MALDIVE ponte 25 aprile e 1 maggio

Sono previsti voli da tutta Italia

 

Keyodhoo, le Maldive più autentiche in guest house

Il tramonto incendia il cielo di oro e arancio, mentre i canti del muezzin di Keyodhoo arrivano di sottofondo, trasmettendo un senso di pace.

Lo stesso che portano le nuvole bianche sul mare azzurro e sospeso sull’orizzonte curvo, disegnano un paesaggio da paradiso terrestre, qualcuna foriera di pioggia ma dopo pochi minuti di temporale torna il sereno e nel cielo si dipinge l’arcobaleno che spesso si riflette sull’acqua.

Le Maldive sono davvero un sogno, un luogo incantato che sembra un eden incontaminato. Lontano dai resort, la vita
scorre lenta nei villaggi dei pescatori delle isole come Keyodhoo, sull’atollo di Vaavu, raggiungibile con meno di due ore di barca veloce dall’aeroporto e da Malè.Qui si trovano le Maldive autentiche, quelle che regalano una sensazione di tranquillità, facendo dimenticare stress e problemi quotidiani. Dove la vita è fatta di pesca e turismo, dove la sera l’illuminazione è quasi inesistente e si vede la luna piena e le stelle, dove le stradine sono di sabbia , dove i negozi di souvenir aprono su richiesta e dove si paga solo in contante, meglio dollari o euro, non esiste un bancomat o una banca su tutta l’isola. In compenso c’è un ospedale, mentre la moschea con un piccolo minareto segna il panorama e fervono i lavori di ampliamento del porto e della palestra della scuola.

I bambini ordinati in divisa entrano nelle aule affacciate sul cortile dai generosi fiori e le mura tinte di azzurro pastello, le donne sgranano in strada le verdure o mettono a seccare le tipiche noci locali al sole, gli uomini la sera giocano a carte su tavolini improvvisati, tutti si riposano sulle curiose sedie a sdraio fatte di rete, disseminate ovunque come fossero le panchine di una città occidentale.

E’ la natura la vera regina di Keyodhoo. Un airone si appoggia sulla sabbia, un altro che ha l’ala messa male ed è una mascotte del villaggio staziona imperterrito su un piccolo pontile, la testa di una tartaruga marina fa capolino nelle acque trasparenti del porto, alcuni pesci volanti saltano nell’ora del tramonto proprio a riva.

E poi tutti i pesci della barriera corallina, gli angeli, i picasso, i fucilieri, i chirurgo e i farfalla, quelli più grandi si incrociano in giochi di passaggi veloci nell’acqua più alta, mentre nelle acque basse, tra coralli e rocce, sembra esserci una nursery con i cuccioli dei pesci.

Si lasciano ammirare facendo snorkeling proprio a pochi metri dalla larga spiaggia bianca, dotata di alberi e lettini, con le strutture delle altalene nell’acqua e sovrastate dalle sterne che lanciano in alto le loro grida. Lontano, sui rami all’interno volano i grossi pipistrelli, mentre tra i tronchi è facile avvistare le piccole iguane, agili e veloci.E’ veramente un paradiso nel paradiso Keyodhoo e sa regalare a chi vuole una vacanza alternativa e meno costosa dei resort, a contatto con i sempre sorridenti maldiviani, un’esperienza davvero unica. Sono tante le guest house presenti e in giro per il villaggio si sente parlare italiano, ormai conosciuto pure dagli abitanti.Altre escursioni irresistibili sono quelle alle lingue di sabbia, piccole isole uscite dal nulla e che subiscono i capricci delle maree. Per avere l’impressione di essere totalmente immersi nel blu, si va al relitto, puntoideale per lo snorkeling: si tratta di un peschereccio che qualche anno fa si è incagliato nella barriera, senza nessun danno umano, ma che è impossibile tirare su, ci hanno provato pure con le boe, ma niente da fare. E’ diventato la casa ideale dei pesci e dei coralli: ammirarlo a filo d’acqua, con una bicicletta che spunta legata a prua, è una grande emozione per chi adora lo snorkeling.Una volta tornati a Keyohdoo si può prendere un aperitivo in spiaggia, andare nell’affollato bar del porto, gustare una cena tipicamente maldiviana.Una volta finita la vacanza, non si ha per niente voglia di tornare alla vita quotidiana. Keyodhoo, con l’accoglienza dei suoi abitanti e la strabiliante natura, rimarrà sempre nel cuore e si vorrà tornare a scoprire ancora una volta le Maldive più autentiche.

 

1°GIORNO: ROMA-MALE 

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e operazioni imbarco volo diretto a Male,con scalo.

Pasti e pernottamento a bordo.

2°GIORNO:  MALE’ – ISOLA KEYDHOO

Arrivo all’aeroporto Internazionale di Male’, incontro con un nostro incaricato e  trasferimento in barca veloce per l’isola di Keyodhoo. Sistemazione in Guest House nelle camere riservate.

Ci troviamo sull’isola abitata maldiviana di Keyodhoo, atollo di Vaavu, circa 80 km a sud di Malè. La Guesthouse, tradotta in italiano “casa per gli ospiti”, è una struttura adibita al ricevimento dei viaggiatori, che comprende camere con bagno privato e aree condivise per gli ospiti (ristorante, reception e area relax). Sulla cosiddetta “isola di pescatori” di Keyodhoo è situata la vostra sistemazione ,tra le abitazioni maldiviane che conducono la loro vita in maniera umile e riservata dedicandosi prevalentemente alla pesca come attività di sostentamento.

Drink di benvenuto, check-in e sistemazione nelle camere.

Il viaggio prevede un soggiorno all’inclusive, per assaporare la vera cultura maldiviana ed ogni giorno godere di un’escursione diversa in luoghi paradisiaci nei dintorni dell’atollo di Vaavu. È un’esperienza di viaggio autentica, genuina e dinamica che permette la conoscenza del popolo maldiviano, ben lontano dallo stile dei lussuosi resorts.

Relax in spiaggia al tramonto.

Alle Maldive in Guesthouse sull'isola di Keyodhoo - Viaggi e Delizie

Cena e pernottamento.

3° GIORNO: ISOLA KEYDHOO

Colazione servita e partenza alla scoperta dei luoghi più belli nei dintorni dell’atollo. La navigazione avverrà in Dhoni, una tipica barca maldiviana dotata di posti a sedili interni, tetto in legno e terrazza superiore per prendere il sole. Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax e per scattare numerose foto!

 

Pranzo caldo servito in spiaggia preparato al momento, con tavoli ombrelloni e sedie. Tempo libero dopo pranzo. Rientro sull’isola nel pomeriggio. Dopo l’escursione si potrà andare in spiaggia per il tramonto .

 

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

Keyodhoo Island 2025: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

4° GIORNO: ISOLA KEYDHOO

Colazione servita e partenza per lo snorkeling alla barriera corallina di Dhigga, famosa per la grande quantità di pesci, tartarughe e coralli e snorkeling con gli squali nutrice.

Veleggiando tra isole da sogno in catamarano

Dopo l’escursione rientro nella struttura per il pranzo. Pomeriggio libero per mare e relax!

 

Cena , e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

 

5° GIORNO: ISOLA KEYDHOO

Colazione servita e partenza alla scoperta delle isole deserte, sempre navigando con l’imbarcazione tipica Dhoni!

Sessione di snorkeling nelle più belle barriere coralline dell’atollo e arrivo a destinazione. Tempo dedicato al relax e per scattare numerose foto!

 

 

Pranzo caldo servito in spiaggia preparato al momento, con tavoli ombrelloni e sedie.

Tempo libero dopo pranzo.

Rientro sull’isola nel pomeriggio, e ci potremo godere un magnifico tramonto.

Tramonto Maldive -

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

6° GIORNO: ISOLA KEYDHOO

Colazione servita e partenza per la visita e snorkeling al relitto semi sommerso.

Relitti di navi e resti di aerei nel mondo: 9 indirizzi da segnare - In viaggio con me

Dopo l’escursione rientro nella struttura per il pranzo. Pomeriggio libero per mare e relax!

Spiaggia dell'isola di keyodhoo - Foto di White Maakanaa Lodge, Keyodhoo Island - Tripadvisor

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

7° GIORNO: ISOLA KEYDHOO

Colazione servita e giornata libera per godersi le meravigliose spiagge maldiviane.

Dalle 17:00 alle 20:00 escursione pesca al tramonto al bolentino.

 

Le differenze dei soggiorni con Maldive Alternative

 

Cena, e in serata si potrà andare a fare un giro per i negozi del villaggio oppure in uno dei bar dell’isola per un drink.

8° GIORNO: ISOLA KEYDHOO

Colazione servita e  ancora intera giornata di attività incluse.

Pensione completa. Pernottamento.

 

9° GIORNO: ROMA o altre citta’

Colazione e pranzo inclusi,trasferimento in barca veloce all’aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro a Roma. Arrivo  e fine dei servizi.

Fine dei servizi.

 

 

La Guest-house si trova vicino al porto dell’isola di Keyodhoo e a circa 2/3 minuti a piedi dalla spiaggia bikini dell’isola. Posizione che consentirà di godere di tutti gli aspetti della vita sull’isola: dalle usanze locali al contatto con la natura e l’oceano.

 

È presente un bellissimo reef di fronte alla spiaggia bikini per attività di snorkeling.

 

La quota comprende:

  • Voli intercontinentali : Roma – Malè e Malè – Roma (bagaglio 20 kg) con scalo
  • Incontro in aeroporto di Malè al vostro arrivo con un componente del nostro staff.
  • Trasferimenti da e per aeroporto in motoscafo privato, 90 minuti circa.
  • Drink di benvenuto e cena maldiviana.
  • Sistemazione in camera doppia, tripla o quadrupla con bagno privato, climatizzata e ogni altro tipo di confort.
  • Pensione completa servita al ristorante, cucina tipica maldiviana e internazionale, bevande analcoliche incluse ai pasti.
  • Escursioni giornaliere verso le isole deserte e le lingue di sabbia su un’imbarcazione tipica maldiviana. È incluso il pranzo in ogni escursione full day, preparato sul momento e servito con tavoli, sedie e ombrelloni in riva al mare (in alcune isole deserte potrebbe essere richiesto un pedaggio d’ingresso da 5 a 15 dollari pp).
  • Snorkeling e nuoto con gli squali nutrice
  • Attività di snorkeling intorno alle barriere coralline durante le escursioni.
  • Pesca tradizionale maldiviana al bolentino diurna o al tramonto.
  • Teli mare.
  • Assistenza in loco 24 ore su 24.
  • Assicurazione medica e bagaglio
  • Assicurazione ANNULLAMENTO VIAGGIO CHE COPRE INTERO VALORE SPESO
  • Kit da Viaggio

La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali 495,00 soggette a riconferma
  • 6 euro al giorno a persona al giorno tassa ecologica da pagare in loco
  • Extra di carattere personale
  • Tasse ingresso in alcune isole da 5  a 15  dollari
  • Tutto quanto non menzionato ne  “La quota comprende”.

PREZZO VALIDO PER FORMULA PRENOTA E SALDA SUBITO ZERO PENALI SINO GIORNO DI PARTENZA IN CASO VOSTRA RINUNCIA

 

SUPPLEMENTO CAMERA VISTA MARE 100,00 A PERSONA SINO AD ESAURIMENTO

Note escursioni: (L’ ordine e la destinazione delle escursioni giornaliere verrà stabilito durante la settimana e verrà dettato dalle condizioni del mare e da quelle climatiche. In caso di mal tempo o mare mosso, che possa mettere a rischio la sicurezza di ogni ospite e dello staff, l’escursione giornaliera verrà annullata. Per alcuni ingressi alle isole deserte in alcuni periodi dell’anno è richiesto un pedaggio d’ingresso da 5 a 15 dollari per persona. Questi importi sono da considerarsi extra, non sono inclusi nel prezzo del pacchetto all-inclusive e andranno saldati sul momento.)

 

Informazione utili e consigli:

DOCUMENTI NECESSARI
È richiesto il passaporto elettronico con validità residua di almeno 6 mesi dal momento della partenza dall’Italia. Per soggiorni inferiori a 30 giorni non sarà necessario richiedere il visto anticipato, ma sarà rilasciato direttamente all’arrivo gratuitamente.

DOGANA
In entrata è assolutamente vietato portare alcolici, droghe, materiale pornografico, carne di maiale, pubblicazioni religiose non islamiche.
In uscita è assolutamente vietato portare con sé conchiglie, sabbia e coralli.
Sono previste multe salate per i trasgressori alle regole.
LINGUA
La lingua ufficiale delle Maldive è il dhivehi.
VALUTA
La valuta delle Maldive è la Rufiyaa (Rufia maldiviana). Sulle isole locali vengono accettati anche euro e dollari americani. Non ci sono banche sull’isola e non è possibile effettuare pagamenti con carte di credito.
Consigliamo di recarsi all’ufficio cambio presso la zona arrivi e cambiare da Euro a Rufia
Maldiviana .
Sull’isola di Keyodhoo non si accettano monete della valuta euro, solo banconote e Dollari americani emessi dopo il 2016.

TELEFONO E INTERNET
Il prefisso telefonico internazionale delle Maldive è +960.
La struttura è dotata di Wi-Fi gratuito, si potrà comunicare con l’Italia tramite chiamate
WhatsApp, Messenger ecc.
È possibile acquistare una sim telefonica turistica in aeroporto cosi da avere una connessione internet durante tutto il soggiorno, anche durante le escursioni. Puo’ essere acquistata nei negozi Dhiraagu o Ooredoo presenti in aeroporto in zona arrivi. Il costo di una sim è di circa 50 USD per 17gb di internet per una settimana. E’ possibile pagare in dollari USD oppure con carta di credito.
Elettricità
Le prese di corrente alle Maldive sono diverse da quelle italiane, in tutte le camere della guesthouse sono presenti gli adattatori, non è necessario portarli da casa.
Religione
Ufficialmente il 100% della popolazione del paese è musulmano e pratica un islam esclusivamente sunnita.
Il ritmo della vita delle persone locali è scandito dal richiamo in tutta l’isola, divulgato tramite amplificatori, delle 5 preghiere quotidiane, durante le quali i negozi chiudono e ogni attività è sospesa.
Il venerdì è giorno di festa per i musulmani (come la nostra domenica), in cui tutta la popolazione ha l’obbligo religioso di partecipare alla preghiera di mezzogiorno.
Bevande Alcoliche
L’utilizzo di bevande alcoliche sulle isole abitate maldiviane è illegale. Non sarà possibile acquistare alcolici durante la vacanza ed anche le strutture ricettive non hanno il permesso di somministrarli.

L’abbigliamento da mettere in valigia sarà comodo e informale.
Per la sera abiti leggeri e casual, può essere utile mettere in valigia un maglioncino di cotone o un fourlard.
Bandite le scarpe per tutta la vacanza!




CINA : Festival Pasto donne MIAO- Etnie DONG e HAKKA-Yunnan

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Con lo stesso numero di siti Unesco dell’Italia (55), la Cina più che una nazione è un continente: sul suo territorio convivono oltre 50 gruppi etnici, ciascuno con usi e costumi differenti.

Cina, lungo la via del tè alla scoperta del popolo Hakka

Cina: alla scoperta del tè più prezioso della Terra e delle case fortezza degli Hakka. Un viaggio nel sud est del paese in territori pochi conosciuti al turismo di massa.

                         Festa del Pasto delle Sorelle delle donne Miao

La Festa del Pasto delle Sorelle cade il quindicesimo giorno del terzo mese del calendario lunare durante la quale le ragazze della minoranza Miao, nella provincia di Guizhou, sperano di trovare l’amore, indossando diversi e pesantissimi chili di argento in testa, intorno al collo e sui vestiti. La tradizione vuole che l’argento, riflettendo la luce, tenga lontani gli spiriti malevoli.

La leggenda narra che una volta, i figli di due sorelle, un ragazzo e una ragazza, si innamorarono l’uno dell’altro. Dopo una lunga e dolce amicizia durante l’infanzia, decisero di sposarsi quando sarebbero cresciuti. Solo dopo molto tempo i genitori della ragazza approvarono il loro matrimonio. In tutti gli anni di attesa la loro figlia prendeva del riso da portare al suo amante.

Prima di cominciare la festa, le ragazze si incamminano su per le montagne a raccogliere fiori, bacche e piante selvatiche per tingere il riso  che poi cucineranno, chiamato Sister’s rice, e  che avrà i colori del blu, rosa, giallo e bianco e che rappresentano in breve le quattro stagioni.

Quando le ragazze Miao hanno ultimato i preparativi insieme alla loro famiglia, in particolare con le nonne siedono per ore a lucidare gli argenti, si inaugura il festival facendo un pranzo tradizionale di famiglia a base di riso cotto nel bambù e bevendo vino di riso fatto in casa.

Dopo il pranzo, finalmente, giunge il momento dell’incontro: arrivano  i ragazzi alla festa nella speranza di conoscere la loro futura moglie. Entrambi ballano e cantano canzoni d’amore per attirare l’attenzione l’uno verso l’altro. Alla fine le ragazze consegnano ai ragazzi una palla di riso avvolto in fazzoletti che contengono diversi simboli, per lo più con varie piante e ognuno di loro ha un significato. Per esempio : ganci di bambù significa “ulteriore contatto”; prezzemolo cinese, significa “ti voglio sposare”; pepe o aglio significa  “non mi interessi”.

Minoranze etniche 

La Cina è la terza nazione per estensione del pianeta, grande quasi come l’intera Europa, ed è la prima per numero di abitanti, 1.342.000.000 persone, un quinto della popolazione mondiale. Ma non tutti gli abitanti della Cina sono cinesi propriamente detti. Nelle lontane regioni di frontiera  vivono infatti molte minoranze etniche e linguistiche. Se gli han (cinesi propriamente detti) ammontano infatti al 92 % della popolazione, lo stato riconosce ufficialmente altri 56 gruppi etnici per un totale di 96 milioni di individui, capaci però di occupare oltre la metà del territorio nazionale, spesso in regioni di frontiera al sud e all’ovest montuose, desertiche e scarsamente produttive ma di notevole importanza strategica.

Spesso queste popolazioni sono molto diverse le une dalle altre, frantumate a loro volta in diverse sottoetnie, per origini e provenienza, per dove e come vivono, per gli abiti e i gioielli, per le acconciature delle donne, per le credenze e le pratiche religiose, costituendo ciascuna un mondo a sé. Nella montuosa e poverissima regione meridionale del Guizhou, ad esempio, grande oltre la metà dell’Italia, il 35 % della popolazione appartiene a 18 diverse minoranze etniche, le più famose delle quali sono i Miao e i Dong, capaci da soli di dare vita al maggior numero di manifestazioni folkloristiche genuine di tutta la nazione. Per loro la varietà degli abiti e le raffinate acconciature femminili non costituiscono soltanto un ornamento, ma un denominatore sociale ed etnico, espressione di benessere economico e di abilità muliebre. I loro sontuosi festival costituiscono importanti momenti di aggregazione sociale, di manifestazione culturale, di informazione e di scambi, ma anche occasione per mettere su famiglia. I Miao sono un popolo di bassa statura, arrivati tra queste impervie montagne in epoca precristiana dalle steppe siberiane con una propria lingua solo orale e religione animista. Abitano in case di legno su palafitte tutte uguali, coltivano riso, mais e erbe medicinali sui campi terrazzati, sono allegri e molto solidali, ottimi danzatori al suono di tamburi e di flauti di bambù. Gli abiti tradizionali femminili sono davvero sfarzosi: gli eleganti vestiti ricamati, nonché le possenti acconciature dei capelli raccolti a chignon sono infatti decorati da un numero infinito di gioielli d’argento multiformi. Per i Miao infatti l’argento, oltre a segno di ricchezza, è in grado di scacciare il male e portare fortuna e felicità.

Gli agricoltori Dong, molto superstiziosi, sono invece abili architetti e carpentieri: i loro villaggi risultano disseminati dei caratteristici ponti del vento e della pioggia, tutti costruiti senza chiodi o viti, per scavalcare fiumi e canali ma anche per riparare e socializzare come i nostri portici, nonché dalle torri del tamburo per avvistare tempestivamente nemici ed incendi. Amano il canto e la danza al suono del flauto e imparano a cantare fin da bambini imitando i versi degli uccelli. Le donne vestono giacche e pantaloni color indaco.

L’architettura di casa del popolo Lo Lo a Dong Van

L’etnia Lo Lo risiede in paesi separati nelle case addossate alle scogliere che danno la vista sulla valle o verso i campi. Costruiscono sia casa di terra battuta che casa su palafitte a seconda delle condizioni di ogni famiglia. La recinzione è fatta in pietra, alta circa 1 metro. Il villaggio di San Pa A è un luogo dove i turisti possono visitare e scoprire la vita di questa etnica.
Dall’esterno, la loro residenza non è molto diversa da quella di terra battuta di altri gruppi etnici. Tuttavia quando osserva attentamente l’arredamento, lo spazio interno, vedrai chiaramente la differenza. Ogni casetta deve essere composta in 3 scomparti, quello centrale attivo come sala di soggiorno, quello di destra per nonni e genitori, quello di sinistra dedicato ai figli, nuore e suoceri mentre il piano terra serve di conservare cibo, mais e manioca.

Le usanze nuziali e funebri del gruppo etnico Lo Lo a Dong Van, Ha Giang

I Lo Lo credono che tutte le creature possiedano la propria anima e proteggano gli esseri umani. Quindi, la gente dà rispetto a tutte le cose come montagne, foreste e animali.
La cerimonia di matrimonio di questa minoranza etnica si tiene in un’atmosfera solenne. La famiglia dello sposo dovrà preparare le offerte comprendenti 1 mucca, 3 maialini, 5 galli castrati, 1 sacco di riso, 1 bottiglia di vino… da portare dalla sposa per eseguire il rituale di  informare gli antenati. Proprio davanti alla casa della sposa, il vino di mais viene versato in grandi ciotole per invitare la famiglia dello sposo. Dopodiché, i partecipanti nel matrimonio cantano insieme le canzoni opposte, poi condurranno il corteo nuziale.

I costumi tradizionali dei Lo Lo

Il triangolo è sempre stato considerato dal gruppo di Lo Lo come simbolo dell’antico regno ancestrale. Pertanto, sui loro indumenti saranno sempre decorati con questo tipo di motivi. Specialmente i Lo Lo a Lung Cu (Dong Van) usano anche modelli che rappresentano la natura, la terra, l’acqua e la patria per diversificare e arricchire i loro abiti. Inoltre, spesso compaiono sui vestiti dei Lo Lo le forme di piante di mais, fiori di grano saraceno o animali domestici, creando la semplicità e la quotidianità.

Nell’interno montuoso e boscoso della regione costiera di sud-est del Fujian, affacciata sul Mar meridionale cinese e grande quanto metà dell’Italia, vivono gli Hakka, popolazione contadina emigrata nel III-IV secolo dal nord della Cina e che parla un cinese arcaico; popolo colto, solidale e comunitario, ha espresso parecchi capi politici, militari e artisti.

Vivono nei Tulou, abitazioni collettive fortificate circolari per proteggersi da nemici, briganti e animali, costruite in fango, bambù e pietre con muri spessi due metri, una sola porta fortificata e finestre soltanto ai piani alti, merli e torrette. Nel cortile centrale trovano posto il pozzo, il forno, le latrine e i recinti per gli animali, al primo piano magazzini e granai, mentre nei tre successivi abitano centinaia di persone; resistenti anche ai terremoti, sono abitazioni calde in inverno e fresche d’estate. Nel Fujian esistono circa 20 mila Tolou, alcuni trasformati in musei, la gran parte ancora abitati. Nel 2008 l’UNESCO ha inserito i Tulou tra i Patrimoni dell’Umanità.

Questo viaggia ci permetterà di visitare anche altri importanti siti Patrimonio Unesco:

Lijiang, dove la Via della Seta incontra la Via del Tè

Yunnan,la  regione più autentica della Cina

 

Lo Yunnan ha sviluppato nel corso dei secoli una sua cultura indipendente ed è una delle regioni cinesi non ancora massicciamente turistica. Se poi ci mettiamo che il cibo è buonissimo  ed è la regione di provenienza del Pu-erh e di alcuni tè neri e verdi con caratteristiche uniche, e di un caffè  sorprendentemente buono, che aspettate a preparare le valigie?

Lo Yunnan, che sta letteralmente per “a sud delle nuvole”, ha un clima tra i più miti della Cina, stando ad una latitudine piuttosto bassa, ma con le montagne a nord che lo riparano dai venti provenienti da settentrione. Possiamo distinguere tra una parte meridionale più influenzata dai monsoni asiatici, con estati molto calde, umide e piovose e temperature diurne piuttosto calde anche in inverno, mentre nelle aree montuose del nord nevica di solito tra novembre e marzo. I periodi migliori per visitare lo Yunnan sono la primavera, tra marzo e maggio, e l’autunno, tra settembre e novembre, quando le temperature sono miti e le precipitazioni scarse.

Lo Yunnan è una regione molto speciale per diversi motivi: situato nella parte sud occidentale del paese (confina con il Laos, il Vietnam e il Myanmar e con le regioni cinesi del Tibet, del Sichuan, Guizhou e Guangxi), al suo interno presenta una grande varietà di meraviglie naturali, dalla giungla a  sud alle maestose cime delle montagne himalayane a nord, dalla gola più profonda del mondo (la famosa Tiger Leaping Gorge o gola del Salto della Tigre) alle montagne carsiche e agli antichi villaggi, ed è la regione della Cina in cui coabitano il maggior numero di gruppi etnici diversi.

 

Itinerario studiato appositamente per godere al meglio dei siti previsti,in particolare alcuni villaggi e cittadine,sono previste due visite tardo pomeriggio-sera per consentirvi di godere delle atmosfere di Lanterne Rosse.

 

 1° GIORNO: Roma – Xiamen

Incontro dei partecipanti in aeroporto, disbrigo delle formalità  di imbarco a partenza con volo di linea per Xiamen con scalo.  Pasti e pernottamento a bordo.

 2° GIORNO: Arrivo a Xiamen

Arrivo a Xiamen, incontro con la guida locale, trasferimento in hotel e assegnazione delle camere. La città di Xiamen si trova sulla costa sud-orientale della provincia cinese del Fujian ed è una città ricca di storia e vitalità. È famosa per i suoi paesaggi costieri mozzafiato, la lunga storia e la cultura unica. Essendo una città portuale, Xiamen vanta una varietà di coste e spiagge affascinanti.

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

TAIWAN SNACK STREET: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

3° GIORNO: Xiamen – Yongding

Prima colazione in hotel. In mattina partenza per Nanjing. Lungo il trasferimento, visita al villaggio di Tianluokeng, dove si trova un singolare complesso di Tulou dalle diverse forme.

Tulou, le case-fortezza autosufficienti del popolo cinese degli Hakka - LifeGate

Andrete a  vedere le costruzioni di terra (Tulou) nella Contea di Nanjing, raggiungibili dopo un tragitto di circa 3 ore. Una volta arrivati, innanzitutto, camminerete fino alla piattaforma di osservazione per avere una vista a volo d’uccello dell’imperdibile Cluster di Tulou di Tianluokeng dall’angolazione migliore. Andrete poi a scoprire l’Edificio Yuchang, che fu costruito durante il periodo 1308-1338.

TULOU CLUSTER FUJIAN CHINA FEBRERO 17th 2021 El edificio de Yuchang está decorado para el Año Nuevo Chino | Foto Premium

L‘Edificio Yuchang è il Tulou attualmente più antico, e il più grande e più alto Tulou rotondo nella Contea di Nanjing. In seguito, visiterete il Villaggio di Taxia. Pranzo in ristorante locale.

Tulou: la guida di viaggio ai villaggi Hakka - Fabio Nodari

Con un ruscello a forma di “S” che serpeggia attraverso l’intero villaggio, due edifici di terra situati proprio sulle due curve, e molteplici Tulou grandi e piccoli costruiti lungo le rive, questo villaggio è reputato come una “Città d’acqua di Taichi” con un ricco sapore di Tulou.

Al termine delle visite, trasferimento in hotel a Yongding e sistemazione in hotel. Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

 4° GIORNO: Yongding – Xiamen

Prima colazione in hotel. Mattinata dedicata alla visita di alcuni villaggi degli Hakka, caratterizzati da edifici insoliti in pietra, denominati Tulou, Patrimonio dell’UNESCO dal 2008.

In primo luogo, visiterete il Cluster di Tulou di Hongkeng e l’Edificio Zhencheng, che dal 1912 è lodato come “Principe di Tulou”, ed è famoso per il suo splendido design e per gli interni squisiti che riflettono la cultura tradizionale cinese di Bagua. Successivamente, le guide turistiche e l’autista vi accompagneranno fino al Cluster di Tulou di Chuxi, reputato come “il più bel Cluster di Tulou in Cina”, nonché il più concentrato, antico, completo e famoso Cluster di Tulou. Passeggerete lungo il ruscello per visitare l’Edificio Jiqing.

Il nome Hakka significa “famiglia di ospiti“ e le loro abitazioni sono grandi strutture circolari che assomigliano a fortezze.

Sempre a zonzo: Cina | Fujian | Xiamen e i tulou

I Tulou furono costruiti a partire dal ‘600, concepiti a scopo difensivo, possono contenere fino a un centinaio di famiglie. Le tipiche costruzioni circolari degli Hakka, dai tetti neri a pagoda, sono di incredibile bellezza e maestria architettonica e al loro interno, in uno scenario irreale, fra cortili concentrici e scale di legno, si svolge una animatissima vita di campagna che segue consuetudini e usanze tradizionali tanto antiche quanto suggestive. In questa zona esistono ancora decine di migliaia di Tulou, molti dei quali ancora abitati.

I Tulou degli Hakka, le case rotonde cinesi, da fortezze a co-housing - CaffèBook

Questa minoranza etnica era, nell’antichità, originaria della Cina del Nord, iniziò a migrare nel Sud del paese a partire dal IV secolo per sfuggire alla pressione degli invasori provenienti dall’Asia Centrale. Qualche missionario arrivò a credere che questo popolo discendesse da una delle tribù perdute di Israele. Pranzo in ristorante.

Hakka Tulou Private Day Tour del Yunshuiyao Ancient Village e Hekeng Tulou (2025) - Xiamen - con recensioni

Tulou: la guida di viaggio ai villaggi Hakka - Fabio Nodari

Inoltre gli Hakka, per secoli, furono considerati dei “reietti” perché parlavano una propria lingua e, sconfessando la piramide sociale confuciana, sostenevano la parità tra uomo e donna. Pranzo in corso di visite. Al termine delle visite rientro a Xiamen in pullman.

Houses and History of the Hakka Tribe - PILOT GUIDES

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

Fujian Tulou | R | Flickr

Etnia HAKKA

Popolazione delle montagne della Cina meridionale (Guangdong, Guangxi, Fujiàn). Per sfuggire alle persecuzioni e alla carestia della Cina nord occidentale durante la dinastia Jin (265-314 d.C) , gli Hakka (in mandarino significa ospiti), migrarono gradualmente verso sud e si rifugiarono nelle provincie del Jiangxi, Fujian e nel Guangdong dove costruirono delle case fortezza per ripararsi dai banditi e dagli animali selvatici. Non è però escluso che derivino in parte da gruppi presenti sul territorio già in precedenza. Parlano un dialetto cinese nettamente differenziato da quello cantonese, nella cui area vivono, e più vicino a quelli settentrionali.

Il piccolo regno degli Hakka | China Files

5° GIORNO: Xiamen – Guiyang

Prima colazione in hotel.Prenderete poi un traghetto dal centro di Xiamen, per circa 20 minuti, verso l’Isola di Gulangyu,  è un’incantevole isola pedonale dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Famosa per le sue architetture coloniali, i giardini subtropicali e la ricca tradizione musicale, si raggiunge facilmente in 10-20 minuti di traghetto da Xiamen.

Perché l’UNESCO l’ha iscritta

L’iscrizione UNESCO (2017) riconosce Gulangyu come esempio eccezionale di insediamento internazionale sorto dopo l’apertura del porto di Xiamen (1843) e sviluppatosi in particolare tra fine Ottocento e gli anni ’30 del Novecento: il tessuto urbano conserva edifici residenziali, ville, consolati, scuole missionarie e infrastrutture che raccontano l’incontro tra architetture cinesi, del Sud-Est asiatico ed europee, rimaste leggibili nell’organizzazione spaziale dell’isola. L’UNESCO valuta quindi sia il valore storico sia la qualità del paesaggio urbano come testimonianza degli scambi culturali.

2025 Xiamen Day Tour to Nanputuo Temple, Huli Mountain Fort and Gulangyu Island - with Trusted Reviews

  • Dopo l’apertura del porto di Amoy/Xiamen, Gulangyu divenne rifugio privilegiato per mercanti stranieri, missionari e investitori; dal 1903 si può parlare di una forma di international settlement con presenza di consolati, scuole straniere e istituzioni della comunità internazionale.

  • Le scuole fondate da missionari e le istituzioni educative sull’isola ebbero un ruolo importante nello sviluppo dell’istruzione moderna in Cina; l’eredità coloniale è evidente nelle ville, nei palazzi e nelle piantine urbanistiche.

  • Isola di Gulangyu - TuttoCina

Tessuto urbano e architettura

  • Gulangyu è famosa per la mescolanza stilistica: case tradizionali minnan (闽南), ville in stile europeo (neoclassico, liberty, art déco), architettura coloniale e manufatti tipici del sud-est asiatico convivono in strade strette, piazzette e lungomare. Questa stratificazione è parte del valore che l’UNESCO ha riconosciuto.

  • L’isola è sostanzialmente pedonale: automobili private non sono permesse e gli spostamenti avvengono a piedi, con qualche veicolo elettrico per i servizi; questo contribuisce al fascino “ottocentesco” delle sue vie.

  • Gulangyu, in Cina l'isola delle mille architetture: le sue costruzioni sono testimoni della grande storia - Turismo Italia News
  • Gulangyu è celebre come “Isola della Musica” e “Isola dei Pianoforti”: nella comunità locale e nelle istituzioni si coltiva una forte tradizione musicale classica; diversi musicisti di rilievo sono nativi dell’isola. Soprattutto, sull’isola si trova il Piano Museum (nella cornice del giardino Shuzhuang), che espone una collezione di strumenti storici.

  • Pranzo in corso di escursione.

È l’attrazione  numero uno  a Xiamen e anche un Patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, con decine di preziose architetture storiche costruite da persone provenienti dal Regno Unito, Italia, Francia, Spagna, Giappone, ecc. durante la seconda guerra dell’oppio.

Xiamen Private Day Tour dell'isola di Gulangyu, Nanputuo Temple e Huandao Road senza pasti 2025

Tardo pomeriggio,trasferimento all’aeroporto e volo per Guiyang, capoluogo della lussureggiante provincia del Guizhou. Ricordiamo che Il 40% degli abitanti del Guizhou è composto da decine di minoranze etniche diverse e dalle antichissime origini.

I 10 migliori hotel di Guiyang, Cina (da € 17)

Cena e pernottamento.

6° GIORNO: Guiyang – Kaili

Prima colazione in hotel. Partenza con pullman privato per Kaili.

Golden rice terraces cascade down a mountainside with a village nestled among them, shrouded in mist.

Lungo il tragitto visita delle risaie a terrazze al villaggio Gaoyao e dei villaggi dell’etnia Miao di Shiqiao.

Corriere della Sera

Visita della produzione di carta dalla corteccia degli alberi nella comunità di Shiqiao Miao, è un’antica tradizione artigianale che si svolge spesso in alcuni villaggi della provincia cinese del Guizhou. Questa tecnica artigianale coinvolge l’utilizzo della corteccia degli alberi, principalmente della moraceae o quercia, che viene elaborata, cotta, immersa e pestata per produrre carta. Durante il processo, la corteccia viene spellata, macinata e successivamente bollita in acqua; poi, viene pestata fino a ottenere una consistenza fibrosa. Successivamente, questa poltiglia viene uniformemente spalmata su stampi di bambù e lasciata ad asciugare all’aria fino a diventare carta. Pranzo in ristorante durante le escursioni.

Recycling Old Paper to Make Beautiful Handmade Paper

Nel pomeriggio visita del Museo Minoranze Etniche per immergersi nelle tradizioni, nella storia e nella cultura delle diverse minoranze etniche presenti nella regione di Guizhou. Questo museo offre un’affascinante panoramica delle usanze, dei costumi tradizionali, dell’arte, della musica, dell’architettura e della vita quotidiana delle varie minoranze etniche che popolano la zona.Un edificio simbolo della città che ospita i costumi popolari della minoranza Miao e Dong durante la Dinastia Yuan, Ming e Qing, nonché vari articoli di uso quotidiano

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

Etnia Miao o Hmong

In Cina vive una numerosa minoranza etnica, l’etnia Miao, le cui origini si possono far risalire a 5000-6000 anni fa. Nel corso della loro storia, dopo una serie di migrazioni, i Miao si sono stabiliti nel Guizhou e nello Hunan. Questa minoranza conta una popolazione di 8.940.116 che è una delle più grandi. Dopo un lungo periodo di migrazione, i Miao oggi vivono principalmente nelle Regioni del Guizhou, dello Yunnan, dell’Hunan, dell’Hubei, dell’Hainan e nella Prefettura Autonoma Zhuang del Guangxi. Sono divisi in altre minoranze come gli Hmong neri, e gli Hmong bianchi, gli Hmong rigati, ecc. Attualmente essi figurano al quarto posto su scala nazionale per numero di abitanti. 

I costumi dell’etnia Miao sono estremamente vari e molto colorati. Con oltre un centinaio di modelli, questa etnia si distingue in modo particolare per la creatività nell’abbigliamento. Per fare solo un esempio, il costume festivo tradizionale più rappresentativo conta decine di tipologie di acconciature e si basa sul ricamo, antica forma artigianale caratteristica della cultura delle donne dell’etnia. Sia gli abiti usati nella vita quotidiana che quelli formali, per feste e cerimonie nuziali, mostrano un livello artigianale estremamente raffinato e complesso. I motivi decorativi più comuni sono il drago, gli uccelli, i pesci, il tamburo, i fiori, le farfalle e alcune immagini che riflettono la storia dell’etnia.

5.900+ Minoranza Miao Foto stock, immagini e fotografie royalty-free - iStock

7° GIORNO: Kaili – Shidong (Festa del Pasto delle Sorelle) – Kaili

Prima colazione in hotel. Partenza per Shidong.

Questa giornata sarà dedicata alla festa più importante della minoranza etnica dei Miao la Festa del Pasto delle Sorelle, che si tiene ogni anno il 15° giorno del terzo mese lunare.

Mondi in bilico: I Miao - II

E’ una festa che celebra la primavera ed è un’occasione, per i ragazzi e le ragazze della zona, di conoscersi e magari fidanzarsi. In questa occasione le donne Miao vestono i loro migliori vestiti tradizionali ed indossano meravigliosi monili d’argento. I Miao credono che l’argento, rappresentando la luce, sia in grado di scacciare gli spiriti maligni. Balli, canti e sfide ginniche ed equestri scandiscono la festa e le ragazze omaggiano, alla fine delle cerimonie, i ragazzi con ciotole di riso colorato dai chiari riferimenti simbolici: il riso adorno di petali di rosa vuol dire amore corrisposto; quello condito con aglio o peperoncino significa di no. Ed ancora il riso accompagnato da cotone e prezzemolo significa che la ragazza vuole sposarsi nel più breve tempo possibile.

Xijiang - Il più grande villaggio Miao - ABCina

un viaggio nella cina del sud per conoscere i miao, i dong e gli hakka

Durante il rientro a Kaili, sosta al Matang per la visita del villaggio dell’etnia Gejia, costruito dal popolo Gejia, un gruppo etnico molto speciale in Cina.

Il popolo dei Gejia adora giocare o allenarsi con gli archi e le frecce e i loro costumi festivi li rendono, infatti, simili a dei guerrieri dell’antichità.

Villaggio di Matang Gejia Kaili Guizhou - Dream China Tour

Nella antiche leggende, i Gejia furono gli eroi che poterono sparare persino il Sole con gli archi e le frecce. Le case, costruite secondo lo stile architettonico locale, si integrano armoniosamente con la natura circostante, arricchendo l’atmosfera del luogo con un senso di autenticità e storia.

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

8° GIORNO: Kaili – Congjiang

Prima colazione in hotel. Partenza per Congjiang. Visita del villaggio di Langde (donne Miao con le gonne lunghe), reputato come “la città natale della canzone popolare cinese e dell’arte della danza”. Mattinata dedicata a spettacoli di canto e danza e cerimonie di benvenuto. In seguito, ci sposteremo al “villaggio di Wudong Miao” che si trova a 1300mt sul livello del mare, annidato sulla collina della montagna Leigong, tra campi terrazzati, orti e foreste lussureggianti. Oggi avremo la possibilità si effettuare il pranzo presso una famiglia dell’etnia Miao.

Ethnic Minority Villages around Kaili

Proseguimento della visita al villaggio di Xinqiao Miao, nella città di Datang conosciuto come “il primo villaggio con gonna corta Miao” e per il suo centenario Granaio ad acqua. Camminando nel villaggio, si possono vedere le donne locali che indossano una specie di gonna a pieghe di circa 5-8 pollici, con nastri colorati decorati in vita. In fine, poseguiremento alla contea di Congjiang.

Best Guizhou Villages | Top 10 Ethnic Minority Villages in Guizhou

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

La Gente Della Minoranza Etnica Di Miao Che Esegue Un Ballo Tradizionale Nel Villaggio Di Langde Miao Nationality, Provincia Di G Fotografia Editoriale - Immagine di argento, guiyang: 114762377

9° GIORNO: Congjiang – Zhaoxing

Prima colazione in hotel. Partenza per il villaggio di BIasha dei Miao.

Basha village in Guizhou Province, home of the last gun men of China

Le abitazioni a Basha sono prevalentemente costruite in legno, seguendo lo stile architettonico tradizionale Miao, con molte strutture realizzate con pietra e legno, esprimendo una forte identità etnica. E’ chiamato “l’ultimo villaggio dei pistoleri in Cina” poichè è l’unico posto in Cina dove i residenti sono ancora legalmente autorizzati a possedere armi e portarle con se’.

Traditional wooden houses in a Miao village in Guizhou, China

Pranzo in ristorante locale.

Basha - l'ultima tribù di cacciatori della Cina, Rainer Feldbacher, luglio 2021

Proseguimento per il Villaggio di Huanggang Dong, considerato come uno dei più belli e tradizionali villaggi Dong del Guizhou. Questo villaggio, nascosto tra le montagne, fu costruito nell’antica Dinastia Song (960-1297) e conserva ancora oggi la più autentica cultura Dong. Proseguimento per Zhaoxing. Arrivo e visita del villaggio di Zhanli dell’etnia Dong selezionato come “una delle sei campagne più belle della Cina”, insieme alle sue torri dei tamburi, è stato inserito nel Guinnes World Records nel 2001. Proseguimento con la visita del villaggio Dong di Tang’An con le risaie a terrazze.

População Dong apresenta canto típico da etnia

Arrivo a Zhaoxing e cena con menù cinese in ristorante locale. Pernottamento in hotel.

Zhaoxing Dong village | govt.chinadaily.com.cn

Zhaoxing Dong (肇兴侗) è uno dei villaggi etnici più famosi del Guizhou.

Scoprire la vita della minoranza etnica Lo Lo a Dong Van - Ha Giang | Izitour

Etnia Dong

Nonostante l’etnia Lo Lo a Dong Van – Ha Giang abbia sperimentato il processo di convivenza con altri gruppi etnici, conserva ancora la sua cultura tradizionale di lunga data.

Lo Lo è uno dei gruppi etnici con una lunga storia di sviluppo nella zona di Dong Van, provincia di Ha Giang. Il popolo è suddiviso in  due gruppetti : i Lo Lo Neri e i Lo Lo  Fiori. I Lo Lo neri vivono principalmente nella comune di Lung Cu, mentre i Lo Lo fiori abitano maggiormente nelle comuni di Lung Tao e Sung La, nei distretti di Dong Van e Meo Vac. Sebbene divisi in due gruppi  diversi, hanno la stessa lingua  nella lingua, usanza  e credenza, si distinguono tra di loro  solo negli abbigliamenti.

gruppo etnico lo lo ha giang

Oltre ai motivi di decorazione, gli indumenti del popolo Lo Lo a Dong Van, Ha Giang sono modellati con bottoni unici. Questi sono cuciti in fila sul cappello, sulle maniche e sul corpetto nei vestiti delle donne.  Si tratta di un elemento che mostra la solidarietà di questa comunità di minoranza.

L’etnia Dong è principalmente distribuita nella Cina meridionale, più precisamente nelle province del Guizhou, dello Hunan e nella Regione Autonoma del Guangxi-Zhuang, si tratta di un’etnia molto versata nel canto e nelle danze, con una profonda tradizione musicale e culturale. Nelle aree abitate dai Dong è molto diffuso un detto ricorrente: “Il riso nutre il corpo, la canzone nutre il cuore”, che sottolinea come essi equiparino cantare e mangiare. Solitamente, gli esponenti di questo gruppo etnico sanno tutti cantare, e considerano le canzoni come un cibo spirituale per coltivare la loro anima e le loro emozioni.

La loro tradizione di trasmettere la cultura e la conoscenza attraverso la musica è esemplificata dal grande canto. Il repertorio comprende una vasta gamma di generi, come ballate, canti per bambini, canti di saluto e canti imitativi, che mettono alla prova il virtuosismo degli esecutori nell’imitare i suoni degli animali. Tramandate da maestri a cori di discepoli, le varie espressioni del grande canto vengono eseguite formalmente nelle torri del tamburo, luogo di riferimento per le cerimonie, l’intrattenimento e le riunioni dei villaggi Dong o anche, in modo più spontaneo, nelle case o nei luoghi pubblici.

Scoprire la vita della minoranza etnica Lo Lo a Dong Van - Ha Giang

10° GIORNO: Zhaoxing –Kunming

Dopo la colazione in hotel, effettuiamo una breve  visita di  Zhaoxing per scoprire la peculiare cultura locale e passeggiare liberamente per la cittadina.

Zhaoxing Dong Village, Guizhou: Map, Highlights & How to Visit

I Dong hanno la loro lingua, che fa parte della famiglia delle lingue sino-tibetane, e sono famosi per la loro particolare architettura in legno, in particolare per le Drum Towers e i Ponti del Vento e della Pioggia, costruiti senza chiodi e centrali per le loro comunità. Sono anche noti per le loro avanzate tecniche di coltivazione delle risaie a terrazze, simili a quelle che vivono nella parte meridionale dello Yunnan.

Zhaoxing Dong Village, Guizhou: Map, Highlights & How to Visit

  1. Drum Towers (Gulou): Le iconiche Torri del Tamburo sono il fulcro dell’architettura e della vita comunitaria di Zhaoxing. Costruite interamente in legno, senza l’uso di chiodi, queste strutture a più piani sono tipiche dell’etnia Dong. Ogni clan del villaggio erigeva tradizionalmente la propria torre, che non serviva soltanto come punto di riferimento temporale e luogo d’incontro, ma anche come sede di festival, cerimonie e discussioni pubbliche. Ancora oggi restano potenti simboli della cultura Dong e continuano a essere luoghi di aggregazione per la comunità locale
  2. Ponti del Vento e della Pioggia (Fengyuqiao): Zhaoxing è famosa per i suoi Ponti del Vento e della Pioggia, costruiti senza chiodi e caratterizzati da strutture uniche con tetto che attraversano i corsi d’acqua e collegano diverse parti del villaggio.
  3. Villaggi Dong e case tradizionali: Queste case a più piani hanno spesso gli alloggi ai piani superiori e spazi per il bestiame o per i magazzini ai piani inferiori. Molte sono decorate con sculture in legno dettagliate e presentano tetti piastrellati, testimonianza dell’abilità artigianale del popolo Dong. Passeggiando per il villaggio, non vedrai solo l’architettura, ma anche aspetti della vita quotidiana dei Dong.

Zhaoxing Dong Village: Best Things do Do & How to Plan

  1. Laboratori di ricamo e batik Dong: Le donne Dong sono particolarmente note per i loro ricami elaborati, che riprendono motivi geometrici e floreali tramandati di generazione in generazione. Questi disegni non sono solo decorativi, ma racchiudono anche significati simbolici legati alle credenze e alle usanze locali. Il batik, altra importante arte, consiste nell’applicare cera calda sul tessuto prima della tintura, ottenendo motivi blu e bianchi caratteristici della tradizione Dong. Se vuoi, puoi entrare nelle botteghe degli artigiani e osservarli al lavoro, intenti a cucire o tingere i tessuti con tecniche rimaste invariate da secoli. In molti di questi laboratori potrai acquistare manufatti originali, dai vestiti ricamati agli accessori, fino agli arazzi in batik, e potrai portarti a casa souvenir autentici che sostengono direttamente la comunità locale.
  2. Viewpoint: l’iconico ingresso del villaggio, con le terrazze di riso, è facilmente fotografabile salendo al punto panoramico, fuori dal cancello principale della città. Non perdertelo

Dopo pranzo, ci recheremo alla stazione di Congjiang per prendere il treno ad alta velocità diretto a Kunming,prima classe.Verrà servito a bordo del treno un pasto veloce.

Treno in Cina: Istruzioni per l'uso e informazioni utili!

Arrivo all’hotel e cena in ristorante per gustare una ricca cena a buffet con piatti cinesi,e  piatti occidentali, frutti di mare e altre specialità.

11° GIORNO: Kunming→Dali-Foresta di Pietra 

Dopo la prima colazione partenza per un altra incredibile visita Patrimonio Unesco .

La Foresta di Pietre (Shilin),che si trova a circa 120 km da Kunming ed è un colossale paesaggio carsico risalente a 270 milioni di anni fa.

La foresta di pietra o Shilin, è un importante raggruppamento di formazioni calcaree situate in Cina, all’interno della provincia dello Yunnan, a circa 120 km dal capoluogo Kunming.

Le alte rocce che coprono questo territorio, si estendono a perdita d’occhio e sembrano uscire dalla terra come se fossero degli alberi pietrificati, creando così l’illusione di una vera e propria foresta di pietra, da cui il nome.

Dal 2007, alcune parti del sito, sono state proclamate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, come facenti parte del paesaggio carsico della Cina meridionale.

La foresta di pietra, copre un’area molto ampia di 350 km 2 ed è divisa in sette aree sceniche che sono: foresta di pietra Lizijing, foresta di pietra Naigu, caverna Zhiyun, lago Zhang, lago Yue, cascate Dadie, caverna Qifeng.

Parco geologico della foresta di pietra dello Yunnan tickets - Kunming - Prenotazione biglietti | GetYourGuide

Si crede che queste formazioni, causate dall’erosione del calcare, per via dell’esposizione al vento e all’acqua corrente, abbiano 270 milioni di anni e sorgono dove un tempo vi era un mare poco profondo.

Tour di un giorno della Foresta di Pietra di Kunming e del Lago Dianchi - Klook

La visita è piacevole,in quanto si cammina attraverso passarelle  create ad arte per poter ammirare questo incredibile paesaggio.

Pranzo in corso di escursione e successivamente ci recheremo alla stazione di Kunming per prendere il treno ad alta velocità diretto a Dali,circa 2.30h.Arrivo  e visita serale con atmosfera incredibile di Dali.

Di sera le luci lungo i vicoli creano un paesaggio suggestivo
e romantico, si possono ammirare le torri antiche e godersi l’atmosfera locale.

La Cina surrealista di Dalì - Yunnan | Cina - Got2Globe

Dali (大理) è una delle destinazioni più popolari nello Yunnan,antica capitale del regno Nanzhao.

CINA - YUNNAN II: Lago di Dali e Xishuangbanna (9 - 14 Dicembre) ⋆ BiCicladi

Dali è una città dalla storia millenaria, situata in un punto strategico lungo l’antica via della seta meridionale e protetta da un lato dal lago Erhai e dall’altro dalla catena montuosa dello Changshan (con picchi oltre 4000 metri). Nonostante si trovi a circa 2000 metri di quota, il clima è mite tutto l’anno e la terra è molto fertile. Dali è il centro più importante della minoranza Bai, una delle più numerose in Cina e nello Yunnan.

Le Case dell'Etnia Bai di Xizhou a Dali, Attrazione a Dali

La popolazione Bai (Bai significa bianco in Cinese) è famosa per la maestria nel lavorare l’argento, il marmo e per essere in grado di creare molte decorazioni. Le case Bai sono generalmente bianche, con bellissimi dipinti sui muri esterni. Un libro intero non basterebbe per parlare della cultura Bai, per questo la cosa migliore da fare è fare un viaggio di qualche giorno tra Dali, Shaxi e Lijiang.

Cina, meraviglia Yunnan. Dove tra la Foresta di Pietra e i canali di Lijiang, i turisti ascoltano l'antica musica dei Naxi - la Repubblica

L’attrazione principale di Dali è la città vecchia, una delle poche in Cina circondate da mura. A differenza di Lijiang, Dali è un po’ più autentica perché ci vivono ancora numerose famiglie. Per avere una vista panoramica, ti consiglio di fare una passeggiata sulle mura, così da apprezzare il lago da un lato e le montagne dall’altro.

Cena nel centro di Dali per godere dell’incredibile  paesaggio del film “Lanterne Rosse”.

12° GIORNO:Dali- Lijiang 

Dopo la colazione in hotel, visita del Tempio delle Tre Pagode di Chongshen.

La Cina a sud delle nuvole: Dali e lo Yunnan – Viaggio nel Mondo
È il monumento simbolo della città di Dali, composto da tre pagode antiche risalenti alla dinastia Tang,
circondate da giardini tranquilli e laghetti. Le torri in pietra conservano sculture e antichi manufatti religiosi,rappresentano il patrimonio buddhistico della regione Bai.Le tre pagode sono un complesso di templi situato a circa 1,5 km dalla città vecchia di Dali. Possono essere raggiunti a piedi o in taxi. In realtà, oltre alle tre pagode, si tratta di un complesso di templi lungo la montagna e ci vogliono almeno un paio d’ore per vederli tutti. Le tre pagode si distinguono dagli altri edifici religiosi in Cina per essere tra le più antiche (purtroppo, dopo la rivoluzione culturale, molti edifici antichi sono andati distrutti).

Rose petals drying in baskets in Dali Old Town, Yunnan, with painted murals in the background.

Al termine della visita al tempio, ci rechiamo al ristorante per consumare il pranzo.
Dopo pranzo, partiamo  diretti a Lijiang ,circa 1.30 di strada. Lungo il tragitto ci fermiamo  in un punto panoramico sulla strada del Lago Erhai per scattare foto al lago e alle montagne circostanti.

Yunnan Cosa Vedere e Fare - 2026 | archètravel

All’arrivo a Lijiang, effettueremo la visita della antica città di Lijiang. Fondata tra la fine della dinastia Song e l’inizio della dinastia Yuan, ha una storia di quasi 800 anni ed è stata inserita nel Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1997. E’ una combinazione di siti storici, montagne, laghi, minoranze etniche, un concentrato di tutto quanto lo Yunnan ha da offrire.

Lijiang: Cosa Vedere nell'Antica Città Naxi - Fabio Nodari

La città è stata dal XII secolo un importante centro di scambio tra i diversi gruppi etnici che da secoli vivono nell’area, i Bai, i Naxi, gli Han, gli Yi ed i Tibetani, ed è il punto in cui la Via della Seta Meridionale si incrocia con la Via del tè e dei Cavalli. Gli scambi culturali e tecnologici degli ultimi 800 anni tra i diversi gruppi etnici sono evidenti nell’architettura locale e nell’arte che incorporano elementi distintivi delle diverse culture e mostrano una coesistenza di Confucianesimo, Taoismo e Buddhismo.

Your audio guide of Lijiang | SmartGuide

 A nord-ovest, dalla Montagna Innevata del Drago di Giada (Yulong Snow Mountain) hanno origine fiumi e sorgenti le cui acque alimentano lo Stagno del Drago Nero (Black Dragon Pond) da cui i corsi d’acqua sono incanalati verso la città ed i villaggi vicini, Baisha e Shuhe. Questi villaggi sono quasi sconosciuti ai cinesi stessi e presentano ancora traccia della via solcata dalle carovane di cavalli in viaggio verso il Tibet. Gli edifici combinano elementi architettonici tipicamente cinesi Han (due piani, tetti di tegole) con elementi decorativi Naxi (elaborati intarsi lignei con motivi a fiori e uccelli). Lijiang e Baisha sono anche i centri in cui è possibile ammirare le scritte in lingua Naxi, una scrittura a pittogrammi unica al mondo. A Baisha, il più antico insediamento Naxi, si trova inoltre un antico affresco (o meglio una serie) all’interno del palazzo Dabaoji. Fatto realizzare dalla famiglia Mu, una sorta di signori del luogo, sotto la dinastia Ming (1368-1644), l’affresco di Baisha è diventato il simbolo dell’armonia e della convivenza pacifica tra culture diverse come quella Han, quella Naxi e quella Tibetana. Vi hanno collaborato artisti appartenenti a gruppi etnici diversi e vi sono all’interno elementi religiosi e di vita quotidiana appartenenti a tutte e tre le culture. E’ come se in Occidente ci fossero nello stesso affresco Gesù, Buddha e Maometto, qualcosa di unico.

Guida di Viaggio alla Città Vecchia di Baisha - Fabio Nodari

La città è costruita tra colline e corsi d’acqua, con strade lastricate di pietra rossa e ruscelli che scorrono tra i vicoli, creando il caratteristico paesaggio di “acque davanti a ogni abitazione e salici accanto a ogni porta”.

Guida di Viaggio alla Città Vecchia di Baisha - Fabio Nodari

Gli edifici sono tipici delle dimore Naxi, con strutture architettoniche tipiche che fondono stili di diversi popoli.

Viaggio in Cina nello Yunnan: cosa vedere a Lijiang

Qui sono ben conservati siti storici come la Piazza Sifang, il Palazzo Mu e il Padiglione delle Cinque Fenici.

Visita Lijiang: scopri il meglio di Lijiang, Yunnan, nel 2026 | Viaggia con Expedia

Un tempo importante centro sulla Via del Tè e dei Cavalli, vanta un ricco patrimonio culturale.

Lijiang Bar Street – Wendy Wei Tours

Al termine della visita, gusteremo una cena con specialità locali nel centro cittadino,per consentirvi di godere delle atmosfere locali.

13° GIORNO: Lijiang -Villaggio Yuhu-Shuhe -Pechino

Dopo la colazione in hotel,partenza  per il villaggio Yuhu situato alle pendici meridionali della Montagna della Neve del Dragone di Giada a circa 18 km, dalla Città Antica di Lijiang e ad un’altitudine di 2700 metri, anticamente chiamato Xuesong, è soprannominato il primo villaggio ai piedi della montagna innevata.

Lijiang Yuhu Village Travel: Ethnic Village, Traditional Village

Questo antico borgo Naxi ha case e muri costruiti con pietre glaciali, strade lastricate e ruscelli scorrenti. Fu la residenza originaria dei capi Naxi, dove si conservano la residenza di Rock e il sito Yuzhu Qingtian.

Lijiang Yuhu Village Travel: Ethnic Village, Traditional Village

Yuhu Village Travel Guide: Attractions, Tours, Climate, Food, Restaurant, Accommodation, Festivals, Activities, Shopping, Education, Photos and Maps

Classificato tra i Borghi Tradizionali della Cina nel 2013, conserva intatta l’autentica cultura Naxi.

Visit Shaxi on a trip to China | Audley Travel UK

Yuhu village, where Naxi culture meets snow mountain beauty - Chinadaily.com.cn

Partiamo per visitare l’antica città di  Shuhe situata a circa 4 km a nord-ovest di Lijiang, è uno dei primi insediamenti degli antenati Naxi e un importante snodo della Via del Tè e dei Cavalli con una storia millenaria.

Shuhe - Lijiang Valley in Yunnan China - hotels and tours

Un  borgo formato tra le dinastie Song e Yuan e artigianato fiorito nelle dinastie Ming e Qing, è stata inserita nel Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1997. Attraversata da tre corsi d’acqua tra cui il Fiume Qinglong, conserva perfettamente strade lastricate, cortili Naxi e ponti antichi, famosa come terra di sorgenti limpide e borgo dei conciatori.

Shuhe Ancient Town: Step into History's Embrace in Yunnan

Successivamente, visitiamo l’antica città di Shaxi situata a sud di Jianchuan a Dali la cui storia risale alle dinastie Shang e Zhou ed è una delle culle della cultura del bronzo dello Yunnan.

Pranzo in corso di escursione.

La città vecchia di Shaxi: cosa vedere - Fabio Nodari

Fu un importante crocevia commerciale sulla Via del Tè e dei Cavalli tra Tang e Song, e la Via Sideng è l’unico antico mercato superstite.

YUNNAN SHAXI ANCIENT TOWN: Tutto quello che c'è da sapere

Conserva integri edifici delle dinastie Ming e Qing, tra cui Piazza Sifang, Tempio Xingjiao, palcoscenico antico e Ponte Yujin.

🌉✨Shaxi's Ancient Stone Bridge "Yujin Bridge (玉津桥)" | Trip.com Jianchuan

Why You Must Visit Shaxi, Yunnan China | Lost Plate Food Tours in China

È stata inserita nell’elenco dei Patrimoni Architettonici a Rischio del Mondo nel 2001 e nominata Città Storica e Culturale della Cina nel 2007.

Tour di 1 giorno della città antica di Dali Shaxi - Klook

Al termine delle visite,effettueremo la cena in ristorante e trasferimento in aereoporto per imbarco sul volo diretto a Pechino.Arrivo e sistemazione in hotel nei pressi dell’aereoporto.

14° GIORNO: Pechino – Roma 

Dopo la colazione trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo per l’Italia.Pasti e intrattenimento a borso.Arrivo in serata e fine dei servizi.

 

 

 

 

La quota comprende:

  • Voli intercontinentali Roma – Xiamen (con scalo) e Pechino – Roma,franchigia bagaglio 23 kg
  • Volo interno XIAMEN – GUIYANG in classe economica
  • Treni prima  classe Congjiang a Kunming e da Kunming a Dali
  • Guide  locali in lingua italiana per tutta la durata del tour
  • Sistemazione in hotel 4**** e 5*****
  • Pensione completa
  • 1 bicchiere di soft drink o birra locale per pax ad ogni pasto
  • 1 bottiglia piccola acqua minerale al giorno
  • Tutti i trasferimenti da/per aeroporto/stazione nelle varie località
  • Tutte le escursioni previste nel programma
  • Tutti gli ingressi nei siti indicati
  • Assicurazione annullamento e spese mediche (massimale 50.000,00), bagaglio massimale 1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO  copre intero valore del tour.

La quota non comprende:

  • Tasse aereoportuali  pari a euro 495,00 (soggette a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Pasti ed altre bevande non menzionate nel programma
  • Le mance
  • Spese personali
  • Tutto quanto non specificato sotto la voce “La quota comprende”

Documenti :Passaporto con validità residua minimo 6 mesi dalla data di partenza.Alla data di pubblicazione questo itinerario,non è richiesto visto ingresso in Cina,eventuali aggiornamenti saranno comunicati tempestivamente.

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 




Cina Insolita-Autentica-che guarda al passato e al Futuro-Crociera Fiume Azzurro

 

Clima Chongqing:Quando Visitare e Stagioni Migliori

 

Scegliere il periodo sbagliato può rovinare il vostro viaggio a Chongqing. Il clima della “fornace” cinese, con estati torride e inverni umidi, è una sfida unica. Questa guida parte da una domanda cruciale: “Quando andare?” Vi forniamo analisi mese per mese di temperature, piogge e umidità, identificando le finestre temporali ideali (primavera e autunno) e i periodi da evitare, per trasformare la pianificazione del vostro viaggio nel 2026 da incertezza a sicurezza.

Generalmente, i periodi migliori per visitare Chongqing sono  l’autunno da settembre a ottobre. Questi mesi sono come i momenti d’oro della città: tutto sembra semplicemente perfetto.

Per una visita equilibrata tra comfort climatico, esperienze autentiche e bellezze naturali, due stagioni si distinguono nettamente:

Autunno (Settembre-Novembre): Il periodo più consigliato

Il caldo estivo si attenua, l’aria diventa fresca e limpida, con una luce ideale per la fotografia.

Il cielo è senza nuvole come appare spesso in tutte le foto in questa zona in primavera.

È la stagione dei mercati notturni vibranti, della raccolta degli agrumi nelle campagne e della suggestiva Festa di Metà Autunno, illuminata da lanterne. I paesaggi montani come il Monte Jinfo si colorano di tonalità calde, perfetti per escursioni. La combinazione di clima piacevole, attività culturali e colori naturali lo rende il momento di punta per l’esplorazione.

Autunno: I Colori dell’Oro e il Raccolto della Festa

La luce dorata, l’aria limpida e i sapori ricchi definiscono questo periodo magico.

Partite per un’escursione di un giorno alle Gole di Wulong. In autunno, le imponenti pareti rocciose e i ponti naturali sono incorniciati da foglie che vanno dal giallo al rosso acceso. La folla estiva è diminuita, permettendovi di apprezzare il silenzio maestoso di questo sito UNESCO.

Partecipate a un tour gastronomico serale in un mercato locale, come quello vicino a Jiefangbei. È la stagione perfetta per assaggiare castagne arrosto, patate dolci calde e gli irresistibili spicy crayfish (gamberetti piccanti), il tutto all’aperto in un clima piacevole. La Festa di Metà Autunno (data variabile) trasforma la città in un mare di lanterne; acquistatene una e unitevi alla passeggiata lungo il fiume.

Un itinerario dedicato alla Cina fuori dalle rotte turistiche più battute per scoprire la vera identità del paese. Dalle architetture futuribili di Chongqing alle cascate di Furong, dalla crociera fluviale sul Fiume Azzurro alle formazioni carsiche di Wulingyuan, fino alla Porta Celeste Tianmenshan. Scopriamo una Cina diversa ed affascinante, in un viaggio caratterizzato anche da servizi particolarmente curati.

 

Cina segreta: alla scoperta dei tesori nascosti del Dragone

Quando si pensa alla Cina, la mente corre subito alla Grande Muraglia, alla Città Proibita di Pechino o ai grattacieli scintillanti di Shanghai. Ma la vera magia della Cina si nasconde spesso lontano dai riflettori, tra montagne maestose, villaggi sospesi nel tempo e tradizioni millenarie che continuano a vivere nella quotidianità della sua gente.
Scoprire la Cina meno conosciuta significa entrare in contatto con l’anima autentica di un Paese che non smette mai di stupire.

La Cina inedita e insolita si nasconde lontano dalle metropoli più battute. Per un viaggio fuori dai circuiti di massa, esplora il paesaggio alieno della Foresta di Pietra (Shilin), le vette sacre e vertiginose del Monte Hua, i remoti villaggi e l’architettura sospesa nel tempo di antiche città meno note

Zhangjiajie: il regno delle montagne fluttuanti

Nel cuore della provincia dell’Hunan, si trova un luogo che sembra uscito da un sogno. Le colonne di pietra di Zhangjiajie National Forest Park, avvolte nella nebbia, hanno ispirato i paesaggi di Avatar. Qui, ogni sentiero regala viste mozzafiato, sospesi tra cielo e terra. Camminare sul Glass Bridge, il ponte di vetro più lungo e alto del mondo, è un’esperienza che unisce brivido e meraviglia, regalando una prospettiva unica su un paesaggio che sembra appartenere a un’altra dimensione.

Le Meraviglie Naturali e Paesaggi Surreali
  • Parco Forestale di Zhangjiajie: Ispirazione per il film Avatar, questo parco ospita migliaia di impressionanti colonne di quarzite che si innalzano verso il cielo tra la nebbia. Da non perdere il ponte in vetro sospeso nel vuoto.
  • Foresta di Pietra (Shilin): Nei pressi di Kunming (nello Yunnan), troverai un incredibile labirinto di formazioni calcaree carsiche che sembrano alberi di pietra.
  • Montagna di Tianmen: Famosa per la “Porta del Cielo”, un’enorme apertura naturale nella roccia raggiungibile tramite una strada mozzafiato con 99 curve e una lunghissima sca
La Cina “Cyberpunk” e Moderna
  • Chongqing: Un’esperienza urbana immersiva e futuristica. Questa metropoli tentacolare è famosa per i treni che passano letteralmente attraverso i palazzi, i grattacieli vertiginosi e la sua atmosfera vibrante che ricorda l’estetica cyberpunk.
La Cina che non ti aspetti

Visitare la Cina meno conosciuta significa abbandonare le rotte turistiche e lasciarsi guidare dalla curiosità. È un viaggio che parla di emozioni, di incontri e di stupore.
Perché la vera bellezza della Cina non sta solo nei suoi monumenti, ma nel suo ritmo, nei suoi silenzi, nei suoi contrasti.

Chi sceglie di esplorarla davvero, scopre che ogni angolo racconta una storia. E ogni storia, in Cina, è un piccolo universo di meraviglia.

1° Giorno Roma – Chongqing.

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e operazioni di imbarco volo a Chongquing,con scalo.

Pasti e pernottamento a bordo.

2° Giorno – Chongqing.

 Arrivo a Chongqing. In pullman riservato raggiungiamo il centro di questa megalopoli futuribile, disposta alla confluenza dei fiumi Yangtze, il fiume Azzurro, e il fiume Jialing. Nel pomeriggio prima visita della città, partendo da Ciqikou, il porto della porcellana, un museo a cielo aperto con le architetture del borgo antico, pittoreschi vicoli lastricati, case in legno e resti delle antiche fornaci. Chiudiamo il percorso a Hongya Dong, uno dei luoghi più pittoreschi della città, un antico complesso di palafitte costruite sul fianco della collina lungo la riva meridionale del fiume Jialing che di sera sono magnificamente illuminate.

3° Giorno – Grotte di Dazu-Chongqing.

Raggiungiamo le Grotte di Dazu (100 km), Patrimonio Unesco, che ospitano un’eccezionale serie di sculture e incisioni risalenti al IX-XIII secolo, straordinarie per la loro qualità estetica e per la ricca varietà di soggetti, rappresentando inoltre una testimonianza straordinaria dell’armoniosa sintesi tra Buddhismo, Taoismo e Confucianesimo. Nel tardo pomeriggio rientriamo in città e passeggiamo nella pittoresca Via di Danzishi, con vecchie case in legno e strade acciottolate. Rientro in hotel.

4° Giorno – Chongqing-Città Fantasma di Fengdu-Crociera Fiume Azzurro

Dedichiamo la giornata al completamento della visita di Chongqing, comprendendo meglio l’urbanistica unica, e a volte bizzarra, di questa metropoli collinare, come nel caso del Kuixinglou Building, con piazze panoramiche e ponti pedonali che collegano i diversi livelli. In monorotaia attraversiamo la stazione di Liziba, unica nel suo genere, poiché si trova tra il sesto e l’ottavo piano di un edificio residenziale, con i treni che attraversano il centro dell’edificio. Dopo aver ammirato la monumentale Grande Sala del Popolo passeggiamo lungo la via pedonale di Jiefangbei, il cuore di Chongqing, fino al Monumento alla Liberazione, uno dei simboli della città e scopriamo le atmosfere rilassate del Parco Eling, tra padiglioni, laghetti, ponti e giardini.

Dopo  pranzo ci trasferimento per la visita Città Fantasma di Fengdu.

Nel tardo pomeriggio,imbarco sulla nave 5***** per la crociera fluviale. Sistemazione nelle cabine.

5° Giorno – Crociera fiume Yangtze

Prima giornata di crociera lungo il fiume Yangtze, il fiume Azzurro, il fiume più lungo dell’Eurasia e uno dei più lunghi al mondo. Il corso d’acqua ha da sempre garantito collegamenti e comunicazione in un territorio aspro e montuoso, e per questo paesaggisticamente incantevole.

 Approderemo per visitare Città Bianca di Baidi
Descrizione: Situata sulla sponda settentrionale del fiume Yangtze, è celebre per la storica vicenda
dell’imperatore Liu Bei. È anche il luogo d’ispirazione della famosa poesia antica. Il complesso abbonda diedifici storici; dalla sommità si può ammirare il magnifico panorama della Porta Kui, dove storia e paesaggio naturale si fondono armoniosamente.
Al termine della visita, pranzeremo comodamente a bordo della nave.

Entriamo nelle famose Tre Gole, una degli scenari naturali più straordinari della Cina. Oggi attraversiamo le prime due: la Gola di Qutang, la più stretta e quindi la più spettacolare, e la Gola di Wu, più ampia, che offre paesaggi di quieta bellezza, con pareti scoscese e montagne ricoperte di foreste. Con una imbarcazione più piccola scopriamo le suggestive Gole del Torrente della Dea.

6°Giorno 

Oggi potremo ammirare l’Ascensore Navale delle Tre Gole
Soprannominato “ascensore per navi”, è un’opera idraulica e di navigazione di prim’ordine a
livello mondiale. Permette alle imbarcazioni di superare il dislivello della diga tramite sollevamento verticale.l progetto ingegneristico complesso e raffinato dimostra l’eccellente tecnologia di costruzione idraulica.

Entriamo nella Gola di Xiling, la più lunga e profonda e arriviamo alla gigantesca Diga delle Tre Gole, una delle più grandi al mondo, dove concludiamo la crociera, arrivando a Yichang (50 km). Nel pomeriggio lasciamo l’Hubei e entriamo in Hunan, arrivando a Zhangjiajie (380 km).

Arrivati a Zhangjiajie, ci recheremo ia visitare Settantadue Edifici Meravigliosi

Realizzati sul modello delle case su palafitte del popolo Tujia, gli edifici sono costruiti a gradoni
lungo la montagna con un aspetto maestoso. Di sera, le luci creano un effetto luminoso spettacolare, come costruzioni sospese tra le montagne. È un famoso luogo iconico di Zhangjiajie.
Dopo

7°Giorno 

Giornata dedicata alla Riserva Naturale di Wulingyuan, chiamata anche Zhangjiajie, spettacolare e Patrimonio Unesco che conserva un paesaggio carsico di straordinaria bellezza, con pinnacoli rocciosi che si elevano da una fitta vegetazione subtropicale. Ammiriamo l’area scenica di Yuanjiajie, che si raggiunge con l’impressionante ascensore Bailong, che sale per oltre 300 metri e che regala un panorama straordinario. Con la funivia del monte Tianzi ci immergiamo in un paesaggio da favola, tra picchi e una vegetazione lussureggiante. Chiudiamo la giornata con la Shili Hualang, la “Galleria delle Dieci Miglia”, dove il paesaggio è caratterizzato da formazioni carsiche e pilastri di arenaria che creano un panorama da favola.

È la zona panoramica principale di Wulingyuan, dove si trovano luoghi celebri come il Ponte
Numero Uno del Mondo e la Montagna di Hallelujah. Dalle terrazze panoramiche si ammirano picchi e gole a perdita d’occhio, e quando la nebbia si alza, l’ambiente sembra un regno incantato.
Proseguiamo poi con la funivia Funivia Monte Tianzi-
Questa lunga funivia permette di salire dolcemente in quota. Dall’alto si può godere di una vista completa sulle foreste di picchi e sulle gole. Oltre a risparmiare la fatica della salita, offre un’esperienza
panoramica unica.
In serata   raggiungiamo Wulingyuan (30 km).

8°Giorno 

Visitiamo la Grotta di Huanglong, la Grotta del Drago Giallo, una delle attrazioni più importanti di  Zhanjiajie, che è quasi un mondo sotterraneo tanto è ampia, con grandi camere sotterranee, fantasiose formazioni di roccia, fiumi e cascate sotterranee. Nel pomeriggio scopriamo il Grand Canyon di Zhanjiajie, tra montagne, valli e corsi d’acqua e proviamo l’emozione di attraversare il ponte di vetro più lungo e più alto al mondo.

Conosciuto anche come Ponte tra le Nuvole, attraversa la profonda gola. La superficie
interamente in vetro trasparente regala un’esperienza emozionante, permettendo di ammirare la gola
sottostante e i magnifici paesaggi montuosi circostanti.
Successivamente proveremo l’attività Mongolfiera VR Aixiangfei

Grazie alla realtà virtuale, si simula il volo in mongolfiera. Si potrà ammirare dall’alto l’intero
paesaggio di picchi e montagne di Zhangjiajie, vivendo un’esperienza immersiva unica.

Rientro in hotel.

9°Giorno 
Oggi scopriamo il Parco Forestale Nazionale della Montagna di Tianmen, che si raggiunge con una funivia, una delle più lunghe e spettacolari al mondo. Sulla sommità ci attende lo spettacolo della Porta del Paradiso, un arco naturale al centro del monte, che sembra un passaggio verso un mondo ultraterreno, che si raggiunge salendo i 999 gradini della Scala del Cielo.
Il percorso include la funivia. La montagna è imponente e impervia, famosa per la Grotta
Tianmen. La lunga funivia raggiunge la cima tra nuvole e picchi. La passerella di vetro sospesa regala emozioni forti e una vista mozzafiato sulle cime montuose.

Nel pomeriggio scendiamo verso sud fino a raggiungere Furong (100 km), antica città dell’etnia Tujia con una storia e una cultura millenarie. Dedichiamo il resto della giornata a questo gioiello, una delle città antiche più belle ed affascinanti della Cina. Passeggiamo nel cuore antico della città, unica per la sua posizione attorno ad una scenografica cascata, che conserva le architetture storiche tradizionali con tetti in legno, muri in pietra e decorate da eleganti intagli. La sera, quando si accendo le luci, la città diventa un luogo davvero incantevole e, senza esagerare, indimenticabile.

Furong,un’antica città millenaria costruita sopra una cascata. Il fiume attraversa il borgo, dove si
susseguono tipiche abitazioni su palafitte. La sera, le luci si riflettono sull’acqua creando un’atmosfera
incantevole, resa celebre da un famoso film.
Dopo la visita, ci sistemeremo in un hotel locale caratteristico che dispone di un ampio balcone,da cui si può ammirare l’intero borgo e le suggestive luci notturne.

10°Giorno 

In pullman raggiungiamo Fenghuang, l’antica citta della Fenice (120 km), cui dedichiamo il resto della giornata. Fenghuang è una città gioiello, combinazione perfetta tra la bellezza del paesaggio e il fascino delle architetture storiche in stile Ming e Qing, è ancora oggi abitata dalle minoranze etniche Miao e Tujia, che mantengono i loro costumi tradizionali. Passeggiamo nelle pittoresche vie, tra botteghe di artigianato tradizionale e antichi edifici sospesi fuori dal tempo che trasformano il paese in un museo all’aria aperta. Visitiamo la storica residenza di Congwen Shen, oggi museo, e seguiamo una navigazione sul fiume Tuojiang per ammirare la città e la pagoda di Wanming da un punto di vista privilegiato. Anche qui la sera il panorama diventa, se possibile, ancora più incantevole, con tutti gli edifici antichi illuminati che si specchiano sul fiume a creare un’atmosfera incantata.

11°Giorno Monte Fanjingshan → Città Antica di Fenghuang

 

Monte Fanjingshag il percorso include la funivia.
Patrimonio naturale mondiale, è la vetta principale della catena montuosa Wuling. I suoi simboli
sono la Cima della Nuvola Rossa e la Roccia a Fungo. La montagna è spesso avvolta da nebbia, con un
ecosistema incontaminato. È anche un importante luogo sacro buddista, dove bellezza naturale e cultura religiosa convivono in armonia.

Città Antica di Fenghuang.È una celebre città d’acqua del Xiangxi. Il fiume Tuo scorre attorno al borgo, fiancheggiato da antiche abitazioni su palafitte e vicoli lastricati. Luogo d’ispirazione del romanzo La Città di Confine, conserva intatto il fascino tipico della regione.
Dopo la visita, effettueremo il check-in in un hotel caratteristico locale.

12°Giorno Città Antica di Fenghuang
Visiteremo a fondo la Città Antica di Fenghuang per tutta la giornata e faremo una gita in barca sul fiume Tuo.  Navigando lungo il fiume, potrete ammirare le abitazioni su palafitte, il Ponte Arcobaleno e le tipiche rocce di passaggio. Il rumore dell’acqua accompagna il percorso, permettendovi di godere appieno della tranquillità e del fascino
di questo borgo fluviale.Vivremo appieno l’atmosfera di questo antico borgo durante tutta la giornata.
13°Giorno Wuhan-Roma 
G3847 Stazione di Fenghuang Antica partenza ore 11:03 — Stazione di Wuhan arrivo ore 15:08

Completiamo la visita di Wuhan, partendo dal Museo della Provincia di Hubei, che ci aiuta a ripercorrere la storia millenaria della città, che è stata anche un importante insediamento coloniale britannico oltre ad essere stata per breve tempo la capitale della Cina. Visitiamo il Padiglione della gru gialla, circondato da un bel parco, e passeggiamo lungo la via Jianghan, pedonale e sempre vivace.

Trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro con scalo.




OLANDA – PAESI BASSI- FIORITURA DEI TULIPANI

Com’è facile intuire, il Parco di Keukenhof a Lisse è il luogo perfetto dove vedere i tulipani in Olanda. Ma quando andare? La fioritura dei tulipani in Olanda inizia a metà marzo, finisce a metà maggio

Il parco, quindi, apre solo per poco meno di due mesi l’anno, all’inizio della primavera, quando spuntano i bulbi e, per questo motivo, l’affluenza di pubblico è sempre altissima (si stima circa un milione di persone in 8 settimane). D’altronde, il parco custodisce diversi giardini a tema, ognuno caratterizzato da un particolare stile. Ad esempio, ci sono i giardini paesaggistici in stile inglese, il giardino giapponese, ma anche il Tropical Beach Garden nel quale si respira un’atmosfera tropicale tra palme, sabbia, una barca e le amache. Il Green Tea Garden mette invece in mostra tutte le piante che hanno a che fare con le bevande come la camomilla, la verbena, la mente svizzera e molte altre. Il luogo più romantico, però, è il Red Romance Garden. Ogni anno poi, un’area del Keukenhof è dedicata ad un tema particolare legato ai Paesi Bassi, dove viene allestita con una splendida ed enorme composizione floreale che lo rappresenta; alcuni temi degli ultimi anni sono stati “le grandi scoperte olandesi”, “il design olandese” e molti altri.

Un viaggio ad Amsterdam è un’esperienza indimenticabile tra eleganza, fascino e storia. La capitale olandese incanta con i suoi 90 isolotti, 165 canali e oltre 1.000 ponti, creando uno scenario unico al mondo. Il nostro tour Amsterdam parte da Piazza Dam e dalla Chiesa Nuova, simboli della città, per poi proseguire verso il Van Gogh Museum e il Quartiere Ebraico. Il viaggio Amsterdam e Olanda continua nell’Olanda del Nord, tra villaggi pittoreschi, mulini a vento e tradizioni senza tempo. Un tour in Olanda che svela l’anima autentica del Paese, tra cultura, natura e suggestioni romantiche.

In Olanda il sole è giallo, un po’ più freddo che da noi, sarà che è tutto così dritto, così spietatamente piatto… che quando finalmente arriva la primavera, i campi si colorano di tulipani a perdita d’occhio, inondando l’atmosfera di buon umore e di un profumo che sa di pace. È come se, in Olanda, mettessero davvero i fiori dentro i cannoni.

Visitare i campi di fiori in Olanda durante la stagione dei tulipani è una delle tendenze più in voga tra i viaggiatori in Europa, desiderosi di scoprire i percorsi tra i fiori in un bagno di colori e meraviglia, generando di conseguenza un vero e proprio indotto turistico. Ogni anno, milioni di visitatori si recano nei Paesi Bassi per assistere a questa esplosione cromatica, un evento che unisce natura, cultura e tradizione.

Visitare i Paesi Bassi durante  la fioritura dei tulipani sará  un’esperienza unica e meravigliosa.

Visiterete Amsterdam e scoprirete di più sulla storia della città. Il modo migliore per conoscere la capitale è perdersi lungo i canali e coglierne interamente il suo fascino, dove le case colorate, i tulipani in fiore e l’atmosfera vi faranno innamorare a prima vista.

 

La storia del tulipano in Olanda: dalla Persia alla Tulipomania

Sebbene il tulipano sia il simbolo indiscusso dell’Olanda, le sue origini sono ben lontane. Questo fiore è originario dell’Asia centrale e fu introdotto in Europa nel XVI secolo dalla Turchia. Il nome “tulipano” deriva infatti dalla parola turca “tülbent”, che significa turbante, per la somiglianza della sua forma con il copricapo. Fu il botanico Carolus Clusius a piantare i primi bulbi nei giardini di Leida, dando inizio a una passione che sarebbe presto diventata una vera e propria mania. Nel Seicento, la “Tulipomania” causò una delle prime bolle speculative della storia, con i prezzi dei bulbi che raggiunsero cifre astronomiche, consacrando per sempre il legame tra questo fiore e i Paesi Bassi.

Anche nella capitale Amsterdam si respira l’amore per i fiori. Il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante sul canale Singel, è una tappa obbligata per acquistare bulbi e souvenir. Per un approfondimento storico e culturale, l’Amsterdam Tulip Museum nel quartiere Jordaan racconta l’affascinante viaggio del tulipano, dalla sua scoperta fino alla sua consacrazione come icona olandese.

Keukenhof: il Giardino d’Europa

Uno dei luoghi più conosciuti e rinomati dove ammirare i tulipani sono di sicuro i giardini di Keukenhof nella città di Lisse, facilmente raggiungibili in auto o autobus da Amsterdam. Con oltre 32 ettari di superficie, è la più grande esposizione floreale del mondo.  Oltre a tulipani, giacinti e narcisi, ospita incredibili mostre floreali a tema nei suoi padiglioni. Per i più piccoli, offre una caccia al tesoro, un parco giochi, una fattoria didattica e un labirinto, rendendolo una meta perfetta per tutta la famiglia.

È utile sapere che i tulipani coltivati nei campi sono destinati principalmente alla produzione di bulbi, non alla vendita del fiore reciso. Per questo motivo, i fiori vengono spesso “cimati” dopo due o tre settimane di fioritura, per concentrare tutta l’energia della pianta nel bulbo. Nei parchi espositivi come il Keukenhof, invece, la fioritura viene mantenuta per tutta la stagione per la gioia dei visitatori.

Fioritura dei Tulipani in Olanda 2023: dove e quando ammirarla

Keukenhof: il Giardino d’Europa

Uno dei luoghi più conosciuti e rinomati dove ammirare i tulipani sono di sicuro i giardini di Keukenhof nella città di Lisse, facilmente raggiungibili in auto o autobus da Amsterdam. Con oltre 32 ettari di superficie, è la più grande esposizione floreale del mondo. Oltre a tulipani, giacinti e narcisi, ospita incredibili mostre floreali a tema nei suoi padiglioni. Per i più piccoli, offre una caccia al tesoro, un parco giochi, una fattoria didattica e un labirinto, rendendolo una meta perfetta per tutta la famiglia.

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Altre attrazioni a tema ad Amsterdam

Anche nella capitale Amsterdam si respira l’amore per i fiori. Il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante sul canale Singel, è una tappa obbligata per acquistare bulbi e souvenir. Per un approfondimento storico e culturale, l’Amsterdam Tulip Museum nel quartiere Jordaan racconta l’affascinante viaggio del tulipano, dalla sua scoperta fino alla sua consacrazione come icona olandese

 

1° giorno: ROMA – AMSTERDAM o partenza da altre citta’

Incontro con la guida presso l’aeroporto di Roma Fiumicino per volo diretto Roma-Amsterdam.

Cosa vedere a Amsterdam

Ed inizia la visita delle città di Amsterdam,conosciuta anche come la Venezia del Nord per i suoi numerosi canali, Amsterdam è una delle città più affascinanti del mondo, un piccolo paradiso tanto amato ed apprezzato dai turisti per il suo aspetto romantico e mutevole, là dove perdersi tra le molteplici attività culturali, le architetture antiche e moderne ed i suoi musei. Amsterdam è caratterizzata anche da un lato più giovanile, quello che l’ha portata a conquistarsi il titolo capitale del divertimento e del proibito, famosa per i suoi coffe-shop e l’atmosfera rilassata e liberale che si respira in ogni angolo della città, si propone anche escursione facoltativa in battello per conoscere la capitale anche attraverso i canali.

Il cuore di Amsterdam è il Centro Medievale, il quartiere più antico della città nonché il più turistico, dove si respira ancora l’atmosfera del Secolo d’Oro. Molto bello e vivace il Nieuwmarkt, un quartiere ricco di locali dove si trovano anche la Casa Museo di Rembrandt, la Sinagoga portoghese e il famoso mercatino delle pulci di Waterlooplein. Una delle zone più belle di Amsterdam è la Cintura dei Grandi canali. In questo quartiere romantico case antiche e negozietti sfiziosi si susseguono lungo i corsi d’acqua. Qui si trova anche il Museo di Anna Frank. Molto affascinate anche la movimentata cintura meridionale dei canali, meta imprescindibile per gli amanti della vita notturna, per tutti coloro che vogliono visitare il Mercato dei fiori e frequentare ottimi ristoranti e caffè alla moda. Il Jordaan, l’ex quartiere della classe operaia, è una zona alla moda attraversata da un dedalo di stradine dove passeggiare e ammirare l’atmosfera tipica di Amsterdam. Il quartiere è l’ideale anche per rilassarsi in un pub e visitare una galleria d’arte.

Cosa fare ad Amsterdam: 10 attività imperdibili | Elle Decor

Passeggiata guidata lungo i quattro canali principali di Amsterdam (Prinsengracht, Keizersgracht, Singel e Herengracht) per capire la grandiosità delle vie d’acqua dove si allineano i palazzi dalle caratteristiche facciate alte e strette, costruiti su un grandioso sistema di palafitte. Sosta al famoso mercato galleggiante dei fiori di Singel.

Escursione in battello lungo in canali.

Best Things to Do in Amsterdam: Ultimate Local's Guide (Updated 2025)

Continua la visita della Coster Diamond la più antica ditta al mondo per la lucidatura di diamanti, fondata nel 1840, la visita del museo porta i visitatori in un mondo magico e scintillante alla scoperta di questa pietra preziosa.

La sede, che conta migliaia di visitatori al giorno, si trova nella zona dei musei, nei pressi del Rijksmuseum e del Van Gogh Museum. Nel corso della sua storia, la ditta ricevette la visita di numerosi principi e sovrani, europei e non.

Rientro in tardo pomeriggio,  cena e pernottamento in hotel.

2° giorno: IL PARCO DI TULIPANI “KEUKENHOF” – IL VILLAGGIO DI PESCATORI “VOLENDAM” – MARKEN

Prima colazione in hotel.

Incontro con la guida e si parte per il parco di tulipani olandesi più grande al mondo Keukenhof, situata non lontana dalla capitale è un parco che racchiude oltre 7 milioni di fiori da bulbo, piantati ogni anno. I giardini e le quattro serre offrono una fantastica collezione di tulipani, giacinti, narcisi, orchidee, rose, garofani, iris, gigli e molti altri fiori. Sarai assolutamente sopraffatto dallo spettacolo di colori e profumi.

Il parco nacque nel 1949 su iniziativa dell’allora sindaco di Lisse, il quale organizzò un’esposizione floreale all’aperto. Il grande successo riscosso da tale evento, lo rese un appuntamento fisso e molto atteso, dal grande richiamo internazionale.

La sua storia:L'Olanda dei Tulipani: i percorsi più belli

Nel XV secolo il territorio dove attualmente sorge il parco apparteneva alla contessa Jacoba Van Beierenè. Nel territorio, allora incontaminato, si praticavano esclusivamente attività come la caccia e la raccolta di prodotti della terra da destinare alle cucine del castello Teylingen della contessa. Il nome del parco “Keukenhof”, che letteralmente significa “cortile della cucina”, deriva proprio da questa sua primitiva usanza. Successivamente la proprietà del parco passò nelle mani di ricchi commercianti, come il barone e la baronessa Van Pallandt, i quali commissionarono agli architetti paesaggisti Jan David e Louis Paul Zocher lo sviluppo di un giardino in stile inglese, che corrisponde oggi alla struttura su cui sorge il parco

KEUKENHOF: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2025)

Escursione dell’intera giornata nell’Olanda del Nord in un suggestivo paesaggio di canali, campi di tulipani e mulini a vento. Sosta a Zaanse Schans, un villaggio tradizionale olandese, dove i mulini sono ancora in funzione e gli abitanti si occupano delle attività tradizionali.

Visite guidate ed escursioni a Zaanse Schans - Civitatis

Un villaggio d’altri tempi, un vero e proprio museo all’aria aperta, per preservare la memoria storica della vita quotidiana nei secoli passati. Proseguimento per la Grande Diga, costruita tra il 1927 ed il 1932 per impedire al mare del Nord di inondare e distruggere i paesi costieri. L’imponente barriera della diga è lunga 32 km e separa il Mare del Nord dal bacino interno dell’Ijsselmeer. Pranzo libero in corso di escursione. Nel pomeriggio visita di Volendam e Marken, tipici villaggi di pescatori dall’atmosfera particolare, dove gli abitanti indossano ancora i costumi tradizionali. Rientro ad Amsterdam. Possibilità di partecipare ad una crociera in battello sui canali di Amsterdam (facoltativa e in supplemento) per ammirare la città da un suggestivo punto di vista.

Nel pomeriggio  si prosegue la visita con il villaggio dei pescatori Volendam, piccola e caratteristica località di pescatori che si trova a nord-est di Amsterdam e risulta la meta perfetta per un’escursione in giornata dalla capitale. Situato sulle sponde del Lago IJsselmeer, sorge l’antico villaggio di pescatori di Volendam, rinomato per il suo incantevole porto, il commercio della pesca, l’atmosfera tipicamente olandese e i suoi costumi tradizionali. Una meta imperdibile  di mulini a vento, casette di pescatori dal tetto a punta e personaggi in costume dove in questo piccolo e grazioso villaggio il tempo sembra essersi fermato.

Things to do in Volendam: A Picturesque Dutch Village near Amsterdam

Grazie alla sua posizione Volendam è stato per anni un piccolo e ordinato paesino dedito alla pesca, mentre ora è una cittadina che sta conquistando sempre più visitatori grazie alla sua tranquillità, al suo spirito ancora autentico e alla sua atmosfera. Il fascino di questa località, infatti, ha conquistato ad inizio Ottocento numerosi pittori e artisti che amavano venire qui perché sedotti e ispirati dagli affascinanti paesaggi. Grazie alla presenza di sempre più artisti, tra l’Ottocento e il Novecento Volendam ha cambiato la sua reputazione e ha iniziato a svilupparsi come meta turistica. Ora la città si presenta come la destinazione ideale per un’escursione giornaliera da Amsterdam dove poter trascorrere del tempo in relax, distanti dai ritmi della capitale.

OGNI TAPPA HA UN SUO PERCHE': ESCURSIONE SULL'ISOLA DI MARKEN - CLUB ANDARE IN GIRO

Accanto c’è l’isola di Marken anch’essa è un caratteristico villaggio di pescatori collegata con un argine alla costa, è uno dei luoghi in cui le tradizioni sono conservate nella loro forma più pura, nel cuore del villaggio ci sono tipiche case in legno dipinte con i colori della bandiera olandese ed i suoi abitanti continuano a indossare abiti tradizionali olandesi.

Rientro in tardo pomeriggio, cena e pernottamento in hotel.

3° giorno: UTRECHT

Prima colazione in hotel e partenza per Utrecht.

Utrecht è una vivace cittadina dei Paesi Bassi nota per le sue antiche origini e il glorioso passato di importante località commerciale.

Il nostro tour a piedi di Utrecht | GetYourGuide

La nascita della città sembra risalire al 45 d.C. quando l’imperatore Claudio ordinò la costruzione di una cintura di accampamenti e postazioni commerciali lungo il fiume Reno che all’epoca segnava il confine (limes) più a nord dell’Impero Romano. Un forte romano (o castrum) era stato costruito in questa zona che venne chiamata prima Traiectum (ovvero “incrocio”) e poi Ultraiectum da cui è derivato in seguito il toponimo Utrecht. Nei secoli successivi l’accampamento si è ampliato e così è nato un insediamento che con il tempo è poi diventato la città di Utrecht. Resti del periodo romano sono stati rinvenuti nel centro di Utrecht che conserva un nucleo storico curato e ordinato con molte testimonianze del suo passato. In particolare, spiccano numerosi edifici eleganti e finemente decorati costruiti tra il XVI e il XVII secolo, quando i Paesi Bassi erano una grande potenza coloniale. Ora Utrecht è una della città più popolate dei Paesi Bassi ed è conosciuta per la sua Università (Universiteit Utrecht) che è stata fondata nel 1636 ed è considerata non solo una delle più antiche della nazione ma anche una delle più grandi in Europa. La presenza dell’Università ha segnato e segna fortemente la vita di Utrecht che vanta una popolazione principalmente giovane e la presenza di molti studenti e ricercatori stranieri. Dal punto di vista delle attività culturali, la città vanta un centro dinamico e molto attivo, specialmente per la presenza di vari musei, teatri e gallerie d’arte. Utrecht, però, è nota anche per sua anima moderna che si può respirare allo Science Park, un centro che ospita oltre 130 multinazionali, due università, diversi istituti di ricerca.

Utrecht: when to go, things to do and where to stay - Amsterdam.net

Rientro in hotel tardo pomeriggio, cena e pernottamento incluso.

4° giorno: IL MUSEO DI RJIKSMUSEUM – AMSTERDAM 

Prima colazione in hotel.

Incontro con la guida per visitare il MUSEO DI RJKSMUSUM con audio guida.

Rijksmuseum Amsterdam , Il museo nazionale d'Olanda - Informazioni

Il museo possiede la più grande collezione di dipinti del secolo dell’oro olandese (1584-1702) e una considerevole collezione di arte asiatica. Qui sono conservati 800 anni di storia Olandese, dal 1200 ad oggi. Godetevi quest’immersione nell’arte.

Visitare la casa di Anna Frank ad Amsterdam

Nel primo pomeriggio si prosegue con la visita guidata a piedi di Amsterdam, la cittá é ancora in parte da scoprire. Ammirerete gli esterni della Casa di Anna Frank, un museo che racchiude una storia straordinaria e comprende l’alloggio segreto, dove Anna Frank scrisse il suo famoso diario durante la seconda guerra mondiale, la Chiesa Vecchia, è l’edificio religioso più antico della città di Amsterdam ed il quartiere del Begijnhof, è un antico beghinaggio, in cui si nasconde un pittoresco e incantevole cortile interno impreziosito da curati giardini e da una chiesa centrale su cui si affacciano pittoresche case da fiaba tipiche dell’architettura olandese, risalente agli inizi del 14° secolo. In queste abitazioni vivevano le beghine, ossia donne che non appartenevano ad un ordine ecclesiastico, ma avevano deciso di dedicare la loro vita all’assistenza dei bisognosi.

Begijnhof Amsterdam: le Beghine e il convento nascosto

In tempi medioevali il cortile era completamente circondato dai canali, con un unico ingresso, a cui si accedeva attraverso un ponte. Ancora oggi il portone di accesso, il Begijnesloot è visibile grazie alla restaurazione del 1907.

 

Rientro in tardo pomeriggio,  e pernottamento in hotel.

5° giorno: AIA- DELFT- ROTTERDAM -ROMA

Prima colazione in hotel, incontro con la guida, per partire alla scoperta della città di AIA sede del parlamento, del governo, del capo dello Stato  (il sovrano dei Paesi Bassi, che vi risede dal 1831) e di tutte le ambasciate straniere presenti nel paese. La citta di Aia vanta numerosi monumenti, hotel eleganti e un cuore politico, dal 1446 è sede degli incontri degli Stati Generali, il parlamento olandese, e quindi centro della vita politica del paese da molti secoli.

Guide di Viaggio: L'Aia

Si prosegue verso Delft che deve la sua fama al suo legame con Johannes Vermeer, alle ceramiche di Delft Blue Delft e alla famiglia reale. É piacevole rivivere la storia di Delft mentre si cammina lungo i canali e si ammirano le chiese ed i vari monumenti presenti nella cittá.

Things to Do in Delft: Top Attractions and Activities | Exploring the Netherlands

Si conclude in bellezza con Rotterdam che è una città dai tanti volti: una dinamica città portuale, una moderna città del divertimento, un’elegante città dello shopping e una vivace città degli artisti ma è soprattutto la città olandese dell’architettura per eccellenza, dove l’innovazione ha un ruolo da protagonista e lo skyline cambia di continuo.

Visit Rotterdam on a trip to Netherlands | Audley Travel UK

 

 

Nel  tour panoramico dei luoghi più significativi visiteremo, il modernissimo ponte in acciaio sul fiume Mosa, collega il quartiere Binnenstad del centro di Maastricht situato sulla riva occidentale della Mosa al quartiere Wyck sulla riva orientale. Il ponte edificato in pietra è lungo 160 metri e largo 9. I suoi sette archi hanno una campata di 12 metri e sono sostenuti da sette pilastri.

COSA VEDERE A ROTTERDAM IN DUE GIORNI: PRIMA PARTE

L’’edificio inclinato  progettato da Renzo Piano, collocato in prossimità dell´imbocco del tunnel che passa sotto il canale che collega il porto al mare aperto, l´Herr Ij. L´edificio sembra quasi raffigurare la sagoma di una nave colta un istante prima del suo inabissamento; per questo motivo nel New Metropolis museum, comunemente chiamato NEMO, la forma esterna nasce indipendentemente da quelle che sono le sue funzioni interne. New Metropolis è l´ultima versione di quello che era nato, all´inizio del Novecento, come Museo del Lavoro, contenente una collezione di macchine del tempo e di dipinti del suo fondatore, l´industriale Herman Hejinbroek; nel corso del tempo il museo è stato spostato per far posto alla creazione di un museo interattivo, il cui principale scopo è la conoscenza. New Metropolis e l´adiacente Museo Marittimo formano insieme un importante polo di attrazione turistica, per questo la sommità accessibile del tetto del NeMo è tutt´ora utilizzabile come piazza pubblica, a disposizione di visitatori e turisti. Esso dà una nuova dimensione ad Amsterdam, con la sua forma enigmatica è una presenza importante per gran parte del fronte principale del porto, consentendo allo stesso tempo una visione dall´alto del centro storico della città,…

le curiose Case Cubo, sono un singolare progetto architettonico, caratterizzato da vari edifici a forma di cubo inclinato, che fu ideato negli anni settanta dall’architetto olandese Piet Blom (1934–1999) e che è stato realizzato come complesso residenziale nelle città di Helmond e Rotterdam, rispettivamente tra il 1975 e il 1977 e tra il 1982 e il 1984.

 

Il moderno e colorato mercato coperto Markthal, immenso edificio architettonicamente interessante e moderno ospita un grande mercato principalmente composto da ristoranti e luoghi dove poter gustare piatti di ogni genere.

MARKTHAL: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2025)

Ed il porto più grande d’Europa, con una superficie di 3.600 ettari circa, è il terzo porto più grande al mondo per quantità di merci scambiate dopo quelli di Shanghai e Singapore e il primo in Europa. Tale posizione è resa possibile dalle sue caratteristiche di porto polivalente, ovvero nel quale vengono scambiate merci di più tipi, non solo di una particolare categoria. Fino al 2004 era il porto più grande al mondo.[2]Nelle sue banchine, che si snodano per chilometri, si trovano i più grandi depositi di carburante di tutta l’Unione europe

Terminata la visita si raggiunge l’aeroporto di Amsterdam per tornare a Roma, dove arrivo è previsto in tarda serata.Fine dei servizi

 

LA QUOTA INCLUDE:

  • Voli Roma/Amsterdam/Roma in classe economica con franchigia bagaglio kg. 20
  • Sistemazione in hotel categoria 3*** con trattamento di  mezza pensione
  • Trasferimenti in bus  G.T. ove previsto
  • Guide locali in italiano
  • Escursione in battello
  • Ingresso al parco dei tulipani.
  • Accompagnatore dall’Italia con minimo 16 partecipanti
  • Assicurazione medico bagaglio annullamento
  • Kit di viaggio
  • Iva di legge

LA QUOTA NON INCLUDE:

  • Tasse aeroportuali circa € 175,00 soggette a riconferma
  • Ingressi ove previsti da pagare in loco(tranne al parco incluso)
  • Pasti extra, bevande
  • Mance e ingressi ai siti
  • Spese di natura personale
  • Tutto quanto non espressamente indicato ne LA QUOTA COMPRENDE



AZERBAIJAN e GEORGIA

 

Partiamo in un viaggio epico alla scoperta di terre incantate, abbracciate dalle imponenti vette del Caucaso. Monasteri millenari, chiese avvolte nel mistero e castelli che narrano storie di epoche lontane saranno i protagonisti di questa incredibile avventura. Montagne vestite di neve perenne e vallate verdi che raccontano segreti di una storia ricca e variegata. Qui, nel cuore del Caucaso, le civiltà si sono intrecciate nel corso del tempo, dando vita a una cultura unica nel suo genere, pronta a svelarsi ai nostri occhi.

LA GRANDE TRANSCAUCASICA | Kel 12 - Cultura del Viaggio

Ma questo viaggio non sarà solo un’immersione nella storia e nella natura straordinaria. Le tradizioni popolari e la ricca cucina locale aggiungeranno sapori e colori unici, rendendo ogni boccone e ogni rituale un’esperienza affascinante. E che dire dell’ospitalità caucasica, famosa in tutto il mondo? Sarà come essere accolti da amici lungo il nostro percorso. Preparati a vivere un’esperienza indimenticabile, dove la magia dei luoghi si fonderà con la calda accoglienza di chi abita queste terre affascinanti.

Il viaggio incomincia con la visita della capitale dell’Azerbaijan Baku, considerata una delle più antiche e più grandi città dell’Oriente. Poco distante da Baku, si ha modo di ammirare le straordinarie pitture rupestri del Gobustan e l’area dei cosiddetti “Vulcani di Fango”. Si prosegue per la città antica di Shamakha, che in passato fu la capitale del famoso regno degli Shirvanshah, per poi raggiungere la città di Sheki. Il tour continua in Georgia con la capitale Tbilisi, la regione vitivinicola di Kakheti e la città di Mtskheta, capitale dell’antica Iberia caucasica, con il suo Monastero di Jvari. Si prosegue con la visita alla meravigliosa Chiesa della Trinità di Gergeti e al Complesso di Ananuri,

Antichi monasteri, misteriosi siti archeologici e ancestrali villaggi sparsi tra le montagne maestose e antiche vie che collegano Europa e Asia attraverso vallate fiorite, canyon rocciosi e foreste; questo è il paesaggio tipico della regione sub caucasica. La ricchezza del patrimonio culturale, storico e artistico, gentilezza, allegria e ospitalità  ripagano il viaggiatore.  Tbilisi e Baku ognuna per le sue peculiarità e per la loro vivacità invogliano a ritornare… ma tante sono le mete degne  di nota dai villaggi turriti del remoto Svaneti in Georgia, ai templi degli adoratori del fuoco nei pressi di Baku  .E come non citare la gustosa cucina e i pregiati vini frutto di una delle più antiche tradizioni enologiche? Da Baku prende avvio anche la 1° tratta dell’itinerario Silk Road che percorre le antiche rotte della Via Della Seta

Azerbajan,una cultura a metà tra Oriente e Occidente, un Paese giovane sia dal punto di vista socio politico che dal punto di vista demografico: il 30% della popolazione, infatti, è composta da ragazzi tra i 14 e i 29 anni. E gli occhi sognanti dei giovani azerbaigiani si riflettono i sogni e le ambizioni di un Paese da sempre ricco di risorse ed energie che si sta avviando a diventare una dei decision maker più importanti sul panorama internazionale. 

 

Mtskheta: un patrimonio dell’Unesco alle porte di Tbilisi

 

Giovedì 01/05, giorno 1: Italia – Baku 

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e volo ,via Istanbul,diretto a  Baku.

Pasti e pernottamento a bordo.

 

Venerdì 02/05, giorno 2: Baku City Tour 

Arrivo all’aeroporto internazionale Heydar Aliyev di Baku ,nelle prime ore del mattino,e trasferimento in hotel,assegnazione delle camere immediata.

Colazione in tarda mattina e

Intera giornata dedicata alla visita della capitale dell’Azerbaijan nella quale si fondono eterogenei elementi culturali europei e asiatici.

«La Dubai del Mar Caspio», è definita Baku.

A metà tra Oriente e Occidente, crocevia tra Europa ed Asia, Baku ha conosciuto negli ultimi 20 anni uno sviluppo importante, un’espansione ancora in atto sulla quale la prima edizione dei Giochi Europei ha puntato i riflettori a livello europeo e mondiale.

Sorvolando la città, avvolta in una foschia che annuncia afa, un occhio puntuale nota già la commistione di antico e moderno, due anime complementari tanto nell’architettura che nella cultura e nello spirito della sua gente: le vette piu alte dei grattacieli spiccano su una distesa di costruzioni piu’ basse, di epoche certamente antecedenti e tipiche delle zone desertiche.

Visita alla moschea cittadina.

Ichari Shahar Città Vecchia Di Baku Azerbaigian Archeologia Visualizzazione - Fotografie stock e altre immagini di Baku - iStock

Le visite prevedono la Via dei Martiri (Shaidler Xiyabani), con il monumento commemorativo dedicato a coloro che furono uccisi dall’armata Rossa nel 1990; il Belvedere di Highland Park, con la superba vista panoramica della città, la zona murata Icheri Sheher (Patrimonio UNESCO),con la Torre della Vergine Gyz Galasy, una torre in pietra dalla forma affusolata alta 29 m, la cui forma attuale risale al XII secolo.

Icheri Sheher in Baku Jigsaw Puzzle (Countries, Azerbaijan) | Puzzle Garage

Il Palazzo degli Shirvanshah, un affascinante complesso di edifici in pietra arenaria, risalenti in gran parte al XV sec, che fu la sede della dinastia che regnò nel nord-est dell’Azerbaigian durante il Medioevo.

Biglietto d'ingresso al Palazzo degli Shirvanshah 2024 - Baku

Tour della città vecchia di Baku fornito da “Travelway Azerbaijan” (2024) - Tripadvisor

Sosta a uno dei luoghi moderni e più riconoscibili di Baku, l’Heydar Aliyev Center (solo esterno), un centro culturale progettato dall’architetto Zaha Hadid che comprende un auditorium, un museo, sale espositive, uffici amministrativi. Cena e pernottamento a Baku.

Baku, la Dubai del Caspio

Il complesso del Baku Sports Hall è situato in pieno centro, a due passi dal Carpet Museum, uno straordinario edificio dalla forma e dalle decorazioni che sembrano trasformarlo in un tappeto arrotolato. Uno stimolo visivo dopo l’altro, che aumenta con il calare del sole e l’approssimarsi della sera. Accompagnata dal fresco di un vento serale che sempre soffia su Baku, i piedi correvano senza che me ne accorgessi.

L’atmosfera della capitale azera è davvero coinvolgente:  al tramonto lungo il boulevard principale si accendono i primi lampioni, si intravedono le luci dei locali che affacciano sul Mar Caspio, dai quali provengono musiche tradizionali che contribuiscono a creare un’atmosfera intrigante, quasi mistica.

Carpet Museum

Calata la notte, quando il cielo e l’acqua si confondono e assumono il colore denso del petrolio, come in un grande spettacolo, in un evento circense, si alza il sipario e… magia ! Resterete basiti :  uno strepitoso luna park di luce abbaglia la città rendendola ancora più affascinante: eccola qui la Dubai del Mar Caspio.

Christal Hall

Le Flame Towers – le maestose torri simbolo della capitale- si incendiano con i colori della bandiera Azerbaigiana; la cinta muraria della Old City viene illuminata ed il color sabbia che la contraddistingue sembra prendere fuocoa. Sulla destra, in lontananza, il Christal Hall, l’edificio che per l’occasione ha accolto le gare di pallavvolo e beach volley, si trasforma in una corona di preziosi diamanti, rubini, zaffiri e smeraldi che proiettano nel buio della sera la loro luminiscenza ; predomina su tutto, imperante e autoritaria, la bandiera azerbaigiana che sventola orgogliosa ed è ancora la notte a valorizzare nel contrasto i colori primari del rosso del verde e del blu che la identificano.

Spostando lo sguardo, nel mezzo del mare, il getto di una fontana incessantemente accesa si colora di fucsia e diffonde nell’acqua sfumature più tenui che si abbinano con i contorni dell’area del porto a intervalli di fucsia, verde, rosso e blu accesi e fluorescenti.

Infine, una fine che è solamente l’inizio, una schiera di bandiere lungo un corridoio in legno accompagnano lo spettatore lungo la passerella, leggermente in salita, verso lo spettacolo più emozionante: un enorme cerchio infuocato,  omaggio al culto zoroastriano ma anche al sacro fuoco olimpico.

Baku, Azerbaigian: la città emersa dal petrolio del Caspio

Immersi in un contesto ameno, ludico e sacro al tempo stesso, a Baku più che altrove si percepisce la rilevanza della tradizione, dei valori e della perfetta commistione fra questi e la novità, il dinanismo e l’energia di un popolo meraviglioso, ospitale ed affascinante.

Cena e pernottamento in hotel.

Sabato 03/05, giorno 3: Baku – Qobustan – Absheron – Baku 

Dopo la prima colazione, partenza verso sud per la Riserva dei Petroglifi di Qobustan (Patrimonio dell’Umanità UNESCO) dove una serie di grotte conservano numerosi petroglifi risalenti a circa 12.000 anni fa quando una comunità di cacciatori-raccoglitori si insediò nella zona.

Tour Baku Azerbaigian | Weekend 4 giorni | NBTS Viaggi

I temi più comunemente raffigurati sono il bestiame, gli animali selvatici e varie figure umane, soprattutto sciamani.

Viaggi Levi - Viaggi

Si continua per la visita dei vulcani di fango: montagnole di forma conica che eruttano un fango denso, freddo e grigio.

AZERBAIJAN E KAZAKISTAN - DURANTE LA FIORITURA DEI TULIPANI - I Viaggi di Giorgio

Si riparte verso nord-est per la Penisola di Absheron, dove arrugginite torri di trivellazione riempiono l’orizzonte come curiose sculture astratte. Già nel XIII secolo Marco Polo citava nelle sue cronache la Penisola di Absheron con le sue numerose sorgenti di gas naturale.

Tempio del Fuoco a Baku, tutte le informazioni

Visita del Tempio del Fuoco di Ateshgah che si trova su una sorgente di gas naturale che per secoli fu ritenuta sacra dagli zoroastriani. Il tempio, che risale al XVIII sec, fu costruito da adepti indiani che praticavano forme estreme di ascetismo e che vivevano nel caravanserraglio di forma pentagonale che circondava l’edificio sacro.

Tempio del Fuoco a Baku, tutte le informazioni

Il particolare più interessante del tempio è il focolare di pietra con quattro condotte laterali che sputano fiamme. Lo zoroastrismo si diffuse in Asia Centrale tra il VI e il X secolo DC e fu la principale religione monoteista fino all’espansione dell’Islam; basata sugli insegnamenti di Zarathustra raccolti nell’Avesta, il libro sacro, è oggi ancora diffusa in India e in piccole comunità in Iran, Tajikistan e Azerbaijan. Il tempio è costruito sopra una sorgente di gas naturale e il fuoco sempre acceso è ritenuto sacro; l’unico altro esempio di un tempio simile, al di fuori del subcontinente indiano, si trova a Yazd, in Iran.

Yanar Dag | Azerbaijan Grand Tour | Navicup self guided tour app and map

Visita della Montagna di Fuoco (Yanar Dag), una delle attrattive più singolari della penisola, dove esiste ancora una fiamma che brucia ininterrottamente e che crea un muro di fuoco lungo 10 metri. Purtroppo oggi quasi tutte le sorgenti di gas naturale sono estinte a causa della ridotta pressione sotterranea provocata dall’estrazione del petrolio.

Foto de Yanar Dag, Fire, Baku, Azerbaijan do Stock | Adobe Stock

Dopo la visita al “Yashil Bazaar” che significa mercato verde, un’occasione unica per entrare in contatto con la popolazione locale.

Rientro a Baku, cena e pernottamento in hotel.

Domenica 04/05, Giorno 4: Baku – Quba – Baku 

Partenza verso nord, lungo l’antica rotta commerciale tra Derbent e Baku, costeggiando il Mar Caspio e attraversando le sue pianure costiere, in un piatto paesaggio semidesertico nel quale improvvisamente emerge la torreggiante sagoma del Beshbarmag Dag, il “Monte delle Cinque Dita”, una solida roccia alta 520 m nota per le sue storie mitiche e luogo sacro visitato da molti pellegrini.

Beshbarmag barrier :: Azərbaycan-UNESCO əlaqələri

Si prosegue verso nord per la tranquilla cittadina di Quba che sorge sulla cima di una parete rocciosa in posizione dominante rispetto al fiume Qudiyalcay.

Khinalug, il villaggio più alto d'Europa

Passeggiata per le vie del centro fiancheggiate da case in stile russo del XIX secolo e da numerose moschee come la variopinta Moschea di Haci Cafar e la singolare Moschea di Cuma, a pianta ottagonale, con la caratteristica cupola metallica a punta.

Quba' Mosque

Visita del vicino villaggio di Krasnaya Sloboda dove vive una particolare comunità ebraica che si riunisce in due sinagoghe e di un laboratorio tradizionale che produce i famosi tappeti di Quba.

Pranzo presso una famiglia locale. Rientro a Baku, cena e pernottamento in hotel.

Lunedì 05/05, giorno 5: Baku – Shamakha – Lahij – Sheki 

Dopo la colazione, partenza per Shamakha, città fondata nel 5° secolo. AC, che divenne, nei secoli IX-XVI, la capitale del regno di Shirvan e una delle più belle città d’Oriente. Per molto tempo, Shemakha è stato uno dei punti più importanti in tutta la Grande Via della Seta.

Diri Baba Mausoleum in Aserbaidschan - auch bekannt als Qobustan

Visita di Diri-Baba, un monumento unico, una moschea-mausoleo a due piani del XV secolo, situato sulla strada da Baku a Shemakha nel villaggio di Maraza di fronte al vecchio cimitero.

Juma Mosque, Shamakha, Azerbaijan. - Picture of Arara Tour, Yerevan - Tripadvisor

Continuazione per la moschea di Juma, la più antica e più grande del Caucaso. Secondo la leggenda, fu fondata nell’VIII secolo, quando Shemakha fu scelta come residenza dal califfo arabo.

Juma Mosque in Shamakhi - The Ancient Gem Of Caucasus

 

Moschea Juma Shamakhi Territorio Della Moschea Juma Samaxi Cume Mescidi — Foto stock editoriale di © resadmemmedzade85 #304798742

Visita di Yeddi Gumbes, il mausoleo delle sette cupole, risalente al XV secolo e situato ai piedi della fortezza di Gyulistan.

Proseguimento verso Lahij, un piccolo villaggio dal lento ritmo di vita costruito nel V secolo a.C. nel canyon del fiume Girdimanchay, dove si parla ancora l’antico dialetto persiano.

Take a day trip to Lahij | Azerbaijan Travel

A Full Day Shamakhi and Lahij Regions Tour (Private or Group)

Arrivo a Sheki, uno dei più famosi e antichi insediamenti dell’Azerbaigian, circondato da montagne come un anfiteatro. Questa antica città è stata a lungo conosciuta come centro di produzione della seta e un importante punto di transito sulla Grande Via della Seta.

Sheki Khan Palace, Sheki, Azerbaijan

Visita al Palazzo d’Estate dei Khan (Patrimonio UNESCO) con magnifici affreschi e splendide decorazioni fatte a mano.

Sheki Khan's Palace (Azerbaijan) Short Excursion 2024

Proseguimento alla chiesa albanese situata nel villaggio di Kish.

Church of Kish in Azerbaijan : r/europe

Secondo la leggenda, questa chiesa è stata la prima chiesa cristiana costruita non solo nel territorio dell’Albania caucasica, ma in tutta la Transcaucasia.

Cena con spettacolo tradizionale di musica e danze azerbaijane e pernottamento a Sheki.

Martedì 06/05, giorno 6: Sheki – Lagodekhi (GEORGIA) – Gremi – Vardisubani – Telavi 

Dopo la prima colazione, partenza per il confine con la Georgia di Lagodekhi e, dopo le formalità doganali, incontro con la guida georgiana, cambio del trasporto e proseguimento per Gremi, dove si visita la cittadella reale con la Chiesa degli Arcangeli, quanto rimane di ciò che una volta era la fiorente città di Gremi, capitale del regno di Kakheti nel XVI e XVII secolo.

GREMI CITADEL AND CHURCH OF THE ARCHANGELS: Tutto quello che c'è da sapere (AGGIORNATO 2024) - Tripadvisor

Proseguimento del viaggio verso Telavi, capoluogo della Regione del Kakheti, con il suo bel centro storico circondato dalle mura costruite da Erekle II e con belle case in pietra dai balconi in legno. Sosta al villaggio di Vardisubani, dove si visiterà un laboratorio nel quale si producono, secondo il metodo tradizionale, i Qvevri, le anfore di terracotta utilizzate per la fermentazione del vino.

Best Georgian Qvevri wine: new-wave wine using the ancient technique

Cena con degustazione di vini locali ottenuti secondo il metodo tradizionale in Qvevri nominato Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

Visit Telavi: Georgia's Wine Capital | Georgia Travel

Pernottamento a Telavi.

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Mercoledì 07/05, giorno 7: Telavi – Alaverdi – Gola del Pankisi – Gergeti – Stepantsminda 

Dopo la prima colazione, visita del famoso mercato di Telavi, dove sulle bancarelle sono in vendita spezie, frutta secca, dolci, sottaceti, formaggi locali fatti in casa, verdure, ecc.

Georgia, appunti di viaggio - Il mercato di Telavi - YouTube

Visita della maestosa Cattedrale di Alaverdi, che conserva un ciclo di affreschi del XI – XVII secolo, che si dice fu fondato da Joseb Alaverdeli, uno dei Tredici Padri Siriani che venne da Antiochia e si fermò ad Alaverdi, allora piccolo villaggio e antico centro di un culto pagano dedicato alla Luna.

8 MOTIVI PER VISITARE LA GEORGIA - MASTRO MATRIOSKA - Viaggi in Russia, Repubbliche Ex URSS e Artico

Proseguimento alla gola del Pankisi per incontrare i Kisti, una piccolissima comunità di fede musulmana che parla un dialetto del Vainakh (Ceceno-Inguscio). Pranzo presso una famiglia locale e passeggiata nei dintorni del piccolo villaggio di Jokolo, per provare l’esperienza della tranquillità della natura che caratterizza questa valle. Partenza per Stepantsminda, un piccolo villaggio situato ai piedi dei monti del Caucaso Maggiore, da dove si partirà con mezzi 4×4 verso la chiesa della Trinità di Gergeti, situata a 2100 m di altitudine, famosa per la sua posizione spettacolare dominata dal ghiacciaio del Kazbek (5047 m). La chiesa venne costruita nel XIV secolo e la sua posizione isolata circondata dalla vastità del paesaggio naturale ha reso la chiesa un autentico simbolo della Georgia.

Stepantsminda | Georgia | Luxe and Intrepid Asia | Remote Lands

Nei momenti di pericolo, durante le invasioni, le preziose reliquie custodite a Mtskheta venivano portate nella chiesa di Gergeti, al fine di essere messe al sicuro.

Arrivo a Stepantsminda, cena e pernottamento.

Giovedì 08/05, Giorno 8: Stepantsminda – Ananuri – Dzalisi – Tbilisi 

Dopo la prima colazione, partenza per Ananuri e visita del complesso fortificato che fu sede dei duchi di Aragvi nel XIII secolo e che oggi si trova sulle rive del bacino di Zhinvali. La fortezza contiene al suo interno edifici civili, militari e religiosi e la Chiesa della Madre di Dio (Ghvtismshobeli), presenta facciate riccamente decorate, e i resti di numerosi affreschi, la maggior parte dei quali furono distrutti da un incendio del XVIII secolo.

Da Tbilisi a Kazbegi, Gudauri e Ananuri: Tour di gruppo | GetYourGuide

Arrivo a Tbilisi nel pomeriggio e tempo a disposizione. Sosta a Dzalisi, per la visita degli scavi archeologici di Zalissa, una città romana risalente al I-IV secolo d.C., menzionata dal geografo greco Tolomeo. Una delle scoperte più impressionanti è un mosaico a 12 colori del II secolo d.C. raffigurante Dioniso, dio della vendemmia, della vinificazione e del vino, e sua moglie Arianna, figlia dei leggendari Minosse e Pasifae.

Mosaico Trionfo di Dioniso FK103

Arrivo a Tbilisi, cena e pernottamento.

Venerdì 09/05, giorno 9: Visita della città di Tbilisi 

Dopo la prima colazione, scoperta dell’affascinante capitale della Georgia, Tbilisi, un importante centro industriale, commerciale e socio-culturale, situata strategicamente al crocevia tra Europa e Asia, lungo la storica “Via della Seta”.

Tbilisi travel - Lonely Planet | Georgia, Europe

Il tour inizia con la visita della chiesa di Metekhi, situata su un promontorio roccioso che domina il fiume Kura. Con una moderna cabinovia che parte dal parco della libertà si raggiungerà poi la Fortezza di Narikala, costruita nel IV secolo sulla collina che domina la città, la cui forma attuale si deve agli interventi fatti nel XVI e nel XVII secolo.

Georgia: Fortezza di Narikala, Tbilisi . Siti culturali a rischio, in Europa sono 12. Due sono in Italia

Discesa a piedi al Quartiere di Abanotubani, con le sue cupole in mattoni a copertura delle terme sulfuree rese famose da Dumas e Pushkin, e uno dei pochi posti al mondo dove sorgono, a pochi passi una dall’altra, una chiesa, una moschea e una sinagoga.

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Visita della Cattedrale di Sioni, al cui interno è custoidita la croce di Santa Nino, la suora evangelizzatrice della Georgia.

Sioni Cathedral of the Dormition, Tbilisi

Pranzo e visita della Basilica Anchiskhati, costruita nel VI secolo e la più antica chiesa di Tbilisi. Visita del Museo Nazionale Georgiano.

Il Georgian National Museum (GNM) è una delle istituzioni culturali più importanti della Georgia. Nasce nel 2004 dalla fusione di diversi musei e centri di ricerca. Lo scopo principale del museo è preservare, studiare e presentare il ricco patrimonio culturale della Georgia.

Successivamente passeggiata su Rustaveli Avenue per apprezzare la bellezza ottocentesca della capitale Georgiana.

Cena con spettacolo tradizionale di musica e danze georgiane e pernottamento a Tbilisi.

Georgia: le meraviglie del Caucaso con Kel 12 -

Sabato 10/05, giorno 10: Tbilisi – Mtskheta – Gori – Akhaltsikhe

Dopo la prima colazione, partenza per Mtskheta,una tappa obbligata dopo aver visitato le meraviglie di Tbilisi, che offre sorprese imperdibili anche nei suoi dintorni ,antica capitale e centro religioso della Georgia, oggi Patrimonio dell’UNESCO. Questa magnetica città fu la capitale del regno di Georgia fra il III secolo a.C e il V secolo d.C. Fu qui che i i georgiani si convertirono al Cristianesimo nel 317 ed è qui che ha sede la Chiesa ortodossa e apostolica georgiana.Tra i principali motivi per cui Mtskheta merita una visita ci sono proprio le splendide chiese antiche, inserite tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO quali esempi eccezionali di architettura religiosa medievale nel Caucaso e testimonianza dell’alto livello artistico e culturale raggiunto da questo antico regno.Le favorevoli condizioni geografiche e la posizione strategica come crocevia delle rotte commerciali hanno contribuito allo sviluppo di Mtskheta, portando all’integrazione di diverse influenze culturali con le tradizioni locali. Dopo il VI secolo d.C., quando la capitale venne trasferita a Tbilisi, la città alle porte di Tbilisi ha continuato a rappresentare uno dei più importanti centri culturali e spirituali del Paese.

Mtskheta: un patrimonio dell'UNESCO vicino Tbilisi

Visita della Chiesa di Jvari, costruita nel VI secolo su una collina in posizione dominante sulla città nel luogo dove Santa Nino eresse una croce in legno al posto di un tempio precristiano, e della Cattedrale di Svetitskhoveli.

La cattedrale di Svetitskhoveli, il monastero di Jvari e il monastero di Samtavro sono monumenti iconici della Georgia medievale. La cattedrale ortodossa di Mtskheta è conosciuta come il luogo in cui sarebbe stata sepolta la tunica di Gesù Cristo.

mtskheta, Georgia - luglio 10, 2018 - interno di il svetitskhoveli Cattedrale 16676075 Stock Photo su Vecteezy

Ritenuta miracolosa, la croce attirò numerosi pellegrini provenienti da ogni parte del Caucaso, così sui suoi resti fu edificata, presumibilmente tra il 586 e il 605, la “piccola chiesa di Jvari” (oggi conosciuta anche come “grande chiesa di Jvari”). Il suggestivo edificio è un antico esempio di struttura con quattro absidi ed ebbe una forte influenza sull’architettura georgiana. Da qui si può ammirare uno dei panorami più belli e mozzafiato di Mtskheta.

Per molto tempo la chiesa è stata il principale edificio di culto del Paese e tutt’oggi rimane uno dei luoghi più venerati dai fedeli, sede dell’arcivescovo di Mtskheta e Tbilisi. L’attuale struttura fu costruita nel corso dell’XI secolo sul sito in cui era stata edificata una prima chiesa nel IV secolo.

Proseguimento direzione ovest con sosta a Gori, famosa per essere la città natale di Stalin, il luogo dove il dittatore visse fino all’età di quattro anni.

Top 11 Things To Do in Gori, Georgia | Georgia Travel

Accanto alla piccola casa di mattoni nella quale lui nacque, sulla quale è stato eretto un edificio a forma di tempio, venne costruito nel 1957 l’imponente Museo Stalin, che da allora è rimasto pressoché invariato nell’esposizione degli oggetti e delle foto che raccontano la vita del dittatore.

Stalin Memorial House-Museum, Gori

Arrivo ad Akhaltsikhe, dove si visita la fortezza di Rabati, che si erge sopra una collina con le sue mura perfettamente restaurate.

Rabati Castle

All’interno della cittadella si potranno ammirare una Moschea in pietra e mattoni con un’appariscente cupola d’oro, una magnifica Madrassa, una chiesa e una sinagoga a sottolineare tutta la sua antica storia a partire dal XIII sec.

Mtskheta-Jvari-Uplistsike-Cronaca della Georgia, viaggio PRIVATO fornito da Karlo-Georgia (2024) - Tbilisi - Tripadvisor

Cena e pernottamento ad Akhaltsikhe.

Domenica 11/05, giorno 11: Akhaltsikhe – Vardzia – Gelati – Kutaisi 

Dopo la prima colazione, partenza per Vardzia, una città rupestre, o più propriamente un monastero, scavata in una parete del monte Erusheli fondata nel XII secolo dalla regina Tamar, costruita per ergersi a baluardo cristiano nel bel mezzo di una terra circondata da regni musulmani e presa d’assalto dalle orde dei Mongoli desiderose di sempre nuove conquiste volte a espandere l’impero in ascesa.

Visitare Vardzia - ViaggieMiraggi

Il complesso ospita circa 6.000 stanze distribuite su tredici piani, una chiesa in pietra con affreschi ben conservati, cantine per il vino, refettori e centinaia di dimore, tutto scavato nel tufo fino a una profondità di 50 metri nella roccia. Sosta fotografica alla fortezza di Khertvisi, che sorge su un promontorio roccioso alla confluenza dei fiumi Kura e Paravani, che, grazie alla sua posizione strategica ha avuto per secoli un ruolo essenziale nella difesa del territorio circostante. Arrivo a Kutaisi, seconda città della Georgia e antica capitale del mitico regno di Colchide, nota anticamente come Aea. Visita al Monastero di Gelati, un complesso composto da tre chiese fondato nel 1106 dal re georgiano Davide II “Il Costruttore”, che fu uno dei principali centri culturali della Georgia medievale.

Gelati Monastery | Western Georgia, Georgia | Attractions - Lonely Planet

Il Monastero, che ospita anche la tomba del Re Davide II, è oggi Patrimonio UNESCO.

The Complete Guide to Kutaisi, Georgia

Cena e pernottamento a Kutaisi.

Lunedì 12/05, giorno 12: Kutaisi – Grotta di Prometeo – Ubisa – Tbilisi 

Dopo la prima colazione, tempo per scoprire il mercato coperto di Kutaisi, un’occasione unica per entrare in contatto con la vita di tutti i giorni dei georgiani.

Rainy day tour in Kutaisi in Kutaisi | Pelago

Partenza per la Grotta di Prometeo, una delle grotte più ricche e sorprendenti in Europa, caratterizzata dalla presenza di fiumi sotterranei, da stalattiti e stalagmiti affiancate che sono un vero capolavoro architettonico naturale.

Grotta di Prometeo Martvili e Canyon dell'Okatse da Kutaisi | GetYourGuide

Partenza per Tbilisi, con sosta lungo la strada al Monastero di Ubisa,Monastero di San Giorgio, con Ultima Cena,risalente al IX secolo e famoso per gli affreschi della chiesa principale risalenti al XII secolo.

Patrimonio dell'umanità a Kutaisi - Miranda Loves Travelling

Il monastero di Ubisa (a volte erroneamente scritto Ibisa o Ibisi, nella parte occidentale della Georgia, nella regione di Imereti), fu fondato intorno all’820. Su insistenza del re di Abkhaz Demetre II, questo luogo fu scelto da San Grigol (Gregory) di Khandzta, famoso chierico e fondatore di molti monasteri. La chiesa è a navata unica piuttosto lunga. Successivamente all’aula furono annesse cappelle da tre lati.
Gli affreschi all’interno della chiesa sono le opere più preziose del monastero, uno dei migliori esempi della cosiddetta pittura religiosa in stile Paleologo, eseguite nel XIV secolo dall’artista Gerasim, rappresentante della scuola artistica locale.

GEORGIA – UBISA. Monastero di San Giorgio, con Ultima Cena – Museo Virtuale Ultima Cena

Trasferimento a Tbilisi, cena e pernottamento.

Martedì 13/05, giorno 13: Tbilisi – Italia 

Nelle prime ore del mattino,trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo di rientro per l’Italia,via Istanbul.Arrivo e fine dei servizi.

 

N.B A Telavi ,per le prime 7 prenotazioni ,saraà assegnata la camera ad “anfora” dell foto qui sotto.

 

Hotel Qvevrebi, Telavi (prezzi aggiornati per il 2024)

 

Sono letti separati.

Le altre camere nel corpo centrale.

Pertanto è opportuno prenotare per tempo se si vuole provare questa esperienza unica.

 

 

 

Lq quota comprende:

  • Voli in classe economica Turkish Airlines con franchigia bagaglio kg. 20

Ø  Trasferimenti da/per aeroporto

Ø  Pernottamenti in hotel 4 **** come da programma con prime colazioni incluse

Ø  Trasporto privato con A/C

Ø  Guida locale  in lingua  italiana in Azerbaijan

Ø  Guida locale  in lingua  italiana in Georgia

Ø  Visite ed escursioni come da programma

Ø  Pensione completa come da programma dalla colazione del secondo giorno ,alla cena del penultimo  giorno.

Ø  Ingressi previsti nel programma 

Ø  Mezzi 4×4 per la salita a Gergeti

Ø  Biglietti della cabinovia di Tbilisi

Ø  Cena con degustazione di vini georgiani

Ø  Cena con spettacolo folcloristico a Baku

Ø  Cena con spettacolo folcloristico a Tbilisi

Ø  Tasse locali

  • Assicurazione medico bagaglio e annullamento viaggio
  • Accompagnatore dall’Italia.
La quota non comprende:

  • Tasse aeroportuali circa € 285,00 soggette a riconferma sino emissione biglietti aerei

Ø  Bevande alcoliche

Ø  Spese personali

Ø  Il costo del visto per l’Azerbaijan

Ø  Mance per guide e autisti

Ø  Tutto quanto non espressamente menzionato alla voce “Le quote comprendono”

 

 

 

 

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MESOPOTAMIA TURCA-NUOVE SCOPERTE E MOLTO ALTRO

Dai banchi di scuola tutti sappiamo che Mesopotamia significa letteralmente «tra i fiumi» e che si tratta di due fiumi «leggendari»: il Tigri e l’Eufrate. Ma forse non tutti sanno che questi fiumi nascono proprio nell’Anatolia orientale in Turchia.

Questo fa sì che parte del territorio turco sia la cosiddetta Mesopotamia settentrionale.

In Turchia, è stato scoperto il sito archeologico più antico di sempre

                                        Göbekli Tepe, è un luogo di culto antichissimo.

Göbekli Tepe è una scoperta sensazionale. Un sito archeologico che è il più antico luogo di culto mai scoperto, un tempo di pietra la cui costruzione – secondo i primi studi – fu iniziata attorno al 9.500 a.C., per poi continuare per un tempo compreso tra i tre e i cinque secoli, impiegando centinaia di uomini. Intorno all’8000 a.C., il sito fu abbandonato e deliberatamente seppellito con la terra.

Costruito su di una collina artificiale alta 15 metri e con un diametro di 300, il suo valore archeologico fu riconosciuto nel 1963, quando un gruppo di ricercatori turchi e americani notò importanti cumuli di frammenti di selce, che nell’età della pietra era simbolo di presenza umana. Trent’anni dopo, un pastore del luogo notò alcune pietre dalla forma strana che uscivano dal terreno; Nel 1995 iniziarono gli scavi, che ancora oggi proseguono.

Perché Göbekli Tepe è davvero enorme. Per il momento, sono stati portati alla luce un santuario monumentale megalitico e quattro recinti circolari, delimitati da giganteschi pilastri in calcare. Secondo chi ha diretto gli scavi, le pietre al loro interno – drizzate in piedi e disposte a cerchio – simboleggerebbero assemblee di uomini. A forma di T, le 40 pietre rinvenute (alte fino a 3 metri) riportano raffigurazioni di diversi animali, alcune delle quali volontariamente eliminate. Pare che, altre 250, siano ancora sepolte sotto il terreno. A circa un chilometro dal sito, è stata invece ritrovata una pietra a forma di T alta 9 metri, probabilmente destinata ad un santuario mai realizzato. Infine, le sculture in argilla, rappresentanti probabilmente volpi o cinghiali.

Göbekli Tepe, dove si trova il Giardino dell'Eden

 

                            Monte Nemrut

          Viaggio alla scoperta della montagna

                    mausoleo della Turchia.

La megalomania di un sovrano riecheggia attraverso i secoli in cima all’aspra cima del Nemrut Dağı, dove un re armeno del I secolo a.C., Antioco I Epifane, fece costruire la propria tomba e la riempì con monumentali statue raffiguranti se stesso e gli dèi.Le colossali teste megalitiche del  Monte Nemrut sono parte di un affascinante sito archeologico nel sud-est della Turchia. Questo sito, risalente al I secolo a.C., è attribuito al re Antioco I Theos di Commagene, un piccolo regno che un tempo esisteva tra gli imperi romano e partico. Le teste fanno parte di un complesso santuario più ampio che include un tumulo (mound funerario*) e diverse terrazze.Le terrazze sono decorate con statue che rappresentano un mix di divinità greche, armene e persiane, che simboleggiano le influenze culturali della regione. Le caratteristiche più sorprendenti sono le massicce teste in pietra, che si ritiene siano cadute dai corpi delle statue a causa di alcuni terremoti. Queste teste, alcune delle quali misurano fino a 2 metri di altezza, raffigurano divinità e, probabilmente, lo stesso re Antioco.

Il Monte Nemrut è particolarmente interessante per la sua fusione di stili artistici ellenistici e persiani. Questo riflette il sincretismo culturale e religioso di un regno che cercava di mantenersi in equilibrio in mezzo a potenti regni confinanti, quello Romano e Persiano.

È stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987.

“Guardare l’alba è sempre bellissimo, in qualsiasi luogo. Vederla su un monte, in compagnia di statue enormi, con le loro teste imperturbabili al tuo fianco è un’esperienza indimenticabile.”

Turchia, il sito archeologico di Arslantepe è Patrimonio Unesco

UNESCO mirası Arslantepe'ye ziyaretçi sayısı 10 kat arttı

Il sito archeologico di Arslantepe, nella provincia orientale di Malatya, in Turchia, è diventato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, decisione presa il 26 luglio 2021 durante la 44^ riunione del Comitato tenutasi a Fuzhou, in Cina. Salgono così a 19 i beni UNESCO della Turchia. Arslantepe, che significa “Collina del leone”, è stata accettata nell’elenco provvisorio dei siti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2014 ora l’inserimento è ufficiale.
Secondo il sito dell’UNESCO, Arslantepe è una “testimonianza eccezionale del primo sorgere della società statale nel Vicino Oriente”. In altre parole, il sito archeologico di 4 ettari (40.000 metri quadrati) e di 30 metri di altezza mostra i cambiamenti fondamentali nel processo di formazione dello stato nelle società anatoliche orientali e mesopotamiche”.
Arslantepe è ora Patrimonio dell’Umanità grazie ai suoi vari valori universali eccezionali, perchè testimonia il cambiamento delle tradizioni culturali e della gerarchia insieme all’emergere di nuovi sistemi sociali e politici basati su differenze sociali e privilegi economici. Il sito è anche una fonte di nuovi sviluppi nell’architettura monumentale, nella tecnologia e nelle arti, oltre a miglioramenti amministrativi e politici nel corso del IV millennio a.C. Il tumulo servì come insediamento dal periodo calcolitico all’XI secolo d.C. Fu utilizzato come villaggio romano durante il V e il VI secolo d.C. e in seguito servì come necropoli bizantina. Ospita vari reperti relativi alla nascita di un sistema statale e al passaggio da una struttura sociale egualitaria a una gerarchica.

A seguito degli scavi negli strati tardo ittiti del sito, sono stati portati alla luce un cortile decorato con bassorilievi su pietra, due statue di leoni su entrambi i lati del cancello d’ingresso, nonché una statua del re ittita Tarhunza e un palazzo tardo ittita . Altri reperti includono un palazzo di adobe risalente al 3.300-3.000 a.C., una tavoletta d’avorio di 3.200 anni, un tempio risalente al 3.600-3.500 a.C., più di 2.000 impronte di sigilli, uno scheletro di bambino di 5.700 anni e un oggetti in metallo di qualità.
I manufatti mostrano che Arslantepe era un centro ufficiale, religioso e culturale dove nacque l’aristocrazia.

Diyarbakir è la storica capitale del Kurdistan turco – definizione controversa, perché ufficialmente il Kurdistan turco non esiste. L’Unesco ha dichiarato la sua città vecchia Patrimonio dell’Umanità, incredibilmente pittoresca grazie alle sue antiche fortificazioni, le mura romane e bizantine, i lussureggianti giardini Hevsel, affacciati sul Tigri, i bazar, la grande moschea. Diyarbakir è una città ricca di storia e di cultura, ma anche di folklore. Per il popolo curdo è una importante città-simbolo.

Giorno 1º: ITALIA QISTANBUL Q MALATYA

Ritrovo dei partecipanti in aereoporto e volo a Malatya via Istanbul.Arrivo e  partenza per la visita tumulo Aslantepe un sito storico di 4 ettari (40.000 metri quadrati) e di 30 metri di altezza che risale all’età del Rame e al periodo tardo ittita. L’importante risultato è frutto della collaborazione tra Turchia e Italia. Gli archeologi italiani hanno avviato gli scavi nel 1932 e dal 1961 le campagne di scavo sono affidate all’Università “La Sapienza di Roma”. Gli estesi scavi del complesso hanno  portato alla luce tracce dell’Età del Bronzo e dell’Impero Ittita, tra cui palazzi appartenenti a sovrani assiri e ittiti Il tumulo è stato densamente popolato dagli Ittiti dal 1900 a.C. al 1200 a.C. e fornisce preziose informazioni sulla vita dell’elite di questa civiltà, dando una comprensione del tipo di vita durante il periodo in cui venivano istituiti il governo centralizzato e il controllo dell’economia.

Turchia, il sito archeologico di Arslantepe è Patrimonio Unesco - Travelnostop

Nel 2021, il Tumulo di Aslantepe e il Museo all’aperto sono stati inseriti nella lista dei siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, riconoscendo la loro importanza culturale e il loro valore storico poiché testimonia il cambiamento delle tradizioni culturali e della gerarchia insieme all’emergere di nuovi sistemi sociali e politici basati su differenze sociali e privilegi economici. Il sito è anche una fonte di nuovi sviluppi nell’architettura monumentale, nella tecnologia e nelle arti. Il tumulo servì come insediamento dal periodo calcolitico all’XI secolo d.C. Fu utilizzato come villaggio romano durante il V e il VI secolo d.C. e in seguito servì come necropoli bizantina.

Arslantepe, sito archeologico in Anatolia

A seguito degli scavi negli strati tardo ittiti del sito, sono stati portati alla luce un cortile decorato con bassorilievi su pietra, due statue di leoni su entrambi i lati del cancello d’ingresso, nonché una statua del re ittita Tarhunza e un palazzo tardo ittita . Altri reperti includono un palazzo di adobe risalente al 3.300-3.000 a.C., una tavoletta d’avorio di 3.200 anni , un tempio risalente al 3.600-3.500 a.C., più di 2.000 impronte di sigilli, uno scheletro di bambino di 5.700 anni e un oggetti in metallo di qualità. I manufatti mostrano che Arslantepe era un centro ufficiale, religioso e culturale dove nacque l’aristocrazia.

Cena e pernottamento in hotel.

Giorno 02º: MALATYA / MONTE NEMRUT / ADIYAMAN

Prima colazione in hotel. Malatya, conosciuta anche come la “città delle albicocche”. Questa città è stata un tempo un importante punto di incontro lungo le grandi vie commerciali e conserva ancora oggi il fascino di un passato ricco di storia e cultura.

La  Moschea di Silahtar Mustafa Pasha, costruita nel XVII secolo, questa moschea ottomana è un esempio di architettura storica ben conservata e offre un’atmosfera tranquilla e spirituale.Attualmente in restauro e potra’ essere ammirata dall’esterno.

Monte Nemrut - Lonely Planet

Partenza in direzione del Monte Nemrut ( è necessario un abbigliamento idoneo giacca a vento leggera e scarponcini, si cammina 20 minuti, data la notevole escursione termica) che conserva alcune imponenti statue create nel 38 AC per ordine del re Antioco di circondare la sua tomba. È uno dei siti più straordinari della Turchia ad un’altezza di 2.000 metri ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987,pernotteremo in questo villaggio.

Turchia - Esplorando il Monte Nemrut - Eradecor | HomeFashion

Il Monte Nemrut non è solo un sito archeologico, ma anche un luogo che evoca un senso di meraviglia e spiritualità.

È uno dei siti più straordinari della Turchia ad un’altezza di 2.000 metri ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987 grazie alle sue  colossali teste megalitiche Questo sito, risalente al I secolo a.C. ( nel 38 A.C.), è attribuito al re Antioco I Theos del regno di Commagene, un piccolo territorio che un tempo esisteva tra gli imperi romano e partico. Le teste fanno parte di un complesso santuario più ampio che include un tumulo funerario per la  tomba del re e diverse terrazze. Le terrazze sono decorate con statue che rappresentano un mix di divinità greche, armene e persiane, che simboleggiano le influenze culturali della regione.

Monte Nemrut e le sue statue colossali – Viaggiare con lentezza

Le più sorprendenti sono le massicce teste in pietra, che si ritiene siano cadute dai corpi delle statue a causa di alcuni terremoti. Queste teste, alcune delle quali misurano fino a 2 metri di altezza, raffigurano probabilmente, oltre alle divinità anche lo stesso Re Antioco.

Panorama del Nemrut National Park

Approfondimenti Monte Nemrut .

Le statue, che rappresentano varie divinità greche e persiane, così come il re Antioco I stesso, sono state scolpite da grandi blocchi di pietra calcarea. Questi blocchi sono stati poi trasportati sul Monte Nemrut, un’impresa di per sé notevole data la loro mole e il terreno impervio. Una volta sul posto, gli artigiani hanno lavorato i blocchi per dargli la forma desiderata. Le teste delle statue, che oggi si trovano sparse ai piedi dei corpi, originariamente erano collocate in cima ai corpi seduti. Si crede che siano state dislocate dalle loro posizioni originali a causa di terremoti o di altri eventi naturali nel corso dei secoli. Come era di moda per i monumenti religiosi, più si era vicini al cielo e meglio era. Il sito include una grande tumulazione o tumulo, che si pensa contenga la tomba di Antioco. Questo tumulo è composto da una massa di pietre frantumate, coprendo ciò che si ritiene essere una struttura sepolcrale sotterranea. Non solo si trova in cima alla montagna più alta della zona, ma re Antioco la fece innalzare di altri 50 metri aggiungendo un tumulo conico. Da allora, una decina di metri sono andati perduti a causa dell’erosione umana e naturale.

In seguito partenza per la visita di Arsameia, un’antica città nota per i suoi rilievi rupestri e i resti delle sue maestose strutture e situata ai piedi del Monte Nemrut. La città deve il suo nome al re Arsameis dall’Armenia che raggiunse il potere intorno al 260 a.C., nel periodo turbolento delle guerre siriane.

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Chi visita Arsameia, contemplerà i suoi meravigliosi rilievi, esplorerà i tunnel e ammirerà la vista pittoresca dall’Acropoli. Arsameia on the Nymphaios | Turkish Archaeological News

Il monumento più caratteristico è il cosiddetto Rilievo di Mitra di cui ne è sopravvissuta solo la metà destra, che rappresenta il dio Mitra. Il rilievo mostra i raggi del sole che si irradiano dalla testa del dio che era una divinità solare.  Nel pendio della montagna, ci sono diverse grotte naturali utilizzate dall’uomo in epoca preistorica ma di interesse storico è una nicchia monumentale con un soffitto ad arco scavata nella roccia.

Arsameia on the Nymphaios | Turkish Archaeological News

Nelle profondità della nicchia, c’è un tunnel che scende 14 gradini verso una camera a pianta quadrata con lati di 8 metri e un’altezza di 9 la cui funzionalità non è accertata: si presume fosse il tempio del dio Mitra, oppure la camera funeraria del re Mitridate I Callinico.

Approfondimenti Arsameia.

Il nome completo del luogo è Arsameia sul Nymphaios, in quanto distingue questa località dalle altre Arsameias, sull’Eufrate, ora note come Gerger. La città deve il suo nome al re Arsameis dall’Armenia che raggiunse il potere intorno al 260 a.C., nel periodo turbolento delle guerre siriane Le guerre siriane furono combattute tra l’Impero seleucide e il Regno d’Egitto governato dai Tolomei, ovvero tra gli stati che erano gli eredi del vasto ma breve impero di Alessandro Magno.si svolsero nella Celesiria, che copriva i territori della Siria e dell’Anatolia meridionale, nel terzo e secondo secolo a.C. Questo conflitto di lunga durata fu un enorme peso per entrambe le parti, esaurì le loro risorse umane e materiali e permise ai governanti locali di tentare con successo di ottenere il controllo su frammenti del teatro di guerra. Uno di loro fu Arsameis, che fondò il Regno di Commagene. Il suo discendente, il re Mitridate I Callinico, aveva inclinazioni ellenistiche. Si alleò con i Seleucidi e sposò la figlia del re Antioco VIII, Laodice VII Thea Philadelphus. Il loro figlio salì al trono di Commagene come Antioco I Theos Dikaios Epiphanes Philorhomaios Philhellen. Grazie alle origini reali di entrambi i genitori, poteva essere orgoglioso del suo splendido pedigree. Tuttavia, molto probabilmente sarebbe stato completamente dimenticato, insieme al suo regno, se non fosse stato per il programma edilizio da lui avviato qui nei pressi del monte. Durante l’estate il sovrano si trasferiva nel palazzo che era stato eretto ad Arsameia sul monte Nemrut Un muro difensivo circondava le doppie vette della collina dove fu costruita Arsameia. Una delle iscrizioni lasciate da Antioco I informa che egli ampliò anche il palazzo, situato proprio in cima alla collina. Arsameia fu probabilmente abitata fino alla fine del Regno di Commagene, ovvero il regno dell’imperatore Vespasiano che ne incluse il territorio nell’Impero Romano nel 72 d.C. Poco dopo, i soldati della romani usarono gli edifici di questa antica città come cava.

Ricerca archeologica: L’esistenza di Arsamea fu scoperta per caso nel 1951 dall’archeologo tedesco Dörner che condusse delle ricerche sul monte Nemrut. Una persona del posto lo incoraggiò ad andare in un luogo noto nella zona come la “Pietra con un’immagine”. Dopo aver esaminato più da vicino questo esemplare, Dörner dichiarò che si trattava di un rilievo raffigurante il dio Mitra. Mitra indossa un berretto frigio, originariamente associato al culto anatolico di Attis, l’amante della dea Cibele. Nella mano di Mitra c’è un fascio di ramoscelli, noto come barsom e utilizzato dai sacerdoti nei rituali di purificazione. Il retro del blocco di pietra, su cui è stata scolpita la figura della divinità, è coperto di iscrizioni Regno di Commagene. Della metà sinistra del rilievo è stato trovato solo un frammento di un braccio di un re ma non si sa se raffigurasse Antioco I o suo padre Mitridate I. L’intera scena rappresentava probabilmente una stretta di mano tra una divinità e un sovrano. Questo tipo di rappresentazione grafica è chiamata dexiosis. Molti rilievi simili sono stati conservati nel Regno di Commagene, a testimonianza della megalomania dei loro sovrani, che si consideravano uguali agli dei. L’aspetto attuale del rilievo è il risultato della ricostruzione effettuata da Dörner, che ha riassemblato la metà inferiore e i quarti superiori del dio Mitra. Ulteriori lavori permisero di svelare un’iscrizione ben conservata che rese possibile identificare il luogo come Arsameia sul Nymphaios, la capitale estiva dei sovrani di Commagene.

Successivamente, ammireremo il Ponte dei Severi, (noto anche come Ponte Chabinas o Ponte Settimio Severo; è un ponte tardo romano situato vicino all’antica città di Arsameia .

romanoimpero.com: PONTE ROMANO DI CENDERE (Turchia)

L’imponente struttura romana attraversa il fiume Cendere e fu edificata negli ultimi anni del secondo secolo, dopo che l’imperatore Settimio Severo aveva sconfitto i Parti e aveva catturato Ctesifonte aggiugendo la Mesopotamia all’Impero Romano. Il ponte è costruito come un maestoso unico arco su due rocce nel punto più stretto del torrente. La costruzione era lunga 118 metri e su ciascuna delle due teste di ponte c’erano due pilastri con una statua, dedicata all’imperatore, a sua moglie Giulia Domna e ai loro figli Caracalla e Geta. Le colonne erette sulle estremità furono fatte costruire dai due figli dell’imperatore, ma quando Caracalla fu assassinato dal fratello, la sua statua fu rimossa e anche.il suo nome cancellato dalle iscrizioni per la damnatio memoria insieme alla colonna della sorella Geta.

Proseguiremo poi verso il Tumulo di Karakus sito tombale monumentale del Regno di Commagene, dove potremo esplorare antiche tombe e scoprire la ricca storia della regione.

Pranzo in ristorante  in corso di escursione.

Il tumulo, alto circa 20 metri, è circondato da interessanti colonne. La colonna nella parte meridionale del tumulo ha una statua di aquila.mentre ad est ci sono due colonne. Su una di queste colonne si trova la statua di un toro, in parte scomparsa, mentre la statua del leone sull’altra è completamente scomparsa. L’iscrizione sulla colonna a ovest rivela che il mausoleo apparteneva alla moglie, alla figlia e alla nipote del re Antioco.

Successivamente proseguimento per Adıyaman per la cena e il pernottamento in hotel.

Giorno 03º: ADIYAMAN/PERRE/DİYARBAKIR/MARDIN

Dopo la prima colazione,si parte in direzione della città antica Perre, una delle cinque grandi città del Regno di Commagene, ha avuto un’importanza geopolitica grazie alla sua posizione su importanti vie di comunicazione. Le fonti antiche parlano della bellezza delle sue acque e descrivono la città come luogo di sosta per carovane, viaggiatori e eserciti.

Perre Antik Kenti'nde kazılara yeniden başlanacak - Son Dakika Haberleri

La cosiddetta “Fontana Romana”, dalla quale scorreva quell’acqua, è ancora oggi in uso.Durante il periodo bizantino, la città collegava l’antico occidente al territorio persiano e in quell’epoca fu denominata Hierapolis, ossia città sacra. La partecipazione al Concilio di Nicea nel 325 d.C. dimostra che Perre era anche un centro religioso di rilievo. La Città Antica di Perre possiede la più grande area necropoli della regione. Particolarmente interessanti sono le camere tombali scavate nella roccia. Nell’area si trovano inoltre cisterne, cantine per il vino e strutture murarie del periodo bizantino. Gli scavi condotti nel sito hanno riportato alla luce mosaici datati al V secolo a.C

Pranzo in corso di escursione.

Partenza per Diyarbakır e la visita il ponte a dieci arcate di Diyarbakır, noto anche come “On Gözlü Köprü” (Ponte delle Dieci Arcate) o Ponte di Silvan è una maestosa struttura che attraversa il fiume Tigris. Costruito tra il 1065 e il 1067 durante l’epoca romana dai Marwanidi, un emirato sotto il dominio dei Selgiuchidi, il ponte è stato realizzato in resistente pietra di basalto.Questo ponte è un esempio straordinario di ingegneria antica e architettura. Le sue arcate e i parapetti sono stati restaurati nel corso dei secoli, mantenendo intatto il suo fascino storico

Diyarbakir, Turkey historic ten-eyed bridge view(on gozlu kopru)

Nel corso del tempo, il ponte è stato oggetto di numerose riparazioni a causa dei danni provocati dalle inondazioni mantenendo intatto il suo fascino storico. Il ponte misura 178 metri di lunghezza ed è largo 5,6 metri in alcuni punti, con la campata più lunga tra gli archi che misura 14,7 metri.

Successivamente effettuiamo la visita ai giardini di Hevsel Behçeleri, situati nei pressi di Diyarbakır la fortezza che visiteremo il giorno dopo Il complesso fortificato comprende anche i giardini di Hevsel, un collegamento verde tra la città e il Tigri che forniva alla città cibo e acqua, la sorgente d’acqua di Anzele.

Diyarbakır Hevsel Bahçeleri - Kamp Pusulası

Questi giardini risalgono all’epoca romana e bizantina, e sono famosi per i loro frutteti, orti e sistemi di irrigazione tradizionali. Designati come Patrimonio mondiale dell’UNESCO, gli Hevsel Gardens rappresentano un esempio straordinario di come l’agricoltura sia stata sviluppata in armonia con l’ambiente naturale circostante.

Hevsel Bahçeleri Hikayesi | Hevsel Bahçeleri Nerede? | Yolcu360 Blog

Arrivo  a  Diyarbakır Sur İçi,Patrimonio Unesco, una zona storica circondata da imponenti mura di fortificazione che risalgono a varie epoche storiche tra cui romana, bizantina e ottomana.  Situata su una scarpata del bacino del fiume Tigri superiore che fa parte della cosiddetta Mezzaluna fertile, la città fortificata di Diyarbakır e il paesaggio circostante sono stati un centro importante sin dal periodo ellenistico, attraverso l’epoca romana, sasanide, bizantina, islamica e ottomana fino ai giorni nostri. Il sito comprende il castello interno, noto come İçkale, il tumulo di Amida, e le mura cittadine lunghe 5,8 km con le loro numerose torri, porte, contrafforti e 63 iscrizioni.

Mezopotamya'nın kalbi Diyarbakır - Yaşam Haberleri

Questa area è famosa per le sue stradine tortuose, i suoi antichi edifici in pietra, le moschee storiche e le chiese convertite in moschee.

Turchia, riemerge un paesino sommerso

Approfondimenti sito storico di  Diyarbakır Sur İçi  L’ imponente Fortezza di Diyarbakır e i relativi Giardini Hevsel illustrano una serie di periodi storici significativi all’interno di questa regione, dall’epoca romana fino ai giorni nostri, attraverso le sue estese mura e porte in muratura (inclusi numerosi restauri e aggiunte), iscrizioni, giardini/campi e l’ambiente paesaggistico in relazione al fiume Tigri. Sebbene le funzioni della Fortezza e dei giardini siano cambiate nel tempo, sono sopravvissute per molti secoli e circondano ancora chiaramente il nucleo più interno della città storica. È ancora possibile leggere l’importanza di queste mura e riconoscerne i materiali, la forma e il design. Una parte sostanziale dell’anello lungo 5,8 km costituito da mura bastione, porte e torri della città vecchia rimane e soddisfa i requisiti di autenticità. Il materiale per le mura proviene dall’antica città romana di Amida e furono costruite nella loro forma attuale a metà del IV secolo dall’imperatore Costanzo II. Sono le mura difensive complete più larghe e lunghe al mondo dopo la Grande Muraglia Cinese

Pranzo in ristorante tradizionale.

Dopo pranzo la visita del Museo di Archeologia di Diyarbakır che ospita una vasta collezione di reperti risalenti a diverse epoche storiche della regione. Tra i pezzi più significativi ci sono manufatti dell’età del bronzo, oggetti romani e bizantini, e reperti di arte islamica. Il museo offre un’opportunità unica per comprendere la ricca storia di Diyarbakır e delle culture che hanno influenzato la regione nel corso dei secoli.

Avremo l’opportunità di visitare anche la Ulu Cami, una delle principali moschee della città di Diyarbakır.

Grande moschea di Diyarbakır - Wikipedia

La Grande Moschea di Diyarbakır (in turco Diyarbakır Ulu Camii) è la moschea del venerdì della città sudorientale anatolica e un importante edificio sacro dell’architettura selgiuchide. È una delle moschee più antiche della Mesopotamia.

Il tetto della sala principale è costituito da travi di legno sostenute da file di pilastri rettangolai in pietra. La sala di preghiera in sé sembra una versione più semplice della sala della moschea omayyade, con gli stessi tetti a capanna e una navata longitudinale (transetto), ma senza cupola. La sala è separata dal cortile da un alto muro con sedici portali riccamente decorati.

In seguito ci fermeremo ad un antico caravanserraglio l’Hasan Pasa Hani  risalente al 1575, situato nel cuore del centro storico. il caravanserraglio del XVI secolo, interamente restaurato nel 2006, ospita negozi di tappeti e di souvenir. Vi si trovano anche alcuni eccellenti locali per una tranquillo relax,e qui faremo una sosta per bere un the o caffè turco,o una spremuta di melograno e arance.

Infine, visita alla Mar Petyun Chiesa Caldea (Keldani Kilisesi), testimonianza significativa della presenza cristiana orientale a Diyarbakır, che conserva ancora oggi la sua atmosfera spirituale e la sua importanza culturale.

Hasan Paşa Hanı, turistik yerler, Diyarbakır, Sur, Gazi Cad., 45 - Yandex Maps

Cena ie pernottamento in hotel  a Diyarkabir.

Giorno 05º:DIYARBAKIR/DARA/VILLAGGIO HAH/ MIDYAT

Prima colazione in hotel. Proseguimento per la visita  dei resti del  castello di Zerzevan, situato vicino a Diyarbakır in Turchia, è un’antica fortezza risalente all’epoca romana. Zerzevan, anche conosciuto come Castello di Samachi, è un sito archeologico scoperto con gli scavi del 2014.Ha funzionato come importante installazione militare e ha giocato un ruolo cruciale nella difesa e nel controllo della regione durante i periodi romano e bizantino.

Zerzevan Castle - Wikipedia

Il sito è situato sulla cima di una collina che domina l’area circostante ed era posizionato strategicamente al confine più orientale dell’Impero Romano, dove una grande guarnigione romana controllava l’importante via commerciale Il complesso del castello include caserme, templi, cisterne e altre strutture tipiche dell’architettura militare romana. Una delle strutture più significative di Zerzevan è il Mitreo, che è stato scavato nella parte nord delle mura. Il castello comprende cisterne di piccole e grandi dimensioni per lo stoccaggio dell’acqua, canali progettati per trasportare acqua da sorgenti vicine durante periodi di siccità e vari tipi di tombe risalenti al III-VII secolo d.C

Visita Villaggio Hah situato a 22 km dalla città di Midyat che ospita due dei più antichi centri religiosi della regione di Tur Abdin: la Cattedrale di Mor Sobo o Monastero di Mor Gabriel uno dei monasteri più antichi del mondo e la Chiesa di Santa Maria, che appartiene alla comunità assira cattolica. Nella chiesa la sede del patriarca e il posto del predicatore della Bibbia sono decorati con motivi a grappolo d’uva. Di notevole pregio.

Nella Turchia siriaca, il monachesimo che resiste - Vatican News

Midyat è situata nel cuore di Tur Abdin, conosciuta anche come la “Montagna dei Servitori di Dio” in siriaco. Questa regione è un altopiano di calcare situato nel sud-est della Turchia, delimitato a nord e a est dal fiume Tigri. Il paesaggio rurale di Tur ‘Abdin è dominato da villaggi siriaci ortodossi, che comprendono circa 80 villaggi con circa 100 chiese e 70 monasteri. L’architettura di queste strutture risale all’era bizantina, quando la regione era sotto il dominio cristiano, nonostante sia stata governata da stati musulmani a partire dal VII secolo d.C. Nel corso della sua storia, Midyat è stata plasmata da varie influenze culturali, come testimoniato dalla lingua aramaica parlata in alcune parti della città e dallo stile architettonico unico delle città siriane ortodosse. Tur Abdin è un notevole esempio delle tradizioni culturali della comunità siriaca ortodossa, passate e presenti, con importanti esempi di architettura monastica cristiana antica risalenti al VI-VIII secolo. Questo sito storico è circondato da vigneti terrazzati, ulivi e dalla splendida bellezza del paesaggio del sud-est. Le chiese e i monasteri più significativi in questo paesaggio unico Le Chiese e i Monasteri di Midyat  e della sua area circostante sono stati aggiunti alla Lista Indicativa dell’UNESCO nel 2021. 

Il  Monastero di Mor Gabriel si tratta di uno dei monasteri più antichi del mondo ancora in e si trova nascosto nella campagna mediorientale nella provincia turca di Mardin. Il monastero fu fondato nel IV secolo, prima del 397 d.C., da due santi, noti come Simeone e Samuele. Nelle chiese più vicine al monastero e sopra i cancelli d’ingresso dello stesso Mor Gabriel, vi sono dei leoni posizionati a destra e a sinistra di una calligrafia prominente.

Mor Gabriel Monastery (Midyat) - Tripadvisor

Successivamente, ci recheremo a Midyat, famosa per le sue eleganti case storiche. Qui potremo passeggiare tra le stradine della città vecchia e ammirare l’architettura unica delle sue abitazioni, ricche di dettagli e decorazioni tradizionali. Midyat è una città piena di tesori nascosti. Uno dei punti salienti di Midyat è senza dubbio la sua splendida architettura. La città è famosa per le sue case in pietra di Midyat, che risalgono al periodo ottomano. Queste case, con i loro intricati disegni e dettagli, sono un vero trionfo dell’architettura tradizionale. Un altro punto saliente di Midyat è il suo centro storico che con le sue strade lastricate e i suoi edifici lo rendono un luogo dove è possibile immergersi nella storia e nella cultura della città.

Tra Anatolia e Mesopotamia, a Mardin 'La casa delle 40 chiavi' - Remocontro

Cena  in ristorante tipico e pernottamento in hotel.

Giorno 06º : MIDYAT/DARA /MARDIN/

Prima colazione in hotel e partenza  per la visita l’antica città di Dara, situata nelle vicinanze di Nusaybin, Dara è un’antica città fortificata che fu un importante centro militare e amministrativo dell’Impero Bizantino.

Città antica di Dara

È famosa per le sue imponenti mura, le cisterne e le rovine di edifici civili e religiosi, che testimoniano la sua ricca storia.

Pranzo in corso di escursione.

Al termine della visita partenza per la visita  La Chiesa Kırklar nota anche come Mor Behnam, è una delle sette chiese siro-ortodosse. Originariamente costruita nel 569 d.C.,la Chiesa dei Quaranta Martiri, come è conosciuta in inglese, prese il suo nome quando le reliquie di 40 martiri furono portate qui nel 1170. Dal punto di vista architettonico, la chiesa è la semplicità stessa.

Mor Behnam Kırklar Kilisesi: Nerede, Nasıl Gidilir, Giriş Ücreti 2025

Partenza per la  visita alla città di Mardin con il suo fascino senza tempo incastonata nelle rocce e con la sua atmosfera unica, pronta a offrirci una vista memorabile tra le sue strade tortuose e i suoi panorami mozzafiato. La città è prevalentemente curda e araba, con comunità significative di cristiani siriaci e un numero minore di turchi. La città vecchia di Mardin è sotto la protezione dell’UNESCO, che aiuta a preservare la sua facciata unica e l’integrità architettonica. Visti dall’alto, gli scintillanti edifici di Mardin color oro bianco formano una fila di terrazze costruite su una collina che si affaccia sulle pianure fino all’attuale Siria. Diversi popoli la abitarono : gli arabi nabatei la chiamarono casa dal 150 a.C. al 250 d.C., ma nel IV secolo era un importante insediamento cristiano siriaco, fondato dagli assiri.

Mardin: Turkey's ancient treasure trove | CNN

Poi arrivarono i romani e i bizantini. Nell’XI secolo, i turchi selgiuchidi tentarono di appropriarsene, ma furono ostacolati dall’arrivo dei turcomanni artuqidi nel XII secolo che riuscirono a mantenere il controllo per trecento anni, finché i Mongoli non presero le redini. A loro volta, furono sostituiti da una monarchia persiana turcomanna. Sorprendentemente, quando il sultano ottomano Selim il Tetro prese il potere nel 1517, nella città viveva ancora una popolazione cristiana. Oggi Mardin ha un’atmosfera e un sapore unici grazie a questo background etnico e religioso eterogeneo. Nonostante le sue antiche origini, Mardin è una città vivace e dinamica, dove il passato rivive nel presente.

Maridin Hotel, Mardin (prezzi aggiornati per il 2024)

Al termine sistemazione in hotel.Cena in ristorante tipico e pernottamento.

Giorno 06 MARDIN/ KARAHANTEPE/GOBEKLİTEPE/URFA (EDESSA)

Prima colazione e partenza per Karahantepe con le sue ultime scoperte che hanno fornito reperti appartenuti all’età del rame e all’età del bronzo. Gli scavi hanno rivelato insediamenti urbani e rurali, strutture abitative, tombe, e una ricca varietà di manufatti, inclusi utensili di pietra, ceramiche, e oggetti di uso quotidiano. Il sito di Karahantepe non è solo un tesoro di scoperte archeologiche, ma anche un punto di riferimento per comprendere l’evoluzione delle prime civiltà nella regione. La sua posizione strategica e le sue connessioni culturali hanno giocato un ruolo cruciale nello sviluppo delle antiche vie commerciali e culturali della Mesopotamia.

La scoperta di Karahan Tepe: il⁤ sito gemello di Göbekli Tepe che visiteremo il giorno dopo Il mondo dell’archeologia era stato scosso dalla scoperta di Göbekli Tepe, un sito megalitico risalente a 10.000 anni fa, considerato il più antico del suo genere. Tuttavia, meno noto è l’esistenza di un altro sito simile, situato nella Turchia meridionale, chiamato Karahan Tepe. Sebbene ancora avvolto nel mistero riguardo alla sua funzione originale, Karahan Tepe si sta rivelando un sito di grande importanza archeologica.

Gli scavi di Karahane Tepe in Turchia: la misteriosa città sacra di 13 mila anni fa sepolta dagli stessi abitanti – I Nuovi VespriI Nuovi Vespri

La ⁢prima volta che Karahan Tepe è stato scoperto risale al 1997. Nonostante non sia stato ancora esplorato completamente,le ricerche hanno mostrato che questo antico complesso presenta incredibili somiglianze con Göbekli Tepe. Il termine “tepe” in turco significa collina o cima e descrive come entrambi questi siti si trovino nelle vicinanze delle montagne rocciose di Tektek in Turchia. Tuttavia, le colline intorno a Karahan Tepe sono leggermente meno impervie, con il sito situato a circa 700 metri sul livello del mare. Le rovine di Karahan Tepe si estendono su un’area di 325.000 metri quadrati, circa tre volte più piccola dell’area di scavo di Göbekli Tepe. ‌Tuttavia, presenta caratteristiche simili come pilastri, strutture speciali, obelischi e sculture animali ornamentali. Uno studio ⁢ha documentato 274 reperti architettonici nel sito, di cui almeno 266 sono pilastri ancora in piedi. Alcuni di questi pilastri sono addirittura decorati con rilievi straordinari raffiguranti serpenti e volti umani. Non è ancora chiaro l’età precisa di Karahan Tepe, ma è probabile che risalga allo stesso periodo di Göbekli Tepe. Sembra anche che sia stato abitato solo per un breve periodo durante il Neolitico Pre-Ceramico. Una delle principali meraviglie di Göbekli Tepe è che è stato costruito durante l’età neolitica, tra il 9600 e l’8200 a.C. Si pensava che strutture complesse come questa potessero essere realizzate solo dopo ⁤che una società aveva padroneggiato l’agricoltura, emersa 10.000-12.000 anni fa con la domesticazione di piante e animali. Tuttavia, l’età di Göbekli Tepe sfida questa assunzione fondamentale. Suggerisce che sia stato costruito all’alba della prima rivoluzione agricola dell’umanità, quando si riteneva che gli insediamenti fossero piccoli e umili raggruppamenti di persone che stavano appena iniziando a utilizzare l’agricoltura. In alternativa, le civiltà stanziali potrebbero essere esistite per più tempo di quanto si pensasse, sebbene questa idea sia controversa e piena di credenze pseudo-archeologiche. Göbekli Tepe, essendo il sito megalitico conosciuto più antico del mondo, è⁣spesso considerato un’anomalia che, per qualche motivo, appare migliaia di anni prima di qualsiasi altra cosa simile emersa sulla Terra. Tuttavia, Karahan Tepe dimostra che non si tratta di un caso isolato e che potrebbero esserci altre scoperte rivoluzionarie là fuori. Karahan Tepe non solo rafforza l’importanza di Göbekli Tepe,ma apre anche nuove prospettive sulla comprensione delle prime civiltà umane e sulla loro capacità di costruire strutture complesse molto prima di quanto si pensasse in precedenza.

Pranzo in ristorante tradizionale.Proseguimento per Gobeklitepe è un antico santuario che sorge nel punto più alto di una vasta catena montuosa situata a circa 15 km. Il sito, attualmente oggetto di scavi da parte di archeologi turchi e tedeschi, fu scavato da cacciatori-raccoglitori nel X millennio A.C. (circa 11.500 anni fa), prima che iniziasse la sedentarizzazione.

Gobeklitepe

Misteriosamente, questo intero complesso di pietre, pilastri e sculture fu deliberatamente sepolto intorno all’8000 AC, rimanendo abbandonato per 500 anni.

Che cosa racconta la volpe di Gobekli Tepe? | Scienza in rete

Approfondimenti Göbekli Tepe La scoperta di Göbekli Tepe, un monumentale sito archeologico che si trova nella Turchia sud-orientale, è stato uno dei casi in cui l’archeologia ha dovuto rivedere le sue conoscenze. Secondo Klaus Schmidt, il suo scopritore nel 1995, il complesso megalitico (di cui è stata
portata alla luce solo una minima parte) potrebbe essere il più antico tempio del mondo. Vediamo i tanti interrogativi che ancora circondano questo scavo che ha restituito i resti di un incredibile complesso megalitico datato intorno al 9500 a.C. Questa datazione corrisponde al periodo archeologico noto come Mesolitico (10.000-8500 a.C.) ed è subito precedente al cosiddetto Neolitico Preceramico (8500-6000 a.C.). Questo periodo ha rappresentato un momento cruciale per lo sviluppo della civiltà umana, in cui diverse comunità hanno modificato il loro stile di vita plurimillenario basato sulla caccia e la raccolta per diventare comunità stanziali dedite all’agricoltura e all’allevamento. L’unicità di GöbekliTepe non è solo nella sua antichità, ma anche nella sua monumentalità. Il complesso megalitico si compone di diversi
recinti circolari delimitati da mura costruite “a secco” (senza cioè l’ausilio di alcun legante, come la malta), con un diametro compreso tra i 10 e i 20 m, intervallate da pilastri monumentali a forma di T alti da 1,5 m a 7 m e pesanti oltre 15 tonnellate.

Göbekli Tepe, l'ombelico dell'umanità | Zeta Vision

 

La struttura fu costruita utilizzando blocchi di pietra calcarea, estratti da una cava situata a poche centinaia di metri ai piedi della collina, trasportati fino al sito dove furono decorati e messi in opera. Un’altra caratteristica unica di Göbekli Tepe è proprio nelleincisioni presenti sui pilastri, decorati a rilievo con rappresentazioni schematiche di animali selvatici (uccelli, serpenti, scorpioni, cinghiali) e di figure umane stilizzate, queste ultime raffigurate su coppie di pilastri generalmente poste al centro dei recinti. Gli archeologi non sono ancora certi di come i monumentali blocchi siano stati cavati e soprattutto trasportati fino alla cima della collina, considerata l’assenza della ruota e di animali da soma domesticati a quel tempo. Le ipotesi avanzate sonomolteplici, da centro religioso, a osservatorio astronomico, a luogo di sepoltura. Secondo l’archeologo scopritore del sito si tratterebbe di un luogo destinato allo svolgimento di pratiche rituali, teoria che renderebbe Göbekli Tepe il tempio più antico del mondo finora noto.

File:Vulture Stone, Gobekli Tepe, Sanliurfa, South-east Anatolia, Turkey.jpg - Wikivoyage, guida turistica di viaggio

Quando questa funzione venne meno, il sito fu completamente ricoperto di terra; si calcola che il riempimento intenzionale delle strutture abbia comportato uno sforzo non meno poderoso di quello richiesto dalla loro costruzione e che tale sforzo possa essere stato giustificato dalla riconosciuta sacralità del luogo, che veniva così preservata. La scoperta di Göbekli Tepe ha modificato molte delle teorie finora avanzate sul processo della cosiddetta “Rivoluzione Neolitica”.

Al termine di questa visita straordinaria, cena e pernottamento in hotel.

Giorno 07 URFA-HARRAN 

Prima colazione in hotel. Dopo la colazione, ci dirigiamo verso Balıklıgöl noto anche come Pozza di Abramo o Lago di Halil-Ür Rahman che è una significativa piscina situata al centro di Şanlıurfa. Il sito è considerato un luogo sacro per le leggende ebraiche e islamiche.

BALIKLIGÖL | Kültür Portalı

Secondo la leggenda, Nimrod gettò Abramo nel fuoco dopo che il profeta rifiutò di seguire la sua religione. Tuttavia, Abramo sopravvisse alle fiamme poiché il fuoco si trasformò in acqua e la legna da ardere divenne le carpe che si possono vedere nuotare nella piscina oggi. Le carpe sono considerate sacre e ai visitatori non è permesso catturarle o mangiarle. Invece, si incoraggia a nutrire i pesci..

Şanlıurfa, Turchia: guida ai luoghi da visitare - Lonely Planet

Dopo aver ascoltato la storia, fotografiamo i pesci nel lago davanti alla Moschea Halil-ur Rahman, che ha sulla sua parete il versetto “O fuoco! Sii fresco e sicuro per Abramo!”. Il sito è anche sede delle piscine d’acqua di Aynzeliha, un’altra località significativa di Şanlıurfa. Aynzeliha è il luogo in cui la figliastra di Nimrod, Zeliha, si sarebbe innamorata del profeta Abramo. Dopo averlo visto gettato nel fuoco, Zeliha si sarebbe gettata nelle fiamme. L’area in cui cadde è ora conosciuta come “Lago di Ayn-ı Zeliha” ed è situata accanto alla Pozza di Abramo.

Castle of Urfa (Sanliurfa) - Tripadvisor

Il Castello di Şanlıurfa, che si affaccia sulla Pozza di Abramo, è considerato il luogo in cui Abramo fu gettato da una catapulta. Insieme, questi luoghi offrono uno sguardo sulla ricca storia religiosa e culturale di Şanlıurfa.Una grotta nelle vicinanze la Grotta di Mevlid-i Halil è ritenuta il luogo di nascita di Abramo, aggiungendo ulteriore significato religioso all’area.

Uomo Non Identificato Prega Nella Grotta Dove Nacque Profeta Abramo — Foto stock di © epicimages #212489416

Successivamente, visitiamo nella la zona vecchia della città il mercato locale .

Successivamente visiteremo il Museo Archeologico di Sanliurfa,Museo dei Mosaici di Haleplibahce. In questo fantastico museo possiamo vedere opere d’arte e sculture del sito di Göbekli Tepe, oltre a ottime informazioni su questo luogo spettacolare e un’impressionante collezione del Paleolitico. Va notato che questo museo espone la scultura più antica della storia dell’umanità.

E poi proseguimento per Harran la città biblica dove si possono visitare le caratteristiche case dai tetti a cupola conica e la fortezza, restaurata nell’XI secolo. dai crociati, che include il tempio di Sin e le rovine della moschea di Ulu Camii.

Harran || Organizzatore di tour in Turchia

Secondo una tradizione Adamo e Eva hanno traversato la regione espulsi dal Paradiso e qui ha vissuto Abramo prima di andare al Paese di Canaan. Alessandro Magno l’ha conquista e più tardi le legione romane furono sconfitte dai Parti nel 53 A.C. Alcuni secoli dopo qui veniva assassinato l’imperatore Caracalla nel 217. Nonostante sia situata in una pianura arida e sterile, Harran è riuscita a sopravvivere per oltre 5000 anni grazie alla sua posizione strategica come importante centro commerciale che collega l’Anatolia alla Mesopotamia. Era considerata dai residenti un centro di idolatria ed era abitata dai Sabiani, che avevano una vasta conoscenza dell’astrologia; essi adoravano la luna, il sole e i pianeti. Harran è famosa per le sue case in adobe, che presentano strutture a cupola simili mattoni di fango utilizzati per costruire queste case sono fatti con il fango e l’argilla di Harran e conferiscono stabilità alla forma di una casa a base quadrata.

Harran Ruins - Tripadvisor

Le case con tetti conici offrono spazio interno che può mantenere freschi gli abitanti durante i mesi estivi, ma sono comunque abbastanza calde per le esigenze invernali. Queste case presentano alcune somiglianze nella forma con le arnie e per questo motivo sono chiamate “case a forma di alveare”. Le poche case sono costruite di fango e mattoni senza l’uso dilegno. Questa tecnica è rimasta inalterata da 3.000 anni
Cena e pernottamento in hotel.

 

Giorno 08  URFA/GAZIANTEP

Partenza verso l’Eufrate e Halfeti.

Proseguimento verso l’Eufrate fino ad Halfeti dove ci imbarchiamo su un piccolo e comodo battello che ci porta in un giro dell’Eufrate, poiché l’ attrazione di Halfeti è il suo paesaggio sommerso dovuto al fatto che gran parte di Halfeti è stata sommersa dall’acqua a causa della costruzione di una diga negli anni ’90, e una nuova città è stata costruita a 15 chilometri di distanza.

Distretto di Halfeti - Wikipedia

Di conseguenza, l’insediamento è diviso tra l’antica Halfeti e la nuova Halfeti. La vecchia Halfeti può essere raggiunta affittando una barca e offre una vista nostalgica di case, alberi, minareti e monumenti semisommersi.

Halfeti

Una delle vedute più iconiche è quella del minaretosemisommerso di Savaşan Koy a Halfeti.

Pranzo in ristorante locale. Successivamente, partenza per La Città Antica di Duluk si trova a 10 chilometri a nord del centro di Gaziantep.

Città Antica di Doliche o Duluk

Il primo insediamento noto di Dülük risale a 600 a.C. fa ed è suddiviso in “Città Antica” e “Area Sacra”. È il primo Tempio Sotterraneo di Mitra presente in Anatolia. Qui si trovano numerose tombe scavate nella roccia. All’interno delle tombe ci sono sarcofagi con rilievi a tema religioso e mitologico. Negli scavi scientifici condotti a Keber Tepesi a Dülük sono stati rinvenuti strumenti in selce e laboratori di produzione risalenti al Paleolitico Inferiore.

Dülük Antik Kenti'ndeki 1600 yıllık mozaikler turizme kazandırılacak

Nella “Grotta di Şarklı”, utilizzata per l’abitazione nello stesso periodo, gli strumenti risalgono a circa 600.000 anni fa. Durante il periodo bizantino, la città di Dülük ha mantenuto il suo ruolo di città sacra, iniziato con gli Ittiti, continuando con l’arcivescovado. Dopo le incursioni islamiche, la città fu fortemente danneggiata e, con il trasferimento dell’arcivescovado a Zeugma nel VII secolo, perse la sua funzione di centro religioso.

Partenza per Gaziantep,cena e pernottamento

Giorno 09 GAZIANTEP-ROMA 

Prima colazione in albergo e partenza per la visita Museo Mosaici di Zeugma questo è il più importante museo dei mosaici romani al mondo.

romanoimpero.com: ZEUGMA (Turchia)

Una struttura moderna con tutte le ultime tecnologie, ci trasporta nella ricchezza delle Ville Romane dell’antica valle della Mesopotamia.Il  Museo Archeologico di Gaziantep è uno dei musei più importanti della Turchia meridionale poichè ospita unavasta collezione di reperti archeologici provenienti dalla regione circostante, che abbracciano periodi che vanno dalla preistoria fino all’epoca romana e bizantina.

Museo dei Mosaici di Zeugma

Tra i pezzi più significativi ci sono mosaici antichi, statue, monete, e manufatti di vita quotidiana che offrono un’importante testimonianza della storia locale e della cultura della regione.

Museo del Mosaico di Zeugma || Organizzatore di Tour in Turchia

E passeggiando per la zona vecchia visiteremo il Mercato del Rame.  Il Bakırcılar çarşısi che è unico nel suo genere, con più di cinquecento anni di storia alle spalle. Gli artigiani erano e sono giustamente famosi per la qualità degli utensili da cucina in rame, di solito placcato in zinco o argento.

utensili in rame di bottiglia, tajine e pentola in vendita al negozio 5133991 Stock Photo su Vecteezy

Sedie, scrivanie, tavolini reggilibri e paraventi di legno intarsiato vengono ancora prodotti a mano, come secoli fa.Pranzo veloce in ristorante.

Al termine delle visite trasferimento all’aeroporto di Gaziantep per il volo di rientro in Italia via Istanbul.

 

LA QUOTA COMPRENDE:

– Voli di linea  in classe economica con franchigia bagaglio 20 kg.
– Pernottamento di 8 notti in alberghi categoria 3*** 4**** alcuni Heritage e boutique
– Trattamento di pensione completa con bevande escluse

– Pranzo ultimo giorno-Ingressi siti,monumenti,e musei.

– Guida professionale parlante italiano.
– Tutti i trasferimenti e visite in minibus granturismo con A/C.
– Tassa di soggiorno
– Assicurazione medica massimale 50.000,00 e bagaglio 1.500,00

– Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO

– Gadget-Iva di legge.

 

LA QUOTA NON COMPRENDE 

Tasse aeroportuali € 290,00 soggette a riconferma al momento
dell’emissione della biglietteria.
– Bevande ai pasti.
– Mance per la guida e l’autista e camerieri .
– Extra personali, escursioni facoltative,
Tutto quanto non espressamente menzionato

 




MODENA-MUSEO CASA COVILI-PALAZZO DUCALE-PAVAROTTI-FERRARI-

Casa Museo Covili

La Casa Museo COVILI, voluta da CovilArte, prevede un percorso espositivo di oltre 120 opere allestite su tre piani e ogni spazio offre un’esperienza multisensoriale al visitatore, fra giochi di luce che esaltano i lavori del grande Maestro. Ogni angolo della casa consente di vivere, grazie alla musica e ai suoni che accompagnano la promenade domestica, un viaggio immersivo in quelle che sono le camere della memoria in cui nascevano le opere pittoriche di Covili. Tra queste lo studio di Gino, una stanza a più livelli che aveva lo scopo di ricercare visioni prospettiche e punti di vista differenti dove il “Cimone”, la montagna, diventa nella pittura una sorta di bussola per chi deve orientarsi nella propria dimensione spazio-temporale. La luce e le vetrate che guardano gli alberi del bosco sono il filo conduttore dell’osservazione artistica di Gino Covili con cui il pittore incontra sulla tela eroi ed emarginati, volti e mani che lavorano. Come in un mito di creazione, terre, animali e uomini compongono il cosmo di Gino Covili. Nella sua casa rientrano cronache ordinarie, cicli, epopee di un mondo selvatico selezionati tra dipinti, acquerelli, disegni e sculture dove l’umanità fa da padrona. CoviliArte propone al visitatore un percorso emozionale con visita guidata sia per gruppi composti, sia per gruppi organizzati, anche con possibilità di aperture dedicate per visite private con servizi di accoglienza personalizzati affinché ogni incontro possa essere vissuto come un piccolo evento. L’ingresso è consentito solo su prenotazione con visita guidata e preventiva conferma di appuntamento.

Luciano Pavarotti
Se Dio non ce lo avesse regalato
avremmo dovuto crearcelo da soli.

Franco Zeffirelli

Benvenuti nel luogo che Pavarotti chiamava casa. Il Maestro ha costruito questa casa per accogliere gli amici, insegnare ai giovani cantanti e godersi la vita in famiglia. Entrate a scoprire la sua collezione privata di cimeli, costumi e premi raccolti durante la sua lunga carriera.

 

Unitevi a noi nel ricordare e preservare l’eredità artistica e filantropica dell’uomo “che ha emozionato il mondo”.
Quando nacque,
Dio gli baciò le corde vocali.
“Herbert Von Karajan”

 

Dove nasce la leggenda
MUSEO ENZO FERRARI MODENA

Il museo Enzo Ferrari, originariamente museo casa Enzo Ferrari e noto anche con l’acronimo MEF, è un museo di Modena dedicato alla vita e al lavoro di Enzo Ferrari, il fondatore della casa automobilistica Ferrari.
Là dove Alfredo, padre di Enzo Ferrari, aveva la sua officina all’inizio del ‘900, si trova lo spazio dedicato ai motori che hanno fatto la storia di Ferrari.

Un allestimento che racconta l’evoluzione nel tempo di ciò che Ferrari ha da sempre considerato come il cuore di ogni sua vettura: il motore.

Lo spazio espositivo è diviso in diversi settori e in particolare tre aree principali dedicate a queste categorie: i propulsori classici 12 cilindri, gli 8 cilindri e, infine, uno spazio dedicato alla Formula 1. In ognuno dei tre settori viene esposta anche una vettura Ferrari esemplificativa per ogni tipologia di propulsore.

All’interno del percorso è presente anche uno spazio multimediale in cui è possibile visionare un video storico in cui Enzo Ferrari racconta la sua visione riguardo i motori.

                       Breve storia della città di Modena

Mutina fu proclamata colonia romana nel 183 a.C., ma le origini della città risalgono probabilmente al periodo etrusco. Con l’arrivo dei Romani la città ebbe un nuovo impianto urbano, connesso direttamente all’asse viario della via Emilia, che diventò il decumano massimo. Da prospero municipio in età imperiale, con la crisi dell’Impero incominciò la decadenza, segnata dalle guerre fra Costantino e Massenzio (312 d.C.) e soprattutto da eventi alluvionali, fra cui il peggiore, nel VI secolo, costrinse gli abitanti a trasferirsi al di fuori della città. In seguito il borgo cominciò a riformarsi e nell’891 fu cinto da mura solo grazie alla tenacia dei vescovi, che nel corso dei secoli non accettarono che le spoglie del patrono S.Geminiano fossero trasferite dall’antica basilica che le custodiva.

Visita anche al bellissimo :
Palazzo Ducale di Sassuolo: una vera Delizia.

Siamo  talmente abituati  a visitare il resto d’Europa, che certe meraviglie nostrane non riusciamo  a prenderle nemmeno in considerazione…e Dio solo sa quanto sbagliamo.

Casa Covili ,Palazzo Ducale e il resto delle visite, Vi lasceranno un ricordo e un emozione MEMORABILE.

Sono previsti voli di avvicinamento a Bologna o in treno da tutta Italia.

1°Giorno: Roma – Reggio Emilia-Sassuolo – Modena

Ritrovo dei partecipanti presso la Stazione Termini e imbarco treno Frecciarossa diretto a Reggio Emilia.

Palazzo Ducale di Sassuolo - VisitModena

Arrivo e trasferimento in bus privato a a Sassuolo e visita al Palazzo Ducale, una vera DELIZIA.

Il Palazzo Ducale di Sassuolo sorge dove un tempo c’era un castello medievale. Ad essere precisi, il castello pre-esistente è stato trasformato da maniero difensivo a luogo di delizie e bellezza.

Infatti l’attuale aspetto risale al 1634 quando, Francesco I d’Este, perdendo Ferrara e Comacchio (tornate alla Chiesa), fece di Modena la capitale del suo ducato e la residenza divenne luogo di villeggiatura estiva, oltre che sede di rappresentanza della Corte. Entrare nel Palazzo è come rimanere incantati davanti ad una tela di un enorme quadro, ricca di colore, di meraviglia e bellezza.

Di castelli e manieri ne avrete visti davvero tanti, ma pochi lasciano a bocca aperta come il Palazzo Ducale di Sassuolo. Gli ambienti della residenza sono stati dipinti da un equipe di artisti dell’epoca, che hanno saputo interpretare magnificamente il gusto per l’estetica ed il mecenatismo di Francesco I.

La visita comincia dalla Galleria di Bacco. Si configura come uno degli spazi più scenografici della ‘Delizia’ sassolese. I colori sono sgargianti ed i soggetti molto differenti. Natura morta si intreccia con putti e figure allegoriche e mitologiche. Il trompe-l’œil è protagonista di molte pareti.

Historical Buildings - Palazzo Ducale Sassuolo

Si continua entrando negli appartamenti della Duchessa, Maria Farnese, sposa di Francesco I d’Este.

Spicca nell’anticamera un grande dipinto della famiglia, per mano del fiammingo Nicolas Regnier, e due busti in marmo bianco di Carrara, di Francesco II d’Este, sulla falsa riga di quello di Luigi XIV. I disegni sono del Bernini.

Dalla camera successiva si accede al Belvedere, dove lo sguardo spazia sulla valle del fiume Secchia e sulla Peschiera, di cui parlerò dopo. Un tempo, al posto della terrazza c’era una delle torri di avvistamento dell’antico castello, parzialmente demolita per addolcire le forme del palazzo, come ho spiegato inizialmente.

Si continua con Camerino dell’Innocenza, dove i dipinti alle pareti, illustrano esempi di vita virtuosi da prendere ad esempio per la Duchessa. In pratica le veniva detto: comportati bene, mi raccomando…mah…

Si passano altre stanze, tutte molto gradevoli, ma quando arriverete nel Salone delle Guardie, rimarrete nuovamente a bocca aperta. Si gioca molto sulla prospettiva e sui colori vivaci. Alle due estremità della sala sono dipinte colonne e balconi…si ha davvero l’illusione che possano essere veri!

La terrazza c’è o non c’è?
Visite guidate al Palazzo Ducale di Sassuolo - Gallerie Estensi

Le tre camere successive, parte dell’appartamento del Duca, erano quelle destinate alle sue pubbliche udienze. Si tratta della Camera della Fortuna, Camera dell’Amore e Camera delle Virtù Estensi. Il Palazzo Ducale di Sassuolo non finisce davvero di stupire! Le persone che attendevano qui, dovevano letteralmente rimanere senza parole per la bellezza del posto, dovevano rimanere di stucco…e vedrete che ci rimarrete pure voi!

La visita termina nelle stanze dell’appartamento stuccato. Qui cambiano i pavimenti, non più in cotto ma in marmo, e non ci sono più pitture alle pareti. Ora dominano il color oro associato all’avorio, che donano grande eleganza oltre che molta luce.

visita a palazzo ducale di sassuolo

Quale delle due porte è vera?

Alle pareti un tempo erano ospitati gran parte dei quadri di Francesco I, venduti successivamente per far fronte alle spese del ducato. Ora, a parte 4 grandi dipinti relativi alla famiglia, ci sono opere contemporanee monocromatiche che personalmente non mi hanno detto gran chè. Però non fate caso al mio pensiero, perchè sono assolutamente ignorante in materia.

Palazzo Ducale - Gallerie Estensi

Se pensate che il Palazzo Ducale di Sassuolo abbia finito di stupire vi sbagliate e non poco.

All’esterno ed accessibile gratuitamente a tutti, si trova la Peschiera, un tempo il ‘Teatro delle Fontane’.

L'acqua nella storia del Palazzo Ducale di Sassuolo e del suo territorio - Gallerie Estensi

Si strutturava su vari piani, di cui se ne vede ancora l’ossatura. Sembra una costruzione in rovina. In realtà era stata voluta così fin dall’inizio, essendo costituita da laterizio e rocce calcaree. Un tempo, nelle nicchie che ancora si vedono, erano ospitate statue che emettevano getti d’acqua. La Corte si riuniva in questo luogo per assistere a rappresentazioni teatrali oppure anche solo per svago.

Tutto, qui al Palazzo Ducale di Sassuolo, è stato creato all’insegna della leggerezza d’animo, del divertimento e della bellezza. Non a caso si parla della ‘Delizia Estense’.

La Torre Civica di Sassuolo: tra storia e tradizione | Marazzi

Passeggiata nel centro storico di Sassuolo 

Sassuolo (Modena) - Città dell'Emilia Romagna: le piccole 15 che valgono una gita | Dove Viaggi

Trasferimento in hotel in zona Modena e cena   e pernottamento.

2°Giorno: Modena

Prima colazione in hotel e inizio delle visite a piedi della città.

                            Visita il sito Unesco di Modena

Nel cuore pulsante di Modena è custodito un gioiello architettonico di rara bellezza. Nel 1997 la Cattedrale di Modena, la Torre Civica e Piazza Grande sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

                     MODENA UNO SCRIGNO DI MISTERI PER LE VIE DELLA CITTÁ

Modena: il centro storico Patrimonio Unesco - Italia.it

Nella sua comoda piazza Grande, Modena si racconta, svelando i suoi misteri… i suoi segreti: dalla pietra Ringadora alla statua della Bonissima.

Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande - Unesco Beni Culturali

La Cattedrale, uno splendido impianto dell’XI secolo narra le storie magiche dei simboli medievali, dal portale dei mesi al concetto di tempo nella visione trascendente e via via verso un’ascesa sublime. Il ciclo misterioso di Re Artù e ancora i Templari, ma anche eretici e fumosi esperimenti… per cercare l’oro. La Cabala occidentale creata da Pico della Mirandola e l’oscura ‘strega’ con le sue storie di erbe e malie per le vie di Modena Magica.

Passeggiando tra le più belle piazze di Modena - VisitModena

Il Palazzo Ducale,(esterno) simbolo di potere, simbolo della magia della corte estense e dei personaggi che, attorno ad essa, ruotarono… La storia di Modena si colora di devianze ideologiche ed eresie, tali da interessare l’occhio sempre vigile del Tribunale inquisitoriale che, anche in questa città, sferrò i suoi colpi.

Palazzo Ducale - Accademia Militare - VisitModena

Processi, condanne, roghi in un susseguirsi di avvenimenti nei quali furono coinvolti, da personaggi colti e nobili, a streghe e maghi di strada.

Turismo Insieme - Sale storiche del Palazzo Comunale di Modena

Visita del palazzo comunale.

Sale storiche del Palazzo Comunale di Modena - prenotazione ingresso - Modenatur

La visita termina davanti al mercato centrale i Modena che oltre avere un architettura interessante,è luogo di prelibatezze dove potrete effettuare lo shopping gastronomico,o pranzare.

Modena cosa vedere in un giorno: tour nel centro storico - Un Trolley per Due

Al termine pranzo libero.

Al pomeriggio la visita continua con due  musei di eccellenza tutta italiana.

          La Casa-Officina Museo di Enzo Ferrari e la Casa Museo di Luciano Pavarotti.

Il Museo Enzo Ferrari ,a poche centinaia di metri dal centro storico e nei pressi dell’hotel,sviluppa un’esperienza museale unica e coinvolgente, che arriva fino alle origini più autentiche del marchio più famoso al mondo. Stagliandosi nello skyline modenese con la sua inconfondibile forma a cofano giallo, racchiude la storia del fondatore della Ferrari, oltre che a presentare alcune tra le auto più belle e vincenti di sempre.

Quello dedicato ad Enzo Ferrari non è solo un museo, ma uno spettacolo coinvolgente ed emozionante dove si mescolano ingredienti unici. Nell’avveniristico padiglione di oltre 2500 metri quadrati, oltre ad ammirare le automobili esposte, si assiste ad uno spettacolo che racconta, attraverso un filmato avvincente, la magica storia dei 90 anni di vita di Enzo Ferrari. Dal bambino, che all’inizio del ‘900 scopre le corse, al pilota, dall’animatore della Scuderia al costruttore e ai suoi trionfi.

MEF, Museo Casa Enzo Ferrari

A questo tuffo nell’emozione, si affianca, nell’officina del padre di Enzo ora perfettamente restaurata, il Museo dei Motori Ferrari. Nella struttura sono visitabili anche alcune stanze della casa dove Enzo nacque nel 1898, e a completare l’offerta sono a disposizione una saletta cinema, un raffinato ristorante e un corner Ferrari Store

 Un esempio mondiale di architettura

È l’ultima grande opera del geniale architetto Jan Kaplicky dello studio londinese Future Systems

Il grande padiglione che adotta  soluzioni innovative nell’ambito del rispetto dell’ambiente, copre senza colonne né ostacoli i 5 mila metri quadrati di esposizione. Chi entra ha l’impressione di accedere in un tempio consacrato all’automobile e alla sua storia, con un’architettura ispirata ai cofani delle vetture da corsa degli anni ‘50.  Uno spazio unico, totalmente bianco, che ogni 50 minuti, si trasforma in una avvolgente sala di proiezione dove, dal soffitto alle pareti, scorrono le immagini degli uomini e della storia della Ferrari.

Trasferimento con bus privato, per la visita guidata del Maestro Pavarotti.

“Alcuni possono cantare l’opera, Luciano Pavarotti era un’opera.”

Bono

“Credevo che tutti i tenori si somigliassero. Poi sono andato a sentire Pavarotti dal vivo. E ho capito che era unico.”

Ennio Morricone.

La Casa Museo Luciano Pavarotti è la dimora che il Maestro Pavarotti ha fatto costruire nella campagna modenese, all’interno di una grande tenuta, ove egli ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.

É stata aperta al pubblico nel 2015 per legare saldamente la memoria del Maestro alla sua amata terra d’origine e per far meglio conoscere al grande pubblico l’uomo LUCIANO dietro al grande artista PAVAROTTI.

Home - Casa Museo Luciano Pavarotti

La casa è ancora oggi come il Maestro l’ha lasciata ed è interamente visitabile. Custodisce tutti gli oggetti di cui egli amava circondarsi e racchiude i ricordi dei giorni trascorsi in compagnia della famiglia, degli amici e degli studenti cui ha impartito lezioni di canto.

Casa Museo Luciano Pavarotti - VisitModena

                     Un luogo semplice ma leggendario

Ogni centimetro di questa casa riflette la personalità vibrante del suo proprietario. La luce calda riempie lo spazio, un’enorme finestra sul cielo illumina gli ambienti – che custodiscono foto, quadri e lettere care di amici come Frank Sinatra, Bono e la Principessa Diana – mentre la cucina è gialla come il sole.

Casa museo Pavarotti - visita con audioguide Orpheo

Costumi sontuosi, cimeli unici e innumerevoli premi rendono omaggio alla sua illustre carriera – ma sono gli oggetti di tutti i giorni che rivelano l’uomo di casa smessi i panni del grande artista.

Visitare la Casa Museo Luciano Pavarotti nei dintorni di Modena

Al termine trasferimento  in bus privato, in hotel e pernottamento.

3°Giorno: Modena – Museo Casa Covili –Reggio Emilia- Roma

Prima colazione, check-out e trasferimento in bus a Pavullo nel Friganano per raggiungere :

                                                         Casa Museo Covili.

“Ho lasciato volutamente per ultima questa visita,perchè Vi dara’ cosi forti emozioni,che le porterete con Voi per moltissimo tempo.”

Claudio Tomassini 

COVILIARTE::..

Casa Museo Covili si trova a Pavullo nel Frignano (MO) sull’Appennino tosco-emiliano. È situata al confine tra bosco e città, per ricordare che il percorso di Gino Covili è sempre stato in equilibrio tra arte, natura e cultura.

Casa Museo Gino Covili | In Appennino Modenese

La famiglia Covili, fedele a questa visione, per legare il lascito di storie e di immagini alla forza ancestrale dei luoghi dell’Appennino e del Frignano, dal 21 marzo 2019, in occasione del 101° anno dalla nascita dell’artista apre la Casa Museo con un suggestivo allestimento dedicato a visite guidate sia private che individuali, che per gruppi organizzati, con spazi che accolgono l’esposizione permanente ed iniziative temporanee organizzate in tutte le stagioni.

CASA MUSEO GINO COVILI - Togoloco.com

Brunch ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO.

Al termine della visita,trasferimento in bus privato alla stazione Av di Reggio Emilia e imbarco treno Frecciarossa per il rientro a Roma  o altre citta’ e fine dei servizi.

 

La Quota Comprende:

  • Trasferimenti ove previsti  in bus privato
  • Soggiorno in hotel 3***  Modena   camera e colazione
  • 1 cena del venerdi
  • Visite guidate come da programma  con guida autorizzata Regione Emilia Romagna
  • Visita guidata privata Casa Museo Pavarotti
  • Ingresso e visita guidata privata Museo Enzo Ferrari a Modena.
  • Esperienza Multisensoriale presso Casa Museo Covili e ingresso
  • Brunch della domenica
  • Accompagnatore dei Viaggi di Giorgio
  • Assicurazione Medico Bagaglio
  • Iva di legge
  • Kit da Viaggio

La Quota non comprende:

  • Ingressi :Palazzo Ducale Sassuolo e Modena  22,00 e Pavarotti 12,00 Enzo Ferrari 15,00
  • Biglietto treno Frecciarossa da 95,00 euro da riconfermare all’atto della prenotazione
  • Pasti non menzionati nel programma
  • Auricolari euro 8,00
  • Tassa di soggiorno da pagare in loco 3,00 al giorno a persona
  • Mance
  • Tutto quanto non espressamente previsto nella quota comprende.

 




CINA : Festival Pasto donne MIAO- Etnie DONG e HAKKA

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Cina, lungo la via del tè alla scoperta del popolo Hakka

Cina: alla scoperta del tè più prezioso della Terra e delle case fortezza degli Hakka. Un viaggio nel sud est del paese in territori pochi conosciuti al turismo di massa.

Festa del Pasto delle Sorelle delle donne Miao

La Festa del Pasto delle Sorelle cade il quindicesimo giorno del terzo mese del calendario lunare durante la quale le ragazze della minoranza Miao, nella provincia di Guizhou, sperano di trovare l’amore, indossando diversi e pesantissimi chili di argento in testa, intorno al collo e sui vestiti. La tradizione vuole che l’argento, riflettendo la luce, tenga lontani gli spiriti malevoli.

La leggenda narra che una volta, i figli di due sorelle, un ragazzo e una ragazza, si innamorarono l’uno dell’altro. Dopo una lunga e dolce amicizia durante l’infanzia, decisero di sposarsi quando sarebbero cresciuti. Solo dopo molto tempo i genitori della ragazza approvarono il loro matrimonio. In tutti gli anni di attesa la loro figlia prendeva del riso da portare al suo amante.

Prima di cominciare la festa, le ragazze si incamminano su per le montagne a raccogliere fiori, bacche e piante selvatiche per tingere il riso  che poi cucineranno, chiamato Sister’s rice, e  che avrà i colori del blu, rosa, giallo e bianco e che rappresentano in breve le quattro stagioni.

Quando le ragazze Miao hanno ultimato i preparativi insieme alla loro famiglia, in particolare con le nonne siedono per ore a lucidare gli argenti, si inaugura il festival facendo un pranzo tradizionale di famiglia a base di riso cotto nel bambù e bevendo vino di riso fatto in casa.

Dopo il pranzo, finalmente, giunge il momento dell’incontro: arrivano  i ragazzi alla festa nella speranza di conoscere la loro futura moglie. Entrambi ballano e cantano canzoni d’amore per attirare l’attenzione l’uno verso l’altro. Alla fine le ragazze consegnano ai ragazzi una palla di riso avvolto in fazzoletti che contengono diversi simboli, per lo più con varie piante e ognuno di loro ha un significato. Per esempio : ganci di bambù significa “ulteriore contatto”; prezzemolo cinese, significa “ti voglio sposare”; pepe o aglio significa  “non mi interessi”.

Minoranze etniche 

La Cina è la terza nazione per estensione del pianeta, grande quasi come l’intera Europa, ed è la prima per numero di abitanti, 1.342.000.000 persone, un quinto della popolazione mondiale. Ma non tutti gli abitanti della Cina sono cinesi propriamente detti. Nelle lontane regioni di frontiera  vivono infatti molte minoranze etniche e linguistiche. Se gli han (cinesi propriamente detti) ammontano infatti al 92 % della popolazione, lo stato riconosce ufficialmente altri 56 gruppi etnici per un totale di 96 milioni di individui, capaci però di occupare oltre la metà del territorio nazionale, spesso in regioni di frontiera al sud e all’ovest montuose, desertiche e scarsamente produttive ma di notevole importanza strategica.

Spesso queste popolazioni sono molto diverse le une dalle altre, frantumate a loro volta in diverse sottoetnie, per origini e provenienza, per dove e come vivono, per gli abiti e i gioielli, per le acconciature delle donne, per le credenze e le pratiche religiose, costituendo ciascuna un mondo a sé. Nella montuosa e poverissima regione meridionale del Guizhou, ad esempio, grande oltre la metà dell’Italia, il 35 % della popolazione appartiene a 18 diverse minoranze etniche, le più famose delle quali sono i Miao e i Dong, capaci da soli di dare vita al maggior numero di manifestazioni folkloristiche genuine di tutta la nazione. Per loro la varietà degli abiti e le raffinate acconciature femminili non costituiscono soltanto un ornamento, ma un denominatore sociale ed etnico, espressione di benessere economico e di abilità muliebre. I loro sontuosi festival costituiscono importanti momenti di aggregazione sociale, di manifestazione culturale, di informazione e di scambi, ma anche occasione per mettere su famiglia. I Miao sono un popolo di bassa statura, arrivati tra queste impervie montagne in epoca precristiana dalle steppe siberiane con una propria lingua solo orale e religione animista. Abitano in case di legno su palafitte tutte uguali, coltivano riso, mais e erbe medicinali sui campi terrazzati, sono allegri e molto solidali, ottimi danzatori al suono di tamburi e di flauti di bambù. Gli abiti tradizionali femminili sono davvero sfarzosi: gli eleganti vestiti ricamati, nonché le possenti acconciature dei capelli raccolti a chignon sono infatti decorati da un numero infinito di gioielli d’argento multiformi. Per i Miao infatti l’argento, oltre a segno di ricchezza, è in grado di scacciare il male e portare fortuna e felicità.

Gli agricoltori Dong, molto superstiziosi, sono invece abili architetti e carpentieri: i loro villaggi risultano disseminati dei caratteristici ponti del vento e della pioggia, tutti costruiti senza chiodi o viti, per scavalcare fiumi e canali ma anche per riparare e socializzare come i nostri portici, nonché dalle torri del tamburo per avvistare tempestivamente nemici ed incendi. Amano il canto e la danza al suono del flauto e imparano a cantare fin da bambini imitando i versi degli uccelli. Le donne vestono giacche e pantaloni color indaco.

L’architettura di casa del popolo Lo Lo a Dong Van

L’etnia Lo Lo risiede in paesi separati nelle case addossate alle scogliere che danno la vista sulla valle o verso i campi. Costruiscono sia casa di terra battuta che casa su palafitte a seconda delle condizioni di ogni famiglia. La recinzione è fatta in pietra, alta circa 1 metro. Il villaggio di San Pa A è un luogo dove i turisti possono visitare e scoprire la vita di questa etnica.
Dall’esterno, la loro residenza non è molto diversa da quella di terra battuta di altri gruppi etnici. Tuttavia quando osserva attentamente l’arredamento, lo spazio interno, vedrai chiaramente la differenza. Ogni casetta deve essere composta in 3 scomparti, quello centrale attivo come sala di soggiorno, quello di destra per nonni e genitori, quello di sinistra dedicato ai figli, nuore e suoceri mentre il piano terra serve di conservare cibo, mais e manioca.

Le usanze nuziali e funebri del gruppo etnico Lo Lo a Dong Van, Ha Giang

I Lo Lo credono che tutte le creature possiedano la propria anima e proteggano gli esseri umani. Quindi, la gente dà rispetto a tutte le cose come montagne, foreste e animali.
La cerimonia di matrimonio di questa minoranza etnica si tiene in un’atmosfera solenne. La famiglia dello sposo dovrà preparare le offerte comprendenti 1 mucca, 3 maialini, 5 galli castrati, 1 sacco di riso, 1 bottiglia di vino… da portare dalla sposa per eseguire il rituale di  informare gli antenati. Proprio davanti alla casa della sposa, il vino di mais viene versato in grandi ciotole per invitare la famiglia dello sposo. Dopodiché, i partecipanti nel matrimonio cantano insieme le canzoni opposte, poi condurranno il corteo nuziale.

I costumi tradizionali dei Lo Lo

Il triangolo è sempre stato considerato dal gruppo di Lo Lo come simbolo dell’antico regno ancestrale. Pertanto, sui loro indumenti saranno sempre decorati con questo tipo di motivi. Specialmente i Lo Lo a Lung Cu (Dong Van) usano anche modelli che rappresentano la natura, la terra, l’acqua e la patria per diversificare e arricchire i loro abiti. Inoltre, spesso compaiono sui vestiti dei Lo Lo le forme di piante di mais, fiori di grano saraceno o animali domestici, creando la semplicità e la quotidianità.

Nell’interno montuoso e boscoso della regione costiera di sud-est del Fujian, affacciata sul Mar meridionale cinese e grande quanto metà dell’Italia, vivono gli Hakka, popolazione contadina emigrata nel III-IV secolo dal nord della Cina e che parla un cinese arcaico; popolo colto, solidale e comunitario, ha espresso parecchi capi politici, militari e artisti.

Vivono nei Tulou, abitazioni collettive fortificate circolari per proteggersi da nemici, briganti e animali, costruite in fango, bambù e pietre con muri spessi due metri, una sola porta fortificata e finestre soltanto ai piani alti, merli e torrette. Nel cortile centrale trovano posto il pozzo, il forno, le latrine e i recinti per gli animali, al primo piano magazzini e granai, mentre nei tre successivi abitano centinaia di persone; resistenti anche ai terremoti, sono abitazioni calde in inverno e fresche d’estate. Nel Fujian esistono circa 20 mila Tolou, alcuni trasformati in musei, la gran parte ancora abitati. Nel 2008 l’UNESCO ha inserito i Tulou tra i Patrimoni dell’Umanità.

Questo viaggia ci permetterà di visitare anche altri importanti siti Patrimonio Unesco:

il Buddha Gigante di Leshan, Patrimonio UNESCO dal 1996, è una maestosa statua scolpita nella roccia, nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingvi, vicino alla città di Leshan ed è considerata la più grande statua di Buddha in pietra del mondo;

le sculture rupestri a Beishan e Baoding. Queste incisioni  rappresentano una delle più importanti testimonianze dell’arte rupestre buddhista in Cina e sono  inclusi nell’elenco del Patrimonio UNESCO dal 1999.

DAZU INCISIONI RUPESTRI

Le incisioni di Dazu si trovano, più o meno, nel centro della Cina.

Le incisioni rupestri di Dazu consistono in una serie di sculture religiose di grande prestigio, esattamente come le Grotte di Mogao a Dunhuang, e risalgono al VII secolo (dinastia Tang e Song), mentre l’ Europa viveva l’Alto Medioevo.

Diga delle Tre Gole: la costruzione più imponente di sempre.

Al momento della sua progettazione è stata discussissima e criticatissima, per l’enorme impatto ambientale e sociale di una costruzione di tale mole. Ma ha anche il merito di ridotto di milioni di tonnellate le missioni inquinanti della Cina producendo energia pulita. Si tratta della Diga delle Tre Gole, posta sul fiume Yangtze, nella provincia cinese di Hubei. E vanta dei numeri davvero incredibili, sia in termini strutturali che energetici.

La struttura più imponente mai costruita dall’uomo

 

 1° GIORNO: Roma – Xiamen

Incontro dei partecipanti in aeroporto, disbrigo delle formalità  di imbarco a partenza con volo di linea per Xiamen con scalo.  Pasti e pernottamento a bordo.

 2° GIORNO: Arrivo a Xiamen

Arrivo a Xiamen, incontro con la guida locale, trasferimento in hotel e assegnazione delle camere. La città di Xiamen si trova sulla costa sud-orientale della provincia cinese del Fujian ed è una città ricca di storia e vitalità. È famosa per i suoi paesaggi costieri mozzafiato, la lunga storia e la cultura unica. Essendo una città portuale, Xiamen vanta una varietà di coste e spiagge affascinanti.

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

TAIWAN SNACK STREET: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

 

3° GIORNO: Xiamen – Yongding

Prima colazione in hotel. In mattina partenza per Nanjing. Lungo il trasferimento, visita al villaggio di Tianluokeng, dove si trova un singolare complesso di Tulou dalle diverse forme.

Tulou, le case-fortezza autosufficienti del popolo cinese degli Hakka - LifeGate

Andrete a  vedere le costruzioni di terra (Tulou) nella Contea di Nanjing, raggiungibili dopo un tragitto di circa 3 ore. Una volta arrivati, innanzitutto, camminerete fino alla piattaforma di osservazione per avere una vista a volo d’uccello dell’imperdibile Cluster di Tulou di Tianluokeng dall’angolazione migliore. Andrete poi a scoprire l’Edificio Yuchang, che fu costruito durante il periodo 1308-1338.

TULOU CLUSTER FUJIAN CHINA FEBRERO 17th 2021 El edificio de Yuchang está decorado para el Año Nuevo Chino | Foto Premium

L‘Edificio Yuchang è il Tulou attualmente più antico, e il più grande e più alto Tulou rotondo nella Contea di Nanjing. In seguito, visiterete il Villaggio di Taxia. Pranzo in ristorante locale.

Tulou: la guida di viaggio ai villaggi Hakka - Fabio Nodari

Con un ruscello a forma di “S” che serpeggia attraverso l’intero villaggio, due edifici di terra situati proprio sulle due curve, e molteplici Tulou grandi e piccoli costruiti lungo le rive, questo villaggio è reputato come una “Città d’acqua di Taichi” con un ricco sapore di Tulou.

Al termine delle visite, trasferimento in hotel a Yongding e sistemazione in hotel. Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

 4° GIORNO: Yongding – Xiamen

Prima colazione in hotel. Mattinata dedicata alla visita di alcuni villaggi degli Hakka, caratterizzati da edifici insoliti in pietra, denominati Tulou, Patrimonio dell’UNESCO dal 2008.

In primo luogo, visiterete il Cluster di Tulou di Hongkeng e l’Edificio Zhencheng, che dal 1912 è lodato come “Principe di Tulou”, ed è famoso per il suo splendido design e per gli interni squisiti che riflettono la cultura tradizionale cinese di Bagua. Successivamente, le guide turistiche e l’autista vi accompagneranno fino al Cluster di Tulou di Chuxi, reputato come “il più bel Cluster di Tulou in Cina”, nonché il più concentrato, antico, completo e famoso Cluster di Tulou. Passeggerete lungo il ruscello per visitare l’Edificio Jiqing.

Il nome Hakka significa “famiglia di ospiti“ e le loro abitazioni sono grandi strutture circolari che assomigliano a fortezze.

Sempre a zonzo: Cina | Fujian | Xiamen e i tulou

I Tulou furono costruiti a partire dal ‘600, concepiti a scopo difensivo, possono contenere fino a un centinaio di famiglie. Le tipiche costruzioni circolari degli Hakka, dai tetti neri a pagoda, sono di incredibile bellezza e maestria architettonica e al loro interno, in uno scenario irreale, fra cortili concentrici e scale di legno, si svolge una animatissima vita di campagna che segue consuetudini e usanze tradizionali tanto antiche quanto suggestive. In questa zona esistono ancora decine di migliaia di Tulou, molti dei quali ancora abitati.

I Tulou degli Hakka, le case rotonde cinesi, da fortezze a co-housing - CaffèBook

Questa minoranza etnica era, nell’antichità, originaria della Cina del Nord, iniziò a migrare nel Sud del paese a partire dal IV secolo per sfuggire alla pressione degli invasori provenienti dall’Asia Centrale. Qualche missionario arrivò a credere che questo popolo discendesse da una delle tribù perdute di Israele. Pranzo in ristorante.

Hakka Tulou Private Day Tour del Yunshuiyao Ancient Village e Hekeng Tulou (2025) - Xiamen - con recensioni

Tulou: la guida di viaggio ai villaggi Hakka - Fabio Nodari

Inoltre gli Hakka, per secoli, furono considerati dei “reietti” perché parlavano una propria lingua e, sconfessando la piramide sociale confuciana, sostenevano la parità tra uomo e donna. Pranzo in corso di visite. Al termine delle visite rientro a Xiamen in pullman.

Houses and History of the Hakka Tribe - PILOT GUIDES

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

 

Fujian Tulou | R | Flickr

Etnia HAKKA

Popolazione delle montagne della Cina meridionale (Guangdong, Guangxi, Fujiàn). Per sfuggire alle persecuzioni e alla carestia della Cina nord occidentale durante la dinastia Jin (265-314 d.C) , gli Hakka (in mandarino significa ospiti), migrarono gradualmente verso sud e si rifugiarono nelle provincie del Jiangxi, Fujian e nel Guangdong dove costruirono delle case fortezza per ripararsi dai banditi e dagli animali selvatici. Non è però escluso che derivino in parte da gruppi presenti sul territorio già in precedenza. Parlano un dialetto cinese nettamente differenziato da quello cantonese, nella cui area vivono, e più vicino a quelli settentrionali.

Il piccolo regno degli Hakka | China Files

5° GIORNO: Xiamen – Guiyang

Prima colazione in hotel.Prenderete poi un traghetto dal centro di Xiamen, per circa 20 minuti, verso l’Isola di Gulangyu.

2025 Xiamen Day Tour to Nanputuo Temple, Huli Mountain Fort and Gulangyu Island - with Trusted Reviews

È l’attrazione Nr. 1 a Xiamen e anche un Patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO, con decine di preziose architetture storiche costruite da persone provenienti dal Regno Unito, Italia, Francia, Spagna, Giappone, ecc. durante la seconda guerra dell’oppio. Pranzo a bordo.

Xiamen Private Day Tour dell'isola di Gulangyu, Nanputuo Temple e Huandao Road senza pasti 2025

Cena e trasferimento all’aeroporto e volo per Guiyang, capoluogo della lussureggiante provincia del Guizhou. Ricordiamo che Il 40% degli abitanti del Guizhou è composto da decine di minoranze etniche diverse e dalle antichissime origini.

I 10 migliori hotel di Guiyang, Cina (da € 17)

 

Arrivo e trasferimento in hotel.Cena e pernottamento.

6° GIORNO: Guiyang – Kaili

Prima colazione in hotel. Partenza con pullman privato per Kaili. Lungo il tragitto visita delle risaie a terrazze al villaggio Gaoyao e dei villaggi dell’etnia Miao di Shiqiao.

Corriere della Sera

Visita della produzione di carta dalla corteccia degli alberi nella comunità di Shiqiao Miao, è un’antica tradizione artigianale che si svolge spesso in alcuni villaggi della provincia cinese del Guizhou. Questa tecnica artigianale coinvolge l’utilizzo della corteccia degli alberi, principalmente della moraceae o quercia, che viene elaborata, cotta, immersa e pestata per produrre carta. Durante il processo, la corteccia viene spellata, macinata e successivamente bollita in acqua; poi, viene pestata fino a ottenere una consistenza fibrosa. Successivamente, questa poltiglia viene uniformemente spalmata su stampi di bambù e lasciata ad asciugare all’aria fino a diventare carta. Pranzo in ristorante durante le escursioni.

Recycling Old Paper to Make Beautiful Handmade Paper

Nel pomeriggio visita del Museo Minoranze Etniche per immergersi nelle tradizioni, nella storia e nella cultura delle diverse minoranze etniche presenti nella regione di Guizhou. Questo museo offre un’affascinante panoramica delle usanze, dei costumi tradizionali, dell’arte, della musica, dell’architettura e della vita quotidiana delle varie minoranze etniche che popolano la zona.Un edificio simbolo della città che ospita i costumi popolari della minoranza Miao e Dong durante la Dinastia Yuan, Ming e Qing, nonché vari articoli di uso quotidiano

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

Etnia Miao o Hmong

In Cina vive una numerosa minoranza etnica, l’etnia Miao, le cui origini si possono far risalire a 5000-6000 anni fa. Nel corso della loro storia, dopo una serie di migrazioni, i Miao si sono stabiliti nel Guizhou e nello Hunan. Questa minoranza conta una popolazione di 8.940.116 che è una delle più grandi. Dopo un lungo periodo di migrazione, i Miao oggi vivono principalmente nelle Regioni del Guizhou, dello Yunnan, dell’Hunan, dell’Hubei, dell’Hainan e nella Prefettura Autonoma Zhuang del Guangxi. Sono divisi in altre minoranze come gli Hmong neri, e gli Hmong bianchi, gli Hmong rigati, ecc. Attualmente essi figurano al quarto posto su scala nazionale per numero di abitanti. 

I costumi dell’etnia Miao sono estremamente vari e molto colorati. Con oltre un centinaio di modelli, questa etnia si distingue in modo particolare per la creatività nell’abbigliamento. Per fare solo un esempio, il costume festivo tradizionale più rappresentativo conta decine di tipologie di acconciature e si basa sul ricamo, antica forma artigianale caratteristica della cultura delle donne dell’etnia. Sia gli abiti usati nella vita quotidiana che quelli formali, per feste e cerimonie nuziali, mostrano un livello artigianale estremamente raffinato e complesso. I motivi decorativi più comuni sono il drago, gli uccelli, i pesci, il tamburo, i fiori, le farfalle e alcune immagini che riflettono la storia dell’etnia.

5.900+ Minoranza Miao Foto stock, immagini e fotografie royalty-free - iStock

7° GIORNO: Kaili – Shidong (Festa del Pasto delle Sorelle) – Kaili

Prima colazione in hotel. Partenza per Shidong.

Questa giornata sarà dedicata alla festa più importante della minoranza etnica dei Miao la Festa del Pasto delle Sorelle, che si tiene ogni anno il 15° giorno del terzo mese lunare.

Mondi in bilico: I Miao - II

E’ una festa che celebra la primavera ed è un’occasione, per i ragazzi e le ragazze della zona, di conoscersi e magari fidanzarsi. In questa occasione le donne Miao vestono i loro migliori vestiti tradizionali ed indossano meravigliosi monili d’argento. I Miao credono che l’argento, rappresentando la luce, sia in grado di scacciare gli spiriti maligni. Balli, canti e sfide ginniche ed equestri scandiscono la festa e le ragazze omaggiano, alla fine delle cerimonie, i ragazzi con ciotole di riso colorato dai chiari riferimenti simbolici: il riso adorno di petali di rosa vuol dire amore corrisposto; quello condito con aglio o peperoncino significa di no. Ed ancora il riso accompagnato da cotone e prezzemolo significa che la ragazza vuole sposarsi nel più breve tempo possibile.

Xijiang - Il più grande villaggio Miao - ABCina

un viaggio nella cina del sud per conoscere i miao, i dong e gli hakka

Durante il rientro a Kaili, sosta al Matang per la visita del villaggio dell’etnia Gejia, costruito dal popolo Gejia, un gruppo etnico molto speciale in Cina.

Il popolo dei Gejia adora giocare o allenarsi con gli archi e le frecce e i loro costumi festivi li rendono, infatti, simili a dei guerrieri dell’antichità.

Villaggio di Matang Gejia Kaili Guizhou - Dream China Tour

Nella antiche leggende, i Gejia furono gli eroi che poterono sparare persino il Sole con gli archi e le frecce. Le case, costruite secondo lo stile architettonico locale, si integrano armoniosamente con la natura circostante, arricchendo l’atmosfera del luogo con un senso di autenticità e storia.

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

8° GIORNO: Kaili – Congjiang

Prima colazione in hotel. Partenza per Congjiang. Visita del villaggio di Langde (donne Miao con le gonne lunghe), reputato come “la città natale della canzone popolare cinese e dell’arte della danza”. Mattinata dedicata a spettacoli di canto e danza e cerimonie di benvenuto. In seguito, ci sposteremo al “villaggio di Wudong Miao” che si trova a 1300mt sul livello del mare, annidato sulla collina della montagna Leigong, tra campi terrazzati, orti e foreste lussureggianti. Oggi avremo la possibilità si effettuare il pranzo presso una famiglia dell’etnia Miao.

Ethnic Minority Villages around Kaili

Proseguimento della visita al villaggio di Xinqiao Miao, nella città di Datang conosciuto come “il primo villaggio con gonna corta Miao” e per il suo centenario Granaio ad acqua. Camminando nel villaggio, si possono vedere le donne locali che indossano una specie di gonna a pieghe di circa 5-8 pollici, con nastri colorati decorati in vita. In fine, poseguiremento alla contea di Congjiang.

Best Guizhou Villages | Top 10 Ethnic Minority Villages in Guizhou

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

La Gente Della Minoranza Etnica Di Miao Che Esegue Un Ballo Tradizionale Nel Villaggio Di Langde Miao Nationality, Provincia Di G Fotografia Editoriale - Immagine di argento, guiyang: 114762377

9° GIORNO: Congjiang – Zhaoxing

Prima colazione in hotel. Partenza per il villaggio di BIasha dei Miao.

Basha village in Guizhou Province, home of the last gun men of China

Le abitazioni a Basha sono prevalentemente costruite in legno, seguendo lo stile architettonico tradizionale Miao, con molte strutture realizzate con pietra e legno, esprimendo una forte identità etnica. E’ chiamato “l’ultimo villaggio dei pistoleri in Cina” poichè è l’unico posto in Cina dove i residenti sono ancora legalmente autorizzati a possedere armi e portarle con se’.

Pranzo in ristorante locale.

Basha - l'ultima tribù di cacciatori della Cina, Rainer Feldbacher, luglio 2021

Proseguimento per il Villaggio di Huanggang Dong, considerato come uno dei più belli e tradizionali villaggi Dong del Guizhou. Questo villaggio, nascosto tra le montagne, fu costruito nell’antica Dinastia Song (960-1297) e conserva ancora oggi la più autentica cultura Dong. Proseguimento per Zhaoxing. Arrivo e visita del villaggio di Zhanli dell’etnia Dong selezionato come “una delle sei campagne più belle della Cina”, insieme alle sue torri dei tamburi, è stato inserito nel Guinnes World Records nel 2001. Proseguimento con la visita del villaggio Dong di Tang’An con le risaie a terrazze.

População Dong apresenta canto típico da etnia

Arrivo a Zhaoxing e cena con menù cinese in ristorante locale. Pernottamento in hotel.

Scoprire la vita della minoranza etnica Lo Lo a Dong Van - Ha Giang | Izitour

Etnia Dong

Nonostante l’etnia Lo Lo a Dong Van – Ha Giang abbia sperimentato il processo di convivenza con altri gruppi etnici, conserva ancora la sua cultura tradizionale di lunga data.

Lo Lo è uno dei gruppi etnici con una lunga storia di sviluppo nella zona di Dong Van, provincia di Ha Giang. Il popolo è suddiviso in  due gruppetti : i Lo Lo Neri e i Lo Lo  Fiori. I Lo Lo neri vivono principalmente nella comune di Lung Cu, mentre i Lo Lo fiori abitano maggiormente nelle comuni di Lung Tao e Sung La, nei distretti di Dong Van e Meo Vac. Sebbene divisi in due gruppi  diversi, hanno la stessa lingua  nella lingua, usanza  e credenza, si distinguono tra di loro  solo negli abbigliamenti.

gruppo etnico lo lo ha giang

Oltre ai motivi di decorazione, gli indumenti del popolo Lo Lo a Dong Van, Ha Giang sono modellati con bottoni unici. Questi sono cuciti in fila sul cappello, sulle maniche e sul corpetto nei vestiti delle donne.  Si tratta di un elemento che mostra la solidarietà di questa comunità di minoranza.

L’etnia Dong è principalmente distribuita nella Cina meridionale, più precisamente nelle province del Guizhou, dello Hunan e nella Regione Autonoma del Guangxi-Zhuang, si tratta di un’etnia molto versata nel canto e nelle danze, con una profonda tradizione musicale e culturale. Nelle aree abitate dai Dong è molto diffuso un detto ricorrente: “Il riso nutre il corpo, la canzone nutre il cuore”, che sottolinea come essi equiparino cantare e mangiare. Solitamente, gli esponenti di questo gruppo etnico sanno tutti cantare, e considerano le canzoni come un cibo spirituale per coltivare la loro anima e le loro emozioni.

La loro tradizione di trasmettere la cultura e la conoscenza attraverso la musica è esemplificata dal grande canto. Il repertorio comprende una vasta gamma di generi, come ballate, canti per bambini, canti di saluto e canti imitativi, che mettono alla prova il virtuosismo degli esecutori nell’imitare i suoni degli animali. Tramandate da maestri a cori di discepoli, le varie espressioni del grande canto vengono eseguite formalmente nelle torri del tamburo, luogo di riferimento per le cerimonie, l’intrattenimento e le riunioni dei villaggi Dong o anche, in modo più spontaneo, nelle case o nei luoghi pubblici.

Scoprire la vita della minoranza etnica Lo Lo a Dong Van - Ha Giang

10° GIORNO: Zhaoxing – Congjiang – Chongqing

Prima colazione in hotel.In mattinata trasferimento in stazione ferroviaria di Congjiang e partenza in treno  per Chongqing (circa 4 ore ,biglietto di prima classe).

 

CIQIKOU (PORCELAIN PORT): Tutto quello che c'è da sapere (2025)

Visita all‘Antica Città di Ciqikou situata sulla riva del fiume Jialing, a Chongqing, una municipalità della Cina situata nella regione sud-ovest del Paese, famosa città storica e culturale cinese. È una città dinamica, ricca di diverse culture e famosa per la sua gastronomia, tanto da essere conosciuta come la “città delle montagne” e la “capitale delle hot pot”. Posizionata alla confluenza del fiume Yangtze e del fiume Jialing, Chongqing vanta uno spettacolare paesaggio naturale, conosciuto soprattutto per le celebri Tre Gole del fiume Yangtze. Visiteremo la Funivia del Fiume Yangtze.

Funivia del Fiume Yangtze

Ha una lunghezza totale di 1166 metri, una velocità di 6 metri al secondo e un tempo di percorrenza di 4 minuti e 30 secondi. La superficie vetrata della cabina è di 19,2 metri quadrati. Dalle vetrate potrete godere della spettacolare vista del Fiume Yangtze e della città di Chongqing.

Paesaggio pittoresco della Diga delle Tre Gole

L’ultima tappa: la Grotta di Hongya, composta da diversi piani, un paesaggio chiave di Chongqing, con un’area di costruzione di 46.000 metri quadrati. I principali punti panoramici sono gli edifici a palafitta e le antiche strade commerciali.

Grotta di Hongya – La vista notturna più spettacolare di Chongqing

Grotta di Hongya Chongqing - La vista notturna più spettacolare di Chongqing - Dream China Tour

È un punto panoramico completo che integra turismo urbano, svago d’affari e paesaggio culturale. Passeggiando per la grotta di Hongya, i turisti saranno trasportati nella cultura Bayu. Quando cala la notte, le abitazioni in legno saranno illuminate con luci al neon, immergendo i turisti nel vivido mondo fatato descritto in Spirited Away (un famoso film d’animazione diretto da Hoya Miyazaki). La parte più interessante è che i turisti possono ammirare lo straordinario paesaggio notturno di speciali edifici su palafitte .

Cena con menù cinese e pernottamento in hotel.

11° GIORNO: Chongqing – Dazu – Leshan

Prima colazione in hotel. Partenza per Dazu. Visita degli antichi affreschi e sculture rupestri a Beishan e Baoding.

Chongqing: Baoding Shan-Beishan

Queste incisioni  rappresentano una delle più importanti testimonianze dell’arte rupestre buddhista in Cina e sono stati inclusi nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1999.

La ruota della creazione di Dazu (sito di incisioni rupestri patrimonio dell'Unesco) – Viaggiare con lentezza

Queste incisioni si trovano a Dazu, nella provincia di Sichuan, vicino a Chongqing.

Il nome “Dazu” significa abbondanza dei cibi e ricchezze.Le incisioni rupestri di Dazu consistono in circa 50.000 statue con oltre 100.000 iscrizioni ed epigrafi; sono state inserite, nel 1999, nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità UNESCO.Le più importanti, e visitate dai turisti, si trovano sui monti Baoding e Beishan.Le aree principali sono: Beishan e Baoding: Nanshan, Shimenshan, e Shizhuanshan.

Oltre alle immagini di Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo, la parte più importante è quella delle statue di “Mizong” e delle statue dei Buddisti esoterici.

VIAGGI IN CINA : DAZU INCISIONI RUPESTRI – DonneCultura

Le prime sculture sono create nel 650 durante la Dinastia Tang, ma lo sviluppo maggiore lo ebbero nel corso del IX secolo, quando Wei Junjing, Prefetto di Changzhou, iniziò a lavorare per le sculture del monte Beishan e il suo esempio venne seguito da monaci, nobili e gente comune durante il periodo delle cinque dinastie e dieci regni, fra il 907 e il 965.Nel XII secolo, all’epoca della Dinastia Song, il monaco Zhao Zhifeng dedicò 70 anni della sua vita alla creazione delle elaborate sculture del monte Baoding.

Oggi, ci sono circa 13 aree sulla montagna dove incontriamo circa 10.000 sculture, incise durante 70 anni; dal 1179 al 1249.Le sculture rupestri risalgono a un periodo che va dal IX al XIII secolo e sono disseminate in diverse località attorno alla contea di Dazu. Le opere mostrano una straordinaria maestria artistica e rappresentano scene della vita quotidiana, divinità buddhiste, immagini sacre e testi religiosi.

Le grotte di Dazu - Cina in Italia

Pranzo in ristorante durante le escursioni. Al termine della visita, partenza per Leshan. Arrivo e sistemazione in hotel.Cena con menù occidentale e pernottamento in hotel.

12° GIORNO: Leshan – Chengdu

Prima colazione in hotel. Escursione guidata al Buddha Gigante di Leshan, Patrimonio UNESCO dal 1996, è una maestosa statua scolpita nella roccia, nel punto in cui confluiscono i fiumi Minjiang, Dadu e Qingvi, vicino alla città di Leshan, nella parte meridionale della provincia di Sichuan. La scultura è posta di fronte al Monte Emej, con i fiumi che scorrono ai suoi piedi.

Файл:Leshan Buddha Statue View.JPG — Википедия

Il Buddha di Leshan è un luogo da non perdere, scavato nella roccia è considerata la più grande statua di Buddha in pietra del mondo, con i suoi 71 metri di altezza,  solo le dita sono lunghe ben otto metri e le orecchie sette. La cosa ancora più strepitosa è che la sua costruzione risale a più di 1200 anni fa, richiese diversi decenni e coinvolse un gran numero di manodopera e risorse, è stata costruita durante la dinastia Tang, tra l’VIII e il IX secolo.

Cina: il Buddha gigante di Leshan e il Monte Emei, appena fuori Chengdu - Travel Misadventures

La statua rappresenta Maitreya, il Buddha del futuro, seduto su uno scranno roccioso. La testa raggiunge un’altezza di oltre 14 metri e ogni suo dettaglio è finemente scolpito. È un esempio straordinario dell’arte e dell’ingegneria dell’epoca. Pranzo in ristorante locale.

Leshan 2024: Tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Al termine della visita, torneremo nel centro di Chengdu. Nel pomeriggio, visita al Centro di Ricerca del Panda Gigante di Chengdu. Il centro ospita un ambiente naturale progettato appositamente per i panda giganti, offrendo loro spazi ampi e confortevoli simili al loro habitat naturale. Qui, i visitatori possono osservare i panda giganti in uno stato quasi naturale, imparando di più sulla loro vita quotidiana, sul comportamento e sulle abitudini alimentari. Pranzo in ristorante locale.

Chengdu, Panda Breeding Center, tour privato del Tempio di Zhaojue 2023

Alla fine del 2020, c’erano 215 panda nella base. I panda sono probabilmente una delle creature più fortunate del mondo. Si dice che i panda passino quasi la metà del giorno a dormire e a giocare e l’altra metà del giorno a mangiare.

Al termine della visita, trasferimento in hotel. Cena con menù occidentale.

Chengdu: Biglietto per lo spettacolo serale dell'Opera di Sichuan Shu Feng Yan Yun | GetYourGuide

Dopo cena trasferimento al teatro tradizionale per assistere al tipico spettacolo Shufengyayun .

Ingresso allo spettacolo dell'opera di Chengdu Sichuan presso la casa da tè Shufeng Yayun 2024

Dopo lo spettacolo trasferimento in hotel. Pernottamento.

13° GIORNO: Chengdu – Roma

Dopo la colazione trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo per l’Italia,con scalo. Pernottamento a bordo.

 

14° GIORNO: Roma

Arrivo in Italia e fine dei servizi.

La quota comprende:

  • Voli di linea intercontinentali Roma – Xiamen (andata) e Ghengdu – Roma , con scalo. Franchigia bagaglio 23 kg
  • Volo interno XIAMEN – GUIYANG in classe economica
  • Treno prima  classe CONGJIANG – CHONGQING
  • Guida accompagnatore locale parlante italiano per tutta la durata del tour
  • Guide locali i
  • Sistemazione in hotel 4**** e 3***
  • Pensione completa
  • 1 bicchiere di soft drink o birra locale per pax ad ogni pasto
  • Tutti i trasferimenti da/per aeroporto/stazione nelle varie località
  • Tutte le escursioni previste nel programma
  • Tutti gli ingressi nei siti indicati
  • Assicurazione annullamento e spese mediche (massimale 50.000,00), bagaglio    massimale 1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO  copre intero valore del tour.

La quota non comprende:

  • Tasse aereoportuali  pari a euro 485,00 (soggette a riconferma sino emissione dei biglietti aerei)
  • Pasti ed altre bevande non menzionate nel programma
  • Le mance (pari a circa 80,00 euro p.p. per tutto il viaggio)
  • Spese personali
  • Tutto quanto non specificato sotto la voce “La quota comprende”

Documenti :Passaporto con validità residua minimo 6 mesi dalla data di partenza.Alla data di pubblicazione questo itinerario,non è richiesto visto ingresso in Cina,eventuali aggiornamenti saranno comunicati tempestivamente.

Scelta del posto a bordo dell’aereo:  

I voli sono previsti in una specifica classe di prenotazione. Nel caso sia consentita una preassegnazione gratuita del posto da parte del vettore aereo, la preassegnazione verrà effettuata automaticamente all’emissione del biglietto.

Eventuali preferenze sull’assegnazione del posto ci devono pervenire al momento della conferma del viaggio.

Ricordiamo che con alcune compagnie, la preassegnazione del posto è a pagamento e che la preassegnazione di posti speciali (es. uscita di sicurezza…) è soggetta a restrizioni.

Eventuali modifiche sui posti preassegnati vanno richieste direttamente al banco di accettazione del volo.

I posti preassegnati possono subire cambi per esigenze aereoportuali e nessuna pretesa, reclamo o rimborso può essere avanzato se non verranno assegnati i posti prescelti; nel caso di cambi di posti precedentemente pagati, potrà essere richiesto il rimborso dell’importo pagato.

L’assegnazione del posto specifico verrà convalidata solo al momento del check-in sulla carta d’imbarco.

 




Filippine ponte 22 aprile 3 maggio

Un lungo ponte…poche ferie tanti giorni di festa… 22 aprile  e 3 maggio…

Alla scoperta del Paradiso Terrestre: le Filippine

Filippine sono pace, cordialità, ospitalità, tranquillità e allegria. Non perdete l’opportunità di visitare questo Paese unico e vero, dove il sorriso della gente arriva dal cuore.

Scoperto da Magellano e fortemente influenzato dai 350 anni di dominazione spagnola, l’arcipelago conta oggi circa 100 milioni di persone ed è il 12° Paese più popoloso al mondo. Gli abitanti sono accoglienti e spensierati, capirete subito perché questa destinazione venga definita “l’Asia che sorride”. E’ a nostro parere il paese più colorato e divertente dell’Asia, sebbene non sia forse il più conosciuto. Una parte importante della bellezza del paese è costituita dalle sue persone: ai filippini piace sorridere, ballare e cantare, rendendo questi aspetti parte integrante del loro stile di vita.

Un viaggio nelle Filippine non riguarda solo il mare!Vedrete qualcosa di davvero unico, le straordinarie risaie terrazzate di Banaue. Questo stupendo paesaggio (patrimonio UNESCO) è stato scavato a mano più di 2000 anni fa e tuttora si conserva come metodo agricolo sostenibile, ospitando inoltre l’interessante cultura Ifugao.ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO Fra le montagne della Philippine Cordillera,nelle vicinanze ammirerete le misteriose e inquietanti “bare appese” di Sagada

 Le terrazze di Banaue, già dichiarate Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, sono state candidate come Ottava Meraviglia del Mondo. 

Spostandoci a ovest, incontriamo l’Arcipelago di Palawan composto da 1.788 isole con spiagge immacolate, rocce scultoree, caverne, laghi sotterranei e un reef corallino unico. Il suggestivo Parco Marino di Tubbataha Reef – che racchiude la maggiore densità di specie marine al mondo – e il fiume sotterraneo navigabile di Saint Paul – che nasce dalle montagne e sfocia nel mare senza mai uscire all’aria aperta, nominato anche tra le 7 Meraviglie del Mondo Naturale – sono entrambi Patrimoni dell’UNESCO. Da non perdere anche il Parco Marino di El Nido, dove troneggiano incantevoli montagne che si gettano in un mare cristallino ricco di pesci.Noi si dorme nel parco…nel resort piu’ esclusivo.

Le Filippine offrono un vero mosaico di paesaggi: montagne, giungle, fiumi, piscine solforose, cascate vertiginose, spiagge, vulcani

SONO PREVISTE PARTENZE DA TUTTA ITALIA

 

1°giorno 22 aprile-: Roma – Manila

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto disbrigo delle pratiche di imbarco e partenza con volo di linea per Manila con scalo,pasti e pernottamento a bordo. Il volo prevede la coincidenza per Manila il 23 aprile in serata.

2° giorno 23 aprile: Arrivo a Manila

Arrivo a Manila dopo la mezzanotte del 23 aprile (già 24 aprile) e dopo operazioni di dogana e visto trasferimento in hotel.

Situata sulla baia di Manila nel Mar Cinese Meridionale e tagliata in due dal fiume Pasig, la capitale delle Filippine è allo stesso tempo antica e moderna, sfarzosa e povera. Molto visitata è la zona cinta da mura, chiamata Intramuros. Capitale durante la dominazione spagnola, Intramuros ha conservato i vecchi torrioni e le vecchie polveriere e aggiunto gallerie d’arte e teatri. Manila nacque nel XVI secolo da una colonia musulmana chiamata May Nilad sulle rive del fiume Pasig nella sede del governo coloniale spagnolo che controllò le Filippine per 333 anni. Nel 1898 gli Stati Uniti occuparono e presero il controllo dell’arcipelago fino al 1935 e Manila divenne una delle più note città dell’oriente. Nel 1975, per gestire meglio quanto avveniva nella regione in rapido sviluppo, la città di Manila e i paesi e città nei dintorni vennero incorporati in un’entità indipendente, Manila Metropolitana. Questo venne stabilito l’8 novembre 1975 mediante il decreto presidenziale numero 824 dal precedente presidente Ferdinand Marcos che creava la “Metropolitan Manila Commission”, diventata poi la “Metro Manila Development Authority”.

3° giorno 24 aprile  : Manila – Laoag-Vigan

Trasferimento in aereoporto per il volo nazionale diretto a Laoag   delle ore 11.25  con arrivo alle 12.40. .Partenza per Vigan, capitale della provincia Ilocos Sur è stata inserita da poco nella lista delle migliori città del mondo moderno. La città di Vigan infatti interamente aggiunta fra l’altro alla lista del Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO non è cambiata più di tanto dal XVI secolo in poi. Si tratta infatti dell’unica cittadina delle Filippine ad avere così tanti siti storici intatti (180 edifici catalogati): L’UNESCO descrive Vigan come il risultato di una fusione unica di architettura e costruzioni asiatiche con l’architettura e la pianificazione coloniale, e un esempio eccezionalmente intatto e ben preservato di una città commerciale europea nell’Est e Sud-Est Asiatico. Visita Malacanang del nord ,visita Chiesa  Paoay . In serata luci delle fontane e sound show. Arrivo in hotel cena e pernottamento.

 

4°  giorno 25 aprile  :Vigan-Sagada

Prima colazione in hotel.Visita della cittadina. Faremo una passeggiata in calesse trainato da cavalli , e un tour a piedi del villaggio ,con  strade acciottolate e le case ancestrali costruite durante il 18 ° e 19 ° secolo.

Passeggiando fra le vie della città, in particolare nella celebre Calle Crisologo, fra antichi edifici, negozi di antiquariato e calesse, vi troverete in una particolare e romantica dimensione dove respirerete la storia e l’incontro fra le culture che ha formato il paesaggio di questa città. Vigan era già zona di intensi scambi internazionali, in particolare con la non lontana Cina. Sotto gli spagnoli nel XVI secolo, divenne un vero e proprio pezzetto di Spagna orientale. Ed è cambiata poco, un gran numero di case sono ancora preservate e sono diventate dei musei che mostrano come si viveva 5 secoli fà. Anchevdiverse chiese sono ben conservate e mostrano il lampante legame fra cultura e religione che tuttora pervade le Filippine. Anche un altro sito UNESCO si trova nelle vicinanze, la chiesa Nuestra Señora de la Asuncion, localizzata in cima a una collina e raggiungibile con 82 scalini nella cittadina di Santa Maria. Questa chiesa fa parte del complesso di chiese barocche filippine dichiarate Patrimonio mondiale dell’Umanità grazie alla loro interessante fusione fra stile spagnolo e asiatico. Vigan è anche una località nota per i suoi piccoli mercati e negozi, dove c’è la possibilità di trovare buoni prezzi per i manufatti locali. Vigan una tappa immancabile per chi vuole scoprire le città più belle del mondo e la cultura locale. Visita Bessang Pass. Dopo il pranzo in ristorante locale,partenza in direzione di  Sagada dove all’arrivo sarà servita la cena.Pernottamento.

 

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5° giorno 26 aprile: Sagada-Banaue

Dopo la prima colazione  esplorazione di  Sagada,  un altro luogo molto interessante che dimostra che i viaggi nelle Filippine hanno molto da offrire anche a chi ama di più la montagna, o anche solo a chi vuole vedere entrambi i lati del paese. Sagada è una piccola e accogliente cittadina, sviluppatasi principalmente lungo una strada. l’attrazione principale è probabilmente quella dei cosiddetti “hanging coffins” (letteralmente “bare appese). Si tratta di una straordinaria tradizione funeraria tuttora in uso che può essere osservata nella locale Echo Valley (Valle dell’Eco). Altre interessanti attrazioni locali sono le alte cascate locali e la possibilità di osservare l’alba dall’alto sopra le nuvole. Qui potete avere una vista emozionante dei primi raggi del sole che illuminano le bellissime risaie terrazzate visibili a valle.Durante il percorso visita all’interessante museo di Bontoc,dove potrete avere l’idea e capire cosa significano ancora le tradizioni antiche delle tribu’ che vivono in questa zona.Dopo il pranzo ci trasferiremo a Banaue e se il tempo a nostra disposizione lo consente,visita alle cave di Sumaguing.Arrivo in hotel cena e pernottamento.

 6° giorno 27 aprile : Banaue  e dintorni

 

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Dopo la prima colazione visita ai dintorni di  Banaue.Cinque dei siti intorno alla cittadina di Banaue sono patrimonio UNESCO: le risaie terrazzate di Batad, Bangaan, Mayoyao, Hungduan and Nagacadan. Questo meraviglioso paesaggio ha ben 2000 anni ed è composto da un complesso sistema di terrazzamenti, scavati e costruiti dagli indigeni e rinnovati negli anni, dove un sistema idrico (costruito manualmente!) provvede all’irrigazione delle risaie. Un panorama maestoso, che potrete ammirare. Tutto questo a 1500 metri di altezza. Si tratta di una sorprendente fusione fra natura e azione umana, che dà vita a una speciale geografia estesa per più di 10000 chilometri quadrati. La spettacolarità di questi luoghi ha fatto sì che essi vengano indicati spesso come “L’ottava meraviglia del mondo”. Questa area agricola è popolata da indigeni con i quali è facile interagire e conoscere le loro tradizioni e i loro costumi. La cultura locale “Igorot” è un’altra interessante tessera nel variegato mosaico dei gruppi etnici e delle tradizioni delle Filippine. Il riso è ancora il principale ingrediente dei pasti filippini e questo spettacolare paesaggio dimostra come le abitudini alimentari possano essere un fattore di grande modifica dell’ambiente.Recentemente, sono stati realizzati alcuni piani per contrastare l’erosione dei terrazzamenti e tutelare quest’area sia da un punto di vista agricolo che turistico. Il piano per la conservazione delle risaie ha avuto successo, infatti nel 2012 l’area è stata tolta dalla lista dei beni UNESCO in pericolo. Essendo un’area patrimonio mondiale dell’umanità, il turismo può essere anche d’aiuto per il mantenimento della bellezza di questo quasi incredibile ecosistema. Nominate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995.Dopo il pranzo ci si muove ii direzione di Hapao per vedere delle risaie terrazzate con la particolarità dei muri e camminamenti a sassi. Hapao si trova dall’ altra parte della valle. Le tipiche case della tribù Ifugao, le quali hanno la caratteristica di essere rialzate da terra e costruite con pregiato legno.Rientro in hotel per la cena e pernottamento.

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 7° giorno 28 aprile :Banaue-Manila

Dopo la prima colazione trasferimento a Manila,una giornata di trasferimento ma con piacevoli soste lungo il percorso, Visita  Dalton Pass. e Chiesa di San Guillermo. Arrivo a Manila sistemazione in hotel. tr

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8° giorno 29 aprile:  Manila – El Nido:Mini loc

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Dopo la prima colazione trasferimento in aereoporto per imbarco volo diretto a Palawan.Arrivo e trasferimento in barca privata sull’isola ,El Nido.Uno dei posti da visitare assolutamente nelle Filippine è El Nido, una provincia nella parte settentrionale dell’isola di Palawan. La cittadina in sè, piccolissima, una meraviglia di El Nido è il favoloso arcipelago di Bacuit, che oltre alle tante isole di pietra calcarea nera offre spiagge bianche di una lucentezza abbagliante, lagune spettacolari e fondali marini che assomigliano a veri e propri giardini subacquei.In Esclusiva i Viaggi di Giorgio Vi faranno pernottare nel miglior Resort di quest’aerea del mondo,il Mini Loc.propio dentro la laguna,dove altri avventori vengono tutti i giorni da El Nido o resort vicini,compiendo circa 2 ore di barca in andata e 2 ore al ritorno,mentre Voi ci dormite dentro…e non diciamo delle altre emozioni e soprese RISERVATE al nostro gruppo.Trattamento di All inclusive.

 

9° giorno 30 aprile :El Nido

Intera giornata dedicata al relax ,alle escursioni(molte in barca sono incluse).

Cena e pernottamento in hotel.

10° giorno 1 maggio :El Nido

Intera giornata dedicata al relax ,alle escursioni(molte in barca sono incluse).

Cena e pernottamento in hotel.

11° giorno 2 maggio: El Nido -Manila

Prima colazione e ancora  tempo per godere di questo paradiso terrestre. Nel primo pomeriggio trasferimento in aeroporto e volo da El Nido a Manila. Trasferimento in hotel e pernottamento.

 

12° giorno 3 maggio : Manila-Italia

Trasferimento in aereoporto e operazioni imbarco volo di rientro in Italia,volo con scalo.

Arrivo in serata e fine dei servizi.

 

 




FESTA DI S. EFISIO – CAGLIARI

LA FESTA

Ogni anno, dal primo al quattro di maggio, la festa di Sant’Efisio riunisce i fedeli, gli abiti tradizionali e i colori di tutta la Sardegna in una processione commovente e grandiosa. Parte dalle stradine di Stampace, nel centro di Cagliari, gremite di folla e trasformate in un tappeto di petali di fiori, per arrivare alla spiaggia di Nora e quindi tornare alla chiesetta da cui è partita. È un lunghissimo pellegrinaggio con migliaia di devoti venuti da ogni parte dell’Isola, che sfilano a piedi, a cavallo o sulle tracas, i carri trainati dai buoi e ornati di fiori e frutta. Non è solo la più grande manifestazione
religiosa, della cultura e dell’identità della Sardegna: è soprattutto una Promessa solenne fatta l’11 luglio 1652 dalla città al suo protettore.
Da allora è sempre stata onorata, ogni primavera, per più di 350 anni, con profonda devozione e gratitudine sincera.

LA STORIA

Nel 1652 in Sardegna infuriava la peste. Le autorità cittadine chiesero aiuto con un Voto solenne a Sant’Efisio martire. Era un militare romano che, appena prima di essere giustiziato per la sua fede, aveva promesso di proteggere per sempre Cagliari e i suoi cittadini. Con il Voto, la città si impegnava a portare ogni anno la statua del Santo in processione, dal luogo in cui Sant’Efisio era stato incarcerato, nel quartiere di Stampace, fino alla spiaggia di Nora, a occidente sul golfo, dove aveva subìto il martirio. La peste finì. Da allora Cagliari ogni anno scioglie il suo Voto. Dall’anno della peste il Santo è stato invocato molte volte e, nella salvezza, i cittadini di Cagliari hanno sempre visto il suo intervento. Perché Sant’Efisio e la città sono legati indissolubilmente: dall’amore, dalla venerazione e dalle reciproche promesse, intrecciate e rispettate da secoli.

1° Giorno: Roma – Cagliari

Incontro dei partecipanti presso l’ aeroporto di Roma Fiumicino e partenza per CAGLIARI.

Scorci di quartieri storici con vista sul mare, vie dello shopping e terrazze panoramiche, tra cui l’inimitabile bastione di Santa Croce, dove trascorrere romantiche serate dopo tramonti infuocati. Cagliari è la città principale e più popolosa dell’Isola, al centro di un’area metropolitana di 430 mila abitanti. Custodisce nei quattro quartieri storici vicende millenarie che vanno dalla preistoria al governo sabaudo. Il quartiere Castello sorge sul colle più alto, caratterizzato da antichi bastioni, oggi terrazze in cui si anima la movida, e da pittoresche stradine su cui si affacciano dimore nobiliari: Palazzo Regio e Palazzo di Città, oltre alla cattedrale di santa Maria. Di grande fascino sono le torri medievali di ingresso al castello, dell’Elefante e di san Pancrazio. Villanova è collegata a Castello dalla scalinata del bastione di saint Remy: ogni anno a Pasqua nel quartiere si respira un’aria di appassionata devozione durante la Settimana Santa, tutto l’anno, invece, ti accoglie nelle sue eleganti boutique e fra i suoi tesori: chiostro di san Domenico, chiesa di san Saturnino e basilica di Nostra Signora di Bonaria, tempio cristiano della Sardegna.

 

Ai piedi del Castello scenderai alla Marina, che ti rimarrà impressa per gli splendidi edifici e i portici di via Roma, compreso il Palazzo Civico. Nata per accogliere pescatori e mercanti, è simbolo di una città multietnica. Nel quartiere troverai la chiesa di sant’Eulalia, con preziosi resti di epoca romana. Mentre l’altro quartiere storico di Stampace si colora ogni primo maggio per la Festa di sant’Efisio, appuntamento atteso da tutta l’Isola. Tra le sue strette stradine c’è la chiesa barocca di sant’Anna. A pochi passi dal centro storico, non perdere l’Anfiteatro, una delle maggiori testimonianze romane della Sardegna, e l’Orto Botanico, oasi verde nel centro città. Fuori dal centro città, ammirerai castello di san Michele e Tuvixeddu, la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo (VI-III secolo a.C.). Alla fine del tour culturale, potrai immergerti nelle mille attrazioni naturalistiche: la laguna di Cagliari, il parco di Molentargius-Saline, da percorrere in mountain bike osservando il volo dei fenicotteri rosa, e il mare. Fai un tuffo al Poetto, spiaggia cittadina di morbida sabbia lunga otto chilometri fiancheggiati da percorso pedonale e pista ciclabile. Splendida anche di notte, quando rivela il suo lato glamour. Dal Poetto puoi partire in escursione verso Calamosca e la Sella del diavolo. Infine gusta le prelibatezze: gli spaghetti con bottarga e carciofi, la burrida, a base di gattuccio di mare e noci, e la fregula con cocciula, palline di semola con le vongole.

 

 

Nel pomeriggio visita al Museo Archeologico

Si trova nell’antico quartiere di Castello, all’interno della Cittadella dei Musei realizzata tra il 1956 e il 1979 con il recupero del regio Arsenale e delle mura medievali su progetto degli architetti Libero Cecchini e Piero Gazzola.

È il più importante museo archeologico della Sardegna con oltre 4000 oggetti che raccontano una storia lunga quasi 7000 anni, dalla Preistoria all’Alto Medioevo, dalle dee madri neolitiche ai bronzi nuragici, dai gioielli fenici e punici alla statuaria romana per arrivare agli oggetti di culto di epoca bizantina.

Visita alla Pinacoteca Nazionale

 

situata all’interno del complesso museale della Cittadella dei Musei, nasce sulla preesistente struttura del Regio Arsenale.

Dopo essere stata ospitata fin dalla fine dell’Ottocento nel Palazzo delle Seziate nella vicina Piazza Indipendenza e, per più di un secolo, chiusa al pubblico, ha trovato la sua definitiva collocazione nell’attuale sede inaugurata nel 1992.

Dal punto di vista architettonico l’edificio rappresenta un interessante connubio tra le antiche mura spagnole, progettate da Rocco Capellino ed ampliate da Giorgio e Jacopo Palearo nel XVI secolo, e l’attuale assetto razionalista moderno che perfettamente si inserisce all’interno dello suggestivo quartiere medievale di “Castello”.

La sua felice ubicazione offre al visitatore un’incantevole veduta panoramica della città di Cagliari.

Il primo nucleo della collezione pittorica si formò nel XIX secolo quando, a seguito della soppressione degli enti ecclesiastici nel 1866 e della distruzione nel 1875 della chiesa cagliaritana di S. Francesco di Stampace, confluirono nel patrimonio dello Stato numerosi dipinti. All’inizio del Novecento nuove acquisizioni e donazioni hanno arricchito la Pinacoteca di una interessante e bella collezione etnografica (tessuti, splendidi gioielli sardi, arredi, ceramiche e armi), che viene esposta a rotazione. Dal 1919, inoltre, fa parte della collezione uno straordinario acquamanile a forma di volatile, realizzato nel XII secolo da un artista di cultura bizantina, raro pezzo di scultura bronzea simile, per fattura e decorazione, all’esemplare “gemello” del Museo del Louvre.

Cena e pernottamento.

 

2° Giorno: Processione Sant’Efisio

Dopo la prima colazione, partecipazione alla processione in onore di S. Efisio.

 

LA PROCESSIONE:

Per tutto l’anno ci si prepara alla festa. In ogni paese della Sardegna i devoti dedicano ogni cura agli abiti tradizionali, spesso antichi e preziosi,
tramandati per generazioni. Cavalli e cavalieri si esercitano a sfilare in parata, i conducenti preparano i giganteschi e pazienti buoi alla fatica di trainare le tracas, i carri decorati di fiori che precederanno il cocchio dorato del Santo. La mattina del primo di maggio la carrozza esce nella piazzetta, dove lo aspettano, con le corna adorne di pannocchie di fiori, i due buoi scelti per trainarlo. Le strade sono coperte dall’arramadura: un coloratissimo e profumato tappeto di petali ed essenze odorose. Tutta la processione prepara il passaggio di Sant’Efisio: prima di lui sfilano i fedeli in abito tradizionale, le tracas, le confraternite religiose, i miliziani a cavallo con le antiche divise dalla giubba rossa.

 

 

Cavalcando in frac e cilindro accompagna il Santo anche l’Alter Nos: colui che è delegato a rappresentare il sindaco e tutta la città. Davanti al
Municipio Sant’Efisio si ferma a ricevere l’omaggio della comunità, mentre suonano a festa le campane delle chiese e le sirene delle navi in porto.
È forse il momento più suggestivo, quello in cui è tangibile la profonda partecipazione che accompagna questa giornata, ma è solo l’inizio del lungo
pellegrinaggio fino alla spiaggia di Nora. Il Santo passa in un cocchio più semplice, quindi fa tappa per la notte e arriva al luogo del suo martirio solo il
giorno successivo. Lo aspettano due giorni di celebrazioni, poi il lungo ritorno.
Il quattro di maggio il rientro in città nella notte, insieme ai miliziani e ai tantissimi fedeli, è emozionante come un sogno.

Cena e pernottamento.

 

3° Giorno: Sant’Antioco

Trasferimento a SANT’ANTIOCO che si affaccia nel bellissimo Golfo di Palmas.

Sant’Antioco è l’isola del sulcis situata a sud ovest della Sardegna. Vanta un mare incontaminato, paesaggi di altissimo livello. Ideale per le vacanze estive e non solo. Molti luoghi di interesse storico e paesaggistico ne fanno una meta ideale per chi ami la bellezza e la natura.

Porticciolo, case colorate e ristoranti che inebriano l’aria di invitanti profumi: è l’anima di mare di Sant’Antioco. La rinomata cittadina dell’arcipelago del Sulcis, popolata da undicimila residenti e decine di migliaia di visitatori in estate, è il centro principale della maggiore isola della Sardegna, cui è collegata da un istmo artificiale, costruito forse dai punici e perfezionato dai romani. In origine fu Sulky, fondata dai fenici, poi conquistata dai cartaginesi. Ne rimangono tophet e necropoli (V-III secolo a.C.) che occupa l’intero colle della basilica e su cui sorsero la necropoli romana e poi un cimitero di catacombe, unico in Sardegna.

Il nome di isola e città deriva dal patrono della Sardegna, martire africano esiliato nell’Isola, cui è dedicata la basilica di sant’Antioco.

Le coste, alte e frastagliate a sud con falesie di trachite scura, più sabbiose a nord, hanno fondali ideali per immersioni.

 

Visita guidata al Museo Etnografico 

 

 

L’esposizione del museo ETNOGRAFICO è articolata in due ambienti, una parte coperta “su magasinu” e un grande cortile, tipica del Sulcis.
L’ambiente al coperto ripropone la tipologia del classico “medau” sulcitano, all’interno del quale trovano posto gli attrezzi per lo svolgimento dei vari lavori divisi in sezioni.
Molto interessante la sezione casearia, con gli utensili necessari alla raccolta del latte e alla successiva trasformazione in formaggio;
da apprezzare la sezione riservata alla panificazione, che viene presentata nelle sue diverse e complesse fasi, ponendo così in evidenza la centralità del ruolo della donna nella società agropastorale.
Segue la sezione degli attrezzi ad uso agricolo che testimonia la vocazione cerealicola sulcitana;
un cenno a parte merita la sezione dedicata al lavoro della vite, con gli attrezzi necessari alla potatura, al trattamento antiparassitario, alla raccolta dell’uva, alle diverse fasi della vinificazione.
Altro importante angolo del Museo Etnografico è quello dedicato alla palma nana (Chamaerops humilis) e a tutte le fasi della sua lavorazione. Sono infatti esposte scope, corde, borse, pennelli, vari tipi di intrecci. Dalle foglie essiccate di tale pianta si ottenevano tutti questi oggetti.
Di eccezionale importanza il settore riservato al raro bisso marino, conosciuto anche come “seta di mare”, ed alla PINNA NOBILIS, il grosso bivalve dal quale veniva appunto ricavato il bisso. Dalle notizie riportate nella Bibbia sino alla scuola di tessitura di Italo Diana che negli anni 30 del Novecento ridiede vigore ad un’attività artigianale in quegli anni sopravvissuta nelle famiglie Antiochensi.
All’esterno, sotto la “lolla”, si trovano gli attrezzi relativi ai mestieri collaterali, quali il bottaio (su buttaiu), il falegname (su maistu ‘e linna), il fabbro (su ferreri).

 

 

Visita al villaggio ipogeo

Il Villaggio ipogeo è una sezione della necropoli punica di Sulky, antico nome fenicio – punico di Sant’Antioco. A partire dal Settecento, con il ripopolamento dell’isola di Sant’Antioco, numerose tombe puniche furono utilizzate come abitazioni ( is gruttas) dalle classi più povere del paese ( is gruttaius) .

         

Tra le necropoli di eta’ punica in Sardegna, attualmente quella di Sulcis, e’ la piu’ importante per la vastita’ dell’impianto funerario, per la complessita’ architettonica e per i reperti archeologici rinvenuti nelle tombe durante gli scavi. La sezione attualmente visibile e’ stata utilizzata tra la fine del VI e la fine del III sec. a.C. cioe’ durante il periodo che corrisponde alla conquista cartaginese della Sardegna. L’estensione originaria della necropoli era di oltre sei ettari e considerando che in media ogni tomba occupava quaranta metri quadrati si puo’ valutare che il numero di ipogei fosse di circa millecinquecento.

 

È il motivo per cui gli antiochensi erano definiti gruttaiusu (grottai): come Cagliari, Matera e altre città con tombe ipogee scavate nel tufo (generalmente tra il VI e il III sec. a. C.), anche a Sant’Antioco le famiglie meno abbienti si erano ricavate un’umile dimora all’interno delle grotte, dalla fine del ‘700 fino agli anni ’70 del ‘900. Oggi all’interno di alcune di queste è possibile vedere com’erano arredate.

 

 

 

Visita al fortino sabaudo

Il forte sabaudo, conosciuto anche col nome di “guardia de su Pisu” oppure “il castello” domina da una collina alta 60 mt. l’abitato di Sant’Antioco, e’ una piccola costruzione di 270 mq., edificato nel 1812, su una preesistente struttura punica, a protezione della cittadina dalle incursioni barbaresche, una garitta a piu’ feritoie controllava l’ingresso e permetteva il controllo di un vasto tratto di mare. Nel 1815, in occasione dell’ultima incursione in Sardegna dei pirati tunisini, fu teatro di una sanguinosa battaglia, in seguito alla quale il comandante della guarnigione, Efisio Melis Alagna, dopo una valorosa ed eroica resistenza fu ucciso dai barbareschi. Almeno cinque abitanti di Sant’Antioco furono fatti prigionieri e portati a Tunisi in attesa del riscatto.

Qui accadde un fatto di importanza Europea, a seguito del quale cessarono le incursioni navali dei pirati barbareschi in tutto il Mediterraneo e cessò quindi la vendita di schiavi di pelle bianca

Visita alla basilica e catacombe di Sant’Antioco,

 

 

La chiesa è dedicata a Sant’Antioco Martire, patrono dell’isola e dell’intera Sardegna.
Un’antica tradizione ritiene che fosse un medico originario della Mauretania, corrispondente alle attuali Algeria e Marocco, vissuto all’epoca dell’imperatore Adriano, educato alla fede cristiana dalla madre, Santa Rosa.

 

Le catacombe sulcitane, uniche in Sardegna, hanno riutilizzato preesistenti ipogei punici, collegandoli fra loro per creare un cimitero comunitario, secondo la prassi cristiana.
Sono attestate tutte le tipologie sepolcrali tipiche dei cimiteri ipogei dell’epoca antica.
I defunti erano deposti in semplici loculi, o in fosse terragne (formae), cassoni in pietra, ma anche in arcosoli. Una tomba “a baldacchino” è nell’ambiente denominato “camera del santo”, forse proprio la spelonca in cui Antioco sarebbe spirato. Si conserva una pietra che la tradizione popolare chiama “cuscino del santo”.

 

 

Nel pomeriggio visita al museo archeologico e area Tophet

Il museo conserva ed espone al suo interno un’ampia gamma di reperti provenienti dall’isola di Sant’Antioco.


Gran parte della collezione si riferisce all’importante insediamento urbano sorto sulle sponde orientali dell’isola al principio dell’VIII sec. a.C. e conosciuto con il nome di Sulky o Sulci, caposaldo portuale del distretto territoriale della Sardegna sud-occidentale che, insieme al comparto metallifero dell’Iglesiente, costituisce la sub-regione del Sulcis-Iglesiente.

Il percorso museale segue un criterio topografico e cronologico incentrato sulle tre componenti principali dell’insediamento urbano sin dalle sue origini: l’abitato, le necropoli e il tofet.

All’estremità settentrionale della cittadina di Sant’Antioco, in posizione periferica rispetto all’abitato fenicio, si trova il tofet, una particolare tipologia di santuario cittadino di matrice culturale fenicia. La località conserva ancora oggi il nome di “Sa guardia ‘e is pingiadas” (la guardia delle pentole), reminiscenza popolare della presenza di numerosi contenitori in ceramica che spesso emergevano nella zona. Il termine tofet viene comunemente utilizzato per identificare una particolare tipologia di santuario diffusa nelle città fenicie e puniche del Mediterraneo centrale. Il tofet è un’area sacra a cielo aperto, posta in posizione periferica rispetto all’abitato e dotata di recinti, altari o sacelli.

Sulla roccia naturale o sul terreno venivano deposte le urne contenenti le ceneri di bambini mai nati o deceduti prematuramente, i quali venivano cremati e spesso accompagnati da un’offerta funeraria, perlopiù agnelli e volatili anch’essi incinerati. Il tofet costituiva un’area sacra e funeraria dedicata a coloro che non possedevano ancora un’identità sociale definita e pertanto venivano riconsegnati alla divinità poiché bisognosi di particolari protezioni e rituali. In una fase avanzata della vita del santuario iniziarono ad essere deposti, accanto alle urne, alcuni votivi litici: le stele.

 

 

 

a seguire tour dell’isola e visita al complesso nuragico di “Grutt’i acqua”: imponente complesso nuragico abbarbicato su un’altura che domina l’ampia e fertile pianura, sono visibili crolli di capanne dell’antico villaggio, mentre poco a valle si trova l’antica vena sorgiva, racchiusa in un tempio a pozzo dove in particolari occasioni venivano celebrati i riti sacri. Immerso in una lussureggiante vegetazione dove sono presenti tutte le specie appartenenti alla macchia mediterranea. Poco distante, verso la località denominata “SU NIU ‘E SU CROBU” e’ possibile ammirare una delle varie “tombe dei giganti” presenti nell’isola di Sant’Antioco. Questa conserva ancora integro lo sviluppo planimetrico, riproducente il classico impianto a protome taurina, tipico della cultura nuragica.

Cena e pernottamento.

4° giorno

Prima colazione in Hotel

visita a BARUMINI del complesso nuragico e  del polo museale “Casa Zapata”, una meravigliosa e complessa residenza fatta erigere dall’antica e nobile famiglia aragonese degli Zapata a partire dalla fine del XVI secolo. I membri di questa famiglia giunsero in Sardegna nel 1323 al seguito dell’Infante Alfonso che si preparava alla conquista dell’isola, si stabilirono, quindi, a Cagliari (una delle Città Reali) e nel 1541 acquistarono la Baronia di Las Plassas, Barumini e Villanovafranca, divenendone signori e poi baroni, e arrivando ad amministrarla fino alla soppressione del regime feudale. Tra i diversi edifici che costituiscono la residenza si distinguono: uno splendido palazzo, con elegante giardino annesso, Sede Baronale e dimora del feudatario, e altri due corpi murari di pertinenza agricola, utilizzati come magazzini, stalle e casa del fattore aperti su una grande corte che consentiva il libero movimento di uomini, merci e animali. Innanzi a “Casa Zapata” è ubicata la Parrocchia della Beata Vergine Immacolata, la cui costruzione fu probabilmente commissionata dalla stessa nobile famiglia aragonese.
Oggi la residenza spagnola è sede del cosiddetto Polo Museale “Casa Zapata”.

 

 

 

 

 

 

Nel pomeriggio visita a LACONI del castello medievale nel parco Aymerich

Tra piante esotiche e l’incanto della flora locale, il Castello Aymerich a Laconi è immerso nel parco naturalistico che porta lo stesso nome.

Si tratta di un angolo naturale raro in Sardegna, una regione temprata dal sole, dove solo pochi paesi possono vantare abbondanza d’acqua in ogni periodo dell’anno.

Il Castello Aymerich sorge su un tacco calcareo di circa 500 metri che apparteneva al territorio giudicale di Arborea. In questo periodo storico, il borgo aveva ancora il nome di Villa de Lacon, in omaggio alla famiglia nobile che qui aveva numerose terre e interessi economici.

 

 

Al termine della visita trasferimento in aeroporto e fine dei servizi.

 

 

La quota comprende:

  • Sistemazione in Hotel 3*** in camera doppia
  • Volo andata e ritorno  in classe economica con franchigia bagaglio kg. 20
  • Trasferimento in BUS GT per tutta la durata del viaggio.
  • Guida-accompagnatore  locale per tutta la durata del viaggio
  • Ingressi ed entrate ai siti e monumenti previsti in programma
  •  Cene come da programma
  • Assicurazione medico bagaglio

La quota non comprende:

  • Tasse  aeroportuali soggette a riconferma sino emissione dei biglietti aerei 50,00.
  • Biglietto per sfilata S. Efisio Euro 20.00.
  • Pasti non menzionati
  • Extras di carattere personale ed escursioni facoltative
  • Mance per guida, autista, camerieri
  • Tutto quanto non espressamente incluso nella quota comprende
  • NB tariffa voli non garantita sino effettiva prenotazione