NAPOLI – JANARE

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In Breve

Sabato 17 e domenica 18 luglio 2016

Visita di una Napoli sconosciuta,sulle orme delle Janare; con visita alla metropolitana della linea 1 e molto altro che non avete mai visto a Napoli.

Con visita spettacolo ‘O Munaciello: lo spirito dispettoso della casa

Nella credenza popolare napoletana, è lo spiritello dispettoso della casa. Un’entità dagli aspetti sia benefici che dispettosi, in realtà. Anche se, generalmente, temuto. Le origini della leggenda.

Partenza: 17 luglio - 18 luglio
Durata: 2 giorni 1 notte
Gruppo minimo:
Costo per persona: 195€ camera doppia sup.singola euro 30€ (limitate)
Prenotazioni entro: Prenotazioni prima possibile fino ad esaurimento posti

Il Programma di Viaggio

1° giorno – Sabato 17 luglio: Roma – Napoli

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Ritrovo dei partecipanti in luogo e orario da concordare e partenza in bus privato in direzione di Napoli. Si comincia subito la visita di Napoli con lo scoprire la linea 1 della metropolitana trasformati in luoghi affascinanti dove i cittadini possono incontrare l’arte contemporanea mentre usufruiscono del servizio pubblico. Gli spazi interni della Linea 1 accolgono circa 200 opere realizzate da 100 artisti contemporanei, trasformando ogni fermata metropolitana in un percorso espositivo aperto. Un museo distribuito sull’intera area urbana che permette al territorio di acquistare un nuovo valore e fama internazionale.

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Camminando sul Decumano Inferiore troverete lungo il tragitto Piazza San Domenico Maggiore, una delle piazze più importanti di Napoli, voluta da Alfonso I di Napoli.

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La Sala degli Arredi Sacri, conosciuta anche come Sala del Tesoro, si trova nella Sagrestia della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli. Prende il nome dalla chiesa, la cui abside contorna il lato settentrionale della piazza, ed è dominata dall’obelisco di San Domenico. I Palazzi nobiliari che vi affacciano sono il Palazzo Petrucci dove la preziosa testimonianza medioevale si è persa con le trasformazioni barocche e neoclassiche avvenute nel corso dei secoli, ma il portale marmoreo,  che riproduce motivi ornamentali a foglie di quercia e d’acanto; le logge e l’arco ribassato nell’atrio sono di pura estrazione catalana. Il Palazzo Saluzzo di Corigliano: la sua storia comincia nel 1596, anno in cui il principe Giovanni de Sangro, duca di Vietri, e la moglie Andreina Dentice acquistarono il terreno sul quale, partendo da strutture già esistenti, incaricarono l’architetto Giovanni Donadio di costruire la loro residenza. La facciata si articolava su due ordini con basamento ionico, sulla quale si aprono delle finestre decorate da plutei, ovvero balaustre che vanno a formare dei veri e propri balconi. Il Palazzo di Sangro di Casacalenda costruito nel 1754 da Mario Gioffredo, su ordine da Marianna de Sangro, duchessa di Casacalenda. Sorto dalle ceneri di un antica fabbrica, Gioffredo lavorò sull’intera struttura, con l’ordine della duchessa di lasciare intatta solo una vecchia scala realizzata da Cosimo Fanzago e di ripristinare la facciata rivestita a stucco. Casacalenda, il Palazzo Carafa della Spina ed il Palazzo di Sangro, a cui si aggiunge la Chiesa di Sant’Angelo a Nilo presso la piazzetta omonima.

Luoghi intrisi di storie vere di fantasmi napoletani, figure leggendarie. Anche l’area partenopea, come ogni luogo dove lo spiritismo è accentuato, ha la sua buona parte di spiriti, streghe e altre figure mitiche popolari che possono portare fortuna o sventura a chi le incontra. ‘O Munaciello, la Bella ‘Mbriana e la Janara rientrano in questa categoria e nessuno che si possa definire napoletano non ne ha sentito parlare almeno una volta nella propria vita.

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Si prosegue per il decumano maggiore che è un’arteria viaria del centro antico di Napoli e, insieme al decumano inferiore e al decumano superiore, una delle tre strade principali dell’antico impianto urbano greco. La strada, urbanisticamente la più importante delle tre, costituisce il cuore dei decumani di Napoli. Oggi il decumano maggiore è una delle strade più importanti del centro storico di Napoli (dichiarato nel 1995 patrimonio dell’umanità) e corrisponde all’odierna via dei Tribunali seguendo ancora interamente l’antico asse viario greco. Proprio perché si tratta di una struttura stradale originaria dell’antica Grecia, sarebbe più opportuno parlare di plateia e non di “decumano”, denominazione di epoca romana che per convenzione ha sostituito l’originaria. Il decumano maggiore inizia grosso modo da port’Alba e piazza Bellini (dove sono presenti le prime mura greche del centro storico di Napoli) continuando per via San Pietro a Majella e per via dei Tribunali, la quale incrocia con via Duomo per poi terminare al Castel Capuano. Quest’ultimo è il motivo per il quale, la strada, è stata chiamata sin dal Cinquecento strada dei Tribunali. Infatti, il castel Capuano, sin dagli inizi del XVI secolo, per volontà di Don Pedro di Toledo, assunse il ruolo di tribunale della città. In posizione centrale di via dei Tribunali si può incontrare piazza San Gaetano, la quale sorge sull’area in cui insisteva in epoca greca l’agorà della città, divenuta poi in epoca romana foro. Sempre sulla piazza, a testimonianza di ciò, ci sono gli ingressi per il sottosuolo di Napoli e per gli scavi di San Lorenzo, i quali offrono importanti resti della Neapolis greca.

Sempre nelle vicinanze la basilica dedicata a San Paolo Maggiore, elevata a basilica minore da papa Pio XII nel 1951, fu realizzata tra l’VIII ed il IX secolo insistendo sul preesistente tempio dei Dioscuri, del quale sopravvivono in facciata due colonne con architravi in ordine corinzio. A partire dal seicento, diversi abbellimenti interessarono la basilica. Tra gli artisti figurano Massino Stanzione, Dionisio Lazzari, Domenico Antonio Vaccaro e Francesco Solimena.

Arrivo in hotel cena e pernottamento.

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2° giorno – domenica 18 luglio: Napoli – Roma

Consumata la prima colazione trasferimento in via Cavour per la visita in forma spettacolo nel Museo del Sottosuolo di Napoli  del: ‘O Munaciello: lo spirito dispettoso della casa.

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‘O Munaciello (lettaralmente “piccolo monaco”), nella credenza popolare napoletana, è lo spiritello dispettoso della casa. Un’entità dagli aspetti sia benefici che dispettosi, in realtà. Anche se, generalmente, temuto.

Nel folclore napoletano, di solito è rappresentato come un ragazzino deforme o una persona di bassa statura, abbigliato con un saio con cappuccio e fibbie argentate sulle scarpe.

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La leggenda del “munaciello” ha origini plurisecolari che vedono due ipotesi principali.

La prima, si legge anche su Wikipedia, riportata tra gli altri da Matilde Serao nel suo “Leggende napoletane”, il munaciello sarebbe un personaggio realmente esistito. L’origine andrebbe fatta risalire al 1445, durante il regno di Alfonso V d’Aragona e all’amore impossibile tra Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di panni, ed il garzone Stefano Mariconda.

La storia narra che la coppia ricorreva ad incontri clandestini durante la notte, cui il giovane garzone si recava percorrendo un pericoloso sentiero sui tetti di Napoli. Una notte, però, il giovane fu lanciato nel vuoto e ucciso. La sua amata allora decise di chiudersi in un convento, mentre era in attesa del figlio di Stefano. Il bimbo nacque deforme e la madre, sperando sempre in un miracolo che lo guarisse, prese a vestirlo con un abito da monaco, col cappuccio. Il piccolo (che tutti chiamavano “lu munaciello”), a causa del suo aspetto, divenne continuo bersaglio di insulti e sgarbi quando si aggirava per le strade. Da questo, all’attribuirgli poteri soprannaturali benevoli o malevoli il passo fu breve. Morì poi misteriosamente. La Serao riporta però che qualche tempo dopo furono ritrovate in una cloaca delle ossa che avrebbero potuto essere quelle del nano, ed avanza l’ipotesi che i parenti Frezza avessero alla fine deciso di assassinarlo.

Dopo la sua morte, il popolo napoletano continuò a vederlo nei luoghi più disparati dei quartieri bassi, e alla sua sete di vendetta cominciarono ad essere attribuiti tutti gli eventi sfavorevoli della vita quotidiana. Al munaciello, però, furono attribuiti anche poteri magici benefici, come la connessione tra le sue apparizioni e la possibilità di ricavarne numeri frtunati da giocare al lotto.

La seconda ipotesi, invece, narra che il munaciello, in origine, sarebbe stato l’antico gestore dei pozzi d’acqua. Proprio grazie alla sua bassa statura, l’uomo riusciva  ad entrare nelle case passando attraverso i canali che servivano a calare il secchio.

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Al termine della visita  pizza verace con antipasto di fritti, e poi tutti i bus per il rientro a Roma previsto in serata.

Fine dei servizi.

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Itinerario di Viaggio

Informazioni generali

La quota comprende

  • Bus per la durata del tour.
  • 1 notte in hotel 4 stelle in mezza pensione
  • la pizza della domenica
  • Un brunch primo giorno
  • Servizio di guida e visita guidata in forma spettacolo come in programma
  • Assicurazione medica e bagaglio
  • Iva al 10%
  • mance e tasse di soggiorno

Non comprende

  • Le bevande ai pasti
  • Spese a carattere personale
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