CILE E ISOLA DI PASQUA FEBBRAIO 2027

Il Cile è il paese più lungo del mondo e combina contrastanti paesaggi naturali incredibili che vi ruberanno il cuore. Vi potrete perdere nella grandezza della Patagonia con le sue montagne e i suoi ghiacciai o guardando le stelle nel deserto più secco del mondo. Ma il Cile non è solo Patagonia e il Deserto di Atacama, possiede anche una grande tradizione vinicola, una capitale vivace e moderna, e la leggendaria Isola di Pasqua piena di misteri e leggende. La gente del posto e le comunità indigene saranno parte di questa avventura indimenticabile.

Questo itinerario non è per tutti, e non è un viaggio qualsiasi: è una vera avventura, un’esperienza di quelle che si ricorderanno per tutta la vita, alla scoperta di luoghi che in pochi si spingono a visitare. Come gli esploratori che nei secoli passati solcavano gli oceani, ci spingeremo fino a due tra i luoghi più remoti del mondo: due terre dalle caratteristiche uniche, per la loro posizione geografica, per i loro ambienti naturali, per la storia unica delle civiltà che li hanno abitati. La Patagonia e l’Isola di Pasqua ci regaleranno un viaggio indimenticabile.

La Patagonia, la regione posta sulla punta meridionale del Sudamerica, una terra dal fascino quasi irreale. Un mondo dove la natura è protagonista: i suoi giganteschi ghiacciai, le immense pianure, i cieli sconfinati, la vegetazione particolare e la grande varietà di specie animali che solcano il suo territorio, dipingono un quadro magnifico, uno scenario estremo ma dalla bellezza idilliaca, dove ci sentiremo come se fossimo stati trasportati sulla superficie di un altro pianeta.

Raggiungeremo la mitica Isola di Pasqua, uno dei luoghi più isolati al mondo, un piccolo lembo di terra nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, a più di 2.000 km dalla più vicina terra emersa. Un territorio veramente unico, universalmente noto per i suoi moai, le gigantesche teste in pietra che ne sono diventate il simbolo, erette da un’antica civiltà dalla storia affascinante, che ha rischiato più volte di sparire anche a causa dello sfruttamento indiscriminato delle sue risorse. Visitare l’Isola di Pasqua è un’emozione e un privilegio da veri viaggiatori.

Isola di Pasqua
Uno dei luoghi più iconici e remoti del mondo, immortalati in un celebre film, “Rapa – Nui”, che ne ha decretato l’immortalità. Rimangono ancora avvolti nel mistero i Moai, queste imponenti testimonianze della cultura indigena. L’Isola di Pasqua appartiene al territorio cileno, da cui dista qualche ora di volo. Ci troviamo nel mezzo dell’Oceano Pacifico, in uno dei vertici del cosiddetto triangolo polinesiano. E infatti si avverte nei manufatti dell’isola, nella lingua e nella cultura degli abitanti un retroterra culturale tipico della Polinesia. L’isola di Pasqua, Rapa -Nui, nella lingua locale, è di origine vulcanica, formata sostanzialmente da ben tre vulcani spenti. A causa della sua collocazione geografica e del forte isolamento, la biodiversità e la presenza di flora sono tra le più basse del pianeta. Questo, tuttavia, non ha influito sullo sviluppo e sulla fioritura di una straordinaria corrente migratoria e della sua espressione artistica in loco. L’Isola di Pasqua deve il suo nome particolare a un marinaio europeo, l’olandese Jacob Roggeveen, che la avvisto proprio la domenica di Pasqua del 1772. Un altro grande marinaio illustre, James Cook, vi mise piede nel 1774, anche se per brevissimo tempo. Dopo essere stata teatro di scontri più o meno tesi tra vari paesi che ne volevano il possesso, questo fantastico territorio vulcanico è passato definitivamente sotto il Cile, non senza qualche malumore. Oggi, anche il turismo ha messo piede sull’isola di Pasqua, portando allo sviluppo di strutture ricettive, ristoranti, negozi di souvenir e tutto quanto necessario all’accoglienza di un certo numero di visitatori. Eppure, Rapa-Nui non ha perso nulla del suo fascino. Vi è qualcosa che parla sempre al cuore dei visitatori, attraverso la stazza imponente dei Moai: un sentimento di misticismo, di spiritualità, o in qualsiasi altro modo la si voglia definire. Ecco perché, in definitiva, questo è una destinazione che ogni vero viaggiatore deve raggiungere almeno una volta nella vita, un viaggio verso l’altra metà del mondo, ma che consente di tornare a casa diversi, più consapevoli della vastità geografica e culturale del meraviglioso pianeta in cui viviamo.

Ecco alcune cose da vedere in Cile.

  • Santiago del Cile
    Dove grattacieli e palazzi coloniali si intrecciano in una danza urbana conturbante, mentre ai loro piedi si svolgono mercati e si animano le piazze.
  • Valparaíso
    Si riconosce subito grazie alle file di case colorate affacciate sul Pacifico, all’arte di strada e alle funicolari che promettono di accompagnarti in un mondo sospeso tra cielo e oceano.
  • Isla Negra
    Più che un’isola, è il rifugio poetico di Pablo Neruda, un luogo che sembra scritto in versi.
  • Isla Magdalena e Isla Marta
    Alla Magdalena potrai osservare da vicino i pinguini magellanici, mentre alla Marta i leoni marini e diversi uccelli. E durante il viaggio in mare potresti incontrare delfini e balene.
  • Punta Arenas
    La porta della Patagonia, la città battuta dal vento che racconta storie di esploratori e pionieri.
  • Parco Nazionale Torres del Paine
    Qui la natura ha deciso di fare la diva, regalando scenari che sembrano dipinti. Torres del Paine è da togliere il fiato, non inserirlo nella lista su cosa vedere in Cile sarebbe un errore imperdonabile.
  • San Pedro de Atacama, il Salar e il Deserto di Atacama
    Se Marte avesse un angolo di paradiso, sarebbe come il Deserto di Atacama, che fiorisce inaspettatamente in pieno inverno.
  • Geyser del Tatio
    A 4.321 metri di altitudine, i suoi potenti getti di vapore emergono da pozze di acqua bollente e raggiungono anche i 6 metri d’altezza.

Nelle terre estreme. Questo itinerario non è per tutti, e non è un viaggio qualsiasi: è una vera avventura, un’esperienza di quelle che si ricorderanno per tutta la vita, alla scoperta di luoghi che in pochi si spingono a visitare. Come gli esploratori che nei secoli passati solcavano gli oceani, ci spingeremo fino a due tra i luoghi più remoti del mondo: due terre dalle caratteristiche uniche, per la loro posizione geografica, per i loro ambienti naturali, per la storia unica delle civiltà che li hanno abitati.

La Patagonia e l’Isola di Pasqua ci regaleranno un viaggio indimenticabile.

16 Gennaio 2027: ROMA – CILE

Incontro dei partecipanti al banco della compagnia aerea per le formalità doganali e partenza con volo verso il Cile. Pasti e pernottamento a bordo.

Viaggio in Cile: i quartieri bohémien di Santiago | Tuttaltromo(n)do

17 Gennaio 2027 ARRIVO CILE

Arrivo, incontro con la guida  e trasferimento in hotel. Assegnazione delle camere riservate  e tempo per il riposo.Pranzo in hotel.

Santiago, Cile: guida ai luoghi da visitare - Lonely Planet

Incontro con la guida e inizio della visita della città di Santiago, partendo dal centro storico con la sua Plaza de Armas, l’ufficio postale, il Municipio, la casa del governo “La Moneda” e il Monte Santa Lucia.

Plaza de Armas
È come il salotto buono della città, ma di quelli dove puoi anche rilassarti con i piedi sul divano. Qui la storia coloniale fa l’occhiolino alla modernità: la Cattedrale che ti guarderà dall’alto, il Museo Histórico Nacional ti racconterà le sue storie e gli artisti di strada trasformeranno la piazza in un teatro a cielo aperto.

Barrio Bellavista
È il quartiere che non dorme mai, quello dove anche i muri parlano (attraverso murales pazzeschi) e dove puoi trovare, affiancati amabilmente, ristorantini fusion e trattorie “della nonna cilena”. Se poi ami la movida, qui è il posto dove fare festa fino al mattino.

La Chascona
È una casa-museo o è stata il parco giochi personale di Pablo Neruda? Entrambe le cose. Immagina un luogo in cui dietro ogni oggetto c’è una storia interessante e dove i marinai potrebbero sentirsi a casa (sì, era fissato con il mare).

Mercado Central
Questo è il tempio del pesce fresco, qui potrai assaggiare specialità che ti faranno leccare i baffi (anche se non li hai). Il chupe de mariscos? Una coccola in forma di zuppa.

Museo de la Memoria y los Derechos Humanos
Se vuoi scoprire di più sugli anni bui della dittatura di Pinochet, devi visitare questo museo. Non sarà una visita facile, ma si tratta di una storia importante da ricordare e da cui trarre insegnamento.

Palacio de La Moneda
Il palazzo presidenziale sembra uscito da un film in costume, ma è più vero che mai. Assistere al cambio della guardia vale la sveglia presto.

Sky Costanera
Il grattacielo più alto del Sudamerica, praticamente il punto selfie perfetto di Santiago. Al tramonto? Ancora meglio. È come essere su un aereo, ma con un cocktail in mano.

3 cose divertenti da fare a Santiago, Cile | Blog di viaggio NCL

Il tour prosegue verso il settore orientale della città per vedere i suoi moderni quartieri residenziali e le nuove aree commerciali.

Rientro in hotel, cena e pernottamento

18 Gennaio 2027 – SANTIAGO – Viña del Mar e Valparaíso

Dopo colazione incontro con la guida locale parlante italiano e partenza per un’intera giornata di visita a Viña del Mar e Valparaíso attraverso le valli di Curacaví e Casablanca.

Valparaiso Port and Vina del Mar Full-Day Tour in Santiago, Chile

A Viña del Mar, conosciuta come la Città Giardino, visiteremo i suoi luoghi più emblematici come l’Orologio dei fiori.

Valparaiso and Vina del Mar - Chile Tours - Natural Focus

 Isla Negra, dove visitiamo una delle residenze di Pablo Neruda: una casa che riflette l’amore per il mare e la passione per la collezione di oggetti marittimi del poeta, tra bottiglie, mappe e conchiglie rare. In seguito, partiamo alla scoperta di Valparaíso, storica città portuale dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003. Visitiamo La Sebastiana, un’altra casa-museo di Pablo Neruda, entrando nel mondo creativo del grande poeta cileno tra stanze colme di oggetti curiosi e finestre che si affacciano sull’oceano. Passeggiando per i vicoli ricchi di murales e arte di strada, ci immergiamo nel ritmo vivace della città e ci fermiamo per una sosta in un caffè tradizionale(non incluso)

Tour Valparaíso e Viña del Mar - Colori e fascino sulla costa! (2026) - Santiago - con recensioni

Rientro in hotel, cena e pernottamento

19 Gennaio 2027 – SANTIAGO – CALAMA 

Colazione e trasferimento in aeroporto per il volo da Santiago a Calama. Disbrigo delle formalità doganali e partenza per Calama. Arrivo, incontro con la guida locale parlante italiano.

Calama City – Chile

Pranzo lungo il percorso. Mentre attraversi il deserto più arido del mondo, non puoi perderti lo spettacolo geologico della Valle della Luna.

LE MIGLIORI 10 cose da vedere a Calama (2026)

A pochi chilometri da San Pedro de Atacama, tra le aspre colline rocciose e le forme insolite della Cordillera de la Sal, si trova la Valle de la Luna, un vero spettacolo geologico che fa parte della Riserva Nazionale Los Flamencos. Durante il tour ti godrai le forme stravaganti del paesaggio, che ti faranno sentire come camminare sulla superficie lunare.

Tour e attività a Calama: vivi il nord del Cile - Civitatis

Con il passare del pomeriggio, godrai di viste imbattibili sulla catena montuosa delle Ande e sui suoi vulcani.

Con l’arrivo del tramonto i toni dorati e rossi appariranno nel deserto, un panorama davvero travolgente.

Semplicemente un’escursione indimenticabile per tutti i visitatori.

Trasferimento in hotel, cena e pernottamento.

20 Gennaio 2027 – Salar de Atacama, Lagune Altipianiche e Socaire – 

Riserva Nazionale Los Flamencos, Chile

Dopo colazione, incontro con la guida parlante italiano e partenza per l’escursione alle lagune Altiplaniche Miscanti e Miñiques.

I 10 MIGLIORI tour a Calama (AGGIORNATO 2026) - Tripadvisor

Pranzo al sacco, a Socaire

Calama 2026: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Trasferimento al Salar de Atacama per visitare la Laguna Chaxa e la Riserva Nazionale Los Flamencos per osservare 3 delle 6 specie di fenicotteri esistenti nel mondo.

Lagune Altiplaniche, Chile

Pranzo al sacco lungo il percorso. Continueremo il viaggio verso la localitá di Toconao, per visitare la Chiesa di San Lucas e il Campanile.

Chiesa di San Lucas nella città di Toconao, San Pedro de Atacama, Cile | Foto Premium

Ritorno a San Pedro.Cena e pernottamento.

21 GENNAIO 2027:  CALAMA  – SANTIAGO 

Incontro con la guida parlante italiano e partenza presto al mattino per una vibrante escursione dove visiteremo le impressionanti fumarole del Tatio, nell’Altiplano a oltre 4.000 metri di altezza.

Geyser El Tatio, Cile: origine e caratteristiche del campo geotermico più alto del mondo

Il nostro viaggio inizia presto la mattina per vedere l’alba in uno dei campi geotermici più importanti del mondo: i Geyser del Tatio. Ci sono più di 70 fumarole da cui emergono getti di vapore che formano pozze d’acqua bollente. Il suo volto migliore arriva il mattino presto, quando nascono bellissimi colori tra il contrasto del cielo intensamente blu e il vapore incontaminato dei geyser.

Tour Dei Geiser Del Tatio, San Pedro de Atacama, Chile

Nel bel mezzo di questo imponente scenario naturale vicino alle Ande, faremo una rigenerante colazione che ci permetterà di riscaldare il corpo, dato che le temperature in questa zona raggiungono i 25ºC nel giorno, ma al mattino il minimo raggiunge i 2ºC sotto lo zero. Poi visiteremo la piscina rustica, dove potrete godervi un bagno nelle sorgenti calde di Cordillera.

Gita di 1 giorno da San Pedro de Atacama | GetYourGuide

Ripercorrendo la strada per San Pedro de Atacama, osserveremo la bellezza del paesaggio, le sue valli, la flora e la fauna autoctone, dove spiccano le vigogne e le vizcache.

Visita Machuca: scopri il meglio di Machuca, San Pedro de Atacama, nel 2026 | Viaggia con Expedia

Poi ci fermeremo a Machuca, una localitá atacameña di appena un paio di case di legno di adobe, paglia e cactus, dove i suoi abitanti si dedicano al turismo e offrono artigianato andino e cucina tipica come la carne di lama, le sopaipillas e le empanadas. La fermata include una visita alla bellissima Chiesa di San Santiago – patrono della città – e una piccola distesa d’acqua dove vivono fenicotteri, anatre e altri uccelli.Pranzo in corso di escursione.

Trasferimento quindi all’aeroporto di Calama per il volo interno  a Santiago.

Arrivo in aeroporto a Santiago e trasferimento  all’hotel. Assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento.

22 GENNAIO 2027:  SANTIAGO – PUERTO NATALES 

Trasferimento dall’hotel all’aeroporto per il volo diretto a Puerto Natales. Arrivo e trasferimento in hotel per l’assegnazione delle camere.Cena e pernottamento.

Puerto Natales: Guida Definitiva alla Porta della Patagonia - Viaggio in Centro & Sud America

23 Gennaio 2027 – Salar de Atacama, Lagune Altipianiche e Socaire – 

Dopo colazione, trasferimento al molo per iniziare il tour in barca attraverso il Fiordo Ultima Speranza in rotta verso i ghiacciai di Balmaceda e Serrano.

Tour di un'intera giornata a Puerto Natales e Balmaceda e Serrano 2026

Tour in barca sui ghiacciai Balmaceda e Serrano e pranzo tradizionale. (2026) - Puerto Natales - con recensioni

Durante la traversata osserveremo le colonie di foche e cormorani.

Puerto Natales – Ghiacciai Balmaceda e Serrano | Volonline

All’arrivo al ghiacciaio Serrano, attraccheremo al porto di Toro e cammineremo per oltre mezzo miglio attraverso foreste native. Pranzo in stile Patagonia e ritorno a Puerto Natales.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

24 Gennaio 2027 – Salar de Atacama, Lagune Altipianiche e Socaire 

Colazione in hotel e partenza per la visita alla grotta di Milodon che si trova a 24 chilometri a nord di Puerto Natales.

Tour the Milodon Cave | kimkim

Questo monumento naturale è composto da tre caverne e un conglomerato roccioso chiamato “Silla Del Diablo”. Successivamente, continueremo la nostra escursione al Parco Nazionale Torres del Paine.

Ci immergiamo nel Parco Nazionale Torres del Paine, Patrimonio Unesco e gioiello della Patagonia cilena. Tra montagne maestose, laghi glaciali e vaste pianure, avvistiamo fauna locale come guanachi, volpi, condor e, con fortuna, puma. Raggiungiamo il Lago Grey, dalle acque turchesi punteggiate da iceberg del ghiacciaio omonimo, e ammiriamo da vicino queste spettacolari sculture di ghiaccio. Dal Mirador Nordenskjöld contempliamo le iconiche torri di granito, simbolo del parco. La giornata si conclude con una passeggiata tra boschi di lengas, cascate e corsi d’acqua, immersi nella biodiversità che rende unico questo paradiso naturale.

Il momento migliore per visitare il parco nazionale Torres del Paine

Qui possiamo vedere il bellissimo paesaggio che ci circonda dal belvedere del Lago Grey. Un paio di chilometri più avanti, andremo sul ponte di Serrano per continuare nel settore Lago Grey.

Welcome to Torres del Paine - TorresDelPaine.com

In questa zona, possiamo camminare lungo la riva del lago Grey. 

Parco Nazionale Torres del Paine. Nella Patagonia cilena tra ghiacciai blu, foreste verde smeraldo e imponenti cime - Non Solo Contro

Pranzo al ristorante locale. Continuiamo verso il punto panoramico del lago Pehoe.

Cena e pernottamento in hotel.

25 Gennaio 2027: PUERTO NATALES – SANTIAGO 

Dopo la colazione,ci godiamo qualche ora di tempo libero a Puerto Natales, pittoresca cittadina incastonata tra montagne imponenti e fiordi scintillanti. La sua atmosfera tranquilla e autentica ci invita a passeggiare per il lungomare, ammirando la vista sulle acque calme e il cielo infinito, con le vette innevate a fare da cornice.

Trasferimento in aeroporto per il volo da Puerto Natales a Santiago. Arrivo a Santiago e trasferimento dall’aeroporto all’hotel.Assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento in hotel.

26 Gennaio 2027: SANTIAGO – ISLA DE PASCUA 

Dopo colazione, trasferimento privato da hotel all’aeroporto per il volo diretto all’Isola di Pasqua. Arrivo, incontro e  trasferimento  in  l’hotel.Ci imbarchiamo su un volo che ci conduce verso una delle mete più misteriose e affascinanti del pianeta: la leggendaria Isola di Pasqua. Dopo circa cinque ore di volo, atterriamo su questo lembo di terra sperduto nell’Oceano Pacifico, avvolto da antiche leggende e un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

IDEE PER VIAGGIARE all'isola Pasqua Offerte Viaggi e Vacanze.Volo+Hotel

Assegnazione delle camere prenotate, pranzo e tempo  libero per il riposo.Cena e pernottamento.

nb i tempi e orari di visite vengono decise in loco, in base a vari fattori stabiliti dalla guida.

27 Gennaio 2027: ISLA DE PASQUA 

Gita di una giornata intera Anakena Beach e Rano Raraku 

Durante il tour di Anakena nell’Isola di Pasqua, è possibile entrare nel processo di colonizzazione dell’isola e nelle caratteristiche culturali dei primi abitanti di Rapa Nui.

ISOLA DI PASQUA - Cile

Sottolinea qui la storia di Hotu Matua, il primo re, che avvia un insediamento che è durato più di 700 anni ed è riconosciuto come il periodo più prolifico della cultura dell’isola. In questo tour si può visitare l’area in cui è atterrato Hotu Matua, il settore in cui si ritiene che la sua tomba si trova e alcuni dei luoghi in cui sono state costruite una grande parte delle statue giganti che popolano l’Isola di Pasqua.

Tour in Cile e Isola di Pasqua

Il tour inizia nel villaggio di Hanga Roa, è diretto verso la spiaggia di Anakena sulla strada per il centro di un settore noto come isola Vaitea e si conclude con il ritorno a Hanga Roa, sulla costa sud di Rapa Nui. Pranzo in corso di escursione.

Hanga Rosa al tour guidato di un giorno intero dell'isola di Pasqua 2026 - Hanga Roa

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

28 Gennaio 2027:  ISOLA DE PASQUA

Tour di mezza giornata Ahu Akivi:

Questo tour permette di conoscere e comprendere la connessione degli antichi abitanti dell’Isola di Pasqua con l’universo. L’escursione comprende centri cerimoniali eretti nella zona centrale dell’isola durante l’ultimo periodo di costruzione del Moai, la più importante della cultura di Rapa Nui.

Scoprite i segreti di bellezza dell'Isola di Pasqua - Anakena

Degni di nota sono dei siti archeologici megalitici che dimostrano come l’astronomia abbia determinato la disposizione delle statue giganti e piattaforme supportate, che possono essere introdotte nella visione del mondo degli antichi navigatori polinesiani che si stabilirono sull’Isola di Pasqua. Tutti i punti visitati includono vecchi siti creati e utilizzati durante la fine della fase di Ahu-Moai. Questi siti rappresentano vari sviluppi culturali della storia di Rapa Nui, tutti posizionati strategicamente attorno ai centri cerimoniali. Esso comprende tre siti ripristinati: Ahu Huri un Urenga, Ahu Kivi, Ahu Vai Teka e la cava di Puna Pau, dove si trovano dei pukao (cappelli o copricapi di scorie rosse che coronano le teste di alcuni Moai). 

Rapa Nui: descrizione dell'isola e caratteristiche fisiche del territorio

Pranzo durante le escursioni.

Tour di mezza giornata Orongo.

Visita guidata di alcuni dei più importanti centri cerimoniali dell’isola di Pasqua. Il tour include pitture rupestri e siti archeologici di grande valore culturale, un’ascesa al vulcano Rano Kau e un percorso interpretativo attraverso la città ancestrale di Orongo. Questo percorso ti consente di entrare nella mitologia di Rapa Nui, di conoscere elementi importanti della geografia dell’isola e di comprendere l’enigmatica storia degli antichi abitanti di questo punto isolato del pianeta. Questa visita include i luoghi in cui la competizione di Tangata Manu (l’uomo degli uccelli) si sviluppa ogni anno, sulla base di una leggenda fondamentale della cultura di Rapa Nui. Il mito dice che l’uomo che ha catturato il primo uovo della Manutara (uccello caratteristico dell’Isola di Pasqua) verrà investito di poteri soprannaturali e di esercitare la leadership politica e militare dell’isola per un anno.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

29 Gennaio 2027 ISOLA DI PASQUA– SANTIAGO 

Trasferimento per l’aeroporto di Isola di Pasqua per il volo diretto a Santiago ,arrivo cena e pernottamento in hotel.

30 Gennaio 2027 SANTIAGO – ITALIA 

Prima colazione in hotel e secondo orario del volo, tempo libero.Trasferimento in aereoporto e volo di rientro in Italia via Madrid. Pasti e pernottamentoa  bordo.

31 Gennaio 2027  ITALIA 

Arrivo in Italia in tarda serata e FINE DEI NOSTRI SERVIZI

 

 

La quota comprende: IN AGGIORNAMENTO 

  • Volo di linea da Roma- per Santiago e ritorno,  franchigia bagaglio 20Kg
    Voli interni previsti nell’itinerario.
  • Ingresso ai parchi
  • Tutte le escursioni menzionate, trasporto incluso
    Sistemazione in hotel con colazione e cena
    I pranzi indicati in programma
    Tour privati con guida in lingua italiana.
    Assicurazione annullamento copre intero valore del viaggio.
    Assicurazione medico (massimale 50.000,00€) bagaglio (massimale 1.500,00€)
    Kit Viaggio
  • Gadget

La quota non comprende:
• Tasse aeroportuali € 520,00 (da confermare all’emissione del biglietto)
• Mance
• extra di carattere personale
• Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

 

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario



Baja California durante nascita cuccioli di balena

Forse neppure Cortes, quando la scoprì nel 1533, aveva mai visto un posto come la Baja California. Il lungo dito desertico che si protende nell’Oceano Pacifico è la seconda penisola del mondo: 1200 chilometri di pura metafisica. Sabbia, montagne e mare color cobalto.

Sarà un avvincente itinerario on the road tra sterminati deserti, baie cristalline incontaminate, lagune abitate da amichevoli balene, cactus colossali, canyon mozzafiato, sperduti ranch, missioni gesuite settecentesche, miniere abbandonate e pitture rupestri millenarie. La Baja California vanta ben 5 siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, 9 intoccabili riserve Biosfera, e l’unica barriera corallina del Pacifico Settentrionale. È la sesta regione al mondo per biodiversità grazie alle migliaia di specie che la abitano, molte delle quali endemiche. È anche l’unico luogo al mondo dove è notoriamente possibile relazionarsi in acqua con balene,

Cuore del viaggio

  • I cardones si stagliano contro la Sierra, pungenti sentinelle vegetali a custodia di un Paese dalla luce accecante e dalle acque turchesi.
  • Le dune sabbiose che si stendono bianche e infinite fino all’orizzonte conducono a un mare, in cui sono ancora possibili incontri senza tempo.
  • I leoni marini guizzano veloci e inoffensivi presso la scogliera di Los Islotes. Scivolano accanto a voi, vi osservano incuriositi, poi si tuffano nelle acque cristalline verso il profondo blu.
  • le missioni gesuitiche nel cuore della sierra
  • Le balene grigie che nelle profondità dell’Oceano sono la meraviglia più grande. Ogni anno, da gennaio ad aprile, in queste tiepide acque accorrono migliaia di balene grigie che giungono dall’Artico per riprodursi, creando uno degli ultimi santuari naturali della Terra.

 

Giorno 1 arrivo Roma a San José del Cabo

Partenza da Roma con volo con scalo. Atterraggio in serata a a San José del Cabo e trasferimento privato in un piccolo albergo nel centro della cittadina Resto del pomeriggio da dedicare alle vie di epoca coloniale della cittadina che vanta uno dei centri storici meglio conservati della penisola. San José venne fondata dai Gesuiti nel 1723.Cena e pernottamento.

22 Unique Things to Do in San José del Cabo: Travel Guide

Giorno 2 da San José del Cabo a La Paz

Al mattino si salpa da Cabo San Lucas per un’emozionante uscita di whale watching guidata da un esperto biologo marino che consentirà un incontro ravvicinato con le grandi Megattere, famose per i loro balzi spettacolari.

Tourist Map of Cabo San Lucas: Areas, Attractions, Stay

Prima colazione. Ci si sposta dall’hotel a San Jose del Cabo a Cabo San Lucas  in 35 m dove al mattino si salpa con una piccola lancia privata per poter ammirare dal mare gli imponenti faraglioni di granito di Cabo San Lucas, abitati da una piccola colonia di Leoni marini. Continuiamo per un’emozionante whale watching guidati da un esperto biologo marino che consentirà di avvicinare le grandi megattere, famose per i loro balzi spettacolari

Giro in barca per l'osservazione delle balene di Cabo San Lucas 2026

Sono 8 i punti salienti della costa: Pelican Stone, una formazione rocciosa che sembra sfidare la gravità; i Pesci Tropicali Multicolori, che vi immergeranno nelle acque cristalline per osservare la vita marina; e meraviglie naturali come Love Beach, Neptune’s Finger, Window to the Pacific e Scooby Doo Rock. Inoltre, non perderti l’iconico arco naturale, El Arco, che si erge maestosamente sul mare, e la colonia di leoni marini.

Vacanze a Los Cabos, una perla messicana da scoprire

Dopo aver esplorato questi punti, sbarcheremo in una delle bellissime spiagge: Playa del Amor, Playa Pelícano o Playa el Médano. Avrai 2 ore per goderti la sabbia soffice e le acque cristalline. Se ami lo snorkeling, puoi esplorare uno dei reef più importanti della  baia.

Al termine della gita si prosegue lungo il Pacifico verso La Paz, visitando lungo il percorso la cittadina mineraria fantasma del 1800 El Triunfo con i suoi echi della corsa all’oro. Arrivo a La Paz e sistemazione presso un accogliente albergo del centro storico. Al tramonto, un breve percorso di biking consentirà di ammirare dall’alto scorci stupendi sui selvaggi dintorni dove il deserto si interrompe bruscamente su spiagge dalle acque turchesi. Una di queste baie, Bahia Balandra, è considerata tra le 10 più belle del mondo.

Trasferimento a La Paz, (quasi 3 ore per 177km)  visitando lungo il percorso la cittadina mineraria fantasma di El Triunfo

El Triunfo - Visit Los Cabos - Day Trips from Cabo: Small Towns to Visit

El Triunfo, una cittadina mineraria fantasma che  risale alla fine del XIX secolo; offre rovine minerarie, ciminiere storiche, musei e un fascino d’altri tempi.Il luogo conserva le testimonianze del suo passato minerario, con rovine di miniere d’oro e d’argento, ciminiere imponenti e un’atmosfera del XIX secolo.Si possono esplorare vecchi edifici, musei locali che raccontano la sua storia e godere di panorami desertici unici El Triunfo prese particolare importanza nel XIX secolo, quando le miniere d’oro e d’argento la resero la comunità più popolata della Bassa California del Sud in quel periodo, La proprietà della miniera fu temporaneamente trasferita alla Corona spagnola a un certo punto. Tuttavia, la miniera rimase in gran parte infruttuosa fino al 1878, quando la proprietà fu trasferita Nel 1862, argento e oro furono scoperti nelle montagne della Bassa California meridionale , portando molti minatori provenienti da Messico , Francia , Germania , Spagna e Stati Uniti a correre a stabilirsi a El Triunfo durante una corsa all’oro  Nel 1878, la miniera passò di proprietà britannica, e ottenne maggiore successo. El Triunfo fu la prima città della regione a installare elettricità e telefoni. [ 8 ] Pianoforti e altri strumenti furono portati a El Triunfo da tutto il mondo e un museo del pianoforte esiste ancora. Quando le miniere chiusero nel 1926, la maggior parte degli abitanti della città se ne andò per cercare lavoro altrove, principalmente nella città di La Paz Oggi conserva nei suoi angoli vestigia dell’architettura e della grandezza di questa città, come La Ramona, un camino monumentale costruito nel 1890 per la El Progreso Mining Company. Si chiama “La Ramona”, in onore di San Raimondo , il giorno della cui festa il progetto fu completato. A volte è stato suggerito che il camino sia stato progettato da Gustave Eiffel , sebbene non siano state trovate prove conclusive del suo coinvolgimento nel progetto. Dopo più di 100 anni, il camino era crepato e danneggiato, e il crollo durante un terremoto o un uragano era motivo di preoccupazione.ma per fortuna fu restaurato nel  2018

Un paio di musei  ci raccontano la storia della regione, il Museo della Via dell’Argento che apre i battenti il 4 ottobre descrive la storia di questa città, dall’arrivo degli spagnoli nel XVI secolo all’età d’oro della regione nel XIX secolo. La città si trova a un’altitudine di 483 metri sul livello del mare e aveva una popolazione di 327 abitanti

 Visita al museo dei Cowboy.

Sustainable Ranching and the Cowboy Museum in El Triunfo | TOSEA

LA PAZ  Capitale di Baja California situata nell’area centro-meridionale, La Paz è la città più grande e importante della regione nonché il principale centro economico e commerciale. Fondata dagli spagnoli alla fine del 1500, La Paz è una delle città più grandi del Messico e, oltre ad essere il porto principale del Golfo della California, è considerata la porta d’entrata del Mar di Cortés. L’area intorno a La Paz è di grande bellezza e permette di ammirare panorami mozzafiato, ma la città offre anche interessanti spunti culturali e architettonici. Su Plaza Constitucion e nelle vie circostanti  affacciano infatti suggestivi palazzi di epoca coloniale, a testimonianza della storia della città. Particolarmente vivace è la zona del Malecòn, ovvero del lungo mare, che coincide anche con il centro storico.

28 Best Things to do in La Paz, Mexico (2026)

 

La Paz, porta d’ingresso della Baja California e luogo di incredibili suggestioni, dove l’azzurro del Mar di Cortez bagna i sogni di viaggiatori e marinai, che da qui partono per andare alla scoperta, via terra o via acqua, del paradiso terrestre della Baja.   La fondazione della città di La Paz è oggetto di controversia , in particolare per quanto riguarda le sue origini. La data dell’arrivo di Hernán Cortés nel 1535 segnò il primo tentativo di colonizzazione ed evangelizzazione, che alla fine fallì. Gli sforzi di Jaime Bravo e Juan de Ugarte furono ulteriori tentativi, anch’essi falliti. Pertanto, sebbene siano trascorsi quasi 500 anni dalla fondazione di La Paz , la città non fu veramente fondata fino ai primi decenni del XIX secolo.

Visiting La Paz in Baja California

Questa città dalle evidenti connotazioni marinare e commerciali, è il principale porto della Baja California Sur, memorabile è il suo Malecòn, ovvero la promenade cittadina, lungo la quale si susseguono, come in una teoria epica, le statue di personaggi leggendari es: Jacques Cousteau e animali mitologici.  Il lungomare di La Paz è il cuore della città. Una passeggiata lungo il Malecón regala splendide viste sul mare, soprattutto al tramonto, quando il cielo si colora di sfumature rosse, arancioni e rosa. Lungo la passeggiata troverai tutta una serie sculture moderne a tema oceano e tanti bar e ristoranti dove fermarti per assaggiare cucina locale.

 

Catedral de Nuestra Señora de La Paz   nella grande piazza principale: Plaza Constitución,  si trova la chiesa più importante della città, la Cattedrale di Nostra Signora della Pace. In Via della Rivoluzione del 1910 tra Calle 5 Mayo e Calle Independencia, nel centro della città. La Cattedrale di Nostra Signora della Pace,si trova sui resti di una antica missione  fondata nel 1720, non è solo una meta per i credenti, ma anche per coloro che desiderano apprezzare il ricco patrimonio architettonico e culturale della regione. Sorge sul sito della missione fondata dai gesuiti nel  XVIII secolo .

La missione di La Paz fu fondata il 3 novembre 1720 dai missionari gesuiti Jaime Bravo e Juan de Ugarte. Fu un tentativo di evangelizzare gli antichi popoli Guaycura e Pericú e di colonizzare quella che allora era una zona completamente disabitata, ha commentato di recente lo storico Dr. Sealtiel Enciso Pérez. Tuttavia, oltre alla scarsità d’acqua e ad altri problemi con l’insediamento, ci fu una ribellione del popolo Pericú che si concluse con l’assassinio di due missionari. La chiesa fu distrutta e i suoi resti abbandonati nel 1736. Il tentativo di popolare La Paz con la cultura cristiana fu sventato.

L’attuale tempio fu costruito verso la seconda metà del  XIX secolo , per ordine del vescovo Juan Francisco Escalante y Moreno . Il 4 maggio 1850 venne posata la prima pietra di quella che sarebbe diventata l’attuale Cattedrale di Nostra Signora della Pace ; a quel tempo, l’attuale capitale della Bassa California del Sud era già una piccola città in crescita, senza la presenza di popolazioni indigene. La chiesa attuale fu costruita dal 1861 al 1865  Con un sobrio stile neoclassico all’esterno, presenta una facciata semplice e due torri che ricordano quelle dei templi nordamericani. L’edificio presenta un aspetto sorprendente, realizzato in pietra di cava, che evidenzia l’austera influenza dell’architettura missionaria sviluppatasi nella regione, pur mostrando anche un netto stile neoclassico. All’interno, conserva dipinti di alta qualità, alcuni risalenti al XVIII secolo e provenienti da varie missioni fondate dai frati gesuiti, ora in rovina o scomparse. L’interno del tempio ospita splendide pale d’altare barocche del  XVIII secolo , Un’altra controversia riguarda l’esistenza di antichi tunnel sotto la Cattedrale di La Paz . Gli attuali sacerdoti lo negano, ma è una leggenda locale . Si dice che siano stati scoperti negli anni ’50 e che colleghino vari punti di La Paz .

Giorno 3 incontro con gli Squali balena

In mattinata, facoltativamente, sarà possibile imbarcarsi per l’emozionante esperienza di nuotare accanto agli enormi e innocui Squali balena che d’inverno frequentano la baia di La Paz. Con i loro 20 metri di lunghezza questi squali rappresentano la specie di pesci piu’ grande del mondo.

Lo Squalo Balena: il gigante del mare

A poca distanza dalla città si trova anche Playa Balandra, una spiaggia paradisiaca considerata la più bella del Messico.

Balandra Beach in La Paz, Mexico | Turquoise Waters & Authentic Experiences — GoLaPaz

Un tributo al mare e alla sua grande potenza evocativa, che non potrete far a meno di considerare ritrovandovi al cospetto di Sirene, balene, squali martello, esploratori degli abissi e vecchi marinai.”

BALANDRA BEACH: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Nel pomeriggio, la visita guidata al Museo di Antropologia della capitale rappresenterà l’introduzione ideale al viaggio appena cominciato.

Museo de Antropologia e Historia de Baja California Sur

Un edificio moderno ospita resti millenari della vita umana nello stato. Il museo illustra la geologia della penisola, i fossili, il suo ambiente naturale unico, la vita dei primi coloni e le loro straordinarie pitture rupestri, le missioni gesuite e l’etnologia Il museo è stato inaugurato nel marzo del 1981 nel centro storico di La Paz, con l’obiettivo di preservare ed esporre il patrimonio culturale della Bassa California meridionale. L’edificio del museo, costruito nel XX secolo dall’architetto José Figueroa Vázquez, ospita una straordinaria collezione che spazia dal remoto passato della Bassa California del Sud fino alla sua ascesa a stato libero e sovrano. Gli oggetti, i reperti, le spiegazioni e le opere d’arte qui esposti riflettono valori universali, come le pitture rupestri della Sierra de San Francisco, Patrimonio dell’Umanità. Lo spazio riflette anche la visione del mondo di un popolo forgiato in una penisola desertica, lontano dai principali centri abitati del Messico, che ha saputo dotarlo di una cultura unica che perdura ancora oggi. All’interno delle gallerie permanenti, questa singolarità si riflette nell’attenta curatela e negli allestimenti museali, nonché nelle straordinarie e affascinanti collezioni paleontologiche, archeologiche, etnografiche e storiche.

Giorno 4 l’isola UNESCO di Espiritu Santo

Colazione in hotel.

Parco Nazionale dell'Arcipelago dello Spirito Santo: flora, fauna ...

L’escursione in barca in programma permetterà di scoprire un’isola disabitata di sorprendente bellezza. Jacques Cousteau, che per primo esplorò i suoi fondali nel 1974, definì queste acque come “L’Acquario del Mondo”. Guidati da un biologo marino si raggiungerà una colonia di giocosi Leoni marini che si intrattengono divertiti in acqua con i visitatori. La gita include snorkeling su colorati banchi di corallo brulicanti di pesci tropicali e un pranzo a base di ceviche di pesce servito in una baia di sabbia rosa e acqua turchese.

ISLA ESPIRITU SANTO: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Isola di Espíritu Santo. L’Isola, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, venne per la prima volta esplorata da Jacques Cousteau nel 1974, che definì queste acque come “L’Acquario del Mondo”. Si compirà una navigazione costiera dell’isola disabitata per raggiungere una numerosa colonia di giocosi leoni marini. Le visite continuano con uno snorkeling su colorati banchi di corallo brulicanti di pesci tropicali. Pranzo a base di ceviche di pesce in una bellissima baia di sabbia rosa e acqua turchese. Ritorno a La Paz.

Espíritu Santo Island (shared) | Punta Baja Tours

Cena in ristorante e pernottamento in hotel. 

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago dello Spirito Santo è un parco nazionale situato nel Golfo di California, precisamente nello stato di Baja California Sur, in Messico. Questo parco è stato istituito il 5 giugno 2007 e copre un’area di circa 1.243 chilometri quadrati. Il parco nazionale è un importante sito per la ricerca scientifica e la conservazione della biodiversità marina. Il Parco Nazionale dell’Arcipelago dello Spirito Santo è riconosciuto per il suo valore naturalistico ed è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO dal 14 luglio 2005.

Snorkeling e avventura con i leoni marini sull'isola di Espiritu Santo (2026) - La Paz - con recensioni

L’arcipelago Espíritu Santo è un gruppo di isole composto da quattro isole principali: Espiritu Santo, Partida, Los Islotes e La Ballena. Queste isole sono caratterizzate dalla loro bellezza naturale e dalla loro importanza ecologica.
L’isola di Espíritu Santo. è l’isola più grande Grazie all’impegno e alla cooperazione di numerose organizzazioni senza fini di lucro, capaci di raccogliere la cifra ragguardevole di 3 miliardi e trecento mila dollari per rimborsare i proprietari delle terre passate al demanio dello stato, l’isola è diventata il paradiso naturale che è oggi. Isla Espíritu Santo è lunga 19 km e larga 5 ed è ricca di meravigliose baie, un’abbondante fauna marina, rettili terrestri, uccelli e anfibi. Questo deserto di oltre 9.000 ettari rappresenta uno degli ecosistemi meglio conservati di tutta la Bassa California del Sud e può vantare cinque specie endemiche di mammiferi e rettili, tra i quali il bassarisco, molto simile al procione, la lepre dalla coda nera e un tipo di scoiattolo di terra, tutti originari di quest’isola. Isla Espíritu Santo è un incanto per quanto riguarda la biodiversità; le uniche creature che possono reclamare questa terra come propria sono i leoni marini, le razze, i delfini, le tartarughe marine e, in determinati periodi dell’anno, le balene grigie e gli squali grigi.

La especie endémica de BCS que solo vive en Isla Espíritu Santo y pocos conocen - POSTA MéxicoI colori che la caratterizzano e che ci regala, sia al suo interno che nelle baie, sono il risultato di un processo di sedimentazione che ha dato origine nel corso dei secoli ad una particolare colorazione orizzontale, che alterna il nero della lava al rosa della pietra e alle sfumature di grigio delle ceneri vulcaniche. Tutto questo rende molto apprezzabile anche l’interno dell’isola, soprattutto per amanti del trekking, grazie a bellissimi sentieri che si snodano tra piccoli canyon di roccia rosa ed offrono scorci suggestivi sulle baie dalle limpidissime acque turchesi.

CLIMA
Durante i mesi invernali, da dicembre a febbraio, le temperature sono più moderate, con massime comprese tra i 20 ei 25 °C.

 

Giorno 5 da La Paz a Loreto

Colazione . In mattinata facoltativamente sarà possibile imbarcarsi per l’emozionante esperienza di nuotare accanto agli enormi e innocui Squali balena che d’inverno frequentano la baia di La Paz. A seguire, partenza verso Nord in direzione di Loreto rinomata per la fondazione della prima missione della penisola e per il suo arcipelago di cinque isole che costituisce un importante Parco Marino abitato da Balenottere azzurre, Megattere, mante, delfini e anche Orche.

Loreto (Bassa California del Sud) - Wikipedia

Dopo aver attraversato un deserto di arenaria ci si inoltra tra le gole granitiche dell’imponente Sierra della Giganta per scendere nuovamente verso il Mar di Cortes.

Sierra de la Giganta: Hiking and Nature in Loreto | Hotel Santa Fe Loreto

Arrivo a Loreto e sistemazione in albergo.

Misión de Nuestra Señora de Loreto en Baja California Sur - México Desconocido

Nel primo pomeriggio si potranno visitare a piedi la vicina missione risalente al 1697 e il museo attiguo che conserva interessanti reperti dell’epoca missionaria. Il centro di Loreto conserva atmosfere di epoca coloniale spagnola che ricordano il suo fiorente passato di capitale della Baja California del Sud.

 

DA  LA PAZ A LORETO (Km 360 h 4,3 ore ) mezza pensione

Dopo aver attraversato un deserto di arenaria ci si inoltra tra le gole granitiche dell’imponente Sierra della Giganta per scendere nuovamente verso il Mar di Cortes.

Exploring the Sierra de la Giganta: Canyons and ecosystems of Loreto

Arrivo a Loreto e visita della vicina missione risalente al 1697 e il museo che conserva interessanti reperti dell’epoca missionaria.

Sierra de la Giganta's Best-Kept Secret: A Hidden Oasis of Turquoise Waters - Gringo Gazette

Sierra della Giganta È una catena del Sistema montuoso peninsulare che si estende per 1500 km dalla California meridionale, attraverso la Penisola della Bassa California negli stati messicani della Bassa California e della Bassa California del Sud. Il suo picco più alto è il Cerro de la Giganta, che s’innalza fino a 1176 metri s.l.m., nel territorio del comune di Loreto.

La Sierra de la Giganta si erge bruscamente direttamente dal livello del mare e offre uno spettacolo spettacolare dalla riva, come una gigantesca muraglia costellata di pilastri, torri e profondi e stretti canyon. È impossibile non rimanere incantati dalla magnificenza della Giganta: risplende al mattino e incombe nel pomeriggio, gli avvoltoi volteggiano nell’aria e giocano con le correnti ascensionali. È costellata di canyon che si addentrano nel cuore segreto di questa montagna. La maggior parte di essi sono incredibilmente ripidi e brevi, ma alcuni sono lunghi, abbastanza accessibili e pieni di sorprese. Per quanto ostile e sterile possa apparire la Giganta da lontano, nelle profondità di questi canyon ha un volto molto diverso. Protette dal sole implacabile sotto imponenti scogliere e alimentate da abbondante acqua che scorre lì anche dopo lunghi periodi di siccità, si trovano rigogliose sacche di vegetazione ricche di vita nascosta. Ci sono insetti e farfalle che svolazzano qua e là, e ruscelli gorgoglianti,  giganteschi massi, e pozze d’acqua, alcune abbastanza profonde da poterci nuotare, che riflettono la stretta fascia di cielo in alto e brulicano di vita; girini, rane acquatiche, salamandre ovunque si guardi. E ci sono cascate rumorose.

Escursione alla missione di San Javier da Loreto - Civitatis.com

LORETO Oggi la capitale dello stato di Baja California è La Paz, ma per lungo tempo, il cuore nevralgico della regione è stata Loreto. Profondamente danneggiata da un uragano nel 1829 (anno dello spostamento della capitale a La Paz), Loreto è situata in una zona particolare tra le montagne della Sierra de la Giganta e il Mare di Cortez. Ha rappresentato a lungo il centro amministrativo della California Spagnola e la sua fondazione si deve al gesuita Juam Maria Salvatierra, che qui nel 1697 fondò la missione di Nostra Signora di Loreto per poi diffondere il cattolicesimo in Baja California. Loreto è una graziosa cittadina coloniale costiera in Messico. E’ il più antico insediamento della penisola di Baja California. Si tratta di uno tra i primi dello Stato federale della Bassa California del Sud nella parte nord-occidentale della nazione. Centro turistico, storico, culturale, Loreto è immersa in un ambiente naturale insuperabile non soltanto in Messico. Infatti si affaccia su una baia in splendida posizione centrale sul Golfo di California.

Insiders Guide to Loreto, Baja | Sea Kayak Adventures

La storica Loreto, ‘Città Magica’ in Messico, vanta splendidi edifici coloniali lungo strade tortuose. Fu costruita attorno alla prima missione fondata nel 1697 dal gesuita Juan Maria de Salvatierra in onore della Madonna di Loreto. Fino al 1777,  fu il capoluogo della Provincia delle Californie nel territorio nord-occidentale della Nuova Spagna.

Nuestra Señora de Loreto Conchó fu una missione dei gesuiti nella penisola di Bassa California che era considerata “Capo e madre delle Missioni dell’Alta e Bassa California”. Fu fondata dai missionari gesuiti nel territorio Monguí, nella regione che gli indigeni chiamavano Conchó, il 25 ottobre 1697..

Exploring Loreto: Top dining Spots, cozy accommodations, and flight tips

Questa missione è considerata la madre di tutte le missioni della Bassa California . Da qui, i frati gesuiti partirono per evangelizzare il nuovo territorio delle Americhe. La chiesa in stile barocco presenta un campanile, una pala d’altare barocca churrigueresca e l’immagine originale di Nostra Signora di Loreto . Attraverso dipinti originali del periodo del vicereame, potrete osservare come i missionari si integrarono con i californiani e il loro stile di vita. Adiacente alla missione di Nuestra Señora de Loreto, il Museo delle Missioni dei Gesuiti di Loreto espone una collezione di arte religiosa e di reperti storico-antropologici del Messico.

Storia Dopo l’insuccesso di Hernán Cortés nel suo tentativo di fondare una colonia nella Baia di Santa Cruz, dovettero trascorrere più di 150 anni di tentativi falliti di colonizzare la penisola di Bassa California fino a che nel 1697 un piccolo gruppo di europei e gente della Nuova Spagna posero piede nella penisola per fondarvi missioni tra gli indios PericúGuaicura e Cochimí.

Il 19 ottobre 1697, un gruppo ridotto, agli ordini del padre Juan María de Salvatierra S.J., sbarcò dalla galeota “Santa Elvira” nella baia di San Dionisio, in un luogo chiamato dai nativi Conchó, che nel linguaggio indigeno significa “mangrovia colorata”, e presero possesso del luogo che prenderà poi il nome di Loreto. Nei primi giorni del loro arrivo, i padri missionari eressero un tendone che serviva da cappella, di fronte al quale collocarono una croce di legno. Sei giorni dopo portarono solennemente in processione l’immagine della Vergine di Loreto e in quell’impeto di fede proclamarono quella terra territorio spagnolo. Padre Salvatierra, che capeggiava il gruppo, dovette superare grandi difficoltà per riuscire a concretizzare il suo sogno di evangelizzare i nativi californiani, sogno che condivideva con un altro missionario gesuita, fra’ Eusebio Francesco Chini. Aveva la necessità di ottenere autorizzazioni e permessi dei suoi superiori religiosi e delle autorità della Nuova Spagna, inoltre doveva trovare patrocinatori, artigiani, agricoltori e in generale persone in grado di costruire un popolo dal nulla. All’inizio del 1697 tutto era predisposto per il viaggio nell’estuario del Río Yaqui a Sonora: padre Salvatierra disponeva di due imbarcazioni sulle quali caricò tutte le provviste e il bestiame che poté raccogliere. In queste imbarcazioni salirono i pochi bravi che ebbero l’audacia di accompagnarlo, tra i quali padre Eusebio Kino, ma una rivolta dei nativi nel nord di Sonora impedì a Kino di proseguire, preferendo questi rimanere sul posto per favorire la pacificazione tra i nativi. Fu così che padre Salvatierra fu accompagnato da uno spagnolo, un portoghese, un messicano, un maltese, un siciliano, un mulatto peruviano e tre nativi dell’altipiano messicano: nessuno di loro un religioso ma tutti artigiani, tutte persone molto valide. Dice la leggenda, confermata dalla storia, che padre Salvatierra con ben poche risorse e in compagnia di pochi uomini riuscì in ciò che nei 150 anni precedenti nessuno era riuscito, cioè a colonizzare e cristianizzare l'”altro Messico”. Questo “altro Messico”, con il passare degli anni, divenne la Penisola di Bassa California. Alla fondazione della Misión de Loreto sulla costa del Golfo di California seguirono altre missioni nella Penisola della Baia di California, molte di loro non prosperarono, altre divennero delle città. La Compagnia di Gesù, influente e potente, aveva i suoi detrattori e nemici e a causa di accuse e tradimenti fu espulsa dai domini spagnoli nel 1767. I missionari gesuiti lavorarono in forma pacifica per sette decenni sulla Penisola della Bassa California, fino a che, nel febbraio 1768, giunse l’ordine di espulsione da tutte le colonie spagnole, decretata dal re Carlo III. All’uscita dei missionari gesuiti la missione passò nelle mani dei frati francescani e da lì partì frate Junípero Serra, per evangelizzare l’Alta California, oggi Stato della California Nel 1773 la Missione di Nostra Signora di Loreto passò ai domenicani, che giunsero a Loreto  Nella Missione di Nuestra Señora de Loreto Conchó giunsero i domenicani nel mese di ottobre dello stesso anno. I francescani che erano stati nella missione per cinque anni, partirono per l’Alta California, per proseguire nella loro opera di evangelizzazione. Dopo l’indipendenza del Messico, avvenuta nel 1821, la Missione di Nostra Signora di Loreto entrò in decadenza, il Fondo Caritatevole delle Californie, istituito a favore dei gesuiti dal marchese di Villapuente de la Peña e dalla consorte, marchesa delle Torres de Rada, per sostenere l’evangelizzazione delle Californie sparì con l’espulsione, gli indigeni morirono in massa a causa delle malattie portate nella penisola dagli europei, per le quali essi erano privi di anticorpi, i francescani trasferendosi nell’Alta California, cedettero il luogo ai domenicani, che non avevano l’entusiasmo dei primi missionari e ciò nonostante la missione sopravvisse all’abbandono, diversamente da altre missioni fondate nella Penisola della Bassa California dai gesuiti, francescani e domenicani, che rimasero abbandonate fino a sparire del tutto. Oggi la Missione di Nuestra Señora de Loreto è il gioiello delle missioni fondate nella penisola. La riattivazione dell’economia e la costruzione di infrastrutture di comunicazione nella Bassa California del Sud a partire dal secolo XIX sono risultati favorevoli alla missione, facendo dimenticare le privazioni del secolo passato. .

 

Giorno 6 l’isola vulcanica di Coronado e  San Francesco Saverio

Prima colazione .

Coronados island, Loreto bay national park.

Si salpa in barca per esplorare un cono vulcanico che si erge dal mare con la sua spiaggia di sabbia corallina e una natura selvaggia e incontaminata che attira documentaristi da tutto il mondo: leoni marini, uccelli e delfini sono le attrazioni principali di questo minuscolo paradiso coperto di cactus, cespugli di camomilla selvatica e Torotes, una curiosa specie botanica endemica. Nel pomeriggio, attraverso un Canyon roccioso si raggiungeranno in auto i 500 metri di quota dove in una cornice naturale unica, sul finire del 1600 un missionario palermitano edificò la bellissima missione di San Francesco Saverio.

Mission San Francisco Javier - Baja Travel Adventures

L’Isla Coronado vicino a Loreto, Messico, una destinazione per escursioni in giornata e snorkeling in Baja California Sur, Messico, è un’isola vulcanica disabitata con spiagge di sabbia bianca e acque cristalline, famosa per lo snorkeling, i leoni marini e le formazioni laviche, e raggiungibile tramite tour in barca da Loreto.: L’isola è un vulcano spento, con formazioni rocciose e lava pietrificata .Offre spiagge di sabbia bianca e acque turchesi, ideali per nuotare e fare snorkeling. È famosa per la sua colonia di leoni marini e la ricca vita marina.Essendo un’area protetta, si visita tramite tour organizzati che partono da Loreto.

Coronado Island Avventura, snorkeling e picnic sulla spiaggia (con Recensioni)

Si raggiungeranno i 500 metri di quota attraverso un impressionante Canyon roccioso dove, in una cornice naturale unica, sul finire del 1600 un missionario palermitano edificò una bellissima missione. Nel retro della Chiesa l’antico orto è ancora oggi irrigato attraverso l‘ingegnoso sistema idrico originale: qui campeggia un enorme olivo di 300 anni piantato sul nascere della comunità religiosa.

Albergo storico di stile francese forse il migliore della città

 

giorno 7 il deserto di Vizcaino SANTA ROSALIA fino alla Laguna San Ignacio

Messico: l'incontro con la natura a Baja California del Sud | Dove Viaggi

Verso Nord lungo il Mar di Cortes per attraversare un’immensa distesa ricoperta di cactus colossali e costeggiare la splendida Bahia Concepcion con la sua successione di piccole baie dall’acqua color smeraldo.

Playa El Requesón, Bahía Concepción | Hotel Santa Fe Loreto

Dopo la visita di una missione con vista su una sterminata oasi di palme da dattero, si arriva in una cittadina de epoca coloniale interamente costruita con legnami tropicali   sul finire dell’800 dai francesi intorno a un ricco giacimento di rame. Dopo la visita della celebre chiesa in metallo rivettato firmata da Gustave Eiffel e di altri edifici torici dell’epoca, si prosegue per San Ignacio attraversando il Deserto di Vizcaino, la più estesa riserva naturale dell’America Latina, popolata da diverse specie endemiche di animali e piante. Si fiancheggia l’imponente gruppo vulcanico delle Tre Vergini e si giunge nel minuscolo paesino di San Ignacio fondato nel 1700 dai gesuiti dove si potranno visitare l’antica missione e le facciate stile “western” delle case ottocentesche che circondano la caratteristica piazza centrale, resa ormai celebre da un film di successo messicano cui parteciparono diversi volti del paesino. È inoltre presente un piccolo museo con reperti delle etnie che abitarono questo aspro territorio per oltre 10.000 anni lasciando misteriose pitture rupestri.

Baja California: tra deserto e balene - Latitudes

Si lascia quindi il percorso pavimentato e si guida attraverso una pista di sabbia battuta fino all’omonima laguna sul Pacifico, dove ci si istalla in ampie e confortevoli tende a cabina all’interno di un campo base attrezzato. L’accampamento è frequentato ogni inverno da biologi marini e documentaristi di tutto il mondo che qui si incontrano per studiare le Balene grigie in ottimali condizioni di avvicinamento.

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Proseguimento verso Nord, lungo il Mar di Cortez, per attraversare un’immensa distesa ricoperta di cactus colossali e costeggiare la splendida Bahia Concepcion con la sua successione di piccole baie di acqua turchese.  Il percorso e’ stupendo, un tratto vicino alla costa, poi una parte fra le colline deserte ma piene di cactus di ogni dimensione, proseguimento su strada asfaltata che, dapprima si snoda nel deserto disseminato di cactus, i famosi cardones (cactus giganteschi), poi costeggia Bahìa Concepciòn che, con le sue innumerevoli baie, accompagna fino all’oasi di Mulegè e al suo corto fiume, che scorre tra migliaia di palme da dattero.  poi una breve sosta nella cittadina storica di Mulege’ dove si trova una missione  sono 2 ore per r arrivare alla Missione di Santa Rosalía de Mulegé km135 attraversando nuovamente il deserto costiero della Sierra della Giganta caratterizzato su questo tratto dalla presenza di cactus Cardon

Mission Santa Rosalía de Mulegé

 

Dopo la visita di una missione con la sua immensa oasi di palme da dattero, si arriverà a Santa Rosalia, fondata dai francesi sul finire dell’800 intorno a un ricco giacimento di rame.

Santa Rosalia, situata tra due altipiani, infilata in un piccolo canyon tra alture rocciose e conobbe il suo momento di massimo splendore nella seconda metà del 19° secolo, con la scoperta di importanti giacimenti di rame. L’attività di estrazione, sotto la direzione della francese Compania El Boleo durò fino al 1954.

Discover the Magical Town of Santa Rosalía in Baja California Sur - PaperCity Magazine

Nel 1954 tale compagnia cessò le operazioni di estrazione del minerale in quanto ritenuto esaurito; tale evento comportò un esodo dalla città mentre tre anni più tardi il governo messicano riprese l’estrazione del rame sino all’anno 1972, quando i giacimenti furono realmente esauriti Del passato .=Oggi a Santa Rosalia restano costruzioni e installazioni, l’alta ciminiera, la fonderia mentre lungo le vie della città si mostrano locomotive, carrozze e carrelli un tempo usate per il trasporto del rame. La Compania El Boleo introdusse uno stile tutto particolare nell’architettura di Santa Rosalia, che si può ammirare tanto nell’impianto originale della città quanto nella zona sull’altopiano chiamata Mesa Francia. Da allora tutto è rimasto com’era nella grande fabbrica costruita per la prima lavorazione del minerale e le sue dimensioni danno un’idea di cosa voglia dire città-fabbrica o fabbrica-città, più di Torino negli anni 50 e 60.

Qui spiccano l’Hotel Frances e l’antico edificio un tempo sede dell’amministrazione della compagnia e oggi Museo Historico Minero. Di gusto francese è anche la chiesa di Santa Barbara la patrona dei minatori costruita in metallo nella città di Santa Rosalia. Vincitrice del secondo premio all’esposizione di Parigi del 1889 e frutto del genio di Gustave Eiffel, fu acquistata dai dirigenti della compagnia francese e qui trasportata e ricostruita nel 1897.. La chiesa è una struttura in acciaio costruita su progetto di Eifel (della Torre Eifel).

Ma che c’entra Eiffel con tutto questo?  Occorre andare in centro per capirlo, nella chiesa di Santa Barbara, abbastanza anonima e all’apparenza normale. Ma se si guarda bene si scopre che le sue pareti sono di ferro. Tutta la chiesa è di ferro, compreso il campanile. La compagnia El Boleo era francese e quindi la città-fabbrica di Santa Rosalía seguì tutti gli influssi architettonici franco-coloniali dell’epoca. E la chiesa di Santa Barbara fu disegnata da Gustave Eiffel che la mostrò all’esposizione internazionale di Parigi. Dopo l’esposizione la chiesa fu smontata, spedita a pezzi e rimontata a Santa Rosalìa.

Il tour a piedi della città comprende anche mostre minerarie, il parco, la piazza, un museo minerario, il municipio, il centro culturale e una panetteria famosa per il suo pane.la mostrò all’esposizione internazionale di Parigi

Santa Rosalía è stata dichiarata monumento storico nel 1984 dal Congresso della Bassa California del Sud, e si è consolidata come una città mineraria di grande valore per il Messico poiché, grazie alla sua elevata produzione di gesso e acido solforico, lo stato si è posizionato al primo posto a livello nazionale nella produzione, inviando circa dodici imbarcazioni al mese, per questo offrono ai curiosi, alcune visite al loro museo, dove potrete conoscere la storia di Sana Rosalía e scoprire fatti interessanti, oltre a poter apprezzare manufatti, mobili e macchinari molto ben conservati che risalgono al XIX e XX secolo, la locomotiva utilizzata nelle miniere è una delle attrazioni più amate dai visitatori, “il trenino” è un pezzo fondamentale per il museo, pieno di storie che sicuramente vi piaceranno, contemplate la sua ambientazione legata alla fase fiorente della città.

Antica panaderia Bolero ,vecchia panaderia risalente al 1901, è stata una bella esperienza in quanto abbiamo potuto vedere i vecchi forni che ancora funzionano e poi abbiamo gustato il pane appena sfornato e tanti dolci di vari gusti. Interessante , da visitare

l’Hotel Frances 1860, l’affascinante albergo “Frances”, dall’atmosfera romantica e decadente, completamente realizzato in legno di quercia nella seconda metà del 1800 per fungere da foresteria per i dirigenti francesi della miniera.

 

giorno 8 Laguna San Ignacio

Due le uscite in barca per ammirare i mansueti giganti del mare riuniti nella laguna per riprodursi o partorire i propri piccoli che cercano spesso un contatto con gli occupanti delle imbarcazioni. Il pomeriggio verrà dedicato all’esplorazione naturalistica dei dintorni. Cena al ristorante del campo e pernottamento in tenda.

Baja Whale Watching - San Ignacio Lagoon | Sea Kayak Adventures

BALENE GRIGE Ogni inverno oltre quattromila balene grigie percorrono 18.000 km dall’Alaska alla Baja California. Vanno laggiù per partorire nelle acque turchesi della Laguna San Ignacio, tra deserti e cactus. Per poche giornate si avvicinano per pura curiosità fino a farsi sfiorare e quel contatto ruvido, pulsante, resta per sempre.

Whales of Baja Family Adventure

Il centro storico di Querétaro La Riserva comprende l’ecosistema montano (la Sierra Placeres, la Sierra de Santa Clara e la Sierra de San Francisco), le lagune costiere di Ojo de Liebre e San Ignacio e gli estuari: La Bocana, El Coyote, El Cardón, El Dátil nella Laguna di San Ignacio. Le lagune che si trovano nella riserva sono un santuario per le balene, ospitano impressionanti pitture rupestri millenarie e una biodiversità unica e sorprendente,è un sito del patrimonio culturale iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il Santuario si trova nella parte centrale della penisola della Bassa California e vanta ecosistemi unici e un’elevata biodiversità. Inoltre, con quasi due milioni e mezzo di ettari, è una delle aree protette più grandi del paese. È sicuramente uno degli scenari naturali più suggestivi della Bassa California del Sud. Con 450 chilometri di costa, vanta un ecosistema marino e lacustre molto ricco. Qui si trovano i banchi più ricchi di abaloni e aragoste del Nord America. Inoltre, il Santuario delle Balene di El Vizcaíno è il luogo più importante al mondo per la protezione della popolazione di balene grigie. Questo cetaceo percorre 8.000 chilometri da Chukchi, nel Circolo Polare Artico, fino alle lagune di Ojo de Liebre e San Ignacio, e nei mesi da dicembre ad aprile si accoppia e si riproduce. Nella zona si possono trovare anche cuccioli di mare, leoni marini della California, elefanti marini settentrionali, balenottere azzurre e quattro specie di tartarughe marine in via di estinzione. Ogni anno nascono più di 1.000 cuccioli nelle lagune, aumentando gradualmente la popolazione di balene grigie. Le lagune e gli estuari accolgono ogni anno migliaia di uccelli acquatici che migrano da nord. Quest’area è considerata una delle più importanti per gli uccelli che seguono la rotta migratoria del Pacifico. È uno dei luoghi più incredibili in cui praticare l’ecoturismo e stare a contatto con la natura, contemplando le sue imponenti dune e i suoi cactus giganti. A Guerrero Negro hanno alzato pali di legno con in cima una piattaforma per permettere ai falchi pescatori (che qui chiamano àquila pescadora) di fare il nido. Il risultato è che ci sono quasi più pali con un nido di falco in cima che pali della luce.

Gray Whales and Whale Sharks in Baja California - Oceanic Society

“La balena grigia (ballena gris): come tutte le balene, la balena grigia un tempo era un animale terrestre. Poi si è trasferita in mare, ma pare l’abbia fatto per ultima tra tutte le cugine. Quindi qualche traccia “terrestre” potrebbe essere ancora presente nelle sue abitudini. Questo spiegherebbe l’abitudine di avvicinarsi tanto alle coste e all’uomo, come nessun’altra balena fa. E’ un’ipotesi affascinante e a me piace pensare che sia assolutamente vera.

In this Baja, the Gray Whales Come to You | National Geographic

Era la convinzione che avevo mentre ne osservavo decine e decine attorno alla barca nella laguna di Guerrero Negro. Ovviamente qui l’aspetto più affascinante e commovente del cosiddetto Whale Whatching sta nell’incontro ravvicinato del terzo tipo, nel contatto fisico con una balena di 15 metri di lunghezza. Naturalmente questa esperienza me l’avevano raccontata altri che l’avevano vissuta, ma ovviamente un conto è viverla, un altro è ascoltarla da altri.  Si avvicinavano, soprattutto i cuccioli (quattro metri!) fino a puntare il muso sul fianco della barca, si giravano di lato per poterci vedere, perché in posizione normale le balene non riescono a vedere in alto. Si immergevano, passavano sotto la barca facendoci traballare, si alzavano al di sopra della superficie del mare, come a volerci dire qualcosa.

A gray whale eco-experience – Mongabay Kids

E l’impressione di guardare una balena negli occhi mi rimarrà nel cuore per sempre. Il numero della balene grigie alla laguna di Guerrero Negro nel periodo di punta è impressionante. Il 3 febbraio, giorno della nostra escursione, erano 2.022 (di cui 802 cuccioli!) in una laguna grande, ma non immensa. E questo significava guardarsi intorno per vedere decine di balene nello stesso momento. Il conteggio pare molto preciso, gli addetti danno un margine di errore del 2-3 % al massimo. Come le contano? Semplice: per entrare e uscire dalla laguna ci sono pochi e stretti passaggi (sorta di canali). Le balene entrano ed escono attraverso questi canali nuotando in superficie. Si vedono bene e si distinguono (maschi, femmine e cuccioli). Basta contarle. Tot entrate – tot uscite = tot presenti in laguna.”

 

An Adventure of a Lifetime - Baja Ecotours

 

GUERRERO NEGRO – SAN IGNACIO (km 156)

Prima colazione. Imbarco per il primo incontro ravvicinato con le Balene grigie che d’inverno all’interno della laguna superano i 2.000 esemplari! La migrazione delle balene grigie dalle acque della Siberia e dell’Alaska alle lagune della Baja California è uno degli eventi più sorprendenti del mondo animale. Questi cetacei, ogni anno, coprono a nuoto una distanza di circa 8000 km per raggiungere le calde acque delle lagune di Ojo de Liebre e Baia Magdalena dove partoriscono. La stagione ufficiale per l’osservazione delle balene va da metà dicembre a metà aprile, ma il periodo migliore inizia a febbraio, quando i cuccioli sono ormai abbastanza forti e grandi per avventurarsi da soli lontano dalla madre. È in questo periodo che può succedere che un cucciolo troppo curioso si avvicini talmente tanto da farsi accarezzare.

 

 

 

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la Sierra de San Francisco è un luogo di straordinaria bellezza naturale. La catena montuosa fa parte delle  Catene Penisolari , che si estendono dalla California meridionale fino alla punta della Penisola della Bassa California . Il suo territorio accidentato comprende profondi canyon, imponenti scogliere e aridi deserti, tutti ricchi di flora e fauna uniche. La regione ospita specie come  pecore bighorn ,  cervi muli ,  coyote e una varietà di uccelli, tra cui  aquile reali  e  gheppi . La vegetazione è tipica del deserto della Bassa California, con cactus cardón, ocotillos e alberi di mesquite che punteggiano il paesaggio. L’isolamento e il clima rigido della Sierra hanno preservato i suoi ecosistemi, rendendola un paradiso per avventurieri e amanti della natura. Tuttavia, la sua posizione isolata richiede anche una certa preparazione, poiché la zona non offre strade asfaltate né servizi moderni. La Sierra di San Francisco raggiunge un’altezza di 1.570 metri sul livello del mare.

I Tres Virgenes sono vulcani che dominano notoriamente il paesaggio della Baja California vicino a Santa Rosalia non vi avvicinerete molto ai vulcani, ma è un itinerario che vi permette di apprezzare la loro bellezza, oltre a quella del deserto.

 

 

pitture rupestri. Risalenti a 8.800 anni fa,

Nascosta tra gli aspri paesaggi della Bassa California del Sud, si trova la  Sierra de San Francisco , una remota catena montuosa che custodisce uno dei tesori culturali più straordinari delle Americhe:  l’antica arte rupestre . Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1993, L’area rimase praticamente inesplorata e isolata fino al XX secolo inoltrato, il che tenne le popolazioni indigene relativamente isolate dalle influenze della terraferma, consentendo lo sviluppo di complesse culture locali. L’area ospita alcune delle pitture rupestri più ricche e antiche del mondo realizzate da gruppi indigeni oltre 7.500 anni fa. queste pitture preistoriche si trovano in canaloni, anfratti e grotte. Sono notevoli per dimensioni, qualità e stato di conservazione. La Sierra de San Francisco fa parte della  Riserva della Biosfera di El Vizcaíno , un’area protetta dall‘UNESCO che si estende per oltre 25.000 chilometri quadrati tra deserto, montagne e costa. L’arte rupestre qui rinvenuta è attribuita al  popolo Cochimí , che abitò la regione per millenni prima dell’arrivo dei coloni europei.

I siti più spettacolari e meglio conservati si trovano in un’area di circa 3.200 chilometri quadrati. Ciò ha fornito le condizioni migliori per la prosperità di gruppi di cacciatori-raccoglitori dal tardo Pleistocene, 10.000 anni fa, fino all’arrivo dei missionari gesuiti alla fine del XVII secolo. La bellezza del paesaggio e la vegetazione dei canyon e delle mesas contribuiscono al valore estetico dell’arte. Le numerose e variegate superfici dipinte sono straordinariamente ben conservate. I loro creatori riuscirono a produrre immagini che ci dimostrano come le società di piccole dimensioni, con economie basate sulla caccia, la pesca e la raccolta, fossero capaci di sviluppare sofisticati sistemi simbolici, che in larga misura riflettono la loro visione del mondo. Lo stile è essenzialmente realistico ed è dominato da figure di esseri umani, animali terrestri e acquatici, disegnate in rosso, nero, bianco e giallo. Molto spesso le immagini più grandi sono più grandi del naturale. La loro dimensione monumentale è accentuata dal fatto che i dipinti sono spesso situati in alto, sulle lastre e sulle sporgenze dei ripari rocciosi. La sovrapposizione di figure è molto comune. Vi è anche un’abbondanza di siti di petroglifi che riuniscono migliaia di singole figure. I gesuiti furono i primi a descrivere i “grandi murales” nel XVIII secolo, anche se solo più tardi Harry Crosby, storico e fotografo statunitense, coniò questa espressione nel 1894. Gli scavi archeologici sulla Sierra indicano che le pratiche di pittura e incisione persistettero per un lungo periodo di tempo e rivestirono un’importanza essenziale per la visione del mondo degli indigeni. Cronisti e missionari europei registrarono alcune pratiche rituali e i manufatti utilizzati in esse. Alcuni di questi manufatti sono stati riconosciuti nelle pitture rupestri e sono stati rinvenuti anche negli scavi archeologici del sito

Queste opere d’arte, note come i  Grandi Murales , raffigurano figure umane, animali selvatici e simboli celesti, offrendo uno scorcio sulla vita spirituale e quotidiana dei primi abitanti della Bassa California. I  Grandi Murales  sono caratterizzati dalle raffigurazioni su larga scala di figure umane e animali, spesso dipinte in rosso, nero, bianco e giallo ocra. Alcuni dei siti più famosi, come  la Cueva Pintada  (Grotta Dipinta) e  la Cueva de las Flechas  (Grotta delle Frecce), presentano intricate composizioni che occupano intere pareti della grotta. Si ritiene che questi dipinti avessero scopi cerimoniali, spirituali e narrativi, riflettendo il profondo legame tra i Cochimí e il loro ambiente. Gli archeologi hanno datato alcuni dei dipinti a oltre 7.500 anni fa, rendendoli tra le più antiche e meglio conservate opere d’arte rupestre al mondo. La loro posizione remota ha contribuito a proteggerli da vandalismo e degrado, ma significa anche che la visita a questi siti richiede un’attenta pianificazione e il rispetto del loro significato culturale e ambientale. Un’escursione nella Sierra de San Francisco è più di una semplice escursione: è un viaggio nel tempo. Scendendo nei canyon, si percepisce il peso della storia e la maestosa bellezza della natura. Davanti ai Grandi Murales, rimarrete colpiti dalla loro imponenza e maestria. Le figure umane, spesso raffigurate con le braccia tese, sembrano protendersi attraverso i secoli. Gli animali – cervi, pecore bighorn e creature marine – sono resi con un dettaglio tale da sembrare balzare dalle pareti.

 

Guerrero Negro  una città della Bassa California del Sud   famosa per proteggere il più importante santuario delle balene grigie del mondo , oltre a ospitare paesaggi ultraterreni . Circondato dall’Oceano Pacifico e dal Mar di Cortez, ed è noto come l’Acquario del Mondo. Abitato permanentemente da delfini, mante e tartarughe, è visitato ogni anno da tre diverse specie di balene , numerosi uccelli migratori e, naturalmente, da turisti entusiasti che apprezzano i forti contrasti offerti dalla natura desertica di questo vasto territorio  Dai mari di sabbia alle montagne di sale, il suo scenario è mozzafiato. Guerrero Negro ha avuto un ruolo fondamentale nella storia evolutiva della balena grigia ed è considerato il posto migliore al mondo per ammirarla. La vicina Laguna Ojo de Liebre, parte della Riserva della Biosfera di Vizcaíno, vanta profondità, salinità, temperatura, nutrienti e condizioni superficiali ideali per l’accoppiamento, il parto e l’allevamento dei piccoli di questi giganti. Inoltre, offre paesaggi ultraterreni che, a differenza delle balene stesse, possono essere ammirati tutto l’anno 

Al termine si potrà visitare la salina più grande del mondo che produce il 30% del sale del pianeta. Pranzo pic-nic.

Guerrero Negro: Guerrero Negro merita una menzione particolare, , perché giace al centro di un’immensa salina, la più grande del mondo, che produce il 7% del sale industriale del pianeta.  Enormi macchinari (ruspe, scavatrici e carri smisurati, costruiti apposta per la miniera), alti come palazzi di 3 piani, manovrano e si riflettono in specchi d’acqua, insieme con il sole e il cielo, fino all’orizzonte. Uno spettacolo aspro, ma affascinante. Montagne di sale alte centinaia di metri aspettano di essere imbarcate su piattaforme giganti per partire verso la destinazione finale. La miniera è stata comprata nel 1973 dal Governo Messicano e dalla Mitsubishi. La compagnia si è distinta non solo per lo sviluppo che ha dato a più di mille dipendenti e alla comunità, ma anche per l’attenzione dedicata allo sviluppo ecologico della regione. I lavori si collocano in un’area di straordinaria bellezza, un patrimonio fondamentale della biosfera, un ambiente dove non solo migrano le balene ogni anno, ma anche migliaia di uccelli.  Ma c’è ancora una meraviglia che consiglia di fermarsi un po’ più a lungo a Guerrero Negro. Poco a nord della città, tra le lagune e il mare, il vento ha creato infatti nel tempo un mare di dune bianche alte 20 o 30 metri che formano un piccolo, ma affascinante Sahara.

 

Visita di un centro per la reintroduzione dell’antilocapra americana.  in America c’è un altro mammifero che in fatto di velocità può dire la sua: l’antilocapra. L’antilocapra americana o Pronghorn (Antilocapra americana) è un ruminante delle praterie e delle zone aride del Nord America Simile ad una antilope delle dimensioni di una gazzella appartiene a una famiglia a se stante, quella degli Antilocapridi di cui oggi è l’unica specie sopravvissuta e, nonostante il nome e l’aspetto, è più affine aile antilopi. Le sue corna, infatti, sono biforcute come quelle di alcuni Cervidi, ma non si tratta di palchi ossei.

 

giorno 9 in fuoristrada da Laguna San Ignacio a Bahia Magdalena  

In mattinata partenza verso Sud lungo il Pacifico attraverso un emozionante percorso sterrato che si sviluppa tra saline naturali, boschi di cactus, dune di sabbia, guadi di torrenti asciutti e canyon rocciosi. Al termine di questa avventurosa tappa che fa parte del mitico rally Baja 1000, si giunge nella mitica Scorpion Bay, una delle più belle baie del Pacifico orientale con il suo arenile incontaminato di 30 km che divide il deserto dall’oceano. Si prosegue ancora fino all’immensa Bahia Magdalena, sul Pacifico.

 

partenza per il Sud attraverso i tornanti della Sierra della Giganta fino a Bahía Magdalena, per raggiungere un villaggio di pescatori  sul Pacifico e pernottare in una posada con spiaggia,circa 3 ore 217 km 

Puerto San Carlos è il punto di partenza principale per escursioni nell’enorme Bahía Magdalena che  è lunga circa 50 km ed è formata da due isole barriera, perfette per escursioni e, a volte, per l’osservazione delle balene  Le due isole di Magdalena e Santa Margarita mantengono le acque molto più calme rispetto al Pacifico aperto. Le balene grigie si radunano qui da dicembre ad aprile. Ma a loro si uniscono anche delfini, focene, foche e leoni marini. Anche nei mesi di bassa stagione, la varietà della fauna marina può sembrare sbalorditiva. E anche solo esplorare la baia è un’avventura sufficiente per molti viaggiatori.

 

 

 

giorno 10_ da Bahia Magdalena a Todos Santos

Si salpa presto al mattino per la visita della laguna con il suo labirinto di mangrovie, le colonie di uccelli marini e le sterminate dune che si estendono fino all’Oceano. Tornati a terra si prosegue verso Sud fino a Todos Santos, pittoresco paesino di epoca coloniale sul Pacifico, oggi divenuto rifugio bohémien di tanti artisti internazionali. Il centro storico di Todos Santos, con la sua architettura originale del 1800 e la sua atmosfera rilassata di altri tempi, gli ha fatto meritare la denominazione di “Pueblo Magico de Mexico”, un

riconoscimento che spetta a centri storici che sono riusciti a resistere al tempo conservando identità e architettura. Il pernottamento è previsto presso un caratteristico albergo ricavato da un‘antica dimora di epoca coloniale.

Prima colazione. In mattinata partenza con una lancia privata per esplorare l’ampia baia con i labirinti di mangrovie, la ricca avifauna e l’interminabile arenile desertico bagnato dal Pacifico costituito da un mare di dune di sabbia.

Puerto San Carlos, Messico, si può fare una ‘esplorazione in barca (spesso piccole imbarcazioni tipo “lancia”) dei canali e dell’ecosistema delle mangrovie nella Laguna di Magdalena, offrendo esperienze uniche tra natura, fauna selvatica come falchi pescatori e delfini, e paesaggi costieri mozzafiato, un’attività ecoturistica molto popolare nella regione della Baja California. Si navigano canali stretti tra le mangrovie, scoprendo la loro biodiversità. Possibilità di avvistare falchi pescatori (osprey), delfini e altre specie marine.

 

 

 

Dopo un pic nic tra le dune e il ritorno a terra si riprenderà la strada alla volta di Todos Santos, caratteristico paesino coloniale sul Pacifico, (4,30 ore 345 km)

 

Todos Santos dagli anni 70 è diventata meta di diversi artisti messicani e stranieri che trovano nella sua pace, nella sua storia e nel suo clima l’ambiente per loro ideale.. Todos Santos Messico ha una ricca storia, a partire dai missionari gesuiti che stabilirono un insediamento nella zona all’inizio del XVIII secolo. L’origine della città è associata principalmente alla fondazione della Missione di Nuestra Señora del Pilar de Todos Santos fondata nel 1724. La missione si trasformò in un centro agricolo e di irrigazione dove i gesuiti coltivavano le colture e sostenevano la loro congregazione nella penisola di Baja, generalmente arida. L’economia locale si basava sulle piantagioni di canna da zucchero e le fondazioni si trovavano in un ambiente favorevole, con terre fertili e sorgenti naturali nella regione  Il nome “Todos Santos” significa “Tutti i santi” in spagnolo, in onore del Cattolico tradizione di onorare tutti i santi. Questo nome dimostra il profondo impatto devozionale dei missionari gesuiti, che avevano l’abitudine di chiamare gli insediamenti con il nome di uomini santi e delle loro gesta. Il nome cattura anche l’atmosfera eterea e rilassata della città, che ancora oggi attrae i viaggiatori in cerca di pace interiore e di un legame con il suo passato ricco di sfumature.

Nel XIX e all’inizio del XX secolo, Todos Santos ha prosperato come città produttrice di canna da zucchero. A metà del XX secolo, però, l’industria si è affievolita e la città è caduta in un lungo letargo. Questa crisi, tuttavia, ha aperto la strada alla sua rinascita. Negli anni ’80, Todos Santos era diventata un paradiso artistico, un’oasi per i creativi, gli espatriati e gli imprenditori che si sentivano attratti dalla bellezza della città e dal suo ritmo di vita più lento. Oggi Todos Santos Mexico è conosciuta sia per la sua storia che per la sua rinascita, fondendo il suo passato gesuita con l’arte contemporanea e la coscienza ambientale. I viaggiatori di tutto il mondo possono sperimentare questa storia stratificata nella chiesa della missione, nelle strade piene d’arte e nell’evoluzione della città in un’area di interesse turistico. “Pueblo Magico”.” Passeggiare per Todos Santos, con i suoi negozietti, le gallerie d’arte, l’atmosfera hippie, le bandierine colorate, vale il viaggio.

 

Ricordate il famosissimo brano degli Eagles che ci ha fatto sognare all’hotel California,? C’è un nesso con l’omonimo, famosissimo hotel di Todos Santos, icona imprescindibile di una cittadina nata all’inizio del ‘700 con l’arrivo dei Gesuiti, poi abbandonata prima della fine dello stesso secolo, logorata dalla resistenza dei nativi e dalle epidemie. Poi risorta nel ’800 con alterne fortune legate alla coltivazione della canna da zucchero. Nella seconda metà dell’800 fu costruito il primo albergo nello stesso luogo di quello attuale, L’albergo fu comprato nel 1950 da una famiglia di origine cinese. Apparizioni di fantasmi e oscure vicende familiari accompagnarono la storia dell’albergo in quel periodo. Dopo la II guerra mondiale, a seguito del crollo del prezzo della zucchero, l’albergo passò per diverse mani fino a quando, alla fine degli anni ’90, fu chiuso e messo in vendita un’ultima volta. Già si chiamava Hotel California.   Nel 2001 un canadese, John Stewart, visitò Todos Santos e anche l’albergo. Fu un colpo di fulmine! Lo comprò, vi si trasferì e restaurò l’edificio, la reception, le 11 camere di cui disponeva e l’emporio annesso. Aprì anche un ristorante. Il nuovo proprietario volle che riflettesse la cultura e la storia del luogo più che diventare un albergo americanizzato. Così andò in giro per il Messico a cercare arte decorativa autentica con la quale adornò la sua creatura. Riaprì l’hotel nel 2012.

 

E il mito dell’Hotel California continua. E non può che mantenersi vivo se ogni anno vi si organizza “Il festival della musica”, sponsorizzato proprio dall’Hotel California. E sapete chi l’organizza? Peter Buck, chitarrista dei REM, che dopo lo scioglimento del gruppo ha deciso di non voler smettere di suonare.
Si pensa che gli Eagles possano avere tratto ispirazione dall’Hotel California di Todos Santos, il quale per questo è diventato una meta imperdibile  anche  se scopriamo che gli Eagles a Todos Santos non ci sono mai stati? Non c’è uno straccio di prova che confermi la loro presenza qui (ricordi, testimonianze, registri dell’albergo…) e che il loro brano abbia mai fatto riferimenti al magico hotel California. Tutto è solo mito, dunque, che poi è quello che conta.

A me piace pensare che questo sia vero e per questo non ho mancato di fermarmi nel cuore le note e le parole del brano degli Eagles. Con me nel ristorante, circondato da bellissime opere d’arte, c’erano molti turisti, ma anche qualche “reduce” con i capelli lunghi (e radi) e l’Harley Davidson parcheggiata davanti all’ingresso.Il testo della canzone descrive l’Hotel California come una struttura di gran lusso dove you can check out any time you like but you can never leave (“puoi lasciare libera la stanza quando vuoi ma non puoi andartene mai”). Apparentemente la canzone narra la storia di un viaggiatore stanco che rimane intrappolato in un albergo terrificante, che all’inizio sembra invitante e accogliente, ma poi si rileva una trappola da cui non si può scappare. Fa riferimenti anche a temi esoterici e satanici che in parte riportano alle vecchie storie capitate nell’hotel. E’ per questo che

 

 

giorno 11 partenza per il rientro

Tre ore prima del decollo del volo, trasferimento all’Aeroporto di San José del Cabo situato a circa un’ora di guida lungo il Pacifico per le operazioni di imbarco sul volo di rien




CILE E ISOLA DI PASQUA GENNAIO 2027 SOLD OUT

Il Cile è il paese più lungo del mondo e combina contrastanti paesaggi naturali incredibili che vi ruberanno il cuore. Vi potrete perdere nella grandezza della Patagonia con le sue montagne e i suoi ghiacciai o guardando le stelle nel deserto più secco del mondo. Ma il Cile non è solo Patagonia e il Deserto di Atacama, possiede anche una grande tradizione vinicola, una capitale vivace e moderna, e la leggendaria Isola di Pasqua piena di misteri e leggende. La gente del posto e le comunità indigene saranno parte di questa avventura indimenticabile.

Questo itinerario non è per tutti, e non è un viaggio qualsiasi: è una vera avventura, un’esperienza di quelle che si ricorderanno per tutta la vita, alla scoperta di luoghi che in pochi si spingono a visitare. Come gli esploratori che nei secoli passati solcavano gli oceani, ci spingeremo fino a due tra i luoghi più remoti del mondo: due terre dalle caratteristiche uniche, per la loro posizione geografica, per i loro ambienti naturali, per la storia unica delle civiltà che li hanno abitati. La Patagonia e l’Isola di Pasqua ci regaleranno un viaggio indimenticabile.

La Patagonia, la regione posta sulla punta meridionale del Sudamerica, una terra dal fascino quasi irreale. Un mondo dove la natura è protagonista: i suoi giganteschi ghiacciai, le immense pianure, i cieli sconfinati, la vegetazione particolare e la grande varietà di specie animali che solcano il suo territorio, dipingono un quadro magnifico, uno scenario estremo ma dalla bellezza idilliaca, dove ci sentiremo come se fossimo stati trasportati sulla superficie di un altro pianeta.

Raggiungeremo la mitica Isola di Pasqua, uno dei luoghi più isolati al mondo, un piccolo lembo di terra nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, a più di 2.000 km dalla più vicina terra emersa. Un territorio veramente unico, universalmente noto per i suoi moai, le gigantesche teste in pietra che ne sono diventate il simbolo, erette da un’antica civiltà dalla storia affascinante, che ha rischiato più volte di sparire anche a causa dello sfruttamento indiscriminato delle sue risorse. Visitare l’Isola di Pasqua è un’emozione e un privilegio da veri viaggiatori.

Isola di Pasqua
Uno dei luoghi più iconici e remoti del mondo, immortalati in un celebre film, “Rapa – Nui”, che ne ha decretato l’immortalità. Rimangono ancora avvolti nel mistero i Moai, queste imponenti testimonianze della cultura indigena. L’Isola di Pasqua appartiene al territorio cileno, da cui dista qualche ora di volo. Ci troviamo nel mezzo dell’Oceano Pacifico, in uno dei vertici del cosiddetto triangolo polinesiano. E infatti si avverte nei manufatti dell’isola, nella lingua e nella cultura degli abitanti un retroterra culturale tipico della Polinesia. L’isola di Pasqua, Rapa -Nui, nella lingua locale, è di origine vulcanica, formata sostanzialmente da ben tre vulcani spenti. A causa della sua collocazione geografica e del forte isolamento, la biodiversità e la presenza di flora sono tra le più basse del pianeta. Questo, tuttavia, non ha influito sullo sviluppo e sulla fioritura di una straordinaria corrente migratoria e della sua espressione artistica in loco. L’Isola di Pasqua deve il suo nome particolare a un marinaio europeo, l’olandese Jacob Roggeveen, che la avvisto proprio la domenica di Pasqua del 1772. Un altro grande marinaio illustre, James Cook, vi mise piede nel 1774, anche se per brevissimo tempo. Dopo essere stata teatro di scontri più o meno tesi tra vari paesi che ne volevano il possesso, questo fantastico territorio vulcanico è passato definitivamente sotto il Cile, non senza qualche malumore. Oggi, anche il turismo ha messo piede sull’isola di Pasqua, portando allo sviluppo di strutture ricettive, ristoranti, negozi di souvenir e tutto quanto necessario all’accoglienza di un certo numero di visitatori. Eppure, Rapa-Nui non ha perso nulla del suo fascino. Vi è qualcosa che parla sempre al cuore dei visitatori, attraverso la stazza imponente dei Moai: un sentimento di misticismo, di spiritualità, o in qualsiasi altro modo la si voglia definire. Ecco perché, in definitiva, questo è una destinazione che ogni vero viaggiatore deve raggiungere almeno una volta nella vita, un viaggio verso l’altra metà del mondo, ma che consente di tornare a casa diversi, più consapevoli della vastità geografica e culturale del meraviglioso pianeta in cui viviamo.

Ecco alcune cose da vedere in Cile.

  • Santiago del Cile
    Dove grattacieli e palazzi coloniali si intrecciano in una danza urbana conturbante, mentre ai loro piedi si svolgono mercati e si animano le piazze.
  • Valparaíso
    Si riconosce subito grazie alle file di case colorate affacciate sul Pacifico, all’arte di strada e alle funicolari che promettono di accompagnarti in un mondo sospeso tra cielo e oceano.
  • Isla Negra
    Più che un’isola, è il rifugio poetico di Pablo Neruda, un luogo che sembra scritto in versi.
  • Isla Magdalena e Isla Marta
    Alla Magdalena potrai osservare da vicino i pinguini magellanici, mentre alla Marta i leoni marini e diversi uccelli. E durante il viaggio in mare potresti incontrare delfini e balene.
  • Punta Arenas
    La porta della Patagonia, la città battuta dal vento che racconta storie di esploratori e pionieri.
  • Parco Nazionale Torres del Paine
    Qui la natura ha deciso di fare la diva, regalando scenari che sembrano dipinti. Torres del Paine è da togliere il fiato, non inserirlo nella lista su cosa vedere in Cile sarebbe un errore imperdonabile.
  • San Pedro de Atacama, il Salar e il Deserto di Atacama
    Se Marte avesse un angolo di paradiso, sarebbe come il Deserto di Atacama, che fiorisce inaspettatamente in pieno inverno.
  • Geyser del Tatio
    A 4.321 metri di altitudine, i suoi potenti getti di vapore emergono da pozze di acqua bollente e raggiungono anche i 6 metri d’altezza.

Nelle terre estreme. Questo itinerario non è per tutti, e non è un viaggio qualsiasi: è una vera avventura, un’esperienza di quelle che si ricorderanno per tutta la vita, alla scoperta di luoghi che in pochi si spingono a visitare. Come gli esploratori che nei secoli passati solcavano gli oceani, ci spingeremo fino a due tra i luoghi più remoti del mondo: due terre dalle caratteristiche uniche, per la loro posizione geografica, per i loro ambienti naturali, per la storia unica delle civiltà che li hanno abitati.

La Patagonia e l’Isola di Pasqua ci regaleranno un viaggio indimenticabile.

16 Gennaio 2027: ROMA – CILE

Incontro dei partecipanti al banco della compagnia aerea per le formalità doganali e partenza con volo verso il Cile. Pasti e pernottamento a bordo.

Viaggio in Cile: i quartieri bohémien di Santiago | Tuttaltromo(n)do

17 Gennaio 2027 ARRIVO CILE

Arrivo, incontro con la guida  e trasferimento in hotel. Assegnazione delle camere riservate  e tempo per il riposo.Pranzo in hotel.

Santiago, Cile: guida ai luoghi da visitare - Lonely Planet

Incontro con la guida e inizio della visita della città di Santiago, partendo dal centro storico con la sua Plaza de Armas, l’ufficio postale, il Municipio, la casa del governo “La Moneda” e il Monte Santa Lucia.

Plaza de Armas
È come il salotto buono della città, ma di quelli dove puoi anche rilassarti con i piedi sul divano. Qui la storia coloniale fa l’occhiolino alla modernità: la Cattedrale che ti guarderà dall’alto, il Museo Histórico Nacional ti racconterà le sue storie e gli artisti di strada trasformeranno la piazza in un teatro a cielo aperto.

Barrio Bellavista
È il quartiere che non dorme mai, quello dove anche i muri parlano (attraverso murales pazzeschi) e dove puoi trovare, affiancati amabilmente, ristorantini fusion e trattorie “della nonna cilena”. Se poi ami la movida, qui è il posto dove fare festa fino al mattino.

La Chascona
È una casa-museo o è stata il parco giochi personale di Pablo Neruda? Entrambe le cose. Immagina un luogo in cui dietro ogni oggetto c’è una storia interessante e dove i marinai potrebbero sentirsi a casa (sì, era fissato con il mare).

Mercado Central
Questo è il tempio del pesce fresco, qui potrai assaggiare specialità che ti faranno leccare i baffi (anche se non li hai). Il chupe de mariscos? Una coccola in forma di zuppa.

Museo de la Memoria y los Derechos Humanos
Se vuoi scoprire di più sugli anni bui della dittatura di Pinochet, devi visitare questo museo. Non sarà una visita facile, ma si tratta di una storia importante da ricordare e da cui trarre insegnamento.

Palacio de La Moneda
Il palazzo presidenziale sembra uscito da un film in costume, ma è più vero che mai. Assistere al cambio della guardia vale la sveglia presto.

Sky Costanera
Il grattacielo più alto del Sudamerica, praticamente il punto selfie perfetto di Santiago. Al tramonto? Ancora meglio. È come essere su un aereo, ma con un cocktail in mano.

3 cose divertenti da fare a Santiago, Cile | Blog di viaggio NCL

Il tour prosegue verso il settore orientale della città per vedere i suoi moderni quartieri residenziali e le nuove aree commerciali.

Rientro in hotel, cena e pernottamento

18 Gennaio 2027 – SANTIAGO – Viña del Mar e Valparaíso

Dopo colazione incontro con la guida locale parlante italiano e partenza per un’intera giornata di visita a Viña del Mar e Valparaíso attraverso le valli di Curacaví e Casablanca.

Valparaiso Port and Vina del Mar Full-Day Tour in Santiago, Chile

A Viña del Mar, conosciuta come la Città Giardino, visiteremo i suoi luoghi più emblematici come l’Orologio dei fiori.

Valparaiso and Vina del Mar - Chile Tours - Natural Focus

 Isla Negra, dove visitiamo una delle residenze di Pablo Neruda: una casa che riflette l’amore per il mare e la passione per la collezione di oggetti marittimi del poeta, tra bottiglie, mappe e conchiglie rare. In seguito, partiamo alla scoperta di Valparaíso, storica città portuale dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003. Visitiamo La Sebastiana, un’altra casa-museo di Pablo Neruda, entrando nel mondo creativo del grande poeta cileno tra stanze colme di oggetti curiosi e finestre che si affacciano sull’oceano. Passeggiando per i vicoli ricchi di murales e arte di strada, ci immergiamo nel ritmo vivace della città e ci fermiamo per una sosta in un caffè tradizionale(non incluso)

Tour Valparaíso e Viña del Mar - Colori e fascino sulla costa! (2026) - Santiago - con recensioni

Rientro in hotel, cena e pernottamento

19 Gennaio 2027 – SANTIAGO – CALAMA 

Colazione e trasferimento in aeroporto per il volo da Santiago a Calama. Disbrigo delle formalità doganali e partenza per Calama. Arrivo, incontro con la guida locale parlante italiano.

Calama City – Chile

Pranzo lungo il percorso. Mentre attraversi il deserto più arido del mondo, non puoi perderti lo spettacolo geologico della Valle della Luna.

LE MIGLIORI 10 cose da vedere a Calama (2026)

A pochi chilometri da San Pedro de Atacama, tra le aspre colline rocciose e le forme insolite della Cordillera de la Sal, si trova la Valle de la Luna, un vero spettacolo geologico che fa parte della Riserva Nazionale Los Flamencos. Durante il tour ti godrai le forme stravaganti del paesaggio, che ti faranno sentire come camminare sulla superficie lunare.

Tour e attività a Calama: vivi il nord del Cile - Civitatis

Con il passare del pomeriggio, godrai di viste imbattibili sulla catena montuosa delle Ande e sui suoi vulcani.

Con l’arrivo del tramonto i toni dorati e rossi appariranno nel deserto, un panorama davvero travolgente.

Semplicemente un’escursione indimenticabile per tutti i visitatori.

Trasferimento in hotel, cena e pernottamento.

20 Gennaio 2027 – Salar de Atacama, Lagune Altipianiche e Socaire – 

Riserva Nazionale Los Flamencos, Chile

Dopo colazione, incontro con la guida parlante italiano e partenza per l’escursione alle lagune Altiplaniche Miscanti e Miñiques.

I 10 MIGLIORI tour a Calama (AGGIORNATO 2026) - Tripadvisor

Pranzo al sacco, a Socaire

Calama 2026: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Trasferimento al Salar de Atacama per visitare la Laguna Chaxa e la Riserva Nazionale Los Flamencos per osservare 3 delle 6 specie di fenicotteri esistenti nel mondo.

Lagune Altiplaniche, Chile

Pranzo al sacco lungo il percorso. Continueremo il viaggio verso la localitá di Toconao, per visitare la Chiesa di San Lucas e il Campanile.

Chiesa di San Lucas nella città di Toconao, San Pedro de Atacama, Cile | Foto Premium

Ritorno a San Pedro.Cena e pernottamento.

21 GENNAIO 2027:  CALAMA  – SANTIAGO 

Incontro con la guida parlante italiano e partenza presto al mattino per una vibrante escursione dove visiteremo le impressionanti fumarole del Tatio, nell’Altiplano a oltre 4.000 metri di altezza.

Geyser El Tatio, Cile: origine e caratteristiche del campo geotermico più alto del mondo

Il nostro viaggio inizia presto la mattina per vedere l’alba in uno dei campi geotermici più importanti del mondo: i Geyser del Tatio. Ci sono più di 70 fumarole da cui emergono getti di vapore che formano pozze d’acqua bollente. Il suo volto migliore arriva il mattino presto, quando nascono bellissimi colori tra il contrasto del cielo intensamente blu e il vapore incontaminato dei geyser.

Tour Dei Geiser Del Tatio, San Pedro de Atacama, Chile

Nel bel mezzo di questo imponente scenario naturale vicino alle Ande, faremo una rigenerante colazione che ci permetterà di riscaldare il corpo, dato che le temperature in questa zona raggiungono i 25ºC nel giorno, ma al mattino il minimo raggiunge i 2ºC sotto lo zero. Poi visiteremo la piscina rustica, dove potrete godervi un bagno nelle sorgenti calde di Cordillera.

Gita di 1 giorno da San Pedro de Atacama | GetYourGuide

Ripercorrendo la strada per San Pedro de Atacama, osserveremo la bellezza del paesaggio, le sue valli, la flora e la fauna autoctone, dove spiccano le vigogne e le vizcache.

Visita Machuca: scopri il meglio di Machuca, San Pedro de Atacama, nel 2026 | Viaggia con Expedia

Poi ci fermeremo a Machuca, una localitá atacameña di appena un paio di case di legno di adobe, paglia e cactus, dove i suoi abitanti si dedicano al turismo e offrono artigianato andino e cucina tipica come la carne di lama, le sopaipillas e le empanadas. La fermata include una visita alla bellissima Chiesa di San Santiago – patrono della città – e una piccola distesa d’acqua dove vivono fenicotteri, anatre e altri uccelli.Pranzo in corso di escursione.

Trasferimento quindi all’aeroporto di Calama per il volo interno  a Santiago.

Arrivo in aeroporto a Santiago e trasferimento  all’hotel. Assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento.

22 GENNAIO 2027:  SANTIAGO – PUERTO NATALES 

Trasferimento dall’hotel all’aeroporto per il volo diretto a Puerto Natales. Arrivo e trasferimento in hotel per l’assegnazione delle camere.Cena e pernottamento.

Puerto Natales: Guida Definitiva alla Porta della Patagonia - Viaggio in Centro & Sud America

23 Gennaio 2027 – Salar de Atacama, Lagune Altipianiche e Socaire – 

Dopo colazione, trasferimento al molo per iniziare il tour in barca attraverso il Fiordo Ultima Speranza in rotta verso i ghiacciai di Balmaceda e Serrano.

Tour di un'intera giornata a Puerto Natales e Balmaceda e Serrano 2026

Tour in barca sui ghiacciai Balmaceda e Serrano e pranzo tradizionale. (2026) - Puerto Natales - con recensioni

Durante la traversata osserveremo le colonie di foche e cormorani.

Puerto Natales – Ghiacciai Balmaceda e Serrano | Volonline

All’arrivo al ghiacciaio Serrano, attraccheremo al porto di Toro e cammineremo per oltre mezzo miglio attraverso foreste native. Pranzo in stile Patagonia e ritorno a Puerto Natales.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

24 Gennaio 2027 – Salar de Atacama, Lagune Altipianiche e Socaire 

Colazione in hotel e partenza per la visita alla grotta di Milodon che si trova a 24 chilometri a nord di Puerto Natales.

Tour the Milodon Cave | kimkim

Questo monumento naturale è composto da tre caverne e un conglomerato roccioso chiamato “Silla Del Diablo”. Successivamente, continueremo la nostra escursione al Parco Nazionale Torres del Paine.

Ci immergiamo nel Parco Nazionale Torres del Paine, Patrimonio Unesco e gioiello della Patagonia cilena. Tra montagne maestose, laghi glaciali e vaste pianure, avvistiamo fauna locale come guanachi, volpi, condor e, con fortuna, puma. Raggiungiamo il Lago Grey, dalle acque turchesi punteggiate da iceberg del ghiacciaio omonimo, e ammiriamo da vicino queste spettacolari sculture di ghiaccio. Dal Mirador Nordenskjöld contempliamo le iconiche torri di granito, simbolo del parco. La giornata si conclude con una passeggiata tra boschi di lengas, cascate e corsi d’acqua, immersi nella biodiversità che rende unico questo paradiso naturale.

Il momento migliore per visitare il parco nazionale Torres del Paine

Qui possiamo vedere il bellissimo paesaggio che ci circonda dal belvedere del Lago Grey. Un paio di chilometri più avanti, andremo sul ponte di Serrano per continuare nel settore Lago Grey.

Welcome to Torres del Paine - TorresDelPaine.com

In questa zona, possiamo camminare lungo la riva del lago Grey. 

Parco Nazionale Torres del Paine. Nella Patagonia cilena tra ghiacciai blu, foreste verde smeraldo e imponenti cime - Non Solo Contro

Pranzo al ristorante locale. Continuiamo verso il punto panoramico del lago Pehoe.

Cena e pernottamento in hotel.

25 Gennaio 2027: PUERTO NATALES – SANTIAGO 

Dopo la colazione,ci godiamo qualche ora di tempo libero a Puerto Natales, pittoresca cittadina incastonata tra montagne imponenti e fiordi scintillanti. La sua atmosfera tranquilla e autentica ci invita a passeggiare per il lungomare, ammirando la vista sulle acque calme e il cielo infinito, con le vette innevate a fare da cornice.

Trasferimento in aeroporto per il volo da Puerto Natales a Santiago. Arrivo a Santiago e trasferimento dall’aeroporto all’hotel.Assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento in hotel.

26 Gennaio 2027: SANTIAGO – ISLA DE PASCUA 

Dopo colazione, trasferimento privato da hotel all’aeroporto per il volo diretto all’Isola di Pasqua. Arrivo, incontro e  trasferimento  in  l’hotel.Ci imbarchiamo su un volo che ci conduce verso una delle mete più misteriose e affascinanti del pianeta: la leggendaria Isola di Pasqua. Dopo circa cinque ore di volo, atterriamo su questo lembo di terra sperduto nell’Oceano Pacifico, avvolto da antiche leggende e un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

IDEE PER VIAGGIARE all'isola Pasqua Offerte Viaggi e Vacanze.Volo+Hotel

Assegnazione delle camere prenotate, pranzo e tempo  libero per il riposo.Cena e pernottamento.

nb i tempi e orari di visite vengono decise in loco, in base a vari fattori stabiliti dalla guida.

27 Gennaio 2027: ISLA DE PASQUA 

Gita di una giornata intera Anakena Beach e Rano Raraku 

Durante il tour di Anakena nell’Isola di Pasqua, è possibile entrare nel processo di colonizzazione dell’isola e nelle caratteristiche culturali dei primi abitanti di Rapa Nui.

ISOLA DI PASQUA - Cile

Sottolinea qui la storia di Hotu Matua, il primo re, che avvia un insediamento che è durato più di 700 anni ed è riconosciuto come il periodo più prolifico della cultura dell’isola. In questo tour si può visitare l’area in cui è atterrato Hotu Matua, il settore in cui si ritiene che la sua tomba si trova e alcuni dei luoghi in cui sono state costruite una grande parte delle statue giganti che popolano l’Isola di Pasqua.

Tour in Cile e Isola di Pasqua

Il tour inizia nel villaggio di Hanga Roa, è diretto verso la spiaggia di Anakena sulla strada per il centro di un settore noto come isola Vaitea e si conclude con il ritorno a Hanga Roa, sulla costa sud di Rapa Nui. Pranzo in corso di escursione.

Hanga Rosa al tour guidato di un giorno intero dell'isola di Pasqua 2026 - Hanga Roa

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

28 Gennaio 2027:  ISOLA DE PASQUA

Tour di mezza giornata Ahu Akivi:

Questo tour permette di conoscere e comprendere la connessione degli antichi abitanti dell’Isola di Pasqua con l’universo. L’escursione comprende centri cerimoniali eretti nella zona centrale dell’isola durante l’ultimo periodo di costruzione del Moai, la più importante della cultura di Rapa Nui.

Scoprite i segreti di bellezza dell'Isola di Pasqua - Anakena

Degni di nota sono dei siti archeologici megalitici che dimostrano come l’astronomia abbia determinato la disposizione delle statue giganti e piattaforme supportate, che possono essere introdotte nella visione del mondo degli antichi navigatori polinesiani che si stabilirono sull’Isola di Pasqua. Tutti i punti visitati includono vecchi siti creati e utilizzati durante la fine della fase di Ahu-Moai. Questi siti rappresentano vari sviluppi culturali della storia di Rapa Nui, tutti posizionati strategicamente attorno ai centri cerimoniali. Esso comprende tre siti ripristinati: Ahu Huri un Urenga, Ahu Kivi, Ahu Vai Teka e la cava di Puna Pau, dove si trovano dei pukao (cappelli o copricapi di scorie rosse che coronano le teste di alcuni Moai). 

Rapa Nui: descrizione dell'isola e caratteristiche fisiche del territorio

Pranzo durante le escursioni.

Tour di mezza giornata Orongo.

Visita guidata di alcuni dei più importanti centri cerimoniali dell’isola di Pasqua. Il tour include pitture rupestri e siti archeologici di grande valore culturale, un’ascesa al vulcano Rano Kau e un percorso interpretativo attraverso la città ancestrale di Orongo. Questo percorso ti consente di entrare nella mitologia di Rapa Nui, di conoscere elementi importanti della geografia dell’isola e di comprendere l’enigmatica storia degli antichi abitanti di questo punto isolato del pianeta. Questa visita include i luoghi in cui la competizione di Tangata Manu (l’uomo degli uccelli) si sviluppa ogni anno, sulla base di una leggenda fondamentale della cultura di Rapa Nui. Il mito dice che l’uomo che ha catturato il primo uovo della Manutara (uccello caratteristico dell’Isola di Pasqua) verrà investito di poteri soprannaturali e di esercitare la leadership politica e militare dell’isola per un anno.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

29 Gennaio 2027 ISOLA DI PASQUA– SANTIAGO 

Trasferimento per l’aeroporto di Isola di Pasqua per il volo diretto a Santiago ,arrivo cena e pernottamento in hotel.

30 Gennaio 2027 SANTIAGO – ITALIA 

Prima colazione in hotel e secondo orario del volo, tempo libero.Trasferimento in aereoporto e volo di rientro in Italia via Madrid. Pasti e pernottamentoa  bordo.

31 Gennaio 2027  ITALIA 

Arrivo in Italia in tarda serata e FINE DEI NOSTRI SERVIZI

 

 

La quota comprende: IN AGGIORNAMENTO 

  • Volo di linea da Roma- per Santiago e ritorno,  franchigia bagaglio 20Kg
    Voli interni previsti nell’itinerario.
  • Ingresso ai parchi
  • Tutte le escursioni menzionate, trasporto incluso
    Sistemazione in hotel con colazione e cena
    I pranzi indicati in programma
    Tour privati con guida in lingua italiana.
    Assicurazione annullamento copre intero valore del viaggio.
    Assicurazione medico (massimale 50.000,00€) bagaglio (massimale 1.500,00€)
    Kit Viaggio
  • Gadget

La quota non comprende:
• Tasse aeroportuali € 480,00 (da confermare all’emissione del biglietto)
• Mance
• extra di carattere personale
• Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

 

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario



ISLANDA-L’ISOLA DEI VICHINGHI – REYKJAVIK CIRCOLO D´ORO VIK JOKULSARLON FIORDI DELL’EST AKUREYRI **in aggiornamento**

Quando arriva l’estate, l’Islanda riprende colore. Se per mesi l’isola vulcanica è coperta da una coltre di neve bianca, quando le giornate s’allungano e splende il sole di mezzanotte, la terra arida si tinge di lilla.

Tra i mesi di giugno e luglio, lungo le strade, sulle rive dei laghi e delle cascate o sulle vaste distese umide tra le montagne è tutto un fiorire di lupini.

Il lupino, copre circa 300 chilometri e che parte dalla Capitale islandese, Reykjavík, è una pianta infestante.

Importata nel XIX secolo dall’Alaska, aveva lo scopo di limitare l’erosione del suolo, data la sua capacità di crescere anche su terreni difficili per altri tipi di piante. Oggi ha talmente preso piede da dominare la scena islandese e colorare di blu, lilla, rosa o anche bianco, ogni parte dell’isola, rendendo ogni angolo un luogo magico.

Il lupino oggi è visibile ovunque in Islanda, dalle città ai più piccoli villaggi sperduti. Il lungomare di Reykjavík in estate è pieno di lupini. Uno splendido contrasto tra il blu scuro dell’Atlantico, il blu del cielo estivo, il nero delle rocce vulcaniche, il verde del grande parco pedonale e il viola di questi fiori.
Sia per le calotte di ghiaccio e i ghiacciai, i geyser che zampillano, le solfatare fumanti, i vulcani, i fiumi tumultuosi e le maestose cascate, l’ISLANDA è senza dubbio un’avventura da vivere almeno una volta nella vita.

Dormiremo  nelle campagne islandesi, visiteremo posti al di fuori di ogni immaginazione: ghiacciai, geyser, spiagge nere, acque termali e cascate. Vedremo da vicino le grotte di ghiaccio e faremo il bagno nella Blue Lagoon! Sarà un viaggio indimenticabile alla scoperta dell’Islanda!

L’Islanda è un paese davvero magico, con un’immensità di attrazioni naturali, il che la rendono una destinazione perfetta per chi vuole concedersi un viaggio avventuroso a nord. Goditi questo viaggio con gli occhi di un bambino che scopre la grandezza delle cose per la prima volta e non dimenticarti mai che ciò che vedrai e proverai davanti all’immensità di Madre Natura non si può fotografare ed è la cosa migliore che porterai a casa.

L’Islanda è un’isola dai paesaggi eccezionali, dove i fiumi scorrono in mezzo ai deserti e la lava fusa erutta dal ghiaccio, e si può definire come il regno dei contrasti estremi. È un Paese in cui gli elementi naturali danzano perennemente fra gli antipodi primordiali di fuoco e ghiaccio, durante inverni con notti infinite ed estati in cui il sole non tramonta mai.

L’isola ha un’estensione pari a quella del Nord Italia, ma ospita una popolazione di sole 320.000 anime, metà delle quali risiedono a Reykjavík, città alimentata da energia geotermica, che ospita prestigiosi musei e gallerie che raccontano la storia e il patrimonio culturale islandese. Dal punto di vista della presenza umana l’Islanda è quindi un immenso deserto con un’unica grande via di comunicazione, la n. 1 – Ring Road – che unisce i centri principali percorrendo il periplo dell’Isola. Tutte le località più frequentate si trovano in corrispondenza di questa arteria o nelle sue vicinanze.

Se ami la natura e gli spazi aperti, l’Islanda fa al caso tuo.

 

1° GIORNO:Roma- Reykjavik

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e operazioni imbarco volo diretto in Islanda.Arrivo a Keflavik e trasferimento in Flybuss al vostro hotel. Pernottamento.

Top Things to do in Reykjavik | Iceland Travel

 

GIORNO 2: Reykjavik- Circolo d’oro – Vik

Prima colazione in hotel.

Gullfoss — Josh Ellis Photography

Incontro con il tour leader e si parte per il famoso percorso denominato Circolo d’Oro: si inizia dalla cascata di Gullfoss che si getta con un doppio salto in un canyon abbastanza stretto ed il cui effetto nelle belle giornate di sole è davvero notevole e si prosegue poi per la zona dei Geysir dove spicca l’iconico Strokkur che erutta regolarmente ogni 4-8 minuti.

 

Poster Strokkur geysir eruption, Golden Circle, Iceland – Quadro da Parete | Europosters

Proseguimento e sosta a Thingvellir, sede del più antico parlamento al mondo e luogo in cui si può osservare la spaccatura tra la faglia tettonica europea e quella americana.

Discover Iceland's Thingvellir National Park

Partenza verso il sud dell’isola con soste alla cascata di Skogafoss ed a quella di Seljalandsfoss.

Seljalandsfoss e Gljúfurárfoss la cascata nascosta - Islanda.it

Prima di arrivare in hotel, si visita la spiaggia di Reynisfjara, una delle più belle d’Islanda.

Reynisfjara: Where Nature's Power Meets Beauty | Keahotels

Qui la natura offre ai turisti un panorama imperdibile, dominato da faraglioni svettanti e da una nera scogliera in basalto colonnare. La splendida architettura, composta da colonne a base esagonale di spessore pressochè identico ma di diversa altezza, è dovuta a un rapido raffreddamento della lava venuta a contatto con l’acqua. Cena e pernottamento.

GIORNO 3: Vik – Jokulsarlon – East Fjords

Prima colazione in hotel. Al mattino partenza per la più grande regione di lava del mondo, Eldhraun e proseguimento e sosta alla famosa Spiaggia dei diamanti:

Eldhraun Lava Field: Iceland's Mossy Lava Plains

 

gli iceberg che si rompono nella laguna vanno in mare e poi con le onde ritornano a riva in piccoli frammenti, dando l’effetto di tanti diamanti distesi sulla spiaggia.

 

La spiaggia dei diamanti in Islanda (Diamond beach)

Successivamente si arriva a una delle più spettacolari meraviglie naturali d’Islanda: la laguna glaciale di Jökulsárlón.

La laguna glaciale, il più grande spettacolo islandese

La presenza degli iceberg che arrivano fino al mare è una caratteristica davvero particolare di questo lago poiché gli iceberg, che provengono direttamente dalla lingua del ghiacciaio, trionfano con la loro bellezza e i loro straordinari colori anche d’estate. Qui si effettua una navigazione con un mezzo anfibio. Proseguimento verso l’estdell’isola. Cena e pernottamento in hotel

GIORNO 4: East Fjords – Lago Myvatn

Prima colazione in hotel. Partenza per la maestosa Dettifoss, la “cascata dell’Acqua che Rovina”: la potenza e la forza con cui l’acqua fangosa dello Jökulsá á Fjöllum si getta nella gola sono assolutamente impressionanti e paurosi, specie se la si osserva da distanza.

Dettifoss - Come raggiungere la cascata di Dettifoss

Proseguimento per l’area del Lago Myvatn. Cena e pernottamento in hotel.

Islanda: Lago Myvatn, sorgenti termali e tour delle cascate di Godafoss 2026 - Akureyri

GIORNO 5: Lago Myvatn – Akureyri

Prima colazione in hotel. Visita della bellissima cascata di Godafoss, situata sul percorso che ruota intorno alla zona di Myvatn.

The enigmatic Godafoss waterfall | North Iceland | Iceland Travel

Qui si potranno ammirare le formazioni di lava di Dimmuborgir, i crateri di Skutustadir e la zona geotermica di Hverarönd: rimarrete stupiti dalla fauna e la flora che fanno parte della ricchezza naturale dell’area.

i campi di lava di Dimmuborgir, i "castelli tenebrosi" casa dei tredici Jólasveinar d'Islanda - Uberti consulenza viaggi

L’area è stata negli ultimi anni resa celebre dalle riprese della serie Il Trono di Spade, che l’ha scelta come sfondo per tutto ciò che accade a nord del Muro di Ghiaccio.

Hverarönd | Islandreisen für Entdecker

Proseguimento per Akureyri e pernottamento.

GIORNO 6: Akureyri

Prima colazione in hotel. Continuazione delle visite di Myvatn e proseguimento poi per Husavik. Qui si effettua un’escursione whale watching durante la quale sarà possibile, sempre natura permettendo, vedere da vicino dei magnifici esemplari di questi giganti del mare.

NORTH SAILING: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

 

Nel pomeriggio visiteremo il bagno termale GeoSea. Questa struttura non è solo una mecca dei bagni geotermici di livello mondiale, ma è un’esperienza che attinge alle radici storiche di Husavik, piccola città di pescatori che ha sfruttato le acque geotermiche per secoli.

GeoSea Baths | North Iceland | Iceland Travel

È una rara unione di acqua di mare ricca di minerali e calore dal nucleo terrestre. Arroccata lungo una scogliera rivolta a ovest che si affaccia sulla baia di Skjálfandi e sul Circolo Polare Artico a nord, GeoSea permette al visitatore di godere di un momento di riconnessione e relax con una vista magnifica sulla natura islandese. Pernottamento.

GIORNO 7: Akureyri – Reykjavik

Prima colazione in hotel. Proseguimento verso Reykjavik, viaggiando sulla Ring Road, la strada principale che fa il giro intero dell’isola e panoramica della citta’.

Uno dei modi migliori di ammirare la severa bellezza dell’Islanda è viaggiare con auto a noleggio lungo la Ring Road islandese (la strada ad anello che compie il periplo dell’Isola) che si avvolge intorno all’intera nazione.

La Ring Road in Islanda - Islanda.it
Non appena lascerai la capitale, Reykjavík, ti troverai velocemente di fronte a spazi aperti e bellissimi panorami. Il viaggio è reso magnifico per tutti dalla profusa attività vulcanica dell’isola unita ai famosi ghiacciai.
La Ring Road è la strada più lunga in Islanda, approssimativamente 830 miglia, cioè circa 1.335 km.

Poiché la Ring Road è l’unica strada che circumnaviga l’intero paese, è il modo migliore di visitare molte delle cittadine islandesi ed ammirare le attrazioni migliori che l’Islanda ha da offrire.

Ring Road - La strada che circonvalla l'Islanda

La Ring Road, conosciuta anche come Route 1 o Hringvegur, è una strada circolare che abbraccia l’intera Islanda. Lunga circa 1.332 chilometri, questa arteria stradale offre un’esperienza di viaggio unica, permettendo ai visitatori di immergersi completamente nella bellezza selvaggia dell’isola. Attraversando paesaggi mozzafiato, antichi vulcanifiordi spettacolari e cascate maestose, la Ring Road è il cuore pulsante dell’avventura islandese.

Pernottamento in hotel.

GIORNO 8: Reykjavik

Prima colazione in hotel. Trasferimento in Flybuss in tempo utile per l’aeroporto di Keflavik.Operazioni di imbarco e volo di rientro a Roma.Arrivo e fine dei servizi.

 

LA QUOTA INCLUDE:

  • 7 notti in hotel
  • Voli di linea Roma Islanda e ritorno in classe economica franchigia bagaglio 20 kg
  • 3 cene a 3 portate o buffet
  • Trasferimento in Flybussen A/R
  • Bus GT a disposizione dal 2° al 7° giorno
  • Accompagnatore di lingua italiana dal 2° al 7° giorno
  • Whale Safari a Husavik
  • Ingresso ai bagni termali GeoSea di Husavik con noleggio dell’asciugamano
  • Navigazione in amphibian boat sulla Laguna di Jökulsárlón
  • Assicurazione medico bagaglio Annullamento
  • Kit da Viaggio

LA QUOTA NON INCLUDE:

  • Bevande ai pasti
  • Tasse aeroportuali pari a euro 260,00
  • Mance
  • Tutto quanto non espressamente indicato nella quota non comprende.

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Botswana e Cascate Vittoria

Il Botswana, è un esperienza di viaggio unica ed indimenticabile. Un safari in Botswana è dedicato ai veri amanti della natura e dei safari fotografici.

Lo sfarzo dei colori e la diversità della natura sono unici al mondo…partiremo alla scoperta di una delle destinazioni più affascinanti dell’Africa per gli amanti della natura e dell’avventura. Con i suoi paesaggi incontaminati, un’incredibile biodiversità e una politica turistica incentrata sulla conservazione, il paese offre esperienze uniche nel cuore del continente africano.

Immagina di trovarti nel cuore dell’Africa, circondato da paesaggi mozzafiato, immerso in una sinfonia di suoni naturali e con il cuore che batte forte per l’emozione di un incontro ravvicinato con la fauna selvaggia. Questa è l’essenza di un fotosafari, un’avventura che porta i viaggiatori a contatto diretto con la natura più pura e incontaminata. Ogni destinazione in Africa ha le sue peculiarità uniche, che rendono l’esperienza di un fotosafari diversa e indimenticabile.

 Foreste e i fiumi dello spopolato Botswana dove regna in libertà la più ricca fauna africana.
Un’immersione nella più affascinante, selvaggia e incontaminata natura africana. Dalle Cascate Vittoria al delta del fiume Okavango, al Kalahari cercando di avvistare leoni, giraffe e zebre nel loro habitat naturale.

Il Botswana è una destinazione che incanta con la sua straordinaria bellezza e biodiversità. Che si tratti di esplorare il Delta dell’Okavango in Mokoro o di osservare i leoni del Kalahari ogni angolo di questo paese offre un’esperienza indimenticabile. Pianificare un viaggio qui significa entrare in contatto con la natura più autentica e vivere un’avventura senza pari.

L’Okavango è il luogo ideale per le esperienze più incredibili del viaggio come l’escursione in barca a motore, in Mokoro (barche tipiche guidate da locali in stile gondola” un po’ più spartana ma decisamente più emozionante); walking safari ed il volo in elicottero sopra l’Okavango, una delle esperienze più belle da fare nella vita!

La Riserva Moremi, istituita nel 1965 per contenere le stragi della caccia di frodo, è costituita da una delle zone in cui fauna e flora sono meglio conservate. In passato la riserva era territorio di caccia dei Batawana, una tribù che in seguito cedette allo stato una parte dei propri territori affinché potessero divenire riserva protetta. Nella Riserva si trovano concessioni private date in gestione alle migliori compagnie, con direttive molto rigide. La riserva copre la maggior parte della parte orientale del delta dell’Okavango, infatti si trovano zone d’acqua permanente ed altre più secche con vaste distese di praterie. Questo contrasto rende più affascinate e inaspettato un safari nella riserva. Si possono trovare infatti qualsiasi tipo di animale come leoni, leopardi, tantissime zebre, ippopotami, coccodrilli, impala, kudu, gnu, bisonti, aquile e diverse varietà di volatili.

Un altro luogo da visitare assolutamente è il Makgadigadi Pans. Questa incantevole depressione salata è un bacino che rimane del gigantesco lago dove il fiume Okavango soleva scorrere. Si estende per 6.500 km2 di bacini, praterie e splendidi tratti di savana. Il giallo della vegetazione secca, gli gnu, i baobab e il bacino desertico salato rendono il panorama magnificamente unico! La fauna di questo parco è ricchissima: vi si trovano antilopi, leoni, iene, ghepardi e ippopotami, e inoltre una varietà incredibile di avifauna, mentre sono assenti elefanti e bufali. Chi desidera fare un viaggio in Botswana non deve perdersi il tramonto sul “pan” , sembra di stare sulla luna ed in mezzo al nulla è qualcosa di impagabile!

La palude di Savute è il punto più profondo della depressione di Mababe ed è il solo luogo ad essersi riempito di acqua nella storia recente. Oggi la palude si è prosciugata ed attrae una vasta popolazione di animali, come iene e leoni. L’area selvaggia di Savute è parte del Parco Nazionale Chobe e confina con il Delta dell’Okavango. Vanta una delle più grandi concentrazioni di animali dell’Africa australe. Savute è conosciuto per il misterioso canale che scorre per 100 chilometri dal Fiume Chobe e porta acqua alla Mababe Depression creando una piccola palude.

Gruppi di mopane che si spingono per lo spazio con foreste fluviali, boschi di acacia, pozze d’acqua stagionali e canali tortuosi che conducono al possente fiume Khwai. Khwai era in precedenza una concessione di caccia ma un duro lavoro ha trasformato l’area in una nota destinazione da safari. Ricca di predatori, il leopardo, il leone, il ghepardo e il cane selvatico. Centinaia di branchi di bufali che attraversano il paesaggio e enormi branchi di elefanti, tronchi che oscillano e orecchie che sbattono. Infine, gli animali più piccoli: impala, babbuini che gridano dagli alberi e zibellini e antilope ruggente.

Chi fa un viaggio in Botswana non può assolutamente perdere una visita alle Victoria Falls che si trovano in Zimbabwe, al confine del nord del Botswana. Furono scoperte nel 1855 dal famoso esploratore scozzese Livingstone, che incantato da tanta bellezza, le chiamò Cascate Vittoria in onore della regina d’Inghilterra. Le popolazioni indigene le chiamano “Mosy oa Tunya” che significa “fumo tuonante”, nome che aiuta ad immaginare questa straordinaria meraviglia della natura. Il fiume Zambesi precipita in una profonda spaccatura, con un salto tra i 70 e i 100 metri, il boato è assordante e immense sono le nubi di vapore acqueo.

1° giorno: Italia – Botswana

Partenza con volo internazionale da Roma Fiumicino direzione Botswana,via Addis Abeba.

 Pasti e pernottamento a bordo.

30/09/1966 Indipendenza del Botswana - Me.Dia.Re. Mediazione, Dialogo, Relazione

2° giorno – Botswana-Maun

Arrivo a Maun e  dopo il disbrigo delle formalità doganali e il ritiro del bagaglio, trasferimento in lodge. Cena e pernottamento in lodge.

Delta dell'Okavango (Botswana) Kalahari: fauna selvatica, birdwatching

N.B consigliamo di prenotare per tempo escursione facoltativa in aereo al Delta dell’Okawango, da 400,euro per persona. Si svolgerà subito dopo aver lasciato i bagagli sul bus.

Veduta Aerea Degli Elefanti Delta Dellokavango Botswana Africa - Fotografie stock e altre immagini di Delta dell'Okavango - iStock

3°, 4° giorno – MOREMI GAME RESERVE (Okavango Delta) – KHWAI CONCESSION

Prima colazione in hotel. Inizio per un game drive guidato, nel Maremi Game Reserve. Una grande opportunità per osservare questo ecosistema unico al mondo. Il safari è il miglior modo per conoscere il Botswana incontaminato! Questi safari sono stati studiati in modo tale da garantire massimo comfort e rispondere a esigenze di libertà e sicurezza ma comunque avventuroso in stile africano. Il Delta è un ecosistema unico situato al centro di una delle maggiori distese di sabbia del mondo, il Bacino del Kalahari, proprio come un’oasi in un territorio inospitale.

BOTSWANA: che cosa vedere e come organizzare il viaggio al meglio. - My CapeTown

La vegetazione è lussureggiante e l’avifauna è tra le più ricche dell’Africa. Il fiume Okavango ha la propria sorgente nell’Altopiano del Benguela in Angola e prima di penetrare in Botswana attraversa circa 1.300 km di sabbia, poi si allarga e si disperde formando tre corsi principali ed un infinito numero di ramificazioni: canali, pozze e lagune di acqua incredibilmente limpida e pura che coprono una superficie di circa 16.000 kmq. I paesaggi dell’Okavango, le oltre 600 specie di animali e uccelli che vi abitano, la vita acquatica, tutto rende questa parte del continente africano, totalmente sconosciuta ai più, una delle mete più straordinarie. In questo connubio di terra e acqua la natura trionfa: pellicani, egrette, cicogne, aquile pescatrici, pesci tigre, coccodrilli, ippopotami, elefanti e anche, con un po’ di fortuna, predatori.

Moremi Game Reserve Botswana safari - Safari information for your Botswana holiday

Nel pomeriggio, game drive in una speciale riserva di caccia privata, gestita dalla comunità locale in Botswana, la Khwai Concession situata ai confini della Moremi Game Reserve e del Delta dell’Okavango, famosa per la sua incredibile densità di fauna selvatica (leoni, leopardi, cani selvatici, elefanti) e per offrire un’esperienza di safari più intima e flessibile, grazie alle sue regole più permissive rispetto ai parchi nazionali. Il fiume Khwai che la attraversa è un magnete per gli animali, rendendo l’area un punto cruciale per la fauna.

** Pensione completa.

Il Delta dell’Okavango, in Botswana, è una delle più vaste aree umide del pianeta, tra i più ricchi ecosistemi d’Africa, uno degli ultimi paesaggi naturali incontaminati. 

Moremi Game Reserve | Moremi Safaris | Natural High

Descritto come “il fiume che non incontra mai il mare” e Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, il fiume Okavango è sicuramente il luogo imperdibile del Botswana. Scompare in un labirinto di lagune, canali e isole ed è esteso per 15.000 kmq, situato nella regione nord-occidentale del Botswana. Si tratta del più ampio delta interno del mondo, che brulica letteralmente di animali: ovviamente migliaia di uccelli, elefanti, zebre, bufali, gnu, giraffe, ippopotami e kudu ed i colori che i tramonti regalano sono indimenticabili e difficili da trovare in qualsiasi altra parte del mondo. Questo fiume nasce in Angola, un ambiente straordinario che ha anche attirato diverse popolazioni, infatti vivono nei pressi del delta 5 etnie. La Moremi Wildlife Reserve copre 3000 kmq in mezzo al delta e per salvaguardarne la fauna è stata ufficialmente isolata dal resto della regione. Fuori dalla riserva non si vedono molti animali, ma i turisti sono meno numerosi ed il paesaggio altrettanto bello. Il centro amministrativo del delta e sede della principale pista di atterraggio della zona è Maun che si trova ad sessantina di chilometri a sud-est della riserva di Moremi.

 L’acqua del fiume scorre lucente e sinuosa, facendosi strada tra l’enorme distesa d’erba in cui scorrazzano elefanti e ippopotami. È uno spettacolo maestoso e incontaminato che lascia senza parole. Questa regione umida, estesa quasi come la Svizzera, è uno dei più sofisticati ecosistemi d’Africa: habitat privilegiato per bufali, antilopi, elefanti, ippopotami, coccodrilli, pesci e decine di specie di uccelli migratori

Nel cuore del Delta dell’Okavango, la Riserva di Moremi rappresenta una delle perle naturali più affascinanti del Botswana. Questo angolo di paradiso combina vaste pianure alluvionali, foreste lussureggianti e corsi d’acqua serpeggianti, creando un ecosistema unico che ospita una straordinaria varietà di fauna selvatica. Moremi è rinomata per la ricchezza della sua fauna: elefanti, leoni, leopardi, ghepardi e branchi di licaoni trovano rifugio in questo habitat incontaminato. Il mix tra terre asciutte e zone acquatiche rende questa riserva uno dei luoghi migliori per il birdwatching, con centinaia di specie di uccelli, tra cui aironi, martin pescatori e aquile pescatrici. L’accesso alla riserva avviene principalmente da Maun, la porta d’ingresso al Delta dell’Okavango. Da qui si possono organizzare safari in 4×4, escursioni in mokoro (le tradizionali canoe scavate nel legno) o voli panoramici che offrono una vista mozzafiato sulla riserva. L’alloggio varia dai campeggi immersi nella natura ai lussuosi lodge affacciati sulle lagune. La stagione secca (da maggio a ottobre) è il momento ideale per l’osservazione degli animali, poiché le pozze d’acqua attirano grandi concentrazioni di fauna. Durante la stagione delle piogge (da novembre ad aprile), il paesaggio si trasforma in un mosaico verdeggiante, con la nascita di molti cuccioli e un’attività ornitologica straordinaria.

giorno – MAKGADIKGADI PANS NATIONAL PARK

Dopo colazione, partenza per i Makgadikgadi Pans, una delle più grandi depressioni saline del mondo, un’autentica meraviglia dell natura, un luogo unico al mondo, per una superficie complessiva di circa 16.000 kmq. A causa della mancanza d’acqua il parco non è mai stato abitato. Il fascino del parco non sta tanto nella quantità di animali che lo popolano, quanto nella forte sensazione di solitudine ed isolamento, sensazioni ormai sempre più rare anche in Africa.

Visit the Makgadikgadi Pans in Botswana

I pans sono circondati da una savana erbosa, che durante la stagione delle piogge attrae la più grande migrazione delle zebre dopo quella del Serengeti. Da dicembre a marzo la maggior parte degli animali si trovano nell’area settentrionale del Nxai Pan, per poi tornare nel Makgadikgadi National Park da giugno a novembre.

Il Makgadikgadi Pans National Park forma praticamente un tutt’uno con il Nxai Pan National Park, dal quale è separato dalla strada pubblica Maun-Nata. Il fiume Boteti fa praticamente da confine. I Makgadikgadi Pans sono una delle più grandi depressioni saline del mondo, per una superficie complessiva di circa 16.000 kmq. A causa della mancanza d’acqua il parco non è mai stato abitato. Il fascino del parco non sta tanto nella quantità di animali che lo popolano, quanto nella forte sensazione di solitudine ed isolamento, sensazioni ormai sempre più rare anche in Africa.

Makgadikgadi, Botswana

I pans sono circondati da una savana erbosa, che durante la stagione delle piogge attrae la più grande migrazione delle zebre dopo quella del Serengeti. Da dicembre a marzo la maggior parte degli animali si trovano nell’area settentrionale del Nxai Pan, per poi tornare nel Makgadikgadi National Park da giugno a novembre.

** Pensione completa

6°, 7° giorno: CHOBE NATIONAL PARK

Dopo colazione, proseguimento per il Chobe National Park. L’ambiente qui è più aspro ma la concentrazione di fauna, a seconda delle stagioni, può essere molto alta: giraffe, elefanti, zebre, impala, antilope roana, antilope nera, gnu, kudu, bufali, facoceri e i relativi predatori. Leoni, iene, sciacalli, ghepardi e leopardi.

Parco Nazionale Chobe | Consigli per il paradiso degli elefanti in Botswana | Wereldreizigers.nl

Chobe è per estensione il secondo parco del Paese ed ha un’altissima concentrazione di fauna selvatica. È diviso in 4 ecosistemi differenti: Serondela nell’estremo nord-est con le sue verdi pianure; Savuti a occidente; Linyanti nel nord-ovest e il caldo e arido hinterland al centro.

How to Plan a Chobe Safari in Botswana | Chobe National Park Safari Guide

La prima idea di creare un Parco Nazionale per proteggere la fauna dall’estinzione e attirare visitatori risale al 1931 ma diventò realtà solo nel 1967 ed effettivamente Chobe divenne il primo Parco Nazionale del Paese. L’area fu estesa nel 1980 e nel 1987.

Crociera sul fiume al tramonto.

Crociera al tramonto sul fiume Zambezi | Territori Africa

**Pensione completa

il Chobe National Park, con una superficie di 11.700 km², è uno dei parchi più straordinari e da vedere assolutamente in Botswana. Il fiume Chobe costituisce il confine internazionale con la Namibia e Kasane, situata all’estremità settentrionale del parco, è il punto d’accesso alla zona, nonché il centro amministrativo della riserva. Famosa per le sue grandi concentrazioni di elefanti e bufali che si radunano lungo il fiume Chobe, questa è una riserva diversificata con savana secca e palude periodica, oltre alle vaste pianure alluvionali che fronteggiano il fiume e ai vasti tratti di boschi di teak nel nord est di il parco.

Botswana: Everything you need to know about Chobe National Park | South African Travellers

La popolazione di elefanti è stata responsabile della rimozione della foresta fluviale, che un tempo circondava il fiume Chobe, aprendo questo habitat per altri erbivori, i carnivori che predano su di loro e i turisti della fauna selvatica! Guardare le famiglie di elefanti bere e fare il bagno nel fiume è uno spettacolo indimenticabile, tanto più impressionante quando branchi di bufali, zattere di ippopotami e giganteschi coccodrilli del Nilo, fanno parte della scena. Leoni e iene sono spesso visti nelle pianure alluvionali dove Zebre e antilopi escono a pascolare. Il birdwatching sul fiume Chobe è spesso molto gratificante, con migliaia di anatre africane e pratincole dell’ala rossa.

Situato nel nord del paese, il Parco Nazionale di Chobe è famoso per la più grande popolazione di elefanti dell’Africa, con oltre 120.000 esemplari. Il fiume Chobe, che attraversa il parco, attira numerosi animali, rendendo i safari  un’esperienza straordinaria. Durante la stagione secca, grandi mandrie di bufali, antilopi e predatori si radunano lungo le rive, offrendo avvistamenti spettacolari. La stagione delle piogge (da novembre ad aprile) offre paesaggi più verdi e l’opportunità di avvistare numerosi uccelli migratori. Un viaggio in questo angolo selvaggio del Botswana rimane impresso nella memoria di ogni visitatore, trasformandosi in un’esperienza irripetibile. 

8°, 9° Giorno VICTORIA FALLS (Zimbawe)

Colazione  e partenza per per raggiungere la frontiera con lo Zimbabwe; dopo l’espletamento delle formalità di polizia e di dogana si continua per Victoria Falls. Il passaggio della frontiera può necessitare fino a 3 ore durante l’alta stagione. Visita alle Cascate Vittoria .

10 attività per vivere tutte le emozioni delle Victoria Falls - Lonely Planet

 

Le Cascate Vittoria si estendono su più di 1600 m. di larghezza e sono il “punto” dove il mitico fiume Zambesi si getta da ben 95 metri nel vuoto facendo sì che 5 milioni di litri d’acqua al secondo precipitino creando nubi di vapore acqueo che si innalzano nel cielo e, condensandosi in minute goccioline, per effetto della rifrazione dei raggi del sole creano stupendi arcobaleni. Musi-o-Tuna (il fumo che tuona), così gli indigeni chiamano le cascate che furono “scoperte” dall’esploratore inglese David Livingstone nel 1853.

Le cascate Vittoria - Kanaga Africa Tours

Le Cascate Vittoria ti sorprenderanno per la loro maestosità! Sono tra le meraviglie naturali più spettacolari del Pianeta e ti lasceranno letteralmente a bocca aperta. Qui, il fiume Zambesi si getta in una gola profonda, creando un sipario d’acqua che si estende per oltre 1.700 metri, con un salto vertiginoso di più di 100 metri. Il fragore della cascata si sente a chilometri di distanza e la nebbia sollevata dall’impatto dell’acqua con la roccia avvolge il paesaggio in un’atmosfera quasi surreale. Lasciati incantare da questo angolo di mondo e immergiti in uno scenario straordinario, fatto di panorami indimenticabili e avventure adrenaliniche.

NOTA STORICA: Le Victoria Falls, conosciute localmente come Mosi-oa-Tunya, “il fumo che tuona”, sono state riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il 15 dicembre 1989, grazie alla straordinaria bellezza naturale, alle caratteristiche geologiche uniche e al loro valore universale eccezionale. Il sito si estende su circa 6.860 ettari, condivisi tra il Mosi-oa-Tunya National Park in Zambia e il Victoria Falls National Park in Zimbabwe, simbolo della cooperazione tra i due paesi nella protezione di questo spettacolo naturale. Visitare entrambi i lati delle cascate permette di cogliere prospettive diverse: l’imponenza del salto d’acqua, la ricchezza della fauna circostante e la magia del paesaggio che ha affascinato esploratori, artisti e viaggiatori per secoli.

Cena spettacolo e pernottamento.

10° giorno – VICTORIA FALLS (Zimbawe) – Italy

Dopo colazione, partenza per l’aeroporto per il vostro volo di rientro in Italia via Addis Abeba,pasti e pernottamento a bordo.

11° giorno –  Roma Fiumicino

Arrivo e fine dei nostri servizi

 

La quota comprende 

  • Voli di linea  Roma-Maun e Cascate Vittoria -Roma con scalo, franchigia bagaglio 20 kg
  • Tutti i trasferimenti privati con bus e jeep  4 x 4 durante safari
  • Pernottamenti in hotel e lodge trattamento di pensione completa,dalla cena 2°giorno,alla prima colazione dell’ultimo
  • Guida locale in lingua italiana per la durata del tour
  • Tutte le escursioni e ingressi indicati nel programma
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio massimale 1.500,00
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO INTERO VALORE DEL VIAGGIO
  • Gadget  e informazioni sulla destinazione
  • Iva di legge
  • Visto 30 Usd da pagare in loco

Non Include:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 530,00  soggette a riconferma sino emissione dei tkt aerei
  • Tutte le bevande a meno che specificate
  • Volo panoramico Delta Okavango e Cascate Vittoria
  • Mance



Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole-Ottobre

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22-23 febbraio  e il 22-23 ottobre raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.                              …dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…e dedicato ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

                Escursione di Dendera ed Abydos

Una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan.

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 15 ottobre 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento  in hotel,situato nella zona di Giza vicino al museo.Cena e pernottamento.

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione,

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Arrivo e visita del tempio di Luxor al tramonto.

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

Rientro in hotel e pernottamento.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione. Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e un altra tomba a scelta. 

Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

Visita alle Tombe dei Nobili.

Tombe dei Nobili - Recensioni su Valley of the Nobles, Luxor - Tripadvisor

visita della tomba di Ramses VI a Luxor - Crociera sul Nilo

 

 

 

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

TOMBS OF EL KAB: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

 

Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. (n.b si potrebbe arrivare ad Aswan anche la sera prima e pernottamento sempre a bordo).Partenza per  la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, per visitare l’isola di Soheil.

 

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave e  partenza per  Aswan .

Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Sosta alla diga superiore per la visita e foto e partenza per Abu Simbel.Arrivo e pranzo.

Sistemazione in hotel,cena e pernottamento . Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

 

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

Prima dell’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo,dove all’arrivo è prevista la  sosta al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Tempo libero per visitare il bazar.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

Cena e pernottamento in hotel,situato nella zona delle piramidi.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione e incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Al termine prima di andare in aereoporto,sosta per la visita del Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Pranzo libero.Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine ,Tombe dei Nobili
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 4  pernottamenti a bordo Dahabeya
  • 5  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena,1 pranzo
  • Bevande ai pasti
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Egitto crociera in Dahabeya -Il Figlio della Luce -Il Miracolo del Sole

             

                                                      IL FIGLIO DELLA LUCE

                                     IN EGITTO PER LA FESTA DI RAMSETE II

                                                       Il miracolo del Sole

Propongo in esclusiva tour in Egitto durante l’evento che ormai si ripete da oltre 3000 anni:

assisteremo al primo raggio di sole che andrà ad illuminare la stanza del dio Sole,al tempio di Abu Simbel.

Abu Simbel, una delle località più scenografiche dell’Egitto, è lo scenario di un fenomeno suggestivo tra scienza e magia.

Ogni anno il 22 febbraio  e il 22 ottobre raggi del sole entrano nel tempio illuminando la camera del Faraone. Il fenomeno avviene solo due volte l’anno (l’altra data è  ottobre).

Da sempre i popoli antichi costruiscono gli edifici sacri creando corrispondenze fra il loro allineamento e la disposizione di costellazioni e pianeti, testimoniando la consapevolezza del legame tra fenomeni celesti e terrestri, in particolare della forte influenza del Sole.

Uno degli esempi più incredibili di questo legame fra architettura e astrologia è Abu Simbel, località dell’alto Egitto, dove da migliaia di anni due volte l’anno avviene quello che è definito il miracolo del Sole: dalla piccola porta incastonata tra le colossali statue i raggi di luce penetrano nell’oscurità del tempio illuminando l’effigie del faraone.

Abu Simbel è un complesso archeologico fatto costruire da Ramsete II nel XIII secolo a.C. ma scoperto solo nel 1813 dall’archeologo svizzero Johann Ludwig Burckhardt che lo trovò sepolto sotto la sabbia. Il primo a entrarvi, però, fu l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817.

È stato riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’Unesco che, nel 1964, aveva promosso un’operazione archeologica colossale spostando i templi e smontandoli blocco per blocco sulla riva del Lago Nasser dove si trovano oggi, per evitare che venissero sommersi dalle acque del Nilo in seguito alla realizzazione della diga di Assuan.

Dormendo sul luogo,mentre gli altri arriveranno in aereo,la mattina stessa,o in bus la notte(lo scorso anno erano 5000 bus…… immaginate 60-80 navi che arrivano sui siti contemporaneamente  e che ne scendono circa 8500 persone,il caos e la confusione che si vien a creare non permettono di effettuare una visita come questo meraviglioso passato merita.) Ma non è tutto:questo viaggio è per i veri viaggiatori,coloro i quali,amano avere il contatto con il territorio,che amano visitare i luoghi per cogliere le atmosfere che li circondano,in assoluta calma e tranquillità.

In Dahabeya,si arriva quando la massa dei turisti è andata via o deve ancora arrivare e in tutta calma e tranquillità potrete effettuare le vostre visite.

              A tutti coloro che condividono questo tipo di viaggio ,è dedicato questo Tour.             

UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

                                  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

                     Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                      Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto
         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

Un pò di…teologia eliopolitana,una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

Il tesoro di Tutankhamon sarà spostato al GEM alla fine dell'anno - Djed Medu

1° Giorno: Roma – Cairo 15 febbraio 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo e dopo aver espletato le formalita’ doganali,trasferimento in hotel zona Giza,cena  libera e pernottamento.

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida.

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla guarigione del piccolo.

Pranzo in corso di escursione.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Arrivo e visita del tempio di Luxor al tramonto.

Il Tempio di Luxor in Egitto.

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Karnak-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Tempio di Dandera e tempio di Abydos da Luxor (2026) - con recensioni

 

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde.

Egitto, nel villaggio copto al tempo di Al-Sisi. FOTOREPORTAGE - DIRE.it

E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

Cena e pernottamento.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione.Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I

Visita e ingresso  a 3 tombe.

Le Tombe dei Nobili, Luxor, Egitto

Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

 

Visita alle Tombe dei Nobili dove non troverete 1 solo turista.

Quasi di quello che vediamo oggi dell’Antico Egitto è dedicato esclusivamente alla regalità faraonica. I monumentali progetti di costruzione che i re d’Egitto commissionarono nel corso della storia della civiltà hanno resistito alla prova del tempo molto meglio di altri manufatti antichi grazie alle loro enormi dimensioni e al fatto che sono letteralmente scolpiti nella pietra.

Le Tombe dei Nobili costituiscono una visita interessante , proprio perché rompono questa tendenza. Situati tra il Ramesseum e il Tempio di Hatshepsut, questi gruppi di tombe scavate in una collina rocciosa sono tutte dedicate ad amministratori, governatori e altre figure di piccola nobiltà.

Le immagini trionfali dei faraoni conquistatori e le raffigurazioni della vita eterna dopo la morte nei templi e nelle tombe reali intorno a Luxor possono diventare ripetitive.

In queste tombe troverai raffigurazioni più umili della vita quotidiana e dei lavori che questi funzionari hanno svolto. Le rappresentazioni della vita reale della natura e delle preoccupazioni quotidiane sono rinfrescanti e forniscono un po’ più di informazioni su come sarebbe stato effettivamente l’antico Egitto.

Murale dalle Tombe dei Nobili, Tebe, Luxor, Egitto

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

 

Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Gebel Silsila | Attractions - Lonely Planet

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave.

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

All’alba trasferimento al Tempio  per assistere al sorgere del sole in occasione della Festa del Sole ” AD ASPETTARE DAVANTI AL  Tempio Grande di Ramsete, I PRIMI RAGGI DEL SOLE CHE ATTRAVERSANDO TUTTE LE SALE  SI  CONCENTRANO SUL VOLTO  DELLE STATUE  DEL SANTUARIO,FENOMENO CHE HA LUOGO SOLO DUE VOLTE ALL’ANNO A FEBBRAIO ED A OTTOBRE.

Il complesso di Abu Simbel è composto da due templi scavati nella roccia: il più grande è dedicato a Ramsete II, il secondo, più piccolo, a sua moglie Nefertari. Grazie all’orientamento del tempio, i raggi del Sole entrano e vanno a colpire un punto preciso per ben 20 minuti: il volto della statua del faraone. Secondo gli antichi egizi, i raggi del Sole avrebbero così ricaricato di energia la figura del faraone.

Nel corso dell’anno vengono illuminate anche altre divinità sedute nel Santuario insieme a Ramsete II deificato: Amon-Ra (padre di tutti gli dei e dio del solei) e Ra (dio del sole). Volutamente rimane escluso dal fenomeno il dio delle tenebre Seth.

La storia dice che il giorno di  febbraio fosse il giorno in cui nacque il faraone Ramsete (in questa data aveva infatti inizio l’anno civile egiziano) e  quello di ottobre quello dell’incoronazione e che per questo furono scelte queste date come importanti nella vita del Regno. Gli archeologi, invece, sostengono che il ottobre fosse la data della fine della piena del Nilo e febbraio la data del raccolto.

Abu Simbel. Il miracolo del sole

Abu Simbel e il Miracolo del Sole | Pasquale Barile

Al termine trasferimento in hotel per la prima colazione e successivamente  partenza per il rientro ad Aswan  in aeroporto e volo per il Cairo.

PRANZO NON INCLUSO 

Visita al  più antico bazar del Cairo, Khan el-Khalili.

Il Cairo: Tour privato di mezza giornata del mercato locale e del souq | GetYourGuide

Trasferimento in hotel cena e pernottamento.

Best Souks in Cairo: Guide of Cairo Shopping for Travellers

10° Giorno: – Cairo – Piramidi-Roma o altre città italiane

Prima colazione e visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio, trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida  in lingua italiana, sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti in hotel a Luxor e 4 notti  a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena (tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 430,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Egitto crociera in Dahabeya -Ponte 25 aprile e 1 maggio 2026

                                                      

NAVE HA 8  CABINE UN TOUR UNICO ED ESCLUSIVO VIP

…dedicato a chi è stato in Egitto,magari in crociera classica,ma vi faremo vedere cose MAI VISTE…

e dedicata ovviamente a chi è la prima volta che ci viene…

 

  Egitto: crociera in Dahabeya

La Dahabeya in arabo vuol dire la “Dorata” dato che ai tempi dei Faraoni erano fatte d’oro per navigare sul sacro Nilo. Come sappiamo tutti, il Nilo era un simbolo divino per i Faraoni e quindi le imbarcazioni dovevano essere all’altezza di essere portati da esso. Provando di imitare i Faraoni, i sultani ed i pascià del diciottesimo secolo hanno usato le Dahabeya come mezzo di trasporto sul Nilo in modo che fossero vicini alla ricchezza e allo splendore dell’antico Egitto. Le Dahabeya sono tipiche navi a 2 alberi a vela triangolare che navigano al di là della storia in modo che vi faccia fare un tuffo storico nella gloria del passato.

Visita esclusiva alle tombe di Nefertari

Dopo oltre 13 anni di chiusura, sarà possibile visitare due tra le più ricche e meravigliose sepolture dell’antica Kemet. Le tombe di Nefertari e Seti I, rispettivamente Grande Sposa Reale e padre di Ramesse II, accoglieranno di nuovo tutti coloro che vorranno rimanere incantati ed ammaliati dalle loro splendide decorazioni. Si tratta di visite ESCLUSIVE il cui costo del biglietto (già incluso nella quota) supera anche i 100.00 a persona.N.b.soggetta ad apertura.

                Escursione di Dendera ed Abydos

una delle visita piu belle e che si fa raramente negli ultimi 20 anni,una volta ci si andava anche con la nave… Abydos e’ un tempio unico,per conto di Seti I e suo figlio Ramsete II ,ha lo stesso concetto architettonico del tempio di Hatshepsut e quindi una parte costruita e una parte scavata ,su diversi livelli e ha delle pareti che sono una meraviglia dal punto di vista artistico ,in particolare la testimonianza dell’arte amareniana in bianco,mentre il tempio di Dendera e’ un tempio greco romano dedicato alla dea Hathour,ben conservato con tutto il suo complesso, e’ l’unico tempio dove si puo andare sul tetto e andare nelle cripte dove ci sono le rappresentanze della regine Cleopatra.

        Visita presso le tombe più importanti d’Egitto

PREVISTA VISITA ALLE TOMBE DEI NOBILI E VILLAGGIO NUBIANO, LO FAREMO IN FELUCA.HO INSERITO ANCHE LA VISITA DELLE TOMBE DEGLI ARTIGIANI, Deir el Medina (si proprio coloro che lavoravano alle tombe dei Re e delle Regine e dei Nobili) DOVE SI TROVA ANCHE QUELLA DELL’ARCHITETTO KA( il cui contenuto della tomba ha riempito una sala del museo egizio di Torino) e altre chicche che NESSUN OPERATORE VI SFIDO A CERCARE, include in un pacchetto in Egitto.
E ancora visite esclusive come quella all’isola di Soheil ad Aswan per ultimo per godere al meglio delle visite, il gruppo sarà tra le 18 e massimo 22  persone!

         Esclusivo itinerario nella terra dei faraoni

Fin dall’antichità imperatori romani, eruditi arabi e antichi viaggiatori si abbandonarono al fascino della terra dei Faraoni. E ancora oggi le piramidi di Giza, i templi di Karnak, le sepolture della Valle dei Re, con la tomba rupestre di Tutankhamon, ed i templi di Abu Simbel, emanano un fascino di rara intensità. Secolo dopo secolo la grande civiltà dell’antico Egitto ha saputo mantenere intatto il suo potere di attrazione, con le maestose vestigia dell’architettura, dell’arte e della tecnica, con l’eccezionale grado di perfezione della scrittura (geroglifici) e dell’arte orafa, e infine con una concezione globalizzante del mondo, nella quale scienza e religione formano un tutt’uno indissolubile.

Al Grande Museo Egizio (GEM) del Cairo si possono ammirare i Tesori di Tutankhamon esposti insieme per la prima volta, tra cui la maschera d’oro, l’imponente statua di Ramses II nella Grand Hall, la spettacolare Piazza dell’Obelisco con l’Obelisco Pendente e le 12 sale espositive che coprono millenni di storia egizia, dalla preistoria all’epoca romanaLe visite possono includere passeggiate nei giardini esterni e la presenza di ristoranti e negozi, in un’esperienza culturale immersiva e di design

 

Un pò di…teologia eliopolitana

Una barca sepolta per 4600 anni

Secondo la religione egizia, Eliopoli era il luogo per il culto del Sole, la più importante tra le divinità del pantheon egizio, chiamata Amon e successivamente Ra.

Quello del Sole attraverso il cielo era un vero e proprio viaggio in barca che si ripeteva ogni 12 ore in eterno, se le divinità del Bene riuscivano a tener testa alle divinità del Male sempre in agguato e pronte ad ostacolare il viaggio quotidiano del sole.

Per le 12 ore diurne il Sole era trasportato su una barca solare da varie divinità attraverso il cielo del mondo dei vivi, dopo il tramonto e le 12 ore successive ad esso, il sole attraversava il mondo ostile dell’oltretomba, dove varie divinità maligne tentavano di fermare la sua barca e sconfiggerlo.

Ad ogni alba, vedere spuntare il sole, per gli antichi egizi, significava sapere che per un altra volta il Bene aveva sconfitto il Male, che non aveva potuto fermare lo scorrere del tempo e impedire al sole di sorgere.

Oggi la barca solare di Cheope si trova al nuovo museo egizio Gem dove è stata spostata per incrementare la completezza delle collezioni conservate all’interno delle sale del Museo Egizio, dove non poteva mancare questo preziosissimo pezzo.

Il Quartiere Copto si trova a sud della parte moderna della città ed è senza dubbio uno dei quartieri più affascinanti della capitale egiziana. Non è un caso che l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1079.

La prima moschea, chiesa e sinagoga dell’Africa si trovano in uno spazio di meno di 500 metri.

 

1° Giorno: Roma – Cairo 24 aprile 

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto  e operazioni di imbarco. Volo diretto al Cairo.Arrivo in nottata.

Trasferimento in hotel.

Immagini Cittadella Cairo | Vettori Gratuiti, Foto Stock e PSD

2° Giorno: Cairo – Luxor

Dopo la prima colazione incontro con la guida ed visita alla Piana di Giza, a pochi km dal centro abitato dove si trova il Tempio della Valle e le tre Piramidi di Giza dedicate ai tre Faraoni della IV dinastia: Kheope, Kephren e Micerino.  

Le piramidi d’Egitto e la Necropoli di El-Giza - Arte Svelata

Segue la Sfinge, maestosa guardiana della Piramide di Kephren.

Archeologia: l'affascinante mistero della Sfinge di Giza, la più grande ...

Pranzo in ristorante .

Nuova luce su Tutankhamon. L'Egitto avvia il restauro del celebre sarcofago dorato del faraone - ArtsLife

Dopo il pranzo visita del nuovo  Museo Egizio,Gem (GRAN EGYPT MUSEUM),dove tra i numerosi reperti della storia faraonica si potrà ammirare la camera mortuaria meglio conservata al mondo, quella di Tutankhamon.

I Tesori di Tutankhamon: Tutto Queli che Devi Sapere

Dove si trova la tomba di Tutankhamon e perché si dice che sia maledetta

Nel nuovo museo,si potranno finalmente ammirare,tutti gli oltre 4000 gioielli che facevano parte del Tesoro, infatti nella vecchia sede,non essendoci spazio,non potevano essere esposti.

Il Tesoro di Tutankhamon alla Grande Halle de la Villette di Parigi - itParigi

 

È ufficiale: il Grand Egyptian Museum sarà inaugurato il 3 luglio - Il Giornale dell'Arte

Il GEM – noto anche come il Museo di Giza o come il Grande Museo Egizio del Cairo – ospiterà oltre 100.000 oggetti e reperti e avrà una superficie di ben 500.000 mq.

Tra questi, sono da segnalare:

  • La colossale statua di Ramses II, che è stata spostata dalla piazza Ramses del Cairo per essere posizionata nel grande atrio del museo.
    La statua, che è alta ben 12 metri e ha un peso di 83 tonnellate, è stata realizzata 3.200 anni fa.
    Fu scoperta nel 1820 dall’esploratore ed egittologo genovese Giovanni Battista Caviglia nel Grande Tempio di Ptah, vicino a Menfi, la capitale dell’Egitto durante l’Antico Regno.
  • Le statue di Tolomeo II e Arsinoe II, collocate anch’esse nel foyer del museo.
  • L’intero tesoro di Tuthankhamon, vale a dire il corredo aureo della celebre tomba del faraone bambino (1341 a.C. – 1323 a.C.) scoperta dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922.
    Il tesoro è composto da oltre 5.500 reperti, ora organizzati dall’Atelier Brückner ed esposti tutti insieme per la volta, in un’apposita galleria che occupa da sola 7.000 mq.
  • L’obelisco.
  • Altre migliaia di manufatti provenienti dal Museo Egizio del Cairo e da altri musei e siti archeologici egiziani.

Avremo la fortuna adesso poter ammirare,moltissimi oggetti importanti,tra cui la Barca Solare.

Nel 1954, durante gli scavi nella piana di Giza, gli archeologi della squadra del grande professore Kamal el Mellakh  fecero una scoperta straordinaria nelle sabbie a valle delle tre Piramidi, in una fossa scavata a Sud della Grande Piramide di Cheope: in una camera sotterranea sigillata ed intatta per oltre 4600 anni, si era conservata, scomposta in 1224 pezzi, una barca solare.

Le condizioni del legno, straordinariamente, erano ancora buone nonostante i millenni passati, ciò probabilmente alle condizioni di conservazione sotto la sabbia del deserto.

Gli archeologi stupefatti dal ritrovamento hanno impiegato oltre 13 anni per rimontare l’antichissima imbarcazione, un puzzle da migliaia di pezzi!

Il risultato straordinario è stato un elegante imbarcazione dalla forma di tradizionale egizia a mezzaluna, la cosiddetta ‘feluca’, lunga 43 metri e larga 5 metri, munita di 5 remi per lato più due remi a poppa con la funzione di timoni della barca di Cheope.

Il legno di cedro con cui è stata costruita l’imbarcazione è probabilmente di importazione fenicia, i cedri del Libano erano infatti famosi nell’antichità per la loro qualità pregiata perfetta per la costruzione di imbarcazioni resistenti. Per la barca solare del faraone Cheope non si poteva che utilizzare un legname davvero pregiato!

Le due barche solari con le quali il sole attraversava il giorno e la notte erano chiamate Maati, ossia le barche della dea Maat, principio della giustizia, dell’equilibrio, della regolarità dei cicli e della legge.

Queste due barche, trasportando con regolarità il sole assicuravano infatti l’ordine cosmico. La barca solare del mattino, quella a bordo della quale il sole sorgeva trasportava il sole sotto le sembianze di Khepri. Khepri come divinità antropomorfa dell’antico Egitto aveva la forma dello scarabeo.

Gli scarabei stercorari infatti hanno l’abitudine di trasportare facendole rotolare palline di sterco, la cui forma sferica ricordava agli antichi egizi la sfera solare.

A mezzogiorno il sole diventava Ra e al tramonto Atum. Dopo il tramonto, con il calare delle tenebre, il sole prendeva le sembianze mummiformi del dio If, esaliva sulla barca della notte che avrebbe attraversato l’oltretomba, chiamato Amduat, pieno di pericoli.

La barca solare notturna si chiamava Mesketet e le varie divinità protettrici che la conducevano, dovevano affrontare le insidie del serpente Apopi, un pitone enorme che intendeva ogni notte fermare il tempo bloccando la traversata della barca solare.

Secondo la mitologia egizia questo evento si verificò una sola volta, con la malattia del figlio di Iside, per il dolore estremo della madre. Il sole non risorse dall’oltretomba sino alla gceuarigione del piccolo.

Trasferimento all’aeroporto del Cairo e partenza con volo diretto a Luxor. 

Arrivo e visita del tempio di Luxor al tramonto.

Cena libera e pernottamento.

3° Giorno: Luxor – Dendera e Abydos-Luxor 

Prima colazione e partenza per la visita di questi due incredibili templi. Chi è già stato in Egitto, non li avrà visitati e sicuramente è una delle più interessanti visite di tutto il tour.

Escursioni da Luxor: Dendera e Abydos | Girovagando con Stefania - Blog di viaggi e trekking

Sulle pareti di ammirerete bassorilievi UNICI in tutto l’antico Egitto, solo qui ci sono anche il famoso romanzo su Ramsete dello scrittore Christian Jacq inizia narrando le vicende di un giovane Ramses dal suo scontro con un gigantesco toro, sotto gli occhi attenti del padre (il grande sovrano Sethi) che alla fine dello scontro taglia a Ramses il ricciolo di infanzia, segno che la sua infanzia è terminata, fino alla sua ascesa al trono; infatti, nonostante Ramses abbia avuto il coraggio di affrontarlo, ma non la capacità di sconfiggerlo, Sethi ha ritenuto adatto a iniziare il suo cammino, che inizia col dominare la propria paura. Osteggiato dal fratello maggiore Shenar, abile nei complotti e sicuro di divenire nuovo faraone alla morte del padre, Ramses si troverà costretto a superare parecchi pericoli, fra cui attentati mossi dallo stesso Shenar, sfide con divinità.

Abydos | Tempio di Seti I | Tempio di Osiride

Il tragitto che da Al-Gezira conduce a Dendera costeggia per vari tratti i canali laterali del Nilo. Lungo i circa 80 chilometri di strada il paesaggio si presenta con vaste aree coltivate e, ad occidente, con ampie zone brulle e sassose che annunciano l’inizio del deserto che prosegue senza interruzioni in Libia, Algeria e Marocco. Attraversammo piccoli villaggi, fatti di case color fango ad un unico piano, immersi in vere e proprie oasi di verde. E’ incredibile che questo paese, dalla storia millenaria, non ci sarebbe se non esistesse il Nilo che ha reso fertile una sottilissima lingua di terra, larga appena qualche chilometro, in mezzo ai sassi e alla polvere. L’Egitto è un paese veramente singolare, un paese “verticale” e stretto lungo le centinaia di chilometri del suo corso d’acqua. E sulle rive di questo fiume è nata una delle più antiche civiltà della storia, seconda solo a quella, di gran lunga meno duratura, che si sviluppò appena qualche secolo prima nella non distante Mesopotamia, un’altra terra stretta intorno ai fiumi, il Tigri e l’Eufrate.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga
Il Tempio di Hathor a Dendera finalmente ci accolse con le sue bellissime colonne colorate, con i capitelli raffiguranti il volto della dea, e con il suo tetto in pietra. L’atmosfera era completamente diversa rispetto a Luxor. E’ qui, nella Galleria dei Re del Tempio di Sethi I, che il figlio Ramesse II fece scolpire una importantissima lista riportante la titolatura (limitata al nome personale e al nome del trono) dei 76 faraoni che avevano preceduto il padre, depurata dai nomi di quelli giudicati indegni quali gli usurpatori hyksos del secondo periodo intermedio, la regina faraone Hatshepsut e tutta la dinastia eretica amarniana che ebbe in Akhenaton il suo capostipite. Al termine rientro a Luxor e cena e  pernottamento a bordo.

Sotto sito di Dendera.

tour del tempio di Dendera dal porto di Safaga

 

 

Cena e pernottamento.

4° Giorno: Luxor – Esna

Prima colazione. Visita di della necropoli di Tebe con la Tomba della Regina Hatshepsut, tomba di Seti I e :

            INGRESSO INCLUSO ALLA VISITA DELLA TOMBA DI NEFERTARI! 

Il ciclo pittorico che decora la tomba ipogea di Nefertari è uno dei più completi e significativi del nuovo regno. Questa vasta tomba scoperta nel 1904 dall’egittologo Ernesto Schiaparelli, purtroppo deturpata e saccheggiata al punto da essere priva della mummia, è collocata nel versante settentrionale della Valle delle Regine e presenta una pianta molto articolata.
È infatti diversa rispetto alle tombe di altre regine (solitamente più semplici e dotate solo di una camera funeraria), e si ispira piuttosto alle sepolture faraoniche della vicina Valle dei Re. Sulle pareti della seconda scala discendente, la decorazione è anche a rilievo. I dipinti raggiungono apici di qualità nell’ambito dell’arte funeraria egizia soprattutto per la ricchezza di colori (verde, blu egiziano, rosso, ocra gialla, bianco e nero) e di dettagli, mentre i temi e i contenuti rispettano le indicazioni contenute nel Libro dei morti. Le immagini descrivono il viaggio di Nefertari verso l’aldilà, durante il quale incontra molte divinità tra le quali Osiride e Iside. Al termine del ciclo pittorico, Nefertari si tramuta in Osiride (dio dei morti), con il conseguente, auspicato raggiungimento dell’immortalità e della pace eterna.

Nefertari era la “Grande sposa reale” del faraone Ramses II, nonché una delle più celebri regine d’Egitto. La sua tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli durante gli scavi eseguiti a Bibân el-Harîm (Valle delle Regine), luogo che anticamente era chiamato Ta set neferu. Purtroppo la tomba era stata saccheggiata, probabilmente già da tempo molto lontano. Non fu trovata nessuna mummia, solo pezzi del coperchio del sarcofago di granito e piccoli frammenti del sarcofago di legno coperto con foglia d’oro. Dell’antico corredo funebre non era rimasto quasi niente. Ma la scoperta della tomba di Nefertari era comunque un’avvenimento importante.

Guida alla visita alla Tomba di Nefertari: la tomba più bella d'Egitto - GuideTuristiche

Stupendi bassorilievi e iscrizioni ne coprivano interamente le pareti ed erano modellati in leggero rilievo su uno strato di stucco col quale tutte le pareti e il soffitto furono coperti, non essendo lo strato di roccia calcarea, nella quale la tomba è scavata, abbastanza omogeneo e compatto da potersi lavorare direttamente. Purtroppo, quando Schiaparelli entrò per primo nella tomba di Nefertari, si trovò davanti a un monumento già molto deteriorato a causa delle infiltrazioni di acqua piovana che si insinuarono tra la roccia e lo strato di stucco. Questo era in alcuni punti caduto e in molti altri minacciava di cadere, rendendo necessario un lungo e paziente lavoro di consolidamento. Ciononostante, in quella parte, che è la maggiore, dove le decorazioni rimanevano intatte, la grandezza delle figure, la vivacità dei colori, l’armonia e la sicurezza dello stile fanno di questa tomba una delle più belle della necropoli tebana, paragonabile anche a quelle della Valle dei Re (Visita e ingresso facoltativo alla Tomba di Tutankamon). Questa, dall’altra parte del Nilo rispetto a Luxor, è la testimonianza della stessa ossessione per la morte e la resurrezione che diede vita alle piramidi. Ricordandosi di come queste ultime non fossero state in grado di proteggere le mummie dei faraoni dell’Antico Regno, i sovrani delle epoche successive optarono per l’occultamento, sprofondando le proprie tombe nell’arida terra delle colline tebane e perpetuando la propria memoria con giganteschi templi funerari eretti nella pianura ai piedi delle colline stesse (per es. il Tempio di Hatshepsut a Deir el- Bahri). Nel corso dei millenni la necropoli è stata spogliata di moltissimi tesori, eppure conserva ancora un patrimonio ineguagliato di monumenti funerari. Le tombe più grandiose sono quelle che si trovano nella Valle dei Re e nella Valle delle Regine. Isolata in mezzo alle aridissime colli-ne tebane, lontana dalle altre aree della necropoli, la Valle dei Revoleva essere l’ultima ”polizza assicurativa”sulla vita eterna. Queste tombe segrete dei faraoni del Nuovo Regno furono concepite e progettate (come già detto in precedenza) per conservare in eterno le mummie e i corredi funebri dei sovrani. La maggior parte non raggiunse lo scopo, ma i loro pozzi e i fantasmagorici dipinti murali lasciano ancora senza fiato. Nelle tombe più buie e meno affollate da turisti è ancora possibile immaginare, a occhi chiusi, la discesa nell’aldilà e la paura dei ladri che sfidarono le pericolose trappole che abili architetti avevano sistemato nell’interno delle strutture funebri. Le sepolture reali datano dall’inizio della XVIII dinastia fino alla fine della XX.

n.b questa visita è soggetta a disponibilita’ apertura da parte autorita’ egiziane,spesso viene chiusa senza alcun preavviso,in tal caso sara’ sostituita con altra visita.

Si lascia Tebe per far visita ai Colossi di Memnone, situati a circa 1km ad est di Madinat Habu ,(dove si visiterà il Tempio di Habu), sono due gigantesche sculture che in origine affiancavano l’ingresso al tempio funerario di Amenofi III. Rivolti a oriente e alti oltre 16,50 m (più la base di m. 2,30), rappresentano entrambi il re suddetto seduto nella posa tradizionale. Ai due lati del trono si trovano due piccole figure femminili, quella della regina Mutemuia, madre di Amenofi III, e di sua moglie Tiyi ( i nonni di Tutankhamon). Nel 27 a.C. un terremoto provocò nel colosso nord una lunga fenditura che, secondo Strabone, arrivava fino alla cintola. Ciò determinò il fenomeno in base al quale la statua, all’alba, quando la pietra comincia ad asciugarsi dell’umidità della notte, emetteva un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra.

Sotto il Tempio di Habu.

Tempio di Medinet Habu > Storia e caratteristiche > Landious Travel

Si prosegue con la visita del tempio di Hatshepsut ,cavata nella ripida parete rocciosa, il tempio funerario di Hatshepsut a Deir al-Bahri è uno spettacolo mozzafiato. La sua posizione è superba: il tempio è disposto su una serie di ampie terrazze sovrapposte, il cui livello superiore si confonde nel roccioso anfiteatro calcareo che lo accoglie.

Hatshepsut Temple Luxor | Sightseeings, Luxor Attractions

Fu disegnato durante la XVIII dinastia da Senenmut, architetto della regina Hatshepsut. Nonostante i danni arrecati da Ramses II e la trasformazione in monastero con l’avvento del cristianesimo, gli scavi del sito continuano a rivelare splendide decorazioni; inizio della navigazione verso Esna e passaggio della chiusa. Cena e pernottamento a bordo.

5° Giorno: El Kab – Edfu

Pin su El-Kab - Nekheb

Prima colazione. In mattinata visita di El Kab,una parete di arenaria lungo il Nilo, dove si trovano alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’inizio della XVIII dinastia (dal 1550 al 1295 a.C.). A El Kab si visiterà la tomba di Ahmose, figlio di Ibana, che contiene importanti informazioni biografiche relative alla guerra di liberazione contro i sovrani Hyksos, quando il principe dell’Alto Egitto assediò la città di Avaris nel delta del Nilo. Poi le tombe di Paheri e Renni, nomarchi di Nekheb durante la XVIII dinastia, in cui sono raffigurate scene agricole e di offerte, e la tomba di Setau, un sacerdote al servizio della dea Nekhbet durante il regno di Ramsete III.

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Pranzo a bordo e navigazione verso Edfu. La cittadina provinciale di Edfu, situata sulla sponda ovest del Nilo, è all’incirca equidistante da Luxor (115 km) e da Aswan (105 km). Questo piccolo centro abitativo vanta il tempio di culto meglio conservato di tutto l’Egitto, dedicato al dio dalla testa di falco Horus.

Tempio di Horus | Tempio di Horus Egitto | Il Tempio di Horus

E’ un edificio enorme, costruito in epoca tolemaica, ma secondo i canoni dell’architettura faraonica, così che consente di farsi un’idea precisa di com’era la maggior parte dei templi. Iniziato nel 237 a.C. e terminato solo 180 anni più tardi, nel 57 a.C., con la posa delle monumentali porte. Il luogo in cui sorge era considerato sacro già in epoca predinastica, quando una semplice capanna proteggeva il simulacro del dio (cioè una statua a forma di falco). Il grande complesso presenta la classica successione di ambienti sempre più piccoli e oscuri, in graduale progressione simbolica fino al buio del segreto sacrario. Le pareti,coperte d’incisioni, rivelano cerimoniali e riti occulti dai quali il pubblico era escluso, oltre a ricette per profumi e unguenti di destinazione sacrale, formule magiche, utili all’interpretazione delle concezioni religiose egizie. Cena a bordo e pernottamento.

6° Giorno: Edfu – Kom Ombo

Prima colazione. Visita a Gebel El SILSILA , in arabo significa “il monte della catena”, questo sito riveste una notevole importanza sin dall’epoca dell’Antico Regno, per il suo ruolo di zona limitrofa tra Egitto e Nubia e per delle importanti cave di pietra presenti nel suo territorio, che sarebbero state sfruttare da greci e romani in successivi periodi di dominazione.

Archaeology Of The Ancient Egyptian Working Man: The Gebel el-Silsila Quarries - EgyptToday

Nella zona sono state rinvenute numerose iscrizioni, stele e una sfinge incompiuta attribuibile ad Amenothep III. Cappelle rupestri sono state rinvenute insieme ad un tempio consacrato a Horemheb, costruito in memoria della sua vittoria contro i Nubiani.

Pranzo a bordo e navigazione verso Kom Ombo.

Visita del tempio dedicato alle due Divinità Haroeris, il Dio Falco, e Sobek, il Dio Coccodrillo. Case dalle facciate colorate, campi di canna da zucchero, orti e aranceti. E’questo il cuore della Nuova Nubia, territorio a nord di Assuan che, in seguito alla costruzione della Diga Alta e alla creazione del grande lago Nasser, ha accolto buona parte dei rifugiati nubiani. La Valle del Nilo, qui stretta tra aride pareti rocciose, si apre improvvisamente, occupando il fondo di un antico lago. Nel cuore della fertile area sorge Kom Ombo, centro agricolo con un grande zuccherificio.

Kôm Ombo Attività per gruppi: il MEGLIO del 2022 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Il luogo è celebre per le imponenti rovine di un tempio, costruito sulla piatta cima di una collina, unico esempio in Egitto di complesso monumentale dall’aspetto di acropoli : questo è il Tempio di Sobek e Haroeris. Aristocratica e solenne l’immagine di questo antico complesso che domina i campi coltivati e le acque del Nilo. Fu costruito in epoca tolemaica e la particolarità del tempio è quella di essere un edificio”doppio”, che unisce allo schema tolemaico classico il dualismo di molti elementi, con due entrate, una doppia fila di porte parallele e un duplice santuario, realmente separato da un muro divisorio. Questo si deve al fatto che il tempio è contemporaneamente dedicato a due divinità differenti: la parte meridionale è consacrata a Sobek, dio coccodrillo, mentre quella settentrionale al dio guaritore Haroesis, Horus il Grande dalla testa di falco.

Cena a bordo e pernottamento.

7° Giorno: Kom Ombo – Aswan 30 aprile 

Prima colazione. Navigazione verso Awsan. Pranzo a bordo.

Dopo pranzo vi attende la visita all’isola di File con il suo magnifico tempio di Iside che stregano e affascinano i visitatori sin dall’epoca tolemaica, alla quale risale la costruzione di gran parte del complesso.

Aswan City Information | Travel To Egypt

Dopo la costruzione della prima diga di Aswan, il livello delle acque salì e queste cominciarono a lambire e a montare intorno al tempio, sommergendolo per metà dell’anno, quando ai turisti non restava che ammirarne la presenza indistinta al di sotto dell’acqua trasparente. Una volta capito che la nuova Grande Diga avrebbe sommerso File per sempre, l’UNESCO e le autorità egiziane organizzarono un’operazione massiccia (1972-80) per smontare i templi e ricollocarli i sulla vicina isola di Aglika, che venne sistemata in modo da assomigliare al sito originale.

Aswan Philae temple, High Dam, Unfinished Obelisk Private Tour , Assuan - 2022 - Viator

Dopo qualche anno però cominciò ad affiorare una forte umidità ai basamenti delle strutture architettoniche perché il terreno, su cui erano stati posti, cedeva per il peso; si dovette quindi intervenire con con efficaci e prolungati sistemi di consolidamento ed oggi la nuova File è in posizione magnifica, come un gioiello nel lago azzurro. Il complesso del tempio è una splendida fusione di architettura egizia e greco-romana e si armonizza perfettamente con l’ambiente.

Top 10 tourist attractions in Aswan - EgyptToday

Gita sul Nilo in feluca passando davanti al mausoleo dell’Agha Khan, (non andiamo sull’inflazionata isola Elefantina) per visitare l’isola di Soheil   e il villaggio nubiano :

Villaggio nubiano - Gharb Soheil, cosa vedere e come arrivare

 

ma con le visite a questi magnifici templi ,ha termine la giornata; gli ultimi raggi di sole al tramonto ci accompagnano verso il rientro a bordo lasciandoci stupefatti per tutte le testimonianze della grande Civiltà egizia che abbiamo visto e ammirato durante questi giorni di viaggio.

Cena a bordo e  pernottamento.

8° Giorno: Aswan -Abu Simbel 1 maggio 

Prima colazione a bordo e sbarco dalla motonave. Ultimazione visite in questa zona e partenza per Abu Simbel. Sistemazione in hotel. Spettacolo di suoni e luci al Tempio di Abu Simbel.

Pranzo e cena inclusi.

Abu Simbel, visita al grandioso complesso monumentale costituito dal Grande Tempio di Ramses (o Ramsete) II e il Tempio di Hathor. Ma facciamo un passo indietro per meglio capire i fatti che hanno determinato l’attuale situazione nella Bassa Nubia. Oggi la Bassa Nubia può essere citata a pieno titolo come uno degli esempi più evidenti dell’intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che può modificare in profondità l’assetto originario, creando paesaggi del tutto nuovi. Di colpo apparve chiaro anche all’opinione pubblica: la costruzione della Diga Alta di Assuan avrebbe sommerso nella Bassa Nubia un’ampia fascia della Valle del Nilo, cancellando di colpo non solo campi e villaggi, ma anche straordinarie testimonianze dell’Egitto faraonico.
All’ondata di emozione generale seguì, l’8 marzo 1960, un solenne appello lanciato dall’UNESCO, che conferì al problema una dimensione mondiale e mise in moto una serie d’interventi finanziari e scientifici decisivi.

Gita con pernottamento ad Assuan da Luxor con visita al Tempio di Abu Simbel - 2022 - Viator

La motivazione fondamentale per la visita di questa regione del Sud Egitto rimane tuttavia legata a quei 14 grandiosi templi e monumenti che, disseminati lungo questo tratto della Valle del Nilo e condannati a essere inghiottiti dal lago, sono stati invece smontati e ricostruiti al riparo dalle acque. Si tratta di uno straordinario patrimonio storico e artistico, che merita un’attenta visita anche perché immagine chiarissima dell’ideologia politico-religiosa della società che lo produsse. Questa tocca il vertice nel Grande Tempio di Abu Simbel, dove il faraone appare divinizzato già in vita e compare con dignità e dimensione pari a quelle delle massime divinità del Paese. Impossibile, però, non correre col pensiero anche alla grandiosa opera di salvataggio e all’eccezionale tecnologia che la rese possibile. Un lavoro davvero difficile e complesso, che idealmente richiama le fatiche ciclopiche sostenute dagli antichi costruttori di questi templi. Dopo aver scartato numerosi progetti troppo audaci e di difficile realizzazione, venne approvato il progetto dello scultore egiziano Ahmad Osmad che prevedeva di tagliare in numerosi blocchi i templi e di ricomporli, come un enorme puzzle, in un luogo più sicuro, poco distante dal sito originale. I lavori iniziarono nella primavera del 1964 quando il lago Nasser aveva raggiunto un’altezza tale che i templi dovettero essere pro-tetti da delle paratie. I due templi furono divisi, rispettivamente, in 807 e 235 blocchi del peso massimo di 20 tonnellate e accuratamente numerati. I tagli dei vari blocchi vennero eseguiti in modo da essere il meno visibili possibile una volta ricomposti. I due edifici furono quindi ricomposti in una posizione 65 m più in alto e 200 m verso l’interno rispetto all’originale (ciò ha ritardato, di qualche minuto, il raggio di sole che penetra all’interno del tempio illuminando la statua del faraone, e questo avviene due volte all’anno: il 21 febbraio – giorno della nascita di Ramesse II e il 22 ottobre – il giorno della sua incoronazione). Per dare solidità al complesso i due templi furono fissati ad una struttura di cemento armato quindi ricoperti da cupole di cemento con una campata rispettivamente di 50 e 24 m con all’interno uno spazio libero di 19 e 7 m, spazi destinati a contenere varie infrastrutture turistiche. Per eseguire questi”faraonici”lavori furono impegnate circa 2000 maestranze tra le quali avevano un ruolo rilevante e deli- cato numerosi tagliatori delle cave di marmo di Carrara, che eseguirono i tagli per dividere in blocchi i due monumenti. I lavori furono completati nell’estate del 1968, cioè dopo soli 4 anni.

Entrambi i templi sono stati costruiti durante il regno di Ramesse II (nato nel 1297 a.C., regnò dal 1278 al 1213 data della sua morte) e furono completati per il trentesimo anniversario del suo regno, cioè nel 1248 a.C.. Trenta anni per costruirli e soli 4 per smontarli e ricostruirli (è una semplice considerazione). Il tempio grande è consacrato al dio Amon-Ra di Tebe e a Harmakhis(6) di Eliopoli che erano le principali divinità dell’Alto e Basso Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramesse II divinizzato. Nel“sacta santorum”, cioè nel fondo del Grande tempio, ci sono infatti 4 statue: (da sinistra a destra) Ptah, Amon-Ra, Ramesse II, e Harmakhis. Il tempio più piccolo è invece consacrato alla dea Hathor e alla sposa favorita di Ramesse, Nefertari divinizzata anche lei come il marito. Non si conoscono i motivi perché Ramesse II decise di far costruire i templi in questi luoghi, si è praticamente certi che la costruzione fu il principale passo per la sua completa divinizzazione, ma la scelta di erigere questi maestosi monumenti nella Nubia fu, probabilmente, dovuto al fatto di dare un forte segno del potere faraonico in queste terre molto importanti per l’economia dell’Egitto dell’epoca a causa delle miniere di rame e d’oro che si trovavano in questa regione.

9° Giorno Abu Simbel-Aswan-Cairo

Prima colazione in hotel e partenza per  Aswan .Visita alle cave di granito e all’obelisco incompiuto.

articoloflash – IL GIGANTESCO OBELISCO INCOMPIUTO DI ASSUAN | Misteri del passato

L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

Durante la visita alle rovine dei siti monumentali sparsi per tutto l’Egitto, è raro fermarsi a riflettere sulle varie fasi necessarie alla loro realizzazione. L’obelisco incompiuto costituisce una rara opportunità di considerare questo complesso processo e la difficoltà di dare forma ai grandi blocchi di pietra che hanno fatto parte della maggior parte dei monumenti presenti in Egitto.

l`obelisco situato a circa 2 km a sud della città di Assuan, in Egitto, lo si può contemplare: gigante, alto e ancora disteso nel suo letto di granito rosa. Parliamo dell’Obelisco incompiuto di Assuan, abbandonato nel luogo di costruzione probabilmente per una frattura in fase di lavorazione.

Trasferimento  in aeroporto e volo per il Cairo. Cena e pernottamento in hotel.

10° Giorno: – Cairo – Roma o altre città italiane

Prima colazione .Ci si sposta poi alla Cittadella di Saladino, posizionata sulla collina Muqattam, vicino al centro storico del Cairo, che l’ha resa famosa per il belvedere sulla citta’. La Cittadella fu fortificata da Saladino Ayyubide tra il 1176 ed il 1183, per proteggere l’Egitto dai crociati, la cittadellacontiene la Moschea di Mohamed Ali, costruita tra il 1828 e il 1848, detta anche Moschea di Alabastro. Al termine visita speciale al Cairo Copto dove sono trovate la Chiesa Sospesa, la Chiesa di San Sergio e la sinagoga di Ben Ezra .

Visita guidata del quartiere copto del Cairo, Il Cairo - Civitatis

La Cittadella del Cairo è un vasto complesso fortificato situato su una collina che domina la città. Costruita dal Saladino nel XII secolo per difendere la città dagli attacchi dei crociati, la Cittadella offre un panorama mozzafiato sulla città.

La Cittadella del Cairo in Egitto - Guida Visita 2025 | archètravel

La principale attrazione della Cittadella è senza dubbio la Moschea di Muhammad Ali, con i suoi due minareti gemelli, l’elegante cortile rivestito di alabastro e gli interni illuminati da lampadine sospese al soffitto.

Cairo copto | il cairo quartiere copto

Il Cairo Copto è un piccolo quartiere che racchiude importanti testimonianze della presenza cristiana in Egitto. Tra le attrazioni più importanti del quartiere, vi sono la Sinagoga Ben Ezra, il Museo Copto e i resti della Fortezza Babilonia del Cairo.

Tour di un giorno privato alla scoperta del Cairo copto e islamico

Tardo pomeriggio,trasferimento in aeroporto e volo di ritorno  in Italia .Fine dei Servizi.

NB : I tempi di navigazione e l’ordine delle escursioni sono soggetti a variazioni.

La quota comprende:

  • Volo internazionale Roma -Cairo-Roma franchigia bagaglio 20 kg
  • 2 voli interni Cairo-Luxor e Aswan Cairo franchigia bagaglio 20kg
  • Tutte le visite e trasferimenti con bus privato e guida egittologo in lingua italiana sistemazione a bordo della nave e trattamento di pensione completa a bordo.
  • Biglietti ingressi a 3 tombe valle dei Re e Regine compresa Tomba di Nefertari
  • Biglietto di ingresso al nuovo Museo Egizio
  • 6  pernottamenti a bordo Dahabeya (oppure 2 notti 5***** a Luxor e 4 a bordo)
  • 3  pernottamenti in hotel  4**** e  5***** trattamento camera e colazione e cena(tranne 1 cena)
  • Pranzi come da programma
  • Visite e ingressi come in programma
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica  (massimale 50.000,00) bagaglio (1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO COPRE INTERO COSTO DEL TOUR

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali € 460,00 ( da riconfermare all’emissione del biglietto)
  • Visto € 45,00
  • 1  cena
  • Bevande ai pasti
  • Mance per guida,autisti,e equipaggio,facchini e camerieri
  • Tutto ciò non indicato nella voce “la quota comprende”

 

N.B L’APERTURA O LA CHIUSURA DI ALCUNI SITI, SOPRATTUTTO TOMBE,DIPENDE DALLE AUTORITA’ EGIZIANE,LE QUALI ANCHE SENZA PREAVVISO,POSSONO DECIDERE DI CHIUDERE I SITI E ALCUNE TOMBE PREVISTE NEL PROGRAMMA

 




Algeria romana, le oasi ,Ghardaia e il deserto Sahara ottobre

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                      ALGERIA: Archeologia, deserto e oasi.

                 Gli incredibili siti romani, Ghardaia e lo spettacolo del Sahara.

Un viaggio che vuole unire l’interessantissima parte nord del paese con la spettacolarità della natura del deserto del Sahara e le oasi come Ghardai. Djemila in uno scenario splendido tra le montagne con edifici molto ben conservati, più a sud l’antica Lambaesis romana, accampamento fisso della Terza Legione Augustea, e quindi la famosa Timgad, forse il più bel sito deII’AIgeria romana, fondata daII’imperatore Traiano nel primo sec d.C. e dominata deII’imponente arco a lui dedicato. Ma il viaggio offre anche l’interessante visita di Algeri, l’intrigante kasba e quindi il sito di Tipasa con i resti della città che lambiscono le acque del Mediterraneo. Ci si sposta poi al Sud nel centro del deserto del Sahara. Qui con i fuoristrada ci si addentra tra le stupende formazioni rocciose di arenaria scolpite dal vento e dalla sabbia in forme sempre diverse: torrioni, pinnacoli, canyon e cattedrali di roccia. Le grandi dune deII’Erg Admer sono la vera essenza del deserto: forme dolci e sensuali che non possono non ammaliare. I pernottamenti si effettuano in un semplice, albergo neII’oasi di Djanet e Ghardaia, la pentapoli mozabita.

Il Sahara algerino, uno dei deserti più caldi e aridi del mondo, copre un’area di oltre due milioni di chilometri quadrati e si estende dai monti deII’AtIante Sahariano fino ai confini del Mali, del Niger e della Libia.

Ha un’estensione di oltre duemila chilometri. Questo vasto territorio è formato da nove wilayates (distretti) con una popolazione stimata in tre milioni e mezzo di abitanti di etnia berbera. I berberi sono una popolazione europoide deII’Africa settentrionale, che essi chiamano Tamazgha. Sembra che almeno fino all’età del bronzo (circa 1200 a.C.) tra le popolazioni berbere fosse piuttosto diffusa la depigmentazione, cioè l’albinismo e il biondismo come carattere genetico, documentata anche da pitture rupestri del Tassili e in iscrizioni egiziane.

Gli ibaditi rappresentano una setta musulmana di etnia berbera, l’unico ramo sopravvissuto dei kharigiti; fondata da ’Abd Allah ibn Ibè al-MurrT, fiorì in Mesopotamia neII’VIII secolo, periodo durante il quale essi conquistarono l’Oman penetrando neII’Africa settentrionale, dove fondarono vari piccoli Stati. Oggi gli ibaditi costituiscono la componente maggioritaria deII’isIamismo in Oman. Altri nuclei importanti si trovano nella valle del Mzab in Algeria, sull’isola di Gerba in Tunisia e a Gebel Nafusa in Libia. Rifiutano ogni forma di fanatismo e predicano la pratica rigorosa deII’isIam originario. Considerati eretici dagli altri musulmani, gli ibaditi si rifugiarono nella valle dello Mzab e distinguono ancora oggi per il Ioro rigorismo: basta un’azione peccaminosa per essere cacciati dalla comunità dei fedeli.

Simone De Beauvoir, nel suo La forza delle cose, definisce Ghardaia come “un dipinto cubista splendidamente costruito”. Questa cittadina è il cuore della pentapoli ibadita. Si tratta di un importante centro di produzione di datteri, di fabbricazione di tappeti e tessuti. La città è divisa in tre settori: al centro sta la zona storica mozabita, con una moschea dal minareto piramidale e una piazza porticata. Le case, colorate di bianco, rosa e rosso, sono costruite con sabbia, argilla e gesso, e hanno terrazze e portici.

Camminando nelle strette vie tortuose delle cittadine della pentapoli ibadita della valle dello Mzab, si osservano le donne uscire dalle porte delle Ioro case. Avvolte nelle vesti completamente bianche assomigliano a fantasmi: è strettamente vietato fotografarle. Isolate o a piccoli gruppi, camminano velocemente rasentando i muri delle case. Sono furtive presenze che scompaiono silenziose. La donna maghrebina intrappolata sotto la sua haik (che le nasconde il volto e la visibilità dell’intero corpo) è un vecchio cliché della letteratura coloniale. Questa figura di claustrazione femminile deII’isIam ha affascinato gli etnologi del XIX e XX secolo. Nelle donne mozabite che abitano la Pentapoli ibadita l’hai/r è completamente privo di merletti o ricami come nel velo di Algeri (a/ar). L’haik è di lana spessa, senza eleganza e presenta grandi dimensioni: 4 metri per 1,40.

Il Programma di Viaggio

1° giorno: ITALIA –  ALGERI

Partenza dall’ItaIia per Algeri .Arrivo ad Algeri e sistemazione in hotel. Pernottamento.

Perché Algeria? | AlgeRicca!

2° Giorno: – LAMBESE – TIMGAD -LAMBESE CONSTANTINE

 

ALGERIE, Terre d'Afrique: Le site romain de Lambèse

Dopo la colazione,partenza direzione Lambese, per visitare il museo e per per ammirarne l’antica fortezza legionaria della provincia romana d’Africa proconsolare, posizionata in Numidia a nord dei monti dell’Aurès, di fronte alle tribù berbere dei Getuli. Fu prima forte ausiliario sotto i Flavi, e sotto Traiano divenne fortezza della III Legio Augusta, fino alla conquista dei Vandali. Pranzo libero. Nel pomeriggio escursione a Timgad, l’antica colonia romana di Thamugadi, fondata dall’imperatore Traiano nell’anno 100 con manodopera militare. La città venne edificata praticamente dal nulla come colonia militare con lo scopo principale di creare un bastione contro i Berberi del Massiccio dell’Aurés. Per questo in origine essa venne abitata da veterani dell’esercito cui vennero assegnate terre in cambio degli anni di servizio militare prestato. Collocata lungo la strada fra Thevaste e Lambese, la città fu cinta di mura; progettata per una popolazione di 15.000 abitanti, ben presto crebbe al di fuori di ogni controllo e si sviluppò caoticamente, senza rispettare la planimetria ortogonale della fondazione originale.

Thamugadi | Location, History, Roman Ruins, Rome, & Facts | Britannica

Fra le rovine di Timgad sono comunque perfettamente visibili il decumano e il cardo, affiancati da un colonnato corinzio parzialmente restaurato. Nella parte terminale ovest del decumano sorge il cosiddetto arco di Traiano, alto 12 metri, probabilmente in origine una porta cittadina, monumentalizzata in epoche successive. Molti gli edifici pubblici conservati della città: una basilica, una biblioteca, quattro terme ed un teatro da 3.500 posti a sedere, in ottime condizioni di conservazione, tanto che ancor oggi viene utilizzato per rappresentazioni teatrali. A Timgad si trovano inoltre un tempio dedicato a Giove Capitolino (grande quasi come il Pantheon di Roma), una chiesa quadrata con abside circolare risalente al VII secolo, e una cittadella bizantina costruita negli ultimi giorni della città.

Algeria's ancient treasures: from Constantine to the Roman ruins of Timgad - YouTube

Visiteremo anche il piccolo, ma bellissimo Museo di Mosaici(soggetta a riconferma apertura in loco)

Anche Timgad è entrata a far parte dell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

In serata arrivo   a Constantine, cena e pernottamento in hotel.

3° Giorno : CONSTANTINE – DJAMILA -TIDDIS- CONSTANTINE

Dopo colazione, partenza per Djamila, una delle più straordinarie città romane d’Africa.

Roman Ruins of Djemila - Goparoo
In arabo  significa “la bella “Patrimonio UNESCO, situata su uno sperone roccioso alla confluenza di due uadi ai piedi di una montagna di 1400 m.

DJÉMILA / CUICUL - UNESCO WORLD HERITAGE SITE: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2024) - Tripadvisor

Fu fondata alla fine del I sec. come colonia per veterani romani; è uno dei più bei siti d’epoca romana, in uno scenario splendido, con gliedifici principali ben conservati. Bellissimo il foro di Settimio Severo con il tempio dedicato a Marte, patrono della città, l’arco di trionfo di Caracalla, il mercato con i tavoli dei venditori con le unità di misura per i prodotti agricoli.

Visita alle rovine e allo straordinario museo, dove le pareti sono ricoperte dei mosaici strappati da ville e monumenti pubblici della città.La città romana si srotola come un tappeto sulle colline diradanti.

Proseguimento in direzione di  Tiddis, attraverso un paesaggio collinare affascinante, andiamo alla scoperta di questa piccola città romana che insiste su un villaggio berbero.

Molto caratteristica, Tiddis non segue i canoni romani come siamo abituati a vedere, assomiglia di più ad un villaggio berbero, anche se si riconoscono i templi, il foro, le terme, come nel resto del mondo romano.

 

Tiddis | Constantine, Algeria | Attractions - Lonely Planet

Tiddis, l’antico Castellum Tidditanorum, costruita sulle pendici meridionali della montagna, in posizione facilmente difendibile, a circa 30 km da Costantina. Le rovine di Tiddis sono forse le più impressionanti tra tutti i siti romani dell’Algeria; tuttavia, sono piuttosto degradate dalle intemperie e non
possono essere paragonate ad alcune delle più famose città romane di queste terre. Castellum Tidditanorum, come suggerisce il nome, era un castellum o fortezza che faceva parte di una serie di insediamenti fortificati che circondavano Cirta/Costantina e ne proteggevano il territorio. I Romani arrivarono durante l’età di Augusto, ma costruirono gran parte di ciò che oggi si può vedere nel III secolo d.C., adattando la loro regola fondamentale di pianificazione urbana
(due strade centrali dritte che si incrociano nel cuore della comunità) alla morfologia del sito. Tiddis non aveva fontid’acqua, quindi una delle caratteristiche più interessanti delle case qui sono i canali e le cisterne, progettati perpreservare le piogge, da cui la comunità dipendeva durante le lunghe e calde estati.

Rientro in hotel a Costantine ,cena e pernottamento.

 

4° giorno: CONSTANTINE –   GHARDAIA 

In mattinata facciamo la visita di Costantine.

Visita di Costantina e del museo archeologico, antica Cirta, appollaiata sulle vertiginose gole del Rummel. Deve il suonome all’imperatore Costantino che qui fece costruire numerosi edifici. Il museo mette in risalto i numerosi reperti provenienti dagli scavi a Constantine e nei dintorni e nella vicina Tiddis. Il museo ospita alcuni pezzi straordinari, che includono una figura seduta in terracotta da una tomba del II secolo a.C. e uno squisito busto in marmo di una donna nota come la “bellezza di Djemila”. Da non perdere la splendida scultura in bronzo fuso della “Vittoria di Constantine”
alata, trovata dai soldati durante gli scavi nelle strade della Casbah nel 1855.

Constantine, questo nome gli fu dato direttamente dall’Imperatore Costantino, andando a rimpiazzare quello precedente, di Cirta. Proprio i romani diedero alla città un volto del tutto peculiare, contribuendo a farne uno dei principali centri di Algeria, a quel tempo provincia dell’Impero. Successivamente la città ebbe frequentazione araba, ottomana e francese, prima di diventare definitivamente algerina in seguito agli scontri armati conclusisi nel 1962 con la conquista dell’indipendenza.

Engineering a City of Bridges - Omrania

I ponti sono la caratteristica di Constantine e anche l’unico modo di collegare il nucleo antico al territorio circostante, dove oggi la città è in continua espansione, confermando di essere la terza città di Algeria per estensione e numero di abitanti. Tutt’intorno una splendida campagna, dove tra l’altro si conservano numerosi siti archeologici di estrema bellezza e importanza, il che rende Constantine un ottimo punto di partenza per visitare la regione conosciuta come la Piccola Cabilia.

Constantine -

Box lunch.

Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto e partenza per Ghardaia.All’arrivo sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

"Discover

 

 giorno: GHARDAIA

Dopo la prima colazione ,inizio della visita alla pentapoli mozabita, della quale fanno parte Ghardaia, la capitale, Beni Isguen la città santa, Melika, Bou Noura la luminosa e El Atteuf, famosa per l’armoniosa combinazione di semplicità delle forme e degli stili, dei materiali e delle tecniche usati all’insegna di un rigore insito nello stile di vita dei mozabiti, che invitano alla dolcezza di vivere. Per gli urbanisti del mondo intero la pentapoli rappresenta la sintesi culturale di questo popolo austero e puro, ogni elemento costruttivo è collegato alla quotidianità del vivere, ed è da questo che il grande Le Corbusier ha tratto l’ispirazione per realizzare alcune delle sue opere architettoniche in Francia. Città — fortezze, furono erette all’interno di grosse mura di cinta diventando dei villaggi grandi il giusto per poter ascoltare da qualsiasi punto, il richiamo del muezzin. Alla sommità si ergeva la moschea che, oltre ad essere centro religioso, servì come centro culturale, sociale.

Intera giornata dedicata a tre dei cinque insediamenti fortificati della Pentapoli Mozabita di cui Ghardaia è il centro più importante. Rimasta a Iungo isolata, fu fondata verso l’anno 1000 d.C. da una comunità berbera di religione mussulmana di setta Ibadita. Considerati eretici, reputano che la salvezza eterna si debba meritare non per intercessione di santi, ma con le opere: una vita modesta fatta di preghiera e di Iavoro. Niente ozio quindi per gli Ibaditi, niente profumi, tabacco,aIcooI. Nel Ioro modo di interpretare il Corano costringono le donne ad una condizione che, a noi occidentali, appare molto pesante. Fino a pochi anni fa non potevano praticamente Iasciare le città della valle, e devono tuttora portare il velo che può Iasciare scoperto un solo occhio.

ALGERIA: I SEGRETI DI GHARDAIA, LA PERLA DEL M'ZAB

 

La città vecchia di Ghardaia è veramente splendida: piccole case colorate strette le une alle altre che creano un’urbanistica molto particolare e interessante; il centro della città è costituito da vie strette e tortuose, bellissime da esplorare (attenzione: ci sono cartelli che avvisano che per e donne sono vietati i pantaloncini corti, minigonne e canottiere, mentre per gli uomini sono obbligatori i pantaloni lunghi). Per gli urbanisti del mondo intero la pentapoli rappresenta la sintesi culturale di questo popolo austero e puro ogni elemento costruttivo è collegato alla quotidianità del vivere, ed è proprio dalla locale moschea questo che il grande Le Corbusier ha tratto l’ispirazione per realizzare alcune delle sue opere architettoniche in Francia.

 

Nella piazza centrale contornata da portici si sviluppa un bel mercato (tranne alcune giornate di feste religiose nel corso dell’anno) dove si può trovare di tutto: dai generi alimentari ai bracciali d’argento, dagli oggetti tecnologici ai cammelli eagli asini, dai ricambi per i motorini ai tessuti lavorati a mano. Le altre città della pentapoli sono: E/ Afteof “l’ansa”, perché costruita su un’ansa deII’oued M’Zab,Ia prima città costruita nella valle; /Ue/ika “/a regina” collegata a Ghardaia da un ponte —pericolante-; Beni /sgoen “la pia”, la città religiosa, la meglio conservata dove è obbligatorio avere una guida locale e dove è proibito fumare, bere alcolici e fotografare donne e bambini; Boo Noura “la luminosa”, la città più povera e in parte disabitata.

Pasti in ristorante e pernottamento in hotel.

 

6° giorno: GHARDAIA-ALGERI

AI mattino trasferimento in aeroporto e partenza per Algeri.

Intera giornata dedicata ad Algeri, la città bianca, con i suoi viali, i suoi palazzi francesi, e gli edifici di architettura moresca. AI mattino visita del Museo Archeologico, che raccoglie ottimi esempi di arte romana, bizantina, ed islamica.Successiva passeggiata nella parte più antica e meno turistica di Algeri: la famosa“Kasba”, edificata tra 1516 e 1830 sulle rovine dell’antica Icosium.

 

 

UNESCO World Heritage Sites: Kasbah of Algiers - RTF | Rethinking The Future

 

 

 

 

Si visiterà (dall’esterno, attualmente è un forte militare) la Cittadella ottomana, per poi addentrarsi in un intrico di stradine e viuzze assolutamente caratteristico pur nella sua attuale decadenza, fino a giungere agli eleganti portoni dei palazzi ottomani.

 

 

 

Pranzo in casa di una famiglia locale, in un’abitazione del 1610 recentemente restaurata.

 

Nel pomeriggio visita di Notre Dame d’Afrique, la cattedrale costruita dai francesi e che domina dall’alto la baia di Algeri in posizione estremamente panoramica.

 

Cena e pernottamento.

7º giorno: ALGERI – CHERCHELL-TIPAZA – DJANET

Si raggiunge la località di Cherchell (circa 80 km), l’antica Cesarea.

romanoimpero.com: CESAREA - CHERCHELL (Algeria)

La città fu parte integrante dell’impero marittimo fenico nel IV secolo a.C., e divenne parte della Numidia sotto il regno di Giugurta, che morì nel 104 a.C. Con l’arrivo dei romani venne ribattezzata Caesarea, in onore deII’imperatore romano. Cesarea sarebbe in seguito diventata la capitale del regno di Mauretania, uno dei più importanti e fedeli alleati dell’impero Romano. Alla fine del quarto secolo d.C., i Vandali bruciarono la città, ma sotto l’imperatore bizantino Giustiniano I, la città fu riconquistata, ricostruita e riportata aII’antico splendore. Nel centro della città si trova l’interessante museo che contiene alcuni delle sculture greche e romane più belle del Nord Africa.

Pranzo in corso di escursione

Ci si sposta per raggiungere Tipaza.Nel pomeriggio si visiteranno la città punico — romana — bizantina con il suo anfiteatro, le terme, i resti della Basilica cristiana più grande d’Africa romana e il suo museo. Nel 1982 Tipasa venne inserita nell’elenco dei Patrimoni delI’Umanità delI’UNESCO.

Rientrando ad Algeri visita Iungo il percorso alla tomba della Cristiana, un singolare edificio circolare, trovata già priva di spoglie e di corredo funerario, posta in posizione panoramica sul litorale algerino.

In serata trasferimento in aereoporto per il volo a Djanet .

Arrivo e trasferimento neII’hoteI dell”oasi. Pernottamento.

 

8°  giorno: DJANET — TIMRAS — TIKABAOUINE — DJANET

Djanet (1094 metri) è la più grande oasi del sud-est algerino con oltre 50.000 palme. Si stende per 5 chilometri lungo la valle del fiume Edjeriou, in una vallata ai piedi della scarpata rocciosa del Tassili degli Ajjer, dalla quale sgorgano numerose sorgenti che raccolgono l’acqua di tutto l’altopiano ed alimentano l’irrigazione dell’oasi e dei giardini coltivati. La località è “pleine de charme”. Punto obbligato d’incontro, di commercio, di scambio lungo le carovaniere che collegavano il Nord Africa con i paesi della fascia equatoriale, ha sempre rappresentato un punto di ristoro, di frescura e di serenità dopo le assolate tappe desertiche. Salendo fino all’ex fortino della legione si può ammirare l’insieme dell’oasi.

Condotti dalle esperte guide Tuareg, entreremo in un mondo dove tutto è rimasto immutato da millenni. Avremo tempo tempo da dedicare a guardarci attorno, all’assaporare il desedo, ad effettuare splendide camminate addentrandoci in questo magico mondo di rocce, di sabbia, di silenzi e di colori.

Dopo la prima colazione, partenza in fuoristrada per la zona del Timras, una selva di guglie di arenaria che formano un labirinto di roccia, rifugi naturali di archi e formazioni rocciose che rendono il paesaggio surreale.

Proseguimento per Tikabaouine dove potremmo ammirare l’arco di Tikabaouine, una tomba solare preistorica e magnifici corridoi di sabbia delimitati da pareti rocciose. La zona è particolarmente suggestiva al tramonto quando le rocce si tingono di mille colori.

Rientro in serata a Djanet. Pranzo a picnic, cena e pernottamento in hotel.

9º giorno: DJANET — ESSENDILENE — DJANET

Partenza verso nord alla scoperta di un nuovo gioiello naturale. Proprio alla base del Tassili, l’oued Essendilene si inoltra per molti chilometri neII’aItopiano tra alte pareti di roccia.

Raggiungeremo la zona di Timras dove piccole montagne con la caratteristica forma di denti spuntano dalla sabbia dorata. Si prosegue verso sud, costeggiando la falesia del Tassili, percorrendo le grandi dune dell’erg Admer. E’ il deserto della nostra immaginazione, un’esperienza indimenticabile. Riprendendo le vetture si percorrono, in direzione sud-est piste sabbiose costeggiate da neri e scintillanti picchi arenarici, si attraversano numerosi uadi ricchi di vegetazione.Il paesaggio cambia, arricchendosi di imponenti massicci montuosi con torri e pinnacoli. Si attraversa per circa 50 km. una nera valle di arenaria fiancheggiata da spettacolari montagne: giganteschi torrioni e muraglie si stagliano sullo sfondo di grandi catene arenariche, paesaggi maestosi che riportano il viaggiatore alle origini dell’umanità.

RENDEZ-VOUS A ESSENDILENE - Zelouaz Voyages

La zona è molto frequentata da famosi nomadi Tuareg, gli uomini blu, così chiamati dai primi europei quando il color indaco del velo con cui si avvolgevano il capo lasciava tracce sulla pelle del volto, una volta tolto il turbante, grazie aII’abbondanza di vegetazione e di acqua.

Pranzo pic nic

Lasciate le auto si prosegue con una piacevolissima passeggiata (circa 2 ore tra andata e ritorno) in una stretta gola caratterizzata da una ricca vegetazione, oleandri in fiore, tamerici,paIme, acacie, per raggiungere la goe/ta di Essencfi/ene: un bacino di acqua cristallina incastonata tra vertiginose pareti di roccia; un luogo davvero incantevole.

Essendilène - Le fabuleux canyon d'Essendilène

Rientro a Djanet, cena e pernottamento in hotel.

 

 

Cena e pernottamento in hotel

10° giorno: DJANET — ERG ADMER — TERARART — DJANET

In mattinata partenza per l’Erg Admer, un mare di dune rosate che si estende per oltre cento chilometri di lunghezza.L’Erg Admer è una vasta distesa di sabbia lunga circa 100 km e larga 20 km, situata nella wilaya di Illizi, nel sud-est dell’Algeria. Situato a ovest di Djanet, inizia al centro del Tassili n’Ajjer, vicino a Essendilène, e si estende verso sud per unirsi al Ténéré al confine con il Niger. A est dell’Erg Admer si trova il Wadi Teghaghart, dove si trovano le magnifiche incisioni rupestri della “mucca che piange”.

Algeria: Hoggar, Erg Admer, Tassili N'Ajjer, Tadrart

Le ombre delle dune affascinano da sempre il viaggiatore, tanto che neII’immaginario comune queste identificano l’idea di deserto.

Viaggio in Algeria, falò e pernottamento sotto la tettoia

 

Tuareg: tribu africane,un popolo berbero e nomade del deserto

 

Pranzo pic-nic.

Nel pomeriggio rientro a Djanet facendo una sosta nella zona di Terarart dove, su di un roccione isolato, si può ammirare una delle più belle opere rupestri preistoriche: “la vacca che piange” incisione rupestre di grande impatto, con uno stile che può essere considerato molto attuale, nonostante risalga al periodo neolitico sahariano.

LA MUCCA CHE PIANGE DEL SAHARA “TESTIMONE” DEL CLIMA CHE CAMBIA - Cultura e Spettacoli - Alto Adige

Tramonto su di una collina da cui si dominano le pianure sabbiose e le dune.

Fuori dai soliti itinerari: in Algeria con NetFerry!

Nel tardo pomeriggio si torna a Dianet e visita del museo dove si trovano interessanti pezzi archeologici delle varie epoche preistoriche e oggetti della tradizione tuareg. Visita del souk.

Janet (City) - NamuWiki

Rientro in hotel per la cena ( camere individuali a disposizione in hotel fino orario di partenza).

Trasferimento in aeroporto in tarda serata.

11° Giorno: Djanet – Algeri – Roma

Partenza per Algeri e arrivo nella capitale nella prime ore del mattino e coincidenza volo per Roma. Fine dei servizi.

 

Essendo inclusa la polizza contro ANNULLAMENTO AL VIAGGIO , in caso di Vostra rinuncia annullamento avrete ZERO PENALI.

 

La Quota Comprende:

  • Voli Roma – Algeri – Roma in classe economica franchigia bagaglio 20 kg
  • Voli interni Air Algerie in classe economica franchigia bagaglio 20 kg
  • Ingressi ai siti e musei come da programma
  • Sistemazione in hotel 3*** e 4****  accuratamente selezionati
  • Pensione completa (tranne pranzo del 4°giorno)
  • Trasferimenti in minibus privato e in fuoristrada nel deserto
  • Guida parlante italiano per tutta la durata del tour
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00  e  bagaglio 1-500,00
  • ASSICURAZIONE CONTRO ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore del tour.
  • Kit da Viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali pari a euro 290,00 soggette a riconferma sino emissione biglietteria aerea.
  • Visto consolare euro 145.00
  • Bevande ai pasti.
  • Pranzo del 4°giorno
  • Mance
  • Spese personali
  • Tutto quanto non espressamente previsto nella quota comprende.
  • Gadget di viaggio.

N.b. Alla data di pubblicazione di questo itinerario ,i voli interni non hanno confermato orari di partenza, pertanto, in caso di modifiche di tali orari, l’ordine delle visite potrebbe essere cambiato come i pranzi al sacco.

Documenti: Passaporto, con una validità minima di 6 (sei) mesi e almeno una pagina bianca per l’apposizione del timbro d’ingresso.

 

Visto d’ingresso OBBLIGATORIO che pensiamo ad ottenere noi, aImeno 30 giorni prima della partenza.

 

Per eventuali variazioni alla normativa, relativa alla validità residua richiesta del passaporto, si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata d’AIgeria a Roma o al Consolato Generale d’AIgeria a Milano, a seconda del proprio luogo di residenza in Italia.

Qualora sul passaporto siano presenti timbri d’ingresso dello Stato d’IsraeIe (Paese con il quale l’Algeria non intrattiene relazioni diplomatiche), potrebbero riscontrarsi difficoltà al momento del controllo in frontiera.

I voli di linea domestici da Algeri a Djanet e viceversa sono operati con BOEING 737-800, anch’esso destinato al corto/medio raggio e che può trasportare fino ad un massimo di 162 persone. La cabina ha la stessa configurazione e le medesime caratteristiche del sopracitato 737-600. La durata è di 2 ore e 15 minuti.

 

Air Algérie autorizza a trasportare gratuitamente un solo pezzo di bagaglio a mano del peso massimo di 10 KG su tutti i voli e di 5 Kg sui voli operati da ATR.

Se si viaggia con un laptop, una borsa o una macchina fotografica, questi articoli devono entrare nell’unico bagaglio a mano consentito.

Le dimensioni del bagaglio a mano non devono superare i 35 cm di altezza, 55 cm di larghezza e 25 cm di spessore su tutti i voli, ad eccezione dei voli operati da ATR per i quali le dimensioni non devono superare i 30 cm. cm di altezza, 40 cm di larghezza e 20 cm di spessore.

Il bagaglio a mano deve rispettare il peso e le dimensioni specificati richiesti per l’accettazione in cabina, altrimenti verrà reindirizzato per il trasporto in stiva, con un supplemento da pagare al momento di € 80,00 alla cassa dell’aeroporto.

 

IMPORTANTE

Air Algérie informa la gentile clientela che, per motivi di sicurezza, è severamente vietato trasportare dispositivi Samsung “Galaxy note 7” e sigarette elettroniche nel bagaglio registrato (in stiva). Il loro utilizzo è severamente vietato anche a bordo dei propri aerei. Anche i passeggeri che trasportino batterie con sé nel bagaglio registrato sono pregati di imballarle bene e qualsiasi attrezzatura dotata di tali batterie deve essere in posizione spenta e ben imballata.

 

 

ALCUNE NOTIZIE

Gli ibaditi rappresentano una setta musulmana di etnia berbera, l’unico ramo sopravvissuto dei kharigiti; fondata da ‛Abd Allāh ibn Ibā al-Murrī, fiorì in Mesopotamia nell’VIII secolo, periodo durante il quale essi conquistarono l’Oman penetrando nell’Africa settentrionale, dove fondarono vari piccoli Stati. Oggi gli ibaditi costituiscono la componente maggioritaria dell’islamismo in Oman. Altri nuclei importanti si trovano nella valle del Mzab in Algeria, sull’isola di Gerba in Tunisia e a Gebel Nafūsa in Libia. Rifiutano ogni forma di fanatismo e predicano la pratica rigorosa dell’islam originario. Considerati eretici dagli altri musulmani, gli ibaditi si rifugiarono nella valle dello Mzab e distinguono ancora oggi per il loro rigorismo: basta un’azione peccaminosa per essere cacciati dalla comunità dei fedeli.
Attualmente gli ibaditi in Algeria sono diventati il collettore di nuove istanze indipendentistiche. Si ritengono minacciati in casa loro: oggi infatti, dopo secoli di isolamento, la valle dello Mzab vede la compresenza di svariati gruppi etnici. Non solo ibaditi ma arabi e nordafricani: purtroppo si assiste anche all’infiltrazione del terrorismo di matrice islamica, ben presente in tutto il Nord Africa e nel Sahel.
Il Movimento per l’Autonomia della Cabilia (Mouvement pour l’Autonomie de la Kabylie), ramo dell’islam ibadita, ha richiesto in passato addirittura un intervento da parte della Francia per dare maggiore vigore alla sua richiesta di autonomia. Le rivendicazioni del MAK rientrano in un più vasto movimento indipendentista di tutta l’etnia berbera.
Nell’arte musulmana la decorazione delle moschee appare come una tradizione ancestrale. In realtà quest’arte di arricchire i luoghi di culto islamici, che risale alla dinastia degli Ommayadi  (661-749), non trae fonte dall’islam delle origini. Numerose tradizioni (hadith) riferiscono infatti che il Profeta rigettava il lusso e si accontentava dello stretto necessario. Prima della fine del IX secolo i luoghi di culto musulmani avevano infatti facciate anonime che non indicavano nemmeno la destinazione d’uso degli edifici, essendo i muri prima di ogni altra cosa destinati a separare dal mondo esterno lo spazio riservato ai fedeli. La semplicità primordiale della moschea si è in seguito evoluta sotto l’influenza del classicismo persiano e bizantino. Le prime conquiste territoriali fecero conoscere agli arabi un modo di vivere lussuoso che le loro origini nomadi ignoravano. Gli ibaditi furono il terzo gruppo di musulmani a fianco di sunniti e sciiti, e si distinsero per il loro rispetto dell’islam delle origini, fattore che testimonia inequivocabilmente la loro architettura tradizionale (cui si ispirò lo stesso Le Corbusier).
Le prime costruzioni dello Mzab risalgono all’XI secolo e si distinguono per la totale assenza di decorazioni. Ciò è dipeso essenzialmente dagli ibaditi, visto che la loro dottrina disapprova totalmente l’ostentazione della ricchezza. Tombe e moschee, anche se dedicate a personaggi celebri, restano sobrie e modeste come le altre, visto che gli ibaditi si sforzano di mantenere una perfetta uguaglianza tra tutti i credenti e membri della comunità. Malgrado abbiano accumulato nei secoli ingenti ricchezze col commercio marittimo e trans-sahariano, essi adottano tuttora modesti stili di vita. I loro luoghi di culto rimangono senza decorazioni, in quanto a loro giudizio la relazione con Dio deve rimanere la più semplice possibile. Al loro interno le sale di preghiera presentano nude pareti bianche che permettono di stringere un rapporto privilegiato con Allah.
Le moschee ibadite sono realizzate su scala umana e concepite per una relazione intimista col divino. La ricerca di austerità procede di pari passo anche nei campi dell’urbanistica e dell’artigianato. Così anche i cimiteri riproducono i costumi funebri praticati dagli islamici all’epoca del Profeta. Solo delle piccole pietre individuano se il defunto è uomo oppure donna, e con esse frammenti di vasellame. Nelle regioni ibadite i luoghi di culto presentano inoltre spesso diversi mihrab.

 

 




NAMIBIA: L’AFRICA INCONSUETA TRA MARE E DESERTI

Namibia-2

La Namibia dà il suo benvenuto dalla capitale Windhoek, città dal fascino insospettabilmente “europeo”. L’incontro con il Namib, il deserto più antico del pianeta, è una delle emozioni indimenticabili di questo viaggio: noto anche come il “deserto che vive” per la grande varietà di flora e fauna, che abita questo ambiente tanto ostile. Rotta verso la Skeleton Coast, fino alla colonia di otarie di Cape Cross, una delle più numerose dell’Africa, che può ospitare fino a 100.000 esemplari. E poi, un tuffo verso il Damaraland, passeggiando tra impressionanti complessi di granito e dune pietrificate, alla scoperta dell’arte rupestre San e del popolo Damara. Da qui, il passo è breve per la patria degli Himba, il fiero popolo seminomade che continua a vivere secondo antiche tradizioni. A chiudere un viaggio così ricco, ecco il Parco Etosha… l’ultima indimenticabile cartolina dalla Namibia.

La Namibia, una terra dove vallate desertiche e infinite pianure si alternano a dune altissime e sconfinate savane. E’ il paese del deserto del Namib: tra i più antichi della storia della Terra, tra i più aridi dell’Africa, le sue altissime dune sembrano tuffarsi nell’oceano.

Terra di contrasti e di magia, di paesaggi duri ma bellissimi, di specie di animai e di etnie tribali, si dice che sia “il paese che non abbandona il cuore” di ogni visitatore che si avventure a visitarlo.

Dalle dune rosse del Sossusvlei che contrastano con l’azzurro del cielo alla Dead Vlei, dove alberi neri si stagliano nel bianco terreno argilloso; dai deserti del Sud, Namib e Kakahari ai paesaggi suggestivi della Valle della Luna; dalla Skeleton Coast, così chiamata per i relitti delle navi, alla costa atlantica abitata da fenicotteri rosa, pellicani e foche. Ma soprattutto, a rimanere nel cuore del viaggiatore sarà l’Etosha Park, un’avventura alla ricerca di leoni, rinoceronti, zebre e giraffe.

Nel Paese dei diamanti, la pietra più preziosa è la Namibia stessa, pura e incontaminata come Madre Natura l’ha creata e forgiata.

 

Un deserto tra Namibia, Botswana e Sudafrica

Il Deserto del Kalahari, estendendosi attraverso il Botswana, la Namibia e il Sudafrica, è una delle meraviglie naturali più affascinanti del continente africano. Contrariamente alla comune percezione dei deserti come paesaggi sterili e inospitali, il Kalahari sfoggia una biodiversità sorprendente e una ricchezza culturale che affonda le radici nella notte dei tempi.

1° giorno – 20 GIUGNO: ROMA – WINDHOEK

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Roma. Disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo di linea. Pasti e pernottamento in volo.

2° Giorno – 21 GIUGNO: WINDHOEK

Arrivo all’aeroporto di Windhoek e  dopo aver espletato operazioni di dogana e visto,trasferimento in hotel. Nel pomeriggio  breve visita alle principali attrazioni della città. Cena.

I migliori 10 giri turistici a Windhoek (AGGIORNATO 2024)

Pernottamento in albergo.

Windhoek - Africa Destination - Micato Luxury Safaris

3° Giorno – 22 GIUGNO: WINDHOEKW-Parco Otjiwa

Dopo la prima colazione, partenza in direzione del Parco Otjiwa , una delle destinazioni più diverse della Namibia e non solo una sosta o un gateway lungo il famoso parco nazionale Etosha e Damara- o Kaokoland a ovest o l’altopiano acqua-berg a est.

Rifugio Otjiwa | Il Safari della Namibia | Alloggio, noleggio auto 4x4, tour e safari

Dopo circa 3 ore,si arriva e sistemazione al Lodge pranzo e cena.Inizio del safari.

OTJIWA SAFARI LODGE : Prezzi e Recensioni 2024

Safari notturno dopo cena.

Etosha National Park in Namibia - Earth.com etosha-nationalparkinnamibia

4°Giorno – 23 GIUGNO: OTJIWA-Etosha-Namutoni

Dopo colazione partenza per il Parco Etosha. Arrivo e si effettua un primo safari a bordo del vostro veicolo.

Etosha National Park Tours & Travel Guide | Namibia-Experience

Il Parco Nazionale di Etosha si trova nella parte nordoccidentale dellaaNamibia, è un’area protetta dal 1907 e, con i suoi 22.270 kmq, è uno dei parchi nazionali più estesi d’Africa.

8 Reasons Why Etosha National Park is one of Africa's Best Safari Destinations

Etosha è una parola della lingua Ovambo che significa “grande posto bianco” e deve questo nome all’enorme pan che si trova nella parte nord ovest; larga 130 km per 50 km nel punto più ampio e con una superficie di circa 5.000 kmq, è l’elemento che caratterizza maggiormente il parco, oltre ad essere una delle depressioni salate più ampie del continente africano.

La giornata sarà dedicata al safari all’interno del parco. Il Parco Nazionale di Etosha è uno dei più vasti di tutta l’Africa.

Etosha National Park | South African Travellers

Delle 114 specie di mammiferi presenti molte sono rare e a rischio di estinzione, quali il rinoceronte nero, il ghepardo e l’impala dal muso nero.

Safari in Etosha National Park: where the wildlife comes to you | Atlas & Boots

Cena e pernottamento in lodge.

The Amazing Etosha National Park In Namibia • Ultimate Safari Guide

5° Giorno – 24 GIUGNO: ETOSHA-OKAUKUJEO

Prima colazione al lodge e partenza per la parte del parco Etosha Okaukujeo.

Arrivo e sistemazione nelle camere riservate.

Etosha National Park, Namibia - Times of India Travel

Inizio del safari.

Photo Diary: 3-day self-drive safari Etosha National Park

Pasti al lodge pranzo e cena.

Etosha National Park - Shadows Of Africa

6° Giorno – 25 GIUGNO: ETOSHA- DAMARALAND MONTI ERONGO

Dopo la prima colazione ,partenza in direzione del Damaraladn.

Visitiamo la Foresta Pietrifica in Namibia - Blog Earth Viaggi

Questa mattina di buon’ora partirete per il Damaraland.

LA FORESTA PIETRIFICATA IN NAMIBIA

Lungo il percorso effettuerete una deviazione per visitare la Foresta Pietrificata.

Durante il trasferimento è prevista una visita ad un autentico villaggio Himba .

Prassi e retorica nelle politiche di sviluppo: il caso Himba

Gli Himba o Ovahimba sono un gruppo etnico di circa 12.000 persone che abita nel Kaokoland a nord dal fiume Kunene al confine con l’Angola, e a sud dal fiume Hoanib, nella Namibia settentrionale. Gli Himba sono i discendenti di un gruppo di Herero che nella seconda metà del XIX° secolo migrarono dal Kaokoland verso l’Angola, attraversando il fiume Kunene per fuggire alle frequenti aggressioni dei Nama.

La popolazione Himba è facilmente riconoscibile per alcune caratteristiche ben specifiche, prima fra tutte la tradizione soprattutto femminile di cospargere corpo e capelli con l’otjize: una mistura rossa preparata con burro, ocra, erbe e resine profumate. Scopriamo insieme le ragioni e l’utilità di questo vero e proprio rito.
L’otjize ha varie funzioni: serve per riparare e proteggere la pelle dal sole e dal clima caldo e secco, è un buon repellente per gli insetti e, infine, viene usato per un motivo puramente estetico; conferisce infatti a pelle e capelli quella particolare colorazione rossastra molto simile alla terracotta. Dall’otjize deriva dunque la denominazione “Popolo rosso della Namibia”, con cui le tribù Ovahimba sono pure conosciute.

 

7° Giorno – 26 GIUGNO:

Visiterete il sito di incisioni rupestri di Twyfelfontein, le Canne d’Organo e la Montagna Bruciata.

Desert Rock Carvings Tour of South Morocco - 7 Days | Desert Majesty

Situato in un’area montuosa tra il deserto della Skeleton Coast e l’altopiano centrale, il Damaraland è uno dei posti più spettacolari della Namibia. Patria di elefanti e rinoceronti neri, ma anche alberi pietrificati depositati qui 260 milioni di anni fa, offre scenari spettacolari e permette di scoprire il lato più nascosto delle opere dei nostri progenitori che vissero nella savana africana tanti secoli fa.

Giunti a Twyfelfontein visita guidata del più importante sito di arte rupestre San e del Damara Living Museum.

Tra le attrazioni principali da non perdere:

Petrified forest

La foresta pietrificata fu dichiarata monumento nazionale nel 1950 ed è il risultato di un’alluvione che portò a valle una cinquantina di alberi che si trovano su un pendio sovrastante. Stimati vecchi di circa 200 milioni di anni, la maggior parte di essi appartiene alla famiglia delle gimnosperme.

Twyfelfontein

A Twyfelfontein vi è la più grande concentrazione della Namibia di incisioni su roccia risalenti all’età della pietra il che data l’occupazione di quest’area ad almeno 6000 anni fa.

A Twyfelfontein, nel rosso della Namibia - Persorsi

Damaraland: patria di alberi pietrificati, crateri e pitture rupestri.

Burnt Mountain

La Burnt Mountain è a pochi chilometri da Organ Pipes ed è visibile direttamente dalla strada.

Il calcare che diede origine a questa montagna si depositò circa 200 milioni di anni fa; 120 milioni di anni fa, più o meno quando si originarono le Organ pipes, la lava vulcanica si introdusse nel calcare e originò quella metamorfosi che ora contraddistingue il colore della montagna.

Damaraland: patria di alberi pietrificati, crateri e pitture rupestri - difotoediviaggi

Namibia: gli ultimi elefanti del deserto | esploratoridelmondo.it

Safari per ammirare gli elefanti mentre fanno il bagno al fiume.

8° Giorno – 27 GIUGNO: DAMARALAND– CAPE CROSS – SWAKOPMUND

Prima colazione al lodge.Questa mattina si parte per Cape Cross per visiterete la colonia di otarie. La Cape Cross Seal Reserve, si estende su un remoto promontorio della Skeleton Coast e ospita una delle più grandi colonie di foche del Capo al mondo.

Pranzo sulle dune .

Mola Mola Safaris | Marine Dune Day | Namibia

A seguire si raggiunge Swakopmund, principale meta vacanziera per i Namibiani.

Cape Fur Seal Colony at Cape Cross Namibia

 

Gli Herero sono un popolo di allevatori che vive tra l’Angola e la Namibia e che ha avuto la sfortuna di incontrare sul suo cammino i colonizzatori tedeschi che, per sottometterli e appropriarsi delle loro terre, hanno attuato una politica di sterminio. Nonostante questo infausto passato il popolo Herero continua a vivere nelle proprie terre seguendo le proprie tradizioni; una delle cose che è cambiata rispetto alle tradizioni più antiche, e in seguito alle pressioni dei colonizzatori, è stato il loro abbigliamento: gli abiti succinti scioccarono così tanto i tedeschi che imposero agli Herero di indossare lunghi e voluminosi abiti in stile europeo; questi abiti vengono indossati ancora oggi dalle donne Herero e sono realizzati con stoffe colorate con disegni geometrici.

Viaggiando lungo le strade della Namibia non è inusuale incontrare le donne Herero, inconfondibili con i loro grandi copricapo, mentre si prendono cura dei bambini o coltivano i campi o badano alle pecore e capre; mentre gli uomini invece è possibile vederli impegnati nel condurre i bovini alla ricerca di pascoli.

Si ritiene che il popolo Herero sia giunto in Namibia dopo aver lasciato la regione dei grandi laghi nell’Africa Orientale.

Donna dell'etnia Herero in Namibia

9° Giorno – 28 GIUGNO: SWAKOPMUND – DESERTO DEL NAMIB

Colazione in hotel .Questa mattina partirete alla volta del deserto del Namib attraverso lo spettacolare Kuiseb Canyon.

The Welwitschia Trail – we travel

Lungo il tragitto visita alla Valle della Luna, uno spettacolare canyon scavato nel corso dei millenni dal fiume Swakop e della Welvitchia Drive, dove sopravvivono numerosi esemplari di Welvitchia Mirabilis, un’incredibile pianta che riesce a sopravvivere in un ambiente drammaticamente ostile, fino a giungere all’esemplare più vecchio, che si stima abbia circa 1500 anni.

Wonderful Welwitschia Adventure 7 hour private off-road tour -

 

rusted car at Solitaire Namibia

 

10° Giorno – 29 GIUGNO: DESERTO DEL NAMIB

Prima colazione al lodge.Trascorrerete l’intera giornata nel parco di Sossusvlei e Dead Vlei, occasione unica per scattare magnifiche fotografie in un mare di dune rosso-arancio, alte fino a 300 metri.

Il deserto di Sossusvlei e Deadvlei: le dune rosse nel cuore della Namibia

Mattinata dedicata all’escursione nel deserto con le sue splendide dune color albicocca e con i suoi vlei (pozze effimere, quasi sempre asciutte), Sossouvlei e Dead Vlei.

Dopo il pranzo, al sacco, breve sosta alla Duna 45 .

Tour packages to Dune 45 from USA | Exoticca

Il Deserto del Namib è comunemente considerato il deserto più antico del mondo essendo esistito per circa 43 milioni di anni.  Il deserto è una grande distesa di pianure di ghiaia e dune di tutte le forme e dimensioni che si estendono lungo la costa namibiana.  Tutta la parte occidentale della Namibia infatti è costituita dal deserto che è presente, oltre i confini della Namibia, in Angola meridionale e nella parte settentrionale della provincia del Capo in Sud Africa.  Il deserto del Namib contiene il Namib Naukluft National Park, il più grande parco della Namibia e il terzo più grande in Africa.

Sossusvlei, Deadvlei e Sesriem Canyon, meraviglie della Namibia

La zona montana del Naukluft è stata creata come un santuario per la zebra di Hartmann.  Nel 2013, una grande parte del deserto è diventato un Patrimonio dell’Umanità sotto il nome di “Mare di sabbia del Namib”.

Nel pomeriggio visiterete il Canyon di Sesriem, formato dal fiume Tsauchab, che ha scavato una gola profonda 30 metri.

Premium Photo | The river in Sesriem Canyon in Namib desert Sossusvlei Namibia

11° Giorno – 30 GIUGNO: DESERTO DEL NAMIB – DESERTO DEL KALAHARI

Dopo la prima colazione,partenza per il deserto del Kalahari .

Benvenuti nel cuore dell’Africa meridionale, dove si estende il vasto e misterioso Deserto del Kalahari, il sesto deserto più grande del mondo, con i suoi 900.000 chilometri quadrati. Un territorio che, nonostante il suo nome possa evocare immagini di aridità infinita, nasconde in realtà una sorprendente varietà di vita e paesaggi mozzafiato.

 Il Kalahari, una terra aspra, una terra di sole bruciante e vento implacabile –  una terra di grande aridità e mistero.  Dopo le prime piogge, una terra trasformata in squisita bellezza con le duDESERTO DEL KALAHARI – WINDHOEK – partenzane in eruzione in un tripudio di colori!  Il Kalahari evoca immagini diverse nelle menti delle persone.  Alcuni lo vedono come un deserto torrido.  Altri lo vedono il loro futuro, costruito su bovini e ovini, struzzi e animali selvatici.  Il Kalahari è tutto questo, ma anche qualcosa di più.  La parola ‘Kalahari’ significa deserto!  La sua relativa inaccessibilità, le dune di sabbia rossa, le precipitazioni incerte e la mancanza di acqua di superficie, lo rendono veramente una delle ultime frontiere dell’Africa.

Esplorando il deserto del Kalahari in Namibia - Mokoro Tours

Il nome “Kalahari” trae origine dalla lingua Tswana, in cui “Kgala” significa “la grande sete” e “Kgalagadi” si traduce in “un luogo senza acqua”. Queste denominazioni riflettono perfettamente l’essenza di un deserto che, con le sue distese di sabbia rossa, si estende senza acqua superficiale permanente, ma che al contempo sorprende per la sua resilienza e la ricchezza di vita che ospita. Esploriamo insieme le meraviglie del Kalahari, un deserto che sfida le convenzioni e rivela la straordinaria adattabilità della natura.

Namibia deserto Kalahari - AEMME VIAGGI

ll Kalahari, nonostante il nome “deserto”, è un ecosistema ricco e complesso che sfida molte delle convenzioni tipiche associate ai deserti. Le sue stagioni delle piogge estive trasformano parti del deserto in un’esplosione di vita. Le sue dune di sabbia rossa, alcune delle caratteristiche più distintive del paesaggio, offrono uno scenario mozzafiato sotto il vasto cielo africano. Questo deserto non è solo una distesa arida; è un ecosistema complesso che ospita una varietà di habitat, dalla savana alle zone boscose.

12° Giorno – 01 LUGLIO: DESERTO DEL KALAHARI – WINDHOEK – PARTENZA

Dopo la prima colazione,trasferimento in aereoporto in tempo utile per operazioni imbarco volo di rientro.

Porterete con voi ricordi indimenticabili di fauna, paesaggi e cultura di questo straordinario Paese.

Pasti e pernottamento a bordo.

 

13° Giorno – 02 LUGLIO: ARRIVO IN ITALIA

Arrivo e fine dei servizi.

 

La quota comprende

  • Voli di linea in classe economica Roma- Windhoek e ritorno con scalo,franchigia 20 kg
  • Guida  locale  in lingua italiana molto esperta
  • Trasferimenti privati da e per l’aeroporto di Windhoek con bus privato
  • Tour in overland e 4 x 4  nel deserto,in van in citta’.
  • Pernottamento e pasti come da programma
  • Ingresso e safari nel parco Etosha
  • Visita ad un autentico villaggio Himba nel Kaokoland
  • Ingresso e visita alla Foresta Pietrificata
  • Ingresso e visita al sito di incisioni rupestri di Twyfelfontein, Canne d’Organo e Montagna Bruciata
  • Ingresso e visita di 2 ore al Living Musuem dei San (Boscimani)
  • Ingresso e visita alla colonia di otarie di Cape Cross
  • Ingresso e visita al Moon Landscape
  • Ingresso e visita al parco di Sossusvlei e al Canyon di Sesriem
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e  bagaglio 1.500,00
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO  copre intero valore prezzo del tour.

La quota non Comprende

  • Tasse aeroportuali pari a euro 485,00 (importo soggetto a riconferma sino ad emissione dei biglietti aerei)
  • Visto turistico on line  euro  100,00
  • Mance
  • Bevande ai pasti
  • Extra personali
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”

 

 

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso:
    Obbligatorio il visto turistico per la Namibia,  dal 1° aprile 2025. È possibile richiedere la pre-autorizzazione online tramite il sito ufficiale o all’arrivo all’aeroporto di Windhoek.