IL TIBET VISTO DALL’ALTO IN TRENO

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In Breve

Un viaggio straordinario, in esclusiva, realizzato con il treno della ferrovia più alta del mondo, per visitare un paese unico nel suo genere nel periodo migliore dell’anno, infatti il cielo è limpido, terso, e potrete ammirare le cime più alte del mondo come in nessun momento dell’anno                                         

La ferrovia dei primati: la Qinghai-Tibet è la linea ferroviaria più lunga sull’altopiano ed è quella che si trova alla maggiore altitudine sul livello del mare, snodandosi per l’80% del suo percorso totale oltre i 4000 metri. La stazione ferroviaria del Monte Tanggula è la stazione ferroviaria più alta al mondo trovandosi a 5072 metri sopra il livello del mare. Un’opera imponente e contraddittoria che consentirà di raggiungere Lhasa attraversando un territorio spettacolare percorso fino ad oggi soltanto da yak selvatici e antilopi tibetane. I lavori di questi ultimi quattro anni sono stati eseguiti cercando di evitare il più possibile di interferire con il delicato eco-sistema ed hanno superato con successo grandi ostacoli quali il freddo, la rarefazione dell’ossigeno ed il suolo sempre gelato. Il treno ha vagoni con cuccette e docce, vagone ristorante e vagone turistico. Il vagone turistico è dotato di grandi vetrate grazie alle quali i viaggiatori possono godere piacevolmente del panorama  mozzafiato lungo tutta la linea. Il treno è tecnicamente all’avanguardia con sistemi di pressurizzazione come quelli in dotazione agli aerei di linea. Il Tibet, cuore delle Quattro Nobili Verità che stabiliscono i principi di causalità e di interdipendenza di tutti i fenomeni,è certamente il cuore propulsore di tutta l’Asia buddista. L’invasione cinese del 1959 provocando la diaspora tibetana ha in realtà come aperto una cassaforte effondendo a piene mani il suo contenuto: quella che era una realtà segreta è divenuta quindi una realtà conosciuta da tutto il mondo. Ha consentito al Dalai Lama, supremo capo spirituale e simbolo di quella cultura e del popolo oppresso costretto a fuggire, di accendere nel mondo l’interesse per il buddismo tibetano e di guadagnarsi con la sua saggezza la simpatia politica per la causa dell’indipendenza e la solidarietà di tutte le culture occidentali. Il tetto del mondo, il luogo più alto per la spiritualità dell’uomo, una cultura legata a doppio filo con la pratica religiosa che raggiunge altezze solo percettibili da noi occidentali. I Tibetani danno alla loro religione il nome di “Chos” che significa semplicemente “legge”. Solo negli ultimi decenni si è potuto approfondire il significato profondo e non apparente di alcuni rituali che in passato sono stati spesso semplicisticamente liquidati come espressioni magiche e demoniache. Il buddismo tibetano, che lascia invece grande spazio alle modalità per raggiungere l’illuminazione, si fonda sul lamaismo (lama = guida spirituale) che venne introdotto nella regione nell’VIII secolo sovrapponendosi alle religioni primordiali autoctone animiste. Il lamaismo assorbe in particolare le caratteristiche della religione Bon e forma un quadro religioso che è la continuazione della religione antica seppure sotto nuove vie, forme e pratiche che mantengono saldamente la meta comune: l’illuminazione. Dice il XIV Dalai Lama: “Quando vi svegliate al mattino, se avete interesse allo sviluppo spirituale, dovete esaminare la vostra mente e cercare di sviluppare una giusta motivazione. Quindi ripromettetevi seriamente, con determinazione, di praticare in futuro, e in particolar modo oggi stesso, un corretto comportamento e un corretto modo di pensare. Pensate che aiuterete gli altri in modi corretti, e se ciò non sarà possibile, vi asterrete almeno dal nuocere loro. In seguito, durante il giorno, di tanto in tanto rammentate a voi stessi ciò che vi siete ripromessi al mattino. A sera ripercorrete la vostra giornata per vedere se l’avete davvero trascorsa come vi eravate ripromessi al mattino. Se trovate qualcosa di buono, bene, siatene lieti! Rafforzate la vostra decisione rallegrandovi delle buone azioni compiute e ripromettendovi di continuare così nel futuro. Se scoprite che nel corso della giornata avete commesso qualche azione negativa, provatene rimorso e rimproverate voi stessi, riflettendo sul fatto che le azioni negative commesse nel passato sono il motivo per cui state tuttora sperimentando conseguenze indesiderabili. Riflettete che se continuerete a indulgere in azioni simili nel futuro, si ripeteranno anche le conseguenze negative.  Questo è il modo: provare e riprovare e riprovare ancora! Allora, col tempo, c’è speranza. C’è la possibilità di migliorarsi. Le benedizioni che vengono dagli altri non sono sufficienti. Le benedizioni devono venire dall’interno.

Senza il nostro sforzo, le benedizioni non possono raggiungerci”. All’interno di queste riflessioni abbiamo ritrovato tutti gli elementi rituali, le espressioni, le maschere, gli oggetti simbolici, i costumi, le danze, la musica, le cerimonie del mondo tibetano e abbiamo identificato il filo sottile ma inossidabile che lega gli uomini gli uni agli altri.

Partenza: 10 agosto - 21 agosto
Durata: 11 giorni 10 notti
Gruppo minimo: 10
Costo per persona: IN AGGIORNAMENTO
Prenotazioni entro: 30 maggio versando acconto di euro 1200,00 saldo entro 30 giorni dalla partenza

Il Programma di Viaggio

1° giorno: ROMA-SHANGAI

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto Roma Fiumicino  e volo per Shangai. Pasti e notte in volo.

2° giorno: SHANGAI-XINING

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Arrivo a Pechino e coincidenza volo per Xining. Incontro con la guida e trasferimento in hotel per la cena e il pernottamento.

3° giorno:  XINING/LAGO QINGAI/TRENO PER LHASA

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Prima colazione in hotel e visita della città di Xining
, capitale della provincia del Qinghai. E’ situata lungo il corso del fiume Xining ed è stata fra le più importanti città commerciali nelle vie carovaniere verso il Tibet Giornata di visita di questa zona popolata da diversi gruppi etnici della provincia tra i quali i Tibetani, gli Hui, gli Han. Inoltre visita del tempio Tai Er Si, uno dei sei grandi monasteri della setta dei Berretti Gialli del Buddismo tibetano. L’edificio fu eretto nel 1557, su un terreno sacro, nel luogo natale del fondatore della setta. La leggenda racconta che, alla nascita di Tsong Khapa (il nome del fondatore), qui caddero dal suo cordone ombelicale alcune gocce di sangue da cui ebbe origine un albero con foglie segnate dall’immagine del Buddha. Seconda colazione in corso di visita.
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Visita al Lago Qingai situato a quota 3400 metri. Visita nei dintorni del lago. Dopo la cena trasferimento alla stazione ferroviaria, sistemazione in scompartimento di prima classe con 4 cuccette per scompartimento e partenza per Lhasa dove si giunge dopo circa un giorno di viaggio. Pernottamento.

4° giorno: TRENO PER LHASA

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Pensione completa. Intera giornata di viaggio lungo un percorso paesaggistico di incomparabile bellezza. La linea ferroviaria Pechino-Lhasa, nota anche col nome di Linea del Qinghai-Tibet, Treno del Cielo o Tibet Express collega Xining, capitale della provincia cinese del Qinghai, con Lhasa, capitale del Tibet. In tutto la linea serve 44 stazioni e può essere percorsa da otto treni contemporaneamente. L’idea della ferrovia nacque da Mao Zedong, che intraprese alla fine degli anni cinquanta la costruzione del “Treno dei Cieli”, ma che, a causa dei costi e dei problemi tecnici derivanti dal suolo impervio delle montagne himalayane, dovette abbandonare l’impresa limitandosi al tratto tra Xining e Golmud (815 km), concluso nel 1984, e il collegamento di Xining con Pechino. La Ferrovia del Tibet è la prima e unica ferrovia che collega il Tibet alle altre città cinesi. La seconda tratta, quella più ostica, di 1.140 km è stata iniziata nel 2001 e terminata nel 2006. La Golmud-Lhasa è la strada ferrata più alta del mondo, poiché raggiunge il livello record di 5.072 m sul livello del mare

Questo percorso resterà impresso per sempre nella vostra memoria. Arrivo a Lhasa previsto in serata, trasferimento in hotel e pernottamento.

5° giorno:  LHASA

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Prima colazione in hotel e giornata intera dedicata alla visita della città. È la capitale della regione autonoma del Xizang (Tibet) che si trova a 3680 metri di altezza. È detta anche la “terra degli Dei” e racchiude in sé due città contrapposte: una moderna, l’anonima città cinese, ed una più antica che è la vera e propria città tibetana ad est del Potala. Visita del vero e proprio simbolo della città, l’imponente, austero e distaccato Potala, il più famoso monastero-fortezza del Tibet, quasi una città, articolata su tredici piani, che domina la valle dall’alto del Marpori (montagna del Buddha). Anche il Potala sembra risalire al VII secolo e pare che la sua distruzione nel IX secolo fosse stata causata dalla magia nera degli sciamani Bon. La fortezza venne ricostruita nella seconda metà del 1600 e dal 1755 divenne la residenza ufficiale del Dalai Lama (capo del potere temporale e autorità indiscussa della regione), che insieme al Panchen Lama (capo del potere spirituale) rappresentavano le massime autorità del paese come stabilì il movimento riformista dei Gelupka (berretti gialli). Il Potala si compone di due parti principali: il Palazzo Rosso, adibito alle funzioni religiose, accoglie le sontuose sepolture dei precedenti Dalai Lama e numerose altre cappelle; il Palazzo Bianco, ai due lati di quello rosso, ospitava invece la comunità dei monaci e gli uffici amministrativi; il tetto del Potala era invece la residenza temporale dei Dalai Lama. Proseguimento con la visita del monastero di Sera dove per molti anni hanno vissuto monaci specializzati nell’esercizio delle arti marziali. Molti di questi monaci hanno combattuto durante le sommosse del 1959 al tempo della rivoluzione culturale. In una certa ora del pomeriggio si potrà assistere ad un particolare dibattito fra i monaci che abitano nel monastero. Infine la visita del Norbulingka, il palazzo d’estate del Dalai Lama costruito dal VII Dalai Lama nell’XVIII secolo, immerso nel verde e nell’armonia di giardini ben curati, i più belli di Lhasa. Da qui, nel 1959, poco prima che i Cinesi irrompessero violentemente nel Paese, il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso partì per l’esilio in India, dove ancora vive. Vi si trovano bellissimi ambienti decorati con dipinti murali, templi ed altari con statue di splendida fattura, sale per la meditazione, biblioteche, fontane e corsi d’acqua. Seconda colazione in corso di visite. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

6° giorno: LHASA

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Prima colazione in hotel e intera giornata dedicata alla continuazione delle visite. Visita del monastero Drepung, alla periferia occidentale, il cui nome deriva dalla città indiana nella quale il Buddha rivelò i testi esoterici della “ruota del tempo”, ossia del Samsara. Il Drepung fu fondato nel 1416 e rappresentò per secoli la prima università monastica del paese. Fu sede abbaziale dei Dalai Lama fino alla ricostruzione del Potala e ospitava due università nei cui collegi, dratsang, si insegnavano i diversi aspetti del buddismo. Vi vivono oggi circa 500 monaci contro i 10.000 di un tempo.

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Accanto al Drepung si trova il più piccolo monastero di Nechung che ospita una scuola teologica, un tempo la più famosa e all’avanguardia del Tibet. In uno degli edifici di questo complesso risiedeva l’Oracolo di Stato (Nechung Chogyal) che, cadendo in trance, consigliava il Dalai Lama sulle decisioni da prendere; nessun tibetano lo avrebbe mai smentito. Visita della città vecchia raccolta intorno al tempio dello Zuglakan che i Cinesi chiamano Jokhang, la prima istituzione religiosa e la più sacra dell’intero Tibet, edificata nel VII secolo durante il regno di Songtsen Gampo. All’interno si trova la statua sacra del Buddha Sakiamuni, posta propria al centro del Tibet, centro identificato in base a criteri geomantici e a complessi calcoli divinatori.

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La costruzione consta di tre piani quadrangolari attorno al quale si trova il percorso pedonale dei pellegrini, il Barkhor, che si deve compiere sempre in senso orario. Il nome Barkhor è usato per identificare il cuore di Lhasa, dove vive l’essenza del popolo tibetano con tutte le sue tradizioni, i suoi riti, la sua spiritualità. Un incredibile mondo dove si ritrovano monaci, bambini, contadini, lama, pellegrini, raccolti in preghiera, giocando, salmodiando, recitando mantra alla luce delle lampade, sotto i raggi del sole che filtrano attraverso la polvere e invadono gli spazi dei bazar carichi di tutti gli oggetti che qui, in Tibet, hanno un’anima. Suggeriamo di percorrere più volte il perimetro del Barkhor, sarà sempre una sconvolgente emozione. 08-t
Proseguimento con la visita di Ani Sangkung, un delizioso e lindo monastero, sempre nella città vecchia, abitato dalle monache che un tempo avevano il compito quotidiano di accendere le lampade del tempio di Zuglakan e che oggi producono rotoli di sutra. Seconda colazione in corso di visite. Cena e pernottamento.

7° giorno: LHASA-SHIGATSE

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Prima colazione in hotel e partenza per Shigatse (250 km: 5 ore circa). Shigatse, oltre a essere stata un’importante città del Tibet storico, oggi è la seconda città per popolazione (80.000 abitanti) della Regione Autonoma del Tibet ed è la capitale della provincia tibetana di Tsang. Arrivo e sistemazione in hotel. Nel pomeriggio visita del monastero di tashilhunpo, fondato nel 1447 da “Gendun Drup” il primo Dalai Lama e centro storico e culturale di rilevante importanza, secondo solo a Shigatse, altro Importante luogo di culto in Tibet e residenza del Panchen Lama.

Il Panchen Lama è l’unica autorità religiosa di rango rimasta in Tibet dopo il Dalai Lama. Pensione completa e pernottamento.

8° giorno: SHIGATSE – GYANTSE

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Prima colazione in hotel e partenza per Gyantse (60 km: un’ora e mezza circa), arrivo e sistemazione in hotel.

Sita a 3977 metri di altitudine sul livello del mare è attraversata dalla Friendship Highway, che la congiunge a Kathmandu in Nepal e a Lhasa, Gyantse è famosa per il kumbum posto entro le mura dell’antico monastero di Pelkor Chode. Eretto nel 1440 il kumbum è uno stupa contenente 108 cappelle su quattro piani, tutte finemente illustrate da migliaia di dipinti e centinaia di statue.

Nel pomeriggio visita della città, del Palkhor Choide e del Kumbum.

Pranzo, cena e pernottamento.

9°giorno: GYANTSE – TSETANG

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Prima colazione in hotel e giornata di trasferimento a Tsetang (330 km: 9 ore circa). Abbandonata la valle di Gyantse, dopo un’ottantina di chilometri si inizia a salire lungo i tornanti che conducono ai 5010 metri del Karo La, un passo spettacolare incassato tra i ghiacciai. La strada discende costeggiando per un lungo tratto il lago Yamdrok per poi risalire il valico di Kamba La che offre, dall’alto dei suoi 4794 metri, un panorama superbo. Proseguimento quindi in direzione est lungo la valle dello Yarlung, culla della storia tibetana. Arrivo a Tsetang situata a 3400 metri di altitudine e sistemazione in hotel. Pensione completa.

10° giorno: ZEDANG – SAMYE – ZEDANG

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Prima colazione e proseguimento  delle visite con il monastero di Samye.

Si effettua un percorso di circa 50 minuti per poi prendere una chiatta e attraversare il fiume Yarlung, proseguire per altri 15 minuti fino a raggiungere questa città monastica, la più antica del Tibet costruita da Trisong Detsen nel 779 per ricevere il monaco taumaturgo Padmasambava. La traversata sarà un esperienza unica ed irripetibile, insieme ai pellegrini assorti  nelle loro preghiere, contemplerete il paesaggio ammaliati da tanta fede. Il complesso che si ispira al tempio indiano che era ad Otantapuri ha, visto dall’alto, la forma di un colossale mandala. Al centro si trova la sala maggiore che si eleva su tre piani a simboleggiare il Monte Meru, intorno si trovano 4 chorten disposti ai 4 punti cardinali, a nord il Tempio della Luna, a sud quello del Sole. Oltre a questi vi sono altri 7 templi dei 108 originali. Il complesso è ricchissimo di opere d’arte sacra tibetana spesso tempestate di pietre preziose.

Seconda colazione in corso di visite con box lunch.

Rientro in città e tempo libero per lo shopping o per rilassarsi presso uno dei famosi centri dove si può fare un massaggio praticato da mani esperte. Cena e pernottamento.

11° giorno: ZEDANG-YUNBU LA KANG- SHANGAI

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Prima colazione e visita del Tempio – Fortezza di Yunbu La Kang. Il tempio, oggi un monastero abitato solo da alcuni monaci, è composto da una parte anteriore ed una parte posteriore. La parte anteriore è un edificio di 3 piani, mentre la parte posteriore ha una torre alta come un castello e il palazzo fu dapprima il palazzo fortificato di Nyatri, padre dell’unificatore del Tibet Songtsen Gampo. Nell’interno è conservato un vero e proprio tesoro (VII sec.) composto da recipienti sacri e splendidi libri antichi. Rientro in hotel. Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto e partenza SHANGAI. Cena e pernottamento.

12° giorno: CHENGDU –SHANGAI-ROMA

Prima colazione ( cestino), trasferimento in aeroporto e partenza PER ROMA VIA PECHINO  Arrivo previsto nel pomeriggio.

Informazioni generali

La quota comprende:

  • Volo di linea dall’Italia diretto a Shangai franchigia bagaglio 20 kg andata e ritorno
  • 2  voli interni;
  • cuccette  in scompartimento turistico x 4 persone;
  • trasporti privati;
  • sistemazione Hotels 4**** e 5 ***** a  Pechino e Lasha, i migliori disponibili nelle altre località;
  • Trattamento di pensione completa, inclusa una bevanda a persona a pasto;
  • visite ed escursioni da programma con guide locali;
  • Trasferimenti in bus privato;
  • Assicurazione medica bagaglio e annullamento al viaggio (massimale intero costo del viaggio)
  • Set da viaggio;
  • Accompagnatore cinese in lingua italiana per tutta la durata del tour.

La quota non comprende

  • Tasse imbarco;
  • mance
  • extra carattere personale;
  • Visto.
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