Tour di Cuba – Festa dei lavoratori in Plaza della Rivoluzione 1 maggio

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In Breve

Tour di Cuba con il 1 maggio per assistere alla festa dei lavoratori in Plaza de la Revolucion
«Cuba non è solo mare e sole,
Cuba è musica, storia, natura, arte, folklore,
un popolo allegro e cordiale,
Cuba si riconosce negli occhi della sua gente, nei sorrisi dei suoi bambini,
nelle mani dei vecchi che suonano la chitarra,
il tamburo o fumano un sigaro…»

Oltre 1 milione di persone sfileranno il 1 Maggio nella Plaza de la Revolucion dell’Havana(ma in tutte le città e villaggi e piccoli paesi si manifesta con grande entusiasmo),e noi saremo li per assistere a questo EVENTO UNICO AL MONDO ormai, in quanto Cuba è forse la versione più dolce del “socialismo reale”, dal momento che ormai esistono solo paesi ex comunisti, pertanto un occasione davvero da non perdere, in quanto anche a Cuba stanno avvenendo cambi di vita molto rapidamente e tutto questo è destinato a sparire prima o poi.

La chiave del Golfo; così fu definita Cuba dai colonizzatori spagnoli per la sua posizione strategica. Posta all’imboccatura del Golfo del Messico, in un punto dove convergono le tre Americhe, questa lunga e affusolata isola, la più grande dei Caraibi, dista solo 180 chilometri dalla Florida, 210 dal Messico, 140 dalla Jamaica e 70 da Haiti e Santo Domingo. Cuba con i suoi 114.097 kmq si allunga da ovest ad est in un semicerchio di circa 1.250 km ed è un ponte naturale fra l’universo anglosassone e quello latino. Cuba è circondata da più di 1500 tra isole e isolotti (i cayos), che formano quattro arcipelaghi: Canarreos, Colorados, Giardini del Re e Giardini della Regina. L’isla de la Juventud (2.200 kmq) cui Stevenson si ispirò per l’isola del tesoro, è la più grande tra le isole minori. Pianure, savane e distese erbose, ricche di palme, piantagioni di canna da zucchero e di tabacco si alternano alle regioni montagnose: la sierra de Los Organos nella regione occidentale, la sierra de l’Escambray nella regione centrale e la sierra Maestra nella regione orientale. “Terra più bella che occhio umano abbia mai visto” scrive di Cuba Cristoforo Colombo nel suo libro di bordo, quando vi approda il 24 ottobre 1492, convinto ancora di trovarsi in una provincia lontana dell’Asia. Solo 17 anni dopo, i 3.500 chilometri del perimetro di La Juana, (così l’aveva battezzata Colombo) vengono interamente circumnavigati da Sebastiàn de Ocampo e l’isola di Cuba trova il proprio posto nelle carte geografiche. Dal quel momento fino ad oggi Cuba ha visto avvicendarsi colonizzazioni, in un susseguirsi di eventi storici che hanno contribuito a formare quello che è oggi il patrimonio culturale ed umano di questo paese.

A spasso per la Isla Grande Cuba riconosciuta da molti per la bellezza delle sue spiagge e per la mitezza del suo clima è un paese ricchissimo di risorse naturali e culturali: per questa ragione a Cuba è ancora possibile esplorare barriere coralline, tra le più belle ed incontaminate dei Caraibi e visitare l’intero arcipelago, un paradiso naturalistico, dove ogni singolo elemento concorre alla conservazione dell’habitat. Ricordare la ricchezza della flora costituita da oltre 6000 specie di piante superiori, per oltre il 50% specie autoctone ed alcune delle quali vere e proprie curiosità botaniche, significa considerare Cuba come un incredibile giardino. Le montagne ed il paesaggio rurale contribuiscono a dare varietà all’isola di Cuba. Buona parte del suo territorio è di origine carsica, per cui si ritrovano abbondanti sorgenti o pozze di acqua fresca e pura oltre a grandi grotte che costituiscono una appetitosa curiosità speleologica. Anche la fauna offre specie uniche al mondo soprattutto uccelli e pesci. Al centro dei due continenti americani, Cuba rimane la tappa obbligata per centinaia di specie migratorie. Alla bellezza della natura si unisce la storia che ha lasciato in questi luoghi la più importante testimonianza dell’epoca della colonizzazione spagnola e delle successive conquiste da parte di varie potenze dell’epoca. Cuba è ospitale grazie allo straordinario sviluppo alberghiero e turistico che si è prodotto in questi ultimi dieci anni, non senza trascurare la salvaguardia dell’ambiente. I tour proposti, con la presenza di una guida locale che parla italiano, offriranno l’opportunità di conoscere i vari aspetti del paese.

      “La vita è un viaggio, viaggiare è vivere due volte”

Partenza: 21 aprile - 02 maggio
Durata: 12 giorni 11 notti
Gruppo minimo: 20 Persone
Costo per persona: Euro 2.540,00 € sup. singola 590,00€
Prenotazioni entro: il 20 gennaio versando acconto di euro 700,00 saldo entro un mese dalla partenza

Il Programma di Viaggio

1° giorno:  ROMA – HAVANA

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Ritrovo dei partecipanti in aeroporto e partenza con volo di linea per l’Havana via Madrid. Pasti e intrattenimento a bordo. All’arrivo assistenza in aeroporto e trasferimento privato all’hotel prescelto. Sistemazione nelle camere riservate. Possibilità di un primo approccio personale con la città .Cena e pernottamento.N.B.secondo orario di arrivo,in caso di ritardo del volo,sarà servito uno snak in camera o nella lobby dell’hotel Memories Miramar 4****

2° giorno:  HAVANA – SANTIAGO DE CUBA

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Prima colazione in hotel e trasferimento all’aeroporto dove decollano i voli nazionali e imbarco volo per  Santiago de Cuba. Pranzo  in corso di escursione.

All’arrivo si inizia la visita di questa città splendida e travolgente, il vero faro dell’Oriente del Paese. Al di fuori dell’Avana, in tutta Cuba non troverete un’altra città tanto caratteristica e festosa. Cresciuta intorno a una baia dai fondali profondi e coronata da montagne, Santiago è considerata la città più caraibica del Paese, per lo stile di vita degli abitanti e per la mescolanza di razze che la caratterizzano. I primi schiavi dell’Africa occidentale arrivarono proprio qui, e oggi la città conta una percentuale di popolazione di colore più alta che qualsiasi altra parte di Cuba. La cultura afrocubana, con la sua musica, i miti e i rituali, affonda le radici in questa terra, che seppe assorbire anche i successivi contributi dei coltivatori di caffè francesi approdati a Santiago nel XVIII secolo per sfuggire alla rivoluzione di Haiti.

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Le strette viuzze che percorrono disordinatamente il quartiere coloniale risuonano giorno e notte del ritmo degli strumenti a percussione e del suono dei fiati: per il santiaguero la musica è un elemento vitale.  Si inizieranno le visite dal Cuartel Moncada, la caserma a cui Fidel Castro e i suoi compagni diedero l’assalto il 26 luglio 1953; un luogo da vedere assolutamente, se non altro per il posto che occupa nella storia di Cuba. Situato in posizione strategica, in vista delle montagne circostanti, l’edificio ocra e bianco, sormontato da una vistosa merlatura, è punteggiato dai fori dei proiettili esplosi dagli uomini di Castro durante il loro assalto, assalto che poi fallì. A suo tempo, Fulgencio Batista aveva dato ordine che fossero chiusi, ma quasi ossessivamente Fidel, una volta giunto al potere, li fece riaprire uno per uno, usando addirittura delle fotografie per assicurarsi che i nuovi fori fossero praticati il più possibile in corrispondenza di quelli originali. Nel 1960 Castro diede anche l’ordine di chiudere la caserma, destinando parte dell’edificio a scuola. All’interno ha sede anche il Museo 26 de Julio, non privo d’interesse in quanto narra la storia dell’attacco. Tra i monumenti più significativi di Santiago, El Castillo del Morro San Pedro de la Roca, è una gigantesca fortezza in pietra, progettata dall’ingegnere militare italiano Giovanni Battista Antonelli. Chiamata con il nome del governatore di Santiago del tempo, ma indicata di solito come El Morro, la fortezza fu costruita tra il 1633 e il 1639 come baluardo contro le scorrerie dei pirati. Tuttavia, nonostante il suo aspetto massiccio e apparentemente inattaccabile, con un pesante ponte levatoio gettato su un profondo fossato, spesse mura in pietra disposte a formare una sequenza di angoli acuti e, all’interno, vaste piazze d’armi con cannoni puntati verso il vare, il Castillo si dimostrò del tutto inaffidabile, tanto che nel 1662 il pirata inglese Christopher Myngs, trovandolo inaspettatamente sguarnito, potè lanciarsi in un riuscito attacco a sorpresa. El Morro ospita anche il Museo della Pirateria che descrive le scorrerie dei pirati abbattutesi su Santiago durante il XVI secolo, a opera in particolare dello spietato bucaniere francese Jacques de Sores e del più famoso pirata inglese Henry Morgan. Faremo il pranzo  in ristorante esclusiva dei Viaggi di Giorgio collocato nei pressi della fortezza, in splendida posizione sulla baia. Nel pomeriggio, tempo a disposizione per iniziative personali.  Cena e pernottamento presso Melia Santiago 5*****

3° giorno: SANTIAGO DE CUBA – BAYAMO – CAMAGUEY

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Dopo la prima colazione, visita della Basílica Santuario Nacional de Nuestra Señora de la Caridad del Cobre proclamata patrona di Cuba nel 1916 da papa Benedetto XV. La devozione alla Virgen risale al 1606 quando tre pescatori, Juan Morteno, creolo di dieci anni, accompagnato dai fratelli indio Rodrigo e Juan de Hoyos, trovarono una statuetta di legno alta circa sessanta centimetri che galleggiava nelle acque della Bahia de Nipe, nella costa nord occidentale di Cuba, con incise le parole “Virgen de la Caridad”. Dopo il ritrovamento, l’immagine sacra fu portata presso il centro minerario di El Cobre (cobre in spagnolo significa rame) dove, nel 1684, fu costruito un santuario per ospitare la statua, che rappresenta la Madonna con in braccio il Bambino Gesù che sorregge il globo terrestre.Partenza per BAYAMO, la seconda città fondata a cuba. Visita alla casa della cultura, alla casa della trova dove si sosterà per un rinfresco ed ascoltare buona musica tradizionale. Visita alla casa natale di Carlos Manuel de Cespedes ed alla Parrocchia Mayor de San Salvador. Pranzo in ristorante e dopo partenza per CAMAGUEYSistemazione nelle camere prescelte, cena in hotel e pernottamento presso hotel Colon 3***

 

4° giorno: CAMAGUEY – SANCTI SPIRITUS – TRINIDAD

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Prima colazione visita della città, fondata nel 1515; il suo primo nome era Santa Maria de Puerto Principe. E’ la città
delle piazze e delle chiese barocche: ne conta oltre venti. Visita a piedi del centro di Camaguey, un piccolo gioiello di
architettura coloniale: la Cattedrale, la Chiesa di Nuestra Señora de la Merced, Plaza San Juan de Dios e la Chiesa dello stesso nome. Pranzo al ristorante Campana de Toledo. Partenza in direzione di Trinidad, transitando per la città diSancti Spiritus che propone il suo piccolo e grazioso centro coloniale. Questa gradevole città, fondata nel 1514, èricordata per l’elegante camicia guayabera, per il frutto chiamato Guayaba (Guava) e per un ponte a schiena d’asinomolto caratteristico. Lungo il percorso si visiterà la torre Manaca Iznaga e, se salirete la torre di 42 metri, potretegodere della vista di tutta la valle de Los Ingenios.
Arrivo a Trinidad e sistemazione in hotel e cena hotel Brisas Trinidad del Mar 4**** Serata a disposizione per visitare la Casa de la Trova in centro città .N.B l’hotel si trova sulla bellissima e soffice spiaggia della Playa di Ancon pertanto chi lo desidera,potrà approfittarne nei due giorni di  soggiorno per fare un bel bagno.

5° giorno:  TRINIDAD 

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Prima colazione in hotel, inizio della visita di Trinidad, uno dei primi insediamenti spagnoli (1514). Secondo il diario di uno dei marinai di Cristoforo Colombo, il tratto di costa – situata nella parte sud-occidentale della provincia di Sancti Spiritus – fu avvistato per la prima volta nel 1494 ma, di fatto, il primo insediamento spagnolo vi sorse solo nel dicembre del 1513. Nel corso dei secoli vari avvenimenti crearono situazioni di prosperità o di declino di Trinidad; la sua prosperità raggiunse l’apice tra il 1830 e il 1840, poi iniziò il declino. All’inizio del Novecento gli Stati Uniti avevano acquisito il dominio economico di Trinidad: gran parte della terra apparteneva a cittadini stranieri, la disoccupazione dilagava e molti lavoratori furono costretti ad abbandonare la regione poiché solo una parte ridotta della terra coltivabile era stata, di fatto, destinata alla produzione. Solo intorno agli anni Cinquanta, dopo la costruzione delle strade principali tra i capoluoghi di provincia di Sancti Spiritus, la città vide le proprie sorti mutare lievemente grazie all’arrivo del turismo, incoraggiato dalla costruzione di un piccolo aeroporto e dalla realizzazione di strutture di ricettività. Tale breve periodo di prosperità fu interrotto dalla Rivoluzione castrista che terminò nel 1959. Proprio la Sierra del Escambray, nei pressi di Trinidad, fu per cinque anni la base dei controrivoluzionari sostenuti dagli Stati Uniti, la guerriglia, che proseguì fino al 1965, causò numerose vittime fra la popolazione locale e il processo di ricostruzione richiese ben due decenni. Trinidad raggiunse l’attuale importanza quando il suo centro storico e la vicina Valle de los Ingenios furono dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1988.

Si va poi nel Museo de Arqueologia Guamuhaya, un eterogeneo miscuglio di animali imbalsamati, scheletri di antichi indigeni e arredi da cucina del XIX secolo, la cui presenza nel museo appare piuttosto incoerente con il resto dell’esposizione. Dopo la visita di due musei, è necessaria una breve sosta per un profondo respiro (la visita di qualsiasi Museo del mondo richiede sempre uno sforzo di attenzione non indifferente, ma il visitarlo è assolutamente necessario se si vuole conoscere e capire la storia, l’arte, la cultura e la vita della civiltà del Paese che si visita) per ritornare nella realtà del momento, quindi è una buona idea andare a sorseggiare un aperitivo o un cocktail a la Canchànchara, uno dei bar/taverna migliori per la musica dal vivo, con un gruppo che suona in un lungo cortile, con il tetto di legno di cedro e costeggiato da piccole panche. La specialità della casa è un cocktail a base di rum, miele, limone, acqua e ghiaccio. Pranzo al ristorante Plaza Mayor.

Il pomeriggio è completamente libero per iniziative personali, potrete quindi godere dell’antica atmosfera coloniale di questa bellissima cittadina che sembra ferma nel tempo, oppure rilassarvi nella bellissima Playa d’Ancon. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

6° giorno:CIENFUEGOS – SANTA CLARA – CAYO SANTA MARIA

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Prima colazione in hotel  e partenza per CIENFUEGOS. Proseguimento del viaggio a  SANTA CLARA, una delle città più grandi e vivaci di Cuba ed è meta degli ammiratori di Che Guevara. Infatti, nella Plaza de la Revoluciòn, troneggia una massiccia statua in bronzo del Che rappresentato con la sua tipica tenuta militare e con il fucile in mano. Sotto il monumento, si trova il Museo Memorial a Guevara; incredibilmente piccolo, occupa un’unica sala ad U. Vi si trovano fotografie memorabili che partono da immagini del Che da bambino e proseguono documentando la sua vita in qualità di guerriero nella Sierra Maestra e di statista cubano durante i primi anni della Rivoluzione. Oltre una porta su cui campeggia la scritta ”Memorial” si raggiunge una sala dalle luci soffuse che ispira rispetto e reverenza commoventi. La sala custodisce una fiamma perpetua ed è dedicata ai peruviani, boliviani e cubani morti con il Che in Bolivia, ciascuno dei quali è ricordato da un semplice ritratto in rilievo su pietra incastrato nelle pareti. Pranzo in ristorante locale,sosta per le visita di un altro gioiello di architettura coloniale Remedios. Sembrerà incredibile ma davvero il tempo qui si è fermato. Si prosegue per una delle zone più belle di Cuba,dove vi sono molte isolette,cayos,dove ci fermeremo due notti per godere del mare caraibico.Arrivo a Cayo Santa Maria ,sistemazione nelle camere prescelte,trattamento di All inclusive presso il prestigioso resort Melia Las Dunas 5*****L

7° giorno: CAYO SANTA MARIA

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Giornate libere per godere del mare caraibico,possibilità di escursioni facoltative.Trattamento di all inclusive.

8° giorno: CAYO SANTA MARIA  – HAVANA

Partenza per Havana, arrivo previsto per ora di pranzo che verrà servito presso un ristorante locale. Nel pomeriggio
visita panoramica della città Moderna, Plaza de la Revolucion, collina universitaria, il Parque Central, il Gran Teatro de La Habana e il Campidoglio. Arrivo in hotel sistemazione, cena e pernottamento.

 9° giorno: LA HABANA/VINALES/LA HABANA.

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Prima colazione in hotel. Partenza in bus alla volta di Valle de Viñales, la provincia più occidentale di Cuba dove si
coltiva il miglior tabacco del mondo. Durante il viaggio sarà possibile ammirare vallate di palme reali (albero nazionale
di Cuba). Sosta ad un belvedere. Visita alla Casa del Veguero (coltivatore di tabacco). Visita alla Cueva del Indio, con
inclusa una piccola navigazione lungo il fiume all’interno della grotta. Pranzo al ristorante El Palenque de Los
Cimarrones o similare. Ritorno in hotel a La Habana. Cena e serata libera

10° giorno: HAVANA

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Visite a piedi del centro storico (dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1982), che con i sui 5 km quadrati è il centro coloniale più vasto dell’America Latina; Plaza de Armas; il Palacio de los Capitanes Generales (massima espressione del Barocco cubano), che fu la casa del governatore di Cuba; l’hotel Ambos Mundo che annovera tra i suoi ospiti più famosi Ernest Hemingway; Piazza della Cattedrale; la Bodeguita del Medio famoso bar ristorante dove nacque il famoso cocktail Mojito. Pranzo presso ristorante locale. L’escursione proseguirà con la visita del Museo della Rivoluzione, e visita panoramica della fortezza del Morro. Rientro in hotel .

 Cena in location ESCLUSIVA DEI VIAGGI DI GIORGIO e pernottamento

11° giorno:  LA HABANA FESTA PLAZA DE LA REVOLUCION – ITALIA

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Sveglia molto presto per fare colazione in tempo utile per andare in Plaza della Rivoluzione: nei giorni normali questa piazza è un po’deludente, non essendo altro che una spianata di cemento ai cui lati sorgono la sede del Partito comunista cubano e altri edifici governativi. Ma oggi è un giorno speciale perché  è  la Festa dei Lavoratori e questa festa a Cuba è molto sentita e festeggiata, quindi legioni di cubani convergono in questa piazza dai caseggiati di appartamenti delle periferie su autobus organizzati dallo Stato, sventolano bandiere, ascoltano i discorsi ai piedi del monumento a Martì e acclamavano  Fidel Castro (e oggi anche suo fratello Raùl) mentre salutava la folla.Pranzo in ristorante tipico cubano.Tardo pomeriggio, trasferimento in aeroporto per il volo di rientro.

12° giorno: ITALIA

Arrivo in italia e fine dei servizi.

Itinerario di Viaggio

Informazioni generali

 

N. ESSENDO INCLUSA LA POLIZZA CONTRO ANNULLAMENTO AL VIAGGIO CONSIGLIAMO DI  PRENOTARE AL PIU’ PRESTO  IN QUANTO SIETE COPERTI DA ASSICURAZIONE.

LA QUOTA COMPRENDE:

Volo di linea Air Europa via Madrid a.r in classe turistica franchigia bagaglio in stiva 1 bagaglio a persona da 23 kg ciascuno + 1 bagaglio a mano da 10 kg;- tutti i trasferimenti con bus privato con autista e guida  in lingua  italiana per tutta la durata del  tour -visite e ingressi previsti in programma  –  1 volo Havana/Santiago de Cuba in classe turistica — assistenza di ns. personale in partenza da Roma e a Cuba.Hotel 5***** all’Havana e Santiago de Cuba -5***** in All Inclusive soggiorno mare; 1 notte in arrivo Havana 4****;3***a Camaguey;4**** a Trinidad .Pensione completa dalla cena prima sera alla prima colazione ultimo giorno.Assicurazione medico bagaglio(massimale medico 10.000,00 bagaglio 1500).Guida su Cuba e kit da viaggio. ACCOMPAGNATORE DA ROMA DEI VIAGGI DI GIORGIO ESPERTO DELL’ISOLA
LA QUOTA NON COMPRENDE:

Tasse aeroportuali pari a 435,00  (ogni aumento dovrà essere corrisposto)
bevande durante i pasti (sono incluse ai pranzi);visto turistico cubano  pari a euro 25,00
mance da versare giorno di partenza euro  35,00 ,  extra di carattere personale
tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”.

 

POSSIBILE EFFETTUARE ESTENSIONE AL MARE DA 1 A PIU’ GIORNI

NOTIZIE  UTILI

Documenti 

Sono necessari : il Passaporto valido per almeno due mesi dopo la partenza da Cuba e la Carta Turistica (tarjeta del turista), praticamente un Visto per entrare a Cuba.

Vaccinazioni

Non sono richieste.

Clima

Cuba ha un clima tropicale caldo e soleggiato con una temperatura media annua di 24°C; nei mesi invernali in particolare a gennaio/febbraio, le temperature possono scendere a 15°C e le minime durante la notte sono ancora più basse. Ciò accade nella stagione secca, che va da novembre ad aprile. Chi va a Cuba nel periodo estivo, ossia tra maggio e ottobre in corrispondenza della stagione delle piogge, sappia che potrebbe piovere nell’arco delle due settimane; ma le piogge, anche se battenti, in genere non durano a lungo e lasciano ben presto il posto alle schiarite. La parte orientale dell’isola in questo periodo dell’anno è tendenzialmente più calda e più umida, e anche nella zona di Trinidad e Sancti Spiritus le temperature salgono al di sopra della media nazionale. Ma questo vostro tour si svolge entro  fine aprile,quindi il tempo dovrebbe essere clemente e più stabile perché si tratta del passaggio tra la stagione secca a quella delle piogge.

Abbigliamento

Estivo, decisamente informale e comodo, con abiti leggeri possibilmente di fibre naturali (cotone, lino, viscosa) e qualche capo un po’ più caldo per le sere all’aperto. E’ consigliabile non portare abiti costosi, di lusso e griffati né, tanto meno, esibire gioielli e troppo oro, per non offendere la suscettibilità della gente locale – è bene tener presente che il Paese è tendenzialmente povero e molte persone vivono nell’indigenza.

A proposito di scarpe, si consigliano pratiche e confortevoli. Un cappello per ripararvi dal sole è sempre utile (magari lo potete acquistare anche in loco), così come occhiali da sole, burro cacao, creme protettive. Ricordatevi che gli oggetti di metallo (forbicine, lime per unghie, pinzette, tubetti di dentifricio, batterie, fiammiferi, bottigliette con liquidi, temperini e qualsiasi oggetto

metallico a punta vanno tassativamente messi nel bagaglio da spedire, altrimenti si rischia il sequestro e si fa perdere tempo ai compagni di viaggio.

Medicinali

Quelli di uso personale ed inoltre: Aspirina, Disinfettanti intestinali (Bactrim o Bimixin) Antidiarroici (tipo Dissenten), Antinfluenzali, Fazzolettini umidificati con soluzioni analcoliche, Fazzolettini disinfettanti (Citrosil o simili), Cerotti di vari formati, Sali minerali integratori (Polase o

Enervit), utili sono anche i flaconcini di Enterogermina che aiutano a rivitalizzare la flora intestinale

Fuso orario

Rispetto all’Italia , L’Avana è – 5 ore da ottobre ad aprile, e – 6 ore nel periodo estivo, da maggio a

settembre in cui è in vigore l’ora legale.

Corrente elettrica

E’ erogata normalmente a 110 V e 60 Hz ma è bene controllare perché in certi alberghi è a 220 V.

Adattatori e trasformatori sono impossibili da trovare a Cuba, quindi chi ha bisogno di utilizzare PC portatili, carica batterie e asciugacapelli, dovrà portarli con se dall’Italia. Le prese sono adatte alle spine americane, quelle con due lamelle piatte orizzontali od oblique (bipolari a spina piatta).

Valuta

A Cuba esistono due tipi di valuta: il peso cubano (CUP) e il peso convertibile (CUC). La stragrande

maggioranza degli stranieri usa i CUC, suddivisi in centavos e, come i pesos cubani, privi di qualsiasi valore e irreperibili fuori Cuba. I colori e le immagini dei pesos convertibili sono diversi da quelli dei pesos ordinari e riportano a chiare lettere la dicitura “pesos convertibles”. Sono in circolazione banconote da 100, 50, 20, 10, 5, 3 e 1$CUC e monete da $1CUC, 50, 25, 10 e 5 centavos. Ovunque ci si trovi, conviene sempre avere un po’di contanti; portandovi del denaro (ma non dollari) eviterete la commissione del 10% applicata su tutte le transazioni e prelievi effettuati con carte di credito. Le Carte di Credito maggiormente accettate sono la Visa e la MasterCard mentre l’American Express e la Diners Club sono generalmente inutilizzabili.

Lingua

La lingua ufficiale è lo spagnolo ma, nelle principali località turistiche sono diffuse anche l’inglese e l’italiano.

Mance

Se non avete l’abitudine di lasciare mance, a Cuba imparerete presto a farlo. I complessini ambulanti di son (musica popolare cubana), le signore all’ingresso delle toilette, i camerieri dei ristoranti (anche quelli negli alberghi), le guide turistiche….lavorano innanzi tutto per farsi lasciare mance in valuta pregiata. Ricordarsi di lasciare la mancia è molto importante a Cuba. In un paese dove può capitare che un medico trovi più conveniente fare il cameriere, e dove i camerieri cercano di arrotondare facendo i cantanti a beneficio dei turisti che sorseggiano un mojito (vedi Nota Integrativa n° (1) o mentre assaggiano svogliatamente il loro piatto di moros y cristianos (riso e fagioli), un paio di pesos convertibili lasciati sotto il cestino del pane alla fine del pasto possono davvero fare la differenza nel bilancio settimanale di una persona. E’importante tener presente che la maggior parte di questa gente viene pagata in moneda nacional (pesos), e che i loro salari arrivano appena all’equivalente di 10-25 dollari al mese. Riuscire a procurarsi un po’di valuta pregiata è quindi indispensabile per sbarcare il lunario. Le mance nel vostro caso per autisti,guida facchini ecc.ecc. saranno versate alla partenza da Roma come indicato in programma.

Telefono

Prima di partire in viaggio, contattate il vostro Operatore o Compagnia Telefonica (Tim – Infostrada – la 3 – Vodafone – Wind – Tele 2 – Fastweb) e chiedete se il vostro cellulare è abilitato a chiamare da Cuba, a spedire e ricevere sms e se può ricevere telefonate dall’Italia o da altri Paesi     

e chiedete inoltre le tariffe a minuto di conversazione e per l’invio di sms. Eviterete così amare sorprese in bolletta (tutti gli operatori telefonici fanno i furbi e non regalano assolutamente nulla, chiedete quindi sempre al vostro operatore la Fattura con i dettagli chiamate perché, si è verificato che sono stati duplicati importi, soprattutto quelli più consistenti, per chiamate internazionali). E’ probabile che costi meno telefonare all’estero da Cuba con il proprio cellulare che da un telefono pubblico. Evitare di chiamare dal centralino degli alberghi perché sono sempre molto cari e, con il sistema di registrazione elettronica, anche una telefonata non andata a buon fine, cioè non avete parlato, vi viene addebitata. Per chiamare Cuba dall’Italia si deve comporre lo 0053 seguito dal prefisso della località e dal numero telefonico desiderato. Viceversa per chiamare l’Italia da Cuba, comporre il prefisso 0039 più il numero telefonico desiderato.

Cucina

A Cuba la cucina non è appetitosa come in altre isole caraibiche, tuttavia spesso si possono gustare pietanze semplici e ben cucinate. I cibi non sono particolarmente speziati, anzi, in generale i cubani non amano i piatti piccanti. Indipendentemente da dove si mangia, che sia ristorante o a casa di amici, scoprirete presto che la cucina cubana propone una varietà molto limitata. La dieta tipica cubana è a base di pollo o maiale serviti con riso e fagioli, piatto noto  con il nome di comida criolla. Ci sono un paio di specialità nazionali che vale la pena assaggiare: la ropa vieja, un appetitoso stufato di carne (di agnello o manzo) preparato a fuoco lento con peperoni verdi, pomodori, cipolle e aglio. Una prelibatezza senza pari è il lechòn (maialino da latte, che di solito è lasciato a marinare con aglio, cipolla ed erbe prima di essere cotto allo spiedo o arrostito in forno. Comunque negli alberghi a 5* e 4* c’è sempre anche cucina internazionale.

Un accenno alle bevande.  Chi ama il ron o rum si troverà bene a Cuba: la bevanda nazionale è presente dovunque ed è generalmente la meno cara tra quelle disponibili. A parte il rum, tra le bevande più note di Cuba ci sono i cocktail, compreso l’onnipresente cuba libre. A base di rum

bianco, Coca Cola e uno schizzo di lime, è secondo, in termini di popolarità, solo al mojito (vedere nota integrativa n° (1). La birra chiara (cerveza) abbonda a Cuba e ci sono alcune marche nazionali ottime, in particolare la Cristal e la Bucanero.

Acquisti

Sigari, rum, arte e oggetti di artigianato sono quanto vale la pena di acquistare a Cuba e, benchè l’assortimento sia in costante crescita, la qualità e la scelta sono ancora scadenti. Verso la fine degli anni Novanta sono apparsi i primi centri commerciali moderni, concentrati perlopiù all’Avana, ma al di fuori di questi e dei grandi alberghi di lusso, non ci sono la convenienza e la scelta che i turisti si aspettano. Quasi tutti i negozi più riforniti richiedono il pagamento in pesos convertibili, ma avere una riserva di pesos nazionali in tasca consente di fare gli acquisti più convenienti. Ma parliamo un po’dell’articolo cubano più noto e apprezzato nel mondo intero:

il sigaro. Con uno dei migliori tipi di tabacco al mondo, disponibile a un prezzo dimezzato rispetto all’estero, è impensabile non comperare (per sé o per amici fumatori) almeno degli habanos (il nome con cui si designano i sigari cubani). Ma bisogna fare attenzione prima di acquistare una confezione di sigari perché, sul mercato cubano, esistono anche ottime contraffazioni. Allora ci sono tre prove, o meglio tre elementi identificativi che permettono di essere sicuri che l’acquisto è buono : 1) Le scatole originali devono essere sigillate da tre etichette: una che somiglia a una banconota sulla parte anteriore, una più piccola, con la scritta Habanos, nell’angolo e un adesivo olografico, 2)- Sul fondo della scatola deve essere impressa la scritta Habanos SA, Hecho en Cuba e Totalmente a mano, 3)- Alla base della scatola deve esserci un timbro a inchiostro con il codice della fabbrica e la data di fabbricazione.          

 

                                          NOTE  INTEGRATIVE  AL TESTO

(1) -  Il mojito è una bevanda a base di yerbabuena (menta piperita) o/e di menta, rum chiaro, zucchero di canna bianco, lime (o/e limone), soda o/e acqua minerale frizzante con tanto ghiaccio, perché va servito freddissimo. Ha un gusto decisamente stuzzicante dovuto  alla combinazione della freschezza della menta e del lime e al gusto molto forte, ma morbido, del rum.  Se qualcuno di voi desidera cimentarsi nella sua preparazione, eccovi la formula dei dosaggi :

1 bicchierino di rum chiaro (pari a 4 cucchiai grandi), il succo di mezzo limone (o lime), una  cucchiaiata di zucchero di canna (diluito con il succo di limone), 3 o 4 rametti di menta (a foglia larga – si spremono i gambi ma le foglie devono rimanere integre), soda (oppure  acqua minerale frizzante) e…. alla vostra salute e di chi è con voi ! Eccovi un cocktail fresco e stimolante, adatto nelle giornate estive quando la calura imperversa.

Personaggi

Chi visita Cuba si chiede inevitabilmente, se non lo sa già, chi sia Josè Martì. Infatti in tutte le città grandi e piccole c’è almeno un busto o una statua che ritrae questo personaggio, in genere al centro della piazza principale. Josè Julian Martì y Pérez nacque da genitori spagnoli il 28 gennaio 1853: Quest’ometto dai caratteristici baffi folti e dall’abito e farfallino nero fu colui che meglio rappresentò il desiderio di autogoverno dei cubani e la lotta per la giustizia e l’indipendenza (soprattutto dalla longa manus degli Stati Uniti), non solo a Cuba ma in tutta l’America  latina. Ancora studente s’impegnò personalmente nella lotta per l’indipendenza dalla Spagna colonizzatrice. A causa dei suoi editoriali polemici – aveva fondato nel 1869 il suo primo giorno le Patria libre, in cui contestava il dominio spagnolo su Cuba – fu ben presto considerato un dissidente e arrestato. Fu così che, a soli 16 anni, Martì fu condannato a 6 anni di lavori forzati, condanna che fu poi commutata in esilio sull’Isla de la Juventud (cui Robert Louis Stevenson s’ispirò per la stesura del suo romanzo “L’Isola del Tesoro”) e poi nell’espatrio in Spagna. In Spagna, la sua patria, studiò legge e filosofia continuando così ad affinare le proprie abilità letterarie e a comporre versi. Una delle sue poesie diventò il testo ufficiale di quello che è divenuto un inno cubano, la celebre canzone  Guantanamera. Nel 1875 si ricongiunse con la sua famiglia che nel frattempo si era trasferita in Messico, ma quest’uomo non riusciva a mettere radici e, ovunque si trovasse e, non smetteva di darsi da fare per l’indipendenza di Cuba e per la giustizia sociale in tutta l’America Latina. Nel 1881 si trasferì a New York dove visse quasi dieci anni; dopo un iniziale trasporto verso quel paese che riteneva permeato di autentico spirito di libertà e democrazia, Martì cominciò a nutrire sospetti sempre più forti nei confronti degli Stati Uniti e a  vedere in loro una minaccia all’indipendenza di tutta l’America Latina. Dopo aver fondato il Partito rivoluzionario cubano nel 1892, s’impegnò nella raccolta di fondi, nell’addestramento militare, nella creazione di un arsenale di guerra e nella progettazione di una campagna militare volta alla sconfitta degli spagnoli. Nell’aprile del 1895, insieme con il generale dell’esercito rivoluzionario Màximo Gòmez e con altri quattro rivoluzionari, giunse in territorio cubano ritirandosi poi sulle montagne della Sierra Maestra, dove fu poi raggiunto da centinaia  di ribelli. Il 19 maggio 1895 Martì entrò per la prima volta in battaglia e fu ucciso quasi subito. Forse l’eredità più grande lasciata da Josè Martì è costituita dalla stima e dall’ammirazione di cui gode presso i cubani su entrambe le sponde dello Stretto della Florida, i quali vedono rispecchiata nei suoi ideali la propria visione di una Cuba libera e nella sua dedizione alla causa una  costante fonte d’ispirazione.

Fulgencio Batista y Zaldìvar (1901-1973) è stato un politico cubano. Fu presidente de facto di Cuba dal 1933 al 1940, presidente ufficiale del Paese dal 1940 al 1944 e nuovamente dal  1954 al 1959. Fu rovesciato da Fidel Castro che, di lì a poco, avrebbe instaurato un  regime di tipo comunista.  Batista nacque a Banes (un comune a nord di Santiago de Cuba) da genitori benestanti. Veniva considerato un sanguemisto, avendo origini africane e spagnole, oltre che amerindie e filippine. A quanto risulta, è stato il primo leader cubano d’origine non esclusivamente europea. Nell’ottobre del 1940, Batista, a soli 39 anni, venne eletto Presidente, ma non riuscì, stante il limite costituzionale, a ripresentarsi per un secondo mandato e alle elezioni del 1944, venne eletto il suo maggior avversario, Grau. Batista lasciò Cuba rifugiandosi in Florida e potè  ritornare al potere, con un colpo di stato, solo il 10 marzo 1952. Il nuovo governo fu subito riconosciuto dagli Stati Uniti; la stessa popolazione, nella speranza che Batista desse all’isola più stabilità e facesse cessare   corruzione e violenze, appoggiò il golpe. Batista stabilì un ferreo controllo su sindacati ed esercito, reprimendo ogni opposizione. Gli investimenti americani ed il fiorire del turismo diedero, in effetti, una prosperità che Cuba non aveva mai conosciuto, ma la crisi economica degli anni cinquanta, la corruzione di Batista ed i rapporti che il dittatore intratteneva con la mafia fecero crescere l’opposizione al regime, soprattutto tra gli strati più poveri della popolazione, tra i favorevoli ad una democrazia liberale, che consideravano la sua dittatura illegale e tra i pensatori marxisti della classe media. Tra gli oppositori vi era Fidel Castro, un giovane avvocato proveniente da una famiglia agiata. Batista era stato rieletto Presidente nel 1954 ma, nell’aprile del 1958 uno sciopero generale contro il governo del dittatore fallì

clamorosamente. Nonostante ciò, il regime aveva i giorni contati, minato dalla corruzione, dalla stanchezza dei militari, dall’impopolarità del dittatore, dalla sfiducia degli americani nei suoi confronti tanto che, agli inizi del 1958, decisero di sospendere le forniture d’armi al suo esercito. Il 1° gennaio 1959, Batista, dopo aver festeggiato l’anno nuovo, fuggì nella Repubblica Dominicana e le forze di Castro presero l’Avana.  Batista non tornerà più a Cuba. Si rifugiò prima in Portogallo e, dopo l’abdicazione di Antonio Salazar, nella Spagna di Francisco Franco, dove morì il 6 agosto 1973 nei pressi di Marbella.

Fidel Alejandro Castro Ruz nasce a Biràn (un comune al confine della Provincia di Santiago de Cuba) il 13 agosto 1926 è un rivoluzionario e politico cubano. E’ stato Primo Ministro di Cuba dal 16 febbraio 1959 all’abolizione della carica avvenuta il 2 dicembre 1976 ed è stato, dal 3 dicembre 1976 al 18 febbraio 2008, Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del Consiglio dei Ministri. Castro è stato uno dei protagonisti della rivoluzione cubana contro il  regime del dittatore Fulgencio Batista e, dopo il fallito sbarco nella Baia dei Porci da parte di alcuni esuli cubani appoggiati dagli Stati Uniti d’America, ha instaurato un regime autoritario di stampo socialista caratterizzato dall’assenza di elezioni pluripartitiche. Castro è una figura controversa: i detrattori lo considerano un nemico dei diritti umani, mentre i suoi sostenitori lo considerano un liberatore dall’imperialismo e sottolineano i progressi sociali che egli ha promosso a Cuba.  E’ noto anche con l’appellativo di Lìder maximo, pare attribuitogli quando (il 2 dicembre 1961) dichiarò che Cuba avrebbe adottato il Comunismo in seguito allo Sbarco della Baia dei Porci a sud della Avana, un fallito tentativo di rovesciare il regime cubano: nel corso degli anni Castro ha rafforzato la popolarità di quest’appellativo.

Secondo i suoi sostenitori la leadership di Castro si è mantenuta così a lungo grazie al sostegno delle masse dovuto al miglioramento delle condizioni di vita. Secondo i detrattori, invece, le cause andrebbero cercate nell’utilizzo di metodi coercitivi e repressivi. Castro organizzò, il 26 luglio 1953, un disastroso assalto armato alla caserma della Moncada. Più di ottanta tra gli assalitori vennero uccisi, Castro fu fatto prigioniero, processato e condannato a quindici anni di prigione ma poi, su pressione dei Gesuiti, Batista decise di liberare Castro nel maggio 1955. Fidel si recò quindi in esilio, prima negli Stati Uniti e poi in Messico, dove progettò nuovi tentativi rivoluzionari. Infatti un anno dopo, Castro ritornò in patria clandestinamente con diversi altri esiliati e la prima azione del gruppo, chiamato il Movimento del 26 di luglio, si svolse nella provincia di Oriente.  Solo dodici degli ottanta uomini, tra cui Ernesto “Che” Guevara, sopravvissero alla ritirata sulle montagne della Sierra Maestra, e da lì iniziarono la guerriglia contro il governo di Batista. Il gruppo di guerriglieri crebbe fino a superare gli 800 uomini. Il 24 maggio 1958, Batista lanciò una pesante offensiva contro i castristi sulla Sierra Madre (10.000 militari contro poco più di 300 guerriglieri). Nonostante lo svantaggio numerico, le forze di Castro misero a segno una serie di vittorie, aiutate anche dalla massiccia diserzione e dalle rese all’interno dell’esercito di Batista. Il capodanno del 1959 Batista lasciò il paese, le forze di Castro entrarono a l’Avana e l’8 gennaio dello stesso anno Fidel Castro assunse il ruolo di Comandante in Capo delle Forze Armate. Nel 1979 Castro fu nominato Presidente della Repubblica e, inizialmente gli USA furono rapidi a riconoscere il nuovo governo, ma gli attriti con gli Stati Uniti si svilupparono ben presto, quando il nuovo governo iniziò a espropriare le proprietà delle principali compagnie statunitensi, proponendo risarcimenti basati sulla valutazione fiscale della proprietà, che per molti anni le stesse compagnie avevano fatto in modo di tenere artificialmente basse. Castro visitò la Casa Bianca poco dopo la presa del potere, e s’incontrò con il Vice Presidente Richard Nixon perché, l’allora Presidente Eisenhower, snobbò Castro supponendo che fosse comunista e filosovietico.

Nel febbraio del 1960, Cuba firmò un accordo per l’acquisto di petrolio dall’URSS. Quando le raffinerie cubane, di proprietà statunitense, si rifiutarono di raffinare il petrolio sovietico, vennero espropriate e gli Stati Uniti interruppero subito le relazioni diplomatiche con il governo di Castro. Da quel momento il governo castrista iniziò a stabilire legami sempre più stretti con l’Unione Sovietica.  In seguito a diversi patti firmati tra Castro e il Premier Sovietico Nikita Khruscev, Cuba iniziò a ricevere aiuti economici e militari dall’URSS . Il 17 aprile 1961, gli Stati Uniti appoggiarono un fallimentare attacco a Cuba di esiliati cubani. In quell’occasione una forza di circa 1.400  dissidenti, finanziati ed addestrati dalla CIA, sbarcarono a sud de L’Avana, nella Baia dei Porci, ma 104 combattenti furono uccisi in battaglia e 1.189 vennero catturati e processati. Più tardi, il 2 dicembre di quell’anno, in un discorso alla nazione, Castro si dichiarò un Marxista-Leninista e disse che Cuba avrebbe adottato il Comunismo. Il 3 gennaio 1962 Papa Giovanni XXIII  scomunicò Castro dando seguito al decreto del 1949 di Papa Pio XII che vietava ai cattolici di appoggiare i governi  comunisti. Nel novembre del 1996 Fidel Castro andò a Roma, in occasione dell’incontro mondiale sull’alimentazione promosso dalla FAO, e Papa Giovanni Paolo II lo ricevette in udienza privata.  Il 21 gennaio del 1998 Giovanni Paolo II contraccambiò la visita e andò a Cuba e Castro lo ricevette con tutti gli onori, rinunciando alla sua famosa divisa militare per  Indossare giacca e cravatta. Con il passare degli anni, Castro consolidò il controllo di Cuba nazionalizzando ulteriormente l’industria, confiscando i beni di proprietà straniera, collettivizzando l’agricoltura, ed emanando politiche a beneficio dei lavoratori. Molti cubani lasciarono il paese, alcuni per Miami, Florida, dove formarono una numerosa comunità anticastrista, sovente in contatto con gruppi malavitosi e della destra dei servizi segreti  statunitensi. A causa del duro embargo imposto dagli Stati Uniti, Cuba divenne sempre più dipendente dai sussidi sovietici. Il collasso dell’URSS nel 1991 e la conseguente caduta del regime comunista, causò quindi una forte sofferenza economica a Cuba. Nonostante l’embargo statunitense, oggi in parte diminuito, Cuba continua a commerciare con altre nazioni, ed è la seconda meta turistica più popolare dei Caraibi (dopo la Repubblica Dominicana. La sua economia riceve anche un afflusso di valuta (stimato in 850 milioni di dollari all’anno) dai Cubani Americani che mandano soldi ai familiari e amici rimasti sull’isola.

Il 18 febbraio 2008, con un messaggio apparso sul sito di Granma (l’organo d’informazione  del Partito comunista cubano), Fidel Castro ha rinunciato alle cariche di Presidente del Consiglio di Stato e comandante in capo, affidando il governo al fratello Raùl Castro. Fidel ha rinunciato anche alla carica di Segretario del Partito Comunista Cubano, l’unica che ancora deteneva.

 Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara, el Che ( Rosario 14 maggio 1928 -La Higuera  9 ottobre 1967), è stato un rivoluzionario e guerrigliero argentino. Guevara,    come si può leggere anche nella biografia di Castro , fu membro del Movimento del 26 di  luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro.  Ernesto Guevara nacque a Rosario in Argentina, da una famiglia borghese benestante di origini spagnole, basche ed irlandesi.

Era il primo di 5 fratelli (tre maschi e due femmine). Nonostante soffrisse d’asma, malattia che lo affliggerà per tutta la sua vita, si dedicò allo sport, specialmente al rugby; altra sua passione giovanile furono gli scacchi. Studiò dal 1941 nel “Colegio Nacional Deàn Funes” e, nel 1948, si iscrisse all’Università di Buenos Aires per studiare medicina: dopo diverse interruzioni, si laureò il 12 luglio 1953. Quando era ancora studente, Guevara passò molto tempo a viaggiare in America Latina. Nel 1951 il suo vecchio amico – Alberto Granado, gli suggerì di prendere un anno di pausa dagli studi in medicina per intraprendere il viaggio      attraverso il Sudamerica che per anni si erano proposti di fare.  Ernesto e l’amico ventinovenne Alberto partirono quindi a cavallo di una motocicletta Norton Model 18 di 500 cc del 1939, cui Granado aveva dato il soprannome di ”La poderosa II”. Guevara raccontò questo viaggio nel diario ”Latinoamericana” da cui, nel 2004, verrà tratto il film I diari della motocicletta.  Dopo aver visto la povertà di massa ed essere stato influenzato dalle letture sulle teorie marxiste, concluse che solo la rivoluzione avrebbe potuto risolvere le disuguaglianze sociali ed economiche dell’America Latina. I suoi viaggi gli fornirono anche l’idea di non vedere il Sudamerica come una somma di diverse nazioni, ma come un’unica entità, per la liberazione della quale era necessaria una strategia di respiro continentale. Cominciò ad immaginare la possibilità di una Ibero-America unita e senza confini, legata da una stessa cultura, una idea che assumerà notevole importanza per le sue ultime attività rivoluzionarie. Dopo la laurea in medicina nel 1953, Guevara ricominciò a viaggiare, visitando Bolivia, Perù, Ecuador, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras e El      Salvador. Raggiunse poi il Guatemala dove si fermò per un certo tempo e dove ebbe l’opportunità di conoscere la socialista peruviana Hilda Gadea, che lo introdusse in ambienti vicini al governo Arbenz (il presidente che guidava un governo populista che cercava di portare avanti una rivoluzione sociale attraverso varie riforme, soprattutto fondiarie). In Guatemala prese anche contatto con diversi esuli cubani, legati a Fidel Castro e in questo periodo, Guevara ricevette il famoso soprannome ”Che”, dovuto all’uso frequente che lui faceva del tipico intercalare argentino Che. Il colpo di stato contro Albenz, consolidò      l’opinione di Guevara che gli Stati Uniti fossero una potenza imperialista, che si sarebbe sempre opposta ai governi intenzionati a ridurre le disparità economiche, endemiche in America Latina e negli altri paesi in via di sviluppo. Questo rafforzò ulteriormente la sua convinzione secondo cui solo il  socialismo, raggiunto attraverso la lotta armata e difeso dal popolo in armi, avrebbe risolto i problemi dei paesi poveri.  Poco dopo l’arrivo in Messico, rinnovò la sua amicizia con gli esuli cubani che aveva incontrato in Guatemala. Ebbe l’opportunità di conoscere Raùl Castro che, a sua volta, gli presentò suo fratello Fidel, arrivato in Messico dopo essere stato liberato da Batista. Dopo una fervida conversazione durata tutta una notte, Guevara si convinse cha Castro era il capo rivoluzionario che stava cercando ed aderì al Movimento del 26 di luglio che aveva in programma di abbattere il dittatore Fulgencio Batista.  Negli ultimi giorni del dicembre 1958 il “Che” diresse l’attacco condotto dalla sua ”squadra suicida” su Santa Clara. Fu una delle battaglie decisive della rivoluzione. Batista, dopo essersi accorto che i suoi alti ufficiali, stavano stipulando una pace separata con Castro e che molti militari disertavano per unirsi ai rivoluzionari, fuggì nella Repubblica Dominicana il 1 gennaio 1959.  Il 2 gennaio 1959 la colonna del Che entra nella capitale, L’Avana, e occupa la fortezza militare ”La Cabana” , eretta al tempo della colonizzazione degli spagnoli nella capitale. Per i sei mesi in cui rivestì l’incarico di comandante della prigione sovrintese ai processi e alle esecuzioni di circa 55 militari, ex ufficiali del regime di Batista, membri del BRCA (Burò de Represiòn de Actividades Comunistas,“ Ufficio repressione attività comuniste”).  Fino al 1964 Guevara ricoprì diverse cariche istituzionali ammini  strative nel governo cubano. Nel dicembre 1964 Guevara andò a New York in qualità di capo della delegazione cubana e tenne un discorso all’Assemblea Generale dell’ONU. Il 17 dicembre volò a Parigi, dando inizio a un viaggio di tre mesi, in cui visitò la Repubblica Popolare Cinese, l’Egitto, l’Algeria, il Ghana, la Guinea, il Mali, il Dahomey, il Congo-Brazzaville e la Tanzania, con soste in Irlanda, Parigi e Praga. Ad Algeri il 34 febbraio 1965, fece l’ultima apparizione pubblica sul palcoscenico internazionale. Ritornò a Cuba il 14 marzo, ricevuto solennemente all’aeroporto di L’Avana da Fidel e Raùl Castro e altre autorità. Due settimane dopo, Guevara si ritirò dalla vita pubblica e scomparve. Dove fosse restò il grande mistero cubano per tutto il 1965. La sua latitanza fu variamente attribuita al relativo insuccesso del piano d’industrializzazione che aveva portato avanti da ministro dell’Industria, alle pressioni esercitate su Castro dai Sovietici, allarmati dalle tendenze filocinesi di Guevara, in un momento in cui la frattura tra Mosca e Pechino si approfondiva, oppure a gravi divergenze tra Guevara ed il resto della dirigenza cubana sullo sviluppo economico dell’isola e sulla sua linea politica. L’orientamento filo-cinese di Guevara era sempre più problematico per Cuba, mano a mano che l’economia del paese diventava sempre più dipendente dall’Unione Sovietica.

Dai primi giorni della rivoluzione cubana, Guevara era stato considerato un sostenitore della strategia maoista nell’America Latina. Durante la crisi dell’ottobre 1962, Guevara percepì come un tradimento sovietico la decisione – presa da Khruscev senza consultare Castro – di ritirare i missili da Cuba. Di fronte alle più diverse ipotesi sul destino del rivoluzionario argentino, Castro, il 16 giugno 1965, rese pubblica una lettera priva di data nella quale Guevara annunciava di dimettersi da tutte le cariche che occupava nel governo, nel partito e nelle forze armate. Rinunciò anche alla cittadinanza di Cuba, che gli era stata concessa nel 1959 per i meriti nella rivoluzione.

A questo punto ci fu la parentesi dell’operazione nell’ex Congo Belga, finalizzata al sostegno del movimento marxista dei Simba, favorevole a Patrice Lumumba. Ma fu un fallimento totale per diverse motivazioni che ora non è il caso di esaminare in quanto ci avviciniamo agli avvenimenti cruciali e finali del personaggio Guevara. Tra il 1966 e 1967, Castro seguitò ad esortare Guevara a tornare a Cuba, ma Guevara accettò solamente quando capì che sarebbe rimasto sull’isola per i pochi mesi necessari a preparare una nuova impresa rivoluzionaria in America Latina e, più precisamente, in Bolivia. Su richiesta di Fidel Castro, un pezzo di terreno in una zona remota della Bolivia era stato comprato dai comunisti boliviani perché Guevara lo utilizzasse come base e campo d’addestramento; però poco fu fatto per gettare le basi di un esercito guerrigliero. Si diffusero voci che la Haydèe Tamara Bunke Bider, più nota con il nome di battaglia di Tania, la sua principale agente di guerra a La Paz, collaborasse con il KGB portando le autorità boliviane sulle tracce dei guerriglieri. Tania cadde in Bolivia qualche tempo prima di Guevara. Il diario, trovato addosso al suo cadavere, avrebbe aiutato i boliviani a individuare i movimenti dei cubani. Già da più di un mese, dal 31 agosto 1967, l’avanguardia di Guevara era rimasta sola dopo l’annientamento da parte dell’esercito della retroguardia dei guerriglieri, sul Rio Grande.  L’imboscata avvenne dopo la delazione del contadino Honorato Rojas che, sotto minaccia dell’esercito, dette informazione sul luogo del possibile attraversamento del fiume da parte dei guerriglieri. Guevara, durante i primi giorni di ottobre, ormai con poche informazioni, senza viveri e con scarse vie di scampo, si rifugia in un canalone dove è circondato da forze  militari preponderanti. Qui Guevara è catturato dall’esercito boliviano, assieme ad altri guerriglieri, l’ 8 ottobre del 1967 nella quebrada (canalone) dello Yuro, a pochi km dal  villaggio di La Higuera. E’ la fine. Si arrese dopo essere stato ferito alle gambe e dopo che il suo fucile fu distrutto da un proiettile. Il Presidente Barrientos, appena informato della cattura, ne ordinò l’esecuzione, ma diffuse un falso comunicato in cui affermava che Guevara era morto in combattimento. Guevara fu recluso nella piccola scuola del paese, dove passò la notte. Fu ucciso nel primo pomeriggio successivo, il 9 ottobre 1967, da un sergente dell’esercito scelto a sorte, Mario Teràn. La versione più accreditata racconta che Guevara ricevette diversi spari alle gambe, sia per evitare di deturpargli il volto ed ostacolare l’identificazione, sia per simulare ferite in combattimento, così da nascondere l’esecuzione sommaria del prigioniero.  Il suo corpo fu legato ai pattini di un elicottero e portato a Vallegrande, dove venne adagiato su un piano di lavaggio dell’ospedale e mostrato alla stampa. Dopo che un medico militare ebbe amputato le mani al cadavere, e non si comprende il perché di tale accanimento e scempio, l’esercito boliviano fece sparire il corpo, rifiutandosi di rivelare se i resti fossero stati sepolti o cremati.

Il 15 ottobre Castro riconobbe pubblicamente la morte di Guevara e proclamò tre giorni di lutto nazionale.  Il 28 giugno 1997, cioè trenta anni dopo la sua morte, i resti del cadavere di Guevara furono esumati in una fossa comune vicino alla pista di volo a Vallegrande. Pochi giorni dopo le spoglie del Che vennero portate a Cuba.  Dall’ 11 al 13 ottobre 1997 a Cuba fu proclamato lutto nazionale: i resti di Guevara, assieme a quelli di altri sei combattenti cubani morti durante la campagna in Bolivia, furono pubblicamente commemorate e quindi tumulate il giorno 17 con tutti gli onori militari in un mausoleo costruito nella città di Santa Clara, dove tuttora riposano. La figura di Ernesto Guevara – el Che – è assurta alla dimensione del ”mito”, essendo divenuto una icona di livello internazionale per quella parte di persone che si riconoscono nei suoi ideali rivoluzionari.

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