Capodanno in Molise – Arte e Storia, Tradizioni, Borghi e Castelli

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In Breve

Stretto è il legame tra parchi e attività agricole:secoli di vita legata ad un territorio hanno prodotto un patrimonio unico di ambiente, cultura e sapori, che rappresenta l’identità di un luogo e della sua gente. Un soggiorno in Molise è denso di emozioni sottili, di silenzi tra le rovine romane e una natura rimasta ancora in gran parte intatta. Si ha la sensazione si sentirsi privilegiati quando si visitano i centri storici, le zone archeologiche, le montagne, i fiumi. Nella sola provincia di Campobasso, in poche decine di km si passa dalla costa adriatica, in gran parte ancora integra, alle montagne del Matese,passando tra santuari, chiese romaniche e paesaggi mozzafiato. E’ compresa nell’itinerario la parte longobarda di Benevento (inserita come Cividale nel progetto seriale di Italia Langobardorum per l’inclusione nella lista dei siti considerati dall’Unesco, patrimonio dell’umanità). A Isernia, patria di Celestino V (il papa del “gran rifiuto”del 1924), da non perdere  la visita al Lapidarium,presso ex convento di Santa Maria delle Monache,dove sono conservati i resti fossili di un accampamento dell’Homo erectus il più esteso in Europa e uno dei siti paleontologici più importanti al mondo.Intorno alla città,vestigia romane e teatri sanniti,immersi in una campagna dalla bellezza struggente e in un Appennno sconosciuto. Pietrabbondante, dove necropoli, cinta, templi, teatro, residenza temporanea delle massime cariche sacerdotali e politiche coniugarono strutture italiche, architettura greca e modello romano Il fascino del Molise è nella millenaria storia, nelle numerose citazioni archeologiche, storiche, culturali ed artistiche; nella ricchezza delle arcaiche e genuine tradizioni montanare e pastorali, nelle feste nei riti, nella bellezza delle montagne, dei boschi, dei prati, nei colori della natura.Vario nei paesaggi, ricco d’arte e di storia, solleticante nelle proverbiali prelibatezza enogastronomiche, presenti in questo tour di capodanno, (previsti pranzi tipici molisani, degustazioni di vino, olio, formaggi e dolci), il Molise è un mix straordinario di combinazioni, che ne fanno uno scrigno di bellezze inedite.

Purtroppo, troppo spesso, tutte queste cose non sono “raccolte”dal turista distratto,soprattutto  italiano, (gli stranieri  che visitano il Molise  sono tantissimi), perché il Molise viene spesso considerato, a torto, una regione “minore”, e chi ha già partecipato ai programmi di Capodanno dei Viaggi di Giorgio, sa perfettamente che andiamo alla ricerca, proprio dei centri “minori”che in realtà non sono mai minori ma spesso molto importanti più dei blasonati centri “maggiori”. Questa è l’occasione per visitare questo splendido angolo d’Italia.

Partenza: 30 dicembre - 01 gennaio
Durata: 3 giorni 2 notti
Gruppo minimo: 20 persone
Costo per persona: € 390,00 sup singola € 140,00
Prenotazioni entro: Sino ad esaurimento posti disponibili

Il Programma di Viaggio

1° giorno: Roma – Venafro – Campobasso

Ritrovo dei partecipanti alle ore 08.00 (orario da riconfermare) e partenza in bus privato per il Molise. Prima tappa in Molise  di Venafro www.comune.venafro.is.it.

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Città di origine sannitica, Venafro conserva l’antica struttura urbanistica di età romana in un insieme di antiche strade (cardi e decumani) sulle quali sono disseminati reperti archeologici di notevole importanza, quali un Teatro, un Ninfeo, ville sontuose ed un Anfiteatro (il Verlasce). Nel Museo Nazionale di S. Chiara si conservano pregevoli opere tra le quali la Venere detta di Venafro, alcune statue imperiali, corredi funerari e la cosiddetta Tavola Acquaria che include l’editto di Augusto emanato per l’uso e la salvaguardia dell’acquedotto romano. Nel nucleo abitato sono presenti circa venti notevoli chiese tra le quali quelle barocche, spicca  quella dell’’Ave Gratia Plena (L’Annunziata), la più bella chiesa barocca molisana, nata da un’originaria basilica trecentesca modificata con l’aggiunta di una cupola rinascimentale e ricca di decorazioni e opere d’arte. Sull’intero nucleo cittadino primeggia il Castello Pandone, prodotto di una fusione di stili architettonici: da quello romano a quello longobardo, all’angioino, sino ad arrivare alle modifiche quattro-cinquecentesche operate dalla famiglia Pandone. Il Castello è di origini medievali trasformato in residenza rinascimentale nel XV secolo da Enrico Pandone, signore della città, che lo fece affrescare con immagini dei suoi famosi cavalli,e ancora oggi i ritratti di ventisei stalloni, in grandezza naturale, decorano il piano nobile e costituiscono uno dei più importanti cicli pittorici rinascimentali dell’Italia meridionale. Al termine si prosegue per Campobasso.

 

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Arrivo in hotel e assegnazione delle camere riservate. Nel pomeriggio  visita alla città antica di Campobasso: Cattedrale della ss Trinità costruita nel 1504; Chiesa di San Leonardo di epoca Romanica; Museo Sannitico; Chiesa di San Bartolomeo anteriore al secolo XIII; Torre Terzano detta anche di Delicata Civerra con funzione di avvistamento nella prima cerchia muraria di Campobasso; Chiesa di San Giorgio, patrono della città costruita sulle rovine di un tempio pagano; Castello Monforte costruito nel 1458.Visita alla mostra dei presepi Colitti.

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Un attenzione particolare sarà dedicata al Museo dei Misteri www.misterietradizioni.com  A Campobasso, nel giorno della festività del Corpus Domini, i Misteri danno vita ad una suggestiva Processione che ha pochi paragoni in Italia e nel Mondo per la festosa partecipazione del popolo e per la maestosità degli ingegni che sfilano per le strade della città tra l’incredulità e la meraviglia degli astanti. Nati dalla sapiente unione della geniale creatività artistica dello scultore campobassano Paolo Saverio di Zinno (1718-1781) e della maestria dei valenti fabbri ferrai locali, i Misteri di Campobasso riassumono in sé non solo indubbie qualità artistiche e artigianali ma anche folclore, religiosità e devozione popolare. Assisterete anche a un breve filmato della processione. Cena e pernottamento in hotel.

2° giorno: Campobasso – Pietrabbondante – Agnone – Isernia – Campobasso

Dopo la prima colazione in hotel partenza per la  visita al sito Italico di Pietrabbondante.

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Alcuni storici associano il paese alla Bovianum vetus, sede delle assemblee e del governo federale dei Sanniti. Sul pendio del monte Caraceno, i Sanniti edificarono un complesso di culto caratterizzato da un teatro, un tempio e due edifici ai lati di quest’ultimo. L’anfiteatro è l’unico esempio di teatro in Italia, ad eccezione della Magna Grecia, e, nonostante conservasse una struttura greca, esso era stato costruito dai Romani. Si tratta di un complesso architettonico in cui si fondono elementi italici, ellenistico-campani e latini.Presso il sito archeologico sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, edificata nel 1666, la quale custodisce frammenti di lapidi osche e di notevole importanza è anche il complesso ellenistico-italico del santuario di Calcatello, risalente al II – I secolo a.C. Il teatro sorge su un luogo in cui nel III secolo a.C. era situato un teatro ionico distrutto da Annibale nel 217 a.C.www.comune.pietrabbondante.is.it. Degustazione presso un caseficio di prodotti tipici locali (da queste parti state certi sono prodotti con latte “vero”locale genuino),potremo assistere alla lavorazione del formaggio(orario di lavoro permettendo)

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Pranzo libero. Al termine trasferimento  al centro storico di Agnone e visita alla Fonderia pontificia Marinelli e Museo storico della Campana .Degustazione del dolce tipico locale,dei confetti Ricci di Agnone.Trasferimento ad Isernia per la visita al suo Centro Storico e Museo Paleontologico. L’origine del capoluogo pentro è antichissima: reperti preistorici rinvenuti nella zona denominata “La Pineta” e conservati nel museo paleolitico di Santa Maria delle Monache, attestano un’ insediamento umano risalente a circa 730 mila anni fa.,il più antico d’Europa. Agli inizi del III secolo a.C., dopo la faticosa vittoria di Roma sul Sannio, nacque la colonia latina di Aesernia. Dopo la caduta dell’ Impero romano, la città subì numerose invasioni barbariche fino alla conquista da parte dei normanni, durante la quale entrò a far parte della Contea del Molise. In epoca sveva costituì una “terra regia”. Di epoca sannitica sono le mura ciclopiche, risalenti al III secolo a.C., le quali fungevano da antica difesa della città.Di notevole interesse risulta essere la Fontana Fraterna (XIII-XIV secolo) che sorge nella piazza dedicata a Celestino V. Fu eretta con materiale proveniente da un mausoleo della famiglia Ponzia; infatti su una lapide inserita nel basamento della fontana si legge (Famili) AE PONT (iae).Un altro grandioso ed importante edificio è la Cattedrale dedicata a San Pietro Apostolo, edificata su un tempio pagano. Isernia, inoltre, è molto rinomata per i suoi tradizionali pizzi e merletti lavorati al tombolo.www.comune.isernia.it

Rientro in hotel e un po’ di tempo a disposizione per prepararsi al cenone.

3° giorno: Campobasso - Sepino – Scapoli – San Vincenzo al Volturno – Roma

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Dopo la prima colazione rilascio delle camere e visita alla Città Romana di SaepinumAltilia. Visita al  Museo Archeologico di Sepino – visita nel centro storico di Sepino con la Cattedrale di Santa Cristina.

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Trasferimento a  San Vincenzo al Volturno. Al periodo longobardo risale la costruzione di uno dei più importanti stati monastici dell’Alto Medioevo: l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno. Il maestoso complesso, eretto nel 703 per opera dei monaci benedettini, fu distrutto nell’881 dai saraceni e nel 1349 dal terremoto. Dell’antico complesso architettonico sono stati ricostruiti, tra il 1953 ed il 1964, solo una chiesa ed un convento, mentre restano a testimoniare lo splendore di un tempo una serie di archi a tutto sesto e la Cripta dell’abate Epifanio con il grandioso ciclo pittorico di affreschi di scuola benedettina del IX secolo, in cui sono visibili, anche se deturpate dal tempo, scene raffiguranti Gesù Crocifisso, il martirio di San Lorenzo e quello di S. Stefano. L’opera di scavo sta portando alla luce la vastità dell’insediamento e la sua straordinaria imponenza, a conferma della traccia indelebile che questo complesso ha lasciato nella storia della cristianitàSi prosegue  per Scapoli, visita al Museo della Zampogna e  al suo centro storico medievale Il Festival della Zampogna di Scapoli ha occupato un ruolo strategico nel momento in cui uno strumento musicale come la zampogna rischiava di scomparire o di restare confinato in un ambito d’interesse riservato pressocchè unicamente agli etnomusicologi e a pochi appassionati. La manifestazione, nata nel 1975 come Mostra Mercato, venne integrata nei primi anni ’90 con un Festival di respiro sempre più internazionale che, facendo giustizia di una visione riduttivamente folcloristica della zampogna e del suo contesto di appartenenza, ha sdoganato questo antichissimo e tutt’altro che modesto strumento musicale, da un lato recuperandone autenticità, valore e ruolo nell’ambito della cultura popolare tradizionale, dall’altro rendendolo attraente per il gusto e la sensibilità musicale del nostro tempo.

Pranzo libero e partenza per il rientro.. Fine dei servizi.

nb. le visite previste potranno essere invertite, spostate in base all’effettiva apertura dei siti nel periodo delle festività, fermo restando che saranno effettuate.

Itinerario di Viaggio

Nella Terra  dei SANNITI, il mito di un popolo

“Sanniti Dentro”, oltre le bellezze elencate,c’è un viaggio nel viaggio!

UN VIAGGIO A TEMA ARCHEOLOGICO ALLA SCOPERTA DEL PICCOLO IMPERO DEI SANNITI

L’immagine e la conoscenza del popolo Sannita vengono associate quasi in maniera automatica alle guerre sannitiche, e, in particolare, all’episodio delle Forche Caudine, quando i soldati romani, a sorpresa sconfitti proprio dai Sanniti, furono costretti ad inchinarsi sotto al più famoso giogo.Per lunghi secoli, il dominio dell’Italia meridionale fu ostacolato ai Romani proprio da questo popolo: nessun avversario seppe dare più problemi e pensieri a Roma, nessuno fu così vicino a contendere ai romani il predominio sul territorio italico.Forse, il seme della sconfitta e della resa ai romani, era già presente nel popolo sannita, il quale, benché fortemente coeso, aveva un altrettanto forte senso della libertà e dell’indipendenza, così che le singole realtà locali non si unirono mai contro i nemici romani per creare uno stato unitario, neanche nei momenti di maggiore difficoltà.Il centro di questo ethnos di uomini fieri e liberi era proprio il Molise, considerando le quattro principali tribù storicamente definite: i Carracini, i Pentri, i Caudini e gli Irpini. La più imponente per numero e importante per identità culturale era sicuramente quella dei Pentri, che occuparono un territorio che corrisponde grosso modo all’attuale provincia di Isernia. La capitale, Bovianum, l’attuale Boiano, era circondata da altre città pentre quali Aesernia (Isernia), Aquilonia (Montaquila), Bovianum Vaetus (Pietrabbondante), Fagifulae (Montagano) Saepinum (Altilia) e Venafrum (Venafro).Per l’epoca storica dei Sanniti si visiteranno alcuni importanti centri.Tra questi il santuario di Pietrabbondante, che costituisce la più cospicua testimonianza del Sannio preromano. Il grande tempio e il teatro, costruiti prima della guerra sociale, erano già in abbandono in epoca augustea, risultavano notevolmente interrati nel II secolo d.C., e furono  interessati da sepolture nel III secolo.Tra le città romane, spesso legate alla pastorizia ed alla pratica della transumanza  saranno visitate Sepino e Larino.L’alto medioevo ruoterà intorno a due siti di particolare importanza,uno  è il monastero di S. Vincenzo al Volturno, che sarebbe stato fondato da tre nobili beneventani, Paldo, Taso e Tato, i quali, desiderosi di condurre vita ascetica, si erano recati all’Abbazia di Farfa. Qui l’abate Tommaso di Morienne aveva suggerito loro di fondare un cenobio lungo le rive del Volturno laddove già esisteva un oratorio dedicato a San Vincenzo, fondato nientedimeno che dall’Imperatore Costantino. La provenienza beneventana dei tre nobili lascia supporre che la fondazione del cenobio sia stata patrocinata dal duca Longobardo di Benevento, Gisulfo II che aveva avviato un processo di espansione territoriale del proprio ducato. L’aristocrazia longobarda, infatti, completamente cristianizzata, cercava di alimentare il proprio prestigio proprio sostenendo la nascita di nuovi luoghi di culto; non è un caso che tra la fine del VII e la metà dell’VIII secolo, nascano o rinascano numerosi monasteri, tra i quali spiccano per importanza Farfa (Ri), Nonantola (Mo), Santa Giulia (Bs) e Montecassino. Specialmente gli scavi inglesi degli anni Novanta, oggi proseguiti da una équipe italiana  l’hanno reso uno dei siti più interessanti sotto l’aspetto informativo e documentario di tutta la penisola italiana.

 

Informazioni generali

LA QUOTA COMPRENDE

  • “2 pernottamenti in mezza pensione in hotel 4 stelle bevande incluse;
  • ¼ vino 1/5 minerale
  • bevande incluse al cenone;
  • 1 brunch del primo giorno;
  • degustazioni come da programma;
  • visite guidate da guide autorizzate Regione Molise;
  • assistenza in loco di nostro rappresentante locale;
  • spettacolo folklorisitico in hotel in esclusiva per il gruppo.
  • Assicurazione medico bagaglio.

NON COMPRENDE

  • tutto quanto non previsto nella “quota comprende”
  • eventuali ingressi euro da pagare sul posto (over 65 free)

www.hotelsangiorgio.org

 Quattro stelle di elegante raffinatezza, una calda atmosfera che avvolge ogni cosa, la tranquilla intimità delle camere, ma anche la tecnologia più avanzata, danno all’albergo il naturale modo di vivere la città con comodità, classe ed il fascino di una superba arte. 48 camere con servizi 2 Junior Suite. Aria Condizionata Telefono – TV Satellite Frigobar – Cassaforte Collegamento digitale ad Internet Apertura porta con scheda magnetica Sale convegni Ristorante per 300 persone Nella hall dell’Hotel San Giorgio nulla è lasciato al caso: comodi divani , arredamento raffinato, un elegante camino centrale, giochi di luci ed ombre, il tutto ingentilito da statue e quadri che completano l’atmosfera intima ed accogliente.L’angolo bar è a disposizione degli ospiti per la degustazione di una vasta gamma di raffinati aperitivi e cocktails preparati da personale altamente qualificato. Le camere calde ed accoglienti dotate delle più moderne tecnologie garantiscono un soggiorno con tutti i confort ed in completa tranquillità

Molise a tavola

Il prodotto che forse più di tutti meglio rappresenta la produzione agroalimentare della regione Molise è l’olio di oliva: grazie alla sua natura ancora incontaminata ed alla particolare conformazione orografica del territorio, il Molise, con monti non altissimi, colline sempre verdi e fresche pianure, permette la coltivazione di prodotti naturali nei suoi campi curati secondo metodi antichi, come testimoniano le città dell’olio di Colletorto e Casacalenda. Allo stesso modo il farro, legume dalle origini sannitiche e dal chicco molto piccolo e duro, cucinato a fuoco lento, aromatizzato con erbe di campagna ed olio extra-vergine, rappresenta un modello di valorizzazione del prodotto tipico e tradizionale.
La cucina dei pastori prende invece corpo nella “Pezzata” di Capracotta, carne di pecora fatta a pezzi e cucinata a fuoco lento in paioli di rame stagnato, con acqua, olio, sale ed erbe di bosco.
A Termoli invece, dove la cucina è legata naturalmente ai frutti del mare, vanno sicuramente assaporati il “Brodetto“, unico per sapore e profumo data la sua particolare preparazione, e la triglia alla termolese, servita in diversi modi.
Allo stesso modo va segnalata la zuppa alla santè di Agnone, oppure le lasagne al forno con ripieno di carne di pollo e vitello di Campobasso, ed ancora la “pizza e minestra“, con farina di mais e pezzetti i verdura con olio e peperoncino, la “Pampanella” di San Martino in Pensilis, maiale a fettine cotto al forno con sugo ed abbondante peperoncino, la “Ventricina” di Montenero di Bisaccia, salame di maiale piccante essiccato.
Un capitolo a parte merita sicuramente il tartufo, considerato che circa il 50% della produzione nazionale di questo preziosissimo e profumatissimo tubero è proprio molisana. Soprattutto nella provincia di Isernia, nel territorio dei Comuni di San Pietro Aveallana e Carovilli, si raccoglie, si vende e si trasforma insieme al fungo porcino, anch’esso molto diffuso lungo i pendii dei monti del Matese e delle Mainarde.
Su tutto il territorio molisano però sono presenti allevamenti ovini e bovini, che costituiscono un serbatoio importante di latte e di carne di alta qualità per la preparazione ad esempio di mozzarelle, caciocavallo, trecce ed altri formaggi. Ogni mattina, dai caseifici regionali, decine di camion con prodotti freschi partono per Roma o per i mercati dell’Italia del centro-nord. Una filiera importantissima, alla quale si sta accostando negli ultimi anni anche quella dei dolci: basti pensare ai panettoni di mais di Campobasso, o alle “Ceppellate” di Trivento ed alle ostie di Agnone, che richiedono una lavorazione laboriosa e particolare, tramandata di generazione in generazione.
Insomma un ricco patrimonio tutto da gustare e da scoprire, inserito a meraviglia nella storia e nella cultura di una regione ancora giovane.

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