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Tour dei Balcani dell’Ovest

In Breve

Civiltà antica, risultato dell’intreccio tra le culture greca, bulgara, serba e albanese, esempio di convivenza fra le religioni cristiano ortodossa e islamica, conserva un tesoro dal fascino, il mistero e la bellezza a tratti imbarazzante: monasteri e castelli medievali, bazar turchi, chiese bizantine, moschee ottomane e inesauribili ricchezze archeologiche.

Attorno, un paese verde, una natura viva che dona panorami mozzafiato. Oltre il 7% del territorio macedone è protetto e tutelato. I numeri parlano chiaro: 3 parchi nazionali, 4 riserve naturali integrali, 3 paesaggi protetti e 33 aree dichiarate “monumenti naturali”.

Lontana dalle mete tradizionali del turismo di massa, il paese mantiene una piacevole genuinità ormai estinta in buona parte della vecchia Europa.

Questo è il viaggio per chi vuole andare alla scoperta dei Balcani occidentali. Per chi non vuole perdersi queste meraviglie ancora poco conosciute dal turismo, in un itinerario di 8 giorni che toccherà Macedonia , Kossovo, Montenegro e Croazia. Completo e ricco come solo I Viaggi di Giorgio sa fare!

In macchina nei Balcani: i percorsi da non perdere - Lonely Planet

 

Partenza: 25 Settembre - 02 Ottobre
Durata: 8 giorni 7 notti
Gruppo minimo: 15 persone
Costo per persona: in aggiornamento supplemento singola 250,00 euro
Prenotazioni entro: Sino ad esaurimento posti disponibili, con acconto di 80,00 euro 2° acconto entro il 25/08/2021 di 400,00 euro Saldo il giorno 08/09/2021

Il Programma di Viaggio

 1° Giorno:  ITALIA – Tirana- Ohrid

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto di Fiumicino, disbrigo delle pratiche di imbarco e volo di linea diretto per Tirana.

Arrivo e trasferimento in pullman al centro di Tirana per visitarla.

Purtroppo famosa per i tristi avvenimenti storici, i più recenti risalgono addirittura agli anni Novanta, l’Albania ancora oggi è testimone di quegli anni bui, anche se sorprende la capacità dimostrata dal suo popolo di ripartire e rinnovarsi. Tirana, la capitale del Paese, è proprio il simbolo di una rinascita e, a differenza di quello che tanti credono, non è solo ricca di attrazioni turistiche, ma offre al visitatore anche quartieri con ristoranti alla moda e locali per divertirsi. Città molto vivace, giovane e colorata è la prima tappa del nostro tour. Arrivati la prima cosa che vedremo è Piazza Scanderberg

piazza skanderbeg monument

Dominata dalla grande statua dedicata all’eroe albanese Scanderbeg che sconfisse gli Ottomani, questa piazza per molti anni è stata palcoscenico del regime comunista. Prima che venisse abbattuto dalla folla nel 1991, al suo fianco era presente anche il monumento dedicato al dittatore Enver Hoxha.

Sulla piazza affacciano anche alcuni palazzi istituzionali, come quello del municipio e di alcuni ministeri, le cui facciate sono dipinte con i colori ocra e bordeaux. Nella parte più alta c’è una fontana e l’acqua scivolando lungo i piani fa brillare i colori della pavimentazione in pietra. Nella parte orientale, invece, sorge il minareto di una delle moschee più antiche della città, ritenuta uno dei più importanti monumenti culturali, il che le ha risparmiato la distruzione ad opera del regime comunista alla fine degli anni Sessanta.

Qui prenderemo del tempo per un pranzo libero prima di proseguire per la Torre dell’Orologio poco distante dalla piazza.

albania torre dell orologio tempo 1

Considerata uno dei principali simboli della città, la Torre dell’Orologio, conosciuta anche come Kulla e Sahatit e visibile da quasi ovunque. La sua costruzione iniziata nel 1821 è terminata grazie all’aiuto economico offerto dalle famiglie più facoltose di Tirana. Fa parte infatti della tradizione musulmana l’usanza che prevede che le famiglie più ricche riservino la decima parte dei loro guadagni annuali al finanziamento di opere pubbliche o di beneficenza.

Ultima tappa visiteremo la Moschea Et’hem Bey

moschea di tirana

Considerato il luogo di culto islamico più bello di tutta l’Albania, la moschea Et’hem Bey risale al periodo 1794-1821 ed è uno degli edifici meglio conservati del Paese.

Caratterizzata da una tipica architettura ottomana, ha uno stile unico che si può ammirare nella torre e nella cupola, oltre che nei fini decori presenti all’esterno e all’interno, dove figurano rappresentazioni di paesaggi ed elementi naturali, inusuali nell’arte islamica. Durante il periodo comunista rimase chiusa per anni, per essere riaperta (senza autorizzazione), nel 1991, da una folla di persone “armate” di bandiere dell’Albania: questo gesto di protesta fu il preludio alla caduta del regime comunista.

Al termine riprenderemo il pullman per essere portati presso il nostro Hotel a Ohrid.

Cena e pernottamento.

 2° Giorno: OHRID

Colazione in hotel e partiamo subito alla scoperta di questa perla della Macedonia , Ohrid 

Conosciuta nel medioevo come la “Gerusalemme slava” – tanto che il viaggiatore ottomano Evlia Celebia sosteneva, nel XV secolo, che la città contasse 365 cappelle, una per ogni giorno dell’anno –, Ohrid, anche nota con il nome di Ocrida, fu centro culturale, religioso e artistico tra i più importanti dell’intera Penisola Balcanica e dell’Europa Slava.

Il centro storico di Ohrid è un sogno: case ottomane, stradine lastricate, chiesette ortodosse, piazzette nascoste e muretti a secco dove i gatti dormono tranquilli. Vale la pena prendersi un po’ di tempo per camminare tra le viuzze della città e ammirare ogni singolo dettaglio di questa meraviglia che, dal 1979, è parte della lista dei patrimoni dell’umanità Unesco.

Quando Ohrid fa da casa

Dopo una visita alla Casa Robevi, una maestosa abitazione in stile ottomano del XIX appartenente ad una delle famiglie più facoltose della Macedonia, oggi sede del Museo Nazionale, che vanta una prestigiosa collezione di reperti archeologici rinvenuti nell’area, e alla Cattedrale Sveta Sofja, al cui interno sono custoditi preziosi affreschi risalenti all’XI secolo, raggiungeremo la Chiesa di Sveti Jovan Kaneo. Sarà per la sacralità del posto (la chiesa è infatti dedicata a Giovanni di Patmos considerato da molti studiosi come l’apostolo Giovanni, autore del Libro della Rivelazione, l’ultimo libro del Nuovo Testamento), sarà per le meravigliose viste che regala sul lago, sarà per la foresta rigogliosa che la costeggia, ma è impossibile non lasciarsi sedurre dall’eleganza e dal fascino di questo luogo.

Chiesa di San Giovanni a Kaneo - Recensioni su St. Jovan Kaneo, Ohrid - Tripadvisor

Ohrid regala sorprese continue, così, dopo aver passato qualche minuto in totale contemplazione del Kaneo, e oltrepassata la fitta pineta collocata alle sue spalle, si raggiunge Plaošnik, l’area archeologica più estesa della Macedonia. Qui si tocca la storia con le mani: è nell’attuale Monastero di San Pantaleone che, infatti, San Clemente, discepolo dei Santi Cirillo e Metodio, inventori del glagolitico, il più antico alfabeto slavo mai conosciuto, inventò l’alfabeto cirillico attuale. Nessuno si aspetterebbe un tale concentrato di storia in una destinazione così sconosciuta alla maggior parte delle persone, invece Ohrid stupisce per le sue testimonianze culturali dal valore inestimabile.

Plaošnik is an archaeological site and holy place in Ohrid, The church was built by St.Clement in 893 year on the … | Building, Early christian, Archaeological site

Proseguiamo visitando l’Antico Teatro, che Fu costruito nel 200 a.C. ed è l’unico teatro di tipo ellenistico del paese, poiché gli altri tre a Scupi , Stobi e Heraklea Lynkestis sono di epoca romana . Non è chiaro quante persone sedessero nel teatro originale, poiché esiste ancora solo la sezione inferiore. Il teatro all’aperto ha una posizione perfetta: le due colline che lo circondano lo proteggono dai venti che potrebbero interferire con l’acustica durante le rappresentazioni.

In epoca romana il teatro veniva utilizzato anche per i combattimenti dei gladiatori. Tuttavia, poiché il teatro era anche un luogo di esecuzioni di cristiani da parte dei romani, si trasformò rapidamente in un luogo altamente sgradito alla gente del posto. Infatti, a causa di questa avversione, il teatro fu abbandonato e seppellito dai locali dopo la caduta dell’Impero Romano. Ciò ha permesso di preservare la maggior parte della struttura, per poi essere scoperta accidentalmente negli anni ’80. Vale a dire, durante i lavori di costruzione intorno ad alcune delle case della zona, sono emersi grandi blocchi di pietra con intagli del dio greco Dionisio e delle muse, che hanno portato gli archeologi a credere che un teatro greco ( Dioniso e le muse fossero legati allo spettacolo arti) doveva essere situato nelle vicinanze.

Immagini Stock - Fortezza Di Samuil è Una Fortezza Nella Città Vecchia, Ohrid, Macedonia Image 28105838.

Dopo di ciò ci dirigeremo alla Fortezza di Samuil che dall’alto domina tutta la città. Era la capitale del Primo impero bulgaro durante il regno dello zar Samuel della Bulgaria a cavallo dell’XI secolo. Oggi, questo monumento storico è stato pesantemente restaurato nel 2003 con l’aggiunta di merli completamente nuovi dove nessuno era sopravvissuto.

Secondo recenti scavi di archeologi macedoni, si è sostenuto che questa fortezza fosse stata costruita sul luogo di una precedente fortificazione, datata al IV secolo a.C., che fu probabilmente costruita dal re Filippo II di Macedonia.

Proseguiremo il nostro viaggio ammirando la vastità del Lago di Ohrid, una distesa d’acqua lunga 32 chilometri, per due terzi in territorio macedone e per un terzo in Albania , esso rappresenta una vera e propria meraviglia, un mare d’acqua limpidissima con un panorama mozzafiato.

Ci prenderemo del tempo per il nostro pranzo in ristorante, per proseguire nel pomeriggio con una crociera sul lago, a bordo di un battello tipico ove potremmo ammirare le bellezze della natura e panorami davvero unici, fino a raggiungere il Monastero di San Naum.

Monastero di san naum la chiesa e il monastero - Viaggi, vacanze e turismo: Turisti per Caso

Il monastero fu fondato nell’impero bulgaro nel 905 dallo stesso San Naum di Ohrid. Dal XVI secolo nel monastero era in funzione una scuola greca. L’area dove si trova il monastero di St Naum appartenne all’Albania per un breve periodo dal 1912 al 28 giugno 1925, quando Zogu d’Albania lo cedette alla Jugoslavia come risultato dei negoziati tra Albania e Jugoslavia e come gesto di buona volontà.

La chiesa centrale del monastero fù costruita nel IX secolo. San Naum è sepolto nella chiesa e la leggenda dice che se ci si piega sopra la sua tomba, si può sentire il suo battito cardiaco. Fino agli anni ’40, in questo monastero, si preparavano una grande quantità di focacce e pane. C’era una persona incaricata a regalare questo cibo agli affamati e alle persone che viaggiavano. Queste focacce venivano pressate con un sigillo riconoscibile e la gente le prendeva non solo per nutrirsi, ma anche come un amuleto o per buona fortuna.

Oggi, nel cortile di questo monastero, si possono vedere bellissimi pavoni, bianchi e blu, che contribuiscono all’atmosfera insolitamente tranquilla di questo luogo. Quelli bianchi sono anche conosciuti come uccelli del cielo e sono considerati come un simbolo del cristianesimo.

Al termine della nostra giornata faremo rientro in hotel per cena e pernottamento.

3° Giorno: OHRID- SKOPJE

Colazione e con le valige pronte partenza per Skopje.

Cosa vedere a Skopje in Macedonia

Skopje è la capitale della Repubblica di Macedonia, nel centro della penisola balcanica. Nel tempo, ha subito la dominazione romana, bizantina e ottomana. Il Ponte di pietra del XV secolo collega il Vecchio Bazar ottomano (Čaršija), sulla riva nord del Fiume Vardar, alla moderna Piazza Macedonia, che si trova a sud. La Fortezza di Skopje (Kale), affacciata sul fiume, ha rappresentato per secoli la difesa della città.

Ci fermeremo a visitare una Casa vinicola tipica del territorio dove potremmo consumare una degustazione di cibi e vini locali. Successivamente andremo a visitare la Chiesa di San Panteleimon a Gorno Nerezi , vicino Skopje . Questa è una piccola chiesa bizantina del XII secolo situata in un complesso monastico. La chiesa e il monastero sono dedicati a San Panteleimon , patrono dei medici. La chiesa fu costruita nel 1164 come fondazione di Alessio Angelo, figlio di Costantino Angelo .

10 cose da vedere a Skopje in Macedonia - eViaggi.info

La chiesa ha un nucleo cruciforme a cupola, tre absidi e un nartece rettangolare . È costruito con blocchi di pietra irregolari e mattoni incastonati in spessi strati di malta. Il complesso monastico circostante è racchiuso da mura.

Gli affreschi della chiesa sono famosi esempi di arte bizantina di epoca comnena , raffiguranti scene della Passione di Cristo e varie illustrazioni agiografiche. Composizioni simili appaiono nel monastero di Latomou a Salonicco . La chiesa fu danneggiata da un terremoto nel XVI secolo. Nel successivo restauro sono stati ridipinti alcuni affreschi della zona medio-alta. L’iconostasi originale in marmo è sopravvissuta al terremoto, ma ha perso la sua arte plastica decorativa.

In un altro tentativo di restauro nel 1885, la maggior parte degli affreschi del naos fu dipinta in modo piuttosto maldestro. Durante la pulitura del 1923, furono restaurati alcuni degli affreschi originali del XII secolo.

La colorazione, la composizione drammatica e la purezza dell’espressione mostrate negli affreschi sono eccezionali esempi di pittura monumentale medievale bizantina nel tardo XII secolo.

La decorazione in stucco della chiesa è raffigurata sul dritto della banconota macedone da 50 denari , emessa nel 1996.

Dopo un pranzo in ristorante termineremo la nostra giornata visitando Skopje.

La prima cosa che salterà ai nostri occhi sarà un’enorme statua alta 22 metri che raffigura un guerriero a cavallo nel bel mezzo della principale piazza di Skopje. Tutti sanno che il guerriero è Alessandro Magno, considerato uno dei più grandi condottieri e strateghi militari di sempre, ma ufficialmente nessuno lo può dire. Alessandro Magno è infatti la figura più contesa tra Grecia e Macedonia, due paesi che da quasi trent’anni litigano sull’identità culturale e storica lasciata dal grande regno macedone del Quarto secolo a.C.  Questo moderno spazio si distingue per la splendida pavimentazione a mosaico, e per una bellissima fontana oltre che per la statua del guerriero. La grande e candida Porta Macedonia decora l’ingresso sudorientale della piazza come un arco di trionfo. Skopje è la città di origine di Madre Teresa, dichiarata santa nel 2016. Poco più a sud di Piazza Macedonia si trova la Casa museo di Madre Teresa, luogo in cui sorgeva l’antica chiesa cattolica in cui la santa venne battezzata.

Sapevate che Madre Teresa nacque a Skopje? - North Macedonia Timeless

Attraverseremo dunque il Ponte di Pietra di Skopje, anche conosciuto con il nome di Ponte Dusan, dall’imperatore serbo Stefano Dušan. Il ponte attraversa il fiume Vardar ed unisce due dei punti nevralgici della città: Piazza Macedonia e l’area del vecchio Baazar. Il ponte fu costruito dagli Ottomani nel XV secolo ed è divenuto nei secoli un simbolo della capitale macedone, esso infatti compare nello stemma cittadino a sua volta rappresentato nella bandiera cittadina. Potremo notare centinaia di statue presenti ovunque, una a fianco all’altra (si stima che siano circa un migliaio, ma non sono mai stati diffusi dati ufficiali): sulle rive del fiume, sui tetti degli edifici, sulle nuove facciate neoclassiche, in mezzo alle piazze, ai lati delle strade, al centro delle fontane.

Finalmente arriviamo a vedere la parte storicamente più antica, esclusa dal progetto “Skopje 2014” (progetto che ha modificata l’architettura della città con lo scopo di renderla più “moderna” iniziato nel 2010 e conclusosi nel 2014), e che oggi viene considerata l’unica parte autentica ancora visitabile dell’antica città. Il vecchio bazaar è rimasto un mondo a parte, con le sue stradine pedonali, moschee, ostelli per carovane, musei e piene di negozi di ogni tipo, i suoi ristoranti di cucina locale e la voce del muezzin che per cinque volte al giorno chiama alla preghiera i musulmani, che a Skopje appartengono per lo più alla minoranza albanese (20 per cento circa della popolazione) e turca (2 per cento). Questa zona è rimasta in buona parte in piedi durante il terremoto del 1963

Escursione a Skopje da Sofia - Prenotazione online a Civitatis.com

Al termine rientro in hotel per cena e pernottamento

 

4° Giorno: SKOPJE – PRISTINA

Palazzo monumentale - Recensioni su Pristina National Library, Pristina - Tripadvisor

Subito dopo la prima colazione e con le valige pronte ci dirigiamo alla volta del Kosovo per arrivare a Pristina, la Capitale politica e culturale del Kosovo, il piccolo Paese balcanico che poco più di 20 anni fa fu terribilmente attaccato dai nazionalisti serbi, sfociando nella guerra che ancora oggi riempie le pagine più recenti della storia europea. Il 17 febbraio 2008 il Kosovo ha proclamato unilateralmente la sua indipendenza dalla Serbia. Ma oggi è una terra selvaggia fatta di canyon, monasteri nascosti, località antichissime e natura incontaminata.
Iniziamo il nostro tour in questa bellissima città in cui la storia più antica ha lasciato tracce bellissime nei monumenti, nelle chiese e nel melting pot culturale che oggi si respira per le vie della città vecchia (Vëllusha), affascinante e coinvolgente. In questo dedalo di stradine tortuose a ogni angolo si incontrano vecchi hammam (tradizionali bagni turchi), mercati colorati con il loro caleidoscopio di merci, palazzi dell’epoca socialista jugoslava, la bella torre dell’Orologio (Sahat Kulla), antiche moschee ed edifici risalenti all’epoca degli Ottomani, che dominarono la città per quasi cinque secoli. Ne sono dei chiari esempi la meravigliosa moschea Memeth Faith, della seconda metà del Quattrocento, con le sue raffinate decorazioni interne ed esterne e la moschea Xhamia e Madhe, la più antica di Pristina, con i suoi motivi floreali e multicolori.

Kulla e Sahatit. La Torre dell'Orologio, a Prishtina, Kosovo | Urban, Rinascimento

Appena riemersi dall’incanto della città vecchia, non resta che scoprire l’anima più recente di Pristina, rappresentata dallo scenografico boulevard di Madre Teresa, un ampio viale pedonale pieno di ristoranti, pub e caffè alla moda. Il caffè è un vero e proprio stile di vita qui a Pristina. Il viale è introdotto da un’immensa piazza dove si affacciano alcuni edifici del governo e dell’Unione Europea, sulla quale si erge il monumento equestre a Giorgio Castriota detto Skanderbeg (1405-1468), condottiero ed eroe nazionale albanese, e si sviluppa verso sud ovest. A pochi passi da qui, in una zona di locali alla moda, il giorno dell’indipendenza è stata installata una moderna scultura composta dalle lettere della parola “Newborn”, ben presto divenuto simbolo della città e dell’intero Kosovo. Ogni anno la veste della scultura viene rinnovata, rappresentando di volta in volta temi differenti.

Skanderbeg statue (Pristina): AGGIORNATO 2021 - tutto quello che c'è da sapere - Tripadvisor
Al termine del viale, la passeggiata si conclude con l’imponente cattedrale di Pristina, consacrata quasi tre anni fa e progettata dall’architetto italiano Livio Sterlicchio, intitolata proprio a Madre Teresa (1910-1997), la suora premio Nobel per la Pace nel 1979 nata nella città macedone di Skopje da una famiglia di origine kosovara.

Tempo per un pranzo in ristorante, qualche foto e subito dopo questa bella visita ci dirigiamo a Prizren che dista poco meno di un’ora da Pristina.

Gita di un giorno in Kosovo: visita a Pristina e Prizren da Skopje - 2021

Ci immergeremo nel quartiere Shatërvan , l’area storica più importante (e turistica) della città. Colpisce per la presenza di numerose case colorate in stile ottomano, egregiamente conservate.  Prizren è, infatti, una delle città più multiculturali dei Balcani: le lingue ufficiali qui sono tre (albanese, serbo e turco) e, nonostante il numero delle moschee sia nettamente superiore, la città custodisce anche graziose chiese ortodosse e una chiesa cattolica. Lungo la nostra passeggiata arriveremo dinanzi all’edificio religioso più importante di Prizren, la moschea Sinan Pasha. Si tratta di un’imponente moschea, collocata all’ingresso del quartiere Shatërvan. Mi raccomando, una volta raggiunta la moschea, camminate con il naso all’insù perché le decorazioni, sia delle volte esterne che della cupola interna, sono semplicemente meravigliose.

Vista Alla Moschea Di Sinan Pasha In Prizren Immagine Editoriale - Immagine di costruzione, religione: 43356630

al ritorno per prendere il nostro pullman che ci attende, fate caso ai bagni turchi che costeggiano la riva del fiume Lumbardhi. Sono una piccola perla di questo posto!

Ultima tappa della giornata saranno Decani e Pec, ove potremo visitare i monasteri più belli della regione.

Nel Kosovo a maggioranza albanese, i monasteri serbo-ortodossi di Peć e Decani sono protetti dall’esercito internazionale della NATO impegnato per mantenere la pace in questo territorio.
Iniziamo con il Monastero patriarcale di Peć.

Patriarcato del PEC immagine stock. Immagine di limite - 73698745

Superati i controlli dell’esercito e appena lasciato alle spalle l’arco di accesso al monastero ci ritroviamo in un piccolo paradiso naturale, la Gola di Rugovo, con una vista piuttosto imponente delle montagne fra cui si fa spazio il fiume Lumbardhi i Pejës.
Il Monastero patriarcale di Peć è stato inserito nella lista del Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO. A prima vista assomiglia ad altri monasteri ortodossi che si possono ammirare in Serbia. Nella chiesa principale, che dall’esterno può passare piuttosto inosservata, invece, l’arte ortodossa medievale non lascia nemmeno un centimetro libero di respiro. Questo edificio, diviso in quattro piccole chiese, con un lungo porticato chiuso su tutti i lati, è un susseguirsi di affreschi dai toni blu, dalle icone impressionanti e dai sarcofagi di marmo che preservano i corpi dei precedenti patriarchi. A pochi chilometri a sud da questo luogo in cui il tempo si è fermato, si erge il Monastero di Dečani che andremo a visitare.
Anche qui ci attendono i controlli dell’esercito, ma subito dopo ci troveremo improvvisamente al centro di un grande prato dove si innalza la chiesa principale.

Kosovo: Militari italiani sventano attentato islamista al monastero di Decani | Il Primato Nazionale

Questo edificio è molto più alto e illuminato di quello di Peć ma, allo stesso modo, è impossibile posare lo sguardo su una parte sola della chiesa a causa dei tantissimi affreschi e icone che dipingono le sue pareti. Qui si trovano i resti del re Santo Stefano Uroš III di Dečani, il fondatore del monastero. Secondo la leggenda all’aprire la tomba, il suo corpo fu trovato pressoché intatto. Con molta probabilità vedremo le donne all’ingresso della chiesa, mettersi in fila per baciare o pregare il santo vicino al suo sarcofago scoperchiato e richiuso con delicatezza.
Al termine di questa intensa giornata, andremo in hotel per la nostra cena e il pernottamento.

 

5 Giorno: PEĆ – MOJKOVAC – KOLAŠIN – LAGO DI SCUTARI – TIVAT

Subito dopo la prima colazione e con le valige pronte, montiamo in pullman e ci dirigiamo alla volta del Lago di Scutari, il più grande della penisola Balcanica.

CNN: perché il lago di Scutari merita di essere visitato

Il lago di Scutari si trova al confine tra Albania e Montenegro ed è il più grande lago dell’Europa meridionale, con una natura incontaminata e un parco nazionale al suo interno.

Il lago non è toccato dallo sviluppo, almeno per ora.

Il lago ospita una notevole diversità di fauna selvatica. Cinquanta specie di pesci vivono nelle acque, 18 delle quali non si trovano da nessun’altra parte al mondo, confermando lo status di zona protetta di importanza internazionale.

Inoltre, ci sono 50 specie di lumache d’acqua dolce, quasi un terzo delle quali endemiche, che contribuiscono a rendere il lago uno dei più importanti siti d’Europa. Se saremo molto fortunati potremo anche intravedere una specie di lontra in via d’estinzione, i bei fiordalisi, insieme alle libellule rosse, arancioni e verdi, saranno nostri compagni di viaggio costanti.

Subito dopo il nostro pranzo in ristorante, faremo una piacevolissima crociera sul lago, che ci permetterà di vedere uno spettacolo di luci e profumi che solo la natura, in questo angolo di paradiso ci riserverà.
Al Seguito ci dirigeremo verso Tivat, passando per le città marittime del Montenegro come Petrovac, Sveti Stefan, Budva.

Il Montenegro è uno dei pochi Paesi a conquistare l’indipendenza nel 21° secolo. Tuttavia, la storia di diverse città montenegrine risale a più di mille anni fa. Questo è il caso di Kotor o Budva. Per Tivat, la storia è diversa. Secondo gli storici specializzati della regione, Tivat è la città più giovane delle Bocche di Cattaro e persino dell’intera costa montenegrina. Molti misteri circondano la città. Tra queste c’è l’origine del nome Tivat. È un omaggio alla regina illirica Teuta? È un derivato della parola celtica Touto che significa città? La risposta non è chiara, ma si preferisce la seconda opzione.

Tivat, the Town with a Modern Porto Montenegro Marina - My Magic Earth

Fondata nel XIV secolo, Tivat fu governata principalmente dai veneziani e dagli austro-ungarici fino alla creazione del regno jugoslavo alla fine della prima guerra mondiale. Dopo la dissoluzione della Jugoslavia, Tivat si è sviluppata profondamente ed è diventata una delle principali attrazioni turistiche della regione.

Rientro in hotel per cena e pernottamento

 

6° Giorno: TIVAT– MONTENEGRO TOUR – TIVAT

Colazione e subito ci dirigeremo al Porto Montenegro. Il porto turistico è inseparabile dalla città ed è diverso da tutto ciò che si può trovare nel resto del Montenegro. Questo è il motivo per cui Tivat è a volte paragonata a Monaco ma alcuni miliardari preferiscono parcheggiare il loro yacht a Porto Montenegro per sfuggire ai prezzi esorbitanti della città dei Grimaldi!

porto turistico da sogno. - Recensioni su Porto Montenegro, Teodo - Tripadvisor

Costruita dagli austro-ungarici nel 1889, Porto Montenegro era allora una base navale per l’esercito dell’Impero asburgico e poi per la Jugoslavia. Cadde in rovina e nel 2016 fu trasformato in un porto turistico di lusso. Questo è quello che chiamiamo un grande cambiamento! Da allora, Porto Montenegro è diventata la visita principale a Tivat.
Noteremo ad occhio che il porto occupa quasi tutta la costa di Tivat, ricco di negozi di lusso e ristorantini tipici, ma decisamente molto costosi rispetto alla media del paese.

Budua, la perla del Montenegro: cosa vedere e magiare, spiagge e dintorni

Subito dopo ci dirigiamo verso Budua. Oltre 2500 anni di storia la rendono infatti l’insediamento più antico di tutto l’Adriatico: greci, romani, illiri si sono avvicendati sulle sue coste, lasciando tracce indelebili e suggestive. Inoltre, per ben 300 anni, fu soggetta anche alla dominazione veneziana, infatti i leoni di San Marco sono ancora visibili sulle sue porte. Una storia lunga e affascinante che si riflette nella Città Vecchia, il centro cinto di mura e collegato alla terraferma solo una sottile striscia di sabbia:. Qui ci aspettano viuzze, piazze, chiese e fortezze, bastioni e torri in grado di trasportavi direttamente nel Medioevo.
Dopo questa bella passeggiata ci spostiamo a Sveti Stefan: isolotto estremamente suggestivo, che raggiungeremo dalla terraferma tramite un sottile passaggio sabbioso. Una volta varcate le alte mura in pietra, non resta che perdersi tra le vie di questo antico villaggio di pescatori e godersi il mare da favola che lo circonda.
Nel Quindicesimo secolo durante la Repubblica Veneta, sulla penisola venne costruito un villaggio fortificato come difesa contro le incursioni del Turchi. La penisola era abitata da 12 famiglie e ospitò anche il re di Serbia e la sua corte.

Nell’Ottocento il villaggio arrivò a ospitare una popolazione di 400 abitanti. Tra il 1934 e il 1936, sulla terraferma, nell’area prospiciente all’isoletta venne edificata Villa Miločer, che venne utilizzata come residenza estiva dalla regina di Jugoslavia, Marija Karadordevic (1900–1961), della famiglia serba Karađorđević. La villa è circondata approssimativamente da 800 olivi che coprono un’area di circa 32 ettari.

Hotel Villa Milocer, Sveti Stefan

Tutti gli edifici della penisola vennero requisiti dal governo jugoslavo durante il regime di Tito. Gli abitanti vennero trasferiti sulla terraferma e venne creato un albergo di lusso per ospitare personalità di alto profilo. Una delle quattro chiese presenti sulla penisola venne trasformata in un casinò.

Dopo una sosta per il nostro pranzo in ristorante, nel primo pomeriggio proseguiremo il nostro tour a Cetinje, la vecchia capitale reale Montenegrina. Fondata nel XV secolo come monastero ortodosso, divenne il centro della vita economica, culturale e religioso del Montenegro.

Immagini Stock - CETINJE, MONTENEGRO - 20 Settembre: Questa è Una Delle Principali Vie Dello Shopping Nel Centro Storico Di Cetinje Dove Si Possono Vedere Edifici Colorati, Caffè E Negozi Di Souvenir

La sua costruzione iniziò nel 1482, quale ultima roccaforte del re dello stato medievale del Principato di ZetaIvan Crnojevic. Nella ritirata di fronte agli invasori ottomani, il sovrano montenegrino simbolo della resistenza si fermò in una piccola piana in mezzo al paesaggio carsico dell’altopiano del Lovcen, e vi costruì il palazzo reale e, dopo due anni, anche il monastero dove s’insediò l’arcivescovo di Zeta. Così questo piccolo e insignificante paesino divenne un fulcro nella storia del Montenegro.

La nascita della nuova Cettigne segna anche la fine dello stato medievale di Zeta e l’inizio della nuova storia montenegrina. Non divenne mai una vera città, ma in nessun modo può essere definita un grande villaggio in quanto non ebbe mai alcun carattere rurale, né è mai stata una fortezza: era e conserva la forma urbis di fulcro politico e spirituale dell’ultimo stato libero nei Balcani ottomani.

Nel 1692 il pascià di Scutari, in un’incursione devastatrice, rase al suolo la città e il suo monastero. Ma in vent’anni la città venne di nuovo ricostruita, per poi essere subito distrutta una seconda volta dal visir turco della Bosnia. Nel 1838 venne costruito il palazzo di Bilijarda, nuova sede reale. Nel periodo di regno del principe Nicola (a partire dal 1860), Cettigne conobbe un periodo di rapida crescita urbana e demografica.

Museo Di Re Nikola In Cetinje, Montenegro Fotografia Stock Editoriale - Immagine di entrata, bandierina: 71398918

Il primo che visiteremo sarà il Palazzo Reale che per più di 50 anni è stato la sede della famiglia reale montenegrina. Nel 1926 è diventato un museo e dal 1980 è stato uno dei dipartimenti del Museo Nazionale del Montenegro . Il piccolo palazzo fu costruito dal 1863 al 1867 in uno stile semplice tipico delle case di Cetinje con alcuni elementi di neoclassicismo . Gli interni sono stati progettati in stile storicismo e Art Nouveau . Nell’atrio potremo vedere esposti i gioielli della corona montenegrina, che sono la mostra più apprezzata del Museo Nazionale del Montenegro . All’esterno troveremo il Royal Garden che è stato costruito nel 1870 come una pineta. I giardini sono stati ristrutturati nel 1971. Ci sono molte aiuole con crochi, gerani, tulipani e cespugli di rose e gelsomini. Sul retro del giardino c’è un cedro con dominante villa con piccola casa estiva, che fungeva da foresteria per i visitatori stranieri.
Da qui ci dirigiamo al Vecchio Monastero che ci apprestiamo a visitare.

Monastero di Cettigne - Wikipedia
Il monastero medievale di Cetinje, noto anche come il vecchio monastero di Cetinje, fu costruito da Ivan Crnojević nel 1484 e fondato il 4 gennaio 1485, a Ćipur, e dedicato alla Natività della Theotokos. Durante il suo soggiorno ad Ancona , Crnojević si ispirò alla Basilica della Santa Casa di Loreto dove giurò che al suo ritorno a Zeta avrebbe costruito una chiesa dedicata anche alla Madre di Dio . Divenne la sede della neonata Eparchia di Cetinje , successore del Metropolitanate di Zeta. Intorno al monastero c’era un complesso di 1.400 metri quadrati (15.000 piedi quadrati) con due chiese più piccole e una locanda. Durante la guerra della Morea , il monastero fu in pericolo due volte. La leggenda popolare narra che le forze di spedizione iniziarono a rapinare il monastero, tuttavia, mentre uno dei soldati stava cercando di abbattere una croce dalla cima del tetto, fu colpito da un fulmine, che fu immediatamente percepito come segno di Dio. Venne ricostruita tra il 1701 e il 1704 dal metropolita Danilo Petrović-Njegoš sul sito dell’ex corte di Ivan Crnojević. Ci sono diverse reliquie nel monastero: resti di San Pietro di Cetinje, la mano destra di Giovanni Battista, particelle della Vera Croce ecc. ecc.

Al termine di questa giornata intensa, rientreremo in hotel per la cena e il pernottamento.

7° Giorno: TIVAT– BOCCHE DI CATTARO-TIVAT

Dopo la prima colazione ci imbarcheremo per una crociera sulle Bocche di Cattaro.

Bocche di Cattaro: dove si trovano, come arrivare e cosa vedere | SiViaggia
Si tratta di una baia splendida e spettacolare, che si trova nella costa dalmata meridionale e si affaccia sul mar Adriatico in Montenegro. Devono il loro nome alla vicina città di Cattaro (Kotor in montenegrino). caratterizzata da una serie di insenature che creano un suggestivo paesaggio costiero di grande impatto. Boka Kotorska, in italiano appunto Bocche di Cattaro, sono infatti circondate da una serie di montagne che raggiungono l’altezza di 1895 metri. A rendere ancora più unico il paesaggio è il Parco Nazionale di Lovćen e Orjen, che si estende per 12.000 ettari, di cui 2600 di acqua del mare

La baia è detta anche “la sposa dell’Adriatico”, per la struggente bellezza che si presenterà ai nostri occhi, quando ammireremo questo meraviglioso spettacolo naturale. Le Bocche di Cattaro sono considerate il più meridionale fiordo d’Europa, titolo conteso dal Fiordo di Furore, vicino ad Amalfi. In entrambi i casi si tratta di antichi valloni fluviali invasi dal mare.

Geografia: alla scoperta delle Bocche di Cattaro, paradiso quasi sconosciuto del mare Adriatico

Le Bocche di Cattaro Si tratta non solo del più grande fiordo del mare Mediterraneo, ma anche il più suggestivo: le Bocche di Cattaro . Le Bocche di Cattaro sono l’alternativa più vicina ed economica ai fiordi norvegesi, ai quali non hanno nulla da invidiare.

Subito dopo questa crociera ci dirigiamo alla volta della Chiesa della Madonna di Skrpjela o Chiesa di Nostra Signora delle Rocce, situata sull’omonima isola.

Nostra Signora delle Rocce a Kotor, viaggio sull'isola artificiale del Montenegro
A novanta chilometri da Dubrovnik sorge la baia di Kotor, una delle mete principali della costa del Montenegro, paese giovane ma pieno di paesaggi da favola. I simboli della spiaggia, non soltanto turistici, sono i due isolotti galleggianti, ma la nostra attenzione è verso una di queste isole, Skrpjela chiamata anche Nostra Signora delle Rocce.
L’isola artificiale venne creata nel XV secolo ma secondo la leggenda furono due fratelli marinai di Perast, il 22 luglio 1452, a trovare un’immagine della Madonna proprio in questo punto, su di una scogliera: la portarono a casa una e più volte ma sistematicamente l’icona scompariva per riapparire nel punto del ritrovamento. Alla fine si rassegnarono all’evidenza, era chiaro che la Vergine voleva rimanere lì per sempre. Così decisero di costruire una chiesa in suo onore come protettrice della gente di mare e dei pescatori e non solo, insieme ad essa fu necessario innalzare un’isola su cui erigerla.

Fu così che al centro venne costruita la Chiesa di Nostra Signora delle Rocce, un tempio cattolico dalle sembianze da moschea per evitare eventuali attacchi ottomani.
Visitiamo la chiesa e subito potremo ammirare un piccolo grande tesoro. Da vari oggetti arrivati dall’Oriente oltre a quasi settanta dipinti di Tripo Kokolja, famoso artista barocco del posto, a diversi manufatti. Uno fra tutti l’arazzo della Vergine realizzato con fili d’oro e d’argento da Jacinta Kunic, donna di Perast che in attesa del ritorno del marito marinaio ricamò l’opera infilandoci anche i propri capelli: venticinque anni di lavoro per poi diventare cieca.

Inoltre all’interno della Chiesa di Nostra Signora delle Rocce si trova un altare in marmo datato 1796 e realizzato dallo scultore genovese Antonio Kapelano; sopra di esso l’icona della Madonna delle Rocce dipinta nel XV secolo da un pittore locale.
Dopo aver visto questa piccola meraviglia, ci spostiamo a Perast dove potremo consumare il nostro pranzo in ristorante.

Al termine del pranzo ci avvieremo a Kotor o Cattaro, per visitarla ed apprezzare questa piccola cittadina medievale.

Kotor: cosa fare, cosa vedere e dove dormire - Croazia.info

Cattaro è una città fortificata sulla costa adriatica del Montenegro, in una baia vicina alle scogliere calcaree del monte Lovćen.

Qui noteremo subito la particolarità delle piazze e strade tortuose, il suo centro storico medievale ricco di chiese romaniche, tra cui la Cattedrale Cattolica di Cattaro chiamata Cattedrale di San Trifone, ricca di cenni romanici e bizantini.

La città è sede anche del Museo marittimo, che esplora la storia nautica locale. Sull’isola di San Giorgio, una di due piccole isole al largo dell’antica città di Perasto, si trova una chiesa secolare, che se saremo fortunati potremmo vedere anche a occhio nudo.

Al termine rientro in hotel per cena e pernottamento.

 

8 ° Giorno: TIVAT– DUBROVNIK – ITALIA

Le 20 cose da vedere a Dubrovnik, perla della Croazia | Explore by Expedia

Al mattino dopo la colazione e con le valige pronte ci dirigiamo verso la nostra ultima tappa di questo magico viaggio. Entreremo in Croazia per visitare la capitale Dubrovnik in italiano Ragusa, affacciata sul mare Adriatico e rinomata per il centro storico caratteristico, circondato da imponenti mura in pietra costruite nel XVI secolo, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è un affascinante scrigno di palazzi, chiese e fontane che si specchiano nel blu del Mar Adriatico e raccontano la storia millenaria dell’antica Ragusa.  La città possiede edifici ben conservati, e inizieremo visitando la Chiesa di San Biagio, che campeggia nel mezzo della piazza della Loggia, dedicata a San Biagio, patrono della città, la cui statua sormonta l’armoniosa facciata barocca. Costruita all’inizio del Settecento sul sito di una preesistente chiesa romanica, vi si accede da una scalinata e all’interno si possono ammirare preziosi oggetti d’arte.  Proseguiremo con il Palazzo Sponza del periodo rinascimentale con la magnifica facciata a loggia del XVI secolo in stile gotico-rinascimentale e che è uno dei gioielli architettonici di Dubrovnik. Un tempo sede della Zecca e della Dogana, ospita l’archivio storico che raccoglie documenti e manoscritti accumulati in dieci secoli di storia della città. Proseguiremo con il Palazzo dei Rettori, elegante palazzo progettato da Onofrio de la Cava nel 1435, più volte modificato nel corso dei secoli, combina elementi tardogotici e del primo Rinascimento e conserva un delizioso cortile centrale. In epoca medievale era al tempo stesso palazzo pubblico e residenza del Rettore della città.

Pin su Medioevo Architettura Italia

Oggi come sede del Museo storico culturale vanta una collezione di 15 mila reperti che illustrano la storia della Repubblica di Ragusa, oltre a numerose opere di artisti veneziani e dalmati.

Passeggiando noteremo il corso pedonale noto come Stradun (o Placa) lastricato con pietra calcarea quanto sia pieno di negozi e ristoranti fino ad arrivare davanti la Torre dell’Orologio il principale punto di riferimento del centro storico, la torre del XV secolo svetta con la sua slanciata silhouette di 31 metri al termine dello Stradun, in Piazza della Loggia. Più che l’orologio, l’attrazione della torre sono i cosiddetti zelenci, i “gemelli verdi”, due figure in bronzo che allo scoccare dell’ora suonano la maestosa campana cinquecentesca di due tonnellate. Durante la nostra passeggiata vedremo l’elemento più caratteristico della città vecchia: le formidabili mura saldate alla scogliera che proteggevano Dubrovnik da attacchi e invasioni da terra e dal mare. Lunga circa 2 chilometri, alta fino a 25 metri e, in alcuni punti, spessa anche 6 metri, la cinta muraria abbraccia per intero il centro storico, rinforzata da forti, bastioni e dalle due torri Minceta e Bokar, che la rendevano praticamente inespugnabile. Un’esperienza assolutamente da non perdere, la passeggiata lungo gli antichi camminamenti di ronda regala ineguagliabili panorami sui tetti della città e sul mare saranno il tocco finale prima di riprendere il nostro pullman ed essere portati verso l’aeroporto di Dubrovnik.

Mura di Dubrovnik e della torre Minčeta senza rivali

Dopo un pranzo libero e gli ultimi acquisti, verremo portati all’aeroporto per le pratiche di imbarco e volo  per Italia nel pomeriggio.

Arrivo in Italia. Fine dei servizi.

Informazioni generali

La quota comprende: 

  • Volo di linea Alitalia diretto Roma-Tirana bagaglio in stiva franchigia 25 kg
  • Volo di linea Vueling diretto Dubrovnik-Roma bagaglio in stiva franchigia 25 kg
  • Pullman per tutta la durata del tour
  • Hotel 4* in trattamento di pensione completa + 1 pranzo il primo giorno
  • Guida esperta in lingua italiana
  • Assicurazione medico-bagaglio (incluse spese sanitarie anche per Covid)
  • Polizza contro annullamento e pandemia Zero penali
  • Crociera sul Lago di Ohrid
  • Crociera sul Lago dI Scutari
  • Crociera sulle Bocche di Cattaro
  • Ingressi ai siti di interesse come da programma
  • Kit di Viaggio

La quota non comprende: 

  • Tasse aeroportuali soggette a riconferma ad emissione dei biglietti  pari a 125,00 euro
  • Pranzo dell’ultimo giorno
  • Bevande ai pasti
  • Mance ed extra in genere
  • Quanto non specificato alla voce “la quota comprende”
  • Nb tariffa Vueling soggetta a riconferma sino ad emissione biglietti

La nostra assicurazione copre per eventuale pandemia.

Rispettiamo il DCPM che prevede il distanziamento sociale e obbligo di mascherina nei luoghi comuni e sul bus che sarà al 80 % massimo dei posti disponibili.

Gruppo dotato di auricolari per garantire ulteriore distanziamento e non perdere le spiegazioni della guida.

Utilizziamo tutti i mezzi e opportunità per fare si che la Vostra vacanza si svolga in totale serenità e sicurezza.

I Viaggi di Giorgio garantisce l’igienizzazione dei propri autobus nel rispetto di tutte le normative anti-Covid 19.

Effettuiamo  la misurazione della temperatura di tutti i passeggeri prima di salire a bordo del bus.

Garantiamo il distanziamento dei posti a sedere come da direttive governative,

I nostri bus sono dotati di prodotti igienizzanti e inoltre vi garantiamo il ricambio di aria grazie a impianti di aerazione costantemente monitorati.

A bordo è obbligatorio indossare le mascherine.

Essendo inclusa la polizza contro ANNULLAMENTO AL VIAGGIO, siete coperti in caso di Vostra rinuncia al tour.

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