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Viterbo: Tuscia Fiabesca

In Breve

                Alla scoperta dei borghi  più belli vicino Viterbo e Bolsena

La Tuscia Viterbese è una delle zone più suggestive del Lazio, dove l’alternarsi di antichi borghi, castelli, verdeggianti colline e numerose testimonianze storiche, creano un indimenticabile mosaico di colori e un paesaggio unico. Grande importanza, non solo turistica, rivestono, quindi, i paesi e i borghi vicino Viterbo e Lago di Bolsena.

Viterbo :dal Palazzo dei Papi, alle chiese, dal Quartiere San Pellegrino al centro storico medievale.

Capoluogo della Tuscia e famosa per la “Macchina di Santa Rosa”, Viterbo conserva un centro storico d’aspetto medievale fra i più integri in Italia, ricchissimo di valenze storiche, artistiche e architettoniche, difficilmente riassumibili in poche righe. La fondazione di Viterbo si può far risalire all’Alto Medioevo quando un primo nucleo abitato crebbe intorno ad un “castrum” di origine longobarda, nei pressi del Colle San Lorenzo nel 773.Il suo passato ricco di avvenimenti storici ha accresciuto nel corso del tempo il suo patrimonio storico e culturale. L’attrazione principale di Viterbo è senza dubbio il centro storico, dove si possono ammirare monumenti di grande rilevanza architettonica e artistica. Suggestivi sono gli scorci tipicamente medievali, dove non di rado, sembra di tornare indietro nel tempo. Palazzi storici, chiese, castelli, torri, piazze e molto altro, renderanno la visita al capoluogo della Tuscia, interessante e coinvolgente.

“è definita da secoli la città dei Papi, in memoria del periodo in cui la sede papale fu appunto spostata in questa città che ancora porta i segni di quel fasto, pur avendo origini ancora più antiche.”

 

Il Lago di Bolsena

Immancabile è la visita al Lago di Bolsena, uno dei laghi più estesi d’Italia, e quello vulcanico più grande d’Europa. Borghi castelli, musei, palazzi, itinerari naturalistici, tradizioni fanno del Lago di Bolsena uno dei più ricchi di attrazioni turistiche del Lazio. Inoltre è l’unico lago della regione ad avere delle isole all’interno: l’Isola Bisentina e l’Isola Martana. Non da meno è il valore naturalistico del lago con estese boscaglie e una fauna ittica di tutto rispetto.

Alla scoperta di Torre Alfina, uno dei borghi più belli d’Italia

Torre Alfina e il Fiabesco Castello Medievale

Nell’area più a nord della Tuscia Viterbese, circondato da boschi e campi coltivati, si erge su una collina di circa 600 metri, Torre Alfina, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Il piccolo centro medievale è sovrastato dalla mole del Castello omonimo, ristrutturato in stile neogotico ai primi del ‘900. Il paese ricade nel territorio comunale di Acquapendente e dista da quest’ultimo 12 km.

Bomarzo, qui  sorge un’opera unica al mondo: il Parco dei Mostri o Sacro Bosco. Questo fu ideato nella metà del XVI secolo dall’architetto Pirro Ligorio. Sono molti gli elementi che concorrono a ritenere il Parco dei Mostri o Sacro Bosco un eminente esempio di itinerario iniziatico dove le metafore incarnate dalle mostruose figure disseminate in tutto il parco paiono ricondurre alla tradizione misteriosofica cinquecentesca.

Per rendere suggestivo  e ricco di atmosfera questo minitour, dopo mesi di angoscia e chiusure dovute alla pandemia, abbiamo scelto un hotel 4 stelle Luxury, ubicato direttamente sulle sponde del lago, con vista magnifica sullo stesso. Alcune camere, con supplemento ,hanno vista lago, oppure balcone ecc. ecc.

L’hotel Holiday, calato in un’oasi di pace e tranquillità, è situato nella zona più incantevole di Bolsena, direttamente sulle rive dell’omonimo Lago. Ex Villa privata, una splendida dimora posta direttamente sulle rive del Lago di Bolsena. La Villa è stata acquisita nel 2001 dalla famiglia Masi che ha scelto di dedicarsi con grande entusiasmo a questo progetto di trasformazione in struttura ricettiva, proseguendo la passione per questo lavoro. La Villa è stata set di alcuni film, primo tra i quali ‘Violenza sul Lago’ girato nel 1954, che vedeva protagonista una giovanissima Virna Lisi.

E’ presente anche il centro estetico, per un massaggio rilassante.

 

Il tutto per rendere questi 2 giorni UNICI  spensierati e sempre in totale sicurezza.

 

Partenza: 07 Marzo - 08 Marzo
Durata: 2 Giorni - 1 notte In caso di nuovo DPCM che consente apertura dei musei anche al sabato e domenica, le date saranno 06-07 Marzo 
Gruppo minimo: Minimo 20 massimo 25 persone
Costo per persona: Quota a persona in camera doppia standard € 235,00 Supplemento camera singola € 30,00 Supplemento standard con balcone € 10,00 Supplemento classic vista lago/piscina € 15,00 Supplemento special con balcone fronte lago € 25,00 Rispettiamo il DCPM che prevede il distanziamento sociale e obbligo di mascherina ,il bus sarà occupato al 25 % massimo dei posti disponibili. Gruppo dotato di auricolari per garantire ulteriore distanziamento e non perdere le spiegazioni della guida. Utilizziamo tutti i mezzi e opportunità per fare si che la Vostra vacanza si svolga in totale serenità e sicurezza. Misuriamo la temperatura prima di salire sul bus,tutti dotati di disinfettante.
Prenotazioni entro: Prenotazioni entro il 12 Febbraio, versando acconto di euro 120,00 saldo prima della partenza. N.B in caso di annullamento a causa emergenza pandemia, intera somma sarà rimborsata senza NESSUNA PENALE. In ogni caso è compresa la polizza contro ANNULLAMENTO AL VIAGGIO anche nel caso in cui ,dovrete annullare anche per altre cause, non legate alla pandemia.

Il Programma di Viaggio

1° Giorno: 07 Marzo Roma – Viterbo – Bolsena

Incontro dei partecipanti in luogo ed orario da concordare. Partenza in bus privato  per Viterbo.

 

Risultato immagini per viterbo

Incontro con la guida e visita guidata della città. Iniziamo con la visita della Cattedrale di San Lorenzo con la sala del Conclave. La Cattedrale, fu edificata nel XII secolo in forme romaniche, sul luogo di un’antica pieve le cui notizie risalgono all’850. Nel 1181 fu riconosciuta principale chiesa di Viterbo e della Tuscia da papa Alessandro III (1159-1181), per ottenere solo qualche anno dopo la concessione ufficiale della cattedra vescovile.

Si prosegue con al visita del quartiere medioevale di San Pellegrino, Caratteristica del quartiere sono i “profferli”, particolari scale esterne che conducono al pianerottolo di accesso delle dimore e la “casa a ponte”, tipo di abitazione che unisce due fabbricati, separati dalla strada, all’altezza del primo o del secondo piano, creando suggestivi passaggi coperti.

Risultato immagini per viterbo quartiere san pellegrino

 

Proseguiamo con la visita dell’esterno del  Palazzo dei Papi, è uno dei monumenti più significativi e conosciuti della città. L’aspetto attuale è dovuto all’ampliamento del palazzo della Curia vescovile cittadina durante il papato di Alessandro IV (1254 – 1261). La causa fu l’ostilità del popolo e della borghesia romana che spinse al papa trasferire la sede della Curia pontificia a Viterbo nel 1257

Risultato immagini per viterbo palazzo dei papi

Visiteremo il Museo dei Templari, la nascita dell’ordine dei Cavalieri del Tempio si colloca nella Terra Santa, al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata del 1096. In quel periodo le strade della Terra Santa erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, spesso assaliti e depredati. Intorno al 1118 un piccolo gruppo di cavalieri fondò il nucleo originario dell’ordine templare, con il compito di assicurare l’incolumità dei numerosi pellegrini europei che continuavano a visitare Gerusalemme. La storia dell’Ordine si intreccerà a quella di Viterbo per due ragioni principali, la prima legata alla collocazione della città sul percorso della Via Francigena, punto di passaggio essenziale per i pellegrini diretti in Terra Santa e la seconda dovuta allo stretto legame dei Papi con la città fin dal tempo di papa Eugenio III, colui che ufficializzò l’adozione della croce patente quale simbolo dei Templari. Il museo mostra materiali, plastici e mappe che ripercorrono un momento storico di grande fermento religioso e culturale strettamente connesso alla storia del più famoso degli ordini cavallereschi medievali.

Visiteremo la Viterbo Sotterranea, composta da un reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico e conducono fin oltre la cinta muraria.

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Il percorso è completamente scavato nel tufo, una roccia vulcanica che caratterizza il paesaggio attuale della Tuscia. L’origine dei cunicoli è controversa. Stando ad alcune accreditate teorie, avanzate da studiosi ed archeologi, il primo taglio nel tufo potrebbe risalire addirittura agli Etruschi. E’ durante il periodo medioevale che questi luoghi assunsero la conformazione attuale: alzati, allargati ed allungati, i tunnel sotterranei diventarono un autentico labirinto fatto di passaggi segreti che servivano a mettere in comunicazione le strutture nevralgiche e strategiche di Viterbo. Le gallerie, inoltre, conducevano verso tutte le uscite principali della città e assicuravano la via di fuga ai viterbesi in caso di pericolo o di assedio. Più recentemente i sotterranei vennero sfruttati dai briganti per i loro loschi affari e nel corso della seconda guerra mondiale furono usati come rifugi antiaerei durante i bombardamenti. La visita guidata vi condurrà alla scoperta di questi magici luoghi, in un viaggio nella storia lungo oltre 2500 anni.

Breve sosta per un panino con la porchetta bevanda inclusa, comodamente seduti al tavolo di un negozio specializzato in porchetta.

Termine delle visite di Viterbo e  proseguiamo con la visita di Bolsena.

Bolsena sorge su un colle alle pendici dei Monti Volsini, in bella posizione panoramica sul versante nord-orientale dell’omonimo grande bacino vulcanico. Si tratta di un centro ancora fortemente legato all’agricoltura e soprattutto alla pesca.

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Al contempo, però, è divenuto un’importante e rinomata località turistica, frequentata in tutte le stagioni. Tutto questo sia per la presenza dello splendido lago e per l’atmosfera tranquilla del borgo, sia in virtù della salubrità dell’aria e delle invidiabili condizioni climatiche. Elementi, quest’ultimi, che sin dai tempi più remoti spinsero l’uomo a vivere in queste terre.

Di notevole interesse la Basilica di Santa Cristina, un complesso architettonico distinto in quattro nuclei: la basilichetta ipogea detta Grotta di Santa Cristina e le catacombe, l’edificio romanico a tre navate, la Cappella del Miracolo e la Cappella di San Leonardo. Sulla sommità di un rilievo che domina il quartiere medievale si erge la Rocca, oggi sede museale, che fu edificata a partire dal secolo XI, in più riprese, fino al secolo XIV, quando i Monaldeschi della Cervara ne fecero un baluardo del loro dominio su Bolsena.
Arrivo in hotel, cena e pernottamento.

 

2° Giorno: 08 Marzo Torre Alfina – Bomarzo – Roma

Prima colazione in hotel. Partenza per il castello di Torre Alfina offre ai propri ospiti tutta la storia e la magia di una dimora storica tra le più prestigiose del centro Italia.

Nel cuore della Tuscia, a pochi chilometri da Viterbo, si trova un borgo caratterizzato da un castello dalle atmosfere fiabesche. Stiamo parlando di Torre Alfina, uno dei manieri meglio conservati in Italia che non a caso rientra nel circuito de I Borghi più belli d’Italia.

 

Risultato immagini per torre alfina viterbo

Il borgo è visitabile in pochi minuti e si caratterizza per la tipica struttura urbana medievale con al centro il castello con la vecchia torre, in seguito inglobata nelle mura. Al margine del paese troviamo la piccola chiesa Madonna del Santo Amore. Ha una facciata semplice, arricchita da un timpano decorato, un sobrio portone d’ingresso e un rosone. Nella chiesa parrocchiale sono custodite alcune interessanti opere: due tele di fine XVI secolo, una Deposizione che vede la presenza delle figure di Sforza Cervara e i suoi familiari; una Natività con gli stemmi dei Monaldeschi e della Comunità, e due seicentesche pale d’altare.

Il Castello Medievale

Il castello di Torre Alfina si erge in tutta la sua possente bellezza nel cuore del borgo omonimo. L’origine del maniero affonda nell’alto medioevo (XIII secolo) ed strettamente legata alla storia del borgo. Tutto il maniero colpisce per la compattezza ed eleganza e la sua spiccata merlatura, con le quattro torri e le alte mura in pietra grigio scuro. Intorno fanno da corona le case del borgo dall’aspetto medievale. Grazie a queste sue caratteristiche il Castello di Torre Alfina può essere considerato uno dei manieri meglio conservati e più affascinanti della vasta area compresa tra Toscana, Lazio e Umbria…

Pranzo in ristorante.

Bomarzo | Cosa vedere e visitare

Posto al confine con l’Umbria il borgo di Bomarzo è immerso in un bel paesaggio agreste e ubertoso. Il cuore antico di Bomarzo, dall’aspetto marcatamente medievale, conserva molti edifici caratteristici ed alcuni monumenti, tra cui il Palazzo Orsini. La possente struttura la cui funzione è sia difensiva che residenziale, svetta e domina sul centro abitato. Fu costruito a partire dal XVI secolo sui resti di un castello medievale più antico. Fin verso la fine dell’Ottocento subi vari lavori di rimaneggiamento. E’ sicuramente il monumento più rilevante dell’intero borgo, e durante la sua storia centenaria, vide la presenza di numerosi proprietari a partire, ovviamente, dagli Orsini, per poi passare ai Lante della Rovere, i Borghese e infine al comune di Bomarzo che lo acquistò nel Secondo Dopoguerra.

Oltre al Palazzo Orsini, il centro storico di Bomarzo offre diversi spunti di visita. Tra questi possiamo citare il Duomo risalente al XV-XVIII secolo, che custodisce, al suo interno, interessanti opere d’arte. Nelle immediate vicinanze del borgo una visita merita l’interessante chiesa medievale di Santa Maria di Montecasoli. Questa si presenta in perfetto stato di conservazione e sorge nella Riserva di Monte Casoli. Nei pressi del Sacro Bosco, invece, sorge la Chiesa di Santa Maria della Valle edificata per ordine della famiglia dei Lante della Rovere nel XVII secolo.

Proseguiamo con la visita al Parco di Bomarzo.

Sono molti gli elementi che concorrono a ritenere il Parco dei Mostri di Bomarzo come un eminente esempio di itinerario iniziatico e non come una semplice espressione, pur bizzarra ed insolita, del gusto manieristico italiano: in primo luogo le metafore incarnate dalle mostruose figure, che paiono ricondurre alla tradizione misteriosofica cinquecentesca, e in secondo luogo la disposizione delle stesse, molto probabilmente non casuale ed anzi ragionata scientemente al fine di creare una tensione intellettuale e spirituale in colui il quale voglia inoltrarsi nel percorso “con occhi per vedere”.

Il Parco dei Mostri o Sacro Bosco era originariamente collegato al Palazzo Orsini di Bomarzo tramite un enorme giardino all’italiana, di modo che l’entrata inaspettata alla Villa delle Meraviglie producesse nel visitatore un evidente contrasto emotivo con la rasserenante ed ordinata visione precedente.

Tale contrasto incarnava così metaforicamente (e con sensibili richiami alla Comedia dantesca) il distacco tra le rassicuranti certezze materiali quotidiane, proprie della vita sociale, e la violenta inquietudine interiore provocata, ed anzi richiesta, dal percorso purificatore verso la conoscenza del sé e verso la verità che quelle medesime certezze tutte stravolge e distrugge.

Una metafora cioè della discesa all’Oltretomba, dimensione di cui, del resto, le sculture del Parco dei Mostri costituirebbero una costante evocazione. Chi visitava il Sacro Bosco di Bomarzo percorreva, quindi, un itinerario iniziatico dove le varie tappe, simboleggiate dalle diverse figure, «corrispondono alle varie prove che l’anima deve compiere per elevarsi». In tale contesto, ogni figura e ogni scena presente nel Parco dei Mostri rappresenterebbero dunque una delle tappe necessarie a percorrere un cammino verso la conoscenza e la verità. Attenendoci a tale versione, tentiamo, in questa sede, di guidare il lettore all’interpretazione almeno di quelle sculture la cui metafora ci pare più evidente (ovviamente sulla base delle nostre personalissime intuizioni), tralasciando invece le altre, che rimangono ai nostri occhi ancora indecifrabili.

Il “Sacro Bosco”, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione del tutto irregolare, i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da alcuna coerenza di proporzioni. Il tutto è inventato e realizzato seguendo criteri iconologici che a volte sfuggono anche ai più appassionati studiosi. Si tratta infatti di un autentico labirinto di simboli che avvolge chiunque vi si addentri fisicamente o intellettualmente in una dimensione surreale.

 

Il Parco dei Mostri: un libro scolpito nella pietra

Concludendo, il Sacro Bosco rappresenterebbe, dunque, un vero e proprio libro scolpito nella pietra. Un libro avente il duplice scopo di guidare il neofita alla purificazione dell’anima e alla conoscenza di sé. Un itinerario iniziatico che peraltro ricalcherebbe nella stessa struttura paesaggistica il cammino illustrato da Dante nella Divina Commedia.

Al termine della visita rientro nei luoghi di origine.

Fine dei servizi.

 

 

Informazioni generali

La quota comprende:

  • Viaggio in Bus GT
  • Visite guidate con guida autorizzata Regione Lazio
  • 1 notte  in hotel **** Luxury in mezza pensione ubicato sul lago di Bolsena
  • Pasti da programma bevande incluse
  • Accompagnatore dei   Viaggi Di Giorgio
  • Assicurazione medica (massimale 10.000,00) bagaglio (massimale 1.500,00)
  • Assicurazione ANNULLAMENTO AL VIAGGIO (massimale intero costo del viaggio)

La quota non comprende:

  • Mance € 5,00 a persona al giorno.
  • Ingressi da pagare in loco € 23,00
  • Tassa di soggiorno da pagare in loco 1,50
  • Tutto ciò non specificato nella voce “la quota comprende”

CAMERA CON BALCONE VISTA LAGO

Se il buongiorno si vede dal mattino la vostra giornata inizierà di sicuro con il piede giusto grazie alla splendida e ricca colazione : specialità dolciarie, cornetti sfogliati, torte di propria produzione e l’angolo del salato delizieranno i vostri palati, il tutto concedendovi una meravigliosa vista del lago.

L’Hotel Holiday offre ai suoi ospiti la possibilità di gustare le tradizioni e le eccellenze del Lago di Bolsena. La cucina sarà lieta di farvi assaporare sia i sapori delle terre Bolsenesi e dell’alta Tuscia, sia del fresco pesce del nostro Lago

 

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Servizi Hotel Holiday Luxury

  • 23 Eleganti Camere
  • Servizio Lavanderia
  • Lounge Bar
  • Ristorante sul Lago
  • Piscina
  • Servizio Bar e Ristorante in Piscina
  • Grande Parco con Giardino
  • Servizio Ricevimento h24
  • Parcheggio Privato
  • WI-FI gratuito
  • Servizio Banqueting
  • Servizio Centro Estetico

Bomarzo

Le Sfingi

All’entrata del Parco dei Mostri sono due sfingi a dare il benvenuto al visitatore. Simbolo dell’enigma e del dubbio, su una di loro si legge: «Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o per arte» quasi ad ammonire lo spirito che tenda all’elevazione affinché egli rifletta sulla fallacia delle apparenze e tenti di percepire il significato e l’insegnamento risposti in ogni scultura che incontrerà lungo il cammino.

Ercole e Caco

Continuando verso destra (il sentiero a sinistra, bordato da inquietanti volti di peperino, termina in pochi metri di fronte ad un enorme mascherone), e scendendo leggermente ancora a destra, s’incontra una delle prime figure importanti ed imponenti del Parco dei Mostri. Si tratta di un gigante (Ercole?) che squarcia la sua vittima (Caco?): la lacera «come lacerata è l’anima che inizi il cammino verso la conoscenza» (Aurigemma), anche se può scorgersi in lui un’espressione né di rabbia né d’odio, ma di intensa e austera pietà.

Da notare inoltre, che nei pressi del gigante (e del greto del torrente) vi sono alcune delle opere più misteriose e spettacolari del Sacro Bosco, tra cui un pesce e una tartaruga giganti e il Pegaso.

Parco dei Mostri di Bomarzo | Cosa vedere e come visitarlo

La Casa Pendente

Lasciati alle spalle un ninfeo e un teatro, e giunti quasi a metà del percorso, troviamo quindi una delle opere più curiose del parco. Si tratta della cosiddetta “Casa Pendente”, piccolo gioiello d’architettura rinascimentale. Questa, pare voler simboleggiare la sensazione di vertigine provocata proprio da quella caduta delle sicurezze morali sociali. Caduta che l’iniziato deve in un certo senso “sopportare” per continuare il cammino verso la verità. Le sue convinzioni ormai barcollano, ma proprio nel saper affrontare simile stato d’animo sta il superamento di questo stadio purificatorio.

La Porta degli Inferi

Ci s’inoltra poi nel punto più spettacolare del complesso, una radura che ospita figure incredibili quanto enigmatiche. Un Nettuno disteso, un magnifico drago che assalta la sua preda, un elefante che stritola un guerriero, un balcone contornato da coppe recanti sentenze ermetiche. Questa radura è dominata sullo sfondo dalla visione spaventosa e magica dell’Orco, la scultura più nota del parco. Il Mascherone da molti interpretato quale “Porta degli Inferi”, assume tratti differenti a seconda dell’ora. Arriva, infatti, a deformare la propria stessa espressione, mentre le sue fauci spalancate permettono al visitatore di entrare in una stanza angusta. In questa stanza, che riproduce l’atmosfera di una tomba etrusca, si trova un tavolino su cui poter addirittura banchettare.

Ciò che colpisce chi sta per appropinquarsi alle sue fauci è però la frase scolpita sulle labbra del mostro, recante l’iscrizione: «ogni pensiero vola», che forse vuole sostenere la necessità di abbandonare la ragione, ormai insufficiente, in favore dell’intuizione per poter arrivare all’ultimo stadio del percorso esoterico, rappresentato dal Tempietto.

Cerbero

Lasciati l’Orco e un’altra ampia radura, si inizia a salire verso la meta conclusiva dell’itinerario, incontrando il Cerbero. Si tratta, ovviamente del cane a tre teste che pare presentarsi quale sorta di spaventoso guardiano del Tempietto. Questo vuole forse essere, con la sua ambiguità, estremo e terribile monito per il “viaggiatore della coscienza”. Monito a guardarsi bene dal non cedere alla falsa conoscenza e ad affidarsi, nel far ciò, soltanto all’intuizione divina. Non quindi all’ingannevole e limitata humana ratio (già del resto pesantemente provata dalla tappa dell’Orco).

Il Tempietto

Si giunge così infine al Tempietto, che sorge alla sommità del parco, ma in diretta corrispondenza dell’ingresso di questo, quasi a voler tracciare un ideale “anello magico”. La “sacra conoscenza”, infatti, domina il visitatore che inizia il cammino alchemico di trasmutazione della propria anima da “materia vile” a “materia nobile”, e completa questo stesso viaggio esoterico nei meandri della coscienza, donando all’illuminato (ossia a chi abbia saputo decifrare il significato delle sentenze e delle metaforiche immagini) la più alta virtù, quella del “viver bene”, del trascendere l’egocentrica miseria dei vizi e dei capricci umani, e del protendere l’anima verso l’estatica libertà dell’infinito e dell’eterno.

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