ETIOPIA – VALLE DELL’OMO

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In Breve

Le scoperte archeologiche degli ultimi 40 anni hanno dimostrato come l’Etiopia sia stata la ‘culla dell’umanità’, ma anche perché è l’unico paese dell’Africa a non aver perso la propria indipendenza nel periodo coloniale (1870-1914), quando le potenze europee si spartirono gran parte del territorio africano.

Ancora oggi, il popolo etiope è orgoglioso della propria tradizione di indipendenza. Oltre che per gli aspetti politici, questo paese africano ricco di storia e di cultura si distingue anche per la religione cristiana ortodossa, che gli etiopi sono riusciti a mantenere nonostante nel VII secolo tutti i paesi limitrofi abbiano abbracciato l’islamismo.

Il Paese ha la sua sezione più caratteristica e importante nel vasto altopiano, o acrocoro, che rappresenta la parte settentrionale dell’ “Africa alta” e che corrisponde all’Etiopia storica, l’Abissinia. Nella sua conformazione attuale il territorio etiopico è il risultato dei grandi perturbamenti che hanno portato alla separazione dell’Africa dall’Asia sudoccidentale; a essi si deve la formazione della depressione dancala e della Rift Valley che, attraverso la valle dell’Awash e la fossa dei laghi Galla, continua in direzione sudoccidentale nel Kenya. Questi stessi elementi tettonici dividono il Paese in due parti: da un lato l’acrocoro etiopico vero e proprio, dall’altro gli altopiani che digradano verso i bassi tavolati e le pianure più esterne della Somalia.

Per la sua posizione geografica l’Etiopia ha un clima che può essere definito di tipo tropicale a due stagioni, di cui una invernale (ottobre-marzo) asciutta e una estiva (aprile-settembre) piovosa.

Partenza: 04 agosto - 14 agosto
Durata: 11 giorni 10 notti
Gruppo minimo: 10 persone
Costo per persona: Quota a persona in camera doppia € 1.710,00 - Supplemento singola € 200,00
Prenotazioni entro: Entro il 30 giugno versando un acconto di € 700,00 con saldo del volo. Saldo 20 giorni prima della partenza

Il Programma di Viaggio

04/08 ROMA/ADDIS ABEBA (pernottamento a bordo)


Ritrovo in aeroporto e partenza con volo di linea per Addis Abeba.



05/08 ADDIS ABEBA

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Arrivo al mattino nella capitale dell’Etiopia, incontro con il nostro rappresentante  e trasferimento in hotel per depositare i bagagli. In seguito visita della città. Nel corso della visita si vedrà il Museo Nazionale interessante per i reperti sabei e per i resti di Lucy, un ominide vissuto nella valle dell’Awash tre milioni e mezzo di anni fa e il Museo Etnografico, che possiede una splendida collezione di strumenti musicali e di croci copte, nonché le stanze dove abitò l’imperatore Hailè Selassiè. Pranzo in corso di visite. Nel primo pomeriggio visita della cattedrale della Santissima Trinita’ e infine si raggiungerà la collina di Entoto, il punto più panoramico della città. Cena e pernottamento in hotel.

07/08 ADDIS ABEBA – LANGANO

Dopo la prima colazione, partenza per la visita ai siti archeologici di Melka Kunture e Tiya. Melka Kunture è un sito preistorico, rinvenuto nel 1963 su entrambe le rive del fiume Awash. Nel piccolo ma grazioso museo si può ammirare un’importante collezione di attrezzi di basalto utilizzati dall’homo erectus/sapiens. E’ considerato anche una fonte di ritrovamenti fossili di mammiferi estinti. Il sito archeologico di Tiya, annoverato tra i Patrimoni dell’Unesco, vanta molte stele funerarie antiche, decorate con incisioni misteriose di cui ancora oggi non si conosce il significato e l’origine. Al termine delle visite si procede per Langano, pranzo lungo la strada. All’arrivo sistemazione, cena e pernottamento al lodge.

07/08 LANGANO  – ARBA MINCH

Partenza di buon mattino per raggiungere Arba Minch. Pranzo lungo la strada; il percorso è molto interessante. Ai lati della strada asfaltata scorre il paesaggio ricco di vegetazione e puntellato di villaggi e piccole cittadine. Circa una quarantina di Km prima di Arba Minch si devia per raggiungere Chencha, il villaggio delle popolazioni Dorze, famosi per i lavori di tessitura e le abitazioni ricoperte da foglie di falso banano. I loro abiti di cotone sono tra i meglio intessuti di tutta l’Etiopia. Arrivo nel tardo pomeriggio ad Arba Minch, sistemazione, cena e pernottamento al lodge.

 

08/08 ARBA MINCH (LAGO CHAMO) – WEYTO (TSEMAY) – JINKA (ARI)

Dopo la prima colazione si parte per un’escursione sul lago Chamo, il terzo lago più grande d’Etiopia, dove si potranno ammirare moltissimi ippopotami e coccodrilli, oltre a una grande varietà di uccelli. Si prosegue per Jinka. Lungo la strada sosta a Key Afer per visitare il grande mercato settimanale. Pranzo al sacco. Successivamente si visita un villaggio Ari. Gli Ari sono una popolazione che occupa un territorio molto esteso, posseggono grandi mandrie, producono il miele, la grappa locale di mais e molti prodotti artigianali che spesso rivendono. Cena e pernottamento in hotel/lodge.

09/08 JINKA – MAGO N.P. (MURSI) – TURMI (HAMER)

Dopo la prima colazione partenza per la visita ad un villaggio Mursi all’interno del Mago N.P. L’incontro con la popolazione dei Mursi è uno dei momenti più significativi del viaggio. Le donne Mursi, per bellezza, usano mettere piattelli circolari di argilla nelle labbra, gli uomini presentano sulla pelle scarificazioni che indicano il numero di animali selvatici uccisi o dei nemici uccisi in battaglia. Rientro a Jinka per pranzo e proseguimento per Turmi. All’arrivo visita ad un villaggio Hamer, una popolazione di circa 45000 individui che vivono di agricoltura e allevamento e sono famosi per le decorazioni corporee. Durante i mesi di febbraio, marzo e aprile, gli Hamer effettuano la cerimonia del salto del toro che simboleggia il passaggio dei ragazzi più giovani dalla pubertà all’età adulta. Cena e pernottamento al lodge.

 11/08 TURMI – OMORATE (DASSANECH) – KORTCHO (KARO) – TURMI

Partenza al mattino, dopo la prima colazione, per Omorate, la regione dei Galeb, conosciuti anche come Dessanech che vivono molto vicini al lago Turkana. Questi sono un popolo di guerrieri che durante le danze tradizionali indossano un copricapo che ricorda la criniera dei leoni. Rientro a Turmi e proseguimento per Dimeka. Pranzo al sacco e visita del grande mercato settimanale. Rientro a Turmi, cena e si pernottamento al lodge.


12/08 TURMI – ARBA MINCH

Presto al mattino partenza per Arba Minch. Lungo la strada visita al villaggio Arbore, una tribù che usa gioielli fatti di perline e alluminio. Particolarissime le loro collane che vengono avvolte intorno al collo in vari fili. Pranzo al sacco. Si prosegue il viaggio facendo una sosta a Gamole, un villaggio tradizionale dei Konso, una popolazione di agricoltori famosa per i lavori di terrazzamento sul terreno circostante il loro villaggio. Cena e pernottamento in hotel.

 

13/08 ARBA MINCH – YIRGALEM (SIDAMA)

Dopo la prima colazione partenza per Yirgalem. Pranzo lungo la strada. All’arrivo a Yirgalem si potra’ effettuare un piccolo trekking nella foresta che circonda il lodge alla ricerca delle 100 e più specie di uccelli che la popolano e una visita al piccolo villaggio di coltivatori di caffè che si trova nella foresta. Prima di cena sarà interessante osservare il pasto delle iene che, attirate dal cibo loro offerto, escono timidamente dalla foresta dove vivono. Cena e pernottamento al lodge.

14/08 YIRGALEM – HAWASSA – ADDIS ABEBA 

Dopo la prima colazione, partenza per Hawassa, uno dei laghi della Rift Valley, per visitare il mercato del pesce che si tiene alle prime ore del mattino. Si prosegue per Addis Ababa. Pranzo lungo la strada. Nel pomeriggio tempo a disposizione per gli ultimi acquisti. Camere in day use per relax prima di cena (una camera ogni 3 pax). Cena in un ristorante tipico con canti e balli tradizionali e trasferimento in aeroporto per il volo internazionale. Pasti e pernottamento a bordo.

15/08 ITALIA

Arrivo all’aeroporto di destinazione e fine dei sevizi.

 

Informazioni generali

LA QUOTA COMPRENDE:

  • Tutti i trasporti e trasferimenti con mezzi privati 4×4, minubus o coaster
  • Sistemazione in hotel di categoria 3*/4* (STANDARD ETIOPE) durante il soggiorno
  • Trattamento di pensione completa durante tutto il viaggio
  • Una bevanda non alcolica inclusa a pranzo e cena + te’ o caffe’
  • Visite ed escursioni previste dal programma
  • Tasse di ingresso a parchi, villaggi, musei, chiese e monumenti durante il soggiorno e le visite guidate
  • Assistenza di guide e scout locali nelle località in cui è necessaria la loro presenza
  • Assistenza di una guida qualificata parlante italiano lungo tutto l’itinerario
  • Kit da Viaggio

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Volo aereo in classe economica franchigia bagaglio 20 kg, a partire da € 900,00 ( quota  da riconfermare al momento dell’emissione)
  • Tasse aeroportuali (euro 275.00 da riconfermare)
  • Spese ottenimento visto in loco (50 USD a testa)
  • Mance
  • Bevande alcoliche e quanto altro non espressamente indicato
  • L’uso della fotocamera e videocamera nelle chiese, nei musei, nella ripresa di persone, abitazioni e cerimonie tradizionali
  • Assicurazione medica e bagaglio € 50,00

 

Cultura: generalità

L’Etiopia (escludendo la breve parentesi in cui divenne colonia italiana), diversamente da altri Paesi africani, è riuscita nel corso dei secoli a mantenersi indipendente; per questo motivo conserva ancora oggi tante sue peculiarità. Gli elementi culturali che la caratterizzano sono per esempio il tipo di religione (la cristiana copta), la lingua e la scrittura (amharica), il calendario. Quasi certamente è la prima regione della Terra che ha visto muovere i primi passi all’uomo; qui, infatti, sono stati scoperti i più antichi resti di ominide, come la famosa Lucy, risalenti a più di 3,2 milioni di anni fa. L’impero amharico, insieme all’isolamento politico, storico e geografico gli hanno permesso di resistere in buona parte all’ondata islamica. Legata alle più antiche tradizioni è anche la danza (la più nota è la iskista), che ha una forte funzione sociale; ne esistono per ogni occasione e si eseguono ancora danze rituali per ringraziare la natura o in occasione di feste pubbliche. La musica popolare viene accompagnata da semplici strumenti a percussione e a fiato, mentre una forte connotazione emotiva ha quella sacra, che si può ascoltare nelle vecchie chiese. La letteratura popolare è ancora molto viva, e tanti racconti della tradizione vengono tramandati oralmente. Particolarmente originale è anche il teatro di lingua amharica; nella capitale esistono alcune compagnie stabili che portano in scena rappresentazioni moderne, caratterizzate da lunghi monologhi e dove il pubblico partecipa attivamente. I monumenti considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO raccontano la lunga storia di questo Paese: fra questi, il sito paleontologico della bassa valle dell’Awash (inserito nel 1980), dove furono appunto trovati i resti di Lucy, le chiese rupestri di Lalibela, del sec. XIII (inserite nel 1978), o le straordinarie rovine della città del regno di Aksum, che vanno dal I al sec. XIII (inserite nel 2006).

Cultura: tradizioni

Presso tutti i gruppi etnici etiopici la religione, sia essa quella cristiana o quella musulmana, riveste una grande importanza e influenza fortemente la vita quotidiana, che viene scandita da preghiere e feste religiose. I copti celebrano il Natale il 7 gennaio; in questa occasione si usa giocare a gennà, una specie di hockey giocato su un campo senza limiti; il gugs, una sorta di polo, ma più violento, viene praticato in occasione di altre ricorrenze come il Capodanno, che cade l’11 settembre. La famiglia è il fulcro della vita; in genere si lascia quella d’origine solo al momento del matrimonio. In questa occasione la coppia va a vivere presso i genitori dello sposo e successivamente richiedono al villaggio un appezzamento di terra per costruire la casa. Elemento comune del Paese è la scarsità dell’insediamento sparso a favore del villaggio, che garantisce una minima sicurezza collettiva. Nelle zone forestali esso è posto al centro delle radure; in quelle steppiche prevale il villaggio ammassato, mentre nelle savane predomina il villaggio disperso, con capanne a contatto dei campi. Lungo i fiumi e le vie di comunicazione, i villaggi sorgono di preferenza presso i guadi o ai crocevia. Diversa è pure la forma delle abitazioni, anche se i tipi più noti si possono ridurre a tre, con prevalenza delle abitazioni cilindro-coniche. La capanna ad alveare è il tipo usato dalle più antiche popolazioni agricole. Nelle regioni settentrionali prevale la casa a pianta quadrata o rettangolare (hudmò), che consiste in un solo ambiente, suddiviso in due parti da una serie di vasi d’argilla; nella parte posteriore si trovano la cucina e il letto, in quella anteriore, il ripostiglio; non manca mai una veranda, nella quale si svolge gran parte dell’attività giornaliera della famiglia. Il tetto della casa è piano e ricoperto da frasche e terriccio. Procedendo verso S, dove le piogge sono copiose, il tipo di abitazione più diffuso fra gli agricoltori dell’altopiano e delle pianure diviene la capanna cilindrica a tetto conico, chiamata agdò o, con parola araba, tucul. La capanna è costituita da un unico ambiente circolare del diametro di 6-10 m, con pareti di tronchi d’albero e ramaglie, spesso intonacate con un impasto di fango e paglia tritata; il tetto, a tronco di cono, è sostenuto da un palo centrale ed è fatto di paletti, sui quali viene fermato uno strato di paglia; la capanna ha una sola apertura che serve da porta e da finestra. Altri tipi di abitazione sono l’abùr, costituito da un ampio recinto irregolarmente ovale, nel quale una fitta palizzata, inclinata verso l’interno, forma una grande capanna scoperchiata nel mezzo; la dasà, capanna conica di frasche senza sostegno centrale e con una piccola apertura triangolare; vi sono poi capanne a pianta rettangolare con tetto a doppio spiovente, comuni a in tutta la zona costiera. Nella Dancalia, infine, è frequente costruire capanne con foglie di palma dum, molto diffusa in queste zone, talvolta completate da stuoie. I pastori nomadi usano invece attendarsi utilizzando teli, stuoie, pelli e frasche quali ripari provvisori durante il loro lento peregrinare da una zona di pascolo all’altra. Il principale ingrediente della cucina etiopica è una sorta di focaccia sottile e morbida, piuttosto grande, detta injera; di solito viene portata in tavola arrotolata accanto al piatto oppure vi viene servito sopra il cibo. La carne sotto forma di stufato (wat) viene presentata in diversi modi: può essere manzo, agnello o capra, mai maiale, che è proibito sia dalla religione copta sia da quella musulmana. Le verdure sono poco utilizzate: si cucinano solitamente cavoli, patate, barbabietole e spinaci. Le spezie condiscono abbondantemente tutti i piatti. Le bevande più diffuse sono naturalmente il caffè, servito con una tipica cerimonia e, sui bassopiani abitati dai musulmani, il tè.

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