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Napoli Street Art: il presepio narrato

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In Breve

Questo tour nasce sull’emozione del tour Napoli Inedita e Insolita del 4-6 ottobre ,emozionante a tal punto ti avermi richiesto di “ripetere” un tour simile, inedito, ma soprattutto accompagnato dal Maestro D’Angelo con il suo laboratorio Voci e Suoni e della Memoria. Ed eccolo qui pronto ad emozionarvi ancora. Visita di una Napoli sconosciuta, sulle orme delle Janare, e della tombola napoletana. Un itinerario inedito, autentico non prettamente “turistico”.

Tour street art a Napoli con i Viaggi di Giorgio

Visita narrata al centro storico di Napoli, ripercorrendo il folklore delle tradizioni e delle leggende napoletane legate al presepe; cosa significano i pastori? perché si mette la tavola imbandita? perché ci sono quelle piante?
Perché gli abitanti del presepe sono messi sempre nella stessa posizione? Un viaggio tra palazzi d’epoca e chiese suggestive, che riecheggiano di storie e ritualità legate alle festività natalizie. Passeggiata libera anche a San Gregorio Armeno la strada dei presepi in questo periodo è da godere visto che non sarà affollatissima come nel periodo natalizio.

I Viaggi di Giorgio, nella continua opera di valorizzazione del patrimonio culturale campano, sia materiale che immateriale, propone l’irriverente e interattivo spettacolo “La Tombola dei Femminielli” con Peppe Parisi.

Pochi sanno che la Tombola napoletana nasce nel 1734 durante il Regno di Carlo III di Borbone, quando durante il periodo natalizio, proibito il gioco del lotto per ragioni religiose, i napoletani si industriarono creando con i 90 numeri un gioco parallelo e casalingo.

Col tempo divenne tradizione nelle case popolari quella di organizzare delle tombolate dove il tiratore dei numeri fosse un “femminiello” travestito, così l’incontro giocoso si riempì di colore, folklore, e linguaggi osè.

Rimasta trazione la tombola, la narrazione osè del femminiello è andata perdendosi nel tempo: per questo motivo Camontour, puntando al recupero delle tradizioni e del folklore, propone un evento  teatrale, in cui la tradizionale tombola “scostumata” diviene uno spettacolo emozionante e irriverente.

La street art da non perdere a Napoli con murales, graffiti e disegni di artisti internazionali innovativi ed attuali.

Napoli è costellata di interessanti ed originali opere di street art, tra graffiti, murales, stencil e poster realizzati da alcuni degli street artist più importanti al mondo.
Dal centro storico ai quartieri periferici, le loro opere non solo colorano i quartieri della città, ma sono anche una grande attrattiva turistica e spesso sono pregne di significati e simbolismi. L’arte urbana in città, infatti, fonde antico e moderno, sacro e profano e si rivolge a quelli che sono i punti di riferimento di un popolo dalle mille tradizioni, come la religione e lo sport, senza disegnare l’impegno politico e sociale.

Il Real Sito di Carditello, conosciuto anche come Reggia di Carditello, è una residenza borbonica dedicata alla caccia, all’allevamento dei cavalli di razza reale e alla produzione agricola sperimentale.

Un tour speciale in Terra di Lavoro alla scoperta di San Leucio.

La Reggia di Portici è tra i più splendidi esempi in Europa di residenza estiva della famiglia reale borbonica e della sua corte. Posta alle pendici del Vesuvio ha un bosco superiore, originariamente dedicato alla caccia, ed uno a valle, di tipo più ornamentale, esteso fino al mare. Visiteremo il piano nobile,il Museo Herculanense e  la Sala Cinese.

 

Partenza: 05 Dicembre - 07 Dicembre
Durata: 3 giorni 2 notti
Gruppo minimo: minimo 18 massimo 25 persone
Costo per persona: € 335,00 in camera doppia - € Sup.Singola 60,00 (limitate su richiesta). Vi ricordiamo che i posti sul bus vengono assegnati in base alla data di prenotazione pertanto affrettatevi a prenotare. E' previsto distanziamento sociale come da DCPM,sul bus e nei luoghi comuni.
Prenotazioni entro: Entro il 25 ottobre,sino esaurimento dei posti disponibili, versando acconto di euro 90,00 e saldo 20 giorni prima della partenza.

Il Programma di Viaggio

1° Giorno: Roma – Napoli

Ritrovo dei partecipanti luogo e orario da concordare e partenza in direzione di Napoli. Dopo la sosta in autostrada per un lunch veloce(non compreso)arriveremo alla periferia di Napoli dove inizieremo ad ammirare alcuni dei murales più famosi, come la bambina Rom, Maradona, ecc…Al termine in bus ci trasferiremo nel centro storico di Napoli dove il percorso proseguirà a piedi, auricolari compresi.

Un itinerario che unisce due volti di Napoli quella della tradizione dei bassi e del popolo e quella delle nuove tendenze artistiche della street art. 

Partiamo dalla periferia di Napoli rinata attraverso le opere di un giovane street artist napoletano: Jorit. Riconosciuto dai grandi critici internazionali, nelle sue opere egli unisce una padronanza delle tecniche pittoriche a un profondo realismo e a forti messaggi sociali. Le sue opere sono legate alla strada e visibili a tutti. Vedremo la “Scughnizza ROM” il gigantesco Maradona e il piccolo Niccolò ragazzino autistico, tutti marchiati con due strisce rosse sul volto, scopriremo insieme perché.”

Ci spostiamo poi su via duomo dove verremo accolti in un piccolo grande museo : il Museo Filangeri. Un tesoro di opere collezionare da questo Principe napoletano Gaetano Filangeri e riaperto dopo 13 anni di abbandono totale. Una sorta di wunderkammer piena di oggetti varie, avori armi pastori e tele del 600 napoletano di Luca Giordano e Ribera. Spettacolare il pavimento maiolicato della sala Agata e la magnifica scala elicoidale. Usciti dal museo ci dirigiamo verso un altro museo nascosto il cui protagonista ci viene introdotto ancora una volta dal nostro street artist Jorit: San Gennaro che lui rappresenta attraverso il volto di un operaio napoletano di nome Gennaro. Arrivati al museo del Tesoro di San Gennaro, un’atmosfera di incanto ci accoglie… esposti troveremo tesori il cui valore supera addirittura il tesoro della corona inglese, custoditi per secoli dalla reputazione della città di Napoli.

La splendida collana del tesoro o la mitra con 3964 pietre preziose sono alcune delle meraviglie di questo museo. Usciti dal museo accolti dall’atmosfera natalizia e della befana, tipica delle strade di Napoli verso via Tribunali, si incontrano altri street artists: Banski e la sua unica opera certa a Napoli: la Madonna con la Pistola, san Pino Daniele e Caravaggio,solo per citarne altri’, tra sacro e profano; ma molto altro ancora avremo la possibilità di ammirare, sopratutto la Napoi vera verace, con le case dette i “vasci”.ecc.ecc. un tuffo, un’immersione totale e autentica.

Pignasecca: è il mercato dei napoletani, non del turismo di massa, e questo vi permetterà di conoscere a fondo il loro modo di vivere e pensare. Via Toledo è anche la via alla moda della Napoli borghese:potrete osservare chiese e palazzi antichi, come il Carafa di Maddaloni (1582) e il Doria D’Angri (1755) frutto del genio di Luigi Vanvitelli.

Da questo balcone Giuseppe Garibaldi proclamò l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia: ”Vulimmo vedé a don Peppe” (la folla napoletana sotto il balcone di Palazzo Doria d’Angri, dove Garibaldi alloggiava).

Su una delle facciate dell’ex OPG Occupato (ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario) a Materdei è possibile ammirare l’enorme murales realizzato dall’artista BLU. La figura mostra un ambiguo ed enigmatico personaggio verde dalla bocca aperta, una figura drammatica ed inquietante che riesce a relazionarsi al suo contesto, come tutte le opere dell’artista. Infatti, la bocca spalancata si trova proprio in corrispondenza di una finestra, conferendo un maggiore senso di inquietudine. Blu è tra i più importanti street artist al mondo e le sue opere si trovano in decine di paesi.

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Madonna con la pistola

Si tratta dell’unica opera documentata di Banksy in Italia e si trova precisamente in Piazza dei Girolamini. È uno dei graffiti più significativi dell’artista inglese in cui la Madonna è dipinta con una pistola al posto dell’aureola, come segno del legame profondo tra la criminalità e la religione a Napoli. Il murales è protetto da una lastra in vetro e, a pochi metri, si può trovare un’edicola votiva con la Vergine Maria, in un accostamento di grande impatto. L’opera ha un elevato valore perché Banksy è attualmente lo street artist più famoso al mondo.

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Maradona

Realizzato in occasione del secondo scudetto del Napoli, nel 1990, il murales di Maradona si trova nei Quartieri Spagnoli ed è stato restaurato nel 2016 grazie anche ai contributi dei cittadini dell’area. Durante i lavori di restauro è stato anche ritrovato il brillante di Swarovski che a suo tempo era stato usato come orecchino del Pibe de Oro e che è stato ricollocato sul murales. Maradona indossa la maglia della squadra con lo sponsor di allora e, naturalmente, il suo irrinunciabile numero 10.

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Murales ai Quartieri spagnoli per attirare sempre più turisti e rendere più bella l’area a ridosso di via Toledo, ricordando la storia della città e i personaggi che l’hanno resa celebre dal punto di vista culturale. In via Portacarrese arriva ora Totò vestito da donna come in “Totò truffa ’62″, dopo gli altri lavori di street art completati nei giorni scorsi sempre nella stessa zona.

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Trasferimento in hotel e assegnazione delle camere riservate, cena e pernottamento.

 

2° Giorno: Napoli

Consumata la prima colazione nel nostro meraviglioso hotel, ci trasferiamo ancora nel cuore della città.

Percorso di visita sui misteri del Presepe Napoletano

Quanno “nascette ninno” è un itinerario alla scoperta dei più antichi ed arcani misteri che si celano nella rappresentazione della Natività a Napoli. Infatti, il Presepe Napoletano affonda le sue radici in un antico passato a cavallo tra paganesimo e cristianesimo. Il percorso che si snoda nell’area del Centro Antico di Napoli porterà i partecipanti a vivere l’atmosfera natalizia della via più famosa al mondo per l’arte dei presepi: via San Gregorio Armeno. La visita sarà narrata dal Maestro Antropologo Giovanni D’Angelo,insieme al laboratorio Voci e Suoni delle Memoria, che grazie ad emozionanti performance canore polifoniche omaggerà i visitatori di antichi canti popolari legati al natale e al presepe.

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Visita narrata al centro storico di Napoli, ripercorrendo il folklore delle tradizioni e delle leggende napoletane legate al presepe; cosa significano i pastori? perché si mette la tavola imbandita? perché ci sono quelle piante?

Perché gli abitanti del presepe sono messi sempre nella stessa posizione? Un viaggio tra palazzi d’epoca e chiese suggestive, che riecheggiano di storie e ritualità legate alle festività natalizie.

Tempo libero per passeggiare lungo la famosa strada di San Gregorio Armeno dove maestri artigiani, creano delle vere e proprie opera d’arte, con i loro presepi e tempo libero per il pranzo o la pizza verace. Potrete approfittarne per la visita al Cristo Velato o passeggiare nelle stradine del decumano.

Al termine si prosegue per un affascinante visita alla Reggia di Portici.

La Reggia fu costruita nel 1738 per volere del re di Napoli, Carlo di Borbone, e della moglie, Amalia di Sassonia, affascinata dai paesaggi del Sud. Lavorarono alla sua realizzazione ingegneri, architetti e

decoratori, da Giovanni Antonio Medrano ad Antonio Canevari, da Luigi Vanvitelli a Ferdinando Fuga; per la decorazione degli interni operarono, Giuseppe Canart, Giuseppe Bonito e Vincenzo Re, per il parco e i giardini Francesco Geri.

Il sito di Portici, prescelto da re Carlo per motivi paesistici e per le risorse adatte alla caccia, si rivelò profondamente intriso di memorie sepolte: ad ogni scavo della terra, necessario per la realizzazione delle nuove costruzioni, qualche meraviglia del passato riemergeva alla luce. I reperti, provenienti dalle città sepolte di Ercolano e Pompei, si rivelarono ricchi e numerosi e furono sistemati nelle stanze della Reggia. Ben presto i reperti formarono una delle raccolte più famose al mondo e diedero vita all’Herculanense Museum, inaugurato nel 1758 e meta privilegiata del Grand Tour. Per accedere alla Reggia dal mare, nel 1773 fu costruito il porto del Granatello.

L’Herculanense Museum è l’anima archeologica del polo museale del Sito Reale di Portici che affianca l’anima scientifica dei Musei delle Scienze Agrarie. L’Herculanense Museum ripropone l’originaria vocazione museale assunta dalla Reggia fin dalle origini e per circa un cinquantennio: quella di sede delle reali raccolte di antichità provenienti dagli scavi di Ercolano, Pompei e Stabia.

Il museo fu inaugurato nel 1758 per volere di Carlo di Borbone ed era unico nel suo genere, unico in tutta Europa non solo per la quantità e la qualità dei reperti riuniti, ma per i laboratori sperimentali e l’insieme delle attività di studio e di restauro che vi si svolgevano, tra le quali spiccavano gli ingegnosi metodi via via tentati per srotolare i papiri carbonizzati e recuperati a Ercolano. La struttura espositiva consisteva in una serie di spazi aperti e coperti nei quali prendevano posto man mano, ora confusamente ammassati, ora ordinati, gli innumerevoli ritrovamenti provenienti dagli scavi. Il museo fu trasformato e ampliato di continuo per dare decorosa sistemazione alla mole di oggetti acquisiti: dalle pitture parietali, ai mosaici, alle statue in marmo e in bronzo. Il Museo divenne ben presto meta obbligata di studiosi, intellettuali e amanti dell’arte. Nel suo “Viaggio in Italia”, del 1787, Goethe lo definì “l’alfa e l’omega di tutte le raccolte di antichità”. Il museo celebrava i fasti della monarchia borbonica, che si gloriava di aver portato al “desiderato scovrimento” i tesori artistici delle città sepolte. La visita si conclude con la Sal Cinese(biglietto incluso). Al termine rientro in hotel per la cena spettacolo.

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Cena e spettacolo con TOMBOLA VAJASSA NAPOLETANA

Non tutti sanno che la Tombola Napoletana nacque nel 1734 quando, durante il periodo natalizio, proibito il gioco del lotto per ragioni religiose, i napoletani si industriarono creando con i 90 numeri un gioco parallelo e casalingo. Ed è proprio dai 90 numeri, uno per ogni partecipante, estratto all’ingresso, che lo spettacolo prenderà forma e catturerà l’attenzione degli intervenuti.

Un originalissimo femminiello napoletano, capace attraverso la magica estrazione dei numeri, di raccontare storie e situazioni tali da coinvolgere i partecipanti nella più verace atmosfera dei vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli.
Durante la cena, comincerà la tombola con tanto di cartelle: “chest e a man…e chist è o cul ro panar”, secondo la smorfia più colorita e scostumata che abbiate mai sentito! Non sono previste né scommesse né vincite ma solo tante risate e sorprese.
Si assisterà alla performance artistica del noto cantante attore Peppe Parisi, che utilizzerà l’estrazione dei numeri come spunto per esibirsi in racconti, canzoni, aneddoti e detti, tutti dal sapore ironico e irriverente.
L’estrazione dei numeri sarà intervallata da performance canore accompagnate da tammorra e chitarra come “Lu Guarracino”, “La Tammurriata alliuno” e “Madama Chicherchia” e da interventi teatrali come un estratto dalla “Piedigrotta di Viviani” la storiella di “Gianmaria” e altre irriverenti narrazioni come la fiaba della “Vecchia scorticata” del Basile che fungerà da prologo introduttivo alla serata.

3° Giorno: Napoli – Reggia Carditello – San Leucio – Roma

Prima colazione e rilascio delle camere.

Visita al Palazzo Reale di Napoli, fondato come palazzo del re di Spagna Filippo III d’Asburgo nell’anno 1600, per iniziativa del viceré Fernando Ruiz de Castro conte di Lemos e della viceregina Catarina Zuñiga y Sandoval. L’architetto Domenico Fontana progettò una residenza civile di forme tardo rinascimentali con colonne e ornamenti classici in facciata, cortile centrale quadrato con portico a pian terreno e al primo piano loggia interna sui quattro lati.

Quando Napoli nel 1734 divenne capitale di un regno autonomo con Carlo III di Borbone, il Palazzo fu ampliato sul versante del mare, con l’Appartamento del Maggiordomo Maggiore, poi verso il Vesuvio con l’Appartamento per i Reali Principi. Vennero perciò a formarsi altri due cortili, oltre a quello d’onore. Gli interni furono allestiti nel gusto tardo barocco con marmi preziosi e affreschi celebrativi, tra i quali le opere di Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro.

Le ultime trasformazioni avvennero al tempo di Ferdinando Il Borbone: dopo un incendio sviluppatosi nelle stanze della Regina Madre, l’architetto Genovese fu incaricato di un restauro generale che fu realizzato con gusto neoclassico. Sede dei Principi di Piemonte dopo l’Unità d’Italia, fu ceduto al Demanio dello Stato da Vittorio Emanuele III di Savoia nel 1919 e destinato in gran parte a Biblioteca Nazionale, mentre l’ala più antica sul Cortile d’Onore, ricca di testimonianze storico-artistiche dal Seicento all’Ottocento, fu adibita a Museo dell’Appartamento Storico.

Al termine della visita, proseguimento per la visita alla Reggia di Carditello.

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Il complesso borbonico costruito tra Napoli e Caserta, fu destinato da Carlo di Borbone a luogo per la caccia e l’allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l’allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini. Circondato, nel Settecento, da boschi, campi e vigne e frutteti a perdita d’occhio, questo Real Sito incantò Wolfgang Goethe che scrisse che bisognava andare di lì “per comprendere cosa vuol dire vegetazione e perché si coltiva la terra. (…) La regione è totalmente piana e la campagna intensamente e diligentemente coltivata come l’aiuola di un giardino”.

Carditello era uno dei siti che si fregiava del titolo di “Reale Delizia” perché, nonostante la sua funzione di azienda, offriva una piacevole permanenza al re e alla sua corte per le particolari battute di caccia che i numerosi boschi ricchi di selvaggina permettevano. Costruita da un allievo di Luigi Vanvitelli, Francesco Collecini, e affrescata dal grande vedutista di corte Jakob Philipp Hackert, Carditello è l’unica reggia reale europea che presenta nell’area antistante, una pista per cavalli, che richiama la forma dei circhi romani, abbellita con fontane, obelischi ed un tempietto circolare dalle forme classicheggianti. Un luogo magico, che ci regalerà la possibilità di fare, ancora una volta, un passo indietro nella storia.
A seguire un tour speciale in Terra di Lavoro alla scoperta di San Leucio, per scoprire antichi mestieri e sapori,  alla scoperta delle antiche seterie di San Leucio.

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Si farà tappa presso l’antico borgo del Real Sito di San Leucio, luogo di straordinario e avanguardistico esempio d’insediamento industriale per la manifattura serica e l’esperimento sociale della Real Colonia la comunità degli operai, frutto dell’ambizioso programma urbanistico illuminato di Ferdinando IV di Borbone con la creazione di Ferdinandopoli.

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San Leucio fu anche centro aziendale di valorizzazione agricola, zootecnica e forestale il cui esempio più particolare fu la Vigna del Ventaglio un impianto ubicato tra la Reggia di Caserta e il Belvedere di San Leucio a forma di semicerchio composto da 10 raggi da cui si dipanava una diversa tipologia di vite e la cui denominazione era indicata su una lapide di travertino.
Al termine,   rientro a Roma previsto in serata (circa ore 20.00)e fine dei servizi.

Informazioni generali

La quota comprende: 

Bus G.T per la durata del tour

2 notti in hotel 4****  stelle in mezza pensione (prime colazioni e cene) Bevande ai pasti inclusi nel programma(2 cene e 1 pranzo) +pranzo con pizza verace

Tassa di soggiorno quotata al 15 settembre 2020 (eventuali aumenti saranno dovuti) Servizio di guida autorizzata Regione Campania

Auricolari per la visita Street Art e museo Filangeri

Visita narrata e canora del Maestro Giovanni d’Angelo con altri artisti e musicisti Tombola animata dei Femminielli con primario attore partenopeo

Visita alla Reggia di Carditello e San Leucio Assicurazione medica e bagaglio Accompagnatore da Roma dei Viaggi di Giorgio Iva al 10%

Assicurazione medica e bagaglio e ANNULLAMENTO AL VIAGGIO

La quota non comprende: 

I pasti non indicati.

Ingressi previsti nel programma pari a euro 39,00

Mance pari a 10 euro .

Tutto quanto non espressamente previsto nella quota comprende.

 

 

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