Indonesia,Gran Tour

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In Breve

                                                                               Gran Tour dell’Indonesia
                                                                      Giava – Sulawesi – Bali – Lombok

Conosciuta come la cintura verde smeraldo attraverso l’equatore, l’Indonesia è il più grande arcipelago del mondo che comprende 13,466 grandi e piccole isole tropicali orlate da spiagge di sabbia bianca, molte ancora disabitate e alcune di esse senza nome.
La popolazione indonesiana di oltre 237 milioni di persone consiste in 350 gruppi etnici distinti da una grande diversità culturale e linguistica. Anche se la lingua nazionale è il Bahasa Indonesia, qui si parlano più di 500 lingue e dialetti.

Proponiamo di seguito un itinerario di 16 giorni per scoprire le bellezze naturalistiche e la cultura di 4 delle più affascinanti isole che compongono l’arcipelago indonesiano. Si comincia da Giava, con  i grandiosi complessi religiosi di Borobudur, nei pressi del quale si pernotta per effettuare la visita al sorgere del sole,  Prambanan ed i caratteristici templi induisti di Candi Cetoh e Candi Sukuh. Si vola sull’isola di Sulawesi dove si visita la regione dei Toraja, fiero popolo che abita la parte meridionale dell’isola e che mantiene inalterate le proprie tradizioni e le proprie credenze, prima di giungere a Bali dove per scoprire la spettacolare bellezza naturalistica e la profonda identità culturale e spirituale dei suoi abitanti, attraversando gli scorci paesaggistici più incantevoli, visitando i principali templi e centri artistici dell’isola. Il viaggio termina nell’isola di Lombok, situata a soli 45 minuti di volo da Bali dove si visita l’interno dell’isola ma anche alcune delle sue più belle spiagge.

Chi sono i Toraja

Uno dei gruppi etnici più interessanti e affascinanti del mondo che  vive nelle Sulawesi Meridionali (Indonesia) . Una tribù, che nonostante il progresso, riesce ancora oggi a mantenere le proprie tradizioni intatte come ad esempio il loro rituale più importante e cioè il “funerale”. Un rituale incredibile e che attira migliaia di visitatori da ogni angolo del pianeta. Stiamo parlando dei “toraja”.

Partenza: 05 agosto - 20 agosto
Durata: 16 giorni 13 notti
Gruppo minimo: 10
Costo per persona: 3.650,00 € sup singola 800,00 €
Prenotazioni entro: versando un acconto di € 1.500,00 Saldo entro 15 luglio

Il Programma di Viaggio

1° giorno: ITALIA - YOGYACARTA

Partenza dall’Italia per Yogyacarta con volo con scalo. Cena e pernottamento a bordo.

2° giorno:  – YOGYACARTA  (-/L/D)

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Arrivo al mattino presto a Singapore e proseguimento con volo di linea Singapore Airlines/Silk Airper Yogyacarta. Disbrigo delle formalità burocratiche, incontro con la guida locale e trasferimento in hotel. Pranzo in hotel. Nel pomeriggio visita della piana di templi di Prambanan, considerato il massimo monumento induista dell’Indonesia. Tre sono i templi che si distinguono all’interno del complesso, quelli dedicati a Brahma, Vishnu e Shiva, quest’ultimo alto circa 47 m e decorato con bassorilievi che raccontano la storia di Ramayana. Al termine Cena in hotel e pernottamento.

3° giorno: YOGYAKARTA – SOLO (Candi Cetoh, Candi Sukuh) – BOROBUDUR (B/L/D)

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Prima colazione. Partenza per Solo (Surakarta), situata a circa 65 chilometri da Yogyacarta, antica capitale del regno di Mataran, uno dei centri più importanti della cultura javanese. Visita della città con il palazzo del sultano Mangkunegaran, che ospita le preziose collezioni di oggetti appartenute ai Sultani di Solo. Partenza per la visita dei templi hindu Candi Cetoh e Candi Sukuh, situati a circa 900 metri s.l.m, alle pendici del vulcano Lawu (3.265m), considerato sacro dai javanesi. Costruiti prima della diffusione dell’Islam sono ritenuti i templi induisti più antichi di Java e combinano elementi dello shivaismo e del culto della fertilità con chiari riferimenti a simboli sessuali maschili e femminili e numerose immagini erotiche. Pranzo in ristorante locale in corso d’escursione. Nel pomeriggio proseguimento per Borobodur, il famoso tempio-montagna risalente al IX secolo,  il più grande monumento buddista al mondo. Sistemazione in hotel. Cena in hotel e pernottamento.

4° giorno: BOROBODUR – YOGYAKARTA – UJUNG PANDANG (B/L/D)

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Di primo mattino sveglia per ammirare l’alba nel complesso di Borobudur. Interamente costruito in pietra e recentemente restaurato dall’UNESCO, èformato da varie terrazze o basamenti, ornati da bassorilievi che raccontano la vita di Buddha e rappresentano i vari stadi da percorrere per raggiungere il Nirvana. Al termine visita dei piccoli templi di Candi Pawon e Candi Mendut. Rientro in hotel e colazione. Partenza per Yogyacarta e visita della città capitale culturale del paese: il “kraton”, palazzo fortificato situato nel cuore della zona vecchia e tutt’ora residenza del sultano, il Taman Sari, detto anche “castello sull’acqua”, costruito a metà del 1700 da un architetto portoghese, ed il caratteristico mercato degli uccelli. Pranzo in ristorante locale. In tempo utiletrasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea Garuda per Ujung Pandangl’antica Makassar, principale centro di Sulawesi,  isola caratterizzata da un territorio montuoso e selvaggio. Sistemazione e cena in hotel (a seconda dell’orario di partenza del volo la cena potrà essere effettuata in ristorante locale a Joyakarta).

5° giorno: UJUNG PANDANG – TANA TORAJA (B/L/D)

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Prima colazione. Al mattino partenza per gli altopiani centrali, verso Rantepao, capoluogo dellaregione dei Toraja che si raggiunge percorrendo circa 300 chilometri di strada asfaltata, attraverso spettacolari panorami caratterizzati da risaie e montagne. Lungo il tragitto visita ad un villaggio Bugis e sosta nella località di Pare Pare per il pranzo in ristorante locale. Arrivo a Rantepao in serata e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

6°/7° giorno: TANA TORAJA (B/L/D)

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Due intere giornate dedicate alla visita dei villaggi tradizionali, dove si potranno osservare le tongkonan,  le abitazioni con il tetto a forma di chiglia di nave, caratteristica che ricorda i tempi lontani in cui i Toraja erano un popolo di marinai ed i caratteristici luoghi di sepoltura. I Toraja infatti, avendo l’usanza di seppellire i defunti  con gli oggetti di valore, per evitare il diffondersi della profanazione delle tombe, iniziarono a scavare delle nicchie nelle pareti rocciose e a nascondervi le bare, protette dai “tau tau”, effigi in legno dei defunti a grandezza naturale. Si visitano i villaggi nei dintorni di Rantepao, come Kete-kesu, Londa, Lemo, Suaya, Palawa, Sa’dan, Tobarana, Batutumonga. Pensione completa con pranzi in ristorante locale in corso d’escursione e cene in hotel.

8° giorno: TANA TORAJA – MAKASSAR – DENPASAR – UBUD (B/L/-)

Dopo la prima colazione rientro a Ujung Pandang. Pranzo in ristorante locale lungo il tragitto a Pare-Pare. Arrivo nel tardo pomeriggio all’aeroporto di Makassar e volo Garuda per Bali. Trasferimento e sistemazione nell’hotel della categoria prescelta. Pernottamento.

9° giorno: UBUD  (Foresta delle scimmie, Taman Ayun, tramonto Tanah Lot)  (B/L/-)

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Prima colazione. Mattinata a disposizione per relax o attività individuali: Ubud è il centro culturale e cuore artistico dell’isola di Bali, con una miriade di piccoli negozi, gallerie d’arte, musei, studi di pittori. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio escursione per visitare la foresta di Sangeh, popolata  da diverse famiglie di scimmie poste a guardia degli spiriti custoditi nei templi, il tempio reale di Taman Ayun a Mengwi, prima di  ammirare un indimenticabile tramonto al tempio del Tanah Lot, famoso per la spettacolare posizione su un piccolo promontorio roccioso prospiciente il mare. Al termine rientro in hotel. Pernottamento.

10° giorno: UBUD (Tempio Madre di Pura Besakih) (B/L/-)

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Prima colazione. Escursione di un intera giornata al tempio di Besakih, il più grande ed importante dell’Isola, costruito nell’XI secolo alle pendici dell’imponente vulcano Gunung Agung il vulcano sacro di Bali. Lungo il tragitto si visita il villaggio tradizionale di Penglipuran, situato a 700 m.s.l.m. Pranzo in ristorante locale con vista sulle colline di Bukit Jambul. Nel pomeriggio proseguimento per la città di Klungkung dove si visita la vecchia corte di giustizia “Kerta Gosa”, risalente al XVIII secolo, dove si trovano dei particolari affreschi che raffigurano le pene per i condannati. Rientro in hotel nel tardo pomeriggio. Pernottamento.

11° giorno: UBUD   (Pura Luhur Batukaru, Jatiluwih, Pura Ulun Danu Beratan) (B/L/-)

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Prima colazione. Partenza per la provincia di Tabanan, nella zona nord-occidentale dell’isola per ammirare i paesaggi e la natura di Bali. Si visita il templio di Pura Luhur Batukaru, costruito nel XIII secolo alle pendici dell’omonimo vulcano e circondato da una lussureggiante vegetazione tropicale. Si prosegue attraverso l’incantevole paesaggio delle risaie di Jatiluwih, tra le più spettacolari dell’isola, dove si sosta per il pranzo.  Nel pomeriggio visita del mercato locale di fiori e frutta di Candikuning prima di proseguire per Bedugul e visitare il tempio di Pura Ulun Danu Beratan, situato in posizone particolarmente scenografica sulle sponde dell’omonimo lago. Nel tardo pomeriggio rientro in hotel e pernottamento.

12° giorno: UBUD – BALI  -  LOMBOK (B/-/-)

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Prima colazione. Check out alle 12.00 e trasferimento in aeroporto in tempo utile per volo di linea Garauda per Lombok. Incontro con la guida locale parlante italiano e partenza per l’area di Sengiggi (circa 2 ore) . Sistemazione nell’hotel della categoria prescelta. Pasti liberi. Pernottamento.

13° giorno: LOMBOK (B/L/-)

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Prima colazione. Partenza per la parte nord occidentale dell’isola: attraversando la rigogliosa vegetazione tropicale e le risaie si arriva alla foresta delle scimmie, si vedranno villaggi Sesak dove rimangono intatti gli stili di vita tradizionale, fino ad arrivare alle cascate situate ai piedi dell’imponente monte Rinjani, secondo vulcano dell’Indonesia, dove sarà possibile fare un bagno. Pranzo al sacco in corso d’escursione. Nel tardo pomeriggio rientro in hotel. Cena libera e pernottamento.

14° giorno: LOMBOK (Gili Nanggu, Gili Tangkong,Gili Kedis) (B/L/-)

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Prima colazione.  Dopo aver attraversato risaie, foreste di teak e villaggi di pescatori si arriva dopo circa 1 ora a Tawun, da dove ci si imbarca su una barca tradizionnale per visitare le 3 isole più belle della parte sud occidentale. L’itinerario, che può variare in base alle condizioni del mare, prevede Gili Nanggu, ottimo posto per nuotare e per fare snorkeling e, dopo il pranzo  al sacco in una delle bianche spiagge di Gili Tangkong, l’approdo a Gili Kedis. Rientro nel tardo pomeriggio in hotel. Cena libera e pernottamento.

15° giorno: LOMBOK – JAKARTA  (B/-/-)

Prima colazione.  Mattinata a disposizione. In tempo utile trasferimento in aeroporto e volo per Jakarta.

16° giorno: JAKARTA – ITALIA (-/-/-)

Intorno alla mezzanotte partenza con volo con scalo  per l’Italia.

Fine dei servizi.

Itinerario di Viaggio

LA QUOTA INCLUDE:
trasferimenti e visite con mezzo privato più autista e aria condizionata;
voli internazionali
tour con guida in italiano se disponibili;
pernottamento in hotel nelle località menzionate dal programma;
pasti come da indicazione giornaliera nel programma;
tasse di ingresso ai luoghi di visita menzionati nel programma;
volo domestico JOG-UPG;
volo domestico UPG-DPS;
volo domestico DPS-LOP;
salviette rinfrescanti ed acqua minerale in auto durante le visite e gli spostamenti.
assicurazione medico bagaglio

NON INCLUDE:
tasse aeroportuali € 320
bevande;
altri pasti non menzionati;
spese personali;
mance e facchinaggi;
tutto quello non menzionato nel paragrafo “Include”
assicurazione annullamento € 120,00

 

Informazioni generali

Da maggio 2016 i cittadini italiani otterranno all’arrivo visto gratuito della durata di 30 giorni (non estendibile). Necessario il passaporto, che deve essere valido 6 mesi ed avere 1 pagina libera.

Hotel (o similari):
Yogyakarta: Melia Purasani;
Borobudur: Saraswati;
Makassar: Imperial Aryaduta;
Toraja: Toraja Heritage;
Ubud: The Lokha Ubud;
Lombok: Sheraton Sengiggi Beach Resort.

 

Uno dei gruppi etnici più interessanti e affascinanti del mondo che  vive nelle Sulawesi Meridionali (Indonesia) . Una tribù, che nonostante il progresso, riesce ancora oggi a mantenere le proprie tradizioni intatte come ad esempio il loro rituale più importante e cioè il “funerale”. Un rituale incredibile e che attira migliaia di visitatori da ogni angolo del pianeta. Stiamo parlando dei “toraja”.

 

Chi sono i Toraja

Toraja  è il nome che fu attribuito alla popolazione che viveva nei remoti altopiani nel sud delle Sulawesi.  Questa popolazione, che ha vissuto per anni nell’isolamento totale, ha mantenuto le antiche tradizioni del culto animista ‘Aluk To Dolo’ che consiste nella venerazione degli antenati e nella pratica di alcuni rituali. Secondo il culto Aluk To Dolo, l’universo è diviso in mondo sotterraneo o dei morti, mondo superiore o paradiso e mondo terrestre abitato dall’uomo. Nella cultura Toraja, il rito funebre è l’evento più elaborato e più costoso di tutti e viene fatto per assicurarsi che l’anima del defunto raggiunga la terra di Puya (la terra delle anime o aldilà) situata da qualche parte negli altopiani a sudovest di Toraja.

Una volta raggiunta Puya, l’anima può continuare a svolgere una vita normale, simile a quella precedente,  avvalendosi dei beni offerti durante il funerale oppure continuare il viaggio nel mondo superiore dove diventerà divinità.

Le anime sfortunate che non riescono a raggiungere Puya, magari  perchè la famiglia non è riuscita a celebrare il funerale, diventeranno ‘Bombo’, e cioe’ degli spiriti cattivi che minacciano gli abitanti del mondo terrestre. Le cerimonie funebri svolgono quindi un ruolo fondamentale nella società Toraja, per mantenere l’armonia dei tre mondi. Oltre ai Bombo (coloro che sono morti senza funerale), ci sono altri spiriti cattivi che risiedono negli alberi, nelle pietre, nelle montagne e nelle sorgenti. I ‘Batitong’ sono spiriti terrificanti che mangiano lo stomaco delle persone addormentate, i ‘Po’pok’ volano di notte e i ‘Paragusi’ vagano nella foresta e si trasformano in lupi mannari.

Una leggenda dice che i Toraja erano dei navigatori proveninti dalla Cambogia, che furono costretti ad approdare sulle coste delle Sulawesi durante una tempesta in mare.  Non trovando nessun rifugio e non potendo tornare indietro perchè le barche erano danneggiate,  le hanno utilizzate per costruire il tetto delle loro case. Fino all’arrivo dei missionari e dei coloni Olandesi, i Toraja hanno vissuto nell’isolamento quasi totale ed erano ritenuti una delle tribù più feroci e selvagge di tutta l’Indonesia. Con l’arrivo dei missionari, fu introdotta la coltivazione del caffè, che segnò un passo importante nel processo di modernizzazione dei Toraja,  che dai villaggi fortificati sulle montagne,  si spostarono nelle zone pianeggianti per praticare l’agricoltura. Questo portò  anche dei cambiamenti nel loro culto.

Il rito funebre dei Toraja

A Tana Toraja la morte è vista come un processo graduale, piuttosto che un evento improvviso.  Una persona deceduta non viene definita morta ma ‘addormentata’ e muore ufficialmente nel momento in cui viene fatto il rituale funebre. Nella maggior parte dei casi, il rito funebre viene fatto dopo alcuni mesi o anni dalla morte effettiva. Questo dipende dallo stato sociale della famiglia e quanto impiega per mettere insieme i soldi necessari per fare un rituale sontuoso.  Nel frattempo il corpo del defunto viene  mummificato con la formaldeide  e conservato nella casa natale.

Statuette di legno tau tau

Una volta che inizia il rito funebre il corpo viene portato fuori di casa e il suo spirito si trasforma in un’ombra nera. Nel momento in cui vengono sacrificati i bufali o maiali, l’ombra nera viene guidata fuori dal corpo e indirizzata nel regno di Puya. Il corpo del defunto, viene lasciato nella tomba di famiglia insieme a gioielli e altri beni materiali importanti, che hanno segnato la vita della persona deceduta. Le tombe si trovano su una rupe inaccessibile e sono provviste di un piccolo balcone scavato nella roccia dove vengono poste delle statuette di legno tau che rappresentano la persona deceduta.

 

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