Monte Soratte

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In Breve

Viaggio nell’era della Guerra Fredda

Il Bunker atomico del Monte Soratte

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Partenza: 01 maggio - 01 maggio
Durata: 1 giorno
Gruppo minimo: 35
Costo per persona: 55,00 €, biglietti d'ingresso inclusi
Prenotazioni entro:

Il Programma di Viaggio

Domenica

Partenza da piazzale Ostiense in pullman GT per il Monte Soratte alle ore 9.00. Arrivo a Sant’Oreste al Sor. A seguire inizio delle nostre visite.

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Questa mattinata sarà dedicata alla visita di uno dei siti più insoliti e ricchi di suggestione della nostra regione, l’enorme Bunker del Monte Soratte, testimonianza di due momenti storici, drammatici e difficili, che videro l’Europa ed il Mondo in conflitto sia bellico che ideologico, quello della Seconda Guerra Mondiale e quello della Guerra Fredda.
Questa eccezionale opera di ingegneria, iniziata nel 1937 per volere di Benito Mussolini, venne creata sul Monte Soratte perchè non troppo distante da Roma.
Inizialmente queste gallerie scavate all’interno della montagna, sarebbero dovute servire da rifugio antiaereo e per ricovero protetto di industrie belliche delle Officine Breda, poi denominate “le officine protette del Duce”.
La direzione delle operazioni di sondaggio, scavo e rinforzo vennero affidate al Genio Militare di Roma ed eseguite da maestranze specializzate provenienti non solo dai paesi limitrofi ma soprattutto da fuori Roma e provincia. Si realizzarono così enormi e spaziose gallerie per una lunghezza totale realizzata di 4 chilometri circa, mentre il progetto avrebbe dovuto comprendere ulteriori quattro lotti per un totale di 14 chilometri.
Oltre allo scavo delle gallerie, bisognava costruire anche nuove infrastrutture stradali adeguate; furono progettate due vie d’accesso: una da nord e una da sud, di cui solo la seconda fu completata prima dello scoppio della guerra. Dopo l’imponente opera di scavo, la protezione e il rivestimento delle gallerie venne realizzata in cemento armato.

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Oggi il complesso costituisce ancora una delle più grandi ed imponenti opere di ingegneria militare europee che costituirono una sorta di autonoma città sotterranea.
Dopo la capitolazione italiana dell’8 settembre le truppe naziste della Wehrmacht e più esattamente il Comando Supremo deal Feldmaresciallo Albert Kesselring, l’ Oberbefehlshaber Süd occupò le gallerie per porvi la sede del proprio comando, rimanendovi fino al giugno del 1944 quando gli alleati, mesi dopo lo sbarco ad Anzio e la battaglia di Cassino, entrarono a Roma, causando la fuga verso nord delle truppe germaniche, incluso lo sgombero del Bunker del Monte Soratte.
Il Bunker venne bombardato dai bombardieri statunitensi B17 il 12 maggio del 1944. Nonostante il massiccio bombardamento, operato con tecniche particolarmente distruttive e che hanno lasciato segni ben visibili ancora oggi sul Soratte, quasi nulli furono i danni alla struttura, segno della bontà della costruzione e della progettazione degli ingegneri italiani.
Al momento della fuga dal Soratte, dopo circa 10 mesi di insediamento, sembra che vennero portate al nord anche numerose casse contenenti lingotti d’oro trafugati dalla banca d’Italia che non furono però più rinvenute.
Dopo la fine della guerra, le gallerie furono nuovamente utilizzate dall’Esercito Italiano come polveriera per l’artiglieria; a guardia della polveriera si trovava anche una guarnigione dei Granatieri di Sardegna. Più volte tra il 1947 ed il 1949 si verificarono alcuni incidenti al di fuori delle gallerie, le cui cause sono rimaste ignote; si è ipotizzato ad esempio il tentativo, da parte di alcuni sovversivi, di far esplodere la struttura o di depredare il deposito di armi. Forse anche per questi motivi, ma soprattutto perché le gallerie erano molto umide, la polveriera fu trasferita altrove.
Seguirono così circa venti anni di abbandono, fino al 1967, durante il periodo della Guerra Fredda, quando, sotto l’egida della N.A.T.O., venne modificato un tratto delle gallerie, che assunse l’aspetto di bunker anti-atomico; i lavori, solo parzialmente terminati, si protrassero fino al 1972, quando, per ragioni ancora incerte, vennero bruscamente interrotti.
Il sito venne dunque trasformato, ampliato, riconvertito secondo i nuovi usi e le nuove tecnologie e doveva essere utilizzato, in caso di attacco atomico, per poche “persone con alti compiti di governo”, una sorta di ridotta di governo in grado di sopravvivere alle devastazioni e mantenere il governo ed il controllo del paese e delle Forze Armate.
Per molti anni e fino alla sua definitiva dismissione del 2005, la popolazione locale era quasi del tutto ignara sulla vera funzione ed utilizzo di queste gallerie, non immaginando che le antiche strutture eseguite in epoca fascista, fossero state trasformate in pochi anni in un bunker anti-atomico.
Il sito è stato oggetto di ulteriori progetti da parte del Governo Italiano sia nei primi anni ottanta sia in un recente passato prima della definitiva dismissione.
L’area è stata oggetto di una duplice dismissione da parte del Demanio della Difesa: nel 2001 fu dismesso il percorso esterno e le caserme, nel 2007 venne dismessa la parte ipogea.
L’intera area, da alcuni anni, è stata riacquisita dal Comune di Sant’Oreste ed è oggetto di un progetto di recupero delle ex-caserme e di allestimento di un museo storico diffuso, denominato “Percorso della memoria”.

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Al termine delle visite trasferimento per il pranzo in agriturismo e al termine  partenza in pullman GT per Roma.

Informazioni generali

La quota comprende

  • viaggio in pullman,
  • biglietti d’ingresso
  • spese di apertura e visite guidate,
  • spese parcheggio pullman,
  • ztl,
  • iva,
  • imposte e tasse,
  • pranzo in ristorante.
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