuma e gli uomini sollevano le reti in cui i pesci si dibattono.  Una volta a bordo della nave ai pesci tocca subito la sorte dei nobili durante la Rivoluzione Francese: via la testa. Il resto del procedimento avviene sulla terraferma: eviscerati, puliti e poi legati a coppie di due per la coda – un’operazione chiamata sperring – vengono poi stesi ad essiccare per alcuni mesi – 3 o 4, a seconda della temperatura e della forza del vento – su impalcature di legno che sono la caratteristica più riconoscibile del paesaggio locale.

Gli italiani amano il baccalà norvegese - Pesceinrete

Una volta essicato, il merluzzo è virtualmente eterno: i vichinghi lo utilizzavano come nutrimento nei loro viaggi in giro per il mondo, da cui riportavano spezie esotiche, tessuti e altri beni in Norvegia. Era cibo, sì, ma anche moneta di scambio.Rientro a Svolvær, cena e pernottamento in hotel.

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

6 giorni alle Isole Lofoten in inverno per ammirare l'aurora boreale - Viaggi di Alegio

3° Giorno – Svolvaer – A I Lofoten – Svolvaer

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita delle Lofoten a Sud di Svolvaer.

Partenza in pulmann verso Sud per raggiungere Å.

Å i Lofoten Norvegia: il paese con il nome più corto del mondo - The Wom Travel

Durante il percorso, soste fotografiche e fermate in alcune località caratteristiche come Henningsvaer, la Venezia delle Lofoten.

Henningsvær, un villaggio di pescatori composto da diverse piccole isole nell'arcipelago delle Lofoten, Nordland, Norvegia. : r/MostBeautiful

Fino al 1981, questo villaggio era raggiungibile esclusivamente via mare, ecco perchè è riuscito a mantenersi inalterato nel tempo con una straordinaria collezione di architettura storica che ne ha fatto conservare intatto il fascino. Il soprannome è dovuto alle tipiche casette in palafitta che i norvegesi chiamano Roubuer. Si tratta di capanne in legno dai colore vivaci che un tempo ospitavano i pescatori a caccia di merluzzi e che oggi si sono in parte trasformate in alloggi per turisti.

Å, in lingua locale significa “piccolo fiume” ma non è l’unico posto della Norvegia a chiamarsi così, in tutto il Paese ci sono almeno altri sette villaggi di nome Å. E’ per questo la località nella municipalità di Moskenes viene spesso indicata come Å i Lofoten. Il paesino è abitato da 150 persone.  Tra le curiosità legate al nome c’è da evidenziare che Å è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese ed è anche l’ultima città delle Lofoten raggiungibile seguendo la Strada Europea E10. È una sorta di museo vivente, un villaggio di pescatori perfettamente conservato con una fila di Rorbuer rosse sul lungomare, essiccatoi per il merluzzo e vedute da cartolina praticamente dietro ogni curva. Il paese ha qualcosa di feudale, diviso com’è tra due famiglie, e oggi vive soprattutto di turismo, anche se un tempo era un importante porto di pesca (fino alla seconda guerra mondiale vi venivano essiccati più di 700.000 merluzzi).

Å and Lofoten islands archipelago | Mustseespots.com

Pranzo libero in corso di visite. Nel pomeriggio, rientro in albergo a Svolvaer, cena e pernottamento.

Qual è il periodo migliore per vedere l'aurora boreale nelle Lofoten? - Svinøya Rorbuer

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

4° Giorno – Svolvaer – Sortland

Prima colazione in hotel. Al mattino, partenza per Sortland. Visita di Nyksund, un pittoresco villaggio di percatori nelle Vesteralan, un tempo abbandonato e oggi rinato grazie ad artisti e viaggiatori. Offre un’atmosfera autentica e creativa, con piccole pensioni, ristoranti e gallerie d’arte.

Il villaggio ai confini del mondo dove il tempo si è fermato,ha una storia affascinante e travagliata, oggi è un luogo autentico e vivace.

C’è un luogo genuino e autentico e per visitarlo bisogna raggiungere i confini del mondo. Le case colorate, i colori intensi, il freddo pungente e la natura più selvaggia, rendono questo villaggio un posto dal fascino segreto, per pochi, per i coraggiosi. E non stupisce, infatti, che a causa di eventi sfortunati sia stato abbandonato in passato, così come non stupisce il fatto che da tempo sia stato riscoperto e abitato.

Benvenuti a Nyksund, un piccolo centro abitato (a quanto pare ci vivono circa 60 persone durante l’estate, che calano nel periodo invernale) in Norvegia.

Siamo nell’arcipelago Vesterålen, sopra il circolo polare artico, un luogo affascinate che è stato capace di rinascere e dove il tempo sembra proprio essersi fermato, cristallizzato a un eterno passato nell’aspetto, genuino e autentico, ma dove vi è una fervente comunità che lo ha saputo riportare in vita e tenere al passo con le esigenze più moderne.

Nyksund, il villaggio ai confini del mondo che è tornato a vivere

ll villaggio di Nyksund oggi è un luogo pieno di vita: ci sono ristoranti, gallerie d’arte, spazi dove poter lavorare (immaginatevi di scegliere questo villaggio come tappa di una vita da nomadi digitali), il tutto incastonato in panorami che tolgono il fiato. Perché qui la natura ha un fascino tutto suo e si è davvero ai confini del mondo, tra cieli che restano impressi a lungoe i tanti colori che colmano gli occhi come farebbe un caleidoscopio perfetto.

Ammirare questo villaggio, assaporarlo in maniera totale, permette di fare un vero e proprio salto nel passato grazie all’importante lavoro di rinascita del luogo che è stato portato avanti per tanti anni.

Nyksund è un luogo genuino, che è stato riportato in vita e oggi è una meta imperdibile per chi cerca un villaggio ai confini del mondo, non solo un luogo dove il tempo si è fermato, ma un posto che è rinato e oggi è più vivo che mai.

Andenes: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Arrivo a Sortland e sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Alfredo Costanzo ¦ FINE ART PHOTOGRAPHY

In serata uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

Sortland - The Hidden North

5° Giorno – Sortland –  Isole Vesterålen – Andenes

Prima colazione in hotel. Al mattino partenza verso le isole Vesterålen, situate al Nord delle isole Lofoten.

Viaggio in Norvegia, isole Lofoten e Vesteralen

Attraverseremo ancora una volta scenari magnifici, tra le alte vette che si tuffano nel mare, sulle cui rive scopriremo a volte delle magnifiche distese di sabbia bianca, come nella magnifica spiaggia di Bleik.

Arrivo ad Andenes, situata sull’arcipelago di Vesterålen, è la base di partenza ideale per i tour di avvistamento delle balene. Andenes si affaccia sul mare proprio nel punto in cui l’Andifjorden si tuffa nel Mare di Norvegia. In questa zona, proliferano tutto l’anno diversi esemplarli di cetacei, dai capodogli alle orche, che accorrono in massa per cibarsi dei banchi di aringhe.

Partecipazione ad un safari di avvistamento di balene (facoltativo)

Summer Whale Watching Safari from Andenes in Vesterålen | Manawa

WHALE2SEA WHALESAFARI ANDENES: Tutto quello che c'è da sapere

Pranzo libero in corso di visite. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

AURORA BOREALE A TROMSØ E LE ISOLE LOFOTEN - Mondo in Valigia

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

6° Giorno – Andenes – Harstad

Prima colazione in hotel. Al mattino, partenza per Harstad attraversando splendidi paesaggi.

Arrivo e pranzo libero.

LUCI DELL'ARTICO: HARSTAD E ISOLE LOFOTEN - Le Vie del Nord

Nel pomeriggio, passeggiata nel  centro della città.

Partenza per Evenes. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Dopo cena ancora un uscita per cercare aurora boreale.

7° Giorno  – Harstadt – Evenes – Roma

Trasferimento in tempo utile all’aeroporto di Evenes per il volo di rientro in Italia.

 

La quota comprende:

  • Voli di linea Roma – Evenes andata e ritorno in classe economica,bagaglio a mano peso e misure consentite
  • Trasferimenti e tour in pullman privato
  • Sistemazione in hotel, in camere doppie standard con servizi privati
  • 6 cene in hotel con menù a 3 portate oppure a buffet
  • 6 prime colazioni in hotel.
  • Visite ed escursioni
  • Guida parlante italiano per tutto il tour
  • Traghetto Flesnes – Refsnes
  • Assicurazione medica e ANNULLAMENTO AL VIAGGIO

La quota non comprende

  • Tasse aeroportuali pari a 120,00
  • Tour in gommone nel Trollfjord facoltativo
  • Safari di avvistamento balene ad Andenes facoltativo (da prenotare per tempo)
  • Bagaglio da stiva
  • Mance
  • extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”

 

 

Alberghi previsti o similari.

Harstad: Quality Harstad

Svolvaer: Scandic Svolvaer

Sortland: Scandic Sortland

Andenes: Thon Partner hotel Andrikken

Harstad: Thon hotel Harstad

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 

 

Documenti per l’espatrio:

  • Pur non aderendo all’UE, dal 2001 la Norvegia fa parte dei Paesi dell’area Schengen.  I documenti di viaggio e di riconoscimento accettati sono il passaporto oppure la carta d’identità valida per l’espatrio, che devono essere validi per tutto il periodo di permanenza nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario.

 




CAPODANNO MALDIVE

                    Capodanno alle

MALDIVE:

Un sogno di coralli, sabbia e avventure…

La meta ideale per chi desidera una vacanza da sogno su spiagge incantevoli di sabbia chiara e finissima e mare cristallino, ma anche tramonti, paesaggi e sorrisi degli abitanti. Se ci sono posti al mondo che regalano al viaggiatore un’esperienza emozionante, di pace e benessere, uno è senza dubbio questo…. Gli scenari di fronte ai quali ti troverai, ancora prima di atterrare, guardando fuori dal finestrino dell’aereo, ti lasceranno senza fiato… Gli atolli dalle forme tondeggianti o allungate e ricoperte di vegetazione sono circondate dall’oceano e le sue mille sfumature, dal turchese al blu intenso ti faranno innamorare..

Vista delle isole delle maldive dal finestrino dell'aereo ...

Spiagge bianchissime, mare cristallino, pesci e coralli multicolori, meravigliose strutture ricettive. Le Maldive, arcipelago di circa 1.200 isole di cui soltanto circa 200 abitate, bagnate dall’Oceano Indiano, a sud-ovest dello Sri Lanka, sono davvero uno dei paradisi tropicali più ricercati da chi sogna una vacanza di mare, sole e relax. Impossibile dire quale sia l’isola più bella: il paesaggio da sogno si trova un po’ dappertutto

Chi decide di fare un viaggio alle Maldive lo fa anche, e soprattutto, per la sua barriera corallina, senza dubbio la più bella del mondo. Gli atolli si compongono di coralli di ogni forma e colore (nero, verde, rosso).

Tra le 1190 isole (in 26 atolli) che costituiscono l’arcipelago solo una piccola parte è abitata e si divide tra quelle occupate da resort e isole dei locali.
Qui la popolazione Maldiviana conduce una vita umile, pacifica e riservata, dedicandosi alla pesca e alla lavorazione dei materiali derivati dalle palme da cocco come principali attività di sostentamento.
Se fino a qualche anno fa le isole di pescatori venivano visitate dai turisti solo grazie a escursioni giornaliere, ora è possibile viverle a 360° scegliendo di soggiornarvi grazie a intime e graziose strutture alberghiere.

Le strade sono generalmente strette e non asfaltate e le case piccole e coloratissime.
Qui i bambini giocano a pallavolo (lo sport nazionale maldiviano), le donne sono impegnate nell’intreccio delle foglie di palmamentre gli uomini si dedicano alla pesca sui dhoni (le imbarcazioni tipiche).

Sull’isola si trovano un paio di locali tipici dove godersi la cucina e l’ospitalità maldiviana: si tratta del punto di partenza ideale per avventurarsi in attività di snorkeling, pesca diurna e notturna, immersioni ed escursioni su isole deserte.

Quest isola, è oggi una meta amata dai turisti che vogliono godere della meravigliosa natura maldiviana senza essere confinati nei resort di lusso.
Viaggiatori che desiderano scoprire il lato autentico delle Maldive, tuffarsi nelle sue acque turchesi e immergersi totalmente nell’atmosfera tradizionale di queste isole senza rinunciare a relax e benessere.

Attività e avventure inserite nel pacchetto:

Spesso si associano le Maldive a un’esperienza di totale relax, ma il passo che lo separa dall’ozio è breve!
Per noi è importantissimo che gli ospiti si rilassino e si godano le tanto attese vacanze, ma crediamo che un viaggio dall’altra parte del mondo meriti di essere vissuto appieno: per questo organizziamo attività adatte a ogni esigenza, sfruttabili sia da chi è partito in solitaria, che da coppie e famiglie.

In questo viaggio sono programmate per voi uscite di pesca, nuoto con gli squali nutrice, snorkeling per ammirare il coral reef, escursioni su isole deserte e lingue di sabbia con pranzo in loco, cene tipiche maldiviane… Ce n’è per tutti i gusti!

Snorkeling nella barriera corallina

Lo snorkeling è una delle attività più comuni in tutte le zone tropicali. Si tratta di una tecnica di osservazione del fondale che consiste nell’indossare maschera, boccaglio e pinne, e nuotare a pelo dell’acqua con il viso rivolto verso il basso. Non vi preoccupate, lo snorkeling è facile e alla portata di tutti.
Un’esperienza magica che consente di cogliere i colori e le mille sfumature della vita nella barriera corallina maldiviana: rimarrete a bocca aperta davanti a pesci di tutti i colori e dimensioni, tartarughe, mante, aquile di mare.

Escursione su lingua di sabbia

Da qualsiasi punto si osservi l’orizzonte alle Maldive, ciò che si coglierà è il blu sconfinato dell’Oceano, interrotto solo ogni tanto dal bianco candido delle lingue di sabbia. Queste ultime non sono altro che superfici sabbiose che a seconda della marea restano emerse oppure finiscono sotto il livello dell’acqua. Ci piace offrire agli ospiti l’opportunità di vivere un’esperienza incredibile: raggiungere le lingue di sabbia a bordo delle nostre imbarcazioni e godersi il pranzo nel bel mezzo dell’Oceano. Allestiremo per voi una tavolata, imbandita con piatti di pesce cucinati sul momento.

Escursione su isola deserta

Hai mai pensato a come sarebbe ritrovarti su un’isola deserta? Le Maldive sono costituite da 1190 isolette (in 26 atolli), di cui solo una parte abitate e occupate dall’uomo. Tutte le altre sono piccoli paradisi incontaminati, dove la natura cresce rigogliosa secondo i propri ritmi, e il tempo cessa di esistere.
Durante il vostro soggiorno alle Maldive avrete l’opportunità di raggiungere le isole deserte tramite le nostre escursioni in barca. Attraccheremo sulle loro spiagge affinché possiate respirare appieno quest’atmosfera rilassante e mistica, pranzeremo in loco coi piedi in acqua e faremo lunghi bagni nel mare più bello del mondo.

Nuoto con squali nutrice

Ti affascina l’idea di nuotare con gli squali? Alle Maldive puoi farlo! Una delle nostre attività più gettonate è il nuoto con gli squali nutrice. Si tratta di pesci dalla forma molto simile a un pescegatto, con grandi pinne dorsali e una lunghezza che può raggiungere i 2 metri.
Questi esemplari possono sembrare feroci ma in realtà non sono per nulla attratti dall’essere umano: lo considerano un amico piuttosto che una preda. La giocosità degli squali nutrice consente di immergerci al loro fianco e godere della loro presenza mentre li osserviamo in tutta tranquillità.

Pesca Notturna con tecnica maldiviana

La pesca è la principale attività di sostentamento per gli abitanti delle Maldive. Sarebbe un peccato terminare il soggiorno senza aver provato almeno una volta l’ebbrezza di una battuta di pesca così come la intendono i locali, a bordo di un Dhoni – l’imbarcazione tipica delle Maldive. Per questo organizziamo uscite di pesca al bolentino, il metodo tradizionalmente più utilizzato che impiega strumenti davvero semplici, con la cornice del tramonto maldiviano. Un’esperienza a cui possono partecipare tutti, adulti e piccini, non solo per imparare cose nuove, ma per godere del meraviglioso cielo stellato direttamente dall’Oceano Indiano.

Dhoni Tradizionale Barca Nelle Maldive - Fotografie stock e altre immagini di Isole Maldive - Isole Maldive, Dhoni, Mezzo di trasporto marittimo - iStock

 

Sono previsti voli da tutta Italia

1°GIORNO: ROMA

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e operazioni imbarco volo diretto a Male,con scalo.

Pasti e pernottamento a bordo.

2°GIORNO:  MALE’ – ISOLA KEYDHOO

Arrivo all’aeroporto Internazionale di Male’, incontro con un nostro incaricato e  trasferimento in barca veloce  all ‘isola dove è situata la guest house.

La Guesthouse, tradotta in italiano “casa per gli ospiti”, è una struttura adibita al ricevimento dei viaggiatori, che comprende camere con bagno privato e aree condivise per gli ospiti (ristorante, reception e area relax). Sulla cosiddetta “isola di pescatori”  è situata la vostra sistemazione ,tra le abitazioni maldiviane che conducono la loro vita in maniera umile e riservata dedicandosi prevalentemente alla pesca come attività di sostentamento.

Drink di benvenuto, check-in e sistemazione nelle camere.

Il viaggio prevede un soggiorno all inclusive, per assaporare la vera cultura maldiviana ed ogni giorno godere di un’escursione diversa in luoghi paradisiaci nei dintorni dell’atollo . È un’esperienza di viaggio autentica, genuina e dinamica che permette la conoscenza del popolo maldiviano, ben lontano dallo stile dei lussuosi resorts.

Relax in spiaggia al tramonto.

Una giornata a Keyodhoo (Maldive) dall'alba al tramonto | Traveltik: the blog!

Cena e pernottamento.

3° GIORNO: 

Colazione servita e partenza alla scoperta dei luoghi più belli nei dintorni dell’atollo. La navigazione avverrà in Dhoni, una tipica barca maldiviana dotata di posti a sedili interni, tetto in legno e terrazza superiore per prendere il sole. Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax e per scattare numerose foto!

Dhoni - Wikipedia

Pranzo caldo servito in spiaggia preparato al momento, con tavoli ombrelloni e sedie. Tempo libero dopo pranzo. Rientro sull’isola nel pomeriggio. Dopo l’escursione si potrà andare in spiaggia per il tramonto .

keyodhoo Archivi - ALL YOU NEED IS PASSPORT

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

4° GIORNO: 

Colazione servita e partenza per lo snorkeling alla barriera corallina , famosa per la grande quantità di pesci, tartarughe e coralli e snorkeling con gli squali nutrice.

Veleggiando tra isole da sogno in catamarano

Dopo l’escursione rientro nella struttura per il pranzo. Pomeriggio libero per mare e relax!

 

 

Cari Ospiti, è compresa anche una serata di Capodanno magica, tra eleganza, tradizione maldiviana e suggestioni sotto le stelle.

Ore 19:30 – Aperitivo di benvenuto
Vi accoglieremo con frutta tropicale fresca e un drink di benvenuto.
Dress code: elegante ma… rigorosamente a piedi nudi sulla sabbia.
L’atmosfera sarà resa unica da luci soffuse e candele.

Ore 20:00 – Cena gourmet in riva al mare
Una cena esclusiva sulla spiaggia con tavoli elegantemente apparecchiati.
Il menù prevede piatti di pesce fresco e specialità maldiviane, con opzioni vegetariane e vegane disponibili.
La casa offrirà champagne analcolico per brindare insieme.

Gran finale con la torta di Capodanno.

Ore 21:30 – Spettacolo Bodu Beru
Lasciatevi trasportare dalle emozioni della musica e danza tradizionale maldiviana, con performance dal vivo di percussioni locali.

Capodanno alle Maldive | Iniziare con stile | Ascot Viaggi

Ore 23:00 – Discoteca sotto le stelle
Il nostro Beach Party vi farà ballare a piedi nudi sulla sabbia fino al nuovo anno.

Ore 00:00 – Countdown e brindisi di mezzanotte
Un momento speciale da condividere insieme per accogliere il 2026 in un luogo da sogno.

 

Capodanno alle Maldive | Iniziare con stile | Ascot Viaggi

 

Vigilia di Capodanno alle Maldive 2025-2026 - Rove.me

 

5° GIORNO: 

Colazione servita e partenza alla scoperta delle isole deserte, sempre navigando con l’imbarcazione tipica Dhoni!

Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax e per scattare numerose foto!

Le differenze dei soggiorni con Maldive Alternative | Traveltik: the blog!

IMMERSIONI E SNORKELING ALLE MALDIVE – Kia Ora Viaggi – Viaggi su misura

Pranzo caldo servito in spiaggia preparato al momento, con tavoli ombrelloni e sedi

Tempo libero dopo pranzo.

          Rientro sull’isola nel pomeriggio, e ci potremo godere un magnifico tramonto.

Tramonto Maldive -

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

6° GIORNO: 

Colazione servita e partenza per la visita e snorkeling al relitto semi sommerso.

Relitti di navi e resti di aerei nel mondo: 9 indirizzi da segnare - In viaggio con me

Dopo l’escursione rientro nella struttura per il pranzo. Pomeriggio libero per mare e relax!

Spiaggia dell'isola di keyodhoo - Foto di White Maakanaa Lodge, Keyodhoo Island - Tripadvisor

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

7° GIORNO: 

Colazione servita e giornata libera per godersi le meravigliose spiagge maldiviane.

Dalle 17:00 alle 20:00 escursione pesca al tramonto al bolentino.

Pesca a Huraa al tramonto - Prenota online su Civitatis.com

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

8° GIORNO: 

Colazione servita e partenza per l’escursione che ci permetterà di navigare tra le lingue di sabbia con l’imbarcazione tipica Dhoni. Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax.

Pesca alle Maldive - Organizza il tuo viaggio con Fly Maldive

Cosa fare alle Maldive: la lingua di sabbia, un'escursione da non perdere

Cena, e serata libera.

9° GIORNO: MALE’ – ROMA

Colazione e trasferimento in aeroporto per volo di rientro con scalo.
Volo di rientro internazionale per l’Italia,arrivo e fine dei servizi.

Fine dei servizi.

Note escursioni: (L’ ordine e la destinazione delle escursioni giornaliere verrà stabilito durante la settimana e verrà dettato dalle condizioni del mare e da quelle climatiche. In caso di mal tempo o mare mosso, che possa mettere a rischio la sicurezza di ogni ospite e dello staff, l’escursione giornaliera verrà annullata. Per alcuni ingressi alle isole deserte in alcuni periodi dell’anno è richiesto un pedaggio d’ingresso da 5 a 15 dollari per persona. Questi importi sono da considerarsi extra, non sono inclusi nel prezzo del pacchetto all-inclusive e andranno saldati sul momento.)

La quota comprende:

  • Voli intercontinentali : Roma – Malè e Malè – Roma (bagaglio 20 kg)
  • Incontro in aeroporto di Malè al vostro arrivo con un componente del nostro staff.
  • Trasferimenti da e per aeroporto in motoscafo privato, 90 minuti circa.
  • Drink di benvenuto e cena maldiviana.
  • Sistemazione in camera doppia, con bagno privato, climatizzata e ogni altro tipo di confort (free wifi!).
  • Pensione completa servita al ristorante, cucina tipica maldiviana e internazionale, bevande analcoliche incluse ai pasti.
  • Escursioni giornaliere verso le isole deserte e le lingue di sabbia su un’imbarcazione tipica maldiviana. È incluso il pranzo in ogni escursione full day, preparato sul momento e servito con tavoli, sedie e ombrelloni in riva al mare (in alcune isole deserte potrebbe essere richiesto un pedaggio d’ingresso da 5 a 20  dollari pp).
  • Attività di snorkeling intorno alle barriere coralline durante le escursioni.
  • Pesca tradizionale maldiviana al bolentino diurna o al tramonto.
  • Teli mare.
  • Assistenza in loco 24 ore su 24.
  • Assicurazione medica e bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO CHE COPRE INTERO VALORE SPESO
  • Kit da Viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali 540,00 soggette a riconferma
  • Tasse ingresso isole deserte tra 5 e 20 dollari da pagare in contanti in loco
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non menzionato ne  “La quota comprende”.

 

del venerdì perché è considerato giorno festivo!

Cari Ospiti, oltre alle escursioni è compresa anche una serata di Capodanno magica, tra eleganza, tradizione maldiviana e suggestioni sotto le stelle.

Ore 19:30 – Aperitivo di benvenuto
Vi accoglieremo con frutta tropicale fresca e un drink di benvenuto.
Dress code: elegante ma… rigorosamente a piedi nudi sulla sabbia.
L’atmosfera sarà resa unica da luci soffuse e candele.

Ore 20:00 – Cena gourmet in riva al mare
Una cena esclusiva sulla spiaggia con tavoli elegantemente apparecchiati.
Il menù prevede piatti di pesce fresco e specialità maldiviane, con opzioni vegetariane e vegane disponibili.
La casa offrirà champagne analcolico per brindare insieme.

Gran finale con la torta di Capodanno.

Ore 21:30 – Spettacolo Bodu Beru
Lasciatevi trasportare dalle emozioni della musica e danza tradizionale maldiviana, con performance dal vivo di percussioni locali.

Ore 23:00 – Discoteca sotto le stelle
Il nostro Beach Party vi farà ballare a piedi nudi sulla sabbia fino al nuovo anno.

Ore 00:00 – Countdown e brindisi di mezzanotte
Un momento speciale da condividere insieme per accogliere il 2026 in un luogo da sogno.

 

 

Informazione utili e consigli:

DOCUMENTI NECESSARI
È richiesto il passaporto elettronico con validità residua di almeno 6 mesi dal momento della partenza dall’Italia. Per soggiorni inferiori a 30 giorni non sarà necessario richiedere il visto anticipato, ma sarà rilasciato direttamente all’arrivo gratuitamente.

 

SCELTA DEI POSTI IN AEREO

La compagnia aerea,assegna i posti in modo casuale.Se si desidera avere dei posti specifici,per viaggiare magari insieme,bisogna fare pre assegnazione a pagamento,soggetta a disponibilita’.

La richiesta deve avvenire al momento della prenotazione.

DOGANA
In entrata è assolutamente vietato portare alcolici, droghe, materiale pornografico, carne di maiale, pubblicazioni religiose non islamiche.
In uscita è assolutamente vietato portare con sé conchiglie, sabbia e coralli.
Sono previste multe salate per i trasgressori alle regole.
LINGUA
La lingua ufficiale delle Maldive è il dhivehi.
VALUTA
La valuta delle Maldive è la Rufiyaa (Rufia maldiviana). Sulle isole locali vengono accettati anche euro e dollari americani. Non ci sono banche sull’isola e non è possibile effettuare pagamenti con carte di credito.
Consigliamo di recarsi all’ufficio cambio presso la zona arrivi e cambiare da Euro a Rufia
Maldiviana .
Sull’isola di Keyodhoo non si accettano monete della valuta euro, solo banconote e Dollari americani emessi dopo il 2016.

TELEFONO E INTERNET
Il prefisso telefonico internazionale delle Maldive è +960.
La struttura è dotata di Wi-Fi gratuito, si potrà comunicare con l’Italia tramite chiamate
WhatsApp, Messenger ecc.
È possibile acquistare una sim telefonica turistica in aeroporto cosi da avere una connessione internet durante tutto il soggiorno, anche durante le escursioni. Puo’ essere acquistata nei negozi Dhiraagu o Ooredoo presenti in aeroporto in zona arrivi. Il costo di una sim è di circa 50 USD per 17gb di internet per una settimana. E’ possibile pagare in dollari USD oppure con carta di credito.
Elettricità
Le prese di corrente alle Maldive sono diverse da quelle italiane, in tutte le camere della guesthouse sono presenti gli adattatori, non è necessario portarli da casa.
Religione
Ufficialmente il 100% della popolazione del paese è musulmano e pratica un islam esclusivamente sunnita.
Il ritmo della vita delle persone locali è scandito dal richiamo in tutta l’isola, divulgato tramite amplificatori, delle 5 preghiere quotidiane, durante le quali i negozi chiudono e ogni attività è sospesa.
Il venerdì è giorno di festa per i musulmani (come la nostra domenica), in cui tutta la popolazione ha l’obbligo religioso di partecipare alla preghiera di mezzogiorno.
Bevande Alcoliche
L’utilizzo di bevande alcoliche sulle isole abitate maldiviane è illegale. Non sarà possibile acquistare alcolici durante la vacanza ed anche le strutture ricettive non hanno il permesso di somministrarli.

L’abbigliamento da mettere in valigia sarà comodo e informale.
Per la sera abiti leggeri e casual, può essere utile mettere in valigia un maglioncino di cotone o un fourlard.
Bandite le scarpe per tutta la vacanza! 🙂
Camminare a piedi nudi è un must, al massimo con un paio di infradito.
IL SOLE
Durante il giorno è un elemento da non sottovalutare mai, anche quando sembra che non ci sia!
Si, perché alle Maldive ci si scotta facilmente anche quando è nuvoloso… siamo pur sempre all’equatore!!! Quindi portate con voi una buona scorta di crema solare e applicatela frequentemente (i negozi dell’isola non sempre ne sono forniti, meglio portarla da casa). Se andate
con i bambini, scegliete creme specifiche, a protezione molto alta e waterproof. Sono molto utili anche magliette anti raggi UV, cappellino o bandana e occhiali da sole.

E’ un’isola abitata da una comunità autonoma di circa 850 persone (uomini, donne e bambini), che vive principalmente di pesca e di mestieri di artigianato.
In qualsiasi momento si può andare in giro per il villaggio per scoprire gli usi e i costumi degli
abitanti e per immergersi nella loro cultura. Non esiste criminalità.
Sull’isola si trovano: una scuola primaria e secondaria, una moschea, negozi di souvenir, minimarket locali, un campo da calcio, un campo da pallavolo, una farmacia, uffici comunali, una guardia medica con un dottore sempre presente in caso di emergenze di primo soccorso e una spiaggia bikini per i turisti, attrezzata, con lettini e punti d’ombra naturali e artificiali.

MATERIALE FORNITO DALLA STRUTTURA
In camera: aria condizionata, minibar, teli da mare, asciugamani da bagno, biancheria da letto,
phon, caffè e tè.
Gli adattatori per le prese elettriche vengono forniti dalla struttura.
Attrezzatura da snorkeling (maschera pinne e boccaglio). Le misure delle pinne partono dal numero 36 fino al numero 44, per altre misure o per attrezzatura per bambini sarà necessario portarla da casa.
Consigliamo, in ogni caso, di portare la propria attrezzatura personale, poiché non riusciamo sempre a garantire le misure delle pinne adatte per tutti gli ospiti di una settimana contemporaneamente.
Cose utili da portare in valigia

Creme protettive da sole e doposole.
Macchine fotografiche subcquee e custodie per cellulari waterproof da utilizzare durante le sessioni di snorkeling.
Saranno utili anche le scarpette da scoglio da utilizzare durante le attività di marine e sulle spiagge in presenza di coralli.

È possibile acquistare in loco prodotti per l’igiene personale, snack vari, gelati, biscotti, bevande analcoliche e sigarette nei vari negozi locali in giro per l’isola.
È possibile portare dall’Italia dei regali per i bambini dell’isola, loro saranno felici di ricevere qualsiasi cosa in dono da parte vostra! (Quaderni, libri, penne, colori, caramelle, vestiti ecc.)

 

 




MALDIVE ponte 25 aprile 1 maggio

maldive-isola-tropicale

MALDIVE: Un sogno di coralli, sabbia e avventure…

La meta ideale per chi desidera una vacanza da sogno su spiagge incantevoli di sabbia chiara e finissima e mare cristallino, ma anche tramonti, paesaggi e sorrisi degli abitanti. Se ci sono posti al mondo che regalano al viaggiatore un’esperienza emozionante, di pace e benessere, uno è senza dubbio questo…. Gli scenari di fronte ai quali ti troverai, ancora prima di atterrare, guardando fuori dal finestrino dell’aereo, ti lasceranno senza fiato… Gli atolli dalle forme tondeggianti o allungate e ricoperte di vegetazione sono circondate dall’oceano e le sue mille sfumature, dal turchese al blu intenso ti faranno innamorare..

Vista delle isole delle maldive dal finestrino dell'aereo ...

Spiagge bianchissime, mare cristallino, pesci e coralli multicolori, meravigliose strutture ricettive. Le Maldive, arcipelago di circa 1.200 isole di cui soltanto circa 200 abitate, bagnate dall’Oceano Indiano, a sud-ovest dello Sri Lanka, sono davvero uno dei paradisi tropicali più ricercati da chi sogna una vacanza di mare, sole e relax. Impossibile dire quale sia l’isola più bella: il paesaggio da sogno si trova un po’ dappertutto

Chi decide di fare un viaggio alle Maldive lo fa anche, e soprattutto, per la sua barriera corallina, senza dubbio la più bella del mondo. Gli atolli si compongono di coralli di ogni forma e colore (nero, verde, rosso).

Tra le 1190 isole (in 26 atolli) che costituiscono l’arcipelago solo una piccola parte è abitata e si divide tra quelle occupate da resort e isole dei locali.
Qui la popolazione Maldiviana conduce una vita umile, pacifica e riservata, dedicandosi alla pesca e alla lavorazione dei materiali derivati dalle palme da cocco come principali attività di sostentamento.
Se fino a qualche anno fa le isole di pescatori venivano visitate dai turisti solo grazie a escursioni giornaliere, ora è possibile viverle a 360° scegliendo di soggiornarvi grazie a intime e graziose strutture alberghiere.

Le strade sono generalmente strette e non asfaltate e le case piccole e coloratissime.
Qui i bambini giocano a pallavolo (lo sport nazionale maldiviano), le donne sono impegnate nell’intreccio delle foglie di palmamentre gli uomini si dedicano alla pesca sui dhoni (le imbarcazioni tipiche).

Sull’isola si trovano un paio di locali tipici dove godersi la cucina e l’ospitalità maldiviana: si tratta del punto di partenza ideale per avventurarsi in attività di snorkeling, pesca diurna e notturna, immersioni ed escursioni su isole deserte.

Quest isola, è oggi una meta amata dai turisti che vogliono godere della meravigliosa natura maldiviana senza essere confinati nei resort di lusso.
Viaggiatori che desiderano scoprire il lato autentico delle Maldive, tuffarsi nelle sue acque turchesi e immergersi totalmente nell’atmosfera tradizionale di queste isole senza rinunciare a relax e benessere.

Attività e avventure inserite nel pacchetto:

Spesso si associano le Maldive a un’esperienza di totale relax, ma il passo che lo separa dall’ozio è breve!
Per noi è importantissimo che gli ospiti si rilassino e si godano le tanto attese vacanze, ma crediamo che un viaggio dall’altra parte del mondo meriti di essere vissuto appieno: per questo organizziamo attività adatte a ogni esigenza, sfruttabili sia da chi è partito in solitaria, che da coppie e famiglie.

In questo viaggio sono programmate per voi uscite di pesca, nuoto con gli squali nutrice, snorkeling per ammirare il coral reef, escursioni su isole deserte e lingue di sabbia con pranzo in loco, cene tipiche maldiviane… Ce n’è per tutti i gusti!

Snorkeling nella barriera corallina

Lo snorkeling è una delle attività più comuni in tutte le zone tropicali. Si tratta di una tecnica di osservazione del fondale che consiste nell’indossare maschera, boccaglio e pinne, e nuotare a pelo dell’acqua con il viso rivolto verso il basso. Non vi preoccupate, lo snorkeling è facile e alla portata di tutti.
Un’esperienza magica che consente di cogliere i colori e le mille sfumature della vita nella barriera corallina maldiviana: rimarrete a bocca aperta davanti a pesci di tutti i colori e dimensioni, tartarughe, mante, aquile di mare.

Escursione su lingua di sabbia

Da qualsiasi punto si osservi l’orizzonte alle Maldive, ciò che si coglierà è il blu sconfinato dell’Oceano, interrotto solo ogni tanto dal bianco candido delle lingue di sabbia. Queste ultime non sono altro che superfici sabbiose che a seconda della marea restano emerse oppure finiscono sotto il livello dell’acqua. Ci piace offrire agli ospiti l’opportunità di vivere un’esperienza incredibile: raggiungere le lingue di sabbia a bordo delle nostre imbarcazioni e godersi il pranzo nel bel mezzo dell’Oceano. Allestiremo per voi una tavolata, imbandita con piatti di pesce cucinati sul momento.

Escursione su isola deserta

Hai mai pensato a come sarebbe ritrovarti su un’isola deserta? Le Maldive sono costituite da 1190 isolette (in 26 atolli), di cui solo una parte abitate e occupate dall’uomo. Tutte le altre sono piccoli paradisi incontaminati, dove la natura cresce rigogliosa secondo i propri ritmi, e il tempo cessa di esistere.
Durante il vostro soggiorno alle Maldive avrete l’opportunità di raggiungere le isole deserte tramite le nostre escursioni in barca. Attraccheremo sulle loro spiagge affinché possiate respirare appieno quest’atmosfera rilassante e mistica, pranzeremo in loco coi piedi in acqua e faremo lunghi bagni nel mare più bello del mondo.

Nuoto con squali nutrice

Ti affascina l’idea di nuotare con gli squali? Alle Maldive puoi farlo! Una delle nostre attività più gettonate è il nuoto con gli squali nutrice. Si tratta di pesci dalla forma molto simile a un pescegatto, con grandi pinne dorsali e una lunghezza che può raggiungere i 2 metri.
Questi esemplari possono sembrare feroci ma in realtà non sono per nulla attratti dall’essere umano: lo considerano un amico piuttosto che una preda. La giocosità degli squali nutrice consente di immergerci al loro fianco e godere della loro presenza mentre li osserviamo in tutta tranquillità.

Pesca Notturna con tecnica maldiviana

La pesca è la principale attività di sostentamento per gli abitanti delle Maldive. Sarebbe un peccato terminare il soggiorno senza aver provato almeno una volta l’ebbrezza di una battuta di pesca così come la intendono i locali, a bordo di un Dhoni – l’imbarcazione tipica delle Maldive. Per questo organizziamo uscite di pesca al bolentino, il metodo tradizionalmente più utilizzato che impiega strumenti davvero semplici, con la cornice del tramonto maldiviano. Un’esperienza a cui possono partecipare tutti, adulti e piccini, non solo per imparare cose nuove, ma per godere del meraviglioso cielo stellato direttamente dall’Oceano Indiano.

Dhoni Tradizionale Barca Nelle Maldive - Fotografie stock e altre immagini di Isole Maldive - Isole Maldive, Dhoni, Mezzo di trasporto marittimo - iStock

 

Sono previsti voli da tutta Italia

1°GIORNO: ROMA

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e operazioni imbarco volo diretto a Male,con scalo.

Pasti e pernottamento a bordo.

2°GIORNO:  MALE’ – ISOLA KEYDHOO

Arrivo all’aeroporto Internazionale di Male’, incontro con un nostro incaricato e  trasferimento in barca veloce  all ‘isola dove è situata la guest house.

La Guesthouse, tradotta in italiano “casa per gli ospiti”, è una struttura adibita al ricevimento dei viaggiatori, che comprende camere con bagno privato e aree condivise per gli ospiti (ristorante, reception e area relax). Sulla cosiddetta “isola di pescatori”  è situata la vostra sistemazione ,tra le abitazioni maldiviane che conducono la loro vita in maniera umile e riservata dedicandosi prevalentemente alla pesca come attività di sostentamento.

Drink di benvenuto, check-in e sistemazione nelle camere.

Il viaggio prevede un soggiorno all inclusive, per assaporare la vera cultura maldiviana ed ogni giorno godere di un’escursione diversa in luoghi paradisiaci nei dintorni dell’atollo . È un’esperienza di viaggio autentica, genuina e dinamica che permette la conoscenza del popolo maldiviano, ben lontano dallo stile dei lussuosi resorts.

Relax in spiaggia al tramonto.

Una giornata a Keyodhoo (Maldive) dall'alba al tramonto | Traveltik: the blog!

Cena e pernottamento.

3° GIORNO: 

Colazione servita e partenza alla scoperta dei luoghi più belli nei dintorni dell’atollo. La navigazione avverrà in Dhoni, una tipica barca maldiviana dotata di posti a sedili interni, tetto in legno e terrazza superiore per prendere il sole. Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax e per scattare numerose foto!

Dhoni - Wikipedia

Pranzo caldo servito in spiaggia preparato al momento, con tavoli ombrelloni e sedie. Tempo libero dopo pranzo. Rientro sull’isola nel pomeriggio. Dopo l’escursione si potrà andare in spiaggia per il tramonto .

keyodhoo Archivi - ALL YOU NEED IS PASSPORT

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

4° GIORNO: 

Colazione servita e partenza per lo snorkeling alla barriera corallina , famosa per la grande quantità di pesci, tartarughe e coralli e snorkeling con gli squali nutrice.

Veleggiando tra isole da sogno in catamarano

Dopo l’escursione rientro nella struttura per il pranzo. Pomeriggio libero per mare e relax!

Cena , e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

5° GIORNO: 

Colazione servita e partenza alla scoperta delle isole deserte, sempre navigando con l’imbarcazione tipica Dhoni!

Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax e per scattare numerose foto!

Le differenze dei soggiorni con Maldive Alternative | Traveltik: the blog!

IMMERSIONI E SNORKELING ALLE MALDIVE – Kia Ora Viaggi – Viaggi su misura

Pranzo caldo servito in spiaggia preparato al momento, con tavoli ombrelloni e sedi

Tempo libero dopo pranzo.

          Rientro sull’isola nel pomeriggio, e ci potremo godere un magnifico tramonto.

Tramonto Maldive -

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

6° GIORNO: 

Colazione servita e partenza per la visita e snorkeling al relitto semi sommerso.

Relitti di navi e resti di aerei nel mondo: 9 indirizzi da segnare - In viaggio con me

Dopo l’escursione rientro nella struttura per il pranzo. Pomeriggio libero per mare e relax!

Spiaggia dell'isola di keyodhoo - Foto di White Maakanaa Lodge, Keyodhoo Island - Tripadvisor

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

7° GIORNO: 

Colazione servita e giornata libera per godersi le meravigliose spiagge maldiviane.

Dalle 17:00 alle 20:00 escursione pesca al tramonto al bolentino.

Pesca a Huraa al tramonto - Prenota online su Civitatis.com

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

8° GIORNO: 

Colazione servita e partenza per l’escursione che ci permetterà di navigare tra le lingue di sabbia con l’imbarcazione tipica Dhoni. Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax.

Pesca alle Maldive - Organizza il tuo viaggio con Fly Maldive

Cosa fare alle Maldive: la lingua di sabbia, un'escursione da non perdere

Cena, e serata libera.

9° GIORNO: MALE’ – ROMA

Colazione e trasferimento in aeroporto per volo di rientro con scalo.
Volo di rientro internazionale per l’Italia,arrivo e fine dei servizi.

Fine dei servizi.

Note escursioni: (L’ ordine e la destinazione delle escursioni giornaliere verrà stabilito durante la settimana e verrà dettato dalle condizioni del mare e da quelle climatiche. In caso di mal tempo o mare mosso, che possa mettere a rischio la sicurezza di ogni ospite e dello staff, l’escursione giornaliera verrà annullata. Per alcuni ingressi alle isole deserte in alcuni periodi dell’anno è richiesto un pedaggio d’ingresso da 5 a 15 dollari per persona. Questi importi sono da considerarsi extra, non sono inclusi nel prezzo del pacchetto all-inclusive e andranno saldati sul momento.)

La quota comprende:

  • Voli intercontinentali : Roma – Malè e Malè – Roma (bagaglio 20 kg)
  • Incontro in aeroporto di Malè al vostro arrivo con un componente del nostro staff.
  • Trasferimenti da e per aeroporto in motoscafo privato, 90 minuti circa.
  • Drink di benvenuto e cena maldiviana.
  • Sistemazione in camera doppia, tripla o quadrupla con bagno privato, climatizzata e ogni altro tipo di confort (free wifi!).
  • Pensione completa servita al ristorante, cucina tipica maldiviana e internazionale, bevande analcoliche incluse ai pasti.
  • Escursioni giornaliere verso le isole deserte e le lingue di sabbia su un’imbarcazione tipica maldiviana. È incluso il pranzo in ogni escursione full day, preparato sul momento e servito con tavoli, sedie e ombrelloni in riva al mare (in alcune isole deserte potrebbe essere richiesto un pedaggio d’ingresso da 5 a 15 dollari pp).
  • Attività di snorkeling intorno alle barriere coralline durante le escursioni.
  • Pesca tradizionale maldiviana al bolentino diurna o al tramonto.
  • Teli mare.
  • Assistenza in loco 24 ore su 24.
  • Assicurazione medica e bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO CHE COPRE INTERO VALORE SPESO
  • Kit da Viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali 490,00 soggette a riconferma
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non menzionato ne  “La quota comprende”.

 

Informazione utili e consigli:

DOCUMENTI NECESSARI
È richiesto il passaporto elettronico con validità residua di almeno 6 mesi dal momento della partenza dall’Italia. Per soggiorni inferiori a 30 giorni non sarà necessario richiedere il visto anticipato, ma sarà rilasciato direttamente all’arrivo gratuitamente.

 

SCELTA DEI POSTI IN AEREO

La compagnia aerea,assegna i posti in modo casuale.Se si desidera avere dei posti specifici,per viaggiare magari insieme,bisogna fare pre assegnazione a pagamento,soggetta a disponibilita’.

La richiesta deve avvenire al momento della prenotazione.

DOGANA
In entrata è assolutamente vietato portare alcolici, droghe, materiale pornografico, carne di maiale, pubblicazioni religiose non islamiche.
In uscita è assolutamente vietato portare con sé conchiglie, sabbia e coralli.
Sono previste multe salate per i trasgressori alle regole.
LINGUA
La lingua ufficiale delle Maldive è il dhivehi.
VALUTA
La valuta delle Maldive è la Rufiyaa (Rufia maldiviana). Sulle isole locali vengono accettati anche euro e dollari americani. Non ci sono banche sull’isola e non è possibile effettuare pagamenti con carte di credito.
Consigliamo di recarsi all’ufficio cambio presso la zona arrivi e cambiare da Euro a Rufia
Maldiviana .
Sull’isola di Keyodhoo non si accettano monete della valuta euro, solo banconote e Dollari americani emessi dopo il 2016.

TELEFONO E INTERNET
Il prefisso telefonico internazionale delle Maldive è +960.
La struttura è dotata di Wi-Fi gratuito, si potrà comunicare con l’Italia tramite chiamate
WhatsApp, Messenger ecc.
È possibile acquistare una sim telefonica turistica in aeroporto cosi da avere una connessione internet durante tutto il soggiorno, anche durante le escursioni. Puo’ essere acquistata nei negozi Dhiraagu o Ooredoo presenti in aeroporto in zona arrivi. Il costo di una sim è di circa 50 USD per 17gb di internet per una settimana. E’ possibile pagare in dollari USD oppure con carta di credito.
Elettricità
Le prese di corrente alle Maldive sono diverse da quelle italiane, in tutte le camere della guesthouse sono presenti gli adattatori, non è necessario portarli da casa.
Religione
Ufficialmente il 100% della popolazione del paese è musulmano e pratica un islam esclusivamente sunnita.
Il ritmo della vita delle persone locali è scandito dal richiamo in tutta l’isola, divulgato tramite amplificatori, delle 5 preghiere quotidiane, durante le quali i negozi chiudono e ogni attività è sospesa.
Il venerdì è giorno di festa per i musulmani (come la nostra domenica), in cui tutta la popolazione ha l’obbligo religioso di partecipare alla preghiera di mezzogiorno.
Bevande Alcoliche
L’utilizzo di bevande alcoliche sulle isole abitate maldiviane è illegale. Non sarà possibile acquistare alcolici durante la vacanza ed anche le strutture ricettive non hanno il permesso di somministrarli.

L’abbigliamento da mettere in valigia sarà comodo e informale.
Per la sera abiti leggeri e casual, può essere utile mettere in valigia un maglioncino di cotone o un fourlard.
Bandite le scarpe per tutta la vacanza! 🙂
Camminare a piedi nudi è un must, al massimo con un paio di infradito.
IL SOLE
Durante il giorno è un elemento da non sottovalutare mai, anche quando sembra che non ci sia!
Si, perché alle Maldive ci si scotta facilmente anche quando è nuvoloso… siamo pur sempre all’equatore!!! Quindi portate con voi una buona scorta di crema solare e applicatela frequentemente (i negozi dell’isola non sempre ne sono forniti, meglio portarla da casa). Se andate
con i bambini, scegliete creme specifiche, a protezione molto alta e waterproof. Sono molto utili anche magliette anti raggi UV, cappellino o bandana e occhiali da sole.

E’ un’isola abitata da una comunità autonoma di circa 850 persone (uomini, donne e bambini), che vive principalmente di pesca e di mestieri di artigianato.
In qualsiasi momento si può andare in giro per il villaggio per scoprire gli usi e i costumi degli
abitanti e per immergersi nella loro cultura. Non esiste criminalità.
Sull’isola si trovano: una scuola primaria e secondaria, una moschea, negozi di souvenir, minimarket locali, un campo da calcio, un campo da pallavolo, una farmacia, uffici comunali, una guardia medica con un dottore sempre presente in caso di emergenze di primo soccorso e una spiaggia bikini per i turisti, attrezzata, con lettini e punti d’ombra naturali e artificiali.

MATERIALE FORNITO DALLA STRUTTURA
In camera: aria condizionata, minibar, teli da mare, asciugamani da bagno, biancheria da letto,
phon, caffè e tè.
Gli adattatori per le prese elettriche vengono forniti dalla struttura.
Attrezzatura da snorkeling (maschera pinne e boccaglio). Le misure delle pinne partono dal numero 36 fino al numero 44, per altre misure o per attrezzatura per bambini sarà necessario portarla da casa.
Consigliamo, in ogni caso, di portare la propria attrezzatura personale, poiché non riusciamo sempre a garantire le misure delle pinne adatte per tutti gli ospiti di una settimana contemporaneamente.
Cose utili da portare in valigia

Creme protettive da sole e doposole.
Macchine fotografiche subcquee e custodie per cellulari waterproof da utilizzare durante le sessioni di snorkeling.
Saranno utili anche le scarpette da scoglio da utilizzare durante le attività di marine e sulle spiagge in presenza di coralli.

È possibile acquistare in loco prodotti per l’igiene personale, snack vari, gelati, biscotti, bevande analcoliche e sigarette nei vari negozi locali in giro per l’isola.
È possibile portare dall’Italia dei regali per i bambini dell’isola, loro saranno felici di ricevere qualsiasi cosa in dono da parte vostra! (Quaderni, libri, penne, colori, caramelle, vestiti ecc.)