Tanzania: la grande migrazione degli gnu: lo spettacolo più grande del mondo

                       Tanzania

      GRANDE NORD, EMOZIONE D’AFRICA

Ci sono le mete più classiche come i parchi Manyara, Tarangire, Serengeti e Ngorongoro. Un viaggio tradizionale, per chi ama i fotosafari, ma non solo, perché durante il tour non manca la componente etnica. Si conoscono gli Hazdapi, nomadi che ancora oggi vivono cacciando con l’arco, e si va in cerca delle prede insieme a loro.

Ogni anno, milioni di gnu attraversano la Tanzania durante la Grande Migrazione degli Gnu, seguendo le nuvole cariche di pioggia verso pianure erbose più verdi. Questa migrazione annuale è un fenomeno naturale da non perdere durante il vostro soggiorno in Tanzania!

Questo evento è così spettacolare che sognerai all’infinito di pianure erbose e maestose mandrie di gnu. È ufficialmente il Ottava Meraviglia del Mondo, Ed è così potente, offrendo una rappresentazione completa del ciclo della vita. Noi di Easy Travel siamo qui per spiegarvelo.

Quindi allacciate le cinture per il massimo incredibile esperienza di safari, con coccodrilli affamati, spettacolari attraversamenti di fiumi, la stagione dei parti e migliaia di animali in tutta la Tanzania. Questa è la Grande Migrazione, il più grande spettacolo sulla Terra.

Un viaggio per chi l’Africa la vuole sentire sulla pelle.

Non è un safari dietro i finestrini dei fuoristrada, ma un’immersione nel bush del cratere di Ngorongoro, la più sconvolgente riserva di wildlife dell’Africa. Cavalcherete le savane della Rift Valley, da cui 200 mila anni fa partì Lucy e il piccolo popolo dei nostri irsuti progenitori,
È l’Africa, quella ruvida, spigolosa, ma struggente nel suo arcaismo e nei suoi spazi sconfinati. L’Africa dove il cerchio della vita si replica inesauribilmente.

Il Parco Nazionale del Serengeti è famoso per essere teatro del più grande movimento migratorio di animali selvaggi al mondo, è la celebre Grande Migrazione del Serengeti, che ha come protagonisti circa un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, alla costante ricerca di pascoli e acqua.
Si tratta di un fenomeno che interessa aree diverse del vasto ecosistema Serengeti nelle varie stagioni. Ne ripercorriamo le tappe e vi suggeriamo gli itinerari più adatti ad ogni momento dell’anno, tenendo sempre presente che il movimento migratorio non può essere determinato con precisione, perché è strettamente connesso all’andamento delle piogge e alla disponibilità d’acqua.
Nei periodi più interessanti per la migrazione prevediamo, oltre ai classici safari su misura che da sempre sono la nostra specialità, alcuni safari in piccoli gruppi composti da un massimo di 6 partecipanti a data di partenza fissa con guida in lingua italiana.

Grande migrazione. Il pensiero va automaticamente al milione e settecentomila  gnu e alle duecentocinquantamila zebre che ogni anno si spostano dal sud al nord Serengeti e viceversa.

Quello che non tutti sanno, è che quasi tutti i parchi e le riserve sono interessati da significativi movimenti stagionali di fauna selvatica. Conoscere questi movimenti è fondamentale, per poter costruire insieme insieme un buon safari.

Gli erbivori sono costretti a migrare seguendo la pioggia, alla ricerca di acqua e pascoli migliori.  I predatori  seguono gli erbivori. Durante la stagione secca, fra maggio e ottobre, gli animali si ammassano intorno ai fiumi o alle rare pozze d’acqua. In particolare, gnu e zebre hanno bisogno di bere più frequentemente rispetto alle antilopi,  che possono resistere a lungo grazie ai liquidi che assumono da erba e foglie.

La stagione secca, nel periodo da maggio a ottobre, è il momento classico per andare in safari: il clima è più fresco e gli avvistamenti   più facili.

Durante la “stagione verde”, la “green season”,  che va da novembre ad aprile,  le pozze effimere si riempono d’acqua su tutto il territorio. La fauna selvatica non ha più necessità di concentrarsi  intorno ai corsi d’acqua permanenti e, di conseguenza,  si disperde su aree immense.  Il clima potenzialmente avverso e la difficoltà degli avvistamenti, rendono i safari nella “green season”  meno popolari  fra la larga maggioranza degli appassionati.

DICEMBRE-APRILE

Lasciato il Serengeti settentrionale, le grandi mandrie di gnu e zebre hanno intrapreso il lungo cammino verso “casa”, per raggiungere le pianure di erbe basse del Serengeti centro-meridionale dove la maggior parte di loro è nata.
Tra dicembre e gennaio si spingono ancora più a Sud per la “calving season”, la stagione dei parti. Le pianure di erbe basse e le radure di acacie intorno ai Laghi Ndutu e Masek sono ricoperte di erbivori a perdita d’occhio, è uno spettacolo indescrivibile.

MAGGIO-GIUGNO

Con il finire delle piogge, una volta esauriti i pascoli del Serengeti meridionale, le grandi mandrie di gnu e zebre migranti partono per la regione del Serengeti occidentale nota come Western Corridor.
Verso metà maggio gli ungulati si radunano in gran numero lungo il corso del Fiume Grumeti, infestato da famelici coccodrilli del Nilo, che dovranno attraversare per poter raggiungere il Serengeti settentrionale. E’ il momento dei celebri attraversamenti, che vedono alcuni esemplari soccombere tra le fauci dei feroci rettili.

LUGLIO-OTTOBRE

Le grandi mandrie di gnu e zebre migranti continuano il loro cammino verso Nord, verso la regione del Serengeti nota come Mara Triangle, compresa tra il Fiume Mara e il confine con il Kenya. Gli ungulati si radunano in gran numero lungo il corso del Fiume Mara, che come il Grumeti è abitato da grossi coccodrilli.E’ il periodo per poter assistere agli epici attraversamenti, alle scene che tutti abbiamo visto nei documentari. Gli attraversamenti del Mara tra luglio e settembre possono essere ancora più spettacolari di quelli del Grumeti in maggio-giugno. In settembre parte degli gnu attraversa il fiume Mara per entrare nel Maasai Mara Game Reserve, in Kenya, mentre molti restano nel Serengeti settentrionale, in Tanzania. In realtà c’è tanto del Fiume Mara in Tanzania quanto in Kenya.
Tuttavia se sul versante kenyota c’è disponibilità di posti letto per accogliere 5000 e più visitatori, sul lato tanzaniano è presente solo una manciata di piccoli tented camps (tutti di standard piuttosto elevato). Numero limitato di sistemazioni significa scarsa pressione turistica, anche in un periodo notoriamente di alta stagione come luglio e agosto.

Per poter trovare disponibilità in questa zona meravigliosa in questa stagione è necessario prenotare con largo anticipo.

Con la sua vivace cultura Masai, il maestoso Monte Kilimanjaro, l’incredibile Parco Nazionale del Serengeti, le rigogliose piantagioni di caffè e una vasta gamma di sport d’avventura, il Kilimanjaro Occidentale è una destinazione senza pari per i viaggiatori.

Che siate alla ricerca di paesaggi naturali mozzafiato, di emozionanti attività all’aria aperta o di un’immersione nelle vivaci culture locali, il Kilimangiaro Occidentale offre un’esperienza arricchente e indimenticabile. Iniziate a pianificare il vostro viaggio verso questa straordinaria destinazione e preparatevi a lasciarvi incantare dalle meraviglie che vi attendono.

Si incontrano i Datoga, che vivono in case di sterco, e si visita un villaggio Masai, popolo di orgogliosi guerrieri legato alla pastorizia. Si scopre, insomma, la Tanzania più famosa ma anche quella più nascosta, concentrandosi sulla parte nord del Paese. Un viaggio dai ritmi slow per conoscere senza fretta un’area di mondo ricchissima di biodiversità e cultura. E discuterne la sera, sotto le stelle, mentre si riposa in campi tendati e lodge.

 

Tra le meraviglie naturali del mondo, il Lago Natron, nel nord della Tanzania, è certamente una delle più strane e curiose. Le rosse acque di questo bacino naturale, infatti, hanno il potere di pietrificare gli animali, almeno stando ai numerosi cadaveri pietrificati che si possono osservare lungo le sponde. Attratti, da questa, ed altre , particolari caratteristiche, numerosi visitatori raggiungono la regione di Arusha, proprio per scoprire se il realmente, il misterioso lago Natron trasforma in statue di pietra gli animali che si bagnano nelle sue acque. In questo articolo cercheremo di far chiarezza su questo mistero, attraverso un viaggio nel cuore dell’Africa sulle sponde di questo lago rosso sangue, che effettivamente, può far pensare all’inferno.

Sono anche inclusi,incontri con le etnie locali.

1° giorno: Italia – Tanzania

Partenza dall’Italia con volo di linea delle ore 07.10  con scalo ad Addis Abeba,e poi  per Arusha,dove l’arrivo è previsto alle ore 18.05 ora locale.Disbrigo delle formalità di ingresso, incontro con le guide safari parlanti italiano che saranno con voi per tutto il viaggio e trasferimento,circa 1 ora di strada, al vostro lodge nei dintorni di Arusha, cena e pernottamento.

Il paesaggio è molto bello e se il cielo è limpido la vista sul Monte Kilimanjaro è veramente spettacolare.

Benvenuti ad Arusha, la capitale mondiale del safari

Città ricca di attrazioni imperdibili nel nord della Tanzania, Arusha è conosciuta come la porta d’accesso ai principali parchi del Paese in Africa orientale.Nel nord della Tanzania, si scopre una città vivace e colorata incastonata sotto le cime del Monte Meru e circondata da lussureggianti piantagioni di caffè. Si tratta di Arusha, capoluogo dell’omonima regione, conosciuta ovunque come la capitale mondiale del safari. Questo luogo è, infatti, la porta d’acceso al Circuito del Nord, conosciuto per le vaste zone selvagge, ed è un importante punto di partenza per i visitatori in cerca di esperienze memorabili tra incredibili paradisi naturali.

Arusha - Africa Destination - Micato Luxury Safaris

2° giorno: Arusha – Manyara – Karatu

Colazione al lodge e partenza per il parco Manyara, giornata dedicata al fotosafari nel parco e pranzo pic-nic; nel tardo pomeriggio arrivo al lodge/campo tendato nei dintorni del parco.

Il parco Manyara ha una superficie di soli 330 km quadrati, ma è uno dei parchi con la più alta biodiversità della Tanzania. Il lago, copre circa 200 km quadrati e la sua portata varia in base alla stagione. All’interno del parco potrete vedere fenicotteri, ippopotami, intere colonie di babbuini, giraffe, zebre e anche i leoni che vivono sugli alberi, tipici di questo parco.

PERCHÉ I MASCHI DI BABBUINO SONO INFANTICIDI E PROVOCANO ABORTI ALLE FEMMINE? | Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Benevento

Manyara,per la sua varietà, la sua bellezza e per la sua posizione logistica (si trova lungo la strada che da Arusha conduce a Ngorongoro e al Serengeti) il Manyara merita sicuramente una visita. Il Parco del Lago Manyara, sotto la scarpata della Rift Valley, ospita ambienti estremamente vari, nonostante le sue piccole dimensioni (330 Kmq, di cui 200 occupati dal lago). Si va dalle fitte foreste alimentate dalle risorgive che affiorano ai piedi della Rift Valley, alle savane, alle zone acquitrinose a bordo lago.

Le migliori cose da fare nel Parco Nazionale del Lago Manyara nel 2025/

Numerosissime le specie animali, tra cui spiccano grandi colonie di babbuini, cercopitechi e altre specie di scimmie, elefanti, giraffe e ben 380 specie di uccelli. Qui, durante il periodo da dicembre a marzo, stanziano nutriti stormi di fenicotteri rosa, che poi migrano verso il Lake Natron tra giugno e ottobre.

Viaggio in Tanzania: safari nei Parchi Nazionali del Lago Manyara e del Tarangire e visita del Villaggio Mto WA Mbu - Viaggi del Genio

Tra i predatori sono numerosi i leopardi e i leoni; questi ultimi, infastiditi dall’umidità del terreno e dagli insetti, hanno acquisito l’abitudine (piuttosto rara presso questi grandi felini e riscontrata solo in poche altre zone) di arrampicarsi sui rami degli alberi.

I leoni della Tanzania cercano riparo su un albero - Corriere.it

 

5 motivi per cui dovresti visitare il Parco Nazionale del Lago Manyara

Cena e pernottamento.

3° giorno: Karatu – Lake Eaysi – Mto Wa Mbo – Karatu

Colazione al lodge e partenza con le vostre jeep e le guide presto la mattina all’alba per la regione del lago Eyasi, nel distretto di Karatu, una zona abitata da popolazione di agricoli e pescatori.

Il lago Eyasi in Tanzania si trova all’estremità sud-occidentale dell’Area di Conservazione del Ngorongoro tra la scarpata della Great Rift Valley Eyasi e le montagne Kidero, è un lago salato che durante la stagione secca si riduce notevolmente ma fornisce comunque una fonte d’acqua importante.

Lo scenario del Lago Eyasi differisce notevolmente da quello delle aree circostanti, rispetto agli altopiani del Serengeti e del Ngorongoro quest’area sembra decisamente tropicale con le palme che costeggiano il lago ed un clima quasi sempre molto caldo e intenso dovuto al fatto che il lago si trova nel fondale della Rift Valley.

All’arrivo incontro con la guida/traduttore locale che parla le lingue degli abitanti di questi villaggi remoti, gli Haze ed i Datoga, visita i loro villaggio costruiti di semplici   Tanzania settentrionale ospita l’Hadzabe, una delle ultime tribù di cacciatori-raccoglitori rimaste sulla Terra.

Turismo Culturale in Tanzania | Savannah Explorers

loro sopravvivenza dipende dalle risorse naturali. piccolo gruppo etnico composto da circa 1500 individui, 200 famiglie, che vivono spostandosi di continuo alla ricerca di prede e di acqua tra il versante meridionale del Cratere di Ngorongoro e il Lake Eyasi, in Tanzania.

Tanzania Tribes: from Maasai to Hadza

Si proseguirà con la visita al villaggio della popolazione dei Datoga che ha stetti legami con la prolazione Haze data la vicinanza sono continui gli scambi commerciali (baratto9 tra le due tribù)Il Popolo Datoga discende dalle popolazioni, appartenenti al ceppo nilotico, che dall’Etiopia e dal sud del Sudan si sono insediate nel nord della Tanzania oltre 3000 anni fa.

I Datoga sono abili fabbri e realizzano punte di frecce e altri oggetti che poi barattano con I Datoga in cambio di miele e di pelli di animali.

Meeting “Mama Swahili” and the Datoga of Tanzania – Scott Ramsay

Rientro a Karatu, tour del caffè, vista alla coltivazione di caffe di montagna di un contadino locale della zona di Karatu, degustazione di una buona tazza di caffè fresco appena tostato e macinato; durante la passeggiata nella piantagione incontro con la popolazione di contadini locali della tribù Iraqwi, un’altra delle più di 120 tribù che popolano la Tanzania, che vivono nella zona. Gli Iraqwi sono prevalentemente contadini e d allevatori.

Al termine pranzo locale alla casa del contadino, nel pomeriggio con la jeep si raggiungerà il villaggio di Mto wa Mbo, a circa 30 minuti, incontro con la guida locale e passeggiata nel centro del villaggio: le case, il mercato, la piantagione di banane, gli artigiani del legno, i pittori e la produzione di birra locale.

Mto Wa Mbu village walk - Shadows Of Africa

Questo villaggio è unico in Tanzania perché ospita più di 130 tribù diverse provenienti da tutta l’Africa.

Le migliori cose da fare a Mto wa Mbu nel 2025/2026

Durante la passeggiata vedrai fattorie locali, scuole, una scuola materna, case locali, il mercato e macchine per la macinazione.Al termine al tramonto rientro al lodge, cena e pernottamento.

4° giorno: Karatu – Ngorongoro – Parco  Serengeti

Dopo colazione, ci dirigeremo verso il Cratere di Ngorongoro. Il Parco fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Partenza presto la mattina per il fotosafari al Cratere di Ngorongoro, all’arrivo si scenderà nella caldera per il fotosafari, il pranzo sarà pic-nic all’interno del parco; dopo il pranzo si esce dal cratere si prosegue per il parco nazionale del Serengeti dove si prevede di arrivare al tramonto, arrivo al campo, briefing di benvenuto, assegnazione delle tende, cena e pernottamento.

Si calcola che la formazione del cratere risalga a circa due milioni di anni fa e che esso possa aver raggiunto una altezza simile a quella del Kilimangiaro, per poi crollare verso l’interno e dare luogo alla conformazione attuale. La struttura del cratere è circolare, con circa 20 chilometri di diametro. Anche il clima si differenzia in questo luogo: mentre sul bordo, che è alto circa 2.200 metri, il clima è freddo e spesso nebbioso, all’interno della caldera l’aria è calda e secca e la vegetazione cambia rapidamente a seconda della stagione. La concentrazione di leoni all’interno della caldera non ha eguali in tutta l’Africa, un safari fotografico nello Ngorongoro è un’esperienza unica e irripetibile!

Un’esperienza che ti cambierà per sempre

Un safari nel cratere di Ngorongoro è un’esperienza che ti cambierà per sempre. Potrai ammirare da vicino questi animali straordinari nel loro habitat naturale, senza dover affrontare lunghi spostamenti o faticosi trekking. Ogni angolo del cratere riserva sorprese ed emozioni indimenticabili.

Il periodo migliore per visitare il cratere di Ngorongoro è durante la stagione secca, da giugno a ottobre, quando la vegetazione è meno fitta e gli animali si concentrano intorno alle fonti d’acqua, rendendo più facile avvistarli.

Gita di un giorno al cratere di Ngorongoro – Safari di gruppo condiviso (2026) - Arusha - con recensioni

All’interno della sua immane caldera di 17 km di diametro e 700 metri di profondità si è sviluppato un ecosistema unico al mondo dove sono rappresentate quasi tutte le specie animali, una vera e propria Arca di Noè. Mentre sul bordo del vulcano inattivo ad un’altitudine di circa 2.300 m il clima è freddo e spesso nebbioso, all’interno del cratere si fa stranamente caldo secco e la vegetazione cambia rapidamente.

Il Cratere di Ngorongoro nel Cuore della Tanzania | Ascot

L’incredibile scarpata e tutto il paesaggio della Great Rift Valley evocano senza ombra di dubbio un profondo senso di mistero e reverenza: circa 25 milioni di anni fa i vasti altopiani della regione, a causa di una gigantesca pressione sotterranea, si gonfiarono fino a creare un’immensa cupola e violente eruzioni crearono i vulcani che conosciamo oggi: Kenya, Kilimanjaro, Elgon….

Gita di un giorno al cratere di Ngorongoro (2026) - Arusha - con recensioni

Con l’aumentare dell’attività sotterranea la crosta terrestre sprofondò a ovest creando il Lago Vittoria e la faglia si ampliò a nord e a sud fino a formare l’attuale Vallata del Rift dal Mar Rosso al Mozambico, con diramazioni fino al Botswana. Un luogo semplicemente magico, di cui il professor Bernard Grzimek scrisse dopo una visita: “Non c’è nulla con cui paragonarlo, è una delle più straordinarie meraviglie del mondo.”

Viaggio nel Tarangire National Park e circuiti su misura (Tanzania) | Evaneos

Il fondo del cratere è ricco di animali selvatici: leoni, iene, leopardi, ghepardi, gnu, zebre, gazzelle, antilopi, rinoceronti, e tante varietà di uccelli. Manca solo la giraffa. Alla fine della visita, partenza per Serengeti. Arrivo in hotel/lodge, cena e pernottamento.

Prima colazione e partenza per il Parco del Tarangire. Il Parco si distingue oltre che per l’abbondante fauna selvaggia africana anche per la sua varietà di paesaggi: dal terreno collinare, alle dorsali pietrose, agli stagni, passando per le aree ricche di acacie. Il filo conduttore è sicuramente il fiume Tarangire, che attraversa il Parco da sud a Nord-ovest fino a sfociare nel lago Burunge.

Sulle sue sponde si recano una grandissima quantità di animali per abbeverarsi, e il Parco è forse il posto migliore tra i parchi del Nord per osservare gli elefanti, particolarmente numerosi in quest’area. Caratteristica di questo Parco è anche la grande quantità di baobab, la gigantesca pianta tipica proprio delle savane africane. Pranzo durante il Safari. Cena e pernottamento al campo tendato.

Albe e tramonti in Tanzania | SpazioSafari

dal 5°  e  6° giorno  Serengeti centrale,

Due giornate dedicate alla scoperta della regione del Parco del Serengeti.Si parte al mattino presto e si rientra al tramonto.Possibilità di safari all’alba.

SERENGETI NATIONAL PARK: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Si tratta di un ecosistema vasto 14.763 kmq dove solo la natura è sovrana: il parco più famoso della Tanzania, il luogo dove si possono vedere milioni di ungulati, compresi i più di 2 milioni di gnu sempre in movimento alla ricerca d’erba. L’ultimo censimento di animali indicava appunto: 2 milioni di gnu, 1 milione di gazzelle di Grant e Thomson, 300.000 zebre, 90.000 impala, 82.000 bufali, 20.000 eland, 12.000 giraffe, 7.000 elefanti, 6.000 iene, 3.000 leoni, 500 ghepardi e 100 rinoceronti.

Parco Nazionale del Tarangire | Primaland Safaris

Naturalmente non significa che li si incontri tutti! Questo santuario della fauna selvatica presenta aree di vegetazione con caratteristiche eterogenee che attirano quindi animali diversi: dalla savana erbosa che sembra estendersi all’infinito, assolutamente priva di alberi, regno di zebre, gnu, gazzelle, veloci ghepardi e maestosi leoni; alla savana arbustiva, dominata dalle tipiche acacie ad ombrello dove vivono prevalentemente leopardi, giraffe, dik dik ed un’infinità di uccelli; alle numerose pozze d’acqua dove è possibile incontrare coccodrilli che si crogiolano al sole e pigri ippopotami.

Zebra Al Tramonto Nel Parco Nazionale Del Serengeti. Africa. Tanzania Immagine Stock - Immagine di tramonto, animali: 112995633

Giorno 7°  e  8° giorno  Parco Serengeti centrale – Parco Serengeti nord zona Mara /Kogatende

Possibilita’ si safari all’alba.

Colazione al campo, giornata di fotosafari nel parco Serengeti spostandosi verso nord nella zona denominata MARA, alla ricerca delle grandi mandrie della migrazione, che in questo periodo dell’anno si trovano nella zona tra Tanzania e Kenya, ed attraversano il Fiume Mara, infestato di coccodrilli alla ricerca di verdi pascoli.

Con un po’ di fortuna e pazienza si potrà assistere all’attraversamento del fiume Mara da parte delle grandi mandrie.

Gnu E Zebre Che Attraversano Il Fiume Mara Fotografia Stock - Immagine di animale, catena: 15611644

Pranzo pic-nic, al tramonto rientro al campo cena e pernottamento.

Il Serengeti National Park ha un’estensione di 14.763 Km² ed è il più vasto parco del paese; è teatro della più grande migrazione di mammiferi del continente africano che vede lo spostamento annuale di circa 2 milioni di gnu, di un milione di zebre e di erbivori di varia specie che compiono un percorso di circa 800 Km alla ricerca di nuovi pascoli ed acqua. Si tratta di uno degli eventi naturali più spettacolari di tutto il continente! I grandi fiumi Grumeti e Mara sono senz’altro gli ostacoli più difficili di questo tragitto, le mandrie attraversano terrorizzate questi corsi d’acqua, i loro corpi si contorcono, si calpestano, diventando spesso vittime di leoni e coccodrilli, solo i più forti e fortunati riescono a raggiungere il Kenya. Non vi sono orari e tempi precisi per determinare la migrazione, avviene a seconda delle piogge; gli animali infatti si spostano seguendo le piogge stagionali. Il periodo migliore per vedere gli animali della migrazione nel Serengeti è tra novembre e luglio-agosto con particolare intensità tra gennaio e febbraio, quando le femmine di gnu si concentrano a sud nella piana di Ndutu per partorire i loro cuccioli. Nel periodo secco che va da luglio-agosto ad ottobre è possibile vedere l’ultima parte della migrazione nelle aree centro-settentrionali del parco; ovviamente tutta l’area rimane comunque un ottimo luogo dove fare meravigliosi safari anche in periodi dell’anno differenti grazie alla presenza di moltissimi animali stanziali, come i grandi predatori! Dal punto di vista morfologico la parte meridionale del parco è caratterizzata da vaste pianure sulle quali spesso è possibile ammirare delle formazioni rocciose chiamate ‘kopjes’, grandi blocchi di granito di origine vulcanica che, modellati dal vento, hanno assunto nei secoli la forma di enormi massi sferici; quella centrale è invece attraversata da vari fiumi, mentre il nord è caratterizzato da colline ricoperte da boschi di acacie.

Arrivo al nuovo campo tendato mobile al tramonto, sistemazione nelle tende, cena e pernottamento al campo.

  • La migrazione nel Serengeti è stata dichiarata PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’ DALL’UNESCO

Questo viaggio fluido e continuo, della durata di un anno, è ricco di una vasta gamma di eventi annuali, con i famosi attraversamenti di un fiume infestato dai coccodrilli fino ai tranquilli periodi di pascolo in cui nascono circa 8000 nuovi vitelli al giorno.

Un grande coccodrillo in un fiume fangoso è circondato da una mandria di gnu che compiono la loro grande migrazione, schizzando acqua mentre attraversano il fiume. La scena cattura un momento dinamico e teso nella natura. - Easy Travel Tanzania

Mentre gli gnu intraprendono il loro epico viaggio, la migrazione si dipana come un’avvincente storia di sopravvivenza e rinnovamento. Gli attraversamenti dei fiumi, caratterizzati da momenti mozzafiato, mettono in mostra la resilienza di queste creature di fronte alle sfide della natura.

In mezzo alla tensione, le tranquille scene di pascolo portano nuova vita alle vaste savane, mentre le mandrie accolgono ogni giorno migliaia di adorabili vitelli. È un mix affascinante di avventure adrenaliniche e momenti di serenità immersi nella bellezza della natura, che rende questo straordinario safari migratorio un’esperienza straordinaria per chi è alla ricerca delle meraviglie della natura selvaggia.

grande migrazione degli gnu

Si ritiene che lo spostamento annuale delle grandi mandrie di gnu sia dovuto al cambiamento delle stagioni meteorologiche, sebbene non vi siano prove scientifiche a sostegno di questa affermazione. La Tanzania ha due stagioni principali: la stagione delle piogge e la stagione secca.

La stagione delle piogge porta con sé più pioggia di quanto le parole possano descrivere, con il risultato di un’erba verde e rigogliosa che animali erbivori Utilizzato come pascolo fresco. Con il cambio di stagione, le nuvole cariche di pioggia seguono l’andamento del fenomeno, determinando un continuo movimento di animali in tutta la Tanzania.

Le grandi mandrie di gnu in migrazione impiegano poco tempo a cercare nuovi pascoli prima che la stagione ciclica li riporti verso pascoli più verdi.

Kenya, lo spettacolo della migrazione degli gnu. Ma riuscite a trovare le due zebre? - Corriere.it

Il Parco Nazionale del Serengeti è famoso per essere teatro del più grande movimento migratorio di animali selvaggi al mondo, è la celebre Grande Migrazione del Serengeti, che ha come protagonisti circa un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, alla costante ricerca di pascoli e acqua.
Si tratta di un fenomeno che interessa aree diverse del vasto ecosistema Serengeti nelle varie stagioni.

La Grande Migrazione - Nurali Safaris Kenya

Si prosegue sulle orme della Grande Migrazione, uno dei fenomeni più impressionanti del Pianeta. Lo spostamento di gruppo è una consolidata tecnica anti-predatore: muovendosi in massa, gli gnu e le zebre minimizzano le probabilità di finire tra le grinfie dei predatori. Ogni anno un esemplare può arrivare a percorrere fino a 3.000 chilometri.

La grande migrazione in Tanzania - Kipepeo Experience

La grande Migrazione è un fenomeno perpetuo che vede lo spostamento degli animali dal parco del Masai Mara in Kenya al Serengeti durante l’inverno, mentre prima dell’estate avviene lo spostamento in senso inverso.

I movimenti della migrazione dei grandi gnu | Miracle Experience

La chiamano «La grande migrazione del Serengeti» ed è il più impressionante spostamento di animali selvaggi al mondo. Venitelo a scoprire con noi. In questa biblica transumanza che si ripete da migliaia di anni vi aspettano un milione e mezzo di gnu e mezzo milione di zebre, impegnati nel lungo cammino verso casa, che è anche una corsa verso l’acqua.

La grande migrazione degli gnu: una guida completa alla migrazione

Ma non è un percorso privo di ostacoli, come ben sanno gli animali che si radunano sulle rive del fiume Grumeti, dove scivolano silenziosi i feroci coccodrilli del Nilo. 

Il Serengeti è senza ombra di dubbio il più importante di tutti i parchi nazionali della Tanzania. Uno dei fattori che lo rendono così unico ed importante è certamente il sottosuolo, costituito perlopiù da masse di granito e tufo vulcanico che impedisce alla vegetazione robusta di radicare. Ne consegue che anche in stagione verde la mancanza di una densa vegetazione e di fogliame rende molto più facile l’individuazione degli animali. Si ritiene che il Serengeti ospiti una alta concentrazione di leoni, ghepardi e iene. Avvistamenti sono possibili senza particolare fortuna. Le lotte territoriali si intensificano di giorno in giorno mettendo in discussione le alleanze tra leoni maschi ma anche i rapporti all’interno di uno stesso branco di leoni. Leopardi e iene vengono scacciate dai leoni ed i ghepardi subiscono attacchi da parte di iene, leoni e leopardi.

9° giorno Serengeti nord zona Mara – Serengeti nord/est zona Lobo

Colazione al campo, giornata di fotosafari spostandosi verso la zona di est del parco denominata Lobo, nel tardo pomeriggio si lascerà il parco Serengeti, arrivo al lodge tramonto, sistemazione nella camere, cena e pernottamento.

Lobo Valley (Northern Serengeti)

La zona di Lobo nel Serengeti è una destinazione eccellente per i safari, specialmente per l’alta concentrazione di leoni, elefanti e per osservare la Grande Migrazione da luglio a novembre, con paesaggi lussureggianti nella stagione umida e fauna selvatica vicino alle poche fonti d’acqua in quella secca.

Lobo Area in the Northern Serengeti - All Tanzania Safaris

10° giorno: Serengeti -Lago Natron
Il Lago Natron: un miracolo naturale che “pietrifica” gli animali

Colazione al lodge e partenza per il lago Natron. Utilizzeremo una pista che ci regalerà panorami meravigliosi e molto diversi dai precedenti.  Pranzo pic-nic.

Arrivo al lodge e check- in.

 

Passeggiata al tramonto sul lago Natron con aperitivo.

Immagini e foto stock di Lago di natron | DepositPhotos

Oppure (per chi lo gradisce) escursione a piedi lungo il torrente Engare Sero che scorre in una stretta gola rocciosa fino ad arrivare a una cascata dove sarà possibile fare il bagno. Al temine visita al villaggio masai. Cena e pernottamento al lodge.

  • Per camminare alle cascate talvolta durante il percorso si camminerà nell’acqua del torrente (un torrente come i nostri in montagna, con acqua di sorgente limpida e fresca) saranno necessari pantaloni corti o pantaloni tecnici leggeri e scarpe da trekking leggere o da scoglio o vecchie scarpe da ginnastica, le dita dei piedi devono essere protette)

La passeggiata e facile è le guide masai vi aiuteranno, sono circa 40 minuti ad andare e 40 a ritornare, possibilità di fare il bagno alla cascata.

Nella zona di Natron (a differenza delle zone come Serengeti e Ngorongoro’ dove sarà freschino) la temperatura è molto alta, il clima secco, ci si asciugherà con facilità.

Le acque del Lago Natron sono rosse a causa della proliferazione di specifiche alghe e microrganismi, come i cianobatteri, che prosperano in condizioni altamente saline e alcaline. Questi organismi producono pigmenti carotenoidi, che conferiscono alle acque del lago tonalità spettacolari che vanno dal rosso vivo all’arancione. Durante i periodi di maggiore evaporazione, quando il livello dell’acqua diminuisce, la concentrazione di sale aumenta e i colori diventano ancora più intensi, creando un paesaggio unico e affascinante.

Il lago Natron è abituale zona di nidificazione di milioni di fenicotteri rosa che, soprattutto durante la stagione secca (luglio-ottobre), affollano le sue sponde. L’area, estremamente arida, è dominata dal cono perfetto dell’Oldoinyo Leng’ai, il vulcano sacro al popolo Maasai. La sua altitudine sfiora i 3000 metri: l’Oldoinyo Leng’ai è l’unico vulcano al mondo ad emettere lava natro-carbonatitica, ricca di carbonato di sodio, a bassissima viscosità e temperatura, dato che sgorga fra i 500 e i 590°C.

Il Lago Natron, un fenomeno naturale unico nella Rift Valley della Tanzania, dove tre milioni di fenicotteri rosa si rifugiano in un paesaggio di straordinaria bellezza e salinità estrema. Un’avventura che stimola la curiosità e svela la resilienza della vita in uno degli ecosistemi più affascinanti del pianeta.

LAGO NATRON | Safari Avventura

Il Lago Natron, situato nel nord della Tanzania, è uno degli specchi d’acqua più straordinari e misteriosi del pianeta. Questo lago alcalino, noto per il suo colore rosso e per la capacità di “pietrificare” gli animali che vi si immergono, è un fenomeno naturale che continua a stupire scienziati e viaggiatori.

5 motivi per cui dovresti visitare il lago Natron nel 2025/2026

Con le sue acque del lago che assumono una tonalità di rosso scuro, offre un paesaggio che sembra appartenere a un altro mondo. Questo fenomeno unico è dovuto alla presenza dell’alga spirulina e di altri cianobatteri che prosperano in condizioni di alta salinità. Durante la stagione secca, l’evaporazione intensifica il colore rosso scuro delle acque del lago, trasformando il lago in una sorta di paesaggio marziano, particolarmente affascinante durante i safari in Tanzania.

Paesaggi vulcanici del Nord Tanzania - AfricaVera

Il vulcano Ol Doinyo Lengai: custode del lago Il vulcano Ol Doinyo Lengai, situato nelle vicinanze del lago, è l’unico vulcano al mondo che erutta natrocarbonatite, una sorta di sostanza simile all’ammoniaca. Queste eruzioni contribuiscono alla salinità e all’alcalinità del Lago Natron, creando le condizioni ideali per la fioritura dei microorganismi che conferiscono al lago il suo caratteristico colore purpureo. La presenza dell’Ol Doinyo Lengai aggiunge un elemento di maestosità e mistero al paesaggio circostante il lago.Cena e pernottamento al lodge.

11° giorno: Lago Natron – Tarangire

Caffe mattutino al lodge. Prima dell’alba intono alle 06.00 partenza per raggiungere le sponde del lago Natron per assistere all’alba ed ammirare le colonie di fenicotteri, al termine rientro al lodge, colazione, check out e partenza per il parco Tarangire, pranzo pic-nic in corso di trasferimento, arrivo al parco nel tardo pomeriggio, sistemazione nelle camere cena e pernottamento

Il Tarangire National Park, che prende il nome dal fiume che lo attraversa, il fiume Tarangire. Il parco copre un’area di 2850 kmq ed è famoso per gli enormi alberi di baobab ed i branchi di elefanti. Durante la stagione secca, da giugno a ottobre, migliaia di animali si concentrano nel parco soprattutto lungo le rive del fiume, l’unica fonte di acqua in quel periodo.

Tarangire National Park -Tanzania Safaris

Il Tarangire è uno dei parchi più belli della Tanzania, secondo solo al Serengeti e al cratere del Ngorongoro. Lungo la strada si vedono molti pastori Masai con i loro animali al pascolo e villaggi locali immersi nel tipico panorama africano. Ai confini del parco è possibile visitare dei Masai boma, molto interessanti per scoprire la cultura e le tradizioni Masai, immergendosi ancora di più nelle tradizioni e nelle usanze locali.

Tanzania, pastore masai – Rivista Africa

La flora nel Tarangire: Il paesaggio è composto dalla valle del fiume e da zone paludose. La vegetazione è un mix di boschi di acacia, boschi di Combretum e alberi di baobab.

Durante la stagione secca la migrazione di gnu e zebre, antilopi ed anche predatori si trovano nel parco Tarangire, poiché grazie al fiume gli animali possono abbeverarsi. Durante questa stagione, abbondano gli elefanti: le famiglie dei pachidermi, infatti, giocano intorno agli antichi tronchi degli alberi di baobab e mangiano le cortecce degli alberi. Durante la stagione delle piogge, gli animali migrano dal parco Tarangire verso il parco del lago Manyara poiché il terreno del parco Tarangire con le piogge diventa troppo fangoso.

The Baobab | The Iconic Tree Of Tarangire National Park | Tanzania

Il Tarangire è celebre per i baobab e le grandi mandrie di elefanti, ma è popolato anche da moltissimi altri animali come leoni, leopardi, zebre, gnu e moltissime specie diverse di uccelli. Numerosi sono gli appassionati di birdwatching che visitano il parco ogni anno.

Tarangire National Park - African View

Durante un foto-safari di una giornata, potremo avvistare la maggior parte dei tipici mammiferi africani, molte specie di uccelli e con un po’ di fortuna anche i predatori come i leoni, le iene e i ghepardi. Non ci sono rinoceronti nel parco e le specie più difficili da avvistare sono il leopardo ed il ghepardo.

Tarangire National Park Facts | Tarangire National Park Safaris | Tanzania

Viste mozzafiato sulla savana africana e sulle montagne a sud del parco rendono il fotosafari nel Tarangire National Park un’esperienza memorabile.

Cena e pernottamento in campo.

12° giorno: Parco Tarangire- Kysongo/ Kilimangiaro

Colazione al lodge/campo tendato e giornata di fotosafari nel parco Tarangire; pranzo pic-nic nel parco, nel tardo pomeriggio uscita dal parco e trasferimento al vostro lodge, zona Kilimangiaro vicino aereoporto.

Tarangire National Park |Tanzania Wildlife|Tanzania Safaris |tarangire safari

Cena e pernottamento.

Tarangire National Park - RedSand Safaris & Tours

Il parco Tarangire è situato a 1100 mt S.l.m. ed ha un’estensione di 2600 km quadrati; viene definito il ‘parco dei giganti’; in questo parco avrete l’occasione infatti di vedere moltissimi alberi di Baobab, tipici di questa zona della Tanzania e moltissimi elefanti, oltre a queste due specie ci sarà la possibilità di incontrare zebre, da gnu, alcelafi, kudu minori, dikdik, numerose specie di gazzelle, bufali, giraffe, elefanti, ghepardi e naturalmente leoni.

Tourist Attractions of Tarangire National Park Tanzania | Tanzania

13° giorno:  -Kilimangiaro-Roma

Prima colazione e trasferimento all’aereoporto del Kilimangiaro per operazioni imbarco volo delle ore 12.05 via Addis Abeba,con arrivo a Roma alle ore  21.30 locali.Arrivo in serata e fine dei servizi.

 

Sotto foto e schema delle jeep,tutti hanno un finestrino e potranno osservare anche dal tettuccio.

La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria esclusivamente per i viaggiatori provenienti da Paesi dove tale malattia è endemica, anche nel caso di solo transito aeroportuale (superiore alle 12 ore).

Estensione facoltativa al mare su disponibilita’ e richiesta.

 

 

 

***Benvenuti a Chumbe Island, una perla nascosta al largo della costa di Zanzibar!!!!***

Quest’isola incantevole offre un’esperienza unica e indimenticabile per i viaggiatori in cerca di un paradiso tropicale incontaminato ed ecosostenibile. Con le sue splendide barriere coralline, le foreste lussureggianti e le spiagge di sabbia bianca, l’isola di Chumbe vanta una bellezza naturale senza pari e un impegno per il turismo sostenibile.

L’impegno dell’isola di Chumbe nel preservare il suo ambiente naturale le ha fatto guadagnare il riconoscimento di una delle principali destinazioni ecoturistiche in Africa orientale. L’ecosistema incontaminato dell’isola e l’impegno per la sostenibilità la rendono una destinazione ideale per gli amanti della natura, gli amanti dello snorkeling e coloro che cercano una vacanza tranquilla. Chumbe Island è una piccola isola privata situata a circa sei miglia a sud-ovest di Città di pietra, la capitale di Zanzibar. Fa parte del Chumbe Island Coral Park, un’area protetta rinomata per le sue barriere coralline e la variegata fauna marina.

LA QUOTA COMPRENDE 

  • Voli internazionali Etiophian Airlines via Addis Abeba in classe e economica bagaglio 23kg
  • 12 notti  in lodge e campi tendati fissi con bagni privati,corrente elettrica h24 e acqua calda
  • Pensione completa dalla cena del primo giorno alla prima colazione dell’ultimo.
  • Acqua minerale sempre a disposizione sulle jeep.
  • Assicurazione ZIC Zanzibar/Tanzania obbligatoria
  • Guide/ranger locali in lingua italiana  per tutta la durata del programma
  • Costi e tasse degli ingressi in tutti i parchi
  • Transfer da e per l’aeroporto del Kilimangiaro
  • Kit da Viaggio
  • Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio 1.500,00
  • Assicurazione  ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore del tour
  • Accompagnatore dall’Italia dei Viaggi di Giorgio

 

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 495,00 soggette a riconferma sino emissione biglietti aerei
  • Pasti non indicati nel programma
  • Bevande durante i pasti
  • Visto ingresso Tanzania on line 80,00 euro
  • Mance per autisti/ranger guida

 

 

Servizi

– Tutti i servizi sono in esclusiva (da minimo 8 a massimo  14  partecipanti)
– I trasferimenti sono effettuati con automezzi (tipo Toyota Land Cruiser 4×4) modificati per uso safari, con 6 comodi posti e tetto apribile per osservare e fotografare.Tutti con finestrino.
– Ogni mezzo prevede un autista/ranger  in lingua italiana

-Sistemazioni in lodge o campi tendati fissi,tutti dotati di bagno privato,con doccia,e acqua calda  tutto il giorno.Elettricità h24.Alcuni con piscina per rilassarsi tra un safari ed un altro.

– Il trattamento è di pensione completa durante il safari e nei Lodge, con pranzi pic nic per poter sfruttare al meglio i game drive.

 

PROCEDURE PER L’OTTENIMENTO DEL VISTO  ON LINE 

Per ottenere il regolare visto d’ingresso sarà necessario allegare i sottoindicati documenti.

I documenti possono essere scansionati o fotografati, l’importante è che tutti i dati siano perfettamente leggibili.

  • Fototessera (formato .jpg; peso massimo 300Kb)
  • Passaporto: pagine contenenti i dati personali (formato .jpg; peso massimo 300Kb)
  • Costo 80,00 euro

 

 




Nepal: un’avventura indimenticabile in un Paese straordinario

Un’avventura indimenticabile in un Paese straordinario

Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”.
(tratto da Sri Vidya n.4 pag.5)

Vi sono molti modi di effettuare un viaggio Nepal ma l’approccio di questo tour, oltre alle meraviglie culturali e paesaggistiche che Vi presenta, è caratterizzato dall’aspetto architettonico. Vi sembrerà di toccare il cielo …. con le mani. Inoltre sono previste delle…

VISITE UNICHE DI ALCUNI VILLAGGI CHE NON SONO TOCCATI DAL TURISMO. 

11 giorni di spiritualità coinvolgente e multiforme associata a paesaggi unici al mondo e tanta cultura e architettura. Questo Viaggio sarà  indubbiamente uno di quei viaggi che ti lascia qualcosa anche quando torni, e che forse non sparirà mai dai ricordi. Tutte le  aspettative, saranno pienamente soddisfatte da un viaggio ricco di conoscenze, persone, colori, animali, natura, libertà.

La vita è un ponte,non costruitevi sopra alcuna dimora.

E’ un fiume,non aggrappatevi alle sue sponde.

 E’ una palestra:usatela per sviluppare lo spirito,esercitandolo  sull’apparato delle circostanze.

E’ un viaggio: compitelo e procedete!!

Buddha

 

Vi sono anche importanti siti Patrimonio dell’Unesco
Descriverlo tutto qui sarebbe davvero impossibile.

Antiche città cosparse di affascinanti templi induisti, incantevoli monasteri buddhisti, spettacolari paesaggi cui fanno da fondale le vette più alte della terra, campi terrazzati di riso fin oltre i 3000 metri di altitudine, foreste d’alta quota, ghiacciai e foreste tropicali. Gli scenari del Nepal rimangono giustamente una delle principali attrazioni. Ma questa piccola e straordinaria striscia è anche ricca di storia, cultura e tradizioni. In Nepal si viene trasportati, come su una macchina del tempo, tra strade logorate dal tempo sulle quali si affacciano irregolari pagode con più tetti sovrapposti, tra migliaia di stupa e di sculture in pietra, tra stanze adorne di maschere tremende, tra ruote della preghiera e tappeti tibetani. Il tutto avvolto da una colonna sonora di canti, inni tantrici  e musica nepalese o della dolce nenia di un flauto. La religione è la linfa vitale del Nepal, che è ufficialmente un paese induista, ma che in realtà professa un sincretismo di induismo e buddhismo, con influenze tantriche. Chi non è né buddhista né induista, è in genere musulmano, cristiano o uno sciamano.

Il Nepal è una piccola e straordinaria striscia di terra i cui territori spaziano dalla pianura del Gange alla catena montuosa dell’Himalaya. Purtroppo si tratta di uno dei paesi più poveri al mondo. Allo stesso tempo però il suo territorio è ricco di storia, cultura tra antiche città cosparse di affascinanti templi induisti, incantevoli monasteri buddhisti a cui si alternano panorami mozzafiato, legati soprattutto agli stupendi scenari montuosi, dove ammirare la catena Himalayana, la più alta del mondo dove vivere una vacanza in un paese per tutti i gusti. La sua capitale, Kathmandu, considerata per molto tempo la Firenze dell’Asia, è un misto di progressiva modernizzazione e di un affascinante centro storico, dove sono nascosti infiniti tesori architettonici da ammirare perdendosi in quel suggestivo dedalo di stradine che guidano alla scoperta delle sue belle piazze e magnifici templi.La cosa che più vi colpirà,sarà il sorriso della gente,nonostante siano poveri,vi sorrideranno SEMPRE  e ovunque,in strada ,in hotel,nei ristoranti,nei templi,ovunque andiate, NAMASTE’ questa è la parola che sentirete sempre,accompagnata da un grande sorriso,qui,per fortuna,ma credo ancora per poco,purtroppo,(il mondo globalizzato si inizia a far sentire anche qui…)si avverte ancora una Grande spiritualità che ti avvolge e ti sommerge e ti senti davvero piccolo piccolo davanti a tanto amore e cortesia,e sapete perché?Leggete ciò che segue:

 Lo Specchio del Karma

La credenza nel karma induce la gente a sopportare con rassegnazione le sventure …. Il peccatore non è punito per i suoi peccati, sono questi a punirlo, di conseguenza non esiste il perdono e nessuno può concederlo. Il karma, nonostante il nome suggerisca un´entità autonoma, agisce in modo impersonale ed in maniera inesorabile. Si tratta di una proprietà delle azioni, che – a seconda della loro natura – inevitabilmente producono conseguenze avverse o felici. Possiamo considerarlo come l´interpretazione etica del principio di causa ed effetto. Le azioni dei santi che riescono a raggiungere l´illuminazione non proiettano più alcun karma, perché essi ormai sono liberi dalla Ruota e non rinasceranno più. Le tecniche per raggiungere questa conoscenza sono custodite nei sacri testi e nelle pratiche degli asceti, trasmessi da maestro a discepolo nel silenzio dei romitaggi, nella verità dell´esperienza diretta. Scacciati dall´India, gli insegnamenti del Buddha trovarono nuova forza ed alimento in Cina, dove nel sesto secolo il patriarca Bodhidharma fondò la setta della meditazione (Ch´an) che avrebbe poi dato origine in Giappone al buddismo Zen (con tutto l´inevitabile corredo di miseria e sofferenza unito alle gioie effimere ed ai fugaci amori. Il saggio è colui che tutto accetta e nulla brama. Quante volte abbiamo visto l´enigmatico sorriso del Buddha sui volti di …) Nell’età in cui si crede ancora che gli esseri siano insostituibili…adesso avete capito perché sorridono sempre ?

 

 

Un altro testo mistico tibetano, di lettura più agevole, è il poema che s´intitola La Legge del Buddha tra gli uccelli, ghirlanda preziosa. In una delle strofe il gallo dice:

Il compiere azioni mondane non ha fine.
Nella carne e nel sangue non c´è stabilità.
Mara, Signore della Morte, non è mai assente.
L´uomo più ricco se ne va solo.
Siamo obbligati a perdere coloro che amiamo.
Dovunque guardiate, nulla v´è di sostanziale.
Mi comprendete?

 

PERCHE’ SCEGLIERE DI VIAGGIARE CON I VIAGGI DI GIORGIO

 

Zero stress, molto comfort E TANTA ASSISTENZA

Semplicemente rilassati a  guardare  il mondo dalla finestra, certo di essere nelle affidabili mani di professionisti. Viaggiare così diventa semplice e divertente.

Per chi ama il viaggio vero,il vero viaggiatore

Con i Viaggi di Giorgio vivi il piacere della scoperta e torni arricchito dentro. Spinto dal desiderio di esperienze autentiche, di conoscere mondi e modi di vivere diversi, vicini o lontani.

Per avvicinare il mondo

Conosci mondi vicini e lontani che ti faranno venire il desiderio di spingerti oltre e di approfondirli con nuovi viaggi ed esperienze.

Oltre il viaggio, un’esperienza culturale

Entra in contatto con le espressioni di culture diverse, incontra le genti dei luoghi che visiti, ammira le più belle opere d’arte, perditi fra le bancarelle di un mercato tipico, immergendoti in un viaggio indimenticabile.Annusa quante più cose puoi come consigliato nei 10 comandamenti dei Viaggi di Giorgio.

L’esperienza al tuo servizio

Non è retorica: ogni più piccolo dettaglio è decisivo e lo curiamo per offrirti un servizio qualitativamente superiore. Tutto nei nostri programmi è studiato con competenza e professionalità a accuratezza.

 

1° GIORNO: ROMA – KATHMANDU

Partiremo da Roma con un volo di linea con scalo per Kathmandu. Pasti e pernottamento a bordo.

2° GIORNO: KATHMANDU 

Arrivo a Kathmandu .Operazioni di rilascio visto nepalese. Seguirà l’incontro con il nostro rappresentante e l’accoglienza con un tipico benvenuto nepalese.

Kathmandu capitale culturale e politica del Nepal - India Nepal Viaggi

Questa città vi regalerà, con la sua atmosfera medioevale intatta nei ritmi, nelle preghiere, nei canti sacri, emozioni indimenticabili.

Nel pomeriggio, visiteremo la Durbar Square, un tempo molto più ricca di oggi, ma che è stata dilaniata dal terremoto del 1934. Questa piazza è il cuore storico della città vecchia e il più importante patrimonio architettonico tradizionale. Camminare ed osservare questo luogo fa perdere la cognizione del tempo, donando uno sguardo alla più antica atmosfera di questa città. L’area di Durbar Square è costituita di tre piazze collegate: Basantapur Square, Hanuman Square e per l’appunto Durbar Square.

Il tempio più grandioso di Durbar Square è senz’altro il Tempio di Taleju.

Monaci buddisti in preghiera a Kathmandu in Nepal, - Primopiano - Ansa.it

Eretto nel 1564 in onore della dea indiana Taleju Bhawani, che divenne la divinità principale dei Malla, una sorta di dea reale a cui infatti fu dedicato un tempio a Kathmandu da Mahendra Malla (templi similari si possono trovare anche a Patan e Bhaktapur).

La posizione dominante nella piazza è dovuta al suo basamento a 12 livelli (il tempio raggiunge un’altezza di 35 metri) e sempre 12 sono i templi in miniatura che sorgono all’altezza dell’ottavo anello che forma un muro, come a voler racchiudere il tutto in una splendida ghirlanda e all’interno delle mura si trovano altri quattro piccoli templi a cui corrispondono altrettanti portali magnificamente scolpiti.

Una curiosità del luogo è un piccolo santuario sul lato occidentale del complesso. Un albero è letteralmente sbucato dal suo tetto, schiacciando l’intera struttura.

Purtroppo l’ingresso nel complesso è chiuso al pubblico ed anche per gli hindu esso è limitato alla sola festa annuale del Dasain, un’importantissima festa nepalese che commemora la vittoria degli dei sui demoni.

Ammireremo dall’esterno il Palazzo Reale Hanuman Dhoka. In origine il complesso contava 35 cortili e si estendeva fino a New Road, ma il devastante terremoto del 1934 ridusse il palazzo agli attuali 10 chowk (cortili). Una statua del dio-scimmia Hanuman è posta a protezione dell’ingresso (dhoka) del palazzo e da ciò prende il nome. La statua risalente al 1672 è avvolta in un mantello rosso ed è riparata da un parasole. Ormai il volto del dio è scomparso sotto uno spesso strato di pasta arancione applicata da generazioni e generazioni di fedeli.

Bhaktapur Durbar Square attraction reviews - Bhaktapur Durbar Square tickets - Bhaktapur Durbar Square discounts - Bhaktapur Durbar Square transportation, address, opening hours - attractions, hotels, and food near Bhaktapur Durbar Square - Trip.com

Visiteremo il grande Stupa di Swayambhunath, uno dei gioielli architettonici della valle di Kathmandu. Il “tempio delle scimmie”, così chiamato per il gran numero di tali sacri animali che lo popola, è legato ad un’antica leggenda secondo cui la valle di Kathmandu un tempo fosse un lago fin quando dalle acque sorse la collina in cima alla quale c’è oggi Swayambhunath che letteralmente significa “che sorge da sé”.

Saliremo i 365 gradini fra le bandierine di preghiera coloratissime e i pellegrini, per raggiungere l’antico stupa con gli occhi compassionevoli del Buddha.

Tempio di Swayambhunath (Kathmandu) - Tripadvisor

Visitare questo santuario antico di duemila anni, è sicuramente un’esperienza irripetibile. Il carattere mistico di questo complesso venerato tanto da buddisti quanto da indù, rende l’impatto con Swayambhunath quasi sconvolgente.Potrete osservare i quattro volti del Buddha che, dalla guglia, guardano attraverso la valle nei quattro punti cardinali. Il segno a forma di naso è in realtà il numero nepalese ek (uno), che rappresenta appunto l’unità, mentre il terzo occhio simboleggia la capacità di divinazione del Buddha. La valenza simbolica, è in realtà insita in ogni elemento di questa struttura.Alla base dello stupa centrale, ci sono le ruote di preghiera, su cui è inciso il mantra [5] sacro “om mani padme hum” (saluto il gioiello di loto) e i pellegrini camminano intorno allo stupa facendole girare.

Swayambhunath Stupa - Tempio delle scimmie di Kathmandu, 1a scelta

Mantra analoghi sono ricamati sulle bandiere sopra lo stupa e si dice che queste preghiere saranno portate in cielo dai venti.Rientro in hotel per il pernottamento e la cena.

3° GIORNO: KATHMANDU

Dopo la prima colazione in hotel, trasferimento a Dakshinkali, una località a pochi km da Kathmandu, famosa per il tempio dedicato alla dea Kali dove il martedì e il sabato centinaia di fedeli offrono dei doni quali fiori, frutta e incenso, ma anche galli e capretti che vengono sacrificati alla dea.

Dakshinkali Temple in Kathmandu Nepal

Un’emozione fortissima, sconsigliata a chi non sopporta la vista del sangue, ma di certo da non perdere per chi non ne soffre e desidera conoscere riti antichissimi.

Il sangue degli animali, una volta sgozzati e decapitati, verrà infatti utilizzato per cospargere i bassorilievi che raffigurano la dea, al fine di placarne la sete.

Dakshinkali Temple: History, Origin, Attractions, How to Reach

In questo luogo il profumo degli incensi si mischia con quello delle carni arrostite, l’oro con il carminio e tutto si colora dello splendore e dell’orrore dei più antichi rituali.

Il luogo è situato alla confluenza di due fiumi sacri, in una foresta che, nei giorni dedicati al sacrificio, risuona del banchettare dei fedeli che passano tutta la notte mangiando le carni il cui sangue è stato dedicato alla dea.L’ingresso al cortile interno dove è conservata una statua di Kali, è consentito solo agli hindu.

Partenza quindi per la visita di Kirtipur, attualmente un piccolo villaggio a 5 km da Kathmandu, ma un tempo, un importante centro per il controllo della valle.

Kirtipur - viaggio in Nepal - VIA DELLA SETA.NET blog

Tra le viuzze sorgono templi medievali immersi nella tranquillità di questa città che fu utilizzata come base d’appoggio da Prithvi Narayan Shah, per sferrare attacchi devastanti al regno dei Malla, dopo essere stata presa d’assedio. La resistenza della città fu talmente grande che, una volta conquistata, subì una vera e propria vendetta: a tutti i maschi della città furono mozzati naso e labbra, mentre furono risparmiati soltanto coloro che sapevano suonare uno strumento a fiato per il diletto del re.

La città vecchia si trova in cima ad una collina che domina la strada principale della città.

Nepal - Kirtipur - Bagh Bhairab Temple - 26 | Kirtipur (Nepa… | Flickr

Molto interessante da vedere è il Tempio di Bagh Bhairav, dedicato al dio Bhairav, nella forma di una tigre, dio protettore di Kirtipur. La facciata del tempio è decorata con spade e scudi appartenenti ai soldati sconfitti durante la conquista. Sacrifici animali sono compiuti durante il martedì e il sabato.

Il pomeriggio sarà dedicato alla visita della città di Patan che molti abitanti chiamano ancora con l’antico nome sanscrito Lalitpur  “Città della Bellezza” o con quello Newari Yala.

Si tratta dell’antica capitale del regno, oggi divenuta quasi un sobborgo di Kathmandu, situata sull’altra sponda del fiume Bagmati.

PATAN DURBAR SQUARE: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Inizialmente la città fu progettata con la forma del Dharma-Chakra buddhista (Ruota della giustizia). Qui la maestria degli artisti Newari raggiunge il massimo splendore nell’architettura dei templi, delle case e delle piazze.

La città offre un’antica tradizione buddhista che si è insinuata anche nei suoi templi hindu. Come vuole la tradizione, i quattro stupa che sorgono in corrispondenza dei quattro punti cardinali furono fatti erigere dal grande imperatore buddhista Ashoka intorno al 250 a.C.

La maggior parte degli edifici storici di Patan risale al XVI, XVII e XVIII secolo, durante il periodo Malla, infatti la città fu governata da nobili locali fino all’avvento del re Shiva Malla di Kathmandu.

Il cuore di questo magnifico centro abitato corrisponde all’antica Durbar Square da cui si dipartono quattro vie che portano agli stupa di Ashoka.

Come a Kathmandu, infatti Durbar Square si trova di fronte all’antico palazzo reale e la sua è senz’altro la più grande e straordinaria rassegna di architettura Newari di tutto il Nepal.

Il Tempio di Krishna, costruito nel 1723, chiude quest’incantevole piazza, con le sue affinità architettoniche con Krishna Mandir, nella parte settentrionale di Durbar Square.

Tutto il lato orientale è occupato dal Palazzo Reale di Patan, una delle più belle strutture del Nepal nonostante sia stato costruito nel XIV secolo, ampliato nei secoli XVII e XVIII e successivamente restaurato più volte.Esso presenta una bizzarra facciata, con cornicioni sporgenti e finestre scolpite con delicate imposte di legno.Una delle migliori collezioni di arte religiosa dell’Asia è conservata nel Museo di Patan, una parte del palazzo, un tempo residenza dei Malla.Le bellezze di Patan di certo non si esauriscono in Durbar Square, anzi, l’infinità di squisitezze architettoniche sarà tutto intorno a voi.

Visiteremo il Tempio d’Oro (Kwa Bahal), conosciuto anche come Hiranya Varna Mahavihara, così chiamato per via delle lastre dorate che ne ricoprono gran parte della facciata ricoperta di rilucenti figure. Si tratta di uno straordinario monastero buddhista fondato probabilmente nel XII secolo, ma che occupa la posizione attuale, appena a nord di Durbar Square, dal 1409. Esso è caratterizzato da due straordinari portali, uno stretto in pietra e l’altro di legno. Due elefanti in pietra sono a guardia del portone, mentre la facciata è ricoperta di rilucenti figure buddhiste, questo vi può far intendere la magnificenza di questo tipo di architettura. All’interno del tempio potrete osservare gli sgargianti leoni dipinti e la firma del maestro scultore che lavorò il portale.

Golden Temple Patan Nepal | Patan Durbar Square, UNESCO Worl… | Flickr

4° GIORNO: KATHMANDU

Dopo colazione, visita di Boudhnath Stupa (Patrimonio dell’Unesco), un luogo unico che pulsa ogni giorno di vita. Si tratta di uno stupa di altissimo livello. Qui ogni giorno migliaia di pellegrini si incontrano per camminare, come vuole la tradizione, intorno alla cupola centrale. In questo luogo si manifesta la cultura buddhista tibetana, le stradine intorno allo stupa sono ricche di laboratori che producono candele, corni, tamburi e campane e altri oggetti necessari alla vita di culto buddhista.

Un tempo lo stupa era una stazione di posta molto importante nella regione, qui i mercanti si fermavano per pregare e propiziare il viaggio prima di partire ed oggi lo stupa attira molti discendenti delle popolazioni tribali tibetane. Vi sarà anche possibile vedere occidentali con indosso le tipiche vesti di preghiera marroni, infatti molti monasteri intorno allo stupa hanno aperto le porte a studenti stranieri.

Linda de boudhanath stupa no tempo de manhã em kathmandu, nepal | Foto Premium

Il primo stupa risale al 600 d.C. che, come vuole la leggenda, fu voluto dal re tibetano come atto di penitenza per aver ucciso accidentalmente il padre. Comunque sia lo stupa di oggi non è altro che una ricostruzione in quanto l’originale fu demolito nel XIV secolo.

Ogni parte del complesso è perfettamente proporzionata, tanto da rendere unico lo stupa che, si dice, conservi un frammento d’osso del Buddha Storico.Un numero molto elevato di ruote di preghiera è presente tutto intorno alla base, all’interno di 147 nicchie.

Proseguiremo con la visita di Pashupatinath (5 km da Kathmandu), anch’essa Patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un luogo sacro per gli induisti, meta di viaggio per i pellegrini da tutta l’Asia e non solo dal Nepal. Altrove Shiva è venerato nella terribile forma distruttiva di Bhairab, ma a Pashupatinath egli è celebrato come Pashupati, “il signore protettore degli animali e guida delle greggi”. Questo piccolo villaggio interamente dedicato a Shiva, sorge sulle sponde del fiume Bagmati.

Nepal - Il Tempio di Pashupatinath dedicato a Shiva

 

Qui i fedeli vengono per purificarsi e per morire, esso infatti è da sempre luogo prescelto per la cremazione dei morti sui ghat (scalinate in riva al fiume), le cui ceneri sono disperse nel fiume sacro nepalese, appunto il Bagmati che poi confluisce nel Gange, fiume sacro indiano e madre di tutti i fiumi.I corpi vengono avvolti in veli e deposti lungo la riva del fiume, quindi cremati su una pira di legno.

Pashupatinath Temple of Nepal : History, Entry, Daily Rituals, Hours

L’accesso al tempio principale è permesso esclusivamente agli hindu e solo i membri della famiglia reale possono essere cremati esattamente di fronte il Tempio di Pashupatinath. Vi preghiamo di voler, in segno di rispetto dei familiari del defunto, evitare di fare foto come se si fosse ad uno spettacolo di teatro, dietro e nelle vicinanze della pira ci sono persone che soffrono.

Nella pomeriggio visiteremo Bhaktapur. Molti nepalesi chiamano ancora questa città col nome Newari Khwopa ovvero “Città dei devoti”, nome che si presta particolarmente data la presenza di tre grandi piazze ricche di templi, esempi eccellenti dell’architettura nepalese in netto contrasto con l’atmosfera rurale del posto.

PIAZZA DURBAR - BHAKTAPUR: Tutto quello che c'è da sapere

Si tratta di un vero e proprio sito archeologico di una bellezza unica, un luogo in cui passeggiare col naso all’insù tra i bellissimi templi, sarà senz’altro un intrattenimento meraviglioso.

Cena e pernottamento in hotel.

5° GIORNO: KATHMANDU – CHITWAN 

Dopo LA colazione, partenza per il Parco  Nazionale di Chitwan (dove chitwan è un termine hindu che significa “cuore della giungla”), nella regione meridionale del Terai (dal persiano “lande umide”) a sud delle colline Siwalik, istituito nel 1973 anche se già nel XIX secolo era zona protetta in quanto riserva di caccia per aristocratici nepalesi e stranieri. Questa è una delle principali attrattive del Nepal che dichiarata nel 1984 dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Wild Nepal: The best of wildlife in Chitwan National Park | Wanderlust

Si tratta di una grande riserva naturale che si estende su un’area di oltre 932 kmq, ricoperta di altissime erbe foreste pluviali e paludi, puntellata da molti laghetti, oltre al fiume Rapti e il fiume Narayani. La riserva è popolata da rinoceronti indiani unicorno, tigri, coccodrilli, elefanti, buoi della giungla, orsi labiati, leopardi, sciacalli, cinghiali e 450 tipi di uccelli, ma ricordate che la maggior parte degli animali vive di notte e sarà per questo che si tratterà di rari incontri con i grandi animali della riserva. L’orizzonte è caratterizzato dalla cima dell’Himalaya.

Parco Nazionale di Chitwan - I luoghi da visitare con i viaggi di VeM

La flora è costituita essenzialmente da foreste di sal (tipico albero che cresce alle pendici della catena himalayana e principale specie a legno duro della regione) e vaste zone di phanta (prateria).

Per quanto riguarda la fauna, come potete aver capito, vi sono un’infinità di specie, nonostante la costante opera distruttiva dei bracconieri, e vale la pena stare attenti, perché avrete modo di vedere una moltitudine di specie di farfalle, alcune anche grandi quanto una mano!

Dopo pranzo, attraverseremo la foresta dei villaggi delle tribù Tharu che vivono ai confini del parco, tutt’intorno alla città Sauraha. Per queste genti la principale fonte di sostentamento è l’agricoltura, ma, lungi dall’essere banale, questa popolazione è ricca di sorprese e curiosità. I Tharus sono considerati i diretti eredi di Siddhārtha Gautama Buddha, il maestro illuminato guida e principio del buddhismo, le cui origini sono state concordemente individuate a Lumbini città per l’appunto nella valle Terai. Tra le particolarità di queste popolazioni spicca la resistenza genetica alla malaria, oggetto di studio da parte di diversi team internazionali. Dal punto di vista culturale loro stessi si definiscono genti della foresta, dove hanno abitato per centinaia di anni praticando la caccia, la raccolta e la coltivazione con rotazione dei campi e maggese, basata su riso, senape, lenticchie e frumento.Cena e pernottamento in hotel.

6° GIORNO: CHITWAN 

Giornata dedicata alle attività della giungla, come il Jeep safari ed il Jungle walk.

45 minuti di canoa sul fiume Rapti nel Parco nazionale di Chitwan (2026) - Sauraha - con recensioni

Continueremo dopo pranzo con il safari in canoa  sulle acque del fiume Narayani, che è forse il modo con cui è possibile avvistare il maggior numero e varietà di animali, restando pressoché comodi. Particolarità faunistica, che con  un po’ di fortuna,( molta) si potrebbe  ammirare in questo safari è il coccodrillo gaviale, un lontano parente del coccodrillo di mare australiano. Sono stati ritrovati fossili risalenti a 110 milioni di anni fa che presentano la stessa singolare fisionomia del gaviale, caratterizzata, appunto, da un muso sottile e allungato, dal quale spunta una fila disordinata di denti adatta alla sua dieta a base di pesce.

Simile a un coccodrillo, ma con i denti piccoli

Il muso termina con una estremità bulbosa chiamata ghara (un vaso locale) da cui deriva il nome hindi del coccodrillo gharial. Nel Chitwan, per arginare il rischio di estinzione, si seguono diversi programmi di allevamento che hanno portato alla liberazione di diversi giovani esemplari in molti fiumi del Terai. In ogni caso moltissime specie di uccelli ci faranno compagnia durante il nostro percorso.

Cena e pernottamento in hotel.

7° GIORNO: CHITWAN – BANDIPUR – POKHARA  

Dopo colazione, trasferimento a Bandipur. Esploreremo il villaggio di Bandipur a bordo della tipica funivia locale con una spettacolare vista del panorama e delle montagne, scoprendo usi e costumi del popolo locale.

Bandipur 2026: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

La visita proseguirà per Pokhara (ca. 100 km) attraversando le precolline dell’Himalaya. Sul Siddhartha Highway si raggiunge la pittoresca valle di Pokhara (890 m) sullo sfondo l’imponente muraglia dell’Himalaya. Il lago riflette le vette innevate del Macchrapuchare (6997 m), Lamjung (6900 m), Manaslu (8163 m) ed altre vette.

Things to do in Pokhara | Ace the Himalaya

Valle di Pokhara: un paesaggio naturale molto bello e suggestivo da cui poter ammirare la magnifica catena dell’Himalaya come mai potreste immaginare. Considerata a pieno titolo il ruolo di prima città turistica del Nepal, lontana dal caos ed immersa nell’aria pura di queste straordinarie vette e considerata la porta dell’Annapurna (il più famoso tra gli itinerari di trekking), un impressionante massiccio, parte integrante dell’Himalaya.

Pokhara - Wikipedia

Cena e pernottamento in hotel.

8° GIORNO: POKHARA 

Prima dell’alba avremo modo di raggiungere Sarangkot, un piccolo villaggio a 1.592 m di altitudine, da dove si gode una fantastica vista del lago e, nelle giornate limpide (speriamo di trovarle anche noi), di un lungo tratto della catena himalayana, dal Dhaulagiri (8.167 m) a ovest alla perfetta sagoma piramidale del Machhapuchhare (6.997 m) a est da cui potrete ammirare la cima arrotondata dell’Annapurna e la sagoma piramidale del Machhapuchhare.

Sarangkot Sunrise Tour da Pokhara - 2023 - Viator

Il sole a quest’ora tinge le vette d’un colore paradisiaco e potrete ammirare questo spettacolo per cui sicuramente non ci sono parole sufficienti atte a descriverlo, da diversi punti panoramici tra cui una torre o una distesa erbosa per l’atterraggio degli elicotteri.

MACHAPUCHARE: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Sarangkot Pokhara-Land Nepal

Ritorneremo quindi a Pokhara, posta ai piedi delle più alte vette del pianeta, nei pressi di tre laghi e della gola del fiume Seti (famoso per le escursioni in kayak)

Sarangkot Sunrise View - Klook

Risale al XVII secolo un tempio degno di nota presente nella Pokhara vecchia: il Tempio di Bindhya Basini, consacrato a Durga, l’incarnazione guerresca di Parvati, qui venerata nella forma di salingram (ammonite fossile).

Pokhara Tourism (2023): Best of Pokhara, Nepal - Tripadvisor

Potrete fare un giro per i bazar e i vivaci locali che affollano il lungolago.

La città vecchia a nord della vivace Mahendra Pul può dare un’idea di come fosse Pokhara prima dell’avvento del turismo. Al suo interno si celano preziosi tesori architettonici Newari con elementi decorativi in mattoni e finestre intagliate in legno. Nella Pokhara vecchia vi sono numerosi negozi di oggetti sacri, di ceste e di ceramiche.

Dopo la visita rientreremo all’hotel per la colazione e visiteremo dlo Shanti Stupa .

 Shanti Stupa - Ladakh - Discover Leh LadakhLa “Pagoda per la pace nel mondo” o Shanti,è collocata sul picco dell’Anandu sospesa su un ripido crinale (640m) che domina il Phewa Tal. Una pagoda per la pace è uno stupa buddhista concepito per le persone di ogni razza e credo che concentra e unisce il desiderio di pace. La maggior parte di essi sono stati costruiti sotto la guida del monaco buddhista giapponese Nichidatsu Fuji, che dedicò la sua vita alla diffusione della non violenza ispirato da un incontro con il Mahatma Ghandi (1931). Le prime pagode della pace furono costruite nel 1966 a Hiroshima e Nagasaki e nel 2000 sorgevano ormai ben 80 pagode per la pace in tutto il mondo.

Il monumento è una meta religiosa visibile da qualsiasi punto della valle di Pokhara ed è l’unico stupa collocato ad una tale altezza in questa zona.

Nel pomeriggio, visita alle cascate Devis.

Esplora Pokhara: tour guidato di un'intera giornata con Sarangkot Sunrise - Klook Stati Uniti

La caduta di Devi, o Davis Falls, è una fantastica cascata situata a circa due chilometri a sud-ovest da Pokhara sull’autostrada per Tansen. Le cascate sono magnifiche, ma la cascata di Devi è unica rispetto a tutte le altre cascate, perché l’acqua si perde nella terra; non puoi vederne la fine.

Un altro posto che puoi ammirare, insieme a Davis Falls, è la grotta di Gupteshwor, la grotta più lunga del Nepal e forse la più attraente e misteriosa di tutta l’Asia meridionale, dove è possibile ammirare le strutture di divinità formatesi naturalmente, ma l’attrazione principale è lo Shiva Lingam verticale.

Cena e pernottamento.

9° GIORNO: POKKHARA – KATHMANDU

Dopo colazione, rientro a Kathmandu, circa 7 ore,soste incluse. Tempo libero a disposizione e in serata, cena tipica con danze locali in uno dei migliori ristoranti della zona. Pernottamento in hotel.

10° GIORNO: KATHMANDU – ITALIA-ROMA  o altre citta’.

Dopo colazione, trasferimento in aeroporto in tempo utile per le operazioni di imbarco. Pasti e intrattenimento a bordo.Arrivo a Roma  in serata e fine dei servizi.

 

 

La quota comprende:

  • Voli di linea  con scalo, Roma-Kathmandu-Roma  in classe economica 20 kg bagaglio
  • Sistemazioni  in hotel 4****
  • Pensione completa
  • Trasferimenti e visite guidate con mezzo privato con aria condizionata e guida in lingua italiana  per tutta la durata del tour.
  • Ingressi ove previsti
  • Attività da programma nel Parco Nazionale di Chitwan
  • Gita in barca nel lago di Pokhara
  • Assicurazione medica (50.000,00 euro) e bagaglio (1.500,00 euro)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore costo del tour.
  • Kit viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aereoportuali pari a euro 480,00 (tariffa soggetta a riconferma fino all’emissione dei biglietti)
  • Bevande ai pasti
  • Visto ingresso in Nepal da pagare in loco all’arrivo pari a circa euro 30,00, portare 2 foto dall’Italia
  • Mance per autista guida facchini
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non previsto alla voce la quota comprende

 

 

 

 

 




Pasqua Processione Cristo Morto Somma Vesuviana -Processione Fujenti-ecc. da Bari

Gli Amici nei Viaggi  di Giorgio  opera da numerosi anni, nel settore della promozione della cultura e dell’arte, speciali attività  turistico/culturali attraverso attività e iniziative volte ad una migliore fruizione del patrimonio culturale. Gli ambiti di riferimento sono: TURISMO e CULTURA; EVENTI e SPETTACOLI; FORMAZIONE e DIDATTICA. Per raggiungere questo obiettivo, cerca e collabora con le migliori  guide e associazioni culturali dei luoghi da visitare al fine di ottenere un valore aggiunto alla propia offerta.

Oltre ai servizi turistici standard organizziamo: cene spettacolo, visite in forma di spettacolo, itinerari enogastronomici, visite guidate narrate, degustazioni e servizi turistici generici caratterizzano la nostra offerta, con l’obbiettivo di trasmettere al visitatore le emozioni e il sapere con una modalità rilassante ma intensa. Il teatro, il gusto, la cultura e il folklore sono le quattro parole chiave, con le quali ci prendiamo cura del cliente, unendole a una sapiente organizzazione e gestione dei tempi di visite.

Attraverso la tecnica del racconto, abbiamo ideato un nuovo modo emozionale di far rivivere a turisti e ai visitatori la cultura e il territorio.

Sono nati così  i Narratori dell’Arte , che attraverso una particolare cura per lo studio delle fonti, reinterpretano luoghi noti e meno noti.

Nel mezzo del cammin di nostra vita … lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano  la prima cantica del Sommo Poeta: da Virgilio a Francesca da Rimini, dalle Fiere a Farinata degli Uberti, da Beatrice alle Erinni, Pier delle Vigne, Ulisse, il Conte Ugolino.

Processione Cristo Morto Somma Vesuviana-Villa Augustea-Antica Nuceria-Processione Madonna dell’Arco Fujenti-Cimitile e molto altro sono incluse in questo tour.

«Quella di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è una delle prime cinque processioni in Campania e tra le Processioni del Venerdì Santo più suggestive in Italia ed una delle più antiche. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850 ed è una tra le prime processioni in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola. Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia  un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli in saio bianco e candele accese dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne.   Il corteo costeggia la Cinta Muraria di epoca Aragonese ed esce dal Borgo Medievale raggiungendo la parte bassa del paese. La statua ottocentesca della Madonna Addolorata, l’artistica scultura del Cristo Morto, mettono in scena il più commovente e sentito funerale della storia umana. Il lungo manto nero della Vergine parte dal capo e si allarga fino ai piedi. Nelle mani giunte, a dita intrecciate, scende un fazzoletto di pizzo bianco. Il volto è olivastro e contrito. Ai suoi piedi il corpo seminudo del Cristo morto giacente nel sudario in espressione di doloroso abbandono. Le membra rilasciate danno il senso della assenza e della fuga dell’anima. Il Miserere, infine, echeggia, ancora più forte in questi giorni di terrore e di morte»Lo ha dichiarato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. 

La secolare Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle più suggestive d’Italia, dal corteo lungo, chilometrico, con notevole partecipazione popolare tra candele, falò accesi, il latino del Miserere, il lancio dei petali dai balconi e sullo sfondo la veduta del Monte Somma.

Viene preceduta dalla processione del Giovedì Santo, quando, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento, di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa.          

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana

guarda il video clikkando qui

                        Visita/spettacolo al Santuario di Ercolano e Ipogeo sotterraneo

     Un affascinante viaggio alla scoperta dello storico Santuario della Madonna di Pugliano e al suggestivo ipogeo sotterraneo dell’arciconfraternita della SS Trinità di Ercolano.

Il Santuario, la cui creazione è attestata intorno al 1300, e la cultura popolare verranno narrati dal ricercatore Giovanni D’Angelo, che attraverso i simboli più misteriosi come il Cristo nero e la Statua lignea della Bruna Puglianella, ricostruirà la storia e la cultura religiosa popolare dell’antica Basilica e dei fedeli di Resina.

Un viaggio narrato in forma di spettacolo, recuperando aneddoti e leggende, avvenimenti misteriosi e curiosità sulla tradizioni popolari, che si fondono al credo religioso. L’itinerario proseguirà alla scoperta dell’Ipogeo del 700 , dove attraverso una suggestiva e tenebrosa discesa, si riscoprirà la tradizione del culto dei morti (ancora attualmente praticato nell’ipogeo) e le storie legate al cimitero sotterraneo. Oltre alla narrazione della nostra guida speciale, gli attori cantanti del Laboratorio Voci e suoni della memoria, interpreteranno dei brani e dei racconti, permettendo così di rivivere le emozioni legate all’itinerario, scenario suggestivo saranno le cappelle, l’altare e il settecentesco cimitero sotterraneo.

                                                “”a maronna e’ l’arc:

una visita in forma spettacolo,tra arte, fede e tradizione presso il  santuario della  Madonna dell’Arco 

SULLE TRACCE DEI “FUJENTI” DI MADONNA DELL’ARCO

culto, simboli, rituali, canti e danze dei pellegrini di Madonna dell’Arco

 “Voci e Suoni della Memoria”

   

SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.

Il santuario della Madonna dell’Arco è un edificio religioso sito nel territorio comunale di Sant’Anastasia sulle pendici del Vesuvio. Ogni Pasquetta è meta del tradizionale pellegrinaggio dei fujenti (o battenti) che accorrono numerosi da tutta la Campania. I fujenti sono soliti accompagnare il loro pellegrinaggio con una melodia vocale molto antica, forse risalente al tempo del miracolo che diede origine al culto, il sanguinamento di un’immagine della Madonna, offesa per essere stata danneggiata ad opera di due giocatori che – bestemmiando alla grande – giocavano a palla nel sito. Al gran pellegrinaggio vengono condotte in processione statue di Madonne assise nei loro seggi (torselli) e seguite da scenografici cortei (paranze).

Somma Vesuviana (Na): la Villa Augustea e il Complesso di Santa Maria del Pozzo.

 

È davvero difficile non rimanere affascinati dalla vista di Sant’Agata de’ Goti, con i campanili e le cupole maiolicate che spiccano sulle case e i palazzi allineati e abbarbicati sopra una rupe di tufo. Splendida da ogni lato, la vista più suggestiva del borgo si ha dall’altissimo ponte Vittorio Emanuele che valica da ovest il vallone Martorano, e dal quale si ammira il sistema di archi di costruzione che regge il paese.

Per l’eccezionale ricchezza di monumenti e il valore storico-religioso, il complesso basilicale di Cimitile rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’Occidente cristiano, come ricorda tra l’altro S. Agostino. Lo straordinario fascino del luogo è determinato dalla presenza di ben sette edifici di culto sorti intorno alla tomba del sacerdote Felice, sepolto nella necropoli a nord di Nola verso la fine del III secolo.

L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:

Nuceria, la canzone dell’Amore Perduto ma anche la Principessa che fa la differenza…

 

’C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana. Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana. Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro. Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso. Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra. Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città, chiamata Fermo. Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia. La cercò dovunque, senza trovarla. Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con suo grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta. Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di NUCERIA. Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella volontà di attribuire origini latine alla città, già molto importante ai suoi tempi (ricordata dallo splendido murales di via Petrosini). Una sorta di una sorta di canzone dell’amore perduto ante litteram: Ricordi sbocciavano le viole. Con le nostre parole. Non ci lasceremo mai. Mai e poi mai. Vorrei dirti, ora, le stesse cose. Ma come fan presto, amore. Ad appassire le rose (cit. De Andrè)

 

1°Giorno Venerdi 3 aprile Bari-Somma Vesuviana

Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da stabilire, e partenza in direzione Campania.

Sosta tecnica lungo l’autostrada .Arrivo in hotel e pranzo. Sistemazione nelle camere riservate.

Partenza in direzione di Somma Vesuviana. Visita al sito archeologico della Villa Augustea
a cura della Pro Loco Somma Vesuviana e al sito archeologico di Santa  Maria del Pozzo.

Santa Maria del pozzo e la regina Giovanna – i cunicoli segreti e la carrozza d’oro

 Ci spostiamo nel rione Bisignano per visitare la chiesa Santa Maria del Pozzo famosa per la leggenda della Carrozza d’Oro, dei cunicoli segreti e degli amanti della regina Giovanna  Molte leggende sono legate al nome delle due regine di Napoli, le «Angioine» Giovanna I e Giovanna II . La piu chiacchierata fu Giovanna II detta la Dissoluta che non passava inosservata alle cronache dell’epoca;  La Chiesa di Santa Maria del Pozzo è un antico luogo di culto di origine medioevale, sorta a sua volta, sopra i resti di una villa di epoca romana risalente al periodo augusteo. La storia ci narra che a causa di una violenta alluvione avvenuta nel 1488 la chiesa (inferiore) rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita, bensì impiegata come cripta. Proprio quest’area fu meta prediletta dalla regina Giovanna II e ancora oggi, conserva tutto il suo fascino misterioso.

Una delle tante e leggendarie curiosità che rende affascinante la figura di Giovanna II D’Angiò (governò Napoli dal 1414 al 1435) è sicuramente quella che dipinge la regina napoletana in una donna dissoluta, dedita ai piaceri mondani, ai vizi e alle lussurie, conquistandosi il titolo di «mangiatrice di uomini». Si narra che a calar della sera, la regina Giovanna II D’Angiò raggiungesse i suoi amanti a bordo di una Carrozza D’Oro. Per non farsi riconoscere percorreva una serie di cunicoli segreti tra  Napoli e Somma Vesuviana, fino ad arrivare nella cripta dei misteri posta sotto la Chiesa di  Santa Maria del Pozzo

In esclusiva per I Viaggi di Giorgio, visita guidata a Somma Vesuviana dove, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa, che, per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto erroneamente che fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Al contrario, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica.  Altro gioiello di Somma Vesuviana è il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, che, grazie all’ultimo intervento di restauro, è stato restituito alla collettività in tutto il suo splendore. Il “viaggio” esplorativo parte dal “pozzo” di epoca romana, passando per la sotterranea chiesa angioina, per poi concludersi nel luminoso chiostro del convento cinquecentesco.

La Villa Augustea costituisce una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. La storia degli scavi risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando, in località Starza della Regina, un contadino scoprì per caso il portico d’accesso all’antica villa. Le prime esplorazioni portarono alla luce interessanti reperti di una villa romana, costruita del II sec. d.C. e seppellita per oltre la metà della sua altezza dall’eruzione del Vesuvio del 6 novembre 472 d.C. (la cosiddetta eruzione di Pollena): a causa della mancanza di fondi non fu però possibile andare avanti con gli scavi. Solo nel 2002, grazie ad un progetto di ricerca tra l’Università di Tokyo (prof. Masanori Aoyagi), l’Università Suor Orsola Benincasa (prof. Antonio De Simone) e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli, si è dato il via in maniera sistematica agli scavi.

Villa Augustea – Somma Vesuviana – Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli

Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione nell’antico territorio di Nola, s’ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, da cui il nome “Villa Augustea”. Per procedere celermente con i lavori di scavo e di recupero dell’opera, i Giapponesi acquistarono addirittura il terreno: a maggio del 2015 per espressa volontà dell’Agenzia degli Affari Culturali del Giappone, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato donato alla Soprintendenza Archeologica della Campania.

Nel corso di questi anni di scavo, sono state rinvenute due statue, una di una donna con abito greco (la peplofora), l’altra, ricomposta da più frammenti, del dio Dioniso/Bacco con il capo coronato d’edera e un cucciolo di pantera in braccio: entrambe le statue sono ora custodite nel museo storico archeologico di Nola. Durante le campagne di scavo degli ultimi 3 anni (2015-2017) sono stati riportati alla luce: i resti di muri di un edificio forse costruito prima dell’eruzione del 79 d.C., un muro affrescato, un altro settore della cella vinaria, un frammento di statua femminile, una parte di una grande cisterna, tracce di coltivazioni.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo sorge sulle antiche strutture della chiesa inferiore, fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1333 sull’originaria cripta sotterranea di origine pagana.

Alla scoperta del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo a Somma Vesuviana

La leggenda vuole che Giovanna d’Angiò, bella e intrigante nobildonna, vissuta a Somma Vesuviana e divenuta regina di Napoli nel 1414, con il nome di Giovanna II, ebbe numerosi amanti di cui si disfaceva facendoli sparire in mortali trabocchetti utilizzando una fitta rete di cunicoli sotterranei a cui si accedeva proprio dalla cripta.

Chiesa di Santa Maria del Pozzo e la Carrozza d'Oro

Un recente restauro del complesso ha riportato alla luce preziosi affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati: al XIV secolo risalgono gli apostoli con aureola a rilievo attornianti la Madonna Incoronata con il Figlio Pantocratore, mentre al XV secolo risalgono gli affreschi del pozzo romano: si tratta di due sante, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Infine al XVI secolo vengono fatti risalire gli affreschi rappresentanti San Giovanni Apostolo ed Evangelista e San Michele Arcangelo armato.

Infine un cenno alle eccellenze gastronomiche di Somma Vesuviana, che, sorgendo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, deve al suo fertilissimo terreno la produzione di varie prelibatezze, come i pomodorini del piennolo, le albicocche (crisommole) e l’uva (catalanesca), da cui si ricava un ottimo vino da tavola. Quest’ultimo accompagna numerose ricette, in particolare di baccalà e di stoccafisso, che già a partire dal 1500 sono diventati protagonisti incontrastati della gastronomia sommese grazie ad un filo diretto che collega le pendici del Vesuvio all’Europa del Nord (Islanda e isole Lofoten-Norvegia).

ore 19 – Rituale della Processione del Venerdì Santo

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana

Il Venerdì santo il popolo sommese si stringe attorno al venerato simulacro della Madonna Addolorata per rivivere, attraverso il suo dolore di madre, l’itinerario della passio et mors Christi. La storia di Maria diventa agli occhi dei fedeli una storia di successo: la sofferenza della mamma pone rimedio alle afflizioni altrui.

Somma Vesuviana, ritorna dopo 4 anni la secolare Processione del Venerdì Santo | Scisciano Notizie

Anche quest’anno la Processione del Venerdì Santo vedrà 2000 confratelli in saio bianco e cappuccio sfilare per le vie e i vicolo del borgo napoletano secondo un percorso mai cambiato. I 2000 confratelli accenderanno le rispettive candele alla luce degli alti falò che già dal pomeriggio, poco dopo le ore 15, verranno posizionati in alcuni dei punti strategici del Centro Storico ma anche nei vicoli più vicini alla parte bassa del paese.

Processione Venerdì Santo Somma Vesuviana 2019 - YouTube

Booble News - Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: un legame vivo tra passato e presente /foto

Ogni congrega avrà un medaglione diverso, un cordone dal diverso colore che permette di distinguere la confraternita di appartenenza. In occasione del Venerdì Santo i confratelli usciranno da più punti del Borgo Antico del Casamale,passando dinanzi all’antica Collegiata del XII secolo e dalla volta in oro zecchino.

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana - Taccuino di viaggio

Alle 19 si avrà l’uscita della Madonna con il Cristo Morto, accompagnati dalla Banda e da un lunghissimo corteo di donne e bambini. Il silenzio, poi il canto in latino del Miserere ad opera dei gruppi cantorum risuonerà per tutta Somma Vesuviana. A cantarlo tutti i confratelli nei vicoli e lungo tutta la durata della processione. Nei piccoli incroci, la Madonna si fermerà per benedire la popolazione.

All’incrocio più grande di Corso Italia, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermeranno e si inchineranno al passaggio della Madonna con il Cristo Morto.

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana - Il Mediano

Solo in quel momento verranno spente le candele.

A Somma Vesuviana torna la storica processione del Venerdì Santo

La risalita a serata inoltrata, le luci delle candele consumate renderanno unica l’atmosfera nei vicoli del Borgo Antico dove continuerà a sentirsi il Miserere in latino. Commuovente sarà l’ingresso della Madonna nell’antica chiesa della Collegiata.

Cena libera e pernottamento in hotel.
notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

2° Giorno 4 aprile Nola -Antica Nuceria-Nola 

Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Nuceria.

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni SarrastiOsci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

Un'antica città della Campania: Nuceria Alfaterna – Storia d'Italia

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore;

Nuceria Alfaterna: antiche glorie e moderne disillusioni - Classicult

ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

BATTISTERO SANTA MARIA MAGGIORE | I Luoghi del Cuore - FAI

Pranzo a base di prodotti tipici del posto.

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore:

Home - Gruppo Archeologico Nuceria

dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici:

La piccola Roma - Città Nuova

la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone.

Pranzo con prodotti tipici del territorio.

Partenza in direzione di Sant’Agata dei Goti.

Il nome deriva da una colonia di guerrieri Goti provenienti dalla Sicilia, dove appresero il culto di Sant’Agata. Vi si stabilirono nel VI secolo dopo essere sopravvissuti alla sconfitta di Totilia nel 553.
Compreso nel Parco regionale del Taburno-Camposauro, il paese è immerso in un paesaggio stupendo. Sorge infatti ai piedi del monte Taburno ed è circondato da colline e catene montuose tra cui il Colle dei Paperi alto ben 1323 metri.
Inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia, Sant’Agata dei Goti è una tappa proprio da non perdere.

La ricchezza culturale e artistica che si incontra passeggiando nel centro storico e visitando i suoi numerosi luoghi di interesse, rendono Sant’Agata de’ Goti una piccola perla. Tra le numerose chiese, segnaliamo il Duomo fondato nel 970, ricostruito nel XII secolo e restaurato verso la metà del 1700, la chiesa di S. Menna, al cui interno un tappeto di mosaici cosmateschi, tra i più antichi d’Italia, arriva a cingere il coro e la chiesa di San Francesco, del 1267, con il monumento funebre di Ludovico d’Artus e il pavimento in maiolica dei fratelli Massa. Il Palazzo vescovile, in piazza del Duomo, merita una visita soprattutto per il Salone degli Stemmi, con le effigi di 68 vescovi e per i cimeli e le suppellettili legati alla vita di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Il territorio di Sant’Agata de’ Goti è attraversato in parte dall’acquedotto Carolino (patrimonio UNESCO), che si snoda, per lo più interrato, per una lunghezza di 38 chilometri circa per giungere fino alla Reggia di Caserta. Dalla località Longano, del comune di Sant’Agata de’Goti, percorrendo circa 5 km e ammirando alcuni “torrini”, si giunge al terzo ordine di arcate dei “Ponti di Valle”, la parte visibile e più famosa dell’acquedotto.

UNA STRUTTURA PARTICOLARE
Il centro storico è davvero unico. Sorge su una terrazza di tufo, circoscritta da due gole a parete verticale create nel corso dei secoli dai fiumi Riello e Martorano. La pianta della città è a semicerchio e misura un chilometro in lunghezza. Anche se può sembrare piccolo, il borgo nasconde tantissime sorprese. Palazzi storici, chiese, elementi architettonici e epigrafi, sono sparsi sulla strada principale e nei vicoletti che confluiscono dalla parte estrema del costone alla terrazza di Largo Torricella.

Natale a Sant'Agata de' Goti 2025: villaggio natalizio, mercatini e pista di pattinaggio | Napoli da Vivere

 

Al termine di questa bellissima giornata,rientro in hotel per la cena spettacolo in compagnia dell’attore Peppe Parisi.

3° Giorno 5 aprile  Nola–Cappella Votiva… Pasqua 

Prima colazione in hotel trasferimento alla vicina Cimitile per la visita guidata.

 

 

 

Pranzo di Pasqua.

Nel pomeriggio ,ci spostiamo ad Ercolano, visita guidata Ipogeo sotterraneo Reale ArciConfraternita nei pressi del Santuario di S. Maria a Pugliano  e seminario-spettacolo “Culto dei Fujenti” a cura del

Laboratorio “Voci e Suoni della Memoria”

                                               SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.
La Madonna dell’Arco ha innumerevoli devoti perché:
– è la prima Madonna Bianca associata al culto agreste delle Sette
Madonne;
– come essere umano capisce le miserie in quanto vissute durante il suo
peregrinare;
– come Madre terrena conosce il dolore di una perdita in quanto vissuto per
la Crocifissione del Figlio;
– come Madre divina conosce la sofferenza in quanto ferita e sanguinante
sul volto.

Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!! - I Viaggi di Giorgio

Con il seminario spettacolo “Sulle tracce dei Fujenti”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno la storia, le corporazioni, l’etnografia, la simbologia, i toselli votivi, i rituali, il pellegrinaggio e la pratica degli Ex Voti connessi al Culto di Madonna dell’Arco e ai suoi rimandi culturali strettamente legati alla Ri-nascita.

Proiezioni, musica, canti e danze dal vivo riguardante i seguenti aspetti   connessi a Madonna dell’Arco: le pratiche cultuali (culto mariano, culto agreste, ex voti, corporazioni, etc…) i simboli (vestiario, colori, stendardi, gestualità, etc…) i rituali (questua, processioni, carri votivi, etc…) i canti (preghiere, giaculatorie, canti popolari, etc…) le danze (tammurriata).

Narrazione dal ricercatore Giovanni D’Angelo, accompagnato dalle performance cantate e recitate del laboratorio “Voci e suoni della memoria”. Durante il racconto,  importanti opere del trecento come La Bruna Puglianella e il Cristo Nero,  introdurranno gli spettatori alle storie più affascinanti della religiosità popolare, come ad esempio la leggenda secondo la quale la Madonna nera fosse legata al ciclo invernale e alla morte, e che nelle chiese dove solitamente questa fosse ritratta o apposta come statua, vi fosse presente un ordine di templari. Un racconto ricco di aspetti misteriosi, proverbi e immaginifico popolare, che recupera la tradizione orale  dell’antica Resina e del Monte Vesuvio.

Particolarità dell’itinerario di visita sarà la discesa all’ipogeo sotterraneo del 700, antico cimitero sottostante la terra santa, dove ancora tutt’oggi è attestato il noto culto dei morti, come la tradizione prevede per ogni chiesa dove si trovi la Madonna delle Grazie. Una discesa inferina ed emozionante in un luogo sconosciuto a molti, e non accessibile ai visitatori se non in questa occasione speciale. Durante la visita è stata prevista la performance canora di un emozionante Stabat Mater in napoletano, dall’identità sonora medievale e suggestiva.

Un itinerario di visita elegante , culturalmente e antropologicamente ricco.

La processione religiosa delle Paranze dei devoti alla Madonna dell'Arco - Ulisse online

A seguire circa ore 18.00  visita alla sede e alla Cappella Votiva dedicata alla Madonna dell’Arco presso il quartiere Ortora, dove è attestata la nascita della prima “Paranza dei Fujenti” ad Ercolano in seguito ad un episodio di Grazia Ricevuta nei primi anni del 1900. A seguire  seguiremo alcuni rituali dei Fujenti connessi alla Pasqua.

La paranza dei devoti | il manifesto

Al termine rientro in hotel cena e pernottamento.

..notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

4° Giorno lunedi 6 aprile Nola-Santa Anastasia-Bari

Prima colazione in hotel e rilascio della camere.Partenza in direzione di Santa Anastasia,al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

Madonna dell'Arco, il ritorno più bello: 55mila fujenti al Santuario - Il Mediano

Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco: i fujenti del lunedì in Albis

Un viaggio attraverso gli aneddoti, le leggende e i racconti legati agli elementi di fuoco, terra e mare e alle tradizioni culturali e religiose più misteriose.

La Madonna dei "fujenti": quando Gomorra cerca redenzione - la Repubblica

…Fenomeni simili, un tempo assai diffusi, si sono oggi fortemente ridotti con forse una sola, significativa, eccezione, il culto della Madonna dell’Arco che tuttora si celebra nella omonima località in provincia di Napoli, ogni lunedì in Albis, nel santuario frequentato in gran parte dal sottoproletariato e dal proletariato marginale dell’area napoletana: una Madonna severa e vendicativa che non ha esitato, nelle leggende che la riguardano, a punire duramente coloro che le avevano mancato di rispetto.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

Chi si reca in quella data al santuario non può non essere scosso dalla tensione che vi si respira. Una fiumana di pellegrini vestiti, cani randagi stesi sul sagrato, odori che sembrano avere corpo e volume.

Succivo, concorso fujenti. Fiorillo e Pisano:”abbiamo interpretato in modo semplice quella che è, e deve rimanere, una festa religiosa” – atellanews.it

E in alto, tra le bancarelle, seguendo con lo sguardo la strada che porta alla stazione ferroviaria, gruppi di danzatori scatenati che ballano al suono di flauti e tamburi. di bianco, organizzati per gruppi, attende di varcare la soglia della chiesa; uomini e donne, senza distinzione di età e spesso scalzi, a frotte raggiungono l’altare per ottenere una grazia camminando in ginocchio o strisciando velocemente per terra in ordine sparso, proprio come dei serpenti liberati da un cesto; bandiere con l’immagine della Madonna, ceri e gigantesche costruzioni votive che avanzano in un silenzio irreale rotto solo da canti melismatici intonati a voce altissima, dal fruscio dei vestiti e dal sibilo delle scarpe di gomma sul pavimento; e poi all’improvviso l’esplosione, l’urlo, la crisi, l’invocazione della grazia da parte di qualcuno che cade rigidamente sulle spalle scalciando con violenza fino allo svenimento, e quindi l’accorrere dei volontari del servizio d’ordine per trascinarlo fuori e farlo riprendere. Intanto la crisi come una scossa elettrica, un lampo, un’onda di energia, si propaga ad altri penitenti.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

E ancora cadute, grida, svenimenti e pianti, tentativi di scavalcare le barriere e gettarsi sull’altare per raggiungere l’immagine della Vergine. E sempre più padri domenicani e volontari che intervengono serrando le fila con forza, in una ridda di braccia e gambe, di voci che si sovrappongono, di muscoli tesi, di facce stravolte, con una folla che si accalca nelle navate laterali, premendo dietro le transenne, e che litiga per ottenere un posto in prima fila. E poi la calma, l’uscita dei devoti alle spalle dell’altare per la consegna di soldi, ceri e fiori in omaggio alla Madonna e un nuovo gruppo che entra lento, come quello precedente.

Ritualità dei #fujenti# a Sant'Anastasia: corsa ed esecuzione di un

Fino a che qualcuno, prima o poi, sorprendendo tutti, non ricominci, in uno spazio indifferente ad ogni ordine geometrico perché la crisi può manifestarsi in qualsiasi punto della navata percorsa dai devoti e propagarsi in qualsiasi altro punto, in maniera imprevedibile. E tutto questo per ore e ore, dall’alba al tramonto fino a perdere la percezione del tempo come in un sogno, e ad abituarsi al rito, alla vista dei fujenti che sembrano non finire mai. E fuori, sotto al sole, un paesaggio surreale: una strada statale completamente intasata, bloccata dalle lunghe code di chi deve ancora entrare, carabinieri vicino a delle sbarre di ferro che controllano il flusso dei pellegrini, toselli che ondeggiano sui ritmi delle bande musicali delle varie paranze.
Madonna dell'Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti - Il Mediano
Tutto, in questo rito, si pone sotto il segno dell’eccesso, della potenza, della violenza del sacro, dando una forte espressione alla memoria di un sud che in riti arcaici trova la sola possibilità di resistere a vecchi e nuovi malesseri, un sud sofferente.
Al termine trasferimento in pizzeria e degustazione vari tipi di pizza verace.
Nel tardo pomeriggio, rientro a Bari e fine dei servizi.
La quota comprende:
Bus G.T da Bari e per la durata del tour.
Hotel 4**** in trattamento di mezza pensione (colazioni,1 pranzo del venerdi,2 cene) bevande incluse.
Visite spettacolo  teatralizzate.
Visite guidate da guide  autorizzate Regione Campania e da volontari del luogo.
2 pranzi , quello di di Pasqua e del sabato, pizza del lunedi
Bevande ai pasti
Spettacolo di Peppe Parisi durante la cena del sabato
Accompagnatore da Bari
Iva di legge
La quota non comprende 
Ingressi ai siti e musei
Eventuali tasse di soggiorno da pagare in loco.
Auricolari 10,00



ETIOPIA : PASQUA COPTA a LALIBELA e LA VALLE DELL’OMO

La Pasqua Copta, la Fasika, si celebra ovunque in Etiopia anche se è particolarmente sentita soprattutto nel nord del Paese. Le celebrazioni più importanti si svolgono nei giorni precedenti, il Venerdì Santo e il sabato della vigilia.

Questa cerimonia è molto suggestiva perché Lalibela è famosa per le sue straordinarie chiese monolitiche scavate nella roccia i cui colori contrastano con le processioni dei fedeli che sono vestiti di bianco e si inginocchiano su stuoie colorate.

Fasica Pasqua Copta

Fasica, la pasqua copta, è una delle festività religiose più sentite in Etiopia. Questo anche perché per gli ortodossi la morte e resurrezione di Gesù hanno maggiore importanza della nascita.

La Pasqua etiope (etio-eritrea, orientale), o Fasika, tuttavia, si svolge in tutte le Chiese cristiane in tutto il paese, sia essa ortodossa, cattolica o protestante, e segue il metodo orientale di calcolo della Pasqua

Il venerdì e il sabato santo sono le due giornate più importanti per le celebrazioni liturgiche.

Dopo il periodo di digiuno, in cui non è permesso di mangiare niente di origine animale, nel villaggio di Lalibela nel giorno di Fasica, vengono ammazzati gli agnelli e i capretti per il festeggiamento.

Durante i 55 giorni che precedono la Fasica i fedeli osservano un digiuno (simile alla nostra Quaresima anche se i cattolici digiunano per 40 giorni) durante il quale non è consentito mangiare nessun prodotto animale, inclusi latte, burro e formaggi. Dal venerdì santo cominciano i preparativi, e la gente si reca in chiesa per pregare prostrandosi numerose volte. La cerimonia principale è costituita dalla veglia pasquale, che si tiene la sera del sabato e va avanti fino alle prime luci dell’alba, accompagnata da musica e danze alla luce delle candele.

Al termine ognuno rientra nelle proprie case per rompere il digiuno con zilzil, agnello, o come spesso accade con del buonissimo doro wat, una salsa di pollo prelibata, speciale per le giornate di festa.

Un viaggio in Etiopia, durante le festività della Pasqua, è assolutamente sorprendente. Pochi immaginano di immergersi in un’atmosfera fortemente spirituale. Questo paese fu convertito al Cristianesimo da due monaci siriani. Da allora, circondato da territori islamici e con pochi contatti con la Chiesa occidentale, l’Etiopia ha mantenuto inalterate ritualità e costumi delle origini.

Le chiese rupestri, la messa della vigilia della Resurrezione (Fasika) a Lalibela e un mosaico di etnie renderanno questo viaggio un’esperienza indimenticabile.

C’è un legame specialissimo tra l’Etiopia e Israele. Non tanto, o non solo, per gli interscambi tra i due popoli – il piccolo cortile d’ingresso nel Santo Sepolcro, a Gerusalemme, è gestito dalla Chiesa Copta Etiope; in Etiopia vive una minoranza di falascia, gli ebrei neri, etiopi di religione ebraica, benché siano stati oggi in gran parte trasferiti in Israele – ma per la presenza, nello Stato Africano, nientemeno che dell’Arca dell’Alleanza, contenente i dieci comandamenti dettati da Dio a Mosé di ritorno dall’Egitto, sul Monte Sinai—-continua….

                                UN ITINERARIO DI GRANDE INTERESSE STORICO

CON LE STRAORDINARIE FUNZIONI DELLA PASQUA COPTA ED EMOZIONANTI PAESAGGI. 

 

GIORNO 1: PARTENZA DALL’ITALIA – ROMA – ADDIS ABEBA 9 aprile 

Ritrovo dei partecipanti presso aeroporto di Roma Fiumicino e operazioni di imbarco volo Etiopian Airlines diretto ad Addis Abeba, pasti e pernottamento a bordo.

GIORNO 2: ADDIS ABEBA – LALIBELA  10 aprile 

Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia ed incontro con lo staff. Una breve pausa per assistere alla ceriomonia del caffè, un’esperienza che rallenta il tempo e ci ricorda che il caffè non è solo una bevanda ma un ponte tra persone e culture.

Subito dopo  volo di linea Addis Abeba – Lalibela. Arrivo e trasferimento in hotel per il pranzo.

FASIKA, PASQUA IN ETIOPIA E DANCALIA | Viaggitribali

Nel pomeriggio del venerdì Santo i fedeli si radunano tutti intorno alla chiesa e pregando salmodiando, si inchinano per tante volte quante sono i peccati che hanno commesso e per espiarli. I Fedeli molto osservanti digiunano completamente dal giovedi’ sera fino alla messa di Pasqua del sabato che termina alle 3 del mattino della Domenica . La Fasika segna il fine di un digiuno, lungo 55 giorni, che vieta il consumo dei prodotti animali. In questa citta durante la notte del sabato centinaia di pellegrini affollano il cortile delle chiese e pregano al chiaro della luna.

Ethiopian Easter(Fasika) Festival | Worqamba Ethiopian Holidays

Rientro in hotel per cena e  pernottamento.

GIORNO 3: LALIBELA – YIMREANNE – NAKUTO LEAB – LALIBELA 11 aprile 

Dopo la prima colazione si esce da Lalibela per visitare Yimreanna Kristos, che dista 40 km fuori dalla città.  Il monastero è situato a una altezza di 2.700m ed è stato realizzato all’interno di una grotta. Il monastero è uno degli edifici tardo-axumita meglio conservati di tutta l’Etiopia.

 

Viaggio in Etiopia: La Valle dell'Omo - Go Africa

Il fatto più incredibile e che l’intera costruzione poggia su una base di pannelli in legno di ulivo accuratamente disposti, che la tengono sollevata dal terreno acquitrinoso sottostante. Dopo pranzo, usciamo per 7km dalla città per visitare Nakuto Leab.

Le chiese rupestri di Lalibela e le feste copte - Kanaga Africa Tours

Questa chiesa è stata costruita sotto una grotta naturale e vanta alcuni tesori che appartenevano al Suo fondatore, Fra cui tamburi dipinti, croci e corone.

ETIOPIA : PASQUA COPTA a LALIBELA e LA VALLE DELL'OMO - I Viaggi di Giorgio

Rientro a Lalibela e dopo cena, partenza verso la chiesa per assistere alla prima parte di messa per la Pasqua.

Ethiopians Celebrating Easter Locally Known as Fasika - ENA English

I preti e i fedeli vanno avanti fino alle 3 del mattino, l’ora in cui si rompe il digiuno di 55 giorni. Per la vigilia della Pasqua, i fedeli partecipano e assistono alla messa accendendo candele e pregando verso il loro creatore. Si rimane lì fino a mezzanotte circa. Pernottamento in hotel.

Fasika, la Pasqua etiope - Notizie di Viaggio

GIORNO 4: LALIBELA  12 aprile 

Dopo la prima colazione, visita al primo gruppo di chiese rupestri che ha reso famosa questa città come la “Petra” o la “Gerusalemme” africana e che ne fanno il luogo di maggior richiamo religioso di tutta l’Etiopia. Le varie chiese furono costruite utilizzando due diversi metodi; il primo consisteva nello scavare il terreno circostante fino ad una profondità di 15  metri, poi, il monolito che ne risultava, veniva intagliato e modellato per costruirne la struttura esterna. Terminata la parte esterna si traforavano finestre e porte attraverso le quali si procedeva a scavare e a configurare gli ambienti interni.

Lalibela e le sue chiese rupestri, perla dell'Etiopia - Happy to be here

Si visiteranno la chiesa di Bet Mariam con degli stupendi affreschi e l’imponente Bet Medane Alem,  Bet Denaghel, Bet Gholegota e infine la cappella di Silassie dove si ritiene che il sovrano sia seppelito.

Dopo pranzo visita del secondo gruppo di chiese. Le chiese sono comunicanti, cunicoli e passaggi scavati nella roccia le collegano una all’altra. Più piccole rispetto alle chiese del gruppo nord-occidentale, queste sono le più finemente scolpite di tutta Lalibela.

Le chiese nella roccia di Lalibela | Territori Africa

Tra loro vedremo Bet Gabriel-Rufael, Bet Merkorios, Bet Amanuel e Bet Abba Libanos. Infine si visiterà la chiese rupestre famosa d’Etiopia, quella di San Giorgio.

Lalibela, le mitiche chiese rupestri dell'Etiopia

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 5: LALIBELA – via ADDIS ABEBA – ARBA MINCH 13 aprile 

Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per le operazioni di imbarco e  partenza per Addis Abeba e coincidenza volo  per Arba Minch.  All’arrivo si parte per Chencha che si trova a una quarantina di km dalla cittá, il villaggio delle popolazioni Dorze, famosi per i lavori di tessitura e le abitazioni  completamente fatte in canna di Bambu e ricoperte da foglie di falso banano. I loro abiti di cotone sono tra  i migliori tessuti di tutta l’Etiopia.

Popoli Dorze – VIAGGIO IN ETIOPIA

Etiopia 2010 - I Dorze - Obiettivo sul Mondo

Pranzo e partenza per un’escursione sul lago Chamo, il quarto lago più grande d’Etiopia, dove si possono ammirare moltissimi ippopotami e coccodrilli, oltre a una grande varietà di uccelli. Rientro nel tardo pomeriggio ad Arba Minch.Sistemazione, cena e pernottamento.

Lago Chamo - Parco Netch Sar, che si sviluppa sulla sponda Est del lago Chamo

GIORNO 6: ARBA MINCH – VILLAGGIO etnia Konso – ARI – JINKA  14 aprile

Dopo la prima colazione, partenza per Turmi. Lungo la strada visita a un villaggio tradizionale Konso per visitare la residenza del re dei Konso,una popolazione di agricoltori famosa per i lavori di terrazzamento sul terreno circostante il loro villaggio fortificato.

I Konso sono suddivisi in nove clan, ciascuno guidato dal suo re, riconoscibile dal braccialetto d’avorio che portano come simbolo della loro dignità regale.

Turmi - Hamar - Boundless Ethiopia - Tour operator/ travel agency

Pranzo lungo trasferimento. Si procede per Jinka, si visita un villaggio Ari. Gli Ari sono una popolazione che occupa un territorio molto esteso, posseggono grandi mandrie, producono il miele, la grappa locale di mais e molti prodotti artigianali che spesso rivendono.

Tribù Dassenech della Valle dell'Omo - My Ethiopia Tours

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO 7: JINKA – KEY AFER (Mercato) – MURSI – HAMER – TURMI 15 aprile 

Dopo la prima colazione si prosegue per Key Afer per la visita al mercato settimanale. I mercati sono molto importanti per le tribù, per la loro vita sociale ed economica.

Ethiopia: Southern Nations – Key Afer Tribal Market – Travel2Unlimited

Si svolge tutto dalla sposa che desideri, dal bestiame che vendi e dai parenti lontani che incontri.

A Natale il dono più bello è mettersi in viaggio
Pranzo al sacco. L’incontro con la popolazione Mursi è uno dei momenti più significativi del viaggio. Le donne Mursi, per bellezza, usano mettere piattelli circolari di argilla nelle labbra, gli uomini presentano sulla pelle scarificazioni che indicano il numero di animali selvatici uccisi o dei nemici uccisi in battaglia. Rientro a Jinka per pranzo e proseguimento per Turmi.

Poster Tribù dei Mursi Etiopia – Compra poster e quadri online

All’arrivo visita ad un villaggio Hamer, una popolazione di circa 75,000 individui che vivono di agricoltura e allevamento e sono famosi per le decorazioni corporee.

Donna della tribù africana Mursi, Valle dell'Omo, Etiopia — Foto Editoriale Stock © miroslav_1 #176462118

15 Things You Didn't Know About The Mursi People Of Ethiopia

Pin on Persone del mondo

 

Si riprende ilviaggio di ritorno per Turmi.Cena ed il pernottamento.

GIORNO 8 – TURMI – DASSANECH – KARO – TURMI (900 M) 16 aprile 
Dopo la prima colazione, partenza per Omorate, la regione dei Dessanech che vivono molto vicini al lago Turkana. Questi sono un popolo di guerrieri che durante le danze tradizionali indossano un copricapo che ricorda la criniera dei leoni. Rientro a Turmi per pranzo.

Etiopia, l'etnia Karo | fabriziovanzini.it

Nel pomeriggio, proseguimento per Karo visita a un villaggio dell’etnia Karo, una popolazione di pescatori che ritraggono sussistenza dalle acque del fiume Omo.

Popolazioni africane: tribù ed etnie

Sia gli uomini che le donne, riservano molta cura nell’acconciarsi i capelli.

Si riprende il viaggio di ritorno per Turmi. Cena e pernottamento al lodge.

GIORNO 9  : ARBA MINCH – SIDAMA – YIRGALEM 17  aprile 

Dopo la prima colazione partenza per Yirgalem. Pranzo in  corso di escursione.

Nel pomeriggio, si effettuera’ una breve passeggiata, nella foresta circostante al lodge per osservare i piu’ di cento uccelli che la popolano; si potra’ visitare anche un piccolo villaggio di coltivatori di caffe’.

Rientro in hotel e nel pomeriggio ci sara’ la cerimonia del caffe’ e si potranno vedere alcune iene che si avvicinano per il pasto. Cena e pernottamento in hotel.

Dassanech Daasanach Tribe. Lower Omo River Valley. South W… | Flickr

GIORNO 10 : YIRGALEM – HAWASSA – ADDIS ABEBA 18 aprile  

Prima colazione. Si visiterà il mercato del pesce che sorge sull’omonimo lago. Hawassa è il più piccolo lago della Rift Valley e sorge nella caldera di un antico vulcano. È possibile osservare molte varietà di uccelli acquatici, alcuni dei quali endemici, sulle sue rive.

Pranzo lungo la strada. Arrivo ad Addis Abeba, sistemazione in hotel.Cena in un ristorante tipico con canti e balli tradizionali.

 GIORNO 11: ADDIS ABEBA 19 aprile 

Dopo la prima colazione , partenza per la visita del Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiede una splendida collezione di strumenti musicali e di croci copte, nonché le stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè.

Risultati immagini per resti fossili di lucy

Pranzo e nel pomeriggio, partenza per la visita della chiesa di San Giorgio e infine si raggiungerà la collina di Entoto, il punto più panoramico della città. Cena  in hotel e camere a disposizione sino orario di partenza. Trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro.

GIORNO 12: ARRIVO IN ITALIA 20 aprile

Imbarco volo diretto a Roma.Arrivo in giornata e fine dei servizi

 

 

La quota include:

  • Voli di linea in classe economica franchigia baglio 20 kg da Etiopian Airlines
  • Tre  voli interni operati da Etiopian Airlines
  • Trasporti e  trasferimenti privati
  • Sistemazione in hotel di categoria 4**** ad Addis Abeba
  • Sistemazione in hotel di categoria 3*** nelle altre località
  • Camere a disposizione sino orario partenza ultimo giorno
  • Pensione completa (dal pranzo del primo giorno alla cena dell’ultimo)
  • Un’acqua o soft drink a pranzo e cena + tè o caffè
  • Visite, escursioni, entrate, guide locali, scout (quando necessari) ed escursioni in barca
  • Una guida  in lingua italiana che segue il gruppo dall’arrivo alla partenza
  • Kit da viaggio
  • Assicurazione medica (massimale 50.000,00) e bagaglio (massimale 1.500,00)
  • ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO COPRE INTERO VALORE DEL TOUR

La quota non include:

  • Tasse aeroportuali € 480,00 (tariffa soggetta a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Visto di ingresso (circa 50 USD) da pagare in loco
  • Bevande alcoliche
  • Mance
  • Spese personali
  • Visto ingresso on line 80,00 (lo forniamo noi)
  • Tutto quanto non previsto ne “la quota comprende”

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

Documenti per l’espatrio:

  • Passaporto: necessario, con validità residua di almeno sei (6) mesi al momento dell’arrivo nel Paese.
  • Visto d’ingresso: necessario
  • 30 giorni prima della partenza verrà inviata apposito foglio notizie con tutte le informazioni necessarie alla partenza.

E’ obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla, per i viaggiatori provenienti dai Paesi a rischio di trasmissione della malattia.
Per informazioni su ulteriori vaccinazioni raccomandate tuttavia non obbligatorie, si consiglia di consultare il proprio Medico / Centro Vaccinale di riferimento

 




Aurora Boreale alle Isole Lofoten e Vesterålen 8 dicembre 2026

7 giorni alle Isole Lofoten in inverno per ammirare l’aurora boreale.

Le isole Lofoten, situate al di sopra del Circolo Polare Artico in Norvegia, offrono uno spettacolo mozzafiato in ogni periodo dell’annoDurante l’inverno, però, queste isole si trasformano in un paradiso incantato, con i loro paesaggi innevati che creano una tela perfetta per la magica aurora boreale.

L’aurora boreale, con i colori intensi, illumina il cielo offrendo uno spettacolo unico e irripetibile. Gli abitanti locali, abituati a questo fenomeno, continuano le loro attività quotidiane, mentre i turisti si avventurano in escursioni notturne per catturare questo incredibile e raro spettacolo naturale, anche se nel 2024 si prevede un’intensa attività solare, e quindi una maggiore possibilità di ammirare questo splendido gioco di luci.

Oltre a questo meraviglioso fenomeno, però, le cose da fare non mancano: le Lofoten offrono esperienze come lo sci, il trekking sulla neve e le rilassanti ciaspolate per godere di viste straordinarie.

Queste isole sono un luogo di serenità e avventura, dove la natura invernale mostra la sua bellezza più selvaggia e incontaminata.

Le isole Lofoten sono puntellate da scorci meravigliosi e da alture da cui poter ammirare lo spettacolo più bello che la natura possa offrire: l’aurora boreale. Scopri la nostra proposta di itinerario in inverno.

Ghiaccio e villaggi colorati

Dopo un lungo e avventuroso viaggio, eccoti finalmente arrivato a Svolværil cuore pulsante delle isole Lofoten che, con il suo caratteristico paesaggio di montagne imponenti che si specchiano in acque gelide cristalline, ti accoglie in un abbraccio di tranquillità e bellezza naturale. Questa cittadina, nota per il suo vibrante porto e le pittoresche case dei pescatori, rappresenta il luogo ideale per iniziare il viaggio.

Perditi tra le meraviglie delle Lofoten, ammira panorami mozzafiato e vivi nuove esperienze, come fare?

Kabelvåg che con le sue tradizionali case in legno colorate e le stradine acciottolate, si trasforma in un pittoresco villaggio. Poco distante, a Storvågan, ti attende il Lofoten Aquarium che offre una finestra sull’incredibile biodiversità marina del Nord Atlantico, mentre il Lofoten Museum racconta la ricca storia della pesca.

Henningsvær, spesso descritto come la “Venezia del Nord”. Questo villaggio di pescatori, disseminato su piccole isole collegate da ponti, è famoso per il suo paesaggio pittoresco e le incredibili aurore boreali.  Di notte diventa un luogo privilegiato per osservare l’aurora boreale, grazie al suo cielo notturno chiaro e privo di inquinamento luminoso.

Viaggio alle Lofoten,nell’arcipelago norvegese. L’economia dipende interamente dalla pesca. E i bambini fanno pratica fin da piccoli: dopo i 7 anni tutti nel doposcuola, si esercitano nelle fishing factory.  l’attività principale è la pesca del merluzzo, e i bambini cominciano già molto piccoli a prendere familiarità con questa tradizione: dai 7 anni in su, dopo la scuola, vanno a fare pratica in una delle fishing factory dell’isola nel taglio delle lingue del merluzzo, che sulle isole si mangiano impanate e fritte nel burro. Il lavoro è ben retribuito, e molti giovani continuano fino al momento di andare a studiare all’università altrove, per mettere da parte qualche risparmio. Le perplessità circa la precocità delle nuove reclute o la pericolosità degli strumenti impiegati vengono accolte con sguardi in cui filtra forse una leggera superiorità – gli abitanti delle Lofoten non crescono certo cocchi di mamma, sembrano implicare.

1° Giorno – Roma – Evenes – Harstad

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto di Roma Fiumicino,o altre citta’,  e disbrigo delle formalità aeroportuali. Imbarco sul volo per Evenes (con scalo). All’arrivo incontro con la guida accompagnatore in loco,in lingua italiana,che restera’ con il gruppo per tutto il periodo,e  trasferimento ad Harstad.

Harstad, cosa visitare?

Situata su una collina all’estremità settentrionale di Hinnøya, Harstad è la cittadina più grande della zona e tecnicamente rientra nella contea di Troms. È un piccolo centro industriale e militarizzato, pieno di moli, cisterne e magazzini, che, in netto contrasto con i rilassati villaggi più a sud che vivono di pesca e turismo, trasmette una certa carica di energia.

Cena in hotel e pernottamento.

Possibilita’ di uscire in autonomia per poter ammirare eventuale apparizione aurora boreale.

Guide to Harstad ▷ Top 10 Things to Do and General Information

2° Giorno – Harstad – Svolvaer – Trollfjord, Svolvaer

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata a un tour panoramico lungo l’arcipelago delle Lofoten. L’arcipelago si trova al di sopra del circolo polare artico, difronte alle coste della Norvegia settentrionale. Le isole, che hanno una superficie complessiva di circa 1250 km quadrati, vantano di un clima speciale grazie alla calda Corrente del Golfo, con temperature molto più miti rispetto all’Alaska e la Groenlandia che si trovano sulla stessa latitudine.  In tarda mattinata, arrivo a Svolvaer.

Tour panoramico privato di un'intera giornata da Svolvær a Å 2025 - Svolvaer

Situata nella contea di Nordland, insieme alla città di Leknes, è uno dei centri urbani più densamente popolati e conta meno di 5.000 abitanti. Svolvær si trova sulla costa sud di Austvågøy, una delle isole maggiori dell’arcipelago. La regione è caratterizzata da un ambiente naturale unico al mondo: la città si affaccia infatti sul Mar di Norvegia ed è protetta a nord dalle montagne.

Higravstinden (Austvågøy) Essential Tips and Information

Questa felice posizione garantisce alla città di Svolvær temperature più miti rispetto alle altre località, ma precipitazioni più abbondanti. Si tratta di una cittadina tra le più antiche del Nord Europa.

Partenza per la tradizionale pesca invernate, un’avventura dalle radici profonde nella storia. Ogni anno il merluzzo migratore proveniente dal Mare di Barents, ritorna alle Lofoten per riprodursi: un fenomeno che da secoli rappresenta la linfa vitale della regione, sin dall’epoca dei Vichinghi.

Tra la fine di maggio e la metà di luglio a questa latitudine si può ammirare il sole di mezzanotte, ma è all’inizio dell’inverno, quando regna la notte artica, che comincia la stagione della pesca allo skrei, destinata a durare fino ad aprile – quando, invece, già alle 6 la luce radente sfiora le case dei pescatori e i cumuli di neve. Lo Skrei è un merluzzo stagionale: il suo nome scientifico è Gadus morhua e proviene dalla riserva di merluzzo dell’Artico Nordorientale.
Quando raggiunge la maturità – a circa 5 anni di età – trascorre i mesi invernali migrando verso la costa settentrionale della Norvegia per riprodursi e al suo arrivo in prossimità della costa prende il nome di Skrei, che viene dalla parola norrena “skrida” e significa “migrare” o “girovagare”. Il periodo della pesca coincide quindi con un meteo inclemente. Le imbarcazioni al largo sul mare color cobalto oscillano come prese a spallate dalle onde.

 

Nelle isole Lofoten, dove tutto gira intorno al merluzzo: storia d'amore e dipendenza - la Repubblica

La chiglia della nave scompare e riappare mentre l’acqua schiuma e gli uomini sollevano le reti in cui i pesci si dibattono.  Una volta a bordo della nave ai pesci tocca subito la sorte dei nobili durante la Rivoluzione Francese: via la testa. Il resto del procedimento avviene sulla terraferma: eviscerati, puliti e poi legati a coppie di due per la coda – un’operazione chiamata sperring – vengono poi stesi ad essiccare per alcuni mesi – 3 o 4, a seconda della temperatura e della forza del vento – su impalcature di legno che sono la caratteristica più riconoscibile del paesaggio locale.

Gli italiani amano il baccalà norvegese - Pesceinrete

Una volta essicato, il merluzzo è virtualmente eterno: i vichinghi lo utilizzavano come nutrimento nei loro viaggi in giro per il mondo, da cui riportavano spezie esotiche, tessuti e altri beni in Norvegia. Era cibo, sì, ma anche moneta di scambio.Rientro a Svolvær, cena e pernottamento in hotel.

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

6 giorni alle Isole Lofoten in inverno per ammirare l'aurora boreale - Viaggi di Alegio

3° Giorno – Svolvaer – A I Lofoten – Svolvaer

Prima colazione in hotel. Giornata dedicata alla visita delle Lofoten a Sud di Svolvaer.

Partenza in pulmann verso Sud per raggiungere Å.

Å i Lofoten Norvegia: il paese con il nome più corto del mondo - The Wom Travel

Durante il percorso, soste fotografiche e fermate in alcune località caratteristiche come Henningsvaer, la Venezia delle Lofoten.

Henningsvær, un villaggio di pescatori composto da diverse piccole isole nell'arcipelago delle Lofoten, Nordland, Norvegia. : r/MostBeautiful

Fino al 1981, questo villaggio era raggiungibile esclusivamente via mare, ecco perchè è riuscito a mantenersi inalterato nel tempo con una straordinaria collezione di architettura storica che ne ha fatto conservare intatto il fascino. Il soprannome è dovuto alle tipiche casette in palafitta che i norvegesi chiamano Roubuer. Si tratta di capanne in legno dai colore vivaci che un tempo ospitavano i pescatori a caccia di merluzzi e che oggi si sono in parte trasformate in alloggi per turisti.

Å, in lingua locale significa “piccolo fiume” ma non è l’unico posto della Norvegia a chiamarsi così, in tutto il Paese ci sono almeno altri sette villaggi di nome Å. E’ per questo la località nella municipalità di Moskenes viene spesso indicata come Å i Lofoten. Il paesino è abitato da 150 persone.  Tra le curiosità legate al nome c’è da evidenziare che Å è l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese ed è anche l’ultima città delle Lofoten raggiungibile seguendo la Strada Europea E10. È una sorta di museo vivente, un villaggio di pescatori perfettamente conservato con una fila di Rorbuer rosse sul lungomare, essiccatoi per il merluzzo e vedute da cartolina praticamente dietro ogni curva. Il paese ha qualcosa di feudale, diviso com’è tra due famiglie, e oggi vive soprattutto di turismo, anche se un tempo era un importante porto di pesca (fino alla seconda guerra mondiale vi venivano essiccati più di 700.000 merluzzi).

Å and Lofoten islands archipelago | Mustseespots.com

Pranzo libero in corso di visite. Nel pomeriggio, rientro in albergo a Svolvaer, cena e pernottamento.

Qual è il periodo migliore per vedere l'aurora boreale nelle Lofoten? - Svinøya Rorbuer

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

4° Giorno – Svolvaer – Sortland

Prima colazione in hotel. Al mattino, partenza per Sortland. Visita di Nyksund, un pittoresco villaggio di percatori nelle Vesteralan, un tempo abbandonato e oggi rinato grazie ad artisti e viaggiatori. Offre un’atmosfera autentica e creativa, con piccole pensioni, ristoranti e gallerie d’arte.

Il villaggio ai confini del mondo dove il tempo si è fermato,ha una storia affascinante e travagliata, oggi è un luogo autentico e vivace.

C’è un luogo genuino e autentico e per visitarlo bisogna raggiungere i confini del mondo. Le case colorate, i colori intensi, il freddo pungente e la natura più selvaggia, rendono questo villaggio un posto dal fascino segreto, per pochi, per i coraggiosi. E non stupisce, infatti, che a causa di eventi sfortunati sia stato abbandonato in passato, così come non stupisce il fatto che da tempo sia stato riscoperto e abitato.

Benvenuti a Nyksund, un piccolo centro abitato (a quanto pare ci vivono circa 60 persone durante l’estate, che calano nel periodo invernale) in Norvegia.

Siamo nell’arcipelago Vesterålen, sopra il circolo polare artico, un luogo affascinate che è stato capace di rinascere e dove il tempo sembra proprio essersi fermato, cristallizzato a un eterno passato nell’aspetto, genuino e autentico, ma dove vi è una fervente comunità che lo ha saputo riportare in vita e tenere al passo con le esigenze più moderne.

Nyksund, il villaggio ai confini del mondo che è tornato a vivere

ll villaggio di Nyksund oggi è un luogo pieno di vita: ci sono ristoranti, gallerie d’arte, spazi dove poter lavorare (immaginatevi di scegliere questo villaggio come tappa di una vita da nomadi digitali), il tutto incastonato in panorami che tolgono il fiato. Perché qui la natura ha un fascino tutto suo e si è davvero ai confini del mondo, tra cieli che restano impressi a lungoe i tanti colori che colmano gli occhi come farebbe un caleidoscopio perfetto.

Ammirare questo villaggio, assaporarlo in maniera totale, permette di fare un vero e proprio salto nel passato grazie all’importante lavoro di rinascita del luogo che è stato portato avanti per tanti anni.

Nyksund è un luogo genuino, che è stato riportato in vita e oggi è una meta imperdibile per chi cerca un villaggio ai confini del mondo, non solo un luogo dove il tempo si è fermato, ma un posto che è rinato e oggi è più vivo che mai.

Andenes: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Arrivo a Sortland e sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Alfredo Costanzo ¦ FINE ART PHOTOGRAPHY

In serata uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

Sortland - The Hidden North

5° Giorno – Sortland –  Isole Vesterålen – Andenes

Prima colazione in hotel. Al mattino partenza verso le isole Vesterålen, situate al Nord delle isole Lofoten.

Viaggio in Norvegia, isole Lofoten e Vesteralen

Attraverseremo ancora una volta scenari magnifici, tra le alte vette che si tuffano nel mare, sulle cui rive scopriremo a volte delle magnifiche distese di sabbia bianca, come nella magnifica spiaggia di Bleik.

Arrivo ad Andenes, situata sull’arcipelago di Vesterålen, è la base di partenza ideale per i tour di avvistamento delle balene. Andenes si affaccia sul mare proprio nel punto in cui l’Andifjorden si tuffa nel Mare di Norvegia. In questa zona, proliferano tutto l’anno diversi esemplarli di cetacei, dai capodogli alle orche, che accorrono in massa per cibarsi dei banchi di aringhe.

Partecipazione ad un safari di avvistamento di balene (facoltativo)

Summer Whale Watching Safari from Andenes in Vesterålen | Manawa

WHALE2SEA WHALESAFARI ANDENES: Tutto quello che c'è da sapere

Pranzo libero in corso di visite. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

AURORA BOREALE A TROMSØ E LE ISOLE LOFOTEN - Mondo in Valigia

In serata, uscita dedicata all’osservazione dell’Aurora Boreale.

6° Giorno – Andenes – Harstad

Prima colazione in hotel. Al mattino, partenza per Harstad attraversando splendidi paesaggi.

Arrivo e pranzo libero.

LUCI DELL'ARTICO: HARSTAD E ISOLE LOFOTEN - Le Vie del Nord

Nel pomeriggio, passeggiata nel  centro della città.

Partenza per Evenes. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Dopo cena ancora un uscita per cercare aurora boreale.

7° Giorno  – Harstadt – Evenes – Roma

Trasferimento in tempo utile all’aeroporto di Evenes per il volo di rientro in Italia.

 

La quota comprende:

  • Voli di linea Roma – Evenes andata e ritorno in classe economica,bagaglio a mano peso e misure consentite
  • Trasferimenti e tour in pullman privato
  • Sistemazione in hotel, in camere doppie standard con servizi privati
  • 6 cene in hotel con menù a 3 portate oppure a buffet
  • 6 prime colazioni in hotel.
  • Visite ed escursioni
  • Guida parlante italiano per tutto il tour
  • Traghetto Flesnes – Refsnes
  • Assicurazione medica e ANNULLAMENTO AL VIAGGIO

La quota non comprende

  • Tasse aeroportuali pari a 145,00
  • Tour in gommone nel Trollfjord facoltativo
  • Safari di avvistamento balene ad Andenes facoltativo (da prenotare per tempo)
  • Bagaglio da stiva
  • Mance
  • Extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”

 

 

Alberghi previsti o similari.

Harstad: Quality Harstad

Svolvaer: Scandic Svolvaer

Sortland: Scandic Sortland

Andenes: Thon Partner hotel Andrikken

Harstad: Thon hotel Harstad

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 

 

Documenti per l’espatrio:

  • Pur non aderendo all’UE, dal 2001 la Norvegia fa parte dei Paesi dell’area Schengen.  I documenti di viaggio e di riconoscimento accettati sono il passaporto oppure la carta d’identità valida per l’espatrio, che devono essere validi per tutto il periodo di permanenza nel Paese.
  • Visto d’ingresso: non necessario.

 




Pasqua Processione Cristo Morto Somma Vesuviana -Processione Fujenti-ecc.

Gli Amici nei Viaggi  di Giorgio  opera da numerosi anni, nel settore della promozione della cultura e dell’arte, speciali attività  turistico/culturali attraverso attività e iniziative volte ad una migliore fruizione del patrimonio culturale. Gli ambiti di riferimento sono: TURISMO e CULTURA; EVENTI e SPETTACOLI; FORMAZIONE e DIDATTICA. Per raggiungere questo obiettivo, cerca e collabora con le migliori  guide e associazioni culturali dei luoghi da visitare al fine di ottenere un valore aggiunto alla propia offerta.

Oltre ai servizi turistici standard organizziamo: cene spettacolo, visite in forma di spettacolo, itinerari enogastronomici, visite guidate narrate, degustazioni e servizi turistici generici caratterizzano la nostra offerta, con l’obbiettivo di trasmettere al visitatore le emozioni e il sapere con una modalità rilassante ma intensa. Il teatro, il gusto, la cultura e il folklore sono le quattro parole chiave, con le quali ci prendiamo cura del cliente, unendole a una sapiente organizzazione e gestione dei tempi di visite.

Attraverso la tecnica del racconto, abbiamo ideato un nuovo modo emozionale di far rivivere a turisti e ai visitatori la cultura e il territorio.

Sono nati così  i Narratori dell’Arte , che attraverso una particolare cura per lo studio delle fonti, reinterpretano luoghi noti e meno noti.

Nel mezzo del cammin di nostra vita … lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano  la prima cantica del Sommo Poeta: da Virgilio a Francesca da Rimini, dalle Fiere a Farinata degli Uberti, da Beatrice alle Erinni, Pier delle Vigne, Ulisse, il Conte Ugolino.

Processione Cristo Morto Somma Vesuviana-Villa Augustea-Antica Nuceria-Processione Madonna dell’Arco Fujenti-Cimitile e molto altro sono incluse in questo tour.

«Quella di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, è una delle prime cinque processioni in Campania e tra le Processioni del Venerdì Santo più suggestive in Italia ed una delle più antiche. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850 ed è una tra le prime processioni in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola. Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia  un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli in saio bianco e candele accese dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne.   Il corteo costeggia la Cinta Muraria di epoca Aragonese ed esce dal Borgo Medievale raggiungendo la parte bassa del paese. La statua ottocentesca della Madonna Addolorata, l’artistica scultura del Cristo Morto, mettono in scena il più commovente e sentito funerale della storia umana. Il lungo manto nero della Vergine parte dal capo e si allarga fino ai piedi. Nelle mani giunte, a dita intrecciate, scende un fazzoletto di pizzo bianco. Il volto è olivastro e contrito. Ai suoi piedi il corpo seminudo del Cristo morto giacente nel sudario in espressione di doloroso abbandono. Le membra rilasciate danno il senso della assenza e della fuga dell’anima. Il Miserere, infine, echeggia, ancora più forte in questi giorni di terrore e di morte»Lo ha dichiarato Alessandro Masulli, storico delle tradizioni locali, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano. 

La secolare Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana è una delle più suggestive d’Italia, dal corteo lungo, chilometrico, con notevole partecipazione popolare tra candele, falò accesi, il latino del Miserere, il lancio dei petali dai balconi e sullo sfondo la veduta del Monte Somma.

Viene preceduta dalla processione del Giovedì Santo, quando, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento, di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa.          

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana

guarda il video clikkando qui

                        Visita/spettacolo al Santuario di Ercolano e Ipogeo sotterraneo

     Un affascinante viaggio alla scoperta dello storico Santuario della Madonna di Pugliano e al suggestivo ipogeo sotterraneo dell’arciconfraternita della SS Trinità di Ercolano.

Il Santuario, la cui creazione è attestata intorno al 1300, e la cultura popolare verranno narrati dal ricercatore Giovanni D’Angelo, che attraverso i simboli più misteriosi come il Cristo nero e la Statua lignea della Bruna Puglianella, ricostruirà la storia e la cultura religiosa popolare dell’antica Basilica e dei fedeli di Resina.

Un viaggio narrato in forma di spettacolo, recuperando aneddoti e leggende, avvenimenti misteriosi e curiosità sulla tradizioni popolari, che si fondono al credo religioso. L’itinerario proseguirà alla scoperta dell’Ipogeo del 700 , dove attraverso una suggestiva e tenebrosa discesa, si riscoprirà la tradizione del culto dei morti (ancora attualmente praticato nell’ipogeo) e le storie legate al cimitero sotterraneo. Oltre alla narrazione della nostra guida speciale, gli attori cantanti del Laboratorio Voci e suoni della memoria, interpreteranno dei brani e dei racconti, permettendo così di rivivere le emozioni legate all’itinerario, scenario suggestivo saranno le cappelle, l’altare e il settecentesco cimitero sotterraneo.

                                                “”a maronna e’ l’arc:

una visita in forma spettacolo,tra arte, fede e tradizione presso il  santuario della  Madonna dell’Arco 

SULLE TRACCE DEI “FUJENTI” DI MADONNA DELL’ARCO

culto, simboli, rituali, canti e danze dei pellegrini di Madonna dell’Arco

 “Voci e Suoni della Memoria”

   

SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.

Il santuario della Madonna dell’Arco è un edificio religioso sito nel territorio comunale di Sant’Anastasia sulle pendici del Vesuvio. Ogni Pasquetta è meta del tradizionale pellegrinaggio dei fujenti (o battenti) che accorrono numerosi da tutta la Campania. I fujenti sono soliti accompagnare il loro pellegrinaggio con una melodia vocale molto antica, forse risalente al tempo del miracolo che diede origine al culto, il sanguinamento di un’immagine della Madonna, offesa per essere stata danneggiata ad opera di due giocatori che – bestemmiando alla grande – giocavano a palla nel sito. Al gran pellegrinaggio vengono condotte in processione statue di Madonne assise nei loro seggi (torselli) e seguite da scenografici cortei (paranze).

Somma Vesuviana (Na): la Villa Augustea e il Complesso di Santa Maria del Pozzo.

 

Le basiliche paleocristiane di Cimitile

Per l’eccezionale ricchezza di monumenti e il valore storico-religioso, il complesso basilicale di Cimitile rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’Occidente cristiano, come ricorda tra l’altro S. Agostino. Lo straordinario fascino del luogo è determinato dalla presenza di ben sette edifici di culto sorti intorno alla tomba del sacerdote Felice, sepolto nella necropoli a nord di Nola verso la fine del III secolo.

L’Antica Nuceria

Dell’origine dell’Antica Nuceria vi è una leggenda narrata da Plutarco, scrittore e filosofo greco vissuto in epoca romana:

Nuceria, la canzone dell’Amore Perduto ma anche la Principessa che fa la differenza…

 

’C’era una volta una principessa di nome Nuceria, unica figlia di Pico, re di Toscana. Questi diede in moglie la figlia ad Evio, re di Ardea, e le assegnò in dote il regno di Toscana. Dopo il matrimonio, Nuceria s’innamorò perdutamente di Fermo, suo figliastro. Il giovane non corrispose all’amore della principessa e fu ucciso. Nuceria fuggì e, dopo un lungo peregrinare, giunse nella nostra terra. Il suo sposo, Evio, inutilmente la cercò e, persa ogni speranza, fece ritorno ad Ardea e fondò poi una città, chiamata Fermo. Anche il re Pico si era messo alla ricerca dell’adorata figlia. La cercò dovunque, senza trovarla. Ma alla fine giunse sul nostro territorio e, con suo grande dolore, venne a sapere che la principessa Nuceria era morta. Per tenere sempre vivo il ricordo della figlia, re Pico fece costruire una città cui diede il nome di NUCERIA. Questa, in breve, la leggenda riportata da Plutarco, nella volontà di attribuire origini latine alla città, già molto importante ai suoi tempi (ricordata dallo splendido murales di via Petrosini). Una sorta di una sorta di canzone dell’amore perduto ante litteram: Ricordi sbocciavano le viole. Con le nostre parole. Non ci lasceremo mai. Mai e poi mai. Vorrei dirti, ora, le stesse cose. Ma come fan presto, amore. Ad appassire le rose (cit. De Andrè)

 

1°Giorno Venerdi 3 aprile Roma-Nola-Somma Vesuviana

Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da stabilire,e partenza in direzione Campania.
Per coloro che arrivano da altre città,incontro in aereoporto o alla stazione di Napoli.

Sosta tecnica lungo l’autostrada .Arrivo in hotel e pranzo.Sistemazione nelle camere riservate.

Partenza in direzione di Somma Vesuviana. Visita al sito archeologico della Villa Augustea
a cura della Pro Loco Somma Vesuviana e al sito archeologico di Santa  Maria del Pozzo.

Santa Maria del pozzo e la regina Giovanna – i cunicoli segreti e la carrozza d’oro

 Ci spostiamo nel rione Bisignano per visitare la chiesa Santa Maria del Pozzo famosa per la leggenda della Carrozza d’Oro, dei cunicoli segreti e degli amanti della regina Giovanna  Molte leggende sono legate al nome delle due regine di Napoli, le «Angioine» Giovanna I e Giovanna II . La piu chiacchierata fu Giovanna II detta la Dissoluta che non passava inosservata alle cronache dell’epoca;  La Chiesa di Santa Maria del Pozzo è un antico luogo di culto di origine medioevale, sorta a sua volta, sopra i resti di una villa di epoca romana risalente al periodo augusteo. La storia ci narra che a causa di una violenta alluvione avvenuta nel 1488 la chiesa (inferiore) rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita, bensì impiegata come cripta. Proprio quest’area fu meta prediletta dalla regina Giovanna II e ancora oggi, conserva tutto il suo fascino misterioso.

Una delle tante e leggendarie curiosità che rende affascinante la figura di Giovanna II D’Angiò (governò Napoli dal 1414 al 1435) è sicuramente quella che dipinge la regina napoletana in una donna dissoluta, dedita ai piaceri mondani, ai vizi e alle lussurie, conquistandosi il titolo di «mangiatrice di uomini». Si narra che a calar della sera, la regina Giovanna II D’Angiò raggiungesse i suoi amanti a bordo di una Carrozza D’Oro. Per non farsi riconoscere percorreva una serie di cunicoli segreti tra  Napoli e Somma Vesuviana, fino ad arrivare nella cripta dei misteri posta sotto la Chiesa di  Santa Maria del Pozzo

In esclusiva per I Viaggi di Giorgio, visita guidata a Somma Vesuviana dove, nei pressi di Starza della Regina, si trova una villa, che, per la maestosità dei resti portati alla luce, si è ritenuto erroneamente che fosse appartenuta all’imperatore Augusto (morto presso Nola nel 14 d.C.) da cui il nome Villa Augustea. Al contrario, le strutture finora messe in luce sembrano indicare la presenza di un intero insediamento urbano di notevole prestigio e di grande qualità architettonica.  Altro gioiello di Somma Vesuviana è il complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, che, grazie all’ultimo intervento di restauro, è stato restituito alla collettività in tutto il suo splendore. Il “viaggio” esplorativo parte dal “pozzo” di epoca romana, passando per la sotterranea chiesa angioina, per poi concludersi nel luminoso chiostro del convento cinquecentesco.

La Villa Augustea costituisce una delle più rilevanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni. La storia degli scavi risale agli anni ’30 del secolo scorso, quando, in località Starza della Regina, un contadino scoprì per caso il portico d’accesso all’antica villa. Le prime esplorazioni portarono alla luce interessanti reperti di una villa romana, costruita del II sec. d.C. e seppellita per oltre la metà della sua altezza dall’eruzione del Vesuvio del 6 novembre 472 d.C. (la cosiddetta eruzione di Pollena): a causa della mancanza di fondi non fu però possibile andare avanti con gli scavi. Solo nel 2002, grazie ad un progetto di ricerca tra l’Università di Tokyo (prof. Masanori Aoyagi), l’Università Suor Orsola Benincasa (prof. Antonio De Simone) e la Soprintendenza per i Beni archeologici di Napoli, si è dato il via in maniera sistematica agli scavi.

Villa Augustea – Somma Vesuviana – Soprintendenza ABAP dell'Area Metropolitana di Napoli

Considerando la monumentalità dell’edificio e la sua ubicazione nell’antico territorio di Nola, s’ipotizzò che la villa potesse essere la residenza dove morì l’imperatore Ottaviano Augusto, da cui il nome “Villa Augustea”. Per procedere celermente con i lavori di scavo e di recupero dell’opera, i Giapponesi acquistarono addirittura il terreno: a maggio del 2015 per espressa volontà dell’Agenzia degli Affari Culturali del Giappone, il sito archeologico di Somma Vesuviana è stato donato alla Soprintendenza Archeologica della Campania.

Nel corso di questi anni di scavo, sono state rinvenute due statue, una di una donna con abito greco (la peplofora), l’altra, ricomposta da più frammenti, del dio Dioniso/Bacco con il capo coronato d’edera e un cucciolo di pantera in braccio: entrambe le statue sono ora custodite nel museo storico archeologico di Nola. Durante le campagne di scavo degli ultimi 3 anni (2015-2017) sono stati riportati alla luce: i resti di muri di un edificio forse costruito prima dell’eruzione del 79 d.C., un muro affrescato, un altro settore della cella vinaria, un frammento di statua femminile, una parte di una grande cisterna, tracce di coltivazioni.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo sorge sulle antiche strutture della chiesa inferiore, fatta costruire da re Roberto d’Angiò nel 1333 sull’originaria cripta sotterranea di origine pagana.

Alla scoperta del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo a Somma Vesuviana

La leggenda vuole che Giovanna d’Angiò, bella e intrigante nobildonna, vissuta a Somma Vesuviana e divenuta regina di Napoli nel 1414, con il nome di Giovanna II, ebbe numerosi amanti di cui si disfaceva facendoli sparire in mortali trabocchetti utilizzando una fitta rete di cunicoli sotterranei a cui si accedeva proprio dalla cripta.

Chiesa di Santa Maria del Pozzo e la Carrozza d'Oro

Un recente restauro del complesso ha riportato alla luce preziosi affreschi del ‘300 e dei secoli successivi finora occultati: al XIV secolo risalgono gli apostoli con aureola a rilievo attornianti la Madonna Incoronata con il Figlio Pantocratore, mentre al XV secolo risalgono gli affreschi del pozzo romano: si tratta di due sante, Sant’Orsola e Santa Caterina, una Madonna con bambino e San Pietro. Infine al XVI secolo vengono fatti risalire gli affreschi rappresentanti San Giovanni Apostolo ed Evangelista e San Michele Arcangelo armato.

Infine un cenno alle eccellenze gastronomiche di Somma Vesuviana, che, sorgendo nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, deve al suo fertilissimo terreno la produzione di varie prelibatezze, come i pomodorini del piennolo, le albicocche (crisommole) e l’uva (catalanesca), da cui si ricava un ottimo vino da tavola. Quest’ultimo accompagna numerose ricette, in particolare di baccalà e di stoccafisso, che già a partire dal 1500 sono diventati protagonisti incontrastati della gastronomia sommese grazie ad un filo diretto che collega le pendici del Vesuvio all’Europa del Nord (Islanda e isole Lofoten-Norvegia).

ore 19 – Rituale della Processione del Venerdì Santo

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana

Il Venerdì santo il popolo sommese si stringe attorno al venerato simulacro della Madonna Addolorata per rivivere, attraverso il suo dolore di madre, l’itinerario della passio et mors Christi. La storia di Maria diventa agli occhi dei fedeli una storia di successo: la sofferenza della mamma pone rimedio alle afflizioni altrui.

Somma Vesuviana, ritorna dopo 4 anni la secolare Processione del Venerdì Santo | Scisciano Notizie

Anche quest’anno la Processione del Venerdì Santo vedrà 2000 confratelli in saio bianco e cappuccio sfilare per le vie e i vicolo del borgo napoletano secondo un percorso mai cambiato. I 2000 confratelli accenderanno le rispettive candele alla luce degli alti falò che già dal pomeriggio, poco dopo le ore 15, verranno posizionati in alcuni dei punti strategici del Centro Storico ma anche nei vicoli più vicini alla parte bassa del paese.

Processione Venerdì Santo Somma Vesuviana 2019 - YouTube

Booble News - Somma Vesuviana, la processione del Venerdì Santo: un legame vivo tra passato e presente /foto

Ogni congrega avrà un medaglione diverso, un cordone dal diverso colore che permette di distinguere la confraternita di appartenenza. In occasione del Venerdì Santo i confratelli usciranno da più punti del Borgo Antico del Casamale,passando dinanzi all’antica Collegiata del XII secolo e dalla volta in oro zecchino.

Pasqua: La Processione del Cristo Morto di Somma Vesuviana - Taccuino di viaggio

Alle 19 si avrà l’uscita della Madonna con il Cristo Morto, accompagnati dalla Banda e da un lunghissimo corteo di donne e bambini. Il silenzio, poi il canto in latino del Miserere ad opera dei gruppi cantorum risuonerà per tutta Somma Vesuviana. A cantarlo tutti i confratelli nei vicoli e lungo tutta la durata della processione. Nei piccoli incroci, la Madonna si fermerà per benedire la popolazione.

All’incrocio più grande di Corso Italia, prima della risalita dal centro al Borgo storico, tutti i 2000 confratelli si fermeranno e si inchineranno al passaggio della Madonna con il Cristo Morto.

La storica e suggestiva processione del Cristo Morto a Somma Vesuviana - Il Mediano

Solo in quel momento verranno spente le candele.

A Somma Vesuviana torna la storica processione del Venerdì Santo

La risalita a serata inoltrata, le luci delle candele consumate renderanno unica l’atmosfera nei vicoli del Borgo Antico dove continuerà a sentirsi il Miserere in latino. Commuovente sarà l’ingresso della Madonna nell’antica chiesa della Collegiata.

Cena libera e pernottamento in hotel.
notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

 

2° Giorno 4 aprile Nola -Antica Nuceria-Nola 

Prima colazione in hotel e partenza in direzione di Nuceria.

Per quanto suggestiva la leggenda, la nascita di Nuceria però si data intorno alla seconda metà del VI secolo a.C., con il nome osco Nuvkrinum, ovvero “nuova rocca”. Ma prima che gli Osci – popolazione di lingua indoeuropea della Campania Antica pre-romana, appartenente al gruppo osco-umbro – arrivassero nel territorio dell’Ager Nucerinus e della Valle del Sarno, l’area fu abitata da popolazioni indigene locali, i Sarrasti (dal fiume Sarno) dei quali si ha testimonianza sia nel celebre testo di Virgilio, l’Eneide (VII, 738), ma anche grazie alla scoperta compiuta presso Longola nel Comune di Poggiomarino, dove nel 2000 sono stati ritrovati parte di insediamenti arcaici.

Fin dalle origini Nuceria presentò un carattere multietnico, poiché vi coabitarono indigeni SarrastiOsci e Greci, con talvolta influenze etrusche come appare dai ricchi corredi funerari delle necropoli rinvenute e da alcune iscrizioni che riportano diverse lingue dell’epoca. Nel 450 a.C. iniziò il predominio sannitico dell’area e la città conquistata prese il nome di Nuvkrinum Alafaternum (Nuceria Alfaterna), dall’omonima tribù sannitica gli Alfaterni, da cui Alafaternum ovvero “degli Alfaterni”. In questo periodo la città di Nuceria visse un momento di grande splendore, come attestano i corredi rinvenuti; tanto importante che venne posta dai Sanniti a capo della Confederazione Nuceria, che accoglieva città come Pompei, Ercolano e Stabia e soprattutto iniziò a coniare una propria moneta. Periodo importante per la città che proseguì anche in età romana (dove perse l’appellativo Alfaterna), dopo la conquista di Quinto Fabio Massimo Rulliano nel 308 a.C., tanto da essere soprannominata Urbula, la piccola Roma.

In questo periodo la città venne ricostruita secondo l’assetto urbanistico restituito dagli scavi odierni: circondata da grandi mura, di cui sono ancora visibili alcuni tratti, delimitanti un’area di forma rettangolare di circa 120 ettari, con un impianto a cardini e decumani che circoscrivevano le aree pubbliche e private. Nodo strategico lungo i tracciati viari della Campania, Nuceria era collegata direttamente alla vicina Pompei attraverso la via consolare Nuceria-Pompeios e a Stabiae, tramite la via Stabiana. Un recente studio ha constatato che l’Antica Nuceria era tra le 16 città più grandi della penisola italica nel I secolo d.C., con circa 20/30.000 abitanti solo all’interno della città tra le mura. La città sotto i romani fu tanto fedele a Roma nei momenti difficili, soprattutto nel periodo delle guerre sociali e contro Annibale (una delle poche città a resistere ai ripetuti assedi cartaginesi), da essere designata Municipium dal Senato romano, privilegio concesso a poche altre città nell’età repubblicana.

Un'antica città della Campania: Nuceria Alfaterna – Storia d'Italia

A partire dal II-III secolo iniziò l’abbandono della valle e lo sviluppo del nuovo centro cittadino presso la collina del Parco, nell’odierna Nocera Inferiore;

Nuceria Alfaterna: antiche glorie e moderne disillusioni - Classicult

ma il centro antico rimase comunque in vita dopo il periodo romano, come attesta la costruzione del bellissimo Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti monumenti dell’archeologia bizantina e alto-medievale della penisola italiana.

BATTISTERO SANTA MARIA MAGGIORE | I Luoghi del Cuore - FAI

Pranzo a base di prodotti tipici del posto.

Oggi numerosi sono i siti archeologici e i luoghi che parlano di quel passato antichissimo e glorioso, in particolare sul territorio di Nocera Superiore:

Home - Gruppo Archeologico Nuceria

dal già citato e noto Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, ai siti archeologici:

La piccola Roma - Città Nuova

la Domus del Decumano, l’area delle Terme di Nuceria, il Teatro Ellenistico-Romano di località Pareti, l’ancora sepolto Anfiteatro Romano di località Grotti, l’incredibile Necropoli Monumentale di località Pizzone.

Rientro a Nola nel pomeriggio e visita Museo Storico Archeologico di Nola.

Crocevia di genti e culture, l’agro nolano racchiude in sé un singolare intreccio di storia, archeologia e arte. I siti, i musei e i santuari qui illustrati rappresentano luoghi d’elezione in cui il tempo si è fermato per offrirci il quadro completo dell’evoluzione del territorio, sia dal punto di vista dell’insediamento, sia sul piano religioso. L’agro nolano lega indissolubilmente la sua fama alla città di Nola che da piccolo insediamento divenne in età romana un importante centro, presso il quale nel 14 d.C. morì l’imperatore Augusto.

Il suo sepolcro, come quello dell’apostolo Pietro a Roma, determinò la nascita di un villaggio nei dintorni del santuario che è all’origine dell’attuale abitato di Cimitile. Il lungo dialogo con la storia del complesso basilicale si è arricchito negli ultimi cento anni di importanti dati grazie agli scavi archeologici e ai restauri che hanno gettato nuova luce sulle origini del cristianesimo nell’agro nolano e in Campania.

Il Museo, allestito nel cinquecentesco convento di S. Maria La Nova, rappresenta uno scrigno di testimonianze storiche e archeologiche che catturano il visitatore per bellezza e unicità. Al piano terra sono esposti manufatti di età preistorica, etrusca, greca e romana, mentre al secondo reperti provenienti dalla villa romana di Somma Vesuviana e dal complesso basilicale di Cimitile, oltre a dipinti di età medievale e moderna. Una sala è riservata alle statue della peplophoros e del giovane Dioniso provenienti dalla villa romana in località Starza della Regina a Somma Vesuviana. L’esposizione continua con una sezione dedicata alla tarda antichità e al medioevo, a cominciare dai marmi e dagli affreschi del suggestivo complesso basilicale di Cimitile. Al terzo piano si ammira una collezione di riggiole prodotte nelle botteghe napoletane dal XV al XX secolo.

La forte influenza etrusca e greca è attestata dal bucchero di produzione locale e da vasi a figure rosse importati da Corinto. La fase di occupazione dei Sanniti è testimoniata dalle tombe rinvenute tra Nola e Casamarciano, del tipo a cassa di tufo con pareti decorate da immagini celebranti la memoria del defunto.

La cattedrale di Nola.L’edificio, dedicato a S. Maria Assunta, è frutto di tre rifacimenti, eseguiti a partire dal XIV secolo, l’ultimo dei quali avvenuto a seguito di un incendio che nel 1861 distrusse la chiesa cinquecentesca risparmiando la cripta, la cappella dell’Immacolata, piccolo gioiello dell’architettura rinascimentale, l’adiacente chiesa dei Santi Apostoli e il campanile, nella cui base sono inglobati rilievi scultorei di età romana. Il Museo Diocesano custodisce pregevoli manufatti artistici provenienti dalle chiese della città e della diocesi.

Secondo una consolidata tradizione, il più antico nucleo della cattedrale si sarebbe sviluppato intorno alla tomba del primo vescovo della città, Felice, i cui resti riposerebbero nella cripta.

Al termine di questa bellissima giornata,rientro in hotel per la cena spettacolo in compagnia dell’attore Peppe Parisi.

3° Giorno 5 aprile  Nola-Cimitile-Cappella Votiva… Pasqua 

Prima colazione in hotel trasferimento alla vicina Cimitile per la visita guidata.

Il complesso di Cimitile nei pressi di Nola è uno dei più interessanti siti paleocristiani d’Italia. Esso mostra testimonianze della cristianità dal III secolo d.C. fino ad oggi senza soluzione di continuità attraverso una stratificazione secolare di architetture ed eccezionali apparati decorativi (pitture, sculture e mosaici) che rendono il sito unico ed enormemente affascinante.

Cimitile - Le basiliche paleocristiane di Cimitile e l'area nolana

Le basiliche sviluppatesi nel sito antico cimitero di epoca romana databile tra il II e il III secolo d.C., dove i grandiosi mausolei provano la grandezza di Nola e la ricchezza del suo territorio, l’ager nolanus , e allo stesso tempo testimoniano la diffusione del culto cristiano come dimostrano le pitture a tema biblico.

Il complesso basilicale si sviluppò intorno alla tomba di San Felice , un martire senza martirio. Dal IV secolo vennero costruiti i primi edifici, presso i quali numerosi pellegrini giungevano per rendere omaggio al martire. Grazie all’opera di San Paolino da Nola, un nobile Romano che fu governatore della Campania, il complesso fu collegato a Nola da una strada e fu servito dall’acquedotto proveniente da Abella. Egli si adoperò per tutta la sua vita per i nolani e, divenuto vescovo, fece costruire una grandiosa Basilica, sacrificò ogni ricchezza e infine sé stesso per liberare i nolani fatti prigionieri dai Visigoti

Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile e il Miracolo della Manna

Pranzo di Pasqua.

Nel pomeriggio ,ci spostiamo ad Ercolano, visita guidata Ipogeo sotterraneo Reale ArciConfraternita nei pressi del Santuario di S. Maria a Pugliano  e seminario-spettacolo “Culto dei Fujenti” a cura del

Laboratorio “Voci e Suoni della Memoria”

                                               SULLE TRACCE DEL FUJENTI
Corrono, piangono, pregano, implorano, gridano, imprecano, si gettano in ginocchio, strisciano… non è il racconto di un evento bellico ma il pellegrinaggio di dolore che i “Fujenti”, detti anche “Battenti”, effettuano ogni lunedì in Albis verso il santuario di Maria Santissima dell’Arco a Sant’Anastasia.
La Madonna dell’Arco ha innumerevoli devoti perché:
– è la prima Madonna Bianca associata al culto agreste delle Sette
Madonne;
– come essere umano capisce le miserie in quanto vissute durante il suo
peregrinare;
– come Madre terrena conosce il dolore di una perdita in quanto vissuto per
la Crocifissione del Figlio;
– come Madre divina conosce la sofferenza in quanto ferita e sanguinante
sul volto.

Costiera Amalfitana & Furore una fiaba suadente,da vivere almeno una volta nella vita !!! - I Viaggi di Giorgio

Con il seminario spettacolo “Sulle tracce dei Fujenti”, un esperto di etnografia, due musicisti e tre cantanti attori, tramite narrazioni, canti, musiche, danze e drammatizzazioni, illustreranno la storia, le corporazioni, l’etnografia, la simbologia, i toselli votivi, i rituali, il pellegrinaggio e la pratica degli Ex Voti connessi al Culto di Madonna dell’Arco e ai suoi rimandi culturali strettamente legati alla Ri-nascita.

Proiezioni, musica, canti e danze dal vivo riguardante i seguenti aspetti   connessi a Madonna dell’Arco: le pratiche cultuali (culto mariano, culto agreste, ex voti, corporazioni, etc…) i simboli (vestiario, colori, stendardi, gestualità, etc…) i rituali (questua, processioni, carri votivi, etc…) i canti (preghiere, giaculatorie, canti popolari, etc…) le danze (tammurriata).

Narrazione dal ricercatore Giovanni D’Angelo, accompagnato dalle performance cantate e recitate del laboratorio “Voci e suoni della memoria”. Durante il racconto,  importanti opere del trecento come La Bruna Puglianella e il Cristo Nero,  introdurranno gli spettatori alle storie più affascinanti della religiosità popolare, come ad esempio la leggenda secondo la quale la Madonna nera fosse legata al ciclo invernale e alla morte, e che nelle chiese dove solitamente questa fosse ritratta o apposta come statua, vi fosse presente un ordine di templari. Un racconto ricco di aspetti misteriosi, proverbi e immaginifico popolare, che recupera la tradizione orale  dell’antica Resina e del Monte Vesuvio.

Particolarità dell’itinerario di visita sarà la discesa all’ipogeo sotterraneo del 700, antico cimitero sottostante la terra santa, dove ancora tutt’oggi è attestato il noto culto dei morti, come la tradizione prevede per ogni chiesa dove si trovi la Madonna delle Grazie. Una discesa inferina ed emozionante in un luogo sconosciuto a molti, e non accessibile ai visitatori se non in questa occasione speciale. Durante la visita è stata prevista la performance canora di un emozionante Stabat Mater in napoletano, dall’identità sonora medievale e suggestiva.

Un itinerario di visita elegante , culturalmente e antropologicamente ricco.

La processione religiosa delle Paranze dei devoti alla Madonna dell'Arco - Ulisse online

A seguire circa ore 18.00  visita alla sede e alla Cappella Votiva dedicata alla Madonna dell’Arco presso il quartiere Ortora, dove è attestata la nascita della prima “Paranza dei Fujenti” ad Ercolano in seguito ad un episodio di Grazia Ricevuta nei primi anni del 1900. A seguire  seguiremo alcuni rituali dei Fujenti connessi alla Pasqua.

La paranza dei devoti | il manifesto

Al termine rientro in hotel cena e pernottamento.

..notizie etnografiche a cura di Giovanni D’Angelo

4° Giorno lunedi 6 aprile Nola-Santa Anastasia-Roma

Prima colazione in hotel e rilascio della camere.Partenza in direzione di Santa Anastasia,al Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia.

Madonna dell'Arco, il ritorno più bello: 55mila fujenti al Santuario - Il Mediano

Pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco: i fujenti del lunedì in Albis

Un viaggio attraverso gli aneddoti, le leggende e i racconti legati agli elementi di fuoco, terra e mare e alle tradizioni culturali e religiose più misteriose.

La Madonna dei "fujenti": quando Gomorra cerca redenzione - la Repubblica

…Fenomeni simili, un tempo assai diffusi, si sono oggi fortemente ridotti con forse una sola, significativa, eccezione, il culto della Madonna dell’Arco che tuttora si celebra nella omonima località in provincia di Napoli, ogni lunedì in Albis, nel santuario frequentato in gran parte dal sottoproletariato e dal proletariato marginale dell’area napoletana: una Madonna severa e vendicativa che non ha esitato, nelle leggende che la riguardano, a punire duramente coloro che le avevano mancato di rispetto.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

Chi si reca in quella data al santuario non può non essere scosso dalla tensione che vi si respira. Una fiumana di pellegrini vestiti, cani randagi stesi sul sagrato, odori che sembrano avere corpo e volume.

Succivo, concorso fujenti. Fiorillo e Pisano:”abbiamo interpretato in modo semplice quella che è, e deve rimanere, una festa religiosa” – atellanews.it

E in alto, tra le bancarelle, seguendo con lo sguardo la strada che porta alla stazione ferroviaria, gruppi di danzatori scatenati che ballano al suono di flauti e tamburi. di bianco, organizzati per gruppi, attende di varcare la soglia della chiesa; uomini e donne, senza distinzione di età e spesso scalzi, a frotte raggiungono l’altare per ottenere una grazia camminando in ginocchio o strisciando velocemente per terra in ordine sparso, proprio come dei serpenti liberati da un cesto; bandiere con l’immagine della Madonna, ceri e gigantesche costruzioni votive che avanzano in un silenzio irreale rotto solo da canti melismatici intonati a voce altissima, dal fruscio dei vestiti e dal sibilo delle scarpe di gomma sul pavimento; e poi all’improvviso l’esplosione, l’urlo, la crisi, l’invocazione della grazia da parte di qualcuno che cade rigidamente sulle spalle scalciando con violenza fino allo svenimento, e quindi l’accorrere dei volontari del servizio d’ordine per trascinarlo fuori e farlo riprendere. Intanto la crisi come una scossa elettrica, un lampo, un’onda di energia, si propaga ad altri penitenti.

Battenti - Santuario della Madonna dell'Arco

 

E ancora cadute, grida, svenimenti e pianti, tentativi di scavalcare le barriere e gettarsi sull’altare per raggiungere l’immagine della Vergine. E sempre più padri domenicani e volontari che intervengono serrando le fila con forza, in una ridda di braccia e gambe, di voci che si sovrappongono, di muscoli tesi, di facce stravolte, con una folla che si accalca nelle navate laterali, premendo dietro le transenne, e che litiga per ottenere un posto in prima fila. E poi la calma, l’uscita dei devoti alle spalle dell’altare per la consegna di soldi, ceri e fiori in omaggio alla Madonna e un nuovo gruppo che entra lento, come quello precedente.

Ritualità dei #fujenti# a Sant'Anastasia: corsa ed esecuzione di un

Fino a che qualcuno, prima o poi, sorprendendo tutti, non ricominci, in uno spazio indifferente ad ogni ordine geometrico perché la crisi può manifestarsi in qualsiasi punto della navata percorsa dai devoti e propagarsi in qualsiasi altro punto, in maniera imprevedibile. E tutto questo per ore e ore, dall’alba al tramonto fino a perdere la percezione del tempo come in un sogno, e ad abituarsi al rito, alla vista dei fujenti che sembrano non finire mai. E fuori, sotto al sole, un paesaggio surreale: una strada statale completamente intasata, bloccata dalle lunghe code di chi deve ancora entrare, carabinieri vicino a delle sbarre di ferro che controllano il flusso dei pellegrini, toselli che ondeggiano sui ritmi delle bande musicali delle varie paranze.
Madonna dell'Arco, una mostra e un libro fotografico sul pellegrinaggio dei Battenti - Il Mediano
Tutto, in questo rito, si pone sotto il segno dell’eccesso, della potenza, della violenza del sacro, dando una forte espressione alla memoria di un sud che in riti arcaici trova la sola possibilità di resistere a vecchi e nuovi malesseri, un sud sofferente.
Al termine trasferimento in pizzeria e degustazione vari tipi di pizza verace.
Nel tardo pomeriggio, rientro a Roma e fine dei servizi.Per chi arriva da altre città trasferimento in stazione o in aereoporto.
La quota comprende:
Bus G.T per la durata del tour.
Hotel 4**** in trattamento di mezza pensione (colazioni,1 pranzo del venerdi,2 cene) bevande incluse.
Visite spettacolo  teatralizzate.
Visite guidate da guide  autorizzate Regione Campania e da volontari del luogo.
2 pranzi , quello di di Pasqua e del sabato, pizza del lunedi
Bevande ai pasti
Spettacolo di Peppe Parisi durante la cena del sabato
Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio
Iva di legge
La quota non comprende 
Ingressi ai siti e musei
Eventuali tasse di soggiorno da pagare in loco.
Auricolari 10,00



CARNEVALE FIGLI DI BOCCO-PIEVI ROMANICHE-BORRO-GARGONZA

carnevale-bocco

Uno spettacolare Carnevale dal gusto barocco anima ogni anno il prezioso borgo medievale

Il caratteristico borgo di Castiglion Fibocchi è imbevuto del proprio passato e ciò si palesa anche nelle feste. Una in particolare, ogni anno, inonda piazze e vicoli di questo paese dell’Aretino di un’atmosfera incantata: è il Carnevale dei Figli di Bocco.

Le giornate gioiose di questo evento portano con sé una lunghissima storia, che si può leggere a ritroso a partire da questo curioso nome. Chi erano i figli di Bocco? Ma soprattutto: chi era Bocco? Ottaviano Pazzi, detto appunto “Bocco” per il suo aspetto un po’ deforme, era l’antico reggente di questo castello. Ai suoi figli lasciò in eredità l’intera gestione del villaggio, ma anche l’onere di dare il nome a questi tradizionali festeggiamenti. È quasi certo che questa ricorrenza abbia attraversato i secoli: pare che già intorno all’anno Mille da queste parti ci si divertisse con giornate di carnevale molto particolari e rinomate in tutto il circondario.

Ciò che è invece non lascia spazio a dubbi è la bellezza della manifestazione che ancora oggi viene celebrata nel mese di febbraio. Oltre duecento figuranti sfilano agghindanti con sfarzosi abiti barocchi, con il volto celato da maschere colorate ed eleganti che raccontano i vari personaggi. Il posto d’onore è rivestito da Re Bacco, che domina incontrastato e che è l’anima della festa, ma lo seguono regine, principesse, fate, maghi e arlecchini. Questo corteo dal sapore veneziano è accompagnato, oltre che dalla fantasia degli organizzatori e dall’entusiasmo dei visitatori, da tante iniziative collaterali che arricchiscono l’evento: tra le strade di Castiglion Fibocchi si muovono cantastorie, si animano spettacoli di magia e concerti e, al termine, giunge l’atteso momento che premia la maschera più bella.

Con il 2026 il Carnevale dei Figli di Bocco a Castiglion Fibocchi compie 30 anni di vita. Una storia che non ha conosciuto flessioni, sempre in crescendo, con costumi sempre più ricchi e fantasiosi.

Due giorni all’insegna del divertimento ma anche dell’arte, della storia, della cultura.

Piccolo borgo toscano

GARGONZA, situata nelle colline della Toscana, è un borgo fortificato del Duecento, proprio come quelli che avremmo voluto costruire da bambini sul pavimento della nostra camera, passando ore a sistemare la torre e i pozzi…Le prime notizie di Gargonza sono del 1150, quando viene citato un castello fortificato sulla strada che da Arezzo porta a Siena: è lo stesso castello dove Dante trascorse alcuni giorni del suo esilio nel 1304. Appartiene ai Conti Ubertini, famiglia Vescovile di Arezzo. Durante questo periodo Gargonza viene scelta come luogo di congregazioni dei Ghibellini fuoriusciti da Firenze e da Arezzo ed è qui che Dante Alighieri passa durante il suo lungo esilio da Firenze.

Il Borro: cosa vedere in questo borgo in Valdarno

Nascosto tra le pieghe del Valdarno, Il Borro è un tesoro da scoprire, un borgo antico incastonato nel cuore del comune di Loro Ciuffenna. Questo piccolo gioiello, situato a soli 20 km da Arezzo – alle pendici del Pratomagno – cattura l’immaginazione con la sua storia avvincente e il suo paesaggio mozzafiato.

Il nome stesso, “Il Borro“, evoca un senso di mistero e fascino, derivante dalla sua posizione su uno sperone roccioso, abbracciato da un profondo fossato scavato nei secoli dal torrente sottostante. Infatti, borro significa sia burrone sia fosso o torrente che nel corso del tempo si è scavato un letto profondo.

 

ALLA SCOPERTA DELLE PIEVI ROMANICHE

L’ambivalenza dell’acqua: dalle fonti sacre pagane alla lavorazione della ceramica lungo le sponde del fiume Arno, passando attraverso la visita delle più belle ed affascinanti pievi romaniche della provincia di Arezzo.
PIEVE DI SIETINA, un tesoro nascosto….
Uno degli esempi più alti del romanico in Toscana
La Chiesa di San Pietro, o Pieve di Gropina, si trova a circa due chilometri da Loro Ciuffenna, sulla via dei Sette Ponti verso San Giustino e costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscan

 

1° giorno – Sabato: Roma – Arezzo

Partenza in bus privato, luogo e orario  da concordare  in direzione della Toscana .Passando per la città di Monte San Savino6 e ammirare Il magnifico Castello di Gargonza, splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato toscano, con la sua torre, i considerevoli resti delle sue mura e di una porta duecentesca, la sua Chiesa romanica del XIII° secolo con campanile a vela e bifora, le sue abitazioni affacciate sui suoi stretti vicoli è situato su un’altura dominante la Val di Chiana.

Castello di Gargonza - Monte San Savino - Arezzo

Oggi è una delle opere fortificate ‘non-colte’ meglio conservate del territorio aretino. Già nell’orbita di Arezzo come feudo dei Conti Ubertini, a causa della sua importanza strategica per la sua posizione fra la Val di Chiana e il senese, il castello fu nel medioevo oggetto di dispute fra guelfi e Ghibellini, come del resto quasi tutti i fortilizi della zona. Nella sua lunga storia l’evento più importante è forse quello della presenza di Dante Alighieri, guelfo bianco, a Gargonza nel 1304, il quale partecipò alla riunione fra i Ghibellini fuoriusciti da Firenze e gli aretini.

Monte San Savino, il borgo toscano con un (altro) borgo dentro

Pranzo libero in corso di escursione.

Visita Pieve di Romena.

Come un fiore di pietra non colto, la pieve di Romena sboccia da quasi 900 anni nel verde della campagna toscana, in Casentino, su una collina che apre lo sguardo sulla valle seguendo il percorso di un Arno ancora giovane…

L’antica pieve romanica di Romena è il cuore della fraternità. In una valle intrisa di spiritualità (in Casentino, Toscana), tra Camaldoli e La Verna, Romena si propone come un possibile crocevia per tanti viandanti del nostro tempo.
Come per i pellegrini del Medio Evo, in marcia verso Roma, la pieve rappresentava un punto di riposo dove fermarsi per una notte, rifocillarsi e ripartire, così oggi la Fraternità vuol offrire un luogo di sosta ai viandanti di ogni dove.

Pieve di San Pietro a Romena | Visit Tuscany

L’etrusca Rumine, divenuta la romana Rumenius, ha mantenuto nei millenni la stessa vocazione: quella di ospitare i viandanti della fede. Nelle viscere della terra, reperti sia etruschi che romani rafforzano l’ipotesi che Romena abbia ospitato prima un tempio etrusco, poi un’ara pagana.
La pieve, così come la vediamo oggi, fu invece edificata nel 1152 su una preesistente chiesa romana. A realizzarla, su iniziativa del pievano Alberico, artigiani locali e maestranze lombarde probabilmente formatesi in Francia.  Più certe, a leggere ancora i capitelli, sono invece  le circostanze in cui la chiesa fu realizzata: tempore famis si legge nell’abaco del primo capitello a sinistra, accanto alla data in caratteri romani, MCLII, 1152.

PIEVE DI ROMENA: Tutto quello che c'è da sapere (2026)

Tempore famis cioè tempo di fame, di carestia.
In un momento di grave disagio, la popolazione offriva al divino tutto il meglio della propria creatività per far cessare le tribolazioni. La crisi diventava così strumento di riscatto, di valorizzazione delle proprie potenzialità. E’ un messaggio, questo, che ispira il cammino della Fraternità e che giunge come un invito per tante persone che vi giungono:  i tempi di crisi non girano a vuoto, ma coltivano, ancora inconsapevole, il fiore della nostra bellezza.

Arrivo ad Arezzo cena con menù della tradizione Toscana e il pernottamento.

2° giorno Domenica: Arezzo – Castiglion Fibocchi

 

“Carnevale Figli di Bocco”

 

Prima colazione e partenza con bus privato, per la visita del Borro, caratteristico “borgo” medioevale, già residenza dei Savoia. Lungo la strada che collega San Giustino Valdarno a Laterina, circondato da un verde e ben tenuto contesto agricolo, si trova Il Borro, piccolo e antico gioiello architettonico di età medievale (si trova citato già in un documento del 1039).
Facile è capire l’etimologia del suo nome. Borro è il termine usato per definire un fosso o torrente che con i millenni si sono scavati un letto profondo. Borro sta anche per burrone. Entrambe queste definizioni si addicono perfettamente a Il Borro: questo nostro piccolo borgo toscano è posto infatti su uno sperone roccioso semi circondato da un profondo fossato scavato nei millenni dall’omonimo torrente.

IL BORRO - PIEVI E BORGHI Riscopri luoghi blog
Visitare Il Borro significa immergersi in un luogo fuori dal tempo. Innanzitutto le auto ci rimangono lontane e già questo da quella sensazione di trovarci “fuori dal mondo”. Un paesino che non conosce l’asfalto, solo strade lastricate. L’antico ponte che ci permette di attraversare “il borro” e farci accedere al paese ci immette nell’unica e stretta stradina di accesso al luogo. A sinistra di questa i vecchi edifici, a destra il profondo borro. Il Borro deve la sua notorietà a vari aspetti. Innanzitutto alla sua architettura e alla conformazione della zona in cui il borgo si trova. Poi alle importanti famiglie a cui nella sua storia è appartenuto e appartiene. Da citare le ultime due: i Savoia (il luogo è stato residenza del Duca Amedeo d’Aosta) e, dal 1993, la famiglia Ferragamo, noti imprenditori dell’alta moda. Il Borro, dal momento che è divenuto proprietà Ferragamo, è stato oggetto di un profondo, ma “invisibile” restauro. E’ divenuto sede di vari eventi e manifestazioni. Questo ha portato ad aumentare il numero dei visitatori di questo borgo fiabesco.

Passando per il Ponte Buriano che fu costruito all’incirca verso la seconda metà del 1200. il Ponte Buriano è il paesaggio della Gioconda, della enigmatica Monnalisa di Lonardo. Dietro il suo volto sorridente si intravede il ponte a schiena d’asino identificato da alcuni studiosi e ancor più in lontananza ecco apparire i calanchi del Valdarno, pinnacoli di argilla erosa detti “Balze”. E’ una prova che Leonardo aveva bene in mente la geografia di questi luoghi.

 A seguire,  la visita della Pieve di Gropina.

Uno degli esempi più alti del romanico in Toscana
La Chiesa di San Pietro, o Pieve di Gropina, si trova a circa due chilometri da Loro Ciuffenna, sulla via dei Sette Ponti verso San Giustino e costituisce uno degli esempi più alti della cultura romanica in Toscana.

La Pieve fu costruita intorno all’anno Mille e presenta una facciata in grandi bozze di pietra, con due monofore corrispondenti alle navate laterali e una bifora che sovrasta la porta d’ingresso. Sull’architrave della porta vi è la data 1422, che si riferisce probabilmente ad uno degli interventi di restauro; lo stemma di Leone X che sovrasta l’architrave porta la data 1522.

Il pulpito di Gropina | UP Magazine Arezzo

L’interno è diviso in tre navate con capitelli molto particolari: le colonne di sinistra raccontano episodi tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, mentre nelle colonne di destra le figure richiamano l’arte precristiana, etrusca ed orientale.
Appoggiato ad una colonna della navata destra si trova il Pergamo circolare, un pulpito dell’VIII secolo riccamente decorato, sorretto da due colonne annodate: un motivo che si presenta anche nella colonna centrale del decoro esterno dell’abside. Molto bella è la visione esterna dell’abiside con accanto il campanile del 1233, forse impiantato su una torre longobarda.

 

Visita guidata alla Pieve di Gropina e Loro Ciuffenna

Pranzo libero  e partenza per Castiglion Fibocchi per assistere al Carnevale .

Al Carnevale dei Figli di Bocco sospesi nel tempo tra sogno e realtà - Arezzo24

Bocco, da cui l’attuale nome del paese Fibocchi, era il soprannome di Ottaviano Pazzi, signore del paese in epoca medievale. La tradizione racconta che negli anni di Bocco, durante i giorni di carnevale, la popolazione per onorare il suo signore si ritrovasse nelle strade e piazze del borgo per momenti di festa e danza. Da qui l’ambiziosa idea degli instancabili promotori e organizzatori di questo carnevale di riproporre dopo centinaia di anni questi momenti attraverso l’elegante carnevale “I Figli di Bocco” che per il suo stile si potrebbe definire “un piccolo Carnevale di Venezia in terra di Arezzo”. Per vederlo ogni anno confluiscono a Castiglion Fibocchi migliaia di persone.

Tornano le maschere barocche protagoniste del Carnevale di Castiglion Fibocchi - ValdarnoPost - Notizie Valdarno

Un plauso e un grazie va a quelle persone che con costanza e dedizione hanno portato avanti negli anni, migliorandola costantemente, questa stupenda manifestazione. Un momento di elegante folklore che ha portato lustro non solo a Castiglion Fibocchi, ma anche alla terra di Arezzo.

Museo del Carnevale dei Figli di Bocco - Discover Arezzo
I figuranti e relative maschere del Carnevale I Figli di Bocco da qualche anno non si esibiscono solo tra le mura dell’antico borgo valdarnese. Questi “Figli di Bocco“, per la bellezza e l’originalità delle loro maschere sono chiamati a esibirsi in molte città e luoghi vicini, ma anche non, al piccolo borgo valdarnese.In serata partenza per il viaggio di rientro a Roma in bus privato.Fine dei servizi.

 




GRAN TOUR DELL’UZBEKISTAN – FESTA DI NAVRUZ

BUKHARA-golden-terra-travel-e1642609566977

Nel mondo moderno, Nowruz è ampiamente celebrato in paesi come Azerbaigian, Albania, Afghanistan, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, India, Iraq, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Cina (Xinjiang e altre regioni), Kosovo, Macedonia, Mongolia, Pakistan, Russia (Tatarstan, Bashkortostan e Caucaso settentrionale), Turkmenistan, Tagikistan, Turchia, Uzbekistan e una serie di gruppi sub-etnici, etno-confessionali e diaspore in diversi paesi del mondo, tra cui Ucraina, USA e Canada.

Nowruz è incluso nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo come Giornata Internazionale di Nowruz.

Nowruz è un antico festival di primavera. Viene celebrato il giorno dell’equinozio di primavera ed è giustamente considerato una festa amata in molti paesi del continente eurasiatico. Non c’è politica, né religione in questa festa, come nella canzone di John Lennon “Imagine”, ma la fede che la felicità arriva con il rinnovamento primaverile.

Navruz, che ha una storia di più di 3000 anni, è il più prezioso e caro: il Capodanno orientale con il suo rinnovamento, l’inizio della primavera, la natura del popolo uzbeko, la sua coscienza, nel profondo del cuore, che porta gioia ad ogni famiglia e ad ogni casa ed è un’amata festa nazionale.
La parola Navruz significa “Nuovo Giorno” ed è un’antica festa di origine persiana che segna il primo giorno di primavera e il cambio di stagione.

Navruz is a holiday of spring and renewal - Global Times

Navruz è la festa più importante nello sviluppo della spiritualità nazionale uzbeka. In questo giorno, in ogni angolo dell’Uzbekistan, viene prestata particolare attenzione ai piatti primaverili e ai vari giochi nazionali. In particolare, i nostri piatti nazionali come “Sumalak”, “Halim”, “Ko’ksomsa”, “Ko’kchuchvara” saranno il momento clou della tavola festiva. Soprattutto le feste “Sumalak” hanno un sapore speciale.

Navruz è un momento di gioia, comunità e rinnovamento spirituale. Le celebrazioni variano da paese a paese e da cultura a cultura, ma condividono una base comune nella celebrazione della primavera e nella speranza per un futuro migliore. La festa è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO ed è un importantissimo evento culturale nelle regioni in cui è celebrata. Durante le festività di Navruz è comune praticare o assistere a giochi tradizionali come il Kupkari.

Kupkari - il coraggio e la severità di un antico torneo | Uzbekistan Travel

Culla di civiltà da oltre due millenni, l’Uzbekistan può vantare un suggestivo patrimonio architettonico e artistico, profondamente permeato dalla storia crudele e affascinante della Via della Seta. In termini di attrattive culturali, l’Uzbekistan è di gran lunga il paese più ricco e straordinario dell’Asia centrale.

Samarcanda, Bukhara e Khiva conquistano e stupiscono i visitatori con le loro favolose moschee, le medressa e i mausolei, ma non mancano attrattive più insolite come il Lago d’Aral, che sta rapidamente scomparendo, le fortezze del remoto Karakalpakstan, la fiorente capitale Tashkent e le iniziative di ecoturismo avviate tra i Monti Nuratau.

Uzbekistan: visitarlo è più facile grazie all'abolizione del visto

Pur essendo uno stato governato in modo autoritario, l’Uzbekistan è un paese estremamente accogliente, dove l’ospitalità costituisce un elemento essenziale della vita quotidiana e la gente del posto vi farà sempre sentire graditi ospiti. Qui spicca per colori e allegria il vivace mercato alimentare di Chorsu, o Chorsu Bazaar. Qui potrete entrare a contatto con la calda ospitalità di un popolo sempre accogliente e lasciarvi tentare da assaggi esotici e talvolta inediti. Io sono rimasta incantata davanti alle vetrine dei banchi di miele e fatto scorta di dolcezze per tutto il viaggio. Il miele dell’Uzbekistan nasce ai piedi di montagne maestose e in steppe e valli desertiche, come nel caso di Kyzylkum. Nel Paese ci sono circa 300 giorni di sole all’anno e le condizioni di umidità e purezza dell’aria ideali per produrre uno dei più puri e gustosi mieli naturali al mondo. Un misto di dolcezza ed erbe odorose, brezza che spira a quote altissime e cremisità. Non c’è viaggio in Uzbekistan che si rispetti, senza un pranzo presso il famosissimo Plov Centre di Tashkent, per un assaggio del più buon plov (a nostro avviso, e secondo i locali) di tutto il Paese. Il piatto nazionale uzbeko è un capolavoro di riso, uova sode, carne, uvetta e carote, cotti nel tradizionale tandyr. Ci sono tanti parchi e giardini a Tashkent da non perdere l’Alisher Navoi National Park, dedicato alle vittime della Repressione durante gli anni del dominio sovietico. Tra le Metropolitane più belle del mondo spiccano anche quelle costruite durante gli anni del dominio sovietico (da quella di Mosca alla metro di San Pietroburgo, passando per Almaty, in Kazakistan).

 

La metro di Tashkent è uno scintillio di marmi e chandelierPulitissima, modernissima ed efficiente. Non tutti si spingono fino a visitare anche la Valle di Fergana, dando priorità alle antiche città di Samarcanda, Khiva e Bukhara, durante un viaggio in Uzbekistan. Meta perfetta per chi è un viaggiatore avventurioso e desiderioso di scoprire anche mete meno battute. In generale, la Valle di Fergana è interessante per il suo tessuto socio-culturale e se siete curiosi di avere un assaggio più autentico di una parte del Paese ancora non così troppo visitata e ricca di persone magnifiche che vi accoglieranno lungo la strada. Paesaggi coltivati e visi rugati dal sole, ma anche sorrisi e occhi luccicanti, tanta maestria e artigianato e storie da andare a conoscere di persona. Un viaggio meno comodo e più spartano, ma non meno affascinante.

 

1°GIORNO: Italia-Uzbekistan

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni di imbarco del volo di linea.

Cena e pernottamento a bordo.

NAVRUZ IN UZBEKISTAN | VIAGGIO IN UZBEKISTAN | TOUR IN UZBEKISTAN

 

2°GIORNO: Tashkent 

Arrivo nelle prime ore del mattino e tempo per il riposo. Prima colazione  e visita della città di Tashkent, capitale dinamica dell’Uzbekistan e con una storia che risale a più di duemila anni fa, incarna una fusione di storia, cultura e modernità. La città presenta un mix affascinante di monumenti storici e architetture moderne, ed è un crocevia culturale con influenze persiane, turche e russe evidenti nella sua architettura e nella cucina locale. I musei, le gallerie d’arte ed i teatri arricchiscono la vita culturale della città.

Достопримечательности Ташкента ☀️: куда сходить и что посмотреть — Tripster.ru

Iniziamo quindi le visite dalla piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh nella cui biblioteca è conservato il Corano di Osman del VII secolo, ritenuto il più antico del mondo.

Tashkent: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Poi visiteremo il Bazar Chorsu, considerato il più antico dell’Asia Centrale, oltre che uno dei più grandi. Pranzo in ristorante.

Chorsu Bazaar - Wikipedia

Dopo il pranzo, sarà la volta della Madrasa Kukeldash, costruita nel XVI secolo, durante il regno di Abdullah II, conosciuto come “Kukeldash”. Cena in ristorante locale.

Rientro in hotel e pernottamento.

Nota: durante le escursioni i turisti potranno partecipare alle festività locali di Navruz e assistere a concerti folkloristici in città, quando disponibili.

3°GIORNO – Tashkent – Khiva

Dopo la colazione in hotel, trasferimento all’aeroporto locale per il volo a Urgench. All’arrivo, trasferimento a Khiva. La giornata è interamente dedicata alla visita di Khiva.

Pranzo in ristorante.

La parte antica della città (che è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’Umanità” nel 1991) si chiama Ichan Kala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte. Uzbekistan: Khiva | Evaneos

La più importante è quella occidentale, detta Ata Darvoza. Oltre al pranzo in ristorante, visiteremo il Minareto di Kaltaminar, risalente al diciannovesimo secolo e caratterizzato da una struttura con diverse decorazioni in ceramica azzurra e verde, che sono tipiche dell’architettura islamica in Asia centrale.

Kalta Minor Minaret, Khiva, Uzbekistan

Ci sposteremo poi verso la Madrasa Mohammed Amin Khan; all’interno della madrasa, troveremo cortili interni circondati da camere degli studenti e spazi per la preghiera. Come molte madrase islamiche, la Madrasa Mohammed Amin Khan era un centro di insegnamento religioso e culturale, dove gli studenti studiavano il Corano, la teologia e altre materie. Sarà poi il turno della cittadella fortificata di Kunya Ark, circondata da spesse mura fortificate ed è caratterizzata da una combinazione di architettura difensiva e residenziale. Ci sono stanze per la famiglia reale, sale del trono, stanze per le udienze, prigioni e persino un harem. Vedremo anche il mausoleo dedicato a Pahlavon Mahmud, una figura leggendaria dell’Uzbekistan e un importante santo islamico. Pahlavon Mahmud è stato un poeta, filosofo e lottatore eccezionale ed è molto rispettato nel mondo islamico.

La Madrasa Islam Khodja è notevole per la sua maestosa architettura islamica e la sua storia. È stata costruita nel XIX secolo e presenta una facciata elaborata con motivi in ceramica azzurra e decorazioni tradizionali. L’edificio serviva in origine come scuola islamica e come luogo di insegnamento religioso e culturale. Termineremo la giornata con la visita al Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Palazzo di Pietra” in uzbeco: situato all’interno del complesso storico dell’Ichon-Qala, la città vecchia di Khiva, che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la struttura presenta una serie di cortili interni, camere decorate con affreschi, archi a volta e decorazioni in ceramica tipiche.

Tour Uzbekistan: I sette colori dell'Arcobaleno | Evaneos

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

Khiva Uzbekistan: cosa vedere, dove si trova e quando andare

4°GIORNO: Khiva – Bukhara

Colazione in albergo e da Khiva ci sposteremo verso Bukhara attraverso il deserto del Kyzylkum. Pranzo al sacco o in ristorante locale. Arrivo in serata a Bukhara in serata e sistemazione in hotel. Cena in ristorante locale e pernottamento.

Tripadvisor | Gita di un giorno alla fortezza privata di Ayaz Kala e Toprak Kala da Khiva fornito da Oson Booking | Uzbekistan

le Cittadelle del deserto – Ayaz Kala, importante sito archeologico nel deserto del Karakum, Uzbekistan, famoso per le sue antiche fortezze costruite tra il IV secolo a.C. e il VII secolo d.C, e Toprak Kala, altro significativo sito noto le rovine di un’antica cittadella e insediamento, risalenti al periodo dell’Impero Khorezmiano.

Visiteremo le cittadelle del deserto e ci fermeremo sulla strada per vedere la vista panoramica del fiume Amu Darya, che renderà il nostro trasferimento uno dei momenti salienti del tuo viaggio in Uzbekistan.

Faremo un passaggio attraverso gli  imponenti fortezze della regione di Khorezm (Corasmia). Pranzo e poi visiteremo quella che riteniamo essere la più suggestiva e interessante delle fortezze: Ayaz Kala appunto, che si sviluppa su tre livelli e che raggiungiamo dopo poco più di un’ora di viaggio. Il percorso attraversa campi coltivati a cotone e ortaggi. La fortezza si trova al margine del deserto Kyzilkum.

Dopo queste splendide visite, proseguiremo il nostro viaggio verso Bukhara. Pranzo lungo il percorso.

Cosa fare a Bukhara in Uzbekistan, città sulla Via della Seta

Festival di Nowruz

5°GIORNO: Bukhara

Dopo la colazione la giornata dedicata alla visita di Bukhara. “Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”. La nostra visita alla città includerà il Mausoleo di Chashmai Ayub, importate luogo sacro per i musulmani e punto di riferimento per i visitatori che desiderano esplorare la storia e la cultura di Bukhara, il Mausoleo di Ismail Samani, capolavoro dell’architettura islamica ed uno dei siti storici più importanti del Paese, per poi spostarci verso il Minareto Kalon, imponente ed elegante, è uno dei monumenti simbolo di Bukhara, originariamente usato per la chiamata alla preghiera.

Bukhara, città oasi sulla via della seta - Central Asia Guide

 

Cosa vedere a Bukhara | Blog Viaggi Uzbekistan

Esploreremo la Fortezza Ark, cittadella al cui interno troveremo una serie di edifici storici, tra cui palazzi, cortili, stanze di rappresentanza, e prigioni.

Ark | Bukhara, Uzbekistan | Attractions - Lonely Planet

Ci dirigeremo verso il Complesso di Poi Kalyan dove scopriremo la Moschea di Kalyan, la Madrasa Mir-i-Arab ed il Minareto di Kalyan.

Pranzo in ristorante locale.

Po-i-Kalyan - Wikipedia

Ci sarà ancora il tempo per il Mausoleo di Samanidi, il Chor-Minor – il cui tratto distintivo è la sua cupola, sotto la quale ci sono quattro torri più piccole – per poi giungere nella famosa piazza di Lyabi-Hazu, dedicata da sempre ai mercati.CHOR-MINOR: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2023) - Tripadvisor

Cena e pernottamento in hotel.

Infine, assisteremo ad uno spettacolo floristico nella Madrasa di Nadir Devanbeghi.

Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

 

6°GIORNO: Bukhara – Samarcanda

Dopo la colazione, visita a Sitorai Mokhi Khosa, palazzo estivo degli emiri di Bukhara, costruito nel 1911 per l’ultimo emiro Alim Khan. Al termine, partenza per la mitica Samarcanda.

Pranzo in ristorante locale (o al sacco) .

Visita Samarcanda: scopri il meglio di Samarcanda, Samarcanda, nel 2023 | Viaggia con Expedia

All’arrivo, sistemazione in albergo. Visita poi a una casa locale per partecipare a una masterclass di cucina tradizionale uzbeka durante la quale si preparerà il Plov, il “re” della cucina Uzbeka.

Dopo cena, passeggiata serale nella splendida Piazza Registan con illuminazione notturna.

Nota: durante le escursioni i turisti potranno partecipare alle festività locali di Navruz e assistere a concerti folkloristici in città, quando disponibili.

7°GIORNO: Samarcanda

Colazione in hotel e poi visita di questa straordinaria città.

Visiteremo il Mausoleo Gur-Emir, che ospita la tomba del Grande Tamerlano, e la piazza Registan, “La Piazza di Sabbia”, conosciuta come “La Perla dell’Asia Centrale” e nota per essere una delle piazze più belle del mondo, oltre che simbolo della città. Storicamente, la piazza era luogo di incontri pubblici, fiere e esecuzioni durante il periodo timuride.

Samarcanda: consigli e itinerari di viaggio | Turisti per Caso

Nella piazza di trovano le Madrasa Ulugh bek, Sher-dor e Tilya-kori. Ulugh Beg è nota per la sua elegante architettura, Sher-Dor presenta torri e rappresentazioni di tigri, mentre Tilya-Kori si distingue per i dettagli d’oro. Il Registan è un’iconica testimonianza dell’architettura islamica e della storia dell’Uzbekistan, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Samarcanda: cosa vedere e quando andare - Idee di viaggio - The Wom Travel

Visiteremo l’Osservatorio Ulugbek, il più grande osservatorio dell’Asia Centrale, costruito nel 1420 dal nipote di Tamerlano.

Pranzo in ristorante.

Sarà poi la volta del Museo Afrasiab, noto per la sua collezione di reperti archeologici, tra cui oggetti provenienti dal sito archeologico di Afrasiab, che è un’antica città situata nelle vicinanze di Samarcanda.

Samarcanda cosa vedere e fare | Guida completa di viaggio

Ci dirigeremo poi al Complesso Shah-i-Zinda, la cui caratteristica più sorprendente  è l’architettura delle facciate dei mausolei, decorate con piastrelle smaltate azzurre, turchesi e verdi, creando un effetto caleidoscopico di colori e disegni. Shah-i-Zinda significa “vivente reale” in persiano. Il complesso è noto per essere un importante sito di sepoltura, contenente le tombe di membri della dinastia di Tamerlano e di altri personaggi storici e religiosi.

Shah-i Zinda | World Heritage Journeys of Europe

Ci inoltreremo poi nello Siyab, il bazar più famoso ed importante di Samarcanda, per poi giungere alla Moschea Hazrat Khizr, costruita nell’ottavo secolo.

Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

 

8°GIORNO: Samarcanda – Tashkent

Dopo la colazione, visita al Bazar Siyab, il bazar più famoso e importante a Samarcanda e alla Moschea Bibi-Khanum, costruita nel 1400 e dedicata alla moglie di Tamerlano; con un’architettura timuride impressionante, presenta una grande cupola a medaglione, portali elaborati e dettagliate decorazioni. In passato, era una delle più grandi moschee islamiche. Nel corso dei secoli, ha subito danni e restauri.

cosa vedere a Tashkent - laprofconlavaligia

Dopo le visite, trasferimento alla stazione ferroviaria per prendere il treno veloce Afrosiyab con partenza verso la capitale Tashkent. Pranzo in ristorante.

All’arrivo trasferimento e sistemazione al hotel.

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

9°GIORNO: Tashkent – Italia

Dopo la colazione, trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo in partenza per l’Italia. Arrivo in Italia e fine dei nostri servizi.

 

La quota comprende:

  • Voli internazionali di linea in classe economica con bagaglio da stiva franchigia 20 Kg e bagaglio a mano
  • Volo interno
  • Sistemazione in hotel 4 stelle
  • Pasti come da programma
  • Trasferimenti con automezzi privati con A/C
  • Guida professionale parlante italiano
  • Visite ed escursioni come da programma
  • Ingressi a siti e musei come da programma
  • Biglietti del treno veloce Samarcanda – Tashkent
  • Spettacolo folkloristico a Bukhara
  • Acqua minerale, 1 litro al giorno
  • Assicurazione medico, bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO CHE COPRE INTERO VALORE DEL COSTO
  • Iva di legge

 

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali (circa €380,00 per persona)
  • Mance alla guida e autista
  • Bevande
  • Extra personali
  • Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”

 




INDIA RAJASTAN HOLI LA FESTA DEI COLORI – Marzo 2026

Pittori impressionisti come Monet, Renoir e Degas, per tradizione amanti del colore e della luce, si sarebbero sentiti a proprio agio durante l’HOLI FESTIVAL, una delle ricorrenze più vivaci e attese tra le festività indiane. Tre giorni di delirio collettivo multicolore che celebra l’arrivo della primavera e con essa il periodo del raccolto, coinvolgendo tutta la società indiana a prescindere da religione o classe sociale. Protagonista assoluta una polvere naturale, chiamata AABIR o GULAL, dalle sgargianti tonalità di blu, rosso, giallo, turchese e rosa.

Preparatevi ad incontrare ovunque persone in festa. Quella di Holi è una ricorrenza che segna la fine dell’inverno e l’avvicinarsi della primavera. I fiori iniziano a sbocciare, il sole splende nel cielo e sembra che ogni altra cosa passi in secondo piano.

Più di ogni altra festività, Holi è il trionfo dell’India gioiosa ed esuberante. Lasciatevi trascinare dai costumi colorati, dai sari in seta, dai colori sgargianti, dagli incensi, dai suoni e dalle bandiere, dai templi e dai luoghi sacri di questo straordinario paese.

In India è una delle feste più attese dell’anno. L’Holi Festival celebra l’inizio della primavera e coinvolge migliaia di persone. La manifestazione è una ricorrenza annuale molto antica e ha inizio con lo spargimento di polvere colorata, canti e balli. E’ una festa collettiva che coinvolge tutta la popolazione. Tutti si abbracciano, si baciano, cantano, ballano e suonano per far trionfare l’amore. Infatti, questa è la festa dell’amore, della passione, della gioia, della fratellanza e del colore.

Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”.
(tratto da Sri Vidya n.4 pag.5)

HOLI: IL FESTIVAL DEI COLORI IN INDIA!

 

GIORNO  02 Marzo – ITALIA – DELHI

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e operazioni imbarco volo a Delhi con scalo. Pasti e pernottamento a bordo.

GIORNO  03 Marzo – DELHI – MANDAWA

All’arrivo dopo  aver disbrigato la formalità  di dogana e immigrazione,incontro con la guida i lingua italiana che resterà con il gruppo per tutto il tour,partenza per Mandawa, cittadina fondata nel XVIII secolo e fortificata da alcune ricche famiglie di mercanti,.

LE MIGLIORI 10 cose da vedere a Mandawa (2025)

Affettuosamente conosciuta come “la terra di Havelis” o “galleria d’arte all’aperto”, questa città in miniatura di Nawalgarh si trova a circa 30 km dalla città di Jhunjhunu e rende assoluta giustizia al nome che le è stato dato.

Nawalgarh, sede delle raffinate Haveli del Rajasthan
Pranzo lungo il percorso.
Si dice che i Marwaris che erano in viaggio per città cosmo come Mumbai e Calcutta in cerca di lavoro, rimandassero i loro soldi duramente guadagnati alle loro case a Nawalgarh. Quando le loro attività iniziarono a prosperare, rimandarono gli artisti a Nawalgarh per costruire lussuosi palazzi e mostrare la loro ricchezza. Ciò ha portato alla ricca architettura di questa piccola città del Rajasthan.

Nawalgarh, India 2023: Best Places to Visit - Tripadvisor

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO  4 Marzo – MANDAWA – JODHPUR – HOLI FESTIVAL

Prima colazione in hotel.

La giornata di oggi, sarà dedicata alle celebrazioni dell’Holi Festival, uno dei festival più vivaci e gioiosi celebrati in India ed in molte comunità di origine indiana in tutto il mondo. È noto come il “Festival dei Colori” e simboleggia la vittoria del bene sul male, la primavera e la gioia della vita.

Photos: India celebrates Holi, the festival of colours | Arts and Culture News | Al Jazeera

Holi è solitamente celebrato durante la luna piena del mese di Phalgun, che cade tra febbraio e marzo nel calendario gregoriano. La festa si estende per due giorni, con la sera del primo giorno dedicata a cerimonie religiose e il secondo giorno caratterizzato dalla gioia dei colori.

Le persone si riuniscono in strada e nei cortili, gettando polveri colorate l’una contro l’altra. I colori sono tradizionalmente ottenuti da polveri naturali e acqua. Durante Holi, non esiste differenza di casta, religione o status sociale; tutti partecipano alla gioiosa festa di colori.

Holi è un momento in cui le regole sociali diventano più rilassate e le persone si liberano dalla routine quotidiana. È un’occasione per socializzare, perdonarsi reciprocamente e celebrare la vita in tutto il suo splendore.

Holi Festival India: cos'è e come si celebra la festa dei colori

Holi è un’esperienza unica e coinvolgente, dove le barriere sociali si dissolvono tra risate, colori e festeggiamenti. È una celebrazione che cattura lo spirito gioioso e inclusivo della cultura indiana. Per godere ancora meglio di questa esperienza unica, ci vestiremo anche noi di abiti tradizionali indiani!

Visitare Mandawa nel cuore del Rajasthan

Un tempo Mandawa era una fiorente città mercantile del Rajasthan, avamposto commerciale sull’antica rotta commerciale tra la Cina e il Medio Oriente nel XVIII secolo. Questi commercianti, con le loro attività di seta, oppio e hashish fiorenti nelle antiche città portuali di Calcutta e Bombay, avevano stabilito collegamenti commerciali di successo con la Cina, l’Afghanistan e altre parti del mondo.

Il sovrano di Nawalgarh, Thakur Nawal Singh costruì qui un forte per proteggere la città. Nel corso del tempo, questo villaggio attirò un gran numero di mercanti che percorrevano la Via della Seta e Mandawa divenne una città con quasi tutte le famiglie coinvolte in affari ad alto profitto. La città è quindi cresciuta come una città residente di ricchi mercanti che finirono per costruire bellissime case e trasformare una città commerciale in un insediamento.

Oggi Mandawa ha perso la sua importanza commerciale ma rimane una città affascinante, con le strade popolate occasionalmente di mucche e buoi, e di uomini e donne per lo più impegnati in lavori manuali. Le haveli in parte restaurate sono le principali attrazioni turistiche e la comunità locale è impegnata a valorizzare il ricco patrimonio artistico del passato conservando l’arte della pittura, dell’artigianato locale, dell’architettura e della scultura.Pranzo in corso di escursione e visita alle halaveli.

Al termine, partenza per Jodhpur. Cena e pernottamento in hotel

GIORNO  05 Marzo – JODHPUR – PUSHKAR

Dopo la prima colazione inizio alla visita dell’imponente Forte Mehrangarh provvisto di due ingressi, si erge su una collina dirupata di 125 mt di altezza, domina completamente la città e le sue mura.

FORTE MEHRANGARH: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

Il palazzo e il forte contengono ricche collezioni di palanchini, portantine da elefante, strumenti musicali, costumi, arredi e armi.

Visitare il Mehrangarh Fort di Jodhpur: la nostra guida - Viaggi da Fotografare

La collezione di cannoni è una delle più interessanti dell’India, sono tuttora visibili i segni dei colpi di cannone sparati dagli invasori. Diversi cenotafi ricordano il sacrificio dei coraggiosi guerrieri Rajput. Ci sono inoltre le impronte delle mani delle “Sati”, le donne che preferirono immolarsi in caso di sconfitta dei loro mariti, piuttosto che subire l’onta della cattività. Degni di nota sono la Sale dell’incoronazione e il trono, dove furono incoronati tutti i sovrani della città, ad eccezione del fondatore. All’interno del forte si trovano 36 finestre a grata, ognuna diversa dall’altra, pannelli preziosamente scolpiti e transenne forate di arenaria rossa.

Pranzo lungo il percorso. Al termine trasferimento a Pushkar, famosa cittadina del Rajasthan, nota soprattutto per la sua “fiera dei cammelli”, che si tiene nel mese di novembre.

Pushkar, la città sacra nata dalla mano di Brahma

Cena e Pernottamento.

GIORNO 06 Marzo – PUSHKAR – JAIPUR

Dopo la prima colazione visita della città santa che ospita l’unico tempio dedicato al dio Brahma di tutta l’India e la famosa fiera del bestiame nel plenilunio di novembre.Pushkar. Una piccola cittadina di 15mila abitanti contro le milionate di persone delle grandi città (come Jaipur), silenziosa e pedonale, dove ci si sveglia immersi nel deserto sulle sponde di un lago meraviglioso, circondato da sacri Gath dove le persone si immergono per purificarsi. E non solo: dove si possono fare safari in cammello, visitare templi sacri e fare feste con gli hippy che la abitano ad ogni tramonto. Questa perla è un po’ snobbata dalla Lonely Planet, ma non preoccupatevi: vi racconto io cosa fare e cosa vedere.

Pushkar Cuore Sacro del Rajasthan India

Pushkar è una cittadina sacra per gli indiani: è l’unica al mondo in cui sorge un templio dedicato al Dio Brahma, il creatore. Leggenda narra che il lago sia nato dalle lacrime di sua moglie e qui si è voluto quindi costruire un piccolo templio a loro dedicato. Prima tappa fondamentale, quindi, è il Brahma Mandir, raggiungibile da ovunque a piedi.

Al termine partenza per Jaipur, detta anche la città Rosa.Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO  07 Marzo – JAIPUR

Colazione in hotel e intera giornata dedicata alla visita della “città rosa“, capoluogo del Rajasthan, nodo commerciale e turistico di prim’ ordine, è oggi un centro di almeno 1.300.00 persone, sito in un’area semidesertica. Jaipur colpisce perché è architettonicamente ordinata secondo precise geometrie. E’ famosa per i suoi edifici in arenaria rosa, sembra però che l’appellativo derivi da un episodio del 1876, quando Jaipur fu ridipinta di rosa per la visita del principe del Galles.

La prima visita sarà fatta al Forte Amber, a 11 km. da Jaipur. L’ultimo tratto di salita al Forte si percorre a dorso di placidi elefanti per meglio entrare nello spirito dei luoghi.

Rajasthan - La fortezza di Amber Fort o Amber Palace

All’ interno delle mura si visitano palazzi e padiglioni di raffinata bellezza ed il piccolo tempio della Dea Kali. Quindi visita alla città vera e propria: all’ Osservatorio, ricco di strumenti d’eccezionale grandezza e dove si trova il “Sancrat” (il Principe della Meridiana), uno gnomone alto 90 piedi;

Jaipur Cosa Vedere e Fare - Guida 2025 | archètravel

al Palazzo del Vento, che sorge su una delle principali strade della città, un curioso palazzo elaborato e fantasioso ma nello stesso tempo limpido esempio d’arte orientale costruito anch’esso con la “pietra del deserto”;

Viaggio a colori: Jaipur Splendor è il libro per sognare l'India | Architectural Digest Italia

ed infine visita al Palazzo del Maharaja risalente al 1570.

Airbnb apre il Palazzo Reale di Jaiour, per dormire ospiti del Maharaja

Cena con una famiglia locale, dopo una lezione di cucina che ci svelerà i segreti della tradizione culinaria locale.

GIORNO  08 Marzo – JAIPUR- ABHANERI- FATEHPUR SIKRI – AGRA

Dopo colazione partenza per Agra lungo la prima sosta ad Abhaneri,che è solo un piccolo puntino sulla cartina del Rajasthan, ma non bisogna farsi sfuggire la possibilità di fare un’escursione, perché il villaggio ospita il pozzo a gradoni tra i più profondi dell’India, conosciuto come Chand Baori. 

Discover Abhaneri, Rajasthan: A Travel Guide

Il villaggio ospita infatti il Chand Baori, un pozzo a gradoni tra i più profondi dell’India, opera di ingegneria unica nel suo genere, con una architettura che crea prospettive talmente particolari, da farlo sembrare un labirinto disegnato da Escher. La costruzione del Chand Baori iniziò con tutta probabilità intorno al VII secolo, anche se alcuni studiosi ritengono che risalga a non prima del IX secolo. Questo pozzo a gradoni fu costruito per garantire una fonte di acqua facilmente accessibile durante i periodi di siccità: il pozzo presenta infatti 3500 scalini atti a raggiungere l’acqua 13 piani più in basso, a 30 metri di profondità (anche se il livello dell’acqua cambiava a seconda della piovosità durante l’anno).

Prenota la guida turistica ufficiale per Fatehpur Sikri. | GetYourGuide

 

Si prosegue per Fatehpur Sikri per la visita della città deserta del XVI secolo, abbandonata dopo soli 14 anni della sua edificazione, con bellissimi palazzi in arenaria rossa.

L’antica città di Fatehpur Sikri, conosciuta in italiano come Città della Vittoria, ospita numerosi palazzi, padiglioni, residenze reali, templi e moschee, costruiti prevalentemente in arenaria rossa e protetti da un maestoso muro di cinta dove si aprono possenti portali di accesso. La costruzione del complesso iniziò nel 1570 e crebbe molto velocemente, prima di essere abbandonata pochi decenni dopo con altrettanta velocità, forse per mancanza di acqua o per essere più vicini all’esercito impegnato a proteggere i confini più a nord.

L’architettura di Fatehpur Sikri è tipica Moghul, in un misto tra indù ed islamico, con imponenti edifici riccamente decorati da bassorilievi ed inserti in marmo e pietre preziose, quest’ultime sparite dopo i saccheggi avvenuti gli anni successivi. Quello che possiamo osservare al giorno d’oggi con un tour a Fatehpur Sikri, sono svariati edifici con funzione pubblica o di residenza per i reali, così come l’antica moschea e gli imponenti portali di accesso, mentre non resta traccia delle abitazioni private di proprietà della gente comune.

Your audio guide of Fatehpur Sikri | SmartGuide

L’esplorazione di Fatehpur Sikri inizia dal Diwan-i-Khas, un edificio a base quadrangolare in pietra arenaria rossa, utilizzato per le udienze private.

All’interno, al centro della sala, si trova una colonna squisitamente decorata con elaborati bassorilievi, che termina in un capitello a stalattiti dove convergono quattro passerelle e dove sedeva l’imperatore sopra una piattaforma di marmo.

Il palazzo si affaccia sul Pachisi Court, un cortile con una scacchiera disegnata sulla pavimentazione, dove i membri della corte potevano giocare all’omonimo gioco.

All’arrivo check in hotel. Cena e pernottamento in hotel.

Pranzo previsto in una dimora storica del Maharaja di Bharatpur,

GIORNO 09 Marzo – AGRA – DELHI

Dopo la colazione in mattinata la visita del Taj Mahal, una delle sette meraviglie al mondo, un magnifico sogno in marmo che sorge nel mezzo di un lussureggiante giardino come una perla in una sorta di paesaggio immacolato.

Exploring Taj Mahal, India's most admired and most visited monument | Architectural Digest India

Il Taj Mahal, che letteralmente tradotto significa “il palazzo della corona” o “la corona del palazzo”, è il nome dato ad una stupenda costruzione situata nella cittadina indiana di Agra, le cui origini sono molto incerte.Secondo la tradizione, l’opera sarebbe stata voluta dall’imperatore indiano Shah Jahan, per realizzare una delle promesse fatta alla moglie quando era ancora in vita.I lavori, che ebbero inizio nel 1632, si conclusero solo nel 1654 ed impiegarono il lavoro di tantissimi artigiani, alcuni dei quali provenienti dall’Europa e addirittura uno dall’Italia di nome Geronimo Veroneo, che si servirono di diversi materiali provenienti da ogni parte dell’India e dell’Asia.In totale si contano 28 diversi tipi di pietre preziose e semi preziose, incastonate nel marmo bianco come motivo decorativo dell’intera struttura.

5 curiosità sul Taj Mahal, il più famoso monumento indiano

Durante il XX secolo l’edificio fu molto curato: nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, il Governo indiano eresse infatti un’impalcatura attorno alla struttura per difenderla da eventuali danni provocati da attacchi aerei e tale precauzione fu presa anche durante la guerra tra India e Pakistan, tra il 1965 e il 1971.

Il complesso architettonico del Taj Mahal si compone di cinque elementi principali: il darwaza (portone), il bageecha (giardino), il masjid (moschea), che rappresenta il luogo di culto dei pellegrini e la struttura che santifica l’intero complesso, il mihman khana (“casa degli ospiti”, chiamata anche jawab) ed infine il mausoleum ovvero la tomba dell’imperatore Shah Jahan.

Poi la visita di Forte d’Agra, antica residenza imperiale dell’imperatore della dinastia Moghul Shah Jahan.Il Forte di Agraè uno dei monumenti più impressionanti e significativi del paese. Questo magnifico complesso architettonico, conosciuto anche come Forte Rosso di Agra, ha un’influenza profonda sulla storia e sulla cultura dell’India. Costruito nel XVI secolo, il forte è un capolavoro di architettura Mughal che cattura l’immaginazione dei visitatori con la sua grandezza e bellezza mozzafiato.

Forte di Agra: Fortezza Moghul e Patrimonio UNESCO

Il Forte di Agra, situato sulle rive del fiume Yamuna, ha avuto un’influenza profonda sulla storia dell’India. La sua costruzione iniziò nel 1565 sotto l’imperatore Akbar, che trasformò una precedente fortezza di mattoni in una imponente struttura di arenaria rossa. Questo progetto ambizioso richiese otto anni di lavoro e l’impiego di circa 4.000 operai al giorno. Il forte non era solo una fortezza militare, ma anche il centro nevralgico dell’impero Mughal, riflettendo il desiderio di Akbar di creare una sede di potere inespugnabile.

Il Forte di Agra, India: Tutto Quello che Devi Sapere

Dinastia Moghul

Durante il regno Mughal, il Forte di Agra raggiunse il suo apice di splendore. Shah Jahan, nipote di Akbar, apportò significative modifiche alla struttura, aggiungendo edifici in marmo bianco come la Moti Masjid (Moschea della Perla) e lo Sheesh Mahal (Sala degli Specchi). Questi elementi architettonici rappresentano l’apice del genio Mughal, combinando stili persiani, turchi e indiani. Tuttavia, il declino dell’impero Mughal iniziò dopo la morte di Shah Jahan, che trascorse i suoi ultimi anni imprigionato nel forte dal figlio Aurangzeb.

Partenza per Delhi.All’arrivo sistemazione in hotel. Cena e Pernottamento.

GIORNO 10 Marzo – DELHI

Dopo la prima colazione, visita ai seguenti siti: la Moschea del venerdì.

La Jama Masjid, imponente capolavoro dell’architettura Moghul, è la più grande moschea dell’India e uno dei monumenti più significativi di Delhi. Costruita tra il 1644 e il 1658 dall’imperatore Shah Jahan, questa magnifica struttura può accogliere fino a 25.000 fedeli nel suo vasto cortile. Conosciuta anche come “moschea del venerdì”, rappresenta l’ultimo trionfo architettonico del sovrano che commissionò anche il celebre Taj Mahal.

Nel cuore della Vecchia Delhi, la Jama Masjid Delhi si distingue per i suoi maestosi minareti che si elevano per oltre 40 metri, offrendo una vista mozzafiato sulla città circostante. La fusione di elementi di design islamico e indiano rende questo monumento un esempio straordinario di architettura indo-islamica. Infatti, la struttura realizzata in marmo bianco e arenaria rossa non è soltanto un importante luogo di culto per la comunità musulmana, ma anche una significativa attrazione storica che affascina visitatori da tutto il mondo.

Alla Scoperta della Jama masjid a Delhi

Visita al  Raj Ghat, memoriale eretto nel luogo in cui avvenne la cremazione di Mahatma Gandhi.

Raj Ghat è uno dei luoghi più visitati di Nuova Delhi, il sacro memoriale dove furono cremate le spoglie di Mahatma Gandhi il 31 gennaio 1948. Situato sulle rive del fiume Yamuna, questo luogo di pace e riflessione rappresenta non solo il punto finale del viaggio terreno di Gandhi, ma anche l’eredità spirituale di uno dei più grandi leader della storia indiana.

Raj Ghat Memoriale dedicato a Mahatma Gandhi
Il memoriale di Raj Ghat a Delhi è caratterizzato da una semplice ma eloquente piattaforma quadrata in marmo nero, che porta incisa la frase “He Ram” (Oh Dio), considerate le ultime parole pronunciate da Gandhi prima di morire. Inoltre, una fiamma eterna arde continuamente in memoria del Mahatma, creando un’atmosfera di solenne rispetto all’interno del tranquillo giardino che circonda il monumento. È interessante notare come più di due milioni di persone seguirono il corteo funebre di Gandhi, testimonianza dell’immenso impatto che ebbe sulla nazione appena indipendente.Oggi, il Raj Ghat è diventato un simbolo di pace e non violenza, nonché una tappa obbligata per i capi di governo stranieri in visita in India, che tradizionalmente rendono omaggio a Gandhi deponendo fiori o corone sulla piattaforma. Ogni venerdì alle 17:00 si tengono cerimonie commemorative, così come il 2 ottobre e il 30 gennaio, rispettivamente anniversari della sua nascita e della sua morte.

 

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio, visita della città nuova: sosta fotografica al Palazzo Presidenziale; il Palazzo del Parlamento, e gli altri Palazzi Governativi; l’India Gate, un monumento d’arenaria rossa, costruito in memoria di soldati che sono caduti nella Prima guerra mondiale;

Qutub Minar: Lesser known facts about the world's tallest brick minaret - India Today

Poi visita del bellissimo complesso del Qutub Minar (Patrimonio dell’UNESCO), la torre di arenaria rossa decorata con versetti coranici, con la sua splendida moschea.

Delhi - Gurudwara Bangla Sahib, la casa di culto sikh

Visita del Tempio Sikh, il più importante luogo di culto dei Sikh a Delhi.

Cena e pernottamento in hotel.

GIORNO  11 Marzo – DELHI – ITALIA

Nelle prime ore del mattino trasferimento in aeroporto in tempo utile per la partenza con volo di linea per Italia,con scalo. Arrivo in Italia. Fine dei servizi.

 

La quota comprende:

  • Sistemazioni  in hotel    4****
  • Voli di linea in classe economica  franchigia bagaglio 20 kg
  • Trattamento di pensione completa
  • Tutti i trasferimenti da/per aeroporti in India con mezzo privato
  • Guida parlante italiano per la durata del tour
  • Escursione a dorso d’elefante per la salita al Forte Amber Jaipur
  • Abito tradizionale per festeggiamenti di Holi festival
  • Biglietti di ingresso a templi e monumenti come da programma
  • Assistenza in italiano 24/7
  • Acqua a bordo del veicolo durante i trasferimenti
  • Tasse governative in India
  • Assicurazione medica (50.000,00 euro) e bagaglio (1.500,00 euro)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO copre intero valore
  • Kit viaggio
  • Iva di legge

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali euro 495,00 soggette a riconferma
  • Bevande ai pasti
  • Visto ingresso India 80,00
  • Mance per autista guida facchini
  • Extra di carattere personale
  • Tutto quanto non previsto alla voce la quota comprende

 




Indonesia Gran Tour a Capodanno

Se avete sempre e solo sognato di visitare l’Indonesia, oggi il vostro desiderio potrà finalmente diventare realtà grazie al tour operator

                                                           “I Viaggi di Giorgio”.

Avrete la possibilità di scoprire un luogo mozzafiato, in cui sacro e profano si rincorrono dietro a ogni tempio e a ogni simulacro simboleggiante la fertilità, in cui tra oceani e vulcani si sparpagliano nel blu intenso delle acque circa 17.000 isole e dove l’incanto di Bali vi rapirà per non lasciarvi più andare via.

Indonesia, paese immenso, ricco di storia e di cultura, crogiolo di razze e religioni, spiagge tropicali, templi e natura rigogliosa.Con un’estensione paragonabile alla distanza tra Roma e la Siberia, è facile immaginare quanto questo grande e meraviglioso arcipelago abbia da offrire.

L’itinerario che propone “I Viaggi di Giorgio” è proprio di quelli da non perdere: un viaggio intenso e spettacolare che si propone di mostrarvi gli angoli più suggestivi dell’Indonesia, quelli che sembrano appena usciti da una cartolina patinata e surreale.

Questo viaggio vi porta alla scoperta di un altopiano misterioso e pittoresco: il Tana Toraja nel cuore dell’isola di Sulawesi. Lì vive un’antica popolazione famosa per una cultura funeraria unica nel loro genere. La morte per i Toraja è un evento fondamentale nella vita sociale e la sua celebrazione è una tradizione ancestrale unica al mondo. Da non perdere le loro tradizionali abitazioni dalla bizzarra struttura che ricorda la chiglia di una nave, immerse in verdi risaie. Scendendo verso sud, nella cittadina di Sengkang si esplora il suggestivo lago Tempe, abitato da placidi pescatori che vivono su palafitte. Il viaggio si conclude sulle coste meridionali, con le sue bianche spiagge e l’atmosfera tranquilla

L’Indonesia, infatti, più che un semplice luogo da scoprire è quasi uno stato d’animo: è una terra giovane e fiera in cui si susseguono scenari da favola ma è anche un luogo ricco di spiritualità, l’oasi perfetta in cui è possibile riconciliarsi con la natura e il proprio io più intimo e segreto. Dunque, perché non scoprire qualcosa di più sull’arcipelago compreso tra due oceani?

Yogyakarta Chiamata Jogja dai locals, Yogyakarta ha davvero molto da offrire al viaggiatore.Il centro storico di Jogja merita almeno una giornata intera di viaggio, per esplorare monumenti ed edifici storici come il Kraton (ex palazzo del Sultano) o il man Sari (conosciuto anche come Water Castle).

Bali:non ha bisogno di presentazioni l’”Isola degli Dei”, conosciuta ed amata internazionalmente per le meraviglie naturali e culturali che questa piccola isola sa offrire.
Templi, cerimonie, roccaforte induista in un’Indonesia a maggioranza musulmana, Bali mantiene quell’aura spirituale e gentile che cosi tanto affascina i turisti.
Bali gode di meraviglie naturali come le famose terrazze di riso patrimonio dell’Unesco, cascate e templi tra le montagne e sui laghi.
Nel centro-ovest di Sulawesi potrete visitare Tana Toraja, zona di altopiani in cui vive una popolazione che ancora compie complessi e macabri riti funerari. Assolutamente da visitare!

            L’amore oltre la morte:

              i riti funebri dei Toraja

Questa popolazione dell’Indonesia si prende cura dei propri morti come se fossero ancora vivi, offrendo loro cibo, vestiti, acqua e sigarette.
Per la maggior parte di noi, parlare della morte è un tabù—ma non per la popolazione dei Toraja, abitanti delle suggestive montagne nella provincia del Sulawesi Meridionale, in Indonesia: per loro, è un compito che dura tutta la vita, perché la morte non è affatto un addio definitivo. I Toraja imparano da bambini ad accettarla come parte della vita, e quando una persona cara muore, i Toraja la trattano semplicemente come se fosse malata (Toma Kula). Cibo, acqua e persino sigarette sono offerte alla Toma Kula ogni giorno, perché si ritiene che lo spirito resti vicino al corpo e voglia ricevere attenzioni.

È il tradizionale teatro delle ombre giavanese e nel 2003 è diventato Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Il Wayang Kulit viene rappresentato tramite figure intagliate nella pelle di bufalo di poco spessore finemente lavorate: gli arti superiori sono mobili, mentre la testa è fissata al busto. Prima che inventassero il cinema, con le marionette si raccontavano storie e tramandavano miti.

Un che Vi emozionerà costantemente.

 

SONO PREVISTI VOLI AVVICINAMENTO A ROMA A TARIFFE CONFIDENZIALI

 

1° giorno 26 Dicembre: partenza dall’Italia

Ritrovo dei partecipanti in aereporto e operazioni di imbarco volo per Indonesia con scalo ,pasti e pernottamento a bordo.

2° giorno 27 Dicembre: arrivo a Jakarta

Arrivo a Jakarta e dopo aver ritirato i bagagli,incontro con la guida e trasferimento in hotel.

Cena e pernottamento.

3° giorno 28 Dicembre: Jakarta – Yogyakarta –

Prima colazione in hotel .e breve city tour panoramico, durante trasferimento in aereoporto,la  piazza Fataihlah e il National Monument.

Suggerimenti & Articoli su Jakarta

Volo diretto  a Yogyakarta sull’isola di Java.Arrivo e inizio delle visite.

A circa un’ora da Yogya si trova il grandioso tempio di Borobodur. E’ uno dei monumenti più grandi e imponenti mai costruiti dall’uomo, integrato nella splendida cornice dei monti Menoreh. Al suo interno vi sono le più belle statue buddiste del mondo, che ritraggono Buddha in oltre 1500 espressioni.

In serata, cena in ristorante locale e dopodiche’ si procederá per il Sonobudoyo Museum per assistere allo show del Wayang Kulit, uno spettacolo di danze tradizionali che riprendono il tema epico del Ramayana, Purawisata.

Trasferimento in hotel e pernottamento.

4° giorno 29 Dicembre: Yogyakarta – Solo – Yogyakarta

Dopo colazione si percorrono i sessanta chilometri che separano “Yogya” da Solo, precedentemente nota come Surakarta, una delle antiche capitali dell’impero.

Nel XVII sec. Il regno e la corte della dinastia Mataram furono trasferite dalla vicina Yogya prima a Kartasura e dopo a Surakarta, sulle sponde del fiume Solo che oggi da il nome all’omonima città. Anche Solo fu un influente centro culturale, ancora oggi si perpetuano l’insegnamento della musica e della danza e altre arti tradizionali quali la tessitura di rinomati batik. La bellezza dei suoi palazzi, la vivacità dei mercati e il suo glorioso passato la fanno competere ad armi pari con Yogyakarta, contendendosi con quest’ultima il primato di perno della cultura javanese.

Visita del Kasunanan Palace, cioè il Palazzo del Sultano, ch’è il più grande e importante edificio reale della città. Nel lontano 1745 il sultano Pakubuwono II, quando decise di trasferire la capitale da Kartasura a Surakarta, fece trasportare in processione tutti gli arredi reali nel nuovo palazzo (ivi inclusi degli alberi interrati nel precedente giardino) in un solo giorno.

Tour privato di Yogyakarta: palazzo del sultano di Kraton, castello d'acqua e Kota Gede fornito da Asian Trails Indonesia (2025) - Tripadvisor

La visita prosegue con il piccolo ma interessante museo Radya Pustaka, fondato nel 1890, che offre un’ampia panoramica sul ricco patrimonio culturale e storico della città con la sua vasta gamma di reperti: preziosi libri antichi, una meravigliosa raccolta di strumenti musicali e marionette, una invidiabile collezione di kris tempestati di pietre preziose. Interessante anche il mercato locale in cui si può trovar di tutto in fatto di artigianato.

Pranzo in un ristorante locale e proseguimento per la visita di Candi Ceto, a circa due ore da Solo. Il tempio di Ceto, da poco restaurato, si trova immerso nella natura lungo le pendici di una montagna, articolato in terrazze e con un’architettura sobria in blocchi di pietra.

Cetho Temple (Karanganyar) - Tripadvisor

In serata rientro in hotel a Yogyakarta, cena libera e pernottamento.

5° giorno 30 Dicembre: Yogyakarta – Prambanan – Yogyakarta – Makassar

Colazione e partenza dall’hotel.

In mattinata escursione appena fuori dalla città reale di Yogyakarta per visitare il favoloso complesso templare indù di Prambanan poi a The Kraton, il palazzo reale ancora oggi residenza del sultano, è sicuramente il più visitato tra i palazzi cittadini e rappresenta il cuore della città. Con le sue migliaia di stanze, moschee, stalle e vari padiglioni, è una vera e propria città-fortezza nel cuore della città stessa, circondata da un intreccio di vicoli tranquilli e ordinati su cui si affacciano case dipinte di bianco.

Tour dell'Indonesia da Giava a Sulawasi - Ujung Pandang - Fino a -70% | Voyage Privé

Il Kraton, il palazzo reale ancor oggi residenza del sultano, è certamente il più visitato tra i palazzi cittadini e rappresenta il fulcro della città. Con le sue mille stanze, moschee, stalle e padiglioni vari, è una vera e propria città-fortezza nel cuore della città stessa, circondato da un intreccio di vicoli silenziosi e ordinati su cui affacciano case tinteggiate di bianco.

Prambanan - World History Encyclopedia

Poco lontano dal Kraton sorge il Tamari Sari,un complesso dotato di passaggi sotterranei e stanze segrete, piscine e deliziosi giardini, che una volta era il luogo intimo di piacere del sultano e della sua corte.

Tour della città di Yogyakarta Prambanan , Borobudur , Palazzo Keraton | GetYourGuide

Pranzo in un ristorante,  trasferimento in aeroporto, in tempo per l’imbarco sul volo che, in circa due ore, ci porterà a Ujung Pandang, oggi ribattezzata Makassar, la capitale dell’isola di Sulawesi. Accoglienza in aeroporto e trasferimento in hotel Melia Makassar , tra i migliori della città.

Poster, Quadro Masjid 99 Kubah (99 Domes Mosque), a beautiful Mosque with unique architecture, located in famous destination, Losari Beach, Makassar, ...

Cena  e pernottamento.

6° giorno 31 Dicembre: Makassar – Toraja

Al mattino, dopo colazione, incontro con la guida locale breve city tour di Makassar.

A seguire partenza  alla scoperta delle meraviglie dell’isola, verso gli altopiani centrali abitati dall’etnia dei Toraja. Una lunga ma pittoresca tappa di trasferimento  è l’impegno richiesto ai viaggiatori per raggiungere queste terre tanto remote quanto affascinanti.

Visita Makassar: scopri il meglio di Makassar, Sulawesi Meridionale, nel 2025 | Viaggia con Expedia

Inizio del viaggio verso l’altopiano del Toraja. Lungo il tragitto si visita Rammang – Rammang navigando con una piccola imbarcazione locale sul fiume Pute da cui si può ammirare l’incredibile vista della pietra carsica spaccata dal fiume. Tempo a disposizione per una passeggiata tra le risaie fino a raggiungere un piccolo villaggio locale incastonato tra le gigantesche formazioni carsiche e che custodisce storie, cultura e tradizioni tipiche dell’epoca preistorica. Pranzo a Pare-Pare in un ristorante locale. per poi procedere verso Rantepao. Lungo il tragitto breve sosta al monte Bambapuang per una pausa caffè/tè prima di raggiungere il Toraja

Alcune soste lungo il percorso. Pranzo in ristorante. Si arriva a Tana Toraja. Trasferimento a Rantepao.

Sistemazione all’hotel Heritage Toraja, cenone di fine anno  e pernottamento.

Toraja Heritage Hotel, Rantepao (prezzi aggiornati per il 2025)

Tipiche case dei Toraja.

Tour culturale di Toraja di 4 giorni da Makassar: case di Tongkonan ai funerali di Toraja fornito da Wandernesia (2025) - Tripadvisor

7° e  8° giorno 1 e 2 Gennaio: Toraja

Pensione completa.

Prima giornata per esplorare l’altopiano Toraja Si visiterà Lemo, un cimitero scavato nella roccia e decorato con i famigerati Tau-Tau, sculture in legno che rappresentano i defunti, il villaggio di Ke’te Kesu, uno dei villaggi più antichi, dove è ancora possibile vedere le tipiche case chiamate “Tongkonan» caratterizzate dal tetto a forma di barca. Poi ancora tombe sospese all’interno di grotte, scavate nei tronchi degli alberi per accogliere i neonati e tanto altro.

 

La suggestiva terra dei Toraja

9° giorno 3 Gennaio: Toraja – Makassar-Bali

Prima colazione e  seconda dell’orario del volo domestico, trasferimento  per l’aeroporto Toraja e poi di di Makassar, in tempo per la partenza con il volo di linea per l’isola di Bali.

L’isola di Bali è l’unica in cui l’Islam non riuscì a esercitare alcuna influenza e dove sino a oggi si è conservato un carattere induista particolare.

Risaie di Bali - Le famose risaie terrazzate di Bali

Arrivo a Bali,incontro con la guida e trasferimento in hotel per la cena e pernottamento.

INDONESIA - Alla scoperta di Bali, tra mare, templi e foreste magiche | Agenzia Viaggi Nuove Ali - Milano

Partenza in direzione del villaggio di Sebatu,

Pura Gunung Kawi Sebatu in Ubud - A Complete Guide to The Sebatu Holy Spring Temple - Omnivagant

Esistono diversi templi con sorgenti sacre in Bali ma quello di Sebatu è considerato uno dei più belli grazie al contesto naturale in cui è inserito.

templare di Gunung Kawi presso Tampaksiring,

10° giorno 4 Gennaio: Ubud

Dopo colazione visita al caratteristico e animato mercato di Giangyar.

Visit Traditional Art Market in Gianyar and Denpasar | SafariBaliTicket

si raggiunge il villaggio di Tegallalang, nei cui pressi si possono ammirare i meravigliosi terrazzamenti che i contadini locali, in cooperative, curano con grande attenzione e, sicuramente possono essere considerate delle opere d’arte del mondo rurale.

Non lontano da Ubud l’antico tempio di Goa Gaja, detto anche ‘la grotta dell’elefante’, risalente al IX sec. e interamente scolpito nella roccia

Grotta dell'elefante: Info, orari, prezzi, opinioni » Ubud

Si prosegue poi per le visite ad alcuni dei più antichi e interessanti templi dei dintorni. Prima destinazione Bangli, uno dei nove antichi reami dell’isola, l’unico senza sbocchi sul mare, per visitare il tempio molto venerato di Pura Kehen, risalente al sec. XI, costruito a terrazze e con un ingresso finemente decorato.

Visitbali - The Exciting 5 Day-Trip in Bangli Regency

Raggiungiamo la località di Penelokan sul bordo del cratere del vulcano Batur. Da un punto panoramico si può godere di una vista mozzafiato sul vulcano e sul lago Batur, che con la sua forma a mezzaluna è adagiato proprio alla base del monte

Le visite continuano con il celebre Besakih

Monte Batur Natura e avventura: il MEGLIO del 2025 - Cancellazione GRATUITA | GetYourGuide

Rientro a Ubud nel tardo pomeriggio e serata libera a disposizione.

11° giorno 5 Gennaio: Ubud –  Nusa Dua – Partenza

Prima colazione in hotel. Giornata a disposizione  per rilassarsi nel magnifico mare balinese.

In serata ,trasferimento in aeroporto partenza per il volo di rientro . Pasti e pernottamento a bordo.

 

12° giorno 6 Gennaio: Italia 

Arrivo in Italia e fine dei servizi.

 

La quota comprende:

  • Voli di linea con scalo ,in classe economica, franchigia bagaglio 23 kg
  • Tour e trasferimenti come da itinerario con veicolo privato con aria condizionata
  • Guida in lingua italiana per la durata del tour.
  • Quote per gli ingressi previsti in programma
  • Pernottamenti negli hotel 4**** e  5***** e  5*****L in trattamento di camera  e colazione
  • Pasti come da programma
  • Spettacoli come in itinerario.
  • Acqua minerale durante i trasferimenti e tours
  • Tasse locali
  • Assicurazione medica (massimale 50.000,00)e bagaglio (massimale 1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO  copre intero importo del tour
  • Kit da Viaggio

Non comprende :

  • Tasse aereoportuali soggette a riconferma sino emissione biglietti aerei pari a euro 540,00
  • Mance
  • Spese personali
  • Tutto quanto non previsto  nella “quota comprende”

Passaporto: necessario, con validità residua di almeno 6 mesi alla data di uscita prevista dall’Indonesia con due pagine libere. Si ricorda che i turisti sono tenuti a portare sempre con sé il proprio passaporto.

Visto d’ingresso: I cittadini italiani, in possesso di passaporto valido almeno per sei mesi, che intendano recarsi in Indonesia per un periodo non superiore a 30 giorni e per motivi di turismo, visite socio-culturali, istruzione o training, affari, partecipazione a seminari e conferenze e transito  sono esenti dalla richiesta di visto se entrano nel Paese dagli Aeroporti, Porti e frontiere terrestri elencati nel seguente link:
https://www.kemlu.go.id/rome/lc/layanan-visa/Pages/Visa-Kunjungan-Saat-Kedatangan.aspx

Ci occuperemo noi della eventuale richiesta di visto.

Disposizioni Sanitarie.

Non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Il rischio malaria è praticamente inesistente.

Clima

Data la posizione a cavallo dell’equatore, l’Indonesia presenta un clima caldo con un certo grado di umidità e con temperature medie di circa 28°C tutto l’anno.